L’algoritmo PageRank di Google è stato sviluppato anche sulla base del progetto Hyper Search di Massimo Marchiori. Un docente poco illuminato ne ha segnato il destino. Nel 1996, in occasione di una conferenza in terra californiana, il 26nne Massimo Marchiori presentava Hyper Search, un progetto per un motore di ricerca in grado di scandagliare l’intero ecosistema fatto di link e relazioni in cui i siti web vivono. Hyper Search avrebbe dovuto portare alla luce un motore di ricerca capace di fornire risultati basati non solo sui punteggi delle singole pagine web, ma anche sulla relazione che lega ogni pagina con il resto del web. Il progetto di Marchiori non è andato perduto, anzi. Alla conferenza era presente Larry Page, allora 23enne. «Venne da me alla fine dell’intervento e mi disse che era rimasto folgorato dalla mia intuizione. E mi promise che insieme a un suo collega avrebbero provato a sviluppare l’algoritmo in un progetto più grande», racconta Marchiori a Federico Cella di Vita Digitale. Quel collega è Sergey Brin, co-fondatore di Google. E Hyper Search è servito per sviluppare l’algoritmo PageRank. Non è andato perduto, il progetto di Marchiori, ma la storia di Hyper Search sarebbe potuta andare diversamente se il docente universitario a cui il giovane ricercatore aveva presentato la sua idea lo avesse sostenuto: «Il professore cui presentati la mia idea disse che non era male, ma che non poteva funzionare perché mancava un teorema formale alla base». Lo stesso accademico che «aveva bollato il web come semplice giochino per studenti». Nessuna risorsa, quindi, per Hyper Search, a differenza dell’Università di Stanford, che finanziò l’iniziativa di Brin e Page, studenti dell’ateneo statunitense. Un esempio di come sprecare le capacità di innovazione e le intuizioni partorite dalle migliori menti italiane. Autore: Andrea Galassi
UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA
Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam
VIAGGIA CON RYANAIR
JE ME SOUVIENS
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Auguro a voi tutti un buon viaggio nel mio blog.
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giovedì 7 aprile 2011
Google poteva essere italiano, se un docente non avesse detto: il web è una stupidata. La storia
Google poteva essere italiano, se un docente non avesse detto: il web è una stupidata. La storia
sabato 26 febbraio 2011
MSN (The Microsoft Network)
MSN (The Microsoft Network) è un insieme di servizi in Internet forniti dalla Microsoft. MSN ha debuttato come servizio online e Internet Service Provider il 24 agosto 1995, in coincidenza con il rilascio del sistema operativo Windows 95.
La copertura dei servizi offerti da MSN è cambiata notevolmente dai tempi del suo rilascio iniziale del 1995. Molte delle applicazioni web più popolari della Microsoft, come Windows Live Hotmail e Messenger venivano inizialmente offerte su MSN, prima di essere integrate nel gruppo di servizi online di Windows Live. Il portale web di MSN, MSN.com, offre una grande varietà di contenuti, e a Novembre 2009 è l'ottavo sito più visitato su Internet[1].
Indice[nascondi]
1 MSN, l'Internet Service Provider
1.1 MSN Classic
1.2 MSN 2.0
1.3 Tentativi meno ambiziosi
1.4 Negli ultimi anni
2 MSN, il portale Internet
2.1 Internet Start
2.2 MSN.com
2.3 Windows Live
3 Altri servizi noti come "MSN"
3.1 Hotmail
3.2 Messenger
4 Servizi Affiliati
4.1 Servizi di Cross-branded
4.2 I servizi internazionali
5 Vedi anche
6 References
7 Collegamenti esterni
MSN, l'Internet Service Provider [modifica]
MSN Classic [modifica]
Il progetto di MSN venne sviluppato dall'Advanced Technology Group della Microsoft, guidato da Nathan Myhrvold. MSN fu inizialmente concepito come un fornitore di contenuti online basato su una connessione dial-up, come America Online. Forniva inoltre dei contenuti proprietari attraverso un'interfaccia a cartelle integrata in Windows Explorer, il file manager di Windows 95.
Conosciuto quindi ufficialmente con il nome di "The Microsoft Network", il servizio venne lanciato insieme a Windows 95 il 24 agosto 1995. Il servizio era incluso nell'installazione di Windows 95 e pubblicizzato attraverso Windows ed altro software della Microsoft rilasciato in quel periodo. Il supporto al prodotto veniva offerto attraverso l'MSN service, così come delle funzionalità di posta elettronica di base, un servizio di notiziari da MSNBC, funzionalità di chat e newsgroup.
L'accesso al web non era incluso in origine nel servizio di MSN classic, ma veniva offerto attraverso il browser Internet Explorer, il quale era disponibile per il download da MSN service o dal pacchetto "Windows 95 Plus!".
MSN 2.0 [modifica]
Nel 1996, in risposta alla grande crescita della diffusione di Internet, il servizio MSN venne rinominato "MSN Classic", e fu creata una nuova versione conosciuta col nome di "MSN 2.0". La nuova versione combinava l'accesso ad Internet con contenuti web proprietari in un nuovo programma, "MSN Program Viewer". Il servizio fu prima diffuso tra gli utenti MSN già esistenti a partire dal 10 ottobre 1996; il rilascio generale avvenne il 10 dicembre 1996.
Microsoft pubblicizzò MSN 2,0 con una serie di annunci e materiale pubblicitario che descriveva il servizio come il "prossimo big bang". La società offrì ai vecchi utenti un rilascio in anteprima del servizio su un CD-ROM nell'autunno del 1996, che conteneva un video nel quale venivano descritte le nuove caratteristiche del software MSN 2.0 . Il video era strutturato come una visita guidata di una premiere per il nuovo MSN. Includeva una manciata di attori e una propria colonna sonora che veniva riprodotta durante il processo di installazione[2].
Una volta installato, il Program Viewer di MSN era essenzialmente un'interfaccia animata, stilizzata e integrata nel web browser Internet Explorer 3. Quando i membri effettuavano l'accesso, venivano presentati loro alcuni diversi "canali", i quali erano essenzialmente delle categorie per i vari tipi di contenuti disponibili su MSN.
Oltre all'MSN Program Viewer era presente l'MSN Quick Launch, un'icona all'interno dell'area di notifica di Windows. Entrambi i programmi avevano un menu che si aggiornava dinamicamente per guidare i membri attraverso i contenuti ed i servizi di MSN.
I nuovi contenuti facevano un uso intenso di risorse interattive e multimediali, inclusi script Visual Basic e una delle prime implementazioni di Macromedia Shockwave Flash (originalmente chiamata "FutureSplash") per le animazioni. I contenuti multimediali interattivi erano presentati in un formato televisivo, "MSN shows", come parte di una sezione chiamata "on stage".
Mentre l'approccio di "MSN shows" era unico ed innovativo, i contenuti non erano facilmente accessibili ai membri che possedevano computer poco potenti e connessioni ad Internet dial-up: le connessioni ad Internet ad alta velocità non erano molto diffuse a quel tempo. Un sito web, "MSNot: The MSN2 Hate Site", venne creato come protesta per la lentezza e l'inaffidabilità del software. Il sito scherniva anche la colonna sonora che ripeteva la frase "too stupid to stop" (troppo stupido per bloccarsi) durante il processo di installazione di MSN 2.0[3].
In ultima analisi, l'uso ambizioso di contenuti multimediali su Internet durante il 1996 ed il 1997 si dimostrò essere troppo in anticipo sui tempi, e MSN 2.0 non fu un successo come sperato inizialmente dalla Microsoft. La società si mise al lavoro per la nuova versione di MSN.
Tentativi meno ambiziosi [modifica]
Nel 1997, dopo aver abbandonato il formato multimediale interattivo, il servizio MSN venne ripreso in considerazione, stavolta come un più tradizionale servizio di accesso ad Internet. Con il rilascio di MSN 2.5 alla fine del 1997, venivano ancora offerti dei contenuti esclusivi per il marchio MSN attraverso l'MSN Program Viewer, ma il servizio indirizzava gli utenti principalmente verso normali siti che chiunque su Internet poteva visitare, invece di siti interattivi.[4]
Ad accompagnare l'MSN Program Viewer in MSN 2.5 fu "MSN Quick Launch", un'icona nella area di notifica di Windows. Come per MSN Program Viewer in MSN 2.0, il menu in MSN Quick Launch poteva essere modificato dinamicamente per guidare i membri verso i servizi e contenuti MSN aggiornati.
Con il rilascio nel 1998 di MSN Internet Access 2.6, l' MSN Program Viewer venne completamente abbandonato in favore del ben noto Internet Explorer. Un'ulteriore versione del servizio, MSN Internet Access 5.0, venne rilasciata insieme a Internet Explorer 5.0 nel 1999. MSN 5.0 era pressoché identico a MSN 2.6.
In questo periodo, MSN iniziò a diventare un portale Internet per gli utenti di altri provider di servizi Internet. A partire dal successo del servizio di web-based e-mail, Hotmail, acquistata da Microsoft nel Dicembre 1997, nel 1999 venne lanciato MSN Messenger per la messaggistica istantanea.
A partire da Windows XP nel 2001 (che portò con sé Internet Explorer 6.0), i contenuti per gli utenti di MSN Internet Access vennero offerti attraverso un programma denominato MSN Explorer (MSN 6.0). Esso era simile a MSN Program Viewer in quanto offriva contenuti e siti web MSN attraverso un'interfaccia personalizzata all'interno di Internet Explorer. Il programma venne rinominato semplicemente come "MSN" per le versioni 7, 8 e 9, le quali vennero rilasciate nel giro di pochi anni. MSN 9 fu l'ultima versione del software MSN per la connessione a Internet in dial-up.
Negli ultimi anni [modifica]
Negli Stati Uniti e in Canada, MSN è ancora un provider di servizi Internet dial-up. MSN resta il secondo maggior provider di servizi Internet negli Stati Uniti, alle spalle di AOL, il quale contava circa 10 milioni di abbonati alla fine del 2007.[5] MSN unisce al servizio dial-up una casella e-mail su MSN.com e software di sicurezza come firewall e anti-virus.[6]
Per gli utenti con connessioni Internet a banda larga, MSN strinse accordi con Verizon, Qwest e Bell Sympatico. Verizon, Qwest e Bell Canada forniscono la connessione e si fanno pagare direttamente dai loro clienti. Il software MSN incluso, noto come "MSN Premium", offriva un'interfaccia personalizzata simile al software dial-up MSN 9 e caratteristiche di sicurezza simili al più recente pacchetto di sicurezza Windows Live OneCare. Successivamente il pacchetto Internet a banda larga di Microsoft cambiò nome in favore di Windows Live. I nuovi clienti Verizon potevano abbonarsi solamente a Windows Live, non a MSN Premium. Coloro i quali erano già utenti di MSN Premium che passavano a Windows Live, non potevano tornare indietro in quanto Microsoft l'aveva gradualmente eliminato.[7]
MSN, il portale Internet [modifica]
Internet Start [modifica]
Dal 1995 al 1998, il dominio [1] venne usato per promuovere MSN come Internet provider. All'epoca, MSN.com offriva anche una pagina di avvio personalizzata e un tutorial su Internet, ma il principale portale Internet di Microsoft era conosciuto come "Microsoft Internet Start", raggiungibile presso [2]. Esso fungeva da home page per Internet Explorer e offriva informazioni di base come notizie, previsioni meteorologiche, sport, andamento delle borse, intrattenimento, collegamenti a siti web su Internet, articoli di membri dello staff Microsoft e aggiornamenti software. L'altro famoso sito web di Microsoft, MSNBC.com, lanciato nel 1995, era molto simile a Microsoft Internet Start.
MSN.com [modifica]
Nel 1998, il dominio MSN.com, scarsamente utilizzato, venne reinventato sia come portale web che come marchio per una serie di siti prodotti dentro l'Interactive Media Group di Microsoft. Il nuovo sito mise MSN in diretta competizione con altri siti del calibro di Yahoo! e Go Network. Poiché il nuovo formato aprì il contenuto di MSN gratuitamente a tutti, l'Internet provider e il servizio di iscrizione furono ribattezzati a quel tempo "MSN Internet Access".
Il rinnovato MSN.com comprendeva un'intera famiglia di siti, inclusi contenuti originali, canali che furono incorporati dall'esperimento "MSN 2.0" (nonostante ora non ne rimanga nessuno), e nuove caratteristiche che furono velocemente aggiunte. MSN.com divenne anche un successore della pagina iniziale di default per Internet Explorer, in quanto tutti i precedenti siti "Microsoft Internet Start" furono accorpati a MSN.com.
Da allora MSN.com è rimasta una pagina popolare, punto di avvio per molti nuovi servizi e siti di contenuti. I servizi Hotmail e Messenger furono promossi dal portale MSN.com, il quale funse da punto centrale per tutti i contenuti di MSN. MSN Search, un motore di ricerca dedicato al portale, inaugurato nel 1999. Il portale MSN.com e i relativi servizi del gruppo "MSN" rimarranno gli stessi per quasi tutta la successiva decade.
Windows Live [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Windows Live.
Molti dei servizi di MSN furono riorganizzati nel 2006 sotto il nuovo marchio Windows Live. Questa mossa fece parte della strategia di Microsoft per migliorare le sue offerte di servizi online usando il marchio Windows. L'azienda ristrutturò anche i suoi servizi e software online a causa della crescente concorrenza di rivali come Yahoo! e Google. Il nuovo nome fu introdotto un servizio per volta. Windows Live usa la tecnologia del "Web 2.0" per offrire caratteristiche e funzionalità, prima accessibili solo con un software dedicato, attraverso un semplice browser web.
Tra i servizi interessati al cambiamento di marchio ci furono MSN Hotmail (ora conosciuto come Windows Live Hotmail), MSN Messenger (ora Windows Live Messenger), MSN Search (prima Live Search, ora Bing), MSN Virtual Earth (ora Live Search Maps), MSN Spaces (ora Windows Live Spaces), e MSN Alerts (ora Windows Live Alerts); in futuro MSN Groups verrà rinominato Windows Live Groups. Microsoft non ha deciso se MSN Direct rimarrà isolato dalla famiglia MSN o se transiterà a Windows Live. Dall'introduzione di Windows Live, sono stati annunciati alcuni nuovi servizi come Windows Live OneCare Safety Scanner e Windows Live Favorites.
Dopo il lancio di Windows Live, il fulcro di MSN si spostò sull'offerta di contenuti di interesse comune, intrattenimento e news online tramite il portale web, MSN.com, mentre ora Windows Live ospita la maggior parte dei software online e servizi di Microsoft.
Altri servizi noti come "MSN" [modifica]
Oltre al provider di servizi Internet e al portale Internet, il nome "MSN" è stato usato per una serie di servizi correlati. I due più conosciuti sono Hotmail e Messenger. Per ulteriori informazioni, vedere Lista dei servizi MSN.
Hotmail [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Hotmail.
Hotmail è un servizio web-based e-mail gratuito di Microsoft. Partito in origine come servizio indipendente nel 1996, divenne parte della famiglia MSN nel 1997. Dal 2006 fa parte del gruppo di servizi online di Microsoft Windows Live. Hotmail ha oltre 380 milioni di utenti in tutto il mondo ed è disponibile in 35 lingue.[8]
Messenger [modifica]
Per approfondire, vedi la voce .NET Messenger Service.
MSN ha lanciato nel 1999 per competere con AOL Instant Messenger un servizio di instant messaging, che era in origine conosciuto come "MSN Messenger Service" ed in seguito abbreviato semplicemente in "MSN Messenger." Attualmente la tecnologia utilizzata è nota come ".NET Messenger Service", mentre Windows Live Messenger è il nome del programma principale utilizzato per accedere al servizio. Ciononostante, il termine "MSN" è divenuto sinonimo del servizio nello slang Internet.
Servizi Affiliati [modifica]
Servizi di Cross-branded [modifica]
Microsoft ha collaborato con molti altri fornitori di servizi, così come altri servizi di Microsoft per ampliare la gamma dei servizi MSN. Alcuni esempi includono Microsoft adCenter, MSN Shopping (affiliato con eBay, PriceGrabber e Shopping.com),e [MSN Encarta]] Enciclopedia con vari livelli di accesso alle informazioni. Inoltre, MSN Internet Access gli abbonati hanno ricevuto anche Firewall MSN e MSN Virus Guard fornite da McAfee, e la Webroot Spy Sweeper per MSN. Questi servizi sono simili a quelli offerti da altri provider di servizi Internet. Fatto
I servizi internazionali [modifica]
Globalmente, MSN ha una buona ricezione, collaboraziondo con emittenti televisive locali e società di telecomunicazioni per fornire il servizio in alcune zone. In Canada, MSN ha collaborato con Bell Sympatico (la divisione di Bell Canada che fornisce servizi internet). In Australia, Microsoft ha originariamente collaborato con Telstra nel 1995, creando un marchio locale: OnAustralia. Quando MSN si ritirò dall'impresa l'anno successivo, Telstra assunse il controllo totale dell'impresa e la rinominò BigPond. Microsoft ha successivamente collaborato con Nine Network per creare ninemsn. In Mexico, MSN ha collaborato con la Prodigy di Telmex, creando "Prodigy / MSN". Una affiliazione con Xtra, il fornitore di servizi internet di Telecom neo-zelandese finì nel 2006 (vedi anche: XtraMSN).[9]
MSN ha molti uffici in tutto il mondo, per fornire supporto ai clienti: utilizza call centers da tutto il mondo. Fra i paesi dove questi call centers hanno sede, ci sono le Filippine (con servizio di supporto tecnico e per clienti), El Salvador (servizio di supporto in lingua spagnola sia tecnico che per clienti), e l'India (sevizio clienti). Nel 2007, Microsoft creò un centro di ricerca e sviluppo di servizi MSN a Shanghai, il primo del genere sito al di fuori degli Stati Uniti. Il centro ospiterà anche un gruppo di supporto tecnico per servizi MSN.[10] Una delle ragioni della scelta di costruire un centro di ricerca in questo luogo è che la compagnia spera che MSN Microsoft, in futuro, avrà un roulo importante nella vita dei giovani cinesi e anche dei giovani professionisti. Alcuni intoppi convinsero la Microsoft a creare da sè i propri servizi, senza commissionarli a terzi; uno di questi furono le dimissioni di Luo Chuan, che dirigeva l'unità Windows Live in Cina, e che era anche responsabile del portale cinese di MSN. Nel 2008, powersniffer(http://www.powersniffer.com/) sviluppò MSN Sniffer, che poteva essere usato per controllare chi usava programmi MSN, monitorando impegati, figli o addirittura mogli.[11]
Vedi anche [modifica]
Template:Sisterlinks Template:Portal
Comparazione degli instant messenger
Lista dei servizi MSN
Bing
Lista di motori di ricerca
Microsoft
Microsoft Windows
Windows Live
.NET Messenger Service
MSN Messenger
Windows Live Messenger
Hotmail
MSN Search
MSN Chat
MSN Groups
MSN Video
MSN Soapbox
MSNBC
ninemsn
References [modifica]
Template:Refimprove
^ Alexa - Related info for: MSN.com. URL consultato il 2008-03-25.
^ MSN Preview video from 1996
^ Dr. Dobb's News & Views 2/1/97: MSN2 Alienates MSN Members
^ The Microsoft Network Announces Significant Service Upgrade Backed by "Million Dollar Madness" Sweepstakes
^ ComputerWorld: AOL revenue, subscribers plummet
^ MSN Dial-up: A better way to connect: faster, safer, and smarter.
^ Verizon and Microsoft Expand Alliance to Provide Windows Live Services for High-Speed Internet Subscribers
^ Hotmail staff. We Heard You Loud and Clear. Microsoft. URL consultato il 2008-08-20.
^ MSN Worldwide (controllato nel 2007-09-20)
^ Microsoft's Research and Development Center in China
^ Microsoft's Research and Development Center in China
Collegamenti esterni [modifica]
MSN Italia
MSN Cinema
MSN Donne
MSN Finanza e risparmio
MSN intrattenimento
MSN Meteo
MSN Musica
MSN Notizie
MSN Viaggi
La copertura dei servizi offerti da MSN è cambiata notevolmente dai tempi del suo rilascio iniziale del 1995. Molte delle applicazioni web più popolari della Microsoft, come Windows Live Hotmail e Messenger venivano inizialmente offerte su MSN, prima di essere integrate nel gruppo di servizi online di Windows Live. Il portale web di MSN, MSN.com, offre una grande varietà di contenuti, e a Novembre 2009 è l'ottavo sito più visitato su Internet[1].
Indice[nascondi]
1 MSN, l'Internet Service Provider
1.1 MSN Classic
1.2 MSN 2.0
1.3 Tentativi meno ambiziosi
1.4 Negli ultimi anni
2 MSN, il portale Internet
2.1 Internet Start
2.2 MSN.com
2.3 Windows Live
3 Altri servizi noti come "MSN"
3.1 Hotmail
3.2 Messenger
4 Servizi Affiliati
4.1 Servizi di Cross-branded
4.2 I servizi internazionali
5 Vedi anche
6 References
7 Collegamenti esterni
MSN, l'Internet Service Provider [modifica]
MSN Classic [modifica]
Il progetto di MSN venne sviluppato dall'Advanced Technology Group della Microsoft, guidato da Nathan Myhrvold. MSN fu inizialmente concepito come un fornitore di contenuti online basato su una connessione dial-up, come America Online. Forniva inoltre dei contenuti proprietari attraverso un'interfaccia a cartelle integrata in Windows Explorer, il file manager di Windows 95.
Conosciuto quindi ufficialmente con il nome di "The Microsoft Network", il servizio venne lanciato insieme a Windows 95 il 24 agosto 1995. Il servizio era incluso nell'installazione di Windows 95 e pubblicizzato attraverso Windows ed altro software della Microsoft rilasciato in quel periodo. Il supporto al prodotto veniva offerto attraverso l'MSN service, così come delle funzionalità di posta elettronica di base, un servizio di notiziari da MSNBC, funzionalità di chat e newsgroup.
L'accesso al web non era incluso in origine nel servizio di MSN classic, ma veniva offerto attraverso il browser Internet Explorer, il quale era disponibile per il download da MSN service o dal pacchetto "Windows 95 Plus!".
MSN 2.0 [modifica]
Nel 1996, in risposta alla grande crescita della diffusione di Internet, il servizio MSN venne rinominato "MSN Classic", e fu creata una nuova versione conosciuta col nome di "MSN 2.0". La nuova versione combinava l'accesso ad Internet con contenuti web proprietari in un nuovo programma, "MSN Program Viewer". Il servizio fu prima diffuso tra gli utenti MSN già esistenti a partire dal 10 ottobre 1996; il rilascio generale avvenne il 10 dicembre 1996.
Microsoft pubblicizzò MSN 2,0 con una serie di annunci e materiale pubblicitario che descriveva il servizio come il "prossimo big bang". La società offrì ai vecchi utenti un rilascio in anteprima del servizio su un CD-ROM nell'autunno del 1996, che conteneva un video nel quale venivano descritte le nuove caratteristiche del software MSN 2.0 . Il video era strutturato come una visita guidata di una premiere per il nuovo MSN. Includeva una manciata di attori e una propria colonna sonora che veniva riprodotta durante il processo di installazione[2].
Una volta installato, il Program Viewer di MSN era essenzialmente un'interfaccia animata, stilizzata e integrata nel web browser Internet Explorer 3. Quando i membri effettuavano l'accesso, venivano presentati loro alcuni diversi "canali", i quali erano essenzialmente delle categorie per i vari tipi di contenuti disponibili su MSN.
Oltre all'MSN Program Viewer era presente l'MSN Quick Launch, un'icona all'interno dell'area di notifica di Windows. Entrambi i programmi avevano un menu che si aggiornava dinamicamente per guidare i membri attraverso i contenuti ed i servizi di MSN.
I nuovi contenuti facevano un uso intenso di risorse interattive e multimediali, inclusi script Visual Basic e una delle prime implementazioni di Macromedia Shockwave Flash (originalmente chiamata "FutureSplash") per le animazioni. I contenuti multimediali interattivi erano presentati in un formato televisivo, "MSN shows", come parte di una sezione chiamata "on stage".
Mentre l'approccio di "MSN shows" era unico ed innovativo, i contenuti non erano facilmente accessibili ai membri che possedevano computer poco potenti e connessioni ad Internet dial-up: le connessioni ad Internet ad alta velocità non erano molto diffuse a quel tempo. Un sito web, "MSNot: The MSN2 Hate Site", venne creato come protesta per la lentezza e l'inaffidabilità del software. Il sito scherniva anche la colonna sonora che ripeteva la frase "too stupid to stop" (troppo stupido per bloccarsi) durante il processo di installazione di MSN 2.0[3].
In ultima analisi, l'uso ambizioso di contenuti multimediali su Internet durante il 1996 ed il 1997 si dimostrò essere troppo in anticipo sui tempi, e MSN 2.0 non fu un successo come sperato inizialmente dalla Microsoft. La società si mise al lavoro per la nuova versione di MSN.
Tentativi meno ambiziosi [modifica]
Nel 1997, dopo aver abbandonato il formato multimediale interattivo, il servizio MSN venne ripreso in considerazione, stavolta come un più tradizionale servizio di accesso ad Internet. Con il rilascio di MSN 2.5 alla fine del 1997, venivano ancora offerti dei contenuti esclusivi per il marchio MSN attraverso l'MSN Program Viewer, ma il servizio indirizzava gli utenti principalmente verso normali siti che chiunque su Internet poteva visitare, invece di siti interattivi.[4]
Ad accompagnare l'MSN Program Viewer in MSN 2.5 fu "MSN Quick Launch", un'icona nella area di notifica di Windows. Come per MSN Program Viewer in MSN 2.0, il menu in MSN Quick Launch poteva essere modificato dinamicamente per guidare i membri verso i servizi e contenuti MSN aggiornati.
Con il rilascio nel 1998 di MSN Internet Access 2.6, l' MSN Program Viewer venne completamente abbandonato in favore del ben noto Internet Explorer. Un'ulteriore versione del servizio, MSN Internet Access 5.0, venne rilasciata insieme a Internet Explorer 5.0 nel 1999. MSN 5.0 era pressoché identico a MSN 2.6.
In questo periodo, MSN iniziò a diventare un portale Internet per gli utenti di altri provider di servizi Internet. A partire dal successo del servizio di web-based e-mail, Hotmail, acquistata da Microsoft nel Dicembre 1997, nel 1999 venne lanciato MSN Messenger per la messaggistica istantanea.
A partire da Windows XP nel 2001 (che portò con sé Internet Explorer 6.0), i contenuti per gli utenti di MSN Internet Access vennero offerti attraverso un programma denominato MSN Explorer (MSN 6.0). Esso era simile a MSN Program Viewer in quanto offriva contenuti e siti web MSN attraverso un'interfaccia personalizzata all'interno di Internet Explorer. Il programma venne rinominato semplicemente come "MSN" per le versioni 7, 8 e 9, le quali vennero rilasciate nel giro di pochi anni. MSN 9 fu l'ultima versione del software MSN per la connessione a Internet in dial-up.
Negli ultimi anni [modifica]
Negli Stati Uniti e in Canada, MSN è ancora un provider di servizi Internet dial-up. MSN resta il secondo maggior provider di servizi Internet negli Stati Uniti, alle spalle di AOL, il quale contava circa 10 milioni di abbonati alla fine del 2007.[5] MSN unisce al servizio dial-up una casella e-mail su MSN.com e software di sicurezza come firewall e anti-virus.[6]
Per gli utenti con connessioni Internet a banda larga, MSN strinse accordi con Verizon, Qwest e Bell Sympatico. Verizon, Qwest e Bell Canada forniscono la connessione e si fanno pagare direttamente dai loro clienti. Il software MSN incluso, noto come "MSN Premium", offriva un'interfaccia personalizzata simile al software dial-up MSN 9 e caratteristiche di sicurezza simili al più recente pacchetto di sicurezza Windows Live OneCare. Successivamente il pacchetto Internet a banda larga di Microsoft cambiò nome in favore di Windows Live. I nuovi clienti Verizon potevano abbonarsi solamente a Windows Live, non a MSN Premium. Coloro i quali erano già utenti di MSN Premium che passavano a Windows Live, non potevano tornare indietro in quanto Microsoft l'aveva gradualmente eliminato.[7]
MSN, il portale Internet [modifica]
Internet Start [modifica]
Dal 1995 al 1998, il dominio [1] venne usato per promuovere MSN come Internet provider. All'epoca, MSN.com offriva anche una pagina di avvio personalizzata e un tutorial su Internet, ma il principale portale Internet di Microsoft era conosciuto come "Microsoft Internet Start", raggiungibile presso [2]. Esso fungeva da home page per Internet Explorer e offriva informazioni di base come notizie, previsioni meteorologiche, sport, andamento delle borse, intrattenimento, collegamenti a siti web su Internet, articoli di membri dello staff Microsoft e aggiornamenti software. L'altro famoso sito web di Microsoft, MSNBC.com, lanciato nel 1995, era molto simile a Microsoft Internet Start.
MSN.com [modifica]
Nel 1998, il dominio MSN.com, scarsamente utilizzato, venne reinventato sia come portale web che come marchio per una serie di siti prodotti dentro l'Interactive Media Group di Microsoft. Il nuovo sito mise MSN in diretta competizione con altri siti del calibro di Yahoo! e Go Network. Poiché il nuovo formato aprì il contenuto di MSN gratuitamente a tutti, l'Internet provider e il servizio di iscrizione furono ribattezzati a quel tempo "MSN Internet Access".
Il rinnovato MSN.com comprendeva un'intera famiglia di siti, inclusi contenuti originali, canali che furono incorporati dall'esperimento "MSN 2.0" (nonostante ora non ne rimanga nessuno), e nuove caratteristiche che furono velocemente aggiunte. MSN.com divenne anche un successore della pagina iniziale di default per Internet Explorer, in quanto tutti i precedenti siti "Microsoft Internet Start" furono accorpati a MSN.com.
Da allora MSN.com è rimasta una pagina popolare, punto di avvio per molti nuovi servizi e siti di contenuti. I servizi Hotmail e Messenger furono promossi dal portale MSN.com, il quale funse da punto centrale per tutti i contenuti di MSN. MSN Search, un motore di ricerca dedicato al portale, inaugurato nel 1999. Il portale MSN.com e i relativi servizi del gruppo "MSN" rimarranno gli stessi per quasi tutta la successiva decade.
Windows Live [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Windows Live.
Molti dei servizi di MSN furono riorganizzati nel 2006 sotto il nuovo marchio Windows Live. Questa mossa fece parte della strategia di Microsoft per migliorare le sue offerte di servizi online usando il marchio Windows. L'azienda ristrutturò anche i suoi servizi e software online a causa della crescente concorrenza di rivali come Yahoo! e Google. Il nuovo nome fu introdotto un servizio per volta. Windows Live usa la tecnologia del "Web 2.0" per offrire caratteristiche e funzionalità, prima accessibili solo con un software dedicato, attraverso un semplice browser web.
Tra i servizi interessati al cambiamento di marchio ci furono MSN Hotmail (ora conosciuto come Windows Live Hotmail), MSN Messenger (ora Windows Live Messenger), MSN Search (prima Live Search, ora Bing), MSN Virtual Earth (ora Live Search Maps), MSN Spaces (ora Windows Live Spaces), e MSN Alerts (ora Windows Live Alerts); in futuro MSN Groups verrà rinominato Windows Live Groups. Microsoft non ha deciso se MSN Direct rimarrà isolato dalla famiglia MSN o se transiterà a Windows Live. Dall'introduzione di Windows Live, sono stati annunciati alcuni nuovi servizi come Windows Live OneCare Safety Scanner e Windows Live Favorites.
Dopo il lancio di Windows Live, il fulcro di MSN si spostò sull'offerta di contenuti di interesse comune, intrattenimento e news online tramite il portale web, MSN.com, mentre ora Windows Live ospita la maggior parte dei software online e servizi di Microsoft.
Altri servizi noti come "MSN" [modifica]
Oltre al provider di servizi Internet e al portale Internet, il nome "MSN" è stato usato per una serie di servizi correlati. I due più conosciuti sono Hotmail e Messenger. Per ulteriori informazioni, vedere Lista dei servizi MSN.
Hotmail [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Hotmail.
Hotmail è un servizio web-based e-mail gratuito di Microsoft. Partito in origine come servizio indipendente nel 1996, divenne parte della famiglia MSN nel 1997. Dal 2006 fa parte del gruppo di servizi online di Microsoft Windows Live. Hotmail ha oltre 380 milioni di utenti in tutto il mondo ed è disponibile in 35 lingue.[8]
Messenger [modifica]
Per approfondire, vedi la voce .NET Messenger Service.
MSN ha lanciato nel 1999 per competere con AOL Instant Messenger un servizio di instant messaging, che era in origine conosciuto come "MSN Messenger Service" ed in seguito abbreviato semplicemente in "MSN Messenger." Attualmente la tecnologia utilizzata è nota come ".NET Messenger Service", mentre Windows Live Messenger è il nome del programma principale utilizzato per accedere al servizio. Ciononostante, il termine "MSN" è divenuto sinonimo del servizio nello slang Internet.
Servizi Affiliati [modifica]
Servizi di Cross-branded [modifica]
Microsoft ha collaborato con molti altri fornitori di servizi, così come altri servizi di Microsoft per ampliare la gamma dei servizi MSN. Alcuni esempi includono Microsoft adCenter, MSN Shopping (affiliato con eBay, PriceGrabber e Shopping.com),e [MSN Encarta]] Enciclopedia con vari livelli di accesso alle informazioni. Inoltre, MSN Internet Access gli abbonati hanno ricevuto anche Firewall MSN e MSN Virus Guard fornite da McAfee, e la Webroot Spy Sweeper per MSN. Questi servizi sono simili a quelli offerti da altri provider di servizi Internet. Fatto
I servizi internazionali [modifica]
Globalmente, MSN ha una buona ricezione, collaboraziondo con emittenti televisive locali e società di telecomunicazioni per fornire il servizio in alcune zone. In Canada, MSN ha collaborato con Bell Sympatico (la divisione di Bell Canada che fornisce servizi internet). In Australia, Microsoft ha originariamente collaborato con Telstra nel 1995, creando un marchio locale: OnAustralia. Quando MSN si ritirò dall'impresa l'anno successivo, Telstra assunse il controllo totale dell'impresa e la rinominò BigPond. Microsoft ha successivamente collaborato con Nine Network per creare ninemsn. In Mexico, MSN ha collaborato con la Prodigy di Telmex, creando "Prodigy / MSN". Una affiliazione con Xtra, il fornitore di servizi internet di Telecom neo-zelandese finì nel 2006 (vedi anche: XtraMSN).[9]
MSN ha molti uffici in tutto il mondo, per fornire supporto ai clienti: utilizza call centers da tutto il mondo. Fra i paesi dove questi call centers hanno sede, ci sono le Filippine (con servizio di supporto tecnico e per clienti), El Salvador (servizio di supporto in lingua spagnola sia tecnico che per clienti), e l'India (sevizio clienti). Nel 2007, Microsoft creò un centro di ricerca e sviluppo di servizi MSN a Shanghai, il primo del genere sito al di fuori degli Stati Uniti. Il centro ospiterà anche un gruppo di supporto tecnico per servizi MSN.[10] Una delle ragioni della scelta di costruire un centro di ricerca in questo luogo è che la compagnia spera che MSN Microsoft, in futuro, avrà un roulo importante nella vita dei giovani cinesi e anche dei giovani professionisti. Alcuni intoppi convinsero la Microsoft a creare da sè i propri servizi, senza commissionarli a terzi; uno di questi furono le dimissioni di Luo Chuan, che dirigeva l'unità Windows Live in Cina, e che era anche responsabile del portale cinese di MSN. Nel 2008, powersniffer(http://www.powersniffer.com/) sviluppò MSN Sniffer, che poteva essere usato per controllare chi usava programmi MSN, monitorando impegati, figli o addirittura mogli.[11]
Vedi anche [modifica]
Template:Sisterlinks Template:Portal
Comparazione degli instant messenger
Lista dei servizi MSN
Bing
Lista di motori di ricerca
Microsoft
Microsoft Windows
Windows Live
.NET Messenger Service
MSN Messenger
Windows Live Messenger
Hotmail
MSN Search
MSN Chat
MSN Groups
MSN Video
MSN Soapbox
MSNBC
ninemsn
References [modifica]
Template:Refimprove
^ Alexa - Related info for: MSN.com. URL consultato il 2008-03-25.
^ MSN Preview video from 1996
^ Dr. Dobb's News & Views 2/1/97: MSN2 Alienates MSN Members
^ The Microsoft Network Announces Significant Service Upgrade Backed by "Million Dollar Madness" Sweepstakes
^ ComputerWorld: AOL revenue, subscribers plummet
^ MSN Dial-up: A better way to connect: faster, safer, and smarter.
^ Verizon and Microsoft Expand Alliance to Provide Windows Live Services for High-Speed Internet Subscribers
^ Hotmail staff. We Heard You Loud and Clear. Microsoft. URL consultato il 2008-08-20.
^ MSN Worldwide (controllato nel 2007-09-20)
^ Microsoft's Research and Development Center in China
^ Microsoft's Research and Development Center in China
Collegamenti esterni [modifica]
MSN Italia
MSN Cinema
MSN Donne
MSN Finanza e risparmio
MSN intrattenimento
MSN Meteo
MSN Musica
MSN Notizie
MSN Viaggi
estratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/MSN
venerdì 18 febbraio 2011
Google (in inglese /ˈguːg(ə)l/ [ˈguːgɫ̩]) è un motore di ricerca per internet ed è in assoluto il sito più visitato del mondo. Oltre a catalogare e indicizzare il World Wide Web si occupa anche di immagini, foto, newsgroup, notizie, mappe e video. Di tutte le pagine che indicizza, Google mantiene una copia cache.
Il motore di ricerca è talmente popolare che in inglese è nato il verbo transitivo "to google", col significato di "fare una ricerca sul web"; con lo stesso significato, in tedesco è nato il verbo "googeln" e in Italia il verbo "googlare" (pron: guglare) o googolare (pron: gugolare, che recentemente si è imposta come versione autonoma, "gugolare"). Una particolarità di Google è quella che in determinate date il caratteristico logo cambia, indicando l'avvenimento speciale accaduto quel determinato giorno.
Indice[nascondi]
1 Storia
2 Etimologia
3 I server
4 Servizi di base
5 Ottimizzazione
6 Controversie
6.1 Censura
7 Alcune opzioni di ricerca avanzata
7.1 Ricerca con "+" e "-", stringa esatta e carattere jolly
7.2 Ricerca interna a un sito
7.3 Ricerca di una definizione
7.4 Ricerca dei link a un sito
7.5 Conversione unità di misura e valute
7.6 Calcoli matematici e costanti
7.7 Indicizzare una pagina web
8 Curiosità
8.1 Motore di Ricerca
8.2 Browser
8.3 Bugs
8.4 Logo
8.5 Parodie e Imitazioni
9 Google e il risparmio energetico
10 Ricerche in HTTPS
11 Il brevetto dell'homepage
12 International
12.1 Lingue
13 Note
14 Bibliografia
15 Voci correlate
16 Altri progetti
17 Collegamenti esterni
Storia [modifica]
Il motore di ricerca è talmente popolare che in inglese è nato il verbo transitivo "to google", col significato di "fare una ricerca sul web"; con lo stesso significato, in tedesco è nato il verbo "googeln" e in Italia il verbo "googlare" (pron: guglare) o googolare (pron: gugolare, che recentemente si è imposta come versione autonoma, "gugolare"). Una particolarità di Google è quella che in determinate date il caratteristico logo cambia, indicando l'avvenimento speciale accaduto quel determinato giorno.
Indice[nascondi]
1 Storia
2 Etimologia
3 I server
4 Servizi di base
5 Ottimizzazione
6 Controversie
6.1 Censura
7 Alcune opzioni di ricerca avanzata
7.1 Ricerca con "+" e "-", stringa esatta e carattere jolly
7.2 Ricerca interna a un sito
7.3 Ricerca di una definizione
7.4 Ricerca dei link a un sito
7.5 Conversione unità di misura e valute
7.6 Calcoli matematici e costanti
7.7 Indicizzare una pagina web
8 Curiosità
8.1 Motore di Ricerca
8.2 Browser
8.3 Bugs
8.4 Logo
8.5 Parodie e Imitazioni
9 Google e il risparmio energetico
10 Ricerche in HTTPS
11 Il brevetto dell'homepage
12 International
12.1 Lingue
13 Note
14 Bibliografia
15 Voci correlate
16 Altri progetti
17 Collegamenti esterni
Storia [modifica]
Larry Page e Sergey Brin, allora studenti dell'Università di Stanford, dopo aver sviluppato la teoria secondo cui un motore di ricerca basato sull'analisi matematica delle relazioni tra siti web avrebbe prodotto risultati migliori rispetto alle tecniche empiriche usate precedentemente, fondarono l'azienda il 27 settembre 1998. Convinti che le pagine citate con un maggior numero di link fossero le più importanti e meritevoli (Teoria delle Reti), decisero di approfondire la loro teoria all'interno dei loro studi e posero le basi per il loro motore di ricerca.[1]
Il 7 maggio 2010 Google ha subito dei considerevoli aggiornamenti riguardanti l'aspetto grafico e l'aggiunta di miglioramenti e nuove funzioni. Viene definito l'aggiornamento più importante nella storia di Google.[2]
Il 9 novembre 2010 Google ha reso disponibile la nuova funzione Instant Previews, che permette di visualizzare l'anteprima di ogni risultato direttamente dalla pagina di ricerca.[3]
Etimologia [modifica]
I due fondatori, Page e Brin, cercavano un nome che potesse rappresentare la capacità di organizzare l'immensa quantità di informazioni disponibili sul Web; avevano bisogno di un'iperbole.
Utilizzarono un nome già esistente: Googol, termine coniato dal nipote del matematico statunitense Edward Kasner nel 1938, per riferirsi al numero rappresentato da 1 seguito da 100 zeri. A Page e Brin sembrò perfetto come metafora della vastità del web. I due fondatori avevano intenzione di chiamare il neonato motore di ricerca proprio Googol, ma al momento di pubblicare il loro search engine questo dominio era già stato assegnato, perciò Page e Brin furono costretti ad optare per la parola Google (quella che tutti oggi conosciamo).
Il termine viene inoltre associato, con un gioco di parole, a goggles, binocolo in inglese, appunto perché il motore permette di esplorare la rete fino a "guardarla da vicino".
I server [modifica]
Questa voce o sezione sull'argomento informatica non cita alcuna fonte o le fonti presenti sono insufficienti.
Commento: ipotesi non suffragate da fonti, al limite della ricerca originale
Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.
Google non ha mai svelato il numero esatto delle sue macchine e il numero dei datacenters in uso, anche e specialmente per motivi di sicurezza; viene ritenuto che Google utilizzi almeno 35 datacenters noti, più altri non conosciuti e altri di terze parti. La maggior parte dei datacenters è negli States tra cui uno in South Carolina di 466 acri; altri 12 si trovano in Europa, tra cui 3 in Germania, 2 in Olanda, 1 in Belgio, Lituania e Svizzera, 1 a Mosca, Londra e Parigi e 1 a Milano (Italia); lo sviluppo maggiore è attualmente in Asia dove sono in allestimento alcuni grandi centri a Taiwan e in Malesia.
Google utilizza un parco macchine indirizzate da più di 500 IP che probabilmente puntano sulle singole unità di ricerca costituite ciascuna da centinaia o migliaia di macchine; plausibilmente possiede un numero complessivo di oltre 450.000 computers BSD e GNU/Linux, per processare dati, garantire contenuti, organizzare e gestire la propria rete, rispondere alle ricerche e catalogare il web.[senza fonte]
Grazie a questa enorme potenza di calcolo, Google è in grado di effettuare una ricerca su milioni di pagine Web in alcuni millisecondi, di indicizzare un elevato numero di contenuti ogni giorno, di fare molti mirror e istanze dello stesso processo informatico su più server.
Per quest'ultimo, il fatto che Google sia il sito più visitato del Web[4], e il numero contemporaneo di richieste che arrivano da più utenti, non rallentano l'efficienza di queste ricerche.
La catalogazione è fatta dal programma spider Googlebot, che richiede periodicamente nuove copie delle pagine web che conosce. I link in queste pagine vengono esaminati per scoprire nuove pagine e aggiungerle nel database.
Servizi di base [modifica]
Google è un motore di ricerca non semantico che effettua una ricerca delle parole chiave in modo indipendente dall'ordine con il quale sono digitate.
Per ogni risultato, propone un estratto del testo contenente le parole chiave cercate, il link al sito originale, il link a siti contenenti parole chiave simili, e la possibilità di consultare una copia del sito nella Webcache di Google, in modalità completa o solo testo, utile per chi ha una connessione Internet lenta, tranne nel caso in cui questa funzionalità è stata esclusa tramite appositi tag HTML nella pagina o opzioni dei formati proprietari (Adobe-pdf consente ad esempio di escludere la copia del documento nella cache dei motori di ricerca).
Dall'11 novembre 2010 è possibile visualizzare un'anteprima dei siti con il semplice passaggio del mouse.
Ottimizzazione [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Ottimizzazione dei motori di ricerca.
Da quando Google è diventato uno dei motori di ricerca più popolari, molti webmaster hanno cominciato a seguire e cercare di spiegare i cambiamenti nel posizionamento (rank) del loro sito.
Una nuova categoria professionale è nata per assistere i webmaster e le aziende nel migliorare la posizione dei loro siti nei risultati delle ricerche su Google, così come su altri motori di ricerca. Questi consulenti si occupano di un'attività chiamata "ottimizzazione per i motori di ricerca" (dall'acronimo statunitense SEO: Search Engine Optimization) che si propone di creare pagine e siti che rispettino le regole (i "gusti") dei motori di ricerca riuscendo a migliorare la propria posizione nei risultati delle ricerche.
Sul web si possono trovare discussioni su forum o siti che fanno riferimento a fenomeni come la Google dance. Si riferisce a un fenomeno, ora non più presente, che si verificava in un periodo di pochi giorni (circa ogni mese) in cui Google aggiornava il suo database e di conseguenza i risultati delle ricerche. Fra una dance e l'altra i risultati rimanevano inalterati. Il termine dance si riferiva al fatto che per alcuni giorni i risultati delle ricerche variavano continuamente prima di assestarsi. Nell'estate del 2003 Google ha cambiato le sue abitudini di catalogazione limitando gli effetti della "danza": ora i risultati delle ricerche variano in modo dinamico e continuativo senza nessuno stravolgimento periodico.
Una delle sfide più importanti di Google, ora che il motore è diventato popolare tra gli utenti del web, è impedire che soggetti spregiudicati riescano a forzare le debolezze dell'algoritmo per sovvertire i risultati delle ricerche a loro vantaggio. Molti consulenti di ottimizzazione scarsamente professionali hanno utilizzato tecniche artificiose e dannose per influire sul posizionamento dei siti di alcuni loro clienti. Google è riuscito a limitare molti di questi tentativi raffinando il proprio algoritmo per individuare i siti che realizzano abusi e limitarne la rilevanza nei risultati (o addirittura rimuovere questi siti dai suoi archivi). Un corretto posizionamento fra i risultati di Google può portare a ritorni economici elevati, soprattutto per i siti di e-commerce. La scelta di un consulente serio è spesso strategica per la sopravvivenza o il successo di un sito. Per questi motivi, Google ha pubblicato un insieme di linee guida per aiutare i proprietari di siti a capire come individuare i consulenti professionali e come evitare truffe e raggiri da parte di operatori scorretti.[5]
Controversie [modifica]
Google è stato criticato per via dei cookie a lungo termine che posiziona sul computer degli utenti; in ogni caso la maggior parte dei servizi di Google possono essere usati anche con i cookie disabilitati. Secondo Nicholas G. Carr, l'uso dei motori di ricerca come Google rende le persone meno intelligenti[6].
Un numero di organizzazioni hanno usato le leggi sul DMCA (Digital Millennium Copyright Act) per chiedere a Google di rimuovere link a materiale su altri siti sul quale esse rivendicavano diritti di copyright. Google risponde a queste richieste rimuovendo il link e includendone uno alla richiesta nei risultati della ricerca. Ci sono anche state critiche sul fatto che la cache di Google violi il copyright, in ogni caso il caching è una normale parte delle funzioni del web e il protocollo HTTP mette a disposizione meccanismi (che Google rispetta) per disabilitarlo.
Nel 2002 si diffuse la notizia[7] che in Cina l'accesso a Google era stato vietato (il governo ha il controllo della rete e può impedire il collegamento verso alcuni siti). Un sito mirror (in tutti i sensi, compreso il testo da sinistra verso destra; mirror letteralmente significa "specchio") chiamato "elgooG" si rivelò efficace nell'aggirare il divieto. Tempo dopo, il divieto cessò e fu detto che non era stato istituito per impedire le ricerche, ma l'accesso alla cache (che permetteva di aggirare altri divieti imposti dal governo). Esiste anche un mirror dinamico di Google che funziona come proxy server[8]. È interessante notare che un servizio di caching viene realizzato anche da Internet Archive, al quale però non fu vietato l'accesso.
Censura [modifica]
Questa voce o sezione sull'argomento informatica non cita alcuna fonte o le fonti presenti sono insufficienti.
Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.
Per approfondire, vedi la voce Google Cina.
Il servizio Google News cinese, di recente introduzione, sarebbe modellato sulle necessità di censura del paese orientale. Alcune news appartenenti a siti censurati dal governo di Pechino non verrebbero pubblicate accedendo al portale da una connessione cinese.
Il tutto è emerso grazie alle segnalazioni giunte da un volontario di DynaWeb (proxy che permette agli utenti cinesi un accesso anonimo in grado di svincolarsi dalla potente censura governativa): in base alla località delle ricerche i risultati restituiti sono differenti, e in particolare sembrano essere tagliate fuori particolari testate.
Con tanto di screenshot viene dunque dimostrato come testate quali http://www.epochtimes.com.au/ o http://www7.chinesenewsnet.com/ non sono rintracciabili tra i risultati quando la ricerca avviene all'interno del territorio cinese.
Secondo quanto riferito da P2Pnet.net, il sito che ha fatto emergere la storia, Google attribuisce a «una varietà di motivi» la scelta di negare il link ad alcune testate, e tra tali motivi viene citata la fattiva impraticabilità dell'accesso al sito da talune località.
Il primo portavoce delle accuse contro il "Matrix" cinese è Bill Xia, CEO del DIT (Dynamic Internet Technology, il gruppo del servizio DynaWeb), il quale spinge direttamente sulla matrice ideologica i motivi del tutto. L'ipotesi di Xia sembra confermata da alcuni documenti interni pubblicati dal San Francisco Chronicle secondo i quali l'attività nel paese orientale sarebbe vincolata da leggi che arrivano anche a prevedere appositi filtri web per siti dai contenuti illegali.
Ancor più allarmante della notizia di una possibile censura delle notizie, è l'abilitazione nei normali risultati di ricerca del Google cinese del filtro "Safesearch" in modo permanente. Tale filtro ha la funzione di proteggere i minori dal materiale pornografico presente sul web. Se si effettuano però alcune particolari ricerche sul Google cinese, si viene avvertiti che il filtro "SafeSearch" è attivo. La cosa singolare è che le voci in questione sono ad esempio "Dalai Lama", "Falun Gong", assieme alle parole "libertà", "democrazia" e simili.
Altrettanto impressionante la censura relativa al movimento spirituale pacifista "Falun Gong". Il Google occidentale non risparmia le immagini della durezza della repressione del governo cinese ai danni di questa setta che chiede diritti civili e libertà religiosa per il popolo cinese. Sempre come da esempio seguente, il Google orientale restituisce ben altri risultati, riportando siti e commenti alla setta perfettamente allineati alla propaganda di regime.
Versione italiana
Versione Pin Ying
Versione cinese
Dalle pesanti accuse mosse dall'opinione pubblica, Google si difende ribadendo che si tratta semplicemente di controllo di pornografia e materiale illegale. Questo è facilmente smentibile da una prova diretta, eppure Google non modifica le proprie dichiarazioni.
Nel marzo 2010, Google ha deciso di reindirizzare il traffico verso il proprio sito di Hong Kong, eludendo in questo modo la forte censura Cinese. Il sito http://www.google.com.hk/ permette di effettuare ricerche non filtrate dal "Great Firewall". Però la censura resta: dalla Cina è ancora impossibile effettuare ricerche scomode per il regime, come quelle sul Tibet.
Alcune opzioni di ricerca avanzata [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Comandi di Google.
Ricerca con "+" e "-", stringa esatta e carattere jolly [modifica]
Per cercare testi dove compaiono in sequenza (una subito dopo l'altra) due o più parole chiave occorre separarle col segno "+": es. l'istruzione "wikipedia+google" fa comparire le pagine in cui compare la parola wikipedia subito seguita da Google. Nelle posizioni più basse (con minore ranking) si trovano le pagine che risultano anche da una ricerca senza l'operatore "+" che non è esattamente l'operatore booleano "OR", in quanto oltre a cercare entrambi i termini nel testo, li cerca uno di seguito all'altro. Per cercare invece solo i risultati che contengono le due parole in sequenza si usano le virgolette ("), si scrive quindi la frase desiderata tra virgolette, e Google troverà solo i risultati che contengono l'intera frase.
In maniera complementare, l'operatore "-" esclude i testi che contengono una certa parola chiave, e funziona da filtro: es. "wikipedia -google" ricerca alcune pagine di Wikipedia, in ciascuna delle quali non compare la parola "google".
Se il testo è racchiuso fra doppie virgolette, Google ricerca le pagine Web che contengono esattamente la sequenza di caratteri digitata, senza altri spazi o caratteri intermedi. Esempio: "enciclopedia wikipedia" fornirà tutte le pagine che contengono di seguito le due parole digitate.
Il carattere jolly è il simbolo di asterisco. Esempio: "enciclopedia * wikipedia" fornirà tutte le pagine che contengono le due parole digitate di seguito e con un ulteriore stringa di caratteri intermedia.
Fornirà quindi anche "enciclopedia multilingue wikipedia", "enciclopedia, wikipedia", ma non "enciclopedia libera e multilingue wikipedia", che contiene più di un termine fra le due parole separate da asterisco.
Ricerca interna a un sito [modifica]
Per effettuare una ricerca di parole chiave all'interno di un sito occorre digitare l'istruzione:
site:nomesito.com spazio bianco e le parole chiave.
Un altro modo è scrivere nella barra degli indirizzi: www.google.it/custom?domain=www.nomesito. Compare una barra di Google con un'opzione selezionabile per la ricerca all'interno del sito richiesto. Altri comandi:
filetype:doc site:it.wikipedia.org, per cercare i documenti .doc nel sito Wikipedia.
intitle:"Directory of" site:it.wikipedia.org, per cercare una cartella di nome "Directory of" nel sito o una pagina che contiene nel testo le parole "Directory of".
Ricerca di una definizione [modifica]
Per cercare la definizione di un termine o il significato di un acronimo basta digitare nel campo di ricerca di Google "define: termine" dove "termine" indica la parola da cercare. Ad esempio "define: TCP" darà come risultato la definizione della sigla. I risultati di Google-define spesso sono di Wikipedia.
Ricerca dei link a un sito [modifica]
Digitando link:it.wikipedia.org (senza spazi e virgolette), si trovano tutti i siti che contengono un link all'indirizzo it.wikipedia.org o ai sottodomini, gli indirizzi come "it.wikipedia.org/Google", che contengono "it.wikipedia.org".
Conversione unità di misura e valute [modifica]
Digitando "1€ to USD" Google convertirà il valore di un euro in dollari americani. Funziona con tutte le valute e con le unità di misura di tutto il mondo.
Calcoli matematici e costanti [modifica]
Si può ottenere il risultato di un calcolo anche complicato digitandolo nel campo di ricerca utilizzando i comuni operatori matematici.
Esempi: 9*2, (5+6)/8, 2^16, sqr 81
Si possono anche introdurre le costanti matematiche e fisiche: c, e, G, h, k, pi, phi
Indicizzare una pagina web [modifica]
Occorre scrivere nella barra degli indirizzi http://www.google.it/addurl.html, e nella pagina aperta digitare l'URL della pagina web e le parole chiave. Se Google indicizza la pagina, essa comparirà fra i risultati.
Altre funzionalità particolari del motore di ricerca, anche in fase di beta testing, si trovano all'indirizzo http://labs.google.com/.
Curiosità [modifica]
Motore di Ricerca [modifica]
Così come scrivendo "pi" viene identificato il pi greco, inserendo answer to life, the universe and everything, ovvero la versione originale de La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto, il servizio calcolatrice[9] di Google riconoscerà la stringa come una costante matematica, e darà come risultato 42.[10]
Browser [modifica]
Nel menu opzioni di Google Chrome, il browser sviluppato da Google, è presente la stringa roba da smanettoni, che significa "roba da hacker", dato che hacker si traduce in "smanettone".
Bugs [modifica]
Il 31 gennaio 2009 Google ha vissuto il suo primo grave incidente a livello mondiale. Per circa un'ora tutti i siti risultati di qualsiasi ricerca (perfino il sito della stessa Google) presentavano la scritta Questo sito potrebbe arrecare danni al tuo computer; in caso di settaggi di sicurezza ordinariamente restrittivi sul computer dell'utente, poteva risultare impossibile o macchinoso seguire i link trovati. Dopo l'allarme lanciato da centinaia di blog e siti sul web, Google Inc. è intervenuta, prima rendendo noto che stava lavorando per riparare alcuni inconvenienti e poi risolvendo i guasti, specificando, qualche ora più tardi, che la causa è stato "un errore umano" di alcuni tecnici i quali avrebbero accidentalmente accluso il carattere "/" (che è presente in tutte le URL) fra gli elementi di riconoscimento dei siti contenenti malware.[11]
Il 25 giugno 2009, data della morte di Michael Jackson, il sito di Google è stato sospeso per circa 30 minuti, a causa dell'alto numero di accessi contemporanei sul suo nome.[12]
Logo [modifica]
Il logo di Google è stato disegnato da Ruth Kedar che ha usato come carattere il font Catull.
Cercando "ascii art" su Google, il logo del motore di ricerca assumerà lo stile Oldskool.
Il 21 maggio 2010 il logo di Google è stato cambiato con un logo raffigurante lo schema di gioco di Pac-Man con il quale era possibile giocare, in onore del trentesimo anno di vita del gioco.[13] Dato il successo, Google ha deciso di dedicare un'URL fissa al gioco.[14]
Digitando "mondiali 2010" durante il torneo in Sudafrica, in fondo alla pagina compariva il logo con i classici numeri di pagina della ricerca, con una differenza: non c'era scritto "google", bensì "goal", con tante "o" quante erano le pagine individuate.
Parodie e Imitazioni [modifica]
L'azienda americana Join the company ha creato una parodia del famoso motore di ricerca[15]: effettuando una ricerca, si viene automaticamente dirottati a caso tra le pagine dei risultati di Google. Al posto del tasto I'm feeling lucky ("mi sento fortunato") è stato posto il tasto I'm feeling unlucky ("mi sento sfortunato"). Cliccando sulle note legali, si legge che l'azienda che ha creato il sito parodia è un fan di Google, e che non potrebbe immaginare un motore di ricerca migliore. Tuttavia è in grado di studiarne uno peggiore.
È esistito un sito internet chiamato goggle.com, con un nome simile all'originale, che poteva ingannare gli utenti alle prime armi. Infatti se invece di digitare google.com, si digitava (per errore) goggle.com, si giungeva in un sito che distruggeva il PC, mediante l'installazione di devastanti virus.[16][17][18][19]In seguito, il sito è stato prima chiuso[20] e successivamente trasformato in un sito web commerciale.[21][22]
Google e il risparmio energetico [modifica]
Per ciascuna singola istanza di ricerca è stato calcolato, da Google stesso nel 2009, che viene emessa nell'atmosfera terrestre una quantità di CO2 pari a 7 grammi e viene impiegata/dissipata una energia equivalente a 1 kilojoule[23].
Intorno al 2001 lo United States Department of Energy spiegò in un articolo come, nei monitor a tubo catodico, fosse possibile risparmiare fino al 20% di energia elettrica utilizzando in prevalenza il nero o comunque colori scuri come sfondo.[24] Citando questo articolo, all'inizio del 2007 il blogger statunitense Mark Ontkush (che nella propria pagina personale si definisce green computing consultant, ossia consulente in informatica ecologica) pubblicò un articolo secondo il quale Google potrebbe far risparmiare al mondo un'enorme quantità di energia adottando uno sfondo nero al posto di quello bianco.[25]
Ispirata dal post di Ontkush, l'azienda australiana Heap Media creò Blackgoogle, un sito web che effettua ricerche appoggiandosi a Google, ma con sfondo nero.[26] In seguito nacquero altri front-end analoghi, tra i quali Gaatle, promosso da Lifegate,[27] The Dark Side of Google[28], Googlxe con funzionalità Extra [29], Neroogle e molti altri[30]
In molti hanno criticato sia l'articolo originale, sia il proliferare di front-end in nero: in particolare, il risparmio energetico effettivo sarebbe infatti inferiore rispetto a quanto dichiarato da Ontkush, inoltre il risparmio sarebbe nullo nei monitor a cristalli liquidi (lo studio del Department of Energy del 2001 si riferiva infatti solo ai tubi catodici), che tendono a essere sempre più diffusi e a soppiantare i tubi catodici.[30][31] Un test eseguito nel 2008 da Altroconsumo sui monitor LCD non ha rilevato differenze sostanziali tra una pagina bianca e una nera; anzi, in alcuni dei modelli presi in esame una schermata nera avrebbe addirittura comportato un consumo lievemente maggiore.[32]
Il 7 maggio 2010 Google ha subito dei considerevoli aggiornamenti riguardanti l'aspetto grafico e l'aggiunta di miglioramenti e nuove funzioni. Viene definito l'aggiornamento più importante nella storia di Google.[2]
Il 9 novembre 2010 Google ha reso disponibile la nuova funzione Instant Previews, che permette di visualizzare l'anteprima di ogni risultato direttamente dalla pagina di ricerca.[3]
Etimologia [modifica]
I due fondatori, Page e Brin, cercavano un nome che potesse rappresentare la capacità di organizzare l'immensa quantità di informazioni disponibili sul Web; avevano bisogno di un'iperbole.
Utilizzarono un nome già esistente: Googol, termine coniato dal nipote del matematico statunitense Edward Kasner nel 1938, per riferirsi al numero rappresentato da 1 seguito da 100 zeri. A Page e Brin sembrò perfetto come metafora della vastità del web. I due fondatori avevano intenzione di chiamare il neonato motore di ricerca proprio Googol, ma al momento di pubblicare il loro search engine questo dominio era già stato assegnato, perciò Page e Brin furono costretti ad optare per la parola Google (quella che tutti oggi conosciamo).
Il termine viene inoltre associato, con un gioco di parole, a goggles, binocolo in inglese, appunto perché il motore permette di esplorare la rete fino a "guardarla da vicino".
I server [modifica]
Questa voce o sezione sull'argomento informatica non cita alcuna fonte o le fonti presenti sono insufficienti.
Commento: ipotesi non suffragate da fonti, al limite della ricerca originale
Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.
Google non ha mai svelato il numero esatto delle sue macchine e il numero dei datacenters in uso, anche e specialmente per motivi di sicurezza; viene ritenuto che Google utilizzi almeno 35 datacenters noti, più altri non conosciuti e altri di terze parti. La maggior parte dei datacenters è negli States tra cui uno in South Carolina di 466 acri; altri 12 si trovano in Europa, tra cui 3 in Germania, 2 in Olanda, 1 in Belgio, Lituania e Svizzera, 1 a Mosca, Londra e Parigi e 1 a Milano (Italia); lo sviluppo maggiore è attualmente in Asia dove sono in allestimento alcuni grandi centri a Taiwan e in Malesia.
Google utilizza un parco macchine indirizzate da più di 500 IP che probabilmente puntano sulle singole unità di ricerca costituite ciascuna da centinaia o migliaia di macchine; plausibilmente possiede un numero complessivo di oltre 450.000 computers BSD e GNU/Linux, per processare dati, garantire contenuti, organizzare e gestire la propria rete, rispondere alle ricerche e catalogare il web.[senza fonte]
Grazie a questa enorme potenza di calcolo, Google è in grado di effettuare una ricerca su milioni di pagine Web in alcuni millisecondi, di indicizzare un elevato numero di contenuti ogni giorno, di fare molti mirror e istanze dello stesso processo informatico su più server.
Per quest'ultimo, il fatto che Google sia il sito più visitato del Web[4], e il numero contemporaneo di richieste che arrivano da più utenti, non rallentano l'efficienza di queste ricerche.
La catalogazione è fatta dal programma spider Googlebot, che richiede periodicamente nuove copie delle pagine web che conosce. I link in queste pagine vengono esaminati per scoprire nuove pagine e aggiungerle nel database.
Servizi di base [modifica]
Google è un motore di ricerca non semantico che effettua una ricerca delle parole chiave in modo indipendente dall'ordine con il quale sono digitate.
Per ogni risultato, propone un estratto del testo contenente le parole chiave cercate, il link al sito originale, il link a siti contenenti parole chiave simili, e la possibilità di consultare una copia del sito nella Webcache di Google, in modalità completa o solo testo, utile per chi ha una connessione Internet lenta, tranne nel caso in cui questa funzionalità è stata esclusa tramite appositi tag HTML nella pagina o opzioni dei formati proprietari (Adobe-pdf consente ad esempio di escludere la copia del documento nella cache dei motori di ricerca).
Dall'11 novembre 2010 è possibile visualizzare un'anteprima dei siti con il semplice passaggio del mouse.
Ottimizzazione [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Ottimizzazione dei motori di ricerca.
Da quando Google è diventato uno dei motori di ricerca più popolari, molti webmaster hanno cominciato a seguire e cercare di spiegare i cambiamenti nel posizionamento (rank) del loro sito.
Una nuova categoria professionale è nata per assistere i webmaster e le aziende nel migliorare la posizione dei loro siti nei risultati delle ricerche su Google, così come su altri motori di ricerca. Questi consulenti si occupano di un'attività chiamata "ottimizzazione per i motori di ricerca" (dall'acronimo statunitense SEO: Search Engine Optimization) che si propone di creare pagine e siti che rispettino le regole (i "gusti") dei motori di ricerca riuscendo a migliorare la propria posizione nei risultati delle ricerche.
Sul web si possono trovare discussioni su forum o siti che fanno riferimento a fenomeni come la Google dance. Si riferisce a un fenomeno, ora non più presente, che si verificava in un periodo di pochi giorni (circa ogni mese) in cui Google aggiornava il suo database e di conseguenza i risultati delle ricerche. Fra una dance e l'altra i risultati rimanevano inalterati. Il termine dance si riferiva al fatto che per alcuni giorni i risultati delle ricerche variavano continuamente prima di assestarsi. Nell'estate del 2003 Google ha cambiato le sue abitudini di catalogazione limitando gli effetti della "danza": ora i risultati delle ricerche variano in modo dinamico e continuativo senza nessuno stravolgimento periodico.
Una delle sfide più importanti di Google, ora che il motore è diventato popolare tra gli utenti del web, è impedire che soggetti spregiudicati riescano a forzare le debolezze dell'algoritmo per sovvertire i risultati delle ricerche a loro vantaggio. Molti consulenti di ottimizzazione scarsamente professionali hanno utilizzato tecniche artificiose e dannose per influire sul posizionamento dei siti di alcuni loro clienti. Google è riuscito a limitare molti di questi tentativi raffinando il proprio algoritmo per individuare i siti che realizzano abusi e limitarne la rilevanza nei risultati (o addirittura rimuovere questi siti dai suoi archivi). Un corretto posizionamento fra i risultati di Google può portare a ritorni economici elevati, soprattutto per i siti di e-commerce. La scelta di un consulente serio è spesso strategica per la sopravvivenza o il successo di un sito. Per questi motivi, Google ha pubblicato un insieme di linee guida per aiutare i proprietari di siti a capire come individuare i consulenti professionali e come evitare truffe e raggiri da parte di operatori scorretti.[5]
Controversie [modifica]
Google è stato criticato per via dei cookie a lungo termine che posiziona sul computer degli utenti; in ogni caso la maggior parte dei servizi di Google possono essere usati anche con i cookie disabilitati. Secondo Nicholas G. Carr, l'uso dei motori di ricerca come Google rende le persone meno intelligenti[6].
Un numero di organizzazioni hanno usato le leggi sul DMCA (Digital Millennium Copyright Act) per chiedere a Google di rimuovere link a materiale su altri siti sul quale esse rivendicavano diritti di copyright. Google risponde a queste richieste rimuovendo il link e includendone uno alla richiesta nei risultati della ricerca. Ci sono anche state critiche sul fatto che la cache di Google violi il copyright, in ogni caso il caching è una normale parte delle funzioni del web e il protocollo HTTP mette a disposizione meccanismi (che Google rispetta) per disabilitarlo.
Nel 2002 si diffuse la notizia[7] che in Cina l'accesso a Google era stato vietato (il governo ha il controllo della rete e può impedire il collegamento verso alcuni siti). Un sito mirror (in tutti i sensi, compreso il testo da sinistra verso destra; mirror letteralmente significa "specchio") chiamato "elgooG" si rivelò efficace nell'aggirare il divieto. Tempo dopo, il divieto cessò e fu detto che non era stato istituito per impedire le ricerche, ma l'accesso alla cache (che permetteva di aggirare altri divieti imposti dal governo). Esiste anche un mirror dinamico di Google che funziona come proxy server[8]. È interessante notare che un servizio di caching viene realizzato anche da Internet Archive, al quale però non fu vietato l'accesso.
Censura [modifica]
Questa voce o sezione sull'argomento informatica non cita alcuna fonte o le fonti presenti sono insufficienti.
Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.
Per approfondire, vedi la voce Google Cina.
Il servizio Google News cinese, di recente introduzione, sarebbe modellato sulle necessità di censura del paese orientale. Alcune news appartenenti a siti censurati dal governo di Pechino non verrebbero pubblicate accedendo al portale da una connessione cinese.
Il tutto è emerso grazie alle segnalazioni giunte da un volontario di DynaWeb (proxy che permette agli utenti cinesi un accesso anonimo in grado di svincolarsi dalla potente censura governativa): in base alla località delle ricerche i risultati restituiti sono differenti, e in particolare sembrano essere tagliate fuori particolari testate.
Con tanto di screenshot viene dunque dimostrato come testate quali http://www.epochtimes.com.au/ o http://www7.chinesenewsnet.com/ non sono rintracciabili tra i risultati quando la ricerca avviene all'interno del territorio cinese.
Secondo quanto riferito da P2Pnet.net, il sito che ha fatto emergere la storia, Google attribuisce a «una varietà di motivi» la scelta di negare il link ad alcune testate, e tra tali motivi viene citata la fattiva impraticabilità dell'accesso al sito da talune località.
Il primo portavoce delle accuse contro il "Matrix" cinese è Bill Xia, CEO del DIT (Dynamic Internet Technology, il gruppo del servizio DynaWeb), il quale spinge direttamente sulla matrice ideologica i motivi del tutto. L'ipotesi di Xia sembra confermata da alcuni documenti interni pubblicati dal San Francisco Chronicle secondo i quali l'attività nel paese orientale sarebbe vincolata da leggi che arrivano anche a prevedere appositi filtri web per siti dai contenuti illegali.
Ancor più allarmante della notizia di una possibile censura delle notizie, è l'abilitazione nei normali risultati di ricerca del Google cinese del filtro "Safesearch" in modo permanente. Tale filtro ha la funzione di proteggere i minori dal materiale pornografico presente sul web. Se si effettuano però alcune particolari ricerche sul Google cinese, si viene avvertiti che il filtro "SafeSearch" è attivo. La cosa singolare è che le voci in questione sono ad esempio "Dalai Lama", "Falun Gong", assieme alle parole "libertà", "democrazia" e simili.
Altrettanto impressionante la censura relativa al movimento spirituale pacifista "Falun Gong". Il Google occidentale non risparmia le immagini della durezza della repressione del governo cinese ai danni di questa setta che chiede diritti civili e libertà religiosa per il popolo cinese. Sempre come da esempio seguente, il Google orientale restituisce ben altri risultati, riportando siti e commenti alla setta perfettamente allineati alla propaganda di regime.
Versione italiana
Versione Pin Ying
Versione cinese
Dalle pesanti accuse mosse dall'opinione pubblica, Google si difende ribadendo che si tratta semplicemente di controllo di pornografia e materiale illegale. Questo è facilmente smentibile da una prova diretta, eppure Google non modifica le proprie dichiarazioni.
Nel marzo 2010, Google ha deciso di reindirizzare il traffico verso il proprio sito di Hong Kong, eludendo in questo modo la forte censura Cinese. Il sito http://www.google.com.hk/ permette di effettuare ricerche non filtrate dal "Great Firewall". Però la censura resta: dalla Cina è ancora impossibile effettuare ricerche scomode per il regime, come quelle sul Tibet.
Alcune opzioni di ricerca avanzata [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Comandi di Google.
Ricerca con "+" e "-", stringa esatta e carattere jolly [modifica]
Per cercare testi dove compaiono in sequenza (una subito dopo l'altra) due o più parole chiave occorre separarle col segno "+": es. l'istruzione "wikipedia+google" fa comparire le pagine in cui compare la parola wikipedia subito seguita da Google. Nelle posizioni più basse (con minore ranking) si trovano le pagine che risultano anche da una ricerca senza l'operatore "+" che non è esattamente l'operatore booleano "OR", in quanto oltre a cercare entrambi i termini nel testo, li cerca uno di seguito all'altro. Per cercare invece solo i risultati che contengono le due parole in sequenza si usano le virgolette ("), si scrive quindi la frase desiderata tra virgolette, e Google troverà solo i risultati che contengono l'intera frase.
In maniera complementare, l'operatore "-" esclude i testi che contengono una certa parola chiave, e funziona da filtro: es. "wikipedia -google" ricerca alcune pagine di Wikipedia, in ciascuna delle quali non compare la parola "google".
Se il testo è racchiuso fra doppie virgolette, Google ricerca le pagine Web che contengono esattamente la sequenza di caratteri digitata, senza altri spazi o caratteri intermedi. Esempio: "enciclopedia wikipedia" fornirà tutte le pagine che contengono di seguito le due parole digitate.
Il carattere jolly è il simbolo di asterisco. Esempio: "enciclopedia * wikipedia" fornirà tutte le pagine che contengono le due parole digitate di seguito e con un ulteriore stringa di caratteri intermedia.
Fornirà quindi anche "enciclopedia multilingue wikipedia", "enciclopedia, wikipedia", ma non "enciclopedia libera e multilingue wikipedia", che contiene più di un termine fra le due parole separate da asterisco.
Ricerca interna a un sito [modifica]
Per effettuare una ricerca di parole chiave all'interno di un sito occorre digitare l'istruzione:
site:nomesito.com spazio bianco e le parole chiave.
Un altro modo è scrivere nella barra degli indirizzi: www.google.it/custom?domain=www.nomesito. Compare una barra di Google con un'opzione selezionabile per la ricerca all'interno del sito richiesto. Altri comandi:
filetype:doc site:it.wikipedia.org, per cercare i documenti .doc nel sito Wikipedia.
intitle:"Directory of" site:it.wikipedia.org, per cercare una cartella di nome "Directory of" nel sito o una pagina che contiene nel testo le parole "Directory of".
Ricerca di una definizione [modifica]
Per cercare la definizione di un termine o il significato di un acronimo basta digitare nel campo di ricerca di Google "define: termine" dove "termine" indica la parola da cercare. Ad esempio "define: TCP" darà come risultato la definizione della sigla. I risultati di Google-define spesso sono di Wikipedia.
Ricerca dei link a un sito [modifica]
Digitando link:it.wikipedia.org (senza spazi e virgolette), si trovano tutti i siti che contengono un link all'indirizzo it.wikipedia.org o ai sottodomini, gli indirizzi come "it.wikipedia.org/Google", che contengono "it.wikipedia.org".
Conversione unità di misura e valute [modifica]
Digitando "1€ to USD" Google convertirà il valore di un euro in dollari americani. Funziona con tutte le valute e con le unità di misura di tutto il mondo.
Calcoli matematici e costanti [modifica]
Si può ottenere il risultato di un calcolo anche complicato digitandolo nel campo di ricerca utilizzando i comuni operatori matematici.
Esempi: 9*2, (5+6)/8, 2^16, sqr 81
Si possono anche introdurre le costanti matematiche e fisiche: c, e, G, h, k, pi, phi
Indicizzare una pagina web [modifica]
Occorre scrivere nella barra degli indirizzi http://www.google.it/addurl.html, e nella pagina aperta digitare l'URL della pagina web e le parole chiave. Se Google indicizza la pagina, essa comparirà fra i risultati.
Altre funzionalità particolari del motore di ricerca, anche in fase di beta testing, si trovano all'indirizzo http://labs.google.com/.
Curiosità [modifica]
Motore di Ricerca [modifica]
Così come scrivendo "pi" viene identificato il pi greco, inserendo answer to life, the universe and everything, ovvero la versione originale de La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto, il servizio calcolatrice[9] di Google riconoscerà la stringa come una costante matematica, e darà come risultato 42.[10]
Browser [modifica]
Nel menu opzioni di Google Chrome, il browser sviluppato da Google, è presente la stringa roba da smanettoni, che significa "roba da hacker", dato che hacker si traduce in "smanettone".
Bugs [modifica]
Il 31 gennaio 2009 Google ha vissuto il suo primo grave incidente a livello mondiale. Per circa un'ora tutti i siti risultati di qualsiasi ricerca (perfino il sito della stessa Google) presentavano la scritta Questo sito potrebbe arrecare danni al tuo computer; in caso di settaggi di sicurezza ordinariamente restrittivi sul computer dell'utente, poteva risultare impossibile o macchinoso seguire i link trovati. Dopo l'allarme lanciato da centinaia di blog e siti sul web, Google Inc. è intervenuta, prima rendendo noto che stava lavorando per riparare alcuni inconvenienti e poi risolvendo i guasti, specificando, qualche ora più tardi, che la causa è stato "un errore umano" di alcuni tecnici i quali avrebbero accidentalmente accluso il carattere "/" (che è presente in tutte le URL) fra gli elementi di riconoscimento dei siti contenenti malware.[11]
Il 25 giugno 2009, data della morte di Michael Jackson, il sito di Google è stato sospeso per circa 30 minuti, a causa dell'alto numero di accessi contemporanei sul suo nome.[12]
Logo [modifica]
Il logo di Google è stato disegnato da Ruth Kedar che ha usato come carattere il font Catull.
Cercando "ascii art" su Google, il logo del motore di ricerca assumerà lo stile Oldskool.
Il 21 maggio 2010 il logo di Google è stato cambiato con un logo raffigurante lo schema di gioco di Pac-Man con il quale era possibile giocare, in onore del trentesimo anno di vita del gioco.[13] Dato il successo, Google ha deciso di dedicare un'URL fissa al gioco.[14]
Digitando "mondiali 2010" durante il torneo in Sudafrica, in fondo alla pagina compariva il logo con i classici numeri di pagina della ricerca, con una differenza: non c'era scritto "google", bensì "goal", con tante "o" quante erano le pagine individuate.
Parodie e Imitazioni [modifica]
L'azienda americana Join the company ha creato una parodia del famoso motore di ricerca[15]: effettuando una ricerca, si viene automaticamente dirottati a caso tra le pagine dei risultati di Google. Al posto del tasto I'm feeling lucky ("mi sento fortunato") è stato posto il tasto I'm feeling unlucky ("mi sento sfortunato"). Cliccando sulle note legali, si legge che l'azienda che ha creato il sito parodia è un fan di Google, e che non potrebbe immaginare un motore di ricerca migliore. Tuttavia è in grado di studiarne uno peggiore.
È esistito un sito internet chiamato goggle.com, con un nome simile all'originale, che poteva ingannare gli utenti alle prime armi. Infatti se invece di digitare google.com, si digitava (per errore) goggle.com, si giungeva in un sito che distruggeva il PC, mediante l'installazione di devastanti virus.[16][17][18][19]In seguito, il sito è stato prima chiuso[20] e successivamente trasformato in un sito web commerciale.[21][22]
Google e il risparmio energetico [modifica]
Per ciascuna singola istanza di ricerca è stato calcolato, da Google stesso nel 2009, che viene emessa nell'atmosfera terrestre una quantità di CO2 pari a 7 grammi e viene impiegata/dissipata una energia equivalente a 1 kilojoule[23].
Intorno al 2001 lo United States Department of Energy spiegò in un articolo come, nei monitor a tubo catodico, fosse possibile risparmiare fino al 20% di energia elettrica utilizzando in prevalenza il nero o comunque colori scuri come sfondo.[24] Citando questo articolo, all'inizio del 2007 il blogger statunitense Mark Ontkush (che nella propria pagina personale si definisce green computing consultant, ossia consulente in informatica ecologica) pubblicò un articolo secondo il quale Google potrebbe far risparmiare al mondo un'enorme quantità di energia adottando uno sfondo nero al posto di quello bianco.[25]
Ispirata dal post di Ontkush, l'azienda australiana Heap Media creò Blackgoogle, un sito web che effettua ricerche appoggiandosi a Google, ma con sfondo nero.[26] In seguito nacquero altri front-end analoghi, tra i quali Gaatle, promosso da Lifegate,[27] The Dark Side of Google[28], Googlxe con funzionalità Extra [29], Neroogle e molti altri[30]
In molti hanno criticato sia l'articolo originale, sia il proliferare di front-end in nero: in particolare, il risparmio energetico effettivo sarebbe infatti inferiore rispetto a quanto dichiarato da Ontkush, inoltre il risparmio sarebbe nullo nei monitor a cristalli liquidi (lo studio del Department of Energy del 2001 si riferiva infatti solo ai tubi catodici), che tendono a essere sempre più diffusi e a soppiantare i tubi catodici.[30][31] Un test eseguito nel 2008 da Altroconsumo sui monitor LCD non ha rilevato differenze sostanziali tra una pagina bianca e una nera; anzi, in alcuni dei modelli presi in esame una schermata nera avrebbe addirittura comportato un consumo lievemente maggiore.[32]
Ricerche in HTTPS [modifica]
Logo della versione in HTTPS di Google
All’indirizzo https://www.google.com/ è possibile accedere alla versione beta del motore di ricerca protetto da SSL, protocollo di crittografia usato normalmente nelle applicazioni web che manipolano dati sensibili in trasferimento dal computer di chi le usa. La differenza con la versione normale di Google sta nella presenza nell’indirizzo di https a differenza del solito http, che indica appunto la presenza di una connessione protetta da SSL.[33]
Il progetto al momento non contempla l'utilizzo di implementazioni aperte di crittografia con analoghi livelli di sicurezza, come OpenSSL e una generale linea di Google, che di recente ha introdotto con VP8, il formato aperto .Ogg come nuova implementazione di Youtube.
Ancora in fase beta, lo scopo del progetto è quello di proteggere le ricerche effettuate sul web dai visitatori del motore, come già fatto precedentemente su Gmail. [34]
Il brevetto dell'homepage [modifica]
Dal 1 settembre 2009, dopo una richiesta da parte di Google inoltrata nel 2004, è stato accettato dall'United States Patent and Trademark Office un brevetto che mira a difendere il design minimalista della celebre pagina principale di Google. Il fatto in questione è senza precedenti, si tratta infatti del primo caso in assoluto in cui una pagina web o parte di essa viene protetta da un brevetto allo scopo di proteggerne la sua unicità.
International [modifica]
Google è disponibile in molte lingue ed è stato localizzato per molti paesi.[35]
Logo della versione in HTTPS di Google
All’indirizzo https://www.google.com/ è possibile accedere alla versione beta del motore di ricerca protetto da SSL, protocollo di crittografia usato normalmente nelle applicazioni web che manipolano dati sensibili in trasferimento dal computer di chi le usa. La differenza con la versione normale di Google sta nella presenza nell’indirizzo di https a differenza del solito http, che indica appunto la presenza di una connessione protetta da SSL.[33]
Il progetto al momento non contempla l'utilizzo di implementazioni aperte di crittografia con analoghi livelli di sicurezza, come OpenSSL e una generale linea di Google, che di recente ha introdotto con VP8, il formato aperto .Ogg come nuova implementazione di Youtube.
Ancora in fase beta, lo scopo del progetto è quello di proteggere le ricerche effettuate sul web dai visitatori del motore, come già fatto precedentemente su Gmail. [34]
Il brevetto dell'homepage [modifica]
Dal 1 settembre 2009, dopo una richiesta da parte di Google inoltrata nel 2004, è stato accettato dall'United States Patent and Trademark Office un brevetto che mira a difendere il design minimalista della celebre pagina principale di Google. Il fatto in questione è senza precedenti, si tratta infatti del primo caso in assoluto in cui una pagina web o parte di essa viene protetta da un brevetto allo scopo di proteggerne la sua unicità.
International [modifica]
Google è disponibile in molte lingue ed è stato localizzato per molti paesi.[35]
Lingue [modifica]
Afrikaans
Akan
Albanese
Amarico
Arabo
Armeno
Azero
Basco
Bielorusso
Bengalese
Bihar
Bosniaco
Bretone
Bulgaro
Cambogiano (Khmer)
Catalano
Cinese semplificato
Cinese tradizionale
Corso
Croato
Ceco
Danese
Tedesco
Inglese (Regno Unito)
Inglese (Stati Uniti)
Esperanto
Estone
Faroese
Filippino
Finlandese
Francese
Frisone occidentale
Gallico
Georgiano
Germanico
Greco
Guaranì
Gujarati
Hausa
Creole Haitiana
Hawaiano
Ebraico
Hindi
Ungherese
Islandese
Igbo
Indonesiano
Interlingua
Irlandese
Italiano
Giapponese
Giavanese
Kannada
Kazako
Kinyarwanda
Coreano
Curdo
Kirghizo
Lao
Latino
Lettone
Lingala
Lituano
Luganda
Luo
Macedone
Malgascio
Malese
Malayalam
Maltese
Māori
Marathi
Creolo mauriziano
Moldavo (Romania)
Mongolo
Montenegrino
Nepalese
Norvegese
Norvegese (Nynorsk)
Occitano
Oriya
Oromo
Pashto
Persiano
Polacco
Portoghese (Brasile)
Portoghese (Portogallo)
Punjabi
Quechua
Rumeno
Romancio
Runyakitara
Russo
Gaelico Scozzese
Serbo
Serbo-Croato
Sesotho
Setswana
Shona
Sindhi
Singalese
Slovacco
Sloveno
Somalo
Spagnolo
Sundanese
Swahili
Svedese
Tagico
Tamil
Tataro
Telugu
Thai
Tigrino
Tongano
Turco
Turkmeno
Twi
Uiguro
Ucraino
Urdu
Uzbeko
Vietnamita
Gallese
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Afrikaans
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Albanese
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Cinese semplificato
Cinese tradizionale
Corso
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Danese
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Inglese (Regno Unito)
Inglese (Stati Uniti)
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Giavanese
Kannada
Kazako
Kinyarwanda
Coreano
Curdo
Kirghizo
Lao
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Lettone
Lingala
Lituano
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Luo
Macedone
Malgascio
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Malayalam
Maltese
Māori
Marathi
Creolo mauriziano
Moldavo (Romania)
Mongolo
Montenegrino
Nepalese
Norvegese
Norvegese (Nynorsk)
Occitano
Oriya
Oromo
Pashto
Persiano
Polacco
Portoghese (Brasile)
Portoghese (Portogallo)
Punjabi
Quechua
Rumeno
Romancio
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Russo
Gaelico Scozzese
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Serbo-Croato
Sesotho
Setswana
Shona
Sindhi
Singalese
Slovacco
Sloveno
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Spagnolo
Sundanese
Swahili
Svedese
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Tamil
Tataro
Telugu
Thai
Tigrino
Tongano
Turco
Turkmeno
Twi
Uiguro
Ucraino
Urdu
Uzbeko
Vietnamita
Gallese
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
L'interfaccia è anche stata resa disponibile in alcune lingue per motivi umoristici:
Elmer Fudd
Hacker
Klingon
Pig Latin
Bork, bork, bork!
Pirate
Note [modifica]
^ http://dbpubs.stanford.edu:8090/pub/1998-8
^ http://blog.tsw.it/search-marketing/anche-google-italia-ha-una-nuova-interfaccia-grafica_0005763.html
^ http://blog.tsw.it/search-marketing/instant-previews-di-google-prime-impressioni_0007492.html
^ http://alexa.com/topsites
^ http://www.google.it/intl/it/webmasters/seo.html
^ http://www.mentecritica.net/google-ci-rende-davvero-stupidi/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/didychan/4525/
^ http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/01_Gennaio/25/google.shtml
^ http://www.zensur.freerk.com/google/
^ Descrizione della funzione "Calcolatrice".
^ I risultati di Google per la domanda fondamentale
^ Google si ferma per un "errore umano"
^ http://www.cwi.it/notizia/18297/2009-06-26/La-morte-di-Michael-Jackson-manda-in-tilt-Google.html
^ «Buon compleanno Pac-Man, firmato Google.», Punto Informatico, 21 maggio 2010. URL consultato in data 24 maggio 2010.
^ http://www.google.it/pacman/
^ http://unluckytime.com/
^ http://www.youtube.com/watch?v=R8Ep0seKlN8&translated=1
^ http://www.youtube.com/watch?v=6LDf7QTsib4&feature=related
^ http://www.youtube.com/watch?v=kjUBbXdF3Uk&feature=related
^ http://www.youtube.com/watch?v=9BbRw6Z6_Eo
^ http://www.youtube.com/watch?v=44q9zIIYSrE
^ http://www.youtube.com/watch?v=Fj4ZRJkrjI4&feature=related
^ http://www.youtube.com/watch?v=3wxhl6oXWd4&feature=related
^ http://googleblog.blogspot.com/2009/01/powering-google-search.html
^ DOA Energy Star. Monitor Energy Information in Internet Archive. 2001. URL consultato il 01-08-2008.
^ Mark Ontkush. Black Google Would Save 750 Megawatt-hours a Year in ecoIron. 20 gennaio 2007. URL consultato il 01-08-2008.
^ Blackle Italia
^ Gaatle
^ The Dark Side of Google
^ Googlxe Italia
^ a b Mark Ontkush. Facts and Fallacies on Black Google in ecoIron. 27 luglio 2007. URL consultato il 01-08-2008.
^ Paolo Attivissimo. Schermate scure per risparmiare energia? in Il Disinformatico. 24 luglio 2007. URL consultato il 01-08-2008.
^ Di circa 2 watt: «il maggior consumo (...) è dovuto alla chiusura dei transistor che regolano i pixel». Tratto da: Siti in abito scuro: schermo nero non riduce i consumi, in Hi-Test N.5, Milano, Altroconsumo Edizioni, gennaio 2008, p.6
^ Download Blog. Google mette le ricerche in HTTPS sotto SSL. 22/05/2010. URL consultato il 22/05/2010.
^ GMail HTTPS Definitivo
^ Language Tools
Bibliografia [modifica]
Alessandro Melazzini, «Google, ma le notizie non sono un algoritmo», La Stampa, 14 agosto 2003
John Battelle. Google e gli altri. Come hanno trasformato la nostra cultura e riscritto le regole del business. Milano, Raffaello Cortina Editore, 2006. ISBN 88-6030-039-8.
Ippolita. Luci e ombre di Google. Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore (collana Nuova Serie Feltrinelli), 2007. (testo integrale in formato PDF disponibile sotto licenza Creative Commons) ISBN 978-88-07-71027-8
D. Vise e M. Malseed. Google Story. (in inglese) Egea.
Google Hacks. Tips & Tools for Smarter Searching. 2a ed. (in inglese) O'Reilly & Associates.
Gnassi B.; Noury R., "La rete che cattura. Il ruolo di Yahoo!, Microsoft e Google nelle violazioni dei diritti umani in Cina", EGA 2007.
Elmar Burchia. Google, il logo per un giorno senza «l», Corriere della Sera, 15 febbraio 2007 (testo dell'articolo)
Lavinia Hanay Raja "Come ti aggiro Google in 4 mosse" [1] Corriere della sera, 24 agosto 2008
Gruppo di ricerca Ippolita [2] Motore in Panne [3], Left-Avvenimenti, 12 settembre 2008
De Robbio La gestione dei diritti nelle digitalizzazioni di massa. Un'analisi alla luce del caso Google Book Search «Bibliotime», anno XII, numero 2 (luglio 2009)
Vincenzo Letta, «In Google we trust. Storia, vizi e virtu' di un motore di ricerca nordamericano», Tesi in Filosofia, Università di Pisa, con una intervista a Marco Pancini, European Policy Counsel di Google
Voci correlate [modifica]
Google Inc.
Google Friend Connect
Google Palimpsest
Google Voice
Google Cina
Logo Google
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Google
Wikinotizie contiene notizie di attualità su Google
Collegamenti esterni [modifica]
Sito ufficiale in lingua italiana
Leet style
I Laboratori Google - Tecnologie sperimentali
Portale Google
Portale Telematica
Portale Web
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Google"
Categoria: Google [altre]
Categorie nascoste: Voci mancanti di fonti - informatica Voci mancanti di fonti - ottobre 2010 Voci con affermazioni senza fonte Voci non neutrali - informatica Voci non neutrali - luglio 2010 Voci mancanti di fonti - luglio 2010
Elmer Fudd
Hacker
Klingon
Pig Latin
Bork, bork, bork!
Pirate
Note [modifica]
^ http://dbpubs.stanford.edu:8090/pub/1998-8
^ http://blog.tsw.it/search-marketing/anche-google-italia-ha-una-nuova-interfaccia-grafica_0005763.html
^ http://blog.tsw.it/search-marketing/instant-previews-di-google-prime-impressioni_0007492.html
^ http://alexa.com/topsites
^ http://www.google.it/intl/it/webmasters/seo.html
^ http://www.mentecritica.net/google-ci-rende-davvero-stupidi/meccanica-delle-cose/il-futuro-e-nei-giovani/didychan/4525/
^ http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/01_Gennaio/25/google.shtml
^ http://www.zensur.freerk.com/google/
^ Descrizione della funzione "Calcolatrice".
^ I risultati di Google per la domanda fondamentale
^ Google si ferma per un "errore umano"
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^ GMail HTTPS Definitivo
^ Language Tools
Bibliografia [modifica]
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John Battelle. Google e gli altri. Come hanno trasformato la nostra cultura e riscritto le regole del business. Milano, Raffaello Cortina Editore, 2006. ISBN 88-6030-039-8.
Ippolita. Luci e ombre di Google. Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore (collana Nuova Serie Feltrinelli), 2007. (testo integrale in formato PDF disponibile sotto licenza Creative Commons) ISBN 978-88-07-71027-8
D. Vise e M. Malseed. Google Story. (in inglese) Egea.
Google Hacks. Tips & Tools for Smarter Searching. 2a ed. (in inglese) O'Reilly & Associates.
Gnassi B.; Noury R., "La rete che cattura. Il ruolo di Yahoo!, Microsoft e Google nelle violazioni dei diritti umani in Cina", EGA 2007.
Elmar Burchia. Google, il logo per un giorno senza «l», Corriere della Sera, 15 febbraio 2007 (testo dell'articolo)
Lavinia Hanay Raja "Come ti aggiro Google in 4 mosse" [1] Corriere della sera, 24 agosto 2008
Gruppo di ricerca Ippolita [2] Motore in Panne [3], Left-Avvenimenti, 12 settembre 2008
De Robbio La gestione dei diritti nelle digitalizzazioni di massa. Un'analisi alla luce del caso Google Book Search «Bibliotime», anno XII, numero 2 (luglio 2009)
Vincenzo Letta, «In Google we trust. Storia, vizi e virtu' di un motore di ricerca nordamericano», Tesi in Filosofia, Università di Pisa, con una intervista a Marco Pancini, European Policy Counsel di Google
Voci correlate [modifica]
Google Inc.
Google Friend Connect
Google Palimpsest
Google Voice
Google Cina
Logo Google
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
Sito ufficiale in lingua italiana
Leet style
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Portale Google
Portale Telematica
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Categoria: Google [altre]
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