Secondo il giudice del Tribunale del lavoro di Brescia è stato discriminatorio il comportamento di un’anziana donna italiana che ha deciso di licenziare una badante salvadoregna clandestina, di cui, sulla base della nuova normativa, avrebbe dovuto procedere alla regolarizzazione. La decisione del giudice è stata presa dopo il ricorso al tribunale del lavoro da parte dell'immigrata che, in caso contrario, dal primo ottobre sarebbe stata imputabile del reato di clandestinità, essendo irregolare. Il giudice, ritenendo discriminatorio il comportamento della pensionata, che si sarebbe giustificata dicendo di non poter sostenere i costi della regolarizzazione, ha quindi disposto il reintegro della badante salvadoregna.
UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA
Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam
VIAGGIA CON RYANAIR
JE ME SOUVIENS
VILLA BERTI VIA BEL POGGIO N. 13 IMOLA http://www.villaberti.it/
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Auguro a voi tutti un buon viaggio nel mio blog.
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lunedì 5 ottobre 2009
giovedì 6 agosto 2009
Badanti e colf, un meseper metterle in regola
6/8/2009 (7:28) - SICUREZZA
Badanti e colf, un meseper metterle in regola
Il ministro Roberto Maroni
+ La regolarizzazione di colf e badanti è una manna per il fisco
+ Dl anti-crisi, ecco le principali novità
+ Non più di una colf e due badanti per ogni famiglia
+ Badanti e colf, niente clandestinità: la regolarizzazione costerà 500 euro
Badanti e colf, un meseper metterle in regola
Il ministro Roberto Maroni
+ La regolarizzazione di colf e badanti è una manna per il fisco
+ Dl anti-crisi, ecco le principali novità
+ Non più di una colf e due badanti per ogni famiglia
+ Badanti e colf, niente clandestinità: la regolarizzazione costerà 500 euro
dal sito web http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200908articoli/46166girata.asp
Per il Viminale le irregolari sono circa trecentomila
RAFFAELLO MASCI
ROMA Arriva la regolarizzazione delle badanti e delle colf, ma arrivano anche le ronde e il reato di immigrazione clandestina. Il tutto da sabato prossimo, quando queste norme approderanno nella legislazione italiana veicolate dal decreto anticrisi. Per le 300 mila badanti in attesa di una collocazione ufficiale nella nostra società, è il momento tanto atteso, ma anche temuto, per un cavillo che la legge cela in sé stessa: la regolarizzazione potrà avvenire a partire dal primo settembre e per tutta la durata del mese, ma il reato di clandestinità entra in vigore subito, per cui le 300 mila signore che assistono i nostri anziani nel frattempo cosa sono? Clandestine perseguibili?Il Viminale, attraverso il prefetto Mario Morcone, ieri ha fatto chiarezza su questo punto: «Non rischiano nulla, né lavoratore, né datore di lavoro - ha detto Morcone parlando a Radioanchio - non ci sarà nessun limite di quota per la procedura di emersione dal lavoro nero delle badanti. C’è tempo e spazio per tutti coloro che ne hanno diritto dal 1° al 30 settembre». In Italia le assistenti familiari sono 700.000, per la maggior parte straniere, di cui 300.000 irregolari, cioè senza documenti. «Il punto 8 della legge prevede espressamente che fino all’emersione del lavoro nero sono sospesi i procedimenti nei confronti di lavoratori e datori di lavoro - sottolinea Morcone - e al punto 10 specifica che non può essere espulso lo straniero impegnato nella procedura di emersione». Per quanto riguarda le pratiche per la regolarizzazione, «è prevista - ha detto ancora Morcone - una procedura informatica, ma non ci sarà più un “click day” (come avvenne nel 2007 creando un intasamento del sito ministeriale - ndr), perché tutti quelli che avranno presentato domanda tra il 1° e 30 settembre avranno i loro diritti riconosciuti». E comunque, rassicura il Viminale, «ci sarà una campagna di informazione ad hoc su giornali, televisioni e quant’altro. Per chi, poi, non avesse dimestichezza con l’informatica sarà possibile rivolgersi ai patronati, ai sindacati e ai comuni». La regolarizzazione comporterà un costo di 500 euro, a carico del datore di lavoro: «Sono per gli aspetti contributivi della badante, che deve essere da almeno 3 mesi alle dipendenze del datore di lavoro. In questo caso, poi, non c’è neanche il limite dei 20.000 euro di reddito annuo per una persona singola o di 25.000 per un nucleo familiare più ampio, previsto per le colf. Basterà certificare la necessità di essere assistiti - dice Morcone - per non avere limiti di reddito e per regolarizzare le badanti».Fin qui il Viminale. Rimangono aperti, però, una serie di problemi. «Intanto 500 euro è una tassa sulla famiglia - fa presente Mario Marazziti della Comunità di sant’Egidio - che viene pagata per fare fronte ad un servizio che altrimenti lo Stato dovrebbe allestire. E poi c’è la questione delle colf: molte di loro lavorano per più famiglie, e noi prevediamo non pochi problemi, perché dovrà essere una sola la famiglia che regolarizza e che deve dimostrare i requisiti di reddito e una, sempre quella, che formalmente dovrà pagare la quota di regolarizzazione. E’ chiaro come andrà a finire la cosa: la spesa ricadrà sull’immigrato, “se vuoi essere regolarizzato pagati la tassa”. Ultima osservazione: gli immigrati, non avendo sentito il prefetto Morcone, e nel timore di incappare nel reato di clandestinità, da qui al primo settembre se ne staranno a casa. Non si sa mai, qualche zelante».
Per il Viminale le irregolari sono circa trecentomila
RAFFAELLO MASCI
ROMA Arriva la regolarizzazione delle badanti e delle colf, ma arrivano anche le ronde e il reato di immigrazione clandestina. Il tutto da sabato prossimo, quando queste norme approderanno nella legislazione italiana veicolate dal decreto anticrisi. Per le 300 mila badanti in attesa di una collocazione ufficiale nella nostra società, è il momento tanto atteso, ma anche temuto, per un cavillo che la legge cela in sé stessa: la regolarizzazione potrà avvenire a partire dal primo settembre e per tutta la durata del mese, ma il reato di clandestinità entra in vigore subito, per cui le 300 mila signore che assistono i nostri anziani nel frattempo cosa sono? Clandestine perseguibili?Il Viminale, attraverso il prefetto Mario Morcone, ieri ha fatto chiarezza su questo punto: «Non rischiano nulla, né lavoratore, né datore di lavoro - ha detto Morcone parlando a Radioanchio - non ci sarà nessun limite di quota per la procedura di emersione dal lavoro nero delle badanti. C’è tempo e spazio per tutti coloro che ne hanno diritto dal 1° al 30 settembre». In Italia le assistenti familiari sono 700.000, per la maggior parte straniere, di cui 300.000 irregolari, cioè senza documenti. «Il punto 8 della legge prevede espressamente che fino all’emersione del lavoro nero sono sospesi i procedimenti nei confronti di lavoratori e datori di lavoro - sottolinea Morcone - e al punto 10 specifica che non può essere espulso lo straniero impegnato nella procedura di emersione». Per quanto riguarda le pratiche per la regolarizzazione, «è prevista - ha detto ancora Morcone - una procedura informatica, ma non ci sarà più un “click day” (come avvenne nel 2007 creando un intasamento del sito ministeriale - ndr), perché tutti quelli che avranno presentato domanda tra il 1° e 30 settembre avranno i loro diritti riconosciuti». E comunque, rassicura il Viminale, «ci sarà una campagna di informazione ad hoc su giornali, televisioni e quant’altro. Per chi, poi, non avesse dimestichezza con l’informatica sarà possibile rivolgersi ai patronati, ai sindacati e ai comuni». La regolarizzazione comporterà un costo di 500 euro, a carico del datore di lavoro: «Sono per gli aspetti contributivi della badante, che deve essere da almeno 3 mesi alle dipendenze del datore di lavoro. In questo caso, poi, non c’è neanche il limite dei 20.000 euro di reddito annuo per una persona singola o di 25.000 per un nucleo familiare più ampio, previsto per le colf. Basterà certificare la necessità di essere assistiti - dice Morcone - per non avere limiti di reddito e per regolarizzare le badanti».Fin qui il Viminale. Rimangono aperti, però, una serie di problemi. «Intanto 500 euro è una tassa sulla famiglia - fa presente Mario Marazziti della Comunità di sant’Egidio - che viene pagata per fare fronte ad un servizio che altrimenti lo Stato dovrebbe allestire. E poi c’è la questione delle colf: molte di loro lavorano per più famiglie, e noi prevediamo non pochi problemi, perché dovrà essere una sola la famiglia che regolarizza e che deve dimostrare i requisiti di reddito e una, sempre quella, che formalmente dovrà pagare la quota di regolarizzazione. E’ chiaro come andrà a finire la cosa: la spesa ricadrà sull’immigrato, “se vuoi essere regolarizzato pagati la tassa”. Ultima osservazione: gli immigrati, non avendo sentito il prefetto Morcone, e nel timore di incappare nel reato di clandestinità, da qui al primo settembre se ne staranno a casa. Non si sa mai, qualche zelante».
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mercoledì 5 agosto 2009
Colf e badanti, corsa alla regolarizzazione
Video-inchiesta
Colf e badanti, corsa alla regolarizzazione
Saranno centinaia di migliaia le richieste che i patronati gireranno agli uffici della pubblica amministrazione
Colf e badanti, corsa alla regolarizzazione
Saranno centinaia di migliaia le richieste che i patronati gireranno agli uffici della pubblica amministrazione
dal sito web http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_05/colf_badanti_regolarizzazione_84df7206-81a3-11de-8a09-00144f02aabc.shtml
sabato 11 luglio 2009
Avranno il permesso di soggiorno da 300 a 500mila stranieri
Avranno il permesso di soggiorno da 300 a 500mila stranieri
Badanti, 500 euro per metterle in regola
Ogni famiglia potrà regolarizzare una colf e due badanti. La norma riguarda chi è arrivato prima del 30 giugno.
dal sito http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_11/badanti_500_euro_metterle_regola_foschi_4842a2ba-6de3-11de-b947-00144f02aabc.shtml
Badanti, 500 euro per metterle in regola
Ogni famiglia potrà regolarizzare una colf e due badanti. La norma riguarda chi è arrivato prima del 30 giugno.
dal sito http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_11/badanti_500_euro_metterle_regola_foschi_4842a2ba-6de3-11de-b947-00144f02aabc.shtml
Due pagine e mezza per un articolo di legge diviso in tredici commi. È questo il testo provvisorio del provvedimento per la «regolarizzazione selettiva» di colf e badanti, che sarà presentato in Parlamento come emendamento al decreto anticrisi. Ecco cosa prevede la bozza, che nell’iter legislativo potrà comunque subire correzioni, e quello che devono fare le famiglie.
La «tassa» L’intervento concordato dai ministri Roberto Maroni e Maurizio Sacconi tecnicamente è una «regolarizzazione contributiva ». I datori di lavoro italiani, comunitari o anche extracomunitari (ma regolarmente presenti in Italia da almeno 5 anni, i cosiddetti «lungo-soggiornanti»), potranno regolarizzare colf e badanti che lavorano alle proprie dipendenze in nero. Per farlo, dovranno denunciare la «sussistenza del rapporto di lavoro», versando un contributo forfettario che per ora è stato fissato in 500 euro, cifra che corrisponde a tre mensilità di contributi. Una sorta di tassa di emersione. L’autodenuncia esclude le «sanzioni penali, civili e amministrative connesse al rapporto di lavoro irregolare». Viene quindi sanato il pregresso.
Le domande Per i lavoratori comunitari, la domanda va presentata all’Inps, che incasserà il contributo forfettario. Per gli extracomunitari, invece, la domanda va inoltrata allo sportello unico per l’immigrazione competente per territorio, che prima di dare il via libera deve acquisire il parere della questura. La regolarizzazione anche in questo caso sana il pregresso, escludendo così le sanzioni penali, civili e amministrative legate al rapporto di lavoro e al soggiorno illegale. E riguarda solo ed esclusivamente «attività di assistenza al datore di lavoro stesso o ai componenti della propria famiglia affetti da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza, ovvero lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare ». Cioè appunto badanti e colf. Ogni famiglia potrà regolarizzare al massimo una colf e due badanti. La regolarizzazione prevede la formalizzazione del rapporto di lavoro, con il pagamento, a favore del dipendente, di contributi previdenziali, ferie e Tfr e tutte le altre voci previste dai contratti di categoria, disponibili presso l’Inps. Le domande, secondo la bozza provvisoria del testo, andranno presentate fra il 1˚ e il 30 settembre di quest’anno (salvo slittamenti legati ad eventuali intoppi dell’iter parlamentare).
I requisiti Sono ammessi alla regolarizzazione colf e badanti in servizio prima del 30 giugno 2009 (la norma in questo senso ha un effetto retroattivo). Il datore di lavoro dovrà dichiarare, sotto la propria responsabilità, la data di inizio del rapporto. Non sono dunque richieste «prove» particolari dell’effettiva sussistenza del vincolo di lavoro, basta la dichiarazione del datore. Il testo fissa però alcuni paletti. Eccoli. Non sono ammessi alla regolarizzazione i cittadini extracomunitari colpiti da provvedimento di espulsione per motivi diversi dal mancato rinnovo del permesso di soggiorno; sono esclusi quelli che hanno segnalazioni, in base agli accordi internazionali, che ne impediscano l’ingresso sul territorio dello Stato (quelli che nel gergo delle questure sono indicati come «indesiderati» e «inammissibili »); e ancora tutti quelli che hanno riportato condanne per uno qualsiasi dei reati previsti negli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale per i quali è previsto l’arresto obbligatorio o facoltativo in flagranza (dal furto alla violenza sessuale, dal saccheggio alla rapina, dalla pedopornografia ai reati di terrorismo ed eversione, dalla corruzione alla truffa e altri ancora).
Quelli del click day A oggi risultano in sospeso oltre 300 mila domande di assunzione di colf e badanti extracomunitari presentate dalle famiglie per via telematica (nei cosiddetti «click day»). La procedura, precisano dal ministero dell’Interno, è indipendente rispetto alla regolarizzazione selettiva. I datori di lavoro che ancora aspettano una risposta alla domanda inviata per via telematica possono quindi decidere di continuare ad attendere, perché la procedura - assicurano dal ministero del Welfare - continuerà ad andare avanti. Altrimenti, se il lavoratore da assumere possiede i requisiti e se, come succede nella maggioranza dei casi, è già in Italia come irregolare, i datori potranno procedere con la «regolarizzazione selettiva», pagando il contributo previsto. Il ministero dell’Interno addirittura auspica che più persone possibile optino per la «regolarizzazione selettiva», per decongestionare la procedura del click day, che riguarda non solo colf e badanti, ma anche lavoratori di altri settori. Inoltre i tempi di attesa per le domande presentate con il click day allo stato attuale restano molto incerti, mentre la regolarizzazione selettiva, almeno nelle intenzioni del governo, dovrebbe procedere più velocemente. Ovviamente dovranno aspettare la risposta dalla prefettura tutti i datori di lavoro regolari, ovvero coloro che hanno fatto domanda di assunzione di uno straniero che ancora non è in Italia.
I numeri Secondo stime non ufficiali dei ministeri competenti, la regolarizzazione potrebbe riguardare almeno 300 mila persone, ma sindacati e associazioni di assistenza agli immigrati parlano di una platea di destinatari di almeno 500 mila persone. Tutta l’operazione dovrebbe portare nelle casse dell’Inps almeno 150 milioni di euro, anche se il costo amministrativo, fra personale, adeguamento software e spese varie, dovrebbe assorbire buona parte di questo «tesoretto». A regime, la regolarizzazione avrà comunque effetti benefici per Inps e fisco: ogni mese saranno versati solo di contributi previdenziali oltre 45 milioni di euro, mentre il gettito fiscale annuale è stimato intorno a 400 milioni di euro all’anno.
Il rebus dei tempi Quanto tempo ci vorrà per ottenere la regolarizzazione? Secondo i ministeri competenti, nel caso dei lavoratori italiani o comunitari, «sarà questione di pochi giorni». Tecnicamente sarebbe possibile anche a vista, «ma difficilmente accadrà». Per i lavoratori extracomunitari i tempi invece sono più lunghi, perché su ogni singola domanda le questure dovranno fornire «il parere sull’insussistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno ». In ogni caso, una volta presentata la domanda, datore e lavoratore devono attendere la convocazione presso lo sportello unico dell’immigrazione «per la stipula del contratto di soggiorno e per la presentazione della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato». Tempo totale? «La stima è impossibile, varierà da città a città», dicono dal Viminale. Il testo stesso dell’articolo di legge, almeno nella stesura attuale, non fissa dei termini obbligatori per ultimare le procedure.
I nodi irrisolti Per ammissione degli stessi tecnici dei ministeri, la regolarizzazione presenta ancora degli aspetti problematici. A cominciare dalla questione dei controlli sull’effettiva sussistenza dei rapporti di lavoro al 30 giugno 2009. In teoria, il datore di lavoro, dichiarando il falso, potrebbe regolarizzare persone entrate successivamente in Italia. «Ma non abbiamo strumenti di verifica », alzano le mani dalla questura di Roma.
Paolo Foschi11 luglio 2009
La «tassa» L’intervento concordato dai ministri Roberto Maroni e Maurizio Sacconi tecnicamente è una «regolarizzazione contributiva ». I datori di lavoro italiani, comunitari o anche extracomunitari (ma regolarmente presenti in Italia da almeno 5 anni, i cosiddetti «lungo-soggiornanti»), potranno regolarizzare colf e badanti che lavorano alle proprie dipendenze in nero. Per farlo, dovranno denunciare la «sussistenza del rapporto di lavoro», versando un contributo forfettario che per ora è stato fissato in 500 euro, cifra che corrisponde a tre mensilità di contributi. Una sorta di tassa di emersione. L’autodenuncia esclude le «sanzioni penali, civili e amministrative connesse al rapporto di lavoro irregolare». Viene quindi sanato il pregresso.
Le domande Per i lavoratori comunitari, la domanda va presentata all’Inps, che incasserà il contributo forfettario. Per gli extracomunitari, invece, la domanda va inoltrata allo sportello unico per l’immigrazione competente per territorio, che prima di dare il via libera deve acquisire il parere della questura. La regolarizzazione anche in questo caso sana il pregresso, escludendo così le sanzioni penali, civili e amministrative legate al rapporto di lavoro e al soggiorno illegale. E riguarda solo ed esclusivamente «attività di assistenza al datore di lavoro stesso o ai componenti della propria famiglia affetti da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza, ovvero lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare ». Cioè appunto badanti e colf. Ogni famiglia potrà regolarizzare al massimo una colf e due badanti. La regolarizzazione prevede la formalizzazione del rapporto di lavoro, con il pagamento, a favore del dipendente, di contributi previdenziali, ferie e Tfr e tutte le altre voci previste dai contratti di categoria, disponibili presso l’Inps. Le domande, secondo la bozza provvisoria del testo, andranno presentate fra il 1˚ e il 30 settembre di quest’anno (salvo slittamenti legati ad eventuali intoppi dell’iter parlamentare).
I requisiti Sono ammessi alla regolarizzazione colf e badanti in servizio prima del 30 giugno 2009 (la norma in questo senso ha un effetto retroattivo). Il datore di lavoro dovrà dichiarare, sotto la propria responsabilità, la data di inizio del rapporto. Non sono dunque richieste «prove» particolari dell’effettiva sussistenza del vincolo di lavoro, basta la dichiarazione del datore. Il testo fissa però alcuni paletti. Eccoli. Non sono ammessi alla regolarizzazione i cittadini extracomunitari colpiti da provvedimento di espulsione per motivi diversi dal mancato rinnovo del permesso di soggiorno; sono esclusi quelli che hanno segnalazioni, in base agli accordi internazionali, che ne impediscano l’ingresso sul territorio dello Stato (quelli che nel gergo delle questure sono indicati come «indesiderati» e «inammissibili »); e ancora tutti quelli che hanno riportato condanne per uno qualsiasi dei reati previsti negli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale per i quali è previsto l’arresto obbligatorio o facoltativo in flagranza (dal furto alla violenza sessuale, dal saccheggio alla rapina, dalla pedopornografia ai reati di terrorismo ed eversione, dalla corruzione alla truffa e altri ancora).
Quelli del click day A oggi risultano in sospeso oltre 300 mila domande di assunzione di colf e badanti extracomunitari presentate dalle famiglie per via telematica (nei cosiddetti «click day»). La procedura, precisano dal ministero dell’Interno, è indipendente rispetto alla regolarizzazione selettiva. I datori di lavoro che ancora aspettano una risposta alla domanda inviata per via telematica possono quindi decidere di continuare ad attendere, perché la procedura - assicurano dal ministero del Welfare - continuerà ad andare avanti. Altrimenti, se il lavoratore da assumere possiede i requisiti e se, come succede nella maggioranza dei casi, è già in Italia come irregolare, i datori potranno procedere con la «regolarizzazione selettiva», pagando il contributo previsto. Il ministero dell’Interno addirittura auspica che più persone possibile optino per la «regolarizzazione selettiva», per decongestionare la procedura del click day, che riguarda non solo colf e badanti, ma anche lavoratori di altri settori. Inoltre i tempi di attesa per le domande presentate con il click day allo stato attuale restano molto incerti, mentre la regolarizzazione selettiva, almeno nelle intenzioni del governo, dovrebbe procedere più velocemente. Ovviamente dovranno aspettare la risposta dalla prefettura tutti i datori di lavoro regolari, ovvero coloro che hanno fatto domanda di assunzione di uno straniero che ancora non è in Italia.
I numeri Secondo stime non ufficiali dei ministeri competenti, la regolarizzazione potrebbe riguardare almeno 300 mila persone, ma sindacati e associazioni di assistenza agli immigrati parlano di una platea di destinatari di almeno 500 mila persone. Tutta l’operazione dovrebbe portare nelle casse dell’Inps almeno 150 milioni di euro, anche se il costo amministrativo, fra personale, adeguamento software e spese varie, dovrebbe assorbire buona parte di questo «tesoretto». A regime, la regolarizzazione avrà comunque effetti benefici per Inps e fisco: ogni mese saranno versati solo di contributi previdenziali oltre 45 milioni di euro, mentre il gettito fiscale annuale è stimato intorno a 400 milioni di euro all’anno.
Il rebus dei tempi Quanto tempo ci vorrà per ottenere la regolarizzazione? Secondo i ministeri competenti, nel caso dei lavoratori italiani o comunitari, «sarà questione di pochi giorni». Tecnicamente sarebbe possibile anche a vista, «ma difficilmente accadrà». Per i lavoratori extracomunitari i tempi invece sono più lunghi, perché su ogni singola domanda le questure dovranno fornire «il parere sull’insussistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno ». In ogni caso, una volta presentata la domanda, datore e lavoratore devono attendere la convocazione presso lo sportello unico dell’immigrazione «per la stipula del contratto di soggiorno e per la presentazione della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato». Tempo totale? «La stima è impossibile, varierà da città a città», dicono dal Viminale. Il testo stesso dell’articolo di legge, almeno nella stesura attuale, non fissa dei termini obbligatori per ultimare le procedure.
I nodi irrisolti Per ammissione degli stessi tecnici dei ministeri, la regolarizzazione presenta ancora degli aspetti problematici. A cominciare dalla questione dei controlli sull’effettiva sussistenza dei rapporti di lavoro al 30 giugno 2009. In teoria, il datore di lavoro, dichiarando il falso, potrebbe regolarizzare persone entrate successivamente in Italia. «Ma non abbiamo strumenti di verifica », alzano le mani dalla questura di Roma.
Paolo Foschi11 luglio 2009
venerdì 10 luglio 2009
IMMIGRATI: SACCONI, SARANNO REGOLARIZZATE BADANTI E COLF
IMMIGRATI: SACCONI, SARANNO REGOLARIZZATE BADANTI E COLF
Roma, 10 lug. (Adnkronos) - "E' stata l'approvazione del provvedimento sulla sicurezza a consentire di procedere alla regolarizzazione di badanti e collaboratrici familiari, italiane, comunitarie ed extracomunitarie". Con queste parole, intervistato dal Tg1, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi commenta la regolarizzazione 'selettiva' sulla quale il governo ha raggiunto ieri un'intesa. Sacconi ha anche spiegato che l'intesa raggiunta sara' tradotta in un emendamento del governo al decreto anticrisi all'esame del Parlamento. (10-LUG-09, 20:50)
Roma, 10 lug. (Adnkronos) - "E' stata l'approvazione del provvedimento sulla sicurezza a consentire di procedere alla regolarizzazione di badanti e collaboratrici familiari, italiane, comunitarie ed extracomunitarie". Con queste parole, intervistato dal Tg1, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi commenta la regolarizzazione 'selettiva' sulla quale il governo ha raggiunto ieri un'intesa. Sacconi ha anche spiegato che l'intesa raggiunta sara' tradotta in un emendamento del governo al decreto anticrisi all'esame del Parlamento. (10-LUG-09, 20:50)
giovedì 9 luglio 2009
Badanti: regolarizzazione selettiva
Badanti: regolarizzazione selettiva
Datori di lavoro stranieri dovranno essere lungo- soggiornanti
2009-07-09 22:48
(ANSA) - ROMA, 9 LUG - Arriva la regolarizzazione per colf e badanti e per datori di lavoro stranieri. L'intesa e' stata raggiunta tra i ministri Sacconi e Maroni. I dettagli sono ancora in corso di definizione. 'Regolarizzazione selettiva dei rapporti di lavoro domestico' potrebbe essere la definizione della norma che comprende colf e badanti. Per quanto riguarda i datori di lavoro stranieri, per loro la regolarizzazione sara' selettiva in quanto dovranno essere lungo-soggiornanti.
tratti dal sito web http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2009-07-09_109398288.html
Datori di lavoro stranieri dovranno essere lungo- soggiornanti
2009-07-09 22:48
(ANSA) - ROMA, 9 LUG - Arriva la regolarizzazione per colf e badanti e per datori di lavoro stranieri. L'intesa e' stata raggiunta tra i ministri Sacconi e Maroni. I dettagli sono ancora in corso di definizione. 'Regolarizzazione selettiva dei rapporti di lavoro domestico' potrebbe essere la definizione della norma che comprende colf e badanti. Per quanto riguarda i datori di lavoro stranieri, per loro la regolarizzazione sara' selettiva in quanto dovranno essere lungo-soggiornanti.
tratti dal sito web http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2009-07-09_109398288.html
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