Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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lunedì 1 febbraio 2010

DIGNITA’ PER LE DONNE, IL MINISTRO CARFAGNA PRONTA A VIETARE IL BURQA IN ITALIA


DIGNITA’ PER LE DONNE, IL MINISTRO CARFAGNA PRONTA A VIETARE IL BURQA IN ITALIA
In data 27 gennaio 2010 il ministro delle pari opportunità Mara Carfagna ha annunciato che anche l’Italia imporrà il divieto di portare il burqa, invitando l’opposizione a collaborare. ''Penso che, anche nell'ambito della legge sulla cittadinanza, ci saranno norme adeguate che vietino di indossare il burqa nei luoghi pubblici, e che magari si decida di negare la cittadinanza a chi costringe la moglie a velarsi. Solo cosi' ci potra' essere vera integrazione''. Lo afferma il ministro delle Pari opportunita', Mara Carfagna, in una intervista a 'La Stampa' (reperibile al seguente indirizzo web http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201001articoli/51638girata.asp ) sottolineando che il burqa non e' ''una libera scelta delle donne, ma un segno di chiara oppressione''. ''Come hanno riconosciuto anche autorevoli autorita' religiose dell'Islam'', aggiunge, non si tratta di un simbolo religioso, bensi' di ''un atto di sopraffazione dell'uomo sulla donna. Un modo, come dico spesso, per renderla una minorenne a vita''. Spiega il ministro: ''Di fronte al dovere di tutelare le donne non ci possono essere divisioni politiche. E confido in quell'unita' che ha permesso di varare le leggi sulla violenza sessuale e sullo stalking''. Il ministro Carfagna pensa di mutuare i suggerimenti francesi, anche per evitare il rischio che le donne islamiche impossibilitate ad usare il burqa siano costrette a rimanere recluse in casa: ''una disposizione che assicuri la protezione delle donne costrette a indossare il burqa''. ''Possiamo iniziare potenziando i centri di accoglienza che già accolgono e proteggono molte donne immigrate. Si possono fare molte cose - conclude - Si devono fare. Presto ''.
Ho già scritto altre note sul tema della dignità della donna. Ritengo di dover rimarcare su questo argomento la posizione, benvenuta, del Ministro Mara Carfagna sull’uso da parte delle donne musulmane del burqa. Ritengo che la proposta del ministro
sia non solo giustissima ma da attuare immediatamente. Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto è una questione di legalità e di sicurezza nazionale, specialmente in questo periodo come è facile comprendere. In Italia la legge impone che le persone circolino a volto scoperto (e ciò per ragioni di sicurezza ben anteriori temporalmente ai temi di confronto culturale che si stanno ponendo in questi anni recenti a seguito del fenomeno dell’immigrazione). Pertanto, chi circola, abita, vive e risiede in Italia è soggetto alle leggi italiane e vi si deve adeguare, a prescindere dalla propria cittadinanza. Ciò è quanto prevede le legge. In secondo luogo (ma di pari importanza) è una questione di dignità che riguarda le donne di religione islamica. Nessuna donna in un paese laico e democratico deve/può essere obbligata a tenere coperto il viso solo perché le viene ordinato da persone (per lo più di sesso maschile) soggiogate non da principi religiosi ma da tradizioni tribali che riducono la donna allo stato di schiava. Da qui la mia posizione e la mia battaglia a che alla donna in Italia non possa accadere di essere ridotta schiava attraverso meccanismi di coercizione subdoli ed insidiosi (perché apparentemente innocui e che a volte lasciano tristemente indifferenti le persone cui il problema non riguarda) che ne limitino la libertà della persona in ogni sua forma.

domenica 18 ottobre 2009

Proposta D’Urso in merito all’utilizzo dell’ora di religione nelle scuole dell’obbligo per l’insegnamento della religione islamica

Proposta D’Urso in merito all’utilizzo dell’ora di religione nelle scuole dell’obbligo per l’insegnamento della religione islamica

In merito alla suddetta proposta, il sottoscritto in via preliminare chiede per quale ragione quando si tratta dell’insegnamento di religioni monoteiste venga sempre accantonato e dimenticato l’insegnamento della religione ebraica. Non posso che considerare del tutto strumentale il fatto che qualunque richiesta venga fatta da una determinata parte venga sempre accettata frettolosamente mentre è sempre meno presa in considerazione la nostra cultura e lentamente accantonata – ma inesorabilmente – da sempre più genitori in merito all’insegnamento della religione cattolica e, non me ne si voglia, ancor peggio per quanto riguarda la religione ebraica. Se anche questa proposta passasse un ulteriore smacco verrebbe inesorabilmente dato alle famiglie di religione ebraica presenti nel nostro Paese che si troverebbero in questo modo a dover rinunciare all’ora di religione solo perché il Governo ha preferito l’islam all’ebraismo, invece di dare la possibilità di poter accedere ad un corso di religione consono alla propria cultura indistintamente per tutti. Evidentemente, ahimè, gli ebrei – persone civili e perfettamente inserite nel mondo civile – continuano ad essere dimenticati. Volontariamente ?
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