Pietro Berti

Pietro Berti

VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

PER ESPRIMERE IL VOSTRO PARERE

PER CHI VOLESSE ESPRIMERE IL PROPRIO PARERE SUGLI ARGOMENTI TRATTATI O VOLESSE RICHIEDERE IN MERITO AGLI STESSI DELUCIDAZIONI O CHIARIMENTI, E' POSSIBILE COMUNICARE CON ME INVIANDO UN COMMENTO (cliccando sulla scritta "commenti" è possibile inviare un commento anche in modo anonimo, selezionando l'apposito profilo che sarà pubblicato dopo l'approvazione) OPPURE TRAMITE MAIL (cliccando sulla bustina che compare accanto alla scritta "commenti")







FUSIORARI NEL MONDO

Majai Phoria


UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

VIAGGIA CON RYANAIR

JE ME SOUVIENS

JE ME SOUVIENS

VILLA BERTI VIA BEL POGGIO N. 13 IMOLA http://www.villaberti.it/


Condizioni per l'utilizzo degli articoli pubblicati su questo blog

I contenuti degli articoli pubblicati in questo blog potranno essere utilizzati esclusivamente citando la fonte e il suo autore. In difetto, si contravverrà alle leggi sul diritto morale d’autore.
Si precisa che la citazione dovrà recare la dicitura "Pietro Berti, [titolo post] in http://pietrobertiimola.blogspot.com/"
E' poi richiesto - in ipotesi di utilizzo e/o citazione di tutto o parte del contenuto di uno e/o più post di questo blog - di voler comunicare all'autore Pietro Berti anche tramite e-mail o commento sul blog stesso l'utilizzo fatto del proprio articolo al fine di eventualmente impedirne l'utilizzo per l' ipotesi in cui l'autore non condividesse (e/o desiderasse impedire) l'uso fattone.
Auguro a voi tutti un buon viaggio nel mio blog.

Anchorage

Anchorage
Visualizzazione post con etichetta AFGHANISTAN. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta AFGHANISTAN. Mostra tutti i post

lunedì 28 febbraio 2011

Afghanistan: morto militare italiano, altri 4 rimasti feriti


Afghanistan: morto militare italiano, altri 4 rimasti feriti
Convoglio rientrava alla base dopo operazione di assistenza medica alla popolazione locale

28 febbraio, 12:38


ROMA - Un militare italiano è morto e altri quattro sono rimasti feriti nell'ovest dell'Afghanistan. Lo apprende l'ANSA da fonti qualificate.
E' il tenente Massimo Ranzani il militare deceduto. Lo rende noto lo Stato maggiore della Difesa.
I militari italiani, del quinto Reggimento Alpini, erano a bordo di un veicolo blindato Lince che e' saltato su un ordigno improvvisato. L'attentato e' avvenuto nel corso di un pattugliamento nella zona di Shindand.
Il convoglio italiano saltato in aria su uno Ied a Shindad stava rientrando alla base dopo un'operazione di assistenza medica alla popolazione locale. Lo sottolinea la Difesa precisando che l'agguato ai militari italiani è avvenuto alle 12.45 ora locale, a 25 chilometri a nord di Shindad. L'operazione per l'evacuazione dei quattro militari feriti è ancora in corso.
BERLUSCONI, CI SI CHIEDE SE SFORZO SERVA - "E' un tormento, un calvario e tutte le volte ci si chiede se questo sacrificio che impegna il parlamento con voto unanime e tutto il popolo italiano ad essere lì in un paese ancora medioevale sia uno sforzo che andrà in portò". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi commentando l'attentato in Afghanistan dove è morto un ufficiale dell'Esercito. Berlusconi ha quindi precisato: "dobbiamo andare avanti". Quindi ha ricordato che oltre al tenente morto vi sono altri quattro feriti dei quali tre gravi.
NAPOLITANO, PROFONDA COMMOZIONE - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa con profonda commozione la notizia del gravissimo attentato perpetrato a Shindand, in Afghanistan, contro il contingente italiano impegnato nella missione internazionale ISAF, in cui un militare ha perso la vita e altri quattro sono rimasti feriti, esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto e un affettuoso augurio ai militari feriti. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.
DI PIETRO, RESPONSABILI CHI VOTATO DECRETO - "Siamo vicini alle famiglie del militare caduto in Afghanistan, dei quattro feriti e a tutti i commilitoni impegnati su quei territori. Esprimiamo profondo dolore e commozione per questa ennesima tragedia annunciata. Smettiamola e usciamo dal luogo comune di chi intende coprire la propria responsabilità in nome della patria e della bandiera. Da tempo l'Italia dei Valori, che ha dato una bocciatura sonora al decreto di rifinanziamento di questa missione, denuncia che non ha più alcun senso restare in Afghanistan perché nel Paese é in atto una vera e propria guerra civile, e quindi non portiamo avanti soltanto una lotta al terrorismo". E' quanto afferma in una nota il presidente IdV, Antonio Di Pietro. "Denunciamo - continua - in modo forte e chiaro, che la responsabilità politica di queste morti ricade sul governo e su tutti coloro che in Parlamento hanno votato per il proseguimento della missione. Ricordiamo che è stato un voto trasversale e, proprio per questo, ancora più inaccettabile".
PROFONDO CORDOGLIO LA RUSSA - Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha espresso "profondo cordoglio per la morte del militare a seguito dell'attentato verificatosi stamani a 25 chilometri a nord di Shindand". Lo rende noto un comunicato della Difesa. Il ministro La Russa viene tenuto "costantemente aggiornato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa circa l'evolversi della situazione e sulle condizioni di salute degli altri quattro militari rimasti feriti nell'evento".
SCHIFANI, ALTO PREZZO MA RIMANIAMO - "L'Italia continua a pagare degli alti prezzi ma lo fa in piena coscienza e nella consapevolezza che la libertà è un bene da garantire anche al di fuori dei propri confini". Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, in visita ad una scuola dell'infanzia a Barete (L'Aquila), distrutta dal terremoto e ricostruita grazie anche al contributo del Senato. Ai giornalisti che gli chiedevano se l'Italia rimane in Afghanistan, Schifani ha risposto: "L'Italia non può che rimanere, la nostra presenza è condivisa all'interno della comunità internazionale e sarà essa a decidere i metodi di abbandono dell'Afghanistan, sicuramente quando esso sarà portato a piena democrazia". Il presidente del Senato ha espresso "profondo dolore per un'altra vita che cade immolandosi sull'altare della democrazia" e "vicinanza ai familiari dei nostri feriti".

martedì 18 gennaio 2011

Afghanistan: ancora sangue italiano in terra afghana


Roma, 18 gen. (TMNews) - Il caporal maggiore Sanna è stato ucciso alle 12.05 ora italiana nell'avamposto Highlander, nell'area di Bala Murgab, nel nord della regione ovest dell'Afghanistan. Secondo i primi accertamenti, di cui il ministro La Russa ha riferito in conferenza stampa, l'uccisione del militare italiano è avvenuta con modalità non nuove in Afghanistan ma nuove per il contingente italiano".
Il sottoufficiale "è stato colpito da una persona che indossava una divisa afgana, che si era avvicinato con ogni probabilità adducendo uno stratagemma e dicendo che gli si era inceppata l'arma". Ma appena giunto nei pressi del militare italiano e di un suo collega, rimasto ferito a una spalla, "ha esploso colpi d'arma da fuoco colpendo i due militari", ha affermato La Russa. Per Sanna, centrato alla testa, non c'è stato nulla da fare.
La Russa ha spiegato che "l'attentatore si è potuto allontanare" e per questa ragione "non è possibile dire se indossava una divisa, come sembra probabile, o se fosse un infiltrato ab origine".
A soli 18 giorni dall'uccisione di Matteo Miotto, nell'avamposto Snow nel Gulistan, l'Italia paga dunque un nuovo tributo di sangue alla missione Isaf. "Registriamo un abbassamento delle minacce con gli ordigni esplosivi improvvisati (Ied), ma si comincia a manifestare un'inversione di tendenza data dal numero crescente di scambi di colpi d'arma da fuoco negli avamposti del nord e del sud della nostra regione di competenze", ha precisato La Russa. "Diminuita la minaccia degli Ied, un'altra altrettanto e forse più pericolosa ci impone d verificare se accrescere le condizioni di sicurezza" in cui operano i nostri soldati", ha insistito La Russa. A questo scopo il ministro ha chiesto di parlare a breve con il comandante della missione Nato in Afghanistan, il generale americano David Petraeus.

giovedì 30 dicembre 2010

Afghanistan, mina uccide 14 civili in Helmand

Afghanistan, mina uccide 14 civili in Helmand
dal sito web http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/peace_reporter/2010/12_dicembre/30/afghanistan_mina_uccide_14_civili_in_helmand,27665179.html?shrbox=facebook
Afghanistan, mina uccide 14 civili in Helmand - Secondo il comando Nato in Afghanistan, almeno quattordici civili, tra cui donne e bambini, sono morti oggi nella provincia meridionale di Helmand quando il minibus su cui viaggiavano è esploso su una una mina collocata sul ciglio della strada. Lo scoppio sarebbe avvenuto su una strada che collega il distretto di Nahr-e-Saraj con quello di Sangin, una delle roccaforti dei talebani nel sud. Sul luogo dell'attacco, precisa un comunicato Isaf, si sono recati soldati afgani e militari Nato per fornire assistenza medica ai feriti. La notte scorsa i talebani hanno attaccato a colpi di razzi la principale base Usa nel paese, quella di Bagram, a nord di Kabul. Gli ordigni non avrebbero causato né vittime né danni.

venerdì 17 settembre 2010

AFGHANISTAN: MORTO MILITARE ITALIANO, VETERANO DELL'ISAF

AFGHANISTAN: MORTO MILITARE ITALIANO, VETERANO DELL'ISAF

19:15 17 SET 2010

http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201009171915-ipp-rt10335-afghanistan_ucciso_incursore_italiano_era_un_veterano


(AGI) - Herat, 17 set. - E' morto uno dei due incursori italiani della Task Force 45 feriti oggi nella zona di Bakwah.
Il tenente Alessandro Romani, del IX Reggimento d'assalto 'Col Moschin', un verterano delle missioni all'estero, era rimasto ferito alla spalla. Inizialmente era stato riferito che le sue condizioni non erano gravi, ma il proiettile e' penetrato nel torace e ha raggiunto organi vitali. Un altro soldato italiano e' rimasto ferito nella stessa operazione in cui Romani ha perso la vita.

I due incursori cercavano di catturare quattro miliziani avvistati da un velivolo senza pilota dell'Aeronautica militare mentre posizionavano un ordigno lungo la strada che collega Farah a Delaram. Da Herat si era alzato in volo un elicottero Ch47 con a bordo gli incursori della Task force 45 per catturare i terroristi. Il Ch47 era scortato da due elicotteri Mangusta.
Nella fase di avvicinamento al covo degli insorti contro i militari italiani sono stati sparati numerosi colpi di arma da fuoco.

mercoledì 19 maggio 2010

Afghanistan, talebani attaccano base aerea Nato: dieci morti

Afghanistan, talebani attaccano base aerea Nato: dieci morti

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/05/afghanistan-attacco-base-nato.shtml?uuid=fd2c940e-630d-11df-b805-90ff3ebcf28f&DocRulesView=Libero

Silenzio per i caduti.


Silenzio per i caduti.
Le parole fanno rumore e disturbano la quiete di chi finalmente ha trovato la pace. Solo le lacrime dei congiunti devono far rumore. Qualunque altro suono romperebbe la pace delle eroiche anime ricongiunte verso la luce eterna. Questo è il momento in cui i media e i politici devono tacere e inviare le immagini ed assistere i familiari, indipendentemente dall’appartenenza politica. Niente polemiche!
Quanti hanno compiuto questo atto vile devono sentire le grida nel silenzio.
Chinino tutti il capo in segno di rispetto per quelli che sono andati via per sempre lasciando i loro cari. Il nostro pensiero è costantemente rivolto anche alle famiglie della caporale italiana ricoverata in Germania e dell’altro soldato rimasto ferito e ora in cura in un ospedale romano , affinchè si sappia che nessuno si dimentica di loro e che ognuno di noi prega Nostro Signore affinchè possano entrambi ritornare a svolgere una vita normale.
… e pensare che ci sono state trasmissioni in Italia in cui il fior fiore dell’estrema sinistra anziché dimostrare solidarietà e affetto nei confronti di questi eroi si sono limitati ad attaccare il Governo, il Ministero della Difesa, e tutti i militari inviati in missione di pace in rappresentanza dell’Italia e del mondo libero.
Chiunque non dimostri solidarietà ai nostri militari non si merita di essere cittadino italiano e merita solo ignominia. Queste persone dovrebbero chiedere la cittadinanza di un paese integralista islamico dove certamente si sentirebbero più a loro agio. Questo vale per gli uomini e, ancor di più, per le donne, peggio se femministe e\o comuniste.

giovedì 15 aprile 2010

Emergency, domani incontro tra ambasciatore e fermati a Kabul

Emergency, domani incontro tra ambasciatore e fermati a Kabul

Domattina l'inviato speciale italiano per l'Afghanistan incontrerà a Kabul i tre medici di Emergency sotto fermo di polizia, trasferiti oggi da Helmand alla capitale afghana. Lo ha confermato questa sera il ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Foto/Video correlati
Maraco Garatti, Matteo Pagani e Matteo dell'Aira di Emergency in foto d'archivio. Ingrandisci immagine
Altre foto su Emergency
Articoli correlati
Emergency: Mastrogiacomo, Ho Incontrato Strada Solo Dopo Liberazione
Emergency: Strada Attacca Governo Italiano, Replica Farnesina
Emergency: Adesione Massiccia, Manifestazione Spostata a San Giovanni
Altre notizie correlate: Emergency
Forum: Emergency
"Domani alle 11 (l'ambasciatore Attilio) Iannucci incontrerà a Kabul i tre", ha detto La Russa nel corso della trasmissione "AnnoZero", aggiungendo che sono stati nominati anche "tre fra i migliori avvocati afghani" che li difenderanno.
Oggi Iannucci, preannunciando un incontro per domani con i tre, aveva precisato che sono stati trasferiti da Helmand a Kabul.
Intervenendo alla stessa trasmissione televisiva, il fondatore dell'organizzazione, Gino Strada, ha detto che "non si hanno notizie dei nostri tre collaboratori, né degli altri sei afghani arrestati... Da domenica a mezzogiorno non sappiamo neanche dove siano, solo che sono a Kabul... Da quattro giorni sono dei desaparecidos".
Oggi l'inviato in Afghanistan delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura, ha chiesto alle autorità afghane competenti di assicurare delle indagini veloci e approfondite sul caso dei tre medici italiani e dei loro sei colleghi afghani.
"Penso e spero che gli arresti siano dovuti a una grave incomprensione... Gli operatori sanitari internazionali in posti come Helmand rischiano la vita per curare le persone che chiedono il loro aiuto", ha detto de Mistura in una nota.
Ieri Berlusconi aveva chiesto al presidente afghano una "risposta urgente" mentre Frattini si era detto insoddisfatto dalla risposta delle autorità afghane.
I tre operatori italiani di Emergency del centro di Lashkar-gah, Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani, e i loro sei colleghi afghani sono stati fermati domenica 10 aprile, con l'accusa di aver preso parte ad un complotto per assassinare il governatore della regione di Helmand, Gulab Mangal.
Strada ha più volte ribadito di essere del tutto insoddisfatto del governo italiano, perché non avrebbe fatto le dovute pressioni per liberare i tre italiani. Secondo Strada i cooperanti arrestati sono vittime di un complotto per eliminare dal sud dell'Afghanistan Emergency, un testimone scomodo delle vittime civili della guerra della coalizione a guida Nato contro i talebani.
Stasera Strada ha sottolineato che "nessuno in buona fede e con un minimo di cervello" può pensare che i tre operatori umanitari siano dei terroristi.
La Farnesina ha respinto le accuse e in un comunicato ha risposto che "frasi e comunicazioni come quelle attribuite, da ultimo, a Gino Strada sarebbero da evitare nell'interesse dei connazionali la cui tutela è assoluta priorità del governo italiano".
Emergency opera in Afghanistan dal 1999 con tre centri chirurgici, un centro di maternità e una rete di 28 centri sanitari. Gli altri sei italiani impiegati nella struttura di Emergency a Lashkar-gah sono stati trasferiti a Kabul il 13 aprile, lasciando il controllo del centro alle autorità afghane.

lunedì 1 marzo 2010

PIETRO ANTONIO COLAZZO DI GALATINA (LECCE) UN PUGLIESE CADUTO IN AFGHANISTAN, A KABUL NELL’ADEMPIMENTO DEL SUO DOVERE DI AGENTE DEI SERVIZI AISE


PIETRO ANTONIO COLAZZO DI GALATINA (LECCE) UN PUGLIESE CADUTO IN AFGHANISTAN, A KABUL NELL’ADEMPIMENTO DEL SUO DOVERE DI AGENTE DEI SERVIZI DI INTELLIGENCE ITALIANI
Fa specie l’atteggiamento tenuto da parte dell’opinione pubblica, in particolare appartenente al popolo dei pacifisti, dei no-global, dei comunisti italiani, dei verdi, dei grillini, di rifondazione comunista, degli appartenenti ai centri sociali, dell’ala sinistra del PD, nonché dei dipietristi per il totale menefreghismo e disinteresse che hanno riservato nei confronti di un servitore della Patria, che ha sacrificato quanto di più caro (la vita) nell’adempimento del suo lavoro di individuazione e monitoraggio delle cellule integraliste lontano da dove sono schierate le nostre truppe in Afghanistan , operando nel pieno centro di Kabul con tutti i rischi che questo comportava. Il fatto che portasse il giubbotto antiproiettile non lo ha salvato. La sua salma avvolta nel tricolore è stata esposta alla camera ardente dell’Ospedale Militare del Celio alla presenza del Generale Santini che guida l’AISE , del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, del Presidente del COPASIR D’Alema, dei vertici militari e dei servizi segreti e della sorella Stefania. A rendere l’ultimo omaggio si sono recati anche il Ministro della Difesa e il capo dello Stato. La salma è poi stata trasportata a Galatina dove si svolgeranno i funerali in forma solenne e con gli onori militari. La prima riflessione che mi sento di fare viene da una dichiarazione di Ignazio Larussa: “l’agente ha sacrificato la sua vita eroicamente per salvare il nostro contingente”. La seconda riflessione che si converte in una richiesta sta nel fatto che ritengo sia doveroso da parte dello Stato il conferimento della medaglia d’oro al valore al nostro caduto. Dico” nostro” perché non è solo caduto nell’adempimento del dovere ma è caduto anche per proteggere l’Italia dalle infiltrazioni delle cellule integraliste islamiche.

martedì 19 gennaio 2010

AFGHANISTAN E AL QUAEDA















AFGHANISTAN E AL QUAEDA
Tornano le minacce. La risposta: droni e Cia

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201001articoli/51387girata.asp

A CURA DI MAURIZIO MOLINARI INVIATO de LA STAMPA A NEW YORK
Obama ha sostituito l’espressione di Bush «guerra al terrorismo» con «lotta agli estremisti violenti» ma combatte ancor più del predecessore al fine strategico di «smantellare, sconfiggere e distruggere Al Qaeda», da lui stesso illustrato parlando ai cadetti di West Point. L’accordo con l’Iraq per il ritiro del grosso delle truppe entro agosto e degli ultimi soldati entro il dicembre 2011 mantiene la promessa fatta agli elettori ma i tempi sono simili a quelli che erano stati pianificati del predecessore mentre la base liberal premeva per accelerarli.

In Afghanistan la decisione di portare il contingente a 100 mila uomini nasce dalla convinzione che quella contro Al Qaeda sia una «guerra giusta» e preannuncia l’intensificazione dei combattimenti con i taleban - e il conseguente aumento delle vittime americane - dalla primavera mentre non pochi deputati e senatori democratici puntavano a procedere con chiarezza verso il disimpegno. Obama conquista favori fra i conservatori, e lascia perplessi molti liberal, anche per combatte anche sugli altri fronti: in Pakistan adopera i droni della Cia per bombardare i jihadisti, in Yemen sostiene le truppe governative nelle operazioni anti-Al Qaeda e in Somalia ricorre alle truppe speciali contro le milizie degli Shebaab.

A guidarlo sono i consigli del Segretario di Stato Hillary Clinton e del ministro della Difesa Robert Gates oltre ai memorandum della Cia di Leon Panetta che descrivono molteplici piani di Al Qaeda per colpire gli Usa con attacchi più devastanti dell’11 settembre 2001. Sul fronte interno il fallito attentato di Natale al volo 253 Amsterdam-Detroit e la strage di Fort Hood spingono a rivedere la sicurezza interna e aumentare la prevenzione, aumentando in particolare la sorveglianza sui gruppi islamici americani. Ed è questo che fa temere violazioni dei diritti umani ai gruppi per le libertà civili già contrariate per il ritardo nella chiusura del carcere di Guantanamo.

sabato 2 gennaio 2010

Afghanistan, truppe italiane sotto attacco per tre giorni


Afghanistan, truppe italiane sotto attacco per tre giorni
I nostri militari presi di mira a Bala Murgab insieme ai colleghi afgani e
a quelli Isaf. Non si registrano feriti
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201001articoli/50887girata.asp


ROMA
Settandadue ore di scontri, per i militari italiani e di Isaf, in Afghanistan. È quanto si apprende dal comando di Herat, secondo cui «nei giorni scorsi», nel corso di un’operazione congiunta per il controllo di alcuni avamposti strategici nei pressi di Bala Morghab, nell’ovest del Paese, «militari delle forze di sicurezza afghane e di Isaf, tra i quali i soldati del contingente italiano, sono stati fatti oggetto di ripetuti attacchi con colpi d’arma da fuoco e di razzi controcarro da parte di oltre 60 insorti».

Dal comando di Herat, dove non si parla di feriti tra gli italiani, sottolineano che «l’efficacia della reazione, frutto del coordinamento tra le forze in campo, ha consentito di rispondere al fuoco degli insorti e, grazie a mirate incursioni aeree alleate ed al fuoco delle armi a tiro curvo, garantire in tempi successivi la totale libertà di movimento per le truppe ed il pieno controllo dell’area». Gli scontri, «protrattisi con brevi intervalli per pi— di 72 ore, si sono verificati a Bala Morghab», località in cui sorge la base operativa avanzata che ospita, insieme ad unità dell’esercito afghano e statunitense, i militari italiani della Task Force North su base 151/o reggimento della Brigata Sassari. La stessa base dove l’altro giorno un militare afgano ha sparato, uccidendo un soldato Usa e ferendo due italiani.

L’intervento delle forze Nato a Bala Morghab, secondo il comando del contingente italiano, si è concluso con «la neutralizzazione della minaccia ed il completo sostegno della popolazione civile»: gli stessi responsabili delle forze di sicurezza del distretto «hanno assistito dal posto comando ad ogni istante dell’operazione coadiuvandola molto attivamente». Nel corso delle ’shurè che si sono tenute nei giorni delle operazioni militari - cui hanno preso parte, come di consueto, anche i comandanti italiani e americani - gli anziani del villaggio hanno manifestato il loro «pieno appoggio all’intervento militare» ed hanno ringraziato i responsabili dei contingenti di Isaf impegnati nell’ovest dell’Afghanistan, «a portare - ha detto il mullah più anziano del villaggio - sviluppo, assistenza e speranza».

La situazione, dicono dal comando di Herat, «è tuttora in bilico per il perdurare di pur minime reazioni da parte degli insorti ancora presenti nell’area»: quando si sarà stabilizzata del tutto, i militari di Isaf «riprenderanno l’opera di ricostruzione e sviluppo garantendo, fra l’altro, la distribuzione di aiuti umanitari, l’assistenza medica alla popolazione e tutte quelle iniziative già intraprese, con successo, a novembre e dicembre». Bala Morghab, 170 chilometri a nordest di Herat, al confine con il Turkmenistan, all’interno della provincia di Badghis (una delle quattro che compongono l’area sotto responsabilità italiana) è una zona a lungo contesa da ’insortì e militari afghani che, con il supporto delle truppe della Nato, in questa valle hanno combattuto e subito diverse vittime. «Il fine - spiegano al comando italiano - resta quello di garantire il controllo della valle, punto strategico perchè di frontiera, ma soprattutto perchè da qui passa una tratto della Ring Road, l’anello stradale che attraversa tutto l’Afghanistan collegando tra loro le città principali».

giovedì 31 dicembre 2009

SOLIDARIETA' AGLI USA PER LE VITTIME DELL'ATTENTATO ALLA BASE CHAPMAN. SOLIDARIETA' ANCHE AI GIORNALISTI PER LA NUOVA VITTIMA.


31/12/2009 (7:48) -
GIORNATA DI SANGUE Afghanistan, attacco suicida: uccisi otto agenti della Cia
Vittime dell'attentato anche quattro soldati e una giornalista canadese
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200912articoli/50831girata.asp


ROMA
Era un kamikaze vestito in uniforme dell’ esercito afghano, forse addirittura un ufficiale - ma il governo smentisce -, l’uomo che è penetrato ieri all’interno della base militare americana Chapman, nella provincia afghana di Khost, e si è fatto saltare in aria uccidendo otto civili americani, che lavoravano per la Cia.

Che gli uccisi lavorassero per la Cia è stato confermato da non precisate fonti ufficiali statunitensi, citate dai media Usa, secondo cui le vittime erano o agenti della Cia veri e propri o contractor. L’attentato di Khost diventa così il più sanguinoso attacco contro l’intelligence Usa dall’inizio della guerra afghana nel 2001.

I talebani, che hanno rivendicato l’attentato suicida, hanno detto che il kamikaze era un ufficiale dell’esercito afghano «vestito di tutto punto», cioè che indossava un’uniforme regolare.

Martedì due soldati italiani sono stati feriti e un soldato americano è stato ucciso a Bala Morghab da un militare afghano che si è messo a sparare.

Un portavoce dei talebani, in uno dei comunicati di rivendicazione, ha affermato che «un ufficiale dell’esercito nazionale ha richiesto a lungo un corpetto esplosivo e finalmente un corpetto preparato dai talebani gli è stato consegnato». Costui, secondo il portavoce, si chiamerebbe Samiollah e sarebbe l’autore dell’attentato.

Il ministero della difesa afghano ha smentito in mattinata che il terrorista suicida fosse un ufficiale dell’esercito: «In base alle nostre informazioni non abbiamo alcun ufficiale con il nome indicato dai militanti» talebani, ha dichiarato il portavoce, gen. Zahir Azimi, aggiungendo che non c’è nessuna base militare afghana vicino a Base Chapman, che viene utilizzata dalle squadre di ricostruzione provinciale (Prt), composte da civili e militari.

Sempre ieri cinque canadesi - quattro militari e una giornalista, sono morti quando il loro veicolo è saltato in aria su un ordigno in provincia di Kandahar. E stamani in provincia di Oruzgan la polizia ha detto che i talebani hanno decapitato sei afghani, accusati di essere «spie».

domenica 18 ottobre 2009

LE DELIRANTI ACCUSE DEL TIMES

Al Sig. Ministro della Difesa
On. Ignazio Larussa
E
Al Sig. Ministro della Difesa
On. Franco Frattini

In merito alla polemica sul contingente italiano in missione ISAF in Afghanistan sollevata dal Times di Londra, ed in merito alle deliranti accuse citate da un quotidiano inglese ritenuto serio dal sottoscritto fino a pochi giorni fa, si prende atto che la volontà di denigrare l’operato del contingente italiano perdura nonostante le recenti vittime. A questo punto, siamo a chiedere al Sig. Ministro degli Esteri On. Franco Frattini e al Sig. Ministro della Difesa On. Ignazio Larussa di convocare immediatamente per consultazioni gli ambasciatori italiani nel Regno Unito e di consigliare agli ambasciatori britannici in Italia – se ciò non bastasse – di ritornare nel loro Paese e di occuparsi di chi viene raccomandato e corrotto per scrivere sul Times tali scempiaggini . E’ inaccettabile che la stampa in un Paese libero e alleato in una guerra così terribile e sanguinoso contro il terrorismo si presti invece al soldo di potenti interessi economici e politici privati che hanno lo scopo di proseguire quel disegno di vilipendio della figura del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi . Onore e gloria ai nostri caduti per la libertà in terra straniera.
Pietro Berti – Imola (BO)

giovedì 8 ottobre 2009

Kabul, bomba all'ambasciata indiana I danni causati dall'onda d'urto dell'esplosione

AFGHANISTAN
Kabul, bomba all'ambasciata indiana I danni causati dall'onda d'urto dell'esplosione

Attacco taleban: 17 morti e 76 feriti.Karzai: «Colpite persone innocenti»
KABULPer la seconda volta in poco più di un anno, l’ambasciata dell’India a Kabul è stata oggetto di un devastante attentato suicida, rivendicato dai talebani, che ha causato oggi, in una zona tra le più sicure della città, almeno 17 morti e 76 feriti.Nonostante negli ultimi giorni il governo avesse rafforzato ulteriormente il già consistente sistema di sicurezza applicato nelle zone più a rischio della capitale, il kamikaze èriuscito a guidare il suo veicolo carico di esplosivo fino a 200 metri dal ministero dell’Interno, schiantandosi poi contro un muro laterale della rappresentanza diplomatica. L’esplosione, avvenuta alle 8.30 del mattino vicino all’ingresso dei servizi consolari indiani, è stato fortissimo e ha investito non solo alcuni addetti alla protezione dell’ambasciata, ma anche numerosi passanti impegnati a realizzare acquisti in un mercatino sull’altro lato della strada.Una densa colonna di fumo bianco si è levata nel cielo mentre, in una scena ormai usuale a Kabul, ambulanze e veicoli della polizia e dell’esercito sono accorsi sul posto isolando la zona. Non si tratta del primo attacco che l’ambasciata indiana subisce nella capitale afghana. Il 7 luglio 2008, infatti, un altro kamikaze si scagliò contro l’ingresso dell’edificio causando almeno 41 morti e decine di feriti.Analisti locali e indiani ipotizzano che i talebani vogliano lanciare un messaggio all’India intimandole di non accrescere la sua presenza in Afghanistan. Da qualche anno, in realtà, New Delhi ha intensificato i propri investimenti nell’economia afgana realizzando anche importanti lavori infrastrutturali, ed è verosimile quindi che non veda di buon occhio un eventuale rafforzamento dei talebani nelle istituzioni. Il presidente della repubblica Hamid Karzai ha duramente condannato l’azione definendola «un atto terroristico contro la nostra gente innocente», e in un comunicato anche il ministero dell’interno ha stigmatizzato l’accaduto, precisando che le vittime fatali sono quindici civili e due agenti di polizia, mentre altri 13 poliziotti sono rimasti feriti.L’attentato è stato rivendicato quasi subito dai talebani, che invece avevano negato ogni responsabilità nell’attacco dello scorso anno. In un comunicato pubblicato in Pashtun nel loro sito www.shahamat1.org, gli insorti hanno sostenuto che «il nostro obiettivo era l’ambasciata indiana». Inoltre hanno indicato che «secondo informazioni raccolte sul posto, come risultato di un attacco con un’auto guidata da un suicida di nome Khalid, circa 35 militari afghani e stranieri sono stati uccisi, tra cui anche alcuni ufficiali».Una versione smentita però dal quartiere generale della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), secondo cui «nessun nostro militare è rimasto coinvolto nell’operazione». Una fonte della Missione dell’Onu in Afghanistan (Unama) ha invece confermato all’Ansa che due veicoli blindati dell’organizzazione sono rimasti gravemente danneggiati, insieme a numerosi altri, ma che «due persone che delle Nazioni Unite che si trovavano sul posto sono rimaste illese».Infine, in un comunicato il rappresentante speciale dell’Onu a Kabul Kai Eide ha manifestato il suo dolore per l’accaduto, ricordando che da agosto «è il quinto attentato messo a segno a Kabul», con un bilancio complessivo di oltre 50 morti. Fra questi, quello che il mese scorso ha causato la morte all’altezza di Massoud Circle di sei paracadutisti italiani della Folgore che stavano rientrando in città dall’aeroporto a bordo di due Lince.

venerdì 25 settembre 2009

Bin Laden all'Europa: "Via dall'Afghanistan"

ESTERI Terrorismo

Bin Laden all'Europa: "Via dall'Afghanistan"

Nuovo messaggio audio del capo di Al Qaeda sui siti islamisti. «Non chiediamo niente di ingiusto, a Washington c'è una gang criminale. La Nato uccide donne, anziani e bambini».

giovedì 24 settembre 2009

Afghanistan - Incubo attentati

Afghanistan - Incubo attentati
Herat, nuovo attacco agli italiani
Scontro a fuoco nell'area di Shindand durante un'azione umanitaria: feriti due parà: uno ha riportato lesioni a una mano e l’altro al collo.

domenica 20 settembre 2009

A Roma le salme dei parà uccisi

CRONACHE Afghanistan - Dopo la strage
A Roma le salme dei parà uccisi Foto e video - Lacrime sulle bare
Il capo dello Statoha accolto i feretri.Omaggio della follaalla camera ardente
E' atterrato a Ciampino il velivolodell'Aeronautica che ha riportatoin Italia i feretri dei militari uccisi nell'attentato di Kabul. Domani i funerali solenni nella basilica di San Paolo. Tricolori alle finestre.(In foto il figlio del serg. Valente)
FOTO Onori militari a Ciampino / FOTO Dolore e lacrime: a Kabul l'ultimo saluto dei colleghiFORUM Ritirarsi o restare? / VIDEOCHAT I dubbi sulla missione M. CANDITO e F. SFORZA
OPINIONI Afghanistan, una guerra che va ripensata Il commento di BARBARA SPINELLI
+ Il comandante dei parà: "Contro di noi un attacco al giorno" F. GRIGNETTI

sabato 19 settembre 2009

Le bare dei parà in viaggio per Roma


19/9/2009 (17:32) - LA STRAGE DEGLI ITALIANI - LE INDAGINI
Trovati i resti del kamikaze di Kabul

Le bare dei parà in viaggio per Roma

La polizia: è stato un attacco suicida.Dopo l'esplosione sparatoria in strada

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200909articoli/47491girata.asp#
KABULC'è una svolta nelle indagini sull'attentato di Kabul in cui hanno perso la vita sei parà italiani. Le autorità sanitarie afghane ritengono che varie parti di un corpo raccolte sul luogo dell’attentato al convoglio italiano appartengano ad un possibile attentatore suicida. Finora gli inquirenti propendevano per la tesi del kamikaze, ma non si escludeva ancora l’ipotesi di un’autobomba telecomandata a distanza.È plausibile che l’attentato a Kabul in cui sono morti sei militari italiani sia avvenuto nel quadro di una vera e propria imboscata, in cui vi è stata anche una sparatoria subito dopo l’esplosione dell’autobomba, ha detto un portavoce della missione Isaf, il colonnello Fabio Mattiassi. La circostanza della sparatoria viene riferita anche da alcune persone che si trovavano in prossimità del luogo dell’attentato: un giornalista della Bbc e un diplomatico, interpellati dall’agenzia Ansa, hanno detto di aver «ascoltato chiaramente gli spari» a qualche centinaia di metri di distanza, anche se non hanno visto direttamente l’episodio. «Su questa vicenda è in corso una inchiesta giudiziaria della magistratura - ha indicato Mattiassi - ma anche un’altra militare di Isaf che è di carattere tecnico-tattica e che deve determinare cosa è successo esattamente quel giorno».Intanto l’aereo C 130 con a bordo le salme dei sei soldati italiani del 186esimo Reggimento Folgore uccisi nell’attentato è decollato dall’aeroporto internazionale di Kabul in direzione di Roma. Sulla pista della base aerea militare della Nato, nei pressi dello scalo di Kabul, si è tenuta una cerimonia religiosa. Circa 200 militari dei 40 Paesi che compongono la Forza internazionale d’assistenza per la sicurezza della Nato hanno reso omaggio ai feretri delle sei vittime ricoperti con il tricolore. L’aereo è atteso domani mattina all’aeroporto di Ciampino per le 9.30, dopo due soste tecniche una sosta tecnica presso la base italiana di Al Bateen (Abu Dhabi), negli Emirati Arabi Uniti e presso l’aeroporto di Larnaca (Cipro). Il velivolo con i resti dei sei militari della Folgore si è levato nel cielo di Kabul alle 15,08 italiane. L’estremo saluto ai caduti, durante un sobrio rito religioso, è stato pronunciato da un cappellano militare italiano alla presenza dei vertici della Folgore, di tutto il Corpo diplomatico italiano e del rappresentate europeo in Afghanistan Ettore Sequi.

Presentazione candidature in quota UDC a Bologna - Lista Aldrovandi Sindaco

PLAYLIST MUSICALE 1^

Post più popolari

Elementi condivisi di PIETRO

Rachel

Rachel

FORZA JUVE! E BASTA. FORZA DRUGHI!

FORZA JUVE! E BASTA. FORZA DRUGHI!

GALWAY - IRLANDA

GALWAY - IRLANDA

PUNTA ARENAS

PUNTA ARENAS

VULCANO OSORNO

VULCANO OSORNO

Fairbanks

Fairbanks

Nicole Kidman - Birth , io sono Sean

Nicole Kidman - Birth , io sono Sean

DESERTO DI ATACAMA

DESERTO DI ATACAMA

Moorgh Lake Ramsey, Isle of Man

Moorgh Lake Ramsey, Isle of Man

Port Soderick

Port Soderick

TRAMONTO SU GERUSALEMME

TRAMONTO SU GERUSALEMME

Masada, l'inespugnabile

Masada, l'inespugnabile

KATYN

KATYN

I GUERRIERI DELLA NOTTE

I GUERRIERI DELLA NOTTE

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

THE WOLFMAN

THE WOLFMAN

Sistema Solare

Sistema Solare

TOMBSTONE

TOMBSTONE

coco

coco

PLAYLIST MUSICALE I^

Rebecca Hall

Rebecca Hall