Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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sabato 19 marzo 2011

Attacco alla Libia Napoli in prima linea

Attacco alla Libia Napoli in prima linea
Il ministro Frattini: "A Capodichino si deciderà dove e quando colpire". Nelle basi in città il coordinamento delle operazioni militaridi DARIO DEL PORTO
LA GUERRA stavolta si combatte nel mare di casa nostra. Il teatro delle operazioni è il Mediterraneo, non il Golfo Persico come nel recente passato. Il coordinamento strategico è a Capodichino, come proposto dal governo italiano nel vertice di Parigi ha dato via libera all’intervento militare in Libia. «Lì ci sarà il controllo della no-fly zone, lì si deciderà dove e quando colpire», ha spiegato in serata il ministro degli Esteri Franco Frattini. Poche ore prima era stato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a ufficializzare la mossa della nostra diplomazia: «Ne ho parlato con la signora Hillary Clinton, segretario di Stato americano e con il premier britannico David Cameron che hanno espresso il loro apprezzamento. E credo proprio che la sede del coordinamento delle operazioni sarà fissata nella base Nato di Napoli».Ora che i bombardamenti dei caccia francesi sono iniziati, la città diventa un potenziale obiettivo di ritorsioni o azioni terroristiche. Ne è consapevole il sindaco Rosa Russo Iervolino che ha chiesto al prefetto Andrea De Martino di convocare già domani una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza allo scopo di «studiare insieme le misure necessarie. Senza trascurare niente - spiega il sindaco - ma senza incutere terrore nella popolazione». E chiede di tenere alta l’attenzione anche il capo della polizia Antonio Manganelli nella circolare diramata a tutti i questori.A Bagnoli c’è la sede del Comando interforze dell’Alleanza atlantica. Circa 2 mila militari, 22 le nazioni rappresentate. «Le misure di sicurezza non sono state rafforzate perché sono sufficienti quelle esistenti», assicurano fonti della base. Ma già da ieri il coordinamento strategico della missione si è insediato Capodichino, dove sono dislocati i comandi aeromarittimi e sottomarini della Sesta Flotta americana, che hanno competenza sull’area europea e africana, e prestano servizio circa 3 mila soldati americani. Il premier Berlusconi e il ministro della Difesa Ignazio La Russa hanno escluso rischi per la sicurezza del territorio italiano: «Non abbiamo alcun segnale - ha assicurato La Russa intervenendo al Tg1 - in questo momento un’attività ritorsiva da parte della Libia non è neanche immaginabile. Inoltre, dalle informazioni in nostro possesso i missili di cui dispongono hanno una gittata di 300 chilometri, dunque non sono in grado di raggiungere Lampedusa».Altra cosa però è la potenziale minaccia terroristica in una città dove più volte è stata segnalata la presenza, sia pure solo di passaggio, di sospetti fiancheggiatori di cellule eversive di matrice fondamentalista. Appena tre giorni or sono è stato interrogato a Napoli dai magistrati dell’antiterrorismo francese un cittadino algerino arrestato per furto in centro ma ritenuto collegato a un suo connazionale arrestato a Napoli e già consegnato alle autorità transalpine perché considerato esponente di una cellula terroristica.
estratto da: http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/03/19/news/attacco_alla_libia_napoli_in_prima_linea-13845095/

lunedì 31 gennaio 2011

suffragio universale in Italia e nel mondo

Il suffragio universale è il principio secondo il quale tutti i cittadini maggiorenni possono partecipare alle elezioni politiche e amministrative e alle altre consultazioni pubbliche, come i referendum (si ammette tuttavia che in caso di condanna per determinati reati, al condannato si possa sospendere il diritto di voto, temporaneamente o permanentemente).
Indice[nascondi]
1 Concetto
2 Negli Stati Uniti d'America
3 Nel Regno Unito
4 In Francia
5 In Italia
6 In altri Stati
7 Schema cronologico
8 Note
9 Collegamenti esterni
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Concetto [modifica]
Il principio di suffragio universale è correlato alle idee di volontà generale e di rappresentanza politica promosse da Jean-Jacques Rousseau : in base a questi principi, si elabora l'assunto in base al quale la rappresentanza politica trova legittimazione nella propria volontarietà.
I cittadini, nei moderni Stati democratici, sono alla base del sistema politico e col suffragio universale viene eletto l'organo legislativo di uno Stato; nelle repubbliche presidenziali, ciò avviene anche per l'elezione del Capo dello Stato.
Il principio del suffragio universale maschile è stato introdotto per la prima volta negli Stati Uniti d'America alla loro indipendenza nel 1776, ma applicato tuttavia con varie restrizioni in base al censo e all'istruzione, tale che solo nel 1966 con 2 sentenze della Corte Suprema si può dire che tale diritto sia effettivo.
Generalmente viene considerata la data del 1893, in cui la Nuova Zelanda introdusse il suffragio universale, quindi maschile e femminile, quale primo Stato al mondo.
L'Europa si mosse su questa strada nel corso dell'Ottocento: da un suffragio ristretto - per la maggior parte dei casi attribuito ad una porzione della popolazione in base a criteri censitari o relativi all'istruzione - si passò via via al suffragio universale. Si ricorda, inoltre, che la Francia nel 1792, dopo la Rivoluzione francese, introdusse il suffragio universale anche se per un periodo di tempo brevissimo. Solo dal 1946 sarà effettivo e stabile.
Infine, si ricorda che nella penisola italiana, ma solo nel Granducato di Toscana nel 1848 si concesse il suffragio ristretto maschile e femminile: unico Stato che lo concedeva allora, quantunque limitato alle classi abbienti.
Negli Stati Uniti d'America [modifica]
1776 Suffragio universale maschile con diverse restrizioni.
1869 Voto alle donne nel Wyoming.
1918 Suffragio universale, comprese le donne.
Nel 1965 il Voting Rights Act ha proibito l'accertamento di un grado minimo di cultura e di alfabetizzazione quale prerequisito per l'accesso al voto.
Nel 1966 che due sentenze della Corte Suprema ribadiscono l'incostituzionaltà sia le prove per accertare i gradi di cultura e di alfabetizzazione per l'ammissione ai diritti politici, sia i requisiti che chiedevano il pagamento di una tassa per essere ammessi al diritto di voto.
Le ultime discriminazioni, che si opponevano all'esercizio pieno del suffragio universale, sono scomparse in America soltanto negli anni settanta del Novecento.
Nel Regno Unito [modifica]
È uno tra i primi paesi europei ad attuare riforme elettorali tendenti a universalizzare il voto:
1832 Reform Act: voto in base a criteri censitari.
1867 Con una riforma si abbassa il censo con il quale si può votare (arrivano al voto anche alcuni operai).
1884-1885 Nuove riforme estensive, il suffragio è solo maschile.
1918 suffragio universale (maschile e femminile, ma per le donne solo dopo aver compiuto i 30 anni d'età).
1928 suffragio femminile (tutte le donne)
In Francia [modifica]
A partire dalla Rivoluzione francese del 1789, si verificano molte insurrezioni e manifestazioni popolari per ottenere per tutti il diritto al voto, non solo nel rispetto dei principi della rivoluzione francese, ma anche per il sentimento patriottico e nazionalistico che sarebbe risultato incrementato e cementato dalla partecipazione attiva di tutta la popolazione.
1792 Breve periodo di suffragio universale, maschile e femminile, durante la rivoluzione francese (evento occasionale non ripetuto in seguito fino al 1946).
1848 Suffragio universale maschile.
1946 Suffragio universale (maschile e femminile).
In Italia [modifica]
Il percorso del suffragio in Italia parte temporalmente da quando la nazione non era ancora uno stato unitario.
1848 Legge 680\1848 (elettorale piemontese su criteri censitari). Fu riconosciuto potere di voto agli uomini maggiori di 25 anni che sapessero leggere e scrivere e pagassero almeno 40 lire di imposte. Numericamente questo portava il 2% della popolazione italiana alle urne. 1860 Legge 31 ottobre 1850, n.4385. Realizzata sulla base della legge elettorale dello Stato Piemontese, stabilisce il diritto di voto per i cittadini maggiorenni alfabeti, in possesso dei diritti civili e politici, che pagassero un censo di imposte dirette non inferiori a 40 lire. La norma delimitò il corpo elettorale, alle prime elezioni politiche italiane del 1861, in 418.696 cittadini, pari all'1,89% dei 22.182.377 abitanti.[1]
1872 La sinistra parlamentare abbassa la soglia della maturità elettorale da 25 a 21 anni. Ammette inoltre al voto tutti i cittadini in grado di leggere e scrivere, ma in una situazione di analfabetismo come quella italiana, la percentuale di elettori sulla popolazione si alza in maniera poco significativa.
1882 Suffragio allargato con la legge Zanardelli del 24 settembre. Viene riconosciuto il diritto di voto ai maschi maggiorenni (all'epoca la maggiore età veniva raggiunta a 21 anni) alfabeti, e inoltre a coloro che versano imposte dirette per una cifra annua di 19,8 lire. Il corpo elettorale viene più che triplicato.
1912 La legge promulgata da Giovanni Giolitti stabilisce un suffragio quasi universale per gli uomini: si prevede infatti che tutti gli uomini capaci di leggere e scrivere con almeno 21 anni possano votare, mentre gli analfabeti possono votare a partire dai 30 anni. Inoltre il voto viene esteso a tutti i cittadini che abbiano già prestato servizio militare.
1919 Viene modificata la legge precedente: possono votare tutti i cittadini maschi di almeno 21 anni di età, viene quindi abolita la distinzione per gli analfabeti. Possono inoltre votare anche tutti i minorenni che abbiano prestato servizio militare nei corpi mobilitati. Il sistema proporzionale sostituisce quello maggioritario a due turni. Il corpo elettorale viene portato a 11 milioni di persone.
1946 Voto universale per uomini e donne che abbiano compiuto la maggiore età (21 anni inizialmente, e 18 anni a partire dal 1975). La prima occasione di voto - la prima in assoluto per le donne in Italia - sono le elezioni amministrative che si tengono in tutta la penisola fra il marzo e l'aprile del 1946; subito dopo, il 2 giugno 1946, gli italiani sono nuovamente chiamati alle urne per il referendum istituzionale tra Monarchia o Repubblica e per l'elezione dell'Assemblea costituente
In altri Stati [modifica]
Nuova Zelanda nel 1893, primo Paese al mondo
Australia nel 1902
Finlandia nel 1906
Norvegia nel 1913
Danimarca nel 1917
Svezia nel 1917
Russia nel 1917, in seguito alla rivoluzione russa
Irlanda nel 1918
Germania nel 1919
Belgio parzialmente nel 1919, pienamente nel 1948
Canada nel 1920
Turchia nel 1923
Ecuador parzialmente nel 1861, pienamente nel 1924
Sud Africa nel 1930
Spagna nel 1931
Brasile nel 1932
Uruguay nel 1932
Cuba nel 1934
India nel 1935
Giappone nel 1946
Argentina nel 1947
Corea del Sud
Israele nel 1948
Cile nel 1949
Indonesia nel 1949
San Marino nel 1958
La Svizzera riconobbe il diritto di voto alle donne solo nel 1971.
Negli anni Novanta il suffragio femminile era riconosciuto in tutto il mondo, eccetto un piccolo gruppo di paesi musulmani.
Schema cronologico [modifica]

* È da ricordare nel 1792 durante la rivoluzione un breve periodo di suffragio universale.
** Lo stato di Israele nacque in quest'anno.
*** È solo nel 1966, con due sentenze della Corte Suprema, che si dichiarano incostituzionali i test per accertare i gradi di cultura e di alfabetizzazione per l'ammissione ai diritti politici. Il diritto di suffragio femminile fu istituzionalizzato subito dopo la prima guerra mondiale.
Note [modifica]
^ Pier Luigi Ballini, Maurizio Ridolfi, Storia delle campagne elettorali in Italia, Paravia, Milano, 2002, pag.2
Collegamenti esterni [modifica]
(DE) Suffragio femminile in Germania - 19 gennaio 1919 - primo suffragio femminile in Germania
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_universale"
Categoria: Elezioni [altre]
Categorie nascoste: Voci con fonti non contestualizzate - diritto Voci con fonti non contestualizzate - agosto 2010

mercoledì 19 gennaio 2011

Diritto del lavoro in Italia

Diritto del lavoro in Italia
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Ricerca del lavoro
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Contratto di lavoro individuale
Contratto di lavoro
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Rappresentanza sindacale unitaria
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Dottrina sociale
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Giuseppe di Vittorio
Giulio Pastore
Corporativismo fascista
Elenco delle federazioni sindacali europee
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lunedì 6 dicembre 2010

I mille paesi d'Italia abitati dai fantasmi



I mille paesi d'Italia abitati dai fantasmi

Viaggio negli oltre mille villaggi abbandonati perché la popolazione li crede infestati da spettri. Un inventario raccolto in un documentario presentato alla Biennale del paesaggio
di PAOLO RUMIZ


dal sito web http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/02/news/case_fantasmi-9746775/
Il vecchio Tonino Guerra sapeva che vicino a casa sua, a Marecchia in Romagna, c'era un casolare dove sessant'anni prima era passato Ezra Pound. Lo scrittore ci andò, la trovò in rovina, ma provò a entrare lo stesso. L'idea di gettare la propria ombra su quei muri per farli rivivere lo attirava irresistibilmente. Il pavimento della prima stanza era sfondato, riuscì a passare rasente ai muri. La porta della seconda era aperta e dentro si vedeva chiaramente una sedia. Ebbene, su quella sedia, racconta Guerra, c'era un'ombra. Il vecchio Pound, il poeta, seduto di spalle. Inconfondibilmente lui. Le case abbandonate hanno spesso uno spettro che le abita. E poiché l'Italia ha più case abbandonate di qualsiasi altro paese del Mediterraneo - un migliaio di villaggi, più case sparse, che potrebbero contenere la popolazione di Roma e Milano insieme - è probabile che qui si registri anche la massima densità di spettri d'Europa. Bambini che gridano in fondo ai pozzi, ombre di donne abbandonate nel solaio, partigiani torturati, vittime di fatti di sangue. Storie vere, ma più spesso inventate, o trasfigurate, per motivare un abbandono recente, altrimenti inspiegabile.Che pensare se non storie lugubri davanti a una villa piena di ragnatele che contiene ancora armadi, posaterie, quadri, bicchieri, lettere d'amore? Che dire di un paese abitato da cani e pipistrelli dove la vita sembra essersi interrotta per un maleficio, in assenza di catastrofi come guerre, incendi o terremoti? Parla di questo il documentario
"Case abbandonate" di Alessandro Scillitani, che stasera sarà proiettato in anteprima al cinema "Al Corso" di Reggio Emilia, nell'ambito della Biennale del paesaggio. Non un semplice inventario di rovine, ma una galleria di leggende, racconti noir e apparizioni spesso sinistre che abitano il paesaggio dell'italica incuria.A Paralup in Valle Stura, Piemonte, frazione che si tenta di far rivivere come luogo della memoria partigiana, non c'è solo l'ombra del comandante Duccio Galimberti, ma anche - racconta Antonella Tarpino - la voce di un cantore cieco come Omero che saliva lassù fino agli anni Sessanta, quelli della grande fuga in fabbrica. Esplorando poi la storia di Villa Destefanis nel Vercellese lo scrittore Danilo Arona ha trovato storie da "Poltergeist" (un cimitero di soldati austriaci massacrati dai contadini nelle fondamenta) narrate per motivare eventi terribili registrati dalle cronache, il custode della casa che stermina la propria famiglia e un suicidio dal balcone.A Casacca nel Parmigiano, territorio di messe nere e riti occulti, si parla di bare scoperchiate nel cimitero, e anche lì l'abbandono è messo in relazione a una tragedia, l'amore proibito di un prete e una suora dal quale sarebbe nato un bambino poi nascosto, sepolto o murato vivo. C'è anche un pozzo, in paese, dove affermano si possa sentire il canto di una bambina caduta lì dentro. Storie probabilmente false, ma utili a razionalizzare l'inspiegabile e talvolta l'indicibile: la fuga in massa delle persone, e poi la spoliazione delle cose per mano di vandali e antiquari.A Reneuzzi, paese fantasma da Dario Argento (vedi la "villa del bambino urlante" a Torino) sugli impervi monti liguri, l'abbandono è legato a un fatto reale: la storia di Davide che vede partire Mariuccia per la pianura, capisce di perderla per sempre e la uccide, poi si dà alla latitanza. L'ombra dell'omicida terrorizza i pochi rimasti, che fuggono a valle lasciando il villaggio deserto, e non importa se qualche settimana dopo il corpo di Davide suicida sarà trovato decomposto nel bosco. Di Villa Clara a Bologna si dice che la figliastra del padrone - nobile famiglia Alessandri - sarebbe stata murata dopo una tresca proibita con un sottoposto, mentre a Villa Pastore nell'Alessandrino un fantasma di donna suona il piano tutte le notti.In Romagna l'addensamento di visioni è impressionante, anche perché si tratta spesso di abbandoni di pianura, i più spettrali. Come villa Boccaccini dalle parti di Comacchio, dove Pupi Avati - in quella che definisce una "campagna malata, nebbiosa, inquietante" - ha girato "La casa delle finestre che ridono", la storia di un pittore maledetto, specializzato nel ritrarre agonie. Anche lì segnali del terzo tipo, una lampada che si accende a una finestra, la testa di un diavolo affrescata sotto l'immagine di un santo, e ovunque l'impressione di entrare in uno spazio a-temporale, quasi subacqueo, come se l'abbandono risalisse a mille anni fa, non quaranta.E poi l'Abruzzo, con gli spettri di Sperone e Frattura, dove senti ancora la voce di bambini estinti. "Luoghi dove - racconta Romano Camassi dell'Istituto geofisico di Bologna - il terremoto non è mai l'unica causa dell'abbandono". E la Calabria, con l'enigma dei "paesi doppi", come li chiama l'antropologo Vito Teti, quelli che si duplicano sulla costa dopo secoli di resistenza sui monti. Storie dove miseria, 'ndrangheta, emigrazione, frane, brigantaggio e latitanza di criminali si intrecciano a costruire storie poco tranquillizzanti. Come Roghudi, protetta da inestricabile boscaglia, dove tutti ti dicono che è meglio non andare. E dove la sera qualche luce fantasma si accende.

martedì 1 settembre 2009

"Le Frecce voleranno con il tricolore"


ITALIA-LIBIA: CONCLUSO SORVOLO FRECCE TRICOLORI
Roma, 1 set. - (Adnkronos) - Conclusa l'esibizione delle Frecce Tricolori prevista nell'ambito delle celebrazioni per il quarantennale della rivoluzione libica: ''tutto come pianificato: sorvolo, looping e virata in formazione da parte dei nove velivoli. Ora gli aerei hanno avuto l'autorizzazione ad atterrare''. Lo sottolinea all'ADNKRONOS il capitano Andrea Saia, portavoce della Pattuglia Acrobatica Nazionale dell'Aeronautica Militare. Dai jet sono fuoriusciti come da tradizione fumi di scarico verdi, bianchi e rossi a formare un tricolore. Il passaggio delle Frecce Tricolori ''e' stato applaudito da tutti i presenti''.
(Mac/Ct/Adnkronos)
01-SET-09 19:19

http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDkwOTAxMTkxOTA3LnhtbCI7fQ==

Prima:

L'ambasciatore libico Gaddur rassicura
"Le Frecce voleranno con il tricolore"
Le Frecce Tricolori si esibiranno oggi a Tripoli con la classica fumata bianco-rosso-verde. Lo ha assicurato l'ambasciatore libico a Roma Abdulhafed Gaddur spiegando che la Libia non ha mai opposto alcun divieto su questo punto.

Presentazione candidature in quota UDC a Bologna - Lista Aldrovandi Sindaco

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