Pietro Berti

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Anchorage

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giovedì 31 marzo 2011

Polizia Municipale



Con il termine polizia municipale o locale si intende quel servizio di polizia che viene fornito dagli enti locali, siano essi provincie, comuni o consorzi, con competenza limitata al territorio dell'ente dal quale dipende e dalle funzioni di polizia ad esso attribuite dalla Costituzione e dalle leggi di attuazione (Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112). Oltre alla polizia municipale, dipendente dai comuni, e alla polizia provinciale, dipendente dalla provincia, con il termine polizia locale vanno ricompresi quei servizi o corpi di vigilanza che fanno parte di altri enti locali; in senso lato sono quindi polizia locale anche i guardaparco alle dipendenze degli enti parco regionali, i vigili delle Comunità Montane. Ai diversi corpi o servizi di polizia locale si applica la legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale n° 65 del 07 marzo 1986, che la regola a livello nazionale. In alcune regioni italiane è stata eliminata la differente denominazione di polizia municipale o provinciale, attribuita storicamente a questi corpi o servizi a seconda del tipo di ente dal quale dipendono, rispettivamente comune o provincia, introducendo per entrambe quella comune di “Polizia Locale” pur mantenendo diverse le competenze e le funzioni. La polizia locale è sottoposta alle direttive del sindaco del comune o del presidente della provincia in cui opera ed in cui esplica le sue funzioni, tra le quali polizia edilizia, urbana, rurale, del commercio, ambiente, caccia e pesca (queste ultime due solo per la polizia provinciale), interviene comunque in tutti i casi in cui vengono violate le norme di statali delegate agli enti locali, regioni, province o comuni. Indice[nascondi] 1 Denominazione nelle lingue minoritarie d'Italia 2 Storia 3 Legislazione 4 Voci correlate 5 Altri progetti 6 Collegamenti esterni Denominazione nelle lingue minoritarie d'Italia Il comando della polizia municipale in via Mont Émilius a Aosta Nelle regioni a statuto speciale in cui vige un regime di bilinguismo, la denominazione Polizia municipale/locale è stata resa nelle seguenti varianti: Per la Valle d'Aosta, bilingue italiano/francese, Police municipale in francese, e Gemeindepolizei per i comuni trilingui italiano/francese/tedesco di Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-La-Trinité e Issime, nell'alta valle del Lys; Per la provincia autonoma di Bolzano, bilingue italiano/tedesco, Stadtpolizei (nei centri abitati più importanti come Bolzano e Merano), oppure Gemeindepolizei (per i comuni minori); In Friuli-Venezia Giulia, per i comuni delle provincie di Trieste, Gorizia e Udine il cui statuto prevede il bilinguismo italiano/sloveno, Občinska policija. Storia Tacendo del periodo romano in cui il vigiles era il componente della squadra di vigilanza antincendio denominata coorte con la stessa organizzazione della coorte della legione, con la milizia e il prefetto dei vigili (preposti alla sorveglianza sull'annona), un'organizzazione che introduce una sorta di vigilanza organizzata dai privati e affidata ai comuni (guardie comunali, municipali o civiche), sorge in Italia con i comuni, nell'XI secolo. Le guardie svolgevano servizio, specie notturno, talvolta con armi individuali di fortuna. Secondo alcuni, in determinati e particolari contesti locali, solitamente con una picca ed una lanterna. Sorti successivamente gli stati, con lo Statuto nel Regno di Sardegna (1848), e con la Legge Comunale e Provinciale (1859), venne confermata a livello legislativo la possibilità per questi enti di continuare a dotarsi di proprie guardie, per vigilare sul rispetto dei propri atti normativi con l’autorizzazione dei Governatori provinciali che potevano anche rifiutare la costituzione dei servizi. Nel 1907 Giovanni Giolitti, ministro dell'interno del proprio governo, provvide a regolare la materia riunendo le “Guardie di Città” nel Testo unico legge sugli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza R.D. 31 agosto 1907 n.690, riconoscendo ai comuni di poter provvedere alla vigilanza dei regolamenti locali a mezzo proprio personale che doveva essere preventivamente riconosciuto in possesso di titoli e requisiti necessari. La disciplina dei vigili era sottoposta ai prefetti ed il servizio era disposto dai questori delle province R.D.L.26 settembre 1935 n.1952. Questo comportava che di fatto il vigile, pur pagato dai comuni, veniva impiegato con modalità che non riflettevano le sue necessità, oppure alcuni prefetti imponevano la nomina di vigili a Comuni che non ne avevano necessità, gravando così sulle magre risorse locali. I comuni poterono mantenere così le Guardie Rurali, Campestri, Urbane, ed ottennero le proprie Guardie Daziarie con compiti di vigilanza sui regolamenti demandati ai comuni in materia corrispondente, ma orientati soprattutto nell’ambito delle zone agresti, e le ultime con finalità di accertare il pagamento dei tributi municipali nel movimento delle merci. Con lo sviluppo esponenziale della circolazione automobilistica nei centri urbani, alle Guardie di ogni denominazione venne anche affidato un ruolo di primo piano nella regolamentazione e controllo del traffico nei centri abitati, ruolo che tuttora identifica nell’immaginario collettivo questa figura professionale. Significativa è l’istituzione della rotonda elevata in piazza Venezia a Roma a ricordo di quello che furono i primi vigili del traffico. Al fine di toccare con mano la realtà, si veda il D.P.R. 5 febbraio 1953, n. 39 Testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche che fa un elenco delle "guardie" fino al momento che venivano nominate da privati o comuni: tra queste spiccano le guardie di polizia urbana (guardie municipali), che diventeranno gli attuali vigili di polizia municipale. Il 3 maggio 1957, sua santità papa Pio XII , di venerata memoria, con suo Breve apostolico, nomina San Sebastiano patrono dei vigili: "Che in Italia sono preposti al rispetto dell'ordine pubblico". Festa 20 gennaio di ogni anno. Dai primi del ‘900, come abbiamo già detto a seguito della “riforma Ricasoli” i corpi delle Guardie municipali, campestri, daziarie assunsero più spesso la denominazione di Vigili Urbani riuniti in un unico corpo o servizio. Le guardie delle province e dei comuni erano nominate secondo il RDL 04 giugno 1914 n.563, termine con il quale vennero identificati fino all’approvazione della Legge 7 marzo 1986 n° 65, con la quale assunsero la denominazione odierna di Operatori di Polizia Municipale. Tutt'oggi sono definiti vigili come da disposizione ordinamentale in via generale tratta ancora dall'art.7 comma 3 lettera c della Legge quadro sull'ordinamento della polizia municipale nº 65 del 7 marzo 1986; gli artt. 5 (comma 3 lettera g) e 4 (comma 6) della L.R.Marche 28/1990 hanno recepito tale norma. Tutt'oggi le guardie delle province e dei comuni sono nominate secondo gli art.1 e 10 RDL 04 giugno 1914 n.563 vedi R.D. 8 ottobre 1931, n. 1604 Approvazione del testo unico delle leggi sulla pesca, art.30, L. 11-2-1992 n. 157 "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio" art.27, Legge 20 luglio 2004, n.189 Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate, art.6 co.2 ed altre leggi speciali. Alle guardie delle province e dei comuni è attribuita la qualità di agenti di polizia giudiziaria con competenza generale nell'esercizio del loro servizio. Legislazione Polizia municipale di Rende La polizia municipale e provinciale è disciplinata dalla legge quadro nº 65 del 7 marzo 1986. Poiché questo ambito comprende materie di competenza legislativa sia statale che regionale, la legge quadro è integrata in ogni regione da leggi specifiche che disciplinano, ad esempio, gli aspetti relativi ai distintivi di grado, la foggia delle uniformi e dei mezzi di servizio. Tra queste si ricordano: le LL.RR. 38/1988 e 28/1990 della regione Marche , la L.R. n. 01/2005 del Lazio, o la Legge Regionale n. 24/2003 dell’Emilia-Romagna, la Legge Regionale n. 4/2003 della Lombardia, o ancora la Legge Regionale n. 58/1987 del Piemonte, la Legge Regionale n. 40/1988 per il Veneto o la Legge Regionale n. 24/1990 per la Calabria La Corte Costituzionale con decisione n.313/2003 ha definito, giudicando il contenzioso tra regione Lombardia e Presidenza del Consiglio sulla costituzione del Corpo di Polizia Forestale Regionale, ha riconosciuto l'esclusiva competenza dello Stato nelle materie a carattere penale se non espressamente demandate agli enti locali in forza di una norma specifica, nonché il divieto di costituzione di "corpi" regionali di polizia o l'attribuzione della qualità di ufficiale di polizia giudiziaria a personale che non sia dipendente diretto dallo Stato. La Corte Costituzionale è intervenuta nuovamente sull'argomento con sentenza n.167/2010 confermando l'indirizzo del 2003, l'incompetenza delle regioni e degli enti locali in sulle materie ordine e sicurezza pubblica, polizia giudiziaria con competenza generale, attribuzione delle qualifiche - status permanente, che restano di potestà esclusiva dello stato. L’attività di vigilanza, prevenzione e repressione della polizia municipale, in ambito amministrativo, civile e penale, è sviluppata in modo peculiare essenzialmente nei seguenti settori: Polizia locale, urbana e rurale, riferita esclusivamente ai regolamenti ed ordinanze del comune (circolare Ministero dell'Interno n.3/87 del 02 marzo 1987). Polizia giudiziaria,ai sensi dell'art.57 co.3 c.p.p. ai sensi dell'art.5 co.1 lett.c L.07 marzo 1986 n.65 vedi anche circolare ministero dell'interno n.557/PAS/5845.10182.A(1)A del 28 giugno 2010 ed in riferimento all'interpretazione autentica vedi adunanza plenaria Consiglio di Stato Sezione I n.448/2001 del 16 maggio 2001. Funzione di polizia stradale sulle strade appartenenti alla giurisdizione del Comune di appartenenza come indicato dall'art.12 co.1 lett.f codice della strada. Attività produttive, annonaria. Edilizia, urbanistica, tutela ambientale. Sanità locale, con l’esecuzione, tra l’altro, in funzione di supporto al personale tecnico specialistico dell'amministrazione sanitaria, del A.S.O. e T.S.O.. Polizia veterinaria. Polizia mortuaria. Polizia tributaria, con riferimento ai tributi imposti dall’ente locale. Vigilanza sull'igiene, ambiente, alimenti, bevande. Accertamenti e informazioni relativi alle attività istituzionali dell’ente locale, come gli accertamenti anagrafici. La polizia municipale ha avuto accesso alla banca dati Interforze con decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2000 n.225. L'accesso è limitato alla verifica della presenza di veicoli e documenti e targhe smarrite o rubati ed il collegamento è gestito dall'A.N.C.I. Non è stata autorizzata la verifica di altri dati con provvedimento del Garante la protezione dati sensibili [pagg.11 relazione del Guardasigilli conversione in legge del D.L. n.92/2008]. L'accesso e consultazione [anche in via indiretta] della banca dati Interforze denominata CED di cui alla Legge 01 aprile 1981 n.121, è punita dall'art.615 ter codice penale per la persona estranea all'Amministrazione della pubblica sicurezza [otto anni di reclusione pena base] e ai sensi dell'art.12 L.121/1981 per gli appartenenti all'Amministrazione della pubblica sicurezza [tre anni di reclusione pena base]. In alcune città, generalmente quelli delle grandi città, vi è l’istituzione di nuclei specializzati, come ad esempio quelli nella lotta al degrado urbano, nella tutela del trasporto pubblico locale, nella polizia tributaria in ordine ai tributi locali; inoltre in alcune comuni sono istituiti gruppi cinofili che affiancano altri vigili nelle loro specifiche iniziative. Questi gruppi non hanno competenza in ambito di ricerca di sostanza stupefacente, esclusivamente riservato in via principale all'apposito Nucleo della Guardia di Finanza, ed in via sussidiaria alla Polizia di Stato ed Arma Carabinieri (cfr d.P.R.309/1990). Quando sono in servizio, nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza, gli operatori di polizia municipale rivestono la qualità (definizione giuridica di limite nello spazio, nel tempo e di competenza) di: agenti o ufficiali di Polizia Giudiziaria nei limiti suindicati per competenza per materia, per territorio ed in servizio; svolgono il servizio di Polizia Stradale, ai sensi dell’art. 12 co. I lett. f) codice della strada Decreto Legislativo n.285/1992 limitatamente alle strade comunali [è opportuno ricordare che non esistono agenti di polizia stradale ma è un servizio di polizia]; Ausiliari della Pubblica sicurezza, in funzione ausiliaria alle Forze di Polizia dello Stato, quando vengono riconosciuti tali con decreto del Prefetto competente per territorio, con approvazione ex art,14 T.U. leggi di pubblica sicurezza. Per questo motivo il vigile deve portare al seguito il decreto [solitamente gli estremi sono annotati a tergo della tessera di riconoscimento comunale] che può essere soggetto a controllo di polizia. Le funzioni di polizia giudiziaria sono svolte alle dipendenze dell'Autorità Giudiziaria e secondo i limiti della Legge penale ed in relazione all'esigenza di specifiche attività di competenza della polizia municipale (esempio polizia edilizia o sanitaria ed altre attività amministrative demandate ai comuni)possono essere distaccati in apposite Sezioni di polizia giudiziaria presso le Procure della Repubblica, ma limitatamente a queste attività ed in riferimento all'ente di appartenenza. Sarà opportuno chiarire che il codice di procedura penale (art.57) rimette all’ordinamento degli enti l’attribuzione della qualifica di Ufficiali ed Agenti di P.G.: la legge statale disciplina che sono Ufficiali ed Agenti di P.G. in servizio permanente quelli dipendenti dallo Stato (P.S., C.C., G. di F., P.P. e C.F.S.) mentre agli altri sono Ufficiali ed Agenti di P.G. solo per quanto attiene a quanto loro espressamente attribuito di accertare. Si ricorda che è la legge sull’ordinamento delle autonomie locale che stabilisce la sussidiarietà dei servizi locali rispetto a quelli statali Gli operatori di Polizia Municipale rivestono, nell'ambito del territorio di competenza indicato all’art.6 del Codice della Strada, la qualifica di agenti di polizia stradale, ai sensi dell'art.12 del C.d.S, nell'ambito del territorio urbano e sulle strade extraurbane di proprietà dell’ente da cui dipendono come definito all’art.2 co.IX edel Codice della Strada (difatti, l'art.372 co. V° del Regolamento di Esecuzione del C.d.S. prescrive che, sulle autostrade, i raccordi autostradale e le strade extraurbane di grande collegamento, il servizio di prevenzione e accertamento delle infrazioni alle norme che ne regolano l'uso, è svolto di regola dal personale della Polizia Stradale, specialità della Polizia di Stato, ovvero da personale dipendente dalla Amministrazione dello Stato). Per quanto attiene al servizio di polizia stradale questo è limitato ai centri abitati ed alle strade extraurbane di competenza del Comune o della Provincia (polizia provinciale), solo quando in servizio con indosso l’uniforme, recentemente la Suprema Corte di Cassazione [oltre alla Consulta] per l’ennesima volta con sentenza n.5771/2008 ha rimarcato i limiti e le attribuzioni dei vigili in servizio di polizia locale ribadendo il carattere sussidiario del servizio rispetto a quello fornito dai Corpi di Polizia dello Stato. Non sono “agenti di pubblica sicurezza” ma ausiliari. La legge quadro n.65/1986 è particolarmente precisa in questo senso tanto che specifica che la qualità di “ausiliario” della P.S. è stabilita nei modi e nelle forme di cui agli art.3 e 5 co.I° lett.c “limitatamente” alle richieste degli organi di Governo. Sul punto si può aggiungere che il vigile è soggetto a una autorizzazione di polizia e controllato dagli organi di Pubblica Sicurezza nella sua attività. Polizia municipale di Cosenza Il pacchetto sicurezza D.lgs 92/2008 convertito in L.125/2008, prevede l'inserimento come referente privilegiato gli appartenenti alle polizie municipali, consortili, locali, montane, ecc. per conto del sindaco per le Forze di polizia e dell'ordine. Le polizie municipali non fanno parte delle Forze dell'Ordine ne delle Forze di Polizia. La scelta di armare o meno il corpo/servizio è rimessa alla potestà decisionale dell’ente locale. Il D.M. 04 marzo 1987, n.145 (Regolamento concernente l'armamento degli appartenenti alla polizia municipale ai quali è conferita la qualità di agenti di pubblica sicurezza) stabilisce le modalità operative e il tipo di armamento che può essere adottato con regolamento dl consiglio comunale. Non è consentito all'operatore della polizia municipale, come per gli operatori dei corpi di polizia dello Stato, portare armi non previste dalla legge nazionale e secondo le modalità stabilite dai rispettivi regolamenti locali. Con circolare del Dipartimento per gli affari interni e territoriali Direzione Centrale per gli uffici Territoriali del Governo e per le Autonomie Locali n.0016722 del 02 novembre 2010 è stato specificato che il personale delle polizie municipali non possono portare mazzette di segnalazione, sfollagente, bastoni estensibili, e simili strumenti nonché gas spray oc in quanto non previsti né autorizzati dal D.M. 145/1987 e riservati esclusivamente ai Corpi di polizia dello Stato ed alle Forze Armate come da art.30 L.18 aprile 19875 n.110. Nella stessa circolare è ribadito che nessuno di questi strumenti è stato ad oggi autorizzato o omologato dalla commissione competente, la violazione costituisce reato perseguibile d'ufficio e non è autorizzabile il porto da nessun Ente territoriale ne Ufficio territoriale del Governo, vedi Parere del Gabinetto del Ministro N. 17119/110 (Gennaio 2006). La nomina ad Agente di Pubblica sicurezza , per chi non ha svolto il servizio militare, consente la frequentazione del corso di abilitazione all’uso delle armi da fuoco presso i Tiro a Segno Nazionale, che rilasciano l’abilitazione a seguito del superamento con esito positivo del corso medesimo. A patto che il Ministero della Difesa recepisca, se l'agente di polizia municipale ha svolto il servizio di leva come obbiettore, la richiesta di regredire dal non utilizzo delle armi. L’arma assegnata dal comune secondo le modalità stabilite con regolamento dell’Ente, a norma del D.M. 4 marzo 1987 n. 145 può essere portata nell'ambito del territorio di appartenenza anche al di fuori del servizio. Inoltre, ai sensi dell’art. 8 del D.M. 4 marzo 1987 n. 145 agli operatori di Polizia Municipale è consentito il porto dell'arma, secondo i rispettivi regolamenti comunali, oltre il territorio del comune ove fanno servizio, nei comuni in cui svolgono compiti di collegamento e rappresentanza, e comunque per raggiungere dal proprio domicilio il luogo di servizio e viceversa. Voci correlate Sfilata dei motociclisti della Polizia municipale di Roma Ausiliario del traffico Polizia stradale Pubblica sicurezza Polizia Gradi della polizia municipale della Lombardia Gradi della polizia municipale della Campania Banda musicale della polizia municipale di Roma Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali su Polizia municipale Testo completo(Wikisource) Wikisource contiene il testo completo di D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali Collegamenti esterni Norme e informazioni sulle materie di competenza della Polizia Municipale Il Portale della Polizia Municipale Dal SULPM tutte le Leggi e le news sulle materie di competenza della Polizia Locale A.N.V.U. Associazione Professionale Polizia Locale d'Italia Sulla vigilanza in materia di Polizia Stradale Sulla vigilanza in materia di polizia commerciale FP GGIL POLIZIA LOCALE Si.A.Po.L. Sindacato di categoria S.U.L.P.M. - Sindacato di categoria S.I.L.P.O.L. - Sindacato di categoria Renato Blengetti Storia delle Guardie Municipali a Fossano nell'Ottocento.

La Polizia Provinciale


La Polizia Provinciale è un corpo di polizia dipendente direttamente dalla provincia di competenza. La Polizia provinciale ha competenza su tutto il territorio provinciale, dove ha la possibilità di espletare funzioni e indagini di Polizia giudiziaria, con poteri vincolati al territorio di competenza e all'orario di servizio; gli appartenenti a tale corpo, inoltre, ricoprono anche funzioni di agenti di pubblica sicurezza. Funzioni[modifica] La Polizia provinciale ha incarico di controllo e accertamento, su tutte quelle materie che, a norma del D.lgs 112 del 1998, sono state decentrate dallo Stato all'ente Provincia. In particolare, la Polizia Provinciale, riveste incarichi di: Polizia Amministrativa per tutte quelle attività la cui autorizzazione è rilasciata dall'ente Provincia (trasporti, autoscuole, agenzie pratiche auto, scuole nautiche, scarichi di acque reflue industriali, depuratori comunali ed aziendali, concessioni di competenza della provincia, accessi sulle strade provinciali, vigilanza strutture turistico-alberghiere, ecc.) Polizia Ittico-Venatoria al fine di verificare il rispetto della normativa nazionale sulla caccia, il D.lgs 157 del 1992 e le varie leggi regionali sulla pesca nelle acque interne. A questo settore spesso sono anche associati servizi di polizia micologica e forestale. Polizia Ambientale, tutela e salvaguardia dell'ambiente, rispetto della normativa in campo ambientale, D.lgs 152 del 2006 e s.m. tutela e salvaguardia delle zone sottoposte a vincolo paesaggistico ed idrogeologico, controlli nelle acque interne, Polizia Edilizia Polizia Giudiziaria - art.57 co. 2 c.p.p. come da art.5 L.07 marzo 1986 n.65. Polizia Stradale limitatamente al territorio di competenza art.12 lett. d bis, Codice della Strada. Inoltre, a richiesta del Presidente della Provincia al Prefetto, al comandante, coordinatori ed operatori della Polizia Provinciale, viene riconosciuta la qualità di ausiliario della pubblica sicurezza. Gli appartenenti sono comunque già agenti di pubblica sicurezza, in virtù dei disposti di cui alla l.157.92. estratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Polizia_provinciale

Aliante & Deltaplano a motore






L'aliante o più propriamente aliante veleggiatore, anticamente chiamato libratore o planeur, è un'aerodina (aeromobile più pesante dell'aria) non munito di apparato motopropulsore. La paternità dell'aliante è da molti data a Leonardo Da Vinci, seguendo il volo degli uccelli e avendo l'aliante una struttura ben simile alle ossa di un uccello, ben 400 anni prima dei fratelli Wright, anche se non è mai stata provata da Leonardo. Solo ultimamente un gruppo di ingegneri usando materiali e i disegni dell'epoca sono riusciti a far planare un aliante per 55 metri a due metri di altezza, molto più dei fratelli Wright, e portandolo anche a dieci metri di altezza per un totale di più di quindici secondi nonostante pesasse più di 40 chili oltre al pilota. Si possono vedere questi risultati in un documentario "Il sogno di Leonardo" su History Channel. In realtà simili apparecchi non sono da considerarsi alianti veleggiatori, ma alianti libratori, in grado cioè di compiere solo brevi “balzi” a quote ridotte. Dal punto di vista tecnico l'aliante è un velivolo (ovvero aerodina a superficie alare fissa), sebbene dal punto di vista normativo vengano considerati velivoli solo l'aeroplano, l'idrovolante e l'anfibio. Indice[nascondi] 1 Uso dell'aliante 1.1 Uso bellico 1.2 Uso sportivo 2 Tecniche di pilotaggio dell'aliante 2.1 Tecniche di decollo 2.1.1 Traino aereo 2.1.2 Traino al verricello 2.1.3 Altre tecniche di traino 2.2 Il veleggiamento 3 Caratteristiche dell'aliante 3.1 Parti dell'aliante 3.2 Efficienza 4 Record 5 Modelli di aliante 6 Voci correlate 7 Altri progetti 8 Note 9 Collegamenti esterni Uso dell'aliante[modifica] Uso bellico[modifica] Durante la seconda guerra mondiale furono utilizzati degli alianti per il trasporto delle truppe speciali in posizione avanzata rispetto alle linee nemiche. Ciò era possibile grazie alla silenziosità di questi mezzi che ne rendeva difficile l'individuazione. Essi venivano trainati fino ad una certa quota e una certa distanza dall'obiettivo e, una volta sganciati, planavano fino al punto di atterraggio, spesso improvvisato, in cui venivano abbandonati. In seguito, l'uso in guerra di questi mezzi fu abbandonato.[1] Uso sportivo[modifica] Per approfondire, vedi la voce Volo a vela. Sin dalla costruzione dei primi alianti, dopo il volo dei fratelli Wright, l'aliante è stato considerato soprattutto un mezzo per il volo sportivo. Ed è questo il suo principale uso oltre a quello didattico. Esistono infatti diverse competizioni di volo a vela in tutto il mondo di varie tipologie e classi. La FAI è l'autorità che disciplina gli sport aeronautici ed è essa che raccoglie i vari record, suddivisi a seconda della "classe" degli alianti e della tipologia del primato (distanza, velocità, durata in volo, altitudine massima raggiunta, ecc.). Le classi sportive di alianti sono: Standard: apertura alare di 15 metri, assenza di flap, serbatoi d'acqua ammessi. 15 Metri: apertura alare di 15 metri, flap e serbatoi d'acqua consentiti. 18 Metri: apertura alare di 18 metri, flap e serbatoi d'acqua consentiti. Open: unica restrizione il peso massimo al decollo di 850 kg. Biposto: apertura alare massima di 20 metri, due posti di pilotaggio. Club: classe che comprende diversi vecchi modelli di aliante. I punteggi nelle competizioni vengono assegnati secondo diversi fattori di handicap, a seconda delle prestazioni dell'aliante. World: classe rappresentata da un solo tipo di aliante, il PW-5, progetto che è stato scelto dalla FAI in occasione di un concorso indetto dalla stessa Federazione, per un tipo di aliante dalle limitate prestazioni, di basso costo e dalla facile tecnica di pilotaggio, anche per i piloti meno esperti. Tecniche di pilotaggio dell'aliante[modifica] L'aliante richiede, per la sua particolarità, un tipo di licenza differente rispetto a quella per il pilotaggio degli aeromobili a motore. Questo tipo di licenza è chiamata GPL, ovvero Glider Pilot Licence (glider in inglese significa aliante) e corrisponde per quanto riguarda alcune nozioni teoriche richieste alla licenza PPL per il volo a motore. Tecniche di decollo[modifica] Si possono distinguere due procedure diverse per il decollo di un aliante veleggiatore: Aliante in decollo trainato da un aereo Traino aereo[modifica] In questo caso l'aliante è trainato da un aereo tramite un cavo lungo dai 30 ai 60 m (uno degli apparecchi più impiegati per questo scopo è il Robin DR400, 4 posti e 180 CV). Al raggiungimento della quota desiderata che può variare, soprattutto a seconda delle condizioni meteorologiche, tra i 400 e i 1000 m, l'aliante si sgancia dal cavo e comincia la lenta discesa in planata verso un aeroporto oppure alla ricerca delle correnti ascensionali per rimanere in volo. Durante il traino aereo è necessario che il pilota manovri l'aliante con particolare attenzione ad ogni movimento del trainatore, e che ne segua scrupolosamente l'inclinazione alare specialmente durante la virata, e che si posizioni ad una certa altezza rispetto ad esso per non disturbarne l'assetto o entrare nella sua scia. Esistono delle specifiche procedure di emergenza che, in caso di rottura del cavo o necessità da parte del trainatore di interrompere il traino, prevedono differenti manovre da effettuarsi a seconda dell'altezza dal suolo alla quale si trovasse l'aliante al momento dell'emergenza. Sia l'aliante che il trainatore sono dotati di un meccanismo di sgancio meccanico. Anche l'attività di traino richiede una specifica abilitazione da parte del pilota trainatore, data la particolarità di questa attività rispetto alle normali operazioni su aerei a motore. Anche il pilota dell' aliante deve essere in possesso di abilitazione. Durante la fase di traino, ovvero dal momento dell'allineamento su pista sino allo sgancio, il "complesso" dei due velivoli viene considerato ai fini del traffico aereo come un "unico velivolo" con comandante il pilota dell' aereo-traino. Aliante trainato dal verricello Traino al verricello[modifica] Mediante un verricello, azionato da un potente motore (tra 200 e 400 CV), che avvolge un cavo metallico che può essere lungo anche 1,5 Km, l'aliante viene trainato lungo la pista fino a raggiungere la velocità di decollo alla quale alza il muso cominciando la salita. Raggiunta la quota massima, all'incirca la metà della lunghezza del cavo, si sgancia per proseguire il volo in planata o alla ricerca di termiche. Questo metodo consente di raggiungere quote minori e richiede maggiore attenzione rispetto al traino aereo sia da parte degli assistenti a terra che da parte del pilota; ha notevoli vantaggi in termini di tempo e di spesa: mentre un traino aereo costa tra i 20 e i 50 euro, un traino al verricello costa al massimo 10 euro. L'uso del verricello richiede un'abilitazione specifica. Il rischio maggiore è rappresentato dalla rottura del cavo durante le prime fasi di traino: durante la salita l'aliante è in un assetto piuttosto cabrato e, mancando la trazione del verricello, rischierebbe di entrare in uno stallo profondo o in vite, condizioni entrambe molto pericolose. Risulta inoltre particolarmente difficoltoso il mantenimento dell'assetto orizzontale, in quanto la forte cabrata impedisce al pilota di avere visuale dell'orizzonte. Alianti in attesa della partenza Altre tecniche di traino[modifica] Durante i primi anni del Volo a vela, soprattutto con alianti libratori più leggeri, si sono usate altre tecniche di lancio, come il lancio con elastico o il traino da autoveicolo, o ancora il lancio da pendio. Tuttavia queste tecniche sono andate in disuso per motivi pratici. Il veleggiamento[modifica] L'aliante veleggiatore, essendo sprovvisto di propulsione, è obbligato a scendere rispetto all'aria circostante, affinché la componente del peso lungo la traiettoria sia "uguale o superiore" alla resistenza aerodinamica totale del velivolo. Tuttavia in alcune condizioni si verificano correnti ascensionali tali da permettere all'aliante di "salire rispetto al terreno, pur continuando a scendere rispetto all'aria", la quale sale con velocità maggiore. Questo tipo di correnti possono essere di varia natura e il pilota esperto analizza prima e durante il volo le condizioni meteorologiche per stabilirne la possibile presenza mediante, per esempio, l'osservazione delle nuvole. Grazie a questi fenomeni è possibile stabilire notevoli quote e distanze. Data la forma quasi cilindrica delle correnti ascensionali termiche, gli alianti che salgono all'interno di esse devono eseguire un movimento a spirale, cioè in continua virata. Per convenzione, il senso di rotazione all'interno di una stessa termica occupata da più alianti è deciso dal primo di essi che entri in spirale.Quando gli alianti non si trovano in spirale o in altre fasi particolari del volo, effettuano generalmente planate rettilinee verso un'altra ascensione o un punto determinato. Questa fase del volo è detta in gergo "traversone". Caratteristiche dell'aliante[modifica] Parti dell'aliante[modifica] Dell'aliante si distinguono la fusoliera, le superfici aerodinamiche, l'abitacolo ed il pannello strumenti, la "cappottina", il gancio di traino, le prese aerodinamiche (Pitot e presa statica), il carrello di atterraggio e l'eventuale pattino. Il carrello, generalmente monotraccia è, in alcuni alianti, retraibile al fine di diminuirne l'impatto negativo sulla resistenza. Come ogni aereo l'aliante è dotato di: Superfici di controllo mobili: alettoni, timone di profondità, timone direzionale. Superfici di stabilità fisse: stabilizzatore per la stabilità longitudinale, deriva per la stabilità direzionale. Superfici di portanza: le due semiali. Flap: su alcune categorie di alianti vengono utilizzati per aumentare la curvatura del profilo al bordo d'uscita dell'ala al fine di aumentarne la portanza (e quindi anche la resistenza). Essi vengono utilizzati con angoli positivi durante la spirale in una corrente ascensionale o durante l'atterraggio, mentre vengono usati con angoli negativi (rispetto alla corda alare) per raggiungere la massima velocità durante i "traversoni". Sono inoltre presenti delle superfici mobili chiamate diruttori di flusso o semplicemente diruttori, che hanno la funzione, se azionati, di ridurre drasticamente la portanza delle due semiali, quando sia necessaria una rapida discesa senza aumentare la velocità, ad esempio durante l'atterraggio. Queste superfici, generalmente perpendicolari al flusso dell'aria sulle ali, spuntano solo sul dorso dell'ala o su entrambe le parti, quando viene azionata la rispettiva leva (di colore blu) e tendono a ritrarsi quando il pilota non esercita più alcuna azione su di essa. Efficienza[modifica] Per approfondire, vedi la voce Efficienza aerodinamica. Caratteristica costruttiva assai importante di un aliante è l'elevata efficienza aerodinamica, raggiunta mediante l'adozione di profili concavo-convessi laminari, che offrono il miglior compromesso tra resistenza e portanza e, più recentemente, delle cosiddette winglets che riducono la resistenza indotta.[2] Altro fattore di elevata importanza è l'efficienza totale del velivolo indicata anche come "rapporto di planata". Essa è uguale al "rapporto" tra la "quota" necessaria affinché l'aliante percorra una certa distanza "in aria calma" (assenza di vento), e la "distanza" stessa. Gli alianti moderni hanno efficienza superiore a 30 (30 km percorsi partendo da 1000 metri di quota), e modelli con caratteristiche aerodinamiche particolarmente sofisticate raggiungono un'efficienza di 60.La velocità alla quale si raggiunge l'efficienza massima è detta, appunto, "velocità di massima efficienza" e varia proporzionalmente al peso dell'aliante. Variazioni di peso, tuttavia, "non influiscono" sull'efficienza dello stesso, ma riducono un altro tipo di efficienza, cosiddetta "efficienza oraria massima", ovvero il rapporto tra il tempo che l'aliante in planata può rimanere in volo e la quota persa: per esempio un aliante che perdendo 1000 m rimane in volo per mezz'ora (1800 s) ha un'"efficienza oraria massima" pari a 1,8 s/m o se vogliamo di 0,5 h/km. Record[modifica] L'aliante più grande mai costruito è il Flugtechnik & Leichtbau eta, con 30 metri di apertura alare e efficienza massima di oltre 70. L'aliante più leggero con il quale si può decollare "a piedi" è lo SWIFT Light della società belga Aeriane. Esistono, inoltre particolari tipi di velivoli chiamati alianti a motore, o motoalianti. Modelli di aliante[modifica] Briegleb BG 12 Glaser-Dirks DG-300 Voci correlate[modifica] Motoaliante Volo a vela Corrente ascensionale Pilotaggio degli aeroplani Efficienza aerodinamica Altri progetti[modifica] Wikimedia Commons contiene file multimediali su Aliante Note[modifica] ^ (EN) Tribute to the American combat glider pilots of World War II ^ (EN) Aircraft Winglets - Airline World Collegamenti esterni[modifica] "Centro Studi per il Volo a Vela Alpino" (CSVVA) Federazione Italiana Volo a Vela



Prima ne senti il rumore, poi alzi gli occhi e lo vedi. Il deltaplano a motore. Avevo sempre pensato che il papà del deltaplano a motore fosse il deltaplano tradizionale ma in realtà è l’esatto contrario. Nata grazie all’intuizione di un ingegnere aeronautico, Francis Rogallo, l’ala del deltaplano venne da subito dotata di motore all’inizio degli anni Sessanta del XX secolo, nasceva così il Parasev (Paraglider Research Vehicle) finanziato nientemeno che dalla Nasa. Contemporaneamente un ingegnere americano, Barry Palmer, tra il 1961 e il 1963 fece diversi tentativi per perfezionare l’idea di Rogallo in un mezzo aereo privo di motore mentre in Australia nel 1963, John Dickenson, un altro ingegnere ispirato dall’ala di Rogallo, introdusse finalmente quelle migliorie che portarono alla “nascita” del primo deltaplano moderno partendo dai suoi studi sul parasailing. Non gli riuscì di brevettarlo ma a tutti gli effetti, insieme a Rogallo, Dickenson è uno dei papà del deltaplano così come lo conosciamo ora. Tornando al deltaplano a motore dobbiamo al Barry Palmer citato in precedenza la sua “invenzione” nel 1967 ma furono due francesi, Roland Magallon nel 1979 e Renaud Guy nel 1992, a commercializzarlo prima e a perfezionarlo poi.

Tom Ford










Thomas Carlyle Ford (Austin, Texas, 27 agosto 1961) è uno stilista e regista statunitense, ha raggiunto la fama internazionale per aver curato il rilancio della maison Gucci e per aver creato il marchio Tom Ford. Indice[nascondi] 1 Biografia 1.1 Periodo in Gucci 1.2 Marchio "Tom Ford" 1.3 Cinema 2 Riconoscimenti 3 Note 4 Bibliografia 5 Altri progetti 6 Collegamenti esterni Biografia[modifica] Nasce nel 1961 a Austin, Texas, figlio di Tom Ford e Shirley Bunton. Egli ha trascorso gran parte della sua infanzia nei sobborghi di Houston, per poi, all'età di 11 anni, trasferirsi con la famiglia a Santa Fe. Effettua gli studi presso la St. Michael's High School e successivamente alla Santa Fe Preparatory School, diplomandosi nel 1979. All'età di 17 anni si trasferisce a New York, dove, oltre a studiare alla Parsons School of Design, studia storia dell'arte alla New York University. In quegli anni frequenta la leggendaria discoteca Studio 54 conosce Andy Warhol, guru della pop art. Memorabili sono le notti passate da Ford allo Studio 54 ispirandosi ai personaggi che frequentavano il club, correndo poi a disegnare schizzi nella caffetteria poco distante. Prima dell'ultimo anno alla Parsons, lavora a Parigi per sei mesi come stagista nell'uffico stampa di Chloé. Dopo aver studiato moda per anni, si laurea nel 1986, ma in architettura. Ancora nel 1986 entra a far parte dello staff creativo della designer Cathy Hardwick; la svolta decisiva avviene però nel 1988, quando passa alla Perry Ellis come Direttore del Design sotto la supervisione di un'altra figura fondamentale del mondo della moda: Marc Jacobs. Attualmente ha una relazione con il giornalista Richard Buckley che ha lavorato anche per la rivista Vogue Hommes International Periodo in Gucci[modifica] Il 1990 è il vero anno della svolta. Ford cambia radicalmente imbarcandosi nell'avventura del marchio Gucci, sull'orlo della bancarotta. Inizialmente occupa la posizione di responsabile dell'abbigliamento donna ready-to-wear, passando poi nel 1992 a Direttore del Design. Nel 1994 Gucci viene acquistata da un fondo di investimento del Bahrain, Investcorp, e Ford scala ancora posizioni diventando Creative Director, con responsabilità sulla produzione e sull'immagine della compagnia. Il 1995 è l'anno che rilancia Gucci e Ford nel gotha della moda mondiale, grazie alle linee guida stilistiche ed alle mirate campagne pubblicitarie del designer texano in collaborazione con la stylist francese Carine Roitfeld e al fotografo Mario Testino. Ford capisce subito l'importanza delle campagne pubblicitarie e inizia collaborazioni con grandi fotografi come Richard Avedon, Steven Meisel, Helmut Newton, Herb Ritts. Nel 2000 assume anche l'incarico di Creative Director per Yves Saint Laurent, dopo che questa entrò a far parte del gruppo Gucci. La sua campagna pubblicitaria per il profumo YSL M7 resta particolarmente famosa perché ritrae il campione di arti marziali Samuel de Cubber in posa completamente nudo. Nel 2004 Tom Ford e Domenico De Sole decidono di lasciare il gruppo Gucci. "Con grande tristezza - ha dichiarato Ford - lasciamo, ma confidiamo nell'aver lasciato uno dei più forti team del settore". L'ultima sfilata è datata marzo 2004. Marchio "Tom Ford"[modifica] Il duo Ford-De Sole ha creato nel 2004 la società "Tom Ford" che lavora nell'ambito della moda. Per ora collabora con Estée Lauder per quanto riguarda profumi e cosmetica. Ora ha creato una collezione di occhiali da sole col suo nome. Per rimanere fedele alla sua stravaganza e voglia di diverso, alcuni di questi sono addirittura rivestiti in pelle di capretto. Il 12 aprile 2007 viene aperta la prima boutique a Madison Avenue a New York. Inoltre dopo la collaborazione con il gruppo Estèe Lauder ha lanciato sul mercato un suo profumo dal nome di "Black Orchid" disponibile in diversi formati tra cui un'edizione limitata con un prezioso flacone di cristallo nero Lalique. Nella primavera del 2007 è stata presentata la collezione maschile che porta il suo nome. La linea menswear sarà disponibile fino al 2008 nelle boutique monomarca Ermenegildo Zegna e successivamente in punti vendita selezionati. Per le campagne pubblicitarie delle sue linee si è affidato allo stile forte di Marilyn Minter e Terry Richardson. Cinema[modifica] Tom Ford alla 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Ford da sempre attento allo stile e al glamour hollywoodiano, ha sempre avuto contatti con il mondo del cinema, nel 2001 è apparso come se stesso nel film Zoolander e nel 2008 ha curato gli abiti di James Bond/Daniel Craig in Quantum of Solace. Sempre nel 2008 Ford decide di intraprendere una nuova avventura artistica, debuttando alla regia cinematografica con A Single Man.[1] Dopo aver acquistato i diritti del romanzo di Christopher Isherwood Un uomo solo, inizia le riprese del film tra ottobre e novembre 2008. Il film è stato presentato in concorso alla 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove ha ottenuto un'ottima accoglienza.[2][3] Il film ha come protagonista l'attore inglese Colin Firth, che si è aggiudicato per la sua interpretazione la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, e racconta una giornata ordinaria di un professore omosessuale e della sua solitudine dopo la morte del suo compagno. Ford cura anche la sceneggiatura e la produzione. Riconoscimenti[modifica] 1995 - Fashion's Future Best New Designer for Gucci - VH-1 Vogue Fashion Awards 1996 - Designer Internazionale dell'anno per Gucci - Fashion Editor's Club of Japan 1996 - Menswear and Womenswear Designer of the year for Gucci - VH-1 Vogue Fashion Awards 1996 - Designer Internazionale dell'Anno - Council of Fashion Designers of America 1999 - Womenswear Designer of the year for Gucci - VH-1 Vogue Fashion Awards 1999 - Style Icon Award - Elle Style Awards 2000 - Superstar Award - Fashion Group International’s Night of Stars 2000 - International Man of the Year Award - GQ Britain 2001 - Womenswear Designer of the year for Yves Saint Laurent Rive Gauche - Council of Fashion Designers of America 2001 - Miglior Fashion Designer - Time Magazine 2001 - Miglior Designer dell'anno per Gucci e Yves Saint Laurent Rive Gauche 2001 - Designer dell'anno - GQ 2002 - Designer di accessori dell'anno per Yves Saint Laurent Rive Gauche (2002) - Council of Fashion Designers of America 2002 - Designer of the Year for Yves Saint Laurent Rive Gauche - VH-1 Vogue Fashion Awards 2003 - Fashion Design Achievement Award - Cooper Hewitt Design Museum’s National Design Awards Note[modifica] ^ verycool.it. Tom Ford diventa regista. URL consultato il 28-12-2008. ^ Venezia: applausi per film Tom Ford A single man. corriere.it. URL consultato il 21-09-2009. ^ Mostra Venezia/ Applausi in sala per 'A single Man' di Tom Ford. notizie.virgilio.it. URL consultato il 21-09-2009. Bibliografia[modifica] Tom Ford di Tom Ford, Graydon Carter, Anna Wintour, Thames & Hudson (2004) (ISBN 0-500-51197-7) Altri progetti[modifica] Wikimedia Commons contiene file multimediali su Tom Ford Wikiquote contiene citazioni di o su Tom Ford Collegamenti esterni[modifica] (EN) Sito Ufficiale del gruppo Gucci (EN) Tom Ford fanpage Portale Biografie Portale Cinema Portale Moda Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Ford"

mercoledì 30 marzo 2011

Fukushima, fuma centrale gemella. Aiuti da Francia

Fukushima, fuma centrale gemella. Aiuti da Francia Tokyo: "Chiudere reattori impianto". No dalla Tepco. Emergenza in impianto Daiichi. Mare, radiazioni 3.355 volte oltre
Le notizie che arrivano da Fukushima continuano a far sentire impotente il mondo. Nella mattinata di mercoledì, il fumo ha fatto la sua comparsa anche nella centrale nucleare giapponese di Fukushima Daini, "gemella" dell’impianto di Fukushima Daiichi, dove da ormai quasi tre settimane si sta combattendo nel tentativo di evitare la fusione del nocciolo. La nube si è levata dalla sala comandi della centralina elettrica che alimenta le turbine di uno dei reattori di Daini e immediatamente è scattato l'allarme. Intanto Francia e Usa annuciano interventi di aiuto per contenere la radioattività.IODIO RADIATTIVO - Brutte nuove anche per quel che riguarda il tasso di iodio radioattivo nel mare, a 300 metri dalla centrale nucleare, che risulta essere 3.355 volte superiore al limite di legge. A rendere noti i valori è stata l'Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese. Il vicedirettore dell'Agenzia, Hidehiko Nishiyama, ha provato a minimizzare ricordando come la popolazione locale sia stata allontanata e come l'attività di pesca nella zona sia stata vietata. Il vicedirettore ha comunque ammesso di brancolare nel buio, e di non conoscere le cause dell'aumento del livello di radiazioni. "Dobbiamo capire al più presto cosa abbia determinato questo innalzamento", ha dichiarato Nishiyama.I PIANI - L'emergenza che ha il suo epicentro nei reattori della centrale di Fukushima non accenna a diminuire. Tokyo, secondo quanto si è appreso, starebbe valutando la possibilità di coprire i tre reattori danneggiati per ridurre le emissioni radioattive e di utilizzare un'autocisterna per sbarazzarsi dell'acqua contaminata persente nell'impianto. Il governo starebbe pensando di ricorrere a delle coperture speciali per i tetti e per le pareti degli edifici esterni dei reattori numero 1,3 e 4. Un altro piano preso in valutazione, prevede di ancorare un'autocisterna nell'Oceano Pacifico, vicino ai reattori 1 e 4, per eliminare l'acqua radioattiva rinvenuta nella sala macchine e in un tunnel in prossimità del reattore 2. Il portavoce del governo di Tokio ha annunciato, però, la soluzione più probabile - nel lungo termine - è quella dello smantellamento totale delle centrali di Fukushima: l'esecutivo giapponese, spinto dallo choc del Paese per quello che sta accadendo, potrebbe decidere per questa mossa 'drastica', ma deve affrontare le ritrosie della Tepco che vorrebbe chiudere solo quattro reattori. Intanto, il governo degli Stati Uniti ha fatto sapere che invierà un gruppo di robot in Giappone per cercare di riprendere il controllo della situazione a Fukushima.AIUTI DALLA FRANCIA - Gli Stati Uniti non saranno i soli a correre in aiuto del paese del Sol Levante. Anche la Francia ha annunciato di voler intervenire per contenere la radioattività e controllare la situazione dell’impianto di Fukushima. L’aiuto esterno sembra essere assolutamente necessario, il governo giapponese stesso ha ammesso di non poter dire quando riuscirà a riportare la situazione sotto controllo: "Stiamo studiando varie misure, ma in questa fase non siamo in grado di dire quando controlleremo di nuovo la situazione", ha ammesso Yukio Edano, portavoce del governo nipponico. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, che detiene la presidenza di turno del G20 e del G8, andrà a Tokyo giovedì; e in tal modo sarà il primo leader straniero in visita in Giappone dopo il disastro. La Francia ha già inviato due esperti in Giappone - uno del gruppo energetico Areva, un altro della Commissione per l’Energia Atomica (Cea)- per aiutare la Tepco, fortemente criticata per la sua gestione della crisi. CAPO TEPCO - Intanto si risolve un piccolo giallo. La stampa mondiale si era "accorta" solo lo scorso martedì 29 marzo della scomparsa di Masataka Shimizu, il presidente della Tepco di cui si erano perse le tracce, almeno in pubblico, dallo scorso 13 marzo. Oggi la soluzione: i media locali hanno precisato che l'uomo, 66 anni, nei giorni scorsi si era assentato per problemi di salute. Sarebbe stato ricoverato lo scorso martedì.IL BILANCIO - La polizia giapponese ha diffuso l'ultimo bilancio di terremoto e tsunami. I morti sono 11.232, 16.361 i dispersi. La provincia più colpita quella di Miyagi, dove le vittime sono state 6.843. Nel distretto di Iwate, i morti accertati sono 3.301. Nella provincia di Fukushima sono 1.030.

Concorsi truccati nelle università:

Concorsi truccati nelle università:perquisiti e indagati 22 docenti
ROMA - Ventidue docenti universitari, in undici città italiane, sono indagati e hanno subito perquisizioni nell'ambito di un'indagine della procura di Bari per reati contro la pubblica amministrazione, in relazione allo svolgimenti di concorsi pubblici universitari. Le perquisizioni vengono compiute dalla Guardia di finanza di Bari su disposizione del pm inquirente Renato Nitti. I reati contestati sono associazione per delinquere, corruzione, abuso d'ufficio e falsità ideologica. I fatti riguarderebbero la manipolazione di concorsi pubblici dal 2006 ad oggi per docenti di prima e seconda fascia. A Bari sono quattro gli indagati: Aldo Loiodice, docente di diritto costituzionale alla facoltà di giurisprudenza; Gaetano Dammacco, ordinario di diritto canonico ed ecclesiastico alla facoltà di scienze politiche; Roberta Santoro della facoltà di Scienze politiche e Maria Luisa Lo Giacco, ricercatrice di diritto ecclesiastico. Quattro docenti sono indagati a Milano, tre a Napoli, due a Roma, due a Piacenza e due a Reggio Calabria; uno a Bologna, a Firenze, Macerata, Teramo e Messina.A Milano sono stati perquisiti studi e abitazioni di tre docenti. Si tratta di Giuseppe Ferrari, ordinario di diritto pubblico e comparato all'Università Bocconi, di Giuseppe Casuscelli e di Enrico Vitali, entrambi ordinari di diritto canonico ed ecclesiastico alla Statale. I magistrati baresi per le perquisizioni si sono avvalsi della collaborazione dei colleghi di Milano come «presenza di garanzia». I docenti avrebbero manipolato «l'esito di molteplici procedure concorsuali pubbliche bandite sul territorio» attraverso «accordi, scambi di favore, sodalizi e patti di fedeltà».

M.O.: raid israeliano su Gaza, morto militante Jihad palestinese

M.O.: raid israeliano su Gaza, morto militante Jihad palestinese
Gaza, 30 mar. - (Adnkronos/Aki) - Un palestinese e' morto ed un secondo e' rimasto ferito stamane all'alba in seguito ad un raid aereo israeliano sulla striscia di Gaza. Secondo quanto si legge in una nota diffusa dalla Jihad islamica, i due palestinesi erano loro militanti e sono stato colpiti da un aereo senza pilota impegnato in una ricognizione nella zona di Rafah. I due giovani miliziani palestinesi sono stati colpiti da un missile mentre viaggiavano in moto. Fonti israeliane sostengono che i due si stavano recando verso il confine con lo stato ebraico per compiere un attacco, mentre i palestinesi sostengono che si stavano recando in moschea per la preghiera dell'alba. Prima di questo attacco era stato infatti lanciato un razzo dalla striscia di Gaza verso Israele, senza provocare vittime.

Siria, la polizia contro i manifestanti

Siria, la polizia contro i manifestanti
DAMASCO

I cecchini delle forze dell'ordine erano appostati sui tetti delle case, raccontano gli abitanti di Deraa: nella città divenuta negli ultimi 12 giorni l'epicentro della Siria che protesta, la polizia ha "solo" sparato in aria o con lacrimogeni per disperdere i manifestanti che erano tornati per le strade a chiedere democrazia. Non ci sarebbero state vittime. Il bilancio ufficioso dei morti è fermo a 61 morti, gli attivisti lo portano a più di cento vittime. Diverse centinaia le persone ferite e arrestate. Il quarantacinquenne presidente Bashar Assad sta per annunciare decisioni che «faranno piacere al popolo siriano». Lo garantisce Faurk al-Shara, vice presidente e già uomo di fiducia dell'ex leader Hafez Assad, del quale era il ministro degli Esteri. Al-Shara si riferisce alla promessa di un discorso televisivo nel quale Bashar dovrebbe annunciare la fine dello stato d'emergenza in vigore dal 1963, una nuova legge sui partiti, riforme e aumenti salariali. E soprattutto le dimissioni del governo. «Questione di un paio di giorni», era stato detto. Ma ancora si attende il famoso discorso televisivo.C'è chi sospetta che il regime sia ancora incerto fra adottare una linea morbida, aprendo il dialogo con gli oppositori senza sapere dove le richieste si fermeranno; o preferire la solita soluzione: la repressione violenta, anche questa del tutto imprevedibile tenendo conto di ciò che sta accadendo ovunque nel Medio Oriente. Nella città settentrionale del Paese, Latakia, è segnalato un massiccio spiegamento di truppe.Facendo eco a quanto già detto dal segretario di Stato Hillary Clinton, di nuovo ieri un funzionario dell'amministrazione americana ha esortato il Governo siriano a rinunciare all'uso della violenza e ascoltare le richieste del popolo. Gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di intervenire militarmente in Siria: il segretario di Stato è stata chiara domenica. Ma se il Paese di 22 milioni di abitanti precipitasse nella guerra civile, sarebbe difficile ignorare una Siria nel caos. Sembra molto preoccupato anche Recep Erdogan, il primo ministro turco che negli ultimi due giorni ha chiamato tre volte Assad invitandolo ad ascoltare le richieste della gente. «Non mi ha dato una risposta negativa», ha poi affermato Erdigan. Da qualche tempo la Turchia è diventata un partner commerciale essenziale per la sopravvivenza dell'economia siriana, in parte ancora sottoposta alle sanzioni americane imposte dall'amministrazione di George Bush subito dopo la guerra del Golfo del 2003.Nell'attesa che Bashar Assad decida se parlare e cosa dire esattamente, a Daraa, a Sud di Damasco, la gente continua a manifestare. Non sono stati in molti ieri a scendere nelle strade attorno alla moschea di Omari, il cuore della rivolta contro il regime di Damasco. «Vogliamo dignità e libertà», cantavano i manifestanti. Fino a che Assad non dirà la sua, la gente ha continuato a chiedere la fine dello stato d'emergenza, il primo passo essenziale verso una qualsiasi riforma politica credibile. Ma c'è chi nel regime pensa che una concessione di questo genere sarebbe come ammettere una pericolosa debolezza.
estratto da: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-03-29/siria-polizia-contro-manifestanti-063711.shtml?uuid=AaxRONKD

Reader's Digest


Selezione dal Reader's Digest è stata una rivista mensile fondata a Milano nel 1948, come versione italiana della rivista statunitense Reader's Digest. Indice[nascondi] 1 Storia 2 Lingue di pubblicazione 3 Note 4 Collegamenti esterni [modifica] Storia Edita dalla casa editrice Edizioni Selezione Reader's Digest, con sede a Milano in via Alserio n. 10, ha cessato le pubblicazioni nel dicembre 2007. La casa madre statunitense, fondata a New York nel 1922 da Roy DeWitt Wallace e dalla moglie Lila Bell Wallace, è stata per moltissimi anni il mensile generalista più venduto negli Stati Uniti. Nel 2004 raggiunse la tiratura di 12,5 milioni di copie. In seguito si è verificato un forte calo delle vendite, e in agosto 2009 la società editrice ha annunciato di voler ricorrere al Chapter 11 per la procedura di bancarotta controllata, contando in tal modo di risanare i debiti e di poter continuare l'attività.[1] Selezione dal Reader's Digest ha goduto per molto tempo di un notevole successo editoriale, puntando soprattutto sugli abbonamenti. A partire dal 1959 sono stati messi in vendita, con sconti speciali per gli abbonati, altri prodotti editoriali, tra cui dischi musicali e libri di vario genere, spesso in edizioni rilegate di un certo pregio, tra cui classici della letteratura, enciclopedie monografiche, manuali pratici e atlanti. Tra questi ultimi, da ricordare il Grande Atlante di Selezione dal Reader's Digest (1961), il Vocabolario illustrato della lingua italiana di Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli (1967) e l'Atlante del Mondo (1990). La rivista consisteva di articoli trattanti vari argomenti: attualità, storia, sport, scienza, con interviste o articoli su personaggi famosi. Vi erano inoltre articoli e consigli riguardanti la salute. [modifica] Lingue di pubblicazione Versioni della rivista sono pubblicate in 78 Paesi in 21 lingue, tra cui le seguenti: arabo cinese coreano danese finlandese francese hindi inglese inglese braille norvegese olandese polacco portoghese russo slovacco spagnolo svedese thailandese tedesco ungherese [modifica] Note ^ http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/spettacoli_e_cultura/readers-bancarotta/readers-bancarotta/readers-bancarotta.html [modifica] Collegamenti esterni (EN) Sito ufficiale inglese del Reader's Digest Portale Editoria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di editoria Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Selezione_dal_Reader%27s_Digest" Categorie: Mensili italiani Riviste statunitensi


Reader's Digest is a monthly general interest family magazine, based in Chappaqua, New York. It was founded in 1922, by DeWitt Wallace and Lila Bell Wallace. For many years, Reader's Digest was the best-selling consumer magazine in the U.S., losing the distinction in 2009 to Better Homes and Gardens. According to Mediamark Research, it reaches more readers with household incomes of $100,000+ than Fortune, The Wall Street Journal, Business Week and Inc. combined.[1] Global editions of Reader's Digest reach an additional 40 million people in more than 70 countries, with 50 editions in 21 languages. It has a global circulation of 17 million, making it the largest paid circulation magazine in the world. It is also published in braille, digital, audio, and a version in large type called Reader's Digest Large Print. The magazine is compact, with its pages roughly half the size of most American magazines'. Hence, in the summer of 2005, the U.S. edition adopted the slogan, "America in your pocket." In January 2008, it was changed to "Life well shared." Contents[hide] 1 History 1.1 Inception and growth 1.1.1 Business organization and ownership 1.2 Sweepstakes agreement 2 Direct marketing 3 Criticism 4 International editions 4.1 Arabic editions 4.2 Canadian edition 4.3 Indian edition 5 Books 6 Editors 7 See also 8 Notes 9 References 10 External links [edit] History This section requires expansion with:Early years. [edit] Inception and growth Logo used until 2007 (January 2008 issue) The magazine was started by Dewitt Wallace, while recovering from shrapnel wounds received in World War I. Wallace had the idea to gather a sampling of favorite articles on many subjects from various monthly magazines, sometimes condensing and rewriting them, and to combine them into one magazine.[2] Since its inception, Reader's Digest has maintained a conservative[3] and anti-communist perspective on political and social issues.[4] The Wallaces initially hoped the journal could provide $5,000 of net income. Mr. Wallace’s continuing correct assessment of what the potential mass-market audience wanted to read led to rapid growth. By 1929, the magazine had 290,000 subscribers and had a gross income of $900,000 a year. The first international edition was published in the United Kingdom in 1938 and was sold at 2 shillings. By the 40th anniversary of Reader’s Digest, there were 40 international editions, in 13 languages and Braille, and it was the largest-circulating journal in Canada, Mexico, Spain, Sweden, Peru and other countries, with a total international circulation of 23 million.[2] The first "Word Power" column of the magazine was published in the January 1945 edition.[5] The author's name, Wilfred J. Funk, was disclosed in the February 1945 issue.[6] In 1952 the magazine published "Cancer by the Carton", a series of articles that linked smoking with lung cancer.[7] This first brought the dangers of smoking to public attention which, up to then, had ignored the health threats. From 2002 through 2006, Reader's Digest conducted a vocabulary competition in schools throughout the United States called Reader's Digest National Word Power Challenge (NWPC). In 2007, the magazine said it had decided not to have the competition for the 2007–2008 school year, "but rather to use the time to evaluate the program in every respect, including scope, mission, and model for implementation."[8] In 2006, the magazine published three more local-language editions in Slovenia, Croatia and Romania. In October 2007, the Digest expanded in Serbia. The magazine's licensee in Italy stopped publishing in December 2007. The magazine launched in The People's Republic of China in 2008. For 2010, the U.S. edition of the magazine planned to decrease its circulation to 5.5 million, from 8 million, to publish 10 times a year rather than 12, and to increase digital offerings. It also planned to reduce its number of celebrity profiles and how-to features, and increase the number of inspiring spiritual stories and stories about the military.[9] [edit] Business organization and ownership The magazine's parent company, The Reader's Digest Association, Inc. (RDA), became a publicly traded corporation in 1990. As of 2010[update] RDA has reported a net loss each year since 2005[citation needed]. In March 2007, Ripplewood Holdings LLC led a consortium of private equity investors who bought the company through a leveraged buy-out for US$2.8 billion, financed primarily by the issuance of US$2.2 billion of debt.[2][2][9] Ripplewood invested $275 million of its own money, and had partners including Rothschild Bank of Zurich and GoldenTree Asset Management of New York. The private equity deal tripled the association's interest payments, to $148 million a year.[2] On 24 August 2009 RDA announced it had filed with the U.S. Bankruptcy court a pre-arranged Chapter 11 bankruptcy, in order to continue operations, and to restructure the $2.2 billion debt undertaken by the leveraged buy-out transaction.[2][10][11] The company emerged from bankruptcy with the lenders exchanging debt for equity, and Ripplewood's entire equity investment was extinguished.[2] In April 2010, the UK arm was sold to its management. It has a licensing deal with the US company to continue publishing the UK edition.[12] In the US the company cut the number of issues it published a year from 12 to 10 last year. It also cut its circulation guarantee for advertisers to 5.5 million copies from 8 million. [edit] Sweepstakes agreement In 2001, 32 states attorneys general reached agreements with the company and other sweepstakes operators to settle allegations that they tricked the elderly into buying products because they were a "guaranteed winner" of a lottery. The settlement required the companies to expand the type size of notices in the packaging that no purchase is necessary to play the sweepstakes, and to: Establish a "Do Not Contact List" and refrain from soliciting any future "high-activity" customers unless and until Reader's Digest actually makes contact with that customer and determines that the customer is not buying because he or she thinks that the purchase will improve his or her chances of winning. Send letters to individuals who spend more than $1,000 in a six-month period telling them that they are not required to make purchases to win the sweepstakes, that making a purchase will not improve their chances of winning and that, in fact, all entries have the same chance to win whether or not the entry is accompanied by a purchase.[13][14][15] The agreement appeared to adversely affect Reader's Digest circulation in the U.S.[clarification needed] Its 1970s peak circulation was 17 million U.S. subscribers.[2] [edit] Direct marketing RDA offers many mail-order products included with "sweepstakes" or contests. U.S. Reader's Digest and the company's other U.S. magazines do not use sweepstakes in their direct mail promotions. [edit] Criticism Reader's Digest in the UK has been criticised by the Trading Standards Institute for preying on the elderly and vulnerable with misleading bulk mailings that claim the recipient is guaranteed a large cash prize and advising them not to discuss this with anyone else. Following their complaint, an investigation was launched by the Advertising Standards Authority.[16] The ASA investigation upheld the complaint, ruling that the Reader's Digest mailing was irresponsible, misleading (particularly for the elderly) and had breached three clauses of the CAP code.[17] Reader's Digest were told not to use this mailing again. [edit] International editions Although Reader's Digest was founded in the U.S., its international editions have made it the best-selling monthly magazine in the world. The magazine's worldwide circulation including all editions has reached 17 million copies and 70 million readers. Reader's Digest is currently published in 52 editions and 35 languages and is available in over 100 countries, including Slovenia, Croatia, Romania, and the People's Republic of China in 2008. Its international editions account for about 50% of the magazine's trade volume. In each market, local editors commission or purchase articles for their own market and share content with US and other editions. The selected articles are then translated by local translators and the translations edited by the local editors to make them match the "well-educated informal" style of the American edition. Over the 87 years, the company has published editions in various languages in different countries, or for different regions. Usually these editions started out as translations of the US version of the magazine, but over time many non-US editions became unique, providing local material more germane to local readers. Local editions that still publish the bulk of the American Reader's Digest are usually titled with a qualifier, such as the Portuguese edition, Seleções do Reader's Digest (Selections from Reader's Digest), or the Swedish edition, Reader's Digest Det Bästa (The Best of Reader's Digest). The list is sorted by year of first publication.[18] Some countries had editions but no longer do; for example, the Danish version of Reader's Digest (Det Bedste) ceased publication in 2005 and was replaced by the Swedish version (Reader's Digest Det Bästa); as a result the Swedish edition covers stories about both countries (but written solely in Swedish). The Italian version (Selezione) ran for 60 years until it was shut down in 2007, and the Japanese edition ran from September 1946 until February 1986. 1938 - United Kingdom (sold in 2010, operated under licence) 1940 - Latin America (in Spanish) 1942 - Brazil 1943 - Sweden 1943 - Egypt (Arabic) (Al-Mukhtar) 1945 - Finland 1946 - Australia, Denmark (until 2005), Japan (until 1986) 1947 - Belgium (French), France, Norway 1948 - Canada (in English and French), Germany, Italy (until 2007), South Africa, Switzerland (in French and German) 1950 - Argentina, New Zealand 1952 - Austria, Spain 1954 - India (in English) 1957 - Netherlands 1965 - Hong Kong (in English), Southeast Asia (in Traditional Chinese) 1968 - Belgium (Dutch) 1971 - Spanish speakers in the United States (in Spanish), Portugal 1978 - South Korea 1991 - Hungary, Russia 1993 - Czech Republic 1995 - Poland 1996 - Thailand 1997 - Slovakia 2004 - Indonesia 2005 - Romania, Slovenia, Croatia, Bulgaria 2007 - Bosnia and Herzegovina, Serbia, Ukraine 2008 - People's Republic of China [edit] Arabic editions The first Reader's Digest publication in the Arab World was printed in Egypt in September 1943.[19] The license was eventually terminated. The second effort and the first Reader's Digest franchise agreement was negotiated through the efforts of Frederick Pittera, in 1976, an American entrepreneur, who sold the idea to Lebanon's former Foreign Minister, Dr. Lucien Dahdah, then son-in-law of Suleiman Frangieh, President of Lebanon. Dahdah partnered with Ghassan Al Tueni, (former Lebanon Ambassador to the United Nations, and publisher of Al Nahar newspaper, Beirut), in publishing Reader's Digest in the Arabic language. It was printed in Cairo for distribution throughout the Arab world under title Al- Mukhtar. In format, Al-Mukhtar was the same as the U.S. edition with 75% of the editorial content. Dr. Philip Hitti, Chairman of Princeton University's Department of Oriental Languages and a team of Arabic advisers counseled on what would be of interest to Arabic readers. The publication of Al-Mukhtar was terminated by Reader's Digest in April 1993. [edit] Canadian edition The Canadian edition first appeared in February 1948, and today the vast majority of it is Canadian content. All major articles in the August 2005 edition and most of the minor articles were selected from locally-produced articles that matched the Digest style. There is usually at least one major American article in most issues. "Life's Like That" is the Canadian name of "Life in These United States." All other titles are taken from the American publication. Recent "That's Outrageous" articles have been using editorials from the Calgary Sun. Under new management—the new editor is Robert Goyette—the Canadian edition continues to publish. [edit] Indian edition The Indian edition was first published in 1954. Its circulation then was 40,000 copies. Today, the magazine is published in India by Living Media India Ltd., and sold over 600,000 copies monthly in 2008. It prints Indian and international articles.[20] The Indian Reader’s Digest was owned for many years by the Tata Group of companies.[20] Reader’s Digest first entered India in 1954. It is currently owned by the Living Media Group.[20] According to the Indian Readership Survey Round II of 2009, the readership for Reader’s Digest is 39.4 lakhs, second only to India Today at 56.2 lakhs.[20] The Indian edition is controlled by the India Today Group; the Chief Executive Officer is Ashish Bagga. The Digest Editor is Mohan Sivanand.[21] [edit] Books Reader's Digest publishes bi-monthly a series of softcover anthology books called Reader's Digest Select Editions (previously known as Reader's Digest Condensed Books) such as 700 Years of Classical Treasures: A Tapestry in Music and Words. During the 1970s, there was also a Reader's Digest Press which published full-length, original works of non-fiction. [edit] Editors Lila Bell Wallace and DeWitt Wallace (1922–1964) Hobart D. Lewis (1964–1976) Edward T. Thompson (1976–1984) Kenneth O. Gilmore (1984–1990) Kenneth Tomlinson (1990–1996) Christopher Willcox (1996–2000) Eric Schrier (2000–2001) Jacqueline Leo (2001–2007) Peggy Northrop (2007–present) [edit] See also World's Best Reading List of United States magazines [edit] Notes ^ Doran, James (2006-11-17). "Reader's Digest sold to private equity firm for $2.4bn". Times Online (London). http://business.timesonline.co.uk/tol/business/industry_sectors/media/article639494.ece. Retrieved 24 October 2008. ^ a b c d e f g h Segal, David (December 20, 2009). "A Reader’s Digest That Grandma Never Dreamed Of". New York Times. http://www.nytimes.com/2009/12/20/business/media/20digest.html. Retrieved December 20, 2009. ^ McGuire, Patrick A. (August 25, 1993). "Doing the Right thing Reader's Digest's lasting appeal: Condensed and conservative". [The Baltimore Sun]. Archived from the original on November 24, 2010. http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:http://articles.baltimoresun.com/1993-08-25/features/1993237139_1_reader-digest-successful-magazine-100-million-readers. Retrieved January 9, 2011. "Still, says Mr. Heidenry, the Digest has a blind side. 'It persists in a right wing ideology,' he says, 'and they don't print two sides to a question.'" ^ Condensing the Cold War : Reader’s Digest and American Identity by Joanne P. Sharp. University of Minnesota Press, 2000. ^ pages 29 and 103 ^ Don R. Vaughan, Ph.D., vocabulary columnist ^ "CNN Interactive". Cnn.com. http://www.cnn.com/US/9705/tobacco/history/. Retrieved 2009-06-22. ^ "Reader's Digest National Word Power Challenge Program Announcement". Reader's Digest. http://www.rd.com/nwpc/. Retrieved 2009-06-19. ^ a b Stephanie Clifford (June 18, 2009). "Reader’s Digest Searches for a Contemporary Niche". New York Times. http://www.nytimes.com/2009/06/19/business/media/19readers.html?_r=1. ^ Reader's Digest Association - News & Releases ^ "Reader's Digest Plans Chapter 11 Filing". The New York Times. 2009-08-17. http://dealbook.blogs.nytimes.com/2009/08/17/readers-digest-plans-chapter-11-filing/?hpw. Retrieved 2010-05-22. ^ Moore Stephens sells Reader's Digest to Jon Moulton business, Accountancy Age, 12 April 2010 ^ "Reader's Digest Enters Into Multi-state Sweepstakes Agreement Agrees to Pay $6 Million in Consumer Restitution". Nj.gov. http://www.nj.gov/oag/ca/press/digest.htm. Retrieved 2009-06-22. ^ "News & Alerts - California Dept. of Justice - Office of the Attorney General". Ag.ca.gov. 2001-03-08. http://www.ag.ca.gov/newsalerts/release.php?id=1074&year=2001&month=3. Retrieved 2009-06-22. ^ Schultz, Ray (2001-03-08). "Reader's Digest Agrees to Sweeps Restrictions". Directmag.com. http://directmag.com/news/marketing_readers_digest_agrees/. Retrieved 2009-06-22. ^ "BBC article about misleading advertising investigation". BBC News. 2008-06-07. http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk/7441437.stm. Retrieved 2010-09-14. ^ "UK Advertising Standards Agency adjudication on misleading marketing". 2008-06-07. http://www.asa.org.uk/Complaints-and-ASA-action/Adjudications/2008/9/The-Readers-Digest-Association-Ltd/TF_ADJ_44924.aspx. Retrieved 2010-09-14. ^ "Reader's Digest Timeline". Phx.corporate-ir.net. 2007-03-03. http://phx.corporate-ir.net/phoenix.zhtml?c=71092&p=irol-rdatimeline. Retrieved 2009-06-22. ^ http://www.nagam.org/showthread.php?t=3159 An Arabic Article about the history of the Arabic version ^ a b c d Indian version of Reader's Digest ^ Staff details, Indian version [edit] References John Bainbridge, Little Wonder. Or, the Reader's Digest and How It Grew, New York: Reynal & Hitchcock, 1945. John Heidenry, Theirs Was the Kingdom: Lila and DeWitt Wallace and the Story of the Reader's Digest, New York/London: W.W. Norton, 1993 Samuel A. Schreiner, The Condensed World of the Reader's Digest, New York: Stein and Day, 1977. James Playsted Wood, 1958: Of Lasting Interest: The Story of the Reader's Digest, Westport, Connecticut: Greenwood Press, 1958. Clem Robyns, "The Internationalisation of Social and Cultural Values: On the Homogenization and Localization Strategies of the Reader's Digest", in Jana Králová & Zuzana Jettmarová, Translation Strategies and Effects in Cross-Cultural Value Transfers and Shifts, Prague: Folia Translatologica, 83-92, 1994 Joanne P. Sharp, Condensing the Cold War: Reader's Digest and American Identity, University of Minnesota Press, 2000. Joanne P. Sharp, Hegemony, popular culture and geopolitics: the Reader's Digest and the construction of danger, Political Geography, Elsevier, 1996. [edit] External links Official website

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