Pietro Berti

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Anchorage

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martedì 21 dicembre 2010

CAVALIERI DI MALTA


dal sito http://it.wikipedia.org/wiki/Cavalieri_Ospitalieri

Quella dei Cavalieri Ospitalieri o Ospedalieri, nati come Cavalieri dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, quindi conosciuti come Cavalieri di Rodi e in seguito come Cavalieri di Malta, è una tradizione che inizia come ordine ospedaliero benedettino intorno alla prima metà dell'XI secolo a Gerusalemme e divenuto, in seguito alla prima crociata, un ordine religioso cavalleresco cristiano dotato di un proprio statuto a cui fu affidata la cura e la difesa dei pellegrini diretti in Terra santa.[1]
In seguito alla perdita dei territori cristiani in Terrasanta, l'Ordine si rifugiò brevemente a Cipro e poi a Rodi, su cui estese la propria sovranità, e successivamente a Malta con lo stato di vassallo del re di Sicilia. Si può dire che l'ordine medioevale sia giunto ad un termine a seguito della sua espulsione da Malta da parte di Napoleone (1798). Il Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) costituisce il principale successore di questa tradizione: è presente in oltre 110 paesi e, abbandonato l'impegno militare, realizza iniziative a carattere benefico ed assistenziale. Esistono inoltre altri Ordini, come il Venerabile Ordine di San Giovanni, con sede a Londra e l'Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo, già sotto protezione degli Hohenzollern.

Storia [modifica]
Fondazione e primi anni [modifica]
Nel 600 all'abate Proebus fu commissionata da Papa Gregorio Magno la costruzione di un ospedale a Gerusalemme per avere cura dei pellegrini cristiani in Terrasanta. Nel IX secolo Carlo Magno, imperatore del Sacro Romano Impero, ingrandì l'ostello di Probus e vi aggiunse una biblioteca. Circa due secoli dopo, nel 1005, l'Imām fatimide al-Hākim distrusse l'ostello assieme con altri tremila edifici. Fece portare ai cristiani, appese al collo, delle croci di legno, lunghe circa un metro e larghe mezzo. Malgrado ai cristiani non fosse permesso di acquistare schiavi, maschi o femmine, e godessero di pochi privilegi, ad essi era concesso di usare i cavalli a condizione che essi cavalcassero con la sella di legno e finimenti disadorni. Nel 1023 dei mercanti da Amalfi e Salerno ebbero il permesso dall'Imām fatimide d'Egitto al-Zāhir (reg. 1021-1036) di ricostruire l'ospizio a Gerusalemme. L'ospizio, che fu edificato sul luogo del monastero di San Giovanni Battista, serviva i pellegrini cristiani che viaggiavano per visitare i paesi e i luoghi dove Gesù era nato, vissuto, morto, risorto e asceso al cielo. Questa struttura era servita da monaci benedettini. L'Ordine Ospitaliero fu fondato in seguito alla prima crociata dal Beato Gerardo, ritenuto da alcuni amalfitano da altri francese,[2] il cui ruolo di fondatore fu confermato da una bolla papale di papa Pasquale II nel 1113. Gerardo acquisì terre e rendite per il suo Ordine per tutto il Regno di Gerusalemme e dintorni. Il suo successore Raymond du Puy de Provence istituì il primo ospizio degli Ospitalieri nei pressi della Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Il gruppo inizialmente si prendeva cura solo dei pellegrini giunti a Gerusalemme, ma presto l'ordine estese i suoi servizi alla scorta armata ai pellegrini. La scorta in breve crebbe fino a diventare una sostanziosa forza armata.
Assieme con i Cavalieri Templari, formatisi poco dopo nel 1119, gli Ospitalieri divennero uno dei più potenti gruppi cristiani nell'area. L'Ordine cominciò a distinguersi in battaglia contro i musulmani e i suoi soldati indossavano una sopravveste nera con una croce bianca. Dalla metà del XII secolo l'ordine era nettamente diviso tra membri militari e coloro che prestavano assistenza ai malati. Era ancora un ordine religioso e godeva di privilegi funzionali concessi dal papato, tra i quali l'indipendenza da ogni autorità che non fosse quella del papa stesso, l'esenzione dai tributi e la concessione di edifici religiosi.
Molte delle fortificazioni più importanti in Terrasanta erano opera dei Templari o degli Ospitalieri: nel Regno di Gerusalemme gli Ospitalieri tenevano sette grandi forti e altri 140 possedimenti nell'area. I due maggiori, le loro basi nel Regno e nel Principato di Antiochia, erano il Krak dei Cavalieri e Margat, situati il primo in Siria e il secondo nei pressi di Tripoli (oggi in Libano). Le proprietà dell'ordine erano divise in priorati, organizzati in baliati che, a loro volta erano suddivisi in capitanerie.
Cavalieri di Cipro e Rodi [modifica]
La forza crescente dell'Islam alla fine costrinse i Cavalieri ad abbandonare i loro possedimenti storici in Gerusalemme. Dopo la caduta del regno di Gerusalemme (Gerusalemme stessa cadde nel 1187) i Cavalieri si trovarono confinati nella Contea di Tripoli e quando anche San Giovanni d'Acri venne catturata, nel 1291, l'Ordine cercò rifugio presso il Regno di Cipro. Trovandosi progressivamente coinvolti nella politica di questo regno, il loro Gran Maestro Guillaume de Villaret ideò un piano per conquistare un proprio dominio temporale e scelse Rodi come nuova patria dell'Ordine. Fu il suo successore Folco di Villaret a realizzare questo programma ed il 15 agosto 1309, dopo una campagna durata due anni, l'isola di Rodi si arrese ai Cavalieri, che ottennero anche il controllo di diverse isole limitrofe e quello dei porti anatolici di Bodrum e Kastellòrizo.
L'ordine dei Cavalieri Templari fu sciolto nel 1312 e la gran parte delle sue proprietà venne conferita agli Ospitalieri. I possedimenti templari erano organizzati in otto Lingue (una ciascuna in Alvernia, Aragona, Castiglia, Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Provenza). Il priore inglese all'epoca era Philip Thame, che acquisì i possedimenti allocati alla lingua inglese tra il 1330 ed il 1358. Una volta a Rodi, e ormai noti come i Cavalieri di Rodi, essi furono obbligati a sviluppare soprattutto il lato militare della propria attività, impegnandosi soprattutto contro i corsari berberi. Gli Ospitalieri, nel corso del Quindicesimo secolo, si opposero vittoriosamente a due tentativi d'invasione: uno del 1444 ad opera del sultano mamelucco d'Egitto, il secondo ad opera del sultano ottomano Maometto II nel 1480 che, dopo la caduta di Costantinopoli, vedeva nei Cavalieri uno dei suoi nemici principali.
Nel 1522 comunque gli Ospitalieri dovettero affrontare un tipo di esercito completamente diverso, quando 400 navi sotto il comando di Solimano il Magnifico sbarcarono sull'isola 200.000 uomini. Per fronteggiare questo esercito i Cavalieri avevano meno di 7.000 uomini e la protezione offerta dalle mura della città. L'assedio durò sei mesi, alla fine dei quali ai sopravvissuti fu concesso di abbandonare Rodi.
Sviluppi protestanti nell'Europa continentale [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo.
In seguito alla riforma protestante, la maggior parte dei capitoli tedeschi proclamò la propria fedeltà all'Ordine pur accettando la teologia protestante. L'Ordine permane sino ai nostri giorni, con il nome di Balley Brandenburg des Ritterlichen Ordens Sankt Johannis vom Spital zu Jerusalem (i.e. Baliato di Brandeburgo dei Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni dell'Ospedale di Gerusalemme) e ha sviluppato una crescente indipendenza dalla Casa Madre cattolica dell'Ordine. Il ramo protestante dell'Ordine si è diffuso anche in altri paesi protestanti (Ungheria, Olanda e Svezia).
Attualmente anche queste ramificazioni sono indipendenti e si sono coordinate in una forma piuttosto lasca di alleanza con l'ordine Britannico nella Alleanza degli Ordini di San Giovanni di Gerusalemme.
La riforma anglicana e la situazione inglese [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Ordine di San Giovanni.
Le proprietà dell'Ordine in Inghilterra erano state confiscate da re Enrico VIII a causa di una disputa con il papato sul mancato annullamento del suo matrimonio con Caterina di Aragona, che alla fine portò alla chiusura dei monasteri. Anche se formalmente non erano stati soppressi, questo causò la fine delle attività della Lingua Inglese. Alcuni Cavalieri scozzesi rimasero in comunione con la Lingua Francese dell'Ordine. Nel 1831, un nuovo British Order venne fondato dai Cavalieri francesi e divenne noto come il Molto Venerabile Ordine di San Giovanni di Gerusalemme nel Regno Britannico. Ricevette un accredito reale (Royal Charter) dalla regina Vittoria nel 1888 e si diffuse nel Regno Unito, nel British Commonwealth, e negli Stati Uniti. Comunque, il Molto Venerabile Ordine di San Giovanni di Gerusalemme venne riconosciuto dal Sovrano Ordine Militare di Malta soltanto nel 1963. Le ben note attività dell'Ordine si basano attorno alla Ambulanza di San Giovanni.
Cavalieri di Malta [modifica]
Dopo sette anni di spostamenti della loro sede principale, da un luogo all'altro in Europa, i Cavalieri si insediarono quindi a Malta nel 1530 per iniziativa di papa Clemente VII e dell'imperatore Carlo V, con il consenso del loro feudatario il Re di Sicilia (che a quell'epoca era poi lo stesso imperatore Carlo V). Il tributo annuale di vassallaggio per l'isola di Malta era un singolo falcone maltese, che essi dovevano dare nel giorno di Ognissanti al Viceré di Sicilia, che faceva le funzioni di rappresentanza del re (questo fatto storico fu utilizzato per la trama del famoso romanzo di Dashiell Hammett, Il falcone maltese). I Cavalieri possedevano in questo periodo ancora la città di Tripoli, l'attuale capitale della Libia, detta Tripoli di Berberia per distinguerla dall'altra Tripoli, detta di Siria, nell'attuale Libano. Questa città venne loro tolta da Dragut nel 1551.
Per il possesso dell'arcipelago maltese, i Cavalieri Ospitalieri vennero dunque soprannominati Cavalieri di Malta e continuarono la loro azione contro la guerra di corsa musulmana, combattendo con la loro flotta i corsari provenienti dal Nordafrica berbero. Malgrado avessero a disposizione solo poche navi, erano degli esperti navigatori e causarono non poche noie alle navi ottomane, attirando nuovamente le ire degli Ottomani, che non erano affatto felici di vedere l'Ordine ristabilito. Di conseguenza essi riunirono un'altra grossa forza militare con lo scopo di eliminare i Cavalieri da Malta e nel 1565 invasero l'isola, dando inizio al grande assedio di Malta.
L'assedio durò circa quattro mesi, durante i quali i Turchi espugnarono una dopo l'altra le posizioni dei Cavalieri, pagando tuttavia un prezzo altissimo per ogni conquista; nella battaglia trovò la morte anche il comandante turco, il famoso corsaro Dragut. Infine il 6 settembre, quando ormai i difensori di Malta erano ridotti a circa 600 (da 9000 che erano inizialmente, di cui 700 Cavalieri), arrivò in loro aiuto la flotta spagnola partita dalla Sicilia. Anche gli Ottomani erano ormai così provati che si ritirarono quasi senza combattere: avevano perso circa 30000 uomini.
L'assedio è vividamente ritratto nell'affresco di Matteo Perez d'Aleccio nella Sala di San Michele e San Giorgio, nota anche come la Stanza del Trono, nel Palazzo del Gran Maestro, nella città della Valletta. Quattro dei modelli originali, dipinti ad olio da Perez d'Aleccio tra il 1576 ed il 1581, si trovano nella Stanza Cubica della casa della regina, a Greenwich (Londra).
Dopo l'assedio fu necessario costruire una nuova città: l'attuale città della Valletta, così chiamata in memoria del valoroso gran maestro Jean de la Valette che aveva organizzato e diretto la difesa. In essa, continuando la tradizione assistenziale dell'Ordine, fu costruito anche quello che era allora il più grande e moderno ospedale d'Europa, dove cristiani, musulmani ed ebrei venivano curati insieme senza distinzione.
Nel 1571 i cavalieri di Malta parteciparono alla grande battaglia di Lepanto, al fianco di spagnoli, veneziani e pontifici contro la flotta ottomana, sotto il comando di don Giovanni d'Austria, figlio naturale dell'imperatore Carlo V. Gli Ottomani erano inferiori nel numero di cannoni, nella capacità di manovra e nella velocità, ed alla fine della giornata la quasi totalità della loro flotta era distrutta o catturata. Le navi maltesi erano schierate all'ala destra: la loro ammiraglia fu abbordata da più navi nemiche, ma l'equipaggio si difese con tale energia che, quando infine le altri navi cristiane arrivarono ad aiutarli, trovarono solo un tappeto di cadaveri, tra i quali erano ancora vivi soltanto tre cavalieri, feriti e privi di sensi. L'episodio è riferito anche da Miguel de Cervantes (che combatté a Lepanto) nel Don Chisciotte.
Nel 1607 al Capo di stato, il Gran Maestro, venne riconosciuto lo status di Reichsfürst (Principe del Sacro Romano Impero) e nel 1630 venne premiato con un grado ecclesiastico pari a quello di un cardinale, con l'unico ed ibrido titolo di Sua Altezza Eminentissima, riflettendo entrambe le qualità che lo qualificano come un vero principe della Chiesa. In quegli anni si rifugiò a Malta, per un breve periodo, il pittore Caravaggio, in fuga da Roma dove era ricercato per avere ucciso un uomo durante una rissa; per la sua fama fu ammesso nell'Ordine, ma anche a Malta finì per mettersi nei guai e dovette fuggire di nuovo.
In seguito alla vittoria navale di Lepanto i Cavalieri continuarono ad attaccare i corsari e la loro base divenne un centro per la tratta degli schiavi, dove si vendevano africani catturati e Turchi, riscattando e liberando allo stesso tempo gli schiavi cristiani. Malta rimase un mercato di schiavi fino al XVIII secolo.[3] Servivano non meno di mille schiavi solo per equipaggiare le galee dell'Ordine di Malta.
Agitazione in Europa [modifica]
Il gruppo perse un gran numero di possedimenti in seguito all'ascesa del Protestantesimo ma sopravvisse a Malta. La proprietà del ramo inglese fu confiscata nel 1540. Nel 1577 il balivo tedesco di Brandeburgo divenne Luterano, ma continuò a pagare i propri contributi finanziari all'Ordine, fino a che il ramo prussiano fu convertito in un ordine onorifico dal re di Prussia nel 1812. Il Johanniter Orden fu restaurato come Ordine prussiano dei Cavalieri Ospitalieri nel 1852 con il nome di Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo.
I Cavalieri di Malta fruirono di una forte presenza all'interno della Marina Imperiale Russa e della Marina francese pre-rivoluzionaria. Quando De Poincy venne nominato governatore della colonia francese sull'isola di Saint Kitts nel 1639, era già un importante Cavaliere di San Giovanni ed abbigliava il suo seguito di collaboratori con gli emblemi dell'Ordine. La presenza dell'Ordine nei Caraibi venne cancellata dopo la sua morte nel 1660. Acquistò anche l'isola di Saint Croix come suo feudo personale e la dedicò ai Cavalieri di San Giovanni. Nel 1665 St. Croix venne acquistata dalla Compagnia francese delle Indie Occidentali, ponendo fine alle loro attività nei Caraibi.
L'ordine era suddiviso in "Lingue" che costituivano le varie nazioni di appartenenza dei cavalieri. Queste erano quelle di Provenza (Gran Priorato di Saint Gilles), Alvernia, Francia, Italia, Aragona, Alemagna (Gran Priorato di Heitersheim), Castiglia, e da 1780 quella di Baviera e Inghilterra. L'isola da feudo imperiale concesso all'Ordine da Carlo V diviene dal 1530 feudo del Regno di Sicilia con l'obbligo di inviare al viceré ogni anno un falcone in segno di omaggio feudale.
Nel 1789 in Francia si scatenò la rivoluzione ed il furore anti-aristocratico, obbligando molti cavalieri francesi e nobili a fuggire per salvare le loro vite (fatti simili si sarebbero ripetuti in Russia un secolo dopo). Molte delle tradizionali fonti di sostentamento dell'Ordine provenienti dalla Francia furono perdute per sempre. Aggiungendo al danno la beffa, nel 1792 il Governo francese confiscò i diritti, partecipazioni e proprietà dell'Ordine presenti sul territorio francese.
La perdita di Malta [modifica]
La loro roccaforte mediterranea di Malta venne espugnata da Napoleone Bonaparte nel 1798, nel corso della sua spedizione in Egitto. Napoleone chiese di poter rifornire di acqua la propria flotta diretta in Egitto. Il Gran Maestro Ferdinand von Hompesch, impreparato e indeciso, dopo aver tergiversato a lungo acconsentì a patto che non entrassero nel Porto Grande più di quattro navi francesi contemporaneamente. Napoleone si spazientì e prese a pretesto questa bizzarra richiesta per attaccare la rocca ed impadronirsene, aiutato in questo anche da alcuni Cavalieri della Bandiera di Francia, già contattati in precedenza da una falsa missione commerciale francese. Al Gran Maestro, che aveva nominalmente solo 1.200 uomini a disposizione per combattere, non rimase altro che la resa, avvenuta il 12 giugno.[4]
Napoleone spogliò l'Ordine di molti dei tesori conservati sull'isola per finanziare la sua spedizione ma non poté usufruirne poiché la nave che trasportava gran parte del bottino fu affondata meno di due mesi dopo dall'ammiraglio inglese Orazio Nelson alla battaglia del Nilo.
Con la resa senza condizioni (12 giugno 1798) del Gran Maestro Fra' Ferdinando von Hompesch, iniziò l'esilio dei Cavalieri in tutto il mondo, sia presso i Priorati esistenti, che presso regnanti e nobili amici. Questi si trasferirono in Italia, Spagna, Polonia, Germania, Inghilterra e persino nelle Americhe, mentre la maggior parte tra Cavalieri di ogni grado e Luogotenenti, si trasferirono in Russia.
In particolare si possono ricostruire queste migrazioni:
in Italia sotto la protezione di papa Pio VII;
in Spagna sotto la protezione di Carlo IV della casa reale di Borbone;
in Inghilterra sotto la protezione di Giorgio III della casa reale di Hannover;
in Russia sotto la protezione dello zar Paolo I (che ne divenne anche Gran Maestro), prima e poi, alla sua morte dal figlio, lo zar Alessandro I e quindi dai suoi eredi nel tempo;
negli Stati Uniti sin dal 1794, a seguito del trattato di alleanza e di reciproco riconoscimento di Malta con gli Stati Uniti d'America, firmato dal presidente James Monroe (si registrano numerosi Luogotenenti dei Cavalieri nelle Americhe agli inizi dell'Ottocento).
Sotto un profilo storico-giuridico, si potrebbe affermare che, con la "fuga" da Malta, l'Ordine si sia scisso, avendone diritto di continuità sia i Priorati esistenti (nei quali vi era un Vescovo delegato dal Papa o un Luogotenente abilitato alle investiture dei cavalieri dal Gran Maestro) che quanti erano abilitati appunto alle investiture precedentemente (come nelle Americhe).
Da Malta verso il mondo [modifica]
Pochissimi cavalieri dell'Ordine continuarono ad operare in Italia e Spagna e intrapresero negoziati con le potenze europee per il ritorno sull'isola. Lo zar di Russia Paolo I, giacché era stata istituito il Gran Priorato Russo dal Gran Maestro Emanuele De Rohan - Polduc (1797) a San Pietroburgo, concesse asilo a tutti i Cavalieri che erano "esiliati" appunto in qusta città (circa 400) e questa fu la continuazione dell'Ordine in terra Russa con il riconoscimento all'interno degli Ordini Imperiali russi. Nel contempo, i Cavalieri dei Priorati europei deposero il Gran Maestro Ferdinand von Hompesch ed elessero in sua vece lo zar Paolo I con l'approvazione del Papa che era preoccupato dello strapotere di Napoleone.
I Cavalieri appartenenti alla Lingua spagnola, non accettarono l'elezione a Gran maestro dello Zar Paolo I e si nominarono un altro Gran Maestro nella persona del Re di Spagna, Carlo IV. Da questa scissione nacque l'Ordine Reale dei cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme che tuttavia nel 1885, con la rinuncia all'esercizio del Gran Magistero di questo Ordine da parte del Re Alfonso XII, rientrò nell'Ordine di Malta con Gran Magistero a Roma. Un altro Ordine di ispirazione melitense era però sorto in Spagna nel 1833, in seguito alla guerra civile che vide contestare l'ascesa al trono da parte della Regina Isabella II, un gruppo di Cavalieri costituì un Ordine autonomo denominato Ordine Reale dei Cavalieri Ospedalieri di San Giovanni Battista i cui statuti furono approvati nel 1876 dal Re Alfonso XII, il quale assunse il titolo di Gran protettore, e poi da Papa Leone XIII nel 1880 e che esiste tutt'ora.
Dopo l'assassinio di Paolo I nel 1801, un nuovo Gran Maestro cattolico venne nominato a Roma nel 1803. Nei primi anni del 1800, l'Ordine era stato notevolmente indebolito con il trasferimento di alcuni Luogotenenti nelle Americhe e con l'adesione ad altri Ordini Cavallereschi cui confluivano alcuni Priorati in Europa. Soltanto il 10% dei guadagni dell'Ordine proveniva dalle fonti tradizionali Europee, con il rimanente 90% che proveniva dal Gran Priorato Russo di San Pietroburgo cui la Casa Romanov continuava a proteggere (1810).
Mentre lo Zar rimaneva autonomo appunto nelle investiture di Russia, da altre parti tali situazioni si riflettevano nel governo dell'Ordine, la cui guida era stata degradata al rango di Luogotenente piuttosto che di Gran Maestro nel periodo dal 1805 al 1879, quando papa Leone XIII restaurò l'Ordine, autorizzando l'elezione di un nuovo Gran Maestro. L'evento sottolineò il ripristino delle fortune dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme come organizzazione umanitaria e cerimoniale. Nel 1834, l'Ordine si stabilì nella sua attuale sede sull'Aventino, a Roma. Il nome dell'organizzazione allora ripristinata fu quello di Sovrano Militare Ordine di Malta, che sarà descritto ulteriormente nei prossimi paragrafi.
La situazione attuale dei Cavalieri di San Giovanni nel mondo [modifica]
L'Ordine è stato travagliato da vere e proprie crisi di identità dall'epoca della sua "cacciata" dall'isola di Malta.
Pur non essendo definitiva l'attuale situazione storica, si identificano le seguenti branche:
Lo SMOM (i Cavalieri rimasti in Italia sotto la protezione della Chiesa Cattolica) discende dal Gran Maestro Fra' Ferdinando von Hompesch. Questi "abdicò" a favore dello Zar Paolo I e, alla sua morte, Fra' Bartolomeo Ruspoli fu nominato Gran Maestro da Papa Pio VII) e, dopo di lui, fu il turno di Fra' Giovanni Battista Tommasi, il quale stabilì la sede dell'Ordine a Messina (1803). È l'unico ordine cavalleresco riconosciuto da oltre 80 Stati e gode di un posto di "osservatore" alle Nazioni Unite. Ha un suo governo, e molte prerogative di Stato autonomo. Da lui dipende il Corpo militare dell'ACISMOM, ausiliario dell Esercito Italiano.
Il Venerabile Ordine di San Giovanni, con sede in Londra con a capo S.A.R. la Regina d'Inghilterra. L'Ordine gestisce ambulanze ed Ospedali, è fortemente diffuso in tutto il Regno Unito. Ha stretto allenza con lo SMOM.
Baliaggio di Brandeburgo di San Giovanni e Gerusalemme (riconosciuto dalla Germania) Ha stretto allenza con lo SMOM.
Ordine di San Giovanni dei Paesi Bassi (riconosciuto dal Regno d'Olanda) Ha stretto allenza con lo SMOM.
Ordine di San Giovanni di Svezia (riconosciuto dal re di Svezia) Ha stretto allenza con lo SMOM [1].
Da essi discendono, più o meno legalmente, anche:
"Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme-Cavalieri di Malta" (non riconosciuto)
"Cavalieri ospedalieri del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme Ordine Ecumenico-Cavalieri di Malta" (non riconosciuto)
Sovrano Militare Ordine di Malta [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Sovrano Militare Ordine di Malta.
Il Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM, nome completo Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta) è un ordine religioso ed un soggetto di diritto internazionale. È considerato il principale discendente dei Cavalieri Ospitalieri medievali, anche se non il solo, e opera attualmente come organizzazione caritativa e cerimoniale largamente diffusa.
Lo SMOM ha stretto alleanza con altri ordini europei, tra cui il Venerabile Ordine di San Giovanni e l'Ordine Danese.
Lasciando Malta a Napoleone, i Cavalieri si diressero per la maggior parte verso i paesi di origine. Molti di loro andaro in Russia ottenendo la protezione dello Zar Paolo I. Altri si diressero in Spagna ed altri ancora nei vari Paesi Europei. In Italia, al seguito del Gran Maestro Von Hompesh (peraltro dimissionario), arrivarono soltanto 16 Cavalieri. L'Ordine fu poi ricostituito soltanto vari anni dopo.
Elenco dei Gran Maestri [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Gran Maestri dell'Ordine di Malta.
Note [modifica]
^ Agli Ospedalieri è assimilabile anche l'ordine monastico-cavalleresco dei Gerosolimitani, fondato a Gerusalemme alla fine della prima crociata con compiti di assistenza ospedaliera. Divenuto poi ordine cavalleresco vero e proprio, fu attivo in Terrasanta sino alla caduta di San Giovanni d'Acri, avvenuta nel 1291, e prima del trasferimento a Rodi (Fonte).
^ Secondo G.G Napione di Cocconato -Memorie dell'Accademia delle Scienze di Torino, vol XXIII pag. 175- fu ritrovata una pergamena, datata 2 novembre 1074, attestante che "Gerardo di Tonco offre alla chiesa di S. Nazario di Meirano un manso di terra vineato, prativo, arativo, con boschi sito tra la chiesa di S. Nazario e il borgo di Tonco a pochi chilometri dalla chiesa stessa, essendo egli in procinto di partire per un pellegrinaggio in Terra Santa"; è altresì comprovato il nome del primo Superiore dell'Ordine Ospitaliero di S. Giovanni in Gerusalemme come Gerard du Tunc; nel XI secolo si parlava la cosiddetta lingua "Franca", che determinava spesso contrazioni e trasformazioni di cognomi in ogni senso, è quindi possibile che Gerardo da Tonco, signore del feudo omonimo astigiano, seguendo gli ideali cavallereschi, partisse per la Terra Santa a combattere per il S. Sepolcro.
^ Salvatore Bono, Malta e Venezia fra corsari e schiavi (secc. XVI-XVIII) (Pdf - pubblicato in Mediterranea n. 7)
^ Napoleone, al rifiuto di acconsentire l'attracco alla flotta, dichiarò:
« Il generale Bonaparte prenderà con la forza quello che avrebbe dovuto essergli accordato spontaneamente. »
(Napoleone)Il generale Reynier occupò Gozo, Desaix La Valletta e Napoleone in persona condusse l'attacco principale che non ebbe praticamente storia.
Bibliografia [modifica]
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Alain Demurger, I cavalieri di Cristo: gli ordini religioso-militari del Medioevo (XI-XVI secolo), Milano, Garzanti, 2004. ISBN 88-11-69286-5 (ed. originale: Chevaliers du Christ, les ordres religieux-militaires au Moyen Age, Seuil, 2002. ISBN 2-02-049888-X)
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Claude Petiet, L'Ordre de Malte face aux Turcs: politique et stratégie en Méditerranée au XVIe siècle, Éd. Hérault, Paris 1997.
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Claude Petiet, Ces messieurs de la Religion. L'Ordre de Malte au XVIIIe siècle ou le crépuscule d'une èpopée, Éd. France Empire, Paris 1992.
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Alphandery, Paul, "La cristianità e l'idea di crociata". Edizioni Il Mulino, 1974
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Ambesi, Alberto Cesare. "I Rosacroce". Edizioni Armenia, 1975
Bertrand Galimard Flavigny, Histoire de l'Ordre de Malte, Perrin, Parigi, 2006
Bordonove, Georges. "Il Rogo dei Templari". Edizioni Sugar, 1969
Cardini, Franco. "Le crociate tra mito e realtà". Edizioni Nova Civitas, 1972*
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AA. VV., Voce: La fine dei Templari" a cura di Andreas Beck, Enciclopedia UTET,
Il Templare: uomo del Medioevo" di Loredana Imperio"I personaggi della storia Medioevale", Marzorati Editore 1987
Linage Conde, Antonio. "La vita monastica negli ordini militari" Edizioni Mondadori, 1964
Luttrell, Anthony. "Gli Ospedalieri a Cipro, a Rodi e in Grecia". Edizioni Saim, 1980
Malta, Miller Distributors Limited Guides, Plurigraf, 2001
Mola, Aldo A. "Storia della massoneria italiana". Edizioni Bompiani, 1976
Nicholson, Helen. "Templari, Ospedalieri e Teutonici". Edizioni Longanesi, 1974
Joseph Delaville Le Roulx, Les Hospitaliers en Terre Sainte et à Chypre, 1100-1310, E. Leroux, Parigi, 1904
Roger Peyrefitte, Cavalieri di Malta, Milano, Soc. Ed. Longanesi, maggio 1968 Robert Serrou, L'Ordre de Malte, Éditions Guy Victor, 1963
Tate, George. "L'Orient des Croisades". Editions Gallimard, 1991
Zolla, Elémire. " I mistici". Edizioni Garzanti, 1963Olivier Matthey-Doret, du Moine hospitalier du XIes. au Citoyen engagé au XXIes, Académie des Sciences Arts et Belles Lettres de Dijon, commission Héraldique et Numismatique
Marcello Maria Marrocco Trischitta, Cavalieri di Malta.Una leggenda verso il futuro, Acismon, Roma.
Voci correlate [modifica]
Krak dei Cavalieri
Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo
Ordini religiosi cavallereschi
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Cavalieri Ospitalieri
Collegamenti esterni [modifica]
Storia dell'ordine sul sito ufficiale dello SMOM
Storia dei Cavalieri di Malta
I cavalieri ospitalieri
(EN) L'acquisizione della sovranità dei quasi-Stati: Il caso dell'Ordine di Malta, del Dott. Noel Cox (archiviato dall'url originale)
(EN) L'ordine di Malta, Sovranità e Diritto Internazionale, di Guy Sainty
(EN) L'ordine di Malta, Sovranità e Diritto Internazionale, di François Velde
(EN) La regola di San Benedetto
(EN) La regola di Sant'Agostino (archiviato dall'url originale)
Il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta, comunemente abbreviato in Sovrano Militare Ordine di Malta o anche semplicemente in Ordine di Malta, in sigla SMOM, è un ordine religioso dipendente dalla Santa Sede con finalità assistenziali, riconosciuto da una parte della dottrina, seguita dalla giurisprudenza italiana[1] e da gran parte della comunità internazionale come soggetto di diritto internazionale, pur essendo ormai privo del requisito della territorialità. In effetti l'Ordine ha come suo unico collegamento con la comunità internazionale il fatto di aver governato un tempo Rodi e poi, fino alla fine del Settecento, Malta.[2] È il principale successore dell'antico ordine dei Cavalieri Ospitalieri, fondato nel 1050 e reso sovrano il 15 febbraio 1113 da Papa Gelasio II (Giovanni Gaetani). Dal S.M.O.M. dipende il Corpo militare dell'ACISMOM, ausiliario dell'Esercito Italiano.
Dal 1834 l'Ordine ha sede a Roma in Via Condotti, presso Piazza di Spagna; è presente in oltre 120 paesi con iniziative a carattere benefico ed assistenziale. Si qualifica come ente sovrano, e secondo tale rivedicazione la sua sede, il Palazzo Magistrale e la Villa di Santa Maria del Priorato sull'Aventino godono dello status di extraterritorialità. L'attuale Principe e Gran Maestro è Matthew Festing, eletto nel 2008.
Il suo motto è Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum (traduzione dal latino: Difesa della fede e aiuto ai poveri). L'Ordine batte una sua moneta numismatica, lo scudo maltese, immatricola veicoli con targa SMOM, e celebra la sua festività nazionale il 24 giugno.
Storia [modifica]
I Cavalieri Ospitalieri [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Cavalieri Ospitalieri.
Il Sovrano Militare Ordine di Malta trae le sue origini dall'antico ordine dei Cavalieri Ospitalieri o Cavalieri di San Giovanni, nato nel 1050 con la costruzione in Terrasanta di un ospedale per i pellegrini e riconosciuto come ordine religioso cavalleresco nel 1113, mediante una bolla papale di Pasquale II, con il nome di Ordine di San Giovanni di Gerusalemme.
Divenne militare quando dovette difendere i propri ospedali in Terrasanta dagli assalti dei soldati: in questo modo, oltre al riconoscimento formale acquisì anche un territorio e una forza armata, configurandosi come vero e proprio Stato. Durante i secoli però perse alcuni territori e dovette acquisirne altri (Rodi, Malta) mantenendo comunque una territorialità, tranne un piccolo periodo di esilio di qualche mese fra la perdita dei territori in Terrasanta e lo spostamento a Rodi.
Nel 1798 tuttavia Napoleone occupò l'isola di Malta, su cui l'Ordine cavalleresco governava dal 1530 con diritti feudali concessi dal Regno delle Due Sicilie: i cavalieri dell'Ordine però non potevano (per loro stessa legge) opporsi con le armi ad altri cristiani e quindi i Francesi ebbero gioco facile nel prendere il controllo dell'isola. Tale episodio è generalmente considerato quale epilogo della funzione militare dell'Ordine.
La rifondazione [modifica]
Il Gran Maestro frà Ferdinand von Hompesch zu Bolheim il 12 giugno 1798 accettò in un trattato di cedere Malta, Gozo e Comino ai Francesi e il 18 giugno s'imbarcò per Trieste. Balì Frisari, uno dei deputati alla firma del Trat­tato, espresse in una nota le riserve circa i diritti di sovranità del suo sovrano, il Re di Napoli, al quale Malta apparteneva come territorio della Sicilia con­cesso in feudo ai Cavalieri. I Francesi tennero Malta per due anni; il 4 settembre 1800 il presidio francese s'arrese al generale Pigot, comandante delle truppe inglesi che, insieme con i Maltesi insorti, avevano stretto d'assedio la Valletta.
Il Gran Maestro Hompesch, sbarcando a Trieste, aveva pubblicato un manifesto contro la cessione impostagli con la forza dai Francesi; subito dopo i Cavalieri dissidenti disconobbero l'autorità dello Hompesch e nominarono Gran Maestro l'imperatore Paolo I di Russia; ucciso questi (1801), fu eletto un successore nella persona di frà Bartolomeo Ruspoli e poi di frà G. Battista Tommasi, che stabilì la sede dell'Ordine a Messina (1803). V'era allora speranza che l'Ordine riavesse Malta, come era stato previsto nell'art. X del Trattato di Amiens nel 1802; ma il malvolere degli Inglesi, già intenzionati a tenersi quelle isole, e il riaprirsi delle ostilità anglo-francesi fecero cadere ogni speranza. Nel 1814 a Parigi e nel 1815 a Vienna fu confermata la sovranità inglese su Malta.
L'Ordine cercò di avere altre sedi nel Levante e sul mare e trattò nel 1823 con gli insorti greci per collaborare con loro nella lotta contro i Turchi e avere in compenso le isole a sud della Morea e possibilmente Rodi; nel 1826 si trasferì a Ferrara e nel 1834 a Roma, in territorio pontificio, divenendo così, dopo il 1870, ospite dello Stato italiano. Da allora l'Ordine, non dovendo ulteriormente difendere interessi territoriali, diede prevalentemente impulso alle attività assistenziali ed ospedaliere, sia in Italia, che in Europa, in Asia, in Africa, e in America ottemperando alle direttive impartite dal Gran Magistero, stabilito in Roma nei suoi due palazzi di via Condotti e dell'Aventino, godenti per concessione dello Stato italiano delle prerogative immunitarie proprie delle sedi diplomatiche degli Stati esteri.
Ad oggi [modifica]
Il Sovrano Militare Ordine Ospitaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta, meglio conosciuto come Sovrano Militare Ordine di Malta o SMOM, è un ordine cattolico laico, istituzione di diritto internazionale pubblico (di cui si discute la natura sovrana), ha lo status di osservatore permanente presso le Nazioni Unite. Il SMOM è il diretto successore dell'ordine medievale dei Cavalieri Ospitalieri, conosciuti anche con il nome di Cavalieri di Malta. L'Ordine oggi ha attività mediche ed umanitarie in oltre 120 paesi del mondo. L'Associazione italiana dei cavalieri dell'Ordine ha un proprio corpo militare speciale ausiliario dell'Esercito Italiano, il Corpo militare E.I. - S.M.O.M., che svolge attività mediche in particolare durante le missioni di peacekeeping[senza fonte]. Il Sovrano Militare Ordine di Malta ha dei francobolli propri, emessi fino al 2004 con il valore facciale in grani, tarì e scudi; dal 1º gennaio 2004 vengono emessi in euro, per poter così comunicare tra i due uffici romani del SMOM, i quali fino a quel momento comunicavano con i francobolli della Repubblica Italiana.
Status [modifica]
Attualmente l'Ordine di Malta è un'organizzazione riconosciuta internazionalmente: possiede una propria bandiera, una costituzione, un rappresentante, organi esecutivi e giuridici, ed emette passaporti e francobolli, intrattenendo anche autonome relazioni diplomatiche con oltre cento nazioni (e tutte le altre organizzazioni internazionali). Queste caratteristiche gli consentono di concludere accordi con altri soggetti di diritto internazionale (Stati, organizzazioni internazionali, Chiesa cattolica, ecc.) lavorando in stretto rapporto con essi per svolgere i compiti di assistenza ai poveri e agli ammalati in diversi paesi del mondo e di difesa della fede cristiana.
Esistono anche pareri contrari al riconoscimento dell'Ordine come entità sovrana: gli esperti tedeschi Helmut Steinberger e Wilhelm Wengler e l'internazionalista inglese Ian Brownlie concordano sul fatto che il riconoscimento di alcune nazioni non implica automaticamente il possesso dello status di soggetto di diritto internazionale. A prova di ciò l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni non prevede per l'Ordine di Malta un prefisso identificativo radio proprio, come avviene invece per la Santa Sede e l'Autorità Nazionale Palestinese; tuttavia gli operatori radio amatoriali considerano comunque l'Ordine come uno stato indipendente, e le stazioni radio che trasmettono dalle sedi dell'Ordine utilizzano una sigla ufficiosa propria, ossia il prefisso 1A0.[3]. Tuttavia, tradizionalmente, nessun altro soggetto di diritto internazionale ha mai messo in dubbio la soggettività internazionale del SMOM. E su questo dato di fatto, sempre tradizionalmente, e pur con tutti i distinguo, nei manuali di diritto internazionale il SMOM è indicato tra i soggetti di diritto internazionale, assieme agli Stati, la Chiesa Cattolica (distinta, in questo senso, dallo Stato del Vaticano), l'ONU, l'UE e le altre Organizzazioni internazionali.
Relazioni con la Repubblica Italiana [modifica]
In Italia, il SMOM gode del diritto all'extraterritorialità, ed i rapporti tra l'ente e lo Stato italiano sono gestiti dalle rispettive ambasciate. La qualità di soggetto internazionale è stata ribadita anche dalla Corte di Cassazione che ha riconosciuto all'Ordine l'immunità tributaria in quanto forma particolare di soggettività internazionale.[4] Il Ministero della Difesa e quello dell'interno gestiscono l'organizzazione delle targhe automobilistiche del Servizio Miliare dell'Ordine di Malta, costituito in prevalenza da ambulanze e mezzi di soccorso; le targhe dell'Ordine possiedono la comune immatricolazione per le targhe diplomatiche; nel caso dell'Ordine di Malta, le targhe iniziano con le lettere XA. L'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato provvede periodicamente alla realizzazione dei francobolli dell'Ordine, per le Poste Magistrali, che precedentemente producevano le proprie valute a Londra. La coniazione delle monete, lo Scudo Maltese, realizzata a Roma (1961), Parigi (1962) ed Arezzo (1963), dal 1964 è affidata alla Zecca dell'Ordine di Malta.
Onorificenze della Repubblica Italiana [modifica]
La bandiera del Corpo militare dell'ACISMOM è stata insignita, oltre le numerose onoreficenze militari, della Medaglia d'oro al merito civile il 19/04/2001.
Relazioni con la Repubblica di Malta [modifica]
Il 5 dicembre 1998 la Repubblica di Malta ha stipulato un accordo con l'Ordine, per cui metteva a disposizione per 99 anni la Fortezza di Sant'Angelo. Il luogo gode del diritto di extraterritorialità ed è sede di numerose riunioni dei cavalieri, anche a livello internazionale.
Relazioni con le Nazioni Unite [modifica]
Presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite l'Ordine ha ottenuto lo status di membro osservatore dell'Assemblea Generale il 24 agosto 1994, allo stesso modo di altre organizzazioni internazionali: dunque ha la possibilità di prendere parte alle organizzazione e alle agenzie, ma non può prendere parte alle votazioni (in quanto non è uno Stato).
Relazioni con la Santa Sede [modifica]
La Santa Sede nel 1953 proclamò che l'Ordine avesse soltanto una sovranità funzionale, poiché privo di territorio (come da nota ufficiale già emanata due anni prima[5]).
Interrogata riguardo il proprio atteggiamento nei confronti di Ordini Equestri dedicati a Santi o aventi intitolazioni sacre, ha confermato con una nota autorizzata dalla Segreteria di Stato della Santa Sede pubblicata sull'Osservatore Romano del 4 luglio 2002 che: "la Santa Sede, oltre i propri Ordini Equestri, riconosce e tutela solo due Ordini Cavallereschi: l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e il Sovrano Militare Ordine di Malta, ovvero Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta. Stabilendo in oltre che i cavalieri del Santo Sepolcro hanno diritto di precedenza in tutte le funzioni religiose e manifestazioni civili rispetto ai cavalieri dello SMOM.
Attività [modifica]
I campi principali sono l'attività sanitaria e quella unamitaria. Gestisce un ospedale a Betlemme e uno a Roma, l'Ospedale San Giovanni Battista, con 240 posti letto. Poliambulatori a Roma, Napoli e Pozzuoli [1]. Gestisce istituti per anziani e disabili e corpi di soccorso e servizi di ambulanze.
Dall'associazione italiana dipende il Corpo militare dell'ACISMOM, corpo militare volontario speciale ausiliario dell'Esercito Italiano, dedito all'assistenza sanitaria e umanitaria.
Simboli [modifica]
In base al sesto articolo della Carta Costituzionale, la bandiera dell'Ordine reca una croce bianca latina in campo rosso, mentre lo stemma dell'Ordine riporta la stessa croce latina in campo ovale rosso contornata da un rosario ed è sovrastato dal manto principesco sostenuto da una corona. A sua volta, in base all'articolo 242 del Codice Melitense, l'emblema per le attività ospedaliere è costituito dalla croce bianca a otto punte su scudo rosso, il simbolo popolarmente più conosciuto.
Sedi [modifica]
La sede governativa dell'Ordine è nel Palazzo Magistrale a Roma in via Condotti, residenza del Gran Maestro, mentre altre sedi nella stessa città sono la Villa Magistrale sull'Aventino e il Palazzo dei Cavalieri di Rodi alle spalle di via dei Fori Imperiali; tutti questi palazzi godono del diritto di extraterritorialità: non si tratta di territorio appartenente all'Ordine, ma affidato senza vincoli dallo Stato, come avviene normalmente per le ambasciate.
In Italia l'Ordine è diviso nel Gran Priorato di Roma, Gran Priorato di Lombardia e Venezia e Gran Priorato di Napoli e Sicilia. Vi sono poi delegazioni in numerose città italiane.
Membri [modifica]
L'Ordine di Malta, pur non esercitando sovranità territoriale, ha tuttavia una propria "popolazione" di circa 13.000 fra cavalieri e dame, cioè persone dedite a curare i poveri e a testimoniare la fede cristiana in stretta collaborazione con la Chiesa Cattolica.[6]. L’Ordine svolge oggi la propria azione umanitaria in 120 paesi attraverso l’opera dei suoi membri, di 80.000 esperti volontari e di 20.000 dipendenti, molti dei quali medici o paramedici.
Fino al 1997, anno in cui è stata promulgata la nuova Carta Costituzionale dell'Ordine, tutte le sue alte cariche (il suo Governo, sia centrale che periferico) dovevano essere di stirpe nobile in quanto Cavalieri di Giustizia. Da quell'anno la nuova Carta Costituzionale non richiede più, per gli appartenenti alla categoria di Giustizia, la presentazione delle prove nobiliari. In ogni caso, la maggioranza dei Cavalieri e delle Dame appartiene al ceto non nobile, ossia a quello di Grazia Magistrale.
I membri dell'Ordine si dividono infatti in tre ceti; essi devono conformarsi agli insegnamenti dettati dalla Chiesa e partecipare alle attività assistenziali dell'Ordine.
Al primo ceto appartengono i Cavalieri di Giustizia, detti anche Professi, e i Cappellani Conventuali Professi che devono emettere la professione dei voti di povertà, di castità e d'obbedienza. Ognuno di essi è quindi un religioso a pieno titolo, anche se non sono obbligati a fare vita comune.[7]
I membri appartenenti al secondo ceto si obbligano, con una speciale Promessa (di Obbedienza appunto), vincolante in coscienza, ad una vita tendente alla perfezione cristiana, secondo il proprio stato, nello spirito dell’Ordine e nell’ambito delle sue opere, in conformità della propria vocazione e delle direttive dei legittimi Superiori.[8] Sono suddivisi in tre categorie:
Cavalieri e Dame di Onore e Devozione in Obbedienza
Cavalieri e Dame di Grazia e Devozione in Obbedienza
Cavalieri e Dame di Grazia Magistrale in Obbedienza.
Il terzo ceto è costituito dai membri laici che non emettono voti religiosi, né promessa, ma vivono secondo i princìpi della Chiesa e dell'Ordine. Sono suddivisi in sei categorie:
Cavalieri e Dame di Onore e Devozione
Cappellani Conventuali "ad honorem"
Cavalieri e Dame di Grazia e Devozione
Cappellani Magistrali
Cavalieri e Dame di Grazia Magistrale
Donati e Donate di Devozione.
Le due categorie che esigono ancora la presentazione delle prove nobiliari sono quelle di Onore e Devozione e di Grazia e Devozione.
Per essere ammessi tra i Cavalieri di Onore e Devozione, occorrono infatti:
4/4 di nobiltà per 200 anni, oppure:
250 anni di nobiltà per la linea paterna oltre a 200 anni degli altri 2/4 oltre alla sanatoria per 1 ava, oppure:
300 anni linea paterna oltre a 200 anni degli altri 2/4 oltre alla sanatoria per 1 ava, oppure:
350 anni, linea paterna oltre a 200 anni di 1 altro quarto (Decreto n. 17835 del 23 febbraio 1977), oppure:
450 anni linea paterna.
Per essere ammessi tra i Cavalieri di Grazia e Devozione occorrono:
200 anni della linea paterna oltre ad avere madre nobile o di dignitosa posizione sociale da almeno 3 generazioni, oppure:
più di 100 anni della linea paterna oltre a 100 anni del quarto materno.
In base alla Carta costituzionale promulgata il 27 giugno 1961, nel testo ante riforma del 28-30 aprile 1997, la suddivisione delle classi dell'Ordine era differente. I membri, invero, erano suddivisi in due classi: gli ammessi mediante presentazione di prove nobiliari, e gli ammessi con prove nobiliari ridotte o senza prove per benemerenze speciali. La prima classe era a sua volta suddivisa in due categorie:
Cavalieri di Giustizia: dovevano essere celibi e pronunciare per un decennio annualmente i voti semplici di castità, povertà e obbedienza al Gran Maestro. Trascorso il decennio, in caso di pronuncia dei voti perpetui, diventavano Cavalieri professi.
Cavalieri di Onore e Devozione: rientravano nella categoria sia i Cavalieri di Giustizia che non avevano prestato i voti perpetui, sia coloro che non avevano pronunciato i voti semplici.
Gli ammessi con prove nobiliari ridotte o senza prove nobiliari, ma per speciali benemerenze, erano distribuiti in tre categorie:
Cavalieri di Grazia e Devozione: dovevano possedere almeno 200 anni di nobiltà nel ramo paterno.
Cavalieri di Grazia Magistrale: avevano una nobiltà più recente rispetto ai precedenti, oppure non erano nobili.
Cavalieri Donati di I, II, III Classe: non nobili, ma con benemerenze verso l'Ordine.
Governo [modifica]
Le azioni dell'Ordine sono governate dalla sua Carta Costituzionale e dal Codice. L'Ordine, presente direttamente in 54 paesi del mondo, si compone di 6 Gran Priorati, 6 Sottopriorati e 47 Associazioni nazionali.
Il capo supremo dell'Ordine è il "Gran Maestro", che è eletto a vita dal Consiglio Compito di Stato. I votanti del Consiglio comprendono i membri del Sovrano Consiglio, altri funzionari e rappresentanti dei membri dell'Ordine. Il Gran Maestro nell'esercizio del potere esecutivo è assistito dal Sovrano Consiglio, il governo dell'Ordine. Il Sovrano Consiglio è eletto dal Capitolo Generale, il corpo legislativo dell'Ordine, che si riunisce ogni cinque anni. Il Sovrano Consiglio comprende sei membri e quattro ministri: il Gran Commendatore, il Gran Cancelliere, il Grande Ospedaliere ed il Ricevitore del Comun Tesoro. Il Gran Commendatore è il Superiore Religioso dei Cavalieri Professi e dei Cavalieri e Dame in Obbedienza e ricopre la carica di "Luogotenente ad interim" in caso di morte, di rinuncia o di impedimento permanente del Gran Maestro. Il Gran Cancelliere è responsabile dell'amministrazione dell'Ordine e ricopre il ruolo di Ministro degli Interni e degli Esteri. Il Grande Ospedaliere coordina le attività umanitarie e riunisce le cariche di Ministro della Sanità, degli Affari Sociali, dell'Azione Umanitaria e della Cooperazione internazionale. Il Ricevitore del Comun Tesoro è il Ministro delle Finanze e del Bilancio.
Le finanze dell'Ordine sono controllate dalla Camera dei Conti, che è composta da un presidente e quattro consiglieri titolari, tutti eletti dal Capitolo Generale. Il potere giudiziario è esercitato dai Tribunali di prima istanza e di appello, formati da giudici nominati dal Gran Maestro e dal Sovrano Consiglio tra i membri dell'Ordine esperti di diritto.
Infine, va ricordata la figura del cardinale patrono, carica occupata, dall'8 maggio 1993 all'11 gennaio 2009, dal forlivese Pio Laghi.
Capi del Sovrano Militare Ordine di Malta [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Gran Maestri dell'Ordine di Malta.
I Capi del Sovrano Militare Ordine di Malta, vennero istituiti come figura nel 1803, quando l'ordine assunse status giuridico definitivo in Italia:
Giovanni Battista Tommasi (1803-1805)
Innico Maria Guevara-Suardo (1805-1814) Luogotenente
André Di Giovanni (1814-1821) Luogotenente
Antonio Busca (1821-1834) Luogotenente
Carlo Candida (1834-1845) Luogotenente
Filippo di Colloredo-Mels (1845-1864) Luogotenente
Alessandro Borgia (1865-1871) Luogotenentente
Giovanni Battista Ceschi a Santa Croce (1871-1879) Luogotenente
Giovanni Battista Ceschi a Santa Croce (1879-1905)
Galeazzo Maria di Thun-Castelfondo (1905-1931)
Ludovico Chigi Albani della Rovere (1931-1951)
Antonio Hercolani Fava Simonetti (1951-1955) Luogotenente
Ernesto Paternò Castello di Carcaci (1955-1962) Luogotenente
Angelo de Mojana di Cologna (1962-1988)
Giancarlo Pallavicini (1988) Luogotenente
Andrew Bertie (1988-2008)
Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto (2008) Luogotenente ad interim
Matthew Festing (2008-)
Alleanza dei Cavalieri ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme [modifica]
Il SMOM, insieme al Venerabile Ordine di San Giovanni nel Regno Britannico (il nome completo dell'Ordine è Gran Priorato nel Regno Britannico del Venerabile Ordine di San Giovanni di Gerusalemme), all'Ordine Evangelico di San Giovanni (o Johanniterorden) derivante dall'antico Baliaggio di Brandeburgo, e ai due Ordini Giovanniti di Svezia e dei Paesi Bassi hanno formato l'Alleanza dei Cavalieri ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme.
Organizzazioni imitatrici [modifica]

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Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti.
A partire dalla fine della seconda guerra mondiale, un italiano si spacciò per un principe polacco e fece un vivace commercio di Croci di Malta come «Gran Priore di Padolia». Seguirono altri mistificatori, come il Gran Priore della Santa Trinità di Villedieu. Il primo venne processato per frode, il secondo si arrese dopo una visita della polizia. Comunque la Santa Trinità di Villedieu risorse a Malta nel 1975 e poi nel 1978 negli USA, dove esiste ancora oggi.
Gli stretti requisiti per l'ammissione richiesti dall'Ordine di Malta indussero Charles Pichel a fondare, nel 1956, un personale "Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, Cavalieri Ospitalieri". Pitchel aggirò il problema di aver creato un'imitazione dello SMOM mediante una leggenda, secondo la quale la nuova organizzazione era stata fondata all'interno della tradizione dei Cavalieri Ospitalieri russi nel 1908. In realtà la sua organizzazione non aveva alcun legame con essa, ma una volta creata attirò l'attenzione dei nobili russi che diedero una qualche credibilità alle sue pretese. Il più importante successo dell'Ordine di Pichel fu il ritorno dall'esilio di due monarchi: Pietro II di Jugoslavia e Michele di Romania. La Santa Sede riconosce solo il Sovrano Militare Ordine di Malta.
Ordine di Malta e Fondo Sanitario Nazionale [modifica]
L'Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta (ACISMOM) per mobilità sanitaria riceve annualmente una quota del Fondo Sanitario Nazionale (FSN), nel 2008 ha percepito 21.000.900 [9] nel 2009 dovrebbe percepire 34.167.303 .[10]
Note [modifica]
^ Benedetto Conforti "Diritto internazionale" Napoli 2002 pag. 31
^ Benedetto Conforti "Diritto internazionale" Napoli 2002 pag. 31
^ Fonte dell'informazione
^ Sentenza del 5 novembre 1991 n. 11788, e precedentemente del 3 maggio 1978 n. 2051
^ Sentenza di papa Pio XII del 10 dicembre 1951, in Acta Apostolicae Sedis XLV, 1953, pagg. 765-767 (sentenza del Tribunale Cardinalizio del 24 gennaio 1953).
^ Membri dell'Ordine
^ Carta Costituzionale, art. 9, par 1.
^ Carta Costituzionale, art. 9, par 2.
^ Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, Deliberazione 27 marzo 2008, n. 48 (G.U. n. 150 del 28-06-2008) http://www.cipecomitato.it/dettagli.asp?title=E080048
^ Stato Regioni 26/02/2009 Repertorio Atti n.: 35/CSR Intesa sulla proposta del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali di deliberazione del CIPE concernente il riparto tra le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano delle disponibilità finanziarie destinate al Servizio sanitario nazionale per l’anno 2009. http://www.statoregioni.it/Documenti/DOC_021072_35.pdf
Voci correlate [modifica]
Ave Crux Alba
Scudo maltese
Ordine pro merito Melitensi
Corpo militare dell'Associazione italiana dei cavalieri dell'Ordine di Malta speciale ed ausiliario dell'Esercito italiano
Ordini religiosi cavallereschi
Prerogative degli ordini cavallereschi
Ordini non nazionali
Venerande Lingue del Sovrano Militare Ordine di Malta
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali sul Sovrano Militare Ordine di Malta
Collegamenti esterni [modifica]
(IT, EN, ES, FR, DE, RU) Sito web ufficiale
Ordine di Malta Italia
Carta Costituzionale e Codice Melitense
Storia dell'Ordine di Malta
Ordine di Malta in Spagna

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