Pietro Berti

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Anchorage

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Visualizzazione post con etichetta regolarizzazione. Mostra tutti i post
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lunedì 5 ottobre 2009

Licenzia la badante invece di regolarizzarla: condannata a reintegrarla

Licenzia la badante invece di regolarizzarla: condannata a reintegrarla
Secondo il giudice del Tribunale del lavoro di Brescia è stato discriminatorio il comportamento di un’anziana donna italiana che ha deciso di licenziare una badante salvadoregna clandestina, di cui, sulla base della nuova normativa, avrebbe dovuto procedere alla regolarizzazione. La decisione del giudice è stata presa dopo il ricorso al tribunale del lavoro da parte dell'immigrata che, in caso contrario, dal primo ottobre sarebbe stata imputabile del reato di clandestinità, essendo irregolare. Il giudice, ritenendo discriminatorio il comportamento della pensionata, che si sarebbe giustificata dicendo di non poter sostenere i costi della regolarizzazione, ha quindi disposto il reintegro della badante salvadoregna.

giovedì 6 agosto 2009

Badanti e colf, un meseper metterle in regola

dal sito web http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200908articoli/46166girata.asp
Per il Viminale le irregolari sono circa trecentomila
RAFFAELLO MASCI
ROMA Arriva la regolarizzazione delle badanti e delle colf, ma arrivano anche le ronde e il reato di immigrazione clandestina. Il tutto da sabato prossimo, quando queste norme approderanno nella legislazione italiana veicolate dal decreto anticrisi. Per le 300 mila badanti in attesa di una collocazione ufficiale nella nostra società, è il momento tanto atteso, ma anche temuto, per un cavillo che la legge cela in sé stessa: la regolarizzazione potrà avvenire a partire dal primo settembre e per tutta la durata del mese, ma il reato di clandestinità entra in vigore subito, per cui le 300 mila signore che assistono i nostri anziani nel frattempo cosa sono? Clandestine perseguibili?Il Viminale, attraverso il prefetto Mario Morcone, ieri ha fatto chiarezza su questo punto: «Non rischiano nulla, né lavoratore, né datore di lavoro - ha detto Morcone parlando a Radioanchio - non ci sarà nessun limite di quota per la procedura di emersione dal lavoro nero delle badanti. C’è tempo e spazio per tutti coloro che ne hanno diritto dal 1° al 30 settembre». In Italia le assistenti familiari sono 700.000, per la maggior parte straniere, di cui 300.000 irregolari, cioè senza documenti. «Il punto 8 della legge prevede espressamente che fino all’emersione del lavoro nero sono sospesi i procedimenti nei confronti di lavoratori e datori di lavoro - sottolinea Morcone - e al punto 10 specifica che non può essere espulso lo straniero impegnato nella procedura di emersione». Per quanto riguarda le pratiche per la regolarizzazione, «è prevista - ha detto ancora Morcone - una procedura informatica, ma non ci sarà più un “click day” (come avvenne nel 2007 creando un intasamento del sito ministeriale - ndr), perché tutti quelli che avranno presentato domanda tra il 1° e 30 settembre avranno i loro diritti riconosciuti». E comunque, rassicura il Viminale, «ci sarà una campagna di informazione ad hoc su giornali, televisioni e quant’altro. Per chi, poi, non avesse dimestichezza con l’informatica sarà possibile rivolgersi ai patronati, ai sindacati e ai comuni». La regolarizzazione comporterà un costo di 500 euro, a carico del datore di lavoro: «Sono per gli aspetti contributivi della badante, che deve essere da almeno 3 mesi alle dipendenze del datore di lavoro. In questo caso, poi, non c’è neanche il limite dei 20.000 euro di reddito annuo per una persona singola o di 25.000 per un nucleo familiare più ampio, previsto per le colf. Basterà certificare la necessità di essere assistiti - dice Morcone - per non avere limiti di reddito e per regolarizzare le badanti».Fin qui il Viminale. Rimangono aperti, però, una serie di problemi. «Intanto 500 euro è una tassa sulla famiglia - fa presente Mario Marazziti della Comunità di sant’Egidio - che viene pagata per fare fronte ad un servizio che altrimenti lo Stato dovrebbe allestire. E poi c’è la questione delle colf: molte di loro lavorano per più famiglie, e noi prevediamo non pochi problemi, perché dovrà essere una sola la famiglia che regolarizza e che deve dimostrare i requisiti di reddito e una, sempre quella, che formalmente dovrà pagare la quota di regolarizzazione. E’ chiaro come andrà a finire la cosa: la spesa ricadrà sull’immigrato, “se vuoi essere regolarizzato pagati la tassa”. Ultima osservazione: gli immigrati, non avendo sentito il prefetto Morcone, e nel timore di incappare nel reato di clandestinità, da qui al primo settembre se ne staranno a casa. Non si sa mai, qualche zelante».

mercoledì 5 agosto 2009

Colf e badanti, corsa alla regolarizzazione

Video-inchiesta
Colf e badanti, corsa alla regolarizzazione
Saranno centinaia di migliaia le richieste che i patronati gireranno agli uffici della pubblica amministrazione

dal sito web http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_05/colf_badanti_regolarizzazione_84df7206-81a3-11de-8a09-00144f02aabc.shtml

sabato 11 luglio 2009

Avranno il permesso di soggiorno da 300 a 500mila stranieri

Avranno il permesso di soggiorno da 300 a 500mila stranieri
Badanti, 500 euro per metterle in regola
Ogni famiglia potrà regolarizzare una colf e due badanti. La norma riguarda chi è arrivato prima del 30 giugno.
dal sito http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_11/badanti_500_euro_metterle_regola_foschi_4842a2ba-6de3-11de-b947-00144f02aabc.shtml
Due pagine e mezza per un articolo di legge diviso in tredici commi. È questo il testo provvisorio del provvedi­mento per la «regolarizzazione selettiva» di colf e badanti, che sarà presentato in Parlamento come emendamento al decreto anticrisi. Ecco cosa prevede la bozza, che nell’iter legislativo po­trà comunque subire correzioni, e quello che devono fare le fa­miglie.
La «tassa» L’intervento con­cordato dai ministri Roberto Maroni e Maurizio Sacconi tec­nicamente è una «re­golarizzazione contri­butiva ». I datori di la­voro italiani, comuni­tari o anche extraco­munitari (ma regolar­mente presenti in Ita­lia da almeno 5 anni, i cosiddetti «lun­go-soggiornanti»), potranno regolarizza­re colf e badanti che lavorano alle proprie dipendenze in nero. Per farlo, dovranno denunciare la «sussi­stenza del rapporto di lavoro», versando un contributo forfettario che per ora è stato fis­sato in 500 euro, cifra che corrisponde a tre mensilità di contribu­ti. Una sorta di tassa di emersione. L’auto­denuncia esclude le «sanzioni penali, civili e ammini­strative connesse al rapporto di lavoro irregolare». Viene quindi sanato il pregresso.
Le domande Per i lavoratori comunitari, la domanda va presentata all’Inps, che incasserà il contributo forfet­tario. Per gli extracomunitari, in­vece, la domanda va inoltrata al­lo sportello unico per l’immigra­zione competente per territorio, che prima di dare il via libera de­ve acquisire il parere della que­stura. La regolarizzazione anche in questo caso sana il pregresso, escludendo così le sanzioni pena­li, civili e amministrative legate al rapporto di lavoro e al soggior­no illegale. E riguarda solo ed esclusivamente «attività di assi­stenza al datore di lavoro stesso o ai componenti della propria fa­miglia affetti da patologie o han­dicap che ne limitano l’autosuffi­cienza, ovvero lavoro domestico di sostegno al bisogno familia­re ». Cioè appunto badanti e colf. Ogni famiglia potrà regolarizzare al massimo una colf e due badan­ti. La regolarizzazione prevede la formalizzazione del rapporto di lavoro, con il pagamento, a favo­re del dipendente, di contributi previdenziali, ferie e Tfr e tutte le altre voci previste dai contratti di categoria, disponibili presso l’Inps. Le domande, secondo la bozza provvisoria del testo, an­dranno presentate fra il 1˚ e il 30 settembre di quest’anno (salvo slittamenti legati ad eventuali in­toppi dell’iter parlamentare).
I requisiti Sono ammessi alla regolarizza­zione colf e badanti in servizio prima del 30 giugno 2009 (la nor­ma in questo senso ha un effetto retroattivo). Il datore di lavoro dovrà dichiarare, sotto la propria responsabilità, la data di inizio del rapporto. Non sono dunque richieste «prove» particolari del­­l’effettiva sussistenza del vincolo di lavoro, basta la dichiarazione del datore. Il testo fissa però alcu­ni paletti. Eccoli. Non sono am­messi alla regolarizzazione i citta­dini extracomunitari colpiti da provvedimento di espulsione per motivi diversi dal mancato rinnovo del permesso di soggior­no; sono esclusi quelli che han­no segnalazioni, in base agli ac­cordi internazionali, che ne impe­discano l’ingresso sul territorio dello Stato (quelli che nel gergo delle questure sono indicati co­me «indesiderati» e «inammissi­bili »); e ancora tutti quelli che hanno riportato condanne per uno qualsiasi dei reati previsti negli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale per i quali è previsto l’arresto obbligatorio o facoltativo in flagranza (dal furto alla violenza sessuale, dal sac­cheggio alla rapina, dalla pedo­pornografia ai reati di terrori­smo ed eversione, dalla corruzio­ne alla truffa e altri ancora).
Quelli del click day A oggi risultano in sospeso ol­tre 300 mila domande di assun­zione di colf e badanti extraco­munitari presentate dalle fami­glie per via telematica (nei cosid­detti «click day»). La procedura, precisano dal ministero dell’In­terno, è indipendente rispetto al­la regolarizzazione selettiva. I da­tori di lavoro che ancora aspetta­no una risposta alla domanda in­viata per via telematica possono quindi decidere di continuare ad attendere, perché la procedura - assicurano dal ministero del Welfare - continuerà ad andare avanti. Altrimenti, se il lavorato­re da assumere possiede i requisi­ti e se, come succede nella mag­gioranza dei casi, è già in Italia come irregolare, i datori potran­no procedere con la «regolarizza­zione selettiva», pagando il con­tributo previsto. Il ministero dell’Interno addi­rittura auspica che più persone possibile optino per la «regola­rizzazione selettiva», per decon­gestionare la procedura del cli­ck day, che riguarda non solo colf e badanti, ma anche lavora­tori di altri settori. Inoltre i tem­pi di attesa per le domande pre­sentate con il click day allo stato attuale restano molto incerti, mentre la regolarizzazione selet­tiva, almeno nelle intenzioni del governo, dovrebbe procedere più velocemente. Ovviamente dovranno aspettare la risposta dalla prefettura tutti i datori di lavoro regolari, ovvero coloro che hanno fatto domanda di as­sunzione di uno straniero che ancora non è in Italia.
I numeri Secondo stime non ufficiali dei ministeri competenti, la re­golarizzazione potrebbe riguar­dare almeno 300 mila persone, ma sindacati e associazioni di as­sistenza agli immigrati parlano di una platea di destinatari di al­meno 500 mila persone. Tutta l’operazione dovrebbe portare nelle casse dell’Inps almeno 150 milioni di euro, anche se il costo amministrativo, fra personale, adeguamento software e spese varie, dovrebbe assorbire buona parte di questo «tesoretto». A re­gime, la regolarizzazione avrà comunque effetti benefici per Inps e fisco: ogni mese saranno versati solo di contributi previ­denziali oltre 45 milioni di euro, mentre il gettito fiscale annuale è stimato intorno a 400 milioni di euro all’anno.
Il rebus dei tempi Quanto tempo ci vorrà per ot­tenere la regolarizzazione? Secon­do i ministeri competenti, nel ca­so dei lavoratori italiani o comu­nitari, «sarà questione di pochi giorni». Tecnicamente sarebbe possibile anche a vista, «ma diffi­cilmente accadrà». Per i lavorato­ri extracomunitari i tempi invece sono più lunghi, perché su ogni singola domanda le questure do­vranno fornire «il parere sull’in­sussistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso di soggior­no ». In ogni caso, una volta pre­sentata la domanda, datore e la­voratore devono attendere la convocazione presso lo sportello unico dell’immigrazione «per la stipula del contratto di soggior­no e per la presentazione della ri­chiesta del permesso di soggior­no per lavoro subordinato». Tem­po totale? «La stima è impossibi­le, varierà da città a città», dico­no dal Viminale. Il testo stesso dell’articolo di legge, almeno nel­la stesura attuale, non fissa dei termini obbligatori per ultimare le procedure.
I nodi irrisolti Per ammissione degli stessi tecnici dei ministeri, la regolariz­zazione presenta ancora degli aspetti problematici. A comincia­re dalla questione dei controlli sull’effettiva sussistenza dei rap­porti di lavoro al 30 giugno 2009. In teoria, il datore di lavo­ro, dichiarando il falso, potreb­be regolarizzare persone entrate successivamente in Italia. «Ma non abbiamo strumenti di verifi­ca », alzano le mani dalla questu­ra di Roma.
Paolo Foschi11 luglio 2009

venerdì 10 luglio 2009

IMMIGRATI: SACCONI, SARANNO REGOLARIZZATE BADANTI E COLF

IMMIGRATI: SACCONI, SARANNO REGOLARIZZATE BADANTI E COLF
Roma, 10 lug. (Adnkronos) - "E' stata l'approvazione del provvedimento sulla sicurezza a consentire di procedere alla regolarizzazione di badanti e collaboratrici familiari, italiane, comunitarie ed extracomunitarie". Con queste parole, intervistato dal Tg1, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi commenta la regolarizzazione 'selettiva' sulla quale il governo ha raggiunto ieri un'intesa. Sacconi ha anche spiegato che l'intesa raggiunta sara' tradotta in un emendamento del governo al decreto anticrisi all'esame del Parlamento. (10-LUG-09, 20:50)

giovedì 9 luglio 2009

Badanti: regolarizzazione selettiva

Badanti: regolarizzazione selettiva
Datori di lavoro stranieri dovranno essere lungo- soggiornanti
2009-07-09 22:48
(ANSA) - ROMA, 9 LUG - Arriva la regolarizzazione per colf e badanti e per datori di lavoro stranieri. L'intesa e' stata raggiunta tra i ministri Sacconi e Maroni. I dettagli sono ancora in corso di definizione. 'Regolarizzazione selettiva dei rapporti di lavoro domestico' potrebbe essere la definizione della norma che comprende colf e badanti. Per quanto riguarda i datori di lavoro stranieri, per loro la regolarizzazione sara' selettiva in quanto dovranno essere lungo-soggiornanti.
tratti dal sito web http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2009-07-09_109398288.html

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