
« […] Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di Torino e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di tifosi in Italia e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo. »
(
Giovanni Agnelli, Grande Storia della Juventus,
2007[1])
La Juventus Football Club S.p.A. (dal
lat. iuventus, gioventù
[2]), nota anche come Juventus o, più semplicemente, Juve, è una
società calcistica italiana per azioni con sede a
Torino. Fondata nel
1897 come Sport Club Juventus da un gruppo di studenti liceali torinesi
[3], si tratta del terzo club italiano per anzianità tra quelli tuttora attivi
[4] e, insieme al
Torino, uno dei due che rappresentano nel calcio professionistico il capoluogo
piemontese. Legata fin dagli
anni venti alla
famiglia Agnelli, il club ha sempre militato nella
massima categoria del
campionato italiano di calcio (dal
1929 denominata
Serie A) sin dalla sua fondazione, eccezion fatta per la stagione
2006-07.
La Juventus è la società calcistica più titolata del Paese, nonché una delle più vittoriose e importanti del mondo
[5][6], fino al punto di essere nominata dall'
Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio, organizzazione riconosciuta dalla
FIFA, come il
miglior club italiano e il secondo a livello
europeo del
XX secolo[7]. Nel
1988 la Juventus fu insignita di uno
speciale riconoscimento come
prima squadra nella storia del calcio continentale ad avere vinto tutte e tre le maggiori competizioni gestite dall'
Unione Europea delle Federazioni Calcistiche, la
Coppa dei Campioni, la
Coppa delle Coppe e la
Coppa UEFA[8]. Con la vittoria nella
Coppa Intercontinentale 1985, infine, la Juventus divenne il primo – e rimane tuttora l'unico – club al mondo ad avere conquistato almeno una vjuventus olta tutti i trofei ufficiali a livello internazionale
[9].
In base a quanto emerge da un sondaggio della società Demos & Pi (
settembre 2010), la Juventus risulta essere la squadra con il più alto numero di sostenitori in
Italia, avendo riscosso la preferenza del 29% del campione
[10]. Inoltre, è tra le squadre con il maggior numero di sostenitori a livello mondiale contandone circa 180 milioni di simpatizzanti, in base a un rapporto della società tedesca di indagini sul mercato sportivo Sport+Markt AG dell'
agosto 2005[11][12].
Indice[
nascondi]
1 Cenni storici2 Cronistoria3 Colori e simboli3.1 Colori3.2 Simboli3.2.1 Lo stemma3.2.2 Inno ufficiale4 Stadi4.1 Il nuovo stadio5 La Juventus nella cultura popolare6 L'impegno in campo sociale7 Rosa 2010-20117.1 Staff tecnico7.2 Rose delle stagioni precedenti8 Settore giovanile9 Giocatori celebri10 Presidenti e allenatori10.1 Presidenti10.2 Allenatori11 Palmarès11.1 Competizioni nazionali11.2 Competizioni internazionali11.3 Competizioni giovanili12 Statistiche12.1 Statistiche di squadra12.2 Statistiche individuali13 La Juventus e la Nazionale italiana14 Struttura societaria14.1 Organigramma della società14.2 Sponsor tecnici e ufficiali14.3 Sedi sociali e campi di gioco15 Tifoseria15.1 Cenni storici15.2 Gemellaggi e rivalità16 Note17 Bibliografia17.1 Libri17.2 Pubblicazioni varie17.3 Risorse informative in rete18 Videografia19 Voci correlate19.1 Informazione storica19.2 Liste e riconoscimenti19.3 Informazioni economiche ed altri20 Altri progetti21 Collegamenti esterniCenni storici
Per approfondire, vedi la voce
Storia della Juventus Football Club.
I fondatori-giocatori juventini con la prima maglia societaria nel
1898Il
1º novembre 1897 vide la luce a Torino lo Sport Club Juventus per iniziativa di un gruppo di studenti del
liceo classico “
Massimo d'Azeglio”, usi ritrovarsi in corso Re Umberto su una
panchina oggi custodita nell'attuale sede del club
[13]; la
prima maglia della squadra fu rosa, con cravatta o papillon nero. Nel
1903 divenne bianconera
[14].
Nel
1900, con il nome di Foot-Ball Club Juventus
[15], la società si iscrisse al suo
primo campionato nazionale, ma fu eliminata dal
Foot-Ball Club Torinese[16]. Il
primo titolo nazionale arrivò nel
1905, all'epoca in cui la squadra giocava allo Stadio
Velodromo Umberto I[3]. Nel
1906 il presidente della società, lo
svizzero Alfred Dick, a seguito di accese discussioni di spogliatoio lasciò la Juventus e si unì, assieme a un gruppo di soci dissidenti, al
Football Club Torinese dando vita al
Foot-Ball Club Torino[17], segnando così l'origine della
più antica rivalità del calcio italiano e l'inizio di una serie di problemi finanziari e sportivi che condussero la squadra bianconera alle soglie della retrocessione in
Promozione nel
1913[18].
Dopo la
Grande Guerra la Juventus, risollevatasi con la presidenza di Giuseppe Hess e Corrado Corradini, riuscì a migliorare il suo piazzamento in campionato e a fornire alcuni giocatori, tra cui il
portiere Giovanni Giacone[19], alla
Nazionale.
Edoardo Agnelli, presidente della Juventus dal 1923 al 1935
Il proprietario della
FIAT Edoardo Agnelli assunse il controllo della società nel
1923; nello stesso anno fece costruire un nuovo
stadio, in Corso Marsiglia, primo impianto sportivo italiano realizzato interamente in
cemento armato[3]. Con l'arrivo del primo
allenatore professionista, l'
ungherese Jenő Károly, giunse anche la vittoria del secondo tricolore nella stagione
1925-26[3]. Il primo grande ciclo vincente della Juventus, grazie all'apporto di elementi come
Giovanni Ferrari,
Raimundo Orsi,
Luis Monti e il celebre trio difensivo
Combi-
Rosetta-
Caligaris[20], giunse tra il
1930-31 e il
1934-35, epoca dei
cinque scudetti consecutivi (primato nazionale), uniti al raggiungimento delle semifinali di
Coppa dell'Europa Centrale per quattro anni consecutivi. Allenatore della squadra in quattro delle cinque vittoriose stagioni fu
Carlo Carcano[21], uno dei precursori del
Metodo[3]; molti giocatori di quella Juventus formarono il nucleo della Nazionale italiana che si aggiudicò le vittorie nella
Coppa Internazionale, progenitrice dell'attuale
campionato d'Europa[22] e, soprattutto, nel
campionato del mondo 1934 (cui la Juventus contribuì con
9 giocatori[23]).
La prematura morte di
Edoardo Agnelli, avvenuta nel
1935, coincise con la fine del c.d.
Quinquennio d'oro. Per il resto degli
anni trenta e quasi tutti i
quaranta la squadra bianconera non riuscì più a riconquistare lo
scudetto, che giunse solo in fine di decennio, nel
1949-50.
Tra il
1943 e il
1945 la società, che già aveva dovuto rinunciare alla ragione sociale Foot-Ball Club a seguito dell'
italianizzazione imposta dal
fascismo, assunse il nome di Juventus-Cisitalia, in abbinamento con la Casa automobilistica omonima, la
Cisitalia appunto, il cui proprietario era Pietro Dusio, all'epoca presidente del club bianconero
[24] (laddove, singolarmente, il marchio
FIAT, di proprietà della famiglia
Agnelli, fu abbinato al
Torino[24]).
Sivori,
Charles e
Boniperti, il tridente d'attacco della Juventus di fine
anni cinquanta, anche detto il
Trio MagicoAlla fine della
guerra la società torinese mutò la denominazione in Juventus Football Club. Sotto la presidenza di
Gianni Agnelli e, in seguito, di suo fratello
Umberto, la Juventus conobbe un secondo ciclo di vittorie, grazie anche all'arrivo di elementi come l'
argentino Omar Sivori e il
gallese John Charles che, insieme al talento casalingo, e capitano della squadra,
Giampiero Boniperti, formarono quello che la stampa non tardò a denominare
Trio Magico[25][26]: tre scudetti tra il
1958 e il
1961, il primo dei quali, il 10º, quello che le valse il diritto a poter esporre sulle maglie la
stella[27]. Omar Sivori divenne nel
1961 il primo calciatore proveniente dalla
Serie A a vincere il
Pallone d'oro. A tale ciclo fece seguito un decennio scarso di vittorie, con la sola eccezione del titolo
1966-67, vinto superando all'ultima giornata l'
Internazionale sconfitta sul campo del
Mantova.
Festeggiamenti per il 15º scudetto allo
Stadio Olimpico di Roma il
20 maggio 1973Il
13 luglio 1971 Giampiero Boniperti diventò presidente del club e il suo primo scudetto in tale nuova veste giunse subito alla sua prima stagione, nel
1971-72, bissato da quello successivo del
1972-73: furono i primi di un nuovo ciclo, che in quindici anni, sotto la conduzione tecnica dapprima di
Carlo Parola e poi di
Giovanni Trapattoni, portarono a
Torino nove scudetti (l'ultimo nel
1986), due Coppe Italia e vittorie internazionali che fecero diventare la Juventus il club primo d'Europa a vincere tutte le competizioni dell'
UEFA e, a seguire, il primo del mondo a vincere tutte le competizioni ufficiali per club.
In tale quindicennio fu stabilito anche il record di punti per campionati a 16 squadre (51, contro il
Torino fermo a 50, nel
1976-77) alla fine di un torneo definito allora da
La Gazzetta dello Sport «un lungo e affascinante duello»
[28] e, contemporaneamente ad esso, anche la vittoria in
Coppa UEFA, al termine di una durissima doppia finale disputata contro gli spagnoli dell'
Athletic di
Bilbao, con un organico composto esclusivamente da giocatori italiani
[29]: di essi, quelli schierati in campo nella circostanza furono
Zoff,
Cuccureddu,
Gentile;
Furino,
F. Morini,
Scirea;
Causio,
Tardelli,
Boninsegna (sostituito al 59' dell'incontro da
Spinosi),
Benetti e
Bettega.
A macchiare la conquista del titolo di
campione d'Europa, conseguito a
Bruxelles il
29 maggio 1985 sul
Liverpool, vi furono gravissimi incidenti pre-gara tra la tifoseria italiana e quella inglese, che portarono alla morte di 39 spettatori.
Per approfondire, vedi la voce
Strage dell'Heysel.
Una formazione della Juventus 1983-84 che vinse
scudetto e
Coppa delle CoppeLo scudetto vinto nel
1986 chiuse il decennio di Trapattoni: durante la sua gestione, complessivamente 9 elementi della Juventus giocarono nella
Nazionale italiana al
Campionato del mondo 1978 in
Argentina (dove gli Azzurri giunsero quarti) e 6 in quella che si laureò
campione del mondo 1982 in
Spagna. Inoltre
Antonio Cabrini,
Gaetano Scirea e
Marco Tardelli divennero i primi giocatori al mondo ad avere vinto sia tutte le competizioni per club cui presero parte sia la
Coppa FIFA.
Tramontata la generazione di calciatori che avevano costituito l'asse portante della squadra la Juventus affrontò nove anni privo di risultati in campo nazionale, anche se giunsero una
Coppa Italia (
1990) e due
Coppe UEFA (
1990 e
1993[30]).
Marcello Lippi ha guidato la Juventus dal
1994 al
1999 e dal
2001 al
2004Nel
1994 un cambio ai vertici della società fu il preludio all'arrivo di
Marcello Lippi, che corrispose all'ennesimo ciclo vincente in Italia e a livello internazionale: in dieci stagioni, con un intervallo di un biennio di interregno di
Carlo Ancelotti, che vinse la
Coppa Intertoto (ultimo trofeo internazionale vinto dal club, fino ad oggi), la Juventus vinse cinque scudetti, raggiunse quattro finali di
Champions League vincendo quella del
1996 allo
Stadio Olimpico di Roma, una Coppa Intercontinentale e una
Supercoppa UEFA.
Nel
2004 giunse sulla panchina bianconera
Fabio Capello, fino ad allora allenatore della
Roma: nei due anni di gestione del tecnico friulano la Juventus vinse due campionati consecutivi, nel
2004-05 e
2005-06, che nel computo generale del club sarebbero stati rispettivamente il 28º e il 29º; tuttavia, a causa del caso giudiziario giornalisticamente definito
Calciopoli a seguito del quale alcuni club di serie A vennero penalizzati, lo scudetto del
2005 fu revocato e non assegnato; quanto a quello del
2006, la Juventus fu retrocessa per illecito sportivo all'ultimo posto della classifica e penalizzata di 17 punti (successivamente ridotti a 9
[31]) nel successivo torneo di
serie B; stante la contemporanea penalizzazione in punti del
Milan giunto secondo alle sue spalle, il titolo fu assegnato all'
Internazionale, terza prima delle sentenze della magistratura sportiva. Sotto la nuova dirigenza (
Giovanni Cobolli Gigli, presidente, e
Jean-Claude Blanc, amministratore delegato) la Juventus, con 28 vittorie e 10 pareggi su 42 incontri (pari a 85 punti al netto delle penalità), fu promossa in
serie A un anno più tardi vincendo il campionato di
serie B con sei punti di vantaggio sulla seconda, il
Napoli. Il nuovo tecnico,
Didier Deschamps,
si dimise prima della fine del campionato, dopo la promozione matematica: nell'estate del
2007 fu scelto di affidare la conduzione tecnica all'allenatore
romano Claudio Ranieri, cui seguirono nell'ordine
Ciro Ferrara – alla prima esperienza da allenatore –, già responsabile del settore giovanile, e
Alberto Zaccheroni, ufficializzato nel
gennaio 2010[32]. Il
19 maggio dello stesso anno, dopo la fine della
stagione, l'
imprenditore torinese Andrea Agnelli assume la presidenza del club al posto di Blanc – eletto al massimo incarico societario nell'ottobre 2009 – e vengono nominati
Giuseppe Marotta come nuovo direttore generale e
Luigi Delneri come nuovo allenatore del club, rispettivamente
[33].
Cronistoria
Cronistoria della Juventus Football Club
1897 ·
1º novembre, fondazione dello Sport Club Juventus. L'uniforme è una maglia rosa con cravatta e calzoncini neri.
1898 · Non prende parte al campionato nazionale.
1899 · Cambia denominazione in Foot-Ball Club Juventus
[15].
Non prende parte al campionato nazionale.
1900 · III Campionato Federale di Prima Categoria. Non supera il Girone Eliminatorio Piemontese.
1901 · Semifinale del Campionato Federale.
1902 · 2ª nel Girone Eliminatorio Piemontese dopo spareggio.
1903 · Adozione dell'uniforme a strisce bianconere e calzoncini bianchi.
Finalista del Campionato Federale.
1904 · Finalista del Campionato Federale.
1905 ·
Campione d'Italia (1º titolo).
1906 · Scissione societaria e fondazione del
Foot-Ball Club Torino[17].
2ª nel girone finale del Campionato Federale
[34].
1907 · 2ª nel Girone Eliminatorio Piemontese.
1908 · Vincitrice del Campionato Federale FIF (1º titolo).
2ª nel Girone Eliminatorio Piemontese del Campionato Italiano.
1909 · Vincitrice del Campionato Federale FIF (2º titolo).
3ª nel Girone Eliminatorio Piemontese del Campionato Italiano.
1909-10 · 3ª nel campionato a girone unico.
1910-11 · 9ª nel campionato ligure-lombardo-piemontese.
1911-12 · 8ª nel campionato ligure-lombardo-piemontese.
1912-13 · 6ª nel girone eliminatorio piemontese. Ripescata per ammissione nel girone lombardo
[18].
1913-14 · 2ª nel girone lombardo; 4ª nel girone finale del campionato del Nord Italia.
1914-15 · 2ª nel gruppo B del campionato dell'Alta Italia (girone piemontese centrale); 2ª nel gruppo A del girone semifinale Interregionale.
1915-16 · 1ª nel girone piemontese occidentale e 2ª nel girone finale della Coppa Federale di calcio
[35].
1916–
1919 · Sospensione attività sportive per
cause belliche.
1919-20 · 1ª nel gruppo A piemontese; 1ª nel girone B delle semifinali interregionali e 2ª nel girone finale del campionato del Nord Italia.
1920-21 · 4ª nel gruppo A del girone eliminatorio piemontese.
1921-22 · 6ª nel girone A di Prima Divisione
C.C.I.1922-23 · 5ª nel girone B di Prima Divisione.
1923 ·
23 luglio. Ingresso della famiglia Agnelli nella società
[3].
1923-24 · 5ª nel girone A di Prima Divisione
[36].
1924-25 · 3ª nel girone B di Prima Divisione
[36].
1925-26 ·
Campione d'Italia (2º titolo).
1926-27 · 3ª nel girone finale di Divisione Nazionale.
4º turno eliminatorio di Coppa Italia
[37].
1927-28 · 3ª nel girone finale di Divisione Nazionale
[36].
1928-29 · 2ª nel girone B di Divisione Nazionale
[38].
Quarti di finale di
Coppa dell'Europa Centrale.
1929 · Istituzione del campionato a girone unico.
1929-30 · 3ª in Serie A.
1930-31 ·
Campione d'Italia (3º titolo)
Quarti di finale di Coppa dell'Europa Centrale.
1931-32 ·
Campione d'Italia (4º titolo).
Semifinalista di Coppa dell'Europa Centrale
[39].
1932-33 ·
Campione d'Italia (5º titolo).
Semifinalista di Coppa dell'Europa Centrale.
1933-34 ·
Campione d'Italia (6º titolo).
Semifinalista di Coppa dell'Europa Centrale.
1934-35 ·
Campione d'Italia (7º titolo).
Semifinalista di Coppa dell'Europa Centrale.
1935-36 · 5ª in Serie A.
Quarti di finale di
Coppa Italia.
1936 ·
Italianizzazione del nome in Juventus con perdita di Foot-Ball Club.
1936-37 · 5ª in Serie A.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
1937-38 · 2ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa Italia (1º titolo).
Semifinalista di Coppa dell'Europa Centrale.
1938-39 · 8ª in Serie A.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
1939-40 · 3ª in Serie A.
Semifinalista di Coppa Italia.
1940-41 · 5ª in Serie A.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
1941-42 · 6ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa Italia (2º titolo).
1943 · Assume la denominazione societaria di Juventus-Cisitalia
[24].
1942-43 · 3ª in Serie A.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
1943–
1945 · Sospensione attività sportive per
cause belliche.
1944 · 2ª nel girone eliminatorio Ligure-Piemontese e 2ª nel Girone Ligure-Lombardo-Piemontese delle semifinali del Campionato di Guerra.
1945 · Assume il nome di Juventus Football Club.
1945-46 · 2ª nel girone finale della Divisione Nazionale.
1946-47 · 2ª in Serie A.
1947-48 · 3ª in Serie A
[36].
1948-49 · 4ª in Serie A.
1949-50 ·
Campione d'Italia (8º titolo)
1950-51 · 3ª in Serie A.
Finalista di
Coppa Rio[40].
1951-52 ·
Campione d'Italia (9º titolo).
3ª in
Coppa Latina 1952.
1952-53 · 2ª in Serie A.
1953-54 · 2ª in Serie A.
1954-55 · 7ª in Serie A.
1955-56 · 12ª in Serie A
[36].
1956-57 · 9ª in Serie A.
1957-58 ·
Campione d'Italia (10º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
1958-59 · 3ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa Italia (3º titolo).
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
1959-60 ·
Campione d'Italia (11º titolo).
Vincitrice della Coppa Italia (4º titolo).
1960-61 ·
Campione d'Italia (12º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
1961-62 · 12ª in Serie A.
Semifinalista in Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
1962-63 · 2ª in Serie A.
Quarti di finale di Coppa Italia.
1963-64 · 5ª in Serie A
[36].
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di
Coppa delle Fiere.
1964-65 · 4ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa Italia (5º titolo).
Finalista di Coppa delle Fiere.
1965-66 · 5ª in Serie A.
Semifinalista di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe.
1966-67 ·
Campione d'Italia (13º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa delle Fiere.
1967 ·
27 giugno, la Juventus Football Club diventa società per azioni
[41].
1967-68 · 3ª in Serie A.
1º turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa dei Campioni.
1968-69 · 5ª in Serie A.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.
1969-70 · 3ª in Serie A.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.
1970-71 · 4ª in Serie A.
1º turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa delle Fiere.
1971-72 ·
Campione d'Italia (14º titolo).
Girone di semifinale di Coppa Italia
Quarti di finale di
Coppa UEFA.
1972-73 ·
Campione d'Italia (15º titolo).
Finalista di Coppa Italia.
Finalista di Coppa dei Campioni.
1973-74 · 2ª in Serie A.
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
Sconfitta in Coppa Intercontinentale
[42].
1974-75 ·
Campione d'Italia (16º titolo).
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa UEFA.
1975-76 · 2ª in Serie A.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
1976-77 ·
Campione d'Italia (17º titolo).
Vincitrice della Coppa UEFA (1º titolo).
Girone di semifinale di Coppa Italia.
1977-78 ·
Campione d'Italia (18º titolo).
Girone di semifinale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa dei Campioni.
1978-79 · 3ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa Italia (6º titolo).
Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni.
1979-80 · 2ª in Serie A.
Semifinalista di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa delle Coppe.
1980-81 ·
Campione d'Italia (19º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
Finalista del
Torneo di Capodanno.
1981-82 ·
Campione d'Italia (20º titolo).
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
1982-83 · 2ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa Italia (7º titolo).
Finalista di Coppa dei Campioni.
1983-84 ·
Campione d'Italia (21º titolo).
Vincitrice della Coppa delle Coppe (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
1984-85 · 6ª in Serie A
[43].
Vincitrice della Supercoppa UEFA (1º titolo)
[44].
Campione d'Europa (1º titolo).
1985-86 ·
Campione d'Italia (22º titolo)
Campione del mondo per club (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa dei Campioni.
1986-87 · 2ª in Serie A.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
1987-88 · 6ª in Serie A
[45].
Semifinalista di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
1988 ·
12 luglio. La Juventus è insignita a
Ginevra (
Svizzera) della
Targa UEFA dall'
Unione Europea delle Federazioni Calcistiche quale prima nel continente a vincere le tre maggiori competizioni europee per club
[8].
1988-89 · 4ª in Serie A.
2º turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
1989-90 · 4ª in Serie A
[43].
Vincitrice della Coppa Italia (8º titolo)
Vincitrice della Coppa UEFA (2º titolo).
1990-91 · 7ª in Serie A.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa delle Coppe.
Sconfitta in Supercoppa Italiana.
1991-92 · 2ª in Serie A.
Finalista di Coppa Italia.
1992-93 · 4ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa UEFA (3º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
1993-94 · 2ª in Serie A.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA.
1994-95 ·
Campione d'Italia (23º titolo).
Vincitrice della Coppa Italia (9º titolo).
Finalista di Coppa UEFA.
1995-96 · 2ª in Serie A.
Campione d'Europa (2º titolo).
Vincitrice della Supercoppa d'Italia (1º titolo).
Ottavi di finale di Coppa Italia.
1996-97 ·
Campione d'Italia (24º titolo).
Vincitrice della Supercoppa UEFA (2º titolo).
Campione del mondo per club (2º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista di Champions League.
1997 ·
1º novembre, centenario della fondazione del club (Juvecentus).
1997-98 ·
Campione d'Italia (25º titolo).
Vincitrice della Supercoppa d'Italia (2º titolo).
Semifinalista di Coppa Italia.
Finalista di Champions League.
1998-99 · 7ª in Serie A
[46].
Quarti di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Champions League.
Sconfitta in Supercoppa Italiana.
1999-2000 · 2ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa Intertoto (1º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa UEFA.
2000 ·
23 dicembre. La Juventus è classificata al 7º posto (prima società calcistica italiana) nella lista dei
migliori club del XX secolo stilata dalla
FIFA[47].
2000-01 · 2ª in Serie A.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Prima fase di Champions League.
2001 ·
3 dicembre. La Juventus Football Club SpA avvia la quotazione in
Borsa[48][49].
2001-02 ·
Campione d'Italia (26º titolo).
Finalista di Coppa Italia.
Seconda fase di Champions League.
2002-03 ·
Campione d'Italia (27º titolo).
Vincitrice della Supercoppa d'Italia (3º titolo).
Quarti di finale di Coppa Italia.
Finalista di Champions League.
2003-04 · 3ª in Serie A.
Vincitrice della Supercoppa d'Italia (4º titolo).
Finalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
2004-05 · 1ª in Serie A (titolo revocato)
[50].
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
2005-06 · 20ª in Serie A. Retrocessa in
serie B[50].
Quarti di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Champions League.
Sconfitta in Supercoppa Italiana.
2006-07 · 1ª in Serie B. Promossa in Serie A.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
2007-08 · 3ª in Serie A.
Quarti di finale di Coppa Italia.
2008-09 · 2ª in Serie A.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Champions League.
2009 ·
10 settembre. La Juventus è classificata al 2º posto (prima società calcistica italiana) nel ranking dei
migliori club europei del XX secolo stilato dall'
Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio.
2009-10 · 7ª in Serie A.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Prima fase di Champions League.
Ottavi di finale di Europa League.
2010-11 · Stagione in corso.
Colori e simboli
Per approfondire, vedi la voce
Colori e simboli della Juventus Football Club.
Colori
La squadra nel
1903, prima stagione con le maglie bianconere
Dal
1903 l'uniforme di gioco della Juventus è una maglia a strisce verticali bianche e nere. I pantaloncini sono normalmente bianchi, talora neri
[14].
La maglia originale era di colore rosa con cravatta nera: tale scelta cromatica fu dovuta a un errore nella spedizione nei corredi ordinati per il club. In seguito, a causa dei frequenti lavaggi, la maglie si scolorirono in maniera talmente evidente che il club ne decise un cambio
[3].
Fu così chiesto all'
inglese John Savage, uno dei membri della società, di cercare nel suo Paese un kit da gioco più consono e resistente all'usura; Savage aveva un amico di
Nottingham tifoso del
Notts County, la cui maglia è a strisce bianconere; per tale ragione fu spedito a
Torino un set di uniformi analogo a quello usato dal Notts County
[51].
Simboli
Lo stemma
La
zebra, logo utilizzato negli
anni ottanta e
novantaUn logo del passato
Eccezion fatta per un logo in uso a cavallo tra gli
anni ottanta e
novanta, una
silhouette di una
zebra rampante con due stelle a simboleggiare i venti scudetti raggiunti, fin dagli
anni venti l'emblema della Juventus è rimasto sostanzialmente invariato
[52], essendo stato soggetto solamente a moderati restyling, il più recente dei quali risalente al
2004[53].
Esso raffigura uno
scudo ovale a strisce verticali bianche e nere, che nella versione più recente sono sette, quattro bianche e tre nere
[53]. Il nome del club è impresso in caratteri neri e sottolineato in oro su di un'area bianca convessa. Il gioco di ombreggiature del logo ha lo scopo di conferire ad esso un'apparenza di tridimensionalità
[53]. Nella parte inferiore dello stemma, in bianco su sfondo nero, è rappresentato il
toro, simbolo civico di
Torino.
In passato lo sfondo del nome del club fu anche di colore
blu Savoia, omaggio alla tradizione
sabauda di
Torino, e di forma concava
[52]. Anche lo sfondo dello stemma civico fu blu Savoia, mentre il toro e il nome del club erano di colore giallo-oro
[52].
Dal logo attuale sono state eliminate le due stelle, presenti fin dal
1982, in quanto considerate un riconoscimento sportivo (variabile nel tempo) e non un elemento d'identità del club
[53].
Inno ufficiale
L'
inno ufficiale della Juventus – il quinto nella storia del club – è Juve, storia di un grande amore, composto dal cantante e musicista
emiliano Paolo Belli nel
2007[54].
Vi sono altre canzoni scritte in omaggio alla squadra come Il cielo è bianconero, Vecchia Signora, Juve facci sognare e Magica Juve, tutte a opera del compositore Francesco De Felice
[55]. Tra quelle composte dagli artisti più noti, figura Juvecentus, opera di
Pierangelo Bertoli nel
1997, in occasione del centesimo anniversario della fondazione del club
[56].
Stadi
Per approfondire, vedi le voci
Stadio Olimpico di Torino,
Stadio Delle Alpi,
Stadio Comunale,
Stadio di Corso Marsiglia,
Stadio di Corso Sebastopoli,
Stadio Motovelodromo Umberto I e
Piazza d'Armi.
Lo Stadio di Corso Marsiglia, campo di gioco della Juventus dal
1922 al
1933Lo
stadio Comunale “Vittorio Pozzo”, impianto interno dal
1933 al
1990Lo
stadio delle Alpi, impianto interno dal
1990 al
2006Dalla stagione
2006-07 la Juventus disputa i suoi incontri interni nello
Stadio Olimpico, impianto in passato noto come Stadio Comunale, e già terreno casalingo della squadra dal
1933 al
1990. Lo Stadio Olimpico ha una capacità massima di 27.994 posti a sedere
[57], dopo la ristrutturazione avvenuta in occasione dei
Giochi Olimpici invernali che
Torino ospitò nel
2006. Nato come Stadio “Benito Mussolini” per dotare la città di un impianto che potesse ospitare le gare del
campionato del mondo 1934, ribattezzato dopo la
guerra Stadio Comunale e, in seguito, Stadio Comunale “Vittorio Pozzo”, esso ospitò 890 incontri di campionato della Juventus
[57] e, dal
1963, dopo la definitiva dismissione del “
Filadelfia”, fu condiviso con il
Torino; capace di circa 65.000 posti in piedi, fu utilizzato fino al
1990, anno in cui le due compagini cittadine si trasferirono al “
delle Alpi”, riservando il Comunale solo agli allenamenti della Juventus.
Il
18 giugno 2002 il Comune cedette l'impianto a titolo gratuito al
Torino in cambio dell'impegno del club granata a ristrutturarlo in tempo per i Giochi Olimpici (tale impegno non fu rispettato per sopravvenuto fallimento societario nel
2005 a seguito del quale il Comune riacquisì la titolarità della concessione dell'impianto) e, nel contempo, concesse lo sfruttamento dell'area dello
Stadio delle Alpi alla Juventus per 99 anni
[58]. Lo Stadio Olimpico è destinato a rimanere l'impianto interno della Juventus fino al completamento dei lavori del nuovo stadio di proprietà, che sorgerà sull'area dell'attuale “delle Alpi”.
Il citato
Stadio delle Alpi, costruito dal consorzio Acqua Marcia di Roma in occasione del
campionato del mondo 1990, fu l'impianto interno dal campionato
1990-91 a tutto il
2005-06; situato nel quartiere di
Vallette, nella periferia nord-occidentale di
Torino, era capace di poco più di 69.000 posti ed era dotato di un impianto di diffusione acustica che lo rendeva idoneo anche all'esecuzione di concerti. Nel periodo di utilizzo del delle Alpi, comunque, la Juventus scelse di disputare le proprie gare interne in stadi di altre città, quali ad esempio il
Manuzzi di
Cesena (
Coppa Italia,
Coppa Intertoto), il
Meazza di
Milano (semifinale e finale di
Coppa UEFA 1994-95) oppure la
Favorita di
Palermo (
Supercoppa UEFA 1996)
[58].
In assoluto, i primi impianti utilizzati dal club furono il
Parco del Valentino e il Cittadella, nel biennio
1897-
1898. Dal
1898 al
1908 fu utilizzato lo
Stadio Piazza d'Armi, tranne il biennio
1905-
1906, durante il quale il terreno di casa fu il
velodromo Umberto I[59].
Dal
1909 al
1922 l'impianto utilizzato fu quello di
Corso Sebastopoli e, dal
1922 al
1933, quello di
Corso Marsiglia, che fu teatro della conquista di 4 campionati, tre dei quali consecutivi
[60].
Il nuovo stadio
Per approfondire, vedi la voce
Juventus Arena.
È del
18 marzo 2008 la decisione del
consiglio di amministrazione della Juventus F.C. SpA di approvare il progetto per il nuovo stadio, destinato a sorgere sull'area del “
delle Alpi”
[61]; l'investimento complessivo per la realizzazione del nuovo impianto ammonta a 105 milioni di
euro[62].
L'opera, progettata dagli studi GAU e Shesa sotto il coordinamento degli
architetti Gino Zavanella ed Eloy Suarez e dell'
ingegnere Massimo Majowecki, è stata ufficialmente presentata il
20 novembre 2008 al
Lingotto[63]: prevista su un'area totale di 355.000
m² (di cui 45.000 destinati allo stadio, 155.000 ai servizi, 34.000 alle attività commerciali e 30.000 ad aree verdi e piazze
[61]), tutta la costruzione è a pianta rettangolare, circondata da due strutture semi-ellittiche destinate a ospitare le attività commerciali, i ristoranti e i bar: l'accesso alle tribune sarà garantito da specifiche passerelle inserite nei diversi settori dello stadio. Sono previsti anche palchi c.d.
VIP – disegnati da
Pininfarina SpA – affacciati direttamente sul prato
[61].
Lo stadio, definito «all'avanguardia» nei criteri di sicurezza per esso previsti
[61] e nell'abbattimento delle barriere architettoniche, prevede 41.000 spettatori seduti
[61], ed è concepito solo per il calcio, non avendo pista d'atletica intorno al campo; il terreno di gioco sarà ribassato di circa un metro e mezzo rispetto alle gradinate più basse, e non sono previste barriere né separazioni fisiche tra spalti e terreno
[64].
Esternamente lo stadio sarà rivestito da 40.000 lamine d'
alluminio oscillanti e riflettenti che, secondo il disegnatore
Giorgetto Giugiaro, daranno la sensazione di una «bandiera in movimento». La copertura, studiata in
galleria del vento e tenuta da due piloni, sarà semi-trasparente in modo da garantire il passaggio della luce sufficiente alla crescita dell'erba e contemporaneamente la protezione degli spettatori dai raggi solari. L'inaugurazione è prevista per
luglio 2011, in concomitanza con il 150º anniversario dell'
Unità d'Italia[65] e il pieno utilizzo per la stagione 2011-12.
La Juventus nella cultura popolare
Francobollo delle
poste italiane celebrativo della vittoria della Juventus in
Champions League 1995-96Nel corso degli anni la Juventus, oltre a imporsi come realtà sportiva nazionale e internazionale, ha acquisito un posto di rilievo nella
cultura della Nazione. Essa fu la prima, al pari del
Genoa, ad avere al seguito un “treno speciale” di
tifosi: accadde il
1º aprile 1906 in occasione dell'incontro di
campionato tra dette due squadre in campo neutro a
Milano, ripetizione di quello, disputato a
Torino, interrotto il
18 marzo precedente a causa della prima invasione di campo della storia del
calcio italiano[66].
Il 29º
derby della Mole disputatosi allo stadio di
Corso Marsiglia il
15 maggio 1932 fu il primo evento calcistico trasmesso in diretta
radiofonica nazionale dall'
EIAR, con la voce di
Nicolò Carosio. Inoltre, nel quadro delle trasmissioni sperimentali della
RAI (quelle ufficiali, anche sportive, ebbero inizio il
3 gennaio 1954[67]) l'incontro di
serie A Juventus-
Milan del
5 febbraio 1950 fu oggetto della prima diretta televisiva nazionale, per la voce di Carlo Balilla Bacarelli
[68].
A uno storico 0-5, subìto il
15 marzo 1931 al
Campo Testaccio della
Capitale a opera della
Roma di
Fulvio Bernardini, sono ispirati sia il primo
fonofilm italiano relativo al
calcio:
Cinque a zero (
1932), per la
regia di
Mario Bonnard[69] che il romanzo di
Mario Soldati Le due città (
1964)
[70]. Il club è stato anche punto di riferimento in altre opere di Soldati, quali
America primo amore (
1935)
[71], Un prato di papaveri. Diario 1947-1964 (
1973)
[72] e Lo specchio inclinato. Diario 1965-1971 (
1975)
[73].
Altri riferimenti alla Juventus si trovano in
La classe operaia va in paradiso di
Elio Petri (
1971), film vincitore del
Grand Prix al
Festival di Cannes 1972[74], in
Vacanze in America di
Carlo Vanzina (
1984), dove si assiste a una partita tra studenti juventini e romanisti a
Zabriskie Point, nella
Valle della Morte[75] e in
Santa Maradona di
Marco Ponti (
2001), nel quale si trova una scena ambientata allo Stadio delle Alpi durante l'incontro di
campionato tra i bianconeri e l'
Atalanta[76]. Per quanto riguarda i film di argomento più legato al calcio e al tifo, sul versante della satira di costume figura
Il presidente del Borgorosso Football Club di
Luigi Filippo D'Amico (
1970), in cui il personaggio eponimo, interpretato da
Alberto Sordi, ingaggia l'ex juventino
Omar Sivori, presente nel film nella parte di se stesso
[77]; nei primi
anni ottanta, in
Eccezzziunale… veramente, del citato Vanzina (
1982),
Diego Abatantuono rappresenta, nei tre episodi di cui si compone il film, rispettivamente un tifoso
milanista, uno
interista e uno juventino
[75]; stesso ruolo interpretò nel sequel, un quarto di secolo più tardi, in
Eccezzziunale… veramente - Capitolo secondo… me (
2006), ancora di Vanzina
[78]. Infine, sul fronte dell'analisi del disagio sociale e del tifo come valvola di sfogo dell'aggressività, figura il film
Ultrà di
Ricky Tognazzi (
1990), che parla delle vicende di un capotifoso della
Roma (interpretato da
Claudio Amendola) e del gruppo organizzato da lui guidato che si reca in trasferta a
Torino, dove ingaggia violenti scontri con i
Drughi, frangia di ultras bianconeri
[79].
Murale allusivo alla Juventus ad
Albuquerque,
Nuovo Messico (
Stati Uniti)
La
poesia-tributo Madama Juve, scritta in
piemontese dallo scrittore e giornalista
Giovanni Arpino, fu inclusa nel libro Opere (
1992), antologia a cura dei
poeti Giorgio Bàrberi Squarotti e Massimo Romano
[80]. Tale poesia, insieme ad altri omaggi alla Juventus composti da Arpino, è stata tradotta in
italiano dal
critico letterario torinese Bruno Quaranta e pubblicata nella sua opera Stile e stiletto (
1997)
[81]. Sempre a opera di Arpino sono altri riferimenti alla Juventus, citati in Racconti di vent'anni (
1974)
[82] e in Opere scelte (
2005), antologia letteraria, narrativa e giornalistica a cura dell'
italianista veneziano Rolando Damiani[83]. Ancora in ambito letterario la Juventus fa da sfondo, come punto di riferimento della vita del protagonista, nel romanzo di
Aldo Nove Puerto Plata Market
[84] e, nel romanzo del giornalista
Aldo Cazzullo I ragazzi di via Po, è parte del contesto storico-culturale della società torinese degli
anni cinquanta[85]. Entrambi i lavori citati sono del
1997. Più recentemente, nel
2003, i giornalisti Mario e Andrea Parodi hanno citato la Juventus di
Trapattoni campione d'Italia nel
1977 e
1978 all'interno del contesto storico e sociale della
crisi politico-istituzionale dell'Italia di quegli anni, nel loro libro In bianco e nero
[86].
Fuori dall'Italia la Juventus è citata come F.C. Piemonte nell'
anime giapponese Captain Tsubasa Road to 2002 (
2001) e con il suo nome vero nel
manga omonimo[87]. In
Inghilterra i tifosi del
Notts County sono usi intonare il loro coro da stadio It's just like watching Juve (È proprio come guardare la Juve), in riferimento alla comunanza cromatica delle uniformi dei due club, ogni volta che la loro squadra realizza una grande prestazione
[88].
Il
compositore torinese Domenico Seren Gay ha dedicato al club due canzoni: Juventus, presente nell'album Juventus/Maria (
1962) e Forza Juve, presente nell'album Forza Juve/Gioanin Pet Pet Sigàla (
1968)
[89].
Tra gli eventi culturali più recenti aventi come oggetto il club bianconero, figura la
mostra Juventus. 110 anni a opera di arte, organizzata in occasione del centodecimo anniversario della fondazione della società
[90] e tenutasi a
Palazzo Bricherasio a cura della fondazione omonima dal
26 ottobre al
2 dicembre 2007. Tale esposizione, curata dal critico d'arte Luca Beatrice, ha illustrato lo sviluppo della storia, dei personaggi e dei successi della Juventus e il suo rapporto con la città di Torino attraverso un'analisi artistica e culturale sul calcio
[90]:
« A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento. »
(Juventus. 110 anni a opera di arte,
2007[91].)
L'impegno in campo sociale
La Juventus è attiva nel campo sociale e
umanitario. Tra i programmi sociali intrapresi, figurano Fatti e Progetti per i Giovani, orientato al miglioramento della qualità di vita e a favorire l'accesso all'istruzione ai giovani extracomunitari minorenni
[92] tramite un centro di accoglienza, e la realizzazione – in collaborazione con la facoltà di Economia dell'
Università di Torino – di un corso di formazione allo studio del management sportivo
[92].
In ambito sanitario, in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera Regina Margherita-Sant'Anna di Torino partecipa al progetto Crescere insieme al Sant'Anna
[93], programma di ristrutturazione del reparto di Neonatologia Ospedaliera dell'ospedale “Sant'Anna”
[93] e sostiene le attività della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro
[92].
Altro
progetto comunitario della società bianconera è il “Centro di accoglienza” intitolato a
Edoardo Agnelli e realizzato in collaborazione con l'Associazione Gruppi di Volontariato Vincenziano al fine di dare ospitalità a madri in condizioni disagiate
[92].
Nel
2000, inoltre, la Juventus intraprese il progetto Un sogno per il Gaslini, allo scopo di dotare l'istituto
pediatrico “
G. Gaslini” di
Genova di una dépendance da adibire a luogo di studio e svago per i bambini ivi ricoverati, da realizzarsi tramite il recupero edilizio dell'abbazia di san Gerolamo, che si trova all'interno della struttura dell'ospedale. Per il raggiungimento dello scopo furono necessari 4,5 milioni di
euro, dei quali 2 donati dalla famiglia Gaslini, e i rimanenti raccolti dalla Juventus attraverso donazioni e iniziative di beneficenza organizzate dai propri giocatori, come la partecipazione in qualità di ospiti al
festival di Sanremo 2003[94] e al
programma televisivo Juventus, una squadra per amico
[95], la realizzazione e vendita di
libri fotografici e
CD, il più famoso dei quali fu, nel
2003, una versione del successo di
Lucio Battisti Il mio canto libero[96].
Rosa 2010-2011
Rosa e numerazione sono aggiornati al
31 gennaio 2011[97].
N.
Ruolo
Giocatore
1
PGianluigi Buffon2
DMarco Motta3
DGiorgio Chiellini4
CFelipe Melo5
CMohamed Sissoko6
DFabio Grosso7
CHasan Salihamidžić8
CClaudio Marchisio9
AVincenzo Iaquinta10
AAlessandro Del Piero (
capitano)
13
PAlexander Manninger14
CAlberto Aquilani15
DAndrea Barzagli17
DArmand TraoréN.
Ruolo
Giocatore
18
AFabio Quagliarella19
DLeonardo Bonucci20
ALuca Toni21
DZdeněk Grygera23
CSimone Pepe25
CJorge Andrés Martínez26
DLeandro Rinaudo27
CMiloš Krasić29
DPaolo De Ceglie30
PMarco Storari31
PMarco Costantino
32
AAlessandro Matri43
DFrederik Sørensen[98]Le nazionalità sono indicate secondo la
lista dei codici nazionali della FIFA.
Staff tecnico
Staff attuale dell'area sportiva
Staff attuale dell'area sportiva
Allenatore:
Luigi Delneri.
Allenatore in 2ª: Francesco Conti.
Preparatore portieri: Claudio Filippi.
Preparatori atletici: Roberto De Bellis e Luca Alimonta.
Responsabile settore medico: dr. Fabrizio Tencone.
Medico sociale: dr. Luca Stefanini.
Fisioterapisti: Aldo Esposito e Luigi Pochettino.
Massofisioterapisti: Dario Garbiero, Alfonso Casano, Marco Luison, Emanuele Randelli e Gianluca Scolaro.
Allenatore squadra Primavera:
Giovanni Bucaro.
Team manager: Matteo Fabris.
Risponsabile
settore giovanile: Giovanni Rossi.
Coordinatore settore giovanile:
Gianluca Pessotto.
Risponsabile medico settore giovanile: dr. Antonio Giordano.
Responsabili osservatori:
Mauro Sandreani.
Responsabile Juventus Soccer Schools: Marco Marchi.
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Rose delle stagioni precedenti
Juventus F.C. – Archivio delle stagioni
1898 · 1899 ·
1900 ·
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1915-16 · 1916-17 · 1917-18 · 1918-19 ·
1919-20 ·
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1931-32 ·
1932-33 ·
1933-34 ·
1934-35 ·
1935-36 ·
1936-37 ·
1937-38 ·
1938-39 ·
1939-40 ·
1940-41 ·
1941-42 ·
1942-43 ·
1944 · 1944-45 ·
1945-46 ·
1946-47 ·
1947-48 ·
1948-49 ·
1949-50 ·
1950-51 ·
1951-52 ·
1952-53 ·
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1964-65 ·
1965-66 ·
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1967-68 ·
1968-69 ·
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1972-73 ·
1973-74 ·
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1978-79 ·
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1983-84 ·
1984-85 ·
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1988-89 ·
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1992-93 ·
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1996-97 ·
1997-98 ·
1998-99 ·
1999-2000 ·
2000-01 ·
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2009-10 ·
2010-11Settore giovanile
Il settore giovanile della Juventus Football Club è composto di 17 squadre maschili che competono a livello nazionale ed eventualmente internazionale nei vari tornei di categoria
[99]. Per tutte, il proprio campo di allenamento è lo
Juventus Center, centro sportivo di proprietà della società bianconera con sede a
Vinovo (
TO)
[100].
Analogamente a quanto già intrapreso dagli
olandesi dell'
Ajax, la Juventus ha istituito alcune scuole calcio sotto forma di club-satellite
[101] e campi (Summer Camps) in tutta Italia (riservati ai giovani dagli 8 ai 16 anni) e all'estero, precisamente negli
Stati Uniti, in
Messico e in
Inghilterra (dagli 11 ai 16 anni)
[102].
Porta inoltre avanti progetti come Juventus University, la prima
università del calcio al mondo (con il supporto dell'
Università di Torino)
[103], Juventus National Academy che si rivolge, attraverso la creazione di una rete di scuole calcio dislocate sul territorio nazionale, ai ragazzi dai 6 ai 12 anni
[104] e il programma Juventus Soccer Schools International attraverso la gestione di scuole di calcio negli
Stati Uniti,
Canada,
Grecia,
Arabia Saudita,
Australia e
Svizzera[105].
Storicamente la Juventus ha sempre avuto una rete di osservatori giovanili su tutto il territorio nazionale, e anche all'estero
[101]. A titolo di esempio, limitatamente ai giocatori che hanno iniziato a militare in giovane età nella Juventus a partire dagli
anni sessanta, figurano
Pietro Anastasi (classe
1948, giunto a 20 anni da
Catania),
Franco Causio (
1949, nel
1966 giunto alla Juventus da
Lecce),
Giuseppe Furino (
1946, proveniente da
Palermo e alla Juventus dal
1965),
Roberto Bettega (
1950,
torinese e cresciuto nella società),
Paolo Rossi (
1956, da
Prato, che dal
1972 al
1975 militò nelle giovanili della società prima di tornarvi da professionista nel
1981).
Di essi, Furino fu convocato per il
campionato del mondo 1970 (unico giocatore della Juventus a prendere parte a tale edizione del torneo), Anastasi per quello del
1974, Causio per quelli del 1974 e
1978 (nonché quello del
1982, quando già tuttavia militava nell'
Udinese) così come Bettega (che non prese parte al campionato del 1982 causa infortunio), nonché Rossi, presente nel 1982 (e che nel 1978 partecipò da giocatore in comproprietà con il
Lanerossi Vicenza e con la maglia di quest'ultimo)
[106][107]. Il citato Rossi, inoltre, grazie alla vittoria nel
campionato del mondo 1982, oltre a laurearsi campione del mondo, vinse anche il
Pallone d'oro di quell'anno nonché la
Scarpa d'oro quale miglior marcatore di quell'edizione del torneo, con 6 goal, di cui 3 nel girone sostitutivo dei quarti di finale contro il
Brasile, sconfitto 3-2.
Tra gli altri calciatori di prestigio cresciuti nel vivaio della Juventus si segnalano
Carlo Bigatto I,
Gianpiero Combi (
campione del mondo nel 1934),
Pietro Rava (vincitore della medaglia d'oro nel
torneo olimpico di calcio 1934 e
campione del mondo nel 1938),
Carlo Parola,
Giovanni Viola e, soprattutto,
Giampiero Boniperti, da sempre legato alla Juventus, dalle giovanili alla carica di presidente e, attualmente, a quella di presidente onorario del club.
Più recentemente, dal settore giovanile della Juventus si sono messi in evidenza giocatori come
Raffaele Palladino,
Antonio Nocerino,
Sebastian Giovinco,
Claudio Marchisio,
Paolo De Ceglie,
Antonio Mirante e
Domenico Criscito, tutti militanti in
Serie A. Di essi, i citati Giovinco, Nocerino, Marchisio, De Ceglie e Criscito sono stati membri della
Nazionale che ha partecipato al
torneo olimpico di calcio 2008 a
Pechino[108] e della
Nazionale U-21 che ha raggiunto le semifinali del
torneo continentale disputato in
Svezia nel
2009[109].
Giocatori celebri
Per approfondire, vedi la voce
Calciatori della Juventus Football Club.
Boniperti (qui con
U. Agnelli), 444 presenze di campionato con la Juventus
In più di 110 anni di storia hanno vestito la maglia della Juventus oltre 700 calciatori, in gran parte italiani
[110]; alcuni di questi ultimi hanno anche
militato nella
Nazionale italiana.
Michel Platini, per tre anni consecutivi Pallone d'oro ai tempi della Juventus
Tra i calciatori italiani di rilievo che hanno militato nella Juventus figurano i già citati
Carlo Bigatto I, considerato il primo calciatore-simbolo della Juventus
[111],
Giampiero Boniperti, riconosciuto come il calciatore più rappresentativo della storia della società
[112],
Carlo Parola (autore della più famosa
rovesciata del calcio italiano, il cui gesto atletico ha ispirato l'inconfondibile marchio dell'
album Panini dei calciatori[113]),
Dino Zoff (vincitore, tra altri, di sei scudetti e una
Coppa UEFA con la Juventus, della quale difese la porta per 330 partite consecutive di campionato tra il
1972 e il
1983 e a tutt'oggi unico calciatore italiano ad avere vinto sia il
campionato d'Europa che quello
del mondo con l'
Italia, nominato dalla FIGC nel
2004 UEFA Golden Player italiano
[114]),
Gaetano Scirea,
Sergio Brio,
Antonio Cabrini e
Stefano Tacconi, quattro dei cinque soli calciatori ad aver vinto tutte le
competizioni ufficiali UEFA per club (il quinto essendo l'
olandese Danny Blind[115]),
Roberto Baggio, Pallone d'oro
1993 e
Alessandro Del Piero, attuale capitano e giocatore simbolo della squadra
[116], cinque volte campione d'Italia e, nel
1996, campione d'Europa e del mondo con la Juventus, nonché
campione del mondo 2006 con la Nazionale.
Tra i giocatori non italiani ad aver vestito la maglia della Juventus, inoltre, si segnalano negli
anni cinquanta e
sessanta l'argentino
Omar Sivori (che, oriundo, in seguito militò anche in Nazionale italiana), il
gallese John Charles, soprannominato per la sua stazza il gigante buono, centravanti di sicuro rendimento, che insieme al citato Sivori e a Boniperti formò un trio d'attacco che portò alla Juventus 3 scudetti; negli
anni settanta il
tedesco Helmut Haller, già campione d'Italia con il
Bologna, che alla Juventus vinse due titoli; fino al
1980 non fu più possibile ingaggiare calciatori non italiani; tra i più rappresentativi giunti in Italia dagli
anni ottanta in avanti, figurano i
francesi Michel Platini, soprannominato in patria le Roi (il re), campione d'Europa nel
1984 con la
sua Nazionale e nel
1985 con la Juventus, e
Zinédine Zidane, campione del mondo nel
1998 e d'Europa nel
2000 con la
Francia, campione del mondo di club con la Juventus e, con essa, vincitrice di due scudetti.
Presidenti e allenatori
Presidenti
Per approfondire, vedi la voce
Presidenti della Juventus Football Club.
In più di 110 anni di storia societaria, alla guida della Juventus si sono avvicendati 23 presidenti e 2 comitati di gestione
[117]. Il primo presidente della società bianconera fu Eugenio Canfari, uno dei soci
fondatori[3].
Il periodo più lungo in carica è appannaggio di
Giampiero Boniperti, alla guida della Juventus per 19 anni dal
1971 al
1990[117]; Boniperti, al pari del suo successore
Vittorio Caissotti di Chiusano, presidente dal
1990 al
2003, vanta il palmarès più ampio della storia del club
[118].
L'imprenditore
Umberto Agnelli, divenuto presidente a meno di 21 anni d'età, nel
1955, fu il più giovane a ricoprire tale carica
[3]. Da citare anche le presidenze degli
svizzeri Alfred Dick e Giuseppe Hess e del
francese Jean-Claude Blanc, gli unici non italiani a divenire presidenti del club
[3]. In particolare, Dick fu il presidente del primo scudetto bianconero (
1905).
Attualmente in carica è l'imprenditore
torinese Andrea Agnelli, eletto presidente il
28 aprile 2010 dall'
assemblea degli azionisti del club
[119].
Allenatori
Per approfondire, vedi la voce
Allenatori della Juventus Football Club.
Sono 42 gli allenatori ad avere avuto a tutt'oggi la conduzione tecnica della Juventus; 10 di essi hanno ricoperto l'incarico ad interim
[32].
Fino a tutto il secondo decennio del
XX secolo non esisteva un sistema dettagliato di allenamento in preparazione degli incontri di
campionato. In pratica i giocatori – studenti e lavoratori – avevano l'abitudine di ritrovarsi un paio di volte alla settimana al
velodromo di Corso Re Umberto per gli allenamenti, consistenti in partitelle e corse di velocità e/o resistenza, sempre sotto il coordinamento del
capitano della squadra
[120].
Il primo allenatore della storia bianconera fu l'
ungherese Jenő Károly, scelto dal presidente
Edoardo Agnelli nel
1923 al fine di introdurre innovazioni dal punto di vista tattico e strategico nel gioco della squadra
[3]. Károly allenò la squadra per 70 incontri fino alla morte, avvenuta nel
1926[3].
A vantare il mandato tecnico più lungo è tuttora
Giovanni Trapattoni, detto il Trap, rimasto alla guida della squadra per tredici stagioni, di cui dieci consecutive, dal
1976-77 al
1985-86 e poi dal
1991-92 al
1993-94. Sia il numero di stagioni consecutive che quello totale sono record per tecnici di club italiani
[32]. Il Trap vanta anche il primato complessivo di panchine (596) e di trofei vinti con il club (14, record tra gli allenatori italiani)
[32].
Da menzionare anche
Carlo Carcano, tecnico negli
anni trenta e unico allenatore in
Italia ad avere vinto quattro scudetti consecutivi, tra il
1931 e il
1934[21].
L'attuale allenatore della prima squadra è
Luigi Delneri, nato nel
1950, che ricopre l'incarico dal
19 maggio 2010[33].
Palmarès
Per approfondire, vedi la voce
Palmarès della Juventus Football Club.
Il palmarès della Juventus Football Club, la
società calcistica più titolata d'
Italia, è uno dei più prestigiosi a livello mondiale
[5][6]. Vincitrice del suo primo trofeo ufficiale nel
1905, la Juventus è il club di maggior successo nel
campionato nazionale, aggiudicandosi la competizione in 27 occasioni, compresa una striscia di
cinque titoli consecutivi dal
1931 al
1935 (record a pari merito con il
Torino e l'
Internazionale[121]). I bianconeri detengono il record per vittorie nella
Coppa Italia, principale
competizione di coppa nazionale del Paese (9, a pari merito con la
Roma), tra esse due consecutive (
1959 e
1960, primato nazionale). Il club vanta, inoltre, 4
Supercoppe d'Italia, per un totale di 40 vittorie in competizioni nazionali (anch'esso record), cui vanno sommate 11 vittorie in
tornei internazionali che ne fanno complessivamente il club italiano con il maggior numero di titoli ufficiali vinti, 51. Dalla sua fondazione, solo negli
anni 1910 il club torinese non ha vinto alcun trofeo ufficiale.
La formazione juventina detiene altresì il record italiano di
double, ovvero la vittoria del campionato di massima serie e della coppa nazionale nella stessa stagione (due, accadute nelle stagioni 1959-60 e 1994-95).
Vincitrice del suo primo trofeo internazionale ufficiale nel
1977 (
Coppa UEFA, nella circostanza vinta per la prima volta da un club
italiano e
sudeuropeo)
[122], i suoi 11 trofei vinti in competizioni
a livello confederale e
FIFA, tra cui due titoli di campione d'Europa (
1985 e
1996) e due di campione del mondo per club (idem), la rendono attualmente il secondo club italiano per vittorie, il terzo in Europa nonché il sesto nel mondo
[123]. La Juventus, uno degli unici tre club italiani ad avere realizzato in due occasioni il c.d. double internazionale con i successi in campionato e
Coppa UEFA e campionato e
Coppa delle Coppe, rispettivamente nelle stagioni 1976-77 e 1983-84, vanta ex æquo con il
Liverpool e l'
Internazionale il
primato per titoli vinti in Coppa UEFA, attualmente nota come
Europa League (3)
[122].
Competizioni nazionali
Campionato italiano: 27
1905;
1925-26;
1930-31;
1931-32;
1932-33;
1933-34;
1934-35;
1949-50;
1951-52;
1957-58 1959-60;
1960-61;
1966-67;
1971-72;
1972-73;
1974-75;
1976-77;
1977-78;
1980-81;
1981-82 1983-84;
1985-86;
1994-95;
1996-97;
1997-98;
2001-02;
2002-03Coppa Italia: 9
1937-38;
1941-42;
1958-59;
1959-60;
1964-65;
1978-79;
1982-83;
1989-90;
1994-95Supercoppa italiana: 4
1995; 1997; 2002; 2003
Campionato italiano di Serie B: 1
2006-07Competizioni internazionali
Coppa Intercontinentale: 2
1985;
1996Coppa dei Campioni/Champions League: 2
1984-85;
1995-96Coppa delle Coppe: 1
1983-84Coppa UEFA: 3
1976-77;
1989-90;
1992-93Supercoppa UEFA: 2
1984; 1996
Coppa Intertoto: 1
1999Competizioni giovanili
Per approfondire, vedi la voce
Palmarès del settore giovanile della Juventus Football Club.
La sezione giovanile della Juventus è una delle più vittoriose della sua categoria sia a livello nazionale, potendo vantare 9 titoli di
campione d'Italia, sia internazionale, con più di 70 trofei ufficiali, tra i quali alcuni relativi alle competizioni più importanti al mondo nella categoria come per esempio il
torneo di Viareggio, vinto 7 volte, la più recente delle quali nel
2010.
Nell'
agosto 2007 la squadra Under-19 della Juventus partecipò all'edizione inaugurale della
Champions Youth Cup in
Malesia, sorta di
campionato mondiale per club giovanili organizzato dal
G-14, classificandosi al secondo posto finale con la miglior difesa del torneo
[124].
Statistiche
Per approfondire, vedi la voce
Statistiche della Juventus Football Club.
Statistiche di squadra
Alessandro Del Piero, miglior marcatore della storia della Juventus
La Juventus esordì nel
campionato federale l'
11 marzo 1900. La stagione 2010-11 sarà dunque la sua 107ª stagione sportiva; nelle 106 precedenti, ha partecipato a 98 campionati di massima serie (11 di
Prima Categoria Nazionale, 5 di
Prima Divisione, 4 di
Divisione Nazionale e 78 di
serie A propriamente detta) e uno di
serie B (nel
2006-07), mentre in altre 7 occasioni non superò le eliminatorie del Comitato Regionale Piemontese. Nel corso delle 105 stagioni in massima serie la Juventus ha vinto 27 volte il campionato (record italiano), giungendo seconda in 20 tornei e terza in 14 (58,09% di piazzamenti nelle prime tre rispetto alle partecipazioni).
La vittoria in gara ufficiale con il maggior scarto fu un 15-0 a casa del Cento, secondo turno di
Coppa Italia 1926-27[125]. Limitatamente al campionato, il record fu invece un 11-0 realizzato due volte, nel
torneo 1928-29, contro
Fiorentina e
Fiumana, rispettivamente nella 2ª e 6ª giornata
[125].
La sconfitta con il maggior scarto fu invece uno 0-8 subìto dal
Torino nel
campionato federale 1912-13[126].
A fronte delle 9 vittorie in
Coppa Italia (record, detenuto a pari merito della
Roma) la Juventus ha disputato 13 finali di tale torneo
[127]. Singolarmente, pur essendo i due club che vantano il maggior numero di trofei vinti, Juventus e Roma non si sono mai affrontate direttamente in finale di tale competizione
[127].
La Juventus vanta anche, tra tutti i club italiani, il maggior numero di stagioni disputate nelle coppe europee, 49 (inclusa la stagione
2010-
11). Di esse, 43 sono relative a partecipazioni a
tornei ufficiali dell'UEFA (26 Coppe dei Campioni/
Champions League, 4
Coppe delle Coppe e 13 Coppe UEFA/
Europa League) e 6 alla
Coppa delle Fiere[128]; nel computo globale delle citate competizioni risulta il primo club italiano e quarto a livello europeo per numero di punti conquistati (458). Inoltre, è il club italiano con il maggior numero di partite disputate (346), partite vinte (194), gol realizzati (617),
differenza reti (+299) e percentuale di vittorie (56,07%) in competizioni UEFA a tutto l'
11 settembre 2010[129].
La Juventus è anche l'unico club italiano ad aver vinto una manifestazione internazionale ufficiale con una rosa composta esclusivamente da
calciatori provenienti da un solo Paese (
Coppa UEFA 1976-77)
[130].
La formazione bianconera ha disputato un totale di 18 finali in
competizioni ufficiali a livello internazionale, sesta al mondo, quarta in
Europa e seconda tra i club italiani in questa graduatoria
[131]. Delle 18 finali citate, 7 sono state giocate in
Coppa dei Campioni/UEFA Champions League (2 vittorie complessive), una in
Coppa delle Coppe (una vittoria), 4 in
Coppa UEFA (3 vittorie)
[122], una in
Coppa Intertoto (una vittoria)
[132], 2 in
Supercoppa UEFA (2 vittorie)
[133] e 3 in
Coppa Intercontinentale (2 vittorie)
[42].
Sempre in ambito internazionale, la Juventus è l'unico club del mondo ad avere vinto tutte le competizioni internazionali per club
[134] e uno dei tre club europei ad avere vinto tutte le tre principali
competizioni dell'UEFA. La Juventus fu la prima a raggiungere tale traguardo nel
1985, seguita dall'
Ajax nel
1992 e dal
Bayern Monaco nel
1996 e, per tale ragione, le fu riconosciuta la
Targa UEFA[135].
Statistiche individuali
Il giocatore che detiene il record di presenze in
serie A, a tutto il
6 febbraio 2011, è
Alessandro Del Piero con 444, cui vanno sommate 35 presenze in
serie B[136], che ne fanno complessivamente il giocatore juventino con il
maggior numero di presenze nei campionati italiani, 479. Il precedente record di presenze, superato il
6 febbraio 2011 apparteneva a
Giampiero Boniperti che, dal
1946 al
1961, scese in campo 443 volte
[137].
Attualmente il già citato Del Piero detiene il record assoluto di presenze ufficiali con la maglia bianconera, 664, nonché quello di gol, 281 (altro record), così ripartiti: 181 in serie A, 20 in serie B, 26 nelle Coppe nazionali, 53 nelle competizioni europee e 1 in
Coppa Intercontinentale[138][139]. Il precedente record di gol, superato nel
gennaio 2006, apparteneva al citato Boniperti con 182
[137][139].
Il miglior marcatore della Juventus in un campionato a girone unico fu
Borel II, con 32 gol in 34 gare nel
campionato 1933-34[140].
L'
ungherese Ferenc Hirzer, invece, detiene il record di gol segnati in un campionato di prima divisione, 35 in 26 incontri nel
Campionato Federale 1925-26. Analogo numero di reti segnò lo
svedese Gunnar Nordahl del
Milan, ma in un campionato a girone unico
[141].
Infine,
Omar Sivori detiene, insieme a
Silvio Piola, il record di marcature in una singola partita: 6 gol, segnati all'
Internazionale nella 28ª giornata del
campionato 1960-61.
La Juventus e la Nazionale italiana
Per approfondire, vedi le voci
Nazionale di calcio dell'Italia e
Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia.
Nazionale italiana al
campionato del mondo 1978 prima della partita inaugurale contro la
Francia: vi figurano 8 giocatori all'epoca militanti nella Juventus
[142]Al
6 febbraio 2011 la Juventus è il club che ha fornito il
maggior numero di giocatori alla
Nazionale italiana: a tale data, infatti, 130 elementi hanno vestito la maglia azzurra all'epoca della loro militanza juventina (a fronte dei 105 dell'
Internazionale e degli 88 del
Milan[143][144]).
Sono 22 in totale i giocatori della Juventus militanti nelle selezioni nazionali italiane
campioni del mondo: 9 nel
1934 (
Bertolini,
Borel II,
Caligaris,
Combi,
Ferrari,
Monti,
Orsi,
Rosetta e
Varglien I), 2 nel
1938 (
Foni e
Rava), 6 nel
1982 (
Zoff,
Gentile,
Cabrini,
Scirea,
Tardelli e
P. Rossi) e 5 nel
2006 (
Buffon,
F. Cannavaro,
Camoranesi,
Zambrotta e
Del Piero)
[145]. Tre sono, invece, i calciatori della Juventus laureatisi campioni d'Europa con la Nazionale, nel
1968 (
Bercellino,
Càstano e
Salvadore).
Il contributo maggiore in elementi prestati alla Nazionale in una competizione a livello
UEFA/
FIFA[146] risale al
campionato del mondo 1978, edizione in cui il club bianconero schierò in maglia azzurra nove uomini in due occasioni: la prima è stato l'incontro di prima fase contro i padroni di casa dell'
Argentina del
10 giugno, tutti i nove giocatori juventini furono schierati in campo:
Zoff,
Gentile,
Cabrini,
Benetti,
Scirea,
Causio,
Tardelli e
Bettega dal primo minuto, poi dal 6'
Cuccureddu subentrato al
bolognese Bellugi[147]; mentre che la seconda è stato l'incontro di seconda fase contro l'
Olanda del
21 giugno, in cui i nove giocatori bianconeri già citati furono schierati in campo dal primo minuto (record italiano in competizioni ufficiali)
[148].
La Juventus guida la particolare classifica dei club che vantano giocatori campioni del mondo con la propria Nazionale, con 24: ai 22 citati vanno infatti aggiunti
Didier Deschamps e
Zinédine Zidane, campioni nel
1998 con la
Francia: precede in tale graduatoria
Internazionale (20), la coppia
Bayern Monaco-
Roma (16 a testa) e
Santos (15)
[149].
Quanto al
campionato d'Europa, oltre ai tre citati, altri tre giocatori sono vincitori del torneo con Nazionali diverse da quella italiana:
Luis del Sol (
Spagna,
1964),
Michel Platini (
Francia,
1984) e il già menzionato Zinédine Zidane (idem,
2000).
Ancora, in occasione della finale del citato
campionato del mondo 2006, la Juventus ha stabilito un ulteriore
record internazionale in quanto, oltre ai cinque Nazionali italiani dei quali si è fatta menzione, scesero in campo tre bianconeri con la maglia francese:
Lilian Thuram,
Patrick Vieira e
David Trézéguet[150], per un totale di otto finalisti di uno stesso club sul terreno di gioco.
Struttura societaria
La Juventus Football Club è, dal
27 giugno 1967, una
società per azioni[41] a capitale interamente privato. Dal
1º marzo 2009 la società che controlla la maggioranza del capitale azionario della Juventus è la finanziaria
Exor, nata dalla fusione di
IFIL Investment S.p.A e Istituto Finanziario Industriale, entrambe
holding controllate dalla
Giovanni Agnelli e C. S.a.p.a[151], che attualmente detiene il 55,016% della citata Exor e, tramite quest'ultima, il 60,001% del capitale azionario della Juventus
[151][152]. Il rimanente capitale azionario è detenuto dalla
Libyan Arab Foreign Investment Company (LAFICO) al 7,5% e da azionisti diffusi al 32,5%
[153].
Il campo d'allenamento della Juventus è di proprietà dell'azienda Campi di Vinovo S.p.A, controllata al 71,3% dal club
[154].
Secondo l'attuale
organigramma societario, la Juventus è articolata su 7 aree interne: Amministrazione e Finanza, Risorse umane, Informazione tecnologica, Area commerciale, Pianificazione, Controllo e progetti speciali, Area comunicazione e Area sportiva
[155]. La società è guidata da un
consiglio di amministrazione composto da undici membri eletti dalla proprietà tra cui il presidente
Andrea Agnelli e l'amministratore delegato
Jean-Claude Blanc[156].
Dal
3 dicembre 2001 la Juventus è quotata alla
Borsa italiana[49] nel
segmento STAR, uno degli
indici azionari di maggior successo in
Europa e nel mondo
[157].
Dal
1º luglio 2008 la società bianconera ha implementato un
sistema di gestione della sicurezza per i lavoratori e gli atleti in conformità ai requisiti previsti dalla norma internazionale
OHSAS 18001:
2007[158] e un sistema di gestione della qualità del settore medico secondo la norma internazionale
ISO 9001:2000[159].
In base a quanto emerge del c.d. Deloitte Football Money League 2011, rapporto stilato dalla società di revisione e consulenza aziendale statunitense
Deloitte Touche Tohmatsu, la Juventus risulta essere il decimo club a livello mondiale in termini di
fatturato (205 milioni di
euro a tutto il
30 giugno 2010)
[160].
Il club torinese è anche uno dei membri fondatori dell'
ECA – Associazione dei Club Europei, organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso
G-14, e composta dai principali club calcistici riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla
FIFA.
Organigramma della società
Staff attuale dell'area amministrativa
Staff attuale dell'area amministrativa
Proprietà:
Famiglia Agnelli.
Presidenti onorari:
Giampiero Boniperti e
Franzo Grande Stevens.
Presidente:
Andrea Agnelli.
Amministratore delegato:
Jean-Claude Blanc.
Direttore generale:
Giuseppe Marotta.
Direttore sportivo:
Fabio Paratici.
Consiglio di amministrazione: Andrea Agnelli, Jean-Claude Blanc, Carlo Barel di Sant'Albano, Riccardo Montanaro, Marzio Saà, Camillo Venesio, Khaled Fared Zentuti, Michele Briamonte, Giuseppe Marotta, Aldo Mazzia e
Pavel Nedvěd.
Controllo interno: Marzio Saà (presidente), Riccardo Montanaro e Camillo Venesio.
Comitato remunerazioni e nomine: Carlo Barel Di Sant'Albano (presidente), Riccardo Montanaro e Camillo Venesio.
Collegio sindacale: Paolo Piccatti (presidente), Roberto Petrignani e Roberto Longo (sindaci effettivi).
Direttore commerciale: carica vacante.
Direttore amministrazione e finanza: Michele Bergero.
Direttore pianificazione, controllo e progetti speciali: Stefano Bertola.
Direttore risorse umane: Alessandro Sorbone.
Direttore comunicazione e relazioni esterne: Claudio Albanese.
Direttore
Juventus Channel: Giuseppe Gattino.
Responsabile Information Technology: Claudio Leonardi.
Responsabile gestione e controllo investimenti immobiliari: Riccardo Abrate.
Responsabile marketing: Alessandro Sandiano.
Direttore
Juventus Center: Vittorio Ferrino.
Responsabile segreteria sportiva: Francesco Gianello.
Addetti stampa senior: Marco Girotto.
Addetti stampa e editoria: Fabio Ellena e Gabriella Ravizzotti.
Responsabile contenuti editoriali: Enrica Tarchi.
Comunicazione corporate: Stefano Coscia.
[[Leggi...]]
Sponsor tecnici e ufficiali
Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor tecnici
dal 1979-80 al 1999-2000:
Kappadal 2000-01 al 2002-03:
Lottodal 2003-04:
Nike[[Leggi...]]
Cronologia degli sponsor ufficiali
Cronologia degli sponsor ufficiali
dal 1981-82 al 1988-89:
Aristondal 1989-90 al 1991-92:
UPIMdal 1992-93 al 1994-95:
Danonedal 1995-96 al 1997-98:
Sonydal 1998-99 al 1999-2000:
D+ Libertà digitale/
Tele+1999-2000 (solo coppe):
Sony2000-01: Sportal.com/
Tele+2001-02:
Fastweb (campionato)/Tu Mobile (coppe)
dal 2002-03 al 2003-04:
Fastweb (campionato)/
Tamoil (coppe)
2004-05:
SKY Sport (campionato)/
Tamoil (coppe)
Dal 2005-06 al 2006-07:
TamoilDal 2007-08 al 2009-10:
Gruppo FIAT (
New Holland)
Dal 2010-11: BetClic (prima divisa)/
Balocco (seconda divisa)
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Sedi sociali e campi di gioco
Cronologia delle sedi sociali
Cronologia delle sedi sociali
1898: Via Montevecchio
1899: Via Piazzi, 4
Dal 1900 al 1902: Via Gazometro, 14
Dal 1903 al 1904: Via Pastrengo
Dal 1905 al 1906: Via Donati, 1
Dal 1919 al 1921: Via Carlo Alberto, 43
Stagione 1921-22: Via Botero, 16
Dal 1923 al 1933: Corso Marsiglia
Dal 1934 al 1943: Via Bogino, 12
Dal 1944 al 1947: Corso IV Novembre, 151
Dal 1948 al 1964: Piazza San Carlo, 206
Dal 1965 al 1985: Galleria San Federico, 54
Dal 1986 al 2000: Piazza Crimea, 7
Dal 2001: Corso Galileo Ferraris, 32
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Cronologia dei campi di gioco
Cronologia dei campi di gioco
Dal 1897 al 1898: Parco del Valentino e Parco Cittadella
Dal
1899 al
6/3/
1904: Stadio Piazza d'Armi
Dal
19/2/
1905 al
29/4/
1906: Velodromo Umberto I
Dal
3/2/
1907 al
8/3/
1908: Stadio Piazza d'Armi
Dal
17/1/
1909 al
19/11/
1922: Campo di Corso Sebastopoli
Dal
7/1/
1923 al
5/11/
1933: Campo di Corso Marsiglia
Dal
19/11/
1933 al
2/5/
1990: Stadio Comunale
Dal
5/9/
1990 al
7/5/
2006: Stadio delle Alpi
Dal
16/9/
2006: Stadio Olimpico di Torino
[[Leggi...]]
Tifoseria
Per approfondire, vedi la voce
Tifoseria della Juventus Football Club.
Bandiera celebrativa del 109º anniversario della Juventus,
Stadio Olimpico,
1º novembre 2006I sostenitori della Juventus sono quantificabili in oltre 12 milioni in
Italia[10] secondo il più recente sondaggio di settore condotto dall'istituto Demos & Pi e pubblicato nel settembre
2010 sul quotidiano
la Repubblica: con il 29% di preferenze da parte del campione esaminato, il club torinese risulta essere il più sostenuto in Italia
[10]. La società vanta, inoltre, circa di 180 milioni di simpatizzanti in tutto il mondo, di cui 43 nella sola
Europa[11]. Numerosi sono anche i
fan club sparsi per tutto il mondo
[161], in particolare nei Paesi a forte
emigrazione italiana[162].
Il tifo per la Juventus, tradizionalmente eterogeneo dal punto di vista sociologico e geograficamente uniforme in tutto il Paese
[10], è molto marcato anche nel
Mezzogiorno d'
Italia e nelle
isole[163], il che garantisce un seguito rilevante alla squadra anche durante gli incontri esterni. Tale caratteristica di diffusione del tifo fa della Juventus, dal punto di vista sociologico, una squadra «nazionale»
[164]. Frequente è anche il caso di tifosi organizzati che, anche da luoghi geograficamente lontani del Paese, raggiungono con regolarità
Torino per gli incontri interni della squadra
[164].
Per quanto riguarda gli orientamenti politici delle tifoserie organizzate, in base a un rapporto della
Polizia di Stato del
2003 quello della Juventus risultava prevalentemente attestato su posizioni di
destra[165][166]; tuttavia, fuori dalle frange organizzate, l'orientamento politico della tifoseria, in ragione della sua eterogeneità sociale e territoriale, risulta non discostarsi in misura significativa da quelli più diffusi genericamente a livello di popolazione nazionale: è quanto emerse da un sondaggio condotto da ACNielsen citato nel
2004 dalla rivista
Diario, in cui si stabilì che quella della Juventus è una tra le poche tifoserie a esprimersi elettoralmente in maniera pressoché equanime tra destra e
sinistra[167].
Cenni storici
Tifoseria juventina allo
Stadio Comunale di Torino durante gli
anni 1970Il pensiero comune d'inizio
XX secolo voleva che il tifo per la Juventus fosse appannaggio delle classi
borghesi, laddove quello per la sua rivale cittadina, il
Torino, traesse linfa dalle classi
popolari e proletarie[168]. Qualche decennio dopo, con l'ingresso degli
Agnelli nel capitale societario della c.d. Vecchia Signora (
1923), il tifo per la squadra si diffuse anche tra gli operai meccanici dell'industria di proprietà della famiglia, la
FIAT. Essendo iniziato un
fenomeno migratorio – poi divenuto massiccio nel secondo dopoguerra – verso
Torino e gli altri grandi poli industriali del
Settentrione da parte dei lavoratori
meridionali in cerca di impiego, la Juventus, già dagli
anni trenta, divenne il primo club
italiano ad avere una tifoseria non più connotata campanilisticamente o, al più, regionalmente, ma a carattere nazionale
[169][170].
Con il consolidamento dei flussi migratori interni avvenuti tra gli
anni cinquanta e i primi
settanta la Juventus sembrò rappresentare, attraverso i suoi tifosi, lo spirito del nuovo lavoratore immigrato
piemontese, mentre la tifoseria del
Torino rimase legata all'ambiente culturale di marca prettamente
torinese e cittadina
[169]. In anni più recenti, comunque, le differenze sociali e culturali fra le due opposte tifoserie si sono sempre più affievolite fino ad essere oramai, di fatto, nulle.
Gemellaggi e rivalità
Murale allusivo al gemellaggio tra la tifoseria organizzata della Juventus e quella dell'
ADO Den Haag e in ricordo delle vittime della
Strage dell'Heysel a
L'Aia (
Paesi Bassi)
Non risultano ufficialmente gemellaggi di tifoserie
italiane con quelle della Juventus: per circa un ventennio a partire dagli
anni ottanta, coincidenti con la presenza in
serie A della compagine
irpina, vi fu un gemellaggio con la tifoseria dell'
Avellino, poi sciolto per iniziativa di alcune frange di tifosi biancoverdi a fine
anni novanta[171][172]. Fuori dal Paese esistono accordi di gemellaggio con i tifosi organizzati dell'
ADO Den Haag, compagine
olandese dell'
Aia, e con quelli del
Legia Varsavia,
polacca[173].
La tifoseria rivale d'elezione è, come per tutti i casi di avversarie della stessa città, quella del
Torino. A seguire, quella dell'
Internazionale, fin dagli
anni sessanta[174], e quella del
Milan, nonostante per lungo tempo le due società abbiano tenuto buoni rapporti sportivo-commerciali con reciproci scambi di giocatori
[175].
Più recenti, e legate all'imporsi alla ribalta negli
anni ottanta delle loro squadre con conseguente lotta sportiva per la conquista del primato nazionale, le rivalità con la tifoseria della
Fiorentina, legata principalmente alla lotta-scudetto del
campionato 1981-82[176], e con quella della
Roma, che fino alla metà di quel decennio fu la più valida contendente dei bianconeri al titolo
[177].
La
Curva Scirea allo
Stadio delle Alpi è sempre stata il settore occupato durante le gare casalinghe dai
nuclei più accesi della tifoseria organizzata. Attualmente, allo
stadio Olimpico, i tifosi occupano la
Curva Filadelfia[178].
Note
^ Grande Storia della Juventus,
2007, cit.
^ Il nome “Juventus” è una licenza letterale in
piemontese del sostantivo
lat. iuventus. Cfr. Casimiro Zalli, Dizionario piemontese-italiano, latino e francese (vol. 1), edizione seconda e di nuovi vocaboli arricchita, Carmagnola, Tipografia di Pietro Barbiè
1830, pag. 403
^
a b c d e f g h i j k l Juventus – Storia,
op. cit.^ Sono tuttora attive in
Italia sei società sportive fondate prima del
1897 ma le cui sezioni calcistiche sono nate dopo la fondazione della Juventus oppure, anche qualora nate prima, ormai non sono più esistenti. Esse sono la
Ginnastica Torino (fondata nel
1844, sezione calcio esistita dal
1897 al
1902); l'
Internazionale Torino (
1891-
1899), la
Ginnastica Sampierdarenese di
Genova (fondata nel
1891, sezione calcio nata nel
1911, nel
1946 confluita nella
Sampdoria), la
Pro Vercelli (nata come società di ginnastica nel
1892 e calcistica nel
1903), il
Football Club Torinese (nato nel
1894 e confluito nel
1906 nel
Torino) e infine l'
Andrea Doria, genovese (fondato come club di ginnastica nel
1895, e la cui sezione calcistica, nata nel
1900, fu un'altra delle squadre che diede origine alla citata Sampdoria).
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a b Torino FC: La fondazione. URL consultato il 26-09-2008.
^
a b Nel campionato italiano 1912-13, il primo a prevedere la
retrocessione, la Juventus si classificò all'ultimo posto del girone piemontese con 3 punti in 10 giornate. Le altre squadre del c.d. Torneo Maggiore piazzatesi ultime e destinate alla retrocessione furono l'
Internazionale Napoli, zero punti nel girone meridionale; l'
Alba Roma, anch'essa a zero punti, nel girone
laziale; il
Pisa, 4 punti nel girone
toscano; il
Racing Libertas, 1 punto nel girone
lombardo-
ligure; il
Modena, 1 punto nel girone
veneto-
emiliano. A seguito delle proteste di tutti i club citati, Juventus compresa, la
FIGC, nel corso dell'assemblea di preparazione del campionato successivo, decise la riforma dei tornei, allargando il numero delle partecipanti e, quindi, ripescando tutte le retrocesse. Fu stabilito di scorporare la Liguria dal girone lombardo-ligure per accorparla a quello piemontese; a seguito della saturazione del nuovo girone così sorto, il
Novara, penultimo nel campionato precedente, fu trasferito al girone lombardo; la Juventus seguì le vicende della sua corregionale, ma in sostituzione di una neo-promossa lombarda, il
Brescia, a sua volta spostato nel girone veneto. Per ulteriori informazioni sull'origine del sistema di retrocessione e promozione nel calcio italiano, cfr. anche Davide Rota e Silvio Brognara, Football dal 1902 – la storia della Biellese, ed. Il Biellese, Biella
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seconda guerra mondiale fu ribattezzato Coppa Dr. Gerö.
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^ Per delibera della FIF avendo rinunciato a disputare la finale di spareggio contro il
Milan Foot-Ball Club.
^ L'edizione del campionato federale
stagione 1914-15 fu sospesa per gli eventi
bellici.
^
a b c d e f Per
quoziente reti.
^ Torneo successivamente interrotto per decisione della
FIGC per mancanza di date disponibili per lo svolgimento degli incontri.
^ Le prime 9 classificate dei due gironi di
Div. Naz. 1928-29 andarono a formare la
serie A 1929-30; le squadre dal 10º posto a scendere formarono il campionato di
serie B.
^ A causa di illeciti compiuti da alcuni giocatori della squadra
cecoslovacca dello
Slavia Praga, avversario della Juventus in semifinale, l'incontro fu annullato ed entrambe le squadre furono escluse dalla competizione. Il comitato organizzatore assegnò la vittoria finale al
Bologna.
^ (
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^
a b Prospetto informativo OPV,
op. cit., pag. 53
^
a b La Juventus partecipò alla
Coppa Intercontinentale del
1973 contro l'
Independiente in luogo dell'
Ajax campione d'Europa. La partita fu disputata in gara unica allo
stadio Olimpico di Roma il
28 novembre 1973 e fu vinta dagli argentini con un autogoal di
Gentile su tiro di
Bochini.
^
a b Per
differenza reti.
^ Incontro disputato, per accordo con il
Liverpool campione d'Europa 1984, in gara unica a
Torino il
16 gennaio 1985 e vinto dalla Juventus 2-0 (
Boniek 2).
^ A seguito di spareggio vinto contro il
Torino 4-2 dopo i calci di rigore (0-0).
^ A seguito di spareggio perso contro l'
Udinese 0-0 e 1-1 per la regola dei goal fuori casa.
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a b IPO: Juventus Football Club. URL consultato il 26-09-2008.
^
a b A seguito di sentenza della
Commissione di Appello Federale in merito ai fatti oggetto dello
scandalo del calcio italiano del 2006, lo scudetto vinto dalla Juventus nel
campionato 2004-05 fu revocato e non più assegnato; inoltre, per illecito sportivo, la Juventus fu declassata dal 1º al 20º posto del
campionato 2005-06 e retrocessa in
serie B per la stagione
2006-07.
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^ Frisoli,
op. cit., pag. 16
^ Luguori, Smargiasse,
op. cit., pagg. 19-20, 226
^ Soldati,
op. cit.^ Idem,
op. cit., pag. 93
^ Idem,
op. cit., pag. 38
^ Idem,
op. cit., pagg. 103, 104
^ Scheda su
La classe operaia va in paradiso dell'
Internet Movie Database^
a b Luguori, Smargiasse,
op. cit., pag. 227
^ Scheda su
Santa Maradona dell'
Internet Movie Database^ Scheda su
Il presidente del Borgorosso Football Club dell'
Internet Movie Database^ Scheda su
Eccezzziunale… veramente - Capitolo secondo… me dell'
Internet Movie Database^ Luguori, Smargiasse,
op. cit., pagg. 124-125
^ Arpino,
op. cit., pag. 630
^ Quaranta,
op. cit.^ Arpino,
op. cit., pag. 183
^ Damiani,
op. cit., pag. 1683
^ Nove,
op. cit.^ Cazzullo,
op. cit., pagg. 38-39, 112, 169
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op. cit., pag. 173
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a b Beatrice,
op. cit.^ Idem,
op. cit., «Torino siamo noi», pag. 5
^
a b c d Cuore Juventus – Solidarietà,
op. cit.^
a b Cuore Juventus – Sant'Anna,
op. cit.^ Giannotti,
op. cit., pag. 119
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^ L'
Internazionale è stato classificata al terzo posto nel
campionato 2005-06, ma fu proclammata vincitrice del citato torneo in seguito alle penalizzazioni inflitte alla Juventus (1ª) e il
Milan (2ª) dopo le sentenze della
Commissione di Appello Federale il
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^ Con 11 trofei in bacheca la Juventus è – insieme al
Liverpool e il
Barcellona – la terza squadra europea per numero di
titoli ufficiali vinti a livello internazionale (alle spalle di
Milan con 18 trofei vinti e
Real Madrid con 15 trofei). Nel mondo è la sesta squadra col maggior numero di trofei internazionali ufficiali vinti e riconosciuti da ciascuna delle sei
confederazioni affiliate alla
FIFA ex æquo con il
São Paulo e le compagini inglese e spagnola prima citate (alle spalle solo del
Boca Juniors, con 18 trofei vinti, dell'
Independiente, con 16 trofei vinti, del Real Madrid e del Milan, e dell'
Al-Ahly SC, squadra che vanta 14 trofei internazionali).
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^ Relativamente alla
serie B, Alessandro Del Piero vanta anche 14 incontri e 1 goal con il
Padova tra il
1991 e il
1993.
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^ Gli 8 giocatori della Juventus presenti in tale formazione erano
Romeo Benetti,
Dino Zoff,
Roberto Bettega,
Claudio Gentile,
Franco Causio,
Antonio Cabrini,
Gaetano Scirea e
Marco Tardelli. Cfr. (
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^ La formazione della
Nazionale italiana nella gara contro la rappresentativa
ungherese del
20 ottobre 1933, per la terza giornata della
terza edizione della Coppa Internazionale di calcio, torneo predecessore dell'attuale
campionato europeo, era composta da Combi; Rosetta, Caligaris (
C);
Pizziolo, Monti, Bertolini;
Guarisi, Cesarini, Borel II, Ferrari ed Orsi. Da notare il fatto che tutti i calciatori sopracitati, con le sole eccezioni di
Mario Pizziolo e
Anfilogino Guarisi, rispettivamente tesserati per
Lazio e
Fiorentina, militavano all'epoca nella Juventus. Il posto di Giovanni Ferrari fu occupato da
Giuseppe Meazza (della
Ambrosiana-Inter) in formazione del
3 dicembre 1933 contro la
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op. cit., pag. 111
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op. cit., paragrafo Curve elettorali: dal sondaggio, condotto dopo le
elezioni politiche italiane del 2001 su un campione non appartenente a gruppi organizzati di tifosi, emerse che le percentuali di preferenze politiche espresse dai sostenitori di Juventus e
Internazionale furono sostanzialmente analoghe a quelle generali dell'elettorato; tra i dati più divergenti dalla media nazionale figurarono il 41% dei sostenitori del
Milan che dichiararono di avere espresso la propria preferenza politica per
Forza Italia, partito guidato da
Silvio Berlusconi che in quella tornata elettorale aveva conseguito il 29,4 per cento su base nazionale, e, al contrario, il 64,2 dei sostenitori della
Roma che dichiarò di avere votato per
Democratici di Sinistra e
Margherita, altresì fermatesi, collettivamente, al 31% nel responso delle urne.
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Gaetano Scirea (1953-1989), libero e capitano della Juventus dal 1984 fino a fine carriera. Il nome “Filadelfia” deriva invece dalla strada che passa sotto la Tribuna Sud dell'Olimpico, via Filadelfia.
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mSquadre di calcio vincitrici della
Coppa Intertoto - Cronologia
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Strasburgo (
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O. Marsiglia e
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Perella Weinberg Partners LP
Servizi inmobiliari
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http://it.wikipedia.org/wiki/Juventus_Football_Club