Pietro Berti

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mercoledì 2 marzo 2011

Ford Motor Company
















La Ford Motor Company è una casa automobilistica statunitense, fondata nel 1903 da Henry Ford.
Nel corso del Novecento la Ford si espanse in tutto il mondo aprendo filiali in Europa (Regno Unito e Germania), Asia, Sud America e Africa. Inoltre acquistò altri marchi automobilistici quali Land Rover, Jaguar, Aston Martin, Volvo e circa il 33% delle quote Mazda. In seguito alle crisi economiche internazionali del nuovo millennio, la Ford registrò delle gravi perdite tanto che fu costretta a vendere tutte le case automobilistiche acquistate in precedenza e tagliare numerosi posti di lavoro. Tuttavia, la Ford fu anche l'unica industria automobilistica statunitense a non chiedere prestiti al governo USA in seguito alla crisi finanziaria del 2008-2009.
Indice[nascondi]
1 I primi anni
2 L'espansione
2.1 Mercati Globali
2.1.1 Europa
2.1.2 Asia e Pacifico
2.1.3 Sud America
2.1.4 Africa e Medio Oriente
3 Sviluppi recenti
4 Competizioni sportive
4.1 NASCAR
4.2 Formula 1, Indycar e Formula Ford
4.3 Rally
4.4 Le Mans e Sport Prototipi
4.5 Gran Turismo
4.6 Formula Truck
5 Autocarri, bus e trattori
5.1 Autocarri
5.2 Bus
5.3 Trattori
6 Veicoli
7 Aerei
8 Voci correlate
9 Note
10 Altri progetti
I primi anni [modifica]
La Ford venne lanciata in una vecchia fabbrica di Detroit nel 1903 con 28.000 $ provenienti da dodici investitori, tra i quali il quarantenne Henry Ford, John Francis Dodge e Horace Elgin Dodge (che fondarono qualche anno dopo anche la Dodge Brothers Motor Vehicle Company). Durante i primi anni, la compagnia produsse solamente alcune auto al giorno nello stabilimento sulla Mack Avenue a Detroit in Michigan. Gruppi di due o tre operai lavoravano su ciascuna macchina montando componenti realizzati da altre aziende. Successivamente, la Ford si distinse per l'introduzione di nuove forme di organizzazione del lavoro (catena di montaggio), di meccanizzazione (nastro trasportatore), lavoratori ben pagati e prodotti buoni a basso costo, tanto che l'evento prese il nome di fordismo nel 1914. Grazie a queste innovazioni, la Ford riuscì a produrre la Modello T, la quale venne realizzata in oltre 15 milioni di esemplari.
L'espansione [modifica]

Ford Modello T

Quartier generale Ford soprannominato "glass house"
Per sostenere l'espansione mondiale dell'azienda, vennero istituite nel tempo numerose filiali come Ford Europe, Ford Australia, Ford India e Ford China.
Oggi, Ford Motor Company produce veicoli con diversi marchi come Lincoln e Mercury. Nel 1958, Ford introdusse un nuovo marchio, Edsel, ma le scarse vendite portarono alla sua fine avvenuta nel 1960. Più tardi, nel 1985, nacque Merkur, ma anch'esso ebbe fine pochi anni dopo, nel 1989. A partire da tale anno, Ford acquistò Aston Martin, Jaguar, Land Rover e Volvo.
Al giorno d'oggi, Ford possiede gran parte degli stabilimenti in Canada, Messico, Regno Unito, Germania, Spagna, Turchia, Brasile, Argentina, Australia, Cina e altre nazioni, tra cui Sud Africa. Ford ha anche un contratto di cooperazione con la casa russa GAZ.
Le operazioni non-manifatturiere della Ford includono organizzazioni come Ford Motor Credit Company, che si occupa degli aspetti finanziari legati alla vendita delle vetture.
Mercati Globali [modifica]
Inizialmente, i modelli Ford venduti fuori dagli Stati Uniti erano essenzialmente gli stessi venduti nel mercato madre, ma successivamente, vennero realizzati modelli specifici per soddisfare meglio le esigenze dei singoli mercati. Le "World Car", spesso riscossero un cattivo successo, ad esempio con la prima Ford Mondeo le vendite furono scarse in America, mentre con la Ford Taurus le vendite furono scarse in Giappone e Australia, anche se le vetture erano dotate di guida a destra. La piccola europea Ka, che riscosse un ottimo successo nel suo mercato, non fece molte vendite in Giappone. La Mondeo venne ritirata dal listino da Ford Australia, perché il segmento in cui era stata posizionata era in declino, dato che gli acquirenti preferivano la Falcon, di dimensioni più grandi. Un'eccezione fu la Focus che vendette bene sia in USA che in Europa.
Europa [modifica]
Inizialmente, la Ford costruì in Germania e nel Regno Unito modelli differenti fino agli anni sessanta, fin quando la Ford Escort e poi la Ford Capri diventarono comuni a entrambe le compagnie. Successivamente, la Ford Taunus e la Ford Cortina divennero identiche, prodotte rispettivamente con guida a sinistra e con guida a destra. La razionalizzazione delle linee di produzione, significò lo spostamento della costruzione di alcuni modelli Ford inglesi in altri stabilimenti europei, come quelli del Belgio, della Spagna e della Germania. La Ford Sierra rimpiazzò la Taunus e la Cortina nel 1982.
Ford Motor Company vide nella Ford europea il luogo ideale per le sue "world cars" come Mondeo, Focus e Fiesta, tuttavia le Ford europee non riscossero molto successo negli USA, eccetto la Focus. In Asia, i modelli europei non avevano un prezzo competitivo come quelli giapponesi.
Nel Febbraio 2002, la Ford fermò la produzione nel Regno Unito. Fu la prima volta in 90 anni che le Ford non vennero più costruite in Gran Bretagna, anche se persistono ancora la costruzione del furgone Transit nello stabilimento di Southampton, i motori a Bridgend e Dagenham e le trasmissioni a Halewood. Lo sviluppo delle Ford europee è diviso fra Dunton nell'Essex (motorizzazione, veicoli commerciali), Colonia e Saarlouis in Germania, Valencia in Spagna, Tychy in Polonia, Genk in Belgio e Vsevolozhsk in Russia.
Asia e Pacifico [modifica]
In Nuova Zelanda e Australia, la famosa Ford Falcon venne posizionata come auto di medie dimensioni per la famiglia, mentre in Europa, essendo molto più grande della Mondeo, fu la più grande Ford mai venduta. Tra il 1960 e il 1972, la Falcon fu basata su un modello statunitense con lo stesso nome, ma da quel periodo in poi, venne completamente disegnata e prodotta in Australia e occasionalmente in Nuova Zelanda. Come le sue concorrenti della General Motors, ad esempio la Holden Commodore, la Falcon possiede la trazione posteriore. Attualmente, versioni ad alte prestazioni possiedono motori con oltre 367 cv e vengono occasionalmente vendute in Australia dalla divisione Ford Performance Vehicles.
Sempre in Australia, la Commodore e la Falcon hanno tradizionalmente sbaragliato la concorrenza e attualmente ricoprono il 20% dell'intero mercato dell'automobile. Più recentemente Ford ha eliminato dal listino la Fairlane e le gamme LTD, annunciando che lo stabilimento motoristico di Geelong verrà chiuso nel 2013.
La presenza della Ford in Asia è sempre stata piccola per tradizione. Tuttavia, con l'acquisizione di una quota della giapponese Mazda nel 1979, Ford incominciò a vendere le Mazda Familia e Capella (anche conosciute come 323 e 626) con i nomi Ford Laser e Telstar. La Laser fu uno dei modelli di maggior successo venduti in Australia e fu prodotta nello stabilimento di Homebush dal 1981 fino alla chiusura dello stesso nel 1994. Surclassò la Mazda 323, nonostante fossero identiche, per il fatto che la Laser venne prodotta in Australia e perché il marchio Ford aveva un impatto maggiore fra gli australiani. La Laser venne anche costruita in Messico e venduta negli U.S.A come Mercury Tracer.
Grazie alle quote in Mazda, Ford ottenne uno stabilimento sud coreano della Kia, il quale costruì la Ford Festiva dal 1988 al 1993 e la Ford Aspire dal 1994 al 1997, la quale venne poi esportata negli Stati Uniti. Infine, Ford vendette tutto alla Hyundai. Kia continuò a vendere l'Aspire con il nome Kia Avella, successivamente sostituita dalla Rio. Ford ha anche una joint venture con la Lio Ho a Taiwan, la quale assembla modelli Ford fin dagli anni '70.
Ford India iniziò la produzione della Ford Escort nel 1998, la quale venne sostituita dalla Ford Ikon nel 2001. Successivamente vennero aggiunte alla produzione la Fusion, la Fiesta, la Mondeo e l'Endeavour.
Sud America [modifica]
In Sud America, la Ford dovette confrontarsi con i governi protezionisti, con il risultato di aver costruito modelli diversi per ogni nazione, ma senza la possibilità di averli realizzati condividendo le parti meccaniche. In molti casi, i nuovi veicoli erano basati sui modelli che venivano costruiti precedentemente nelle fabbriche, ad esempio la Corcel e la Del Rey Brasiliane erano basate su veicoli Renault.
Nel 1987, la Ford unì le forze in Brasile e Argentina con Volkswagen per formare una compagnia chiamata Autolatina. Le vendite erano poco profittevoli e Autolatina venne dissolta nel 1995. Con l'avvento di Mercosur, il mercato regionale comune, Ford fu finalmente libera di poter costruire i suoi veicoli nelle catene di montaggio condividendo le parti meccaniche. Di conseguenza, la Ford Fiesta e la Ford EcoSport vennero costruite solo in Brasile, e la Ford Focus solo in Argentina, e in grandi volumi in quanto i veicoli vennero esportati anche ai paesi vicini.
Africa e Medio Oriente [modifica]
In Africa, la presenza di Ford è tradizionalmente più forte in Sud Africa e nei paesi confinanti, dove inizialmente vennero venduti solamente camion e mezzi da lavoro. La Ford in Sud Africa ha incominciato ad importare componenti dal Canada per essere in seguito assemblate nello stabilimento di Port Elizabeth. Dopodiché Ford realizzò versioni locali della Cortina inclusa la versione XR6, con un 3.0 V6, e la versione pick-up, che venne anche esportata nel Regno Unito. Nella metà degli anni ottanta, Ford iniziò a competere con la South African Motor Corporation (Samcor), di proprietà inglese.
Seguendo la condanna internazionale contro l'apartheid, Ford si ritirò dal Sud Africa nel 1988, vendendo le sue proprietà africane alla Samcor. Samcor iniziò ad assemblare anche le Mazda, rimpiazzando auto come Escort e Sierra con le Laser e Telstar. Ford acquistò il 45% delle azioni Samcor in seguito alla fine dell'apartheid nel 1994, e successivamente, acquistando la maggior parte delle azioni, la Samcor divenne Ford Motor Company dell'Africa Meridionale. Oggi Ford vende una versione locale della Fiesta berlina (costruita anche in India e Messico), Focus e Mondeo. La Falcon venne ritirata nel 2003.
La presenza della Ford nel Medio Oriente è sempre stata molto piccola, dovuta a boicottaggi degli Arabi nei confronti delle compagnie occidentali e che intrattengono rapporti con Israele. I veicoli Ford e Lincoln sono commerciati in dieci nazioni della regione: Arabia Saudita e Kuwait sono i mercati più grandi. Ford si stabilì anche in Egitto nel 1926, ma dovette fronteggiare negli anni 50 il forte ambiente ostile nazionalista.
Sviluppi recenti [modifica]
Durante la metà degli anni novanta, la Ford vendette numerosi veicoli grazie al boom dell'economia Americana dovuta a titoli azionari in vetta e ai bassi costi della benzina. Con l'alba del nuovo secolo, l'aumento del costo della vita e prezzi maggiori del petrolio portarono ad un grave calo dei profitti.
Per far fronte al calo delle vendite nel settore dei SUV e dei Pick-Up, Ford introdusse una nuova serie di auto chiamate "Crossover SUV" costruite su piattaforme condivisibili fra loro. A livello ecologico, vennero sviluppati nuovi motori ad alta efficienza e funzionanti con carburanti alternativi, ad esempio l'Escape Hybrid e la Fusion Hybrid.
In seguito alle perdite del 2005, verso la fine dell'anno il Presidente Bill Ford chiese a Mark Fields (Presidente di Ford Americas Division) di sviluppare un piano per riportare la compagnia in profitto. Fields programmò il piano, chiamandolo "The Way Forward" e lo rese noto al pubblico il 23 gennaio del 2006. "The Way Forward" includeva un ridimensionamento della compagnia, l'eliminazione dei modelli inefficienti, il consolidamento delle linee di produzione, la chiusura di 14 fabbriche e il taglio di 30.000 posti di lavoro. Nel secondo quadrimestre del 2007, Ford sorprese Wall Street posizionandosi con un profitto di 750 milioni di dollari, fatto ampiamente dovuto alla vendita di Aston Martin e al taglio dei costi. Alla fine del 2007, dopo 56 anni la Ford scese al terzo posto come costruttore mondiale al di sotto di General Motors e Toyota. Nello stesso periodo trapelarono delle notizie che avrebbero visto la Ford contrattare con TATA Motor Company per la vendita di Jaguar e Land Rover alla cifra di 1,98 milardi di dollari.[2] Il 26 marzo 2008 le agenzie di stampa confermarono tali notizie[3]. Nonostante tutto, la casa riportò la più grande perdita annuale della sua storia nel 2008, il bilancio andò in passivo di 14,7 miliardi di dollari. Sempre nello stesso anno venne ridimensionata la partecipazione azionaria nella Mazda, passata da quasi un terzo del capitale a meno del 15%[4]. Alla fine del 2009 la Ford tornò in attivo per una cifra di 2,699 miliardi di dollari. [5] Il 28 marzo 2010 venne ceduta anche una quota pari al 37% della svedese Volvo alla cinese Geely per 1.8 miliardi di dollari.[6] Infine, anche la Mercury venne chiusa nell'ultimo trimestre del 2010. [7] Il marchio era stato fondato nel 1939 da Edsel Ford, figlio di Henry, con l'obiettivo di produrre veicoli di media qualità, che si potessero collocare fra quelli lussuosi prodotti da Lincoln e quelli generalisti prodotti da Ford. Quindi al giorno d'oggi, quest'ultima possiede soltanto più la Lincoln. Nonostante le forti perdite, fu l'unica industria automobilistica statunitense a non chiedere prestiti al governo USA e a continuare a investire nella realizzazione di nuovi modelli e tecnologie.
Competizioni sportive [modifica]
NASCAR [modifica]

NASCAR Ford Fusion
La Ford è una delle quattro case automobilistiche principali nelle competizioni NASCAR più importanti, ovvero la Sprint Cup Series, la Nationwide Series e la Camping World Truck Series. Attualmente i team più importanti sono Roush Fenway Racing, Yates Racing e Richard Petty Motorsports. Ford gareggia nella Sprint Cup Series e nella Nationwide Series con la berlina Fusion, mentre utilizza il pick-up F-150 nella Camping World Truck Series. Nel passato, le vetture NASCAR della Ford più competitive furono la Ford Torino, la Mercury Montegos e le varie Ford Thunderbird. Nella Sprint Cup Series la casa dell'ovale blu ha vinto otto campionati costruttori, mentre la Mercury uno.

Formula Ford
Formula 1, Indycar e Formula Ford [modifica]
Ford è sempre stata intensamente coinvolta in Formula 1, producendo motori per molti team a partire dal 1967 fino al 2004. Tali motori erano interamente progettati e costruiti dalla Cosworth, la divisione sportiva controllata interamente dal gruppo Ford dal 1998 al 2004. I motori Cosworth vinsero 176 Gran Premi dal 1967 al 2003 ed erano utilizzati da scuderie come Lotus e McLaren. La Ford partecipò direttamente in Formula 1 con il nome Jaguar Racing nel 2000, dopo aver acquisito la scuderia Stewart Grand Prix. La Jaguar non totalizzò grandi successi in Formula 1 e dopo cinque turbolenti stagioni, Ford decise di abbandonare la competizione nel 2004 vendendo sia Jaguar Racing (la quale divenne Red Bull Racing) che la Cosworth.
Nell' Indianapolis 500 le IndyCars motorizzate Ford vinsero 17 volte dal 1965 al 1996.
La Formula Ford venne istituita nel 1966 nel Regno Unito come campionato per avviare i piloti nelle competizioni Formula. Le vetture utilizzate in questo campionato hanno la classica impostazione delle monoposto Formula, ovvero motore centrale-posteriore e ruote scoperte. Tuttavia queste vetture sono sprovviste di alettoni e montano degli pneumatici stradali.
Rally [modifica]

Ford Focus WRC 08
La Ford ha iniziato a partecipare nel WRC fin dalla nascita di questo campionato, ovvero nel 1973. Ford vinse il campionato costruttori nel 1979 con Hannu Mikkola, Björn Waldegård e Ari Vatanen, i quali guidavano una Ford Escort RS1800. Nel 1981, Ari Vatanen vinse il campionato piloti a bordo della medesima vettura. Nel Gruppo B degli anni '80, la Ford ottenne diversi successi grazie alla Ford RS200. Nella seconda metà degli anni '90, Ford partecipò nella categoria Super 1600 con una Ford Puma, mentre a partire dal 1999 incominciò ad essere utilizzata la Ford Focus. Nei primi anni 2000, Ford partecipò nella categoria Super 2000 con una Ford Fiesta. Nel 2006, Ford vinse il suo secondo titolo del campionato costruttori con una Focus RS WRC 06 realizzata da M-Sport e pilotata da Marcus Grönholm e Mikko Hirvonen. Tale risultato venne riconfermato l'anno successivo nella stagione 2007. Nel 2009 è stata realizzata la nuova Fiesta S2000, basata sulla nuova generazione della vettura. Quest'ultima è stata utilizzata anche per la Pikes Peak International Hillclimb, ma con meccanica completamente rivista e con un motore 2.0cc capace di erogare ben 800 cv.

Ford GT40
Le Mans e Sport Prototipi [modifica]
La Ford iniziò a costruire auto ad alte prestazioni nel 1964 con la Ford GT40, la quale vinse anche la 24 Ore di Le Mans per quattro volte e l'edizione del 1968 del Campionato Mondiale Sport Prototipi. Per quest'ultima competizione, vennero realizzate anche le Ford P-68 e P-69. Il team svizzero Matech GT Racing, in collaborazione con Ford Racing, ha aperto un nuovo capitolo con la più moderna Ford GT, vincendo il titolo mondiale costruttori 2008 del Campionato Europeo FIA GT3.
Gran Turismo [modifica]

Mustang GT
La Ford Mustang è stata la vettura di maggior successo nelle competizioni statunitensi. Con tale vettura Jerry Titus vinse l'edizione del 1965 dell' SCCA National Championship e successivamente Ford vinse anche l'SCCA Trans-Am Championship nel 1966 e nel 1967. Un'altra vittoria arrivò nel 1970 con i piloti Parnelli Jones e George Folmer alla guida di due Mustang Boss 302 della Bud Moore Engineering. Nel 1985 e nel 1986 le Mustang di John Jones e Scott Pruett vinsero l'IMSA GTO Championship , mentre si ebbe un'altra vittoria nell'edizione del 1989 della Trans-Am con Dorsey Schrader. Negli anni '90 la Ford dominò il campionato Trans-Am con Tommy Kendal che vinse le edizioni del 1993, 1995, 1996, e 1997 e Paul Gentilozi che conquistò quella del 1999. Nel 2005 la Ford Mustang FR500C vinse la Rolex Koni Challenge Series al suo primo debutto. Nel 2008 venne istituita la Miller Cup, un campionato monomarca con sole Ford Mustang. Sempre nel 2008, Ford vinse il campionato costruttori della Koni Challenge Series, mentre i piloti Joe Foster e Steve Maxwell vinsero il campionato piloti a bordo delle Mustang GT.
Altre vetture GT sono state la Focus, la Falcon, la Sierra Cosworth e la Mondeo, la quale si è classificata su ogni posizione del podio nell'edizione del 2000 del British Touring Car Championship. La Ford Falcon ha invece conquistato il primo, secondo e terzo posto nel V8 Supercars del 2005.
Formula Truck [modifica]
Nel 1996 venne istituita in sud America la Formula Truck, competizione in cui partecipano solo trattori stradali da gara. Tra le case partecipanti, oltre alla Ford, si possono incontrare Scania, Iveco, Volvo, Mercedes-Benz e Volkswagen.
Autocarri, bus e trattori [modifica]

Ford LTL9000
Autocarri [modifica]
La Ford produce autocarri fin dal 1908, tuttavia alcuni rami produttivi della rete sono stati venduti ad altre industrie o chiusi definitivamente. Tra questi, quello europeo che produceva autobus in Gran Bretagna venne venduto all' Iveco nel 1986, terminando la produzione del Ford Transcontinental e del Ford Cargo. Negli USA la divisione che produceva autocarri pesanti venne venduta nel 1997 alla Freightliner Trucks, ora parte del gruppo Daimler AG, la quale a sua volta l'ha rimarchiata Sterling unendo i modelli prodotti dalla Freightliner e dalla Dodge. In passato sono state realizzate delle autopompe per il corpo dei vigili del fuoco statunitensi. Attualmente, Ford produce autocarri e pick-up come l' F-150, l' F-250, l' F-350, l' F-650, l' F-750 e l' LCF, mentre in Europa il Transit con un carico pagante di 2,265 kg e nelle varianti minibus e pick-up. Altri mezzi da lavoro venduti in Europa sono il Ford Ranger e il Ford Courier.

Ford 8n
Bus [modifica]
Nel recente passato Ford ha realizzato dei bus, ma al giorno d'oggi la compagnia occupa solo un ruolo secondario producendo componenti. Nel nord America, l' E-Series è ancora utilizzato come pianale per i piccoli scuolabus e per l' F-650. Negli anni '80 e '90, il B700 fu un pianale molto usato dalle industrie costruttrici di scuolabus, ma in seguito alle contrazioni del mercato, la Ford perse considerevoli quote che la portarono ad assumere ruoli sempre più secondari. In Europa il Transit Minibus viene venduto con 12, 15 o 17 posti.
Trattori [modifica]
La "Henry Ford and Son Company" iniziò a costruire trattori Fordson nel città natale di Henry (Springwells). Successivamente la produzione venne spostata a Dearborn nel Michigan dal 1907 al 1928, poi a Cork in Irlanda dal 1919 al 1932, a Dagenham in Inghilterra dal 1933 al 1964 e infine a Basildon. I trattori Ford vennero inizialmente prodotti anche a Leningrado nel 1924. Nel 1986, Ford espanse i propri confini comprando alcuni brevetti della Sperry-New Holland sui meccanismi per la creazione delle bale di fieno e fondendosi con New Holland formando la Ford-New Holland. Questa compagnia venne acquisita dal gruppo FIAT nel 1993 e il nome cambiò da Ford-New Holland a New Holland. Oggi è parte della CNH Global, posseduta a sua volta per il 91% dal gruppo FIAT.
Veicoli [modifica]
Lista di veicoli Ford
Aerei [modifica]
Ford Trimotor
Voci correlate [modifica]
Ford SAF
Note [modifica]
^ a b c (EN) Resoconto finanziario Ford 2009
^ Notizia de La Stampa del 4.1.08
^ Notizia de La Stampa del 26.3.08
^ (EN) Relazione Mazda agli investitori
^ Piazzaffari 28.1.10
^ http://www.repubblica.it/economia/2010/03/28/news/volvo_cina-2965428/ Notizia de La Repubblica del 28.3.10]
^ Notizia su Autoblog.it
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Ford

martedì 22 febbraio 2011

le minicar o microcar












Con il termine minicar o microcar (o anche micro-vettura o miniauto o vetturetta) si intende oggi solitamente un triciclo o un quadriciclo leggero, di norma con motore Diesel e con limiti di peso molto severi (al massimo 350 o 400 kg per quelle oltre la cilindrata di 500 cm cubi. Dai 70 ai 200 per quelle sotto la cilindrata di 300 cm cubi) e altrettanto severi limiti di velocità e potenza (45 Km/h e 5,4 Cv per i quadricicli leggeri e 20,4 Cv per i quadricicli pesanti). Naturalmente anche le dimensioni esterne e l'abitabilità sono molto ridotte, con la possibilità di ospitare al massimo due persone. La cilindrata dei motori delle microcar varia dai 50 cm cubi agli 800. La cilindrata più bassa (50 cm cubi) appartiene alla Aixam 320, assai diffusa oggi tra i giovani.

Una microcar d'epoca, il Sulky
Questo tipo di vetture ha in ogni caso radici piuttosto lontane e già dalla metà del XX secolo sono stati presentati vari progetti e messi in produzione vari modelli in tutta Europa. Tra gli esempi quello della britannica Peel P50(con 50 cm cubi di motore), considerata la macchina più piccola del mondo o quello italiano della Casalini con il Sulky degli anni settanta.
In Italia il codice della strada li assimila ai motoveicoli e in taluni casi ne consente la guida dai 14 anni in su, conseguendo semplicemente il patentino per i ciclomotori. I modelli più pesanti, che hanno anche una potenza maggiore, possono essere guidati da 16 anni in su con patente A1, ovvero quella per i motocicli da 125cc.
Indice[nascondi]
1 Normativa sul patentino
2 Vantaggi
3 Accuse
4 Produttori
5 Note
6 Voci correlate
7 Altri progetti
Normativa sul patentino [modifica]
Entro il 19 gennaio 2011 l'Italia dovrà recepire la direttiva europea 2006/126/CE, che richiede agli stati membri di rendere l'obbligatorietà dell'esame pratico. Una serie di incidenti mortali accaduti a Roma nell'aprile del 2010 suscita la discussione e l'allarme, che induce il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli a valutare l'opportunità di anticipare i tempi e rendere obbligatorio in Italia l'esame pratico per il patentino, prima del 2011.
Vantaggi [modifica]
Secondo Massimo Nordio, amministratore delegato della filiale italiana della Toyota: "in queste microcar c'è qualcosa di geniale: in una città caotica come Roma una macchinina così compatta è la soluzione ideale. Soprattutto perché rende possibile entrare in centro e parcheggiare dove nessuna auto ci riuscirebbe. Le microcar sono un'idea viaggiante, un'esemplificazione perfetta del concetto di dimensioni ridotte al minimo. Al punto che una volta, per far capire in modo immediato ai colleghi giapponesi perché in città stritolate dal traffico sono importantissime le macchine microscopiche, mi sono presentato a cena guidando una microcar: ha funzionato più di mille discorsi...".
Accuse [modifica]
Da un articolo di La Repubblica di Vincenzo Borgomeo [1]: " Microcar sotto accusa: hanno il doppio degli incidenti rispetto alle auto, sono costose da assicurare contro il furto e molti sindaci le vorrebbero fuori dai centri storici. In più c'è già un progetto di legge che punta a innalzare l'età minima per poterle guidare (da 14 a 16 o addirittura a 18 anni). Ci sono però anche altri aspetti, di cui nessuno parla, che fanno la fortuna delle microcar: con queste "auto" si sfugge alla patente a punti e, soprattutto, c'è la possibilità di guidarle anche quando il permesso di guida è stato revocato. Non a caso chi le usa nel 59 per cento dei casi è un ultra 50enne (solo il 5% ha un'età compresa tra i 16 e i 25 anni) e nel 48% dei casi è un pensionato: altro che macchinine da teen ager..."
Produttori [modifica]
Esistono vari produttori di microcar sia italiane sia di altre nazioni europee. Alcuni di essi sono:
Aixam
Bellier
Casalini
Chatenet
Grecav
Global Electric Motorcars
Italcar
JDM
Ligier
Meta
Microcar
Piaggio
Secma
SLC
Tasso
Town Life
Toyota
Victoria Giotti
Note [modifica]
^ Articolo di Repubblica
Voci correlate [modifica]
Quadriciclo
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Microcar

domenica 13 febbraio 2011

Renault S.A.


La Renault S.A. è una casa automobilistica francese fondata nel 1898.
Indice[nascondi]
1 Storia
2 Marchi del gruppo Renault-Nissan
3 Partecipazioni (2006)
4 Azionariato
5 Alcuni modelli del passato
6 I modelli attuali
7 Voci correlate
8 Altri progetti
9 Collegamenti esterni
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Storia [modifica]
La Renault produce il suo primo modello nel 1898. La società Société Renault Frères, fondata il 1º ottobre 1898, fu ufficialmente creata il 25 febbraio 1899 da Louis, Marcel e Fernand Renault.

Renault Caravelle
Durante gli anni venti e trenta, la concorrenza con Citroën fu particolarmente intensa.
Durante la Seconda guerra mondiale, le fabbriche di Louis Renault lavorarono per la Germania nazista producendo numerosi automezzi. Per questa ragione Renault, imputato di avere collaborato con il regime filo-nazista durante l'occupazione, fu arrestato nel 1944 durante la liberazione della Francia e morì in prigione, prima del processo e senza aver preparato una propria memoria difensiva. Successivamente l'autopsia evidenziò che il suo collo era stato spezzato, suggerendo che in realtà si fosse trattato di un omicidio. Il suo impero industriale fu pertanto confiscato dal governo francese e nel gennaio del 1945 la Renault divenne quindi un'industria pubblica (conosciuta come Régie Nationale des Usines Renault) inizialmente con la direzione di Pierre Lefaucheux.
Il primo modello dopo la rinascita sotto la direzione dello stato francese è la Renault 4CV, che fu presentata nel 1946 in tutta fretta.

Renault 4CV
Tra gli anni sessanta e settanta la casa rivive una nuova giovinezza, che la lancia nell'avventura americana con l'acquisto dell'American Motors. Sempre in quegli anni vengono presentati due dei modelli più venduti e longevi della casa, Renault 4 e Renault 5.
All'inizio degli anni ottanta la concorrenza con Peugeot si fa difficile e la casa perde lo scettro di regina delle vendite nel mercato interno. Il presidente Bernard Hanon viene sostituito da Georges Besse, che rilancia la marca e rivende delle società annesse come American Motors nel 1987. Dopo l'assassinio di Besse, il gruppo segue i suoi piani con Raymond Lévy. Poi arriva Louis Schweitzer nel 1992, sostituito nel 2005 da Carlos Ghosn.
Tra l'inizio degli anni ottanta e il 1994 Renault e Volvo collaborano, prima con uno scambio di meccaniche, poi con la costruzione di alcune unità in comune. In occasione della quotazione in borsa di Renault, Volvo cede la sua parte allo Stato francese.
Nel 1996 l'azienda viene privatizzata assumendo la denominazione di Renault S.A..
Alla fine degli anni novanta la Renault si allea con General Motors nel settore dei veicoli commerciali leggeri. Inizialmente (1997) l'accordo prevede la vendita, in alcuni mercati, del Renault Trafic anche sotto i marchi Opel e Vauxhall, con il nome Arena. Alla fine dello stesso anno viene presentato il nuovo Renault Master, anch'esso sottoposto all'identica operazione di semplice rimarchiatura per essere venduto dall'anno successivo come Opel (e Vauxhall) Movano.Tali operazioni commerciali preludono allo sviluppo congiunto del nuovo modello del Trafic, che vede la luce alla fine del 2000. Renault è responsabile della progettazione, mentre il veicolo viene prodotto da General Motors nella fabbrica Vauxhall di Luton. Con ridotte modifiche, il furgone dà origine all'Opel Vivaro (Vauxhall per il Regno Unito), che sostituisce l'Arena.
L'anno seguente, in seguito all'assunzione del controllo di Nissan da parte di Renault, questo accordo coinvolge pure la casa nipponica. I due furgoni oggetto dell'alleanza tra Renault e GM vengono quindi proposti anche sotto il marchio giapponese; Interstar è il gemello di Master e Movano, mentre Trafic e Vivaro vengono affiancati dal Primastar, che Nissan inizia a produrre anche nella sua fabbrica di Barcellona in Spagna, anche per gli altri marchi dell'alleanza.

Renault 15
Nel marzo 1999, come accennato sopra, nasce ufficialmente l'alleanza Renault-Nissan. Le due aziende hanno delle partecipazioni incrociate nel capitale di ciascuna, Renault possedendo il 44,4% del capitale di Nissan e quest'ultima il 15% di quello di Renault (2002). Inizia quindi un riassetto del gruppo, con la creazione di piattaforme comuni a entrambi i marchi. Carlos Ghosn assume la presidenza prima della sola Nissan e in un secondo momento di tutto il gruppo.Questa alleanza non modifica alcune strategie già perseguire da Renault. Tra queste vi è la trattativa in corso col governo rumeno per acquistare il 51% del capitale del costruttore nazionale Dacia. Appena quattro mesi dopo la firma dell'alleanza Renault-Nissan, il costruttore francese ratifica il suo accordo con la Romania e prende il controllo di Dacia. Sebbene le installazioni industriali della società rumena siano in uno stato arretrato, l'obiettivo di Renault è quello di conquistare i mercati dei paesi emergenti e nel 2004 viene lanciata la Dacia Logan, una nuova berlina interamente sviluppata sotto il controllo di Renault, la cui peculiarità è costituita dal costo di partenza di 5.000 .
Nel 2002 la Benetton, squadra di Formula 1, diventa RenaultF1.
Marchi del gruppo Renault-Nissan [modifica]
Renault
Nissan
Infiniti
Renault Samsung Motors
Dacia
Il ramo Renault Véhicules Industriels, che è stato ridenominato Renault Trucks, fa parte del gruppo AB Volvo di cui Renault S.A. detiene il 20% del capitale. Renault Trucks comprende la marca americana Mack.
Il ramo Renault Agriculture, che produce trattori agricoli, oggi è detenuta solo per il 20% da Renault; il resto, dal 2003, è detenuto dalla tedesca Claas.
Partecipazioni (2006) [modifica]
44% di Nissan Motor Co. (Nissan possiede il 15% di Renault)
80% di Renault Samsung Motors
20% di AB Volvo che possiede il 100% di Renault Trucks
99% di Dacia
20% di Renault Agriculture
30% di AvtoVAZ Lada
Azionariato [modifica]
Repubblica Francese - 15,01%
Nissan Finance - 15%
AllianceBernstein Corporation - 8,18 %
Dipendenti - 3,11%
Renault S.A. (azioni proprie) - 2,70%
Alcuni modelli del passato [modifica]
In ordine cronologico:

Una Renault 5 turbo
Floride/Caravelle (1958-1968)
4 (1961-1992)
3 (1961-1962)
8 (1962-1971)
10 (1962-1971)
16 (1965-1979)
6 (1968-1978)
12 (1969-1980)
15 (1971-1979)
17 (1971-1979)
5 (1972-1996)
7 (1974-1984)
9 (1982-1988)
11 (1982-1988)
30 (1975-1983)
20 (1975-1984)
14 (1976-1979)
18 (1978-1986)
Fuego (1980-1985)
25 (1983-1992)
Express (1985-1998)
21 (1986-1993)
19 (1988-1995)
Spider (1996-1998)
Avantime (2001-2003)
Vel Satis (2002-2009)
I modelli attuali [modifica]

Una Renault Mégane III RS
La lista che segue riporta tutti i modelli attualmente (ottobre 2010) commercializzati nel mondo con il marchio Renault, ma alcuni mercati alcune vetture sono vendute sotto altri marchi
Twingo
Wind
Clio Campus/Storia
Clio
Symbol/Thalia
Modus
Logan
Sandero
Mégane
Scénic
Fluence
Laguna
Latitude
Safrane
Espace
Duster
Koleos
Kangoo
Trafic
Master/Mascott
Voci correlate [modifica]
Nissan
Renault Z.E.
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Renault
Collegamenti esterni [modifica]
Sito ufficiale italiano
[espandi]
Renault

sabato 12 febbraio 2011

Mercedes
















Il nome Mercedes identifica un marchio automobilistico fondato nel 1902 dalla Daimler Motoren Gesellschaft ed attivo fino al 1926. A partire da tale data, ed in seguito alla fusione tra la Daimler e la Benz per costituire la Daimler-Benz, il marchio Mercedes sarebbe stato mutato a sua volta in Mercedes-Benz, marchio ancor oggi attivo.
Storia [modifica]





La storia del marchio Mercedes affonda le sue radici nel periodo pionieristico dell'automobile, alla fine del Secolo XIX. In quegli ultimi anni del secolo, infatti, venne fondata la Daimler Motoren Gesellschaft, che dopo i primi stenti, cominciò ad avere successo e ad ottenere significativi risultati commerciali. Merito di vetture come la Daimler Riemenwagen.
Un esemplare della Riemenwagen venne acquistato nell'ottobre del 1897 da Emil Jellinek, console generale austro-ungarico a Nizza (Francia), nonché abile uomo d'affari ed appassionato di automobili e corse automobilistiche. Questo personaggio avrà un peso notevolissimo per quanto riguarda il destino commerciale della Daimler, la nascita del marchio Mercedes e l'impostazione tecnica dello stesso concetto di automobile.
Con l'acquisto della Riemenwagen, Jellinek cominciò ad allacciare rapporti con la Casa madre, rapporti che andavano al di là del semplice legame cliente-commerciante, perché ben presto i vertici Daimler si accorsero della sua spiccata attitudine agli affari ed al mondo dell'automobile. Di lì a poco Jellinek divenne cliente Daimler anche per quanto riguardava vetture da impiegare in quelle che erano tra le prime competizioni automobilistiche della storia. Entro il 1900, anno della morte di Gottlieb Daimler, Jellinek avrebbe acquistato ben 34 autovetture. Inoltre Jellinek aveva in mente altre idee riguardanti la possibilità di ordinare vetture su misura per le sue esigenze sportive. Fu lui il primo a suggerire alla Daimler la costruzione di una vettura dal baricentro basso, le carreggiate larghe ed il motore con distribuzione ad asse a camme esterno. Tali soluzioni tecniche avranno notevoli ripercussioni nella storia dell'industria automobilistica, poiché da quel momento quasi tutte le Case automobilistiche avrebbero cominciato ad adeguarsi e ad ispirarsi ad esse.
Per correre con le autovetture Daimler, Jellinek utilizzava sempre uno pseudonimo, consistente semplicemente nel nome di battesimo della sua figlia prediletta, Mercedes. Quando egli ordinò la produzione di ben 36 esemplari di nuove autovetture da competizione, impose anche di battezzare i propulsori con il nome Mercedes. Alla luce degli ottimi risultati conseguiti in gara dalle autovetture equipaggiate con i motori Daimler-Mercedes e della notevole popolarità da essi conseguita, la Daimler Motoren Gesellschaft decise così di fare del nome Mercedes un vero e proprio marchio. Il 23 giugno del 1902 si cominciò ad utilizzare il marchio Mercedes per i prodotti automobilistici della Daimler (gli autocarri, invece, continuarono ad essere prodotti con il marchio Daimler), ma la registrazione legale del marchio avvenne il 26 settembre dello stesso anno.
Nacque così la Mercedes: la prima vettura prodotta con tale marchio fu la 35PS, introdotta già nel 1901, quando il marchio Mercedes ancora non era stato registrato.Da quel momento, la storia della Mercedes fu un susseguirsi di successi commerciali, ma anche sportivi. Non mancarono anche cocenti delusioni agonistiche, dovute principalmente al fatto che le caratteristiche della 35PS, sia stradale sia da gara, con gli anni cominciarono a divenire superate. Ma la popolarità presso il pubblico fece in tempo a consolidarsi e nonostante alcuni risultati tutt'altro che buoni, il marchio Mercedes si rivelò un vero affare per la Daimler Motoren Gesellschaft.
Nel 1907 Wilhelm Maybach lasciò la Daimler per fondare il suo marchio, la Maybach, appunto. Paul Daimler, figlio di Gottlieb, il fondatore della Daimler Motoren Gesellschaft, fece così ritorno alla Casa madre dopo cinque anni di esperienza alla Austro-Daimler come direttore tecnico.È del 1909 la prima Mercedes con motore di tipo Knight, cioè con distribuzione a fodero, una soluzione che sarebbe stata abbandonata 15 anni dopo.
Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, la produzione Mercedes continuò, anche se a ritmi ridotti. La fine del conflitto pose la Mercedes di fronte a serie difficoltà economiche. L'inflazione era galoppante, le risorse erano poche, i dipendenti da stipendiare erano troppi per la Daimler proprietaria della Mercedes. Dal momento che anche alla Benz la situazione era altrettanto poco rosea, nel 1921 furono avviate le trattative per una ipotetica fusione. Ma ancora si ritenne che il momento non era arrivato: nel frattempo vi fu un altro cambio della guardia eccellente: Paul Daimler lasciò l'incarico di direttore tecnico alla fine del 1922, sostituito all'inizio dell'anno seguente da Ferdinand Porsche.
Fu solo nel 1926 che si ebbe a tutti gli effetti la fusione tra la Daimler Motoren Gesellschaft e la Benz & Cie., fusione che diede vita alla Daimler-Benz, proprietaria del marchio Mercedes-Benz attivo ancor oggi.
Voci correlate [modifica]
Mercedes-Benz
Daimler Motoren Gesellschaft





venerdì 11 febbraio 2011

Maserati






















La Maserati è un'azienda produttrice d'automobili con sede a Modena, che ha partecipato attivamente a tutte le principali competizioni con la propria Squadra Corse.
Indice[nascondi]
1 La Storia
1.1 Gli inizi
1.2 La crisi
1.3 La ripresa
2 Le vetture
3 Voci correlate
4 Altri progetti
5 Collegamenti esterni
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La Storia [modifica]
Gli inizi [modifica]
L'azienda fu fondata il 1 dicembre 1914 a Bologna da Alfieri Maserati e all'inizio sviluppava auto per gare su strada "Isotta Fraschini". La fabbrica aveva soltanto 5 dipendenti e 2 erano i fratelli di Alfieri Maserati: Ettore ed Ernesto.Nel 1919 la sede si trasferisce fuori dalle mura della città, da vicolo Pepoli a via Emilia Levante, nel rione Pontevecchio (ora parte del quartiere Savena).
Nel primo dopoguerra Alfieri incominciò a correre con le vetture dell'Isotta Fraschini in modo agonistico e vinse subito molte gare di notevole importanza per l'epoca come il circuito del Mugello, l'Aosta-Gran San Bernardo e la Susa-Moncenisio.
Nel 1924 dopo un Gran Premio venne squalificato per 5 anni e così si poté dedicare alla sua industria. Il fatto risale alla corsa in salita della Rabassada, nei pressi di Barcellona. Alfieri, iscritto alla gara con una Diatto 2000 cc, durante la notte sostituì il motore con un 3000 cc, ma, a seguito di una soffiata, il concorrente Ferdinand de Vizcaya (su Elizalde 4400 cc) fece reclamo. Sette mesi dopo, gli organismi internazionali dell'automobile comminarono la squalifica di cinque anni ad Alfieri Maserati ed alla Diatto. Alla casa automobilistica la squalifica fu in seguito revocata, perché dimostratasi estranea ai fatti.
La prima automobile interamente Maserati fu fabbricata nel 1926 e si chiamò "Tipo 26". Su questa vettura apparve per la prima volta il simbolo della Maserati: un tridente ispirato alla fontana del Nettuno di Bologna e probabilmente disegnato da Mario Maserati, pittore.
La Tipo 26 esordisce alla Targa Florio del 1926, con alla guida Alfieri Maserati che giunge nono. Gli anni seguenti furono costellati di grandi trionfi mondiali. Nel 1932 Alfieri morì in seguito ad un incidente stradale (fu sepolto nella Certosa di Bologna). Portarono avanti l'attività Ettore, Ernesto e Bindo.

Maserati A6
Nel 1937 l'azienda viene ceduta ad una famiglia modenese, gli Orsi, e la Maserati viene trasferita da Bologna a Modena, mentre i tre figli del fondatore, rimasti per 10 anni ancora nell'azienda in qualità di consulenti, nel 1947 fondano una loro società, la OSCA. Nel secondo dopoguerra l'attività riprende dato che durante la seconda guerra mondiale aveva prodotto candele di accensione.
La Maserati riavvia la produzione di automobili con la fabbricazione di una nuova vettura GT, la A6 1500 che, guidata da Alberto Ascari vince all'esordio al circuito di casa a Modena.
Nel 1957 Juan Manuel Fangio torna alla Maserati e si laurea per la quinta volta campione del mondo.
Nello stesso anno la casa annuncia, tuttavia, il ritiro ufficiale dalle competizioni dove vi ritornerà soltanto nel 2004 grazie alla MC12, protagonista nel campionato FIA-GT. La Maserati, però, fornirà ancora per qualche anno i suoi motori V12 3000cc alle vetture della Cooper, per la precisione nelle stagioni di Formula 1 dal 1966 al 1969 ottenendo con questa squadra un paio di vittorie.
La produzione Maserati cresce notevolmente come i modelli. Nonostante questo, nel 1968, un'industria francese, la Citroën, rileva le azioni della famiglia Orsi.
La crisi [modifica]

Una Maserati Sebring
La situazione precipita il 23 maggio 1973 quando la Citroën annuncia che l'industria è posta in liquidazione ma, grazie alla pressioni delle associazioni industriali, la Maserati evita la chiusura.
L'8 agosto 1975 la Benelli acquisisce buona parte delle azioni della Maserati e un argentino, Alejandro De Tomaso diviene amministratore dell'industria; grazie all'intervento della Benelli la Maserati riesce lentamente a far riprendere l'azienda.
Il modello di maggior successo in questo periodo è la Biturbo, fabbricata in versione sia coupé che spyder, auto di buone prestazioni e di costi non eccessivi.
La ripresa [modifica]
Grandi novità per la Maserati arrivano soltanto nel 1993, quando la Benelli cede le azioni al Gruppo Fiat che a sua volta le cederà nel 1997 alla Ferrari, per ritornare nuovamente a Fiat Group nel 2005. Nel 2000 iniziano i lavori per l'espansione del centro direzionale di Viale Ciro Menotti e la costruzione di una nuova rete commerciale. Nel 2005 viene anche assunto come amministratore delegato Karl-Heinz Kalbfell al quale viene anche affidato lo sviluppo strategico del polo sportivo Alfa Romeo-Maserati. Nel settembre del 2006 a Kalbfell subentra Roberto Ronchi.
Il lancio di nuovi modelli apre nuovi mercati per l'azienda. L'11 settembre 2001 al Salone dell'automobile di Francoforte la Maserati lancia la nuova Spyder e si appresta a tornare nel mercato americano. La prima Maserati che sbarca sulle coste nord americane è una Spyder color blue Mediterraneo, battuta ad un'asta a scopo benefico la sera del 12 novembre 2001 a New York. Il successivo gennaio, un nuovo modello, la Coupé, debutta in anteprima mondiale al Salone dell'automobile di Detroit, segno tangibile che quello USA è il mercato su cui la casa di Modena intende basare il proprio futuro. Il successo è immediato e gli Stati Uniti diventano già dal primo anno di commercializzazione, il 2002, il maggiore mercato al mondo per Maserati. Successo che si completa con il successivo arrivo della Quattroporte (2003), della Quattroporte Automatica (2007) e della GranTurismo (2007).
Le vetture [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Elenco dei modelli Maserati.
Voci correlate [modifica]
Maserati Squadra Corse
Fratelli Maserati
Maserati (motocicli)
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Maserati
Collegamenti esterni [modifica]
Il sito ufficiale della Maserati

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