Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Anchorage

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mercoledì 17 febbraio 2010

AD ALESSIO GUZZANO, IN RISPOSTA AL SUO COMMENTO AL FILM “AMABILI RESTI”



AD ALESSIO GUZZANO, IN RISPOSTA AL SUO COMMENTO AL FILM “AMABILI RESTI”
http://www.alessioguzzano.com/inserimento_commenti.php?id=3551
http://www.alessioguzzano.com/set.php
http://www.alessioguzzano.com/articolo.php?id=3551&sfondo=1


Martedì 16 febbraio 2010 a pag 17 di City free press ho avuto l’infelice idea di leggere il suo tentativo di recensione del film “Amabili resti” Genere Drammatico (Regia T. Jackson, con Rachel Weisz,- favolosa interprete dello spagnolo non ancora giunto in Italia “Agora” – M. Whalberg, S. Tucci, S. Ronan) tratto dal bellissimo libro di Alice Sebold, scritto con ogni probabilità per superare lo stupro da lei subito all’età di 14 anni. Ebbene, venendo al punto, lei afferma in maniera tombale che si tratta del film più brutto dell’anno. Ritengo che lei si riferisca all’anno 2010 con decorrenza 1 gennaio 2010 a tutto il 18 febbraio 2010 data oltre la quale usciranno i nuovi film della stagione ed in particolare quello che si appresta a divenire un capolavoro del genere gotico con Benicio Del Toro “Wolfman” e ovviamente stando sempre nel mese di febbraio e precisamente in data 26 Codice Genesi con Denzel Washington interessante e con decisi riferimenti al primo Interceptor, a livello di ambientazioni con Mel Gibson, senza dimenticare sempre per concludere febbraio Invictus con i due candidati all’Oscar Morgan Freeman e Matt Demon. Il primo rilievo che le faccio sta nel fatto che lei definisce un’infelice uscita di un film nel week-end 12 febbraio/15 febbraio 2010 esprimendo un giudizio non solo opinabile ma del tutto privo di senso, in quanto le sei parole che lei cita parlando di come “il lavoro più brutto dell’anno” potrebbero essere, dico potrebbero, essere condivise nella misura in cui lei si riferisse alla programmazione inerente al primo mese e mezzo del 2010 e non certo ai film che devono ancora uscire. La sua interpretazione non solo denota il fatto che la cinematografia cui lei si è dedicato è estremamente settaria, non variegata, e manca delle basi essenziali per poter fare dei confronti . A differenza di quanto lei afferma, buona parte dei film in uscita in Italia sono stati visti dal sottoscritto all’estero e posso assicurarle che stanno arrivando sempre che le case distributrici se ne occupino delle vere chicche. Non mi riferisco solo al citato Agora (http://pietrobertiimola.blogspot.com/search/label/Agora ) , ma anche a La Herencia Valdemar (http://www.terrorynadamas.com/index.php?s=la%20herencia%20valdemar ). A differenza di quanto lei sostiene, dal 1 gennaio 2010 ad oggi film brutti ne sono usciti e come ed Amabili resti, ahimè non è tra questi. Posso citarle a puro titolo informativo lo sconsigliatissimo film “Bangcok dangerous - il codice dell’assassino” dei fratelli Pang con Nicolas Cage, “Nine” di R. Marshall, “La prima cosa bella” (giudizi di pubblico e critica contrastanti ma per lo più negativi), “Il mondo dei replicanti” con B. Willis, “Ong Bak 2” .
Mentre assolutamente da non perdere c’è “Soul kitchen” (validissimo), “Rec 2 “ (horror ispanico, voto 7), “A single man” di Tom Ford (voto 8), “Il quarto tipo” (voto 7); “Viaggio tra le nuvole” (voto 8), Avatar (voto 9), ed “Il Riccio” (voto 10 con lode).
Venendo alla sua recensione, in cui parla dell’ambientazione del film nei primi anni ’70 in Pennsylvania dove una ragazza 14enne dagli occhi azzurri e dai capelli rossi come il fuoco perde la vita facendosi irretire da un vicino di casa pedofilo che le spegnerà per sempre i sogni e i desideri. La recensione estremamente povera di contenuti dice che le due ore di proiezione annaspano faticosamente. Ebbene, quello che Guzzano non ha capito sta nel fatto che il pedofilo omicida seriale viene, per odio e per amore fortissimo nei confronti della famiglia da parte della protagonista, costantemente seguito come lo è la sua stessa famiglia. La protagonista è quella che racconta la storia da quando viene uccisa in poi. Infatti, proprio per il fatto di aver perso la vita in modo violento e terribile si trova a “vivere” in quel così detto mondo di mezzo, che non è la terra né il cielo ((paradiso) ma solo il periodo preparatorio ad accedere a quell’ambito da cui non si fa più ritorno. Ella è talmente presa dall’odio nei confronti di colui il quale le ha così barbaramente tolto la vita che tutte le volte in cui decide di attraversare la porta che la porterebbe al paradiso si ferma , si volta indietro e ritorna nel mondo di mezzo perché non riesce ad accettare che questa persona rimanga impunita, soprattutto la positività di questo film sta nel fatto che nella persona si attua una progressiva predisposizione che poi si concretizza nel lasciare la sua famiglia ed arrivare a quel punto estremo di forza interiore che si chiama perdono e conseguentemente liberazione. Ci penserà sua sorella, perquisendo di nascosto la casa dell’assassino a trovare gli elementi di prova per incastrarlo inderogabilmente, tanto è che … ma non voglio svelare il finale.
La mia valutazione di “Amabili resti”, pur essendo per pochi, è un 8 pieno, senza contare che la colonna sonora di Brian Eno è bellissima.

2 commenti:

  1. Guzzano ha (quasi) perfettemente ragione. Il film più brutto dell'anno, in effetti, è il rigore dato a del piero. Parte prima e seconda.

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  2. Ho letto la critica a questo film di Guzzano; ho letto il tuo commento e critica: stasera ho visto il film Amabili Resti.
    Guzzano non ha la preparazione adatta per poter commentare e criticare questa tipologia di film (come per il resto la gran parte dei critici italiani, solo che pochi onesti lo ammettono). In Italia il film di genere viene mediamente snobbato dalla critica che peraltro neppure ne capisce riferimenti, tradizione e non ha la adeguata cultura per valutare i temi trattati. Questa critica di Guzzano è la peggiore critica dell’anno su un film; peraltro rimane anche isolato il suo pensiero poiché la critica ha invece timidamente apprezzato questo film.
    Sul tuo commento al film: mi trovo d’accordo con te quasi su tutto; l’unica eccezione è rappresentata dal colore dei capelli della ragazza che per me erano biondi sin dalla nascita. Peraltro, il tipo di fotografia scelta per il film altera molto i colori reali.
    Il regista ha scelto di raccontare una storia in cui per una volta lo spettatore possa sentire, percepire, toccare, saggiare il dolore della vittima, la sua vita spezzata, i suoi sogni che non si realizzeranno mai. Questo è il vero cuore della terra di mezzo. Ma Guzzano non ha un animo tanto gentile da poter cogliere queste finezze stilistiche. Aggiungo poi che gli attori sono tutti bravissimi. La giovane protagonista è straordinaria. Il film è un vero capolavoro, tiene alta la tensione e soprattutto la fase dell’agguato alla giovane vittima tiene con il fiato sospeso. La scelta di raccontare la storia con la voce della piccola vittima rende ancora più agghiacciante il racconto. FILM BELLISSIMO, DA VEDERE PER GLI AMANTI DEL GENERE. Consiglio al sig. Guzzano di farsi una cultura su questo genere di film prima di fare le sue critiche, altrimenti perde di credibilità. Bravo, Berti! Qualcuno deve dare una lezione di cinema a chi viene autorizzato a “(s)consigliare” agli spettatori di vedere o non un film, specie se commette errori grossolani di questo calibro.

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