Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Anchorage

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martedì 28 dicembre 2010

La decapitata di Castelgandolfo: Antonietta Longo




testo dal sito web
ove è possibile anche vedere la puntata che descrive gli anni '50 al link
http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=75
La Decapitata del Lago, questa la macabra definizione con cui sarà ricordata Antonietta Longo. Una giovane donna che negli anni 50, in piena ripresa economica del Paese, lascia la Sicilia, inseguendo il sogno del benessere. La Longo si trasferisce a Roma per migliorare la sua vita, ma trova la morte. Una fine orrenda. La donna viene ripetutamente pugnalata e poi decapitata. Il cadavere, senza testa, verrà ritrovato il 10 luglio del 1955, sulla riva del lago di Castel Gandolfo. Per coprire la mutilazione, l’assassino ha usato la pagina di un giornale, del 5 luglio. Quella sarà considerata la data dell’omicidio.
Approfondisci...
La donna non è che una delle tante persone che hanno abbandonato, nel dopoguerra, la campagna per la città, all’inseguimento del miracolo economico. Dalla Campania, dalla Sicilia, dalla Sardegna, ma anche dal Nord, dal Friuli o dal Veneto, uomini e donne si lasciano alle spalle i disagi, causati dalla guerra. Roma, al centro della ripresa, è una meta ambita da gente sperduta, impaurita, solo con la valigia di cartone. La capitale passa da 1.000.000 di abitanti nel 1936, a più del doppio, nel 1962 e la capitale diventa lo specchio delle contraddizioni di un’epoca di passaggio, di una società che si urbanizza, dove coesistono vecchio e nuovo. Sono gli anni delle innovazioni tecnologiche che cambieranno il costume. La FIAT presenta la 600, la piccola automobile che presto diventerà uno status symbol, prende il via la conquista dello spazio e nel 54, per la prima volta, trasmette la televisione. Ma anche in pieno boom economico, non c’è giorno in cui i cronisti romani non debbano scappare in qualche pineta o luogo fuori mano, perché una donna, spesso una prostituta, viene uccisa. Omicidi che per la maggior parte rimaranno impuniti. Nelle pieghe di una società che progredisce, c’è dunque ancora ferocia, vendetta spiccia, il coltello facile. Molte delle uccise sono proprio quelle donne, che hanno cercato a Roma la loro fortuna. Donne in fuga dalla povertà ma anche dalle umiliazioni e dalla repressione delle famiglie. La maggior parte di loro trovano lavoro come domestiche, allora si chiamavano "cameriere o serve". Altre diventano prostitute. Sono disorientate e tutte sognano il vero riscatto sociale, quello che si ottiene solo con il matrimonio. Sono le nuove Cenerentole. E probabilmente, proprio da quello che doveva essere il suo Principe Azzurro, è uccisa, a 30 anni, Antonietta Longo, sulla riva del lago di Castel Gandolfo. La Longo era la domestica della famiglia di un medico. Prima di essere uccisa, aveva ritirato i suoi soldi e aveva scritto alla famiglia: - Mi sposo.- La lettera porta la data del giorno dell’omicidio, il 5 luglio. Perché la Longo ritira i soldi, per il matrimonio o per l’aborto? Cosa le aveva promesso l’assassino? Interrogativi che rimarrano tutti senza risposta. La raccapricciante scoperta del cadavere della Longo, è scioccante per i romani. Il lago di Albano, meta di vacanze, diventa un luogo che evoca immagini angosciose. Un corpo di una donna decapitato, un delitto efferato, l’assassino sparito. Decine di particolari inquietanti arricchiscono, piano piano, il giallo del Lago. Dall’autopsia viene fuori che la Longo aveva appena abortito. Al polso aveva un orologio col cinturino cambiato. Le unghie erano perfettamente smaltate... I cronisti indagano e imbastiscono la trama. Scavano nel passato della vittima. I lettori sono ormai assetati di dettagli. L’unico sospetto cade su un certo fidanzato Antonio, che però non viene mai accusato. Non ci sarà mai un processo. Il caso entusiasma la cronaca di Roma, perché particolarmente cruento e misteriso, ma Antonietta non è che una delle tante vittime di quell’epoca di trasformazione. La Longo è un simbolo, una vittima delle ambivalenze di un Paese in crescita e di una città come Roma che cambia ma che, nello stesso tempo, mantiene un tessuto antico di violenza. Un pezzo di storia d’Italia, che si racconta anche nella cronaca nera. È un'epoca in cui nascono nuovi valori, destinati a sostituire quelli antichi e trasformare radicalmente la società. Proprio tra gli anni 50 e 60, aumentano il consumo di abiti e cosmetici, le donne vedono nella cura esteriore un'altra possibilità di affermarsi. E proprio a questo desiderio di affermazione, donne come la Longo, in quell’epoca di cambiamento, hanno sacrificato la loro vita. Favole di Cenerentole, senza lieto fine.
I gialli insoluti . rimane avvolta nel mistero la morte della giovane cameriera uccisa e decapitata nell' estate del ' 55
dal sito web http://archiviostorico.corriere.it/1994/aprile/06/caso_Antonietta_Longo_co_10_9404062433.shtml
Il caso di Antonietta Longo
La ragazza fu ritrovata senza testa a Castelgandolfo
------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ I GIALLI INSOLUTI . Rimane avvolta nel mistero la morte della giovane cameriera uccisa e decapitata nell' estate del ' 55 TITOLO: Il caso di Antonietta Longo La ragazza fu ritrovata senza testa a Castelgandolfo - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Sono gli anni in cui ogni buona famiglia borghese ha da avere la domestica: arrivano dal paese che sono poco piu' che bambine, in casa ci rimangono per anni, trascorrono la domenica pomeriggio coi militari di bassa forza o con qualche compaesano, qualcuna trova marito o, col gruzzoletto guadagnato in citta' , torna al paese a cercarselo. Le "servette", come vengono definite con un' espressione affettuosa. E l' estate del 1955, 22 arene cinematografiche sono venute ad aggiungersi alle 27 sale di prima visione, 37 di seconda, 93 di terza. Il cinema e' ancora il passatempo piu' diffuso: la tv ha un anno di vita e 150.293 abbonati, trasmette dalle 17.30 a mezzanotte meno qualche minuto, ha come vedette due signori che tengono una garbata corrispondenza col pubblico, il professor Cutolo in doppiopetto e garofano all' occhiello e Padre Mariano in saio francescano d' ordinanza. La villeggiatura di massa e' gia' un rito e anche Roma s' e' svuotata: la riviera adriatica offre vitto e alloggio per mille duemila lire al giorno, quando, a Roma, un reddito medio sfiora le 500.000 l' anno. Antonio Solazzi meccanico e Luigi Barbon sacrestano scelgono, per la gita domenicale, il lago di Castelgandolfo. Verso le tre affittano una barca al ristorante imbarcadero "La Culla del Lago". Poi Solazzi avverte un bisogno, rema verso la sponda e attracca in un posto dove nessuno lo possa vedere, sotto il belvedere a trecento metri di distanza dal ristorante. E scopre un corpo ignudo di donna, solo un orologino Zeus da pochi soldi al polso, tante orribili ferite da arma da taglio. Un giornale del 5 luglio al posto dalla testa. Ne sono talmente sconvolti, lui e il sacrestano, che impiegano due giorni prima di risolversi a denunciarne la scoperta: un ritardo che gli costera' un fermo di polizia. Il vecchio codice di procedura penale favorisce gli inquirenti piuttosto che i sospettati e i testimoni: cosi' , quattro giorni piu' tardi, verranno anche fermati Roberto Curci il proprietario della "Culla del Lago", sua cognata Rosella, Pietro Manzo il guardamacchine, Remo Petriconi il proprietario del "Paradiso", l' altro ristorante imbarcadero, suo figlio e un amico del figlio. Nessuno ricorda di avere veduto una ragazza dalla caratteristiche dell' infelice decapitata. Il perito ci ravvisa l' opera di un esperto di chirurgia o macelleria. Ogni giorno i quotidiani dedicano all' avvenimento una pagina sana. Quella Roma del 1955 deve essere un citta' ordinata e tranquilla, almeno a scorrere la cronaca nera che denuncia con esecrazione e sgomento le imprese dei "pappagalli della strada". Niente paura pero' : quei maleducati che importunano le passanti incorrono immediatamente nelle multe dei vigili. Le forze dell' ordine indagano sui furti d' appartamento, e spesso acchiappano i ladri. Sfugge invece lo scippatore di piazza in Piscinula: lo scippo che vi ha subi' to una vecchia signora merita un titolo a tre colonne. Oltre al delitto di Castelagandolfo, fa sensazione lo scandaloso gioco del calcio: due societa' , Udinese e Catania, condannate per corruzione. La Roma acquista l' uruguaiano Ghiggia e il brasiliano Da Costa: presto forniti di un nonno italiano, giocheranno nella nostra squadra Nazionale. La Lazio acquista dal Palermo l' attaccante Martegani: veramente l' acquista dall' attrice Olga Villi che se n' e' vista attribuire la proprieta' dal principe consorte Raimondo Lanza di Trabia ex presidente del Palermo. Le indagini condotte dal dottor Magliozzi capo della Squadra mobile, dal dottor Macera capo della Squadra omicidi e dal tenente Fiasconaro dei carabinieri di Albano si propongono di arrivare all' assassinio attraverso l' identita' della vittima. I radiocronisti Enrico Ameri e Beppe Berti ne disegnano un' identikit, una vera prodezza poiche' tutto ancora si ignora del suo volto. La cartomante Nelly Makalowski, per l' anagrafe Silvia Bini, rivela non solo il nome della vittima, ma anche quello dell' assassino. Maghi, radioestesisti, sedute spiritiche partecipano alle indagini. Per la gente rimasta in citta' , la ragazza decapitata e' l' argomento di conversazione. Il sindaco di Castelgandolfo Marcello Costa interviene non tanto in soccorso della sventurata, quanto del buon nome dei suoi amministrati: "Il delitto non e' di natura locale", dichiara. Infine, delle duecento donne recentemente scomparse di casa rimangono agli inquirenti due nominativi possibili: una Anna Maria Brasca moglie del pugile Capparelli ed una Antonietta Longo, una cameriera che ha lasciato l' abitazione dove lavorava intorno alle 10.30 della sera dell' 1 luglio. Un' ora d' uscita talmente insolita che il portinaio l' ha tenuta a mente. La moglie del pugile si rifa' viva, e allora, a spese della Mobile compiono il viaggio da Mascalucia provincia di Catania a Roma Grazia e Concettina Longo, le sorelle della cameriera scomparsa. All' obitorio Concettina ne riconosce la salma dai mignoli delle mani sporgenti in fuori, e dal quarto dito del piede piu' lungo degli altri. L' orologino Zeus era un regalo del nipote Orazio Reina che l' aveva acquistato di seconda mano dal sacrestano di Santa Maria in Via. Il confronto con le impronte digitali trovate in casa Gasparri toglie ogni dubbio residuo. E inizia il secondo martirio di Ninetta: la sua breve modesta esistenza viene impietosamente scoperchiata, svelata, dilaniata, sbattuta in prima pagina. Pochi giorni prima della morte, aveva ritirato dall' ufficio postale di San Silvestro le 231.120 lire che rappresentavano tutta la sua fortuna. Trascorreva la domenica pomeriggio al Pichetti, di via Velletri, la sala da ballo per cameriere, commesse, militari e studenti. E le sue piccole platoniche storie d' amore con pretendenti che non attentavano alla sua virtu' e l' abbandonavano non appena sentivano parlare di matrimonio: Aldo il macellaio, un signor Antonio nativo di Potenza, un marinaio che le confessa un incidente che l' ha reso inabile al matrimonio, un negoziante di piazza Sant' Emerenziana, un R.V. assistente edile forse un muratore, una spia dei contrabbandieri come almeno Antonietta ha presentato una sua emozionante nuova conoscenza, un ragioniere G. R. suo fidanzato. Finche' Antonietta ha trovato il grande amore. Ne parla nelle lettere alle sorelle: "Sono felice". "Un bravo ragazzo che mi vuole bene e io amo pazzamente". E l' ultima, imbucata alla stazione Termini la mattina del 5 luglio, il suo ultimo giorno di vita: "Tra poco saro' sua e spero, sposandomi, di potervi dare la gioia d' un nipote". Il 27 giugno ha acquistato da Maser in piazza Sant' Emerenziana 18 un vestitino nuovo di tela blu, prezzo lire 6.900, e un valigione di fibra, lire 1.200. Il valigione verra' ritrovato al deposito bagagli della stazione Termini; verra' anche ritrovata una valigia piu' piccola, depositata un mese prima. Nella valigetta biancheria e abiti usati, nel valigione camicie da notte in nylon e qualche biancheria in seta: un corredo da viaggio di nozze. Le indagini avranno un soprassalto in dicembre, col suicidio del proprietario della "Culla del Lago". Ma niente di piu' ne verra' fuori. Niente del tesoro di Antonietta, le 231.120 lire, niente del signore distinto con cui s' accompagnava, niente degli ultimi quattro giorni della sua vita. Nient' altro che la data e l' ora entro cui si sono consumati la sua fuga e la sua tragedia: le 22.30 dell' 1 luglio quando ha abbandonato via Poggio Catino, e le 3.36 del 5 luglio quando il suo orologino Zeus s' e' fermato per sempre. di SERGIO VALENTINI Dopo trentacinque giorni di ricerche, Concettina Longo esegue il riconoscimento: il corpo senza testa scoperto il 12 luglio sul costone del lago di Castelgandolfo in localita' Acqua Acetosa e' quello di sua sorella Antonietta detta Ninetta, trent' anni, 1.58 di statura per 52 chili di peso, da sei anni cameriera dei signori Gasparri via Poggio Catino 23, quartiere Africano. Una ragazza taciturna e riservata che ancora piu' pensierosa e schiva appariva da qualche tempo. Cosi' almeno testimoniano Righettina, cameriera nello stesso palazzo, e le altre cameriere del quartiere. Qualcuna l' ha veduta con un signore distinto, 45 50 anni. Ninetta e' piccola, scura di capelli e di carnagione, la fronte un po' bassa, una fisionomia malinconica anche nel sorriso sforzato della foto tessera. Passa inosservata, proprio quello che vuole. Una brava ragazza, una bravissima cameriera.
Valentini Sergio
Pagina 39(6 aprile 1994) - Corriere della Sera

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