Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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venerdì 21 gennaio 2011

Unione Italiana del Lavoro (UIL)

L'Unione Italiana del Lavoro (UIL) è una delle principali confederazioni sindacali italiani.
Da non confondere con il sindacato omonimo che esistette dal 1918 al 1925, con il quale non vi è alcun legame di continuità se non nel nome.
Indice[nascondi]
1 Storia
1.1 Prodromi, la CGIL unitaria
1.2 Origini, le scissioni dalla CGIL
1.3 Nascita della FIL
1.4 Nascita della UIL
1.5 "Unità sindacale"
2 Congressi Nazionali
3 Segretari Nazionali
4 Federazioni di Categoria
5 Associazioni collegate
6 Note
7 Voci correlate
8 Altri progetti
9 Collegamenti esterni
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Storia [modifica]
La nascita della UIL è avvenuta per tappe, ed è frutto sia delle scissioni generate dalla CGIL unitaria, sia dei rimescolamenti politici in seno ai partiti politici italiani nel primo dopoguerra repubblicano, in particolare nell’area socialista.
Prodromi, la CGIL unitaria [modifica]
Il 3 giugno 1944, con l’Italia ancora in guerra, Giuseppe Di Vittorio per il PCI, Achille Grandi per la DC ed Emilio Canevari (in sostituzione di Bruno Buozzi ucciso dai nazisti) per il PSI firmano il Patto di Roma. In seguito a tale patto si costituì la CGIL unitaria. Essa si prefiggeva di dare rilievo all'unità di tutti i lavoratori italiani indipendentemente dalle opinioni politiche e dalle credenze religiose e fu il frutto della politica di cooperazione tra i partiti antifascisti del CNL. Le tre correnti, comunista, socialista e cattolica convivevano sotto lo stesso tetto in nome dell’unione di tutti i lavoratori e della lotta antifascista.
Origini, le scissioni dalla CGIL [modifica]
Il 18 aprile 1948 US la lista che aggregava il socialdemocratici e i socialisti riformisti ottenne il 7,07% alla camera dei deputati e il 3,62% al senato in unione col PRI entrando con due ministri nel V governo De Gasperi. Invece il PCI e il PSI andarono per la prima volta, nella storia repubblicana, all’opposizione. Contemporaneamente la CGIL stava rafforzando i suoi rapporti con il PCI, fino a giungere a proclamare uno sciopero generale contro il V governo De Gasperi in seguito al ferimento del 14 luglio 1948 del segretario del PCI Palmiro Togliatti. Per questo motivo, il 15 settembre 1948 un gruppo di sindacalisti d’ispirazione cattolica affiancati dalle ACLI, repubblicana e socialdemocratica, si staccarono dalla CGIL e fondarono la CISL, chiamata in un primo momento Libera CGIL (LCIGL). In CGIL rimasero solo la corrente comunista socialista e l'area laica riformista.
L’area laica e riformista costituita da repubblicani, socialdemocratici e chi si riconosceva nei socialisti autonomisti di Giuseppe Romita, rimase invece ancora all’interno della CGIL, ma non per molto. Gli scioperi politici della CGIL contro l'adesione dell'Italia al blocco occidentale, e gli eventi di Molinella del 17 maggio 1949 spinsero l'area laica repubblicana e socialdemocratica a dar vita alla FIL .
Nascita della FIL [modifica]
Il 4 giugno 1949, nell’aula magna del liceo Visconti di Roma, repubblicani e socialdemocratici fondarono la Federazione Italiana dei Lavoratori (FIL). Nell'estate del 1949 uscirono dalla CGIL anche i socialisti autonomisti guidati da Italo Viglianesi, così come uscirono dal PSI guidati da Romita fondando nel dicembre 1949 il PSU. Ma il loro ingresso nella FIL fu ostacolato, poiché nel frattempo andava maturando nei vertici, sotto pressione americana, il progetto di fusione della FIL con i cattolici della LCGIL. Gli americani sia a livello di ambasciata che di AFL preferivano avere un unico forte sindacato moderato da opporre alla CGIL. Durante il suo primo ed ultimo congresso a Napoli dal 29 gennaio al 5 febbraio 1950, la FIL giunse a deliberare la fusione con la LCIGL tanto gradita agli americani, ma la decisione fu subito contestata sia nella sua legittimità formale (in quanto decisione autoritaria calata dall’alto) sia nel merito. Le posizioni erano chiare. Il PRI già alla fine del 1949 aveva invitato i membri repubblicani della FIL a respingere ogni proposta di fusione con altri sindacati. Nello stesso periodo il PSU appena nato, aveva approvato una mozione rivolta a promuovere la costituzione di una organizzazione sindacale indipendente ed Italo Viglianesi, socialista autonomista, aveva promosso la creazione dei GASU (Gruppi d'azione sindacale unitaria). In pratica solo i vertici della FIL andarono a rinforzare le fila della LCIGL (che dal 30 aprile 1950 assunse il nome di CISL), mentre i quadri intermedi e la base si mossero per dar vita ad un nuovo sindacato laico ed indipendente dalla politica. Il 5 febbraio 1950, con la fine del congresso, la FIL cessò di esistere.
Nascita della UIL [modifica]
Il 5 marzo 1950 alla Casa dell’Aviatore a Roma 253 delegati parteciparono al convegno costitutivo dell’Unione Italiana del Lavoro (UIL), a forte carattere socialdemocratico e riformista. La proposta del nome fu avanzata da Arturo Chiari del PSU e si rifaceva alla UIdL prefascista. Tra i principali protagonisti di quel giorno possiamo annoverare Italo Viglianesi, Enzo Dalla Chiesa e Renato Bulleri del PSU, Raffaele Vanni e Amedeo Sommovigo del PRI, sindacalisti del PSLI, numerosi indipendenti e personaggi autorevoli come il partigiano ed ex Presidente del Consiglio Ferruccio Parri. Presidente dell’assemblea fu il senatore Luigi Carmagnola.[2] Nella dichiarazione programmatica approvata vennero indicati i “cinque pilastri” fondanti della UIL:
indipendenza dai partiti, dai governi e dalle confessioni religiose.
valorizzazione dell'autonomia delle federazioni di categoria.
adozione del metodo democratico con partecipazione attiva dei lavoratori.
unità d'azione con le altre due organizzazioni confederali CGIl e CISL.
intervento su tutti i problemi di politica sociale ed economica ogni volta che siano in gioco le sorti della classe lavoratrice.
A seguito di una mozione dei delegati meridionali, anche l’impegno per il Mezzogiorno venne incluso nella dichiarazione.
Da notare che i primi tempi furono particolarmente difficili, poiché l'atto di ribellione alla politica americana di fusione nella LCIGL costò a lungo alla UIL scarsi appoggi politici e scarsissimi mezzi. Nonostante le difficoltà dei primi anni la UIL si affermò tra i lavoratori italiani, sia dei comparti privati che di quelli pubblici, superando i 400.000 iscritti già alle fine del 1950.[3]
A partire dal 1 gennaio 1952 la UIL entrò a far parte dell'Internazionale sindacale ICFTU confluita nel 2006 nella CSI. Dal 1973 la UIL è membro della Confederazione Europea dei Sindacati (CEI). Il 6 dicembre 1953, si celebrò il primo vero congresso della UIL, il secondo nella numerazione ufficiale visto che si tiene conto del convegno costitutivo di Roma del 1950.
"Unità sindacale" [modifica]
Fra la fine degli anni sessanta e gli anni Ottanta CGIL, CISL e UIL riescono faticosamente a riconquistare la tanto desiderata "unità sindacale", con l'impegno da parte delle tre associazioni dei lavoratori di agire in modo quanto più possibile autonomo dai partiti politici.
L'unità dei sindacati però non resse negli anni ottanta e la prima occasione per rendere evidente il processo di riallontanamento fu dato dal "Decreto Legge di San Valentino" - promulgato da Bettino Craxi - che sanciva la modifica della scala mobile. Il PCI a quel punto si fa promotore di un referendum popolare per abrogare la legge. Già "in privato" i tre sindacati avevano mostrato diversità di vedute nei confronti del D.L. sulla scala mobile ed esse di lì a poco diverranno di dominio pubblico. Nel momento in cui infatti le forze governative guidate da Craxi (DC, PSI, PSDI, PRI, PLI) lanciano una massiccia offensiva a difesa della riforma, il PCI guidato da Enrico Berlinguer convoca tutte le forze contrarie alla riforma.
In questo modo CISL e UIL, guidate rispettivamente da Pierre Carniti e Giorgio Benvenuto, si schierano distintamente della CGIL e chiedono al segretario sindacale Luciano Lama di creare un'unica forza dei lavoratori di sinistra certamente dalla parte del governo, mentre il maggiore sindacato italiano sta quasi tutto sul fronte opposto (al suo interno si distingue però la corrente socialista guidata da Ottaviano del Turco).
In seguito allo sfaldamento dei partiti tradizionali però, la UIL perse il solido riferimento politico che aveva nel PSDI (ma anche nel PRI e nelle componenti moderate del PSI) e cercò di acquisire una sostanziale autonomia dalla politica. Oggi la UIL conta numerosi iscritti tra le file del Partito Socialista e nei settori socialisti e riformisti del Partito Democratico.
Nel 2009, secondo i dati del tesseramento, risultavano iscritti alla UIL 1.287.545 lavoratori attivi e 866.606 pensionati ed affiliati per un totale di 2.174.151 iscritti.[1]
Congressi Nazionali [modifica]
La numerazione dei congressi parte direttamente dal II Congresso Nazionale del 1953, in quanto viene considerato come I congresso il convegno costitutivo della UIL a Roma il 5 marzo 1950. [4]
II Congresso Nazionale - Roma, 6-8 dicembre 1953. Slogan: "Pace, Libertà, Lavoro"
III Congresso Nazionale - Firenze, 9-12 febbraio 1958. Slogan: "Nuovi strumenti di lotta, più ampie prospettive per la classe operaia".
IV Congresso Nazionale - Montecatini, 29 febbraio - 4 marzo 1964. Slogan: "La programmazione rafforza l'azione sindacale e ne garantisce l'efficacia democratica".
V Congresso Nazionale - Chianciano, 27-31 ottobre 1969. Slogan: "Un sindacato forte per una società giusta".
VI Congresso Nazionale - Rimini, 21-25 marzo 1973. Slogan: "L'unità della UIL per l'unità di tutti i lavoratori".
VII Congresso Nazionale - Bologna, 29 giugno-3 luglio 1977. Slogan: "Partecipare per cambiare".
VIII Congresso Nazionale - Roma, 10-15 giugno 1981. Slogan: "Dall'antagonismo al protagonismo".
IX Congresso Nazionale - Firenze, 26-30 novembre 1985. Slogan: "Volgersi al nuovo".
X Congresso Nazionale - Venezia, 23-28 ottobre 1989. Slogan: "Far funzionare l'Italia".
XI Congresso Nazionale - Roma, 3-8 maggio 1993. Slogan: "I diritti del lavoro, il lavoro per lo sviluppo".
XII Congresso Nazionale - Bologna, 4-8 febbraio 1998. Slogan: "... più sindacato".
XIII Congresso Nazionale - Torino, 3-6 marzo 2002. Slogan: "Più valore al lavoro".
XIV Congresso Nazionale - Roma, 25-28 giugno 2006. Slogan: "Il lavoro vera ricchezza del paese".
XV Congresso Nazionale - Roma, 2-4 marzo 2010. Slogan: "Il domani riformista".
Segretari Nazionali [modifica]
1953-1969
Italo Viglianesi
1969-1971
Lino Ravecca, Ruggero Ravenna e Raffaele Vanni
1971-1976
Raffaele Vanni
1976-1992
Giorgio Benvenuto
1992-2000
Pietro Larizza
2000-
Luigi Angeletti
Federazioni di Categoria [modifica]
Federazione Nazionale Edili Affini e Legno (FeNEAL)
UIL Agroalimentare (UILA)
UIL Credito Esattorie e Assicurazioni (UILCA)
UIL Chimica Energia e Manifatturiero (UILCEM)
UIL Comunicazione (UIL COMUNICAZIONE)
UIL Federazione Poteri Locali (UIL FPL)
UIL Metalmeccanici (UILM)
Unione Italiana Mezzadri e Coltivatori Diretti (UIMEC)
UIL Organi Costituzionali (UIL OO.CC.)
UIL Pensionati
UIL Pubblica Amministrazione (UILPA)
UIL Postelegrafonici (UIL POST)
UILSCUOLA (UIL SCUOLA)
UIL Tessili, Abbigliamento e Calzaturieri (UILTA)
UIL Turismo Commercio e Servizi (UILTuCS)
UIL Unione Nazionale Scrittori e Artisti (UILUNSA)
UIL Comunicazione (UILCom)
Associazioni collegate [modifica]
Nel corso degli anni la UIL ha dato vita ad associazioni, società o cooperative che si occupano di particolari settori:
Associazione per i Diritti degli Anziani (ADA)
Associazione per la Difesa e l'Orientamento dei Consumatori (ADOC)
Associazione Nazionale Cooperazione Sociale (ANCS)
Centro Assistenza Fiscale UIL (CAF)
Ente NazionaleFormazione e Addestramento Professionale (ENFAP)
Federazione Italiana Tempo Libero (FITEL)
Istituto Tutela ed Assistenza Lavoratori (ITAL)
Istituto Studi Sindacali (ISS)
LABORFIN Assicurazioni e piani di assistenza sanitari
PROGETTO SUD Istituto per la cooperazione e lo sviluppo
Unione Italiani nel Mondo (UIM)
Unione Nazionale Inquilini Ambiente e Territorio (UNIAT)
Note [modifica]
^ a b Cfr iscritti nel sito UIL.it
^ Cfr. storia nel sito UIL.it
^ Cfr. ancora storia nel sito UIL.it
^ Cfr congressi nel sito UIL.it
Voci correlate [modifica]
Movimento operaio
CGIL
CISL
UGL
Altri progetti [modifica]
Articolo su Wikinotizie: A Mirafiori contestati duramente i segretari di CGIL e UIL 7 dicembre
Collegamenti esterni [modifica]
Sito ufficiale
Registrazioni audiovideo integrali della UIL sul sito di Radio Radicale
Portale Lavoro: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di lavoro
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Italiana_del_Lavoro_(attuale)"

lunedì 27 aprile 2009

LE PREOCCUPAZIONI DEL SINDACATO UIL IN MERITO ALLA CESSIONE DELL’ELICOTTERO QUADRICANALE AB212 DELLA POLIZIA AL CAPOLUOGO LOMBARDO


LE PREOCCUPAZIONI DEL SINDACATO UIL IN MERITO ALLA CESSIONE DELL’ELICOTTERO QUADRICANALE AB212 DELLA POLIZIA AL CAPOLUOGO LOMBARDO (di notte la Polizia non può più volare)


In una lettera al Prefetto Angelo Tranfaglia dal Segretario della UIL PS Francesco Pantano, il Segretario con grande preoccupazione lamenta che Bologna ha ceduto a Milano (che tra l’altro ne era già in possesso) l’unico suo elicottero quadricanale della Polizia classificato come AB212, che come peculiarità aveva l’abilitazione al volo strumentale notturno ed, inoltre, era dotato di verricello per il duplice soccorso in condizione di grossa difficoltà in montagna ed in mare. Cosa gravissima che il terzo reparto volo e quindi con esso l’intera Regione Emilia Romagna sia rimasto senza questo preziosissimo elicottero che è andato, così, ad aggiungersi agli altri 3 in dotazione a Milano. Il segretario provinciale UIL Pantano si è rivolto a Piazza Roosevelt seriamente preoccupato e sinceramente amareggiato e cita di non riuscire a comprendere le scelte del dipartimento, aggiungendo che con l’applicazione di questo piano il reparto volo di Bologna esce penalizzato in maniera molto forte. Dopo che l’AB212 è stato trasferito a Milano tutti gli elicotteristi bolognesi che appositamente erano stati addestrati in maniera altamente qualificata al volo strumentale, sono rimasti senza il mezzo con il quale sarebbero dovuti intervenire in caso di calamità e di ordine pubblico. La Regione Emilia Romagna ha subìto con questa mossa un vero e proprio deficit in termini di sicurezza, infatti il soccorso in alta montagna per il quale era iniziata, già da tempo, una costruttiva collaborazione con il soccorso alpino, il controllo di grandi manifestazioni, l’ausilio in situazione di ordine pubblico durante le partite di calcio, non potrà più contare sull’ausilio dell’elicottero quadricanale e quindi le Forze dell’Ordine si troveranno ad avere a che fare con un piano di riordino del Viminale che non ha tenuto conto delle reali esigenze della Regione Emilia Romagna e che è Regione crocevia delle maggiori infrastrutture ferroviarie e stradali del Paese. Alla luce di tutto quanto sopra esposto, mi auguro che i lettori siano consapevoli della gravità che questo atto avrà nei confronti della nostra regione e della nostra città in particolare. Necessario, quindi, agire il prima possibile per fare in modo che questo atto che priva letteralmente Bologna di uno strumento fondamentale venga riveduto e si ritorni quanto prima alla situazione precedente.

lunedì 6 aprile 2009

PROSEGUE LO SPAZIO AI LETTORI

PROSEGUE LO SPAZIO AI LETTORI

Questo è il testo del messaggio inviatomi da un lettore anonimo (che ha utilizzato il nickname GIGICAMILLA ) alle h. 03,03 del 6.04.2009 sul post-blog QUESTO SI’ CHE E’ RINNOVAMENTO! http://blog.libero.it/pietroberti/6840757.html :
Riesco a stento a capire la cromofobia inutile di un articolo che non solo resta ben al di fuori di qualsiasi concezione anche lontanamente politica, ma esprime con l'acrimonia la totale ignoranza sulle dinamiche sindacali. Noto con piacere che il lavaggio del cervello colpisce chi in realtà se lo merita, visto l'incapacità totale di dare una base ad affermazioni da Bar dello Sport. La facilità con la quale si esprimono giudizi privi di una base dialettica mi fa capire l'inutilità di parlare con gli ignoranti, ma ci tenevo a far sapere all'articolista che è facile essere dei piccoli berlusconidi, infatti basta credere obbedire combattere liberandosi della dignità che solo il confronto con chi non la pensa come te potrebbe regalarti. Ma meriti senz'altro di essere l'ometto che sei all'ombra di un nano.
Questa che segue è la mia risposta.
Con la presente mi rivolgo all’anonimo (dal nick gigicamilla) che mi ha lasciato sul blog il commento che precede. Il sottoscritto è una persona libera e democratica ed in quanto tale pratica metodi democratici anche e soprattutto in politica, garantendo sempre libertà di pensiero e di parola a tutti e rendendosi disponibile al confronto con chiunque, come dimostra il fatto che ho pubblicato anche l’unico commento che si discosta da tutti gli altri e rappresenta ad oggi l’unica voce fuori dal coro. Fatta tale necessaria e prodromica premessa, tuttavia, mi occorre precisare al disattento (e)lettore che il sottoscritto è iscritto e tesserato dell’UDC (all’età di 17 anni sono entrato nella DC, dove ho svolto incarico di delegato giovanile comunale ed in seguito eletto in Consiglio Circoscrizionale; poi quando l’On. Casini ha fondato il CCD, essendo io appartenente alla sua corrente, lo ho seguito e sotto tale simbolo ho svolto un mandato in Consiglio Comunale; in seguito alla fusione tra CCD e CDU che ha dato luogo alla nascita dell’UDC, sempre seguendo l’On. Casini, ho partecipato in qualità di candidato alle elezioni regionali del 2005 e alle elezioni politiche e comunali del 2008), cosa di cui non ho mai fatto mistero (anzi, anche nel blog lo ho scritto quasi ovunque). Attualmente, il mio partito ha operato la scelta (da me pienamente condivisa di non fondersi nel PDL) per conservare la propria identità e portare avanti i propri ideali e valori in piena autonomia. Nel commento lasciato dall’anonimo con il nick gigicamilla manca ogni e qualsiasi nesso eziologico e logico deduttivo attraverso cui poter in qualsiasi modo collegare le posizioni del sottoscritto a quelle del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi. Mi rendo perfettamente conto che l’anonimo lettore ha idee confuse e poco informate sugli attuali assetti del panorama politico italiano; non solo, ma mi rendo ancora di più conto che egli nega ciò che contemporaneamente pare affermare. Infatti, pare professare aneliti al confronto politico ma mastica male la materia, non conosce gli schieramenti e le loro posizioni e tuttavia attribuisce al sottoscritto posizioni politiche e militanze che ad oggi non ho mai avuto. Intendo poi chiarire che il sottoscritto ritiene sacro ed inviolabile per ogni e qualsiasi lavoratore la militanza sindacale (io stesso sono tesserato UGL) . Circa la mia iscrizione al sindacato, come ho detto ho scelto l’UGL per una ragione molto semplice: io sono una persona libera e quindi mi faccio rappresentare per la tutela dei miei diritti di lavoratore da chi effettivamente reputo abbia l’autonomia per poter tutelare le mie ragioni in quanto ritengo requisiti necessari al sindacato la sua autonomia dai partiti politici e l’agire finalizzato e diretto a fare l’interesse esclusivo dei lavoratori. Non mi sentirei rappresentato da un sindacato come la CGIL i cui leader anelano a candidature politiche come ad es. Cofferati, che è ex segretario CGIL ora sindaco uscente di Bologna, aspirante a candidatura quale capolista nel nord-ovest alle europee 2009; (preciso aspirante, in quanto non essendo stato ancora insignito della candidatura agognata non perde l’occasione, ogni giorno, per attaccare il candidato sindaco Delbono paventando una sua ricandidatura di contrasto. Per contro, Delbono – come del resto la Draghetti nella sua candidatura a Presidente della Provincia- non espone i simboli del PD nella sua campagna elettorale. A differenza di noi che lo stemma dell’UDC alla Provincia lo abbiamo messo nella candidatura di Galletti a Presidente in maniera forte e chiara). Tuttavia, il sindacato ha come dovere primario nei confronti dei propri iscritti quello alla sua doverosa ed indiscutibile AUTONOMIA, che è garanzia unica per i lavoratori iscritti della propria tutela sia quale individuo sia quale lavoratore all’interno del sistema economico (allo scopo le suggerisco di leggere il pensiero di Di Vittorio in merito all’autonomia dei sindacati). Laddove il sindacato (che non deve avere colore, in quanto altrimenti parliamo comunque solo dei noti “sindacati gialli”) venga meno a questa prerogativa non è più in grado di poter garantire tutela ai propri iscritti. Le ragioni che mi inducono ad essere critico nei confronti della CGIL si riferiscono proprio alla sua dimostrazione di essere sempre più lontana dal mondo sindacale (e dagli altri sindacati) e sempre più vicino al PD. Allo scopo vorrei citare il punto di vista estremamente critico espresso oggi da Bonanni nei confronti della segreteria della CGIL (e condivisa dalle segreterie di UIL e UGL) e secondo cui nell’ interesse dei lavoratori le sigle sindacali si devono unire per portare avanti le battaglie comuni nell’unico interesse dei lavoratori e non marciare in ordine sparso come sta facendo a differenza di tutti gli altri la CGIL atteggiamento questo non costruttivo e che danneggia in primis i lavoratori. Per le ragioni che precedono, quindi la CGIL dal mio punto di vista ha perso di credibilità verso chi dovrebbe rappresentare. Il sindacato autonomo è l’unico interlocutore valido a poter contrastare provvedimenti (dell’Esecutivo o del Parlamento) che possano ledere gli interessi dei lavoratori. Ma il sindacato non è né deve essere un partito politico, nel qual caso snatura la propria essenza e tradisce gli scopi ontologici che per sua natura deve perseguire. Mi preoccupa molto il fatto che nella logica di pensiero dell’anonimo dal nick gigicamilla il sindacato debba avere un colore: questo dimostra che l’anonimo lettore coltiva l’idea del “sindacato giallo”, cioè di un sindacato servo del potere politico che invece deve contrastare. L’Italia è il Paese dei conflitti d’interessi palesi ed occulti che nessuno ha interesse a risolvere; mentre l’autonomia dei soggetti deputati alla rappresentanza nei rispettivi settori di riferimento è l’unico strumento di tutela del sistema democratico. E L’AUTONOMIA SINDACALE E’ L’UNICO STRUMENTO VERO DI TUTELA DEI LAVORATORI, CHE NON SI PERSEGUE CERTO CON L’ASSERVIMENTO DEL SINDACATO AL POTERE POLITICO PER GARANTIRE UNA POLTRONA DOMANI AL SEGRETARIO USCENTE DEL SINDACATO GIALLO. I sindacati anelati dall’anonimo lettore hanno solo un colore: GIALLI, e con essi si ottiene la negazione di ogni e qualsiasi vero diritto sindacale. Il mio partito non ha mai imposto ai suoi iscritti a quale sindacato iscriversi, perché crede nei principi democratici, così come ci credo io. Il lettore anonimo, invece, non ha capito questa grande e imprescindibile libertà, cui neppure sa di avere diritto. Mi dispiace che egli non abbia la mia stessa cromo fobia per il giallo di cui si è colorato il mondo dell’anonimo lettore. Peggio, però, si apre l’analisi dell’incapacità al confronto politico: infatti, all’anonimo dal nick gigicamilla pare necessario spiegare che non è attribuendo agli altri il titolo di ignorante e con la saccenza di chi pretende di avere la verità in tasca o di chi definisce servilisti dell’attuale Governo coloro che hanno il coraggio di esprimere le loro idee che si possa dialogare o dibattere, perché tutti questi atteggiamenti sono il frutto di un’impostazione mentale preconcetta (e soprattutto gialla) tipica di menti a tal punto indottrinate che vedono solo quello che gli è stato ordinato di vedere, propria di coloro che pur parlando di libertà sono essi stessi che non ne godono dal punto di vista intellettuale e non accettano il pensiero libero altrui da un lato perché non lo capiscono dall’altro perché ne hanno paura dall’altro ancora perché stanno finalmente vedendo inesorabilmente crollare attorno a loro come già successo nel mondo il comunismo e tutti i suoi residuati bellici ancora in essere (ci auguriamo per poco) in mezzo a quello che non è più un sindacato (la CGIL) che pone lo stesso sindacato politicizzato a tal punto da estrometterlo da ogni possibile battaglia concordata a fianco degli altri sindacati presenti nel nostro Paese. Quando finisce il sindacato e comincia il partito saranno gli altri sindacati a tutelare gli interessi dei lavoratori, ma quello che era un sindacato e si sta tramutando in un partito non avrà nessun tipo di titolarità per sedersi a fianco di coloro che gli interessi dei lavoratori li hanno bene a cuore, stando lontani dai matrimoni o unioni civili con partiti politici. La palese dimostrazione dell’emorragia che stanno avendo come iscritti il PD e la CGIL dovrebbero far aprire gli occhi al miope lettore su quello che effettivamente si sta verificando. Forse non se ne è accorto, ma come recita il nostro Inno Nazionale, “L’Italia [nei vostri confronti] s’è desta”. Sono disponibile a tutti i confronti purchè fatti con rispetto e civiltà e soprattutto in maniera educata (cui invito l’anonimo lettore ad attenersi in prosieguo se intende ancora scrivere sul mio blog, perché rispetto tutte le idee anche quelle in aperto contrasto con le mie ma non accetto volgarità, maleducazione od insulti) perfino con chi avesse il coraggio di sottoscrivere quello che dice. Pietro Berti UDC

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