La Strage di Ferragosto o Strage di Duisburg
tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Ferragosto
è avvenuta il 15 agosto 2007 in Germania a Duisburg davanti al ristorante italiano Da Bruno ad opera della 'Ndrangheta.
L'opera sarebbe stata eseguita da affiliati alle 'ndrine dei Nirta e degli Strangio contro la 'Ndrina dei Pelle-Vottari come ultimo atto della faida di San Luca scoppiata nel 1991.Infatti cinque persone uccise erano originarie del piccolo paese aspromontano di San Luca. Uno di loro era originario di Corigliano Calabro.
Il ritrovamento
Quattro cadaveri sono stati trovati in una Volkswagen Golf, gli altri due in un furgone Opel attorno alle 2:30 da un passante.Una delle sei vittime è morta durante il trasporto in ospedale.[1]
Il fatto
Il fatto dev'essere avvenuto alle 2:24 di notte. Un testimone oculare ha visto andar via due persone dal luogo del delitto.Per uccidere le sei persone sono stati sparati 70 proiettili.Nel locale stavano cenando e festeggiando il compleanno del 18 enne Tommaso Venturi.Usciti fuori dal ristorante, quando sono saliti sull'auto vengono colpiti da una raffica di pallottole e finiti tutti e sei con un colpo alla testa. I bossoli ritrovati sono stati oltre 70.
Le indagini
Dopo la strage, cominciano subito le indagini e la collaborazione fra la polizia italiana (Interpol di Roma, Questura di Reggio Calabria) e la polizia tedesca (Bundeskriminalamt).Nei giorni immediatamente successivi si espone un possibile identikit di uno di due uomini che è stato visto scappare dal ristorante italiano: un uomo dall'età apparente di 20-30 anni, magro, alto circa un metro e ottanta centimetri con capelli neri corti, due lunghe basette e un grosso neo sotto l'occhio destro[2].Si pensa l'obbiettivo principale fosse stato Marco Marmo, sospettato di avere conservato le armi servite per l'omicidio di Maria Strangio, moglie di Giovanni Nirta.[3] ma anche responsabile di un traffico di armi con la Jugoslavia.
Si pensò anche si stesse svolgendo una festa di compleanno ma il ritrovamento nella tasca dei pantaloni di Tommaso Venturi di un santino bruciacchiato ha fatto pensare piuttosto a un rito di affiliazione tipico della mafia calabrese.
La polizia tedesca pensa anche alla pista di problemi interni al clan Pelle-Vottari, ma successivamente viene esclusa questa ipotesi.
Conseguenze
Il 21 agosto 2007 nasce Mafia? Nein danke! (in italiano, Mafia no grazie), un movimento antimafia nato in Germania. L'idea è partita da Laura Garavini[4], e le aziende che partecipano (già più di cento) si sono impegnate a non assumere persone che hanno precedenti mafiosi e a rifiutare, denunciare e combattere qualunque tentativo d'estorsione[5].
Il 23 agosto 2007 si sono svolti a San Luca i funerali delle vittime.
Il 30 agosto 2007, Vengono arrestate in una maxioperazione che ha coinvolto quasi 500 persone tra polizia e carabinieri a San Luca 30 esponenti delle cosche i presunti mandanti ed esecutori dell'agguato compiuto il 25 dicembre 2006 per l'omicidio di Maria Strangio, l'atto precedente alla Strage di Duisburg. Tra gli arrestati vi era Giovanni Strangio, gestore e co-proprietario del ristorante Da Bruno assieme al fratello Sebastiano Strangio, una delle vittime. Aveva fatto perdere le sue tracce subito dopo la strage.
Il 12 ottobre 2007 viene arrestato il capobastone Francesco Vottari.[6]
Il 18 dicembre dello stesso anno viene annunciato l'arresto dei presunti fiancheggiatori della Strage: Domenico Nirta, 24 anni, Domenico Pizzata, 30 anni, di Locri e in Germania con la collaborazione della BKA Antonio Rechichi, 21 anni, e Luca Liotino, 35 anni, pugliese, originario di Casamassima.[7]
Il 9 febbraio 2008 viene trovato a San Luca un bunker nell'abitazione di un familiare di Francesco e Giuseppe Nirta coinvolti nell'inchiesta Feida, sarebbero in rapporti di parentela con Giovanni Strangio, uno dei presunti autori della strage di Ferragosto.[8]
Il 10 aprile 2008 la corte di Duisburg rifiuta il sequestro di tre pizzerie tra cui quella della strage e di due appartamenti appartenenti alle cosche proposto dalla DDA di Reggio Calabria, e accolta dal gip di Reggio Calabria, Natina Pratticò.[9]
Il 12 marzo 2009 viene arrestato ad Amsterdam Giovanni Strangio, ideatore della strage di Duisburg, e tra i 30 latitanti più ricercati dalle forze italiane insieme a Francesco Romeo[10].
l'11 febbraio 2010 a San Luca nel corso dell'Operazione Fehida 3, diretta dalla squadra mobile di Reggio Calabria vengono arrestati Giuseppe e Sebastiano Nirta della cosca Nirta-Strangio, gli ultimi due presunti partecipanti alla strage[11].
Le sei persone uccise
Tommaso Venturi, 18 anni, originario di Corigliano Calabro (prov. di Cosenza)
Francesco Giorgi, 16 anni, originario di San Luca (prov. di Reggio Calabria)
Francesco Pergola, 22 anni, originario di Siderno (prov. di Reggio Calabria)
Marco Pergola, 20 anni, originario di Siderno (prov. di Reggio Calabria)
Marco Marmo, 25 anni, originario di San Luca (prov. di Reggio Calabria)
Sebastiano Strangio, 39 anni, originario di San Luca (prov. di Reggio Calabria) (Chef proprietario del ristorante)
Note
^ http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/15/duisburg_italiani.shtml
^ http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/esteri/duisburg-morti/indagini-duisburg/indagini-duisburg.html
^ http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/esteri/duisburg-morti/commando-killer/commando-killer.html
^ Laura Garavini apre la sua campagna elettorale ufficialmente a Berlino, partitodemocaratico.it. URL consultato il 17 marzo 2009.
^ GERMANIA, "MAFIA? NEIN DANKE!": COME DIRE NO AL RACKET, partitodemocratico.it. URL consultato il 17 marzo 2009.
^ http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/massacro-duisburg/arrestato-vottari/arrestato-vottari.html
^ http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/duisburg/duisburg/duisburg.html?ref=djhpnews
^ http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_7848429.html
^ http://www.nuovacosenza.com/cs/08/aprile/ndrangheta.html
^ «La cattura di Strangio e Romeo». Newz.it.
^ «'Ndrangheta, catturati due killer della strage di Duisburg». Repubblica.it.
Bibliografia [modifica]
'Ndrangheta. Le radici dell'odio di Antonio Nicaso - Aliberti editore 2007
''Ndrangheta di Enzo Ciconte.
Mafia. Von Paten, Pizzerien und falschen priestern - in italiano: Mafia. di padrini, pizzerie e falsi sacerdoti) di Petra Reski.
Voci correlate [modifica]
faida di San Luca
Strangio
Pelle
Nirta
Vottari
Romeo
'Ndrina
'Ndrangheta
Mafia? Nein danke!
Altri progetti [modifica]
Wikinotizie contiene notizie di attualità su Strage di Ferragosto
Collegamenti esterni [modifica]
«Duisburg: regolamento di conti della 'Ndrangheta, 6 morti». Rai News 24, 15 08 2007. URL consultato in data 28-04-2010.
UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA
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Auguro a voi tutti un buon viaggio nel mio blog.
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sabato 27 novembre 2010
venerdì 8 gennaio 2010
Fuoco per le strade di Rosarno
Fuoco per le strade di Rosarno. In Calabria è caccia all'africano
Gravi due degli immigrati feriti, scontro Maroni-Pd. Napolitano: "Fermare senza indugio ogni violenza"
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201001articoli/51057girata.asp
Gravi due degli immigrati feriti, scontro Maroni-Pd. Napolitano: "Fermare senza indugio ogni violenza"
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201001articoli/51057girata.asp
Una trentina i feriti per i disordini. Maroni «Finora troppa tolleranza». Bersani: «Ennesimo scaricabarile». Idv: «Migranti sfruttati dalla mafia»
REGGIO CALABRIA
«Questo non è il Far West, ma la Calabria. E quelli la devono smettere». Urla così un vigile urbano all’ingresso di Rosarno indicando la sede del municipio. Da ieri questa città, tutta affacciata sulla piana di Gioia Tauro, che conta 15mila residenti, pochissimi centri di ritrovo, e quasi nessuna piazza, è al centro di una guerriglia iniziata dagli immigrati, tutti di colore e provenienti in massima parte dal centro Africa, e continuata dalla popolazione, dai residenti, dai calabresi. Anche se secondo le forze dell’ordine chi ha sparato colpi ad aria compressa e usato anche spranghe è «gente che viene da fuori». Forse cani sciolti della criminalità organizzata. In ogni caso la tensione è alta come non mai, la paura c’è. Oggi i bambini a scuola non sono andati - si racconta - e tutti i negozi sono rimasti chiusi. Le festività natalizie sembrano passano da tanto tempo.
La task force istituita dal Viminale e operativa nella Prefettura di Reggio, dovrà occuparsi non solo di gestire l’emergenza, ma anche di capire come porre le basi per la sicurezza. «Invocata da tutti, ma perseguita da pochi», si spiega. I dati ufficiali sugli scontri sono allarmanti: 32 feriti, di cui 14 tra gli extracomunitari e 18 fra le forze dell’ordine, mentre al momento non risulta che nessun cittadino italiano sia stato curato o medicato negli ospedali della zona. Otto le persone arrestate, di cui sette extracomunitari. I reati contestati a vario titolo vanno dalla devastazione, alla rissa e violenza a pubblico ufficiale.
L’unico italiano arrestato è un 37enne del luogo che questa mattina mentre con il suo escavatore stava spostando i cassonetti dal centro della strada, alla vista di un gruppo di immigrati avrebbe provato ad investirne uno. L’accusa per lui è di tentato omicidio. Due immigrati sono stati colpiti da spranghe e bastoni. «Uno di loro - spiegano dal 118 - dovrà essere operato per risolvere il trauma cranico». Il ferimento è avvenuto durante scontri sulla Statale 18 tra Rosarno e Gioia Tauro, tra immigrati e popolazione. Sempre questo pomeriggio altri due immigrati sono stati feriti alle gambe nei pressi di Rosarno, a quanto pare da colpi di pistola ad aria compressa.
I fatti di Rosarno dividono la politica. «A Rosarno c’è una situazione difficile come in altre realtà, perchè in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, un’immigrazione clandestina che ha alimentato da una parte la criminalità e dall’altra ha generato situazione di forte degrado» ha detto Maroni, facendo infuriare le opposizioni. «Mi dispiace molto che il ministro dell’Interno non abbia perso l’occasione, anche questa volta, di fare lo scaricabarile sulla famosa immigrazione clandestina» la replica del segretario del PD, Pier Luigi Bersani. «Prima bisogna fare in modo di riportare la calma, poi andare alla radice di una situazione fatta sicuramente di mafia, sfruttamento, xenofobia e razzismo. Io vorrei ricordare a Maroni - ha aggiunto - che viviamo da anni in vigenza di una legge che si chiama Bossi-Fini. È ora che se lo ricordi anche il ministro».
Le violenze a Rosarno rappresentano «il secondo segnale preoccupante di un territorio che reagisce al mondo dello sfruttamento, dopo quello sul Litorale Domizio in Campania», ha sottolineato il direttore della Fondazione Migrantes, don Giancarlo Perego, per il quale «ancora una volta è emersa una forte carenza della presenza della realtà sociale a tutela dei diritti dei lavoratori». E in serata è arrivato il monito di Napolitano che ha chiesto di «fermare senza indugio ogni violenza» anche per poter «discutere e affrontare i problemi della cittadinanza».
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