Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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FUSIORARI NEL MONDO

Majai Phoria


UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

VIAGGIA CON RYANAIR

JE ME SOUVIENS

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Anchorage

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Visualizzazione post con etichetta CINEMA. Mostra tutti i post
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venerdì 8 aprile 2011

Zac Posen











Zac Posen (New York, 24 ottobre 1980) è uno stilista statunitense, di origine boema[1]. Indice[nascondi] 1 Carriera 2 Note 3 Altri progetti 4 Collegamenti esterni Carriera[modifica] Cresciuto nel quartiere di Soho, inizia già da giovanissimo ad interessasi al mondo della moda, disegnando alcuni abiti per la sorella.[1] Dopo aver abbandonato gli studi d'arte a Brooklyn viene assunto neppure ventenne alla sezione costume del Metropolitan Museum di Londra.[1] Nel 2001, ad appena 21 anni, fonda la propria casa di moda, aiutato dai genitori e dalla sorella, iniziando a vendere i propri capi ad una ristretta clientela.[1] Nello stesso anno anche i media si accorgono delle sue creazioni, e le sue sfilate ottengono recensioni favorevoli[1], che nel febbraio gli fanno ottenere un intero servizio del New York Times.[1] Il lavoro di Posen viene pubblicamente apprezzato da Yves Carcelle, presidente del gruppo LVMH, da Sidney Toledano, amministratore delegato di Christian Dior SA e da Domenico De Sole, presidente del gruppo Gucci.[2] In seguito al successo ottenuto, Posen apre il proprio studio a Tribeca, e continua a ricevere riconoscimenti e premi, compreso quello del Council of Fashion Designers of America nel 2004.[3] Dopo aver disegnato un abito per Naomi Campbell, fra le sue clienti si iniziano ad annoverare personalità come Natalie Portman, Rihanna, Kate Winslet, Claire Danes, Cameron Diaz, Jennifer Lopez, Mischa Barton, Beyoncé Knowles e molte altre. Nell'aprile 2008, Posen ha creato una collezione di abbigliamento in collaborazione con Target, dal nome Zac Posen for Target, distribuita in 75 negozi in Australia.[4] Note[modifica] ^ a b c d e f Dizionario della moda ^ Trebay, Guy (18 settembre 2002), "The Rise And Rise Of a Prodigy". The New York Times. 152 (52245):B9 ^ CFDA Past Winners ^ Zac Posen for Target Australia Fashionising.com, 13 marzo 2008 Altri progetti[modifica] Wikimedia Commons contiene file multimediali su Zac Posen Collegamenti esterni[modifica] Sito ufficiale Portale Biografie Portale Moda Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Zac_Posen" Categorie: Stilisti statunitensi Nati nel 1980 Nati il 24 ottobre [altre]

domenica 12 dicembre 2010

My Week with Marilyn








My Week with Marilyn
Premesso che un’attrice che accetti di indossare i panni di un’icona come Marilyn Monroe dimostra un indubbio coraggio, Michelle Williams ha raccolto la sfida e nel film My Week with Marilyn, interpreterà la bionda diva durante le riprese del film “Il Principe e la ballerina” tra litigi con Laurence Olivier (Kenneth Branagh ) e il rapporto con altre stelle del cinema dell’epoca come Vivien Leigh (Julia Ormond). Nel cast c’è anche Emma Watson (ex moglie di Kenneth Branagh, mai separazione fu più felice) reduce dall’ultimo capitolo della saga di Harry Potter. Qui la cosa si fa interessante, perché questo film è diretto da Simon Curtis alla sua prima (e forse più difficile) regia .
Ho visto il film in anteprima in lingua originale a Gibilterra. Il cinema prevedeva 2 anteprime, e accanto a questo c’era I due Presidenti, che ho visto 2 volte.

sabato 6 novembre 2010

Trailer da 0 al III° Millennio










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mercoledì 17 febbraio 2010

FILM CONSIGLIATI PER LE PROSSIME VISIONI

FILM CONSIGLIATI PER LE PROSSIME VISIONI
“Wolfman” con Benicio Del Toro è un film da non perdere specialmente per gli appassionati del genere horror . Questo film si appresta a divenire un capolavoro del genere gotico . Altro film da vedere è “Shutter Island” di Martin Scorsese oltre a “Iron Man 2” con Robert Downey jr. Stando sempre nel mese di febbraio e precisamente in data 26 “Codice Genesi” con Denzel Washington interessante e con decisi riferimenti al primo Interceptor, a livello di ambientazioni con Mel Gibson, senza dimenticare sempre per concludere febbraio “Invictus” con i due candidati all’Oscar Morgan Freeman e Matt Demon.
Ancora, consiglio “Legion” , “Robin Hood” l’ultimo film di Ridley Scott con Russel Crowe, oltre a “Scontro tra titani” con Liam Neeson; non mi riferisco solo al citato Agora (http://pietrobertiimola.blogspot.com/search/label/Agora ) , ma anche a La Herencia Valdemar (http://www.terrorynadamas.com/index.php?s=la%20herencia%20valdemar ). Assolutamente da non perdere c’è “Soul kitchen” (validissimo), “Rec 2 “ (horror ispanico, voto 7), “A single man” di Tom Ford (voto 8), “Il quarto tipo” (voto 7); “Viaggio tra le nuvole” (voto 8), Avatar (voto 9), ed “Il Riccio” (voto 10 con lode). Ancora, c’è “The tree of life” con Brad Pitt, Sean Penn; inoltre, Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo: il ladro di fulmini (I° capitolo);

AD ALESSIO GUZZANO, IN RISPOSTA AL SUO COMMENTO AL FILM “AMABILI RESTI”



AD ALESSIO GUZZANO, IN RISPOSTA AL SUO COMMENTO AL FILM “AMABILI RESTI”
http://www.alessioguzzano.com/inserimento_commenti.php?id=3551
http://www.alessioguzzano.com/set.php
http://www.alessioguzzano.com/articolo.php?id=3551&sfondo=1


Martedì 16 febbraio 2010 a pag 17 di City free press ho avuto l’infelice idea di leggere il suo tentativo di recensione del film “Amabili resti” Genere Drammatico (Regia T. Jackson, con Rachel Weisz,- favolosa interprete dello spagnolo non ancora giunto in Italia “Agora” – M. Whalberg, S. Tucci, S. Ronan) tratto dal bellissimo libro di Alice Sebold, scritto con ogni probabilità per superare lo stupro da lei subito all’età di 14 anni. Ebbene, venendo al punto, lei afferma in maniera tombale che si tratta del film più brutto dell’anno. Ritengo che lei si riferisca all’anno 2010 con decorrenza 1 gennaio 2010 a tutto il 18 febbraio 2010 data oltre la quale usciranno i nuovi film della stagione ed in particolare quello che si appresta a divenire un capolavoro del genere gotico con Benicio Del Toro “Wolfman” e ovviamente stando sempre nel mese di febbraio e precisamente in data 26 Codice Genesi con Denzel Washington interessante e con decisi riferimenti al primo Interceptor, a livello di ambientazioni con Mel Gibson, senza dimenticare sempre per concludere febbraio Invictus con i due candidati all’Oscar Morgan Freeman e Matt Demon. Il primo rilievo che le faccio sta nel fatto che lei definisce un’infelice uscita di un film nel week-end 12 febbraio/15 febbraio 2010 esprimendo un giudizio non solo opinabile ma del tutto privo di senso, in quanto le sei parole che lei cita parlando di come “il lavoro più brutto dell’anno” potrebbero essere, dico potrebbero, essere condivise nella misura in cui lei si riferisse alla programmazione inerente al primo mese e mezzo del 2010 e non certo ai film che devono ancora uscire. La sua interpretazione non solo denota il fatto che la cinematografia cui lei si è dedicato è estremamente settaria, non variegata, e manca delle basi essenziali per poter fare dei confronti . A differenza di quanto lei afferma, buona parte dei film in uscita in Italia sono stati visti dal sottoscritto all’estero e posso assicurarle che stanno arrivando sempre che le case distributrici se ne occupino delle vere chicche. Non mi riferisco solo al citato Agora (http://pietrobertiimola.blogspot.com/search/label/Agora ) , ma anche a La Herencia Valdemar (http://www.terrorynadamas.com/index.php?s=la%20herencia%20valdemar ). A differenza di quanto lei sostiene, dal 1 gennaio 2010 ad oggi film brutti ne sono usciti e come ed Amabili resti, ahimè non è tra questi. Posso citarle a puro titolo informativo lo sconsigliatissimo film “Bangcok dangerous - il codice dell’assassino” dei fratelli Pang con Nicolas Cage, “Nine” di R. Marshall, “La prima cosa bella” (giudizi di pubblico e critica contrastanti ma per lo più negativi), “Il mondo dei replicanti” con B. Willis, “Ong Bak 2” .
Mentre assolutamente da non perdere c’è “Soul kitchen” (validissimo), “Rec 2 “ (horror ispanico, voto 7), “A single man” di Tom Ford (voto 8), “Il quarto tipo” (voto 7); “Viaggio tra le nuvole” (voto 8), Avatar (voto 9), ed “Il Riccio” (voto 10 con lode).
Venendo alla sua recensione, in cui parla dell’ambientazione del film nei primi anni ’70 in Pennsylvania dove una ragazza 14enne dagli occhi azzurri e dai capelli rossi come il fuoco perde la vita facendosi irretire da un vicino di casa pedofilo che le spegnerà per sempre i sogni e i desideri. La recensione estremamente povera di contenuti dice che le due ore di proiezione annaspano faticosamente. Ebbene, quello che Guzzano non ha capito sta nel fatto che il pedofilo omicida seriale viene, per odio e per amore fortissimo nei confronti della famiglia da parte della protagonista, costantemente seguito come lo è la sua stessa famiglia. La protagonista è quella che racconta la storia da quando viene uccisa in poi. Infatti, proprio per il fatto di aver perso la vita in modo violento e terribile si trova a “vivere” in quel così detto mondo di mezzo, che non è la terra né il cielo ((paradiso) ma solo il periodo preparatorio ad accedere a quell’ambito da cui non si fa più ritorno. Ella è talmente presa dall’odio nei confronti di colui il quale le ha così barbaramente tolto la vita che tutte le volte in cui decide di attraversare la porta che la porterebbe al paradiso si ferma , si volta indietro e ritorna nel mondo di mezzo perché non riesce ad accettare che questa persona rimanga impunita, soprattutto la positività di questo film sta nel fatto che nella persona si attua una progressiva predisposizione che poi si concretizza nel lasciare la sua famiglia ed arrivare a quel punto estremo di forza interiore che si chiama perdono e conseguentemente liberazione. Ci penserà sua sorella, perquisendo di nascosto la casa dell’assassino a trovare gli elementi di prova per incastrarlo inderogabilmente, tanto è che … ma non voglio svelare il finale.
La mia valutazione di “Amabili resti”, pur essendo per pochi, è un 8 pieno, senza contare che la colonna sonora di Brian Eno è bellissima.

venerdì 4 dicembre 2009

PARANORMAL ACTIVITY





































PARANORMAL ACTIVITY
Un film di Oren Peli. Con Katie Featherston, Micah Sloat, Mark Fredrichs, Ambientazione 2006. Genere: ipnotico/horror . Voto alto. Film a bassissimo costo che ha sbancato i botteghini della California. DA VEDERE ASSOLUTAMENTE. Numero di interpreti tre, di cui una coppia sposata ed un esperto in spiritismo. Basato su una storia realmente accaduta e documentata dalla polizia del posto che ha fatto i rilievi. E’ un film che seguìto attentamente riesce a fare paura; e … detto da un amante del genere … Il film si svolge integralmente ed esclusivamente all’interno dell’abitazione dei due coniugi e la maggior parte delle scene rilevanti si svolge nella loro camera da letto. E’ assolutamente necessario che questo film venga proiettato in Italia data l’importanza degli studi scientifici che la polizia fece svolgere nel luogo in cui si sono svolti tutti i fenomeni che vengono riportati minuziosamente nel film anche in seguito al fatto che la coppia aveva deciso di riprendere con la telecamera portatile tutto quello che avveniva nella camera da letto durante la notte. Il regista si è attenuto rigorosamente ai fatti storici con una narrativa da cronista: dunque, nulla aggiunge e nulla toglie alla storia che è agghiacciante e terrificante in sé per come è accaduta e per come è stata documentata. FILM AD ALTA TENSIONE

lunedì 30 novembre 2009

AGORA




AGORA



Uno dei migliori film degli ultimi anni per ambientazione, indagine storica, costumi, attori perfettamente identificati nei personaggi. La trama interseca la storia vera di Ipazia, un’insegnante di matematica, astronomia e filosofia in Alessandria - nel momento in cui la celeberrima biblioteca conteneva tesori di inestimabile valore e il famoso faro costituiva una delle allora meraviglie del mondo - con il tentativo dei Tolemaici di spiegare i movimenti ciclici della terra e del sole arrivando a delle conclusioni fondamentali . La tematica si complica a seguito dell’inferocirsi dei rapporti tra cristiani (monoteisti) e politeisti (dediti ai culti più vari, che tuttavia gestivano la biblioteca) che sfoceranno in una vera e propria guerra con il coinvolgimento dell’Impero romano che cercherà di gestire il conflitto a suo vantaggio.
L’imperatore Teodosio impartisce l’ordine al Prefetto di Alessandria di far abbandonare la biblioteca da tutti coloro che ne avevano cura. Da qui la distruzione della biblioteca mentre i suoi custodi cercheranno di portare in salvo invano i suoi tesori. Tutti i custodi fuggiranno salvo Ipazia e pochissimi altri. Da lì inizierà una diatriba violentissima tra cristiani ed ebrei che porterà alla cacciata degli ebrei da Alessandria.
Il film è costellato da scene crude e dall’intensissima storia d’amore tra un ex schiavo e la sua ex padrona e maestra, amore tuttavia non corrisposto. Colpisce molto il razionalismo della maestra di filosofia che tenta di spiegare in tutti i modi a se stessa prima che agli altri che i principi tolemaici avevano un fondo di verità: ella infatti riesce a capire che se un oggetto lanciato da una determinata altezza non cade perpendicolarmente al punto da cui è stato lanciato ma oltre a questo è proprio perché la terra si muove. La studiosa è disposta a sacrificarsi per le sue idee e non rinuncia per nulla non solo a portarle avanti continuando a studiare le applicazioni possibili del principio ma soprattutto – in maniera spiazzante – lo farà senza alcuna paura delle conseguenze a cui consapevolmente sa di esporsi.
Da notare la figura squallida del Prefetto romano (ex allievo della studiosa) che alla fine si inginocchierà al potere.
Una brava e bella Rachel Weisz. La molteplicità nel suo insieme dei temi che vengono toccati nel corso del film è tale che in alcuni punti può creare tentativi di censura su alcune sue parti. Non a caso, non solo la ricostruzione storica è formidabile ma, proprio per questo crea sia per i razionalisti sia per gli atei sia per gli ebrei sia per i cristiani sia per i pagani o per lo meno coloro che attualmente si identificano in nuove forme di paganesimo degli attriti che possono tradursi in avversità nei confronti di tutte le parti coinvolte, esclusa ovviamente quella a cui si appartiene.Pietro Berti

lunedì 18 maggio 2009

TUTTA COLPA DI GIUDA **½

TUTTA COLPA DI GIUDA **½
http://www.youtube.com/watch?v=FOVr9yPQAbc
Regia Davide Ferrario. Con Kasia Smutniak, Fabio Troiano, Gianluca Gobbi, Cristiano Godano, Luciana Littizzetto. Durata 102 min. Italia 2008. Warner Bros Italia
Tutta colpa di Giuda è una commedia con musica, definizione questa che i registi italiani non sono soliti utilizzare, a differenza di Ferrario che in questa nuova via crede e come. Perché questo film l’ha scritto, prodotto e diretto facendo tutto in proprio. La protagonista è la bellissima e brava Kasia Smutniak, muta ragazza sulla panchina di Caos Calmo, che in questo film interpreta il ruolo di Irena, la regista teatrale che accetta di realizzare una versione della passione di Cristo con un gruppo di venti carcerati. Ci si mettono in mezzo l’amore imprevisto per il direttore del carcere e suor Bonaria che cerca di infilare i bastoni tra le ruote dello spettacolo. Ma soprattutto il problema più importante: ovviamente, nessuno dei carcerati ha la minima intenzione di interpretare il ruolo di Giuda.
Un film semplice ma che ci fa entrare, anche se con la scusa di una interpretazione teatrale , nell’ambiente carcerario, che, seppur non angosci intenzionalmente lo spettatore, lascia l’amaro in bocca al pubblico. La nostra opinione è che specie in un periodo come questo di sovraffollamento delle carceri questa tematica debba essere monitorata in maniera seria e costante date le implicazioni che ha in materia di diritti civili.
(cfr il mio articolo http://pietrobertiimola.blogspot.com/search/label/carcere sul pianeta carcere a Bologna ) Pietro Berti

COMPLICI DEL SILENZIO **½

COMPLICI DEL SILENZIO **½


http://www.youtube.com/watch?v=o8UO8i7FKeo
Regia Stefano Incerti. Con Alessio Boni, Giuseppe Battiston, Juan Leyrado, Florencia Raggi.
Il giornalista Maurizio Gallo in cerca del mondiale argentino scoprì il dramma dei desaparecidos.
Trama: Maurizio Gallo, giornalista sportivo inviato a Buenos Aires per il mondiale del 1978, si accorge che mentre tutto il mondo è distratto da quello che avviene sui campi di calcio, la giunta militare di Videla riesce a far passare sotto silenzio gli efferati crimini commessi dal regime costituiti da sequestri di politici e di sindacalisti poi mesi sotto tortura, alla negazione dei fondamentali diritti civili, alla censura della stampa, fino al dramma dei desaparecidos. Gallo che compie il suo viaggio in Argentina per motivi di cronaca sportiva, finirà per interessarsi alle tragiche falle del sistema.
Con questo film il regista Stefano Incerti ha avuto l’occasione per raccontare una tragedia che può essere connotata come genocidio e che, purtroppo, essendo l’Argentina abitata da moltissimi nostri connazionali, ne ha coinvolti tanti. Un rilievo interessante sta nel fatto che la cupezza e la tragedia di quegli eventi è in aperta contraddizione con l’atmosfera goliardica e leggera che le partite di calcio riescono a creare. Interessante la parte in cui Gallo viene a contatto con la bella Ana, membro della guerriglia che cerca di opporsi alla dittatura di Videla. Questo incontro renderà ancor più rischiosa ed inaspettata quella calda estate argentina. Una storia vera, raccontata in maniera vera e in cui gli interpreti si identificano perfettamente nel loro ruolo, in maniera semplice e senza gli artifizi normalmente adottati in molte pellicole che cercano di trattare problematiche di questo tipo senza riuscirvi . Il film è bello nonostante, come al solito, non abbia avuto l’attenzione che merita. VIVAMENTE CONSIGLIATO . Per chi può, buona visione. Pietro Berti

martedì 5 maggio 2009

HOUDINI L’ULTIMO MAGO

HOUDINI L’ULTIMO MAGO

regia: G. Armstrong, con G. Earce e C. Zeta-Jones
Agli inizi del ‘900, durante un periodo storico di grande polemica scientifica, il celebre mago ed illusionista arriva alla penultima tappa del suo tour mondiale ad Edimburgo, in Scozia. Ma lo scopo del suo tour non è solo quello di mostrare le sue abilità in quanto il maestro è famoso in tutto il mondo anche per essere un noto smascheratore di falsi medium. Inoltre, egli è alla disperata ricerca di un vero medium che riesca a metterlo in contatto con sua madre, deceduta tredici anni prima. Chiunque sarà in grado di farlo entrerà in possesso di un premio di diecimila dollari. Questa ricompensa attira l’attenzione di una millantatrice locale e della figlia di costei che vivono di espedienti dormendo in una casetta all’interno del cimitero di Edimburgo. Mary McGarvie insieme alla figlia Benji decide di sfidare per intascare il premio il più bravo ed il più scaltro di tutti i maestri. Due grandi incantatori che si sfidano correndo il più grosso rischio dei rischi, quello di innamorarsi. L’episodio di cui tratta il film è una rielaborazione di un periodo storico in cui i fatti narrati sono realmente accaduti come vengono narrati, nella vita del celebre mago ed illusionista. Mary, interpretata dalla Zeta-Jones, è carismatica, astuta, misteriosa e stranamente perfettamente idonea al ruolo assegnatole. Intrighi, compromessi, passioni che si complicano all’interno di un mondo di illusioni e mistero fino a costringere la seducente sensitiva a dover prendere una decisione: quella dell’amore o del denaro. Il resto è storia, peraltro ben narrata e sfata i luoghi comuni in cui la maggior parte degli inconsapevoli ritiene che uno dei grandi del trascorso millennio sia deceduto durante un suo esperimento. Il film conferma inoltre come nonostante siano passati ottanta anni dalla sua morte, Houdini continui ad essere il vero sinonimo di magia. Un grande mago contemporaneo l’illustre David Copperfield non dimentica mai di ricordare che Houdini è il maestro e lo rimarrà. Lui è un discepolo e nonostante tutto non riuscirà a diventare maestro. L’interprete G. Earce per avere un aspetto credibile ai fini di interpretare degnamente il personaggio ha dovuto subire per mesi degli allenamenti faticosissimi in palestra ed inoltre ha dovuto seguire dei corsi specialistici di magia basica. Da ricordare il fatto che il maestro non solo è stato un grande mago, un grande illusionista ed un grande ricercatore nel campo dell’esoterismo e dell’occulto ma è stato anche lo specialista delle fughe impossibili dalle strutture carcerarie considerate tra le più sicure al mondo in cui ammanettato e coi ceppi si faceva rinchiudere. Senza dubbio la sua mente era fuori dal comune come lo erano i suoi esperimenti. Una delle sue affermazioni più celebri è quella in cui lui sostiene di essere costantemente in uno strenuo equilibrio tra i due mondi il terreno e l’ultraterreno di cui non ha mai fatto mistero di essere un profondo credente, tanto che tutte le volte che si accingeva ad effettuare un esperimento pericoloso ribadiva sempre che qualunque cosa fosse successa Dio avrebbe avuto pietà della sua anima immortale. Pietro Berti

domenica 5 aprile 2009

FortApàsc

FortApàsc (*** e ½)



http://www.youtube.com/watch?v=ORdHaC2_8VY
Regia di Marco Risi, interpreti L. Rienzo, V. Lodovini, N. Riondino, O1 Distribution. Si tratta dell’opinione di Risi sulla camorra. Preceduto da Gomorra, arriva nelle sale Fort Apasc, amara riflessione sull’Italia del Sud. La parola che definisce il titolo viene dalla frase pronunciata dal sindaco di Torre Annunziata dopo l’ennesima strage della camorra: “Non siamo a Fort Apasc” e tratta in maniera coraggiosa ed estremamente intensa della storia di Giancarlo Siani cronista del “Il Mattino”, ucciso dalla Camorra di Torre Annunziata nel 1985. Risi ha deciso di esprimere la sua opinione sulla camorra, facendolo però in maniera completamente diversa, cioè raccontando l’uomo Siani prima dell’eroe ; raccontando le sue debolezze prima del suo coraggio; andando a ripercorrere i suoi ultimi quattro mesi di vita prima del 23 settembre 1985. La particolarità sta nel fatto che l’inizio del film tratta del giorno in cui Siani viene ucciso, ma la sua voce narrante durante il film ci presenta la storia come se fosse ancora vivo soffermandosi sul fatto del come tutto fosse legato ad interessi per la ricostruzione del dopo-terremoto e di come Giancarlo vedesse e capisse e cercasse di fare bene il suo lavoro; di come coraggiosamente scrivesse “di politici corrotti, di magistrati pavidi, di forze dell’ordine impotenti come un giglio nel fango”. E proprio quando si è avvicinato troppo alla verità scrisse un articolo troppo compromettente nel quale faceva nomi che portarono alla sua condanna a morte.
Storia: G. Siani era un ventiseienne “abusivo” de Il Mattino, cioè un collaboratore in attesa di contratto. Aveva scritto i primi articoli, prima di lavorare per il Mattino, sul periodico “Osservatorio sulla camorra” appassionandosi ai rapporti e alle gerarchie dei clan che controllavano Torre Annunziata e dintorni. Il suo interesse era la cronaca giudiziaria e proprio per questo suo interesse la camorra decise, durante il suo ritorno a casa a bordo della sua Citroën, in Via Vincenzo Romaniello al Vomero di eliminarlo con dieci colpi di pistola. Questa è l’Italia.Questa è la Campania, questa è Napoli e questo, soprattutto, è quel cancro chiamato camorra. Il film, per la sua particolarità, partendo dalla fine costituisce indubbiamente un’innovazione cinematografica. Dobbiamo purtroppo rilevare che come purtroppo succede a tante opere, anch’essa non ha avuto la pubblicità che invece avrebbe meritato, anche perché che dir si voglia, anche questa è storia, anche questa è nostra storia, anche questa fa parte delle storie scomode che in molti tendono ad accantonare e ad archiviare. Pietro Berti

domenica 29 marzo 2009

TEZA

TEZA (***)
genere drammatico, anno 2008, prodotto e girato: Francia/Germania/Etiopia, Regia: H. Gerima, Sceneggiatura: H. Gerima, Durata: 1h e 40 min.; Distribuzione: Ripley’s Film; Interpreti: A. Arefe, A. Tedia. NOTE: il film ha vinto all’ultima Mostra di Venezia il premio per la sceneggiatura e della Giuria, ed è stato inserito tra quelli scelti per il Leone d’Oro, non vinto causa il successo avuto da The Wrestler di D. Aronofsky.
Commento: l’opera si articola su passato, presente e dimensione onirica, un triplice piano temporale che li intreccia. Rappresenta in maniera molto forte e toccante quello che è il perenne scontro tra il peso incancellabile della storia, tra l’incrollabile idealismo ed il pensiero razionale. Il regista Gerima esprime una riflessione attenta, curata e per certi versi molto amara sull’Etiopia, il suo Paese, senza dimenticare di far notare allo spettatore in modo a volte crudo le continue contraddizioni che la natura umana ha in se stessa. E’ un film estremamente vero sia dal punto di vista della precisione storica con cui viene narrato sia per la naturalezza e l’idoneità al ruolo dei protagonisti che il regista ha scelto, talmente identificati nella storia dal far sembrare l’opera una trasposizione sullo schermo di una vita reale vissuta dai protagonisti.
Storia: 1990. La dittatura marxista di Mengistu in Etiopia è arrivata alla fine. Il protagonista laureato in Germania presso la facoltà di medicina decide di ritornare in Etiopia, suo Paese natale, appena tornato a casa, però, si troverà di fronte alla realtà di una nazione che nulla ha più a che vedere con i suoi ricordi (dimensione onirica) dove a far da padroni sono la violenza, la confusione ed il disordine. Tutto questo si abbatte su un popolo che già era duramente provato dai lunghi anni di feroce dittatura marxista e che vede pian piano inesorabilmente distruggere i propri sogni e le proprie speranze, tradire le aspettative di un cambiamento che al termine della dittatura si è tramutato da speranza in un futuro migliore alla tragica, triste e mesta accettazione di una realtà in cui il cambiamento non ha fatto cambiare nulla per chi vi aveva creduto se non le insegne dei vincitori. Il protagonista rimane profondamente scioccato al suo ritorno a casa e si troverà a dover affrontare una realtà completamente diversa da quella da lui immaginata prima di partire dalla Germania. Storicamente attendibile, ambientazioni reali, storia che in realtà è cronaca, VIVAMENTE CONSIGLIATO per coloro che della tragedia del popolo etiope hanno solo sentito parlare ed ancor più a coloro che ne conoscono solo l’esistenza dal punto di vista geografico. E’ un film vero. Lo consiglio vivamente. Pietro Berti

sabato 28 marzo 2009

FROZEN RIVER

FROZEN RIVER


http://www.youtube.com/watch?v=B5pPQdLN4mg
USA 2008 Genere Drammatico, durata 97 minuti, Regia Cortney Hunt con Melissa Leo, M. O’Chife, Distribuzione: Archibald Enterprise, Note: il film ha ricevuto due nomination all’Oscar per la sceneggiatura della regista Courtney Hunt e per la bellissima e reale prova da interprete con il ruolo di protagonista della quarantottenne Melissa Leo. Il film è uscito in Italia completamente in sordina nonostante sia stato considerato la vera sorpresa del SUNDANCE 2008 e premiato al Festival Noir di Courmayeur a dicembre scorso e riconsiderato recentemente per la nomination all’Oscar ricevuta dalla bravissima e poco conosciuta protagonista Melissa Leo (21 grammi).
Melissa Leo interpreta magistralmente il ruolo di una donna con due figlie a carico che per riuscire seppure a fatica a tirare avanti, intraprende un’attività rischiosissima: ossia, rendere possibile agli immigrati clandestini il transito dal confine del Sud del Canada con il Nord degli Stati Uniti, utilizzando una riserva indiana considerata da entrambi gli Stati “Zona Franca”. Tutti gli interpreti lavorano ad alto livello; la regista seppur crudamente riesce a far penetrare all’interno della vicenda lo spettatore rendendolo compartecipe delle azioni che si svolgono durante il film. Da notare il finale che arreca nello spettatore un impatto emotivo molto forte. Come al solito, un grande film ben girato, ben interpretato e che tratta di una tematica attualissima e reale nella sua drammaticità esce nel nostro Paese senza la benché minima pubblicità su quello che è la storia che narra e su quello che è la drammaticità dello status di clandestino tra i confini del Nord America e del Sud del Canada. E’ un film emozionante che gli amanti del genere drammatico condito da attualità storica non possono perdersi. Una vera chicca. Consiglio ai cinefili di ricercare le pochissime sale in cui il film viene proiettato e di estraniarsi dal mondo che li circonda per entrare nel mondo di cui narra il film. Azione questa che non costa la benché minima fatica per lo spettatore, infatti la bravura della regista sta proprio nel fatto che lo spettatore si sente sin da subito proiettato non solo con la mente ma anche con il corpo all’interno della storia che viene narrata. Buona Visione. Pietro Berti

sabato 21 marzo 2009

LIVE! – Ascolti record al primo colpo

LIVE! – Ascolti record al primo colpo

http://www.youtube.com/watch?v=GaGWFTp-mCY

Regia di Bill Guttentag, genere drammatico, durata 1h e 50 m, con Eva Mendes, e J. D. Morgan. E’ da tempo che i reality la fanno da padroni nelle classifiche di audience di ogni paese, dal grande fratello a survivors all’isola dei famosi per passare alla fattoria si è rilevato che l’interesse degli spettatori non solo non è diminuito, ma anzi, è vertiginosamente aumentato. Tutto per il pubblico. Qualunque cosa per il pubblico. Basta una telecamera, lasciarla accesa di fronte ad un fatto qualunque e si può star certi che qualche spettatore si sentirà magneticamente attratto a guardarlo. Che coloro che vengono filmati si picchino, siano provocati, siano messi in pericolo, siano affamati, pratichino sesso in diretta, il pubblico, attonito, rimane con lo sguardo incollato al televisore. Live mette come posta in gioco del reality la morte in diretta. Il film narra di un nuovo estremo reality show, dove i concorrenti partecipano ad una roulette russa con armi cariche con proiettili veri. Il sopravvissuto al termine della competizione otterrà un premio di 5 milioni di dollari. Katy propone lo show alle alte sfere del network appoggiata dal documentarista Rex , forte del fatto che “gli uomini sono sempre stati affascinati dalla morte e, cosa più importante, dal fatto di assistere alla morte, dal pubblico che accorreva al Colosseo per assistere ai combattimenti all’ultimo sangue tra i gladiatori alle folle di Parigi che venivano ad assistere alle esecuzioni tramite ghigliottina ”. Rilievo importante del film è che a questo reality non partecipano persone al limite della disperazione. C’è il giovanotto che partecipa per guadagnare soldi facili e celebrità, la bella in cerca di un trampolino di lancio per una carriera in TV, il bravo ragazzo che vuole una vita migliore per sé e la sua famiglia, l’intellettuale che come tale dovrebbe utilizzare la stampa per criticare i reality ma finisce per sfruttarlo come tutti gli altri, e quello che ha una storia tragica alle spalle. Fino a dove si può spingere l’interesse morboso degli spettatori nei confronti di un reality? E soprattutto, di un reality in cui uno solo vince e per gli altri si muore per davvero? L’idea del film nasce dall’esperienza diretta del regista che ha avuto modo di ascoltare le proposte più assurde dei network televisivi, come quella di distruggere in diretta un Boeing 747. Questo è un film che a suo modo è estremamente educativo e ritengo che la sua visione sia molto importante per comprendere e valutare i meccanismi attraverso cui ognuno di noi sceglie i programmi televisivi, cosa guardare e per quale motivo. Un film che analizza i meccanismi psicologici dello spettatore e i meccanismi della sua captazione. Pietro Berti

mercoledì 18 marzo 2009

LA SICILIANA RIBELLE


LA SICILIANA RIBELLE
Durata: 2h Produzione: Istituto Luce Genere: Drammatico (Italia 2008) Regia: M. Amenta
Con V. D’Agostino, G. Jugnot, M. Mazzarella, L. Sardo;
Storia Vera: Rita Adria, ragazzina siciliana che negli anni ’90 ebbe la forza ed il coraggio di sfidare l’omertà mafiosa denunciando al giudice Borsellino i sicari di suo padre e di suo fratello. La vicenda inizia una mattina del novembre del ’91, Rita ha 17 anni e si presenta al procuratore di Palermo per denunciare gli assassini del papà e del fratello, entrambi mafiosi. Per questo, viene rinnegata e minacciata dal paese e disconosciuta dalla madre. Rita è costretta ad abbandonare la Sicilia e ad esiliarsi clandestinamente a Roma. Il giudice antimafia Borsellino diviene per lei una figura paterna che la sostiene nel suo percorso. Purtroppo gli eventi precipitano.
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