Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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Anchorage

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giovedì 31 dicembre 2009

SOLIDARIETA' AGLI USA PER LE VITTIME DELL'ATTENTATO ALLA BASE CHAPMAN. SOLIDARIETA' ANCHE AI GIORNALISTI PER LA NUOVA VITTIMA.


31/12/2009 (7:48) -
GIORNATA DI SANGUE Afghanistan, attacco suicida: uccisi otto agenti della Cia
Vittime dell'attentato anche quattro soldati e una giornalista canadese
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200912articoli/50831girata.asp


ROMA
Era un kamikaze vestito in uniforme dell’ esercito afghano, forse addirittura un ufficiale - ma il governo smentisce -, l’uomo che è penetrato ieri all’interno della base militare americana Chapman, nella provincia afghana di Khost, e si è fatto saltare in aria uccidendo otto civili americani, che lavoravano per la Cia.

Che gli uccisi lavorassero per la Cia è stato confermato da non precisate fonti ufficiali statunitensi, citate dai media Usa, secondo cui le vittime erano o agenti della Cia veri e propri o contractor. L’attentato di Khost diventa così il più sanguinoso attacco contro l’intelligence Usa dall’inizio della guerra afghana nel 2001.

I talebani, che hanno rivendicato l’attentato suicida, hanno detto che il kamikaze era un ufficiale dell’esercito afghano «vestito di tutto punto», cioè che indossava un’uniforme regolare.

Martedì due soldati italiani sono stati feriti e un soldato americano è stato ucciso a Bala Morghab da un militare afghano che si è messo a sparare.

Un portavoce dei talebani, in uno dei comunicati di rivendicazione, ha affermato che «un ufficiale dell’esercito nazionale ha richiesto a lungo un corpetto esplosivo e finalmente un corpetto preparato dai talebani gli è stato consegnato». Costui, secondo il portavoce, si chiamerebbe Samiollah e sarebbe l’autore dell’attentato.

Il ministero della difesa afghano ha smentito in mattinata che il terrorista suicida fosse un ufficiale dell’esercito: «In base alle nostre informazioni non abbiamo alcun ufficiale con il nome indicato dai militanti» talebani, ha dichiarato il portavoce, gen. Zahir Azimi, aggiungendo che non c’è nessuna base militare afghana vicino a Base Chapman, che viene utilizzata dalle squadre di ricostruzione provinciale (Prt), composte da civili e militari.

Sempre ieri cinque canadesi - quattro militari e una giornalista, sono morti quando il loro veicolo è saltato in aria su un ordigno in provincia di Kandahar. E stamani in provincia di Oruzgan la polizia ha detto che i talebani hanno decapitato sei afghani, accusati di essere «spie».

sabato 17 ottobre 2009

Pakistan, al via offensiva contro talebani in Sud Waziristan

Pakistan, al via offensiva contro talebani in Sud Waziristan

http://it.notizie.yahoo.com/4/20091017/tts-oittp-pakistan-offensiva-ca02f96.html

Reuters da 6 ore 18 minuti

di Hafiz Wazir
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L'esercito pakistano ha dato avvio oggi all'annunciata offensiva terrestre contro i militanti talebani nel Waziristan del Sud, regione che confina con l'Afghanistan, e i soldati stanno avanzando lungo tre diverse direzioni. Lo riferiscono le autorità militari.
L'assalto fa seguito a una serie di attacchi e attentati negli ultimi 12 giorni da parte dei talebani, che hanno colpito le Nazioni Unite, il quartier generale dell'esercito, posti di polizia e semplici cittadini, provocando la morte di oltre 150 persone, nell'apparente tentativo di rinviare l'offensiva militare in Sud Waziristan.
In una dimostrazione di unità nazionale alla vigilia dell'attacco, il governo e i partiti di opposizione hanno dato ieri all'esercito pieno sostegno, auspicando la sconfitta dei militanti e il ripristino dell'autorità dello Stato.
"L'operazione è iniziata", ha detto il portavoce militare, general maggiore Atahr Abbas, che però non ha detto quanto tempo durerà l'offensiva. I militanti hanno sparato con bazooka, mitra e armi anti-aereo, mentre le forze governative usano aerei, artiglieria e mortai.
Un ufficiale ha detto che finora quattro soldati sono rimasti feriti.
Ufficiali dell'intelligence e dell'esercito dicono le truppe stanno avanzando lungo tre direzioni e che i primi scontri sono già cominciati.
L'esercito dice di aver schierato circa 28mila soldati per combattere circa 10mila guerriglieri talebani, tra cui 1.000 combattenti uzbeki e alcuni membri di al Qaeda. Ieri nella regione sono arrivati 500 commandos, hanno riferito ufficiali della sicurezza.
Negli ultimi giorni l'esercito ha aumentato il tenore degli attacchi aerei e delle offensive di artiglieria per indebolire le difese talebane, mentre i civili continuano a fuggire dall'area.
Oltre 80mila civili avevano già lasciato la regione nei giorni scorsi e l'agenzia dell'Onu per i rifugiati dice che altre persone sono in fuga anche in questi giorni.
L'esercito ha imposto il coprifuoco lungo le strade della regione per proteggere il movimento delle forze armate. Nell'area sembrano essere state interrotte anche le comunicazioni telefoniche. Ai reporter stranieri non è consentito entrare l'ingresso alla zona dell'offensiva.
Ieri il capo dell'esercito, generale Ashfaq Kayani, ha informato il governo e i leader dei partiti e tutti hanno convenuto che i militanti rappresentano una seria minaccia alla sovranità e all'integrità del Pakistan

giovedì 17 settembre 2009

Attentato a Kabul, colpiti due nostri blindati: morti 6 parà della Folgore

morti anche 10 civili afghani, 55 i feriti. I TALEBANI RIVENDICANO LA STRAGE
Attentato a Kabul, colpiti due nostri blindati: morti 6 parà della Folgore
Due kamikaze in auto si fanno saltare in aria sulla strada dell'aeroporto. Tra i nostri soldati 4 feriti gravi
dal sito web http://www.corriere.it/esteri/09_settembre_17/kabul_esplosione_ambasciate_b337c62e-a360-11de-a213-00144f02aabc.shtml
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Kabul, attentato contro parà italiani: nessun paracadutista è rimasto ferito (8 agosto 2009)Berlusconi: «Sull'Afghanistan, non cambiamo linea» (28 luglio 2009)
La Folgore e l’«escalation» della guerriglia (26 luglio 2009)
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KABUL (AFGHANISTAN) - Almeno 6 militari italiani sono morti e altri quattro sono rimasti feriti in modo grave in Afghanistan in seguito ad un attentato kamikaze che ha colpito un convoglio della Nato sulla strada che porta dal centro cittadino all'aeroporto di Kabul. Sia i morti che i feriti (quest'ultimi non sarebbero in pericolo di vita) sono tutti del 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore di stanza a Siena tranne un ferito che è un militare dell'aeronautica. Nello scoppio sono rimasti coinvolti due blindati italiani di scorta al convoglio. Lo confermano fonti del ministero della Difesa e dello Stato maggiore della Difesa. «Gli effetti sono stati devastanti», ha sottolineato una fonte militare, confermando che «le sei vittime sono tutte italiane». Uno dei militari morti è di origine sarda.
Oltre ai nostri 6 militari morti ci sono secondo il ministero della Difesa afghano, tra i civili, anche 10 vittime afghane e 55 feriti. I morti italiani sono invece quattro caporal maggiore, un sergente maggiore e il tenente che comandava i due blindati Lince coinvolti nell'attentato. L'attentato di Kabul ha provocato l'immediato cordoglio del governo e di tutto il mondo politico italiano.
COINVOLTI DUE BLINDATI LINCE - L'attentato in cui sono rimasti coivolti due nostri blindati Lince, è avvenuto alle 12.10 locali, le 9.40 in Italia, nei pressi della rotonda Massud, dove il traffico è rallentato per i controlli sul traffico diretto verso l'ambasciata Usa, il comando Isaf e l'aeroporto. Sui due lati delle strade sono stati distrutti case e negozi. Secondo le prime ricostruzioni, un automezzo civile (una Toyota bianca secondo quanto ha riferito in Senato il ministro della Difesa Ignazio La Russa) con a bordo i due kamikaze e con un notevole carico di esplosivo sarebbe riuscito ad infilarsi tra i mezzi prima di esplodere.
ATTENTATO RIVENDICATO DAI TALEBANI - Un portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid, ha rivendicato l’attentato. In un messaggio sms il portavoce ha riferito che un uomo di nome Hayutullah si è fatto esplodere contro il convoglio militare dell’Isaf, nel centro della capitale.
ATTACCHI SUICIDI - Negli ultimi mesi, nonostante la massiccia presenza di forze armate internazionali, a Kabul si sono moltiplicati gli attacchi suicidi dei talebani. L'ultimo è stato l'8 settembre scorso, quando un'autobomba ha ucciso tre civili esplodendo davanti all'entrata della base aerea della Nato.
17 settembre 2009

martedì 1 settembre 2009

KABUL / LA BARBARA GIUSTIZIA DEI TALEBANI

KABUL / LA BARBARA GIUSTIZIA DEI TALEBANI
"Hai osato votare alle elezioni? Ti tagliamo il naso e le orecchie"
http://multimedia.quotidianonet.ilsole24ore.com/?tipo=media&media=7445
Lal Mohammed, 40 anni, padre di otto figli, è stato bestialmente seviziato con un coltello. Ha dovuto viaggiare a dorso di mulo per quasi un giorno e non ha trovato un ospedale disposto a curarlo: si è dovuto pagare le medicine.
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/09/01/225548-osato_votare_alle_elezioni.shtml
KABUL, 1 SETTEMBRE 2009 - Lal Mohammed, 40 ANNI, contadino afgano, era deciso ad esercitare il diritto di voto nonostante le minacce della guerriglia talebana: mentre si recava al seggio, è stato catturato da un gruppo di miliziani, picchiato selvaggiamente e mutilato di naso e orecchie.
Il quotidiano britannico The Independent racconta il lato più violento delle recenti elezioni presidenziali afgane, intervistando la prima vittima conosciuta delle minacce talebane, tenuto al sicuro in casa di amici dopo che un ospedale di Kabul ha rifiutato di ricoverarlo per mancanza di spazio. Mohammed, residente nella provincia di Uruzgan e padre di otto figli, doveva camminare un'ora e mezzo per raggiungere il seggio: aveva percorso appena un terzo della distanza quando è stato fermato da tre miliziani a volto scoperto, che si sono identificati come talebani.
Dopo averlo perquisito, gli hanno trovato indosso il certificato elettorale, e questo ha segnato il suo destino: "Hanno iniziato a gridare e a colpirmi con il calcio dei fucili, dicendo che mi avrebbero dato una lezione. Poi uno di loro si è seduto a cavalcioni su di me e ha tirato fuori un coltello", racconta Mohammed; svenuto, è stato soccorso da un altro contadino. Nessuna macchina era disponibile nella zona ed è stato trasportato a dorso di mulo per quasi una giornata intera fino a una strada provinciale, dove un tassista ha accettato di portarlo fino a Kabul: lì l'ospedale lo ha informato di non avere letti disponibili e lo ha invitato a tornare qualche giorno dopo.
Mohammed non ha ricevuto nessun sostegno da parte delle autorità, e ha pagato di tasca sua le spese per i farmaci necessari: "Sono i poveri a soffrire in questo Paese, non so se le elezioni riusciranno a cambiare questa situazione. Non credo che proverò a votare di nuovo, ora ho paura".

mercoledì 5 agosto 2009

I talebani alzano il tiro e attaccano: pioggia di razzi sul centro di Kabul

In Afghanistan si avvicinano le elezioni presidenziali e sale la tensione.
I talebani alzano il tiro e attaccano: pioggia di razzi sul centro di Kabul
Una pattuglia di militari italiani attaccata a Farah, nell'ovest del paese: nessuno è rimasto ferito


dal sito web http://www.corriere.it/esteri/09_agosto_04/pioggia_razzi_kabul_bb162c34-80b8-11de-87b4-00144f02aabc.shtml

venerdì 31 luglio 2009

Nigeria, repressa la rivolta dei taleban. Case in fiamme nella città di Maiduguri

30/7/2009 (21:12)
Nigeria, repressa la rivolta dei taleban. Case in fiamme nella città di Maiduguri
dal sito web http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200907articoli/45994girata.asp

Nigeria, repressa la rivolta dei taleban. Case in fiamme nella città di Maiduguri
600 morti in offensiva dell'esercito. Ucciso il numero 2 degli integralisti
LAGOS. È finita in un’orgia di sangue (si parla di 600 morti in cinque giorni, tra cui molti civili) e con la cattura del capo, Mohammed Yusuf, l’insurrezione di un gruppo integralisti islamici noti come ’Talebanì in quattro dei 12 stati a stragrande maggioranza musulmana del nord della Nigeria. Tra gli insorti uccisi, anche miliziani provenienti dal vicino Ciad. Oggi il cuore della rivolta, Maiduguri, capitale dello stato del Borno (nordest) è infine silenzioso: come un cimitero, quello che ormai è.Tra ieri sera e stamani l’esercito, su ordine del presidente della Repubblica, Umaru Yard’adua, ha bombardato gli ultimi bastioni dei rivoltosi, operazione peraltro già avviata martedì. È stata rasa al suolo una moschea, di quelle frequentate dai Talebani: almeno 90 morti. Il numero due del movimento, Abudakar Shekau, e 200 miliziani a lui fedeli sarebbero stati uccisi in circostanze poco chiare mentre erano in fuga, riferiscono fonti ufficiali. Forse è stata un’esecuzione di massa. È da lunedì scorso, (l’insurrezione era scattata domenica) che testimonianze concordi parlano di mucchi di cadaveri ammassati dinanzi alle sedi delle forze di sicurezza.In meno di 24 ore il numero delle vittime è di almeno 300 persone. Altrettante se ne erano contate nei tre giorni precedenti. Anche, ma in misura minima, tra le forze di sicurezza. Molti sono stati decapitati, altri bruciati vivi, magari nelle chiese cristiane date al fuoco. Di certo, però, ci sono tantissime vittime civili innocenti. In serata la polizia dello stato di Borno ha dato la notizia della cattura del capo degli integralisti, Mohammed Yusuf, religioso di circa 35 anni, che dopo i sanguinosi scontri era in fuga con alcuni irriducibili. Le sue ore oggi apparivano contate: l’insurrezione integralista non è stata infatti appoggiata dalla popolazione, che pure è tutta musulmana.Il nome vero del gruppo, noto come ’Talebanì, è ’Boko Haram’, che nella locale lingua Haussa vuol dire ’l’educazione occidentale è un peccatò. Nato poco più di cinque anni fa da un gruppo di universitari contestatori, è precipitato poi verso l’integralismo più rigido: tuniche nere e barbe lunghe, mogli visibili solo ai mariti (eppure tra i fondatori c’erano donne), luoghi di culto riservati, predicazione di una sharia (legge coranica) rigidissima, ed a cui tutti, anche i cristiani, metà della popolazione, maggioranza nel sud, debbono attenersi. Scarso il seguito, come il sanguinoso disastro dell’insurrezione suicida ha dimostrato; ma importante cartina di tornasole. Perchè la Nigeria, il Paese più popoloso dell’Africa, con circa 150 milioni di abitati, vive contraddizioni esiziali.Un Nord musulmano poverissimo, facile obiettivo dell’ integralismo. Un Sud cristiano, potenzialmente ricchissimo perchè naviga nel petrolio, dei cui profitti, però, beneficiano in pochi, e nessuno al Nord. Guerriglia dura, dunque, anche nel Sud cristiano, soprattutto contro le multinazionali petrolifere. Per ora nessun contatto tra rivoltosi del Nord e del Sud: ma il problema non è solo religioso, bensì economico. Per cui, se mai ci fosse un raccordo tra i due movimenti, i rischi - già enormi - aumenterebbero in maniera geometrica.

mercoledì 8 luglio 2009

Afghanistan: talebani uccidono 8 poliziotti, assediano distretto

Afghanistan: talebani uccidono 8 poliziotti, assediano distretto

Un distretto dell'Afghanistan orientale, la zona più irrequieta del paese, rischia di finire sotto il controllo dei talebani dopo che almeno otto poliziotti sono rimasti uccisi nel corso di violenti scontri a fuoco con gli insorti.
http://it.notizie.yahoo.com/4/20090708/tts-oittp-afghanistan-talebani-polizia-ca02f96.html

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