Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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FUSIORARI NEL MONDO

Majai Phoria


UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

VIAGGIA CON RYANAIR

JE ME SOUVIENS

JE ME SOUVIENS

VILLA BERTI VIA BEL POGGIO N. 13 IMOLA http://www.villaberti.it/


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Anchorage

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giovedì 28 aprile 2011

Motori News 22

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Anteprime

Nuova Opel Astra GTC, arriverà a giugno
Opel ha rilasciato le prime ricostruzioni grafiche ufficiali e il primo video dell’Astra GTC, che sarà svelata il 7 giugno.Continua >
Ultimi arrivi

Fiat Freemont, il video ufficiale
Fiat ha rilasciato il primo video della nuova Freemont, che arriva sul mercato puntando sul rapporto prezzo-contenuti. Da 24.900 euro.Continua >

Renault Mégane CC Wave Edition e Floride
Debutta la gamma 2011 della Renault Mégane Coupé-Cabriolet con gli allestimenti Wave Edition e Floride. Prezzi da 24.400 euro.Continua >
Curiosità

Lamborghini Aventador protagonista a Roma
La Casa del Toro ha organizzato una parata per le vie di Roma con la nuovissima Aventador e le auto simbolo del passato.Continua >

Fast & Furious 5: ecco tutte le auto!
In attesa del debutto italiano, previsto per il 4 maggio, Vin Diesel e Paul Walker sbancano il botteghino in Gran Bretagna ed Australia.Continua >

Ferrari: in Cina un corso di guida per nuovi rampolli
Ferrari punta sempre più sulla Cina. E per farlo organizza dei corsi di guida ad hoc per i nuovi ricchi cinesi (e i loro figli).Continua >
Attualità

Crash test: Chevrolet Volt e Nissan Leaf promosse a pieni voti
Ottimi punteggi nelle simulazioni d'urto effettuate dall'Insurance Institute of Highway Safety ameriano.Continua >

Fiat, ex Bertone: referendum il 2 e 3 maggio
Fissata la data del referendum tra le tute blu di Grugliasco. Ma per la Fiom è un doppio ricatto e un voto non libero.Continua >
Tuning

Mercedes SLS AMG Gullstream by FAB Design
FAB Design ha presentato la Gullstream, elaborazione su base Mercedes SLS che ricorda per estetica e contenuti la versione da competizione FIA GT3.Continua >

Aston Martin DBS Superior Black Edition by Anderson Germany
Anderson Germany arricchisce la linea Black Edition con l’inedita Aston Martin DBS Superior Black Edition.Continua >
Motorsport

F1: Kubica lascia l'ospedale, ad agosto test verità
Robert Kubica è tornato a casa e presto comincerà la seconda fase della riabilitazione. In estate sapremo se potrà tornare a correre in F1.Continua >

F1: Ecclestone pronto a lasciare. Murdoch in pole
Il patron della massima formula potrebbe lasciare il testimone al magnate dei media Rupert Murdoch.Continua >
Mercato

Ferrari punta a vendere 8.000 vetture l'anno
Gli obiettivi di vendita Ferrari per il futuro sono di 8.000 vetture l'anno, grazie a nuovi mercati come Cina, India e America latina.Continua >

Ford segna il miglior utile trimestrale da 13 anni
Ford ha appena comunicati i dati relativi al primo trimestre dell'anno, che vedono ricavi in aumento al di sopra delle stime e vendite in crescita.Continua >

domenica 27 febbraio 2011

La rivoluzione dei gelsomini in Cina

Pechino, imponenti misure di sicurezza per le nuove proteste di piazza

La seconda domenica dei Gelsomini è stata convocata via web nella capitale, a Shangai e in altre diciotto città. A Pechino i momenti di maggiore tensione.

La Cina teme il contagio libico e il vento del Maghreb. E così mobilita tutto il suo apparato di sicurezza per controllare la seconda protesta pro-democrazia in una settimana, lanciata attraverso Internet da un gruppo di anonimi oppositori. Centinaia di agenti in divisa e in borghese hanno bloccato sin dalla mattina i luoghi degli appuntamenti a Pechino, Shanghai e in altre 18 città minori indicate dai messaggi comparsi su Internet per impedire la «rivoluzione dei gelsomini», nome adottato sulla falsariga delle proteste tunisine. Il maggiore livello di nervosismo si è registrato nella capitale con gli agenti che non hanno esitato a ricorrere alle menire forti, malmenando un cameraman americano e trattenendo un gruppo di giornalisti tra cui uno dei corrispondenti della Bbc. Altri giornalisti sono stati spintonati e minacciati dagli agenti. La stessa sorte è toccata ad alcuni ignari turisti che si sono trovati a passare vicino al luogo dell'appuntamento, il ristorante McDonald sulla centrale via Wang Funjing, per recarsi alla non lontana Città Proibita. Analoga situazione si è verificata a Shanghai, dove l'appuntamento era davanti al Peace Cinema, accanto alla centralissima Tibet Road. Agenti con fischietti e megafono urlavano alla folla, che rispondeva con un grido ritmato: "oh, oh, oh". Non solo giovani: anche molti anziani hanno preso parte alla protesta pacifica. Alla vista dei pochissimi cronisti stranieri, gli anziani sorridevano e alzavano il pollice come per dire "va tutto bene". «Riprendi tutto - ha detto un anziano all'agenzia Ansa - il governo ha paura. La Cina non va bene». «Dobbiamo venire qui sempre - ha aggiunto Lee, un giovane che aveva visto su Internet l'appuntamento - Ogni domenica, perché il governo ha paura di noi. E noi possiamo cambiare le cose». «La Cina appartiene a noi, non ai governanti corrotti», ha aggiunto ripetendo una frase comparsa nel secondo appello a manifestare dei misteriosi «rivoluzionari del gelsomino». In un documento pubblicato dal sito web sino-americano Boxun, che ha negato la paternità dell'appello, i promotori della protesta hanno espresso soddisfazione per il risultato della prima «giornata dei gelsomini» di domenica 20 febbraio e hanno invitato i cittadini a manifestare pacificamente contro la dittatura e la corruzione tutte le domeniche. La paura instillata nei palazzi del potere dalle anonime chiamate a manifestare è stata evidente anche nell'iniziativa del premier Wen Jiabao, che oggi ha tenuto una «chat» su Internet con i cittadini affermando tra l' altro che «il nostro sviluppo economico ha l'obiettivo di rispondere ai crescenti bisogni dei cittadini sul piano materiale e culturale e di rendere la loro vita sempre migliore».In una riunione dedicata agli avvenimenti del Medio Oriente che si è tenuta il 12 febbraio, il potente Ufficio Politico comunista ha raccomandato a «tutti i dipartimenti responsabili» di rafforzare il controllo su Internet e su tutti i mezzi di «comunicazione sociale» usati con successo dai giovani arabi in rivolta. Da allora la rete ha subito forti rallentamenti e inspiegabili momenti di ingorgo. Dopo la prima giornata di protesta cinque persone sono state arrestate per aver diffuso l'appello sulla rete e sembra che saranno processate per «sovversione», la stessa accusa che è costata 11 anni di prigione al premio Nobel Liu Xiaobo. Si tratta del blogger Ran Yunfei, 46 anni, del manager di una compagnia di assicurazioni Hua Chunhui, 47 anni, dell'ex-leader studentesco Ding Mao, 45 anni, dell'attivista democratico Chen Wei, 42 anni e di una donna di nome Liang Haiyi. Tre avvocati democratici - Teng Biao, Jiang Tianyong e Tajng Jitian - sono scomparsi dalla scorsa settimana e si ignora la loro sorte. Inoltre il governo cinese ha istruito i media nazionali su come non accostare in alcun modo le dimostrazioni a favore della democrazia in Medio Oriente con lo scontento sociale che ribolle in tutta la Cina. A Pechino si temono paragoni con i paesi del Maghreb, perché anche in Cina lo scontento popolare nei confronti del governo sta crescendo con l'aumentare dell'inflazione. A gennaio, l'indice dei prezzi al consumo ha segnato un aumento del 4,9% in un anno. La Cina potrebbe anche rafforzare il controllo su rete e mezzi di comunicazione. Anche i movimenti studenteschi che portarono alla repressione di Piazza Tienanmen, nel 1989, erano partiti dopo un aumento del costo della vita. In Egitto, gli appelli alla rivolta si sono diffusi attraverso Facebook. In Cina, invece, la gente non ha accesso a questo social network e il passaparola telematico è molto più complesso, così come più efficiente è la macchina del controllo governativo.

mercoledì 2 febbraio 2011

Coree: la svolta verso il dialogo militare tra i due stati

ENTRO L'8 FEBBRAIO L'INCONTRO TRA I LEADER DEI DUE STATI
Coree: la svolta verso il dialogo militare tra i due stati
Da Seul e Pyognyang primi segnali distensivi

01/02/2011, ore 17:56 -
Sono stati definiti come "ciclo di incontri militari preliminari", si terranno l'8 febbraio e rappresentano un motivo di distensione importante e concreto tra la Corea del Nord e quella del Sud. Un invito al dialogo che culmina con la possibilità ("se necessaria") di un pacifico e proficuo facci a faccia tra il leader sudcoreano Lee Myung-bak e quello nordcoreano Kim Jong-il.E così, dopo il primo segnale d'apertura inviato da Pyognyang, le due compagini solitamente sull'orlo della guera aperta, hanno accettato l'idea di meeting di "tipo operativo" tra le forze armate. Si tratta del primo dialogo ufficiale tra i due stati dopo l'attacco sferrato da Pyognyang all'isola Yeonpyeong che causò quattro vittime (tra cui due civili). Da Seul si è richiesto lo spostamento della data dell'incontro dall'11 febbraio all'8 dello stesso mese. Un anticipo che la Corea del Sud ha accettato immediatamente e che dimostra, probabilmente, la volontà bipartisan di una tregua imposta al clima di tensione perpetua.

lunedì 24 gennaio 2011

Il traffico illecito di organi nel mondo



Il traffico di organi è il commercio illecito di organi umani utilizzati per il trapianto o per la realizzazione di riti magici[].
A livello internazionale il traffico di organi è menzionato nel Protocollo di Palermo che definisce il traffico di esseri umani.
Nonostante diverse informazioni apparse su più organi di stampa non vi sono dati certi su questa pratica a livello globale, mentre è stato documentato il traffico illegale per trapianto in alcuni singoli paesi come l'India, il Nepal e il Pakistan, o per riti magici in Africa [1].
Il gruppo del Falun Gong denuncia l'uso della pratica anche in Cina, dove secondo alcune testimonianze, come quella del trapiantologo Carl Groth, ex presidente della Transplantation Society, sarebbe ancora in uso la pratica di espiantare gli organi ai condannati a morte subito dopo l'esecuzione. Esistono appositi protocolli da osservare per le esecuzioni capitali, tesi a preservare gli organi per un loro espianto. [cfr video]
Gli organi che vengono più frequentemente espiantati nel mercato del traffico illecito sono il rene, il pancreas, il fegato e la cornea.
Secondo molti organi di stampa indiani, la vendita dei reni si è particolarmente diffusa nelle aree del Sudest del Paese colpite dallo tsunami del 2004. Un'inchiesta della magistratura del Tamil Nadu ha portato nel 2006 alla sospensione dei trapianti di reni in diverse cliniche.
In Pakistan, nella città di Lahore, nel maggio del 2007 sono stati arrestati quattro medici accusati di vendere reni.[senza fonte]
La donazione di organi in Italia è lecita solo come atto gratuito, soggetto a una legislazione precisa che regolamenta gli atti di disposizione del proprio corpo e non permette la vendita né l'acquisto.
Singapore è il primo Paese al mondo ad aver legalizzato la vendita di organi tra persone ancora in vita [2].
Indice[nascondi]
1 Il destino dei donatori
2 L'attività delle ONLUS
3 Il caso del Nepal
4 Bibliografia
5 Note
6 Voci correlate
7 Collegamenti esterni
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Il destino dei donatori [modifica]
Uno studio realizzato dal Journal of the American Medical Association nel 2002 su 305 persone che avevano venduto il loro rene nella zona di Chennai, in India, ha mostrato come a sei anni dall'operazione la loro condizione economica fosse mediamente peggiorata.[3].
Anche per questo, il presidente della Commissione Salute del Senato italiano, Ignazio Marino, ha recentemente proposto di condannare a lunghe pene detentive chi si fa illegalmente impiantare un organo all'estero.[4].
Parlando di traffico d'organi, si fa riferimento ad almeno due ipotesi di casistiche: una persona permette l'espianto di propri organi dietro il pagamento di denaro, oppure una persona è uccisa durante l'intervento per prelevarne organi e tessuti. In questo contesto, si ipotizza un legame fra il traffico di organi e la scomparsa improvvisa di minori e clandestini, che si sospettano essere rapiti e uccisi per utilizzarne gli organi.
Un fattore che contribuisce a un'ipotetica domanda di organi è la lunghezza delle liste di attesa per avere un trapianto. Fra i destinatari degli organi, potrebbero esserci persone che hanno bisogno urgente di un trapianto d'organo a causa di una malattia terminale, mentre hanno una lunga lista d'attesa davanti. La lista d'attesa tiene conto di un duplice criterio, temporale e di urgenza, e tuttavia la disponibilità di organi non sempre riesce a coprire la necessità di trapianti urgenti.
L'attività delle ONLUS [modifica]
Associazioni come l'italiana AIDO supportano i donatori che intendano offrire i loro organi in vita (soprattutto nel caso del fegato) o post mortem (soprattutto cornee e cuori) come atto di generosità non collegato ad alcun mercimonio.
L'associazione americana Organs Watch svolge invece un'attività di monitoraggio sul fenomeno del traffico illegale in tutto il mondo e denuncia come il notevole miglioramento dell'efficacia dei farmaci antirigetto costituisca una delle ragioni del boom di questo traffico.
Il caso del Nepal [modifica]

In Nepal la pratica della vendita degli organi è cresciuta nel clima di scarsa legalità seguito alla fine della guerra civile. Un'inchiesta del settimanale L'espresso del maggio 2007 ha testimoniato che nel centro di Kathmandu operano diversi "middle man", i broker dei reni, che vendono questi organi a circa mille euro l'uno convincendo i ragazzi della vallata a diventare donatori prezzolati. In particolare il settimanale ha smascherato due venditori di organi di Kathmandu, Krishna Kanki e Hari Lama (foto a destra). Quest'ultimo è stato arrestato alcune settimane dopo l'inchiesta de L'Espresso. [5]
Bibliografia [modifica]
Nancy Scheper-Hughes, Il traffico di organi nel mercato globale - ed. ombre corte, Verona 2002
Nancy Scheper-Hughes e Loïc Wacquant, Corpi in vendita. Interi e a pezzi - ed. ombre corte, 2004, ISBN 8887009538
Alessandro Gilioli, Premiata macelleria delle Indie - ed. Rizzoli, 2007, ISBN 8817018716
Giuseppe Catozzella, Espianti - Transeuropa Edizioni, 2008 (Premio Letterario Basilicata; finalista Premio Internazionale Ignazio Silone; finalista 'Esor-dire' Scrittorincittà 2009-Cuneo), ISBN 9788875800345
Note [modifica]
^ http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/3483581.stm
^ [1]
^ http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Carcere-per-i-trapianti-illegali/1627527/8
^ http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Carcere-per-i-trapianti-illegali/1627527/8
^ http://www.nepalmountainnews.com/news.php/2007/10/07/italian-come-kathmandu-to-buy-kidneys.html
Voci correlate [modifica]
Il boom
Trapianto illegale di rene in India
Collegamenti esterni [modifica]
il sito di Organs Watch
Il sito ufficiale dell'associazione AIDO
Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti
Articolo da repubblica.it sul traffico di organi a Kabul
Articolo e video servizio del settimanale L'espresso sul traffico di reni tra Nepal e India
Articolo di Giuseppe Catozzella su Nazioneindiana.com
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Traffico_di_organi"
Categorie: Diritto internazionale Violazioni dei diritti umani Pratiche illegali [altre]
Categoria nascosta: Voci con citazioni mancanti

sabato 23 gennaio 2010

LA QUERELLE SU GOOGLE "A rischio i rapporti con gli Usa "Su Internet Pechino sfida Hillary


LA QUERELLE SU GOOGLE
"A rischio i rapporti con gli Usa "Su Internet Pechino sfida Hillary


Il governo: "La Clinton nega la realtà"Obama: "Su Google aspetto risposte"
WASHINGTON La guerra fredda del Web continua, e la Cina risponde con durezza al segretario di stato americano Hillary Clinton, che l’ ha accusata ieri di limitare il libero accesso ad Internet, negando cosi la democrazia, mentre il presidente Usa Barack Obama si dice preoccupao dagli attacchi sferrati contro Google e chiede risposte a Pechino. In una nota pubblicata sul suo sito web, il portavoce del ministero degli esteri Ma Zhaoxu afferma che le accuse degli Usa «negano la realtà e danneggiano le relazioni tra i due paesi» ma sottolinea che, nonostante le divergenze, Pechino non rinuncia al proseguimento del dialogo. Dalla Casa Bianca, invece, non è arrivata nessuna mano tesa. «Il presidente resta preoccupato per la falla nelle misure di sicurezza informatica che Google ha attribuito alla Cina» ha fatto sapere il vice-portavoce Bill Burton. La tensione tra i due giganti - la prima e la terza economia del mondo, vicinissima però al sorpasso storico sulla seconda, il Giappone, è esplosa la scorsa settimana, quando il colosso americano di Internet, Google, ha minacciato di lasciare Pechino accusando la censura di violare la privacy dei suoi clienti. Clinton ha messo la Cina nel gruppo dei paesi che «recentemente hanno ristretto la libertà di Internet» con Tunisia, Uzbekistan, Arabia Saudita e Vietnam. In Cina non sono accessibili i siti dei profughi tibetani e uighuri, quelli delle organizzazioni umanitarie come Amnesty International e quelli di alcuni delle più popolari piattaforme di comunicazione sociale come Youtube, Facebook e Twitter. Nella Regione Autonoma del Xinjiang, teatro l’ estate scorsa di violenti scontri a base etnica, la Rete è stata completamente inaccessibile per sei mesi. Da qualche settimana è possibile collegarsi solo a quattro siti di organi d’ informazione gestiti direttamente dal governo. Nel suo intervento, il segretario di stato americano ha chiesto a Pechino di avviare un’inchiesta, «minuziosa» e «trasparente» sui casi di pirateria informatica denunciati da Google. Il portavoce cinese ha sostenuto che «Internet in Cina è apertO e la Cina è il paese più attivo nel suo sviluppo» e ha ricordato che «alla fine dell’ anno scorso i netizens cinesi hanno raggiunto la cifra di 384 milioni, con 3,68 milioni di website e 180 milioni di blog». «La Cina ha la sua situazione nazionale e le sue tradizioni culturali e gestisce Internet in accordo con le sue leggi e con le pratiche internazionali...la Costituzione cinese garantisce ai cittadini la libertà di opinione...» ha aggiunto. La nota di Ma Zhaoxu si conclude esprimendo la «speranza» che gli Usa «rispettino gli impegni presi dai leader dei due paesi» per portare le relazioni « in una nuova fase rafforzando il dialogo, la comunicazione e la collaborazione» e «affrontando i disaccordi e le difficoltà in modo appropriato». Secondo Wang Dong, esperto di relazioni tra Cina ed Usa dell’ Università di Pechino, «...è evidente che la Cina vuole mantenere una posizione equilibrata e non vuole che questa questione (quella di Google ed Internet, ndr) danneggi le relazioni con Washington». «Dobbiamo però renderci conto - aggiunge Wang - che non si tratta di un fatto casuale...al contrario, esso rivela una profonda contraddizione tra la Cina e gli Usa nella società, nell’ ideologia nei valori». Lo studioso ritiene che nelle ultime settimane il tema dei diritti umani sia stato per la prima volta sollevato con forza da esponenti del governo americano anche a causa delle difficoltà che sta incontrando in politica interna il presidente Barack Obama. Quella di Internet è solo l’ ultima di una serie di questioni sulle quali sono emergenze divergenze dopo la visita in Cina di Obama, nel novembre scorso. I temi maggiormente controversi sono: il commercio, con gli Usa che insistono per la rivalutazione dello yuan e la Cina che resiste, temendo un contraccolpo sulle esportazioni; il Tibet, con Pechino che chiede ad Obama di non ricevere il Dalai Lama (il leader buddhista in esilio) e il presidente americano che fa finta di non sentire; le relazioni con Taiwan, l’ isola che la Cina rivendica e alla quale gli Usa hanno accettato di fornire sistemi anti-missile Patriot, che sono in grado di contrastare un eventuale attacco missilistico cinese.
La nuova crociata Usa tra ideali e interessi
Il Web libero diventa un pilastro della politica
MARCO BARDAZZI http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201001articoli/51511girata.asp
Il «Newseum» di Washington, il museo dell’informazione che Hillary Clinton ha scelto come piattaforma di lancio per la nuova dottrina americana della libertà su Internet, è un luogo singolare. La facciata è dominata da una lastra di marmo di 50 tonnellate su cui è scolpito il primo emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti, che proclama la tutela della libertà d’espressione. Nel gigantesco atrio d’ingresso, invece, è stato ricostruito un pezzo del Muro di Berlino, simbolo dell’oppressione. Che un segretario di Stato sancisca la «Internet Freedom» come un nuovo pilastro della politica estera statunitense, è un fatto straordinario. Che lo faccia scegliendo un palcoscenico simile, è un messaggio carico di simboli che non possono essere ignorati. Nel 1946 a Fulton, in Missouri, Winston Churchill dichiarò che sull’Europa era «calata una cortina di ferro» che spezzava in due il continente, contro la quale occorreva ribellarsi per restituire libertà a chi vi era rimasto intrappolato. In molti criticarono il suo discorso, ritenendo che con l’Urss occorresse il dialogo, non un confronto aperto. La Clinton ha scelto ora di parafrasare Churchill per denunciare che «una nuova cortina dell’informazione sta calando su larga parte del mondo». E ha fatto i nomi dei luoghi che sono, a suo avviso, intrappolati dalla parte sbagliata: Cina, Iran, Vietnam, Uzbekistan, Arabia Saudita, Tunisia, Egitto. Il blogger egiziano Bassem Samir, uscito di recente dal carcere, applaudiva in prima fila. La responsabile della diplomazia ha incalzato, paragonando blog e «tweets» a strumenti di libertà come il samizdat nei Paesi comunisti durante la Guerra Fredda. «In questo preciso momento - ha detto - censori del governo da qualche parte lavorano furiosamente per cancellare le mie parole». Ma la Storia, ha aggiunto indicando il Muro, «ha già condannato queste tattiche». Dietro un’offensiva simile da parte dell’amministrazione di Barack Obama, ci sono ovviamente giganteschi interessi nati dal caso Google. La società si è ribellata alla censura cinese non solo e non tanto per una vocazione a difendere i diritti umani, quanto perché un’incursione di hackers dalla Cina ha messo in pericolo il patrimonio su cui basa la sua stessa esistenza: segreti industriali, algoritmi del motore di ricerca, fiducia dei clienti. La Clinton ha mandato un messaggio forte a chiunque sia dietro la pirateria - ottenendo un’irritata risposta cinese - perché Washington riconosce gli scenari di pericolo che si aprono. Detto questo, però, la forza degli ideali che sta dietro le parole del segretario di Stato merita di non essere ridimensionata a mera tattica di difesa dei «gioielli di famiglia». Il pragmatismo e la Realpolitik fallirono, negli anni Settanta, nel tentativo di congelare il rapporto Usa-Urss in uno status quo inamovibile. Fu anche l’accento sugli ideali a far cadere il Muro nel decennio successivo. Barack Obama per una volta sembra aver messo da parte il pragmatismo per spingersi, nei confronti della Cina, su un terreno dove non si erano avventurati neppure i bushiani. Ed è quello che un Nobel per la pace deve avere il coraggio di fare

sabato 2 gennaio 2010

Apple censura il Dalai Lama sugli iPhone venduti in Cina


L'ira di reporter senza frontiere: «Una grande delusione»
Apple censura il Dalai Lama sugli iPhone venduti in Cina
Impossibile scaricare le applicazioni sul leader spirituale tibetano. «Ci atteniamo alle leggi locali»
http://www.corriere.it/esteri/10_gennaio_01/apple_dalai_lama_iphone_62eec502-f6f6-11de-8c4c-00144f02aabe.shtml

domenica 9 agosto 2009

Tifone in Cina, un milione in fuga

Tifone in Cina, un milione in fuga
Ieri Morakot ha devastato la parte meridionale dell’isola di Taiwan
dal sito web http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200908articoli/46237girata.asp
Il tifone Morakot ieri ha devastato la parte meridionale dell’isola di Taiwan. Secondo quanto riportato dal Taipei Times, il tifone ha scaricato oltre 1.500 millimetri d’acqua, sommergendo case e strade su un fronte di 250 chilometri. Quattro persone sono morte, altre nove sono date per disperse. Il paese intero è stato messo in ginocchio: quasi 900.000 abitazioni sono rimaste senza elettricità, porti ed aeroporti hanno dovuto cancellare partenze e arrivi. Due uomini sono morti per incidenti stradali provocati dalla pioggia torrenziale che si è scatenata nella giornata di venerdì.

Allarme bomba su un aereo afghano in volo sullo Xinjiang, torna indietro

9/8/2009 (18:0) - IL CASO

Allarme bomba su un aereo afghano in volo sullo Xinjiang, torna indietro
dal sito web http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200908articoli/46247girata.asp
PECHINO Nello Xinjiang non è stato dirottato alcun aereo, ma c’è un allarme bomba su un volo proveniente dall’Afghanistan e diretto nella remota regione occidentale della Cina, dove a luglio ci furono violenti scontri etnici. Lo ha riferito la Xinhua, l’agenzia di stampa ufficiale cinese, correggendo la precedente informazione che lei stessa aveva dato. Non è stata indicata la compagnia aerea del volo in questione, ma la Xinhua ha riferito che l’aeroporto di Urumqi - il capoluogo della regione - ha ricevuto istruzione di non autorizzare l’atterraggio. Il velivolo, riferiscono fonti diplomatiche citate dalla Xinhua, sarebbe tornano così in Afghanistan e atterrato a Kandahar.

venerdì 7 agosto 2009

Cina, arrestati attivisti per i diritti umani

Nuovo giro di vite deciso dalle autorità di Pechino
Cina, arrestati attivisti per i diritti umani
Fermati il professor Xu Zhiyong e altri membri di Open Constitution Initiative

di Marco Nese
dal sito web http://www.corriere.it/esteri/09_luglio_31/cina_arresti_attivisti_nese_02a45c50-7da4-11de-9f17-00144f02aabc.shtml

PECHINO – All’alba la polizia ha circondato la casa di Xu Zhiyong, docente di diritto costituzionale, e ha tratto in arresto il professore. In quel momento gli agenti facevano irruzione anche nelle abitazioni di altri giuristi e avvocati trascinandoli in prigione. Sono tutti membri di Open Constitution Initiative, un’organizzazione per i diritti umani di cui Xu Zhiyong, 36 anni, è fondatore e leader. Sono le nuove vittime di un giro di vite deciso dalle autorità cinesi. Erano da tempo nel mirino della polizia perché si sono spesi a favore dei diritti dei buddisti del Tibet e hanno prestato assistenza legale gratuita ai familiari dei bambini intossicati dal latte avariato, uno scandalo che risale all’autunno scorso. Furono 13 mila i bambini cinesi che subirono danni a causa del latte infetto.
Il primo tentativo di colpire i leader di Open Constitution è stato messo a segno nei giorni scorsi. Le autorità di Pechino hanno classificato l’organizzazione come una società d’affari invece che un’associazione senza fini di lucro. Come società d’affari, la Open Constitution si è vista chiedere il versamento di un’enorme somma a titolo di tasse. Insieme con la richiesta sono arrivati gli agenti che hanno portato via tutta la documentazione dagli uffici. Il professor Xu Zhiyong aveva chiesto un colloquio venerdì con lo scopo di spiegare che l’attività sua e dei suoi colleghi non comporta alcun beneficio monetario. Ma all’alba la polizia lo ha portato via. A ottobre cade il sessantesimo anniversario della fondazione della Repubblica popolare cinese. Ed è probabile che la Cina voglia arrivare a quella data togliendo di mezzo tutti i possibili disturbatori.

giovedì 6 agosto 2009

Picchiato a morte nella clinica che cura la dipendenza dal Web

6/8/2009
Picchiato a morte nella clinica che cura la dipendenza dal Web

PECHINO
Ucciso dal personale della struttura
dal sito web http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200908articoli/46173girata.asp
PECHINO I genitori speravano che tornasse a casa entro un mese, non appena curata la sua dipendenza da Internet. Impensabile che dieci ore dopo aver lasciato il figlio 16enne in una clinica specializzata, sarebbe arrivata una telefonata che li informava del suo decesso. Eppure è successo davvero. Deng Senshan - scrive oggi il Times - non riusciva a smettere di giocare su internet, come decine di milioni di altri coetanei in Cina. Uno dei tanti ragazzi che i genitori decidono di mandare in una delle strutture create in Cina per guarire i giovani dall’ossessione per il gioco online. I coniugi Deng hanno portato il figlio al Campo di addestramento per la sopravvivenza di Guangxi Qihuang, nel sud del Paese, sabato scorso e hanno sborsato 7mila yuan per un mese di terapia. Dengi Fei, il padre, ha spiegato ai supervisori che suo figlio era timido e introverso e dovevano evitare di mettergli eccessiva pressione nei primi giorni. Una richiesta su cui gli esperti hanno concordato. Il ragazzo è stato invece messo in isolamento poco dopo il suo arrivo e in seguito picchiato dagli istruttori, che lo hanno rimproverato per l’andatura troppo lenta quando gli avevano ordinato di andare a correre. Domenica mattina è stato constatato il decesso del ragazzo. «Mio figlio era in ottima salute e non era un criminale», si è disperato il padre, «Aveva soltanto una dipendenza da internet quando lo ho lasciato al campo. Non riusciamo a credere che il nostro unico figlio sia stato picchiato a morte». L’uomo aveva firmato un accordo con la struttura per aiutare il ragazzo a «uscire da un comportamento sbagliato, riacquistare fiducia e stabilire attitudini positive». La polizia ha arrestato quattro persone per la morte del ragazzo.

domenica 2 agosto 2009

Militanti islamici: colpire interessi Cina per vendicare uiguri

Militanti islamici: colpire interessi Cina per vendicare uiguri
da 8 ore 10 minuti dal sito web http://it.notizie.yahoo.com/4/20090802/tpl-oittp-china-xinjiang-threat-39349ed.html

Il leader del gruppo militante Partito del Turkistan Islamico (TIP) ha invitato i musulmani ad attaccare gli interessi cinesi per punire Pechino per quello che definisce "il massacro" degli uiguri.

Intanto, sempre oggi, l'agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua ha scritto che per le rivolte scoppiate a luglio nella regione dello Xianjiang la polizia detiene 319 persone sospettate.
In precedenza le autorità avevano parlato di oltre 1.500 arresti. Finora nessuno risulta rilasciato o incriminato in modo ufficiale.
"I cinesi devono essere colpiti in patria e all'estero. Le loro ambasciate, i loro consolati, ogni loro centro deve essere un target", afferma Abdul-Haq al-Turkistani in un video pubblicato su un sito web legato ad al Qaeda.
Abdul-Haq, il cui gruppo ha lanciato violenti attacchi in passato, ha accusato la Cina di aver commesso "barbari massacri" contro i musulmani nello Xianjiang, che il TIP chiama Turkistan orientale.
Gli uiguri -- musulmani nativi dello Xinjiang, regione occidentale della Cina, che hanno legami culturali con l'Asia centrale e la Turchia -- hanno attaccato i cinesi di etnia han a Urumqi, capitale dello Xinjiang il 5 luglio scorso, dopo che la polizia ha cercato di sedare una protesta. A loro volta gli han si sono vendicati con ulteriori attacchi.
Le violenze hanno causato la morte di 197 persone e oltre 1.600 feriti, in maggioranza han. L'attivista uigura in esilio Rebiya Kadeer ha detto che circa 10.000 uiguri coinvolti nelle proteste sono spariti in una notte.
Pechino non vuole perdere il controllo sullo Xinjiang, vasto territorio che confina con Russia, Mongolia, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Afghanistan, Pakistan e India, ricco di petrolio e gas.

mercoledì 15 luglio 2009

Veleni in cosmetici per bambine,il Ministero ordina il ritiro

Distribuiti da una multinazionale americana
Veleni in cosmetici per bambine,il Ministero ordina il ritiro
Trovati cromo, nichel e persino arsenico nei kit prodotti in Cina. Una decina gli indagati
TORINO - Il Ministero della Salute ha ordinato il ritiro dal commercio, su tutto il territorio nazionale, di una serie di prodotti cosmetici (in particolare per bambine) in cui sono stati trovate sostanze non consentite e, in certi casi, potenzialmente nocive. Il provvedimento fa seguito ai risultati di un'inchiesta della procura di Torino e dei carabinieri del Nas. I prodotti in questione sono di una multinazionale americana e sono stati preparati in Cina. Nel capoluogo piemontese si sono concentrati sul ruolo della sede tedesca dell'industria, che si trova a Wiesbaden: uno dei suoi dirigenti è stato iscritto nel registro degli indagati insieme a un'altra decina di responsabili - italiani - delle ditte distributrici.
METALLI PESANTI, CROMO, NICHEL - Il procuratore Raffaele Guariniello ha proceduto in base all'articolo 7 della legge 713/86, che prevede il carcere fino a cinque anni in caso di commercio di cosmetici che «nelle normali o ragionevolmente prevedibili condizioni d'uso possono essere dannosi per la salute». Gli accertamenti riguardano soprattutto fard, ombretti, ciprie e rossetti destinati soprattutto alle bambine: merce preparata a Shenzen, nella provincia cinese di Guangdong, e in libera vendita, a prezzi molto contenuti, in profumerie e supermercati di tutta Italia. Le prime analisi sui campioni prelevati dai Nas hanno portato alla scoperta di metalli pesanti come cromo e nichel. Gli specialisti dell'Arpa (l'agenzia per l'ambiente della Regione Piemonte) avrebbero anche rilevato, su kit di trucchi per le bimbe, piombo e arsenico. In altri controlli dell'Istituto superiore di sanità risultano, in alcuni campioni, tracce di contaminazione microbiologica. Al Palazzo di Giustizia di Torino, dove mercoledì si è tenuta una riunione fra inquirenti e carabinieri del Nas, vogliono scongiurare il rischio che questi cosmetici provochino, in chi li usa, irritazioni alla pelle o dermatiti: per questo, nei giorni scorsi, Guariniello si è tenuto in stretto contatto con il viceministro Ferruccio Fazio e i suoi collaboratori, che hanno preso subito una serie di iniziative. I rappresentanti della casa di Wiesbaden, secondo quanto si è appreso, hanno fatto avere al ministero gli esiti delle loro analisi sui prodotti, che sembra differiscano da quelli disposti a Torino; il ritiro, comunque, è stato disposto ugualmente. Dalle indagini sarebbero emerse irregolarità anche nella notifica dei prodotti al Ministero della salute.

venerdì 10 luglio 2009

CINA: XINJIANG, LEADER UIGURA DENUNCIA MIGLIAIA DI MORTI IN VIOLENZE

CINA: XINJIANG, LEADER UIGURA DENUNCIA MIGLIAIA DI MORTI IN VIOLENZE
Washington, 10 lug. - (Adnkronos/ Aki) - Migliaia di persone potrebbero essere morte nelle violenze scoppiate domenica scorsa nel Xinjiang, regione della Cina nordoccidentale, tra Han e uiguri e represse dagli agenti delle forze militari e paramilitari cinesi. A sostenerlo e' Rebiya Kadeer, portavoce nel mondo della causa uigura. "Stando a notizie non confermate che abbiamo raccolto sul campo, il numero delle vittime e' superiore al migliaio, alcuni dicono tremila", ha detto la Kadeer, leader del Congresso mondiale uiguro, durante una conferenza stampa a Washington. (10-LUG-09, 21:01) http://quotidianonet.ilsole24ore.com/testo-ultimora.php?adn=ADN20090710210127&a=09&m=LUG&g=10
SCONTRI ETNICI IN CINA
Fuga di massa dei musulmani da UrumqiChiuse 200 moschee, scatta il coprifuoco
Il governo ha preso la drastica misura nel giorno delle preghiere del venerdì per prevenire ulteriori disordini. Migliaia di persone hanno preso d’assalto le stazioni dei treni e degli autobus: partiono circa 10mila persone al giorno.
Urumqi (China), 10 luglio 2009 - Mentre migliaia di persone sono in fuga da Urumqi, la capitale della regione cinese dello Xinjiang dove sono scoppiate gli scontri etnici, 200 moschee della città sono state chiuse nel giorno delle preghiere del venerdì per prevenire ulteriori disordini ed è stato reimposto il coprifuoco. Secondo alcune fonti due moschee sarebbero rimaste aperte. L’esercito cinese presidia ancora le strade e i musulmani sono stati invitati a pregare a casa.
Secondo il governo, nelle violenze tra le due etnie degli uiguri e degli han, represse con il massiccio intervento della polizia, sono morte 156 persone, mentre i feriti sono più di 1.000. Il governo accusa inoltre gli uiguri per la mattanza di domenica, mentre per gli uiguri la maggioranza delle vittime è stata causata dalla violenta repressione della polizia e parlano di 800 morti. Fonti ufficiali hanno annunciato che nella giornata di oggi il coprifuoco è scattato alle 19 ora locale, le 13 in Italia.
Migliaia di persone hanno preso d’assalto le stazioni dei treni e degli autobus. Dalla principale stazione degli autobus sono già partite circa 10mila persone al giorno. Intanto, le famiglie delle vittime civili innocenti riceveranno dal governo un risarcimento pari a 29mila dollari. Lo hanno riferito i media cinesi. Il governo si accollerà anche le spese dei funerali.
fonte agi
FOTOGALLERY Donne in piazza contro l'esercito - Moschee chiuse: si prega all'aperto
LA REAZIONE Pugno di ferro di Hu Jintao - GLI SCONTRI Pena di morte per i manifestanti- TERREMOTO Forte sisma nello Yunnan, almeno 330 feriti

CINA: XINJIANG, BILANCIO UFFICIALE SALE A 184 MORTI
Pechino, 10 lug. - (Adnkronos/Aki) - Sale a 184 morti il bilancio ufficiale delle vittime dell'escalation di violenza nel Xinjiang, regione della Cina nordoccidentale dove domenica scorsa sono scoppiati gli scontri tra Han, l'etnia maggioritaria nel gigante asiatico, e uiguri, minoranza etnica di fede islamica. E' quanto riferisce l'agenzia di stampa ufficiale cinese 'Xinhua', citando gli ultimi dati del governo regionale del Xinjiang. (10-LUG-09, 19:23) http://quotidianonet.ilsole24ore.com/testo-ultimora.php?adn=ADN20090710192318&a=09&m=LUG&g=10

martedì 7 luglio 2009

CINA NUOVE MANIFESTAZIONI E SCONTRI ETNICI

CINA NUOVE MANIFESTAZIONI E SCONTRI ETNICI
Cina, gli uiguri sfidano l'esercito Donne e bambini in piazza- FOTO
Almeno 200 persone sono scese in strada questa mattina per manifestare, anche alla presenza di giornalisti. Chiedevano conto della scomparsa dei loro cari, dopo la repressione e i 1.434 arresti. Intanto l'etnia han minaccia vendetta
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/07/07/202163-cina_uiguri_sfidano_esercito.shtml

giovedì 4 giugno 2009

PIAZZA TIANANMEN NEL NOSTRO CUORE


PIAZZA TIANANMEN NEL NOSTRO CUORE

Il 4 giugno è ricorso il triste anniversario della repressione ad opera del regime totalitario comunista cinese della protesta studentesca in Piazza Tiananmen.
Quel 4 giugno gli studenti avevano in maniera del tutto pacifica manifestato contro la corruzione, la violazione sistematica dei diritti umani, la repressione del diritto di opinione e lo avevano fatto senza alcuna intenzione di scontrarsi con il regime. Ma, semplicemente, sfilando nella piazza più famosa della Cina.
Il 4 di giugno è ricorso l’anniversario di quei tragici giorni che hanno visto come un regime obsoleto, antidemocratico e timoroso delle opinioni della gioventù studentesca, abbia non solo evitato qualsiasi tentativo di dialogo con i giovani manifestanti, ma, bensì, abbia represso nel sangue la manifestazione. Dopo processi farsa sono state eseguite condanne a morte e molti giovani sono stati condannati al carcere duro. Piazza Tiananmen rimarrà sempre colorata nei suoi gradini e nelle sue strade del rosso del sangue che giovani liberi senza macchia hanno versato facendo vedere a tutto il mondo che qualunque dittatura governi si deve essere sempre pronti a sacrificare se stessi, facendo in modo che tutto il mondo lo sappia, per il bene più grande da donare alle generazioni che verranno anche a costo del sacrificio della propria vita. La libertà è il bene più grande, la libertà non ha prezzo, la libertà, però, perché si ottenga, a volte fa pagare un duro prezzo.
Noi non dimentichiamo quei giovani caduti e dedichiamo loro come se fossero i nostri fratelli un minuto di silenzio pensando che tutti coloro che cadono senza paura di fronte ad un nemico potentissimo senza timore, senza armi, sono quelli che danno l’esempio e preparano le generazioni seguenti all’azione affinchè queste dittature, finalmente, spariscano dalla faccia della Terra.
Onore ai Caduti! Pietro Berti UDC

lunedì 4 maggio 2009

DALLA PARTE DEI LETTORI

DALLA PARTE DEI LETTORI

7 commenti:
Anonimo ha detto... mi complimento per le sue prese di posizione su temi così difficili. sandra F., Bo 3 maggio 2009 7.52
Anonimo ha detto... vedo che lei si occupa di temi molto importanti ed al contempo è stato anche candidato per le provinciali. io abito a Bologna, nel quartiere S. Donato che dalle amministrazioni di sinistra è stato trasformato nel ricettacolo di tutti i problemi che la Bologna bene non vuole vedere. mi farebbe piacere che si possa parlare delle condizioni in cui si trovano i quartieri che la politica fino ad ora a Bologna ha abbandonato. siamo soli. è necessario che qualcuno si occupi di noi. 3 maggio 2009 8.00
Anonimo ha detto... l'Iran prosegue indisturbato nelle sue attività contrarie ai diritti umani e contrarie al diritto internazionale. E' giusto parlare dei crimini di questi paesi e continuare a denunciare. non si può lasciarli fare indisturbati. i diritti umani devono essere tutelati. roberto t. bologna 3 maggio 2009 8.04
Anonimo ha detto... è giusto quello che stai dicendo. io lo condivido. hai le idee chiare e le affermi. è una qualità rara in un politico. giulio s. s lazzaro bo 3 maggio 2009 8.12
Anonimo ha detto... apprezzo la tua battaglia per la tutela dei diritti umani e anche la tua attenzione alle disumane violazioni perpetrate quotidianamente nei confronti delle donne nel mondo. guia v, casalecchio di reno,bo 3 maggio 2009 13.26
Anonimo ha detto... la lotta per la tutela dei diritti umani nel mondo non deve prevedere tregua. mai abbassare la guardia. la denuncia della violazione dei diritti umani è un passo doveroso. silvano d. f. toscanella bo 3 maggio 2009 13.29
Anonimo ha detto... pena di morte. tortura. retaggi di un passato che ,noi tutti,si credeva dimenticato. purtroppo, non è cosi. si tortura e si uccide, nei paesi,come iran, cina, afghanistan, yemen, iraq,come se nulla fosse .l’occidente non fa nulla. forse ha paura,forse teme la corea del nord. oppure,semplicemente se ne frega,considerando il tutto,una questione di politica interna. necessario muoversi. sanzionare economicamente,gli autori di queste atrocità. se non basta anche diplomaticamente. paolo savioli mordano,bo. 3 maggio 2009 17.27
DA http://pietrobertiimola.blogspot.com/2009/04/le-preoccupazioni-del-sindacato-uil-in.html
1 commenti:
Anonimo ha detto... ma quindi a Bologna in caso di emergenza o per esigenze di ordine pubblico come si dovrà fare? 28 aprile 2009 17.27
da bhttp://pietrobertiimola.blogspot.com/2009/04/dalema-e-di-pietro-ai-ferri-corti.html
4 commenti:
Anonimo ha detto... non siamo sicuri ormai di nulla. oggi l ex capo indiscusso della c.g.i.l., sindaco uscente dal comune di bologna,e stato condannato,dal tribunale,x condotta antisindacale. sembra una notizia assurda,proprio l ex capo del sindacato di sinistra viene condannato per non aver rispettato i diritti dei lavoratori. incredibile. chissà,come sarà contento di pietro.e tanti altri .un ex dipendente del teatro comunale in pensione. deluso,da tutto. mi asterrò dal voto. v. t. bo 27 aprile 2009 15.34
Anonimo ha detto... vorrei rispondere al lettore deluso da cofferati condannato per condotta antisindacale. i politici vanno guardati con occhio critico quando vengono messi alla prova del ruolo istituzionale conseguito con l'elezione alla carica politica cui si sono candidati. sono uomini e non dei, sono i nostri rappresentanti. se sbagliano dobbiamo scegliere e selezionare nuove persone in cui possiamo ancora credere che ci potranno rappresentare bene. l'astensione è solo rinuncia, lasciando che altri decidano anche per noi. e poi se è così deluso, perchè non pensa invece ad un voto di protesta intelligente? sono stati necessari troppi sacrifici per ottenere il diritto al voto per potervi rinunciare solo per un cofferati di turno. lo punisca, e voti per Berti alla provincia! Roberta S. Bo 30 aprile 2009 15.54
Anonimo ha detto... il PD è ormai un colabrodo, è evidente che dopo le europee il partito subirà delle scissioni che lo porteranno ad essere qualcosa di diverso nel futuro prossimo. Di Pietro ha ben compreso i problemi del PD (che ha la colpa di aver unito in sè anime contrapposte senza fornire loro un argomento di sintesi diverso dalla promessa di governare che non ha potuto mantenere a causa del risultato elettorale del 2008): su tali basi sta operando una campagna populista idonea e diretta a spostare il più possibile l'elettorato del PD verso l'IDV. orbene, su tali basi Di Pietro pare il vero avversario del PD durante queste competizioni elettorali su tutti i fronti. Gaspare from Bazzano Bo 3 maggio 2009 13.37
Anonimo ha detto... la sorte del PD è segnata. non ha futuro e mi sembra un inganno elettorale l'immagine di facciata che per queste competizioni stanno cercando di dare di sè. filippo, bologna 3 maggio 2009 13.46
da http://pietrobertiimola.blogspot.com/2009/04/situazione-carceraria-in-emilia-romagna.html
2 commenti:
Anonimo ha detto... ma vogliamo scherzare,avete una idea di cosa significhi,per noi,sorbire tutti i giorni,turni massacranti,straordinari non pagati,numero di colleghi esiguo,le nostre famiglie che,in molti casi ci chiedono di far domanda di trasferimento,o,di cercare un altro lavoro,anche con uno stipendio più basso,ma che ci faccia stare di più con le nostre famiglie. ogni giorno,per noi,alla dozza,e come entrare in un girone infernale. pochi di noi,uno sproposito di detenuti,stipati in spazi non idonei,rischio malattie,tossici sieropositivi,affetti da epatite a,b,c,tbc positivi. un inferno. solo per portare lo stipendio a casa e pagare sto dannato mutuo che non me ne sono già andato. un ag. p. penitenziaria. ora che,qualcuno,finalmente,si e ricordato anche di noi,cercate di fare qualcosa. vi preghiamo. per noi e le nostre famiglie. grazie,sig. berti. 27 aprile 2009 16.00
Anonimo ha detto... per tutti gli operatori la situazione attuale del carcere di Bologna è assolutamente drammatica. le Istituzioni sono a conoscenza del grave problema ma non hanno mai concretizzato dei piani per risolvere sia le carenze di organico sia l'incapienza concreta del carcere. mi chiedo come sia possibile dedicare tanta attenzione ai CPT (luogo deputato a brevi permanenze) e disinteressarsi completamente invece del carcere in cui i detenuti normalmente rimangono per periodi di almeno un anno. questa mia riflessione si rivolge sia a chi ha sinora governato le amministrazioni locali sia ai cosiddetti gruppi di pressione, che si dicono mossi da puri motivi di interesse per i diritti umani. mi sia permesso di dubitare...in queste condizioni il carcere avrebbe certamente la priorità assoluta, ed invece - salvo rare, come questa in questo blog, eccezioni - su di esso c'è il più assordante silenzio! Z.A. bologna 28 aprile 2009 17.34

da http://pietrobertiimola.blogspot.com/2009/04/il-senso-della-democrazia.html
6 commenti:
Anonimo ha detto... condivido pienamente quanto hai scritto ed apprezzo tantissimo la citazione che hai fatto di W.Whitman. G.F.T. Bo 26 aprile 2009 18.28
Anonimo ha detto... pochissimi al tuo posto avrebbero dato spazio ad un dissenso così espresso! mi congratulo con te. T.R. BO 26 aprile 2009 18.29
Anonimo ha detto... con le foto che hai scelto e gli articoli che hai,scritto,fino ad ora,hai dimostrato,non solo di sapere quello che dici,ma che te ne intendi,veramente di geopolitica e di violazioni di diritti umani. senza girare intorno agli argomenti. questo significa,saper far politica,altro che delbono, grillini, pasquino e cazzola ...guazza,senza dubbio e te in provincia. ok.ok.ok. sandra vannucchi.bo. 27 aprile 2009 19.50
Anonimo ha detto... vorrei rispondere ai commenti dei due lettori che uno nel post largo ai giovani e l'altro nel post D'Alema e Di Pietro ai ferri corti. entrambi i lettori concludono per l'astensione dal voto come decisione di protesta. io credo che nell'astensionismo ci sia solo la rinuncia al diritto di voto. in quanto con l'astensionismo si rinuncia ad un diritto che abbiamo conquistato con tanta difficoltà, per me l'astensionismo rappresenta il comportamento più deteriore dell'elettore. infatti, i partiti da cui quell'elettore si astengono di votare non trarranno alcun concreto danno dalla rinuncia all'esercizio di voto di quell'elettore. credo invece che il metodo migliore per manifestare il proprio dissenso stia nel votare per un altro e diverso partito. infatti, sottraendo il numero degli eletti nelle fila del partito per cui si votava prima quel partito già paga il primo scotto dell'averci deluso; ma, il secondo e più vero modo per penalizzare il partito che ci ha deluso è di esprimere il nostro voto in favore di un altro partito proprio danneggiando il partito che appunto non è stato in grado di soddisfare le nostre aspettative. io credo che questo sia l'unico vero comportamento da elettore. IL VOTO DI OGNUNO DI NOI HA UN ENORME VALORE, MA SOLO SE DI ESSO SIAMO IN GRADO DI FARNE UN USO CORRETTO. DIVENTIAMO ELETTORI RESPONSABILI, E BASTA CON L'ASTENSIONISMO! Roberta S. BO 28 aprile 2009 13.22
Anonimo ha detto... il reportage fotografico che hai inserito commenta in modo straordinario le tue parole. hai detto e scritto cose molto vere. 28 aprile 2009 13.42
Anonimo ha detto... la democrazia è una condizione da difendere e non va mai ritenuta come una realtà scontata. condivido le tue osservazioni. sergio grizzana m., bo 3 maggio 2009 14.15
da http://pietrobertiimola.blogspot.com/2009/04/pd-nessun-accordo-con-pasquino-per.html#comments
4 commenti:
Anonimo ha detto... penso,che,queste elezioni amministrative,per il comune di bologna,siano,in realta,le più difficili,della nostra storia repubblicana. questa volta,i bolognesi,hanno avuto a che fare con un illustreassente, cofferati,che risulta il peggior sindaco che bologna abbia mai avuto. molti ritengono che ,in realta, delbono,voglia continuare,con la metodologia distruttiva cofferatiana. da qui,forse,la preferenza di voto,in aumento,per il candidato ,prof. pasquino. forse,gli intellettuali di sinistra,si sentono più rappresentati,da un personaggio di spessore,che ha le idee chiare,con un programma ben definito,piuttosto che dal nulla. quindi per chi e di sinistra,e più logico votare,pasquino anzichè, delbono. diverso il discorso,per la sfida tra guazza e cazzola. cazzola,non vuole i partiti e,addirittura,dice che,se berlusconi,viene,in campagna elettorale,a bologna,se ne va. strano che il p.d.l. voglia appoggiarlo in tutti i modi. e,ancor più strano,che,invece di combattere contro,la sinistra,attacca,ogni giorno,guazzaloca. questo e un errore grossolano. infatti,si sente molta gente di destra che,causa questo atteggiamento,votera p.d.l. come lista dando la preferenza al candidato consigliere,conosciuto,mentre votera guazzaloca sindaco,per simpatia e,grazie al voto disgiunto.a titolo personale,voglio precisare che,si,sono di destra ed a destra ,voterò in comune.ma il sindaco,no. cazzola non lo voto e non lo faccio votare. votiamo,in famiglia,tutti per guazzaloca. cofferati,per fortuna,se ne va. delbono, può arrivare al ballottaggio contro guazza,se si lavora bene. poi al ballottaggio ce la si gioca. altra cosa,raisi p.d.l. candidato alla pres. della provincia,dice che,ad un eventuale ballottaggio tra delbono e guazza,la destra,si deve astenere. bene,in virtù di questa affermazione,pazzesca,raisi non lo voterò .se ballottaggio ci sarà, noi,voteremo per guazza. famiglie,viesti,conti,sasdelli,canfora e sandri. grazie,complimenti per il blog e buona fortuna per sua candidatura. 26 aprile 2009 15.39
Anonimo ha detto... si,si.sicuramente.pasquino e la rovina della sinistra,proprio ora che siamo,vicini alla vittoria.e poi come sono bravi a parlere male di cofferati,che ,in realta e stato ,un grande sindacalista,ed e venuto a fare il sindaco a bo,x fare un favote al partito.invece di ringraziarlo...vincera delbono,al ballottaggio.ma,io,avrei rivotato cofferati.ottavio l. 26 aprile 2009 15.48
Anonimo ha detto... il PD è spaccato e non riesce neppure a trovare accordo su un unico candidato, figuriamoci se potrebbe essere in grado di governare la città! mi stupisce poi il PDL bolognese che appoggia un candidato come Cazzola che non perde occasione per criticare e disconoscere il leader del PDL con il quale ripete di non volere rapporti. Non comprendo neppure il radicalismo degli elettori del PDL che appoggiano Cazzola: per me si tratta di posizioni ASSOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILI! senza voler citare poi gli atteggiamenti altamente discutibili del candidato sindaco Cazzola di cui la stampa locale e nazionale si è occupata fin troppo!... dopo tutte queste premesse, da elettore concludo che l'atteggiamento sobrio e misurato del candidato Guazzaloca che continua ad insistere di voler parlare di politica, di come vede nella sua visione la sua Bologna, e di come non intenda prestarsi a inutili polemiche ... mi sembra l'unico candidato da prendere in considerazione per poterlo votare. Vittoria, bo 3 maggio 2009 14.30
Anonimo ha detto... la mia decisione la ho presa! Guazza al comune, UDC a provincia ed europee. Gennaro da BOLOGNA 3 maggio 2009 14.32
da http://pietrobertiimola.blogspot.com/2009/04/caruso-spiazzato-dal-terremoto.html#comments
5 commenti:
Anonimo ha detto... sfido che Caruso è contrario alla scelta di tenere il G8 a L'Aquila! dove sono le vetrine? e le auto? e poi, c'è sempre il rischio di nuove scosse telluriche! La Maddalena invece vuoi mettere? dato che i suoi no global e black block sono così interessati ai problemi mondiali, vorrei chiedere al sig. Caruso, loro cosa hanno fatto intanto per l'Abruzzo? 26 aprile 2009 13.13
Anonimo ha detto... riguardate su youtube le scene del G8 a Genova, poi fatevi un giretto sui panorami post terremoto in Abruzzo e la risposta sul dissenso di Caruso alla scelta del G8 a L'Aquila la avrete immediatamente. riccardo g. bo 26 aprile 2009 13.18
Anonimo ha detto... i black block e i no global si annoierebbero a morte in Abruzzo. in effetti caruso non ha guidato i suoi energetici amici a sollevare macerie. loro preferiscono usare la loro forza in altri modi! è superfluo dire quali, sono note a tutti le loro performance... 26 aprile 2009 13.21
Anonimo ha detto... è possibile che Caruso tema l'Abruzzo perchè lì ci sarebbe da lavorare...per ricostruire...no global & black Block uniti solo per demolire. sto immaginando la scena della protezione civile che rincorre queste persone per dar loro in mano una vanga!...e loro che scappano dicendo:"no! qui c'è solo da lavorare... " 26 aprile 2009 13.25
Anonimo ha detto... le foto da te inserite in questo pezzo sono molto eloquenti. 30 aprile 2009 15.46
http://pietrobertiimola.blogspot.com/2009/04/largo-ai-giovani-si-fa-per-dire.html#comments
2 commenti
Anonimo ha detto... w la democrazia,del partito democratico. vero,manco ai giovani danno spazio.franceschini,va a casina il 9 giugno,dopo aver perso le europee. vinicio g.bo 23 aprile 2009 16.32
Anonimo ha detto... quote rosa rispettate ,nelle liste europee. bene. peccato che,le candidate ,verranno elette in minima parte,in rapporto al n.di candidate. questo,perche,per lo più,persone sconosciute. vogliamo parlare dei giovani,le quote risevate ai giovani,non sono assolutamente state rispettate. a favore,di cariatidi,ormai che sono da mettere in pensione. w le primarie ,dei giovani,cosi denigrate dal partito,e non considerate da franceschini. bene,noi alle europee ,faremo un tam tam su you tube x il no al pd in europa. molti giovani,di sinistra,non vi votano. dubbi grossi ,anche alle amministrative.grazie per la tua democratica visione della vita e per le tue prese di posizioni intelligienti.tipo raro.molto.sei oltre,con la mente.gruppo di giovani ds delusi,e mortificati dal loro partito.bravo,per le tematiche.anche se 6 un u.d.c. e, sinceramente,il tuo partito,dovrebbe essere fiero di averti tra le sue file.ciao. 27 aprile 2009 18.15

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