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Auguro a voi tutti un buon viaggio nel mio blog.
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Visualizzazione post con etichetta Enzo Ferrari. Mostra tutti i post
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giovedì 28 aprile 2011
domenica 27 febbraio 2011
Luca Cordero di Montezemolo
Luca Cordero di Montezemolo (Bologna, 31 agosto 1947) è un dirigente d'azienda italiano.
Presidente della Ferrari S.p.A. (dal 1991) di cui è stato anche Amministratore Delegato (fino a settembre 2006), presidente della FIAT S.p.A. (dal 2004 al 2010), della Fiera Internazionale di Bologna, ex presidente della Luiss (dal 2003 al 2010) e di NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori); Consigliere di Amministrazione del quotidiano La Stampa, del Gruppo francese PPR SA (Pinault/Printemps Redoute), Tod's, Indesit Company, Campari, ex presidente della Maserati (dal 1997 al 2005). Fa parte del Consiglio Direttivo e della Giunta dell'Assonime. È membro dell'International Advisory Board di Citi Inc.. Ha fondato Charme, fondo finanziario imprenditoriale, con cui nel 2003 ha acquisito Poltrona Frau SpA, azienda di arredamento di cui è anche Consigliere di Amministrazione, e, nel 2004, Ballantyne, marchio internazionale di cashmere, cui si sono poi aggiunti i marchi Cappellini, Thonet e Gufram.
Ha ricoperto in passato gli incarichi di presidente della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) e degli Industriali della Provincia di Modena, consigliere di amministrazione di Unicredit Banca d'Impresa, TF1, amministratore delegato della RCS Video, della Cinzano International e della Itedi.
È stato presidente di Confindustria dal 25 maggio 2004 al 13 marzo del 2008.
È presidente di Telethon dal 20 giugno 2009, anche se la nomina del Consiglio di Amministrazione è del 7 luglio successivo.
Indice[nascondi]
1 Biografia
1.1 Gli studi e la passione per lo sport
1.2 La prima esperienza in Ferrari
1.3 Le esperienze internazionali
1.4 Italia '90
1.5 Il ritorno alla Ferrari
1.6 Altre esperienze imprenditoriali
1.7 L'uomo dell'anno
1.8 Alla Presidenza di Confindustria
1.9 Altre note biografiche
2 Onorificenze
3 Curiosità
4 Note
5 Bibliografia
6 Voci correlate
7 Altri progetti
Biografia [modifica]
Primogenito dei tre figli di Massimo Cordero dei marchesi di Montezemolo (1920-2009) e di Clotilde Neri (1922), nipote del neurologo Vincenzo Neri,[1] Luca di Montezemolo appartiene ad un'antica famiglia piemontese per generazioni al servizio di Casa Savoia,[2] della quale sono altri illustri rappresentanti il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo e il colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, martire alle Fosse Ardeatine.
Gli studi e la passione per lo sport [modifica]
In età adolescenziale entra al Collegio Navale Francesco Morosini di Venezia, senza però terminare il triennio, concludendo invece gli studi al liceo Istituto Massimiliano Massimo di Roma. Si laurea in Giurisprudenza all'Università degli studi di Roma "La Sapienza" nel 1971 e successivamente frequenta alcuni corsi di Diritto Internazionale alla Columbia University di New York. Stando all'ufficio del Registrar della Columbia University, e contrariamente a quanto erroneamente diffuso sul web, non fu mai iscritto a detta università, né, di conseguenza, ha conseguito un Master presso la Columbia University Law School. Inizia la sua carriera lavorando presso lo studio legale Chiomenti di Roma e lo studio Bergreen & Bergreen di New York.
In coppia con l'amico Cristiano Rattazzi, corre diverse gare sui circuiti italiani a bordo di una Fiat 500 Giannini color corallo. Inoltre vien registrata una sua partecipazione alla Marathon de la Route al Nürburgring nell'agosto del 1969, a bordo di una FIAT 125 S di serie. L'avventura nei rally internazionali lo vede a fianco di Pino Ceccato, oltre che del già citato Cristiano Rattazzi, alla guida di FIAT 124 S e 125 S; messosi in luce, viene chiamato da Cesare Fiorio per correre con la Lancia ufficiale, in coppia con Daniele Audetto. Il primo rally corso dai due è il Rally d'Italia a Sanremo, a bordo di una Fulvia 1600 HF; seguono quello dell'isola d'Elba, quello dei 999 minuti ed il Rally del Medio Adriatico.
La prima esperienza in Ferrari [modifica]
Il rapporto con Enzo Ferrari inizia allorché il giovane Luca, ospite in una trasmissione radiofonica, difende il "Drake" da un duro attacco, rivoltogli da un radioascoltatore, sui rischi, a dire di costui inutili, di uno sport quale l'automobilismo.
Nel 1973 entra in Ferrari come assistente di Enzo Ferrari e responsabile della Squadra Corse. Sotto la sua gestione la Ferrari torna a dominare le gare di Formula 1, vincendo il campionato mondiale costruttori per tre anni di seguito, dal 1975 al 1977, e due campionati mondiali piloti con Niki Lauda negli anni 1975 e 1977, mancando di poco quello del 1976. Era da undici anni che la Ferrari non si aggiudicava questi trofei.
Le esperienze internazionali [modifica]
Lascia la Ferrari nel 1977 e diventa responsabile delle relazioni esterne alla FIAT. Ricoprirà questo incarico fino al 1981. In seguito, grazie ad altre connessioni, viene nominato Amministratore Delegato della Itedi, holding che controlla il quotidiano La Stampa e le altre attività del Gruppo FIAT nel settore editoriale.
Tra il 1984 e il 1986 è Amministratore Delegato della Cinzano International, società dell'Istituto Finanziario Industriale (IFI), ed è il responsabile dell'organizzazione della partecipazione all'America's Cup di vela con l'imbarcazione Azzurra Challenge. Grazie all'attività velistica, Montezemolo ha il merito di rilanciare l'immagine della Cinzano; tuttavia questo merito è vanificato da una errata scelta imprenditoriale della casa produttrice: infatti non viene prodotta abbastanza merce da soddisfare il consistente aumento della domanda, pertanto la Cinzano beneficia solo marginalmente dell'accresciuta visibilità del suo marchio.[3]
Italia '90 [modifica]
Dal 1986 al 1990 Montezemolo assume l'incarico di Direttore Generale del comitato organizzatore della Coppa del Mondo di Calcio Italia '90. Al termine dei Mondiali, assume la carica di Vicepresidente esecutivo della Juventus. Nonostante venga speso molto denaro per una intensa campagna acquisti (su tutti l'acquisto di Roberto Baggio), la squadra si classifica al 7º posto e resta esclusa dalle competizioni internazionali, fatto che non si verificava da 27 anni. Dal 1990 al 1992 ricopre il ruolo di Amministratore Delegato della RCS Video. Sotto la sua gestione la RCS acquisisce il 3,6% della Carolco Pictures ed in seguito aumenta la sua quota fino al 12%.[4] In seguito Montezemolo diventerà membro del Consiglio di Amministrazione di TF1, il più importante canale televisivo francese.
Il ritorno alla Ferrari [modifica]
Montezemolo durante la visita a Torino di Giorgio Napolitano, nella sede de La Stampa, con John Elkann e il direttore Giulio Anselmi, 25 ottobre 2006
Torna alla Ferrari nel 1991 in qualità di Presidente, ruolo che ricopre tuttora, e di Amministratore Delegato (incarico che ricoprirà fino al 2006). Ingaggia Jean Todt e, sotto la guida del francese, la Ferrari, dopo 21 anni, nel 2000 torna a vincere il Campionato di Formula 1 con Michael Schumacher. Il successo si ripete anche negli anni successivi: dal 2001 al 2004 la Ferrari conquista il titolo Piloti e Costruttori in Formula 1.
Oltre alle vittorie, arrivano anche risultati importanti nella gestione imprenditoriale: l'azienda di Maranello raggiunge nel 2001 un fatturato superiore a un miliardo di euro.
Nel 2007 la società chiude il 2007 con un fatturato di 1.668 milioni di euro, con una crescita del 15,3% rispetto all'anno precedente. Inoltre la Scuderia Ferrari conquista nel 2007, per la quindicesima volta, il Titolo Mondiale Piloti e quello Costruttori di Formula 1. Nel 2008 essa vince per la sedicesima volta il Titolo Costruttori.
Altre esperienze imprenditoriali [modifica]
Dal 1993 al 2005 è vice presidente onorario del Bologna calcio dell'allora presidente Giuseppe Gazzoni Frascara. Tra il 1997 e il 2005 Luca Cordero di Montezemolo assume anche il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato di Maserati S.p.A; per sei anni, fino al giugno 2002, è Presidente degli Industriali della Provincia di Modena e a maggio del 2004 viene nominato Presidente del Gruppo Fiat. Con Diego della Valle dà vita al fondo finanziario imprenditoriale Charme, con il quale acquisisce Poltrona Frau e Cassina nel 2003 e Ballantyne nel 2004. Entra nel consiglio d'amministrazione di Tod's e fino a luglio 2004 è Presidente della FIEG, la Federazione Italiana Editori Giornali. Il 21 febbraio 2011 ha rifiutato la presidenza del comitato per Roma olimpica.[5]
L'uomo dell'anno [modifica]
Nel 2001 il prestigioso mensile USA 'Automobile Magazine' consegna il premio 'Man of the Year 2001' al presidente della Ferrari. L'anno successivo sarà la volta della rivista inglese "Autocar": il settimanale automobilistico più antico del mondo nomina Montezemolo "Uomo dell'Anno". Sempre nel 2002, l'avvocato riceve un altro importante riconoscimento: il premio "Leonardo", creato nel 1993 dall'Istituto per il commercio estero e da Confindustria per premiare gli imprenditori e le aziende che, con i loro successi, contribuiscono a valorizzare nel mondo l'immagine del Paese.
Alla Presidenza di Confindustria [modifica]
Il 25 maggio del 2004 l'Assemblea di Confindustria nomina, con il 98,5% dei voti, Montezemolo Presidente. L'avvocato guida per quattro anni, fino al 25 maggio 2008, l'associazione degli industriali, cercando di promuovere il made in Italy nel mondo.
Altre note biografiche [modifica]
Da anni si discute di un suo possibile ingresso in politica, tuttavia nel 2003 la sua elezione a presidente di Confindustria smentisce una possibile discesa in campo; al termine del mandato presidenziale, si fanno sempre più insistenti le voci di un suo possibile ingresso in politica.
Dopo essere stato marito di Sandra Monteleoni, dalla quale ha avuto il figlio Matteo, è stato il compagno di Barbara Parodi Delfino, dalla quale ha avuto la figlia Clementina, e poi dell'attrice Edwige Fenech; attualmente è sposato con Ludovica Andreoni, dalla quale ha avuto due figlie.
Nel gennaio 2005 Giovanni Paolo II riceve in Vaticano una delegazione di 95 persone, tra piloti, meccanici, operai e dirigenti, capeggiata da Montezemolo. Nel dicembre 2005 Luca Cordero di Montezemolo incontra Benedetto XVI, portando in dono un assegno di 950 mila euro, ricavato dalla vendita della quattrocentesima "Enzo", appositamente costruita per essere bandita in un'asta di beneficenza.[6][7]
Attualmente Montezemolo è anche presidente dell'associazione, da lui fondata, "Italia Futura".
Onorificenze [modifica]
Cavaliere del Lavoro
«"È presidente e amministratore delegato delle società Ferrari e Maserati, gruppo automobilistico con circa 2300 dipendenti e un fatturato che nel 1997 ha superato i mille miliardi, di cui oltre 700 dall'export. Entrato nell'azienda di Modena nel 1973 come assistente di Enzo Ferrari, diventa direttore della gestione sportiva che sotto la sua guida si aggiudicava due titoli mondiali. Dopo una parentesi nel gruppo Fiat, nella multinazionale Cinzano e alla direzione della organizzazione del Campionato del Mondo di calcio 1990, rientrava nel 1991 in Ferrari. In questi anni l'azienda ha completamente rinnovato la gamma dei modelli apprezzati in tutto il mondo ed è tornata ai massimi vertici della Formula Uno."»— 1998 [8]
Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»— 22 ottobre 2002 [9]
Commendatore dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
Balì gran croce d'onore e devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta
Il 14 luglio 2005 è stato nominato chevalier della Légion d'Honneur, su proposta del Presidente della Repubblica Francese Jacques Chirac. In seguito, è stato promosso officier e, nel dicembre del 2008, commandeur, delle cui insegne (la cravate) è stato insignito direttamente dal Presidente francese Sarkozy in una cerimonia all'Eliseo a Parigi. È stato citato dal "Financial Times" tra i cinquanta migliori manager del mondo nel 2003, nel 2004 e nel 2005. Gli sono state conferite quattro lauree Honoris Causa: in Ingegneria Meccanica dall'Università degli Studi di Modena, in Gestione Integrata d'Impresa dalla Fondazione CUOA di Vicenza, in Ingegneria Gestionale dall'Università degli Studi di Genova, in Ingegneria del Design industriale dal Politecnico di Milano. Gli è stato conferito, inoltre, un dottorato honoris causa in Fisica dei Materiali della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste.[10]
Curiosità [modifica]
Secondo il sito finanza.it.msn.com, nell'anno 2009 è stato il quarto manager italiano per stipendio.[11]
Note [modifica]
^ Pianoro e i nobili Lambertini
^ http://armorial-register.com/arms-it/marquis-montezemolo-cordero-arms.html Notizie sulla famiglia Cordero di Montezemolo
^ Info sul sito di "Repubblica". URL consultato il 2008-09-19.
^ Info sul sito di "Repubblica". URL consultato il 2008-09-19.
^ http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/02/21/news/montezemolo_versa_la_rinuncia_sale_la_candidatura_di_pescante-12712472/?ref=HREC1-4
^ Il Papa incontra Montezemolo
^ Il Papa incontra Montezemolo
^ [1]
^ [2]
^ http://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/comunicato.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/notiziedallagiunta/&nm=20050509006
^ Stipendi d'oro, mappa dei manager più pagati del 2009 su /finanza.it.msn.com
Bibliografia [modifica]
Sito web: http://www.fiatgroup.com/
Sito web: http://www.ferrari.com/
Sito web: http://www.ntvspa.it/
Sito web: http://www.italiafutura.it/
Voci correlate [modifica]
Nuovo Trasporto Viaggiatori
Fiat
Ferrari
Confindustria
Telethon
America's Cup
Italia '90
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Luca Cordero di Montezemolo
Wikiquote contiene citazioni di o su Luca Cordero di Montezemolo
Articolo su Wikinotizie: Montezemolo: «Il bilancio di Prodi è magro»
Presidente della Ferrari S.p.A. (dal 1991) di cui è stato anche Amministratore Delegato (fino a settembre 2006), presidente della FIAT S.p.A. (dal 2004 al 2010), della Fiera Internazionale di Bologna, ex presidente della Luiss (dal 2003 al 2010) e di NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori); Consigliere di Amministrazione del quotidiano La Stampa, del Gruppo francese PPR SA (Pinault/Printemps Redoute), Tod's, Indesit Company, Campari, ex presidente della Maserati (dal 1997 al 2005). Fa parte del Consiglio Direttivo e della Giunta dell'Assonime. È membro dell'International Advisory Board di Citi Inc.. Ha fondato Charme, fondo finanziario imprenditoriale, con cui nel 2003 ha acquisito Poltrona Frau SpA, azienda di arredamento di cui è anche Consigliere di Amministrazione, e, nel 2004, Ballantyne, marchio internazionale di cashmere, cui si sono poi aggiunti i marchi Cappellini, Thonet e Gufram.
Ha ricoperto in passato gli incarichi di presidente della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) e degli Industriali della Provincia di Modena, consigliere di amministrazione di Unicredit Banca d'Impresa, TF1, amministratore delegato della RCS Video, della Cinzano International e della Itedi.
È stato presidente di Confindustria dal 25 maggio 2004 al 13 marzo del 2008.
È presidente di Telethon dal 20 giugno 2009, anche se la nomina del Consiglio di Amministrazione è del 7 luglio successivo.
Indice[nascondi]
1 Biografia
1.1 Gli studi e la passione per lo sport
1.2 La prima esperienza in Ferrari
1.3 Le esperienze internazionali
1.4 Italia '90
1.5 Il ritorno alla Ferrari
1.6 Altre esperienze imprenditoriali
1.7 L'uomo dell'anno
1.8 Alla Presidenza di Confindustria
1.9 Altre note biografiche
2 Onorificenze
3 Curiosità
4 Note
5 Bibliografia
6 Voci correlate
7 Altri progetti
Biografia [modifica]
Primogenito dei tre figli di Massimo Cordero dei marchesi di Montezemolo (1920-2009) e di Clotilde Neri (1922), nipote del neurologo Vincenzo Neri,[1] Luca di Montezemolo appartiene ad un'antica famiglia piemontese per generazioni al servizio di Casa Savoia,[2] della quale sono altri illustri rappresentanti il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo e il colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, martire alle Fosse Ardeatine.
Gli studi e la passione per lo sport [modifica]
In età adolescenziale entra al Collegio Navale Francesco Morosini di Venezia, senza però terminare il triennio, concludendo invece gli studi al liceo Istituto Massimiliano Massimo di Roma. Si laurea in Giurisprudenza all'Università degli studi di Roma "La Sapienza" nel 1971 e successivamente frequenta alcuni corsi di Diritto Internazionale alla Columbia University di New York. Stando all'ufficio del Registrar della Columbia University, e contrariamente a quanto erroneamente diffuso sul web, non fu mai iscritto a detta università, né, di conseguenza, ha conseguito un Master presso la Columbia University Law School. Inizia la sua carriera lavorando presso lo studio legale Chiomenti di Roma e lo studio Bergreen & Bergreen di New York.
In coppia con l'amico Cristiano Rattazzi, corre diverse gare sui circuiti italiani a bordo di una Fiat 500 Giannini color corallo. Inoltre vien registrata una sua partecipazione alla Marathon de la Route al Nürburgring nell'agosto del 1969, a bordo di una FIAT 125 S di serie. L'avventura nei rally internazionali lo vede a fianco di Pino Ceccato, oltre che del già citato Cristiano Rattazzi, alla guida di FIAT 124 S e 125 S; messosi in luce, viene chiamato da Cesare Fiorio per correre con la Lancia ufficiale, in coppia con Daniele Audetto. Il primo rally corso dai due è il Rally d'Italia a Sanremo, a bordo di una Fulvia 1600 HF; seguono quello dell'isola d'Elba, quello dei 999 minuti ed il Rally del Medio Adriatico.
La prima esperienza in Ferrari [modifica]
Il rapporto con Enzo Ferrari inizia allorché il giovane Luca, ospite in una trasmissione radiofonica, difende il "Drake" da un duro attacco, rivoltogli da un radioascoltatore, sui rischi, a dire di costui inutili, di uno sport quale l'automobilismo.
Nel 1973 entra in Ferrari come assistente di Enzo Ferrari e responsabile della Squadra Corse. Sotto la sua gestione la Ferrari torna a dominare le gare di Formula 1, vincendo il campionato mondiale costruttori per tre anni di seguito, dal 1975 al 1977, e due campionati mondiali piloti con Niki Lauda negli anni 1975 e 1977, mancando di poco quello del 1976. Era da undici anni che la Ferrari non si aggiudicava questi trofei.
Le esperienze internazionali [modifica]
Lascia la Ferrari nel 1977 e diventa responsabile delle relazioni esterne alla FIAT. Ricoprirà questo incarico fino al 1981. In seguito, grazie ad altre connessioni, viene nominato Amministratore Delegato della Itedi, holding che controlla il quotidiano La Stampa e le altre attività del Gruppo FIAT nel settore editoriale.
Tra il 1984 e il 1986 è Amministratore Delegato della Cinzano International, società dell'Istituto Finanziario Industriale (IFI), ed è il responsabile dell'organizzazione della partecipazione all'America's Cup di vela con l'imbarcazione Azzurra Challenge. Grazie all'attività velistica, Montezemolo ha il merito di rilanciare l'immagine della Cinzano; tuttavia questo merito è vanificato da una errata scelta imprenditoriale della casa produttrice: infatti non viene prodotta abbastanza merce da soddisfare il consistente aumento della domanda, pertanto la Cinzano beneficia solo marginalmente dell'accresciuta visibilità del suo marchio.[3]
Italia '90 [modifica]
Dal 1986 al 1990 Montezemolo assume l'incarico di Direttore Generale del comitato organizzatore della Coppa del Mondo di Calcio Italia '90. Al termine dei Mondiali, assume la carica di Vicepresidente esecutivo della Juventus. Nonostante venga speso molto denaro per una intensa campagna acquisti (su tutti l'acquisto di Roberto Baggio), la squadra si classifica al 7º posto e resta esclusa dalle competizioni internazionali, fatto che non si verificava da 27 anni. Dal 1990 al 1992 ricopre il ruolo di Amministratore Delegato della RCS Video. Sotto la sua gestione la RCS acquisisce il 3,6% della Carolco Pictures ed in seguito aumenta la sua quota fino al 12%.[4] In seguito Montezemolo diventerà membro del Consiglio di Amministrazione di TF1, il più importante canale televisivo francese.
Il ritorno alla Ferrari [modifica]
Montezemolo durante la visita a Torino di Giorgio Napolitano, nella sede de La Stampa, con John Elkann e il direttore Giulio Anselmi, 25 ottobre 2006
Torna alla Ferrari nel 1991 in qualità di Presidente, ruolo che ricopre tuttora, e di Amministratore Delegato (incarico che ricoprirà fino al 2006). Ingaggia Jean Todt e, sotto la guida del francese, la Ferrari, dopo 21 anni, nel 2000 torna a vincere il Campionato di Formula 1 con Michael Schumacher. Il successo si ripete anche negli anni successivi: dal 2001 al 2004 la Ferrari conquista il titolo Piloti e Costruttori in Formula 1.
Oltre alle vittorie, arrivano anche risultati importanti nella gestione imprenditoriale: l'azienda di Maranello raggiunge nel 2001 un fatturato superiore a un miliardo di euro.
Nel 2007 la società chiude il 2007 con un fatturato di 1.668 milioni di euro, con una crescita del 15,3% rispetto all'anno precedente. Inoltre la Scuderia Ferrari conquista nel 2007, per la quindicesima volta, il Titolo Mondiale Piloti e quello Costruttori di Formula 1. Nel 2008 essa vince per la sedicesima volta il Titolo Costruttori.
Altre esperienze imprenditoriali [modifica]
Dal 1993 al 2005 è vice presidente onorario del Bologna calcio dell'allora presidente Giuseppe Gazzoni Frascara. Tra il 1997 e il 2005 Luca Cordero di Montezemolo assume anche il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato di Maserati S.p.A; per sei anni, fino al giugno 2002, è Presidente degli Industriali della Provincia di Modena e a maggio del 2004 viene nominato Presidente del Gruppo Fiat. Con Diego della Valle dà vita al fondo finanziario imprenditoriale Charme, con il quale acquisisce Poltrona Frau e Cassina nel 2003 e Ballantyne nel 2004. Entra nel consiglio d'amministrazione di Tod's e fino a luglio 2004 è Presidente della FIEG, la Federazione Italiana Editori Giornali. Il 21 febbraio 2011 ha rifiutato la presidenza del comitato per Roma olimpica.[5]
L'uomo dell'anno [modifica]
Nel 2001 il prestigioso mensile USA 'Automobile Magazine' consegna il premio 'Man of the Year 2001' al presidente della Ferrari. L'anno successivo sarà la volta della rivista inglese "Autocar": il settimanale automobilistico più antico del mondo nomina Montezemolo "Uomo dell'Anno". Sempre nel 2002, l'avvocato riceve un altro importante riconoscimento: il premio "Leonardo", creato nel 1993 dall'Istituto per il commercio estero e da Confindustria per premiare gli imprenditori e le aziende che, con i loro successi, contribuiscono a valorizzare nel mondo l'immagine del Paese.
Alla Presidenza di Confindustria [modifica]
Il 25 maggio del 2004 l'Assemblea di Confindustria nomina, con il 98,5% dei voti, Montezemolo Presidente. L'avvocato guida per quattro anni, fino al 25 maggio 2008, l'associazione degli industriali, cercando di promuovere il made in Italy nel mondo.
Altre note biografiche [modifica]
Da anni si discute di un suo possibile ingresso in politica, tuttavia nel 2003 la sua elezione a presidente di Confindustria smentisce una possibile discesa in campo; al termine del mandato presidenziale, si fanno sempre più insistenti le voci di un suo possibile ingresso in politica.
Dopo essere stato marito di Sandra Monteleoni, dalla quale ha avuto il figlio Matteo, è stato il compagno di Barbara Parodi Delfino, dalla quale ha avuto la figlia Clementina, e poi dell'attrice Edwige Fenech; attualmente è sposato con Ludovica Andreoni, dalla quale ha avuto due figlie.
Nel gennaio 2005 Giovanni Paolo II riceve in Vaticano una delegazione di 95 persone, tra piloti, meccanici, operai e dirigenti, capeggiata da Montezemolo. Nel dicembre 2005 Luca Cordero di Montezemolo incontra Benedetto XVI, portando in dono un assegno di 950 mila euro, ricavato dalla vendita della quattrocentesima "Enzo", appositamente costruita per essere bandita in un'asta di beneficenza.[6][7]
Attualmente Montezemolo è anche presidente dell'associazione, da lui fondata, "Italia Futura".
Onorificenze [modifica]
Cavaliere del Lavoro
«"È presidente e amministratore delegato delle società Ferrari e Maserati, gruppo automobilistico con circa 2300 dipendenti e un fatturato che nel 1997 ha superato i mille miliardi, di cui oltre 700 dall'export. Entrato nell'azienda di Modena nel 1973 come assistente di Enzo Ferrari, diventa direttore della gestione sportiva che sotto la sua guida si aggiudicava due titoli mondiali. Dopo una parentesi nel gruppo Fiat, nella multinazionale Cinzano e alla direzione della organizzazione del Campionato del Mondo di calcio 1990, rientrava nel 1991 in Ferrari. In questi anni l'azienda ha completamente rinnovato la gamma dei modelli apprezzati in tutto il mondo ed è tornata ai massimi vertici della Formula Uno."»— 1998 [8]
Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»— 22 ottobre 2002 [9]
Commendatore dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
Balì gran croce d'onore e devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta
Il 14 luglio 2005 è stato nominato chevalier della Légion d'Honneur, su proposta del Presidente della Repubblica Francese Jacques Chirac. In seguito, è stato promosso officier e, nel dicembre del 2008, commandeur, delle cui insegne (la cravate) è stato insignito direttamente dal Presidente francese Sarkozy in una cerimonia all'Eliseo a Parigi. È stato citato dal "Financial Times" tra i cinquanta migliori manager del mondo nel 2003, nel 2004 e nel 2005. Gli sono state conferite quattro lauree Honoris Causa: in Ingegneria Meccanica dall'Università degli Studi di Modena, in Gestione Integrata d'Impresa dalla Fondazione CUOA di Vicenza, in Ingegneria Gestionale dall'Università degli Studi di Genova, in Ingegneria del Design industriale dal Politecnico di Milano. Gli è stato conferito, inoltre, un dottorato honoris causa in Fisica dei Materiali della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste.[10]
Curiosità [modifica]
Secondo il sito finanza.it.msn.com, nell'anno 2009 è stato il quarto manager italiano per stipendio.[11]
Note [modifica]
^ Pianoro e i nobili Lambertini
^ http://armorial-register.com/arms-it/marquis-montezemolo-cordero-arms.html Notizie sulla famiglia Cordero di Montezemolo
^ Info sul sito di "Repubblica". URL consultato il 2008-09-19.
^ Info sul sito di "Repubblica". URL consultato il 2008-09-19.
^ http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/02/21/news/montezemolo_versa_la_rinuncia_sale_la_candidatura_di_pescante-12712472/?ref=HREC1-4
^ Il Papa incontra Montezemolo
^ Il Papa incontra Montezemolo
^ [1]
^ [2]
^ http://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/comunicato.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/notiziedallagiunta/&nm=20050509006
^ Stipendi d'oro, mappa dei manager più pagati del 2009 su /finanza.it.msn.com
Bibliografia [modifica]
Sito web: http://www.fiatgroup.com/
Sito web: http://www.ferrari.com/
Sito web: http://www.ntvspa.it/
Sito web: http://www.italiafutura.it/
Voci correlate [modifica]
Nuovo Trasporto Viaggiatori
Fiat
Ferrari
Confindustria
Telethon
America's Cup
Italia '90
Altri progetti [modifica]
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Wikiquote contiene citazioni di o su Luca Cordero di Montezemolo
Articolo su Wikinotizie: Montezemolo: «Il bilancio di Prodi è magro»
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Luca di Montezemolo
mercoledì 9 febbraio 2011
La Ferrari
La Ferrari S.p.A. è una casa automobilistica italiana. È stata fondata da Enzo Ferrari e produce autovetture sportive d'alta fascia e da gara. Gestisce, inoltre, la Scuderia Ferrari, una delle più celebri e titolate squadre sportive impegnate nelle competizioni automobilistiche. La sede dell'azienda è a Maranello, in provincia di Modena. Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente di Confindustria e del Gruppo Fiat, ne è il presidente. Il simbolo, il "cavallino rampante", è quello dell'aviatore romagnolo e asso della prima guerra mondiale Francesco Baracca (1888-1918) ceduto personalmente dalla madre nel 1923 come portafortuna a un Enzo Ferrari pilota automobilistico e presente sia nel marchio della Ferrari sia in quello della Scuderia Ferrari. Nell'anno fiscale 2008 Ferrari S.p.A. ha venduto 6.587 vetture per un fatturato di 1,921 miliardi di euro.[1]
Indice[nascondi]
1 Storia
2 Le corse
3 Il "cavallino rampante"
4 Rosso Corsa
5 Vetture
5.1 Stradali
5.1.1 In produzione
5.1.2 Tutti i modelli stradali Ferrari
5.2 Da competizione ed utilizzo esclusivo in pista
5.2.1 In produzione
5.2.1.1 F1
5.2.1.2 Altre competizioni
5.2.2 Fuori produzione
5.2.2.1 F1 & F2
5.2.2.2 XX Programmes
5.2.2.3 Altre competizioni
5.3 Prototipi
5.4 Ferrari personalizzate
6 Bibliografia
7 Note
8 Altri progetti
9 Collegamenti esterni
Indice[nascondi]
1 Storia
2 Le corse
3 Il "cavallino rampante"
4 Rosso Corsa
5 Vetture
5.1 Stradali
5.1.1 In produzione
5.1.2 Tutti i modelli stradali Ferrari
5.2 Da competizione ed utilizzo esclusivo in pista
5.2.1 In produzione
5.2.1.1 F1
5.2.1.2 Altre competizioni
5.2.2 Fuori produzione
5.2.2.1 F1 & F2
5.2.2.2 XX Programmes
5.2.2.3 Altre competizioni
5.3 Prototipi
5.4 Ferrari personalizzate
6 Bibliografia
7 Note
8 Altri progetti
9 Collegamenti esterni
Storia [modifica]
La nascita della Ferrari è spesso fatta coincidere con la fondazione nel 1929 a Modena della S.A. Scuderia Ferrari anche se a rigore sarebbe sbagliato. L'imprecisione risiede nel fatto che tale società non produceva automobili ma preparava e portava in gara quelle dell'Alfa Romeo. Per essere più rigorosi l'azienda nasce ufficialmente il 1 settembre 1939 a Modena, con la fondazione da parte di Enzo Ferrari della Auto Avio Costruzioni. I suoi primi incarichi sono la costruzione di rettificatrici e parti di velivoli e solo a partire dal 1947 la costruzione di autovetture diventa l'attività principale. La prima autovettura costruita, in soli due esemplari, è la Auto Avio Costruzioni 815, nel 1940. La seconda, sempre in soli due esemplari, è la Ferrari 125 S, a causa della seconda guerra mondiale solo nel 1947, e fu guidata da Franco Cortese, primo pilota e collaudatore Ferrari[2]. Quest'ultima vettura è la prima a portare il nome Ferrari, non però per volontà di Enzo Ferrari ma per clausole contrattuali che lo legavano all'Alfa Romeo dove precedentemente era stato direttore del reparto Alfa Corse: clausole che gli impedivano fino al 1942 di utilizzare il proprio nome sulle autovetture da lui allestite. Nel 1957 la Auto Avio Costruzioni cambia denominazione in Auto Costruzioni Ferrari per diventare SEFAC (Società Esercizio Fabbriche Automobili e Corse) SpA il 26 maggio 1960 e Ferrari SpA nel 1965. Nel 1975 la Ferrari SpA entra a far parte del gruppo FIAT. Nel 1988, alla scomparsa di Enzo Ferrari, il pacchetto azionario diventa per il 90% della FIAT mentre la parte restante diventa del figlio Piero Lardi Ferrari che rimane anche all'interno del team aziendale come vice presidente. Nel 2006 il 5% delle azioni, riacquistato poi da Ferrari nel corso del 2010 è stato acquisito da una società finanziaria degli Emirati Arabi Uniti, la Mubadala, società che ha promosso anche la costruzione in tale Paese del primo parco a tema del Cavallino rampante.
Le corse [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Scuderia Ferrari.
La vera passione di Enzo Ferrari, nonostante gli ottimi affari derivanti dalla vendita di autovetture, è stata sempre la corsa. La sua Scuderia era iniziata come uno sponsor indipendente per piloti di varie macchine, ma divenne presto parte del team corse dell'Alfa Romeo. Dopo l'uscita di Enzo Ferrari dall'Alfa, egli iniziò a progettare e produrre vetture per proprio conto; il team Ferrari apparve per la prima volta sulla scena di gran premi europei dopo la fine della seconda guerra mondiale. La prima monoposto costruita dalla Ferrari, la "125", debutta al Gran Premio d'Italia il 5 settembre 1948 a Torino, pilotata dal francese Raymond Sommer che si qualifica terzo alle spalle di Wimille (Alfa Romeo) e Villoresi (Maserati).
La Scuderia aderì al Campionato del mondo di Formula 1 nel primo anno della sua esistenza, il 1950. Fece il suo debutto al Gran Premio di Monaco. José Froilan González diede al team la sua prima vittoria nel Gran Premio di Gran Bretagna del 1951. Alberto Ascari ottenne per la Ferrari il primo titolo di Campione del mondo l'anno successivo. La Ferrari è, ad oggi, l'unico team ad aver partecipato a tutte le edizioni del Campionato del Mondo di Formula 1 e, soprattutto, quello con il maggior numero di successi: vanta il record di 15 titoli di Campione del mondo piloti (conseguiti nel 1952, 1953, 1956, 1958, 1961, 1964, 1975, 1977, 1979, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, e nel 2007), il record di 16 titoli di Campione del mondo costruttori (1961, 1964, 1975, 1976, 1977, 1979, 1982, 1983, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2007, e nel 2008) ed il record di 204 vittorie in un Gran Premio (aggiornato al 2 novembre 2008). Tra i piloti famosi che hanno corso per la "Rossa": Tazio Nuvolari, Juan Manuel Fangio, Alberto Ascari, Phil Hill, Mike Hawthorn, John Surtees, Clay Regazzoni, Niki Lauda, Jody Scheckter, Gilles Villeneuve, Didier Pironi, Alain Prost, Nigel Mansell, Michael Schumacher, Gerhard Berger, Jean Alesi, Felipe Massa, Kimi Raikkonen e Fernando Alonso. Il 14 gennaio 2007 la Ferrari ha presentato la F2007, la sua 53° monoposto, la prima dopo l'era Schumacher. Il 18 marzo a Melbourne, con Kimi Raikkonen, la Ferrari ha iniziato nel migliore dei modi la stagione 2007 con una vittoria. Il 21 ottobre a San Paolo la Ferrari si è aggiudicata il suo 15º titolo mondiale piloti con Kimi Raikkonen. Particolare significato ha assunto la vittoria, arrivata in una stagione caratterizzata dallo scandalo Spystory, poiché alla vigilia la situazione in classifica vedeva i 2 piloti McLaren, Hamilton ed Alonso, precedere il finlandese rispettivamente di 7 e 3 punti. Ma grazie a una doppietta Raikkonen-Massa, e ai problemi accusati da Hamilton durante la corsa, che lo relegarono nelle retrovie, Raikkonen scavalcò i rivali della scuderia anglo-tedesca in classifica, vincendo il titolo con un punto di vantaggio su Hamilton e Alonso. La Ferrari aveva già vinto anche il titolo costruttori, arrivato in Belgio dopo la cancellazione dei punti della McLaren nel campionato marche per la vicenda di spionaggio ai danni della scuderia di Maranello. Nel 1986 Enzo Ferrari ordinò anche la costruzione di un'autovettura per la partecipazione al campionato di Formula Indy e alla 500 miglia di Indianapolis, in risposta alla FOM, che non accettava alcune richieste di Ferrari per il nuovo Patto della Concordia. Di fronte alla minaccia di vedere la scuderia abbandonare la Formula 1, palesatasi quando apparirono le prime foto della monoposto realizzata per le gare americane, Bernie Ecclestone accettò le richieste di Ferrari, così la vettura non venne mai utilizzata in gara.
Il "cavallino rampante" [modifica]
Il marchio Ferrari, famoso in tutto il mondo, è il cavallino rampante di nero in campo giallo, con in basso le lettere S F per Scuderia Ferrari, con tre strisce, una verde, una bianca e una rossa, colori nazionali italiani, in alto. Questo è il logo che viene applicato su tutte le auto da competizione direttamente supportate dalla scuderia.
Il cavallino rampante era originariamente l'emblema personale del Maggiore Francesco Baracca, che l'asso della prima guerra mondiale faceva dipingere sulle fiancate dei suoi velivoli. Sul colore esatto del cavallino di Baracca esiste un piccolo mistero. Sembra infatti accertato che il colore originario del cavallino fosse il rosso, tratto per inversione dallo stemma del 2º Reggimento "Piemonte Reale Cavalleria" di cui l'asso romagnolo faceva parte, e che il più famoso colore nero fu invece adottato in segno di lutto dai suoi compagni di squadriglia solo dopo la morte di Baracca.[senza fonte]
Il 17 giugno 1923 Enzo Ferrari vinse una corsa all'autodromo di Savio, vicino a Ravenna, e in quell'occasione incontrò la contessa Paolina, madre di Baracca. La contessa propose a Ferrari di utilizzare il cavallino sulle sue macchine, sostenendo che avrebbe portato fortuna; tuttavia la prima corsa nella quale l'Alfa permise di utilizzare il cavallino sulle macchine della Scuderia fu la 24 ore di Spa del 1932. La Ferrari vinse.
Ferrari utilizzò un cavallino rampante ampiamente modificato rispetto al disegno originario (soprattutto nella coda, che nel cavallino di Baracca puntava verso il basso), aggiungendo lo sfondo giallo canarino, uno dei colori di Modena. Il cavallino rampante non è stato utilizzato unicamente dal marchio Ferrari: Fabio Taglioni lo usò sulle sue motociclette Ducati. Il cavallino rampante è un marchio registrato della Ferrari.
Rosso Corsa [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Rosso Corsa.
Fin dagli anni venti, le automobili da corsa italiane erano verniciate di rosso. Questo è il colore consueto per le vetture italiane che gareggiano in campionati automobilistici, in base ad un provvedimento, preso durante le due guerre mondiali, dall'associazione che in seguito verrà chiamata FIA. La tonalità del rosso è gradualmente passata dal rosso scuro (famoso come rosso Alfa) ad una tinta notevolmente più accesa, nota come rosso corsa. Nello schema FIA, le auto francesi come la Bugatti sono blu, le tedesche come la BMW e la Porsche bianche, le inglesi Lotus Cars e Jaguar verdi, eccetera. Tale colorazione è rimasta immutata per le Ferrari di serie, mentre per quelle di formula uno, dopo l'acquisizione Fiat, ci sono state variazioni di tonalità: di anno in anno, più chiare o più scure, assecondando gli interessi degli sponsor.
Vetture [modifica]
Le autovetture Ferrari, notevoli per lo stile raffinato, opera di illustri progettisti e designer quali Pininfarina e Giugiaro, sono da molto tempo oggetto del desiderio per ricchi e giovani di tutto il mondo, particolarmente negli Stati Uniti dove il marchio ha riscosso molto successo, ma anche nei nuovi mercati dell'Est e dell'Oriente. Altri designer e case che hanno lavorato per Ferrari durante gli anni comprendono Scaglietti, Bertone e Vignale. I motori impiegati nelle autovetture Ferrari sono prevalentemente dei V8 e V12.
Nel luglio 2009 è stata presentata in anteprima la Ferrari 458 Italia, destinata ad entrare in produzione nel 2010. In seguito sono state presentate la 599 GTO e la SA Aperta, costruita in 80 esemplari per celebrare gli 80 anni di Pininfarina.
Stradali [modifica]
In produzione [modifica]
8 cilindri:
California (2008)
458 Italia (2009)
12 cilindri:
599 GTO (2010)
599 GTB Fiorano (2006)
Ferrari SA Aperta (2010)
La nascita della Ferrari è spesso fatta coincidere con la fondazione nel 1929 a Modena della S.A. Scuderia Ferrari anche se a rigore sarebbe sbagliato. L'imprecisione risiede nel fatto che tale società non produceva automobili ma preparava e portava in gara quelle dell'Alfa Romeo. Per essere più rigorosi l'azienda nasce ufficialmente il 1 settembre 1939 a Modena, con la fondazione da parte di Enzo Ferrari della Auto Avio Costruzioni. I suoi primi incarichi sono la costruzione di rettificatrici e parti di velivoli e solo a partire dal 1947 la costruzione di autovetture diventa l'attività principale. La prima autovettura costruita, in soli due esemplari, è la Auto Avio Costruzioni 815, nel 1940. La seconda, sempre in soli due esemplari, è la Ferrari 125 S, a causa della seconda guerra mondiale solo nel 1947, e fu guidata da Franco Cortese, primo pilota e collaudatore Ferrari[2]. Quest'ultima vettura è la prima a portare il nome Ferrari, non però per volontà di Enzo Ferrari ma per clausole contrattuali che lo legavano all'Alfa Romeo dove precedentemente era stato direttore del reparto Alfa Corse: clausole che gli impedivano fino al 1942 di utilizzare il proprio nome sulle autovetture da lui allestite. Nel 1957 la Auto Avio Costruzioni cambia denominazione in Auto Costruzioni Ferrari per diventare SEFAC (Società Esercizio Fabbriche Automobili e Corse) SpA il 26 maggio 1960 e Ferrari SpA nel 1965. Nel 1975 la Ferrari SpA entra a far parte del gruppo FIAT. Nel 1988, alla scomparsa di Enzo Ferrari, il pacchetto azionario diventa per il 90% della FIAT mentre la parte restante diventa del figlio Piero Lardi Ferrari che rimane anche all'interno del team aziendale come vice presidente. Nel 2006 il 5% delle azioni, riacquistato poi da Ferrari nel corso del 2010 è stato acquisito da una società finanziaria degli Emirati Arabi Uniti, la Mubadala, società che ha promosso anche la costruzione in tale Paese del primo parco a tema del Cavallino rampante.
Le corse [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Scuderia Ferrari.
La vera passione di Enzo Ferrari, nonostante gli ottimi affari derivanti dalla vendita di autovetture, è stata sempre la corsa. La sua Scuderia era iniziata come uno sponsor indipendente per piloti di varie macchine, ma divenne presto parte del team corse dell'Alfa Romeo. Dopo l'uscita di Enzo Ferrari dall'Alfa, egli iniziò a progettare e produrre vetture per proprio conto; il team Ferrari apparve per la prima volta sulla scena di gran premi europei dopo la fine della seconda guerra mondiale. La prima monoposto costruita dalla Ferrari, la "125", debutta al Gran Premio d'Italia il 5 settembre 1948 a Torino, pilotata dal francese Raymond Sommer che si qualifica terzo alle spalle di Wimille (Alfa Romeo) e Villoresi (Maserati).
La Scuderia aderì al Campionato del mondo di Formula 1 nel primo anno della sua esistenza, il 1950. Fece il suo debutto al Gran Premio di Monaco. José Froilan González diede al team la sua prima vittoria nel Gran Premio di Gran Bretagna del 1951. Alberto Ascari ottenne per la Ferrari il primo titolo di Campione del mondo l'anno successivo. La Ferrari è, ad oggi, l'unico team ad aver partecipato a tutte le edizioni del Campionato del Mondo di Formula 1 e, soprattutto, quello con il maggior numero di successi: vanta il record di 15 titoli di Campione del mondo piloti (conseguiti nel 1952, 1953, 1956, 1958, 1961, 1964, 1975, 1977, 1979, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, e nel 2007), il record di 16 titoli di Campione del mondo costruttori (1961, 1964, 1975, 1976, 1977, 1979, 1982, 1983, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2007, e nel 2008) ed il record di 204 vittorie in un Gran Premio (aggiornato al 2 novembre 2008). Tra i piloti famosi che hanno corso per la "Rossa": Tazio Nuvolari, Juan Manuel Fangio, Alberto Ascari, Phil Hill, Mike Hawthorn, John Surtees, Clay Regazzoni, Niki Lauda, Jody Scheckter, Gilles Villeneuve, Didier Pironi, Alain Prost, Nigel Mansell, Michael Schumacher, Gerhard Berger, Jean Alesi, Felipe Massa, Kimi Raikkonen e Fernando Alonso. Il 14 gennaio 2007 la Ferrari ha presentato la F2007, la sua 53° monoposto, la prima dopo l'era Schumacher. Il 18 marzo a Melbourne, con Kimi Raikkonen, la Ferrari ha iniziato nel migliore dei modi la stagione 2007 con una vittoria. Il 21 ottobre a San Paolo la Ferrari si è aggiudicata il suo 15º titolo mondiale piloti con Kimi Raikkonen. Particolare significato ha assunto la vittoria, arrivata in una stagione caratterizzata dallo scandalo Spystory, poiché alla vigilia la situazione in classifica vedeva i 2 piloti McLaren, Hamilton ed Alonso, precedere il finlandese rispettivamente di 7 e 3 punti. Ma grazie a una doppietta Raikkonen-Massa, e ai problemi accusati da Hamilton durante la corsa, che lo relegarono nelle retrovie, Raikkonen scavalcò i rivali della scuderia anglo-tedesca in classifica, vincendo il titolo con un punto di vantaggio su Hamilton e Alonso. La Ferrari aveva già vinto anche il titolo costruttori, arrivato in Belgio dopo la cancellazione dei punti della McLaren nel campionato marche per la vicenda di spionaggio ai danni della scuderia di Maranello. Nel 1986 Enzo Ferrari ordinò anche la costruzione di un'autovettura per la partecipazione al campionato di Formula Indy e alla 500 miglia di Indianapolis, in risposta alla FOM, che non accettava alcune richieste di Ferrari per il nuovo Patto della Concordia. Di fronte alla minaccia di vedere la scuderia abbandonare la Formula 1, palesatasi quando apparirono le prime foto della monoposto realizzata per le gare americane, Bernie Ecclestone accettò le richieste di Ferrari, così la vettura non venne mai utilizzata in gara.
Il "cavallino rampante" [modifica]
Il marchio Ferrari, famoso in tutto il mondo, è il cavallino rampante di nero in campo giallo, con in basso le lettere S F per Scuderia Ferrari, con tre strisce, una verde, una bianca e una rossa, colori nazionali italiani, in alto. Questo è il logo che viene applicato su tutte le auto da competizione direttamente supportate dalla scuderia.
Il cavallino rampante era originariamente l'emblema personale del Maggiore Francesco Baracca, che l'asso della prima guerra mondiale faceva dipingere sulle fiancate dei suoi velivoli. Sul colore esatto del cavallino di Baracca esiste un piccolo mistero. Sembra infatti accertato che il colore originario del cavallino fosse il rosso, tratto per inversione dallo stemma del 2º Reggimento "Piemonte Reale Cavalleria" di cui l'asso romagnolo faceva parte, e che il più famoso colore nero fu invece adottato in segno di lutto dai suoi compagni di squadriglia solo dopo la morte di Baracca.[senza fonte]
Il 17 giugno 1923 Enzo Ferrari vinse una corsa all'autodromo di Savio, vicino a Ravenna, e in quell'occasione incontrò la contessa Paolina, madre di Baracca. La contessa propose a Ferrari di utilizzare il cavallino sulle sue macchine, sostenendo che avrebbe portato fortuna; tuttavia la prima corsa nella quale l'Alfa permise di utilizzare il cavallino sulle macchine della Scuderia fu la 24 ore di Spa del 1932. La Ferrari vinse.
Ferrari utilizzò un cavallino rampante ampiamente modificato rispetto al disegno originario (soprattutto nella coda, che nel cavallino di Baracca puntava verso il basso), aggiungendo lo sfondo giallo canarino, uno dei colori di Modena. Il cavallino rampante non è stato utilizzato unicamente dal marchio Ferrari: Fabio Taglioni lo usò sulle sue motociclette Ducati. Il cavallino rampante è un marchio registrato della Ferrari.
Rosso Corsa [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Rosso Corsa.
Fin dagli anni venti, le automobili da corsa italiane erano verniciate di rosso. Questo è il colore consueto per le vetture italiane che gareggiano in campionati automobilistici, in base ad un provvedimento, preso durante le due guerre mondiali, dall'associazione che in seguito verrà chiamata FIA. La tonalità del rosso è gradualmente passata dal rosso scuro (famoso come rosso Alfa) ad una tinta notevolmente più accesa, nota come rosso corsa. Nello schema FIA, le auto francesi come la Bugatti sono blu, le tedesche come la BMW e la Porsche bianche, le inglesi Lotus Cars e Jaguar verdi, eccetera. Tale colorazione è rimasta immutata per le Ferrari di serie, mentre per quelle di formula uno, dopo l'acquisizione Fiat, ci sono state variazioni di tonalità: di anno in anno, più chiare o più scure, assecondando gli interessi degli sponsor.
Vetture [modifica]
Le autovetture Ferrari, notevoli per lo stile raffinato, opera di illustri progettisti e designer quali Pininfarina e Giugiaro, sono da molto tempo oggetto del desiderio per ricchi e giovani di tutto il mondo, particolarmente negli Stati Uniti dove il marchio ha riscosso molto successo, ma anche nei nuovi mercati dell'Est e dell'Oriente. Altri designer e case che hanno lavorato per Ferrari durante gli anni comprendono Scaglietti, Bertone e Vignale. I motori impiegati nelle autovetture Ferrari sono prevalentemente dei V8 e V12.
Nel luglio 2009 è stata presentata in anteprima la Ferrari 458 Italia, destinata ad entrare in produzione nel 2010. In seguito sono state presentate la 599 GTO e la SA Aperta, costruita in 80 esemplari per celebrare gli 80 anni di Pininfarina.
Stradali [modifica]
In produzione [modifica]
8 cilindri:
California (2008)
458 Italia (2009)
12 cilindri:
599 GTO (2010)
599 GTB Fiorano (2006)
Ferrari SA Aperta (2010)
Da competizione ed utilizzo esclusivo in pista [modifica]
In produzione [modifica]
F1 [modifica]
Ferrari F10 (2010)
Altre competizioni [modifica]
F430 Challenge (2006)
F430 GT2
F430 GT3
Fuori produzione [modifica]
Ferrari 550 Maranello GTC
F1 & F2 [modifica]
Ferrari 125 F1
Ferrari 166 F2
Ferrari 275 F1
Ferrari 340 F1
Ferrari 375 F1
Ferrari 500 F2 2P
Ferrari 553 F2
Ferrari 553 F1
Ferrari 625 F1
Ferrari 555 F1
Ferrari D50 P
Ferrari 801 F1
Dino 156 F2
Ferrari 246 F1
Ferrari 256 F1
Ferrari 156 F1 PC
Ferrari 156 F1-63
Ferrari 158 F1 PC
Ferrari 512 F1
Dino 166 F2
Ferrari 312 F1
Ferrari 312 B
Ferrari 312 B2
Ferrari 312 B3
Ferrari 312 B3-74
Ferrari 312 T PC
Ferrari 312 T2 P 2C
Ferrari 312 T3
Ferrari 312 T4 PC
Ferrari 312 T5
Ferrari 126 CK
Ferrari 126 C2 C
Ferrari 126 C3 C
Ferrari 126 C4
Ferrari 156-85
Ferrari F1-86
Ferrari F1-87
Ferrari F1-87/88C
Ferrari 639 (Vettura Laboratorio)
Ferrari 640 F1 (F1-89)
Ferrari 641/1 F1 (F1-90)
Ferrari 641/2 F1 (F1-90)
Ferrari 642 (F1-91)
Ferrari 643 (F1-91)
Ferrari F92 A
Ferrari F92 AT
Ferrari F93 A
Ferrari 412 T1
Ferrari 412 T1B
Ferrari 412 T2
Ferrari F310
Ferrari F310B
Ferrari F300
Ferrari F399 C
Ferrari F1-2000 PC
Ferrari F2001 PC
Ferrari F2002 PC
Ferrari F2003GA PC
Ferrari F2004 PC
Ferrari F2005
Ferrari 248 F1
Ferrari F2007 PC
Ferrari F2008 C
Ferrari F60
Ferrari F150
("P" indica che la vettura ha vinto il Titolo Mondiale Piloti, "C" che ha vinto quello Costruttori.)
XX Programmes [modifica]
Ferrari FXX
Ferrari 599XX
Altre competizioni [modifica]
125 S
159 S
166 S
166 SC
166 MM
166 Inter Corsa
166 Inter Sport
195 S
212 Export
340 America
225 S
250 S
340 Mexico
375 Indy
250 MM
166 MM-53
340 MM
370 MM
375 MM
735 S
500 Mondial
625 TF
375 Plus
750 Monza
250 Monza
118 LM
121 LM
410 S
290 MM
290 S
500 TR
625 LM
860 Monza
315 S
335 S
500 TRC
250 GT Competizione
412 MI
250 Testa Rossa
196 S
246 S
246 SP
196 SP
286 SP
248 SP
268 SP
330 LMB
250 GTO
250 P
250 Le Mans
250 GTO-64
275 P
330 P
275 P2
330 P2
365 P2
365 P2/3
Dino 166 P
Dino 206 S
Dino 206 SP
330 P3
330 P3/4
330 P4
412 P
350 CanAm
612 CanAm
212 E
312 P
512 S
512 M
312 PB
712 CanAm
512 BB LM
F40 LM
333 SP
F355 Challenge
F40 GTE
F50 GT
550 GT
360 Challenge
550 Millennio
550 GTS
550 GTO
360 GT
575 GTC
Prototipi [modifica]
512 Modulo
Cart
Mythos
Rossa Concept
GG50
Millechili
F430 Spider Biofuel
599 HY-KERS
Ferrari personalizzate [modifica]
FX
P4/5
SP1
P540 Superfast Aperta
Bibliografia [modifica]
Giulio Rancati, Franco Carsico, Ferrari che macchine, Milano, EIM, 1996.
Luca Dal Monte-Umberto Zapelloni, La Rossa e le Altre, Baldini & Castoldi, 2000
Sergio Massaro, Ferrari, un mito, Demetra, 2002, ISBN 88-440-2558-2
Paolo D'Alessio, Fantastic Ferrari, Gribaudo, 2004, ISBN 88-8058-881-8
Note [modifica]
^ Articolo di Quattroruote
^ Franco Cortese su “virtualcar.it”
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Ferrari
Collegamenti esterni [modifica]
(IT, EN) Sito ufficiale
(IT, EN) Sito della Galleria Ferrari
In produzione [modifica]
F1 [modifica]
Ferrari F10 (2010)
Altre competizioni [modifica]
F430 Challenge (2006)
F430 GT2
F430 GT3
Fuori produzione [modifica]
Ferrari 550 Maranello GTC
F1 & F2 [modifica]
Ferrari 125 F1
Ferrari 166 F2
Ferrari 275 F1
Ferrari 340 F1
Ferrari 375 F1
Ferrari 500 F2 2P
Ferrari 553 F2
Ferrari 553 F1
Ferrari 625 F1
Ferrari 555 F1
Ferrari D50 P
Ferrari 801 F1
Dino 156 F2
Ferrari 246 F1
Ferrari 256 F1
Ferrari 156 F1 PC
Ferrari 156 F1-63
Ferrari 158 F1 PC
Ferrari 512 F1
Dino 166 F2
Ferrari 312 F1
Ferrari 312 B
Ferrari 312 B2
Ferrari 312 B3
Ferrari 312 B3-74
Ferrari 312 T PC
Ferrari 312 T2 P 2C
Ferrari 312 T3
Ferrari 312 T4 PC
Ferrari 312 T5
Ferrari 126 CK
Ferrari 126 C2 C
Ferrari 126 C3 C
Ferrari 126 C4
Ferrari 156-85
Ferrari F1-86
Ferrari F1-87
Ferrari F1-87/88C
Ferrari 639 (Vettura Laboratorio)
Ferrari 640 F1 (F1-89)
Ferrari 641/1 F1 (F1-90)
Ferrari 641/2 F1 (F1-90)
Ferrari 642 (F1-91)
Ferrari 643 (F1-91)
Ferrari F92 A
Ferrari F92 AT
Ferrari F93 A
Ferrari 412 T1
Ferrari 412 T1B
Ferrari 412 T2
Ferrari F310
Ferrari F310B
Ferrari F300
Ferrari F399 C
Ferrari F1-2000 PC
Ferrari F2001 PC
Ferrari F2002 PC
Ferrari F2003GA PC
Ferrari F2004 PC
Ferrari F2005
Ferrari 248 F1
Ferrari F2007 PC
Ferrari F2008 C
Ferrari F60
Ferrari F150
("P" indica che la vettura ha vinto il Titolo Mondiale Piloti, "C" che ha vinto quello Costruttori.)
XX Programmes [modifica]
Ferrari FXX
Ferrari 599XX
Altre competizioni [modifica]
125 S
159 S
166 S
166 SC
166 MM
166 Inter Corsa
166 Inter Sport
195 S
212 Export
340 America
225 S
250 S
340 Mexico
375 Indy
250 MM
166 MM-53
340 MM
370 MM
375 MM
735 S
500 Mondial
625 TF
375 Plus
750 Monza
250 Monza
118 LM
121 LM
410 S
290 MM
290 S
500 TR
625 LM
860 Monza
315 S
335 S
500 TRC
250 GT Competizione
412 MI
250 Testa Rossa
196 S
246 S
246 SP
196 SP
286 SP
248 SP
268 SP
330 LMB
250 GTO
250 P
250 Le Mans
250 GTO-64
275 P
330 P
275 P2
330 P2
365 P2
365 P2/3
Dino 166 P
Dino 206 S
Dino 206 SP
330 P3
330 P3/4
330 P4
412 P
350 CanAm
612 CanAm
212 E
312 P
512 S
512 M
312 PB
712 CanAm
512 BB LM
F40 LM
333 SP
F355 Challenge
F40 GTE
F50 GT
550 GT
360 Challenge
550 Millennio
550 GTS
550 GTO
360 GT
575 GTC
Prototipi [modifica]
512 Modulo
Cart
Mythos
Rossa Concept
GG50
Millechili
F430 Spider Biofuel
599 HY-KERS
Ferrari personalizzate [modifica]
FX
P4/5
SP1
P540 Superfast Aperta
Bibliografia [modifica]
Giulio Rancati, Franco Carsico, Ferrari che macchine, Milano, EIM, 1996.
Luca Dal Monte-Umberto Zapelloni, La Rossa e le Altre, Baldini & Castoldi, 2000
Sergio Massaro, Ferrari, un mito, Demetra, 2002, ISBN 88-440-2558-2
Paolo D'Alessio, Fantastic Ferrari, Gribaudo, 2004, ISBN 88-8058-881-8
Note [modifica]
^ Articolo di Quattroruote
^ Franco Cortese su “virtualcar.it”
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