Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam
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Anchorage
martedì 29 marzo 2011
Merola: e le gaffe continuano
sabato 12 febbraio 2011
Henry Kissinger
Henry Kissinger (nato Heinz Alfred Kissinger; Fürth, 27 maggio 1923) è un politico statunitense di origine tedesca. È stato il 56° segretario di stato degli Stati Uniti durante le presidenze di Richard Nixon e di Gerald Ford.
Indice[nascondi]
1 Biografia
1.1 Servizio pubblico (1969-1976)
1.2 Ritorno alla vita privata
2 Onorificenze
3 Note
4 Bibliografia
5 Altri progetti
6 Collegamenti esterni
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Biografia [modifica]
« Ciò che mi interessa è quello che si può fare con il potere »
(Affermazione di Henry Kissinger durante una intervista concessa a Oriana Fallaci nel 1974.[1].)
Nasce in una famiglia ebraica tedesca originaria di Bad Kissingen, lascia la Germania nel 1938 in seguito alle persecuzioni antisemite dei nazisti e si stabilisce a New York, a Washington Heights (Upper Manhattan); qui per proseguire gli studi serali di inglese di giorno lavora come operaio. Kissinger, che non perderà poi il suo marcato accento tedesco, decide di ottenere la cittadinanza statunitense il 19 giugno 1943, dopo il suo arruolamento; viene ingaggiato come traduttore per il tedesco da un organismo di controspionaggio, con il quale opera fino al 18 aprile 1946 nella Germania occupata.
Nel 1950 ottiene summa cum laude il B.A. all'Harvard College; nel 1952 ottiene il M.A. e nel 1954 il Ph.D. entrambi presso la Harvard University, con una tesi di dottorato su Peace, Legitimacy, and the Equilibrium (A Study of the Statesmanship of Castlereagh and Metternich); nel 1957 pubblica Nuclear Weapons and Foreign Policy. Negli anni 50 e 60 lavora a Harvard, nel Department of Government e nel Center for International Affairs, dirigendo dal 1951 al 1971 lo Harvard International Seminar e dal 1958 al 1971 lo Harvard Defense Studies Program. Inoltre, svolge consulenze per diversi organismi del governo federale (National Security Council, Council on Foreign Relations, RAND corporation, Arms Control and Disarmament Agency, Department of State)
Repubblicano di tendenze liberal, entra in politica avvicinandosi a Nelson Rockfeller, governatore di New York, ma nel 1968, quando, ottenuta la nomination del Partito Repubblicano, Richard Nixon appare come il più probabile vincitore delle elezioni presidenziali, diventa suo consigliere per la sicurezza nazionale.
Servizio pubblico (1969-1976) [modifica]
Sostenitore della Realpolitik, Kissinger avrà un ruolo dominante nella politica estera degli Stati Uniti tra il 1969 e il 1977, come pioniere della politica della distensione (o détente). Come tale, sarà osteggiato sia dalla sinistra pacifista che dalla destra anti-comunista.
Kissinger tenuto al corrente degli eventi in Vietnam, 29 aprile 1975.
Diventato Segretario di Stato si adopera per l'allentamento della tensione con l'Unione Sovietica e negozia il trattato SALT e lo Anti-Ballistic Missile Treaty.
Nel 1971 compie due viaggi segreti in Cina per preparare il viaggio di Nixon del 1972 con il quale si avvia la normalizzazione delle relazioni tra USA e Repubblica Popolare Cinese.
Il coinvolgimento di Kissinger nella guerra del Vietnam [2] era iniziato nel 1967 come tramite di un'iniziativa di pace segreta, in codice Pennsylvania. Nixon, eletto presidente nel 1968 su una piattaforma di "peace with honor", vietnamizza il conflitto con l'assistenza di Kissinger e gli affida la conduzione delle trattative di pace a Parigi, che si concludono il 15 gennaio 1973 con un accordo per il cessate il fuoco. Nel 1973 viene assegnato a Kissinger e al vietnamita Le Duc Tho il premio Nobel per la pace per l'avvio della composizione del conflitto vietnamita; Le Duc Tho rifiuta il premio per il protrarsi del conflitto (fino al 1975), per cui anche Kissinger non si presenta, scusandosi, alla cerimonia.
Kissinger discute con il Presidente Richard Nixon, Gerald Ford e Alexander Haig nel 1973
Kissinger viene accusato di aver avuto un ruolo di sostegno al colpo di stato militare di Augusto Pinochet[3] contro il presidente socialista cileno Salvador Allende, l'11 settembre 1973. Nel 2001 iniziano ad essere formalizzate accuse precise (come l'aver ordinato l'omicidio del generale René Schneider) e vengono aperte varie inchieste. Il 28 maggio 2001, a Parigi, Kissinger ricevette un mandato di comparizione dalla magistratura francese per testimoniare sulla sparizione di cinque cittadini francesi nei primi giorni della dittatura di Pinochet; Kissinger, però, lasciò la Francia la sera stessa.
Sempre nel 1973, in ottobre Kissinger negozia la fine della guerra del Kippur, iniziata con l'attacco di Egitto e Siria a Israele, ma poi vinta da quest'ultima. In cambio di un massiccio ponte aereo (su cui Kissinger era perplesso e che provocherà un embargo petrolifero di sei mesi da parte dell'OPEC), ottiene che Israele si ritiri sulle linee precedenti e pone le premesse del riavvicinamento fra Stati Uniti ed Egitto e della pace fra Egitto e Israele, che sarà siglata a Camp David sotto la Presidenza Carter (1978).
Nel periodo dello scandalo Watergate (17 giugno 1972-9 agosto 1974) Kissinger risulta estraneo e quindi uno dei più popolari membri del governo e alle dimissioni di Nixon il 9 agosto 1974 rimane alla segreteria di Stato nell'amministrazione Ford.
In Africa, in seguito alla dissoluzione dell'impero coloniale portoghese (1974), Ford e Kissinger appoggiano le forze politico-militari anticomuniste sia in Angola che in Mozambico. Allo stesso tempo, Kissinger ha un ruolo decisivo nella fine del regime razzista bianco in Rhodesia e nella sua sostituzione con un governo della maggioranza nera (Zimbabwe).
Nel dicembre 1975 Ford e Kissinger incontrano a Giacarta il presidente indonesiano Suharto e, secondo taluni, danno la loro approvazione alla invasione di Timor Est che porterà al massacro di 200.000 abitanti di quel territorio a maggioranza cattolica.
Ritorno alla vita privata [modifica]
Dopo la conclusione dell'amministrazione Ford, Kissinger non ricopre più alti incarichi, sia perché la successiva amministrazione Carter è non solo democratica, ma anche anti-realista in politica estera, sia perché con le presidenze Reagan e Bush il Partito Repubblicano viene gradualmente conquistato dalla sua ala neo-conservatrice, anch'essa anti-realista.
Kissinger parla durante i funerali del Presidente Ford
Tuttavia, Kissinger rimane attivo sulla scena americana e globale, partecipando ad attività di gruppi politici come la Trilateral Commission e svolgendo attività di consulente, conferenziere, commentatore televisivo e scrittore (diarista), oltre che di consigliere di amministrazione in diverse imprese con proiezione internazionale.
Nel 1977, appena cessato dal servizio, Kissinger entra a far parte del Center for Strategic and International Studies della Georgetown University. Nel 1989 fonda una società di consulenza, Kissinger Associates.
Verrà chiamato a pronunciare l'orazione funebre ai funerali di stato degli ex-presidenti Nixon e Ford rispettivamente nel 1994 e nel 2007.
Nel 1998, riceve la cittadinanza onoraria di Fürth, la sua città natale in Germania.
Dal 2000 è membro onorario del Comitato Olimpico Internazionale.
Nel 2001 il giudice argentino Rodolfo Corral emette nei suoi confronti un mandato di comparizione per la presunta complicità nell'"Operazione Condor"[4].
Nonostante questa incriminazione, e l'altra da parte della magistratura francese, nel 2002 il presidente George W. Bush lo nomina presidente della commissione incaricata di chiarire gli eventi dell'11 settembre 2001: questo suscita aspre critiche di coloro che lo accusano di crimini di guerra; Kissinger si dimette dalla commissione il 13 dicembre 2002.
La notizia, diffusa dal quotidiano La Stampa, che Papa Benedetto XVI, dopo averlo ricevuto nella residenza di Castel Gandolfo, lo avesse nominato membro del suo gruppo di consulenti di politica estera è destituita di ogni fondamento, come precisato anche dal responsabile dell'ufficio stampa del Vaticano Federico Lombardi.
Suo figlio David è presidente del gruppo mediatico NBC.
Onorificenze [modifica]
Medaglia presidenziale della libertà
Note [modifica]
^ S. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, p. 396, Rizzoli 1985.
^ (EN) The Kissinger Deceit - The Nation. URL consultato il 05-12-2002.
^ (EN) Kissinger and Pinochet - The Nation. URL consultato il 11-03-1999.
^ Responsabilità indirette sarebbero emerse dalla declassificazione di documenti del NARA. Cfr. Henry Kissinger "cancelled warning against political assassinations". URL consultato il 19-04-2010.
Bibliografia [modifica]
(EN) Robert D. Schulzinger. Henry Kissinger. Doctor of diplomacy New York, Columbia University Press 1989. ISBN 0-231-06952-9
(IT) Mario del Pero. Henry Kissinger e l'ascesa dei neoconservatori, Bari, Laterza, 2006
(IT) Amedeo Benedetti, Lezioni di politica di Henry Kissinger. Linguaggio, pensiero ed aforismi del più abile politico di fine Novecento, Genova, Erga, 2005, ISBN 88-8163-391-4
(IT) Christopher Hitchens. Processo a Henry Kissinger (tit. or.: The Trial of Henry Kissinger, London, Verso 2002). Roma, Fazi Editore 2005. ISBN 88-8112-613-3
(EN) Holger Klitzing. The Nemesis of Stability. Henry A. Kissinger's Ambivalent Relationship with Germany, Trier, WVT 2007, ISBN 978-3-88476-942-3
Oriana Fallaci, "Intervista con la storia", (intervista n. 1), Biblioteca Universale Rizzoli.
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Henry Kissinger
Wikiquote contiene citazioni di o su Henry Kissinger
Collegamenti esterni [modifica]
(EN, FR) Scheda come membro del CIO
estratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Henry_Kissinger
sabato 22 gennaio 2011
Le Nebbie del Tempo: Ebrei di Sardegna
sabato 8 gennaio 2011
Gli eventi della vita ebraica
Il Battesimo è il primo dei sacramenti in molte religioni antiche, come il Mitraismo, e moderne, come il Cristianesimo.
Le parole "battesimo", "battezzare" derivano dal greco (βαπτίζω, βάπτειν), dove la radice corrispondente indica "immergere nell'acqua"; in effetti il battesimo simboleggia il seppellimento dell'uomo "vecchio" e la rinascita dell'uomo nuovo.
Viene amministrato per immersione (soprattutto nelle Chiese protestanti e nelle sette), ma anche per infusione (nella Chiesa cattolica). In tutte le Chiese cristiane, il battesimo apre l'accesso agli altri sacramenti. I candidati adulti al battesimo si dicono catecumeni
La legge ebraica stabiliva l’ uso dell’ acqua per la purificazione rituale (Levitico 11:25-40; 15:5-7); Elia intimò al comandante siriano Nàaman di immergersi nel fiume Giordano per essere mondato dalla lebbra (2 Re 5). Assai prima del 1°secolo d.C. ai convertiti all’ebraismo era richiesto di fare un bagno (o battezzarsi ) come segno dell’ingresso nell’Alleanza ( tebiltah gerim ); alcuni profeti suggerirono anzi agli esuli ebrei di attraversare il Giordano tornando in patria e di aspergersi con la sua acqua per purificarsi dai peccati prima dell’avvento del Regno di Dio (Ezechiele 36:25).Seguendo questa tradizione, Giovanni Battista, esortava gli ebrei a farsi battezzare nel Giordano per la remissione dei peccati (Marco 1:4).
È necessario contattare il rabbino tre mesi prima della cerimonia. La fidanzata assisterà a delle riunioni con la moglie del rabbino e sarà purificata prima del matrimonio attraverso il Mikvé. Il matrimonio ebraico richiede un estratto dell'atto di nascita, un atto di matrimonio dei genitori e lo stato di famiglia. Assume particolare significato pubblico e privato, è alleanza fra due persone umane con la partecipazione di Dio. Quindi socialmente rappresenta il patto tra Dio e il Popolo ebraico. Il matrimonio avviene in due momenti: il Kiddhushin e il Nessu'in. Deve essere necessariamente preceduto dal "contratto matrimoniale Kettubàn, con la funzione di fissare gli obblighi del marito nella realizzazione della vita coniugale e familiare, e prevede la costituzione della dote per la donna. La prima fase, il Kiddhushin, s'incentra sul dono dell'anello dello sposo alla sposa -o del dono di una moneta d'oro- alla presenza di due testimoni, sulla recitazione della formula matrimoniale e sulla recitazione delle benedizioni. La seconda fase, Nessu'in, è invece costituita dalla benedizione del vino e della libagione di esso da parte degli sposi in apposite coppe per iniziare la coabitazione. Nei movimenti ebraici moderni le due fasi si sono unificate.
Il Brit milà, "patto della circoncisione", fu comandato da Dio ad Abramo, il Padre del popolo ebraico, come segno del legame eterno fra il Santo Benedetto e la Casa d’Israele (Genesi 17,7). Si tratta di una mitzvà unica nel suo genere, in quanto essa è impressa nella carne di ogni Ebreo: il Talmùd ci racconta del Re Davìd, che si dispiaceva, osservandosi nel bagno senza abiti, di non poter eseguire in quel momento alcun precetto, quando gli sovvenne della milà, e allora si rincuorò. Ciò ci insegna che anche chi non possiede nulla, neppure abiti da indossare, ha comunque l’opportunità di acquisire il merito della circoncisione.
La milà deve essere compiuta all’ottavo giorno dalla nascita durante le ore diurne: se per errore la circoncisione è stata effettuata prima dell’ottavo giorno o durante la notte, non è valida e si deve procedere a stillare una goccia di sangue a guarigione avvenuta (hatafàt dam brit). Sul piano del conteggio si considera il giorno della nascita già come primo giorno, sì che di fatto la milà avviene lo stesso giorno settimanale della nascita nella settimana successiva.
La milà consiste nel compimento di tre atti, normalmente distinti:
milà propriamente detta, che consiste nella recisione del prepuzio, cioè della pelle che ricopre il glande;
peri’à, rivoltamento della mucosa sottostante;
metzitzà, succhiamento del sangue della ferita.
La tradizione spiega la scelta dell’organo genitale come sede della circoncisione con il fatto che, in concomitanza con il precetto della milà, Dio aveva comandato ad Abramo di essere integro (Genesi 17,1) e il prepuzio è l’unica parte del corpo che può essere rimossa senza procurare mutilazione. Ciò ci insegna implicitamente che soltanto dopo la milà l’uomo può dirsi davvero integro!
L'obbligo della circoncisione incombe sul padre. Se questi non è in grado di effettuarla in persona, può incaricare un esperto perché la esegua in sua vece: il mohel, che agisce come shalìach (delegato) del padre.
La circoncisione è richiamata in diversi passi dell'Antico Testamento:
Genesi, 17,11-14: Vi lascerete circoncidere la carne del vostro membro e ciò sarà il segno dell'alleanza tra me e voi. [...]Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del membro, sia eliminato dal suo popolo; ha violato la mia alleanza.
Libro di Ester, 4,17: Signore,... sai che io odio la gloria degli empi e detesto il letto dei non circoncisi e di qualunque straniero.
Libro di Geremia, 9,24: Ecco, giorni verranno - oracolo del Signore - nei quali punirò tutti i circoncisi che rimangono non circoncisi.
LA NASCITA Alla nascita di un bambino va dato immediatamente annuncio al Rabbino Capo per programmare, se le condizioni del nascituro lo consentono, la Milà l’ottavo giorno. La scelta del Mohel dovrà essere autorizzata dal Rabbino Capo. Anche la nascita delle bambine dovrà essere notificata con la massima sollecitudine.
BAR E BAT MITZVA’ I ragazzi che stanno per compiere la maggiorità religiosa devono iscriversi, almeno 9 mesi prima del compimento rispettivamente del tredicesimo e del dodicesimo anno di età, alle lezioni dirette dall’ufficio Rabbinico. Un mese prima della funzione dovranno sostenere un esame davanti all’autorità rabbinica. Si coglie l’occasione per ricordare che è obbligatorio per tutti i ragazzi possedere un Talleth ed un paio di Tefillin propri. Anche le ragazze, al compimento del dodicesimo anno, possono sottolineare il loro ingresso fra le donne adulte della comunità con una cerimonia che si svolge, la domenica successiva alla festività di Shavuot, dopo un periodo di preparazione sotto la guida del rabbinato.
IL MATRIMONIO Chi intende contrarre matrimonio ebraico deve fissare un appuntamento col Rabbino Capo e compilare l’apposito modulo, almeno due mesi prima della data prevista. Il Miqwè in via Donizetti 2, dovrà essere prenotato almeno 24 ore prima.
IL DIVORZIO Per sciogliere il matrimonio anche dal punto di vista ebraico i coniugi devono rivolgersi al rabbino. La procedura per lo scioglimento del vincolo matrimoniale è una procedura formale che sancisce il definitivo distacco tra i coniugi. Non è una pronuncia di separazione né sono contenuti in esso le motivazioni o le eventuali responsabilità. E' l'atto scritto in cui il marito dichiara irrevocabilmente la volontà di sciogliere la moglie da ogni vincolo. Non vi sono tempi stabiliti per la separazione obbligatoria dopo la consegna del ghet. La donna potrà risposarsi solo dopo 91 giorni dal divorzio.
TRIBUNALE RABBINICOIn Italia ne funzionano due tribunali rabbinici, a Roma e a Milano. Per le pratiche si può scegliere una sola delle due sedi.
I DECESSI Vanno notificati immediatamente in Segreteria, telefonando allo 040 371466, lasciando eventualmente un messaggio telefonico. Di sabato e nelle feste ebraiche si consiglia di comunicarlo di persona in Sinagoga allo Shammash. Sarà cura dei congiunti fare in modo che il funerale avvenga prima possibile, secondo le disposizioni dell’Ufficio Rabbinico.La tradizione ebraica prevede che i defunti prima della sepoltura vengano lavati (taharà) e vestiti con le rituali vesti mortuarie (tachrichim). La Comunità fa sì che tale precetto sia eseguito secondo l'alachà (legge ebraica). Il lutto è prescritto per i genitori, i fratelli e le sorelle, i figli e i coniugi. Il primo segno è le krià, lo strappo dell’indumento che di solito si fa al momento della sepoltura, sulla sinistra se il defunto era un genitore altrimenti sulla destra.La salma verrà avvolta in un lenzuolo e deposta a terra. Si accenderanno delle candele attorno alla salma ed un lume a olio, che dovrà ardere ininterrottamente fino al compimento del settimo giorno della sepoltura nella stanza in cui è avvenuto il trapasso. Nella stanza dove si trova il defunto verranno coperti gli specchi affinché l’immagine del corpo non venga in essi riflessa.Da questo momento ha inizio la veglia del morto da parte dei familiari i quali - come prescrive la tradizione - leggeranno i Salmi (in ebraico o in qualsiasi altra lingua), fino al momento del funerale. Per tutto il periodo che va dalla morte alla sepoltura i parenti sono Onenim e possono occuparsi soltanto di ciò che è necessario per i funerali, mentre sono esonerati dall’osservanza dei precetti positivi (Tefillà, Birkat Ha-Mazon, ecc.) e non contano per Minian.Dopo il funerale ha inizio l’Aveluth che dura sette giorni. In questo periodo non è permesso agli Avelim (genitori, figli, fratelli o coniuge del defunto) di lavorare. Fino al trentesimo giorno è proibito tagliare la barba e i capelli. Il Kaddish dovrà essere recitato dagli Avelim nell’anno del lutto, durante le preghiere del mattino e della sera.Cambio di residenzaPer iscriversi alla Comunità ebraica locale, chi proviene da un’altra città deve incontrare il rabbino e quindi riempire gli appositi moduli. In caso si provenga da una Comunità europea servirà una dichiarazione di appartenenza all'ebraismo firmata dal rabbino della vomunità di provenienza. Chi arriva da altri paesi dovrà presentare un documento analogo, rilasciato da un rabbinato ortodosso riconosciuto dall'assemblea dei Rabbini d'Italia.Chi viene da una Comunità europea dovrà fornirsi di una dichiarazione diL'iscrizione è individuale e gratuita e non comprende l'intero nucleo familiare né parenti giunti successivamente. L’entità del contributo annuo sarà concordata con il nuovo iscritto.
EREV LAILA
7 settembre 2008: Giornata Europea della Cultura Ebraica
27 gennaio 2008: Giorno della Memoria
9 marzo 2008: insediamento di Rav Margalit
2 settembre 2007: Giornata Europea della Cultura Ebraica
lunedì 3 gennaio 2011
Shabbat
Shabbat (detto anche Shabbath, o Shabbos secondo la pronuncia Ashkenazita, in ebraico שבת), è la festa del riposo che viene osservata ogni settimana, il sabato, da coloro che sono di religione ebraica.
Etimologia [modifica]
La parola ebraica Shabbat proviene dal verbo ebraico lashevet (לשבת), che significa, letteralmente, smettere, inteso come smettere di compiere alcune azioni. Sebbene "Shabbat" o la sua versione anglicizzata "Sabbath" siano universalmente tradotti come "riposo" o "tempo del riposo", una traduzione più letterale sarebbe "lo smettere" con l'induzione a "smettere di lavorare". Poiché Shabbat è il giorno della cessazione del lavoro, sebbene il riposo ne sia un'implicazione, non è necessariamente una connotazione della parola stessa.
Questa considerazione contribuisce anche a chiarire la questione teologica sul perché, nel settimo giorno della creazione, così come riportato nel libro della Genesi, Dio abbia avuto bisogno di riposare. Una volta compreso che Dio ha smesso di lavorare piuttosto che riposato si rientra in un'ottica biblicamente più aderente alla figura di un Dio onnipotente che non ha necessità del riposo: per questo si deduce l'interpretazione del versetto riposò come aggiunta dell'anima al mondo, appunto lo Shabbat; similmente si dice che durante lo Shabbat ogni Ebreo riceve un'anima santa aggiuntiva chiamata Ruach superno. Ferma restando questa doverosa chiarificazione, questa voce seguirà la traduzione più comunemente accettata di Shabbat con "riposo".
Shabbat nelle altre religioni [modifica]
Lo Shabbat diede origine ai diversi giorni di preghiera e di astensione dal lavoro delle altre religioni monoteiste che dalla religione ebraica derivarono.Il giorno del riposo secondo la maggioranza della religione Cristiana è la domenica. Tuttavia la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, gli Avventisti del Settimo Giorno del Movimento di Riforma e la Vera Chiesa di Gesù osservano il riposo dalla sera del venerdì a quella del sabato, così come raccomandato dalla Bibbia.L'Islam ha un giorno di preghiera pubblica il venerdì. Diverse fonti non islamiche testimoniano, tuttavia, che i musulmani mantennero una tipologia di riposo simile al Shabbat per circa due secoli dopo la predicazione di Maometto. Tra questi menzioniamo il Tongdian di Du Huan, testo cinese in più volumi databile al IX secolo d.C.
Lo shabbath nel cristianesimo [modifica]
I cristiani, dopo la predicazione di Paolo, hanno cominciato a celebrare il giorno di domenica, giorno sacro al dio sole per greci e romani, abbandonando così il sabato.
Poiché il sabato veniva certamente praticato da Gesù e dagli apostoli, i cristiani non disdegnarono di partecipare celebrazioni del sabato, specie se celebrato a livello di famiglia. Così il giovane sacerdote Eugenio Pacelli, futuro Pio XII, partecipava alla celebraziione del sabato presso la famiglia di un giovane ebreo suo amico. (Michael Esemann, Contro la Chiesa. Miti, leggende nere. San Paolo, 2009)
Definizione [modifica]
Il precetto di osservare lo Shabbat è ripetuto più volte nella Torah; la citazione più conosciuta è nei Dieci Comandamenti (Esodo 20;8-11 e Deuteronomio 5;12-15). Ancora viene ripetuto in Esodo 31:12-17 e 35;2-3, Levitico 19;3 e 19;30, 23;3 e 28;9-10. Viene riferito dai profeti Isaia (56;4-6) ed Ezechiele (20,22,23) e da Geremia (9;14). Esistono poi numerose altre citazioni dello Shabbat nel Tanakh.
Poiché la halakha (la legge ebraica) identifica l'inizio del giorno con il tramonto, lo Shabbat inizia con il tramonto del venerdì sera e termina con quello del sabato sera (per la precisione con l'apparizione della terza stella nel cielo).
Status di festività [modifica]
Sebbene lo Shabbat non sia considerata una festività da molte altre culture e religioni, l'ebraismo gli riconosce lo status di gioiosa festività: è scritto infatti che durante lo Shabbat vengono ritirati dal mondo tutti i rigori. Ogni Shabbat permea i tre giorni successivi mentre gli altri tre giorni della settimana sono collegati in questo allo Shabbat che seguirà.
La halakha riconosce lo Shabbat come la festività più importante del calendario ebraico.
è la prima festività menzionata nella Bibbia e Dio è stato il primo ad osservarlo.
nella Liturgia lo Shabbat viene paragonato ad una sposa, una regina o un re, come riporta il Mishneh Torah.
la lettura della Torah durante il Sabato è divisa in sette chiamate, un numero maggiore di qualsiasi altra festività, anche dello Yom Kippur.
si dice che il Messia verrà se tutti gli ebrei avranno osservato per due volte di seguito lo shabbat (Talmud, trattato sullo Shabbat 118).
La pena biblica per la violazione dello Shabbat è più grave di quella che deriva dalla violazione di una qualsiasi altra festività.
Scopo [modifica]
Nel Tanakh (Bibbia Ebraica) e nel Siddur (il libro di preghiere ebraiche) descrive lo Shabbat come avente due scopi:
Il ricordo della redenzione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto
Il ricordo della creazione dell' universo da parte di Dio: nel settimo giorno Dio terminò il proprio lavoro.
Azioni obbligatorie [modifica]
Secondo la religione ebraica agli ebrei è comandato da Dio di ricordare ed osservare lo Shabbat. Queste due azioni sono rappresentate dall'accensione di due candele all'inizio dello Shabbat.
Sebbene molte delle regole dello Shabbat siano restrittive, il quarto dei Dieci comandamenti nell' Esodo ispira l'aspetto positivo dello shabbat:
recitare il Kiddush su una coppa di vino la sera e la mattina, sottolineando la santità del giorno;
recitare la Havdalah alla conclusione dello Shabbat (su una coppa di vino, spezie profumate ed una candela)
consumare tre pasti completi che includano la Challah, il classico pane del sabato e carne (secondo la gran parte delle tradizioni);
studiare la Torah.
Azioni vietate [modifica]
La Halakha proibisce al popolo ebraico lo svolgimento di qualsiasi forma di "melachah" (lavoro plurale: melachot) durante lo Shabbat. Le Melachot non si riferiscono a quello che viene normalmente considerato lavoro, né coincide con la definizione di lavoro che dà la fisica. Si riferisce, invece, a 39 attività che il Talmud vieta di svolgere durante lo Shabbat agli Ebrei. Numerosi studiosi di Torah hanno osservato che queste attività hanno in comune l'aspetto creativo o l'esercizio del controllo reciproco o dell'ambiente. Queste attività sono state collegate a quelle necessarie per il regolare svolgimento dell'attività del Tempio di Gerusalemme. Si tratta quindi delle attività necessarie per la preparazione del Pane, degli abiti dei sacerdoti, per la preparazione dei sacrifici, per la scrittura e correzione dei rotoli della Torah, per la costruzione e manutenzione del tempio stesso. Il divieto del lavoro durante lo shabbat viene infatti enunciato, nella Torah, poco dopo le istruzioni per la realizzazione dell'Arca santa.
Le 39 attività sono (Mishna Shabbat 7:2):
Arare;
Seminare;
Mietere;
Formare covoni;
Trebbiare;
Ventilare;
Selezionare;
Setacciare;
Macinare;
Impastare;
Cuocere;
Tosare;
Lavare;
Cardare;
Tingere;
Filare;
Tendere;
Costruire un setaccio;
Tessere;
Dividere due fili;
Legare;
Slegare;
Cucire;
Strappare;
Cacciare;
Macellare;
Scuoiare;
Salare la carne;
Disegnare;
Lisciare;
Tagliare;
Scrivere;
Cancellare;
Costruire;
Demolire;
Spegnere un fuoco;
Accendere un fuoco;
Dare l'ultima mano per terminare un lavoro;
Trasportare al di fuori della propria abitazione;
Le 39 melachot non sono tanto attività quanto categorie di attività. Ad esempio, se setacciare solitamente si riferisce alla separazione del grano dalle foglie, nell'accezione talmudica si riferisce alla separazione di qualsiasi sostanza mischiata che rende immangiabile un qualsiasi cibo. In questo senso filtrare dell'acqua per renderla potabile ricade nell'attività del setacciare, così come la pulitura di un pesce dalle spine.
Ad ogni modo, quando una vita umana è in pericolo, all'ebreo non è solo consentito ma piuttosto prescritto, di violare qualsiasi regola dello shabbat per tentare di salvare la vita a rischio in quel momento.
Osservanza [modifica]
Lo Shabbat è un giorno di celebrazione così come di preghiera. Tre pasti sono consumati durante lo Shabbat: il venerdì sera, sabato a pranzo e nel pomeriggio di sabato prima della conclusione dello Shabbat. Tutti gli ebrei sono incoraggiati a presenziare alle funzioni presso la Sinagoga durante lo Shabbat, anche se non lo fanno abitualmente durante la settimana.
Ad eccezione dello Yom Kippur in quanto il solo giorno più santo dello Shabbat, tutti i digiuni vengono posticipati di un giorno se coincidono con lo Shabbat.
Attività permesse [modifica]
Durante lo Shabbat le seguenti attività sono permesse ed incoraggiate:
far visita a parenti ed amici (purché raggiungibili a piedi considerati i problemi di trasporto)
passare lo shabbat con un proprio familiare
assistere alla funzione in Sinagoga
ospitare parenti ed amici a dormire per lo Shabbat (hachnasat orchim, ospitalità) o quanto meno per uno dei pasti
cantare brani popolari e salmi
leggere, studiare e discutere di Torah, i commentari, il Talmud la Halakha e i Midrash
secondo la Kabbalah (misticismo ebraico), avere rapporti sessuali tra marito e moglie nella sera o nelle ore notturne del Venerdì ma non nelle ore diurne del Sabato.
Le seguenti attività sono in accordo con la halakha ma non sono obbligatorie:
fare giochi da tavolo
leggere letteratura ebraica (possibilmente non giornali o riviste)
fare passeggiate
passare del tempo con gli animali.
Bibliografia [modifica]
The Encyclopaedia Judaica, voce "Shabbat", Keter Publishing House Ltd
Heschel Abraham J., "Il sabato : il suo significato per l'uomo moderno", Garzanti Libri, ISBN 88-11-67506-5
Kopciowski Clara ed Elia, "Le pietre del tempo: il popolo ebraico e le sue feste", Ancora, ISBN 88-7610-892-0
Rabbi Grunfeld Isidor - Lo Shabbat -Editrice La Giuntina ISBN 88-8057-101-X, http://www.giuntina.it/volumi.asp?VolumeId=10
Kitzur Shulchan Aruch - Moisé Levy editore - [1]
Sul senso del riposo in una prospettiva filosofica e cristiana in dialogo con l'Ebraismo e con la lezione di Heschel:
Jean Soldini, Il riposo dell'amato. Una metafisica per l'uomo nell'epoca del mercato come fine unico, Jaca Book
Voci correlate [modifica]
Lecha Dodi
Collegamenti [modifica]
Shabbat [2]
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domenica 2 gennaio 2011
«Così Bartali in bici portava ai conventi i documenti salva-ebrei»
articolo tratto dall'archivio storico del Corriere della Sera all'indirizzo web http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/28/Cosi_Bartali_bici_portava_conventi_co_9_090128017.shtml
«Così Bartali in bici portava ai conventi i documenti salva-ebrei»
ROMA - Suor Alfonsina e suor Eleonora guardavano fuori, attraverso le fessure della Ruota degli Innocenti, e vedevano due gambe muscolose che uscivano da un paio di pantaloni attillati e corti. Sussurravano un nome, «Bartali», perché la fama aveva valicato le mura del monastero di San Quirico, clausura per clarisse. Gino Bartali, che aveva vinto il Giro d' Italia nel ' 36 e nel ' 37 e il Tour nel ' 38, per almeno 40 volte, dopo l' 8 settembre 1943, salì a San Quirico in Assisi, tra San Francesco e il Vescovado, con la sua Legnano rossa e verde. Nascosti nella canna, sotto il sellino o dentro le impugnature del manubrio, portava foto e documenti di ebrei. Documenti da falsificare, per permettere le fughe. Partiva da Firenze, faceva più di 200 chilometri di strade secondarie e di montagna, addosso una maglia con scritto «Bartali». Qualche volta lo fermarono, i tedeschi, a un posto di blocco, ma finiva che gli facevano domande di ciclismo. A San Quirico Bartali consegnava alla madre superiora carte e foto, che poi venivano portate in una tipografia, lì dietro, tre minuti di buon passo. Gli ebrei ottenevano così le identità necessarie a circolare e a raggiungere l' Abruzzo, oltre la linea Gustav, nell' Italia già liberata. Il primogenito di Bartali, Andrea, è andato ad Assisi, ha ritrovato le suorine, utranovantenni, e i luoghi di queste imprese non sportive del padre. È andato a ricercare la tipografia, ha trovato al suo posto uno degli innumerevoli negozi di souvenir di Assisi, ma dentro c' era ancora la stampatrice che servì a salvare le vite di centinaia di ebrei. E lo stesso percorso era già stato compiuto da Riccardo Nencini, presidente del Consiglio regionale toscano, segretario del Partito socialista e nipote del campione che fu considerato l' erede di Bartali, Gastone Nencini: «La nuova madre superiora ci fece leggere il diario della superiora di quei tempi, dove erano annotate le visite di Bartali», racconta. E Andrea Bartali dice: «A proposito delle polemiche su Pio XII e gli ebrei, io credo che fosse necessario il permesso papale per far entrare uomini in un convento di clausura». Bartali era un militante dell' Azione cattolica e tramite monsignor Elia Dalla Costa entrò in contatto con l' organizzazione Delasem, che assisteva i profughi ebrei. Talvolta, a metà strada tra Firenze e Assisi, fermava la bici alla stazione di Terontola. Come in un film, il suo arrivo calamitava le persone presenti, i soldati tedeschi e italiani intervenivano per disperdere l' assembramento e gruppi di ebrei e di perseguitati politici venivano fatti salire sui treni. Quest' anno, in quella stazione, è stata scoperta una lapide in ricordo di Bartali. «Prima dei viaggi verso Assisi - racconta Andrea Bartali - papà aveva fatto molti "allenamenti" andando in bicicletta da Firenze fino a Genova. A Genova gli venivano consegnati dei fondi che venivano da conti depositati in Svizzera da ebrei di tutto il mondo e lui li portava a Firenze». Il presidente Ciampi diede la medaglia d' oro al merito civile a Bartali per aver protetto l' esistenza di almeno 800 ebrei. Andrea Garibaldi
Garibaldi Andrea
Pagina 2(28 gennaio 2009) - Corriere della Sera
Capodanno ebraico
estratto dal sito http://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_ebraico
Il calendario ebraico (הלוח העברי) è un calendario lunisolare, cioè calcolato su base sia solare che lunare. L'anno è composto di 12 o 13 mesi di 29 o 30 giorni ciascuno. Le festività ebraiche sono definite in relazione al calendario ebraico: poiché alcune di queste sono legate strettamente alla stagione, esse devono cadere nella stagione giusta.
Il calendario ebraico deriva dal calendario babilonese, con il quale gli ebrei vennero in contatto nel VI secolo a.C. Originariamente la durata dei mesi non era stabilita in anticipo, ma l'inizio di ogni mese veniva fissato tramite l'osservazione diretta della Luna nuova; nel 358 il sommo sacerdote Hillel II codificò un sistema matematico che fissa l'inizio dei mesi e la durata degli anni in base a regole di calcolo precise e immutabili.
Secondo la tradizione della Torah, data a Mosè sul Monte Sinai, i giorni festivi vennero decisi dal Sinedrio secondo l'osservazione della fase lunare di Rosh Chodesh, il capomese lunare, e ciò sino a quando il Messia rivelerà i giorni esatti corrispondenti alle ricorrenze; il decreto del Sinedrio è accettato anche da Dio. Lo Shabbat è comunque stabilito in Cielo e non potrebbe corrispondere a nessun altro giorno: infatti la manna venne distribuita in doppia misura proprio prima dello Shabbat, quando essa non scendeva dal cielo, così ché gli Ebrei potessero anche essere certi della correttezza del calcolo dello Shabbat; oltre a ciò si spiega che tutte le Nazioni sono abituate a contare una settimana composta da sette giorni fin dopo i primi giorni della vita di Adamo, padre di tutta l'Umanità.
Il calendario ebraico è oggi il calendario ufficiale dello stato di Israele.
Il ciclo degli anni [modifica]
Il calendario ebraico è basato sul ciclo metonico di 19 anni divisi tra normali (peshutim) ed embolismici (meubbarim) nei quali viene aggiunto un tredicesimo mese. Gli anni embolismici sono il 3º, il 6º, l' 8º. l'11º, il 14º, il 17º ed il 19º anno del ciclo. Se ne ricava che il ciclo è composto di 12 anni di 12 mesi (144 mesi) e da sette anni di 13 mesi (91 mesi) per complessivi 235 mesi lunari. Il tredicesimo mese si chiama Adar Sheni.
Il mese lunare dura circa 29 giorni, 12 ore, 44 minuti e 3 secondi (il valore usato per i calcoli è 29 giorni, 12 ore e 793/1080 di ora, con uno scarto di pochi decimi di secondo). L'anno solare, invece, dura circa 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi. Da questo deriva che nell'arco di un anno il calendario lunare di 12 mesi resta indietro di circa 10 giorni e 21 ore rispetto a quello solare. Alternando anni di 12 e 13 mesi come specificato, però, si riesce a compensare quasi esattamente la differenza: lo scarto tra 19 anni solari e 235 mesi lunari è appena di 2 ore e 5 minuti circa, pari a circa 7 minuti per anno.
Oggi si sa che la velocità della Luna è in continuo, anche se infinitesimale, aumento con una conseguente riduzione del periodo lunare: questo introduce un'ulteriore fonte di errore.
Il ciclo dei mesi [modifica]
Come per gli anni anche i mesi possono avere durate differenti per compensare l'errore presente nella durata del ciclo lunare. Vi sono, quindi, i mesi completi (di 30 giorni) e quelli mancanti (di 29 giorni): in genere essi si alternano, ma vi sono delle eccezioni.
La sequenza dei mesi del calendario ebraico è la seguente:
Tishrì (30 giorni)
Cheshvan (29 o 30 giorni)
Kislev (29 o 30 giorni)
Tevet (29 giorni)
Shevat (30 giorni)
Adar (29 o 30 giorni)
(Adar Shenì) (29 giorni)
Nisan (30 giorni)
Iyar (29 giorni)
Sivan (30 giorni)
Tammuz (29 giorni)
Av (30 giorni)
Elul (29 giorni)
Il mese di Adar Sheni - detto anche Veadar - è mancante negli anni normali, completo negli anni embolismici. I mesi di Chesvan e Kislev variano di durata a seconda del tipo di anno.
Gli anni normali possono durare 353, 354 o 355 giorni; gli anni embolismici 383, 384 o 385. Il ciclo di 19 anni può durare da 6939 a 6942 giorni.
Il calendario ebraico si ripete esattamente dopo un ciclo di 689.472 anni, pari a 251.827.457 giorni.
La durata media dell'anno è quindi di circa 365,2468 giorni (365 giorni, 5 ore, 55 minuti e 25 secondi): la deviazione rispetto all'anno solare medio è di circa 6 minuti e 39 secondi, quindi il calendario ebraico rimane indietro di un giorno rispetto all'anno solare ogni circa 216 anni (per confronto, il calendario giuliano perde un giorno ogni 128 anni, quello gregoriano ogni 3323 anni).
Il giorno e la notte [modifica]
Secondo il calendario ebraico, e l'ebraismo in generale, il giorno inizia con il tramonto. Nei primi versi della Genesi, infatti, si recita:
« Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno » (Genesi 1;3-5)
Da qui si deduce che l'inizio del tempo fosse nell'oscurità e terminasse con il sopraggiungere della nuova oscurità.
L'istante esatto del tramonto è definito come il momento in cui il cielo è diventato abbastanza scuro perché vi si vedano tre stelle (evidentemente questa definizione può essere utilizzata in pratica soltanto quando il cielo non è coperto da nuvole).
I giorni della settimana, nel calendario ebraico, non hanno nomi particolari ma vengono indicati con i numerali, dove il sabato viene considerato contemporaneamente il primo e l'ultimo giorno (giorno 0 o 7º)
Secondo il calendario ebraico esistono 3 occorrenze di Capodanno ognuna con un significato diverso. Il Capodanno, così come lo si considera nella cultura occidentale, si identifica con la festa di Rosh haShana che cade il primo giorno di Tishrì. Questo primo capodanno introduce ai dieci giorni penitenziali che precedono lo Yom Kippur durante i quali il popolo ebraico prende coscienza del proprio comportamento nell'anno precedente invocando la grazia al Signore.
Un secondo capodanno cade il 15 di Shevat, in occasione di Tu BiShvat, il capodanno degli alberi che ha un richiamo prevalente all'anno agricolo.
Il terzo capodanno, che cade il giorno 1 del mese di Nisan, il mese di Pesach, considerato come il capodanno religioso. È infatti con l'uscita del popolo ebraico dall'Egitto che si forma una vera coscienza religiosa ebraica.
Numerazione degli anni [modifica]
Il calendario ebraico conta gli anni a partire dalla presunta data della creazione, che in base alle indicazioni della Bibbia è stata calcolata dalla tradizione rabbinica al 3760 a.C. Precisamente l'anno 1 inizia il 6 ottobre 3761 a.C.; la creazione viene posta al 25 Elul o 25 Adar di tale anno (22 settembre o 29 marzo 3760 a.C.). Perciò ad esempio nel settembre dell'anno gregoriano 2010 inizia l'anno ebraico 5771. (Bisogna tener conto che non esiste l'anno zero.)
Per approfondire, vedi la voce Data della creazione.
Esempio di calcolo [modifica]
A titolo di esempio calcoliamo la data del capodanno (1 Tishri) che cade nell'anno gregoriano 2006. L'anno ebraico corrispondente è il 5767 (=2006+3761). Si utilizzano le seguenti regole:
ogni mese lunare ha la durata di 29 giorni, 12 ore e 793 parti (1 ora = 1080 parti).
la luna nuova che inizia l'anno ebraico 1 cadde 5 ore e 204 parti dopo il tramonto, convenzionalmente fissato alle 18:00 (ora di Gerusalemme).
Occorre quindi calcolare il numero di mesi trascorsi dal capodanno dell'1 (6 ottobre 3761 a.C.) a quello del 5767. In questi 5766 anni ci sono stati 303 cicli metonici completi, più nove anni del 304.esimo ciclo (19×303 = 5757). Di questi ultimi nove anni, tre (il 3º, il 6º e l'8º) avevano 13 mesi, gli altri 12. Quindi il numero totale di mesi è:
303×235 + 3×13 + 6×12 = 71316
(235 è il numero di mesi del ciclo metonico). Moltiplicato questo numero per la durata del mese sopra indicata, e aggiungendo l'orario del punto di partenza (la prima luna nuova), si ottiene che la luna nuova che dà inizio all'anno 5767 cade esattamente 2106004 giorni dopo il 6 ottobre 3761 a.C., un'ora e 672 parti dopo il tramonto.
Dobbiamo quindi calcolare a quale data del calendario gregoriano corrisponde. A questo scopo calcoliamo il numero dei giorni trascorsi dal 6 ottobre 3761 a.C. al 6 ottobre 2006:
anzitutto contiamo 365 giorni per ciascun anno.
quindi calcoliamo quanti anni bisestili ci sono stati in questo intervallo:
940 negli anni avanti Cristo, il primo nel 3757 a.C., l'ultimo nell'1 a.C. (il 3761 a.C. fu bisestile, ma poiché il 29 febbraio viene prima del 6 ottobre non deve essere contato).
498 negli anni dopo Cristo, il primo nel 4, l'ultimo nel 2004 (tenendo conto che secondo la regola del calendario gregoriano, il 1700, il 1800 e il 1900 non sono bisestili).
infine sottraiamo i 10 giorni di correzione dal calendario giuliano a quello gregoriano.
Quindi:
365×5766 + 940 + 498 - 10 = 2106018
Confrontando questo numero con quello precedente, vediamo che il 6 ottobre del 2006 segue di 14 giorni la luna nuova del mese di Tishri, che quindi cade il 22 settembre. Ora, il capodanno viene fissato in base a queste regole:
se la luna nuova cade entro il mezzogiorno (come in questo caso), il capodanno è il giorno della luna nuova, altrimenti è il giorno successivo.
se il capodanno così determinato cade di domenica, mercoledì o venerdì, va spostato al giorno seguente. Nel nostro caso il 22 settembre 2006 è un venerdì, quindi questa regola va applicata.
se la data del capodanno successivo risultasse cadere 356 giorni dopo, quello presente si sposta in avanti di due giorni (gli anni di 12 mesi possono essere lunghi solo 353, 354 o 355 giorni). Questo può accadere soltanto se esso cade di martedì (per brevità evitiamo di riportare qui la dimostrazione), quindi nel nostro caso non si applica.
se la durata dell'anno precedente risultasse di 382 giorni, il capodanno si sposta in avanti di un giorno (gli anni di 13 mesi possono essere lunghi solo 383, 384 o 385 giorni). Nel nostro caso l'anno precedente ha 12 mesi (è il nono del ciclo metonico) quindi questa regola non si applica.
Risultato finale: il capodanno ebraico del 5767 cade sabato 23 settembre 2006.
Calcolo della Pasqua
Data della morte di Gesù
il programma GNU Emacs contiene la funzione di calcolo del calendario ebraico
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Calendario ebraico
Collegamenti esterni [modifica]
Calendario ebraico perpetuo con riferimento alle feste ed alle ricorrenze
The Hebrew Calendar
Lunario perpetuo
Pasqua ebraica
testo dal sito http://it.wikipedia.org/wiki/Pesach
Pesach o Pesah (detta anche Pasqua ebraica), è una festività ebraica che dura otto giorni (sette nella sola Israele) e che ricorda l'esodo e la liberazione del popolo israelita dall'Egitto; la Pasqua cristiana - pur con nuovi significati cristologici - trae origine da questa festività.
Originalmente la Pèsach non durava otto giorni ma veniva celebrata nel solo giorno del 14 Nisan, mentre i successivi sette giorni venivano chiamati Festa dei Pani non fermentati (o Festa dei Pani Azzimi). Questo è confermato dal confronto tra i versetti di Numeri 28:16:
« E il primo mese, il quattordicesimo giorno del mese, sarà la Pasqua del Signore » (Numeri 28;16)
e i versetti di Esodo 12:17-20
« E dovete osservare la festa dei pani non fermentati (...) Per sette giorni (...) dovete mangiare pani non fermentati » (Esodo 12;17-20)
Origine della festa [modifica]
Il termine Pesach appare nella Torah". Dio annuncia al popolo di Israele, schiavo in Egitto, che lui lo libererà, egli dice: "In questa notte io passerò attraverso l'Egitto e colpirò a morte ogni primogenito egiziano, sia fra le genti che tra il bestiame"
Ad ogni modo, ordina al popolo di Israele di marcare gli stipiti delle loro porte con del sangue di agnello cosicché
"Io vedrò il sangue e passerò oltre, colpirò invece con il mio castigo l'intero Egitto, e a voi non succederà niente".
La frase "passerò oltre" viene resa con la parola Pesach; da questa trae origine il termine italiano Pasqua. In inglese viene invece utilizzata la traduzione letterale "pass over" contratto in Passover.
Dal punto di vista storico-archeologico molti studiosi concordano nell’individuare nella moderna Pesach l’unione di due festività preesistenti e distinte. Una era la Pasqua dell’uccisione dell’agnello e l’altra gli Azzimi del pane non fermentato. La natura di passaggio e spostamento della festa di Pesach riporta ad usi pastorali premosaici (una sorta di transumanza), mentre gli Azzimi risalirebbe alla religione Cananea (di tipo agrario). Nella Bibbia si possono trovare tracce (cf Es 23,15; 34,18) di una celebrazione ancora disgiunta delle due feste fin dopo la penetrazione ebraica nella terra di Canaan.
Cibi tradizionali [modifica]
I due principali comandamenti legati alla festa di Pesach sono: cibarsi di matzah (pane non lievitato) e la proibizione di nutrirsi di qualsiasi cibo contenente lievito durante l'intero periodo della festività. In epoca antica ve ne era un terzo: l'offerta dell'agnello nella sera del giorno 14 del mese ebraico di Nissan ed il cibarsi quella stessa notte del sacrificio di Pesach. I comandamenti sono stati trasformati in una cena particolare chiamata seder celebrata nelle prime due sere della festa. Altri usi associati a Pesach sono il cibarsi di erbe amare ed altri alimenti durante la celebrazione del seder. Sebbene parecchie siano le spiegazioni che sono state date al cibarsi di pane azzimo, la più accreditata è che si tratti di un ricordo del pane di cui gli Israeliti si cibarono durante l'Esodo: durante la loro fuga dall'Egitto non ebbero il tempo di far lievitare il pane.
Usi ebraici [modifica]
Prima dell'inizio della festività gli ebrei eliminano da casa ogni minima traccia di lievito e qualsiasi cibo che ne contenga (questo viene indicato con il termine chametz). Questa tradizione viene chiamata "bedikat chametz". Durante tutto il periodo della festività non viene consumato cibo lievitato sostituendo il pane, la pasta e i dolci con le "matzot" ed altri cibi appositamente preparati.
la Pesach è una festività felice che viene solitamente trascorsa in famiglia. La prima notte, in particolare è la più importante. Durante le prime due sere si usa consumare la cena seguendo un ordine particolare di cibi e preghiere che prende il nome di seder, parola che in ebraico significa per l'appunto ordine. Durante il quale si narra l'intera storia del conflitto con il faraone , delle 10 piaghe e della fuga finale seguendo il racconto della Haggadah di Pesach. Tradizionalmente è il bimbo più piccolo della casa che chiede all'uomo più vecchio di raccontare cosa successe allora, con una semplice domanda.
Il Seder [modifica]
Durante il seder vengono utilizzate 3 matzot che vengono tenute coperte da un panno. All'inizio della cena viene spezzata in due pezzi quella di mezzo; il pezzo più piccolo viene rimesso tra le due rimanenti, mentre il pezzo più grande viene utilizzato come Afikomen, ( l'ultimo pezzo di matzah che verrà consumata durante il pasto). Vi sono due usanze riguardo l'afikomen, entrambe con lo scopo di tenere i bambini attenti allo svolgersi della cerimonia. In entrambi i casi l'afikomen viene nascosta: nel primo caso da uno dei bambini per poi essere cercata dagli adulti: nel caso questi non la trovassero, devono pagare il bimbo per la sua restituzione. L'altra usanza prevede, invece, che a nascondere l'afikomen siano gli adulti e venga premiato il bambino che la ritrova.
Durante la cerimonia, un piatto, detto piatto del Seder è parte centrale della cena. Il piatto del seder è di solito decorato, ed ha dipinti tutti i principali simboli di Pesach. Al centro sono poste tre Matzot per ricordare la concitata e precipitosa fuga dall'Egitto. Attorno, nell'ordine, vi sono il karpas, solitamente un gambo di sedano che ricorda la corrispondenza della festività di Pesach con la primavera e la mietitura che, in epoca antica, era essa stessa occasione di festeggiamento; un piatto di maror o erbe amare che rappresenta la durezza della schiavitù; una zampa arrostita di capretto chiamata zeru'a: rappresenta l'offerta dell'agnello presso il Tempio di Gerusalemme in occasione di Pesach, Shavuot e Sukkot; un uovo sodo beitza in ricordo del lutto per la distruzione del Tempio, e infine una sorta di marmellata preparata con frutta secca, noccioline, e vino chiamato "haroset" che rappresenta la malta usata dagli ebrei durante la schiavitù per la costruzione delle città di Pit'om e Ramses. Alcuni, specie nell'uso italiano, aggiungono una seconda insalata, più dolce, come la lattuga.
La lettura dell'Haggadah inizia con un ricordo, un brano in lingua caldaica. I bambini chiedono al padre quale sia il significato di Pesach. I quattro fratelli rappresentano quattro tipi di Ebreo. Il figlio saggio rappresenta l'ebreo osservante. Il figlio malvagio rappresenta invece l'ebreo che rifiuta la sua eredità e la sua religione. Il figlio semplice si riconosce nell'ebreo completamente indifferente. Il giovane, invece, colui che non conosce della propria cultura e tradizione a sufficienza per poter prendere parte alla discussione.
Poco dopo, vi è il ricordo delle dieci piaghe inflitte da Dio all'Egitto per indurre il Faraone a lasciare liberi gli Ebrei, e un esempio di pilpul, o discussione talmudica, in cui nell'interpretazione rabbinica, le piaghe da dieci diventano quaranta, poi cinquanta, poi addirittura duecento. Più avanti, si ripete la promessa millenaria.
Nel corso del seder vi è obbligo di bere quattro bicchieri di vino, e quindi è naturale che, oltre ad essere composto da diversi brani cantati, termini di solito con canti tradizionali. Nella tradizione italiana, i canti sono in italiano, e si ricordano Had gadià, la storia del capretto resa famosa da Angelo Branduardi in forma ridotta con il titolo La fiera dell'est, e il conteggio, cantato, da uno a tredici, dove uno è ovviamente Dio, fino a tredici attributi divini, passando per due Tavole della Legge, tre Patriarchi, Quattro Madri di Israele, cinque libri della Torah, sei libri della Mishnah, sette giorni della settimana, otto giorni della circoncisione, nove mesi di gravidanza, dieci Comandamenti, undici costellazioni e dodici tribù.
Pesach e Pasqua cristiana [modifica]
La celebrazione della Pasqua, almeno sin dal Concilio di Nicea, non coincide esattamente con l'inizio della celebrazione ebraica di Pesach. Secondo quanto si legge nel Vangelo di Giovanni e da altri particolari della Passione, sembra che il giorno della morte di Gesù sia corrisposto, per la maggioranza del popolo ebraico del tempo, a quello in cui si immolava l'agnello e si celebrava (alla sera) il primo seder di Pesach, e perciò al giorno ritenuto essere il 14 di Nissan. L'Ultima Cena consumata da Gesù e dai suoi apostoli la sera del giorno precedente, secondo le modalità proprie del seder di Pesach, la si comprende come una possibile anticipazione del rito, propria di una parte del popolo ebraico del tempo (come ad esempio gli esseni, per il cui calendario liturgico "solare" il 14 di Nissan doveva cadere sempre di martedì) o come un'anticipazione voluta da Gesù stesso, "non potendo celebrarla l'indomani se non nella sua persona sulla croce" (Giuseppe Ricciotti). Inoltre in ambito cristiano, nella celebrazione della Pasqua, si voleva dare maggiore risalto alla Risurrezione, avvenuta il "primo giorno della settimana", cioè la domenica immediatamente successiva.
In lettere scambiate tra la Chiesa di Roma e quelle d'Asia già nel II secolo, si rintraccia una disputa indicata come pasqua quartodecimana. Le Chiese dell'Asia minore ritenevano che i cristiani dovessero celebrare la Pasqua il 14 di Nissan in tono "penitenziale", ritenendola una tradizione risalente all'apostolo Giovanni, e dando così maggiore risalto alla Passione e morte di Gesù. La Chiesa di Roma, invece, aveva la tradizione di celebrare solennemente la Pasqua la domenica successiva al 14 di Nissan, volendo in questo modo mettere maggiormente in risalto la Risurrezione di Gesù.
Dalla "composizione" di questa disputa prese origine l'attuale struttura del Triduo Pasquale.
La tradizione quartodecimana fu seguita da alcune chiese fino a poco oltre il Concilio di Nicea, che stabilì il criterio per la determinazione della data della Pasqua cristiana: essa doveva cadere la domenica seguente il primo plenilunio successivo all'equinozio di primavera, considerato corrispondente al giorno 21 di marzo. Il plenilunio non doveva essere effettivamente osservato, ma individuato approssimativamente mediante il calcolo dell'epatta, elaborato dal monaco Dionigi il Piccolo. In questo modo si slegava la determinazione della data della Pasqua cristiana dalle osservazioni dei fenomeni astronomici (effemeridi) e dalle regole del calendario lunisolare ebraico, non ancora completamente fissate. Soltanto con Maimonide, infatti, si stabilirono regole precise (ed indipendenti dall'osservazione dei fenomeni astronomici) per quanto riguardava il ricorrere del capodanno, la durata dei mesi e l'eventuale aggiunta del tredicesimo mese (we-adar) "intercalare" all'anno ebraico (accorgimento necessario per correggerne la differenza di durata rispetto all'anno tropico).
Anche la maggior parte dei protestanti, con qualche differenza, celebra la Pasqua il giorno stabilito seguendo le regole del Concilio di Nicea, invece di farla corrispondere al 14 di Nissan. Le Chiese ortodosse ed orientali celebrano tutte la Pasqua secondo le regole stabilite a Nicea, anche se, non avendo aderito alla riforma gregoriana del calendario e del metodo di calcolo dell' epatta (epatta "liliana") (ad eccezione della Chiesa ortodossa finlandese), questa finisce per cadere in giorni diversi da quello calcolato dai cattolici (di rito latino) e protestanti.
In conseguenza delle regole stabilite a Nicea (e della riforma "gregoriana" del calendario giuliano e dell'epatta) insieme all'attuale forma del calendario ebraico (per opera di Maimonide), la Pasqua cristiana cade circa nello stesso periodo di Pesach, sebbene venga fatta coincidere sempre con la domenica. Nel caso in cui il primo plenilunio di primavera (calcolato sempre approssimativamente con il metodo dell'epatta) cada proprio di domenica, e che quindi, verosimilmente, coincida con il giorno 14 di Nissan, la celebrazione della Pasqua cristiana (e "gregoriana"), allo scopo di sottolineare il diverso significato, viene rimandata alla domenica successiva.
Per la Chiesa Cattolica la Pasqua supera Pesach per importanza poiché, se Pesach corrisponde al periodo della Passione e morte di Cristo, la Pasqua ne ricorda la Risurrezione. Questa ricorrenza viene infatti ricordata all'inizio del Triduo Pasquale cristiano, nella messa "in coena Domini", il giorno del giovedì santo, così come nella lettura liturgica di brani del libro dell'esodo, in particolare quello della cena con l'agnello immolato e del passaggio degli ebrei del mar Rosso, obbligatoria nella celebrazione della Veglia Pasquale, la sera del sabato santo.
Le ricorrenze nel calendario gregoriano [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Calcolo della Pasqua.
Nei prossimi anni Pesach cadrà nel calendario gregoriano nei seguenti giorni (tra parentesi, la data corrispondente nel calendario ebraico):
2008 22 marzo (14 nissan 5768)
2009 9 aprile (14 nissan 5769)
2010 30 marzo (14 nissan 5770)
2011 19 aprile (14 nissan 5771)
2012 7 aprile (14 nissan 5772)
2013 26 marzo (14 nissan 5773)
2014 14 aprile (14 nissan 5774)
2015 4 aprile (14 nissan 5775)
2016 23 aprile (14 nissan 5776)
2017 11 aprile (14 nissan 5777)
Come per tutte le altre feste ebraiche, l'inizio della festa coincide con il tramonto del giorno precedente.
Bibliografia [modifica]
Rinaldo Fabris, Introduzione Generale alla Bibbia, LOGOS, corsi di studi biblici, 2004. 563
Voci correlate [modifica]
Kitniyot
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Pesach
Collegamenti esterni [modifica]
Testo completo dell'Haggada di Pesach traslitterato in italiano
Testo completo ebraico-Italiano della Haggada di Pesach
Presentazione candidature in quota UDC a Bologna - Lista Aldrovandi Sindaco
PLAYLIST MUSICALE 1^
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