Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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giovedì 10 marzo 2011

Bulgari acquistata dai Francesi


l'INTERVISTA
Bulgari, i gioielli e le attrici"Ho venduto la Dolce Vita"
Il presidente della famosa casa orafa ricorda gli anni dello splendore tra Roma e Hollywood e ripercorre le tappe che l'hanno portato a scegliere la vendita al francese Arnault: "Non c'è stato un solo italiano disposto ad allearsi con noi. Totale disattenzione all'eccellenza: per la mostra sui nostri 125 anni non è venuta una sola istituzione, in Francia è venuta tutta la Parigi che conta"di ETTORE LIVINI

È stato preso a male parole da Anna Magnani quando aveva solo 20 anni ("ma come vi permettete di farmi servire da 'sto moccioso!)". Ha fatto da "casco blu" tra Liz Taylor e Richard Burton quando un giorno sì e uno no ("spesso un po' alticci...") piombavano litigando nel negozio di famiglia in via Condotti - anno domini 1963 - per far pace a colpi di smeraldi e diamanti. Ha disegnato collier finiti al collo di tre generazioni di Oscar hollywoodiani, da Sofia Loren a Meryl Streep fino a Nicole Kidman.Eppure oggi - 24 ore dopo aver girato l'azienda di famiglia a Bernard Arnault in cambio del 3% di Lvmh (con la regia di Credit Suisse) - per Paolo Bulgari è il momento della commozione. E di un po' di rabbia. "La prego di capirmi, sono ancora troppo emozionato". Poi apre il cassetto dei ricordi. Uno scrigno pieno di gioielli e aneddoti che - dalla Dolce Vita ai nuovi ricchi del terzo millennio, dalla bottega aperta nel 1884 dal nonno greco Sotirios Bulgaris fino alla multinazionale di oggi - sono la fotografia in chiaroscuro dell'Italia di questi decenni: tanta creatività, tanto spirito d'iniziativa ma alla fine "una cronica incapacità delle istituzioni a far sistema - come dice Bulgari - per sostenere le nostre eccellenze". Partiamo dalla fine, Bulgari. Perché vendere se poi è così dispiaciuto?"È stato un passo inevitabile.
Ci stiamo ragionando da tempo. La famiglia è sempre più grande. Tanti figli, cugini e nipoti. Il prossimo passaggio generazionale rischiava di essere complicato. E per senso di responsabilità verso i 4mila dipendenti abbiamo preso questa decisione. Come può immaginare, con grande sofferenza personale".Perché avete venduto ai francesi?"Perché non c'è stato un italiano disposto ad allearsi con noi! E non sa quanto mi spiace. Per cinque anni abbiamo cercato partner tricolori, pronti anche ad andare in minoranza. Ci hanno risposto tutti picche. Certo rimane un po' d'amarezza per questo Paese...".In che senso? "C'è una totale disattenzione all'eccellenza. Mi tolgo un sassolino dalla scarpa: noi diamo lavoro a tanta gente in Italia, siamo un gruppo trasparente che non ha mai avuto bisogno della politica. Mi immaginavo che alla mostra per i nostri 125 anni a Roma venisse a trovarci qualche istituzione".E invece?"Non è venuto nessuno. Quando abbiamo replicato in Francia al Grand Palais l'anno scorso c'erano 5mila persone con tutta la Parigi che conta".Un bel risultato per chi ha iniziato da artigiano..."Lo spirito artigianale resta il nostro segreto. Mio nonno è arrivato a Roma dall'Epiro per vendere argenti in strada. Io sono entrato a bottega a 18 anni. Ero uno studente di Legge con il bernoccolo dell'architettura, convinto da un padre suadente a lavorare con lui. Niente week-end, nessun orario, era un'altra Italia. Ho rubato i segreti del mestiere a zio e papà un po' alla volta. E ora sono ancora qui, cinquant'anni dopo, che continuo a disegnare collier, anelli e braccialetti".Ingrid Bergman, Sharon Stone, Claudia Cardinale, Monica Vitti, Romy Schneider. Mezza Hollywood e quasi tutta Cinecittà hanno indossato le vostre creazioni. Qual è la cliente o il gioiello che ricorda con più affetto?"Vuol saperlo davvero? Una collana di rubini, al collo di mia figlia di 15 anni. Ho la foto qui con me".Nostalgia della Dolce Vita a Roma?"Altri tempi. Allora c'era tanto ottimismo. Roma contava più di Parigi. I grandi compratori di gioielli erano gli americani e gli italiani. I francesi, con buona pace di Arnault, non erano allora né sono oggi grandi clienti. Questione di oculatezza...".Certo non badavano a spese Richard Burton e Liz Taylor..."Può dirlo! Erano qui per girare "Cleopatra". Innamoratissimi. Litigiosissimi. E spesso alticci. Arrivavano come due furie nel negozio di via Condotti. E lui, per far pace, le regalava una gioia".Beata lei e beati voi. Ha avuto compratori più difficili?"Un vero choc per me è stata Anna Magnani. Entrò in negozio. "Vai a servirla" mi dissero. Io avrò avuto sì e no 20 anni e lei, che aveva un carattere forte, non la mandò giù. "Sono una grande cliente - disse - chi è questo ragazzino?" Mi trattò malissimo".È vero che Audrey Hepburn, la Holly Golightly di "Colazione da Tiffany", si serviva da voi?"Siamo gioiellieri riservati.... Ma credo di averla vista entrare qualche volta in negozio".Cosa piaceva di Bulgari a queste star?"La creatività e il lavoro artigianale. Abbiamo inventato i gioielli multicolori quando a Parigi tagliavano solo diamanti...".Oggi i tempi sono cambiati. Da voi vengono Madonna, Tina Turner. Altro stile, non le pare?"Sì. Ma la vera rivoluzione è che il baricentro del mercato si è spostato verso Medio Oriente e Asia".E la vecchia bottega di nonno Sotirios è diventata una grande azienda quotata in Borsa..."Era un passo inevitabile. Nel '95 abbiamo deciso di accelerare l'espansione e ci siamo quotati. Abbiamo perso flessibilità. Ma siamo entrati in un agone più grande. Non sono pentito".Tanta gente fatica a permettersi l'indispensabile. Che effetto fa disegnare oggetti "superflui" da decine di migliaia di euro?"Vendiamo anche gioielli da mille euro. Certo non è poco. Ma le assicuro che la bellezza di un oggetto non la fa il prezzo. Creare un bel gioiello che costa poco è la sfida più affascinante".Adesso che farà? Va in pensione? "Scherza? Non ha idea di quanto mi sia costata questa operazione. Ma la vita continua. Domani sono di nuovo in azienda a studiare gioielli". (9.03.11)


Campagna d'Italia con grandeur: Bulgari a Lvmh, prove d'intesa Edf-A2A, ai francesi il 50% di Edison
articoli di Moussanet, Galvagni, Filippetti

Pesce grande mangia pesce piccolo. Comunque la si voglia vedere e per quanto si sottolinei - giustamente - la capacità tutta italiana di creare piccole e medie imprese di livello internazionale, finisce sempre così. E questo è il segno della crescente presenza francese in Italia. L'operazione Lvmh-Bulgari conferma questa regola ed è solo l'ultima di una lunghissima serie di intrecci finanziari in cui a vincere sono i francesi.

Gli esempi più evidenti vengono dal fronte energetico. Dove tra i colossi parigini e le municipalizzate della penisola, dalla Lombardia a Roma, la gara è persa in partenza. Proprio in questi giorni (di veda l'articolo in questa pagina) si sta trattando il passaggio di Edison in mani francesi, salvo uno stop politico. D'altronde, il presidente di Edf Henri Proglio era stato chiaro: «I patti sociali si devono evolvere». E non possono che evolvere in una direzione.Lo stesso vale per Acea e Gdf Suez, il gruppo che dopo la mega acquisizione di International Power è diventato leader mondiale indipendente nella produzione di elettricità, in diretta competizione proprio con Edf. Cavalli di Troia per combattenti che hanno ben altre armi rispetto a quelle che è in grado di schierare l'Italia.
In campo nucleare, sempre che davvero prima o poi si costruiscano delle centrali atomiche sul territorio italiano, accadrà lo stesso. O davvero qualcuno pensa che i leader mondiali dell'energia nucleare - da Edf ad Areva passando per Gdf - possano giocare non da protagonisti? Bnp Paribas, con Bnl, sta rapidamente viaggiando verso l'obiettivo dei mille sportelli. Un traguardo che dovrebbe raggiungere ancora prima Crédit Agricole. Passato attraverso la partecipazione in Intesa Sanpaolo, ha ormai una presenza importante sull'intero territorio, grazie a Cariparma, a FriulAdria, alla Cassa di risparmio di La Spezia e alle agenzie che gli vengono trasferite direttamente da Intesa.
Senza dimenticare che proprio l'Agricole, quella che i francesi chiamano la "banque verte", si candida insieme a Société Générale a rilevare Pioneer da UniCredit. E così andrà a finire se non si riuscirà a creare un polo italiano del risparmio gestito.

L'accordo con Montepaschi assicura ad Axa una crescita sostenuta nel settore della bancassicurazione. E comunque anche dalle parti di un grande competitor come Generali si parla molto francese. Prima con Antoine Bernheim e ora - ma anche prima - con Vincent Bolloré. Che del colosso di Trieste è vicepresidente (oltre che azionista con uno 0,3% ben presto destinato a diventare 1%). Oltre ad avere in portafoglio il 5% di Mediobanca (in salita verso il 6%), snodo fondamentale della finanza italiana, e la stessa quota di Premafin (che a sua volta detiene partecipazioni cruciali per gli equilibri non solo economici del Paese).
Per restare dalle parti della galassia Ligresti è alquanto improbabile che la decisione della Consob sull'obbligatorietà dell'Opa congeli le ambizioni di Groupama. Nei prossimi giorni il suo consiglio di amministrazione dovrà decidere il da farsi. L'ipotesi più probabile è che l'offerta venga rivista in maniera tale da diventare accettabile per l'authority italiana. Ma Groupama, gigante mutualistico, è pronta all'Ipo. Prevista proprio per raccogliere le risorse necessarie a un'importante operazione di crescita esterna finalizzata a portarla nella top ten degli assicuratori europei. E la sua internazionalizzazione sembra dover passare inevitabilmente dall'Italia, il più importante mercato dopo la Francia, quello che sta dando più soddisfazioni e quello con le maggiori prospettive di crescita.
Nel 2013 scadrà il vincolo a non vendere degli azionisti Alitalia. Difficile trovare qualcuno pronto a scommettere che la compagnia non diventi parte integrante del gruppo Air France-Klm, che oggi ne detiene il 25 per cento.Proprio la moda, in cui l'Italia eccelle, disegna peraltro questo scenario. Prima dell'operazione Bulgari, peraltro condotta con grande pazienza e altrettanta abilità, Lvmh ha rilanciato Fendi. E nella lunga lista dei marchi del leader mondiale del lusso c'è un nome come Pucci.
Il rivale Pinault ha perso questa partita, ma ha appena riorganizzato il gruppo intorno a Gucci. Potendo inoltre contare su un marchio strepitoso come Bottega Veneta. Da collezionista e amante dell'arte è saldamente impiantato a Venezia con Palazzo Grassi e Punta della Dogana. Quale italiano può vantare un simile pedigree in territorio francese? Le Ferrovie dello Stato hanno appena firmato un importante accordo con Veolia. Ma come non rendersi conto che quell'intesa è figlia della decisione di Sncf, leader dell'alta velocità ferroviaria europea, di entrare in società con Ntv per fare concorrenza proprio a Ferrovie dello Stato? E poi c'è ancora Bollorè che sembra pronto a opzionare nelle prossime settimane un 30% di Pininfarina.Piccolo è bello, si diceva una volta. Ma, a quanto sembra, grande è meglio.


A Lvmh la maggioranza del gruppo Bulgari - Un simbolo del lusso italiano cambia bandiera - Il titolo vola in borsa
analisi di Paola Bottelli

Un simbolo del lusso italiano cambia bandiera: il marchio Bulgari passa infatti nelle mani del colosso francese della moda Lvmh. Un comunicato della società transalpina riferisce infatti che Lvmh ha acquisito la partecipazione della famiglia Bulgari pari al 50,45 per cento. L'accordo prevede uno scambio azionario in base alla quale la famiglia romana entrerà nel capitale di Lvmh. Inoltre, quest'ultima sarà tenuta a lanciare un'Opa obbligatoria sulle restanti azioni di Bulgari cui farà seguito la revoca della quotazione di Bulgari.

Dalla conference call, in corso a Roma per presentare l'aggregazione, è emerso che una volta concluso lo swap azionario, la famiglia Bulgari (i fratelli Paolo e Nicola Bulgari e Francesco Trapani), sarà azionista del gruppo Lvmh con una quota del 3,5% circa.
A tal proposito Trapani, ad di Bulgari, ha spiegato: «Non era nostra intenzione vendere la società, era nostra intenzione passare dal controllo di un business medio-piccolo alla partecipazione e gestione di un business più grande. Volevamo restare degli imprenditori del lusso e creare valore per l'azienda - ha aggiunto Trapani sottolineando le opportunità di sviluppo che l'integrazione offre sotto il versante della commercializzazione del prodotti, dei costi e del rafforzamento dei marchi - e da questo punto di vista Lvmh è il partner ideale».
ANALISI / Un simbolo del lusso italiano cambia bandiera (di Paola Bottelli)
Bulgari, la Dolce Vita a Parigi (di Elysa Fazzino)
Accordo votato all'unanimità L'alleanza, si legge in un comunicato della maison italiana creata da Sotirio Bulgari nel 1884, ha l'obiettivo «di rinforzare, nel rispetto della sua storia, dei suoi valori, della sua artigianalità e della sua identità, lo sviluppo a lungo termine del Gruppo Bulgari. L'accordo, concluso questo fine settimana, è stato approvato all'unanimità da parte del consiglio di amministrazione del Gruppo Lvmh domenica sera. Anche il consiglio di amministrazione di Bulgari ha approvato all`unanimità il progetto di conferimento a Lvmh della partecipazione di controllo della famiglia nel capitale sociale di Bulgari».

Lo scambio azionario Al termine del processo di conferimento delle azioni, Lvmh emetterà 16,5 milioni di azioni in concambio dei 152,5 milioni di azioni Bulgari attualmente detenute dalla Famiglia Bulgari, che diventerà così il secondo maggior azionista familiare del Gruppo Lvmh.
Opa sul gruppo italiano In osservanza degli obblighi di legge previsti dalla Borsa italiana, prosegue la nota, Lvmh promuoverà un'Offerta Pubblica di Acquisto al prezzo di 12,25 euro per azione sulle azioni detenute dagli azionisti di minoranza. Un premio consistente se si pensa che alla chiusura degli scambi di venerdì 4 marzo l'azienda italiana quotava 7,58 euro.
Delisting a chiusura dell'operazione Il conferimento delle azioni Bulgari - spiega una nota del gruppo francese, a integrazione di quella congiunta in cui si annunciava l'accordo - avverrà dopo il pagamento del dividendo 2010 da parte dei due gruppi, e l'operazione dovrebbe concludersi tra fine maggio e giugno. Con il concambio poi la famiglia Bulgari diventerà azionista del gruppo francese con il 3% mentre Lvmh avrà il controllo del 50,43% del capitale con l'obbligo di Opa e l'obiettivo di togliere Bulgari dal listino.
Un premio del 59,9% per le azioni Bulgari L'aumento di capitale riservato a Bulgari attraverso il quale avverrà il passaggio di controllo prevede un concambio di 0,108407 nuove azioni Lvmh per ogni azione Bulgari valutando le azioni italiane 12,25 euro con un premio di controllo, sottolinea la nota, del 59,9% sul prezzo medio ponderato nell'ultimo mese. Oggi infatti i titoli si stanno velocemente portando verso quei livelli con un rialzo in avvio di seduta del 60% circa. Per Lvmh è stato preso come riferimento per il concambio il prezzo di chiusura in Borsa del 3 marzo arrotondato a 113 euro.
Gli incarichi Paolo e Nicola Bulgari resteranno, rispettivamente, presidente e vice presidente del consiglio di amministrazione di Bulgari. La Famiglia Bulgari, inoltre, potrà nominare due membri nel consiglio di amministrazione di Lvmh e Francesco Trapani, amministratore delegato di Bulgari, entrerà nel comitato esecutivo di Lvmh, assumendo, nel secondo semestre 2011, anche la direzione di tutte le attività «Orologeria - Gioielleria» di Lvmh. Philippe Pascal, attuale responsabile di tali attività, resterà nel comitato esecutivo di Lvmh e gli saranno affidate nuove responsabilità in seno al Gruppo.

sabato 12 febbraio 2011

John Galliano






















































Dopo la bufera mediatica che ha travolto John Galliano, genio creativo di Dior e dopo il suo inevitabile licenziamento dal ruolo di direttore creativo della maison, sono scattate le scommesse sulla figura che lo avrebbe sostituito. Ormai i giochi sembrano fatti, ‘Il dado è tratto’ e l’erede al trono di John Galliano sarà Riccardo Tisci. La notizia data come certa è apparsa online per mano di Derek Blasberg, scrittore e giornalista di moda americano che lavora per Harper’s Bazaar, VMagazine e VMan. Non sono passate nemmeno 48 ore da quando ha inviato un messaggio su Twitter che non lascia adito ad alcun dubbio: ‘Riccardo Tisci è stato confermato’.
Per il post-Galliano si scommette su Pilati
Le lavagne dei bookmaker d'oltremanica - riferisce Agipronews - vedono di buon occhio l'arrivo di uno stilista italiano chezDior. Per la sigla irlandese Paddy Power, il testimone di John Galliano passerà a Stefano Pilati, milanese, attuale direttore creativo di Yves Saint Laurent. Per Pilati la quota da favorito è a 2,37; Riccardo Tisci si gioca le sue chance a 4 volte la scommessa, Giambattista Valli è più indietro in tabellone e pagherebbe 13,00. Altri italiani in lavagna: Frida Giannini e Alessandra Facchinetti si giocano a 21,00. Al di là delle firme tricolori in tabellone, si rivelano forti le candidature di Hedi Slimane (a 3,25) e Kris Van (a 5,00).



Lagerfeld furioso con Galliano: Gli stilisti non sono tutti così
Il guru della moda ha scaricato il collega dopo l'arresto a Parigi per gli insulti razzisti e antisemiti

Parigi, 3 mar. (TMNews) - Gli insulti antisemiti di John Galliano non sono andati giù al guru della moda mondiale, Karl Lagerfeld, che ha scaricato senza mezze parole il collega britannico. Lagerfeld ha rotto il silenzio che regna nel mondo della moda sul caso Galliano, dicendosi "furioso" nei confronti dello stilista arrestato a Parigi per insulti razzisti. In un'intervista al quotidiano americano "Women's wear", il Kaiser della moda ha affermato: "Sono furioso, se volete saperlo, furioso che una cosa del genere sia potuta accadere"."La questione oggi non è più sapere ciò che ha detto. L'immagine ha fatto il giro del mondo, è un'immagine orribile della moda che fa pensare che gli stilisti e tutta la moda sia così", ha aggiunto.Nel mondo degli affari, inoltre, "in particolare oggi nell'era di internet, bisogna essere ancora più prudenti, soprattutto se si è una figura pubblica - ha proseguito lo stilista tedesco - non si può andare in giro ubriachi, ci sono delle cose che non si possono fare". Lagerfeld si è detto quindi "furioso" contro Galliano, per il torto che ha fatto al gruppo Lvmh e a Bernard Arnault, proprietario di Dior.Lo stilista britannico, che ha insultato una coppia in un bar di Parigi e un cliente del locale lo ha ripreso con il telefoninomentre lodava Adolf Hitler, nel frattempo è stato licenziato da Dior e ha prenotato un trattamento di disintossicazione in una rehab in America.Cuc-Bat-San
1/3/2011

dopo il video : Per Dior è troppo: John Galliano licenziato
Nel filmato pubblicato dal Sun lo stilista aveva detto «I love Hitler». Natalie Portman, testimonial della maison: «Sono schifata»
Il video che si chiudeva con "I love Hitler" e due denunce per insulti antisemiti hanno segnato il limite per la maison Dior, che oggi ha avviato la procedura di licenziamento dello stilista John Galliano, che era stato già stato sospeso lo scorso 24 febbraio, dopo essere stato accusato di ingiurie in un bar di Parigi. «Per il carattere particolarmente odioso del comportamento e delle parole tenute da John Galliano in un video reso noto ieri», si legge nel comunicato della casa di moda, Dior ha deciso ora «la sua esclusione immediata dall'azienda ed ha avviato una procedura di licenziamento contro di lui».Ieri il tabloid britannico The Sun aveva pubblicato sul suo sito internet un filmato (clicca qui per vederlo) in cui lo stilista si lanciava in altri commenti razzisti e concludeva con un "I love Hitler". Parole che il direttore della Dior, Sidney Toledo, condanna oggi «fermamente» perché «in totale contraddizione con i valori essenziali che la maison francese ha sempre difeso». Nel video si vede lo stilista seduto a un tavolo nello stesso locale La Perle del Marais, dove la scorsa settimana avrebbe insultato la coppia formata da Geraldine Bloch e Philippe Virgitti: «Gente come te dovrebbe essere morta. Tua madre, i tuoi antenati sarebbero tutti finiti nelle camere a gas», dice Galliano. Nel video la ragazza chiede a Galliano, che appare ubriaco, se ha qualche problema: «Ho un problema con te. Sei brutta», e continua con le ingiurie. La scena, scrive il Sun, sarebbe stata filmata da un amico della coppia insultata: «Sedeva solo davanti al suo bicchiere quando alcuni di noi si sono seduti al tavolo vicino - ha raccontato - continuava a inserirsi nelle nostre conversazioni. Noi sapevamo chi era ed eravamo stupiti da quel che diceva, ma poi ha cominciato a pronunciare insulti antisemiti. Era razzismo puro».Ieri Galliano aveva ricevuto da una donna un'altra denuncia per un'aggressione verbale, sempre a sfondo antisemita, avvenuta nell'ottobre del 2010 in un bar della capitale francese. Lo stilista, secondo quanto riportato al commissariato del III arrondissement di Parigi, le avrebbe detto in inglese: «Sei talmente brutta che non sopporto la tua visione. Hai degli stivali di scarsa qualità, delle gambe di basso livello, non hai capelli, le tue sopracciglia sono immonde, sei schifosa, non sei che una puttana e si vede». La donna, secondo una fonte vicino all'inchiesta, era «rimasta sorpresa dal comportamento di Galliano che se l'era presa con lei senza motivo apparente». Secondo la testimonianza lo stilista era «ubriaco». Anche la neo vincitrice del premio Oscar, Natalie Portman, ha commentato l'affaire Galliano, dicendosi «profondamente scioccata e schifata» dagli insulti dal tono anti-ebraico dello stilista britannico: «Essendo fiera di essere ebrea, rifiuto di essere associata a John Galliano in tutti i modi», ha affermato in un comunicato l'attrice, che è testimonial del profumo Miss Dior Cherie. E ha aggiunto: «Spero almeno che queste orribili frasi ci ricordino che bisogna riflettere e combattere i pregiudizi che esistono ancora oggi e che sono l'opposto della bellezza».

P.S. N. Portman agli Oscar, all’ultimo momento, ha cambiato abito, sostituendo l’abito Dior disegnato da Galliano, con uno Rodarte. fonte: http://moda.pourfemme.it/articolo/natalie-portman-cambio-di-abito-da-dior-a-rodarte-agli-oscar-2011/15053/
28/02/2011 - LA STORIA
"Amo Hitler", un video sul Web inchioda il re dei designer di moda John Galliano congelato da Dior fino alla fine dell'inchiesta. Il Sun diffonde un filmato in cui insulta una donna in un caffè di Parigi
LONDRA
Un nuovo scandalo per John Galliano e di nuovo accuse di anti-semitismo. Il tabloid britannico "The Sun" è entrato in possesso di un filmato in cui il designer, sospeso dalla Maison Dior per insulti dal tono anti-ebraico contro una donna in una brasserie di Parigi, si lancia in altri commenti razzisti e conclude con un «I love Hitler».
Dalla padella nella brace, mentre non accennano a placarsi le polemiche legate all’incidente della scorsa settimana che ha portato Dior a tagliare i ponti con il suo direttore creativo almeno fino a quando non si avranno i risultati dell’inchiesta. Lo stesso Galliano, accompagnato dal suo avvocato Stephane Zerbib, si è recato oggi in commissariato per un confronto con Geraldine Bloch, la donna che lo ha denunciato. Ma a quanto pare adesso non sarebbe più un episodio isolato e per Zerbib il compito si fa più difficile anche perchè, oltre al video ottenuto dal Sun, lo stilista è stato denunciato per ingiurie da una donna di 48 anni che sostiene di esser stata aggredita verbalmente nella stessa brasserie del Marais, ma in ottobre. Analoga la conversazione, pesantissimi e personali gli insulti arrivati, secondo la denuncia, senza una ragione apparente: «Sei talmente brutta che non sopporto la tua visione. Hai stivali di bassa qualità, gambe di basso livello, non hai capelli, le tue sopraciglia sono immonde. Non sei che una puttana e si vede».
Il video del Sun potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso. Risale a dicembre ed è girato nello stesso locale, la Perle, uno dei più trendy della capitale, dove la scorsa settimana lo stilista avrebbe insultato la Bloch e minacciato di uccidere il suo amico Philippe Virgitti. Cappello in testa, bicchiere sul tavolo, il designer nato a Gibilterra si rivolge a una ragazza fuori campo di cui si sente la voce: «Gente come te dovrebbe essere morta. Tua madre, i tuoi antenati sarebbero tutti finiti nelle camere a gas», dice John con la voce incerta di chi ha alzato un po' troppo il gomito.
La ragazza chiede a Galliano se ha qualche problema: «Ho un problema con te. Sei brutta». «Da dove vieni?», chiede una persona seduta accanto: «Vaff....», è la replica. La scena, scrive il Sun che ha acquistato il video dal sito Citizenside, sarebbe stata filmata da un amico della coppia insultata: un francese e un’italiana, nessuno dei due ebrei. «Sedeva solo davanti al suo bicchiere quando alcuni di noi si sono seduti al tavolo vicino», ha raccontato: «Continuava a inserirsi nelle nostre conversazioni. Noi sapevamo chi era ed eravamo stupiti da quel che diceva, ma poi ha cominciato a pronunciare insulti antisemiti. Era disgustoso. Ed era chiaro che le ragazze italiane non erano benvenute e che avrebbero dovuto andare a casa. Era razzismo allo stato puro».
(Ansa)
fonte: http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/391055/

PARIGI (Reuters) - Christian Dior ha sospeso lo stilista John Galliano in seguito a un'inchiesta su presunte dichiarazioni antisemite. Lo ha annunciato oggi la casa di moda.
Galliano ieri sera è stato accompagnato a casa dalla polizia francese dopo un "aperitivo" che si è concluso con lui che insultava pesantemente una coppia, secondo una fonte della polizia.
"Dior afferma con la più profonda convinzione la sua politica di tolleranza zero verso parole o comportamenti antisemiti o razzisti", dice in una nota l'AD di Dior Sidney Toledano.
"In attesa dei risultati dell'inchiesta, Christian Dior ha sospeso John Galliano dalle sue responsabilità", dice in una nota la maison, che fa parte dell'impero del lusso Lvmh del miliardario Bernard Arnault. (25 febbraio, 17:41)









Paris – La maison Dior ha sospeso John Galliano a tempo indeterminato – ovvero sino al termine dell’inchiesta che si è aperta in capo ad uno dei geni della moda – dall’incarico di direttore artistico a causa degli insulti che questo avrebbe rivolto ad una coppia nel centro di Parigi urlando, in particolare alla donna le parole “ sporca ebrea” , parole che potrebbero costare care dal momento che in Francia i comportamenti e gli insulti a sfondo razziale e con contenuto antisemitico sono punibili con 6 mesi di detenzione e con una multa di € 22.500,00.
Da fonti attendibili, tuttavia subito smentite dal legale dello stilista il quale prosegue affermando che vi sono molti testimoni che possono confermare il fatto che Galliano non ha insultato i due, si è appreso che ieri sera del 23 febbraio lo stilista, fortemente ubriaco avrebbe dato della sporca ebrea ad una donna e del bastardo asiatico al compagno, mentre i due si trovavano all’interno di un caffè nel centro di Parigi.Lo stilista inglese, 50 anni, sarebbe stato fermato dopo il fatto dagli agenti che avrebbero verificato, a mezzo i dovuti esami, la presenza nel suo sangue di un tasso alcolico superiore a quello consentito per rilasciarlo solo in tarda serata.
Quanto accaduto rischia di far saltare la sfilata autunno-inverno programmata per lo 04.03.2011 presso il Museo Rodin di Parigi.Il mondo della moda si spacca, c’è chi addita lo stilista come un razzista, chi come un invasato dai fumi dell’alcool e chi, invece, preferisce tacere in attesa che venga fatta luce sulla vicenda.
Maestro!!!! Contraddistinguersi significa altro e lei lo dovrebbe sapere bene, in fondo sino ad oggi lei è stato un’icona dell’eleganza e quanto accaduto si appalesa tutto tranne che elegante.
Margherita Barraco – 26 febbraio 2011- fonte: http://www.gruppoeditoriale.it/2011/02/26/john-galliano-sospeso-a-tempo-indeterminato/
03 mar 2011 — P.M.
Da Giorgio Armani a Donatella Versace, da Franca Sozzani a Suzy Menkes: il mondo della moda commenta il caso del licenziamento di John Galliano
C'è chi ne è disgustato, chi offeso, chi tuttavia lo difende. Il caso del licenziamento di John Galliano da direttore creativo della Maison Dior - a causa di ripetuti insulti antisemiti testimoniati anche da alcune riprese video -, non lasciano indifferente il mondo della moda che sul caso si è espresso in maniera molto diversa. Da Giorgio Armani a Donatella Versace, ecco alcune dichiarazioni di stilisti e giornalisti del settore raccolte su giornali, siti internazionali, agenzie di stampa.
Giorgio Armani
Sono molto dispiaciuto per lui, starà sicuramente attraversando un momento difficile. Mi spiace anche che lo abbiano filmato senza che lui lo sapesse, e che ora quel video stia facendo il giro del mondo.
Roberto Cavalli
John Galliano? Non ci credo. Lo conosco da tantissimo tempo, è una persona stupenda e non posso pensare che abbia rivolto degli insulti razziali nei confronti di qualcun'altro, perché lui è così internazionale ... Penso che qualcuno gli voglia male e ritengo che la Maison Dior dovrebbe stendere un grande tappeto rosso a Galliano perché lui l'ha aiutata ad arrivare dove è oggi. Non voglio giudicare nessuno, ma amo John. John sono con te!
Jessica Stam
I love the Jews and what he said is awful, but also sad to watch him leave Dior.La top model ha postato questo messaggio sulla sua pagina di Twitter.
Franca Sozzani
Dal suo blog, il direttore di Vogue Italia riprende in parte quanto già dichiarato al Daily Telegraph
Sono contro ogni tipo di razzismo o comportamento che manifesta dell'intolleranza nei confronti di qualsiasi religione. Ma sono anche disgustata da quelle persone che, vedendo in che stato fosse ridotto John, si siano approfittate della sua immagine e della sua notorietà per danneggiarlo.È chiaro che questa cosa è stata studiata, perché se stai veramente litigando non hai il tempo materiale di prendere il telefonino, sintonizzarlo sul video RIDACCHIANDO e con chiaro atteggiamento derisorio e riprendere quello che John dice. Lo sfruttare la notorietà del personaggio per avere un momento di fama è uno degli atteggiamenti più infidi e deprecabili che possano esistere. Qualsiasi personaggio famoso è attaccabile, insultabile e difficilmente poi difendibile, quando, come in questo caso, una notizia fa il giro del mondo.
Chanel Iman
Adoro John Galliano. Ho lavorato con lui per anni e trovo sia uno delle più sorprendenti e geniali figure che lavorano nel campo della moda. Lui è creativo, amorevole, così aperto a tutte le persone, gli auguro tutto il meglio.Fonte: HollywoodLife.com
Suzy Menkes
Mentre ignobili dichiarazioni provenienti dalla bocca ubriaca di Galliano hanno meritato una condanna universale, c'è del dolore nel vedere uno dei più famosi e pagati designer al mondo, tenere tra le mani un bicchiere in un bar. La pressione del mondo della moda e dell'era di internet ossessionata nel creare costantemente sempre nuove cose, ha rovinato molti altri nomi famosi. [...] Yves Saint Laurent ha trascorso una vita lottando contro i suoi demoni.Fonte: New York Times
Hilary Alexander
La mia prima reazione è stata quella di incredulità, poi di orrore e poi di vergogna. Vergogna per John Galliano, che potesse essere finito così in basso. Ma trovo della profonda tristezza in un uomo considerato un genio che si auto-distrugge in un così vile modo. Non è il John Galliano che conosco e che ho seguito per oltre 20anni. Mi sono commossa e sebbene fosse ubriaco e questo è fuori discussione, che lui sapesse davvero quello che stava dicendo, be' questo chi può dirlo?Fonte: The Telegraph
Donatella Versace
All'agenzia Reuters, Donatella Versace ha dichiarato che "non c'è nessuna giustificazione per chi fa dichiarazioni di matrice razziale". Tuttavia la signora del marchio della Medusa dubita che John volesse essere proprio razzista
Patricia Field
Sul suo blog la più nota stylist di NY ha scritto persino una poesia:Bellezza, intelligenza ed energia descriverebbero John Galliano per quello che lo conosco io. Dove in questa trilogia uno dovrebbe trovare dell'odio? Ve lo chiedo. La mia seconda domanda poi è: cosa ha detto esattamente? ...
fonte: http://www.gqitalia.it/moda/articles/2011/3/scheda/caso-galliano-le-reazioni-della-moda6/item/caso-galliano-le-reazioni-del-mondo-della-moda#focus
di Roberta Filippini
Alla fine, quella del marchio John Galliano e' stata una vera sfilata, seppur piccola e riservata a stampa e compratori, senza amici e ospiti vari. Una bella sfilata per una bellissima collezione, forse una delle piu' belle dello stilista inglese. Piange il cuore all'idea che il marchio (controllato al 90% da Dior) non abbia piu' un futuro. Doveroso chiederlo a Sidney Toledano, presidente e amministratore di Dior, oggi meno teso di due giorni fa, quando ha dovuto affrontare, con un discorso sulla passerella di Dior, lo spinoso 'affaire Galliano'.
Stavolta risponde quasi volentieri: ''Siamo qui, domani iniziamo le vendite, tutta l'equipe e' al lavoro''. Questo e' il futuro immediato, quello piu' a lungo termine? ''Per quello va visto come evolve la situazione. Penso che il marchio continuera'''. Ma con lo stilista Galliano o senza di lui? Toledano e' un po' imbarazzato e l'incertezza serve a far capire che nessuna decisione e' stata ancora presa: ''Mah, non so, non posso dire niente adesso''. Perche' la decisione di venire qui a presentare la collezione? ''C'e' molta tensione in questo momento, abbiamo preferito un appuntamento tranquillo e sereno solo per giornalisti e buyer, invece della grande sfilata che era prevista''. Ha gia' un'idea per il nuovo direttore artistico di Dior? ''Io no, se lei ce l'ha me la dica'' risponde ridendo Toledano che continua a sorridere ai nomi di Riccardo Tisci e di Haider Hackermann. Comunque, dice, ''adesso abbiamo fatto le sfilate, inizieremo le vendite, con calma faremo tutto''.
Una bellissima collezione, dicevamo: meravigliose giacchette in pied-de-poule sfrangiato e annodate sulla schiena nuda, gonne al ginocchio, morbide e sensuali, anche di lattice sotto il giaccone di tweed e pelle nera, stretto in vita dalle catene. Mantello avvolgente con ricami paisley, gonne di lana con intarsi sfrangiati che fanno un gioco sexy sulle forme, scarpe altissime con laccetti, catenelle e lucchetto. Tutto ha un sapore retro' e insieme contemporaneo, un mix che e' sempre stato la sigla di Galliano, mantenuta intatta per le collezioni del suo marchio eponimo. Questa e' certamente una delle piu' belle: i dieci lunghi abiti da sera sono semplicemente meravigliosi e fanno a gara tra loro per farsi notare. Forse vince quello in cristalli verdi, ma proprio per poco, perche' ce n'e' uno diritto, in chiffon e raso bianco-cipria, fermato dietro da nastri rosa dal sapore molto boudoir.


John Galliano (nato Juan Carlos Antonio Galliano) (Gibilterra, 28 novembre 1960) è uno stilista inglese. È noto principalmente per la sua collaborazione con il marchio Christian Dior.
Indice[nascondi]
1 Biografia
2 Carriera
3 Vita personale
4 Voci correlate
5 Collegamenti esterni
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Biografia [modifica]
John Galliano è nato a Gibilterra da genitori spagnoli. Da bambino si trasferisce a Londra e frequenta la Wilson's School a Wellington. Nel 1984 si diploma in design della moda al Central Saint Martins College of Art and Design con una collezione ispirata alla Rivoluzione Francese chiamata Les Incroyables, che riceve critiche positive e viene interamente comprata e venduta nella boutique londinese Browns.
In seguito, lancia il proprio marchio, sotto il proprio nome e comincia la sua carriera vera e propria come stilista. Viene premiato come Stilista Britannico dell'Anno nel 1987, 1994 e 1995. Nel 1997 condivide il premio con Alexander McQueen, suo successore a Givenchy.
Carriera [modifica]
Negli anni '90, Galliano si trasferisce a Parigi, in cerca di apporti finanziari e una forte clientela di base. Nel 1995 entra a far parte del marchio Givenchy, grazie al magnate dei beni di lusso LVMH, Bernard Arnault. Galliano diventa così il primo stilista britannico ad essere a capo di una casa di moda francese. Meno di due anni dopo, il 14 ottobre 1996, LVMH assegna Galliano a Dior. La sua prima sfilata per la maison Dior concide con l'anniversaio dei 50 anni del marchio, il 20 gennaio 1997.
È stato spesso citato per indenficare il suo amore per il teatro e per la femminilità al centro delle sue creazioni. "Il mio ruolo è quello di sedurre", ha detto. Si è riferito a Charlize Theron come sua musa e crea costantemente capi unici per lei per eventi come ad esempio gli Oscar 2006 e i Golden Globes 2005. Charlize Theron è inoltre testimonial della campagna per il famosissimo profumo J'adore, mentre Riley Keough, nipote di Elvis Presley figura nella campagna per il profumo Miss Dior Chérie.
Un'altra celebrità legata al marchio è Kate Moss, che fotografata da Nick Knight fa parte della campagna pret-à-porter. Céline Dion, Cate Blanchett e Nicole Kidman hanno inoltre indossato creazioni disegnate da Galliano in occasione degli Oscar nel corso degli anni.
Attualmente, Galliano produce incredibili collezioni di pret-à-porter, di accessori e di haute couture ogni anno per la maison Dior e una collezione a metà stagione per il suo marchio Galliano.
Una delle ultime novità firmata dallo stilista è il profumo Midnight Poison per Dior. Ispirato alla sua nuova musa, la modella e attrice francese Eva Green, per la quale ha creato un abito interamente tempestato di swarovski, indossato alla presentazione della fragranza e che l'attrice indossa anche nel mistico spot televisivo.
L'incredibile estro creativo dello stilista ha permesso un nuovo rilancio per la maison Dior che attualmente è una delle case di moda più apprezzate al mondo non solo nel campo della moda (femminile, maschile e per bambini) ma anche nel campo cosmetico (profumi, maquillage ecc...) e nel campo della gioielleria. Un dato importante è il fatturato: nel 2006, ad esempio, LVMH ha annunciato che Dior ha aumentato il fatturato di 3,5 miliardi, cioè il 15% in più rispetto ai dati raccolti nel 2004.
Vita personale [modifica]
Galliano è noto per il rigore per l'esercizio fisico. Si alza la mattina molto presto e fa sessioni da 40 minuti di aerobica ed altri tipi di esercizi. Ha dichiarato che aiuta la mente a rilassarsi e ad avere più energia. Nel 2000 ha dichiarato inoltre che facendo jogging tra i senzatetto lungo il fiume, ha avuto l'ispirazione per una collezione, aggiungendo che spera di esporre la pura decadenza.
Voci correlate [modifica]
Christian Dior
Alta moda
Collegamenti esterni [modifica]
(EN) John Galliano.com Sito Ufficiale
Portale Biografie
Portale Moda
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/John_Galliano"

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