Pietro Berti

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Anchorage

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mercoledì 2 febbraio 2011

Egitto caos dopo la Marcia del milione

Ma gli USA, l' Europa, il mondo non islamico cosa fa? Aspetta una carneficina ed un conseguente inizio di dittatura integralista islamica in Tunisia, Egitto, Yemen, Mauritania, Giordania (nonostante il recente rimpasto di governo), Libano, Algeria . E con le recentissime notizie di tumulti in corso nel sud del Marocco ... il quadro è destinato a completarsi in maniera drammatica. Israele ci ha messo in guardia. Ma qui tutti tacciono. Bella dimostrazione di lungimiranza economica, politica e militare!

IL GIORNO DOPO LA «MARCIA DEL MILIONE»
Egitto caos, "morti e feriti" in piazza

Parlamento sospeso fino all'esitodei ricorsi elettorali. L'esercitoalla piazza: «Tornate a casa»La replica: «L'intifada continua» Ripristinato l'accesso a Internet Coprifuoco alleggerito di 2 ore
IL CAIRO La protesta, di massa ma pacifica, degli oppositori di Hosni Mubarak ha ceduto il posto oggi a un'autentica guerriglia urbana con i sostenitori del presidente-monarca, scesi oggi in campo su istigazione del regime e delle forze di sicurezza fedeli al rais: il bilancio delle vittime è ancora incerto, ma fonti ospedaliere parlano di almeno 500 feriti mentre secondo la televisione di Stato - secondo la quale i feriti sono 403 - sarebbe stato ucciso almeno un militare, "un soldato di leva delle forze armate". I feriti sono stati trasportati in una moschea della piazza, nella quale è stato allestito un piccolo ospedale da campo; secondo alcune testimonianze altre persone sarebbero tuttavia state ricoverate in un ospedale militare e il bilancio delle vittime potrebbe quindi essere più grave. Gli scontri, ancora in corso nonostante il coprifuoco, sono iniziati quando diverse centinaia di sostenitori di Mubarak - alcuni armati di bastoni e montati su cavalli e cammelli - sono entrati nella piazza dove erano presenti migliaia di manifestanti, molti dei quali vi avevano passato la notte dopo la "marcia del milione" svoltasi ieri: dopo una mattinata di tensione i due gruppi sono venuti alle mani con lanci di pietre e bottiglie, mentre alcune persone sarebbero state travolte dalla folla che cercava di allontanarsi dal luogo degli scontri. Nel mezzo dei tumulti un gruppo di dimostranti si è inginocchiato in preghiera verso la Mecca, mentre attorno a loro proseguivano le violenze; almeno sei "cavalieri" sono stati circondati dalla folla, disarcionati e picchiati a sangue. Calata l'oscurità, la piazza appare circondata dai sostenitori di Mubarak che hanno lanciato lacrimogeni e bombe molotov contro gli oppositori, che per uscire dalla Tahrir dovrebbero ora sfondare le linee dei filo-governativi. Secondo un comunicato diffuso da alcune organizzazioni dell'opposizione molti agenti in borghese si sarebbero infiltrati nei gruppi pro-Mubarak. Il Ministero degli Interni ha negato qualsiasi coinvolgimento delle forze di sicurezza ma Al Jazeera ha mostrato alcuni distintivi e documenti di identità delle forze dell'ordine che sarebbero stati strappati agli 'infiltrati'. L'esercito, schierato attorno alla piazza, non è al momento intervenuto per sedare i disordini nonostante le richieste in questo senso lanciate dall'opposizione; le forze armate aveano chiesto ieri ai manifestanti a rientrare nelle loro case dato che le loro rivendicazioni "avevano ricevuto ascolto": un invito alla normalità che sembra tuttavia non essere stato accolto. I militari si sono limitati a sparare alcuni colpi di avvertimento per allontanare la folla dal Museo Archeologico, già danneggiato nei giorni scorsi da alcuni atti vandalici: i soldati hanno anche spento un piccolo incendio scoppiato all'ingresso della struttura dopo il lancio di alcune molotov. Le autorità egiziane - che hanno parzialmente ristabilito l'accesso alla rete internet - hanno alleggerito il coprifuoco in vigore nel Paese, che inizierà un'ora più tardi, alle 16 ora italiana, per terminare un'ora prima, alle 6 del mattino. Sul fronte politico, Mubarak ha annunciato ieri di non volersi ripresentare alle prossime elezioni presidenziali, in programma a settembre, ma il Ministero degli Esteri del Cairo ha respinto al mittente l'invito della comunità internazionale - ribadita oggi ancora una volta anche dalla Casa Bianca - ad una transizione "immediata". L'opposizione, con in testa i Fratelli Musulmani, ritiene tuttavia insufficiente l'iniziativa e ha chiesto al rais di lasciare il potere immediatamente programmando una nuova manifestazione di massa per venerdì, giornata battezzata "della partenza". In Italia il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha avuto un lungo colloquio con il vice presidente egiziano, Omar Suleiman, per conoscere gli ultimi sviluppi della situazione in Egitto e le possibili soluzioni considerate da parte delle autorità egiziane. Lo riferisce una nota della Farnesina. Il ministro Frattini riferirà domani alla Camera anche sui contenuti di tali colloqui.
Gli scontri tra gruppi pro e contro Mubarak
+ Obama, subito transizione verso elezioni libere

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