Pietro Berti

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Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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Anchorage

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Visualizzazione post con etichetta Ahmadinejad. Mostra tutti i post
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domenica 27 febbraio 2011

Iran: Karrubi e Mussavi portati via

Iran: Karrubi e Mussavi portati via
Siti, i due leader opposizione prelevati da loro case (27 febbraio, 13:07)
(ANSA) - TEHERAN, 27 FEB - I leader dell'opposizione iraniana, Mir Hossein Mussavi e Mehdi Karrubi, che da quasi due settimane sono praticamente agli arresti domiciliari, sarebbero stati portati via dalle loro case insieme alle mogli. Secondo alcuni siti sarebbero stati trasferiti fuori Teheran in cosiddette 'case sicure' sotto il controllo dei Guardiani della rivoluzione (Pasdaran). Il sito Sahamnews di Karrubi, citando un altro sito, dice che i due si troverebbero in una localita' vicino a Parchin, ad est di Teheran.

martedì 15 febbraio 2011

IRAN: CONSERVATORI CHIEDONO IMPICCAGIONE PER MUSSAVI E KARRUBI

Iran: i conservatori chiedono l’impiccagione per Mussavi e Karrubi. Obama: “La popolazione sia libera di protestare”

IRAN: CONSERVATORI CHIEDONO IMPICCAGIONE PER MUSSAVI E KARRUBI - Dopo le manifestazioni di ieri e i violenti scontri tra le forze dell’ordine e i migliaia di dimostranti scesi in piazza contro il regime di Mahmoud Ahmadinejad e dell’ayatollah Ali Khamenei, l’Iran sta tornando alla normalità. Il bilancio è di due persone morte e di numerosi feriti. La mobilitazione, imponente, del’onda verde suscita le rabbiose reazioni del mondo politico del Paese. Gruppi di deputati conservatori infatti hanno chiesto di “impiccare Mussavi e Karrubi“, i leader dell’opposizione. Gli slogan “Morte a Mussavi”, ”Morte a Karrubi” e “Morte a Khatami” sono stati gridati in aula dopo che Ali Larijani, presidente dell’assemblea, aveva accusato i capi della protesta di essersi fatti “strumento degli Usa e del regime sionista (riferito a Israele, ndr)”.Il regime iraniano, dunque, continua ad usare il pugno di ferro contro le proteste. Ne è un’ulteriore conferma la dichiarazione del procuratore generale, Gholamhossein Mohseni-Ejei, che suona come una minaccia. Il procuratore promette infatti che la magistratura “agirà in tempi brevi e severamente contro coloro che sono dietro agli incidenti di ieri”.Stando alle informazioni che circolano sul web, Mussavi e Karrubi sarebbero stati messi in stato di isolamento nelle loro abitazioni fin da prima della manifestazione di ieri e le loro linee telefoniche sarebbero state interrotte.
In queste ore, inoltre, arriva il commento del presidente americano Barack Obama in merito alla situazione iraniana. Obama spera che “anche in Iran il popolo sia libero di esprimersi” e che l’Egitto “possa essere di esempio a tutta la regione medio orientale, anche se ogni Paese ha la propria identità”. Il capo della Casa Bianca si augura che anche gli iraniani “abbiano il coraggio”, anche se riconosce che in Iran la situazione è particolarmente complessa: in Egitto, infatti, l’esercito ha tenuto un comportamento lodevole, mentre le autorità iraniane hanno risposto con la violenza alle proteste.
Tatiana Della Carità fonte : http://www.direttanews.it/2011/02/15/iran-i-conservatori-chiedono-limpiccagione-per-mussavi-e-karrubi-obama-la-popolazione-sia-libera-di-protestare/

mercoledì 9 febbraio 2011

L'Iran contro Ahmadinejad con la strategia “del ferro da stiro”. Quando i cittadini oscurano il tiranno

L’Iran accende gli elettrodomestici per oscurare Ahmadinejad. Al via la strategia “del ferro da stiro”

Lavatrici, ferri da stiro, condizionatori e aspirapolvere fatti funzionare al massimo per far collassare le centrali elettriche di Teheran e oscurare Ahmadinejad. È la nuova forma di protesta adottata dai manifestanti iraniani, secondo quanto riferito da un giornalista dissidente esiliato in Svizzera, che ha citato alcune fonti a Teheran. Già in alcune zone della capitale, ha riferito Omid Habibinia, si è registrato un black-out di 15 minuti che è coinciso con un discorso televisivo del presidente iraniano. ”Gli elettrodomestici, accesi tutti in simultanea, fanno sì che le centrali elettriche non riescano a fornire l’energia necessaria”, ha spiegato, “ci vuole quindi del tempo affinché le altre suppliscano» e, per almeno un quarto d’ora, «alcune zone della città rimangono al buio”. La protesta, ha riferito Habibinia, “è stata convocata per ogni sera alle 21,30 e sarà una buona alternativa ad altre forme di dissenso, come urlare dai tetti il nome di Allah”. Nei giorni scorsi, secondo l’Human rights watch, le milizie basiji hanno fatto incursioni notturne nelle case per mettere a tacere le voci della protesta.

mercoledì 2 febbraio 2011

Egitto/ Iran: rivolta aiuterà a creare un Medio Oriente islamico

Egitto/ Iran: rivolta aiuterà a creare un Medio Oriente islamico
Denunciate le ingerenze americane dal ministro degli Esteri

Teheran, 1 feb. (TMNews) - La rivolta in Egitto aiuterà a creare "un Medio Oriente islamico". Lo ha indicato il ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi, citato dalla televisione di Stato, che ha denunciato le ingerenze americane nel movimento popolare "alla ricerca di libertà".
"Tenendo presente quello che so del grande popolo rivoluzionario dell'Egitto, che sta facendo la storia, sono sicuro che svolgeranno un ruolo nella creazione di un Medio Oriente islamico per tutti quelli che aspirano alla libertà, alla giustizia e all'indipendenza", ha dichiarato Salehi, secondo il sito internet della televisione di stato.
La rivolta in Egitto "mostra la necessità di cambiamento nella regione e la fine dei regimi impopolari", ha insistito. "Purtroppo, osserviamo l' ingerenza diretta (...) di alcuni responsabili americani", ha denunciato.
Il ministro ha garantito che l'Iran proporrà il suo aiuto ai manifestanti. "Ci schieriamo al fianco di quanti aspirano alla libertà nel mondo e sosteniamo la rivolta della grande nazione d'Egitto", ha aggiunto, con un pensiero per gli oltre 125 morti e migliaia di feriti del movimento. Domenica, l'Iran aveva già espresso il suo sostegno al "popolo coraggioso d'Egitto" e criticato la reazione "retrograda" dei Paesi occidentali.
I legami tra Teheran e Il Cairo sono tesi dalla rivoluzione islamica in Iran e dal riconoscimento da parte dell'Egitto dello stato di Israele. Nel 2009, i risultati delle elezioni presidenziali in Iran, falsate da frodi massicce secondo l'opposizione riformista, avevano scatenato manifestazioni in tutto il Paese, rigorosamente represse dal potere che ha fermato migliaia di persone e ne ha condannate centinaia.

I timori di Israele, diviso sulla sorte di Mubarak

I timori di Israele, diviso sulla sorte di Mubarak


di Eric Salerno
ROMA - C’è una parte d’Israele che ha paura. E un’altra parte, al momento una minoranza, che guarda con speranza a un nuovo Medio Oriente. Netanyahu sollecita l’Occidente a sostenere Mubarak. Il raìs è un dittatore ma condivide con il premier israeliano la paura (vera o strumentale) dell’Iran di Ahmadinejad. Corruzione e tortura sono state denunciate ormai da tutti, ma sono proprio quelle caratteristiche del regime del raìs ad aver mantenuto la stabilità nella regione e ad aver fatto accettare al popolo egiziano una politica che favorisce, a livello regionale, regimi repressivi simili. E, ovviamente, anche Israele. L’editorialista del quotidiano Haaretz ieri invocava il sostegno dell’Occidente per chi, in Egitto come in tutti gli altri Stati arabi, cerca un ordine nuovo. L’eventuale passaggio del Paese arabo più popolato, più influente e più potente militarmente, da “dittatura compiacente” a “democrazia” non sarà facile e nemmeno veloce. E’ un percorso irto di ostacoli. Il timore di un rovesciamento delle alleanze regionali è, ovviamente, la più grande preoccupazione d’Israele anche perché, come hanno rilevato gli analisti militari di Tel Aviv, il Paese avrebbe difficoltà a difendersi in un eventuale nuovo conflitto in cui l’Egitto tornerebbe a essere il maggiore protagonista. Le forze armate del Cairo, grazie agli aiuti americani, sono oggi, diversamente dalla guerra del 1973, ben addestrate e meglio armate. A Israele non mancano i mezzi (e il suo nucleare resta sempre un’opzione mai scartata), ma l’unico ufficiale superiore con esperienza di conflitto allargato è il capo di stato maggiore e c’è già chi chiede la sua sostituzione perché “inadeguato”.In questi giorni, truppe israeliane sono state spostate sul confine del Sinai, ufficialmente per impedire l’infiltrazione di terroristi e per bloccare quei flussi migratori arabi e africani che hanno interessato il Paese negli ultimi anni. Nel grande bunker sotterraneo a Tel Aviv, invece, analisti che si dicono “sorpresi” dal terremoto regionale e gli strateghi si preparano a possibili nuovi scenari regionali. Fino a quando non sarà chiaro quale indirizzo prenderà lo stato maggiore egiziano e quale tipo di governo e di leader prenderanno il posto di Mubarak e dei suoi, il futuro resterà incerto. Quanto a Washington, è ormai chiaro che Barack Obama ha favorito nell’ultimo anno la crescita dell’opposizione laica. Il suo candidato alla guida del Paese è El Baradei ma non sono pochi a dubitare del carisma dell’ex capo dell’ente nucleare dell’Onu e della sua capacità di vincere eventuali elezioni libere.La paura di Netanyahu, comunque, va oltre l’immediato. Se è vero, come abbiamo più volte sentito, che il presidente americano è convinto che soltanto la creazione di uno Stato palestinese indipendente e la pace tra arabi e Israele stabilizzeranno la regione, Obama potrebbe cominciare a esercitare pressioni forti sul premier per arrivare a una trattativa seria e a bloccare l’arrembaggio in atto nei territori palestinesi (a Gerusalemme Est ieri è stata posta la prima pietra di un nuovo insediamento-colonia). Netanyahu ha già messo le mani avanti affermando che è impossibile pensare a “concessioni” quando gli unici due Paesi con cui Israele ha firmato la pace rischiano di passare in mano “agli estremisti”. Le vicende di queste settimane confermano le preoccupazioni più volte gridate da re Abdallah: il rifiuto di Netanyahu a imboccare la via della pace non fa che indebolire i regimi arabi favorevoli a Israele. E, ammettono a Tel Aviv, presto il Paese potrebbe trovarsi nuovamente circondato da nemici.
Mercoledì 02 Febbraio 2011 - 16:07 Fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=36200&sez=HOME_NELMONDO

sabato 29 gennaio 2011

Zahra Bahrami: impiccata dal regime iraniano


Iran, impiccata olandese per droga L'Aja congela i rapporti con Teheran
Zahra Bahrami, con doppia cittadinanza, era stata arrestata nella manifestazione anti-governative del 2009. Poi l'hanno accusato di aver importato cocaina


TEHERAN - "Una trafficante di droga di nome Sahra Bahrami (...), condannata per aver venduto e posseduto droga è stata impiccata sabato mattina". Così il regime di Teheran ha annunciato sul sito della tv nazionale l'esecuzione, mediante impiccagione, di Zahra Bahrami, 46 anni, una donna con doppia cittadinanza iraniana e olandese. L'avevano arrestata nelle manifestazioni anti-governative del 2009 e poi condannata a morte per traffico di stupefacenti.A salvarle la vita non sono bastati l'intervento dell'Olanda né l'interessamento del Parlamento europeo. L'hanno riconosciuta colpevole di avere importato in Iran cocaina. Secondo l'agenzia Mehr, in una perquisizione nella sua casa la polizia avrebbe trovato 450 grammi di cocaina. I familiari della donna affermano invece che quelle relative alla droga erano accuse fabbricate dalle autorità iraniane dopo l'arresto della Bahrami, nel dicembre del 2009, nelle manifestazioni contro la rielezione alla presidenza di Mahmud Ahmadinejad, nel giugno precedente.La notizia della condanna a morte era stata annunciata il 2 gennaio scorso e il governo dell'Aja aveva cercato di avere informazioni da Teheran e di ottenere che suoi diplomatici potessero incontrare la detenuta. Richieste rifiutate dall'Iran, che non riconosce la doppia cittadinanza e pertanto riteneva Zahra Bahrami esclusivamente propria cittadina. Il ministro degli Esteri olandese, Uri Rosenthal, è tornato a chiedere oggi spiegazioni sul caso all'ambasciatore iraniano in Olanda, che è stato convocato presso il ministero. In serata fonti del governo olandese hanno annunciato di aver congelato i rapporti con l'Iran.Le manifestazioni contro la rielezione di Ahmadinejad furono stroncate con un bilancio di decine di morti e migliaia di arresti. Il 24 gennaio scorso due uomini, Jafar Kazemi e Mohammad Ali Hajaghai, finiti anch'essi in carcere per aver partecipato ai raduni di protesta, sono stati impiccati per cooperazione con i Mujaheddin del Popolo, la principale organizzazione di opposizione armata al regime.

venerdì 11 giugno 2010

mercoledì 30 settembre 2009

Iran, arricchiamo uranio all'estero Lo ha detto il presidente Ahmadinejad

Iran, arricchiamo uranio all'estero Lo ha detto il presidente Ahmadinejad
30 settembre, 21:29
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http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2009/09/30/visualizza_new.html_963791017.html


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(ANSA)- TEHERAN, 30 SET - Il presidente Ahmadinejad intende proporre che l'arricchimento dell'uranio per il reattore nucleare di ricerca venga fatto all'estero. L'annuncio e' arrivato alla vigilia del negoziato di Ginevra tra l'Iran e il gruppo 5+1 sul programma nucleare di Teheran. 'Abbiamo bisogno di uranio arricchito al 19,75%. L'abbiamo detto e proponiamo di acquistarlo da chiunque sia pronto a vendercelo', ha detto il presidente.

venerdì 25 settembre 2009

In Iran un sito nucleare segretoL'Occidente: aprite agli ispettori

ESTERI Incubo armi atomiche - Cresce la tensione

In Iran un sito nucleare segreto L'Occidente: aprite agli ispettori

Teheran ammette.Obama all'attacco: "Violati gli accordi,pronte le sanzioni"
Cresce la tensione sul nucleare tra Ahmadinejad e la comunità internazionale. L'Iran conferma l'esistenza di un secondo sito per l'arricchimento dell'uranio: «Nulla di non legale». Sarkozy e Brown: «A dicembre sanzioni più dure».
+ SCHEDA La mappa del nucleare in Iran / INFOGRAFICA Chi ha l'arma atomica

giovedì 24 settembre 2009

Vertice alle Nazioni Unite - Le risposte alle sfide globali


ESTERI Vertice alle Nazioni Unite - Le risposte alle sfide globali
"Un mondo senza armi nucleari"All'Onu passa la risoluzione Usa
Approvata mozione sul disarmo atomico Obama al Consiglio:"Giorno di speranza"
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, per la prima volta presieduto da un presidente americano, approva la risoluzione contro la proliferazione nucleare. Il documento chiede ai singoli Paesi di non sviluppare armi atomiche. Obama: futuro di pace.
VIDEO Obama parla all'Onu / VIDEO L'intervento di Berlusconi / FOTO Lo show di Gheddafi
OPINIONI Presidente ricorda la promessa? B. GELDOF / Difficile cambiare B. BIANCHERI
+ Ahmadinejad attacca Israele, i delegati occidentali abbandonano i lavori

sabato 19 settembre 2009

Ahmadinejad contestato interrompe l'intervista con la televisione di Stato


IRAN NEL CAOS
Ahmadinejad contestato interrompe l'intervista con la televisione di Stato


Nuovi segnali di insofferenza nei confronti del regime di Mahmoud Ahmadinejad. Il presidente iraniano è stato costretto a interrompere un’intervista alla tv di Stato perché, in sottofondo, si sentivano le grida di manifestanti dalla strada che gli dicevano: «dimettiti!». Lo racconta il Times di Londra.Decine di migliaia di manifestanti sono tornati per le strade della capitale Teheran, ieri, gridando slogan pro Moussavi (il candidato sconfitto alle elezioni di giugno) in occasione di un corteo organizzato dal governo a sostegno dei palestinesi. Testimoni hanno riferito di aver visto le forze di sicurezza caricare e picchiare i sostenitori di Moussavi, arrestandone anche una decina e ferendone almeno due.Lo stesso leader dell’opposizione sarebbe stato aggredito verbalmente da un gruppo di persone che urlava «Morte all’ipocrita Moussavi». Una folla inferocita si sarebbe gettata contro la sua vettura tempestandola di calci e pugni, costringendo l’esponente riformista a lasciare la manifestazione.Anche l’ex presidente iraniano Mohammed Khatami è stato aggredito «fisicamente» da sostenitori da elementi dei Basij, le milizie volontarie alle dirette dipendenze della guida suprema della Rivoluzione iraniana, il grande ayatollah Ali Khamenei. Nel frattempo, la comunità internazionale ha condannato le nuove frasi negazioniste di Ahmadinejad. E la rappresentante Usa al palazzo di Vetro, Susan Rice ha escluso che ci saranno «contatti diretti» tra il presidente iraniano e il presidente statunitense Barack Obama in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu settimana prossima.

lunedì 7 settembre 2009

Ahmadinejad: "Nucleare,siamo pronti al dialogo"

il presidente iraniano apre agli usa
Ahmadinejad: "Nucleare,siamo pronti al dialogo"
L'Iran è pronto a un dialogo sul nucleare con i paesi del gruppo 5+1 "in un quadro giusto e logico". Ad annunciarlo è il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.

Ahmadinejad: voglio vedere Obama

Ahmadinejad: voglio vedere Obama
13:10 ESTERI Il capo di Stato iraniano detta le condizioni: «In una conferenza stampa pubblica davanti agli organi d'informazione internazionali. Non negozieremo mai i nostri diritti»

giovedì 3 settembre 2009

Iran: prima donna ministro, ma il Parlamento ne boccia altre due

Non approvato anche Masoud Mirkazemi come ministro dell'Energia

Iran: prima donna ministro, ma il Parlamento ne boccia altre due

La ginecologa Marzieh Vahid Dastjerdi era stata proposta da Ahmadinejad al ministero della Salute

http://www.corriere.it/esteri/09_settembre_03/iran_ministro_donna_5a5bc45a-9862-11de-b8d4-00144f02aabc.shtml
TEHERAN - Il Parlamento iraniano ha concesso ha approvato la nomina di Marzieh Vahid Dastjerdi a ministro della Salute. La ginecologa diventa così la prima donna ministro nella Repubblica islamica. Ma lo stesso Parlamento ha bocciato le altre due donne proposte dal presidente Mahmoud Ahmadinejad nel suo esecutivo: all'Istruzione e al Welfare. Bocciato anche Masoud Mirkazemi come ministro dell'Energia.
DIFESA - Approvata la nomina a ministro della Difesa di Ahmad Vahidi, ricercato dall'Argentina per il suo coinvolgimento nell'attentato al centro di assistenza ebraico di Buenos Aires del 1994.

giovedì 6 agosto 2009

Iran: manifestanti in piazza: «A morte il dittatore»

Ancora proteste in Iran per l'elezione di Ahmadinejad
Teheran in piazza: «A morte il dittatore»
I seguaci del leader dell'opposizione Mousavi si sono trovati in una piazza della capitale iraniana
Manifestanti in piazza a Teheran
TEHERAN- Una nuova sfida al regime. Centinaia di persone si sono ritrovati a piazza Venak nel centro della capitale iraniana. E tutti insieme hanno gridato: «A morte il dittatore». E suonano il clacson delle auto. La polizia in tenuta anti sommossa ha circondato i manifestanti, ma al momento non sta reagendo, raccontano testimoni.
LA MANIFESTAZIONE- Una nuova protesta proprio l'indomani del giuramento di Mohamud Ahmadinejad per il suo secondo mandato. Una sfida al regime dopo il divieto di manifestazioni. Il leader dell'opposizione Hossein Mousavi, a capo del movimento, ha dichiarato più volte che l'elezione di Ahmadinejad è «illegittima». I manifestanti rischiano di andare in galera. Intanto il neo- presidente sta preparando una lista dei suoi ministri.
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PRESIDI ANCHE IN ALTRE PIAZZE - Agenti e milizie basiji sono schierati anche nelle altre maggiori piazze e nelle strade centrali della capitale iraniana, mentre gruppi di persone si stanno progressivamente radunando nei luoghi delle proteste post-elettorali. Secondo testimoni, la polizia ha tentato di disperdere alcuni dimostranti. «Stanno chiedendo ai manifestanti di lasciare la zona altrimenti saranno arrestati», ha riferito un testimone.
06 agosto 2009
http://www.corriere.it/esteri/09_agosto_06/iran_piazza_a01ebd30-82c3-11de-ace9-00144f02aabc.shtml

Iran: manifestanti in piazza
06 Agosto 2009 22:08 ESTERI
TEHERAN - Centinaia di sostenitori di Mir Hossein Moussavi sono scesi in piazza a Teheran, nonostante il divieto del regime. Secondo alcuni testimoni i manifestanti, che urlavano slogan contro il presidente Mahmoud Ahmadinejad, si sono radunati in piazza Vanak e sono stati circondati da poliziotti in tenuta anti-sommossa. (RCD)
dal sito web http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Iran-manifestanti-piazza/06-08-2009/1-A_000038619.shtml

mercoledì 5 agosto 2009

Iran, il boia non si ferma:24 impiccatiAhmadinejad giura, scontri in piazza

SFIDA ALL'OCCIDENTE
Iran, il boia non si ferma:24 impiccatiAhmadinejad giura, scontri in piazza
21:59 ESTERI Le condanne a morte sono state eseguite in carcere lo scorso 30 luglio. L'organizzazione non governativa Ihr accusa il regime: «Ha tenuto nascosta la notizia»
«Violenze e minacce, così il regime ha cambiato il voto»
dal sito web http://www.corriere.it/esteri/09_agosto_05/iran_impiccati_trafficanti_droga_3a7bbda6-81a7-11de-8a09-00144f02aabc.shtml
Secondo il quotidiano riformatore Etemad gli impiccati erano tutti accusi di essere narcotrafficanti
TEHERAN - Ventiquattro persone sono state impiccate nel carcere di Rajai-Shahr a Karaj, 50 chilometri ad ovest di Teheran, perché accusate di traffico di droga. Lo ha riportato il quotidiano riformatore Etemad precisando che le esecuzioni risalgono al 30 luglio. Iran Human Rights (Ihr), organizzazione che si batte contro la pena capitale, ha denunciato l'accaduto, sostenendo che il governo ha tenuto nascosta la notizia fino ad oggi.
I PRECEDENTI - Il 4 luglio scorso, 20 narcotrafficanti erano stati impiccati nella stessa prigione. Con le esecuzioni del 30 luglio sale a 219 il numero delle persone giustiziate nella Repubblica islamica dall’inizio dell’anno. Omicidio, stupro, rapina a mano armata, traffico di droga e adulterio sono tutti passibili della pena di morte in Iran.
05 agosto 2009

lunedì 3 agosto 2009

Iran, il giorno di Ahmadinejad

ESTERI Paese nel caos dopo le elezioni di giugno
Iran, il giorno di Ahmadinejad
La guida suprema iraniana Ali Khamenei incorona il presidente. Allarme degli 007 occidentali: pronti per l'atomica, manca il sì degli ayatollah.
VIDEO E Mousavi e gli altri candidati sconfitti disertano la cerimonia
dal sito web http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200908articoli/46083girata.asp

domenica 26 luglio 2009

Terremoto nel governo iraniano: Ahmadinejad rimuove quattro ministri

«dopo uno scontro verbale»
Terremoto nel governo iraniano: Ahmadinejad rimuove quattro ministri
Si tratta dei titolari della Cultura, dell'Informazione, del Lavoro e della Sanità
http://www.corriere.it/esteri/09_luglio_26/governo_iraniano_ministri_rimossi_0de6c842-79ed-11de-884e-00144f02aabc.shtml
TEHERAN- Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha «rimosso dai loro incarichi» quattro ministri. Si tratta dei ministri della Cultura, dell'Informazione, del Lavoro e della Sanità. Lo hanno riferito i media iraniani. Secondo l'agenzia Mehr, che cita una «fonte ben informata», il «ministro dell'Informazione, Gholamhossein Mohseni Ejeie, è stato rimosso dal suo incarico dopo uno scontro verbale durante la riunione del governo di mercoledì, in cui si è discusso delle nomina di Esfandiar Rahim Mashaie a primo vicepresidente». L'agenzia non precisa invece il motivo del siluramento dei ministri della Cultura Hossein Safar Harandi, del Lavoro Mohammad Jahroni e della Sanità Kamran Bagheri Lankarani. Secondo la rete televisiva ufficiale in lingua inglese Press-Tv i ministri rimossi sono tre (Cultura, Informazione e Lavoro). Mashaie, che è consuocero del presidente Ahmadinejad, si è dimesso ieri dall'incarico di vicepresidente. La sua nomina a primo vicepresidente aveva provocato duri attacchi contro il capo dello stato dalle frange più conservatrici che gli contestavano di aver detto, nel luglio 2008, che l'Iran è «amico del popolo americano e del popolo israeliano». Dopo le dimissioni comunque, Ahmadinejad lo ha nominato suo consigliere e capo del suo ufficio.
26 luglio 2009

sabato 25 luglio 2009

Si dimette il vice presidente iraniano Mashaie

Si dimette il vice presidente iraniano Mashaie
La sua nomina aveva destato le proteste dei conservatori
dal sito web http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=125858
Teheran, 25-07-2009
Il primo vice presidente iraniano Esfandiar Rahim Mashaie, la cui nomina da parte di Mahmoud Ahmadinejad aveva provocato feroci proteste dei conservatori, ha abbandonato il suo incarico: lo ha annunciato oggi l'agenzia di stampa iraniana Fars.
Obbedendo agli ordini della Guida suprema - ha dichiarato Mashaie secondo la Fars - non mi considero piu' come il primo vicepresidente, ma serviro' il nostro caro popolo come potro"'.
La tv pubblica iraniana aveva annunciato ieri che la Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, aveva ordinato al presidente Ahmadinejad di cacciare Mashaie, la cui nomina era stata pesantemente criticata dai conservatori. Il vicepresidente dimissionario nel 2008 aveva detto che l'Iran era "amico del popolo americano e del popolo israeliano". Una posizione opposta a quella di Ahmadinejad, che ha piu' volte auspicato la cancellazione dello stato di Israele e ha messo in dubbio l'Olocausto.

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