Pietro Berti

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Anchorage

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Visualizzazione post con etichetta attentato. Mostra tutti i post
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lunedì 4 aprile 2011

PAKISTANKamikaze contro santuario sufiAlmeno 41 persone uccise

PAKISTAN Kamikaze contro santuario sufiAlmeno 41 persone uccise Obiettivo degli attentatori i pellegrini che come ogni domenica visitano i numerosi templi dedicati ai santi dell'Islam per passare la giornata con la famiglia. Ci sono anche 70 feriti. Arrestato un terzo uomo che non è riuscito a far esplodere la bomba che aveva addosso


ISLAMABAD - Almeno 41 persone sono rimaste uccise in un duplice attentato suicida in un santuario sufi nel Pakistan orientale. La responsabilità dell'attacco terroristico è stata rivendicata dai talebani: da subito i sospetti erano rivolti al gruppo legato ad Al Qaeda, che ha in odio l'interpretazione non ortodossa data dai sufi all'Islam e in passato hanno ripetutamente colpito obiettivi sufi. "L'azione è stata realizzata dai nostri uomini" ha detto un portavoce, Ehsanullah Ehsan, a Reuters. "Ne seguiranno altre per vendicare le operazioni governative condotte contro la nostra gente nel nord-ovest". Un funzionario di polizia della città di Dera Khan Gazi, dove sono avvenuti gli attentati, ha detto che una terza persona, che non è riuscita a far esplodere completamente l'ordigno che aveva addosso, è stata arrestata. Obiettivo erano i pellegrini che si erano appena radunati davanti alla tomba di Ahmed Sultan, un santo sufi del 13esimo secolo, meglio noto come Sakhi Sarwar, a Dera Ghazi Khan, distretto in cui i talebani ed altri gruppi loro alleati sono particolarmente attivi. Al momento dell'azione terroristica, nel tempio erano in corso delle celebrazioni.Oltre ai 41 morti, ci sono anche almeno 70 feriti. Le vittime sono per lo più pellegrini e persone che visitano, come ogni domenica, i numerosi santuari dei santi dell'Islam, per passare una giornata con la famiglia.Si è trattato del quinto attentato in Pakistan in cinque giorni. Negli ultimi tre anni e mezzo nel Paese sono state uccise oltre 4mila persone, in un'ondata di oltre 450 azioni terroristiche, per lo più attentati suicidi.

(03 aprile 2011)

giovedì 31 marzo 2011

Livorno, pacco bomba al comando della Folgore: grave colonnello dei parà

Livorno, pacco bomba al comando della Folgore: grave colonnello dei parà L'attentato è stato rivendicato da una sigla anarchica L'ufficiale ha subìto l'amputazione di tre dita ROMA - Ha aperto il pacco indirizzato al suo ufficio, nella caserma Ruspoli, sede del comando della brigata paracadutisti della Folgore, a Livorno, ed è stato investito da un'esplosione, che gli ha amputato tre dita e che rischia di fargli perdere la vista da un occhio. L'attentato è stato rivendicato dalla Federazione anarchica informale (Fai). Il ferito è il tenente colonnello Alessandro Albamonte, 40 anni, capo di Stato maggiore della Brigata Folgore. L'esplosione è avvenuta oggi verso le 16. L'ufficiale è stato tasportato prima all'ospedale di Livorno e poi a quello Fiorentino di Careggi. Non è in pericolo di vita. La moglie, in attesa del secondo figlio, ha udito l'esplosione per telefono. Proprio in quel momento stava parlando con un collega del marito, che ha un ufficio nella caserma livornese. Il capo dello Stato Giorgio Napolitano si è detto vicino alla famiglia dell'ufficiale, mentre il premier Silvio Berlusconi ha espresso «anche a nome del Governo, affetto e vicinanza» al parà, «sgomento e condanna per il vile attentato e solidarietà agli uomini della Brigata Folgore che in Afghanistan stanno assolvendo come sempre in modo perfetto il loro dovere». Le condizioni di Albamonte sono «confortanti» anche se le lesioni agli occhi e alle mani sono «importanti. Il paziente, comunque, al momento non è in pericolo di vita», ha detto in serata ai giornalisti il professor Massimo Ceruso, del Cto dell'ospedale fiorentino di Careggi dove l'ufficiale è stato ricoverato e dove è stato operato. Due le equipe al lavoro: una oculistica con il dottor Giancarlo Albani e una del reparto di ricostruzione della mano diretta da Ceruso. Rispondendo ai giornalisti, il professor Ceruso ha detto che i danni e le lesioni comunque «potranno consentire interventi di ricostruzione». Per quanto riguarda le mani, «la destra è in condizioni peggiori». Rivendicazione anarchica. In serata è stata trovata la rivendicazione del pacco bomba: la sigla sarebbe riconducibile all'ambito anarchico. Intelligence: matrice anarco-insurrezionalista. Il pacco bomba esploso nella caserma della Folgore a Livorno ha con ogni probabilità una «matrice anarco-insurrezionalista». Fonti d'intelligence confermano quella che è l'ipotesi avanzata dagli investigatori, sottolineando che è quasi certo il legame tra l'attentato di Livorno e altri due attacchi verificatisi oggi: la lettera bomba spedita alla Swissnuclear (la federazione dell'industria nucleare svizzera) che ha provocato due feriti a Olten e il plico esplosivo destinato al direttore del carcere greco di Koridallos, spedito da Firenze e disinnescato prima che esplodesse. Un legame, si sottolinea, «rafforzato» dai contatti costanti tra gli anarchici italiani, greci e svizzeri. Le stesse fonti inoltre, pur confermando che al momento non c'è rivendicazione, non escludono che gli attentati siano riconducibili alla Fai, la Federazione anarchica informale, responsabile di decine di attentati con pacchi bomba, tra cui quelli spediti a Natale alle ambasciate di Svizzera, Cile e Grecia in Italia. Numerosi gli attestati di solidarietà da parte del mondo politico verso Albamonte, unanime la condanna dell'attentato. Giovedì 31 Marzo 2011 - 17:18 Ultimo aggiornamento: 23:05 estratto da: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=143914

giovedì 24 marzo 2011

M.O, Anp arresta due leader Jihad islamica per attentato a Gerusalemme

M.O, Anp arresta due leader Jihad islamica per attentato a Gerusalemme

L'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha arrestato nella notte due leader della Jihad islamica, prelevandoli dalle proprie abitazioni. In un comunicato diffuso dalla stessa organizzazione islamica si legge che le forze dell'Anp si sono recate nelle case di Khalid Jaradat e Tareq Qàdan, prelevandoli, portandoli in una località segreta e quindi in una struttura detentiva nel nord della Cisgiordania. L'arresto dei due sarebbe in relazione all'attentato di ieri a Gerusalemme, vicino a una stazione dell'autobus, dove una donna è stata uccisa e 30 persone sono state ferite. Nel comunicato si chiede l'immediato rilascio dei due leader arrestati e ai funzionari della Cisgiordania di interrompere di prendere di mira la Jihad islamica. Nessun gruppo ha rivendicato l'attentato di Gerusalemme.

mercoledì 23 marzo 2011

Attentato a Gerusalemme

Gerusalemme, 23 MAR 2011
Solidarieta e assoluta condanna per l' attentato che a Gerusalemme ha ucciso una donna ed ha ferito altre 24 persone.Vi siamo vicini, eliminate dalla faccia della terra gli integralisti di Hamas.

M.O./ Gerusalemme: prima bomba dal 2004, morta una donna. Altre trenta persone ferite, azione non è stata rivendicata .

Gerusalemme, 23 mar. (TMNews) - Un attentato ha scosso oggi Gerusalemme, dove l'esplosione di una bomba ha ucciso una donna e ferito una trentina di persone. Si tratta del primo attacco del genere in città dal 2004, mentre le violenze continuano alla frontiera tra la Striscia di Gaza e il sud di Israele.Una donna di 59 anni, della quale non è stata rivelata l'identità, è rimasta gravemente ferita nell'attentato avvenuto vicino la principale stazione di Gerusalemme ed è in seguito deceduta all'ospedale Hadassah, secondo fonti ospedaliere. Più di altre trenta persone sono rimaste ferite nell'attentato, che non è stato rivendicato."L'esplosione è avvenuta vicino a una stazione dei bus, dove si trovavano due autobus fermi con a bordo numerosi passeggeri. Apparentemente, una bomba era nascosta in una borsa vicino a una cabina telefonica", ha dichiarato il capo della polizia di Gerusalemme, Aaron Franco. Un giornalista ha visto persone riverse in terra tra le chiazze di sangue.Uno degli autobus in questione, del quale tutti i vetri sono andati in frantumi, era diretto verso una quartiere religioso ortodossa di Gerusalemme, secondo testimoni. " La maggior parte dei feriti si trovava fuori, in strada", ha precisato sul posto Uri Shacham, responsabile del Magen David Adom, l'equivalente israeliano della Croce Rossa. La polizia ha predisposto un cordone nei dintorni e ha lanciato ricerche con le unità cinofile, che hanno perlustrato con minuzia dintorni, cespugli e cassonetti per trovare ordigni esplosivi che avrebbero potuto essere ancora nascosti nel settore.Secondo i primi elementi dell'inchiesta, la bomba pesava tra uno e due chili. "Non tollereremo che civili israeliani siano colpiti, né nel sud né a Gerusalemme", ha affermato il ministro della Difesa Ehud Barak, in un comunicato. Israele si difenderà "con una volontà di ferro" contro gli attacchi, ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.In assenza del presidente palestinese Abu Mazen, in viaggio in Russia, è stato il primo ministro Salam Fayyad che ha condannato in una nota l'attentato, che ha definito una "operazione terroristica". In compenso, il ramo armato del movimento radicale palestinese della Jihad islamica, le brigate Al-Qods, ha salutato l'attentato senza tuttavia rivendicarlo. "

giovedì 30 dicembre 2010

Complotto sventato in Danimarca

Complotto sventato in Danimarca di Angela Manganaro
dal sito web http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-30/complotto-sventato-danimarca-082626.shtml?uuid=AYdjogvC#continue
Il grigio palazzo dello "Jyllands Posten" affacciato sulla piazza del municipio di Copenhagen al rogo come il Taj Mahal, hotel di Mumbai del primo '900 simbolo della carneficina degli estremisti islamici che uccisero 183 persone nel novembre 2008.
I servizi segreti danesi e svedesi (Pet e Sapo) hanno annunciato ieri di aver sventato il più grave attacco al quotidiano di Copenhagen che nel 2005 pubblicò le vignette su Maometto innescando una crisi internazionale con l'opinione pubblica musulmana. Il tentativo di annientare il giornale liberalconservatore programmato nei prossimi giorni e sventato all'ultimo per «raccogliere più prove possibili» sarebbe stato opera di un tunisino di 44 anni, un iracheno che aveva fatto domanda d'asilo in Danimarca e tre cittadini svedesi di origine libanese e tunisina. Tutti arrestati all'alba di ieri, quattro in due sobborghi di Copenhagen, uno a Stoccolma: nelle loro case munizioni, pistole, silenziatori.
«È atroce che un gruppo di militanti islamici abbiano un piano concreto per un serio attacco qui in Danimarca» ha detto il ministro della Giustizia danese Lars Barfoed. «Il gruppo voleva uccidere quante più persone possibile. È la minaccia sinora più seria per il nostro paese». «Non mi sorprende affatto: poche settimane fa i servizi segreti svedesi hanno fatto sapere che c'è una rete estremisti pronti a colpire la Scandinavia e lo "Jyllands" è il principale obiettivo» dice al Sole Naser Khader, 47 anni, parlamentare danese di origini siriane, fondatore del partito moderato Alleanza liberale.
Durante la crisi delle vignette, Khader, volto musulmano che predicava la coesistenza fra Islam e democrazia, divenne consigliere dell'allora premier Anders Fogh Rassmussen. Oggi si è spostato a destra: è deputato con i conservatori perché il suo ex partito «non ha elaborato risposte alla sfida dell'Islam politico». Dice: «Gli estremisti sono una minoranza nel paese ma strillano e nessuno glielo impedisce.
Forse il problema della Scandinavia è la troppa democrazia. La Danimarca è il paese scandinavo che più ha spinto per l'integrazione negli anni 90: questi nuovi arrivati hanno un background diverso, alcuni resistono all'integrazione». Khader tiene un blog sul "Posten" e difende le scelte di Flemming Rose, caporedattore della cultura che decise di pubblicare quelle vignette, autore della "Tirannia del silenzio", libro pubblicato a settembre in cui il giornalista-scrittore ex corrispondente a Mosca e a Washington, spiega perché ha deciso di pubblicare quei disegni. «È un bel libro e io sono d'accordo con quella scelta fatta perché non si trovavano artisti disposti a illustrare un libro per bambini sull'Islam, impauriti della reazione dei musulmani».
Non regge l'osservazione che l'attacco frontale scelto dal "Posten" non aiuta il dialogo. «Qui non è in gioco solo la libertà di parola» risponde Khader. «Il problema è affermare il primato dello stato laico: tutte le religioni devono rimanere distinte dalla politica e a maggior ragione dalle scelte editoriali di un giornale». Khader osserva che da questi mancati attentati quello che ci guadagna di più è il DanskFolkenparti, il partito anti-immigrati e anti-Islam.
I PRECEDENTI Settimo attacco al Posten Quello sventato ieri è il settimo tentato attacco contro lo Jyllands-Posten o contro il disegnatore Kurt Westergaard, dopo la pubblicazione nel 2005 di vignette giudicate offensive da una parte del mondo islamicoL'elenco è stato pubblicato sul sito del quotidiano: nel febbraio 2008 tre uomini furono arrestati per aver progettato l'assassinio di Westergaard; nell'ottobre 2009 la polizia americana arresta a Chicago due cittadini Usa per aver pianificato un attacco contro il giornale; nel gennaio 2010 un somalo si introduce nella casa di Westergaard armato di machete e il disegnatore si salva rifugiandosi in una stanza blindata; in giugno due uomini sono arrestati in Nord Africa accusati di progettare un attacco contro Westergaard; in settembre a Copenhagen è arrestato un ceceno che aveva fatto esplodere per errore un ordigno artigianale all'Hotel Jorgensen; il 28 settembre un curdo iracheno, arrestato in Norvegia, rivela un piano contro lo Jyllands-Posten

lunedì 27 dicembre 2010

30 marzo 1981: l'attentato a Reagan


30 marzo 1981: l'attentato a Reagan

di Marco Innocenti dal sito http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2008/03/Storia-attentato-Reagan.shtml


28 marzo 2008

Un colpo (quasi) al cuore A 70 giorni dall'insediamento, il 30 marzo 1981, con il sangue che esce dal petto bucato, Reagan compie il suo primo miracolo: sopravvive a un proiettile a due centimetri dal cuore, come sopravviverà ai tumori, agli scandali, ai democratici, ai giornalisti e, fino al 6 giugno 2004, al tempo. L'attentato è "un classico": all'uscita da un hotel di Washington un uomo si avvicina al presidente e spara sei colpi di rivoltella, conficcandogli un proiettile in un polmone e ferendo gravemente l'addetto stampa Jim Brady. L'attentatore è John Hinckley, uno psicopatico che vuole attirare l'attenzione del suo idolo, l'attrice Jodie Foster. Reagan, ricoverato al George Washington Hospital, viene operato, si salva e guarisce rapidamente. Resterà famosa la battuta ai chirurghi che stanno per operarlo: «Vi prego, ditemi che siete repubblicani!».Il figlio dell'ambulante Ronald Reagan nasce povero, il 6 febbraio 1911, a Tampico, nell'Illinois. Il padre fa il venditore ambulante di scarpe. Ronald lavora per studiare, si laurea, viene assunto come cronista sportivo alla radio, poi tenta la carriera cinematografica. è un bel ragazzo e sfonda, senza diventare una star. Negli anni Cinquanta si avvicina alla politica, nel 1966 è eletto governatore (repubblicano) della California, confermato nel 1970. Nell'80 il partito punta su di lui per sconfiggere il democratico Jimmy Carter, presidente uscente. L'impresa riesce. Significativa una frase pronunciata nel discorso d'insediamento: «Lo Stato non è la soluzione dei problemi, lo Stato è il problema».Il presidente e l'uomo A 69 anni è il più anziano presidente Usa all'atto dell'insediamento. A chi gli fa notare l'età risponde con una delle sue battute: «Thomas Jefferson diceva che un presidente va giudicato per i suoi risultati, non per la sua età. Me lo disse, mi pare, nel 1802...». Confermato nell'84, Reagan è un medico dell'anima per gli americani e un eccellente uomo qualunque, un paradigma perfetto della normalità umana. Estroverso, venditore nato, comunicatore felice, coraggioso, fortunato ma anche pigro, goffo, svagato, riconcilia l'America con sé stessa. Il reaganismo è la sintesi di alcune idee semplici, professate da un semplificatore (meno Stato, meno tasse, meno governo, meno regole). La sua svolta liberale è la scommessa sulla religione laica della società americana, sulla volontà di innovare, investire, tentare. Con lui l'America torna sicura di sé, leader nelle armi, nella politica, nell'economia, nell'egoismo. La sua "rivoluzione tranquilla" crea benessere e dà impulso alla speranza.«L'amico» Gorbaciov In politica estera Reagan parte aggressivo contro l' "Impero del male" sovietico. Vuole un'America forte e intransigente e investe pesantemente nel riarmo. Anti-comunista fervente ma realista, dall'85 dialoga, però, con l' "amico" Gorbaciov chiudendo la guerra fredda e concludendo importanti accordi sul disarmo. Di lui diranno: «Ha vinto la guerra fredda senza sparare un colpo».Il tramonto Conclude il secondo mandato con una popolarità altissima. Poi, inevitabile, il viale del tramonto, il sorriso fissato nell'amarezza, uno spettro rugoso, la nebbia maledetta dell'Alzheimer. Muore il 6 giugno 2004, a Los Angeles, all'età di 93 anni.

sabato 11 dicembre 2010

ESPLOSIONI A STOCCOLMA, RIVENDICAZIONE PER AFGHANISTAN

ESPLOSIONI A STOCCOLMA, RIVENDICAZIONE PER AFGHANISTAN


23:41 11 DIC 2010

dal sito http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201012112341-ipp-rt10195-svezia_esplosioni_a_stoccolma_rivendicazione_per_afghanistan

(AGI) - Stoccolma, 11 dic. - Potrebbero essere legate alla presenza militare svedese in Afghanistan le due esplosioni che nel centro di Stoccolma hanno ucciso un uomo e feriti altri due. Dieci minuti prima delle deflagrazioni l'agenzia di stampa TT e la polizia avevano ricevuto una mail con allegati file audio in svedese e in arabo. Il messaggio sottolineava il silenzio svedese sulle caricature di Maometto e le operazioni militari di Stoccolma nel Paese asiatico. "Le nostre azioni parleranno da se'", recita la voce, "finche' finira' la guerra contro l'Islam, l'umiliazione del Profeta e il vostro sciocco sostegno al maiale Vilks (Lars, l'autore delle vignette, ndr.)".
Le due esplosioni sono state quasi simultanee, a distanza di 200 metri. Non si sa ancora che cosa le abbia causate, ma ambedue sono state in altrettante automobili. Secondo la ricostruzione dei media locali, la prima vettura e' saltata in aria all'incrocio tra Olof Palme Street e Queen Street. La seconda a Byggargatan. Centinaia di persone affollavano la zona per le compere natalizie. Testimoni hanno raccontato di aver udito "uno scoppio enorme" e di aver sentito odore di polvere da sparo. La prima esplosione e' stata alle 16:52, la seconda alle 17:05.

martedì 7 dicembre 2010

India, bomba a Varanasi: bimba morta. Ferita lieve donna italiana

India, bomba a Varanasi: bimba morta. Ferita lieve donna italiana

Una bimba di due anni è morta e una trentina di persone sono rimaste ferite in seguito all'esplosione di una Bomba oggi a Varanasi, fuori dal tempio Shitladevi, in India. L'attacco terroristico, secondo quanto riferiscono i funzionari del posto, è avvenuto durante le preghiere indù al di fuori del tempio a nord-est della città santa indiana, un giorno dopo l'anniversario di un evento in India, il 6 dicembre del 1992 vi fu infatti la demolizione della moschea musulmana di Durante l'esplosione sarebbe rimasta ferita lievemente anche una nostra connazionale che al momento è ricoverata presso un ospedale della città indiana ed è assistita da persone di fiducia della nostra ambasciata. La Farnesina sta verificando l'eventuale coinvolgimento di altri nostri connazionali nell'attentato terroristico. Molti sono rimasti feriti anche a causa della calca che si è venuta a creacìre subito dopo l'esplosione. Secondo fonti ufficiali il dispositivo che ha attivato lo scoppio era piuttosto improvvisato ed è stato recuperato da un bidone della spazzatura nei pressi del luogo dell'esplosione.. Sembra che l'attentato sia stato rivendicato attraverso una email ai media indiani dal gruppo terroristico Indian Mujahedeen, un gruppo musulmano militante, collegandolo alla demolizione di Babri Masjid nel 1992."Prendiamo questa esplosione come una sfida. Stiamo indagando sulla natura dell'esplosione e avremo maggiori dettagli dopo gli accertamenti da parte delle squadre presenti sul posto", ha detto Uttar Pradesh della polizia ufficiale Brij Lal.La distruzione della moschea di Babri nel 1992 ha scatenato scontri religiosi in tutta l'India, più di 2.000 persone sono già morte.Bansal, segretario della sicurezza interna del ministero degli Interni, ha detto che la polizia non esclude alcuna possibilità

lunedì 6 dicembre 2010

Pakistan: doppio attacco kamikaze, 50 morti e 100 feriti

Pakistan: doppio attacco kamikaze, 50 morti e 100 feriti


(IAMM) E' drammaticamente salito il bilancio del doppio attacco kamikaze compiuto nel nordovest del Pakistan, nella regione di Mohmand, poco distante dal confine con l'Afghanistan. I morti sono 50 e 100 i feriti. Gli attacchi sono avvenuti a Ghalanai, la principale città della zona. Il bersaglio era la sede del rappresentante del governo centrale.
Gli attentatori, giunti a bordo di motocilette, hanno provato ad entrare nell'edificio e poco dopo hanno fatto scoppiare le bombe. Si sono verificate due deflagrazioni: una all'ingresso della sede, una all'esterno.
dal sito web http://www.italia-news.it/esteri-c4/pakistan--doppio-attacco-kamikaze--50-morti-e-100-feriti-52124.html

sabato 4 dicembre 2010

Iraq/ Attentati a Baghdad contro fedeli iraniani: 14 morti


I
raq/ Attentati a Baghdad contro fedeli iraniani: 14 morti
15:26 - POLITICA- 04 DIC 2010 dal sito web http://www.apcom.net/newspolitica/20101204_152600_53c5381_105342.html



Centinaia i feriti Baghdad, 4 dic.(Apcom) - Almeno 14 persone sono morte e centinaia sono rimaste ferite questa mattina in una serie di attentati compiuti a Baghdad che hanno preso di mira dei pellegrini sciiti iraniani. Nel quartiere di Kazimiya, nel nord, dove si trova il mausoleo dell'imam Moussa, uno dei luoghi più sacri dello sciismo, due esplosioni quasi simultanee hanno provocato cinque morti, di cui quattro pellegrini iraniani e 18 feriti, fra questi 11 iraniani, secondo una fonte del ministero dell'Interno. Nel quartiere di Shouala, sempre a nord, un kamikaze al volante di una autobomba si è schiantato esplodendo contro un autobus che trasportava dei pellegrini iraniani. Due iraniani sono rimasti uccisi e 28 persone ferite, di cui 19 pellegrini. I pellegrini erano diretti nella città santa di Najaf, 150 chilometri a sud de Bagdad, che ospita il mausoleo dell'imam Ali, figura più venerata dell'islam sciita. Sempre oggi, una autobomba è esplosa nel quartiere di Bahia, nel sud ovest della capitale, causando sei morti e 42 feriti. Nella zona di Karrada (centro), un ordigno è saltato in aria nei pressi della piazza Oqba ben Nafia, provocando un morto e 8 feriti, fra cui anche dei civili. Un attentato contro una pattuglia di polizia ha ferito quattro agenti non lontano, sulla lunga arteria commerciale di Karrada, che è stata poco dopo chiusa al traffico, complicando la circolazione in una città già normalmente paralizzata da mostruosi ingorghi. (con fonte Afp)

mercoledì 24 novembre 2010

Pakistan, almeno 65 morti dopo gli attacchi alle moschee

Pakistan, almeno 65 morti dopo gli attacchi alle moschee
Submitted by IN DIES on Sat, 06/11/2010

http://www.in-dies.info/06/11/2010/pakistan-almeno-65-morti-dopo-gli-attacchi-alle-moschee/5401

Almeno 65 persone sono state uccise e 120 ferite ieri in due attacchi che hanno preso di mira le moschee nel Pakistan nord-occidentale.

Ad Akhurwall, vicino a Peshawar, un attentatore kamikaze è entrato nella parte posteriore del luogo di culto e si è fatto esplodere in mezzo ai fedeli riuniti per la preghiera del venerdì, uccidendo più di 60 persone, tra cui undici bambini.

Quattro granate sono state inoltre lanciate contro una moschea a Suleman Khel, un villaggio a circa 20 km da Kalam Khan, provocando almeno quattro morti e 21 feriti.

martedì 2 novembre 2010

Attacco kamikaze, paura a Istanbul

Attacco kamikaze, paura a Istanbul
Trenta feriti, morto l'attentatore
ISTANBUL Un attentatore suicida è fatto esplodere stamani nella centralissima piazza Taksim, sulla sponda europea di Istanbul, frequentata ogni giorno da migliaia di cittadini e turisti, provocando il ferimento di 32 persone, 17 civili e 15 agenti di polizia.

mercoledì 19 maggio 2010

Afghanistan, talebani attaccano base aerea Nato: dieci morti

Afghanistan, talebani attaccano base aerea Nato: dieci morti

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/05/afghanistan-attacco-base-nato.shtml?uuid=fd2c940e-630d-11df-b805-90ff3ebcf28f&DocRulesView=Libero

sabato 2 gennaio 2010

Obama: "Renderò l'America sicura"


TERRORISMO
Obama: "Renderò l'America sicura"
Il presidente Usa sul fallito attentato:«La responsabilità è delle cellule di Al Qaeda nello Yemen». E ancora:«Tutte le persone coinvolte in questo attacco dovranno risponderne»
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201001articoli/50878girata.asp


HONOLULU
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha accusato esplicitamente, per la prima volta oggi, la cellula yemenita di Al Qaeda come principale responsabile dell’addestramento e del rifornimento di esplosivo al giovane nigeriano che nel giorno di Natale ha provato a farsi esplodere sul volo Delta in servizio da Amsterdam a Detroit.

Obama, nel suo discorso settimanale trasmesso per radio e televisione, ha detto di ritenere il gruppo di Al Qaeda come responsabile del tentativo di attentato sul volo tra Amsterdam e Detroit: il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che il suo paese è in guerra contro una «rete di odio e di violenza di grande vigore» ma ha sottolineato che il suo obiettivo è quello di «rendere sicura l'America». Parlando del nigeriano che ha provato a farsi saltare in aria all’interno dell’aereo Delta il giorno di Natale, Umar Faruk Abdulmutallab, Obama ha aggiunto: «Sappiamo che veniva dallo Yemen, un paese in preda ad una grande povertà e a un’insurrezione che causa morte».

«Sembra che si fosse unito a un ramo affiliato ad Al Qaeda e che questo gruppo della penisola araba lo abbia trascinato, rifornito di esplosivi ed abbia diretto l’attacco a questo aereo in volo verso l’America». Fino ad oggi le autorità americane non avevano mai accusato ufficialmente Al Qaeda di essere responsabile del fallito attentato, notando semplicemente un possibile «legame» con il gruppo terroristico. Tutte le persone coinvolte nel fallito attentato al volo Amsterdam-Detroit «saranno tenute a risponderne», ha concluso Obama.

giovedì 31 dicembre 2009

SOLIDARIETA' AGLI USA PER LE VITTIME DELL'ATTENTATO ALLA BASE CHAPMAN. SOLIDARIETA' ANCHE AI GIORNALISTI PER LA NUOVA VITTIMA.


31/12/2009 (7:48) -
GIORNATA DI SANGUE Afghanistan, attacco suicida: uccisi otto agenti della Cia
Vittime dell'attentato anche quattro soldati e una giornalista canadese
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200912articoli/50831girata.asp


ROMA
Era un kamikaze vestito in uniforme dell’ esercito afghano, forse addirittura un ufficiale - ma il governo smentisce -, l’uomo che è penetrato ieri all’interno della base militare americana Chapman, nella provincia afghana di Khost, e si è fatto saltare in aria uccidendo otto civili americani, che lavoravano per la Cia.

Che gli uccisi lavorassero per la Cia è stato confermato da non precisate fonti ufficiali statunitensi, citate dai media Usa, secondo cui le vittime erano o agenti della Cia veri e propri o contractor. L’attentato di Khost diventa così il più sanguinoso attacco contro l’intelligence Usa dall’inizio della guerra afghana nel 2001.

I talebani, che hanno rivendicato l’attentato suicida, hanno detto che il kamikaze era un ufficiale dell’esercito afghano «vestito di tutto punto», cioè che indossava un’uniforme regolare.

Martedì due soldati italiani sono stati feriti e un soldato americano è stato ucciso a Bala Morghab da un militare afghano che si è messo a sparare.

Un portavoce dei talebani, in uno dei comunicati di rivendicazione, ha affermato che «un ufficiale dell’esercito nazionale ha richiesto a lungo un corpetto esplosivo e finalmente un corpetto preparato dai talebani gli è stato consegnato». Costui, secondo il portavoce, si chiamerebbe Samiollah e sarebbe l’autore dell’attentato.

Il ministero della difesa afghano ha smentito in mattinata che il terrorista suicida fosse un ufficiale dell’esercito: «In base alle nostre informazioni non abbiamo alcun ufficiale con il nome indicato dai militanti» talebani, ha dichiarato il portavoce, gen. Zahir Azimi, aggiungendo che non c’è nessuna base militare afghana vicino a Base Chapman, che viene utilizzata dalle squadre di ricostruzione provinciale (Prt), composte da civili e militari.

Sempre ieri cinque canadesi - quattro militari e una giornalista, sono morti quando il loro veicolo è saltato in aria su un ordigno in provincia di Kandahar. E stamani in provincia di Oruzgan la polizia ha detto che i talebani hanno decapitato sei afghani, accusati di essere «spie».

sabato 26 dicembre 2009

Fallito attentato a Detroit restrizioni sui voli per gli Usa







Fallito attentato a Detroit restrizioni sui voli per gli Usa

Il nome del 23enne nigeriano non era sulla "no-fly list". Era studente alla University College London. Negli aeroporti di tutta Europa intensificati i controlli. Perquisizioni a Londra.
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/esteri/attentato-aereo-delta/perquisizioni-londra/perquisizioni-londra.html

LONDRA - Perquisizioni a Londra in relazione all'inchiesta sul fallito attentato a un volo della Delta-Northwest Airlines partito da Amsterdam e diretto a Detroit. E severe restrizioni sui voli per gli Usa.

L'attentatore. Il nigeriano che voleva far esplodere l'aereo con 278 persone a bordo, il 23enne Abdul Farouk Abdulmutallab, è uno studente di ingegneria industriale alla University College London. Aveva chiesto un visto per partecipare a un seminario religioso. Intanto sono stati intensificati i controlli negli aeroporti europei per i passeggeri in partenza verso gli Stati Uniti.

L'attentatore non era sulla "no-fly list". Il nome di Abdulmutallab, che dopo l'arresto ha detto di appartenere ad Al Qaeda e di averne seguito le istruzioni, non era finora nella "no-fly list" (l'elenco di persone sospette cui è impedito l'imbarco verso gli Stati Uniti) ma risultava comunque noto alle autorità. Secondo fonti governative di Washington, era da due anni nella lista dei presunti terroristi compilata dai servizi di sicurezza Usa. "Siamo in contatto con gli investigatori americani per le perquisizioni a Londra", ha precisato un portavoce di Scotland Yard, senza precisare quali zone o edifici siano interessati.

Restrizioni sui voli Usa. Il busto e le gambe di tutti i passeggeri dei voli diretti negli Usa saranno controllati manualmente e i loro bagagli a mano saranno aperti e ispezionati anche se avessero passato indenni i raggi x; un'ora prima dell'atterraggio tutte le persone a bordo dovranno trovarsi sedute al loro posto con il sedile in posizione eretta; nello stesso lasso di tempo sarà vietato l'uso di cuscini e coperte. Queste, scrive il sito della Msnbc, le nuove regole sui voli per gli Stati Uniti che le autorità americane hanno chiesto di adottare immediatamente a tutti gli scali aerei del mondo. "Le misure extra saranno apllicate in tutto il mondo per gli aerei diretti negli Usa da ora e per un peiodo indefinito", ha spiegato Judith Sluiter, portavoce dell'antiterrorismo olandese.

Intensificati i controlli negli aeroporti. In Italia come negli altri Paesi europei sono state rafforzate le misure di sicurezza su tutti i voli per gli Stati Uniti. In Gran Bretagna l'allerta vale anche per i passeggeri in arrivo dagli Usa. Tutti quelli in partenza e i loro bagagli a mano vengono controllati manualmente prima dell'imbarco, così come richiesto anche dal Tsa (Transport security administration, l'autorità statunitense per la sicurezza intesa come prevenzione degli atti illeciti). Le procedure potranno allungare i tempi di imbarco.

Ue, verificare rispetto norme Amsterdam. La Commissione Europea sta verificando se all'aeroporto di Amsterdam - da dove è partito l'aereo della Delta Airlines - siano state rispettate tutte le norme di sicurezza. "L'incidente dimostra ancora una volta che la vigilanza è necessaria in ogni momento nella lotta contro il terrorismo", ha detto il commissario europeo alla Giustizia e all'Interno, Jacques Barriot. Il commissario Ue, che si è detto "orripilato" dal fallito attentato, ha spiegato che la Commissione è in contatto con le autorità responsabili olandesi e statunitensi per verificare che siano state seguite tutte le procedure previste.

Anche la Nigeria avvia inchiesta. La Nigeria ha annunciato l'apertura di un'inchiesta sul suo cittadino che si proponeva di far esplodere il volo della Delta-Northwest. Il ministro dell'Informazione ha detto che il governo di Abuja è impegnato a collaborare con gli Stati Uniti.


sabato 28 novembre 2009

Strage sul treno per San Pietroburgo Trovata una bomba: "E' terrorismo"

ESTERI Ancora diciotto il numero dei dispersi
Strage sul treno per San Pietroburgo Trovata una bomba: "E' terrorismo"
Il "Nievski Express" deraglia per lo scoppio di 7 chili di tritolo. Aperta un'inchiesta. Il bilancio è di circa 40 morti. Anche un italiano tra i feriti.
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200911articoli/49826girata.asp

Rottami di un'auto vicino ai binari. Tra i 95 feriti c'è anche un italiano Il capo delle Ferrovie: "Una bomba"
MOSCA
È la pista terroristica quella scelta ufficialmente dalle autorità russe per il deragliamento di ieri sera del treno veloce Nievski Express Mosca-San Pietroburgo, il cui bilancio provvisorio oscilla tra i 26 e 39 morti, 18 dispersi e circa cento feriti, tra cui un italiano, Armando Noacco, 58 anni, in condizioni non gravi.

Sul luogo del deragliamento sono stati trovati resti di un ordigno esplosivo. La procura generale russa ha aperto un’inchiesta per terrorismo e detenzione illegale di materiale esplosivo e il presidente delle ferrovie Vladimir Iakunin ha annunciato che sconosciuti hanno fatto esplodere una bomba, sostenendo che la principale pista investigativa è quella terroristica. Pista confermata da alcuni testimoni, che hanno udito una forte detonazione prima dell’incidente, e dal ritrovamento di un cratere del diametro di un metro vicino ai binari. Per ora l’episodio è stato rivendicato via internet da un sedicente gruppo ultranazionalista "Combat 18", che si era assunto anche la responsabilità dell’esplosivo rinvenuto in un sacchetto di plastica con una svastica il 14 novembre scorso in una vagone della metro di San Pietroburgo.

Il deragliamento, come sottolineato dallo stesso Iakunin, sembra analogo a quello subito da un altro Nievski Express il 13 luglio del 2007, quando rimasero ferite 60 persone (anche in quell’occasione un italiano): per quella vicenda a Novgorod è in corso un processo a due ingusci, uno dei quali ha confessato che l’attentato fu compiuto su ordine della guerriglia cecena. Per lo stesso episodio è ricercato uno dei capi dei ribelli ceceni, Pavel Kosolapov, legato al comandante della guerriglia cecena Doku Umarov. Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio e incerto: l’ultimo dato fornito dal ministro della sanità Tatiana Golokova parla di 26 vittime, ma in precedenza un responsabile del ministero delle situazioni di emergenza aveva indicato 39 morti, mentre la procura conferma 30 decessi. Metà dei feriti è grave.

Il cittadino italiano ha subito una frattura al bacino di media gravità ma senza conseguenze per gli organi interni: a breve sarà trasferito in un ospedale di San Pietroburgo. Sul treno, deragliato nella regione di Tver a circa 300 km a nord di Mosca e utilizzato spesso dai turisti (almeno tre gli stranieri), viaggiavano 661 passeggeri. Almeno 5 delle 14 carrozze sono state danneggiate, anche se le più interessate sono le ultime tre. L’incidente ha causato forti ritardi sulla linea per oltre 60 treni con un totale di 27 mila passeggeri.

giovedì 22 ottobre 2009

"Progettava un attentato terroristico"Boston, l'Fbi arresta un ventisettenne

"Progettava un attentato terroristico"Boston, l'Fbi arresta un ventisettenne

BOSTON Un uomo di 27 anni è stato arrestato questa mattina dall'Fbi con l'accusa di stare organizzando un attentato terroristico negli Stati Uniti. Il piano puntava a colpire un centro commerciale con ...(continua http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200910articoli/48548girata.asp# )

giovedì 8 ottobre 2009

Kabul, bomba all'ambasciata indiana I danni causati dall'onda d'urto dell'esplosione

AFGHANISTAN
Kabul, bomba all'ambasciata indiana I danni causati dall'onda d'urto dell'esplosione

Attacco taleban: 17 morti e 76 feriti.Karzai: «Colpite persone innocenti»
KABULPer la seconda volta in poco più di un anno, l’ambasciata dell’India a Kabul è stata oggetto di un devastante attentato suicida, rivendicato dai talebani, che ha causato oggi, in una zona tra le più sicure della città, almeno 17 morti e 76 feriti.Nonostante negli ultimi giorni il governo avesse rafforzato ulteriormente il già consistente sistema di sicurezza applicato nelle zone più a rischio della capitale, il kamikaze èriuscito a guidare il suo veicolo carico di esplosivo fino a 200 metri dal ministero dell’Interno, schiantandosi poi contro un muro laterale della rappresentanza diplomatica. L’esplosione, avvenuta alle 8.30 del mattino vicino all’ingresso dei servizi consolari indiani, è stato fortissimo e ha investito non solo alcuni addetti alla protezione dell’ambasciata, ma anche numerosi passanti impegnati a realizzare acquisti in un mercatino sull’altro lato della strada.Una densa colonna di fumo bianco si è levata nel cielo mentre, in una scena ormai usuale a Kabul, ambulanze e veicoli della polizia e dell’esercito sono accorsi sul posto isolando la zona. Non si tratta del primo attacco che l’ambasciata indiana subisce nella capitale afghana. Il 7 luglio 2008, infatti, un altro kamikaze si scagliò contro l’ingresso dell’edificio causando almeno 41 morti e decine di feriti.Analisti locali e indiani ipotizzano che i talebani vogliano lanciare un messaggio all’India intimandole di non accrescere la sua presenza in Afghanistan. Da qualche anno, in realtà, New Delhi ha intensificato i propri investimenti nell’economia afgana realizzando anche importanti lavori infrastrutturali, ed è verosimile quindi che non veda di buon occhio un eventuale rafforzamento dei talebani nelle istituzioni. Il presidente della repubblica Hamid Karzai ha duramente condannato l’azione definendola «un atto terroristico contro la nostra gente innocente», e in un comunicato anche il ministero dell’interno ha stigmatizzato l’accaduto, precisando che le vittime fatali sono quindici civili e due agenti di polizia, mentre altri 13 poliziotti sono rimasti feriti.L’attentato è stato rivendicato quasi subito dai talebani, che invece avevano negato ogni responsabilità nell’attacco dello scorso anno. In un comunicato pubblicato in Pashtun nel loro sito www.shahamat1.org, gli insorti hanno sostenuto che «il nostro obiettivo era l’ambasciata indiana». Inoltre hanno indicato che «secondo informazioni raccolte sul posto, come risultato di un attacco con un’auto guidata da un suicida di nome Khalid, circa 35 militari afghani e stranieri sono stati uccisi, tra cui anche alcuni ufficiali».Una versione smentita però dal quartiere generale della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), secondo cui «nessun nostro militare è rimasto coinvolto nell’operazione». Una fonte della Missione dell’Onu in Afghanistan (Unama) ha invece confermato all’Ansa che due veicoli blindati dell’organizzazione sono rimasti gravemente danneggiati, insieme a numerosi altri, ma che «due persone che delle Nazioni Unite che si trovavano sul posto sono rimaste illese».Infine, in un comunicato il rappresentante speciale dell’Onu a Kabul Kai Eide ha manifestato il suo dolore per l’accaduto, ricordando che da agosto «è il quinto attentato messo a segno a Kabul», con un bilancio complessivo di oltre 50 morti. Fra questi, quello che il mese scorso ha causato la morte all’altezza di Massoud Circle di sei paracadutisti italiani della Folgore che stavano rientrando in città dall’aeroporto a bordo di due Lince.

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