Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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VILLA BERTI VIA BEL POGGIO N. 13 IMOLA http://www.villaberti.it/


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Anchorage

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Visualizzazione post con etichetta Pietro Berti. Mostra tutti i post
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domenica 24 aprile 2011

Pietro Berti: il mio impegno anti-degrado e contro coloro che lo creano










































































































Da parco pubblico a edilizia privata. Tanti bambini privati di un parco ove poter giocare . L'inquinamento cresce di più se eliminiamo il verde. Comunque, agli abitanti lasciati soli è rimasto solo il dissenso.










Immigrazione: in arrivo denunce per blitz al Cie di Bologna
Filmati all'esame della Digos, si tratterebbe di volti gia' noti 02 marzo, 13:59
ANSA) - BOLOGNA, 2 MAR - In arrivo denunce per gli attivisti che ieri hanno tentato l'irruzione al Cie di Bologna, il centro di identificazione ed espulsione di via Mattei. La Digos sta, infatti, acquisendo i filmati delle telecamere della struttura per identificare gli autori del blitz. Si tratterebbe in gran parte di volti noti, perche' protagonisti in passato di altre manifestazioni. Intanto, e' di quattro feriti fra le forze dell'ordine il bilancio dei brevi tafferugli scoppiati ieri: in ospedale sono finiti tre poliziotti, tutti con prognosi di 10 giorni, e un carabiniere, con prognosi di cinque. (ANSA). fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/emiliaromagna/2011/03/02/visualizza_new.html_1561001722.html

Bologna, 1 mar. (Adnkronos) - Una manifestazione di protesta del centro sociale Tpo ha scatenato una rivolta all'interno del Cie di Bologna. Circa un centinaio di aderenti al centro questa mattina verso le 10 ha scavalcato il muretto di cinta che divide la struttura dalla massicciata della ferrovia e ha raggiunto la cancellata dell'ex Cpt.
Li' i manifestanti sono stati respinti dai militari impegnati nella sorveglianza del centro. Con i megafoni i manifestanti hanno urlato la loro solidarieta' all'indirizzo degli ospiti che hanno innescato una rivolta incendiando alcuni materassi poi spenti dai vigili del fuoco.
01/03/2011 fonte: http://www.libero-news.it/articolo.jsp?id=680219

sabato 23 aprile 2011

PIETRO BERTI PER IL QUARTIERE SAN VITALE





Nel quartiere San Vitale la situazione è insostenibile. Mentre Corticelli pensa a far pulire i muri, Merola a cancellare il civis, al CIE nessuno mette piede, se non per manifestare violentemente,ormai con cadenza settimanale, no global, centri sociali,anarchici,disobbedienti. La politica di Merola è di facciata. Non conosce i problemi di Via Mattei, cosa si candida a fare? ... questo ed altro nel nostro programma per un quartiere migliore, lista civica Aldrovandi Sindaco.




Il parcheggio selvaggio in Via del Parco, dietro quell' ormai rudere di caserma della PS, dove i residenti non trovano spazio x l'auto. Le righe bianche ci vogliono. La prostituzione in Via Mattei a 200 mt dal CIE, il Lazzaretto, vedasi il recente comunicato della CNA, i venerdì ed i sabati in cui le 2 discoteche aperte fino ad orari assurdi, partoriscono giovani strafatti di alcol e droghe,che si aggirano in una delle strade più veloci e pericolose di Bologna, senza prestare attenzione, e dove, ogni fine settimana,ci sono gravi incidenti,o persone che vanno in coma etilico o in overdose, o si mettono in macchina distrutti per poi schiantarsi contro i pali lella via. Non si vuol guardare a tutto questo. Si aspetta Merola che brilla per la sua assenza ed il suo menefreghismo, del resto lo avevamo gia visto con Delbono e, ancora peggio con il fantasma Cofferati. I cittadini sono stanchi di tuttto questo, vogliono poter stare in pace. Scrivete Berti nella scheda del Quartiere San Vitale. Scrivete il cognome di uno che conosce i problemi. Boicottate la CGIL consociativa che dall' esterno attacca i CIE, poi vi entra e fa quello che vuole. Boicottate questa finta sinistra, che non ha piu idee, ma che si guarda bene dal dir qualcosa sulle perenni manifestaziono di Casarini ed Agnoletto. Cambiamo il quartiere, mandiamo Merola al ballottaggio per poi cacciarlo a casa, magari a lavorare.
Aldrovandi al ballottaggio per vincere.




mercoledì 20 aprile 2011

Pietro Berti: Le mie battaglie contro il degrado a Bologna







































































































Da parco pubblico a edilizia privata. Tanti bambini privati di un parco ove poter giocare . L'inquinamento cresce di più se eliminiamo il verde. Comunque, agli abitanti lasciati soli è rimasto solo il dissenso.

sabato 16 aprile 2011

La Mia Candidatura per il Quartiere San Vitale a Bologna












IL MIO IMPEGNO PER UN QUARTIERE SENZA DEGRADO DEBELLIAMO INSIEME IL DEGRADO CITTADINO CON IL VOSTRO VOTO . I SEMAFORI A BOLOGNA ED IN PARTICOLARE NEL QUARTIERE SAN VITALE DEVONO FUNZIONARE 24 h /24 h PER LA SICUREZZA DI TUTTI.
E CI POTETE CONTARE CHE MI IMPEGNERO' PER UNA GUERRA SENZA QUARTIERE CONTRO LE DISCOTECHE NEI PRESSI DI VIA MATTEI CHE RIMPINZANO GIOVANI E ANCOR PIU' GIOVANI DI ALCOL FINO ALLE 8,00 DEL MATTINO NEI GIORNI DEL WEEK END E DOVE LA PERCENTUALE DI INCIDENTI STRADALI VISTO CHE LA STRADA E' UN GRANDISSIMO RETTILINEO CHE PARTE DALLA ROTONDA DI VIA MASSARENTI ED ARRIVA FINO AGLI STRADELLI GUELFI E IN CUI MACCHINE E MOTO DURANTE LA NOTTE SFRECCIANO A VELOCITA' INCREDIBILI.
NON ESISTONO CONTROLLI DI POLIZIA IN ZONA E ALLA MEDIA DI 3/4 VOLTE AL MESE SI VERIFICANO INCIDENTI DI MEDIA ENTITA', GLI ALTRI PURTROPPO SONO GRAVI. LE BARRE RALLENTANTI NEI PRESSI DELLE ZONE ABITATE SONO UNA CHIMERA.
LA CITTADINANZA DEL QUARTIERE NON NE PUO' PIU' DEL FATTO CHE REGOLARMENTE OGNI VENERDI' POMERIGGIO, SABATO MATTINA E DOMENICA POMERIGGIO LA VIA MATTEI SI TROVI BLOCCATA A CAUSA DELLE MANIFESTAZIONI RISPETTIVAMENTE DEI NO-GLOBAL, DEI CENTRI SOCIALI, DEGLI ANARCHICI, E DI RIF. COM. CON I DISOBBEDIENTI CHE INCITANO GLI OSPITI DEL CIE ALLA RIVOLTA SCATENANDO EPISODI DI VIOLENZA CHE PORTANO AD INCENDI, DANNEGGIAMENTI, LESIONI, RISSE ED ALTRI CRIMINI E SCONTRI ORDITI DAI SOLITI NOTI


VOTA PIETRO BERTI LISTA ALDROVANDI PER IL QUARTIERE SAN VITALE

Bologna: la mia lotta al degrado cittadino


























mercoledì 13 aprile 2011

La mia candidatura per il quartiere San Vitale











IL MIO IMPEGNO PER UN QUARTIERE SENZA DEGRADO DEBELLIAMO INSIEME IL DEGRADO CITTADINO CON IL VOSTRO VOTO . I SEMAFORI A BOLOGNA ED IN PARTICOLARE NEL QUARTIERE SAN VITALE DEVONO FUNZIONARE 24 h /24 h PER LA SICUREZZA DI TUTTI.
E CI POTETE CONTARE CHE MI IMPEGNERO' PER UNA GUERRA SENZA QUARTIERE CONTRO LE DISCOTECHE NEI PRESSI DI VIA MATTEI CHE RIMPINZANO GIOVANI E ANCOR PIU' GIOVANI DI ALCOL FINO ALLE 8,00 DEL MATTINO NEI GIORNI DEL WEEK END E DOVE LA PERCENTUALE DI INCIDENTI STRADALI VISTO CHE LA STRADA E' UN GRANDISSIMO RETTILINEO CHE PARTE DALLA ROTONDA DI VIA MASSARENTI ED ARRIVA FINO AGLI STRADELLI GUELFI E IN CUI MACCHINE E MOTO DURANTE LA NOTTE SFRECCIANO A VELOCITA' INCREDIBILI.
NON ESISTONO CONTROLLI DI POLIZIA IN ZONA E ALLA MEDIA DI 3/4 VOLTE AL MESE SI VERIFICANO INCIDENTI DI MEDIA ENTITA', GLI ALTRI PURTROPPO SONO GRAVI. LE BARRE RALLENTANTI NEI PRESSI DELLE ZONE ABITATE SONO UNA CHIMERA.
LA CITTADINANZA DEL QUARTIERE NON NE PUO' PIU' DEL FATTO CHE REGOLARMENTE OGNI VENERDI' POMERIGGIO, SABATO MATTINA E DOMENICA POMERIGGIO LA VIA MATTEI SI TROVI BLOCCATA A CAUSA DELLE MANIFESTAZIONI RISPETTIVAMENTE DEI NO-GLOBAL, DEI CENTRI SOCIALI, DEGLI ANARCHICI, E DI RIF. COM. CON I DISOBBEDIENTI CHE INCITANO GLI OSPITI DEL CIE ALLA RIVOLTA SCATENANDO EPISODI DI VIOLENZA CHE PORTANO AD INCENDI, DANNEGGIAMENTI, LESIONI, RISSE ED ALTRI CRIMINI E SCONTRI ORDITI DAI SOLITI NOTI


VOTA PIETRO BERTI LISTA ALDROVANDI PER IL QUARTIERE SAN VITALE

domenica 30 gennaio 2011

MAR (Movimento per l'Autonomia della Romagna)

Il MAR (Movimento per l'Autonomia della Romagna) è un movimento culturale e di opinione, al di sopra delle ideologie politiche, fondato nel maggio 1990 dal deputato socialista Stefano Servadei, dal senatore democristiano Lorenzo Cappelli.
È un movimento di scopo: la sua funzione è quella di giungere alla creazione della Regione Romagna, mediante consultazione diretta dei cittadini tramite referendum, così come sancito dall'articolo 132 della Costituzione. Una volta celebrato il referendum, il MAR, come indicato dallo Statuto, procederà al proprio scioglimento.
Dal 14 maggio 2008 il Coordinatore del MAR è Samuele Albonetti, succeduto a Paolo Gambi. Presidente dell'associazione è l'ex senatore Lorenzo Cappelli.
Collegamenti esterni [modifica]
Sito Ufficiale del MAR
Il Blog
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_per_l%27Autonomia_della_Romagna"
Categorie: Associazioni di ambito politico Associazioni culturali Emilia-Romagna
Stefano servadei: Io, romagnolo secessionista
06 marzo 2003 — pagina 2 sezione: BOLOGNA
La Romagna deve staccarsi dall' Emilia perché «è scritto nella storia». «Per chi non lo sapesse il nome Emilia resiste soltanto per un secolo dopo la riforma di Augusto duemila anni fa. La Romagna resiste invece per 1.300 anni, ininterrottamente, dopo l' arrivo dei Longobardi. Nel 1960, con l' unità d' Italia, viene deciso un solo "compartimento statistico" per l' Emilia e la Romagna. I nostri avi avevano chiesto di essere circoscrizione autonoma, ma il governo di Torino disse no. Chi comandava allora a Torino? Non volevano che questa terra che aveva combattuto per il Risorgimento con Garibaldi, ed era dichiaratamente mazziniana, fosse autonoma e dunque più forte. I nostri avi erano già repubblicani, e questo al Re non piaceva. La scelta di unire fu fatta, cito testualmente, per "smorzare il rivoluzionarismo romagnolo attraverso il moderatismo degli ex Ducati"». Il presidente Vasco Errani ha detto ieri che il referendum proposto è politico e non istituzionale, e che la Casa delle libertà vuole fare uno «spezzatino», così la Regione divisa conta meno. «Il fatto è - dice Servadei - che secondo l' istituto Tagliacarne nel 2.000 il reddito dei bolognesi era di 51 milioni di lire all' anno e quello dei romagnoli di 37 milioni. Fra Modena e Bologna, in autostrada fanno la quarta corsia, e a Rimini le corsie sono ancora due. L' alta velocità si ferma alle Due torri. Le nostre strade sono ancora quelle dei romani, dei papi e del granducato di Toscana. Con la Regione Romagna, tutto cambierebbe. Si possono avere rapporti diretti con Roma e con l' Europa. Prendiamo l' esempio del Molise. Diventando Regione, ha avuto un' università autonoma e tre stabilimenti della Fiat, fra fabbriche e indotto ventimila posti di lavoro. Dalla pastorizia sono passati all' età moderna». Piccolo problema: il capoluogo. «Ne discuteremo. Se si sceglie la capitale storica, sarà Ravenna, su questo non si discute. Se decideremo di avere un centro geografico, basterà trovarlo. Ma potremmo fare come in America e Olanda: si sceglie un piccolo paese e lì si mettono gli uffici della Regione. E in un centro piccolo si vede anche meglio chi lavora e chi no. Comunque, gli impiegati della Regione che già sono in Romagna bastano e avanzano». «Spesso mi chiedono: perché un socialista si impegna tanto per dividere la Regione? Io allora cito Andrea Costa che nel 1879 scriveva "Ai compagni di Romagna" e fondava il "Partito socialista rivoluzionario romagnolo". Andrea Cosa per me è stato un padre». JENNER MELETTI
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/03/06/stefano-servadei-io-romagnolo-secessionista.html
Imola è Romagna, la Romagna è Regione!
On. Dott. STEFANO SERVADEIForlì, 8 gennaio 2007
Mi è capitato di recente di leggere un bell’articolo del prof.Antonio Paolucci, romagnolo di Rimini, come usa definirsi, curatore della mostra su Marco Palmezzano, pittore rinascimentale locale, tenutasi nei mesi scorsi nel complesso monumentale di S.Domenico di Forlì. Articolo incentrato sui legami di tale mostra con lo specifico territorio romagnolo.Bello, perché spazia nella storia e nella cultura che viaggia sulla Via Emilia, in una Regione che se attualmente si chiama Emilia—Romagna, più che rappresentare una sorta di binomio “suona quasi come una contrapposizione”, riferita a realtà diverse anche nell’alimentazione. Che l’appartenenza della Romagna all’Impero romano d’oriente trasmise, addirittura, ai Balcani ed al Caucaso.Il prof.Paolucci passa poi in rassegna le principali dotazioni artistiche di Rimini, Cesena, Forlì e Faenza, testimonianza sia di una storia antica che di collegamenti con realtà e scuole artistiche che fecero, e fanno, testo.Stranamente non cita, però, Imola dando la sensazione che, per lui, il confine nord della Romagna non sia il Sillaro, ma Faenza. Si tratta di una particolarità sulla quale ritengo opportuno soffermarmi. E per la indiscussa romagnolità dell’imolese, e per le “eccellenze” storico—artistiche presenti sul territorio relativo.Chiamo a testimone padre Dante ed il 27° canto dell’Inferno (quello di Guido da Montefeltro), e faccio riferimento alla particolarità che Imola anche militarmente si mosse sempre nel contesto romagnolo. Che avesse di fronte i Longobardi o i vari tentativi di egemonia bolognese.Proprio per la stima che ho dell’articolista non avanzo neppure la ipotesi che la omissione di Imola sia dovuta all’appartenenza alla provincia bolognese, avvenuta dopo l’Unità d’Italia in una realtà che vedeva i vari governi monarchici del Paese impegnati ad emarginare la Romagna anche con la permanenza, o il passaggio, di suoi territori sotto giurisdizioni esterne. Era il prezzo politico—storico che si faceva pagare ai nostri padri per avere combattuto con generosità le battaglie risorgimentali sotto le insegne repubblicane. E per avere conservato tale fede.E non era il solo. Per lunghi periodi i Prefetti di Forlì e Ravenna, più che sperimentati amministratori, furono dei generali dell’esercito con prevalenti mansioni di ordine pubblico. E l’intero territorio romagnolo non ebbe Università ed industrie di una certa dimensione per evitare “assembramenti” di giovani e di lavoratori. In ogni caso Imola non cessava, e non cessa, di essere Romagna, ed i trattamenti dell’epoca non furono per lei dissimili, nonostante il relativo passaggio, non certamente attraverso referendum popolari, dalla Provincia di Ravenna a quella, appunto, di Bologna.Sulla non chiamata in causa di Imola e della relativa romagnolità da parte del prof.Paolucci, mi sorge, tuttavia, il dubbio, che ciò sia avvenuto, in clima di rivendicazione dell’autonomia romagnola, per non urtare la suscettibilità di chi egemonizza l’attuale Regione Emilia—Romagna. Che, sia detto a sua vergogna, rifiuta da vent’anni di delimitare il territorio romagnolo e, quindi, anche emiliano, come ha fatto dal 1970 ogni altra Regione composita italiana, col ridicolo ed inesistente pretesto della mancanza di confini certi romagnoli. Specie a nord, attorno al territorio imolese.Come è apprezzabile dalle cose sinora dette, per la Romagna le persecuzioni non sono finite col passaggio dalla Monarchia alla Repubblica. In presenza di una Costituzione che esalta i valori dell’autogestione e del decentramento, che indica la strada dell’autonomia (art.132) attraverso il referendum popolare. Che pure ci viene negato.Per noi il “regime monarchico”, anche se con denominazioni diverse, e fieramente diverse, continua. E ciò, più che scoraggiarci, ci mortifica profondamente.Che i nostri avversari siano contrari alla promozione della Romagna ad un ruolo protagonistico in Italia ed in Europa è di difficile comprensione. Nel gioco democratico e delle scelte è, tuttavia, accettabile. Che, però, neghino all’oltre milione di romagnoli di essere loro, in quanto popolo sovrano, a scegliere secondo lo stesso disposto costituzionale, è inverosimile. Ed inverosimile è che gli artefici di questo stato di cose si definiscano “riformisti”.

giovedì 19 novembre 2009

IN RISPOSTA ALL’INTERVENTO DEL CONSIGLIERE COMUNALE PATRIZIO GATTUSO (PDL) APPARSO IN DATA ODIERNA SUL CARLINO BOLOGNA

Bologna, 19.11.2009
IN RISPOSTA ALL’INTERVENTO DEL CONSIGLIERE COMUNALE PATRIZIO GATTUSO (PDL) APPARSO IN DATA ODIERNA SUL CARLINO BOLOGNA
In data odierna, ho appreso con estremo disappunto che il Consigliere Comunale di Bologna Gattuso del PdL ha scritto un infelice articolo pubblicato sul Carlino Bologna, nel quale parla apertamente di accordi pre-elettorali tra l’UDC e il PD in vista delle prossime elezioni regionali .
Partendo dal presupposto che questo mio intervento ha lo scopo di essere solo ed esclusivamente una risposta a titolo personale al sopracitato consigliere, (e premettendo inoltre che il sottoscritto è stato iscritto alla DC di Imola dall’età di 16 anni per poi aderire al CCD di Casini ed inseguito all’UDC e che ha ricoperto per due mandati l’incarico di consigliere circoscrizionale sotto le fila della DC e un mandato nella fila del CCD ad Imola quale Consigliere Comunale capogruppo e che recentemente ha corso ottenendo un risultato lusinghiero alle elezioni provinciali di Bologna nel distretto 12 Bologna Massarenti per l’UDC sostenendo il caro amico Gianluca Galletti alla Presidenza della Provincia di Bologna ed è stato il secondo dei non eletti al Consiglio Comunale di Imola nella lista civica di centro destra) e ricordando inoltre che il sottoscritto non si è mai sottratto ai suoi doveri istituzionali nei confronti del Partito in cui milita e che ne ha sempre condiviso completamente le scelte, soprattutto quella di avere avuto il coraggio – nonostante le altre forze politiche facessero di tutto per creare alleanze pur di portare a casa a tutti i costi una maggioranza tale da poter governare - di correre da soli nelle competizioni elettorali per sostenere le proprie idee. L’elettorato ha premiato le nostre scelte dimostrando così di condividerle. E il successo riportato alle ultime elezioni provinciali ne è testimone.
Voglio specificare il mio estremo rispetto per l’intensa attività politica e per la coerenza che il Consigliere Gattuso ha sempre dimostrato e continua a dimostrare nella sua carriera politica, ma, sinceramente in questo caso parlando apertamente di consociativismo ha mancato completamente di lungimiranza oltre ad aver espresso giudizi assolutamente prematuri rispetto a quello che sarà la campagna elettorale e le relative alleanze per le Regionali 2010 . A mia opinione, e con tutto il rispetto e la simpatia per la persona del Consigliere Gattuso, e sottolineando che questa mia non è affatto una presa di posizione personale nei suoi confronti ma esclusivamente l’espressione di una divergenza di vedute, di opinioni e di giudizi rispetto a quanto da lui sostenuto nel citato intervento sull’UDC aggiungo – senza voler insegnare niente a nessuno – che prima di entrare in casa degli altri “partiti” sarebbe il caso che il Consigliere valutasse attentamente le faide, le incomprensioni, le mancanze di accordo, i tentativi di prese di potere, i continui attacchi personali, la mancanza di unità che , quotidianamente, sono all’ordine del giorno all’interno del PD, tra il PD e i di pietristi che hanno fatto del giustizialismo forcaiolo a tutti i costi la ragione di essere partito. E problematiche similari attanagliano il PdL anche se su fronti e per ragioni in pare diverse.
Del resto, sarebbe importante il fatto che il Consigliere si occupasse di far politica in maniera costruttiva per la città, piuttosto che di entrare in casa UDC presupponendo di conoscerne le manovre tattiche; di contro, rimango stupito del fatto che non ha perso occasione nel suo intervento in questione per dimenticare che il nemico da combattere per noi cattolici è il comunismo ed il comunismo mascherato del PD (vista anche la recente infelice elezione di Bersani a segretario) e l’accantonamento del moderato Franceschini. Ancor più voglio ricordare che l’infausta scelta fatta dal PdL di candidare a sindaco un imprenditore (che per tutta la campagna elettorale non ha fatto altro che ribadire la sua lontananza da Berlusconi tanto da affermare che nel caso in cui Berlusconi si fosse presentato a Bologna lui si sarebbe recato in altro luogo) è la dimostrazione della mancanza assoluta della voglia di vincere nonché del fatto che il PdL non sia stato in grado di trovare un degno antagonista a Delbono. Resto dell’opinione che se tutti noi avessimo trovato un accordo e avessimo appoggiato l’amico Guazzaloca il risultato sarebbe stato notevolmente migliore.
Dulcis in fundo, l’UDC , erede di una grande tradizione democratica dello Scudo Crociato, che – come simbologia veniva alzato per proteggere la democrazia dalle falci e dai falcetti lanciatile contro dal comunismo – ha fatto in modo che l’Italia grazie a De Gasperi e a tutti i suoi sostenitori sia stata un Paese che ha potuto evitare le conseguenze di una dittatura comunista come invece è capitato al blocco dell’Est. E dobbiamo anche di questo ringraziare le profonde radici cristiane del nostro Paese che fanno parte indelebilmente della nostra cultura che tanto fanno oggi per dimenticarle e per eliminarle. Ed a questo aggiungo e ricordo che l’Italia oltre a dover molto al cattolicesimo e al Vaticano deve molto agli alleati, in particolare agli Statunitensi che sono venuti a farsi ammazzare in Europa ed in Italia per liberarci da quello che rimaneva del fascismo e, soprattutto, dai nazisti.
Spero che il mio pensiero sia stato espresso con metodo costruttivo ed in modo chiaro e soprattutto nel rispetto delle persone e delle reciproche idee e che non esuli assolutamente da un sano ed intelligente confronto politico su tematiche utili al miglioramento continuo del benessere dei cittadini della vostra città.
Pietro Berti – UDC - Imola, Operatore CdIE Bologna

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