(ANSA) - BOLOGNA, 14 APR - La Giunta regionale ha comunicato nel tardo pomeriggio la distribuzione territoriale dei primi 184 profughi provenienti dai paesi del Nord Africa che arriveranno tra domani e domenica in Emilia-Romagna in base all'assegnazione definita dal Piano nazionale. Domani ci sara' il primo arrivo in Emilia-Romagna di 92 profughi, dotati di permesso di soggiorno temporaneo. Questi gli arrivi previsti nelle singole province tra domani e domenica: a Piacenza 12, a Parma 16, a Reggio Emilia 10, a Modena 10, a Bologna 40, a Ferrara 32, a Ravenna 20, a Forli'-Cesena 32, a Rimini 12. (ANSA).
estratto da: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/emiliaromagna/2011/04/14/visualizza_new.html_901577099.html
UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA
Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam
VIAGGIA CON RYANAIR
JE ME SOUVIENS
VILLA BERTI VIA BEL POGGIO N. 13 IMOLA http://www.villaberti.it/
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venerdì 15 aprile 2011
Immigrazione: E-R; 92 profughi domani, gli altri 92 domenica
Immigrazione: E-R; 92 profughi domani, gli altri 92 domenica 12 Pc, 16 Pr, 10 Re, 10 Mo, 40 Bo, 32 Fe, 20 Ra, 32 Fc, 12 Rn 14 aprile, 19:01
giovedì 14 aprile 2011
Bologna: Profughi: case pubbliche sfitte agli immigrati
Profughi: case pubbliche sfitte agli immigrati Tra domani e sabato arriveranno 173 (contro 120) stranieri nel territorio bolognese e spunta una nuova ipotesi Tutti i dettagli nel Carlino in edicola
Bologna, 14 aprile 2011 - AUMENTO, netto. Più immigrati sul territorio bolognese: le stime schizzate appena martedì dal governatore Vasco Errani e dal responsabile della Protezione civile regionale Demetrio Egidi sono già state stracciate. Si doveva partire con 120 stranieri sbarcati in provincia, siamo già a quota 173. Arriveranno domani, probabilmente nella notte, al più tardi sabato mattina. Alcuni con un volo charter, altri in treno. Ma arrivano, eccome. E le istituzioni varano il piano per l’emergenza immigrati in fuga dal Nord Africa: su Bologna le strutture per i 70 tra tunisini e libici attesi sono Villa Aldini sul Colle dell’Osservanza, Villa Pallavicini della Caritas, la struttura dei Poveri Vergognosi di via del Milliario a Santa Viola, l’Opera Marella di San Donato, ma anche i Prati di Caprara. «La variazione numerica degli arrivi ci porta a dovere organizzare anche la caserma — spiega il commissario Anna Maria Cancellieri —. C’è una struttura già pronta, nell’edificio, che potrebbe accogliere fino a 30 stranieri. Ma non di più». Perché il nodo, sui Prati di Caprara, è proprio questo: da una parte la Protezione civile, che immaginava un centro con disponibilità anche di 500 posti; d’altro canto il commissario e i politici (Errani in testa) non vogliono ghetti e hanno bocciato il maxi campo. I NUMERI, di nuovo. Arrivano 173 immigrati, 70 solo a Bologna. Gli altri invece verranno sparsi sull’intero territorio provinciale. Dove? Ieri pomeriggio in via Finelli, in Provincia, primo incontro per il tavolo tecnico di coordinamento per l’accoglienza dei nordafricani con l’assessore provinciale alla protezione civile Emanuele Burgin e i rappresentanti dei sette distretti (Comune di Bologna, Pianura est, Pianura ovest, Imolese, San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno e Porretta Terme). Il nucleo operativo dovrà indicare, entro domani (quando in Regione verrà stilato il piano completo), le strutture individuate, il numero e la tipologia (famiglie, singoli, donne) di persone che è possibile accogliere in ciascun distretto. La distribuzione numerica sul territorio rimane proporzionale al numero di residenti nel distretto: saranno accolti solo i cittadini appartenenti ai Paesi del Nord Africa in possesso dei requisiti per l’ottenimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari. «L’obiettivo — sottolinea Burgin — è quello di non creare dei lager, ma di individuare strutture, anche appartamenti, in grado di accogliere al massimo 10/15 persone». APPARTAMENTI, ecco la svolta: come deciso a Modena, anche in provincia di Bologna si cercheranno «immobili pubblici sfitti, ma si tratta di numeri piccoli, un appartamento o al massimo due per Comune — aggiunge Burgin —, dove sia possibile collocare gli stranieri in condizioni umane. Siamo ancora nella fase del censimento, però. I siti saranno molti e sparpagliati in tutto il territorio. Ora a livello distrettuale i singoli sindaci si parleranno e procederanno alla ricognizione finale». Certo l’impiego di quindici strutture ecclesiastiche o di associazioni religiose e di sette centri ad hoc. «Ci sono stabili di varie dimensioni e tipologie — sottolinea Burgin —. Non tutte verranno però utilizzate subito: questa emergenza può durare molto tempo». LA VERA incognita (che sta creando anche rallentamenti nell’individuazione dei siti e ha mandato in tilt molti Comuni) riguarda le spese da sostenere per la gestione degli stranieri. Un milione di euro disponibile per un mese, il plafond che la Regione mette a disposizione. Ma poi? «Il tema del riconoscimento economico esiste, ci sono anche privati che possono intervenire, hanno manifestato la loro disponibilità. Ma servono soldi — chiude Burgin —. L’ultimo nodo riguarda la gestione amministrativa». L’Urp del Comune, per ora, non farà da collettore degli arrivi, ha dichiarato ieri Palazzo d’Accursio in una nota. Maggiori approfondimenti nel Carlino in edicola di Valerio Baroncini
estratto da: http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/04/14/490174-case_pubbliche_sfitte.shtml
mercoledì 13 aprile 2011
Francesco Speroni cita Hitler: lecito usare armi contro migranti
Ecco, Speroni è fuori dalla grazia di dio. Hitler ha massacrato 6 milioni di ebrei. Se Speroni è pure anti semita per prima cosa deve essere espulso dalla Lega. In secondo luogo si deve dimettere da deputato per le sue gravissime affermazioni; terzo, se ne vada dall' Italia e vada dai sui amici leghisti ticinesi. Vergognati! Vergognati! Vergognati! non rappresenti nessuno. Il Ticino ti aspetta. Solidarietà ai fratelli ebrei, ai fratelli Israeliani e anche ai fratelli ebrei bolognesi (Pietro Berti)
Francesco Speroni cita Hitler: lecito usare armi contro migranti IAMM) Dopo le dichiarazioni del vicemnistro alle Infrastrutture Roberto Castelli, sono arrivate quelle, non meno sconcertanti, di un altro esponente del Carroccio, il parlamentare europeo Francesco Speroni. Questi in un intervento a Radio 24 ha rincarato la dose e fornito la sua ricetta per la soluzione dell'emergenza immigrati, citando persino Hitler. Ecco i consigli: "Molto spesso quando i nostri pescherecci, disarmati, si avvicinano alle coste della Tunisia vengono mitragliati. Usiamo lo stesso metodo". Il motivo è semplice: "se uno invade le acque territoriali di un paese sovrano è lecito usare le armi, questo è diritto internazionale...d'altra aprte l'ha fatto anche Zapatero, se viene violata la sovranità di un paese è lecito usare le armi, poi se è opportuno o meno lo decide il governo". Alle dichiarazioni ha risposto stizzito il capogruppo del'Idv Massimo Donadi, che pure per Castelli aveva reagito: "La Lega spara sì, ma solo c....te. Le parole irresponsabili, violente e razziste di Castelli e Speroni poi dimostrano solo l'incapacità di affrontare il fenomeno migratorio".
domenica 10 aprile 2011
TOC TOC, gli immigrati bussano all’Urp che chiude
Scaricati in centro a Bologna. «Parte da qui il treno per Parigi?» BOLOGNAORE 14.30, ieri in piazza Maggiore. Nabil, nel salotto buono di Bologna, guarda l’ingresso dell’Urp del Comune e al primo passante chiede: «Treno per Parigi?». Con lui, altri diciotto tunisini. Sono i primi, in Emilia-Romagna, che beneficeranno del permesso di soggiorno temporaneo. Ora sono ospitati in una struttura
BOLOGNAORE 14.30, ieri in piazza Maggiore. Nabil, nel salotto buono di Bologna, guarda l’ingresso dell’Urp del Comune e al primo passante chiede: «Treno per Parigi?». Con lui, altri diciotto tunisini. Sono i primi, in Emilia-Romagna, che beneficeranno del permesso di soggiorno temporaneo. Ora sono ospitati in una struttura del Comune, in attesa dei documenti che riceveranno tra martedì e giovedì dalla Questura. Molti pensano alla Francia, altri alla Germania. Pochi vogliono fermarsi in Italia. Il permesso temporaneo è l’inizio di una nuova vita: l’altra sera li avevano già accompagnati in Questura, ma solo all’ora di pranzo erano ancora al Cie in via Enrico Mattei. Nessuno di loro immaginava che sarebbe uscito in poche ore: «I miei parenti abitano vicino a Parigi, vorrei andare là», dice Alì. Per oltre due mesi sono stati chiusi al centro di identificazione ed espulsione: «Ho pagato mille euro per arrivare qua, ho fatto 25 ore di barca, sono stato un giorno a Lampedusa e da febbraio a Bologna: a saperlo prima, non mi sarei nemmeno messo in viaggio. L’Italia per me era solo una tappa intermedia», si sfoga Sem, 20 anni.SPIAZZATI i dipendenti comunali. Erano impegnati in sopralluoghi nelle strutture dismesse (la caserma Prati di Caprara; la storica Villa Aldini, gioiello aggrappato sui colli che incantarono anche Napoleone) per gli arrivi dei prossimi giorni, i primi rilasci hanno costretto il Comune a un piano d’emergenza. Il pronto soccorso sociale è entrato in funzione e la cooperativa Dolce ha allestito in meno di tre ore stanze e brandine in un dormitorio per senzatetto. In piazza Maggiore, ieri, i tunisini sono arrivati in autobus. Raccontano: «Nessuno è fuggito via, aspettiamo i documenti». Anche a Modena, dove c’è un altro Cie, i primi rilasci: ventisette, più che a Bologna. Là gli immigrati dormiranno nelle case comunali sfitte.Valerio Baroncini . Continua a leggere su: http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2011/04/10/487941-scaricati_centro_bologna_parte_treno_parigi.shtml#ixzz1J7ihJ8cQ
fonte: http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2011/04/10/487941-scaricati_centro_bologna_parte_treno_parigi.shtml Immigrati rilasciati dal CieSbarcano in piazza Maggiore Permesso temporaneo per 19 tunisini. Ora sono in via Sabatucci. Gli stranieri rilasciati dal Cie BOLOGNA, 10 APRILE 2011 - BUSSANO all’Urp. Indirizzati da qualcuno, ovvio, al Cie di via Enrico Mattei. Sbarcano in piazza Maggiore alle 14.30 o giù di lì. L’altro sbarco, a febbraio, a Lampedusa con le carrette del mare. Un giorno, poco più, nell’isola degli infiniti arrivi. Poi il trasferimento a Bologna, al Centro per l’identificazione e l’espulsione. Ieri, dopo pranzo, la sorpresa: «Siete liberi», dicono al Cie. Tecnicamente, rilasciati in attesa dei documenti che la questura sta preparando e che arriveranno martedì o giovedì. Liberi di essere liberi. Forse. Abbandonati, piuttosto: perché loro, i diciannove ragazzi che per sei mesi avranno un permesso di soggiorno e sognano la Francia e la Germania «dove c’è lavoro, mica l’Italia», han pigliato l’autobus e sono arrivati in autonomia in centro. Raccontano così, i diciannove ragazzi tunisini, lo sbarco-bis. Spiazzati i dipendenti e i dirigenti comunali. Spiazzati il commissario e il subcommissario. Nessuno li aspettava. TOC TOC, bussano all’Urp. Quindi una soluzione va presa. Pochi minuti, scatta la rete del pronto soccorso sociale. Vengono rifiutati da alcune associazioni cattoliche: «Non c’è posto». In via Lombardia fervono i lavori per la riapertura di lunedì, ma la struttura non si può utilizzare. Per la caserma di Prati di Caprara manca ancora l’ok dell’esercito (arriverà lunedì sera, forse); a Villa Aldini, l’ultima struttura emersa nel toto-siti, non è possibile programmare il trasferimento immediato. C’è ancora un sopralluogo da fare. E allora? Gli immigrati restano lì, in piazza. Finché la Coop Dolce mette una pezza e accoglie, in collaborazione col Comune, il gruppetto. Lucio e la Carla coordinano, operatori e ospiti (sì, proprio i senzatetto) si mettono al lavoro: in tre ore il dormitorio di via Sabatucci, il centro Beltrame, è pronto. Il Comune trova le brandine, il rebus accoglienza è risolto. «Siamo l’Sos Tata», scherza Pietro Segata, numero uno della cooperativa. Oggettivamente: organizzazione incredibile, «ma è il nostro lavoro, tutto qua», spiega Segata. Qualcosa, nella comunicazione Roma-Bologna, non è andato. Ma tant’è: «Abbiamo risposto all’emergenza», spiega il subcommissario Raffaele Ricciardi. LUNEDÌ ne arriveranno altri, in Comune tutti si preparano all’emergenza dopo la sorpresina del sabato pomeriggio. La conferenza metropolitana dei sindaci porrà i paletti sui siti disponibili per l’accoglienza, martedì invece la sintesi tra Prefettura e Regione. «Ma i clandestini ci sono già, da tempo. Da alcune settimane c’è un aumento di richieste di aiuto, soprattutto di maghrebini — osserva Paolo Mengoli, direttore della Caritas —. quest’emergenza è vera. Serviamo 300 pasti al giorno, un primo flusso c’è già stato» di VALERIO BARONCINI Arrivati i primi profughiin 19 alloggiano al Sabatini Dopo lo sbarco a Lampedusa il 12 febbraio ed essere stati trattenuti per 2 mesi al Cie di via Mattei, ieri hanno ottenuto il permesso di soggiorno temporaneo previsto dal recente decreto e sono stati fatti uscire dal centro di identificazione e espulsionedi ELEONORA CAPELLI e CARLO GULOTTA Alloggiano al centro Beltrame di via Sabatucci i primi 19 tunisini ospitati dal Comune di Bologna dopo lo sbarco a Lampedusa il 12 febbraio. Dopo essere stati trattenuti per 2 mesi al Cie di via Mattei, con altri 6 compagni di viaggio, ieri hanno ottenuto il permesso di soggiorno temporaneo (il documento gli arriverà giovedì) previsto dal recente decreto e sono stati fatti uscire dal centro di identificazione e espulsione di via Mattei. I migranti sono scesi dal bus davanti all’Urp di piazza Maggiore nel primo pomeriggio e poi verso le 17 hanno trovato alloggio nelle stanze del centro Beltrame, che erano state allestite per il piano freddo ed erano ancora attrezzate. "Sarà solo una sistemazione temporanea - dice Pietro Segata, presidente della coop Dolce che gestisce il dormitorio - anche perché la situazione del Beltrame comincia a diventare un po’ problematica. In generale, comunque, non sono molte le strutture già attrezzate per accogliere i migranti che arriveranno a Bologna". Il Comune sta ancora valutando le strutture a disposizione (in via Lombardia sono stati trasferiti i senza tetto di via Capo di Lucca mentre a Villa Aldini avrebbe dovuto trovare posto il Centro Marconi che è stato chiuso per lavori) ma Palazzo d’Accursio è soddisfatto per il primo “test”. "Siamo riusciti a sistemare questi primi 19 arrivi in poche ore - dice il sub commissario Raffaele Ricciardi - il piano per gli altri arrivi sarà presto pronto".Il piano per l’accoglienza profughi non è ancora ufficialmente operativo, ma il governatore Errani è pronto a firmare il decreto per attivare l’intera filiera della Protezione Civile della Regione, per l’individuazione dei siti: caserme dismesse, strutture del Comune e della Curia. A Bologna, già individuata nella caserma della Croce Rossa militare in via Prati di Caprara 12 un’area dove potrebbero trovare alloggio fino a 300 persone. Nel giro di quattro giorni dalla richiesta formale di accoglienza, la struttura militare sarà operativa. I primi profughi, oltre a quelli che hanno ottenuto il permesso straordinario ieri, potrebbero arrivare entro pochi giorni. Bologna dovrebbe accoglierne subito 330 e in tutto da Piacenza a Rimini sono attesi 1500 migranti, su un totale di 3700. Una parte di questi, circa 500, si trova a bordo della nave Flaminia, che oggi dovrebbe raggiungere Livorno.
estratto da: http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/04/10/news/arrivati_i_primi_profughi_in_19_alloggiano_al_sabatini-14736659/
domenica 5 dicembre 2010
Immigrati: italiana sposa clandestino in chiesa ad Albenga, atto registrato in comune
Immigrati: italiana sposa clandestino in chiesa ad Albenga, atto registrato in comune
dal sito web http://www.libero-news.it/articolo.jsp?id=545048
dal sito web http://www.libero-news.it/articolo.jsp?id=545048
Genova, 4 dic. - (Adnkronos) - ''E' stata applicata la legge''. Cosi' il sindaco di Albenga, Rosy Guarnieri (Lega Nord), commenta con l'ADNKRONOS il caso del matrimonio celebrato in chiesa tra una trentanovenne cittadina di Albenga e un ventottenne marocchino non in regola con il permesso di soggiorno.
''L'uomo - spiega il sindaco - lavorava in Italia con un regolare permesso di soggiorno. Quando i due hanno deciso di sposarsi lui non era in possesso del rinnovo del permesso, non so per quale motivo. Quindi l'ufficiale di stato civile non ha accettato la trascrizione della richiesta di matrimonio. Un provvedimento introdotto di recente dal ministro Maroni prevede infatti che per la pratica matrimoniale entrambi gli aspiranti coniugi siano in regola con le norme sulla cittadinanza e sul soggiorno in Italia".
"I due - continua il Sindaco - si sono rivolti alla Chiesa, che non richiede questo adempimento. Hanno seguito l'iter richiesto, corso prematrimoniale e altre pratiche, e sono stati sposati. E' avvenuto nei primi giorni di aprile, poco dopo il mio insediamento. Il matrimonio, naturalmente, in base alla legge, e' valido anche per lo Stato italiano. A questo punto l'ufficiale di stato civile ha registrato l'atto". "Se e' un modo per aggirare la legge Bossi-Fini non lo so - dice ancora il sindaco - non conosco la coppia''
''L'uomo - spiega il sindaco - lavorava in Italia con un regolare permesso di soggiorno. Quando i due hanno deciso di sposarsi lui non era in possesso del rinnovo del permesso, non so per quale motivo. Quindi l'ufficiale di stato civile non ha accettato la trascrizione della richiesta di matrimonio. Un provvedimento introdotto di recente dal ministro Maroni prevede infatti che per la pratica matrimoniale entrambi gli aspiranti coniugi siano in regola con le norme sulla cittadinanza e sul soggiorno in Italia".
"I due - continua il Sindaco - si sono rivolti alla Chiesa, che non richiede questo adempimento. Hanno seguito l'iter richiesto, corso prematrimoniale e altre pratiche, e sono stati sposati. E' avvenuto nei primi giorni di aprile, poco dopo il mio insediamento. Il matrimonio, naturalmente, in base alla legge, e' valido anche per lo Stato italiano. A questo punto l'ufficiale di stato civile ha registrato l'atto". "Se e' un modo per aggirare la legge Bossi-Fini non lo so - dice ancora il sindaco - non conosco la coppia''
martedì 12 gennaio 2010
Rosarno, l'Egitto protesta Bossi: «Lì fanno fuori i cristiani»
IL Senatùr: «Noi razzisti? Guardate come trattano i cristiani». La Cei: rivedere cittadinanza
Rosarno, l'Egitto protesta Bossi: «Lì fanno fuori i cristiani»
Il Cairo: in Italia campagna di aggressione contro i musulmani. Frattini: «Rispettiamo le leggi»
http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_12/rosarno-egitto-denuncia-violenze_9ceac5f4-ff60-11de-a791-00144f02aabe.shtml
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domenica 30 agosto 2009
Sono sempre di più gli stranieri in città Nuovi nati, il 27% è figlio di immigrati
I DATI DELL'OSSERVATORIO PROVINCIALE
Sono sempre di più gli stranieri in città Nuovi nati, il 27% è figlio di immigrati
Sono sempre di più gli stranieri in città Nuovi nati, il 27% è figlio di immigrati
I cittadini stranieri raggiungono quota 86.696 in tutto il territorio provinciale, dove rappresentano l’8,9% della popolazione. A Bologna, con 39.480 presenze, sono il 10,5% dei residenti. Vasto il quadro delle provenienze. Badanti: sono un 'esercito' .
Bologna, 28 agosto 2009 - Continuano ad aumentare gli stranieri residenti a Bologna e provincia. Lo dicono i dati dell’Osservatorio provinciale delle immigrazioni, aggiornati al 31 dicembre 2008: i cittadini stranieri raggiungono quota 86.696 in tutto il territorio provinciale, dove rappresentano l’8,9% della popolazione, e con 39.480 presenze nel Comune di Bologna sono il 10,5% dei residenti.
Sempre più variegato il quadro delle provenienze: gli stranieri arrivano da 156 paesi del mondo e sono ormai 14 le nazionalità che superano il migliaio di presenze. Fra queste, si conferma al primo posto la Romania (14.500 persone), seguita da Filippine, Bangladesh, Marocco e Albania (con alcune differenze di posizione fra città e provincia). Come già rilevato negli anni precedenti si tratta di una popolazione giovane, con un’età media di 31,2 anni contro i 47,2 degli italiani. I minori stranieri sono 18.534, come dire che uno straniero su cinque è minorenne. Fra questi 12.000 sono nati in Italia.
In complesso nel 2008 sono nati, nel solo Comune di Bologna, 815 bambini con almeno un genitore straniero, pari al 27% di tutte le nascite sotto le Due Torri nel corso dell’ultimo anno. L’osservatorio offre anche un quadro di chi è diventato cittadino italiano: si tratta di 6.000 persone negli ultimi dieci anni, ma le naturalizzazioni sono avvenute in prevalenza negli ultimi due. Solo nel 2008 si contano 3.000 nuovi cittadini italiani. La provenienza principale è il Marocco (450 neo italiani), seguito da Brasile e Russia. Per questi ultimi due paesi i naturalizzati hanno quasi raggiunto i semplici residenti. Sono invece piuttosto rare le naturalizzazioni fra chi proviene dall’Asia: solo i cinsi sembrano avere questa propensione. Fra i neo-cittadini, infine, prevalgono le donne, che rappresentano il 57% di tutte le naturalizzazioni.
Poi c'è il capitolo badanti. In città, una delle piu’ “anziane” d’Italia, si può parlare di un vero esercito, che ogni anno continua ad aumentare. Sempre secondo il nuovo dossier dell’Osservatorio delle immigrazioni della provincia, nel 2008 il numero di lavoratrici domestiche ha superato le 17.000 unità. Al 31 dicembre dell’anno scorso erano per l’esattezza 17.560 le colf e le badanti iscritte all’Inps, 3.000 in più rispetto al 2007 e 7.000 in più rispetto al 2006. “Rimane ignota- dicono dall’osservatorio - la quota sommersa di lavoro irregolare presente presso le famiglie bolognesi, che si stima possano essere altrettante”. Ma anche fermandosi alle sole regolari, le lavoratrici domestiche rappresentano un quinto degli oltre 86.000 stranieri residenti in provincia di Bologna.
Sempre più variegato il quadro delle provenienze: gli stranieri arrivano da 156 paesi del mondo e sono ormai 14 le nazionalità che superano il migliaio di presenze. Fra queste, si conferma al primo posto la Romania (14.500 persone), seguita da Filippine, Bangladesh, Marocco e Albania (con alcune differenze di posizione fra città e provincia). Come già rilevato negli anni precedenti si tratta di una popolazione giovane, con un’età media di 31,2 anni contro i 47,2 degli italiani. I minori stranieri sono 18.534, come dire che uno straniero su cinque è minorenne. Fra questi 12.000 sono nati in Italia.
In complesso nel 2008 sono nati, nel solo Comune di Bologna, 815 bambini con almeno un genitore straniero, pari al 27% di tutte le nascite sotto le Due Torri nel corso dell’ultimo anno. L’osservatorio offre anche un quadro di chi è diventato cittadino italiano: si tratta di 6.000 persone negli ultimi dieci anni, ma le naturalizzazioni sono avvenute in prevalenza negli ultimi due. Solo nel 2008 si contano 3.000 nuovi cittadini italiani. La provenienza principale è il Marocco (450 neo italiani), seguito da Brasile e Russia. Per questi ultimi due paesi i naturalizzati hanno quasi raggiunto i semplici residenti. Sono invece piuttosto rare le naturalizzazioni fra chi proviene dall’Asia: solo i cinsi sembrano avere questa propensione. Fra i neo-cittadini, infine, prevalgono le donne, che rappresentano il 57% di tutte le naturalizzazioni.
Poi c'è il capitolo badanti. In città, una delle piu’ “anziane” d’Italia, si può parlare di un vero esercito, che ogni anno continua ad aumentare. Sempre secondo il nuovo dossier dell’Osservatorio delle immigrazioni della provincia, nel 2008 il numero di lavoratrici domestiche ha superato le 17.000 unità. Al 31 dicembre dell’anno scorso erano per l’esattezza 17.560 le colf e le badanti iscritte all’Inps, 3.000 in più rispetto al 2007 e 7.000 in più rispetto al 2006. “Rimane ignota- dicono dall’osservatorio - la quota sommersa di lavoro irregolare presente presso le famiglie bolognesi, che si stima possano essere altrettante”. Ma anche fermandosi alle sole regolari, le lavoratrici domestiche rappresentano un quinto degli oltre 86.000 stranieri residenti in provincia di Bologna.
venerdì 28 agosto 2009
Bologna: Ressa davanti al consolato marocchino Volano manganellate e spintoni
BOLOGNA via del carrozzaio
Ressa davanti al consolato marocchinoVolano manganellate e spintoni
Un immigrato è stato colpito alla testa, contusi anche alcuni carabinieri e poliziotti che si trovavo sul posto
dal sito web http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/26-agosto-2009/ressa-al-consolato-marocchino-volano-manganellate-spintoni-1601704239071.shtml
Immigrati in fila in via del carrozzaio
Il tentativo di alcune persone in attesa stamani davanti ai cancelli del Consolato del Marocco a Bologna di irrompere nella sede consolare ha provocato qualche attimo di tafferugli con le forze dell’ordine che presidiavano i cancelli dell’ufficio. Attorno alle 11 in via del Carrozzaio c’erano già circa 200 persone in attesa, per le pratiche di rinnovo o rilascio di documenti. Una situazione che da qualche giorno si ripeteva. Per questo erano presenti polizia e carabinieri per un servizio di vigilanza. Ad un certo punto alcune persone nelle retrovie hanno iniziato a spingere, e per evitare un’irruzione di massa polizia e carabinieri hanno deciso per l’intervento. Tra i due fronti c’è stato un contatto, sono volate alcune manganellate e spintoni. Alcuni poliziotti e carabinieri sono rimasti contusi. Un marocchino di 29 anni è stato colpito alla testa, forse da una transenna, e ha riportato un taglio, medicato sul posto dal 118. Sarà probabilmente denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Controllato è risultato clandestino. Numerose persone in fila, ai microfoni del Tgr, hanno lamentato l’inefficienza del personale del consolato. Alcuni, davanti alle telecamere, hanno parlato esplicitamente di denaro richiesto per ottenere documenti.
26 agosto 2009
Ressa davanti al consolato marocchinoVolano manganellate e spintoni
Un immigrato è stato colpito alla testa, contusi anche alcuni carabinieri e poliziotti che si trovavo sul posto
dal sito web http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/26-agosto-2009/ressa-al-consolato-marocchino-volano-manganellate-spintoni-1601704239071.shtml
Immigrati in fila in via del carrozzaio
Il tentativo di alcune persone in attesa stamani davanti ai cancelli del Consolato del Marocco a Bologna di irrompere nella sede consolare ha provocato qualche attimo di tafferugli con le forze dell’ordine che presidiavano i cancelli dell’ufficio. Attorno alle 11 in via del Carrozzaio c’erano già circa 200 persone in attesa, per le pratiche di rinnovo o rilascio di documenti. Una situazione che da qualche giorno si ripeteva. Per questo erano presenti polizia e carabinieri per un servizio di vigilanza. Ad un certo punto alcune persone nelle retrovie hanno iniziato a spingere, e per evitare un’irruzione di massa polizia e carabinieri hanno deciso per l’intervento. Tra i due fronti c’è stato un contatto, sono volate alcune manganellate e spintoni. Alcuni poliziotti e carabinieri sono rimasti contusi. Un marocchino di 29 anni è stato colpito alla testa, forse da una transenna, e ha riportato un taglio, medicato sul posto dal 118. Sarà probabilmente denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Controllato è risultato clandestino. Numerose persone in fila, ai microfoni del Tgr, hanno lamentato l’inefficienza del personale del consolato. Alcuni, davanti alle telecamere, hanno parlato esplicitamente di denaro richiesto per ottenere documenti.
26 agosto 2009
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