Pietro Berti

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Anchorage

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mercoledì 26 gennaio 2011

Cristiani Democratici Uniti (CDU)

Il partito dei Cristiani Democratici Uniti (CDU) è stato un partito politico italiano, con segretario Rocco Buttiglione.
Indice[nascondi]
1 Storia
1.1 Nascita
1.2 Elezioni politiche del 1996: l'alleanza col Polo
1.3 La nascita dell'UDR
1.4 La rottura fra Buttiglione e Formigoni: l'UDR appoggia l'Ulivo
1.5 L'UDR si sfalda: riecco il CDU
1.6 Il ritorno nel Polo
1.7 Elezioni politiche del 2001: nascono le liste del Biancofiore
1.8 La nascita dell'UDC
2 Congressi nazionali
3 Segretari nazionali
4 Risultati elettorali
5 Note
6 Collegamenti esterni
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Storia [modifica]
Nascita [modifica]
Viene fondato il 23 luglio 1995 da una componente del Partito Popolare Italiano guidata da Rocco Buttiglione (segretario uscente del PPI). Buttiglione, favorevole ad un'alleanza di centro-destra, fu sfiduciato dal consiglio nazionale del PPI: al termine di una lunga controversia, si è dovuti ricorrere alla magistratura che ha assegnato a Buttiglione il simbolo storico della DC e al resto del partito (guidato da Gerardo Bianco) il nome di Partito Popolare Italiano.
Al momento della nascita del CDU, la carica di Presidente del Consiglio è ricoperta da Lamberto Dini, alla guida di un governo tecnico dopo che la Lega Nord aveva ritirato l'appoggio al governo Berlusconi I. Si costituisce il gruppo parlamentare del CDU che si avvicina alle posizioni del già esistente CCD e a quelle della coalizione del Polo per le Libertà, seppur continuando a sostenere il governo Dini.
Elezioni politiche del 1996: l'alleanza col Polo [modifica]
Si tengono le elezioni politiche (aprile 1996), il CDU presenta una lista insieme al CCD col simbolo dello scudo crociato, e pone le sue pregiudiziali su temi caldi come droga e aborto quando Berlusconi decide di scendere a patti con Marco Pannella e i Radicali per l'appoggio al governo in caso di vittoria.
Il Polo perde le elezioni, viene costituito il governo dell'Ulivo con a capo Romano Prodi: il CDU, come naturalmente gli altri partiti del centrodestra, è all'opposizione.
Il 21 luglio 1996, il primo congresso del CDU conferma segretario Buttiglione ed elegge presidente Roberto Formigoni (eletto un anno prima presidente della Regione Lombardia).
Nel febbraio del 1997, sull'approvazione delle riforme scoppia in Parlamento il "caso Buttiglione": il leader del CDU annuncia di sentirsi "emarginato e discriminato senza motivo", il partito divorzia dal CCD e si trasferisce nel gruppo misto. Buttiglione commenta: "Il problema del CCD è che è un partito in condominio con due leader", riferendosi alla leadership di Casini e Mastella e accusa i suoi colleghi ex-DC di essere troppo vicini al centrosinistra.
La nascita dell'UDR [modifica]
Esattamente un anno dopo, nel febbraio 1998, la direzione del CDU decide di stabilire un rapporto federativo con la nascente Unione Democratica per la Repubblica (UDR) promossa da Francesco Cossiga. All'UDR (che aveva tra gli obiettivi quello di costituire un grande centro moderato) aderisce anche Mastella, mentre il CCD si spacca, ma Casini e il grosso del suo partito rimangono nel Polo. Formigoni non ha a genio il progetto dell'UDR e cerca di ostacolarlo.
Dopo appena un mese dalla costituzione dell'UDR, comunque, Cossiga (ideatore e leader della formazione) decide di abbandonare il progetto e tutti gli aderenti. Nel CDU, Formigoni (contento per il flop dell'UDR) aspetta il consiglio nazionale del partito per chiedere la testa di Buttiglione. L'assise, però, con 66 voti contro 64, conferma la guida di Buttiglione.Intanto, Cossiga torna sui suoi passi: propone agli "orfani" dell'UDR di costituire un gruppo parlamentare unico per "essere alternativi alla sinistra ma anche al Polo". Il progetto va in porto, l'UDR si dice pronto a votare per il governo Prodi I in caso di problemi con Rifondazione. Formigoni è polemico: "Adesso è chiaro cos'è l'UDR; è per dare sostegno a Prodi se non ci sono i voti di Bertinotti. Buttiglione farà da stampella all'Ulivo, a Prodi e alla sinistra". Buttiglione replica: "Sono pronto con Cossiga ad appoggiare Prodi per il bene dell'Italia".
La rottura fra Buttiglione e Formigoni: l'UDR appoggia l'Ulivo [modifica]
Il 4 giugno 1998, si consuma la rottura tra la linea di Buttiglione e quella di Formigoni, che esce dal partito e dà vita all'associazione politica Cristiani Democratici per le Libertà (CDL), che dopo breve tempo aderisce a Forza Italia. Cinque giorni dopo, il 9 giugno 1998, l'UDR diventa un partito unico e Buttiglione ne è presidente. Il CDU, il 27 luglio, si scioglie come partito, trasformandosi in associazione politico-culturale.
Nell'ottobre 1998 è crisi per il Governo Prodi I. Rifondazione ritira il suo appoggio alla maggioranza: si va al voto di fiducia, Prodi viene battuto per un solo voto (313 no, 312 sì). In breve tempo, il centrosinistra indica Massimo D'Alema come probabile premier: l'UDR appoggia D'Alema che si presenta in Parlamento e ne raccoglie la fiducia (da qui la formazione del Governo D'Alema I). Molto critici Casini e Berlusconi, che accusano: "Questo governo nasce con la rappresentanza di un milione di nostri elettori" (alludendo al fatto che la maggior parte dei parlamentari UDR erano stati eletti nel Polo).
L'UDR si sfalda: riecco il CDU [modifica]
L'UDR partecipa dunque alla costituzione del primo governo D'Alema (ed esprime un ministro: Gian Guido Folloni ai Rapporti con il Parlamento), ma è subito scontro fra la tripla leadership di Cossiga, Buttiglione e Mastella: nel febbraio 1999 Cossiga lascia e si iscrive al gruppo misto, più tardi è rottura fra Buttiglione e Mastella. Quest'ultimo fonda l'UDEUR. È lo sfaldamento definitivo dell'UDR: Buttiglione ricostituisce il suo CDU come partito, si presenta alle elezioni europee del 13 giugno e raccoglie il 2,1% mentre l'UDEUR di Mastella si ferma all'1,6%.
Il ritorno nel Polo [modifica]
A luglio il CDU (tranne il ministro Folloni) lascia la maggioranza guidata da D'Alema e afferma prima di voler "ricostituire la DC" e poi si riavvicina alle posizioni del centrodestra ritornando nella coalizione di Silvio Berlusconi e assumendo, insieme a Casini, una posizione decisamente contraria all'accordo del Polo con i Radicali.
Alle regionali dell'aprile 2000 il CDU è parte integrante del Polo, partecipa alla vittoria della coalizione (che si aggiudica 8 regioni su 15) e si attesta, a livello nazionale, intorno al 2,8% (con punte in Molise e in Calabria di oltre il 6,5%).
Ad agosto Andreotti propone di formare una grande coalizione di centro, che vada dal PPI a Forza Italia, e il CDU è sostenitore di questo progetto, che poi verrà ostacolato da AN e dalla Lega, gli altri alleati di Berlusconi.
Elezioni politiche del 2001: nascono le liste del Biancofiore [modifica]
Intanto, il mondo politico freme in attesa delle elezioni del 13 maggio 2001 per il rinnovo del Parlamento e del Governo: il CDU partecipa alla fondazione (insieme a Forza Italia, AN, CCD, Lega Nord, Nuovo PSI e PRI) della Casa delle Libertà, la nuova coalizione di centrodestra, che si aggiudica le elezioni, eleggendo Silvio Berlusconi presidente del Consiglio. A queste elezioni il CDU presenta liste comuni (per la Camera, nella quota proporzionale) con il CCD, le cosiddette liste del Biancofiore. In Sicilia, un esponende del CDU, Salvatore Cuffaro, diviene intanto Presidente della Regione.
Viene costituito il governo, Buttiglione è ministro per le Politiche comunitarie.
La nascita dell'UDC [modifica]
La storia del CDU termina il 6 dicembre 2002, quando le forze moderate del centrodestra (CCD, CDU e Democrazia Europea che prima non aveva aderito al Polo) decidono di fondare l'Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro (UDC), nuovo partito della politica italiana che mantiene la sua collocazione nella CdL ed è stato parte integrante della maggioranza che ha governato il Paese fino al 2006 (vedi Governo Berlusconi III). Buttiglione diviene presidente dell'UDC.
Congressi nazionali [modifica]
I Congresso Nazionale - Roma, 19-21 luglio 1996
II Congresso Nazionale - Roma, 25-26 luglio 1998
III Congresso Nazionale - Roma, 16-17 febbraio 2001
Note [modifica]
^ a b inclusi i parlamentari del CCD
Collegamenti esterni [modifica]
Sito ufficiale dell'UDC
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v · d · mPartiti politici italiani del passato (Seconda Repubblica)
Maggiori
Democratici di SinistraDemocrazia è Libertà - La Margherita - Forza Italia - Alleanza Nazionale - Partito Democratico della Sinistra - Partito Popolare Italiano
Medi
Alleanza DemocraticaLa RetePatto Segni - Centro Cristiano Democratico - Cristiani Democratici Uniti - Rinnovamento Italiano - Unione Democratica - Socialisti Democratici Italiani - I Democratici - Democrazia Europea
Minori
Cristiano Sociali - Rinascita SocialistaUnione di Centro - Polo Liberal Democratico - Movimento Sociale Fiamma Tricolore - Federazione Laburista - Socialisti ItalianiMovimento Italiano DemocraticoSinistra Repubblicana - Movimento dei Comunisti Unitari - Partito Socialista - Socialdemocrazia
Liste unitarie
Uniti nell'Ulivo - Rosa nel Pugno - Il Girasole - Biancofiore - Popolari per Prodi - Patto dei Democratici
Sistema politico della Repubblica ItalianaCamera dei deputatiSenato della RepubblicaParlamento europeo

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