Pietro Berti

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Anchorage

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giovedì 9 dicembre 2010

Sakineh libera

IRAN



"Sakineh libera", ma è giallo Dubbi sulle foto e sulla data.

La notizia diffusa dal Comitato internazionale sulla lapidazione. Ma ancora mancano verifiche sulla data del rilascio e sulle immagini in cui compare con il figlio: anch'esso sarebbe stato liberato, insieme all'avvocato. Teheran non conferma. La donna condannata alla lapidazione per adulterio.
TEHERAN - "Sakineh Mohammadi Ashtiani è salva, ed è già tornata a casa. A Tabriz". La notizia suscita un'eco internazionale. La stessa che aveva suscitato la sua condanna alla lapidazione, per adulterio e concorso nell'omicidio del marito. La 43enne iraniana sarebbe stata liberata, dicono alcune fonti del Comitato internazionale contro la lapidazione. E diffondono anche alcune foto che la ritraggono con il figlio Sajjad Qaderzadeh: anch'esso - sempre secondo le medesime fonti - sarebbe stato liberato, insieme all'avvocato Javid Hutan Kian. Ma a poche ore dalla notizia, ancora è difficile verificare l'autenticità delle foto, e anche la data effettiva del suo presunto ritorno in libertà. Teheran non conferma.GUARDA LE FOTO 1I dubbi sulle foto. Una donna molto diversa dall'immagine, apparentemente presa da un documento, della ragazza col capo coperto che nei mesi scorsi ha fatto il giro del mondo su poster e campagne online, icona della lotta per salvarle la vita dalla lapidazione: nelle immagini di Sakineh diffuse oggi dal network iraniano Press TV appare una donna appesantita e sicuramente oltre i quaranta. Le immagini, che secondo la fonte iraniana (l'agenzia fotografica internazionale Epa precisa che non c'è modo di verificare né l'identità della persona ritratta, né il luogo né la data di queste foto) sarebbero state scattate a Tabriz, nel nordovest dell'Iran, tra il 4 e il 6 dicembre. Mostrano la donna da sola e in compagnia del figlio. Le immagini 'ufficiali' di Sakineh libera la mostrano, secondo le informazioni di fonte iraniana, in una località non meglio precisata della sua città natale, appunto Tabriz. In altre fotografie diffuse dalle agenzie internazionali appare la stessa persona, ma con abiti diversi.La data della liberazione. Anche sulla data della liberazione sembra difficile fare chiarezza: secondo il comitato antilapidazione con sede in Germania, Sakineh sarebbe stata liberata ieri sera, ma per Taher Djafarizad, che guida la sezione italiana dello stesso comitato, Sakineh sarebbe libera solo da oggi. Sulla pagina Facebook di Djafarizad appare una foto della donna con il figlio nel giardino di casa che, a suo dire, è stata scattata oggi al rientro nella città natale. La stessa liberazione sarebbe ancora accompagnata da una qualche incertezza. Mina Ahadi, presidente del comitato internazionale contro le esecuzioni, ha detto che solo domani ci sarà la certezza assoluta. Negli ultimi mesi, Sakineh era stata collegata a una sequenza video (ma la protagonista aveva il volto oscurato) in cui "confessava": "Abbiamo pianificato l'omicidio di mio marito". Molti dubbi erano rimasti però su quella video-confessione.Lo scorso 19 novembre la Farnesina aveva accolto con ottimismo le dichiarazioni rilasciate 2 al Wall Street Journal da Mohammad Javad Larijani, il capo del Consiglio dei diritti umani della Repubblica islamica iraniana che aveva detto di essere al lavoro "assieme al sistema giudiziario per salvare la vita di Sakineh Ashtiani". In quegli stessi giorni i familiari del marito di Sakineh, secondo l'accusa ucciso da lei, avevano infatti perdonato la donna e per la legge islamica, questo è quanto necessario perché una prigioniera sia liberata.Le reazioni. Cauto il ministero degli Esteri tedesco che non ha confermato la notizia. Per il ministro degli Esteri Franco Frattini "è una bella giornata per i diritti umani, l'Iran ha mostrato quel gesto di comprensione e clemenza che auspicavamo e lo ha fatto nell'esercizio delle proprie prerogative di Stato sovrano - ha aggiunto il titolare della Farnesina - di questo diamo atto, consapevoli che le prospettive di dialogo anche sui diritti umani con l'Iran si possano riaprire con spirito di rinnovata fiducia reciproca". Come lui, anche il presidente del Senato Renato Schifani ha espresso a nome suo e dell'intera Assemblea di Palazzo Madama la più viva soddisfazione.L'intellettuale francese Daniel Salvatore Schiffer, che si è battuto a lungo per questa causa, è raggiante: "Le parole mi mancano. E' un'enorme, fondamentale, vittoria per la libertà, per diritti dell'uomo e della donna, di cui Sakineh è il simbolo mondiale, La nostra lotta, continua, giorno e notte, non è stata vana". Mina Ahadi, presidente del Comitato internazionale contro la lapidazione. "Siamo felici", ha detto. Ahadi ha poi sottolineato l'intervento, nel percorso che avrebbe portato alla rilascio della donna, del presidente brasiliano, Ignacio Lula da Silva, e del suo successore, Dilma Rousseff, eletta di recente.La storia. Sakineh stava scontando la condanna nella prigione di Tabriz. Il Comitato Internazionale contro la Lapidazione aveva già reso noto, lo scorso 11 ottobre, che il figlio di Ashtiani era stato arrestato dalla polizia iraniana insieme all'avvocato di sua madre e a due giornalisti tedeschi che volevano intervistalo. Nel 2006 a Sakineh erano state inflitte 99 frustate 3 per una "relazione illecita" con due uomini, poi era stata condannata a morte per adulterio. Il caso ha suscitato le reazioni e le dure rimostranze 4 della comunità internazionale e una martellante campagna della stampa straniera. Le autorità iraniane avevano deciso a luglio, di commutare la lapidazione in impiccagione.Ma la vicenda di Sakineh nel corso del tempo ha diverse volte assunto connotati poco chiari. Il 16 novembre in una trasmissione andata in onda sul canale della tv pubblica iraniana 'Channel 2', Sakineh coperta in volto aveva parlato in video dicendo: "Non voglio aiuto. Ho peccato 5". Durante lo stesso programma erano apparsi anche i due reporter tedeschi arrestati a ottobre e detenuti per spionaggio a Teheran (video) 6: "Siamo stati ingannati, abbiamo commesso atti illeciti", avevano spiegato. Mentre il figlio Sajjad aveva incalzato dicendo: "Ho mentito ai media". Tutti sembravano dare la colpa proprio all'attivista Mina Ahadi. Lei aveva replicato duramente: "E' tutto falso. Hanno estorto le loro parole con le minacce". Oggi alcuni blog iraniani annunciano che Sakineh dovrebbe comparire in un'intervista alla televisione iraniana.

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