Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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giovedì 21 aprile 2011

Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, i N.A.S.



Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, meglio conosciuto come Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell'Arma dei Carabinieri, o più spesso indicato semplicemente come NAS, è un'unità specializzata posta sotto il Comando Divisione Unità Specializzate, che a sua volta dipende dal Comando delle Unità Mobili e Specializzate Carabinieri "Palidoro" con sede in Roma, retto da un Generale di corpo d'armata. Esso esercita funzioni di alta direzione, coordinamento e controllo dei Comandi dipendenti.
Cenni storici[modifica]
Il 15 ottobre 1962, a seguito di intese intercorse tra il Ministero della Sanità, il Ministero della Difesa ed il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, furono istituiti i N.A.S. (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità), posti alle dipendenze funzionali del Ministero della Sanità con il compito di “vigilare sulla disciplina igienica della produzione, commercializzazione e vendita delle sostanze alimentari e delle bevande, a tutela della salute pubblica”. Dislocati inizialmente a Milano, Padova, Bologna, Roma, Napoli e Palermo, i Nuclei contavano globalmente 40 Sottufficiali ed un Ufficiale Superiore, distaccato presso il Gabinetto dell'allora Ministero della Sanità. Col passare del tempo venne estesa la presenza sul territorio, sino al 2005, anno in cui il reparto, acquisisce l'attuale denominazione di Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, avendo riorganizzato le forze sul campo dandogli un nuovo assetto e portando l'attuale organico a 1.096 unità, di cui 96 extraorganico.
Organizzazione[modifica]
Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute si articola in:
un Comando Centrale, alle dipendenze funzionali del Ministro della Salute, retto da Generale di Brigata/Divisione, con sede in Roma in Piazza Guglielmo Marconi n. 25, retto da un Generale di Divisione o di Brigata, il ruolo attualmente è coperto dal Generale di Brigata Cosimo Piccinno;
un Vice Comandante retto da un Colonnello, responsabile dell'organizzazione diretta; il ruolo attualmente è coperto dal colonnello Antonio Concezio Amoroso. Dal Vice Comandante, dipende anche un Reparto Analisi, retto da Capitano e strutturato nelle seguenti Sezioni:
1^ Criminalità Alimentare e Farmaceutica;
2^ Pianificazioni e Valutazione rischi;
3^ Controlli Antidoping;
un Ufficio Comando, retto da un Tenente Colonnello, costituito dalle seguenti sezioni/squadre:
Sezione Personale;
Sezione Operazioni;
Sezione Addestramento e Studi;
Sezione Logistica;
Squadra Servizi.
3 Comandi di Gruppo Tutela Salute (Gruppi T.S.) retti da Ufficiali superiori, ma posti alle dirette dipendenze del Vice Comandante, con sede a Milano, Roma e Napoli;
38 Nuclei Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.), organi esecutivi comandati da Ufficiali subalterni o Ispettori (Marescialli), ma posti alle dipendenze dei rispettivi Comandanti dei Gruppi T.S., dislocati nei seguenti luoghi:
Milano, Alessandria, Aosta, Brescia, Cremona, Genova, Padova, Torino, Trento, Treviso, Udine (gerarchicamente dipendenti dal Gruppo T.S. di Milano);
Roma, Ancona, Bologna, Cagliari, Firenze, Latina, Livorno, Parma, Perugia, Pescara, Sassari e Viterbo (gerarchicamente dipendenti dal Gruppo T.S. di Roma);
Napoli, Bari, Campobasso, Catania, Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Palermo, Potenza, Caserta, Ragusa, Salerno, Taranto, Lecce e Foggia (gerarchicamente dipendenti dal Gruppo T.S. di Napoli).
Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha dipendenza:
funzionale, per l'impiego, dal Ministero della Salute;
gerarchica, negli ambiti ordinamento, addestramento e disciplina, dalla Divisione Unità Specializzate Carabinieri.
In particolare i settori merceologici su cui hanno competenza sono:
acque e bibite
carni ed allevamenti
conserve alimentari
cibi destinati ad alimentazioni particolari
farine, pane e pasta
latte e derivati
oli e grassi
prodotti ittici
salumi ed insaccati
vini ed alcolici
zuccheri e sofisticanti
ristorazione
prodotti fitosanitari
mangimi e prodotti zootecnici
farmaceutici e sanità
stupefacenti e comunità terapeutica
Essi hanno il potere di intervento in tutti i luoghi dove si producono, si somministrano, si depositano o si vendono prodotti destinati all'alimentazione.
Essi possono entrare i tutti i luoghi in cui vengono prodotti, o si suppone che lo siano, tali sostanze in tutte le ore del giorno o della notte. Le indagini nel settore delle sofisticazioni alimentari, data la peculiarità degli illeciti che si perseguono, sono condotte con criteri operativi che differiscono sostanzialmente dalle normali tecniche di polizia giudiziaria.Queste differenze derivano
dalle delicatezza dei settori di azione,
dalle possibilità offerte dalle odierne tecnologie dell'industria alimentare e farmaceutica nel realizzare frodi sempre più sottili e insidiose.
Le sofisticazioni più difficili da individuare sono quelle che vedono coinvolti operatori che agiscono in ambiti territoriali molto distanti e, quindi, sfuggono agli organi investigativi locali.
Fra le modalità di lavoro che caratterizza il NAS vi sono le ispezioni fatte in uno o più settori di interventi su tutto il territorio nazionale quali ospedali, case di cura private e strutture ricettive per anziani, verifiche in materia di legittimo esercizio delle professioni sanitarie e relative arti ausiliarie, ispezioni presso industrie farmaceutiche.
Fra gli altri compiti dei NAS vi è anche il contrasto al traffico ed alla distribuzione illegale di medicinali e loro contraffazione ed il controllo sull'uso illegale di anabolizzanti e altre sostanze farmacologicamente attive negli allevamenti di animali, nonché il contrasto al commercio illegale di prodotti di provenienza extra-comunitaria, pericolosi per la salute dei consumatori, in quanto realizzati e posti in vendita senza il rispetto dei requisiti di legge.
Voci correlate[modifica]
Frodi mercantili e sanitarie
Adulterazione alimentare
Alterazione alimentare
Sofisticazione alimentare
Contraffazione alimentare
Ministero della Salute
Tecnico della prevenzione
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Nucleo_anti-sofisticazione"
Categorie: Reparti dell'Arma dei Carabinieri Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Enti ed istituzioni per gli alimenti e la nutrizione [altre]
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domenica 17 aprile 2011

Il Reparto Investigazioni Scientifiche, in sigla RIS


Il Reparto Investigazioni Scientifiche, in sigla RIS, è la sezione dell'Arma dei Carabinieri che svolge attività tecnico-scientifica nell'ambito delle indagini preliminari. IL RIS è posto alle dipendenze del RaCIS (Raggruppamento Carabinieri investigazioni scientifiche) e supportato dalle unità SIS (Sezioni investigazioni scientifiche) specializzate nel sopralluogo preliminare sulla scena del crimine. Indice[nascondi] 1 Struttura 2 Competenza delle varie sezioni 3 Il percorso 4 Serie televisiva 5 Note 6 Voci correlate 7 Collegamenti esterni Struttura[modifica] Attualmente sul territorio nazionale ci sono quattro sedi del RIS. Queste sono[1]: Caserma Salvo D'Acquisto - Viale di Tor di Quinto - 00191 Roma competenza su: Toscana, Umbria, Abruzzo, Marche, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Lazio, e sui maggiori casi nazionali Palazzo Ducale - Parco Ducale, 3 - 43125 Parma con competenza su: Liguria, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Caserma Alfio Ragazzi, SS 114 Orientale Sicula quartiere Tremestieri - 98128 Messina con competenza su: Sicilia, Calabria Viale San Bartolomeo, 21 - 09126 Cagliari con competenza su: Sardegna È in programma un ulteriore sviluppo del Ra.C.I.S. con l'apertura di due nuove sedi da stabilire. Il reparto è suddiviso in sezioni che si occupano delle varie branche della criminalistica o scienze forensi. I militari che lavorano all'interno di questo reparto sono diplomati e laureati principalmente nelle varie discipline di competenza quali: biologia, chimica, fisica, ingegneria, chimica e tecnologia farmaceutica e psicologia. Competenza delle varie sezioni[modifica] Biologia: gli specialisti di questa sezioni si occupano dell'analisi del DNA e dei reperti biologici in generale presentando particolare attenzione alle tracce organiche che possono essere rinvenute sulla scena del crimine, sulle armi dei delitti e sui reperti. Sono anche coloro che si occupano del sopralluogo (nei casi più complessi) della scena del crimine e dell'analisi delle macchie di sangue, così come dell'individuazione di tracce di animali (necrofagi e non, spesso insetti) per stabilire la data del decesso o se il cadavere è stato spostato dal luogo del delitto. Presso il RIS è istituita la banca italiana del DNA, che conserva copie dei tracciati genetici delle persone coinvolte nelle inchieste di polizia. La conservazione riguarda sia persone condannate che altri coinvolti a vario titolo nelle indagini, e può prevedre la conservazione di campioni originali di tessuti, per ulteriori analisi, oltre all'esito degli esami sul DNA. Chimica: gli specialisti esaminano tutte le tracce non biologiche come fibre, frammenti di vernice, liquidi di natura sconosciuta e sostanze chimiche non identificate. Il laboratorio di chimica ha anche una struttura di "esplosivistica ed infiammabili" nella quale gli addetti si occupano di esaminare i resti degli esplosivi e di ricostruire eventuali ordigni per evidenziare probabili tracce del costruttore della stessa. Balistica: gli specialisti sono principalmente laureati o diplomati in materie scientifiche, che si occupano di tutto quello che riguarda le armi, sia da fuoco (ordinarie e artigianali) che quelle "bianche" (coltelli, spade baionette etc..). Classificazione delle armi, comparazioni balistica tra bossoli e tra proiettili, ripristino matricolare su armi ed automoto-veicoli, esame del reperto e comparazione con i database nazionali delle armi da fuoco (IBIS). Si esaminano anche i residui dello sparo e si testano le armi per creare un inventario sempre più completo. La balistica non è una scienza ordinaria bensì una branca che raccoglie varie discipline (fisica, chimica, storia e legislazione delle armi etc..) ed è fondamentale la sua applicazione sperimentale e forense di cui il Ris è portavoce importante in ambito Internazionale. Dattiloscopia: la sezione si occupa dell'analisi delle impronte (non solo quelle digitali) e tutto ciò che concerne l'esaltazione papillare latente e il confronto con i database nazionali delle impronte (AFIS). Fonica e grafica: questo laboratorio si occupa delle comparazioni vocali, grafologiche e del controllo documentale. Particolarmente rilevante è l'esame antropometrico per confrontare una persona sospetta ripresa dalle telecamere di sorveglianza con le foto segnaletiche. Unità di analisi criminologiche: è un'unità particolare all'interno del RIS. I suoi specialisti, psichiatri, psicologi e criminologi, si occupano dell'elaborazione di un profilo psicologico nei casi più efferrati e senza apparente movente. Atti persecutori: sezione composta da psicologi, sociologi, esperti in criminologia, in analisi statistica e informatica con il compito di sviluppare studi e ricerche sul fenomeno degli atti persecutori (stalking) e delle manifestazioni di violenza e vessazione verso le vittime vulnerabili, per poi delineare strategie di prevenzione e di contrasto aggiornate ed efficaci. Contrariamente a come si vede nelle fiction, non è solo il personale del ruolo di ufficiali a svolgere le mansioni scientifiche di laboratorio, bensì sono i marescialli, brigadieri ed i carabinieri a svolgere la parte predominante delle indagini tecniche. Gli ufficiali si dedicano quasi prettamente alla direzione dei laboratori o delle sezioni, affidando i vari casi a tutto il personale di truppa gestendo, sempre in sinergia con questo, i casi più eclatanti. Il percorso[modifica] Coloro che vogliono intraprendere la carriera nel reparto devono innanzittutto arruolarsi nell'Arma dei Carabinieri ed essere diplomati e/o laureati in una delle discipline scientifiche di competenza. Successivamente, dopo il periodo di addestramento base, si può fare domanda e svolgere regolare concorso per entrare a far parte dei RIS. Vi sono anche concorsi a nomina diretta per ufficiali del ruolo tecnico logistico dell'Arma dei Carabinieri rivolti a laureati in discipline scientifiche. Una ulteriore specializzazione, da ritenersi utile per approfondire le tematiche delle scienze forensi e prepararsi al meglio per il citato concorso, potrebbe essere la frequenza del Master di II livello in Scienze Forensi presso le Università di Parma e Messina. Serie televisiva[modifica] Dalla notorietà suscitata in ambito nazionale per aver risolto, tra gli altri, l'intricato caso del duplice omicidio di Novi Ligure è nata la serie televisiva di successo R.I.S. - Delitti imperfetti in 7 stagioni. Dalla sesta stagione la serie è ambientata a Roma. Note[modifica] ^ RIS sul territorio Voci correlate[modifica] Arma dei Carabinieri Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche Delitto di Novi Ligure Delitto di Cogne Effetto CSI Luciano Garofano Collegamenti esterni[modifica] http://www.carabinieri.it/Internet/Arma/Oggi/RACIS/ Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Reparto_investigazioni_scientifiche" Categoria: Reparti dell'Arma dei Carabinieri [altre]

dal sito dell'Arma dei Carabinieri si apprende:


Indagini Scientifiche. Il servizio investigazioni scientifiche è la struttura preposta a soddisfare le richieste di indagine tecnicoscientifiche di P.G. dei Reparti dell'Arma, della Magistratura e delle altre Forze di Polizia. Attualmente, si articola su: Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Ra.C.I.S.), con sede a Roma; 4 Reparti Investigazioni Scientifiche, con sedi in Roma, Parma, Messina e Cagliari; collocati alle dipendenze del RaCIS 29 Sezioni Investigazioni Scientifiche, collocate nell'ambito dei Reparti Operativi dei Comandi Provinciali e collegate tecnicamente con i rispettivi R.I.S., composte da personale altamente specializzato nelle analisi di sostanze stupefacenti, negli interventi sulla scena del crimine e per il disinnesco di esplosivi.Il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni ScientificheCenni storiciIl 15 dicembre 1955, presso la Scuola Ufficiali di Roma, venne istituito il Gabinetto Centrale di Documentazione e di Indagini Tecnico-Scientifiche, che, il 1° dicembre 1965, assunse la denominazione di Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche. Nel corso degli anni, considerato il rilievo attribuito alle indagini tecnico-scientifiche dal codice di procedura penale, la struttura fu implementata con l'istituzione di sottocentri in Messina (7 luglio 1992) e Parma (20 gennaio 1994), nonché, dal 1997, con la graduale attivazione di Laboratori di Analisi Sostanze Stupefacenti. Il 1° gennaio 1999, il Reparto assunte l'attuale denominazione ed i sottocentri di Messina e Parma, quella di "Reparto Investigazioni Scientifiche". Il successivo 1° ottobre, venne istituito anche il RIS di Cagliari.Nei casi più gravi e delicati, il Raggruppamento svolge anche attività di Sopralluogo e Repertamento sulla "Scena del Crimine".Il Raggruppamento è organizzato su: un Reparto Addestramento, deputato alla formazione ed alla qualificazione del personale nel settore delle investigazioni scientifiche; un Reparto Analisi Criminologiche, preposto ad attività di supporto alle indagini, mediante la ricerca di elementi di connessione/analogia con altri fatti delittuosi e valutazione del profilo crimilogico degli autori dei delitti; all'effetuazione di studi e ricerche sulle tecniche di esame della scena del crimine ed all'alimentazione di una banca dati sui crimini violenti; un Reparto Tecnologie Informatiche, deputato ad effettuare indagini tecnico-scientifiche sul materiale ad alta tecnologia, a soddisfare esigenze di ricerca scientifiche nel settore delle tecnologie informatiche; un Reparto Dattiloscopia Preventiva, per le attività di identificazione preventiva; un Reparto Tecnico, deputato ad attività di sperimentazione e controllo di qualità. Dal Raggruppamento dipendono 4 RIS (Reparti Investigazioni Scientifiche), con sede a Roma, Parma, Messina, Cagliari, retti da Ufficiali Superiori e posti alle dipendenze del Generale Comandante del Raggruppamento. La competenza dei quattro Reparti è determinata per territorio e per materia: il Reparto di Roma è competente ad eseguire le indagini tecniche di prassi nell'ambito dell'Italia Centrale e di quelle di maggiore complessità in ambito nazionale; il Reparto di Messina è competente ad eseguire le indagini tecniche di prassi nell'ambito delle Regioni Sicilia e Calabria; il Reparto di Parma è competente ad eseguire le indagini tecniche di prassi nell'ambito dell'Italia settentrionale; il Reparto di Cagliari è competente ad eseguire le indagini tecniche di prassi nell'ambito della Sardegna. I Reparti sono articolati in Sezioni responsabili delle singole Branche della Criminalistica: "Balistica", "Biologia", "Chimica, Esplosivi ed infiammabili", "Dattiloscopia e Fotografia Giudiziaria", "Fonica e Grafica".Ai quattro Reparti Investigazioni Scientifiche sono affiancate 29 Sezioni Investigazioni Scientifiche (SIS) che costituiscono, a livello interprovinciale, l'organo tecnico-scientifico specializzato nell'attività di Sopralluogo e Repertamento sulla Scena del Crimine e nelle indagini tecniche relative alle sostanze stupefacenti. Le SIS includono i laboratori per l'analisi delle sostanze stupefacenti, il personale addetto ai rilievi tecnici e gli "artificieri/antisabotaggio" inquadrati nei Reparti Operativi dei Comandi Provinciali.

venerdì 15 aprile 2011

I carabinieri paracadutisti del "Tuscania"




Il 1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania" è un'unità speciale dell'Arma dei carabinieri, è formato da paracadutisti ed è inquadrato nella 2ª Brigata mobile carabinieri, grande unità di cui fanno parte anche il 7º Reggimento carabinieri "Trentino-Alto Adige" con sede a Laives (BZ), il 13º Reggimento carabinieri "Friuli-Venezia Giulia" con sede a Gorizia ed il Gruppo Intervento Speciale. Il "Tuscania" ha attualmente sede a Livorno, e dispone di circa 550 effettivi. Pur nella sua peculiarità, esso si adegua perfettamente al ruolo da sempre svolto dalla Benemerita, abbinando efficacemente addestramento ed operatività tipicamente militari a potenzialità d'impiego (anche) nell'ambito della polizia giudiziaria propriamente detta. Indice[nascondi] 1 Storia 2 Reclutamento e formazione 3 Struttura 4 Impiego 5 Armamento individuale 6 Sport 7 Note 8 Voci correlate 9 Altri progetti 10 Collegamenti esterni Storia[modifica] Il reparto perpetua idealmente le tradizioni del 1º Battaglione carabinieri reali paracadutisti, costituito il 1º luglio 1940, impiegato nella Seconda guerra mondiale, nel fronte dell'Africa Settentrionale (1941). Tale unità — che aveva subito gravissime perdite — venne disciolta nel 1942, ma "risorse" nel 1951 a Viterbo come Reparto Carabinieri Paracadutisti, avente struttura e organici equivalenti a quelli di una compagnia di fanteria paracadutista, di stanza nei primi anni dalla sua formazione nella località citata presso il centro militare di paracadutismo. Il Tuscania in parata In questo periodo, questa unità era a disposizione esclusiva del comando generale dell'Arma dei carabinieri come unità di pronto impiego per servizi di ordine pubblico. Temporaneamente nel 1957 rischierata in Pisa, dal 1º gennaio 1963 fu assegnata all'attuale sede (Livorno) ed integrata nell'organico dell'allora appena costituita Brigata Paracadutisti, nella configurazione di "Compagnia Carabinieri Paracadutisti". Entrando a far parte della Brigata Paracadutisti, la Compagnia Carabinieri Paracadutisti oltre a quelli propri istituzionali dell'Arma dei Carabinieri fu incaricata pure di assolvere compiti bellici. Da allora oltre al normale addestramento prelancistico, ai lanci e a quello istituzionale dell'ordine pubblico, si aggiunse l'addestramento al combattimento individuale e collettivo. Elementi di quello che sarebbe diventato l'attuale reparto concorsero significativamente sia all'istituzione sia alle azioni del Reparto Scelto Interforze, che negli anni sessanta svolse un'intensa opera di controguerriglia, opposta alle iniziative terroristico-separatistiche di taluni movimenti altoatesini. Stemma G.I.S. Il 1 ottobre 1975, in concomitanza con ovvi mutamenti organici, assunse la denominazione di 1º Battaglione Carabinieri Paracadutisti "Tuscania". Al 1º giugno 1996 risale, viceversa, l'attuale denominazione di Reggimento, nonché la già enunciata dipendenza dalla 2ª Brigata Mobile Carabinieri. Il Reggimento ha preso parte alle più importanti operazioni "fuori teatro" condotte nel dopoguerra dalle forze armate italiane (Libano, Namibia, Somalia, Cisgiordania, Bosnia, Kosovo, Afghanistan, Iraq). Ha altresì compiuto numerose operazioni di protezione in favore di sedi diplomatiche italiane esposte a condizioni di rischio severo. Reclutamento e formazione[modifica] Com'è naturale immaginare, il personale del Reggimento deve emergere da un impegnativo percorso di formazione professionale. È previsto un corso (a cui si accede dopo una preliminare scrematura dei soggetti che non risultano idonei) che dura nove mesi e comprende: corso di paracadutismo; addestramento di pattuglia e di plotone; addestramento all'impiego di armi e materiali speciali. Superate le prove finali del corso, (mediamente un candidato su tre) il carabiniere paracadutista assurge al rango di esploratore, transita nel Battaglione, nell'ambito del quale svolge attività operative, di addestramento, di mantenimento e di ulteriore specializzazione nei diversi settori: aviolancistico; di tiro con armi individuali e di reparto; di impiego dei materiali speciali ed esplodenti; delle tecniche particolari di combattimento. Nonostante l'avvenuto affrancamento dell'Arma dei carabinieri (divenuta forza armata autonoma il 5 ottobre 2000) dall'Esercito, il Tuscania rimane strettamente collegato ai "cugini" della Folgore, con i quali condivide il basco amaranto (e non solo, ovviamente). Struttura[modifica] Reparto comando e supporti tattici 1 Battaglione, comprendente: 3 Compagnie operative 1 Compagnia addestrativa supporto logistico. Del Reggimento fa parte anche una Sezione di paracadutismo sportivo, che però, è posta alle dirette dipendenze del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri.[1] Impiego[modifica] Il Tuscania alla parata del 2 giugno 2007. Da quanto precede, è già possibile comprendere che le aree d'intervento del Tuscania coprono i seguenti settori. militare: condividono la dottrina d'impiego tipica di ogni unità paracadutisti, cui si fa rinvio per brevità (naturalmente, ed al pari di qualunque altra unità dell'Arma, anche il Tuscania svolge, per quanto di competenza, tipicamente anche un'attività di polizia militare); di polizia (supporto all'Arma "territoriale", protezione di sedi diplomatiche in zone particolarmente pericolose, scorta di personalità in analoghe situazioni); addestrative, in favore di carabinieri impegnati in reparti speciali, come ad esempio i Carabinieri Cacciatori. Per relationem, si osservi che tutti i membri del Gruppo Intervento Speciale (già nominato in apertura di questa voce) provengono dalle file del Tuscania. Sotto il profilo logistico, il reparto si appoggia (per l'aero-trasporto) alla 46ª Aerobrigata dell'Aeronautica Militare Italiana con sede a Pisa. Armamento individuale[modifica] A prescindere dalle dotazioni particolari di taluni operatori (si veda, ad esempio il Barrett M82), eventualmente connesse all'impiego di armi di squadra o alle esigenze della guerra non convenzionale, di regola il militare del Tuscania porta al fianco - come ogni carabiniere - la Beretta 92 FS, ed imbraccia - come ogni paracadutista - una versione con il "calciolo" ripiegabile (SCP 70/90), e magari accorciata (SCS 70/90) del noto fucile d'assalto Beretta AR 70/90, attualmente in dotazione a tutte le nostre forze armate. Approssimativamente a partire dall'anno 2000 il reggimento ha sostituito il SCP 70/90 con la carabina d'assalto americana derivata dall'M16A2 Bushmaster M4, infine, l'equipaggiamento individuale prevede anche un coltello da combattimento. Sport[modifica] Un Iveco VM 90 blindato utilizzato dal reggimento, Irak 2003 Dal 1976 il Tuscania annovera pure una Sezione di paracadutismo sportivo, che si fregia di numerosi brillanti risultati sia in campo civile, sia militare, tra cui rammenteremo almeno i titoli mondiali conseguiti nelle annate 1990, 1994, 1998, 1999. Pur non trattandosi propriamente di attività sportive, va segnalata la partecipazione di militari del Tuscania ad alcune edizioni del "raid" Overland [2]. Note[modifica] ^ Rivista Il carabiniere, novembre 2006 ^ Sito del programma TV e del raid. Per l'esattezza, il personale dell'Arma impiegato partecipa a queste spedizioni a titolo puramente volontario ed usufruendo delle proprie "licenze" (ossia, consumando le ferie). Voci correlate[modifica] Gruppo di intervento speciale Forze speciali italiane Altri progetti[modifica] Wikimedia Commons contiene file multimediali su 1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania" Wikiquote contiene citazioni di o su 1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania" Collegamenti esterni[modifica] http://www.carabinieri.it/Internet/Arma/Oggi/Reparti/Organizzazione+Mobile+e+Speciale/Unita+Mobili/06_Tuscania.htm La pagina web dal sito "Carabinieri.it"] http://www.carabinieriparacadutisti.it/ Sito Ufficiale Associazione Nazionale Carabinieri - Sezione Carabinieri Paracadutisti "Enzo Fregosi" - Livorno Le armi individuali in dotazione all'Esercito Italiano, dal sito ufficiale di quest'ultimo Sito non ufficiale Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/1%C2%BA_Reggimento_carabinieri_paracadutisti_%22Tuscania%22" Categorie: Reparti dell'Arma dei Carabinieri Forze speciali [altre]

mercoledì 13 aprile 2011

Arma dei Carabinieri






L'Arma dei Carabinieri è una delle quattro forze armate italiane, con collocazione autonoma nell'ambito del Ministero della Difesa. È una forza militare di polizia in servizio permanente di pubblica sicurezza. Per via della sua doppia natura di forza militare e forza di polizia le sono devoluti compiti militari in cui concorre alla difesa del territorio italiano, garantisce la sicurezza delle rappresentanze diplomatiche italiane all'estero, partecipa alle operazioni militari in Italia e all'estero sulla base della pianificazione d'impiego stabilita dal capo di Stato Maggiore della Difesa, esercita le funzioni di polizia militare nonché, ai sensi dei codici penali militari, di polizia giudiziaria militare alle dipendenze della giustizia militare. Nell'ambito dei poteri di polizia esercita le funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza alle dipendenze funzionali del ministro dell'Interno. Nel 2006 l'Arma dei Carabinieri contava un totale di 112.226 persone di cui 1077 donne[1] così ripartite: 3.862 ufficiali, 29.034 marescialli, 19.156 brigadieri, 58.843 appuntati e carabinieri, 1.331 allievi.[2] Oggi la forza prevista dalle leggi è attestata sulle 117.943 unità. [3] Indice[nascondi] 1 Storia 1.1 La fondazione 1.2 Le guerre 1.3 Battaglie 1.4 La gestione De Lorenzo e il tentato golpe dell'Arma 1.5 Elevamento a forza armata autonoma 1.6 Compiti istituzionali 1.7 Forze speciali 2 Simboli 2.1 Lo stemma araldico 2.2 La marcia 2.3 Il motto 2.4 La Festa 2.5 La patrona: Virgo Fidelis 2.5.1 La preghiera 2.6 Denominazione nelle lingue minoritarie d'Italia 3 Militaria 3.1 Uniformi 4 Personale 4.1 Ruoli e gradi 4.2 Dotazione organica 5 Organizzazione e specialità 6 Mezzi in dotazione 6.1 Targhe 7 Armamento 8 Comandanti generali 8.1 Provenienti dal'Esercito 8.2 Provenienti dall'Arma 9 Influenza nella società 10 Note 11 Voci correlate 12 Altri progetti 13 Collegamenti esterni Storia[modifica] Per approfondire, vedi le voci Storia dell'Arma dei Carabinieri e Cronologia dell'Arma dei Carabinieri. La fondazione[modifica] Il corpo fu creato da Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna, nel giugno del 1814 con lo scopo di fornire al Piemonte un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie. Il loro primo generale fu Giuseppe Thaon di Revel, chiamato a ricoprire la più alta carica dei carabinieri il 13 agosto dello stesso anno della loro creazione. Il loro nome deriva dall'arma che ogni carabiniere aveva in dotazione: la carabina. I colori del pennacchio (lo scarlatto e il turchino) sono stati scelti il 25 giugno del 1833 dal re Carlo Alberto, al quale successivamente i Carabinieri salvarono la vita durante la battaglia di Pastrengo. I compiti di polizia in quel periodo erano svolti dai Dragoni di Sardegna, corpo creato nel 1726 e composto da volontari, mentre parallelamente andava sviluppandosi il progetto di un apposito Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza. Dopo l'occupazione di Torino da parte dei soldati francesi, alla fine del XVIII secolo, quando questi lasciarono il campo alla famiglia Savoia, con la legge reale del 13 luglio 1814 ("Regie Patenti"), fu istituito il Corpo dei Reali Carabinieri, al quale vennero via via assegnate crescenti funzioni di polizia. Essi raccoglievano l'eredità dei Reali Cavalleggeri che, a loro volta discendendo dal corpo dei Cacciatori Reali (poi riuniti nel Corpo dei Moschettieri di Sardegna), avevano maturato ragioni d'onore nella lotta al brigantaggio in Sardegna; dai Cacciatori derivano anche i Granatieri (appunto detti "di Sardegna"), la cui storia divide non pochi elementi con quella dei Carabinieri. Da un punto di vista militare, si trattava di un corpo di fanteria leggera, e dunque più elitario rispetto ad un corpo di fanteria di linea; il primo personale arruolato fu infatti selezionato nell'eccellenza dei reparti piemontesi e per molto tempo restò un corpo d'élite (si pensi, ad esempio, che tutti i Carabinieri dovevano saper leggere e scrivere, capacità al tempo davvero minoritarie). L'arma tipica era ovviamente la carabina, non più in uso, solo da qualche anno, per ovvi motivi di tradizione[non chiaro], recentemente del tutto sostituita con il fucile d'assalto Beretta AR 70/90. I Carabinieri vennero costituiti in "Arma", nome di alcune delle suddivisioni principali dell'Esercito, ad esempio le cosiddette Armi combattenti: Fanteria, Artiglieria, Cavalleria; le rimanenti sono inquadrate come 'Corpi', ad esempio Sanità, Commissariato eccetera. l' 8 maggio del 1861 diventando così la prima Arma dell'Esercito, o "l'Arma" per antonomasia. Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori "Sardegna" CoESPU 1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania" Gruppo di intervento speciale Multinational Specialized Unit Le guerre[modifica] Come Arma i Carabinieri hanno combattuto in ogni conflitto nel quale l'Italia sia stata coinvolta, riportando molte perdite in termini di vite umane e componendo un imponente medagliere per atti eroici compiuti in ogni parte del mondo. I Carabinieri sono particolarmente orgogliosi della memoria del vice brigadiere Salvo D'Acquisto, che morì a Palidoro, vicino a Roma, durante la seconda guerra mondiale, precisamente il 23 settembre del 1943, ucciso dai tedeschi per rappresaglia dopo essersi autoaccusato, benché innocente, per salvare 22 condannati a morte per un presunto attentato nel quale erano morti due militari germanici. La storia dei Carabinieri è coronata di molti altri simili comportamenti altruistici, circostanza che ha garantito da sempre una grande popolarità all'Arma da parte della popolazione. Il contraltare della storia, però, porta ad annotare come l'Arma, e ciò è visibile anche nei vari documentari LUCE, abbia anch'essa marciato con il passo dell'oca pur nella sua intrinseca e capibile qualità di prima Arma del Regio Esercito. C'è da dire anche che all'Arma, in esecuzione delle proprie speciali prerogative sulle altre Forze armate, durante la Prima guerra mondiale fu richiesta la rigida applicazione delle norme del Codice Penale militare, allora in vigore, sui combattenti che si rendevano responsabili dei reati consumati "in zona di guerra e di fronte al nemico" (ad es. codardia, diserzione) e durante il periodo della dittatura fascista si ritrovarono a dover applicare le rigide leggi razziali. Va pur tuttavia ricordato che circa 2.700 carabinieri subirono la deportazione per essersi rifiutati di applicarle. Battaglie[modifica] Le principali battaglie cui presero parte i Carabinieri, prima delle guerre mondiali, sono: Grenoble, 6 luglio 1815 (battesimo del fuoco) Pastrengo, 30 aprile 1848, bandiera dell'Arma insignita della prima medaglia d'argento al valor militare. Verona, 6 maggio 1848, bandiera dell'Arma insignita della prima medaglia di bronzo al valor militare. Custoza, Staffalo, Sommacampagna, Valeggio, Milano, Peschiera del Garda, 24 luglio - 4 agosto 1848. Perugia, Garigliano, Mola di Gaeta, 14 settembre - 4 novembre 1860. Monzambano, Villafranca, Custoza, 24 giugno 1866. Presa di Roma, 20 settembre 1870, insieme ai Bersaglieri. Sciara Sciat e Due Palme (guerra italo-turca, 1911-1912). Nella prima guerra mondiale i Carabinieri si distinsero nelle seguenti battaglie: battaglia del Podgora, 19 luglio 1915. Per il contributo nel primo conflitto mondiale la bandiera dell'Arma fu insignita della prima medaglia d'oro al valor militare. Nella seconda guerra mondiale i Carabinieri si distinsero nelle seguenti battaglie: battaglia di Culqualber (Etiopia), 6 agosto - 21 novembre 1941, Bandiera dell'Arma insignita della seconda medaglia d'oro al valor militare. battaglia di Eluet El Asel (Libia), 19 dicembre 1941. battaglia di Klisura (fronte greco-albanese), 16-30 dicembre 1941, Bandiera dell'Arma insignita di medaglia di bronzo al valor militare La gestione De Lorenzo e il tentato golpe dell'Arma[modifica] Per approfondire, vedi la voce Piano Solo. Nel 1962 il generale Giovanni De Lorenzo fu investito della carica di comandante generale dell'Arma, succedendo al generale De Francesco; il nuovo comandante sarebbe restato, nel bene o nel male, il più conosciuto fra tutti i responsabili di questa istituzione ed avrebbe contrassegnato con la sua impronta, o secondo alcuni con la sua ombra, un periodo che resta nella storia dell'Arma ed in quella italiana per il tentativo di golpe denominato piano Solo, con cui - nelle intenzioni dei golpisti - l'Arma dei Carabinieri avrebbe dovuto instaurare un regime militare in Italia nel 1964. Elevamento a forza armata autonoma[modifica] Fino all'anno 2000 era parte integrante dell'Esercito Italiano con il rango di arma (definita «prima arma dell'Esercito»); attraverso l'art. 1 della legge delega 31 marzo 2000, n. 78[4] i Carabinieri vengono elevati a forza armata autonoma con rango di forza Armata, nell'ambito del Ministero della difesa. Questo permette anche all'Arma dei Carabinieri di avere come Comandante generale un Ufficiale generale proveniente dai suoi ranghi. Il primo Comandante generale, proveniente dalle sue stesse fila, è stato nel 2004 il generale di corpo d'armata Luciano Gottardo. In precedenza il Comandante generale dell'Arma era tratto da Ufficiali Generali in possesso di peculiari caratteristiche provenienti dall'Esercito. Nonostante il nuovo rango, secondo i principi stabiliti dalla legge 18 febbraio 1997, n. 25 sui vertici militari, ancora in vigore, non è concesso a un ufficiale superiore dei Carabinieri di ricoprire la carica di Capo di Stato Maggiore della Difesa che può essere assunta solo da un ufficiale (con determinato grado) dell'Esercito, della Marina o dell'Aeronautica.[5] Compiti istituzionali[modifica] L'Arma dei carabinieri, fino a quel momento la "prima Arma dell'Esercito", con il decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 297 (di attuazione della legge delega n. 78/2000) [1], è stata elevata a "rango di forza armata, nell'ambito del Ministero della Difesa, con dipendenza del comandante generale dal capo di Stato Maggiore della Difesa. In ragione della sua peculiare connotazione di forza di polizia ad ordinamento militare e competenza generale, le sono affidati i seguenti compiti: militari (art. 1, comma 2, legge 78/2000): concorso alla difesa della Patria e alla salvaguardia delle libere istituzioni e del bene della collettività nazionale nei casi di pubblica calamità, in conformità con l'articolo 1 della legge 11 luglio 1978, n. 382; partecipazione alle operazioni militari in Italia e all'estero sulla base della pianificazione d'impiego delle forze armate stabilita dal capo di Stato Maggiore della Difesa; partecipazione ad operazioni di polizia militare all'estero e, sulla base di accordi e mandati internazionali, concorso alla ricostituzione dei corpi di polizia locali nelle aree di presenza delle Forze Armate in missioni di supporto alla pace; esercizio esclusivo delle funzioni di polizia militare e sicurezza per l'Esercito, per la Marina Militare e per l'Aeronautica Militare, nonché, ai sensi del codice penale militare di guerra e di pace, esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria militare alle dipendenze degli organi della giustizia militare; sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane ivi compresa quella degli uffici degli addetti militari all'estero; assistenza ai comandi e alle unità militari impegnati in attività istituzionali nel territorio nazionale, concorso al servizio di mobilitazione. di polizia (art. 3, comma 2 e 3 del decreto legislativo 297/2000): esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria e di sicurezza pubblica quale struttura operativa nazionale di protezione civile, assicurazione della continuità del servizio di istituto nelle aree colpite dalle pubbliche calamità, concorrendo a prestare soccorso alle popolazioni interessate agli eventi calamitosi. Forze speciali[modifica] L'arma dei Carabinieri ha istituito nel 1978 dei reparti speciali con sede a Livorno, in particolare per missioni estere. Si tratta di corpi d'elite come il Gruppo di intervento speciale (GIS), unità antiterrorismo e per Operazioni speciali, e il 1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania", unità speciale nata nel 1975 (reggimento dal 1996). Entrambi sono inquadrati nella Seconda Brigata Mobile Carabinieri di pronto impiego, di cui fanno parte anche il 7º Reggimento Carabinieri "Trentino-Alto Adige" con sede in provincia di Bolzano e il 13º Reggimento Carabinieri "Friuli-Venezia Giulia" con sede a Gorizia. Simboli[modifica] L'Arma dei Carabinieri è rappresentata da: uno stemma araldico; una bandiera di guerra; una marcia d'ordinanza; una santa patrona (la Virgo Fidelis). Lo stemma araldico[modifica] Lo stemma araldico Lo stemma araldico attualmente in uso venne concesso, e in parte modificato, il 21 maggio 2002 con l'elevazione dei Carabinieri a rango di forza armata. È uno scudo italiano di forma mistilinea rosso inquartato da una croce diminuita d'argento con al capo sfondo azzurro. Il rosso a significare l'ardire e il coraggio e il sacrificio; l'azzurro simboleggia il valore, la fedeltà e la patria, nonché il colore simbolo di Casa Savoia. Nel I e IV quadrante inquartato una mano destra recisa d'argento impugnante un serpente verde, con la testa e la coda rivolta a sinistra, allumato e linguato di nero. Il serpente simboleggia la cautela e il buon governo. Nel II e III quadrante inquartato invece una granata d'oro infiammata. La granata è anche l'unico simbolo presente sulle divise (sul cappello e sul braccio) ed è da sempre simbolo di ordini militari moderni; infatti venne applicata per la prima volta come simbolo dai nobili Brugioni che avevano, ottenendo per questo il titolo, comandato l'artiglieria nella vittoria degli Estensi contro le truppe papali. Al capo è presente un leone illeopardito, passante, d'oro, allumato, linguato di rosso, armato d'oro e sostenuto dalla linea di partizione. Il leone indica la determinazione del buon governo. Sullo sfondo del leone il tronco di rovere d'argento con i rami doppiamente decussati con otto ghiande color oro. Il rovere significa glorie militari, decorazioni conseguite, antichità, costante rinverdimento, merito riconosciuto e animo forte e spirito guerriero. Sotto lo scudo su lista svolazzante color azzurro scuro il motto, creato dal capitano Cenisio Fusi, a caratteri maiuscolo in lettere lapidarie romane colore oro spento NEI SECOLI FEDELE. L'intero scudo è timbrato da una corona color oro. La corona è turrita merlata alla guelfa, murata di nero, formata da cerchio rosso interno, con due cordoni di muro sostenenti otto torri di cui cinque visibili. Le torri a loro volta sono di foggia rettangolare merlate di dodici con quattro merli visibili e due angolari, chiuse e finestrate di uno di nero, il fastigio merlato di quarantotto di cui ventiquattro visibili e sei merli fra torre e torre. La marcia[modifica] Per approfondire, vedi la voce La Fedelissima. Allievi marescialli del 1o anno di corso alla parata del 2 giugno 2006 a Roma La marcia di ordinanza dell'Arma dei Carabinieri è intitolata La fedelissima e fu composta nel 1929 dal direttore della banda dell'Arma, il maestro Luigi Cirenei. L'esecuzione avviene generalmente in occasione della Festa dell'Arma dei Carabinieri, del concerto in onore del santo patrono (la Virgo Fidelis, il 21 novembre), della parata militare del 2 giugno (Festa della Repubblica), e dei giuramenti. L'esecuzione avviene anche quando Ufficiali Generali dell'Arma passano in rassegna reparti schierati. Così come tutte le marce d'ordinanza (e l'inno nazionale) anche La Fedelissima è spesso il brano conclusivo dei concerti della Banda Musicale del Corpo. Prima della sua adozione il Corpo veniva rappresentato da un'altra marcia d'ordinanza scritta dal maestro Luigi Cajoli che fu il direttore della disciolta Banda della Legione Allievi Carabinieri. Il motto[modifica] Il motto dell'Arma dei Carabinieri è «nei secoli fedele». Venne creato nel 1914, per il primo centenario dell'Arma, e concesso come motto araldico ai carabinieri da Vittorio Emanuele III il 10 novembre 1933, in applicazione della legge 24 marzo 1932 n. 293, che riguarda i motti araldici per l'Esercito Italiano. Contrariamente a quanto si crede, non fu Gabriele d'Annunzio a coniarlo, ma il capitano Cenisio Fusi. Il motto andò a sostituire il precedente, "Usi obbedir tacendo e tacendo morir" (versi tratti dal poema "La Rassegna di Novara", di Costantino Nigra), da molti considerato alquanto gramo a causa del richiamo funesto, sebbene si dovette attendere ben oltre dopo la seconda guerra mondiale perché il nuovo riscuotesse sufficiente diffusione. La Festa[modifica] La data del 5 giugno è stata assunta come Festa dell'Arma dei Carabinieri, in celebrazione del 5 giugno 1920, data in cui la Bandiera dell'Arma fu insignita della prima Medaglia d'oro al Valor Militare per la partecipazione dei Carabinieri alla Prima guerra mondiale. La patrona: Virgo Fidelis[modifica] Per approfondire, vedi la voce Virgo Fidelis. La patrona dell'Arma dei Carabinieri è la Virgo Fidelis, appellativo cattolico di Maria, madre di Gesù, scelta quale patrona dell'Arma dei Carabinieri l'11 novembre 1949, data della promulgazione di un apposito Breve apostolico da parte di papa Pio XII. La ricorrenza della Patrona è stata fissata dallo stesso papa Pio XII per il 21 novembre, giorno in cui cade la Presentazione della Beata Vergine Maria e la ricorrenza della battaglia di Culqualber. La preghiera[modifica] La preghiera del carabiniere viene recitata nelle cerimonie militari solenni che riguardano l'Arma o i suoi appartenenti. Fu scritta dallo stesso arcivescovo, Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, che nel 1949, come ordinario militare, sollecitò la scelta della Virgo Fidelis come patrona. Dolcissima e gloriosissima Madre di Dio e nostra,noi Carabinieri d'Italia,a Te eleviamo reverente il pensiero,fiduciosa la preghiera e fervido il cuore! Tu che le nostre Legioni invocano confortatrice e protettricecon il titolo di "VIRGO FIDELIS".Tu accogli ogni nostro proposito di benee fanne vigore e luce per la Patria nostra. Tu accompagna la nostra vigilanza,Tu consiglia il nostro dire,Tu anima la nostra azione,Tu sostenta il nostro sacrificio,Tu infiamma la devozione nostra! E da un capo all'altro d'Italiasuscita in ognuno di noil'entusiasmo di testimoniare,con la fedeltà fino alla mortel'amore a Dio e ai fratelli italiani. Amen! Denominazione nelle lingue minoritarie d'Italia[modifica] Nelle regioni italiane che beneficiano di un regime di bilinguismo, la denominazione Carabinieri è stata resa: in Valle d'Aosta, bilingue italiano/francese, Carabiniers; in Friuli-Venezia Giulia, nei comuni delle province di Trieste, Gorizia e Udine il cui statuto prevede il bilinguismo italiano/sloveno, Karabinjerji; nella provincia autonoma di Bolzano, bilingue italiano/tedesco, dopo un periodo iniziale di utilizzo del termine Gendarmerie, la variante italiana è stata accettata anche in tedesco. Militaria[modifica] Uniformi[modifica] Due carabineri a cavallo Carabinieri in uniforme da ordine pubblico Un carabiniere in moto Carabinieri a Palazzo Madama L'uniforme ordinaria è di colore nero sia nella versione invernale che estiva (esse si differenziano solo per la qualità del tessuto): si compone di una giacca ad un petto con quattro bottoni argentati indossata sopra a camicia bianca con cravatta nera. Gli ufficiali hanno alamari a foglie d'acanto composti da palma branca e nappo sui baveri (il restante organico ha gli alamari metallici fissati con clips o in filo d'argento) e non portano la banda rossa verticale sul lato dei pantaloni (la banda rossa sul lato dei pantaloni è portata fino al grado di maresciallo capo). Il colore adottato dall'uniforme è variato sul nero solo verso la fine degli anni novanta. Sino a settembre 1987, il colore dell'uniforme estiva era il cachi (familiarmente noto come "coloniale"). Per un breve periodo, dal 1990 sino al 1998-1999, l'uniforme estiva è stata di colore blu turchino (il modello blu e quello nero hanno convissuto per qualche tempo, nell'attesa che fosse completata l'acquisizione delle uniformi nere che costituiscono la dotazione vigente). L'uniforme di servizio estiva si compone di una camicia di colore turchino e pantaloni neri; anch'essa sino alla fine degli anni ottanta era di color cachi. Tra il 1990 ed 1999,per le ragioni prima ricordate, i calzoni furono blu turchino. I marescialli, ad eccezione dei luogotenenti, ed i brigadieri capo nei servizi armati indossano il Sam Browne chiamato anche cinturone con spallaccio (ove viene appesa una fondina chiusa in cuoio per la pistola), mentre il restante personale indossa la tradizionale bandoliera e porta la pistola in una specifica fondina da fianco. Gli ufficiali portano l'arma d'ordinanza sotto la falda della giacca. Sin dalla fondazione del Corpo, i carabinieri portano sul bavero della giubba gli alamari anziché l'ordinaria mostrina di tutti gli altri militari italiani (con l'unica altra eccezione per i Granatieri di Sardegna): si tratta di una delle differenze che nel tempo questa uniforme ha sempre avuto rispetto alle altre (fra le prime, il colore celeste del colletto e dei paramani, la fodera rossa della giubba, i bottoni in argento bombati). Il copricapo (il berretto) è rigido con fregio dell'Arma (metallico per appuntati e carabinieri, ricamato in tessuto argentato per i brigadieri, dorato per i marescialli e gli ufficiali mentre per i generali il fregio è a forma di aquila con monogramma RI al centro). Ogni berretto è nero e riporta un soggolo fermato da due bottoni bombati, il soggolo è nero per carabinieri e appuntati, per i brigadieri capo è anche nero però con l'aggiunta di barrette argentate laterali screziate di nero; mentre diventa argentato screziato di nero al centro dal grado di maresciallo a quello di maresciallo capo. Per i Marescialli Aiutanti sostituti Ufficiali di P.S. il soggolo è bordato di rosso, mentre per il grado apicale ovvero il Luogotenente il soggolo è argentato ma bordato di rosso Per gli Ufficiali è interamente in argento bordato di nero fino al grado di capitano poiché dal grado di maggiore il soggolo diventa in doppio cordoncino intrecciato sempre argentato. Dal grado generale di brigata infine il soggolo diventa una treccia anch'essa argentata. Il fregio dei Carabinieri è una granata sormontata da una fiamma con tredici punte[6], piegata dal vento con monogramma R.I., anch'essa un segno di vicinanza con i Granatieri (che hanno uguale granata ma con la fiamma ritta), ma dal grado di generale diventa un'aquila circondata dagli allori con monogramma RI al centro, impresso in uno scudo. La grande uniforme speciale (GUS) è costituita da una marsina (con code) con spalline metalliche con frange (riportano le insegne di grado per gli ufficiali), cordelline ed eventuali decorazioni, pantaloni con bande (pantalone lungo con doppia banda rossa per gli ufficiali); pantalone corto con doppia banda e stivali per i reparti montati, camicia bianca con colletto diritto inamidato, guanti in filo bianco, stivaletti neri (con fascette metalliche di sperone per i soli ufficiali) e, se necessario, cappotto impermeabile (mantello di panno nero per gli ufficiali). Il copricapo della grande uniforme speciale, detto "lucerna", si distingue per il notissimo pennacchio rosso e blu (gli ufficiali indossano invece la feluca con il "cento piume" rosso-blu. I militari appartenenti alla Banda musicale dell'Arma dei Carabinieri e alle fanfare dei battaglioni indossano, invece, un pennacchio bianco e rosso. L'uniforme operativa (o da ordine pubblico) è di colore blu: si compone di basco, giubba e pantaloni, fazzoletto da collo blu con profilatura rossa, guanti in pelle nera, stivaletti anfibi neri operativi. Per i seguenti reparti operativi è previsto un completo mimetico: Cacciatori di Calabria e Sardegna; (versione vecchia a policroma) 1o Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania" (versione combat woodland) Le uniformi femminili si distinguono da quelle maschili per le abbottonature, la foggia delle giacche, la gonna (solo all'interno degli uffici) e per il berretto di particolare foggia. Personale[modifica] Ruoli e gradi[modifica] Per approfondire, vedi le voci gradi e qualifiche dell'Arma dei Carabinieri e distintivi di grado italiani. I gradi dell'Arma si dividono in 4 categorie, definite ruoli: Ufficiali (che a sua volta si suddividono in ufficiali inferiori, superiori e generali); Ispettori[7] (per i quali si utilizza la denominazione di maresciallo, con affissi diversi a seconda dell'anzianità nel grado: maresciallo, maresciallo ordinario, maresciallo capo, maresciallo aiutante, Luogotenente); Sovrintendenti[7] (vicebrigadiere, brigadiere e brigadiere capo nella carriera apicale); Appuntati e carabinieri[8] (carabiniere, carabiniere scelto, appuntato, appuntato scelto); Dotazione organica[modifica] La dotazione organica massima è fissata sulle 114 778 unità, ripartite tra i vari ruoli: Ruolo Unità massime Ufficiali 3 797 Ispettori 29 531[9] Sovrintendenti 20.000 Appuntati e carabinieri 61.450 Totale 114 778 Organizzazione e specialità[modifica] Per approfondire, vedi le voci Lista dei reparti dell'Arma dei Carabinieri e Organigramma dell'Arma dei Carabinieri. Mezzi in dotazione[modifica] Gazzelle Alfa Romeo Giulia (fuori servizio) Alfa Romeo 75 (fuori servizio) Alfa Romeo 155 Alfa Romeo 156 Alfa Romeo 159 Fiat Bravo Automobili Bertone Freeclimber Toyota Carina 2 Subaru Forester SW Fiat Brava 1600 Fiat Panda 4×4 (fuori servizio) Land Rover Freelander Land Rover Defender 90 Fiat Punto 60 1ª serie Fiat Punto ELX 2ª serie Fiat Stilo 1.9 JTD Fiat Ducato Fiat Tempra Fiat Grande Punto Fiat Bravo Lancia K (solo al Comando Carabinieri Banca d'Italia) Piaggio Porter Motociclette Moto Guzzi California (solo Corazzieri) BMW F650 GS BMW R850 RT(-P)[10] Elicotteri Agusta-Bell AB 206 B1 Agusta-Bell AB 412 Agusta A109 (versioni A e A2) AgustaWestland AW109 (versioni POWER e NEXUS) Aereo Piaggio P180 Avanti Veicoli da combattimento Land Rover Defender 110 VM90 Torpedo VM90 Protetto Blindo Puma 6×6 Blindo 6616G VCC1 M113 Land Systems OMC / IVECO RG-12 Motovedette Battello pneumatico STINGER Targhe[modifica] Per approfondire, vedi la voce Targhe utilizzate dall'Arma dei Carabinieri. Fino al 2000 le targhe utilizzate erano le stesse utilizzate dall'Esercito Italiano, poiché l'Arma era parte integrante dell'Esercito. La targa quindi era così: EI AA 000 Nel 2000 l'Arma ottenne una targa propria, in quanto l'Arma diventò forza armata autonoma. La targa è simile a quella utilizzata in precedenza, ma la sigla EI fu sostituita dalla sigla CC, la quale sta per Carabinieri. CC AA 000 Armamento[modifica] L'armamento in dotazione all'Arma dei Carabinieri solitamente viene suddiviso in armamento ordinario (in dotazione a tutto il personale) e armamento speciale (in dotazione ad alcuni reparti). L'armamento ordinario è composto da: Pistola Beretta 92 SB e FS Pistola Mitragliatrice Beretta PM12 S e S2 Fucile Beretta SC 70/90 Mitragliatrice leggera FN Minimi L'armamento speciale comprende: Pistola Glock 17 Pistola Mitragliatrice Heckler & Koch MP5 Fucile ad anima liscia Franchi Spas 15 MIL Carabina per tiratore scelto Mauser sp 66 Fucile per tiratore scelto Accuracy International AWP Comandanti generali[modifica] Per approfondire, vedi la voce Cronotassi dei comandanti e vice comandanti generali dell'Arma dei Carabinieri. Provenienti dal'Esercito[modifica] Giuseppe Thaon di Revel di Sant'Andrea, Gen. d'A.: 3 agosto 1814 - 23 dicembre 1814; Des Geneys Giorgio, Luog. Gen.: 24 dicembre 1814 - 13 gennaio 1815; Lodi di Capriglio Carlo, Col.: 14 gennaio 1815 - 15 ottobre 1816; D'Oncieu de La Bàtie Giovanni Battista, Col.: 1 novembre 1816 - 19 marzo 1819; Di Saluzzo di Menusiglio Alessandro, Col.: 23 marzo 1819 - 27 novembre 1820; Cavasanti Giovanni Maria, Col.: 2 dicembre 1820 - 31 ottobre 1822; D'Oncieu de La Bàtie Giovanni Battista, Magg. Gen.: 1 novembre 1822 - 11 dicembre 1830; Cavasanti Giovanni Maria, Magg. Gen.: 12 dicembre 1830 - 11 gennaio 1831; Richieri di Montichieri Luigi Maria, Col. e Magg. Gen.: 12 gennaio 1831 - 2 luglio 1835; Taffini D'Acceglio Michele, Magg. Gen.: 16 luglio 1835 - 11 dicembre 1847; Lazari Fabrizio, Magg. Gen.: 1° gennaio 1848 - 13 ottobre 1848; Lovera di Maria Federico Costanzo, Magg. Gen.: 14 ottobre 1848 - 1 luglio 1867; Massidda Antonio, Luog. Gen.: 11 agosto 1867 - 16 luglio 1869; Incisa Beccaria di S. Stefano Luigi, Luog. Gen.: 17 luglio 1869 - 17 maggio 1877; De Genova di Pattinengo Ignazio, Luog. Gen.: 18 maggio 1877 - 3 novembre 1877; Roissard de Bellet Leonardo, Magg. Gen. e Ten. Gen.: 5 ottobre 1878 - 16 aprile 1891; Taffini D'Acceglio Luigi, Ten. Gen.: 17 aprile 1891 - 15 settembre 1896; Carenzi Francesco, Ten. Gen.: 16 settembre 1896 - 22 giugno 1897; Bruti Bruto, Ten. Gen.: 16 luglio 1897 - 15 febbraio 1900; Sismondo Felice, Ten. Gen.: 16 febbraio 1900 - 15 aprile 1904; Pizzuti Federigo, Ten. Gen.: 16 aprile 1904 - 24 luglio 1905; Bellati Giuseppe, Ten. Gen.: 5 agosto 1905 - 15 febbraio 1908; Spingardi Paolo, Ten. Gen.: 16 febbraio 1908 - 30 aprile 1909; Del Rosso Giuseppe, Ten. Gen.: 1 agosto 1909 - 13 settembre 1914; Gaetano Zoppi, Ten. Gen.: 14 settembre 1914 - 3 gennaio 1918; Cauvin Luigi, Ten. Gen.: 4 gennaio 1918 - 24 agosto 1919; Petitti di Roreto Carlo, Ten. Gen.: 25 agosto 1919 - 29 ottobre 1921; Ponzio Giacomo, Gen. C.A.: 23 novembre 1921 - 4 gennaio 1925; Asinari di San Marzano Enrico, Gen. C.A.: 5 gennaio 1925 - 27 novembre 1935; Moizo Riccardo, Gen. C.A.: 30 novembre 1935 - 24 agosto 1940; Gambelli Remo, Gen. C.A.: 27 agosto 1940 - 22 febbraio 1943; Hazon Azolino, Gen. C.A.: 23 febbraio 1943 - 19 luglio 1943; Cerica Angelo, Gen. C.A.: 23 luglio 1943 - 11 settembre 1943; Pieche Giuseppe, Gen. D.: 19 novembre 1943 - 20 luglio 1944; Orlando Taddeo, Gen. C.A.: 21 luglio 1944 - 6 marzo 1945; Brunetti Brunetto, Gen. D.: 7 marzo 1945 - 5 aprile 1947; De Giorgis Fedele, Gen. C.A.: 16 maggio 1947 - 24 maggio 1950; Mannerini Alberto, G en. C.A.: 25 maggio 1950 - 4 maggio 1954; Morosini Luigi, Gen. C.A.: 5 maggio 1954 - 14 ottobre 1958; Lombardi Luigi, Gen. C.A.: 15 ottobre 1958 - 28 febbraio 1961; De Francesco Renato, Gen. C.A.: 1 marzo 1961 - 14 ottobre 1962; De Lorenzo Giovanni, Gen. C.A.: 15 ottobre 1962 - 31 gennaio 1966; Ciglieri Carlo, Gen. C.A.: 1 febbraio 1966 - 25 febbraio 1968; Fiorlenza Luigi, Gen. C.A.: 26 febbraio 1968 - 2 gennaio 1971; San Giorgio Corrado, Gen. C.A.: 3 gennaio 1971 - 7 febbraio 1973; Mino Enrico, Gen. C.A.: 8 febbraio 1973 - 31 ottobre 1977; Corsini Pietro, Gen. C.A.: 5 novembre 1977 - 31 gennaio 1980; Umberto Cappuzzo, Gen. C.A.: 1 febbraio 1980 - 13 settembre 1981; Lorenzo Valditara, Gen. C.A.: 14 settembre 1981 - 19 gennaio 1984; Riccardo Bisogniero, Gen. C.A.: 20 gennaio 1984 - 7 gennaio 1986; Roberto Jucci, Gen. C.A.: 8 gennaio 1986 - 20 aprile 1989; Antonio Viesti, Gen. C.A.: 21 aprile 1989 - 8 marzo 1993; Luigi Federici, Gen. C.A.: 9 marzo 1993 - 20 febbraio 1997; Sergio Siracusa, Gen. C.A.: 21 febbraio 1997 - 17 aprile 2002 Guido Bellini, Gen. C.A. (18 aprile 2002 - 5 maggio 2004) Provenienti dall'Arma[modifica] Luciano Gottardo, Gen. C.A. (6 maggio 2004 - 5 luglio 2006) Gianfrancesco Siazzu, Gen. C.A. (6 luglio 2006 - 22 luglio 2009) Leonardo Gallitelli Gen. C.A. ( 23 luglio 2009- in carica) Influenza nella società[modifica] I carabinieri arrestano Pinocchio - Illustrazione di Carlo Chiostri Per tradizione i Carabinieri costituiscono storicamente un importante modello comportamentale all'interno della cultura italiana e godono di un grande rispetto ed affetto largamente diffusi tra la popolazione. Negli ultimi decenni, i Carabinieri sono coinvolti come protagonisti di numerose barzellette, mentre un secolo fa, la prima apparizione in un romanzo dei carabinieri nel Pinocchio di Carlo Collodi aveva rappresentato uno scandalo (essendo la prima opera letteraria "leggera" in cui venissero rappresentati). Da allora molte sono state le opere cinematografiche e le serie televisive, per ultime le fiction, in cui i Carabinieri sono presenti o protagonisti: I due marescialli, I racconti del Maresciallo, La tenda nera, Il Maresciallo Rocca, Carabinieri, R.I.S. - Delitti imperfetti, Don Matteo sono solo alcuni dei titoli che sono stati realizzati negli ultimi anni. Tra i vari nomignoli con cui i Carabinieri sono apostrofati, ricorderemo quelli del Linguaggio CB: i Neri (ovvio riferimento all'uniforme ordinaria) ed i Charlie Charlie (doppia C nell'Alfabeto fonetico NATO). L'Arma dei Carabinieri vanta anche un celebre calendario illustrato. Note[modifica] ^ Intervista al gen. Massimo Fogari, Capo di Stato Maggiore, ad Unomattina Estate, 2 giugno 2010. ^ Calendario atlante De Agostini 2007, pagina 206. ^ (IT) Pagina "Reclutamento" sito ufficiale Arma dei Carabinieri ^ Delega al Governo in materia di riordino dell'Arma dei Carabinieri, del Corpo forestale dello Stato, del Corpo della Guardia di finanza e della Polizia di Stato. URL consultato il 29-09-2009. ^ Il capo di Stato Maggiore della Difesa su www.difesa.it. URL consultato il 29-09-2009. ^ lo stemma araldico precedente all'attuale, riportava però una fiamma a dodici punte (vedi Stemma araldico CC ^ a b La denominazione "sottufficiali" non esiste più ed è stata sostituita dagli attuali Ispettori e Sovrintendenti che però rappresentano due categorie ben distinte. ^ La denominazione "graduati di truppa" è stata sostituita dalla denominazione "appartenenti al ruolo appuntati e carabinieri". ^ Di cui 13 500 sono marescialli aiutanti s.U.P.S ^ [Articolo recente che indica il tipo esatto- (-P) spesso aggiunto informalmente per la versione dedicata alle forze dell'ordine 28-03-2009] Voci correlate[modifica] Servizio Aereo Carabinieri Forza di gendarmeria europea Storia dell'Arma dei Carabinieri Carabinieri pontifici Cronologia dell'Arma dei Carabinieri Comandanti e Vice Comandanti Piano Solo Decorazioni alla bandiera Decorazioni individuali Scuola Ufficiali Carabinieri Caserma Podgora Caserma "Vittoria" 6º Battaglione Carabinieri "Toscana" Etica militare in Italia Associazione Nazionale Carabinieri Carabiniere ausiliario Polizia di prossimità Carabinieri a San Marino Il Carabiniere (rivista) Rassegna dell'Arma dei Carabinieri Regione Carabinieri "Toscana" Forze armate italiane Forze di polizia in Italia Coordinamento (diritto) Vittime del dovere Associazione Italiana vittime del terrorismo Ordinariato militare in Italia Direzione generale della sanità militare Altri progetti[modifica] Wikimedia Commons contiene file multimediali su Arma dei Carabinieri Wikinotizie contiene notizie di attualità su Arma dei Carabinieri Collegamenti esterni[modifica] Arma dei Carabinieri su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Arma dei Carabinieri") Arma dei Carabinieri [espandi] v · d · mForze di polizia italiane Forze di polizia dello Stato ad ordinamento militare: Arma dei Carabinieri (CC) · Corpo della Guardia di Finanza (GdF) · Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera (CP-GC) Forze di polizia dello Stato ad ordinamento civile: Polizia di Stato (PS) · Polizia Penitenziaria (PP) · Corpo Forestale dello Stato e delle Regioni autonome (CFS) Forze di polizia regionali ad ordinamento civile:Polizia municipale o locale · Polizia provinciale Corpi civili dello Stato con status di polizia: Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (CNVVF) Corpi d'elite delle Forze di polizia italiane: Reggimento Corazzieri (CC) · ROS - Raggruppamento operativo speciale (CC) · GIS - Gruppo intervento speciale (CC) · GOM - Gruppo operativo mobile (PP) · GICO - Gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata (GdF) · AT-PI - Antiterrorismo pronto impiego (GdF) · NOCS - Nucleo operativo centrale di sicurezza (PS) · D.I.A. Distintivi di grado e di qualifica italiani [espandi] v · d · mForze armate italiane Esercito Italiano (EI) · Marina Militare (MM) · Aeronautica Militare (AM) · Arma dei Carabinieri (CC) Corpi militarizzati dello Stato: Corpo della Guardia di Finanza (GdF) Corpi ausiliari, speciali e volontari delle Forze Armate: Corpo Militare Speciale Volontario Ausiliario delle Forze Armate della Croce Rossa Italiana (CM-CRI) · Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana (IIVV-CRI) · Corpo Militare Speciale Volontario Ausiliario dell'Esercito Italiano dell'Associazione dei Cavalieri del Sovrano Militare Ordine di Malta (CM-EI-SMOM) · Ordinariato Militare per l'Italia (OMI) Distintivi di grado e di qualifica italiani Portale Guerra Portale Italia

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