Il Mattino è un quotidiano fondato a Napoli nel marzo 1892 da Eduardo Scarfoglio e Matilde Serao. Negli anni ha mantenuto il primato di primo quotidiano della Campania per numero di copie e diffusione dei lettori.
L'orientamento di tale giornale, in passato definito come centrista, gli ha conferito diffusione soprattutto presso ambienti democristiani, socialdemocratici e liberal-democratici di centro-sinistra. Oggi la linea è indipendente e fa de "Il Mattino" una voce autorevole e primo punto di riferimento nell'informazione del Mezzogiorno[senza fonte] come indicano i dati diffusi dall'Audipress.
Attualmente, la vendita media giornaliera è di circa 82.000 copie. Negli ultimi anni il giornale ha però subito una perdita netta di oltre 30.000 copie vendute, anche a causa della comparsa sul mercato di altri quotidiani che si occupano in maniera approfondita di Napoli e della Campania, da "Cronache di Napoli" a "Il Denaro", da "Napolipiù" a "Metropolis" per restare nella sola provincia di Napoli.
Dal 2004 è ente promotore del Premio Giancarlo Siani, intitolato ad un giovane giornalista partenopeo ucciso dalla camorra nel 1985, proprio a causa dei suoi articoli pubblicati su Il Mattino.
Dal 24 novembre 2008 Il Mattino ha dato il via alla pubblicazione on-line del quotidiano, con aggiornamenti in tempo reale sulle notizie della regione e su quelle nazionali e mondiali. Un sito internet in grado di raggiungere napoletani e campani sparsi per il mondo. Attualmente, secondo i dati diffusi dall'Audiweb, il sito internet del Mattino è il più letto quotidianamente in Campania ed è uno dei principali canali di comunicazione on-line del Sud Italia.
Il 23 luglio 2009, dopo sette anni, Mario Orfeo lascia la direzione del giornale per acquisire quella del Tg2.
Dal 5 agosto 2009 il nuovo direttore della testata è l'ex vicedirettore de "Il Mattino" Virman Cusenza[1].
Indice[nascondi]
1 Edizioni
2 Diffusione
3 Note
4 Collegamenti esterni
//
Edizioni [modifica]
Nazionale
City (Napoli)
Circondario nord (comprensori di Afragola, Acerra, Nola, Pozzuoli)
Circondario sud 1 (area vesuviana costiera fino a Torre del Greco)
Circondario sud 2 (area stabiese, Pompei, penisola sorrentina)
Avellino
Benevento
Caserta
Salerno
Diffusione [modifica]
Anno
Copie vendute
2008
76.178
2007
78.471
2006
82.631
2005
84.433
2004
84.831
2003
90.601
2002
92.087
2001
104.588
2000
104.741
1999
100.102
1998
98.650
1997
102.179
1996
108.157
Dati Ads - Accertamenti Diffusione Stampa
Note [modifica]
^ «Editoria: Virman Cusenza nuovo direttore de Il Mattino». la Repubblica, 30 7 2009. URL consultato in data 6-8-2009.
Collegamenti esterni [modifica]
Sito Web www.ilmattino.it
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Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Mattino"
UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA
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Si precisa che la citazione dovrà recare la dicitura "Pietro Berti, [titolo post] in http://pietrobertiimola.blogspot.com/"
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Auguro a voi tutti un buon viaggio nel mio blog.
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sabato 12 febbraio 2011
Il Mattino
mercoledì 12 gennaio 2011
Giancarlo Siani
Giancarlo Siani (Napoli, 19 settembre 1959 – Napoli, 23 settembre 1985) è stato un giornalista italiano, assassinato dalla camorra.
Giancarlo Siani.
Indice[nascondi]
1 Biografia
1.1 Primi anni
1.2 L'impegno giornalistico
1.3 L'assassinio
1.4 Processi
2 Tributi dopo la morte
3 Note
4 Bibliografia
5 Voci correlate
6 Collegamenti esterni
//
Biografia [modifica]
Primi anni [modifica]
Nato in una famiglia della borghesia napoletana del quartiere del Vomero, frequentò il Liceo Vico partecipando ai movimenti studenteschi del 1977.
Iscrittosi all'università, iniziò a collaborare con alcuni periodici napoletani mostrando particolare interesse per le problematiche dell'emarginazione: proprio all'interno delle fasce sociali più disagiate si annidava, infatti, il principale serbatoio di manovalanza della criminalità organizzata.
Scrisse i suoi primi articoli per il periodico "Osservatorio sulla camorra", diretto da Amato Lamberti, appassionandosi ai rapporti ed alle gerarchie delle famiglie camorristiche che controllavano Torre Annunziata e dintorni. Poi iniziò a lavorare come corrispondente da Torre Annunziata per il quotidiano Il Mattino: dipendeva dalla redazione distaccata di Castellammare di Stabia. Pur lavorando come corrispondente, il giornalista frequentava stabilmente la redazione del comune stabiese, preparando il terreno per la stabile assunzione come praticante giornalista professionista.
Lavorando per Il Mattino Siani compì le sue importanti indagini sui boss locali, ed in particolare su Valentino Gionta, che aveva costruito un business basato sul contrabbando di sigarette.
L'impegno giornalistico [modifica]
Le vigorose denunce del giovane giornalista lo condussero ad essere regolarizzato nella posizione di corrispondente (articolo 12 del contratto di lavoro giornalistico) dal quotidiano nell'arco di un anno. Le sue inchieste scavavano sempre più in profondità, tanto da arrivare a scoprire la moneta con cui i boss mafiosi facevano affari. Siani con un suo articolo accusò il clan Nuvoletta, alleato dei Corleonesi di Totò Riina, e il clan Bardellino, esponenti della "Nuova Famiglia", di voler spodestare e vendere alla polizia il boss Valentino Gionta, divenuto pericoloso, scomodo e prepotente, per porre fine alla guerra tra famiglie. Ma le rivelazioni, ottenute da Giancarlo grazie ad un suo amico carabiniere e pubblicate il 10 giugno 1985, indussero la camorra a sbarazzarsi di questo scomodo giornalista.
In quell'articolo Siani ebbe modo di scrivere che l'arresto del boss Valentino Gionta fu reso possibile da una "soffiata" che esponenti del clan Nuvoletta fecero ai carabinieri. Il boss oplontino fu infatti arrestato poco dopo aver lasciato la tenuta del boss Lorenzo Nuvoletta a Marano, comune a Nord di Napoli. Secondo quanto successivamente rivelato dai collaboratori di giustizia, l'arresto di Gionta fu il prezzo che i Nuvoletta pagarono al boss Antonio Bardellino per ottenerne un patto di non belligeranza. La pubblicazione dell'articolo suscitò le ire dei fratelli Nuvoletta che, agli occhi degli altri boss partenopei, facevano la figura degli "infami", ossia di coloro che, contrariamente al codice degli uomini d'onore della mafia, intrattenevano rapporti con le forze di polizia.
Da quel momento i capo-clan Lorenzo ed Angelo Nuvoletta tennero numerosi summit per decidere in che modo eliminare Siani, nonostante la reticenza di Valentino Gionta, incarcerato. A ferragosto del 1985 la camorra decise la sentenza di Siani, che doveva essere ucciso lontano da Torre Annunziata per depistare le indagini. Giancarlo lavorava sempre alacremente alle sue inchieste e stava per pubblicare un libro sui rapporti tra politica e camorra negli appalti per la ricostruzione post-terremoto.
Il giorno della sua morte telefonò al suo ex-direttore dell'Osservatorio sulla Camorra, Amato Lamberti, chiedendogli un incontro per parlargli di cose che "è meglio dire a voce". Non si è però mai saputo di cosa si trattasse e se Giancarlo avesse iniziato a temere per la sua incolumità. Lo stesso Lamberti, nelle diverse escussioni testimoniali cui è stato sottoposto, ha fornito versioni diverse della vicenda che non hanno mai chiarito quell'episodio.
L'assassinio [modifica]
Il 23 settembre 1985, quattro giorni dopo aver compiuto 26 anni, appena giunto sotto casa sua con la propria Mehari, Giancarlo Siani venne ucciso: l'agguato avvenne alle 20.50 circa in via Vincenzo Romaniello, nel quartiere napoletano del Vomero. Siani, trasferito dalla redazione di Castellammare di Stabia del quotidiano napoletano Il Mattino a quella centrale, all'epoca diretto da Pasquale Nonno proveniva dalla sede centrale de Il Mattino in via Chiatamone. Per chiarire i motivi che hanno determinato la morte e identificare mandanti ed esecutori materiali furono necessari 12 anni e 3 pentiti.
Processi [modifica]
Il 15 aprile del 1997 la seconda sessione della corte d'assise di Napoli ha condannato all'ergastolo i mandanti dell'omicidio (Angelo Nuvoletta, Valentino Gionta e Luigi Baccante) e i suoi esecutori materiali (Ciro Cappuccio e Armando Del Core). Le sentenze sono state confermate dalla Corte di Cassazione, mentre per Valentino Gionta si è svolto un secondo processo di appello che il 29 settembre del 2003 l'ha di nuovo condannato all'ergastolo, mentre il giudizio definitivo della Cassazione lo ha definitivamente scagionato per non aver commesso il fatto. Il fratello Paolo, unico rimasto in vita della famiglia Siani, ricorda il fratello come un ragazzo carismatico, capace di grandi sacrifici, ma anche come una persona solare, pronta a dare sostegno; ed in un'intervista egli afferma:
« Di noi due, insieme, conservo l’immagine di una giornata a Roma, a una marcia per la pace. Io col gesso che gli dipingo in faccia il simbolo anarchico della libertà. E lui che mi sorride. »
Tributi dopo la morte [modifica]
Nel 1999 è stato realizzato un cortometraggio sulla vicenda di Giancarlo Siani, dal titolo Mehari, diretto da Gianfranco De Rosa, per la sceneggiatura del giornalista napoletano e amico di Siani, Maurizio Cerino. Protagonista Alessandro Ajello, con la partecipazione di Nello Mascia.
Nel 2004 è uscito nelle sale cinematografiche il film "E io ti seguo" di Maurizio Fiume, interpretato da Yari Gugliucci. Nello stesso anno è stato istituito il Premio Giancarlo Siani dedicato a giornalisti impegnati sul fronte della cronaca.
Il 4 giugno del 2008 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha presenziato ad una cerimonia di commemorazione del giovane giornalista, nel corso della quale un'aula della scuola di giornalismo dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli è stata a lui intitolata.
Nel 2009 esce il il film "Fortapàsc", di Marco Risi (sceneggiatura di Marco Risi, Andrea Purgatori, Jim Carrington e Maurizio Cerino), dedicato agli ultimi quattro mesi di vita del giornalista, interpretato da Libero De Rienzo,che nel film guida la vera Citroen Mehari verde appartenuta a Siani. Il 19 settembre 2009, nel giorno del 50º anniversario dalla nascita di Siani, Fortapàsc, all'Invisible Film Festival di Cava de' Tirreni vince i premi «Miglior Film», miglior regia, miglior attore protagonista, migliori attori non protagonisti e migliore sceneggiatura.
Sempre nel 2009 il gruppo rap napoletano Biscuits dedica a quest'ultimo film un video musicale, girato a Torre Annunziata, ispirato proprio alla pellicola che racconta la storia di Siani. È stato ideato anche uno spettacolo intitolato Ladri di Sogni.
Gli sono state inoltre intitolate strade, tra cui una nei pressi di piazza Leonardo a Napoli, nel luogo dove fu assassinato. Questa strada ha ora il nome di rampe Siani.
Diverse scuole in Italia sono a lui intitolate, come il centro polivalente per giovani a Castel San Giorgio (dal 21 marzo 2010) o l'ISIS di Casalnuovo di Napoli (dal maggio 2010, precedentemente intitolato a Manlio Rossi Doria).[1]. Il 26 novembre 2010 viene inaugurato il teatro del nuovo centro polifunzionale giovanile di San Giorgio a Cremano, intitolato a Siani.
Note [modifica]
^ Articolo su laprovinciaonline.info.
Bibliografia [modifica]
Giancarlo Siani, Le Parole di una Vita. Gli scritti giornalistici, Phoebus Edizioni, 2006, ISBN 978-88-86816-36-6.
Antonio Franchini, L'abusivo, Marsilio Editori, Padova, 2001.
Alessandro Di Virgilio e Emilio Lecce, Giancarlo Siani... e lui che mi sorride, round robin editrice, 2010, ISBN 9788895731179
Voci correlate [modifica]
Premio Giancarlo Siani
Collegamenti esterni [modifica]
Giancarlo Siani: Cronista Libero martire per la verità
Giancarlo Siani - Un giornalista ucciso dalla camorra La Storia siamo Noi - Rai Educational
Cronologia degli eventi dal giorno dell'omicidio al 23 settembre 2008
Web Radio Anticamorra Ercolanese dedicata a Giancarlo Siani
Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Siani"
Categorie: Giornalisti italiani del XX secolo Nati nel 1959 Morti nel 1985 Nati il 19 settembre Morti il 23 settembre Personalità legate a Napoli Persone morte assassinate Vittime della camorra [altre]
Categorie nascoste: Voci con fonti non contestualizzate - biografie Voci con fonti non contestualizzate - settembre 2010 BioBot
Giancarlo Siani.
Indice[nascondi]
1 Biografia
1.1 Primi anni
1.2 L'impegno giornalistico
1.3 L'assassinio
1.4 Processi
2 Tributi dopo la morte
3 Note
4 Bibliografia
5 Voci correlate
6 Collegamenti esterni
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Biografia [modifica]
Primi anni [modifica]
Nato in una famiglia della borghesia napoletana del quartiere del Vomero, frequentò il Liceo Vico partecipando ai movimenti studenteschi del 1977.
Iscrittosi all'università, iniziò a collaborare con alcuni periodici napoletani mostrando particolare interesse per le problematiche dell'emarginazione: proprio all'interno delle fasce sociali più disagiate si annidava, infatti, il principale serbatoio di manovalanza della criminalità organizzata.
Scrisse i suoi primi articoli per il periodico "Osservatorio sulla camorra", diretto da Amato Lamberti, appassionandosi ai rapporti ed alle gerarchie delle famiglie camorristiche che controllavano Torre Annunziata e dintorni. Poi iniziò a lavorare come corrispondente da Torre Annunziata per il quotidiano Il Mattino: dipendeva dalla redazione distaccata di Castellammare di Stabia. Pur lavorando come corrispondente, il giornalista frequentava stabilmente la redazione del comune stabiese, preparando il terreno per la stabile assunzione come praticante giornalista professionista.
Lavorando per Il Mattino Siani compì le sue importanti indagini sui boss locali, ed in particolare su Valentino Gionta, che aveva costruito un business basato sul contrabbando di sigarette.
L'impegno giornalistico [modifica]
Le vigorose denunce del giovane giornalista lo condussero ad essere regolarizzato nella posizione di corrispondente (articolo 12 del contratto di lavoro giornalistico) dal quotidiano nell'arco di un anno. Le sue inchieste scavavano sempre più in profondità, tanto da arrivare a scoprire la moneta con cui i boss mafiosi facevano affari. Siani con un suo articolo accusò il clan Nuvoletta, alleato dei Corleonesi di Totò Riina, e il clan Bardellino, esponenti della "Nuova Famiglia", di voler spodestare e vendere alla polizia il boss Valentino Gionta, divenuto pericoloso, scomodo e prepotente, per porre fine alla guerra tra famiglie. Ma le rivelazioni, ottenute da Giancarlo grazie ad un suo amico carabiniere e pubblicate il 10 giugno 1985, indussero la camorra a sbarazzarsi di questo scomodo giornalista.
In quell'articolo Siani ebbe modo di scrivere che l'arresto del boss Valentino Gionta fu reso possibile da una "soffiata" che esponenti del clan Nuvoletta fecero ai carabinieri. Il boss oplontino fu infatti arrestato poco dopo aver lasciato la tenuta del boss Lorenzo Nuvoletta a Marano, comune a Nord di Napoli. Secondo quanto successivamente rivelato dai collaboratori di giustizia, l'arresto di Gionta fu il prezzo che i Nuvoletta pagarono al boss Antonio Bardellino per ottenerne un patto di non belligeranza. La pubblicazione dell'articolo suscitò le ire dei fratelli Nuvoletta che, agli occhi degli altri boss partenopei, facevano la figura degli "infami", ossia di coloro che, contrariamente al codice degli uomini d'onore della mafia, intrattenevano rapporti con le forze di polizia.
Da quel momento i capo-clan Lorenzo ed Angelo Nuvoletta tennero numerosi summit per decidere in che modo eliminare Siani, nonostante la reticenza di Valentino Gionta, incarcerato. A ferragosto del 1985 la camorra decise la sentenza di Siani, che doveva essere ucciso lontano da Torre Annunziata per depistare le indagini. Giancarlo lavorava sempre alacremente alle sue inchieste e stava per pubblicare un libro sui rapporti tra politica e camorra negli appalti per la ricostruzione post-terremoto.
Il giorno della sua morte telefonò al suo ex-direttore dell'Osservatorio sulla Camorra, Amato Lamberti, chiedendogli un incontro per parlargli di cose che "è meglio dire a voce". Non si è però mai saputo di cosa si trattasse e se Giancarlo avesse iniziato a temere per la sua incolumità. Lo stesso Lamberti, nelle diverse escussioni testimoniali cui è stato sottoposto, ha fornito versioni diverse della vicenda che non hanno mai chiarito quell'episodio.
L'assassinio [modifica]
Il 23 settembre 1985, quattro giorni dopo aver compiuto 26 anni, appena giunto sotto casa sua con la propria Mehari, Giancarlo Siani venne ucciso: l'agguato avvenne alle 20.50 circa in via Vincenzo Romaniello, nel quartiere napoletano del Vomero. Siani, trasferito dalla redazione di Castellammare di Stabia del quotidiano napoletano Il Mattino a quella centrale, all'epoca diretto da Pasquale Nonno proveniva dalla sede centrale de Il Mattino in via Chiatamone. Per chiarire i motivi che hanno determinato la morte e identificare mandanti ed esecutori materiali furono necessari 12 anni e 3 pentiti.
Processi [modifica]
Il 15 aprile del 1997 la seconda sessione della corte d'assise di Napoli ha condannato all'ergastolo i mandanti dell'omicidio (Angelo Nuvoletta, Valentino Gionta e Luigi Baccante) e i suoi esecutori materiali (Ciro Cappuccio e Armando Del Core). Le sentenze sono state confermate dalla Corte di Cassazione, mentre per Valentino Gionta si è svolto un secondo processo di appello che il 29 settembre del 2003 l'ha di nuovo condannato all'ergastolo, mentre il giudizio definitivo della Cassazione lo ha definitivamente scagionato per non aver commesso il fatto. Il fratello Paolo, unico rimasto in vita della famiglia Siani, ricorda il fratello come un ragazzo carismatico, capace di grandi sacrifici, ma anche come una persona solare, pronta a dare sostegno; ed in un'intervista egli afferma:
« Di noi due, insieme, conservo l’immagine di una giornata a Roma, a una marcia per la pace. Io col gesso che gli dipingo in faccia il simbolo anarchico della libertà. E lui che mi sorride. »
Tributi dopo la morte [modifica]
Nel 1999 è stato realizzato un cortometraggio sulla vicenda di Giancarlo Siani, dal titolo Mehari, diretto da Gianfranco De Rosa, per la sceneggiatura del giornalista napoletano e amico di Siani, Maurizio Cerino. Protagonista Alessandro Ajello, con la partecipazione di Nello Mascia.
Nel 2004 è uscito nelle sale cinematografiche il film "E io ti seguo" di Maurizio Fiume, interpretato da Yari Gugliucci. Nello stesso anno è stato istituito il Premio Giancarlo Siani dedicato a giornalisti impegnati sul fronte della cronaca.
Il 4 giugno del 2008 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha presenziato ad una cerimonia di commemorazione del giovane giornalista, nel corso della quale un'aula della scuola di giornalismo dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli è stata a lui intitolata.
Nel 2009 esce il il film "Fortapàsc", di Marco Risi (sceneggiatura di Marco Risi, Andrea Purgatori, Jim Carrington e Maurizio Cerino), dedicato agli ultimi quattro mesi di vita del giornalista, interpretato da Libero De Rienzo,che nel film guida la vera Citroen Mehari verde appartenuta a Siani. Il 19 settembre 2009, nel giorno del 50º anniversario dalla nascita di Siani, Fortapàsc, all'Invisible Film Festival di Cava de' Tirreni vince i premi «Miglior Film», miglior regia, miglior attore protagonista, migliori attori non protagonisti e migliore sceneggiatura.
Sempre nel 2009 il gruppo rap napoletano Biscuits dedica a quest'ultimo film un video musicale, girato a Torre Annunziata, ispirato proprio alla pellicola che racconta la storia di Siani. È stato ideato anche uno spettacolo intitolato Ladri di Sogni.
Gli sono state inoltre intitolate strade, tra cui una nei pressi di piazza Leonardo a Napoli, nel luogo dove fu assassinato. Questa strada ha ora il nome di rampe Siani.
Diverse scuole in Italia sono a lui intitolate, come il centro polivalente per giovani a Castel San Giorgio (dal 21 marzo 2010) o l'ISIS di Casalnuovo di Napoli (dal maggio 2010, precedentemente intitolato a Manlio Rossi Doria).[1]. Il 26 novembre 2010 viene inaugurato il teatro del nuovo centro polifunzionale giovanile di San Giorgio a Cremano, intitolato a Siani.
Note [modifica]
^ Articolo su laprovinciaonline.info.
Bibliografia [modifica]
Giancarlo Siani, Le Parole di una Vita. Gli scritti giornalistici, Phoebus Edizioni, 2006, ISBN 978-88-86816-36-6.
Antonio Franchini, L'abusivo, Marsilio Editori, Padova, 2001.
Alessandro Di Virgilio e Emilio Lecce, Giancarlo Siani... e lui che mi sorride, round robin editrice, 2010, ISBN 9788895731179
Voci correlate [modifica]
Premio Giancarlo Siani
Collegamenti esterni [modifica]
Giancarlo Siani: Cronista Libero martire per la verità
Giancarlo Siani - Un giornalista ucciso dalla camorra La Storia siamo Noi - Rai Educational
Cronologia degli eventi dal giorno dell'omicidio al 23 settembre 2008
Web Radio Anticamorra Ercolanese dedicata a Giancarlo Siani
Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Siani"
Categorie: Giornalisti italiani del XX secolo Nati nel 1959 Morti nel 1985 Nati il 19 settembre Morti il 23 settembre Personalità legate a Napoli Persone morte assassinate Vittime della camorra [altre]
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