Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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giovedì 10 marzo 2011

Emergency


Emergency è una ONG italiana, fondata nel 1994 a Milano da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti, insieme a Carlo Garbagnati [senza fonte].
Attuale presidente della ONG è Cecilia Strada[1], chiamata a ricoprire la carica che fu della madre, Teresa Sarti, fino alla morte di quest'ultima[2]. Alessandro Bertani ricopre la carica di vicepresidente[3].
Indice[nascondi]
1 Presenza operativa
2 Campagne di comunicazione e sensibilizzazione
3 Controversie
3.1 Sostenibilità del modello di sviluppo sanitario di Emergency
3.2 Posizione politica e mancanza di neutralità
3.2.1 Ruolo di negoziazione nel caso Mastrogiacomo
3.2.2 Arresto di tre operatori a Lashkar Gah
4 Note
5 Bibliografia
6 Filmografia
7 Collegamenti esterni
Presenza operativa [modifica]
Emergency è presente in Afghanistan[4], Cambogia[5], Iraq, Repubblica Centroafricana, Sierra Leone[6], Sudan, dove ha costruito e gestisce ospedali per i feriti di guerra e per emergenze chirurgiche, centri per la riabilitazione fisica e sociale delle vittime di mine antiuomo e altri traumi di guerra, un centro per la maternità, posti di primo soccorso per il trattamento immediato dei feriti, centri sanitari per l'assistenza medica di base. Tra questi vi è il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan: un centro regionale che fornisce assistenza specializzata a pazienti affetti da malformazioni e patologie cardiache ai pazienti del Sudan e dei paesi confinanti.
In Italia, a Palermo, dall'aprile 2006 Emergency ha reso operativo e gestisce un poliambulatorio, che fornisce assistenza sanitaria gratuita ai migranti. Nell'inverno del 2010 viene aperto un secondo poliambulatorio a Marghera.
Emergency ha portato a termine i suoi programmi in Ruanda, in Eritrea, a Jenin in Palestina e a Medea, in Algeria, in Kosovo, in Angola e in Sri Lanka.

Mappa dei paesi in cui Emergency è intervenuta
Emergency è intervenuta in 13 paesi dal 1994 a oggi:
7 centri medici
Anabah, Kabul, Lashkar-gah (Afghanistan), Battambang (Cambogia), Sulaimaniya, Erbil (Iraq), Goderich (Sierra Leone)
1 centro cardio-chirurgia a Karthoum (Sudan)
4 centri pediatrici
Goderich (Sierra Leone), Mayo e Nyala (Sudan), Bangui (Rep. Centrafricana)
1 centro di riabilitazione e produzione protesi a Sulaimaniya (Iraq)
1 centro maternità ad Anabah (Afghanistan)
55 FAP (First Aid Post)
re-integrazione sociale di vittime di guerra
laboratorio di tappeti per vedove (Anabah), formazione professionale (Sulaimaniya)
assistenza ai prigionieri (Afghanistan)
1 poliambulatorio a Palermo (Italia) per assistere gli immigrati
interventi una tantum in altri paesi
Ruanda (1994), Serbia (1999), Eritrea (2000), Algeria (2003), Angola (2003), Palestina (2004), Sri-Lanka (2005)
Dal 1994 al marzo 2010 Emergency ha aiutato più di 3.700.000 persone. [7]
Campagne di comunicazione e sensibilizzazione [modifica]
Parallelamente agli interventi umanitari all'estero, l'attività di Emergency in Italia è finalizzata alla creazione e diffusione di una cultura di pace, solidarietà e diritti umani. Questo lavoro è possibile grazie all'impegno sul territorio italiano di 166 gruppi e 20 riferimenti locali, con un numero di circa 4000 volontari[senza fonte]; ogni gruppo territoriale promuove nella propria zona incontri rivolti a sensibilizzare ed informare l'opinione pubblica sui temi della pace e della solidarietà: interventi nelle scuole di ogni ordine e grado, presenza con banchetti informativi e di raccolta fondi a mostre, concerti, spettacoli, partecipazione ad incontri e dibattiti con la propria testimonianza.
Dalla sua fondazione, Emergency ha preso parte a molte campagne di sensibilizzazione a livello nazionale:
nel 1994 Emergency partecipa al bando delle mine anti-uomo promosso dal Trattato di Ottawa;
nel 2001 Emergency propone l'iniziativa Uno straccio di pace, contro la guerra in Afghanistan;
nel 2002 Emergency promuove l'iniziativa Fuori l'Italia dalla guerra, una raccolta di firme online contro la guerra in Iraq;
nel 2003 Emergency aderisce all'iniziativa Fermiamo la guerra, firmiamo la pace, una raccolta di firme per proporre una legge per l'attuazione dell'art. 11 della Costituzione Italiana (che ripudia la guerra). La legge è stata portata nel parlamento italiano e, dopo una breve discussione, è stata bocciata;
nel 2008 Emergency elabora il "Manifesto per una medicina basata sui diritti umani": il documento è stato sottoscritto da alcuni paesi africani (Sierra Leone, Sudan, Repubblica Centrafricana), che riconoscono la necessità di una sanità equa, di qualità e improntata alla responsabilità sociale.
nel 2009 Emergency promuove la campagna Io non ti denuncio in difesa del diritto all'accesso alle cure per chiunque, in dissenso ad una proposta di legge depennante la norma che non permette al medico di denunciare un immigrato senza documenti bisognoso di assistenza medica in una struttura pubblica.
Emergency ha inoltre organizzato eventi di raccolta fondi e formazione interna:
Nel 1999 in occasione dei primi 5 anni dell'associazione Jovanotti, Piero Pelù e Luciano Ligabue hanno prodotto un album singolo dal titolo Il mio nome è mai più, devolvendone i proventi commerciali ad Emergency ed in particolare ai progetti umanitari in Cambogia, nei paesi della ex Jugoslavia e in Sierra Leone.
Il 28 ottobre 2006 si è svolta la prima Giornata Nazionale di Emergency; l'associazione è stata presente in oltre 290 piazze italiane con banchetti e varie iniziative locali.
Dal 2002, ogni anno, oltre mille volontari dell'associazione si ritrovano in una città italiana che ospita l'"Incontro Nazionale di Emergency". Tre giorni in cui si tengono corsi formativi per i nuovi volontari e aggiornamenti per chi invece è già "pratico".
Dall'8 al 13 settembre 2009 si è tenuto a Firenze l'incontro nazionale dei 15 anni di Emergency, per la prima volta l'incontro nazionale dei volontari è stato aperto al pubblico. Nelle serate di venerdì e sabato artisti e intellettuali tra cui Patti Smith, Jovanotti, Gianni Mura, Marco Paolini, Piero Pelù e Fiorella Mannoia hanno festeggiato al Mandela Forum con almeno 20 mila persone e volontari questo compleanno.
Dal 7 al 12 settembre 2010 all'incontro nazionale di Firenze Gino Strada ha presentato il manifesto "Il mondo che vogliamo"[8].
Controversie [modifica]
Sostenibilità del modello di sviluppo sanitario di Emergency [modifica]
Il modello di sviluppo sanitario proposto e applicato da Emergency è stato criticato a causa del suo approccio, considerato privo di sostenibilità a lungo termine, poiché non collegato ai servizi sanitari di base locali, e in grado di fornire solo risultati marginali a fronte di alte spese di mantenimento[9].
Il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan ha ricevuto particolari critiche. Il progetto è stato criticato perché costituirebbe un intervento scarsamente integrato in una realtà in cui mancano prima di tutto le strutture sanitarie di più elementare livello, e dove la cardiologia non costituirebbe la prima delle priorità. Creare un ospedale di questo tipo costituirebbe, oltre che uno spreco di investimenti, una fonte di ingenti spese di mantenimento future a fronte di risultati marginali nel livello generale di benessere sanitario di questi paesi, dove anche i benefici di cure cardiache di buon livello rischiano di essere vanificati in gran parte da altri tipi di emergenza sanitaria non attualmente affrontati[9].
Per il fatto, poi, che la ricostruzione e la sostituzione di valvole cardiache non sarebbe un'urgenza in contesti di tale povertà, Emergency annota che dal 2005 è la stessa OMS a definire le patologie cardiache come la prima causa di morte infantile in Asia e Africa per malattie non trasmissibili, la seconda in assoluto dopo l'AIDS[10].Questo accade perché circa il 50% delle persone colpite da febbri reumatiche e simili, un tipo di malattia diffusamente riscontrabile in tutto il mondo, può sviluppare a causa di questa un’infiammazione al muscolo cardiaco in grado di provocare insufficienza cardiaca anche a lungo periodo. La febbre reumatica è un’infezione organica, avviata da un processo infettivo prevalente delle prime vie aeree, che colpisce prevalentemente giovani tra i quattro e i diciotto anni; potrebbe essere facilmente curabile con antibiotici elementari, ma la maggior parte della popolazione di Africa e Asia non ha la possibilità di curarsi a causa dei costi insostenibili delle cure e dell'inaccessibilità delle strutture, difficilmente raggiungibili.
Posizione politica e mancanza di neutralità [modifica]
Emergency è stata criticata dal giornalista Sergio Romano[11] e dalla Croce Rossa Italiana[12] per mancanza di neutralità in politica estera.
Ruolo di negoziazione nel caso Mastrogiacomo [modifica]
Nel marzo 2007, durante il sequestro in Afghanistan del giornalista de La Repubblica, Daniele Mastrogiacomo, Emergency ha assunto una posizione di rilievo nelle trattative per la sua liberazione[13][14][15].
Arresto di tre operatori a Lashkar Gah [modifica]
Il 10 aprile 2010[16], tre operatori di Emergency (Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani) sono stati arrestati a Lashkar Gah, nella provincia afghana di Helmand, con l'accusa - poi rivelatasi infondata - di aver complottato per uccidere il governatore della provincia.[17] Nel corso delle operazioni della polizia afghana, coadiuvata da truppe ISAF, sono state trovate all'interno dell'ospedale gestito da Emergency cinture esplosive, granate e pistole. L'arresto dei tre ha suscitato particolare clamore. Gino Strada ha ricondotto l'operazione ad un tentativo di screditare quello che ha definito un "testimone scomodo", riferendosi alla sua organizzazione. Domenica 18 aprile 2010, i tre cooperanti di Emergency sono stati liberati, in quanto non colpevoli[18]. Non è ancora chiaro quando, come e da chi siano state introdotte le armi rinvenute nell'ospedale. Le indagini sono tuttora in corso. Il 23 aprile 2010 Gino Strada ha annunciato di aver querelato Il Giornale e Libero, con l'accusa di aver scritto che i tre operatori arrestati avrebbero confessato.[19] L'organizzazione ha, nel frattempo, sospeso le attività dell'ospedale di Lashkar Gah[20]. Il 29 luglio 2010 Gino Strada ha reso noto che il governatore della provincia di Helmand ha autorizzato la riapertura dell’ospedale di Emergency a Lashkar Gah. L’attività è ripresa il giorno stesso.[21]
Note [modifica]
^ 28/12/09 - Cecilia Strada è la nuova Presidente di Emergency. URL consultato il 2-3-2010.
^ Daniele Mastrogiacomo. «Milano, è morta Teresa Sarti Strada fondatrice e presidente di Emergency». la Repubblica, 1 9 2009. URL consultato in data 18-11-2009.
^ Ignazio Dessì. Emergency, il Vicepresidente Alessandro Bertani: "Volevano screditarci ma ne usciamo a testa alta". URL consultato il 07-09-2010.
^ Nel sud dell'Afghanistan, a Lashkar-gah, il Centro chirurgico per vittime di guerra è intitolato a Tiziano Terzani
^ Il centro chirurgico di Battambang (Cambogia) è intitolato a Ilaria Alpi
^ La corsia femminile dell'ospedale di Goderich in Sierra Leone è intitolato a "Via del Campo" in omaggio a Fabrizio De André
^ Emergency - sito ufficiale - storia
^ Emergency - Informati -settembre 2010
^ a b http://www.politichesanitarie.it/allegati/00388_2008_03/fulltext/139-142-Note-Ospedale.pdf
^ 2005 WHO Regional Committee for Africa - Documents
^ Corriere.it - Rubrica delle lettere di Sergio Romano: IL BUON LAVORO DI EMERGENCY MA NON È LA CROCE ROSSA
^ RadioRadicale.it - Intervista a Massimo Barra (presidente Croce Rossa italiana)
^ L'Unità
^ Corriere della Sera
^ Il Giornale
^ Emergency - Comunicati stampa -10 aprile 2010
^ Afghanistan, arrestati 3 operatori di Emergency Accusati di complotto - Esteri - ilGiornale.it del 10-04-2010
^ Emergency - Comunicati Stampa - 18 aprile 2010
^ Emergency: querelati Giornale e Libero - Cronaca - ANSA.it
^ Lashkar Gah, Emergency lascia l'ospedale «Hanno raggiunto il loro scopo», Corriere, 13 aprile 2010
^ Emergency torna a Lashkar Gah, oggi è una bella giornata
Bibliografia [modifica]
Gino Strada, Pappagalli verdi: cronache di un chirurgo di guerra, Feltrinelli, 1999, ISBN 8807170329
Gino Strada, Buskashì. Viaggio dentro la guerra, Feltrinelli, 2002, ISBN 8807170698
Giulietto Chiesa, Vauro, Afghanistan anno zero, Guerini e Associati, 2001, ISBN 8883352424
Emergency, Medici di guerra - Inviati di pace, Guerini e Associati, 2002, ISBN 8883353196
Vauro, Principessa di Baghdad, Guerini e Associati, 2003, ISBN 888335432X
Emergency, "E (Emergency)", Mondadori, 2005, ISBN 8804547952
Favaro, Carrer, "L'albero incantato", Carthusia, 2005, ISBN 8887212503
Favaro, La Porta, "Chi è il più forte?", Carthusia, 2005, ISBN 888721249X
Favaro, Mulazzani, "Il ragno e il gallo", Carthusia, 2005, ISBN 8887212546
Favaro, Cerri, "Gurnatalla e il gigante senza nome", Carthusia, 2005, ISBN 8887212538
Giuseppe Villarusso, "Incontro all'Afghanistan" , Arca, 2006, ISBN 888820332X
Michele Costanzo, "Architetture di pace, ospedali di guerra - Le strutture sanitarie di Emergency", Mancosu Editore, 2007, ISBN 8887017468
Raul Pantaleo, "Attenti all'uomo bianco", Eleuthera, 2007, ISBN 888949039X
Beta, Junakovic, "Se vede una scala Ninetta curiosa..." , Carthusia, 2008 ISBN 9788895443119
Filmografia [modifica]
Jung - Nella terra dei Mujaheddin (Jung (War) in the Land of the Mujaheddin), regia di Fabrizio Lazzaretti e Alberto Vendemmiati (2001)
Afghanistan: effetti collaterali, regia di Fabrizio Lazzaretti e Alberto Vendemmiati (2002)
Domani torno a casa, regia di Fabrizio Lazzaretti e Paolo Santolini (2008)
Collegamenti esterni [modifica]
Sito ufficiale
Canale su YouTube

mercoledì 9 marzo 2011

Save the Children


Save the Children è il nome con cui è nota la rete di associazioni umanitarie nazionali facenti capo a International Save the Children Alliance, organizzazione non governativa con sede a Londra.
Presente in 27 Paesi, in Italia è rappresentata da Save the Children Italia, che ha lo status di ONLUS.
L'International Save the Children Alliance ha status consultivo presso il consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.
Save the Children, al pari di altre ONG, presta aiuti immediati alle comunità in difficoltà e soccorso alle famiglie e ai bambini colpiti da disastri e catastrofi naturali, da conflitti e guerre.
Le sue attività principali sono nell'ambito dell'educazione (istruzione), nella risposta alle emergenze, la riduzione della povertà, la lotta all'Aids, la salute e il contrasto allo sfruttamento e abuso dei bambini, come il fenomeno dei bambini soldato, della tratta, dello sfruttamento sessuale.
Tra i più recenti interventi dell'organizzazione figura quello a seguito dello tsunami che il 26 dicembre 2004 colpì le popolazioni del sud-est Asia: Save the Children fu impegnata nella ricostruzione del tessuto sociale andato distrutto dalla catastrofe.
I suoi interventi hanno riguardato e riguardano la protezione dei bambini, il ricongiungimento con i familiari nel caso degli orfani, la ricostruzione del sistema scolastico.
Dopo il terremoto che ha devastato il Pakistan nell'Ottobre 2005, Save the Children si è impegnata in molti interventi di ricostruzione e protezione dei minori. Save the Children è presente in zone di guerra come Afghanistan, Libano, Palestina, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan, o in zona di post conflitto dell'area balcanica (Kosovo e Serbia).
È presente da molti anni in quasi tutti i paesi dell'Africa: in quelli colpiti più volte da siccità come l'Etiopia, o da quelli che affrontano un difficile transizione dopo anni di conflitti, come l'Angola, la Repubblica Democratica del Congo, la Somalia. O in quelli che hanno problemi sanitari gravissimi, come il Malawi (a causa della diffusione dell'HIV-AIDS).
Save the Children sviluppa progetti anche in tutto il Centro e Sud America, in tutta l'Asia e in Oceania.
L'Alliance è presieduta da un segretario generale, carica che da gennaio 2008 è ricoperta dalla svedese Charlotte Petri Gornitzka, già a capo di Save the Children nel suo Paese[1]; nella filiazione associativa del Regno Unito la massima carica esecutiva è quella di direttore generale, ricoperta da Jasmine Withbread[2] (mentre la carica di presidente è conferita ad honorem alla principessa Anna); Save the Children Italia è invece rappresentata da un presidente che, sempre da gennaio 2008, è Claudio Tesauro[3]; in Svizzera l'associazione è altresì presieduta da un responsabile, che attualmente è Asa Sjöberg, svedese.
Indice[nascondi]
1 Campagne
2 Storia
3 Il lavoro di Save the Children in Italia
4 Note
5 Voci correlate
6 Collegamenti esterni
[modifica] Campagne
Le principali campagne di Save the Children riguardano la riduzione della povertà, il contrasto al problema dei bambini soldato e l'educazione.
A tal propostito, nel settembre 2006, Save the Children ha lanciato a livello planetario una campagna denominata Riscriviamo il Futuro, con l'intento di dare istruzione di qualità a 8 milioni di bambini che vivono in aree di conflitto o post-conflitto, entro il 2010. Save the Children opera secondo un quadro di buone prassi che mettono il bambino al centro della sua attività, che tendono a farlo partecipare in maniera attiva, detto il Child Right Programming.
[modifica] Storia
Save the Children nasce a Londra nel 1919. La sua fondatrice, Eglantyne Jebb, un'infermiera volontaria, intende creare un'organizzazione in grado di alleviare le terribili sofferenze dei bambini durante la Prima Guerra Mondiale.
Eglantyne Jebb, nel 1923, scrive la prima Carta dei Diritti del Bambino, adottata dalla Lega delle Nazioni, e successivamente dalle Nazioni Unite. Sulla stessa carta, si basa la Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, del 1989.
[modifica] Il lavoro di Save the Children in Italia
Nel 1920 Save the Children ha portato sovvenzioni all'Italia come quelle per la Casa dei Bambini Sofferenti creata dal Vaticano e per la Lega Italo-Britannica. Nel 1923 alloca una somma di denaro per completare un sanatorio per bambini in Calabria, sull'Aspromonte. Si legge sul sito ufficiale che dopo la seconda guerra mondiale, Save the Children ha sostenuto la creazione di asili infantili e le formazione formazione di donne per l'insegnamento negli asili nido. La costruzione di asili infantili di Civitaluparella, in provincia di Chieti, di Lanciano e di Scandale in Calabria, è proseguita negli anni cinquanta. Negli anni sessanta assiste i terremotati del sud Italia.
Dal 1998 è presente in Italia con Save the Children Italia Onlus, che, oltre a sostenere progetti nei paesi in via di sviluppo, opera in Italia con progetti di protezione dell'infanzia.
I principali ambiti di attività in Italia sono quelli relativi ai minori migranti, non accompagnati, presenti sul territorio italiano. Altri ambiti sono quelli per i minori vittime di tratta, sfruttati sessualmente o nel lavoro minorile.
Save the Children Italia è fortemente attiva nell'Educazione allo Sviluppo e nel contrasto alla pedo-pornografia in Intenet e nella sensibilizzazione all'uso sicuro di Internet e telefonini da parte dei bambini e dei ragazzi.
È anche molto impegnata nella promozione di politiche che tutelino i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Il 26 agosto 2010 la società di calcio della Fiorentina ha annunciato l'adozione sulle proprie maglie del logo di Save the Children al posto di un vero e proprio sponsor ufficiale.[4]
[modifica] Note
^ (EN) «Charlotte Petri Gornitzka appointed Secretary General of the International Save the Children Alliance». URL consultato in data 15-9-2009.
^ (EN) People. URL consultato il 15-9-2009.
^ Save the Children Italia: Claudio Tesauro nuovo Presidente. URL consultato il 15-9-2009.
^ Fiorentina e Save the Children uniti per il futuro. ViolaChannel, 27-8-2010. URL consultato il 19-9-2010.
[modifica] Voci correlate
Child Rights Information Network
[modifica] Collegamenti esterni
(EN) Sito ufficiale Save the Children Alliance
Save the Children Italia ONLUS
(DE, FR, IT) Save the Children Svizzera

sabato 19 febbraio 2011

Boy Scout


















Lo scautismo (o scoutismo) è un movimento giovanile mondiale, con lo scopo dichiarato di educare i giovani e aiutarli nel loro sviluppo fisico, mentale e spirituale. Il movimento, basato sul volontariato, fu fondato da Robert Baden-Powell, che gli scout chiamano semplicemente "B.-P.".
Il movimento scout nacque nel 1907 in Inghilterra dove Baden-Powell organizzò, con un gruppo di venti ragazzi inglesi, il primo campo scout del mondo nell'isola di Brownsea, nella baia di Poole, sulla Manica. Inizialmente lo scautismo fu rivolto solo ai ragazzi maschi. Nel 1910 Baden-Powell fondò ufficialmente l'Associazione delle Girl Guides ed il movimento parallelo del Guidismo. L'idea gli venne suggerita ad un raduno scout nel 1909, dove sette ragazze sfilarono inaspettatamente sotto gli occhi di Baden-Powell autodefinendosi Girl Scouts. L'organizzazione di questo movimento venne in un primo tempo affidata alla sorella Agnes, ma in seguito passò a sua moglie Olave.
Indice[nascondi]
1 Origine del termine
2 Il metodo
3 Lo scautismo nel mondo
4 Lo scautismo in Italia oggi
5 Altre associazioni scout di lingua italiana
6 Centenario
7 Note
8 Bibliografia
9 Voci correlate
10 Altri progetti
11 Collegamenti esterni
Origine del termine [modifica]
La parola scout significa, in inglese, esploratore. Veniva e viene tuttora usata in ambito militare per indicare tutti quei mezzi e quelle attività volte a localizzare il nemico. Fu scelta da Baden-Powell pensando ai ragazzi e ai molteplici orizzonti che essi potevano scoprire; il termine vuole anche far pensare a delle persone in grado di cavarsela da soli nelle situazioni più svariate, organizzate ed attrezzate, sia interiormente che esteriormente, ad ogni evenienza.
Il termine simile boy scout, spesso erroneamente scritto con un trattino, era usato inizialmente per caratterizzare in senso giovanile questo movimento (che si rivolge ai ragazzi e non agli adulti), ed in seguito anche per distinguere gli scout maschi dalle girl guides (ragazze). In Gran Bretagna venne mutato in "scout" nel 1966, nell'ambito di estese riforme. In altre nazioni (fra cui l'Italia) è caduto in disuso dagli anni 70, cioè quando la maggior parte delle associazioni ha iniziato ad avere soci di entrambi i sessi (anche se con modalità diverse). L'espressione boy scout è talvolta ancora usata all'estero in associazioni esclusivamente maschili (specialmente negli USA).
Il metodo [modifica]
Lo scautismo è caratterizzato da un metodo educativo ed un codice comportamentale non formale, il cui fine ultimo è di dare la possibilità ai giovani di diventare "buoni cittadini", responsabilmente impegnati nella vita del loro paese e predisposti ad essere futuri "cittadini del mondo" volenterosi di migliorare la propria società e sostenitori convinti della fratellanza tra i popoli.
Si basa, quindi, su un semplice codice di valori di vita (la Legge scout e la Promessa), sul principio dell'imparare facendo, che delinea la crescita personale degli individui tramite l'esperienza attiva e partecipata, sulla metodologia di attività per piccoli gruppi, che sviluppa la responsabilità, la partecipazione e le capacità decisionali, e sulla sfida di offrire ai giovani attività sempre stimolanti ed interessanti. In particolare Robert Baden-Powell schematizza nei suoi scritti il suddetto sistema educativo in quattro punti fondamentali:
Formazione del carattere
Abilità manuale
Salute e forza fisica
Servizio al prossimo
In quest'ottica sono importanti metodi pratici e attivi come lo scouting per l'abilità manuale e la formazione del carattere o l'hébertismo per la salute e forza fisica.
Lo scautismo nel mondo [modifica]
Nel mondo esistono al 2009 almeno 540 associazioni[1] (nazionali o regionali) con più di 28 milioni di scout e 10 milioni di guide, giovani ed adulti, maschi e femmine, in 216 differenti paesi e territori[2][3].
Le organizzazioni mondiali che raccolgono il maggior numero di associazioni affiliate e di iscritti, sono:
l'Organizzazione Mondiale del Movimento Scout (WOSM, nota anche come OMMS) e l'Associazione Mondiale Guide ed Esploratrici (WAGGGS, nota anche come AMGE), rappresentanti originariamente la parte maschile e femminile del movimento rispettivamente. Tuttavia, l'originale distinzione si è fatta col tempo meno rigida, molte associazioni scout accolgono anche ragazze, e addirittura molte associazioni europee sono affiliate contemporaneamente ad entrambi i movimenti. WOSM e WAGGGS sono anche le uniche organizzazioni mondiali che risalgono direttamente allo stesso Baden-Powell.
La Union Internationale des Guides et Scouts d'Europe – Fédération du Scoutisme Européen (UIGSE-FSE) è una federazione scout internazionale che opera a livello europeo e raccoglie esclusivamente associazioni scout di fede cristiana.
La World Federation of Independent Scouts (WFIS) è un'Organizzazione Scout Internazionale per gli scout indipendenti, nata con lo scopo principale di favorire l´incontro e lo scambio mediante campi, corsi di formazione, Jamboree e non solo. La WFIS nasce nel 1996 a Laubach (Germania) con l'obiettivo di creare una Federazione per gli scout che non fanno parte di altre organizzazioni internazionali e per offrire la possibilità di instaurare contatti a livello europeo e mondiale.
Resiste, quasi fantasma, la prima Organizzazione scout dissidente: The Order of World Scouts; fondata nel 1911 da Sir Francis Vane, lo stesso Vane che fondò lo scautismo in Italia nel 1910. L'OWS conta un numero irrisorio di iscritti ed è ancora presente in Inghilterra, Australia, Polonia, Italia, Perù, Jamaica, Messico, Argentina, Brasile, Uruguai, Bolivia, Cile, Repubblica Dominicana.
Una curiosità: la più antica organizzazione scout internazionale attiva ininterrottamente è la Skolta Esperanto Ligo, fondata nel 1918. Essa riunisce singoli membri di associazioni scout nazionali (non è dunque in "concorrenza" con le altre associazioni scout) e promuove la dimensione internazionale dello scautismo attraverso l'uso della lingua esperanto, come auspicato da Baden-Powell[4].
Lo scautismo in Italia oggi [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Scautismo e guidismo in Italia.

In Italia sono presenti numerose associazioni aderenti al movimento Scout.
Le tre associazioni più diffuse nel territorio sono l'AGESCI (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani) (con oltre 177.000 associati[5]), la AIGSEC appartenente all'UIGSE-FSE (Unione Internazionale delle Guide e Scouts d'Europa - Federazione dello Scautismo Europeo) con oltre 19.000 associati; ed il CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani) con circa 12.000 soci[6]
Altre associazioni scout di lingua italiana [modifica]
In Svizzera c'è una sola associazione, il Movimento Scout Svizzero, una federazione di associazioni cantonali. Nel Canton Ticino le due associazioni cantonali (che si sono unite domenica 11 novembre 2007 in un'unica associazione cantonale chiamata Scoutismo Ticino) presenti sono di lingua italiana. Esistono anche altri gruppi di lingua italiana nel resto della Svizzera, in particolare nel canton Grigioni (nella parte dove si parla italiano).
A San Marino vi è l'Associazione Guide Esploratori Cattolici Sammarinesi (AGECS).
Entrambe le associazioni aderiscono sia all'Organizzazione Mondiale del Movimento Scout che all'Associazione Mondiale Guide ed Esploratrici.
Centenario [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Centenario dello scautismo.
Il 2007 è per lo scautismo un anno importante, poiché ha segnato il centesimo anno dalla creazione del movimento. Il 1 agosto 1907 iniziava il primo campo scout nell'isola di Brownsea, guidato da Baden Powell. Dopo ben 100 anni lo scautismo è sopravvissuto e ha raggiunto una popolarità incredibile a livello mondiale. Per festeggiare l'evento il 1 agosto 2007 gli scout di tutto il mondo hanno partecipato all'alba del giorno, rinnovando la promessa. In Italia l'evento principale è stato quello del Circo Massimo, a Roma dove erano presenti i principali esponenti dello scautismo e del governo (Romano Prodi, Giovanna Melandri, Giuseppe Fioroni). In Ticino (Svizzera) gli scout si sono trovati il 31 luglio sera, ai piedi del San Gottardo per svolgere una route che li ha portati in vetta, per l'alba, dove hanno rinnovato la promessa. A Badia Tedalda, in Toscana, si è svolto un campo di zona riguardante tutti i reparti della provincia di Ascoli Piceno, che ha riunito più di 600 persone. Il campo riguardava le tematiche della vita di B.P. e della nascita dello scautismo. Inoltre più di tremila Rover e le Scolte appartenenti alla UIGSE-FSE sono partiti il 4 agosto alla volta di Levoča in Slovacchia per festeggiare il centenario dello Scautismo tutti insieme, concludendo il cammino con un pellegrinaggio notturno a Częstochowa. Il campo mobile (Euromoot) è durato 7 giorni.
Note [modifica]
^ (EN) International Scouting Organizations. Colorado Rocky Mountain Scouting Troop 97 BSA, 9-10-2009. URL consultato il 27-8-2010.
^ (EN) Triennial Report 2005-2008 (PDF). World Organization of the Scout Movement. URL consultato il 13-7-2008.
^ (EN) Our World. World Association of Girl Guides and Girl Scouts, 2006. URL consultato il 7-12-2006.
^ (EN) Scouting Esperanto. faqs.org, 29-6-2010. URL consultato il 27-8-2010.
^ Cos'è l'AGESCI. Agesci.org, 13-10-2006. URL consultato il 27-8-2010.
^ C.N.G.E.I. - Scelte associative. cngei.it. URL consultato il 27-8-2010.
Bibliografia [modifica]
1944-1984. 40º Anniversario della Ricostituzione C.N.G.E.I. Sezione di Firenze, a cura di Franco Bemporad e Arnaldo Fracassini, Firenze, Tipografia IRSA, 1984.
AA.VV., Guidismo, una proposta per la vita. Storia dell’AGI Associazione Guide Italiane 1943-1974, Roma, Edizione scout nuova fiordaliso, 2002.
Alberto dal Porto, Sir Francis Patrick Fletcher-Vane, Padova, AGESCI Comitato Regionale Veneto - Centro Studi e Documentazione, 2010.
Andrea Padoin, Breve storia dello Scautismo, Roma, Edizione scout nuova fiordaliso, 2003.
Anita Pitrelli Marinelli, Storia dell’Associazione Guide Italiane nelle regioni Puglia e Lucania dall’anno 1944 all’anno 1974, Taranto, Comune di Taranto Istruzione e Cultura, 1998.
Antonio Stefani, Fuori dalla Giungla Silente. Soppressione e rinascita dello scautismo a Vicenza (1926-1945), Vicenza, Galla Libreria Editrice, 1995.
Antonio Viezzoli, Dieci lustri di vita G.E.I., ristampato ed aggiornato al 1976 a cura del Centro Studi Scout «Eletta e Franco Olivo» del CNGEI, suppl. a «Scautismo», 18 (1977), 4-6.
Atti dell'Incontro Capi Regionale. Raccogliamo una traccia per non perdere la memoria. 1974-2004, a cura di Antonio Scalini, Gravina di Catania, AGESCI Sicilia-Centro Studi e Documentazione, 2005.
Beatrice Pisa, Crescere per la patria. I giovani esploratori e le giovani esploratrici di Carlo Colombo (1912-1927), Milano, Edizioni Unicopli, 2000.
Carlo Guarnieri, La storia del Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani 1943-2004, Roma, Edizioni scout nuova fiordaliso, 2004.
Carlo Verga e Vittorio Cagnoni, Le Aquile Randagie. Scautismo clandestino lombardo nel periodo 1928-1945, Roma, Edizioni scout nuova fiordaliso, 2002.
Carmelo Carabetta, Movimento Scout. Educazione e uguaglianza, Milano, FrancoAngeli, 1991.
Chiacchierate di bivacco sul C.N.G.E.I. del Senior Scout dr. Alberto Medoro Savini, Quaderni di Studi e Documenti del Centro Studi Scout «Eletta e Franco Olivo» del CNGEI, (1997), 3.
Cronaca rievocativa a ricordo ed onore del Prof. Carlo Colombo fondatore del C.N.G.E.I. nel cinquantenario della sua morte 1918-1968, a cura di Antonio Viezzoli, suppl. a «Il Sentiero», 10 (1968), 3.
Domenico Sorrentino, Storia dello scautismo nel mondo. Fatti, protagonisti, avventure. 1907-1957, Roma, Nuova Fiordaliso, 1997.
Enrica Corradini Adami, La storia del CNGEI, «Scautismo», 28 (1987), 3, p. 6.
Essere scout... diventare cittadino, a cura di Teddy D'Arienzo e Giuseppe dell'Oglio, Roma, CNGEI-Chil, 2009.
Fabrizio Marinelli, I Giovani Esploratori Italiani. Breve storia del C.N.G.E.I. 1912-1976, Roma, Edizioni Scautismo, 1983.
Ferdinando Romagnoli, Scoutismo, Milano, Ulrico Hoepli Editore-Libraio della Real Casa, 1916, ristampato dal Centro Studi Scout «Eletta e Franco Olivo» del CNGEI, Trieste, 2006.
Fondatori dell’Asci. Mario di Carpegna e p. G. Gianfranceshi S.J., a cura di Paola Dal Toso, Roma, Centro Documentazione AGESCI, 2006.
Giuseppe dell'Oglio, Alere Flammam. Breve storia dello scautismo in Italia, Milano, Lampi di stampa (collana TuttiAutori), 2010.
Lo Scautismo italiano all'estero. 1914-1974, a cura di Andrea Padoin, Martellago, Edizioni Eurooffset, 2010.
Mario Sica, Gli scout. Storia di una grande avventura iniziata con 22 ragazzi su un’isola, Bologna, Società editrice il Mulino, 2002. ISBN 978-88-15-08477-4
Mario Sica, Qui comincia l’avventura scout. Il campo sperimentale di Brownsea, Roma, Nuova Fiordaliso, 1998.
Mario Sica, Storia dello scautismo in Italia, 4a ed. Roma, Edizioni scout fiordaliso, 2006. ISBN 978-88-8054-774-7
Mattia Pessina, Obbedire? Lo scautismo italiano di fronte al fascismo, Trieste, Centro Studi Scout «Eletta e Franco Olivo» del CNGEI, 2010.
Mauro Furia, La vita e le opere del prof. Carlo Colombo fondatore del C.N.G.E.I., «Adulti nello Scautismo», 38 (1998), 6.
Mauro Furia, Storia dei Ragazzi Esploratori Italiani R.E.I., «Esperienze & Progetti», 18 (1991), 3.
Mauro Furia, Storia del Giglio Scout, Parma, Centro Studi Scout sulle problematiche giovanili «Carlo Colombo», 1990.
Organi Centrali del C.N.G.E.I. una ricerca a cura di Rossano Fano, Quaderni di Studi e Documenti del Centro Studi Scout «Eletta e Franco Olivo» del CNGEI, (1999), 4.
Piet J. Kroonenberg, Gli intrepidi. Scautismo clandestino e rinascita del movimento nei paesi dell’Europa centro-orientale, Roma, Edizioni scout nuova fiordaliso, 2001.
Teresio Bosco, Robert Baden-Powell capo-scout del mondo, Torino, Elle Di Ci, 1997.
Vittorio Pranzini e Nicolò Pranzini, Dizionario Scout illustrato. Il Grande Gioco in novecento vocaboli, Roma, Edizioni scout fiordaliso, 2007.
Vittorio Pranzini, 1907-2007. Cent’anni di Scautismo tra storia metodo e attualità, Roma, Edizioni scout fiordaliso, 2007.
Voci correlate [modifica]
Guidismo
Terminologia scout
Legge scout
Promessa scout
Motto scout
Scautismo e guidismo in Italia
Scautismo e guidismo negli Stati Uniti d'America
Controversie sullo scautismo
Scautismo nautico
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali sullo scautismo
Wikinotizie contiene notizie di attualità sullo scautismo
Wikizionario contiene la voce di dizionario «scautismo»
Wikiquote contiene citazioni sullo scautismo
Articolo su Wikinotizie: 500.000 scout di tutto il mondo si incontrano senza viaggiare
Collegamenti esterni [modifica]
Scautismo su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Scautismo")
Scoutlink Italia
Scoutnet Italia
TuttoScout.org
Scoutwiki in italiano - Wiki dedicato allo scautismo

mercoledì 16 febbraio 2011

La Croce Rossa Italiana (C.R.I.)




La Croce Rossa Italiana (C.R.I.) è la Società Nazionale del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa operante nel territorio della Repubblica Italiana.
Indice[nascondi]
1 Denominazione ufficiale
2 Storia
2.1 Dirigenza
3 La struttura organizzativa
3.1 Il Comitato Centrale
3.2 I Comitati Regionali
3.3 I Comitati Provinciali
3.4 I Comitati Locali
4 Le attività
5 L'emblema
6 Principi fondamentali
7 Componenti
8 Onorificenze
9 Note
10 Bibliografia
11 Voci correlate
12 Collegamenti esterni
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[modifica] Denominazione ufficiale
Croce Rossa Italiana (abbreviato C.R.I.), denominazione italiana, riportata sulle divise, sui mezzi e sul materiale divulgativo;
Associazione Italiana della Croce Rossa, denominazione ufficiale utilizzata nello Statuto;
Italienisches Rotes Kreuz (abbreviato IRK), in tedesco, denominazione utilizzata nella Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige, oltre a quella in italiano;
Croix-Rouge italienne (abbreviato C.R.I.), in francese, denominazione utilizzata nella Regione Autonoma Valle d'Aosta, oltre a quella in italiano;
Italijanski rdeči križ (abbreviato I.R.K.), in sloveno, per i comuni delle provincie di Trieste, Gorizia e Udine il cui statuto prevede il bilinguismo italiano/sloveno, oltre a quella in italiano;
Italian Red Cross (abbreviato IRC), in inglese, utilizzata internazionalmente e presso la Federazione.

Ambulanza con scritte bilingui italiano/francese a Aosta.
[modifica] Storia
La Croce Rossa Italiana viene fondata con il nome di Comitato dell'Associazione Italiana per il soccorso ai feriti ed ai malati in guerra a Milano il 15 giugno 1864. Nel 1872 viene trasferita a Roma, dove si costituisce il Comitato Centrale. Durante la sua storia la CRI viene prima classificata tra gli enti pubblici parastatali (1975), fino a diventare nel 1980 ente privato di interesse pubblico.
Dal 1980 la C.R.I. è stata soggetta ad un lungo periodo di commissariamento, durante il quale le mansioni di competenza degli organi ordinari sono state svolte da diversi Commissari Straordinari di nomina governativa, che si sono succeduti per 18 anni. Il commissariamento si è risolto nel 1998, con la promulgazione di un nuovo Statuto dell'Ente che prevedeva la possibilità di svolgere l'elezione degli Organi di governo interni e l'on. Mariapia Garavaglia (ultima commissaria in carica) è stata eletta Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana. Nel 2003 la Croce Rossa Italiana è stata nuovamente commissariata dal Governo Berlusconi 2 ed è stato nominato Commissario Straordinario, l'avv. Maurizio Scelli. Nel 2005 a seguito dell'emanazione di ulteriore nuovo Statuto, è stato eletto come Presidente Nazionale Massimo Barra, in carica fino al 30 ottobre 2008. In tale data, con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, è stato nominato Commissario Straordinario l'avv. Francesco Rocca.[1]
Il primo "Comitato dell'Associazione Italiana per il soccorso ai feriti ed ai malati in guerra" si costituisce a Milano ad opera del Comitato Medico Milanese dell'Associazione Medica Italiana il 15 giugno 1864, ben due mesi prima della firma della Convenzione di Ginevra. Questo inizia subito la sua attività sotto la presidenza del dottor Cesare Castiglioni, il quale, due mesi dopo la costituzione del Comitato, viene chiamato a Ginevra, insieme ad altri delegati italiani, per esporre quanto fatto a Milano e cosa pensa di fare in avvenire in favore dei feriti e dei malati in guerra. Il 22 agosto 1864 viene sottoscritta, anche dall'Italia, la Convenzione di Ginevra.
Il giorno 11 dicembre dello stesso anno si tiene, a Milano, un congresso in cui si approva il regolamento del Comitato di Milano come Comitato Centrale per il coordinamento delle attività dei costituendi nuovi comitati.
Il 20 giugno 1866 l'Italia dichiara guerra all'Austria e le prime quattro "squadriglie" di volontari partono alla volta di Custoza.
Da allora la Croce Rossa Italiana è sempre presente e attiva nei conflitti che vedono impegnata l'Italia, sino alla seconda guerra mondiale.
Nello stesso tempo si occupa della lotta alla tubercolosi e alla malaria. Crea stazioni, ambulatori e ambulanze antimalariche nelle Paludi Pontine, in Sicilia e in Sardegna.
Da allora la C.R.I. è presente su tutto il territorio nazionale, operando nelle emergenze quotidiane, nell'assistenza ai bisognosi ed anche nelle maxi-emergenze, a partire dal terremoto di Ischia agli inizi del 1900 e presente in tutti gli eventi catastrofici naturali e/o originati dall'uomo del nostro Paese, in applicazione del motto "Primi ad arrivare, ultimi a ripartire".
Assieme alle molteplici attività ed opere svolte in Italia, nei campi della sanità, l'assistenza sociale, la protezione e la difesa civile, la CRI è storicamente attiva e partecipe ai programmi di solidarietà umanitaria in campo internazionale, al fianco delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, sotto il coordinamento degli organismi internazionali del Movimento.
[modifica] Dirigenza
Presidenti/Commissari straordinari
Cav. Dott. Cesare Castiglioni, Presidente del Comitato Milanese avente funzioni di Comitato Centrale (1863 - 1875);
Sen. Nob. Enrico Guicciadi, Presidente Generale (21.3.1875 - 6.11.1884);
Sen. Ten. Gen. Conte Raffaele Cadorna, Presidente Generale (6.11.1884 - 23.10.1886);
Sen. Conte Gian Luca Cavazzi della Somaglia, Presidente Generale (23.10.1886 - 6.3.1896);
Sen. Conte Ten. Gen. Rinaldo Taverna, Presidente Generale (9.4.1896 - 6.5.1913);
Sen. Conte Gian Giacomo Cavazzi della Somaglia, Presidente Generale (11.5.1913 - 18.7.1918);
Sen. Conte Avv. Giuseppe Frascara, Presidente Generale (2.5.1918 - 4.08.31919);
Sen. Avv. Giovanni Ciraolo, Presidente Generale (5.8.1919 - 23.7.1925);
Sen. Ing. Marchese Carlo Centurione Scotto, Presidente Generale (1.8.1925 - 1.2. 1927);
On. Prof. Giacomo Acerbo, Presidente Generale (10.2.1927 - 25.4.1927);
Prefetto Dott. Francesco Piomarta, Commissario Regio (26.4.1927 - 20.8.1928);
Sen. Cav. di Gr. Cr. Filippo Cremonesi, Presidente Generale (20.8.1928 - 1.5.1940);
Sen. Prefetto Cav. di Gr. Cr. Dott. Giuseppe Mormino, Presidente Generale (1.5.1940 - 25.7.1943);
Sen. Gen. Carlo Boriani, Presidente Generale (1.8.1943 - 1.10.1943);
Prefetto Dott. Alberto Varano, Presidente Generale (1.10.1943 - 4.6.1944) e poi fino al 3.8.1944 presso il Comitato Centrale ad Aprica;
Prof. Dott. M. Jungano, Regio Commissario del Regno del Sud a Brindisi, (Giugno/Agosto 1944);
Sen. Dott. Umberto Zanotti Bianco, Presidente Generale (3.8.1944 - 12.7.1949);
On. Prof. Mario Longhena, (12.7.1949 - 12.8.1957);
Gen. C.A. Guido Ferri, Presidente Generale (12.8.1957 - 25.6.1964);
Dott. Guido Potenza, Commissario Straordinario (7.7.1964 - 30.3.1965);
Dott. Guido Potenza, Presidente Generale (31.3.1965 - 15.1.1970);
Dott. Pietro Quaroni, Presidente Generale (16.1.1970 - 2.2.1971);
Dott. Adalberto Galante, Commissario Straordinario (3.2.1971 - 15.12.1972);
Dott. Lorenzo Loré, Presidente Generale (16.12.1972 - 11.9.1974);
Dott. Carlo Alberto Masini, Presidente Generale (17.4.1975 - 15.2.1977);
Dott. Angelo Savini Nicci, Presidente Generale (15.2.1977 - 24.5.1981);
Dott. Giovanni Jula, Commissario Straordinario (25.5.1981 - 17.2.1982);
Dott. Ugo Taverniti, Commissario Straordinario (18.2.1982 - 7.7.1987);
Dott. Vittorio Carra, Commissario Straordinario (8.7.1987 - 29.3.1989);
Prof. Luigi Giannico, Commissario Straordinario (27.4.1989 - 23.5.1995);
Sen. Prof.ssa Mariapia Garavaglia, Commissario Straordinario (24.5.1995 - 4.4.1998);
Sen. Prof.ssa Mariapia Garavaglia, Presidente Generale (5.4.1998 - 28.10.2002);
Amb. Prof. Staffan de Mistura, Commissario Straordinario (29.10.2002 - 4.12.2002);
Avv. Maurizio Scelli, Commissario Straordinario (5.12.2002 - 10.12.2005);
Prof. Dott. Massimo Barra, Presidente Nazionale (28.12.2005 - 30.10.2008);
Avv. Francesco Rocca, Commissario Straordinario (31.10.2008 – in carica).
Segretari/Direttori Generali
Comm. Vincenzo Maggiorani, Segretario Generale;
Comm. Emilio Serny, Segretario Generale;
Comm. Fruttuoso Bechi, Consigliere di Stato, Segretario Generale;
Comm. Antonio Ridolfi, Segretario Generale;
Sen. Ten. Gen. Med. Dott. Giuseppe Brezzi, Direttore Generale dal 1910 al 1920;
Gen. Med. Prof. Cesare Baduel, Direttore Generale dal 1920 al 1931;
Gr. Uff. Rag. Oscar Davanti, f.f. di Direttore Generale dal 1935 al 1944;
Col. Ing. Giuseppe Piazzo, Direttore Generale dal 1945 al 1946;
Marchese Don Ugo Theodoli, Segretario Generale dal 1946 al 1948;
Ing. Giovanni Battista Vicentini, Direttore Generale dal 1947 al 1950;
Prof. Avv. Edoardo Roccetti, Direttore Generale dal 1950 al 1953;
On. Sen. Secondo Pessi, Direttore Generale dal 1964 al 1965;
On. Carlo Ricca, Direttore Generale dal 1965 al 1984 (anno del decesso);
Dott.ssa Clotilde Manuelli, Direttore Generale f.f. dalla morte di Ricca fino 1985;
Amm. Prof. Renato Pons, Direttore Generale dal 1985 al 1995;
Dott. Ezio Gallone, Direttore Generale dal 1º marzo 1995 al giugno 1998;
Dott. Mario Acciaioli, Direttore Generale dal giugno 1998 al luglio 1999 (data delle dimissioni);
Dott. Mario Acciaioli, Direttore Generale in carica fino al dicembre 1999;
Dott. Bruno Sciotti, Direttore Generale dal 1.1.2000 al 31.12.2001;
Dott. Mario Acciaioli, Reggente Generale dal 1.1.2002 fino all’aprile 2002;
Dott. Dino Cosi, Direttore Generale dall’aprile a novembre 2002;
Vice Prefetto Dott.ssa Vittoria Cardilli, Direttore Generale dal novembre 2002 a agosto 2003;
Dott. Tommaso Longhi, Direttore Generale da agosto 2003 al 28.5.2006;
Dott. Claudio Acciaioli, Direttore Generale dal 1.6.2006 al 31.12.2006;
Dott. Andrea Des Dorides, Direttore Generale dal 1.1.2007 al 13.11.2008;
Dott. Claudio Acciaioli, Reggente Generale dal 14.11.2008 al 1.12.2008;
Dott.ssa Patrizia Ravaioli, Direttore Generale dal 1.12.2008 al IN CARICA
Dott. Leonardo Carmenati, Direttore Generale f.f. dal 23.07.2009 al 31.12.2009 (per maternità di Ravaioli)
[modifica] La struttura organizzativa
La Croce Rossa Italiana è un'associazione con personalità giuridica riconosciuta. La struttura organizzativa è stata disegnata dal nuovo statuto del 2005 e consiste in una struttura piramidale comprendente un Comitato Centrale (con sede a Roma, in via Toscana), i Comitati Regionali, i Comitati Provinciali ed i Comitati Locali. Fanno parte di detta struttura anche i Centri di Mobilitazione che raggruppano anche più regioni e svolgono il compito di comando delle componenti militari.
[modifica] Il Comitato Centrale

La bandiera della Croce Rossa
Il Comitato Centrale è composto da:
l'Assemblea nazionale
il Consiglio Direttivo nazionale
il Presidente nazionale
il Collegio unico dei revisori dei conti
I suoi compiti sono:
il coordinamento delle attività dell'Associazione a livello nazionale e internazionale;
l'amministrazione del patrimonio;
la vigilanza sui comitati regionali.
[modifica] I Comitati Regionali
I comitati regionali sono composti da:
l'Assemblea regionale
il Consiglio Direttivo regionale
il Presidente regionale
I suoi compiti sono:
l'indirizzamento e la vigilanza sulle attività dell'Associazione nel territorio della regione e il coordinamento dei Comitati Provinciali.
[modifica] I Comitati Provinciali
I comitati provinciali sono composti da:
l'Assemblea provinciale
il Consiglio Direttivo provinciale
il Presidente provinciale
I suoi compiti sono:
la promozione, lo svolgimento e il coordinamento dell'attività dell'Associazione nel territorio della provincia e la vigilanza sui Comitati Locali
[modifica] I Comitati Locali
I comitati locali sono composti da:
l'Assemblea locale
il Consiglio Direttivo locale
il Presidente locale
I suo compiti sono:
la promozione e lo svolgimento delle attività dell'Associazione nel territorio di competenza.
[modifica] Le attività

Motoveicolo leggero da neve "Pozza Alpenscooter" della Croce Rossa Italiana
La Croce Rossa Italiana, secondo il suo statuto, svolge attività sia in tempo di pace che in tempo di guerra:
partecipa, in conformità alle Convenzioni di Ginevra, allo sgombero ed alla cura dei malati e dei feriti, allo sgombero delle vittime, allo svolgimento delle attività sanitarie connesse alla difesa civile;
disimpegna la ricerca e l'assistenza dei prigionieri di guerra, degli internati, dei dispersi, dei profughi, dei deportati e dei rifugiati;
promuove e diffonde l'educazione sanitaria e la cultura di protezione civile;
organizza e svolge attività di assistenza socio-sanitaria a popolazioni nazionali e straniere durante calamità ed emergenze;
svolge i compiti di struttura operativa nazionale di protezione civile, in ambito sanitario ed assistenziale, in caso di maxiemergenze;
organizza e svolge servizio di primo soccorso e trasporto infermi, nonché di servizi socio-assistenziali a livello nazionale, regionale, provinciale e locale;
promuove la donazione del sangue, organizzando le attività dei donatori volontari;
collabora con le Forze Armate per organizzare il servizio di assistenza sanitaria;
promuove ai giovani e ai giovanissimi le attività, i principi, le finalità della Croce Rossa;
promuove e diffonde i principi umanitari propri della Croce Rossa Internazionale e del diritto internazionale umanitario (DIU);
aderisce al Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa;
è membro del Rome Consensus per la lotta alla tossicodipendenza.
partecipa alla gestione dei Centri di identificazione ed espulsione, attirandosi le critiche di singole individualità, gruppi antirazzisti e umanitari per alcuni episodi poco chiari capitati proprio all'interno dei C.I.E[2].
[modifica] L'emblema
L'emblema della Croce Rossa Italiana (art. 7 dello Statuto) è una croce rossa su fondo bianco. La scelta di questo emblema (che caratterizza il Movimento Internazionale, insieme alla Mezzaluna Rossa) è stata ispirata dalla bandiera della Svizzera (infatti ne è l'inversione dei colori), in onore della nazione che ospita il Comitato Internazionale retto da soli cittadini Svizzeri a simbolo della neutralità dell'organizzazione.
[modifica] Principi fondamentali
I principi fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (e quindi anche della Croce Rossa Italiana, come dispone l'art. 1 dello Statuto) sono:
Umanità:"Nata dall'intento di portare soccorso senza discriminazioni ai feriti sui campi di battaglia, la Croce rossa, in campo internazionale e nazionale, si adopera per prevenire e lenire in ogni circostanza le sofferenze degli uomini, per far rispettare la persona umana e proteggerne la vita e la salute; favorisce la comprensione reciproca, l'amicizia, la cooperazione e la pace duratura fra tutti i popoli"
Imparzialità:"La Croce Rossa non fa alcuna distinzione di nazionalità, di razza, di religione, di condizione sociale e appartenenza politica. Si adopera solamente per soccorrere gli individui secondo le loro sofferenze dando la precedenza agli interventi più urgenti"
Neutralità:"Al fine di conservare la fiducia di tutti, si astiene dal prendere parte alle ostilità e, in ogni tempo, alle controversi di ordine politico, razziale, religioso e filosofico"
Indipendenza:"Il Movimento è indipendente. Le Società nazionali, pur se ausiliare nelle loro attività umanitarie ai loro Governi e sottomesse alle leggi che reggono i loro rispettivi paesi, devono sempre conservare la loro autonomia in modo di poter agire in ogni momento secondo i principi del Movimento"
Volontarietà:"La Croce Rossa è un'istituzione di soccorso volontaria e disinteressata"
Unità:"In uno stesso Paese può esistere una ed una sola Società di Croce Rossa. Deve essere aperta a tutti ed estendere la sua azione umanitaria a tutto il territorio"
Universalità:"La Croce Rossa è un'istituzione universale in seno alla quale tutte le società hanno uguali diritti ed il dovere di aiutarsi reciprocamente".
Il testo originale (in inglese) dei Principi Fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa si può consultare sul sito della IFRC: www.ifrc.org/what/values/principles/index.asp
[modifica] Componenti
Le componenti della Croce Rossa Italiana sono sei (due ausiliarie alle FF. AA. e quattro a caratteristica civile). Dal 1 settembre 2009 si accede ad una delle 4 componenti civili attraverso lo stesso corso di formazione. Tutti i giovani dai 14 ai 25 anni sono iscritti alla Componente dei Pionieri mentre dai 26 anni in su si sceglie una delle restanti componenti civili:
Corpo militare (CM-CRI) - che svolge le proprie attività anche all'estero, od in scenari operativi ad alto rischio;
Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana - le "crocerossine" (o "sorelle"), asse portante degli interventi sanitari più strutturati sia in Italia che all'Estero, si entra attraverso un corso di 2 anni riservato a donne dai 18 ai 45 anni;
Volontari del Soccorso - la componente più numerosa, rappresentano il "braccio operativo" della CRI nei servizi di trasporto sanitario ordinario e nel soccorso sanitario extraospedaliero (compreso il Servizio 118 - SUEM), si può diventare VDS al compimento del 26º anno d'età;
Comitato Femminile, componente a caratteristica femminile, che dedica grande attenzione al sociale, sostenendo economicamente i più bisognosi e ai programmi di autofinanziamento delle attività umanitarie Associazione, si può entrare a far parte del Comitato Femminile a partire dal 26º anno di età;
Pionieri (CRI) - composta da soci che si avvicinano al movimento da giovani (si entra dagli 8 ai 25 anni, ma è poi possibile rimanere anche oltre) dedicandosi in prevalenza all'educazione alla solidarietà dei loro stessi coetanei, all'educazione alla salute, in particolare verso i più giovani ed a supporto di tutte i collettivi vulnerabili della società; inoltre i Pionieri mirano a formare i leader del domani attraverso percorsi formativi specializzati (a seconda del settore di interesse del giovane) e gestiti dalla Scuola Nazionale di Formazione Pionieri CRI;
Donatori di Sangue, componente con lo scopo divulgare l'educazione alla donazione e raccogliere il sangue ed emoderivati alla quale si accede a partire dal 26º anno di età.
Non rientrano nelle componenti, ma sono fondamentali al funzionamento operativo della CRI, i lavoratori dipendenti, inquadrati sia come civili che come militari CRI in richiamo, svolgono diverse funzioni sia amministrative che operative, in particolar modo nelle fasce orarie in cui è minore la disponibilità materiale del volontariato.
[modifica] Onorificenze
La Croce Rossa Italiana, nel corso della sua storia, è stata insignita delle seguenti onorificenze:
Conferita il 28/06/1956:

Medaglia d'oro al valor civile
«Già encomiabilmente prodigatasi nell'alluvione del Polesine e delle inondazioni dell'Italia meridionale e insulare, la Croce Rossa Italiana, confermando le sue nobili tradizioni di umana solidarietà, di generoso altruismo e di eroica abnegazione, svolgeva durante le nevicate di eccezionale violenza abbattutesi sull'Italia centro-meridionale ed insulare, la propria opera altamente meritoria in ogni settore dell'attività assistenziale e sanitaria, intervenendo senza soste ed oltre ogni limite con uomini e mezzi nel soccorrere le popolazioni colpite, in situazioni spesso drammatiche. In innumeri occasioni gli appartenenti al corpo militare, gli autisti e le infermiere volontarie, sprezzando ogni rischio, accorrevano ovunque era necessario lenire le umane sofferenze e, con ferma volontà di superare qualsiasi ostacolo, riuscivano a portare, anche nelle località più esposte, il conforto della loro preziosa attività, riscuotendo la meritata riconoscenza delle popolazioni colpite e la unanime ammirazione del Paese.»
Conferita il 14/03/1972:

Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione di violente calamità naturali,abbattutesi su vaste zone del territorio nazionale, riconfermando ancora una volta le nobilissime tradizioni di pronta ed efficiente iniziativa, si prodigava con uomini e mezzi, oltre ogni limite di resistenza, per alleviare le sofferenze delle popolazioni tragicamente provate dai drammatici eventi. Nelle più difficili e rischiose condizioni di ambiente, con estenuanti e continui interventi di soccorso, l'Ente offriva rinnovate prove di profonda solidarietà umana e di fervida abnegazione, contribuendo in maniera determinante alla ripresa della vita civile nei centri colpiti.»— Alluvione del novembre 1966 e terremoto del gennaio 1968.
Conferita il 06/06/1986:

Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione del violento sisma che sconvolgeva l'Irpinia, la Croce Rossa Italiana, dando ulteriore prova del suo tradizionale spirito di umana solidarietà svolgeva opera altamente meritoria per il soccorso e l'assistenza alle popolazioni così tragicamente colpite. Nonostante le innumerevoli difficoltà e le situazioni di pericolo, impegnava uomini e mezzi, anche con l'aiuto delle consorelle estere, in un nobile slancio, prodigandosi con generosa abnegazione, laddove la necessità delle genti e l'incalzare dell'emergenza ne richiedevano l'intervento.»— Irpinia, 1980
Conferita il 13/09/1995:

Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione della violenta alluvione abbattutasi su Piemonte e Emilia-Romagna, che causava vittime e ingentissimi danni, l'Associazione della Croce Rossa Italiana, dando prova ancora una volta di elevatissima professionalità, di encomiabile spirito di sacrificio e di incondizionato impegno, interveniva con uomini e mezzi in soccorso delle popolazioni colpite e, prodigandosi con immediatezza, efficacia e sensibilità in una generosa e instancabile opera di solidarietà, garantiva il graduale ritorno alla normalità. Novembre 1994.»
Conferita il 19/11/2004:

Medaglia d'oro al merito civile
«Fedele alle sue tradizioni di nobile istituzione umanitaria, la Croce Rossa Italiana, con l'obiettivo di realizzare condizioni di vita in grado di assicurare la dignità delle persone, dal 9 maggio 2003 ha rappresentato per la popolazione civile irachena un baluardo di viva speranza e di intensa solidarietà. La sua instancabile azione, concretizzatasi in particolare nell'allestimento di un ospedale da campo a Baghdad, nel garantire l'apertura di vie di comunicazione che hanno permesso l'arrivo a Falluja di numerosi convogli con generi di soccorso e nel creare preziose strutture per la potabilizzazione dell'acqua, ha reso viva testimonianza di grande impegno nel solco di una cultura volta ad assicurare, sempre e comunque, tolleranza e pace, senza limiti razziali, ideologici e religiosi. Organizzazione di esemplare efficienza, ha dato ulteriore prova, anche in questa occasione, di straordinaria e meritoria abnegazione, contribuendo alla ripresa dei centri più colpiti e guadagnandosi l'unanime riconoscenza della popolazione.»

Gran Croce dell'Ordine del Principe Danilo I
Non sono qui riportate quelle conferite alle bandiere di guerra del corpo militare e di quello delle Infermiere Volontarie.
[modifica] Note
^ La notizia sul sito ufficiale C.R.I.
^ Bologna - Indagati poliziotti e Croce Rossa per i pestaggi al CPT di via Mattei
[modifica] Bibliografia
(IT) NUOVO STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA DELLA CROCE ROSSA (PDF) in Gazzetta Ufficiale n. 131 del 8 giugno 2005. URL consultato il 15-01-2009.
[modifica] Voci correlate
Croce Rossa
Comitato Internazionale della Croce Rossa
Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Elenco delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Corpo Militare della Croce Rossa Italiana
Distintivi del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana
Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana
Volontari del Soccorso della Croce Rossa Italiana
Comitato Nazionale Femminile della Croce Rossa Italiana
Pionieri della Croce Rossa Italiana
Donatori di Sangue della Croce Rossa Italiana
[modifica] Collegamenti esterni
Sito ufficiale della Croce Rossa Italiana
Associazione Italiana Collezionisti Tematici di Croce Rossa
Archivio Storico del Comitato Provinciale di Bergamo della Croce Rossa Italiana
Wiki di CRITrentino



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