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domenica 30 gennaio 2011

Gianfranco Miccichè e Forza del Sud

Biografia [modifica]
Studi e carriera professionale [modifica]
Gianfranco Micciché nasce in una famiglia agiata della borghesia palermitana. Compie i suoi studi in scuole laiche a Firenze e a Palermo[1].
È stato dirigente d'azienda, per undici anni, presso l'Istituto Regionale per il Finanziamento delle Industrie (IRFIS) in Sicilia.
Nel 1984, grazie alla conoscenza di Marcello Dell'Utri[1], diventa dirigente di Publitalia '80, azienda di Silvio Berlusconi, per la quale è direttore della sede di Palermo prima e di Brescia poi.
Attività politica [modifica]
Micciché si avvicina alla politica negli anni '70, aderendo al movimento di sinistra extraparlamentare Lotta Continua[1].
La sua esperienza politica ricomincia nel 1993, quando è chiamato da Silvio Berlusconi con altri uomini di Publitalia '80 ad impegnarsi in Forza Italia, di cui assume l'incarico di coordinatore regionale in Sicilia.
Sottosegretario e Viceministro [modifica]
Viene eletto deputato alla Camera nel 1994 nel Polo delle Libertà, e poi riconfermato nel 1996. Nel primo governo Berlusconi è sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti e della Navigazione.
Alle elezioni amministrative del 1997 si candida Sindaco di Palermo per il Polo per le Libertà, ma viene sconfitto dal candidato del centrosinistra Leoluca Orlando.
Rieletto alla Camera nel 2001, con la formazione del Governo Berlusconi II, viene nominato vice-ministro al ministero dell'Economia e delle Finanze con delega allo sviluppo del Mezzogiorno ed ai rapporti con l'Unione Europea e con le Regioni
Ministro per lo Sviluppo (2005-2006) [modifica]
Dopo la crisi di governo del 2005, con il nuovo Governo Berlusconi III, Miccichè è nominato Ministro dell'appena istituito Ministero per lo Sviluppo e la coesione territoriale (senza portafoglio).
Sempre dal 2001 diviene docente a contratto di “Politiche di sviluppo e pianificazione delle opere pubbliche nelle aree deboli” all’interno del Dottorato di ricerca in Trasporti dell’Università di Reggio Calabria[2].
Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana [modifica]
Alle elezioni politiche del 2006 conferma il suo seggio a Montecitorio e nella XV legislatura fa parte della VI commissione finanze. Due mesi dopo diviene deputato regionale in Sicilia cedendo il seggio appena conquistato al Parlamento a Ida D'Ippolito.
Nel luglio del 2006 è eletto Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana. Da Presidente della Fondazione Federico II Miccichè nomina direttore generale l'ex deputato Alberto Acierno che sarà arrestato dalla Guardia di Finanza nel 2009 per peculato e appropriazione indebita di fondi della stessa Fondazione. Secondo gli accertamenti dei finazieri le carte di credito della Fondazione erano utilizzate per pagare viaggi, bollette Sky ed Enel, telefonia, hi-fi e scommesse presso casinò on line.
Nei primi mesi del 2008, Miccichè ha invitato alle dimissioni il governatore siciliano e suo ex alleato storico Salvatore Cuffaro, ufficialmente non più appoggiato a causa della condanna di primo grado a cinque anni per favoreggiamento semplice. A febbraio del 2008, dopo averlo a lungo smentito[3], annuncia di volere candidarsi alla Presidenza della Regione Siciliana con una lista propria dal nome "rivoluzione siciliana", anche in contrasto con Silvio Berlusconi, non potendo appoggiare il candidato in pectore del MPA e dell'UDC Raffaele Lombardo a causa del suo stretto legame con Salvatore Cuffaro. Miccichè, dopo le critiche dei suoi alleati di Alleanza Nazionale[4] e del suo stesso Partito che lo invitano a desistere ed un incontro con Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, rinuncia alla corsa solitaria in cambio di una posizione importante nel futuro governo Berlusconi. Il 24 febbraio annuncia quindi il proprio sostegno a Raffaele Lombardo.
Dal PDL a Forza del Sud [modifica]
Nelle elezioni politiche italiane del 2008 è ritorna alla Camera dei deputati con il Popolo della Libertà. Il 12 maggio 2008 il Consiglio dei ministri nomina Miccichè Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega al CIPE.
Nonostante sia stato tra i parlamentari che hanno sostenuto la riforma federale voluta dalla Lega Nord, durante la primavera del 2008 Miccichè annuncia più volte la volontà di partecipare alla costruzione di un nuovo Partito del Sud, in grado di bilanciare il crescente e forte squilibrio che nel governo Berlusconi IV si va affermando a favore del nord del Paese. Il progetto, che lo vede inizialmente co-protagonista assieme al Presidente della Regione Siciliana e leader dell'MPA Raffaele Lombardo, naufraga dopo le pressioni di Silvio Berlusconi.
IL 3 novembre 2009 è uno dei promotori, insieme ai "finiani", della scissione nel Popolo della Libertà in Sicilia, facendo nascere all'Assemblea Regionale Siciliana il gruppo del PdL Sicilia[5].
Nel marzo 2010 Miccichè dichiara di essere disposto a lasciare il Pdl per creare il Partito del Sud[6].
Nell'estate del 2010 il rapporto tra Gianfranco Miccichè e Raffaele Lombardo si deteriora. Quello che era il Pdl Sicilia si spacca in Futuro e Libertà per l'Italia (nuova formazione politica guidata a livello nazionale da Gianfranco Fini) e nel gruppo di ex Forza Italia guidati da Miccichè che annunciano la nascita di un nuovo partito[7]. Nel rimpasto che da vita al quarto Governo della Presidenza Lombardo, il gruppo di Miccichè viene tagliato fuori e si colloca all'opposizione[8].
Leader di partito [modifica]
Il 12 ottobre 2010 Miccichè fonda il nuovo partito denominato Forza del Sud, con un gruppo parlamentare all'ARS di 5 deputati[9], che viene presentato ufficialmente il 30 ottobre successivo[10][11].
Note [modifica]
^ a b c Emanuele Lauria. «Gianfranco e Totò, così vicini così lontani quindici anni di accordi e sgambetti». la Repubblica, 21 02 2008. URL consultato in data 19-11-2009.
^ Ministro per lo Sviluppo e la Coesione territoriale: On. Gianfranco Miccichè
^ Candidato Io? Certamente No... in blog di Gianfranco Miccichè. URL consultato il 26-01-2008.
^ «Sicilia, Lo Porto a Miccichè: Progetto in barba a etica alleanza». Il Velino, 22 02 2008. URL consultato in data 03-11-2009.
^ «La scissione di Micciché, nasce Pdl Sicilia». Corriere della Sera, 03 11 2009. URL consultato in data 03-11-2009.
^ «Miccichè lancia il Partito del Sud "Sono disposto a dire addio al Pdl"». la Repubblica, 13 03 2010. URL consultato in data 14-03-2010.
^ «Miccichè: "Faccio un partito siciliano ma a Roma restiamo con Berlusconi"». la Repubblica, 18 09 2010. URL consultato in data 23-09-2010.
^ Massimo Lorello. «Ecco la nuova giunta regionale Nasce sull'asse tra Pd e finiani». la Repubblica, 21 09 2010. URL consultato in data 23-09-2010.
^ Antonella Romano. «Miccichè in campo». la Repubblica, 13 10 2010, p. 4 sezione:Palermo. URL consultato in data 16-10-2010.
^ Emanuele Lauria. «Miccichè battezza "Forza del Sud" "Ora il premier cambi stile di vita"». la Repubblica, 30 10 2010. URL consultato in data 31-10-2010.
^ «Micciché dà vita alla Forza del Sud A Berlusconi: «Fedeltà non è infinita»». Corriere della Sera, 30 10 2010. URL consultato in data 31-10-2010.
estratto dal sito web http://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Miccich%C3%A9

Biografia in date
Nato a Palermo il 1 aprile 1954.
Dirigente d’azienda, per undici anni, presso l’IRFIS – Istituto Regionale per il Finanziamento delle Industrie in Sicilia.
Dirigente di Publitalia ‘80 dal 1984. Direttore della sede di Palermo e in seguito Direttore della sede di Brescia. Dal 1989 alla sede di Milano.
Nel 1993 è promotore della nascita di Forza Italia in Sicilia. Nel 1994 è chiamato dal Presidente Silvio Berlusconi a ricoprire il ruolo di Coordinatore Regionale. Nel 2004 gli viene conferito l’incarico di Vice coordinatore Nazionale.
Sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti e della Navigazione nel 1994 – primo governo Berlusconi.
Nel 1995 è componente della 9^ Commissione permanente – Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati.
Nel 1996 è componente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari.
Nel 1998 è componente della V Commissione permanente – Bilancio della Camera dei Deputati.
Nel 2001 è componente della XIV Commissione permanente – Politiche dell’Unione Europea.
Nel 2001 è Viceministro dell’Economia e delle Finanze con delega allo Sviluppo Economico del Mezzogiorno, alle attività delle Società a partecipazione pubblica che operano a sostegno dello sviluppo economico del Mezzogiorno ed ai rapporti con l’Unione Europea e con le Regioni, per le materie relative – secondo governo Berlusconi.
Nel 2005 è Ministro per lo Sviluppo e la Coesione territoriale – secondo governo Berlusconi.
Dal giugno del 2006 è Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Nel 2008 eletto al Parlamento Nazionale per la XVI legislatura.
Dal 12 maggio 2008 Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega al CIPE.
estratto dal sito web http://www.gianfrancomicciche.net/info/

Forza del Sud
Forza del Sud è un partito politico italiano, fondato dal politico siciliano Gianfranco Micciché, ex Forza Italia ed ex Popolo della Libertà, il 30 ottobre 2010 a Palermo, ispirato al meridionalismo.
Indice[nascondi]
1 Storia
1.1 Pdl Sicilia nell'ARS
1.2 Forza del Sud
2 Note
3 Voci correlate
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Storia [modifica]
Pdl Sicilia nell'ARS [modifica]
Nel novembre del 2009 il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Micciché dà vita, insieme ai finiani, al gruppo parlamentare Pdl Sicilia[1] all'interno dell'Assemblea Regionale Siciliana. Tra le motivazioni della rottura il continuo scontro con l'area del partito facente capo al Ministro Angelino Alfano, al Presidente del Senato Renato Schifani ed ai coordinatori Giuseppe Castiglione e Domenico Nania sulle posizioni nei confronti del Governo Regionale Siciliano guidato da Raffaele Lombardo. Dopo la scissione lo scontro all'interno della maggioranza siciliana si acuì al punto che i deputati del Pdl ufficiale votarono contro il DPEF del Governo[2], mettendo in crisi Lombardo che arrivò a dichiarare: "Con la bocciatura del Dpef, c'è stata la dissoluzione della maggioranza"[3].
Nel marzo 2010 Gianfranco Micciché dichiara di essere disposto a lasciare il Popolo della Libertà per creare il Partito del Sud[4]. Ipotesi che invece viene esclusa dai finiani, che continueranno a sostenere Lombardo, senza lasciare il PdL[5].
Forza del Sud [modifica]
La rottura tra Micciché e Lombardo si consuma con la creazione del quarto governo regionale dal 2008, detto Lombardo Quater, che incassa la fiducia di Movimento per le Autonomie, Udc, Finiani, Api e anche del Partito Democratico. Proprio l'appoggio di quest'ultimo causa il divorzio tra i due[6] e Micciché dà vita al gruppo parlamentare nell'Assemblea Regionale Siciliana Forza del Sud, a cui aderiscono cinque parlamentari siciliani: Michele Cimino, Titti Bufardeci, Cateno De Luca (designato Capogruppo), Toni Scilla e Franco Mineo[7].
Il 30 ottobre 2010 Micciché fonda ufficialmente a Palermo Forza del Sud, a cui aderiscono nove parlamentari nazionali: oltre a Micciché altri cinque deputati, Giacomo Terranova, Pippo Fallica, Francesco Stagno D'Alcontres, Antonino Minardo e Ugo Grimaldi; tre senatori Salvo Fleres, Roberto Centaro e Mario Ferrara. I nove parlamentari nazionali hanno però garantito che non lasceranno i gruppi parlamentari del Pdl alla Camera ed al Senato[8].
A fine novembre viene lanciato il segno distintivo dei membri del partito: la cravatta arancione, adottata sul modello leghista[9].
Note [modifica]
^ «La scissione di Micciché, nasce Pdl Sicilia». Corriere della Sera, 03 11 2009. URL consultato in data 19-12-2009.
^ «L'Ars affossa il Dpef, governo verso la crisi». La Repubblica, 11 11 2009. URL consultato in data 19-12-2009.
^ «Lombardo, bocciatura Dpef ha dissolto la maggioranza». ANSA, 02 12 2009. URL consultato in data 19-12-2009.
^ «Miccichè lancia il Partito del Sud "Sono disposto a dire addio al Pdl"». La Repubblica, 13 03 2010. URL consultato in data 14-03-2010.
^ Sicilia Today - Si va avanti ma senza i finiani
^ Siciliainformazioni Mossa a sorpresa: Micciché ritira due assessori
^ Giornale di Sicilia - Miccichè: oggi all'Ars è nato Forza del Sud
^ Siciliainformazioni Forza del Sud, nove parlamentari tra Camera e Senato
^ http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/notizie/politica/2010/23-novembre-2010/guerra-colori-parlamento-arriva-arancione-forza-sud--1804229006670.shtml
Voci correlate [modifica]
Gianfranco Micciché

mercoledì 19 gennaio 2011

Movimento per le Autonomie (MpA)

Il Movimento per le Autonomie (MpA) è un partito politico italiano, fondato da Raffaele Lombardo il 30 aprile 2005, ispirato all'autonomismo ed al meridionalismo, con un orientamento marcatamente moderato e riformista. Centro propulsore e di maggior radicamento elettorale del movimento è la Sicilia, anche se fin dagli esordi s'è posto una più ampia dimensione "meridionale" (il congresso fondativo si è tenuto a Bari).
Indice[nascondi]
1 Storia
1.1 La nascita
1.2 Il primo congresso e il nodo delle alleanze
1.3 Politiche 2006: accordo con la Lega nel Patto per le Autonomie
1.4 Politiche 2008: l'alleanza con il PdL e Lombardo Presidente della Regione Siciliana
1.5 Il IV Governo Berlusconi
1.6 Il secondo congresso e le Europee
1.7 I finanziamenti della Lega Nord al MpA
1.8 L'espulsione di Scotti ed i nuovi ingressi
1.9 Elezioni regionali 2010
1.10 Il fronte moderato
1.11 L'uscita dal Governo Berlusconi IV
2 Risultati Elettorali
3 Congressi
4 Note
5 Voci correlate
6 Collegamenti esterni
6.1 Documenti
6.2 Loghi
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Storia [modifica]
La nascita [modifica]
Il partito nasce da un dissenso interno all'UDC siciliana: Raffaele Lombardo, segretario regionale del partito, aveva intrapreso un cammino autonomista che doveva portare il partito di Casini ad una federazione di partiti regionali. Tale linea venne rigettata dai vertici nazionali e portò Lombardo a lasciare l'UDC, anche sotto la spinta della base del futuro Movimento per l'Autonomia.Raffaele Lombardo, all'epoca presidente della Provincia di Catania ed europarlamentare, lasciò il partito perché «ai partiti nazionali è stato pagato un tributo troppo alto e non sempre sono stati tutelati gli interessi della nostra terra». Intorno alla leadership di Lombardo il Movimento crebbe, sia sotto l'aspetto elettorale che sotto l'aspetto organizzativo e territoriale, accogliendo esponenti politici provenienti dalla nuova Democrazia Cristiana, dal Partito Socialista Italiano, dal Partito Liberale, dal Partito Comunista e da vari partiti di ispirazione meridionalista e federalista.
La nascita avviene nel 2005 e il primo banco di prova ufficiale sono le elezioni comunali di Catania, tenute nel mese di maggio, dove il movimento (che promuove 4 liste) appoggia la coalizione della Casa delle Libertà e col 20% contribuisce in modo determinante alla sua vittoria. Successivamente amplia le proprie fila, dichiarando la propria indipendenza da entrambi i poli della politica italiana.
Il successivo appuntamento elettorale sono state le elezioni amministrative di Messina, tenute in due turni fra novembre e dicembre 2005: l'MpA si presenta con un proprio candidato a sindaco (che riscuote il 7%) e, al ballottaggio, non si schiera a sostegno di nessuno fra i due candidati delle coalizioni.
Il primo congresso e il nodo delle alleanze [modifica]
Il congresso costitutivo del Movimento si svolge dal 16 al 18 dicembre a Bari: a dispetto delle voci non viene subito annunciata alcuna "scelta di campo" fra le due coalizioni nazionali di centro-destra e centro-sinistra, proponendosi di costruire un "terzo polo nazionale", pur cercando il dialogo con i candidati premier delle coalizioni (e non coi singoli leader di partito). In pratica, Lombardo tenta di aprire un confronto diretto con Silvio Berlusconi e Romano Prodi su una piattaforma programmatica. Il Movimento ribadisce la sua collocazione al Centro, ponendo come fondamentali impegni la valorizzazione dell'autonomia della Regione Siciliana e l'impegno verso il Mezzogiorno.
Politiche 2006: accordo con la Lega nel Patto per le Autonomie [modifica]

Nel 2006, l'MpA decide di sciogliere ogni riserva e di formalizzare la sua intesa con la Casa delle Libertà, raggiunta tramite un accordo con la Lega Nord Padania di Umberto Bossi per porre fine alla conflittualità tra autonomia e federalismo e trasformare i conflitti in sinergie e collaborazione tra nord e sud del paese. È il caso storico di un allargamento di vedute del Carroccio, che si apre alle energie del Meridione d'Italia. L'accordo viene formalizzato il 4 febbraio 2006 da Lombardo e dal coordinatore delle Segreterie nazionali della Lega il Ministro Roberto Calderoli: esso prende il nome di "Patto per le Autonomie".
L'accordo, che non è solo elettorale, ma rappresenta un progetto politico che va ben oltre il 9 aprile, aperto a tutte le forze che si riconoscono nel federalismo e nelle autonomie e che vogliono rappresentare il loro territorio, collabora anche col Partito Sardo d'Azione, che presenta suoi candidati nella lista per l'elezione della Camera dei deputati.
Lombardo sostiene di aver scartato l'ipotesi di un accordo con l'Unione, perché la coalizione di centrosinistra non avrebbe intenzione di inserire il ponte sullo Stretto di Messina nel programma di legislatura e per la contrarietà verso altri argomenti programmatici favoriti dalla coalizione di Romano Prodi.
Alle elezioni politiche del 2006, la lista Lega Nord-MPA raccoglie 182 mila voti (Camera) e 146 mila voti (Senato) nelle regioni meridionali. In Sicilia, la lista ottiene il 4,5% alla Camera (3 seggi) e il 4,1% al Senato (1 seggio).
In sede parlamentare, l'MpA conta 5 deputati (che costituiscono una propria componente nel gruppo misto alla Camera), ossia Giovanni Roberto Di Mauro, Nicola Leanza, Carmelo Lo Monte, Giuseppe Maria Reina e Vincenzo Oliva (questi ultimi due eletti nelle liste di Forza Italia in Puglia e in Toscana, in forza dell'accordo sottoscritto). A fine legislatura diventano 7, con l'adesione di Riccardo Minardo e Ferdinando Latteri. Due sono, invece, i senatori che aderiscono al gruppo DC-PRI-IND-MPA: il siciliano Giovanni Pistorio e il friulano eletto in Liguria Giuseppe Saro.
Il 4 maggio 2006, in seguito all'incendio scoppiato nella raffineria ERG di Priolo Gargallo (SR), i deputati dell'MpA indicono una conferenza stampa con maschere antigas per manifestare la loro ferma opposizione alle politiche industriali di quello stabilimento petrolchimico e delle raffinerie in quel sito e in tanti altri luoghi della Sicilia e dell'Italia meridionale, richiedendo l'istituzione di una Commissione di inchiesta sull'inquinamento prodotto dalle fabbriche della zona. Reina, Lo Monte, Di Mauro e Oliva chiedono lo smantellamento degli impianti e la loro riconversione, nell'ottica di un insediamento industriale di qualità che rispetti il territorio e le popolazioni, che dia produzioni di alto livello ed occupazione qualificata, senza più inibire lo sviluppo turistico dei luoghi e danneggiare la salute dei cittadini. L'impegno per l'ambiente è rimasto uno delle priorità del movimento, che si batterà per contro l'impiego del Pet Coke a Gela e, più in generale, per uno sviluppo sostenibile.
A maggio 2006 si tengono le elezioni regionali siciliane, dove l'MpA, schierato nel centrodestra a sostegno di Totò Cuffaro, si piazza come il terzo partito con il 12,5%, eleggendo 10 deputati all'Assemblea Regionale Siciliana. Leanza e Di Mauro vengono eletti deputati regionali e lasciano il posto alla Camera a Sebastiano Neri e Pietro Rao.
L'11 giugno l'MpA alle elezioni provinciali di Trapani arriva a contare 21.530 preferenze con il 9,56 % dei voti totali, contribuendo all'elezione del senatore di Forza Italia Antonio D'Alì come candidato unico della CDL (contrapposto a Massimo Grillo candidato dell'Unione).
Il 30 luglio 2006 l'MpA sigla un patto federativo con il neonato movimento "Nazionalisti Siciliani", il 21 novembre dello stesso anno raggiunge un'intesa politico-programmatica con Alleanza Siciliana di Nello Musumeci.
Il Movimento gioca una parte significativa nella crisi del "Governo Prodi", visto che per rafforzare la propria debole maggioranza al Senato, la coalizione de l'Unione ha tentato di coinvolgere i due senatori dell'MpA. In tale occasione il Movimento ha subordinato l'eventuale appoggio al governo ad un radicale cambiamento delle politiche per la Sicilia ed il Meridione, in particolare da un ripensamento sul Ponte sullo Stretto di Messina, opera che l'MpA ha sempre ritenuto fondamentale.
Nel marzo 2007 il Movimento sottoscrive un'intesa politico-programmatica per le elezioni comunali di Palermo, legando il proprio sostegno (che si rivelerà di nuovo decisivo) a Diego Cammarata ad un programma innovativo di decentramento, trasparenza e riforme. Nello stesso mese viene raggiunta un'intesa col Movimento Autonomista Toscano, nell'ottica della comune battaglia per il federalismo.
Nel gennaio 2008 aderiscono al Movimento gran parte degli esponenti dell'Italia di Mezzo, rappresentati, fra gli altri, dall'ex-Ministro Vincenzo Scotti.
Politiche 2008: l'alleanza con il PdL e Lombardo Presidente della Regione Siciliana [modifica]

Raffaele Lombardo
Il 20 febbraio 2008, in vista delle elezioni politiche, anticipate per la fine del Governo Prodi II, il Movimento per l'Autonomia ha sottoscritto un accordo con il neonato Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini per un'alleanza elettorale e politica sul modello dell'accordo omologo con la Lega Nord: l'MpA ha presentato perciò il suo simbolo in tutte le regioni centro-meridionali, apparentato con il PdL, specularmente a quanto accaduto con la Lega Nord nel Settentrione (che ha infatti presentato il proprio simbolo dalla Toscana alla Val D'Aosta).
Alle elezioni politiche del 13-14 aprile, la coalizione tra Popolo delle Libertà, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia ha ottenuto la vittoria con il 46,81%[1] alla Camera e il 47,32%[2] al Senato, conquistando la maggioranza assoluta in entrambe le camere. Singolarmente, il Movimento per l'Autonomia ha ottenuto, su scala nazionale, l'1,13% alla Camera e l'1,08% al Senato.
Elegge quindi 8 deputati alla Camera e 2 senatori. Il Movimento riesce ad ottenere eletti, oltre che in Sicilia, in Campania, in Puglia ed in Calabria.
Il 7 ottobre 2009 il numero dei senatori del Movimento per le Autonomie sale a tre con l'adesione del senatore Sebastiano Burgaretta Aparo proveniente dal gruppo dell'UDC (subentrato a Salvatore Cintola).
Dopo un ampio ed aspro confronto l'MpA riesce a raggiungere un obiettivo fondamentale, ottenendo la designazione del proprio leader Raffaele Lombardo a candidato unitario del centro-destra alla Presidenza della Regione Siciliana. Alle elezioni del 14 aprile 2008, Lombardo riceve un consenso plebiscitario (64% dei voti), che lo manda alla guida della Regione.
Il IV Governo Berlusconi [modifica]
Il Movimento è entrato, coerentemente al risultato elettorale, a far parte della maggioranza che sostiene il IV governo Berlusconi. Sono membri dell'esecutivo per l'MpA Giuseppe Maria Reina (Sottosegretario alle Infrastrutture ed ai Trasporti) e Vincenzo Scotti (Sottosegretario agli Esteri). Motivi di attrito intervengono circa il decreto fiscale varato dal ministro dell'Economia Tremonti, che a detta dell'MpA toglie troppi fondi al Mezzogiorno per la copertura. Il 24 giugno 2008 il Movimento decide di non votare la fiducia posta dal Governo sul provvedimento se l'esecutivo non si impegnerà a ripristinare i trasferimenti[3]. L'impegno viene sottoscritto e l'MpA accorda la fiducia[4]. La situazione tuttavia si ripete in occasione della posizione della questione di fiducia sul decreto legge anticrisi il 13 gennaio 2009[5][6]. Il gruppo alla Camera vota la fiducia al governo, ma si astiene dal voto finale sul provvedimento, lamentando uno squilibrio fra Nord e Sud nelle politiche governative, contrario a quanto stabilito nel programma elettorale, e chiedendo un cambio di passo[7].
Il secondo congresso e le Europee [modifica]
Il secondo congresso del Movimento per l'Autonomia si è svolto a Roma il 27, 28 febbraio e 1 marzo 2009. In questa occasione il partito assume la nuova denominazione: Movimento per le Autonomie.
Alle elezioni europee del 2009 l'MpA presenta una lista comune con La Destra di Francesco Storace, il Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo e l'Alleanza di Centro di Francesco Pionati, il Polo dell'Autonomia.[8]. Il polo dell'Autonomia nasce con l'intento di "combattere le tecnocrazie di Bruxelles attraverso l’esercizio della legittimazione democratica e di assottigliare il divario tra Nord e Sud". La lista ottiene però ben poco successo: 682.046 voti e il 2,2 %, ben lontano dalla clausola di sbarramento fissata al 4 %.
I finanziamenti della Lega Nord al MpA [modifica]
La trasmissione Report di Rai3, rese noti i finanziamenti della Lega Nord all'MpA: 387.000 euro nel 2007 e 292.000 nel 2008, come riportato nei bilanci nel movimento[9].
L'espulsione di Scotti ed i nuovi ingressi [modifica]
Il 20 gennaio 2010, vengono espulsi dal partito il sottosegretario Enzo Scotti e i deputati (Arturo Iannaccone, Luciano Mario Sardelli, Elio Belcastro e Antonio Milo) che hanno proceduto alla costituzione di un nuovo raggruppamento con apposito simbolo, Noi Sud[10][11].
Successivamente aderiscono all'MpA prima il senatore campano Riccardo Villari (già del Partito Democratico) e, poco dopo, il deputato calabrese Aurelio Misiti (ex Italia dei Valori)[12]
Inoltre, a seguito di una surroga, è approdato al Senato un altro esponente autonomista, il sen. Sebastiano Burgaretta Aparo.
Elezioni regionali 2010 [modifica]
Alle elezioni regionali del 2010 il partito ha espresso le sue posizioni in maniera articolata:
in Campania ha promosso una lista assieme al Nuovo PSI ed al PRI a sostegno del candidato di centro-destra, Stefano Caldoro, esprimendo uno dei quattro consiglieri spettanti alla lista;
nel Lazio ha eletto un consigliere nella lista civica a sostegno di Renata Polverini;
in Calabria ha partecipato con la lista "Autonomia e diritti" a sostegno del Presidente uscente Agazio Loiero (di centro-sinistra);
in Basilicata l'MpA ha presentato il proprio simbolo, raccogliendo oltre 8mila voti (circa il 2,65%) ed eleggendo un consigliere regionale;
in Puglia s'è schierato con Adriana Poli Bortone, presentando una lista comune col movimento Io Sud (col quale è stato poi sottoscritto un accordo federativo);
L'MpA era già presente oltre che all'Assemblea Regionale Siciliana anche nei Consigli Regionali dell'Abruzzo, del Molise e della Sardegna, esprimendo complessivamente 19 consiglieri regionali.
Il fronte moderato [modifica]
In occasione della mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, il neonato gruppo dei finiani Futuro e Libertà per l'Italia, l'Unione di Centro, l'Alleanza per l'Italia e il Movimento per le Autonomie scelgono di astenersi.[13] Pier Ferdinando Casini ha definito questa alleanza "un'area di responsabilità nazionale"[14]; Francesco Rutelli ha parlato della necessità di "unire le forze che vogliono fare le riforme ed esercitare una grande responsabilità"[15]; dello stesso avviso anche il capogruppo di FLI, Italo Bocchino, che in un editoriale su Il Secolo d'Italia ha scritto che si tratta di una "responsabilità - aggiunge - spesso messa sotto i piedi da un violento spirito di parte, da una faziosità senza limiti e da una partigianeria che non possiamo condividere".[16] Gli astenuti totali sono stati 75[17]. Sono stati molti, tra giornali e intellettuali, a definire questa alleanza tra moderati, un possibile embrione di Terzo Polo.[18][19][20]
L'uscita dal Governo Berlusconi IV [modifica]
Il 13 novembre 2010, con le dimissioni del proprio sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti Giuseppe Maria Reina, l'MpA annuncia la fuoriuscita dal Governo Berlusconi IV, accusando l'esecutivo di non mantenere gli impegni presi con gli elettori e di agire contro gli interessi del Sud Italia[21][22].
Note [modifica]
^ Ministero dell'Interno - Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15-04-2008.
^ Ministero dell'Interno - Elezione del Senato della Repubblica del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15-04-2008.
^ ICI: MpA non voterà fiducia su decreto Repubblica.it URL consultato il 25-06-2008
^ Camera dei deputati - Resoconto stenografico seduta n. 23 del 25-06-2008
^ Cfr. Repubblica.it - Dl anticrisi, dietro le critiche di Fini i tagli ai fondi per il Mezzogiorno 13-01-2009
^ Camera.it - Dichiarazione dell'on. Commercio a nome dell'MpA, seduta n. 113 del 13-01-2009
^ Camera.it - Dichiarazione dell'on. Commercio a nome dell'MpA, seduta n. 115 del 15-01-2009
^ : La Destra :. www.la-destra.it
^ Report - I Viceré - 15/03/2009
^ «Roma, l'MpA espelle Scotti e quattro deputati». La Repubblica, 21 01 2010, p. 2 sezione:Palermo. URL consultato in data 30-03-2010.
^ MPA: ESPULSI SCOTTI, IANNACCONE, BELCASTRO, SARDELLI E MILO PER COMPORTAMENTI GRAVI in Sito ufficiale MpA. URL consultato il 30-03-2010.
^ «Misiti passa da Idv al gruppo MpA». Virgilio (portale), 12 05 2010. URL consultato in data 15-05-2010.
^ http://www.ultimenotizie.tv/notizie-politiche/patto-fini-casini-rutelli-nasce-il-fronte-dei-moderati.html
^ http://www.udc-italia.it/News/SchedaReader.aspx?TypeId=3&ID=91642
^ http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=143637
^ http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/08_agosto/04/governo_bocchino_nessun_terzo_polo_ma_area_della_responsabilita,25484492.html
^ http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-08-04/berlusconi-astensione-caliendo-senso-131329.shtml
^ http://www.bresciaoggi.it/stories/Italia%20&%20Mondo/172680___partita_sul_terzo_polo_il_pd_governo_alla_fine/
^ http://www.trentinoweb.it/blog/2010/08/il-grande-centro-cuando-caliendo-el-sol-sorge-il-terzo-polo/
^ http://www.asca.it/news-TERZO_POLO__CASINI__NON_E__MANOVRA_PALAZZO__SI_ALLARGHERA__NEL_PAESE-940442-ORA-.html
^ GOVERNO: MPA ESCE DA ESECUTIVO, NON IN SINTONIA IMPEGNI PRESI CON ELETTORI in Sito ufficiale Mpa. URL consultato il 14-11-2010.
^ GOVERNO: REINA, MPA FUORI DA ESECUTIVO PERCHE' HA TRADITO IL SUD in Sito ufficiale Mpa. URL consultato il 14-11-2010.
Voci correlate [modifica]
Raffaele Lombardo
Provenienza dei politici attualmente nel Movimento per l'Autonomia
Collegamenti esterni [modifica]
Movimento per le Autonomie - sito ufficiale.
Movimento per le Autonomie Puglia - sito ufficiale.
Movimento per le Autonomie Campania - sito ufficiale.
Documenti [modifica]
Video sui finanziamenti della Lega Nord all'MpA
Registrazioni audiovideo integrali del Movimento per l'Autonomia sul sito di Radio Radicale
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