FIAT (nata come
acronimo di Fabbrica Italiana Automobili Torino), ora nota come Fiat Automobiles, è stata fondata l'
11 luglio 1899 a
Torino come casa produttrice di
automobili, per poi sviluppare la propria attività in numerosi altri settori, dando vita al più importante gruppo finanziario e industriale privato
italiano. Ora fa parte, insieme ai marchi
Alfa Romeo,
Lancia,
Abarth & C. e
Fiat Professional, di
Fiat Group Automobiles (abbreviato in FGA) che rappresenta una delle diramazioni del gruppo industriale
Fiat SpA.
Indice[
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1 Vetture FIAT1.1 Storia e direzione aziendale1.2 Modelli pre-bellici e bellici1.3 La produzione Fiat del dopoguerra1.4 Modelli anni '601.5 Modelli anni '701.5.1 Fiat Auto S.p.A.1.6 Modelli anni '801.7 Modelli anni '901.7.1 Il Progetto 1781.8 Produzione Fiat attuale1.8.1 Autovetture1.8.2 Van1.9 Altri veicoli Fiat1.9.1 Veicoli commerciali leggeri1.9.2 Fotogalleria Furgoncini/Camioncini leggeri anni'501.9.3 Autocarri1.10 I loghi FIAT2 Bilancio 20083 Note4 Bibliografia5 Voci correlate6 Altri progetti7 Collegamenti esterni//
Vetture FIAT [
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Per approfondire, vedi la voce
Elenco dei modelli FIAT.
Storia e direzione aziendale [
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L'azienda nacque dalla comune volontà di una decina tra aristocratici, possidenti, imprenditori e professionisti torinesi di impiantare una fabbrica per la produzione di automobili.
L'idea di produrre automobili su scala industriale era venuta agli amici
Emanuele Cacherano di Bricherasio e
Cesare Goria Gatti (già fondatori dell'
ACI Automobile Club d'Italia) che avevano precedentemente costituito e finanziato la "
Accomandita Ceirano & C.", finalizzata alla costruzione della "Welleyes", un'automobile progettata dall'ing.
Aristide Faccioli e costruita artigianalmente da
Giovanni Battista Ceirano.
Visto il successo ottenuto dalla "Welleyes" alla sua presentazione, Bricherasio e Gatti proposero ad un gruppo di conoscenti di acquisire le esperienze, le maestranze e la
competenza della "Accomandita Ceirano & C." per trasferirle su scala industriale, come già avveniva nella fabbriche dell'
Europa settentrionale.
Oltre ai due promotori, si mostrarono disposti a partecipare il conte
Roberto Biscaretti di Ruffia, il marchese
Alfonso Ferrero di Ventimiglia, il banchiere e industriale della seta
Michele Ceriana-Mayneri, l'avvocato
Carlo Racca, il possidente
Lodovico Scarfiotti, l'agente di cambio
Luigi Damevino e l'industriale della cera
Michele Lanza.
Atto Costitutivo della Fiat - 11 luglio 1899
Il gruppo di notabili, dopo vari incontri per fissare le linee dell'accordo tenuti nel
caffè di madame Burello e dopo aver ottenuto l'appoggio finanziario del "
Banco di Sconto e Sete" di
Torino, si riunì a
Palazzo Bricherasio per sottoscrivere l'atto di "Costituzione della Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili" redatto dal Cav. Dott. Ernesto Torretta, Notaio Patrimoniale della Real Casa: era l'11 luglio 1899. I soci versarono un
capitale di 800.000
lire in 4.000
azioni (circa 10 milioni di
euro attuali) ed affidarono la presidenza a Ludovico Scarfiotti.
Occorre aggiungere che, il giorno precedente alla costituzione della società, Michele Lanza decise di ritirarsi, abbandonando il sodalizio. Lanza aveva già realizzato in proprio, nel
1895, una delle prime automobili italiane e, ben conoscendo le difficoltà tecniche a cui si andava incontro, riteneva inopportuno escludere Giovanni Battista Ceirano dalla società, principale esperto meccanico, per mere questioni di rango. Parte della quota azionaria destinata a Lanza venne assunta dal possidente
Giovanni Agnelli, coinvolto in extremis dell'amico ed ex commilitone Scarfiotti, mentre la rimanente quota azionaria venne sostenuta dal Banco di Sconto e Sete.
Durante la prima seduta, il
consiglio d'amministrazione della neonata FIAT deliberò l'acquisto dell'"Accomandita Ceirano & C.", liquidando Ceirano con la somma di 30.000 lire, per riassumerlo quale agente di vendita.La prima vettura costruita dalla FIAT fu il modello "
3½ HP", copia della "Welleyes" e prodotta in 8 esemplari nel corso del 1899.
La FIAT iniziò la costruzione del famoso stabilimento produttivo denominato
Lingotto nel
1916 e lo fece entrare in funzione nel
1923.
Dopo un primo periodo di difficile sviluppo, segnato da diverse ricapitalizzazioni e da modifiche nella composizione del capitale azionario (non sempre in maniera pacifica ma anche sfociate in processi clamorosi per l'epoca), la proprietà della casa automobilistica viene assunta quasi integralmente da Giovanni Agnelli, che diventerà
senatore durante il
Fascismo e resterà a capo dell'azienda sino al termine della
seconda guerra mondiale.
Dopo aver rischiato di perdere la proprietà dell'azienda per la propria compromissione con il regime fascista, Agnelli passa il comando a
Valletta, essendo l'unico figlio maschio, Edoardo, morto in un incidente aereo. Valletta, uomo di qualità non comuni, si occupò di reggere per conto della
famiglia Agnelli una delle poche aziende italiane non completamente inginocchiate dalla disfatta, riuscì a farla rialzare e contemporaneamente fornì l'opportuna preparazione al ruolo che appena possibile avrebbe dovuto assumere il giovane discendente "primo in linea dinastica" (definizione attribuita a
Montanelli).
Gianni Agnelli, l'erede, divenne presidente della FIAT nel
1966 e lo rimase fino al compimento del 75º compleanno, quando le norme statutarie lo obbligarono a cedere la presidenza.
La carica viene assunta prima (
1996) dall'ex amministratore delegato
Cesare Romiti e poi (
1998) da un dirigente genovese che per molti anni ha lavorato alla
General Electric negli USA,
Paolo Fresco.
La crisi del gruppo porta il fratello
Umberto alla presidenza (
2003); dopo la morte di Umberto è la volta (
2004) di
Luca Cordero di Montezemolo; l'erede designato dalla
famiglia Agnelli,
John Elkann, è stato nominato vice presidente all'età di 28 anni e altri membri della famiglia fanno parte del consiglio di amministrazione. L'Amministratore Delegato, Giuseppe Morchio, dimissionario, è stato sostituito da
Sergio Marchionne, che lo ha sostituito dal
1 giugno 2004.
La gestione di Gianni Agnelli incrementò notevolmente la vocazione multinazionale e plurisettoriale dell'azienda; una vocazione che affondava le proprie radici nelle realtà industriali create dalla Fiat in tutta Europa, già nel primo ventennio del secolo. La crescita, certo aiutata anche dal cosiddetto "boom economico" degli
anni sessanta, fu rilevante sia in campo nazionale che nei mercati esteri.
Le attività e le strategie del gruppo, in origine dirette alla sola produzione industriale di autovetture (e poco dopo anche di
veicoli industriali e
agricoli), con il passare del tempo ed a causa delle mutate condizioni di mercato e del consolidato assetto di gruppo, sono andate verso una diversificazione in molti altri settori. Il gruppo ha al momento attività in una vasta gamma di settori dell'industria e nei servizi finanziari.
Si tratta del maggiore gruppo aziendale italiano, che vanta inoltre significative attività anche all'estero, dove è presente in 61 nazioni con 1063 aziende che impiegano oltre 223.000 persone, 111.000 delle quali al di fuori dell'Italia.
Modelli pre-bellici e bellici [
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La prima produzione di autovetture, datata
1900, avvenne con l'utilizzo di 150 operai nello stabilimento in Corso Dante a Torino. Da lì uscirono 24 autoveicoli modello
Fiat 3/12hp, di cui una curiosità era la mancanza della retromarcia. Ancora nel
1903 la produzione era limitata a 103 pezzi di auto.
Il primo Taxi Italiano
Il primo Taxi Italiano su base Fiat Tipo 1
Al
1902 risale anche la prima affermazione della casa nelle competizioni automobilistiche, quando, con alla guida
Vincenzo Lancia si aggiudica una gara locale piemontese la Torino Sassi-
Superga.
Sempre al primo decennio del
XX secolo risalgono le prime diversificazioni della Fiat nel campo dei veicoli commerciali, dei
tram, degli
autocarri e dei motori marini. La società inizia anche un'attività all'estero con la fondazione nel
1908 della Fiat Automobile Co negli
Stati Uniti e la successiva costruzione nel
1909 dello stabilimento di
Poughkeepsie; nel frattempo si amplia anche il numero delle persone occupate, giunte a 2500 unità nel
1906. Nel 1908 viene messa in produzione la
Fiat 1 Fiacre, prima autovettura destinata alla funzione di
taxi e di cui vennero esportati numerosi esemplari nelle più importanti città come
Parigi,
Londra e
New York.
Poco prima dello scoppio della
prima guerra mondiale, la società torinese rinnova totalmente la gamma di autovetture in produzione con la presentazione dei modelli
1,
2,
3,
4,
5,
6; di questi modelli va ricordata la presenza dei primi esempi di
batteria e di trasmissione a
cardano. Nel
1911 l'azienda si cimenta nella costruzione di un autoveicolo specifico per battere il record mondiale di velocità: a tal fine costruisce la
Fiat 300 hp Record, un'auto di quasi 29.000
cc e 290
cv di potenza, in grado di sfiorare i 300 km/h.
Una Fiat 509
Sempre prima dello scoppio della guerra l'azienda madre fonda la Fiat lubrificanti, allarga le sue attività estere con l'apertura di una società in
Russia e inizia la produzione in serie della
Fiat Zero di cui costruirà circa 2000 esemplari, forniti anche di impianto elettrico. Naturalmente la produzione civile viene quasi completamente convertita ad uso bellico durante il conflitto e il modello
Fiat 501 viene assemblato soprattutto per il
Regio Esercito.
Alla ripresa produttiva post bellica nel
1919 l'azienda torinese presenta la Fiat 501 ad uso civile, di cui riesce a mettere sul mercato quasi 45.000 unità. Nel frattempo prosegue anche la diversificazione nel campo dei veicoli industriale e dell'accessoristica; quest'ultima rappresentata dalla fondazione della
Magneti-Marelli.
Dopo la visita del Senatore Agnelli agli stabilimenti della
Ford, fondata da
Henry Ford nel
1903 negli
USA, appare evidente che l'unica via percorribile sia quella di operare in serie, attraverso la
catena di montaggio. Le prime manifestazioni del nuovo metodo di costruzione sono evidenti dopo l'inaugurazione del
Lingotto, modernissimo stabilimento di 153.000 m2, disposto su 5 piani e con la presenza sul tetto di una pista di prova per i nuovi modelli.
I modelli in produzione negli
anni 1920 spaziano dall'utilitaria
Fiat 509 alla lussuosa berlina
Fiat 529 equipaggiata di freni su tutte le 4 ruote e di volante regolabile. Una innovazione tecnologica importante è quella del
1928 dove la Fiat, prima al mondo, utilizza l'
alluminio per la costruzione delle teste dei motori.
Fiat 500 Topolino
Il decennio antecedente lo scoppio della
seconda guerra mondiale è caratterizzato dalla politica autarchica voluta da
Mussolini che impedisce uno sviluppo all'estero dell'azienda, ma che aiuta nell'espansione sul mercato interno. È di questo periodo il debutto della
Fiat 508 Balilla, presentata nel
1932, inizialmente fornita di cambio a 3 marce e in un secondo tempo (dal 1934) con uno più moderno a 4, che segna il nuovo record di produzione per la Fiat con oltre 110.000 esemplari. Pochi anni dopo il record verrà sbriciolato con la
Fiat 500, conosciuta nella prima versione con il nomignolo di Topolino e che, presentata nel
1936, in un ventennio di produzione riuscì a raggiungere l'invidiabile cifra di oltre 500.000 unità.
Fiat 1100
Appena prima dello scoppio della guerra viene inaugurato anche il nuovo stabilimento di
Mirafiori dove viene iniziata la turnazione del lavoro sull'arco delle 24 ore.
Un modello che non può essere dimenticato è la
Fiat 6 cilindri 1500, lanciata alla fine del
1935, che si distingue per una innovativa linea aerodinamica e filante della carrozzeria; questa nuova linea, molto accattivante, sarà estesa (ovviamente in formato ridotto) dalla Topolino nel
1936 e dalla
Fiat Nuova Balilla 1100, la prima Fiat a fregiarsi del titolo di 1100,che sarà immessa sul mercato nel giugno
1937. L'ultimo prodotto anteguerra - uscito nel
1938 - è l'ammiraglia
Fiat 2800: per ovvie ragioni (la natura stessa della vettura e lo scoppio della seconda guerra mondiale) questo modello, che inaugura, in casa Fiat, una nuova forma del
cofano (un muso detto a spartivento) sarà costruito (anche in versione "militare") in soli 621 esemplari sino al
1944.
La seconda guerra mondiale porta ad una drastica riduzione della produzione di autovetture con una conversione delle linee alla costruzione di veicoli commerciali richiesti dalla macchina bellica. Gli impianti subiscono gravissimi danni a causa dei bombardamenti e vengono pressoché fermati.
La produzione Fiat del dopoguerra [
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La 500 B trasformabile del 1948: la vettura ed il posto di guida. Si noti la doppia racchetta del tergicristallo, in pratica l'unico particolare (assieme al sistema d'apertura del cofano motore) che consente di distinguere la 500 B dalla precedente 500, dotata di racchetta unica
La fine del conflitto mondiale lascia un cumulo di macerie degli impianti industriali e si somma, per l'azienda, alla morte del suo co-fondatore e il conseguente passaggio della dirigenza all'ing. Valletta: solo nel
1948 e grazie agli aiuti stanziati dal
Piano Marshall terminano i lavori di ricostruzione degli stabilimenti e riprende in pieno la produzione di autovetture. Già sul finire del
1945, comunque, cominciano a lasciare la fabbrica le prime autovetture: la gamma è quella dell'anteguerra (decurtata della grossa "2800" da rappresentanza) e comprende dunque tre modelli di base: la 500 "Topolino", la 1100 e la sei cilindri
1500.
Nel 1948, alla fine di giugno, si ha il primo rinnovamento del dopoguerra: nasce la 500 B, che differisce dalla precedente soprattutto per una modifica al sistema di distribuzione del motore, che passa dalle "valvole laterali" alle più moderne ed efficienti "valvole in testa", con un guadagno di potenza (da 13 a 16 HP) e di velocità (da 85 a 95 km/h). Praticamente inalterata appare invece la carrozzeria. Meno di tre mesi dopo, nel settembre del 1948, esce la prima "station wagon" italiana prodotta in serie: si tratta della 500 B "Giardiniera" che, sulla meccanica della 500 B appena immessa sul mercato, monta una carrozzeria molto originale (allora definita "giardiniera") caratterizzata dalle fiancate in legno: la vetturetta offre una abitabilità di 4 posti "veri" più un discreto bagagliaio, non male per una vetturetta di appena 570 cm3. Contemporaneamente, anche i modelli superiori, 1100 e 1500, vengono "aggiornati" ed assumono le nuove denominazioni di "1100 B" e di "1500 D".
Nel
1949 la Topolino cambia vestito e diventa 500 C. A marzo, la nuova versione viene esposta in anteprima al Salone Internazionale dell'Auto di Ginevra: la meccanica è praticamente invariata, mentre la carrozzeria abbandona i fanali sporgenti dai parafanghi e si fa più arrotondata e moderna. La stessa modifica interessa ovviamente anche la versione "Giardiniera". La presentazione in Italia delle due versioni avviene due mesi dopo, nel maggio 1949.
La Fiat 1500 E berlina del 1949/50
Alla
Fiera del Levante di
Bari, nel settembre 1949, il rinnovamento riguarda la 1100 e la 1500, la cui denominazione assume il suffisso "E": se per la 1100 il rinnovamento è opportuno e comprensibile in quanto il modello è destinato a rimanere in produzione ancora a lungo, lo stesso non si può dire per la sorella maggiore 1500, dal momento che è imminente il lancio dell'erede, la 1400, che nascerà appena sei/sette mesi dopo. Comunque, tanto la 1100 E quanto la 1500 E si differenziano dalle precedenti 1100 B e 1500 D per alcune modifiche estetiche determinate soprattutto dalla scomparsa della ruota di scorta esterna, ora alloggiata in un apposito vano (avente anche funzioni di bagagliaio) che è accessibile dall'esterno e che viene ad integrarsi nella parte posteriore della carrozzeria. Altre modifiche riguardano i paraurti (irrobustiti) e l'adozione del comando del cambio con leva al volante, secondo l'imperante moda "americana".
La Fiat 8V nella sua prima versione nel marzo 1952
Solo nel
1950 avviene la presentazione di un modello veramente nuovo, la
Fiat 1400, che manda definitivamente in pensione la pur valida sei cilindri 1500; sarà il primo modello con carrozzeria portante e fornito di serie di impianto di riscaldamento. Negli anni immediatamente successivi verranno presentati anche dei veicoli "inusuali" nella produzione dell'azienda fino ad allora: nel 1951 esce la
Fiat Campagnola, mezzo fuoristrada di derivazione della statunitense Jeep utilizzata dall'esercito americano durante la guerra, mentre l'anno dopo (1952) è la volta della
Fiat 8V, una berlinetta sportiva a 2 posti caratterizzata dalle sospensioni a 4 ruote indipendenti, novità per l'azienda torinese. Altro traguardo importante raggiunto nel
1951 è rappresentato dalla presentazione di un
aereo il
modello G80, primo
jet costruito in Italia.
Nel campo delle utilitarie, il Salone di Bruxelles del gennaio 1952 tiene a battesimo la nuova versione "station wagon" della 500 C, definita "Belvedere" e caratterizzata dalla carrozzeria interamente metallica (la precedente "Giardiniera" aveva le fiancate in legno/masonite).
La Fiat Campagnola (con motore diesel) del 1953
Il 1952 non è un anno particolarmente ricco di novità, tuttavia - oltre alla Belvedere metallica ed alla sportiva 8V - vede la luce il modello
1900 nelle due versioni: la berlina (quasi identica alla 1400 ma con mascherina con più cromature,
lunotto ampliato ed interni più lussuosi) e la due porte denominata "Granluce". La nuova 1900 è caratterizzata, tecnicamente, dalla adozione di uno speciale giunto idraulico che rende più fluida e pastosa la marcia.
Da segnalare ancora che, a fine anno, l'autocarro leggero
Fiat 615 viene venduto anche con motorizzazione diesel, un piccolo propulsore di 1,9 litri alimentato a gasolio che equipaggerà, l'anno dopo, la prima autovettura diesel della Fiat, la 1400 Diesel.
Nel
1953 l'occupazione negli stabilimenti raggiunge la cifra di 71.000 unità mentre nel campo della tecnica viene prodotta la prima versione della
Fiat 1400 con motorizzazione
Diesel ripresa dall'autocarro leggero tipo 615. Dello stesso anno è la commercializzazione del modello
Fiat 1100 nella sua nuova edizione a struttura portante denominato e conosciuto come "modello 103" e considerato un po' come l'erede della 508 Balilla. Di questo fortunato modello, destinato a recitare una parte da protagonista tra i modelli Fiat per oltre quindici anni (sarà sostituito dalla
128 nel 1969), esce anche, a fine anno, la versione "spinta" TV (Turismo Veloce) seguita, all'inizio del'54, dalla station-wagon (Familiare la definizione dell'epoca).
Nel
1954 la Fiat non presenta grandi novità: al
Salone di Torino di primavera, a parte la vettura sperimentale a Turbina (esposta più che altro per scopi pubblicitari) vengono presentate le nuove 1400/1900 nella serie contrassegnata dal suffisso "A" e caratterizzata da una carrozzeria ammodernata e da alcune piccole modifiche meccaniche.
Fiat Nuova 500
Il
1955 è caratterizzato dal pensionamento della 500 C e dalla presentazione della
Fiat 600, primo modello che veramente darà inizio alla motorizzazione di massa degli italiani, che sarà seguita nel
1956 dalla originalissima derivata
Fiat 600 Multipla, prima "monovolume" italiana.
Il
1956, Multipla a parte, vede uscire una nuova serie di 1400/1900 (tipo "B") e di 1100/103 (tipo "E") mentre il
1957 è l'anno che segna la nascita della
Nuova 500 e di una nuova serie di 1100/103 con "codine" più lunghe pronunciate (definita anche come "modello'58" questa serie di 103, che segue alla "E" del'56, viene curiosamente contraddistinta ufficialmente dal suffisso "D").
Alla fine del
1957 esce anche, in sostituzione della 1100/103 TV, la meno sportiva ma più lussuosa
Fiat 1200 "granluce", che, pur sostanzialmente basata sul corpo vettura della 1100/103, ha un padiglione assai più moderno e luminoso. Le vendite della 1200 inizieranno nel
1958, anno che non registra alcuna novità di rilievo in casa Fiat.
Il decennio si chiude, nel
1959 con la cessazione delle ormai superate 1400/1900, sostituite dalle modernissime ancorché "spigolose"
1800/2100.
Nel
1961 ad andare in pensione un po' precocemente è invece il tipo 1200, sostituito dalla
1300/1500.
Modelli anni '60 [
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Nell'arco di pochi anni la società cerca di coprire le varie richieste degli automobilisti spaziando dalle piccole cilindrate alle grandi berline e presentando i vari modelli con allestimenti berlina, giardinetta, coupé e spider, diventando, in quanto azienda automobilistica più grande, uno dei perni del cosiddetto boom economico di quegli anni.
Fiat 850
Nel
1964 viene messa in produzione un'altra autovettura destinata ad un notevole successo, la
Fiat 850, nella sua classica versione berlina e in quelle, altrettanto di successo, coupé e
spyder. Nel
1966, stesso anno in cui avviene il passaggio di consegne tra Valletta e l'avv. Gianni Agnelli, viene presentata la vettura più sportiva della gamma, la
Fiat Dino progettata in parte con la
Ferrari che ne presenta un modello omologo.
I primi anni della nuova gestione sono caratterizzati da nuovi modelli che man mano sostituiscono quelli prodotti nel primo dopoguerra, presentando nel
1967 la
Fiat 124 che riesce a fregiarsi del titolo di
Auto dell'anno e sulla cui meccanica la
Pininfarina crea un modello spider molto apprezzato. Nel
1967 esce la
Fiat 125 e contemporaneamente l'azienda intensifica la sua presenza produttiva nel Sud Italia; inoltre acquista parte della
Ferrari e la totalità della
Lancia. Il
1969 vede la presentazione della prima autovettura torinese con il motore e la trazione anteriori, la
Fiat 128, anch'essa destinata ad un buon successo di vendita e a fregiarsi del titolo di Auto dell'anno. Dello stesso anno è anche la
Fiat 130 ammiraglia della casa con il suo motore da 2900 cc.
Modelli anni '70 [
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L'inizio degli
anni settanta, oltre che rappresentare l'inizio della produzione di autovetture all'estero con l'inaugurazione dello stabilimento in
Unione Sovietica, vede la presentazione sui mercati mondiali del modello
Fiat 127, erede della Fiat 850 e di cui, nei soli primi 3 anni di produzione, ne verranno costruiti oltre un milione di esemplari.
Fiat 127
Il
1972 porta contemporaneamente nuovi modelli in vari segmenti di mercato, quello delle utilitarie con la sostituzione della Fiat Nuova 500 (ormai versione R-Rinnovata) con la nuova
Fiat 126, quello delle berline di gamma alta con la
Fiat 132 e quello delle autovetture sportive con la
Fiat X1/9 (progettata e costruita da
Bertone). Dopo alcuni anni di poche novità significative, dovuto anche alle prime crisi petrolifere, esce nel
1974 la sostituta della Fiat 124, la nuova
Fiat 131 assemblata nello stabilimento di Mirafiori con l'uso di nuove tecnologie in parte robotizzate, e la
Fiat 133 un non riuscito mix fra 127 e 126 prodotta e venduta solo all'estero (Spagna e Argentina).
Nel
1978 entra in produzione la
Fiat Ritmo, autovettura che si distacca notevolmente nelle linee da tutta la produzione precedente e che ha la caratteristica curiosa di dover essere messa sul mercato degli Stati Uniti con un altro nome, Fiat Strada, a causa del significato del nome, che, in slang, sta a significare ciclo mestruale.
Fiat Auto S.p.A. [
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In questo stesso anno l'azienda subisce un radicale cambiamento di struttura con la creazione della Fiat Auto Spa sotto cui vengono raggruppate tutte le aziende del gruppo attive nel comparto
automobilistico (Fiat, Lancia, Autobianchi e Abarth) ad eccezione della Ferrari che, insieme alla Maserati quando questa sarà rilevata dal gruppo torinese, fa capo direttamente alla holding, scindendo le attività collaterali in nuove ragioni sociali come Fiat Ferroviaria, Fiat Avio e Fiat Trattori. Nel frattempo anche tutta la produzione di veicoli industriali aveva perso la denominazione di Fiat per essere inglobata nel marchio
Iveco.
Modelli anni '80 [
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L'inizio degli
anni ottanta presentano un ulteriore ringiovanimento della gamma con le
Fiat Panda del 1980 (design di
Giugiaro) che si instaura tra 127 e 126. La
Fiat Argenta in sostituzione della Fiat 132 nel
1981 che si rivela una rivisitazione generale. La
Fiat Regata che prende il posto della Fiat 131 nel
1983 derivata dalla Ritmo.
FIAT Uno prima serie
Forse un capitolo a parte merita la presentazione, datata
1983 della
Fiat Uno (design di Giugiaro), degno successore della Fiat 127, si merita anch'essa il titolo di Auto dell'anno, è la prima autovettura della casa il cui motore, il
FIRE 1000, è prodotto negli stabilimenti di
Termoli (aperti nel 1972 e considerati importanti sul fronte motori) ed è a tutt'oggi il modello Fiat che vanta il più grande numero di esemplari costruiti, oltre 8.000.000.
Nel
1985 vede la luce il primo esemplare frutto della collaborazione tra le aziende del gruppo, utilizzando la stessa meccanica, la Fiat presenta la
Croma (design di
Giugiaro), contemporaneamente alla
Lancia Thema e alla
Alfa Romeo 164 (design di
Pininfarina). Di quel progetto faceva parte anche la
Saab 9000.
Nel
1986 acquista l'
Alfa Romeo dall'
IRI.
Nel
1988 esce la
Fiat Tipo che va a sostituire, nel campo delle berline di media cilindrata, la Fiat Ritmo, seguita a distanza di due anni dalla presentazione della
Fiat Tempra, altro progetto di collaborazione con la
Alfa Romeo 155, e la
Lancia Dedra.
Sempre del 1988 è la presentazione di un altro modello che ha fatto la storia, dell'azienda Fiat, la
Fiat Duna, un'autovettura, nata e prodotta in Brasile dove ha avuto molto successo, al contrario una volta importata in italia si rivelò un fiasco commerciale.
Negli
USA, intorno agli anni '80, Fiat fu marchiata con alcuni acronimi e soprannomi umoristici come per esempio "Fix It Again, Tony" (Riparala ancora, Tony), oppure "Found In A Trashcan" (trovata in un bidone).
[1]. Questa nomea danneggiò l'immagine del marchio tanto che nel
1983 si ritirò dal mercato nordamericano per non farvi più rientro fino alla recente acquisizione della Chrysler.
Modelli anni '90 [
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FIAT Punto
Gli
anni novanta sono caratterizzati dall' entrata in produzione dei modelli che vediamo circolare ai giorni nostri e che possiamo, in parte, ritrovare ancora nei listini di vendita odierni come la
Fiat Cinquecento del
1991 che sostituisce la 126, vera e propria mini-rally car. La
Punto, che sostituisce la Uno, lanciata nel 1993, si caratterizza da una linea innovativa da monovolume che riceve il premio auto dell'anno 1995. La
Coupé del
1993 che sostituisce la
X1/9 dotata di un 2000cc turbo e aspirato, di cui la prima serie a 4 cilindri, nella seconda serie introdussero il motore 1.8 e 2.0 turbo 5 clilindri 20 valvole. La
Ulysse del
1994 che fu la prima grande monovolume di successo prodotta dalla Fiat, questa in collaborazione con il gruppo francese PSA (Peugeot 806 - Citroen Evasion) La
Fiat Barchetta, autovettura spider con motore 1.8 disegnata da
Andreas Zapatinas che riscosse un buon successo come spider economica. Le
Fiat Bravo/Brava del
1995, caratterizzate da una linea moderna e da dimensioni da utilitarie più che da compatte come eredi della Tipo che ricevono il premio auto dell'anno 1996. La
Fiat Marea del
1996, derivata dalla Bravo/Brava, come erede della Tempra.
Multipla del
1998La
Fiat Seicento nel
1998 come erede della Cinquecento di cui conserva il disegno generale; è stata prodotta fino al 2010 ed ha subito un aggiornamento estetico nel 2005, in questa data la casa ha anche cambiato la denominazione del modello in Fiat 600 (numerica) per festeggiare i 50 anni dell'omonima antenata. La
Multipla, che riprende il nome della 600 Multipla, con sei posti e dimensioni da utilitarie, la quale riscosse un enorme successo, aiutata anche dal fatto che venne equipaggiata da un motore 1.6 alimentato a benzina e metano dalla grande economicità. Nel settembre 1999 viene lanciata la seconda serie della "Punto" frutto del progetto 188 con motorizzazioni 1.2 8v, 1.2 16v, 1.8 16v benzina, 1.9 D aspirato a gasolio e 1.9 JTD a iniezione diretta. Quest'auto ha avuto grande successo tant'è che oggi viene ancora prodotta e commercializzata con il nome "Punto Classic".
Questi modelli sono caratterizzati dalla presenza di varie motorizzazioni sia benzina 1.1, 1.2 8 e 16v, 1.4 aspirato e turbo (quest'ultimo montato sulla Punto GT), 1.6, 1.8, 2.0 litri aspirato e turbo sia nelle versioni 4 cilindri 16v che 5 cilindri 20v. questi modelli sono stati equipaggiati anche con motori a ciclo Diesel (1.7, 2.0 TD) e in taluni casi anche di motori elettrici o a doppio funzionamento (metano, con basse rese di potenza ma dalla grande economia di esercizio, e GPL, che oggi si è perfezionato e ha una resa del 90% rispetto alla benzina e consumi dal rapporto costo/km vicino al gasolio).
Il Progetto 178 [
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La Fiat, da molti anni ormai, si è impegnata molto fuori dalle mura italiane e anche al di là dei confini europei, ma ha trovato mercati e "gusti" molto differenti da quelli italiani. I primi esempi di fabbricazione in grande serie di autovetture all'estero da parte dell'azienda torinese possono essere fatti risalire agli
anni ottanta quando iniziò, negli stabilimenti
brasiliani la fabbricazione di una
berlina che ebbe uno scarsissimo successo di vendite sul mercato
italiano una volta importata, la
Duna. Nel Sudamerica invece il successo non mancò e da quella autovettura nacque il progetto successivo, quello della
Palio, anch'essa importata in Italia (e venduta fino al
2001) con un successo comunque migliore rispetto alla precedente. La Palio fa parte del "progetto 178" ovvero una serie di vetture della stessa famiglia differenziate prevalentemente dal mercato in cui venivano distribuite. Oltre alla Palio infatti di questa famiglia fanno parte la
Fiat Siena (
1997) e
Fiat Albea del
2002, nel
2003 fu prodotta la
Fiat Panda con il nome uguale all'omonima predecessore nel 1980.
Il
Fiat Strada (pick-up venduto anche in Italia) e la
Fiat Perla, aggiuntasi nel
2006 per il mercato
Cinese. La Perla però non ha riscontrato il successo sperato ed è stata tolta di produzione nel 2008 e le linee di montaggio sono state vendute alla cinese
Zotye.
Produzione Fiat attuale [
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Nel 2007 la Fiat ha prodotto 2.524.325 prodotti (8º gruppo al mondo) tra automobili, veicoli commerciali leggeri e camion
[2]. Nel 2006 la casa ha lanciato una gamma di apparecchi digitali quali
Mp3 e alcool tester elettronici sotto lo slogan "Fabbrica Italiana Alta Tecnologia" in riferimento all'acronimo FIAT
[3], lo stesso slogan è stato ripreso nel 2009 dalla testata Quattroruote come titolo di un articolo per sottolineare la tecnologia delle nuove motorizzazioni
Multiair.
Autovetture [
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LA FIAT nel 2008 è risultata avere la gamma di autovetture con le più basse emissioni di anidride carbonica in Europa pari a 133,7 g/km.
Fiat 500 del 2007
La produzione attuale FIAT avviene presso stabilimenti situati sia in Italia che all'estero: la maggior parte delle piccole segmento A viene assemblata in Polonia, le restanti autovetture sono di produzione italiana mentre alcuni veicoli commerciali vengono importati dalla Turchia. Lo stile delle automobili di nuova concezione è stato affidato a Giugiaro in particolare per i modelli Grande Punto e Sedici, Bertone per la Panda seconda serie del 2003 e recentemente Giolito per il
centro stile interno che ha reinterpretato la nuova 500 e ristilizzato la Punto Evo.
La società torinese ha in catalogo attualmente:
Panda nel segmento A delle utilitarie sostituisce il modello introdotto nel marzo del 1980 e viene proposta anche in versione a quattro ruote motrici con giunto viscoso, che richiama il concetto di piccolo SUV. Viene prodotta in Polonia;
Idea nel segmento delle monovolume compatte, viene prodotta in Italia e per il Sud America in Brasile;
500 che affianca la
Panda nel segmento A, le più vendute. La produzione avviene in Polonia;
Bravo tra le medie, segmento C, che sostituisce la vecchia
Stilo. Viene prodotta in Italia e recentemente è stata introdotta anche in Brasile per una produzione locale;
Grande Punto sostituisce quasi del tutto la Punto (che però è ancora in commercio, con il nome
Punto Classic), modello più venduto in Italia ed ai primissimi posti in Europa del 2006, debutta sul mercato con gli stilemi del nuovo "family feeling" della Fiat, creata da Giorgetto Giugiaro, ha ottenuto ampi consensi sul suo stile sportivo ma equilibrato. La Grande Punto viene prodotta in Italia, Brasile e India;
Punto Evo deriva dalla Grande Punto; si tratta della versione ristilizzata sia negli interni che negli esterni. Con la Punto Evo la casa ha raggiunto il traguardo di 5 milioni di Punto prodotte dal 1993;
Multipla è giunta alla seconda generazione e ha un design del frontale meno particolare rispetto alla vecchia serie ma che conserva l'abitacolo a sei posti. Viene prodotta in Italia;
Fiat Bravo
Croma segna il ritorno della Fiat nel settore medio alto, oggetto di un recente restyling piuttosto criticato in quanto troppo simile alla Bravo. La Croma viene prodotta in Italia;
Doblò il veicolo
multispazio prodotto in due generazioni e in oltre un milione di esemplari, utilizzabile sia come
trasporto passeggeri che come
trasporto merci. La produzione è stata affidata alla Tofas in Turchia, per i mercati emergenti molti esemplari sono stati prodotti in Russia, Brasile, Vietnam e Nord Corea;
Qubo veicolo da lavoro
multispazio per uso anche familiare che affianca Fiat Doblò. Viene prodotto in Turchia;
Ulysse monovolume prodotto in due generazioni che rispetto la prima ne aumenta la comodità e la potenza, il bagagliaio è molto ampio. L'Ulysse è frutto di un accordo con la
PSA e viene prodotto in Francia;
Sedici mini SUV prodotto dal 2005 in Ungheria e frutto della collaborazione con
Suzuki. La Sedici pubblicizzò anche le olimpiadi di Torino 2006;
Fiat Linea è una berlina tre volumi venduta in molti mercati ad esclusione dell'Italia. Si tratta di una world car derivata dalla Grande Punto che viene venduta anche in alcuni paesi dell'
Unione europea (come
Spagna e
Germania dove gode di tutti i sistemi di elettronica e dispositivi di sicurezza della Grande Punto). Rispetto le Palio e Siena la Linea punta sui contenuti e sulla qualità e viene prodotta anche in allestimenti lussuosi. Viene assemblata in Turchia e altri mercati emergenti come Brasile, India e Russia.
Fiat Freemont E' il crossover, presentato nel 2011, a 7 posti prodotto nell'impianto messicano di Toluca su base Dodge Journey.
In Brasile la Fiat possiede una filiale che produce modelli e motori specifici commercializzati esclusivamente in Sud America.
La gamma motori si compone di propulsori facente parte della famiglia motoristica
Fire a quattro cilindri affiancati dai più recenti
Multiair sia aspirati che turbo con potenze fino a 170 cavalli. Inoltre di nuova introduzione è il 1.742 benzina turbo a iniezione diretta prodotto a Pratola Serra che equipaggia i modelli più potenti della gamma Alfa Romeo e Lancia. Nel 2010 la Fiat ha introdotto il nuovo motore bicilindrico 0,9 litri
TwinAir dotato di tecnologia MultiAir. I diesel sono i classici
Multijet a quattro e cinque cilindri da 1.3, 1.6, 2.0 e 2.4 litri con
filtro antiparticolato. Per ridurre le emissioni di anidride carbonica su molti modelli è stato introdotto il sistema Start&Stop che spegne il motore alle basse andature durante le frenate e grazie al software Eco:Drive è possibile anche calcolare la quantità di particelle inquiananti emesse. La gamma
Natural Power utilizza la doppia alimentazione a benzina e metano mentre le auto a GPL vengono allestite dalla Landi Renzo.
Van [
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Nel campo delle autovetture van, veicoli trasformati commerciali, la gamma della Fiat spazia dalle versioni delle autovetture Panda (2/4 posti), Punto e Bravo (2/4 posti), Idea van (4 posti), Grande Punto van (4 posti), Ulysse van (5/7 posti) e Multipla van (5/6 Posti).
Altri veicoli Fiat [
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Veicoli commerciali leggeri [
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Per approfondire, vedi la voce
Fiat Professional.
Fiat Ducato seconda serie restyling
La Fiat produceva le
versioni furgonate delle sue automobili (1100T, 600T, 850T) ma produsse anche furgoni non derivati: nel 1965 nacquero il
Fiat 900 in sostituzione dell'850T e del 600T che appartiene ai furgoni medi e il
Fiat 241 che fu il primo grande furgone Fiat con portata superiore ai 1400 kg; nel 1969 il
Fiat 238 in sostituzione del 1100T che si inserisce nella categoria dei furgoni medio-grandi, nel 1974 il
Fiat 242 in sostituzione del 241 e del 238 come furgone medio-grande e nel 1981 il
Fiat Ducato in sostituzione del 242. Il Fiat Ducato è stato il furgone più venduto in Europa. È da menzionare il piccolo autocarro
Fiat 615 che può essere considerato l'antesignano del 241 come impostazione per impegni gravosi.
Per i furgoni di taglia piccola (adesso multispazio o furgonette) si è dovuto aspettare il 1978 con il
Fiat Fiorino, derivato dalla 127 (prima serie) e dalla Uno (seconda serie) che, nonostante la concorrenza dei pari tipo francesi dal 1996, continuò la sua carriera fino al 2003 sostituito dal multispazio
Fiat Doblò. Per i furgoni medi si aspetta fino al 1995, anno di lancio del
Fiat Scudo, derivato dalla
Fiat Ulysse che sostituisce il
Fiat 900.
Un altro veicolo commerciale è il
Fiat Strada, un pick-up derivato dalla Palio ristilizzato di recente. In Europa è l'unico pick-up compatto ad essere commercializzato e viene importato dal Brasile.
Dal 2007 il nome Veicoli Commerciali FIAT è stato sostituito dal nome
FIAT Professional.