Pietro Berti

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lunedì 28 marzo 2011

Tiscali



Tiscali è una società di telecomunicazioni italiana.


Indice[nascondi] 1 Storia 1.1 Gestione Soru 1998-2004 1.2 Gestione Ruud Huisman 2004-2005 1.3 Gestione Tommaso Pompei 2006-2008 1.3.1 Piano industriale 2008-2012 1.3.2 Aumento di capitale 2008: 150 milioni di euro 1.4 Gestione Mario Rosso 2008-2009 1.5 Gestione Renato Soru 2009-in carica 1.5.1 Aumento di capitale 2009: 180 milioni di euro 1.5.2 Piano industriale 2009-2013 1.5.3 2010 2 Nuova sede e sua vendita 3 Clienti 4 Informazioni societarie 4.1 Numero di dipendenti 4.2 Indebitamento netto 4.3 Capitale sociale 4.4 Valore delle azioni 4.5 Dividendi 4.6 Azionisti 4.7 Consiglio di amministrazione 5 Prodotti 6 Note 7 Voci correlate 8 Collegamenti esterni Storia[modifica] Gestione Soru 1998-2004[modifica] Tiscali è stata fondata nel gennaio 1998 a Cagliari da Renato Soru, in seguito alla deregolamentazione del mercato telefonico italiano. L'azienda deve il suo nome all'omonimo monte sardo, in cui sono presenti i resti di un villaggio nuragico di 2000 anni fa. Dal marzo 1999 Tiscali ha offerto l'accesso gratuito a Internet, denominato Tiscali Free Net[1], spingendo da quel momento tutti i provider italiani ad abrogare l'abbonamento fisso di circa 200mila Lire l'anno, contribuendo quindi alla diffusione di massa in Italia della rete Internet. Nel 1999, l'azienda venne quotata sulla borsa italiana; dal 2001 fino al 2003 le azioni erano negoziabili anche sulla borsa francese. Tiscali è stata la prima in Italia a lanciare il servizio di preselezione dell'operatore, e a offrire le telefonate gratuite via internet, grazie al software "Voispring", poi diventato "NetPhone", anche in questo caso non si trattava comunque di chiamate veramente gratuite in quanto il cliente poteva usufruire di questi servizi solo attraverso una connessione a Tiscali grazie alla quale Tiscali riceveva da Telecom Italia una cifra molto vicina a quella spesa per effettuare le cosiddette chiamate "gratuite" ai numeri fissi italiani. Durante la "Bolla Internet" dell'anno 2000 le quotazioni di Tiscali in borsa salirono in modo vertiginoso e permisero alla società di effettuare numerose acquisizioni "contro carta", offrendo cioè azioni della ditta per acquistare gli asset delle imprese acquisite. Dal 1999 al 2003 Tiscali acquistò numerose aziende europee: le operazioni più grandi furono le acquisizioni di Liberty Surf in Francia e di World Online in Olanda. La strategia era quella di costituire un "provider pan-europeo" in modo da diventare un'alternativa continentale alle ex aziende di comunicazioni statali. Gestione Ruud Huisman 2004-2005[modifica] Il 12-13 giugno 2004 si tengono le elezioni per la scelta del governatore della Regione Sardegna e Renato Soru viene eletto. Il 23 settembre 2004 presenta le dimissioni come presidente e come amministratore delegato di Tiscali e sceglie il manager olandese Ruud Huisman come nuovo amministratore delegato (ad dal 13 maggio 2004). Questo evento ha segnato uno spartiacque nella strategia aziendale, che cambiò radicalmente: Tiscali ha venduto quasi tutte le sue controllate estere per focalizzarsi solo sui mercati in cui è molto forte come base-clienti per poter competere con le maggiori società di quei mercati. L'azienda si è focalizzata quindi solo in Italia e Gran Bretagna. Gestione Tommaso Pompei 2006-2008[modifica] L'11 gennaio 2006 Tommaso Pompei è nominato a.d. di Tiscali. Nel 2007 sono tornate le acquisizioni con l'acquisto dell'operatore britannico Pipex (Tiscali diviene così il quarto provider internet del Regno Unito) e Homechoice che le permette di entrare nel mercato della IPTV. Tiscali disponeva di una rete proprietaria in fibra ottica paneuropea (ovvero che attraversa molti nodi del continente europeo) e di una rete di accesso che copre numerose centrali telefoniche (ULL). Piano industriale 2008-2012[modifica] Nel novembre 2007 Pompei ha presentato il piano industriale 2008-2012. Aumento di capitale 2008: 150 milioni di euro[modifica] Nel gennaio 2008, Tiscali avvia un aumento di capitale. L’aumento di capitale, deliberato dal Consiglio di Amministrazione prevede l’emissione di 149.792.880 azioni ordinarie del valore nominale di 0,50 euro ciascuna e godimento regolare da offrire in opzione agli azionisti, in ragione di 6 nuove azioni ordinarie ogni 17 azioni possedute, al prezzo di 1 euro ciascuna, per un controvalore complessivo di Euro 149.792.880. La ricapitalizzazione avrà effetto da lunedì 14 gennaio fino al 25 gennaio 2008. Il capitale sociale di Tiscali passa da 466.752.605 azioni ordinarie a 616.545.485 azioni ordinarie. Gestione Mario Rosso 2008-2009[modifica] Nel febbraio 2008 Tommaso Pompei (pur rimanendo in azienda) dà le dimissioni e passa il timone al nuovo amministratore delegato Mario Rosso. Il 6 marzo 2009 un comunicato di Tiscali riguardo alla situazione debitoria crea un forte ribasso delle azioni ma martedì 10 marzo, raggiunto l'accordo con gli istituti di credito, il titolo Tiscali recupera la perdita della seduta precedente. Il 19 marzo 2009 Renato Soru (dopo la sconfitta alle elezioni regionali) rientra nel consiglio d'amministrazione dell'azienda da lui fondata. Il 23 marzo 2009 Tiscali lancia Tiscali Mobile. L'8 maggio 2009 viene annunciata la vendita di Tiscali UK (che produceva il 69% dei ricavi del gruppo Tiscali), Tiscali praticamente è un isp solo italiano. Tiscali annuncia un nuovo aumento di capitale di 210 milioni di euro. Gestione Renato Soru 2009-in carica[modifica] MILANO, 13 MAG - Un comunicato Tiscali afferma: "Mario Rosso si è dimesso da presidente e amministratore delegato di Tiscali Italia e il suo posto verrà preso da Renato Soru." In realtà Mario Rosso rimarrà presidente temporaneamente e amministratore delegato e Soru entrerà nel CdA di Tiscali. Nell'agosto 2009 Tiscali è entrata nella black list (aziende che devono fornire al mercato un'informazione con cadenza mensile sulla propria situazione aziendale e finanziaria) della Consob. Il 14 settembre 2009 è avvenuto il raggruppamento delle azioni 10:1; il capitale sociale passa da 616.545.485 azioni ordinarie di Tiscali S.p.A. in 61.654.548 nuove azioni ordinarie. Aumento di capitale 2009: 180 milioni di euro[modifica] Nell'ottobre 2009 Tiscali avvia un aumento di capitale da circa 180 milioni di euro. Ogni 22 azioni possedute, si avrà la possibilità di acquistare 643 nuove azioni al prezzo di 0,1 Euro l'una; ad ogni nuova azione, inoltre, è abbinato un warrant (denominato “warrant Tiscali SpA 2009/2014”), che darà diritto di sottoscrivere una nuova azione Tiscali ogni 20 warrant esercitati, a un prezzo di 0,8 euro per ogni azione. Dopo l'aumento di capitale, il capitale sociale sarà composto da 1.861.473.919 azioni. Soru convertirà 30,8 milioni di crediti (da parte di Andalas) in capitale, e scenderà dal 20 al 17,7%. L'11 febbraio 2010, la capitalizzazione di Tiscali è di circa 290 milioni di euro. Piano industriale 2009-2013[modifica] Il 12 ottobre 2009 Tiscali ha presentato il piano industriale 2009-2013[2]. I principali obbiettivi sono: ricavi 2009 per circa 300 milioni di euro, ricavi 2013 pari circa a 370 milioni di euro reddito operativo lordo rettificato (EBITDA rettificato) 2009 pari a circa 70 milioni di euro, nel 2013 pari a circa 90 milioni di euro circa 600 mila clienti broadband e voce nel 2009 con una previsione di raggiungere nel 2013 circa un milione di clienti, comprensivi di circa 200 mila clienti MVNO free cash flow operativo (prima degli oneri finanziari e delle imposte) con un assorbimento di cassa previsto pari a circa 11 milioni di euro nel 2009 e una generazione di cassa prevista pari a circa 40 milioni di euro nel 2013 risultato economico netto previsto per il 2013 pari a circa 16 milioni di euro e posizione finanziaria netta stimata al 2013 pari a circa 180 milioni di euro investimenti 2009-2013 pari a circa 150 milioni di euro 2010[modifica] Il 2010 doveva essere un anno di risanamento e di rilancio per Tiscali invece è stato un anno difficilissimo. Le azioni Tiscali hanno chiuso a circa 8 centesimi l'una e, con una perdita del 51,68%, si sono rivelate tra le peggiori azioni della borsa italiana. Negli ultimi mesi del 2010 Tiscali ha ricevuto dei solleciti di pagamento[3] e, con l'indebitamento netto superiore ai 200 milioni di euro, lasciano presagire rischi per la continuità aziendale. Nuova sede e sua vendita[modifica] Nel 2003 Tiscali trasferì la sua sede a Campus Tiscali a "Sa Illetta" a Cagliari. Nel febbraio 2007 è stata concretizzata dalla controllata Tiscali Italia Spa, la vendita, con contestuale locazione finanziaria di ritorno, per l'importo di 60 milioni di euro al netto delle imposte, della sede cagliaritana nella località 'Sa Illetta' denominata "Tiscali Campus".[4] Clienti[modifica] Al 31 dicembre 2010[5] Tiscali registra: 709.000 clienti di rete fissa Informazioni societarie[modifica] Numero di dipendenti[modifica] Il numero dei dipendenti al 31 dicembre 2009 è di 800 Indebitamento netto[modifica] A seguito dell'aumento di capitale 2009, l'indebitamento netto è passato da 419,3 milioni di euro (30 settembre 2009) a 264,21 (31 ottobre 2009).[6][7] Al 31 dicembre 2009 la posizione finanziaria netta è negativa per 211,2 milioni di euro. Capitale sociale[modifica] Il capitale sociale di Tiscali è composto da 1.861.492.032 azioni ordinarie (aggiornato al 5 novembre 2010) Valore delle azioni[modifica] Tiscali è entrata in borsa nell'ottobre 1999, al prezzo di 46 euro per azione. A marzo 2000 fu segnato il picco di 1197 euro per un'azione. Nell'aprile 2000 c'è stato uno stock split 10:1 (il possessore di 1 azione si è trovato con 10 nuove azioni)[8]. Il 14 settembre 2009 è avvenuto il raggruppamento 10:1 (annullando lo stock split del 2000). Il primo dicembre 2005 hanno raggiunto il massimo (degli ultimi 5 anni) a 1,723 euro. Il 18 gennaio 2011 le azioni hanno raggiunto il minimo storico di 0,0705 euro per azione (per una capitalizzazione totale di 131,23 milioni di euro). Dividendi[modifica] Fino ad oggi, le azioni Tiscali non hanno mai distribuito dividendi. Azionisti[modifica] Gli azionisti attuali di Tiscali sono: Renato Soru (17,788%) Ignis asset management limited (4,886%%) Norges Bank (2,100%) aggiornamento al 3 marzo 2011 Consiglio di amministrazione[modifica] Attualmente il CdA è composto da: Renato Soru - presidente e amministratore delegato Gabriele Racugno - consigliere Luca Scano - consigliere Franco Grimaldi - consigliere indipendente Victor Uckmar - consigliere indipendente Prodotti[modifica] Banda larga, sia flat che a consumo. Sia gli utenti raggiunti dalla rete proprietaria Tiscali tramite ULL che in wholesale non pagano il canone Telecom Italia. VOIP (conversazioni telefoniche tramite internet) Telefonia mobile, Tiscali, nel luglio 2007, ha raggiunto un accordo con Telecom Italia per diventare operatore mobile virtuale e il 23 marzo 2009 ha lanciato Tiscali Mobile. Portale web: Tiscali.it è un portale italiano, presente anche in Gran Bretagna, in Germania e in Repubblica Ceca. VAS (Servizi a Valore Aggiunto): vendita musica online o abbonamento mensile con ascolto illimitato di un milione circa di brani musicali, ecc. Business (Servizi per le Aziende): connettività ADSL e HDSL, hosting, VoIP e telefonia dedicate alle aziende. IPTV, dall'11 dicembre 2007 al 31 dicembre 2008[9] Tiscali ha offerto in Italia Tiscali TV. In Gran Bretagna un servizio simile (Homechoice) è nato nel marzo 2007 ed è attualmente ancora attivo. Note[modifica] ^ In Rete senza abbonamento Si paga solo la telefonata ^ [1] ^ [2] ^ http://www.aduc.it/notizia/tiscali+vende+sede+cagliari+incassa+60+milioni+euro_88161.php ^ [3] ^ [4] ^ [5] ^ [http://archiviostorico.corriere.it/2000/aprile/22/Tiscali_martedi_via_frazionamento_soci_co_0_000422914.shtml[ ^ DVB24 - Tiscali chiude la sua offerta di IPTV Voci correlate[modifica] Tiscali Mobile Tiscali TV Campus Tiscali Collegamenti esterni[modifica] Il sito ufficiale di Tiscali Breve storia di Tiscali


estratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Tiscali_(azienda)

giovedì 17 marzo 2011

Wind: passa ai russi, ok a fusione Sawiris-Vimpelcom

Wind: passa ai russi, ok a fusione Sawiris-Vimpelcom
Nasce sesto gruppo tlc al mondo, da italiani un terzo dei ricavi (ANSA) - ROMA, 17 MAR - Wind passa in mano russa. Il contestato e sofferto progetto di fusione tra Vimpelcom e la Wind Telecom (ex Weather Investiments) di Naguib Sawiris ha infatti ottenuto il definitivo via libera dell'assemblea degli azionisti del gruppo russo, che ha votato l'aumento di capitale necessario a dar vita al nuovo colosso globale delle tlc, il sesto al mondo con oltre 170 milioni di clienti. Sawiris portera' con se' in dote oltre il 51% di Orascom e il 100% della societa' italiana, che cambiera' cosi' padrone per la terza volta in 13 anni, dopo Enel e il 'faraone' egiziano. L'ok e' arrivato con una percentuale del 53,3% dei diritti di voto. Ad esprimersi a favore e' stata infatti una parte degli azionisti di minoranza, ma anche la russa Altimo, uno dei fondatori di Vimpelcom, braccio operativo nelle tlc del gruppo Alfa del miliardario russo Mikhail Fridman, che, da sempre schierata per l'operazione, ha fatto sentire tutto il suo peso. L'ennesimo no e' invece arrivato dall'altro socio fondatore, la norvegese Telenor, che non ha mai nascosto la sua contrarieta', dovuta innanzitutto alla diluizione dei diritti di voto che subira' nel post-fusione. Grazie alla mega-fusione, il nuovo gruppo avra' 174 milioni di clienti dal Mediterraneo ai Paesi ex-sovietici. Ad oggi si calcolano ricavi netti pro-forma pari a 21,3 miliardi di dollari, con attivita' operative in 20 paesi in Europa, Asia, Africa e Nord America. Wind portera' con se' un debito di 8,3 miliardi di euro, ma anche circa un terzo dei ricavi complessivi della nuova societa' ed oltre 23 milioni di clienti. 17 Mar 16:58 Notizie Ansa estratto da: http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/ansa/dettaglio.html?newsId=270459

Tlc: azionisti Vimpelcom approvano fusione con Wind Finanzaonline.com - 17.3.11/11:59Al via M&A nel settore delle telecomunicazioni. Oggi gli azionisti Vimpelcom hanno detto sì al progetto di fusione con Wind, dopo mesi di trattative. L'unione tra le due scoietà genererà sinergie per 2,5 miliardi di dollari e creerà il quinto operatore mondiale della telefonia con oltre 173 milioni di sottoscrittori nel mobile. Fino all'ultimo, Telenor, azionista norvegese di Vimpelcom, si era opposto al matrimonio. L'operazione, soggetta ad approvazione da parte delle autorità, dovrebbe concludersi nel primo semestre del 2011.
estratto da: http://www.finanzaonline.com/notizie/news.php?id=%257B359D3168-8751-4213-8A9C-586758A42E53%257D&folsession=5f2fcd700c47da4f1c543374bfd4e05e

Ecco il quinto operatore mobile mondiale e Wind diventa russa
Il consiglio di amministrazione Vimpelcom russa ha annunciato un cambiamento strutturale dell’azienda: una fusione con Wind Telecom entro giugno 2011. Questo affare porta con sé cifre da capogiro:
”Il via libera alla fusione da parte dei nostri azionisti – secondo il presidente e A. D. di Vimpelcom, Alexander Izosimov – porterà alla creazione di un nuovo operatore globale di telecomunicazioni con oltre 173 milioni di clienti mobili e in grado di coprire una popolazione di 838 milioni di persone e potrà contare su sinergie stimate intorno a 2,5 miliardi di dollari“. Più della metà del gruppo azionario ha votato a favore dell’accordo.
Se la Roma calcio sarà degli americani, si favorirà uno sponsor russo? Le magie della finanza superano persino le diffidenze ataviche!
estratto da: http://www.favoloso.org/ecco-il-quinto-operatore-mobile-mondiale-e-wind-diventa-russa-12709

Wind Telecomunicazioni S.p.A., comunemente conosciuta come Wind, è un'azienda italiana di telecomunicazioni che offre in Italia servizi di telefonia fissa, di telefonia cellulare, Internet e di televisione via cavo (in tecnologia IPTV). Per numero di abbonati è in Italia il terzo operatore di telefonia cellulare (18,3% del mercato) dopo TIM e Vodafone e il secondo di telefonia fissa dopo Telecom Italia.
Nella telefonia fissa e nell'accesso ad Internet a banda larga opera con i marchi Infostrada (privati e piccole aziende) e Wind (medie e grandi aziende), nella telefonia mobile con il marchio Wind e nell'accesso narrowband ad Internet con il marchio Libero. Inizialmente ha operato con il marchio Wind nella telefonia fissa anche con i privati e con il marchio InWind nell'accesso narrowband ad Internet. Libero è anche il portale web di Wind Telecomunicazioni, uno dei dieci siti web italiani più visitati.
Indice[nascondi]
1 Storia
2 Azionariato
3 Servizi mobili
4 Copertura (in Italia)
5 Clienti
6 Slogan pubblicitari
7 Le tariffe Wind ricaricabili dal 1997
8 Polemiche
9 Note
10 Voci correlate
11 Collegamenti esterni
Storia[modifica]
Wind Telecomunicazioni nasce alla fine del 1997 grazie all'investimento di Enel, France Télécom e Deutsche Telekom. Già nel dicembre 1998 con l’avvio dei servizi di telefonia fissa per le aziende conquista il suo primo record: è la più veloce start-up del mercato europeo delle telecomunicazioni. Nel 1999 sono attivi anche i servizi di telefonia mobile, i servizi Internet e il portale InWind. Viene inoltre acquisita la società ITnet, secondo provider italiano. Wind Telecomunicazioni supera i due milioni di clienti.
La copertura di tutto il territorio nazionale per i servizi di telefonia fissa viene completata a dicembre 2000 e la convergenza tra mobile ed internet viene rafforzata dal lancio dei servizi Wap. Nello stesso anno Wind Telecomunicazioni acquisisce, prima società telefonica in Italia e tra le prime in Europa, la certificazione ISO 14001 del Sistema di Gestione Ambientale.
Il 2001 segna una svolta nel mercato delle telecomunicazioni: Wind Telecomunicazioni lancia la propria offerta di Unbundling Local Loop (ULL), mettendo così fine al monopolio della telefonia fissa in Italia. Wind Telecomunicazioni conclude inoltre l’intesa con l’operatore elettrico ellenico PPC per l’ingresso di un nuovo operatore nel mercato di fonia fissa in Grecia, diventando l’azionista di maggioranza di Tellas.
È un anno decisivo, che vede il raggiungimento di altri tre obiettivi strategici: l’assegnazione della licenza per i servizi mobili di terza generazione (UMTS), il lancio dei servizi GPRS e l’acquisizione di Infostrada da parte di Enel, azionista di maggioranza. A seguito della fusione per incorporazione, che diventerà operativa nel 2002, i clienti totali del gruppo Wind diventano quasi 24 milioni, grazie anche all'acquisizione del parco clienti di Blu, smembrata dai suoi azionisti dopo che essi ebbero acquisito il controllo di TIM e dato che la legge impedisce di possedere due gestori mobili.
A metà del 2002, periodo in cui nasce il portale Libero (dall’unione di Inwind, Libero e Italia On Line), Wind Telecomunicazioni raggiunge un altro primato con l’offerta di ADSL a consumo, e poi ancora con l’avvio della tecnologia MMS. Il 2002 si conclude con l’acquisizione di alcuni asset di Blu; il ramo d’azienda trasferito comprende anche la base clienti, il call center di Palermo e alcune infrastrutture tecnologiche.
Nel luglio del 2003 Wind Telecomunicazioni è tutta italiana: Enel ne diventa l’unico azionista acquistando il restante 26,6% da France Télécom. Il primo semestre si chiude con il raggiungimento di 30 milioni di clienti tra telefonia fissa, mobile e internet. L’accordo tra WIND e l’operatore giapponese NTT DoCoMo, siglato prima dell’estate, dà il via nel novembre 2003 al lancio dei servizi i-mode, di cui avrà l'esclusiva in Italia.Inoltre, sempre nel 2003, Wind Telecomunicazioni insieme ad alcuni operatori mobili europei dà vita alla Starmap Mobile Alliance, un accordo di roaming internazionale simile a FreeMove.
Nel 2004 Wind Telecomunicazioni acquisisce Delta S.p.A., system integrator con una forte presenza nel mercato italiano, che offre soluzioni e servizi avanzati nell’ambito dell’Information e Communication Technology. Ad ottobre dello stesso anno viene lanciato il servizio UMTS, inizialmente disponibile solo in alcune città, e successivamente esteso a tutti i capoluoghi di provincia.
Nel 2005 il gruppo Enel cede la quota di maggioranza di Wind Telecomunicazioni al magnate egiziano Naguib Sawiris, già proprietario della Orascom, che starebbe attuando un grosso piano di investimenti per trasformare Wind Telecomunicazioni in un polo centrale delle telecomunicazioni nel Mar Mediterraneo.Al momento, i principali obiettivi di Naguib Sawiris sono:
Network Parity: notevoli investimenti per garantire una copertura e una qualità comparabile con Vodafone e TIM;
focalizzazione sui servizi dati/voce ADSL al fine di garantire adeguata redditività ai servizi di accesso Unbundling ULL;
creazione di un "hub internazionale" per il traffico tra l'Europa, l'Asia e l'Africa che permetta di definire un nuovo operatore di riferimento, specialmente per la crescente "multi-etnicità".
Nel 2006 Wind Telecomunicazioni completa l'opera di riorganizzazione del top management sostituendo l'amministratore delegato Tommaso Pompei con Paolo Dal Pino; secondo Naguib Sawiris il neo nominato si sarebbe distinto soprattutto per l'ampia visione strategica e la grande esperienza e conoscenza del mondo delle telecomunicazioni, sebbene nell'ultimo periodo ciò sarebbe smentito dai sempre più numerosi clienti che contestano a Wind di applicare politiche non customer-oriented.Uno degli ultimi casi che ha visto Wind Telecomunicazioni al centro di proteste, sollevate in particolare delle associazioni dei consumatori, risale all'entrata in vigore del decreto Bersani e in particolare al taglio dei costi di ricarica per le schede prepagate. Wind, non intenzionata a rispettare il decreto, ha dovuto fare marcia indietro, minacciata dal ritiro della licenza di operatore di telefonia da parte del Garante delle Comunicazioni. Ulteriore passo falso di Wind Telecomunicazioni fu la rimodulazione delle tariffe (a sfavore del cliente) che di fatto ignorarono per l'ennesima volta l'appena partorito "Decreto Bersani" oltre che il "Codice delle comunicazioni e il codice del consumo" - e anche la fiducia dei clienti.
Inoltre il 12 gennaio 2007 Wind Telecomunicazioni ha esternalizzato 275 lavoratori, cedendoli ad Omnia Service, società del gruppo Omnia Network. Tale cessione avviene secondo i lavoratori colpiti in modo poco trasparente, suscitando un conflitto sindacale[3]. Nel 2010 i lavoratori esternalizzati sono tutti in cassa integrazione.[senza fonte]
Il 21 giugno 2007 la società annuncia le dimissioni di Paolo Dal Pino. Dal 1º luglio 2007 Luigi Gubitosi, già responsabile finanziario della società, diventerà l'amministratore delegato del gruppo.
Il 5 ottobre 2007 la società ha annunciato un accordo con la piattaforma SKY Italia al fine di diffondere i canali di questa tramite Internet con una piattaforma IPTV[4].
Il 26 novembre 2007 Wind Telecomunicazioni e Auchan annunciano la partnership per la fornitura di servizi mobili a marchio Auchan. L'accordo segna il debutto nel mercato degli operatori mobili virtuali (MVNO) di Wind e della società di grande distribuzione. L'offerta ai clienti Auchan è disponibile dal primo semestre del 2008.
Il 28 febbraio 2008 l'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti, e il magnate egiziano delle telecomunicazioni Naguib Sawiris sono indagati per corruzione nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Roma sulla cessione della società telefonica Wind Telecomunicazioni. Nella medesima inchiesta è indagato anche Alessandro Benedetti, mediatore della trattativa che portò nell'estate del 2005 Wind Telecomunicazioni da Enel alla compagnia egiziana Orascom. Una mediazione per la quale Benedetti aveva ricevuto un compenso di 97 milioni di euro. Wind Telecomunicazioni passò al gruppo Orascom di Sawiris per 12,5 miliardi di euro. Per Conti l'operazione è avvenuta «alla luce del sole» e «sottoposta a tutti i controlli interni ed esterni».
L'ipotesi della procura però è che, per acquisire Wind Telecomunicazioni da Enel, la società di Sawiris avrebbe pagato tangenti, parte delle quali sarebbero finite nella disponibilità di Conti e altre persone.
Il nucleo valutario della Guardia di Finanza di Roma ha eseguito perquisizioni con acquisizione di documenti nelle sedi delle società coinvolte a Milano e Roma e negli uffici di Conti, nonché a Londra in una abitazione di Alessandro Benedetti e in altri luoghi. Nella capitale britannica la Guardia di Finanza è stata coadiuvata dagli agenti del Serious fraude office, il nucleo britannico di repressione delle frodi. Secondo quanto accertato dagli investigatori si indaga su movimentazioni di 90 milioni di euro.
Il 4 ottobre 2010 Weather Investments (ora Wind Telecom S.p.A., controllata da Naguib Sawiris) e il gruppo russo VimpelCom annunciano con un comunicato[5] la loro fusione, a seguito della quale, VimpelCom assumerebbe il controllo del 51,7% di Orascom Telecom Holding S.A.E. e del 100% di WIND Telecomunicazioni S.p.A. In base a quanto previsto in un primo accordo, gli attuali azionisti di Wind Telecom riceverebbero in cambio il 20,0% dei diritti patrimoniali ed il 18,5% dei diritti di voto nel nuovo gruppo VimpelCom e due membri nel consiglio di amministrazione. Contestualmente all'operazione, sarebbe inoltre previsto uno scorporo di alcune attività facenti capo a Wind Italia, come il portale Internet ‘Libero’, la controllata Wind International Services (operante nella fornitura di servizi wholesale) e le operazioni relative ad un cavo sottomarino posato tra Italia e Grecia, il cui destino sarebbe stato stabilito in seguito. Tuttavia nel mese di dicembre 2010, gli azionisti Telenor si oppongono al programma di fusione, nonostante la restante maggioranza del board VimpelCom si dichiari favorevole. Il gruppo decide pertanto di prendere una decisione che rispetti i voleri di tutti gli azionisti: gli organi di stampa diffondono una notizia secondo cui VimpelCom rivede il progetto di fusione, di fatto escludendo Sawiris ed il suo team dai membri del consiglio di amministrazione del futuro gruppo, di conseguenza Wind Telecom non avrebbe più diritto ad insediare i suoi due membri inizialmente previsti. L'accordo risulta dunque in fase di discussione.
Azionariato[modifica]
Wind Telecomunicazioni è controllata al 100% da Wind Acquisition Holdings Finance S.p.A. Tale società è controllata a sua volta, al 100%, da Wind Telecom S.p.A. (ex Weather Investments S.p.A), posseduta da Weather Investment II S.a.r.l. Quest'ultima, Weather II, per il 60,4% è controllata da Os Holding, finanziaria delle Isole Cayman, la cui proprietà è di Os Trust, per conto di Onsi Sawiris, padre di Naguib. Il 31,4% è di April Holding, altra finanziaria delle Isole Cayman, la cui proprietà è di February Trust, per conto di Nassef Sawiris, il fratello di Naguib. Il restante 8,2% è di Cylo Investments, Isole Vergini Britanniche, di proprietà di Naguib Sawiris[6][7].
Servizi mobili[modifica]
Attualmente Wind offre il servizio di telefonia mobile sulle frequenze GSM 900, GSM 1800 ed E-GSM 900, il servizio dati GPRS, EDGE e UMTS.
L'HSDPA fino 14,4 Mbit/s è attivo in buona parte del territorio italiano ed è in continua espansione.
Copertura (in Italia)[modifica]
Dati aggiornati al 30 Settembre 2010:
copertura GSM pari a 99,7% della popolazione con 12.200 stazioni radio base GSM/GPRS;
copertura UMTS pari a 75,2% della popolazione con 6.495 Node B per la rete UMTS;
440 accordi di Roaming internazionale;
copertura in accesso diretto (ULL e Virtual ULL) pari al 53% della popolazione;
20.000 km di backbone in fibra ottica;
4.252 km di anelli urbani (MAN).
Clienti[modifica]
Al 31 dicembre 2010[8].:
20 milioni nella telefonia mobile con una quota di mercato del 22%
2,91 milioni di linee fisse di cui 2,1 milioni in accesso diretto (ULL)
Oltre 30 milioni di utenti registrati al portale Libero.it
Slogan pubblicitari[modifica]
Fra gli slogan utilizzati figurano:
« Ti conviene rispondere »
« Doppio regalo doppia contentezza! »
« Quanto ci piace chiacchierare! »
« Comunicare in un soffio »
« Più vicini »
Le tariffe Wind ricaricabili dal 1997[modifica]
24Ore
24Ore Light
Autoricarica
Best Wind
BeWind
BeWind new
Casa e Wind
Dove
Easy Wind
Gold
Libero Mobile
Ovunque
Quando
Sempre
Sempre Light
Sempre Light Wind
Solo Wind
Wind Senza Scatto New
Wind 10
Wind 5
Wind Free
Wind Senza Scatto
Wind 5 New
Wind 4
Wind 12
Super Senza Scatto
Wind 9
Polemiche[modifica]
Nei confronti di Wind sono sorte numerose polemiche in seguito alla rimodulazione, subita da numerosi clienti, dei vecchi piani tariffari giustificata dall'azienda come conseguente all'abolizione dei costi di ricarica introdotta nell'ambito delle liberalizzazioni volute dal ministro Bersani. A partire dal 1º maggio 2007, a tutti gli utenti Wind con piano tariffario Wind10 (piano non più attivabile dal 5 marzo) viene applicato il nuovo piano Wind12 (attivabile in sostituzione di Wind10), che prevede un costo al minuto maggiore.
La modifica in questione è consentita dalle norme e dai contratti in vigore purché siano rispettati determinati accorgimenti (come la segnalazione del diritto di recesso). Wind non avrebbe inoltre rispettato alcune regole del codice del consumo per quanto riguarda la comunicazione del cambio ai propri clienti.[9]
Poco dopo, il piano Sempre Light (24,8 €cent/min con uno sconto del 50% dopo il terzo minuto) è stato sostituito forzatamente da Senza Scatto New (24 €cent/min, senza sconti). I clienti sono stati avvertiti ad aprile che dal 15 maggio sarebbe entrata in vigore la nuova tariffa attraverso un SMS non riportante le tariffe, che invitava a chiamare il numero dell'assistenza per altre informazioni. Dall'11 giugno 2007, dopo altre polemiche, questo piano è stato sostituito da Super Senza Scatto (17 €cent/min), ma in questo caso il passaggio non è automatico, ma richiede il pagamento di 7 € ed è incompatibile con alcune opzioni aggiuntive non più attivabili[10]. Successivamente, Wind nell'agosto 2007 lancia la nuova tariffa Wind9, tariffa più conveniente di Wind12 e di Wind10 (soltanto per le le telefonate oltre i 2 minuti, in quanto vi è uno scatto alla risposta di 16 centesimi ed un addebito a scatti anticipati ogni trenta secondi), attivabile tuttavia solo dai nuovi clienti e proposta in edizione limitata a soli 500.000 nuovi numeri telefonici. La tariffa Wind9 è nuovamente disponibile dal settembre 2009 solo per nuovi clienti.
Numerosi dubbi sono stai inoltre sollevati circa la regolarità dell'acquisizione di Wind da parte di Orascom Telecom portando all'indagine per corruzione ad danni di Naguib Sawiris e Benedetti[11][12][13].
Note[modifica]
^ a b Bilancio consolidato al 31/12/2008, pagina 6
^ Windgroup - Wind in cifre
^ Omnia quota i precari in borsa
^ Wind offrirà Sky via internet. hardware Upgrade, 5-10-2007. URL consultato il 5-10-2007.
^ VimpelCom e Wind Telecom darebbero vita ad un nuovo operatore globale. URL consultato il 04-10-2010.
^ Il Sole 24 Ore
^ Report 13.5.07
^ [1]
^ Telefonia mobile. Cambio di piano tariffario illegittimo
^ WindWorld - Dettagli delle novità in partenza dal 11 giugno 2007
^ [http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/corruzione-wind/corruzione-wind/corruzione-wind.html Vendita di Wind, Sawiris e Conti indagati per corruzione
^ [http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/corruzione-wind/tangente-americani/tangente-americani.html Una tangente da 97 milioni di euro per eliminare gli americani
^ [http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-29649c8b-2b3b-41f8-b07b-a188c880da7e.html Inchiesta di Report circa l'acquisizione di Wind
Voci correlate[modifica]
Infostrada TV
Fibra per l'Italia
Collegamenti esterni[modifica]
Il sito ufficiale Wind
Il sito ufficiale di Infostrada
(EN) Il sito ufficiale di Wind in Canada
(EL, EN) Il sito ufficiale di Wind Hellas (ex TIM Hellas)




estratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Wind_Telecomunicazioni

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