Pietro Berti

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venerdì 22 aprile 2011

Hermann Hesse



Nobel per la letteratura 1946

« Un orologio rotto segna sempre l'ora giusta. Due volte al giorno. »
(Hermann Hesse) Hesse nel 1946 (Premio Nobel)







Hermann Hesse (Calw, 2 luglio 1877Montagnola, 9 agosto 1962) è stato uno scrittore, poeta e pittore tedesco naturalizzato svizzero. Ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1946.
La sua produzione, in versi ed in prosa, è vastissima e conta quindici raccolte di poesie e trentadue tra romanzi e raccolte di racconti. I suoi romanzi più famosi sono Peter Camenzind (1904), Il lupo della steppa (1927), Il gioco delle perle di vetro, (1943), Siddharta (1922), Narciso e Boccadoro (1930), Demian (1919).
I suoi lavori rispecchiano il suo interesse per l'esistenzialismo, lo spiritualismo, il misticismo, non meno della filosofia indù e buddhista.
Indice[nascondi]
1 Biografia
1.1 Gli anni giovanili
1.2 A Tubinga e Basilea
1.3 A Gaienhofen
1.4 Gli anni in India
1.5 La prima guerra mondiale
1.6 A Montagnola
1.7 Gli anni '20
1.8 La vita ritirata e il premio Nobel
1.9 Il dopo guerra
1.10 Gli ultimi anni
2 Hermann Hesse nei media
3 Opere
4 Premi
5 Note
6 Bibliografia
7 Altri progetti
8 Collegamenti esterni
Biografia[modifica]

Casa natale di Hesse

La scrivania di Hesse nel museo a lui dedicato a Gaienhofen

Un'immagine del 1927
Hesse nacque il 2 luglio del 1877 a Calw, un paese della Svevia, nel Baden-Württemberg, Germania. Suo nonno era un famoso missionario, Hermann Gundert. Analogamente suo padre, Johannes, era stato un missionario pietista in India, e quando tornò in Germania continuò a lavorare nel ministero. Sua madre, Marie, era l’assistente di suo padre. Gestiva la Calw Publishing House, una delle più importanti case editrici pietiste d’Europa. Entrambi i suoi genitori erano molto religiosi e si dedicavano completamente alle loro credenze, anche se non erano propriamente settari.
Gli anni giovanili[modifica]
Hermann trascorse l'infanzia fra Basilea, dove la sua famiglia si era trasferita nel 1880, e Calw. Per Hesse il clima familiare pietista si rivelò troppo rigido e oppressivo. Nel 1890 fu mandato dai genitori in una scuola privata a Göppingen, un altro paese della Svevia, dove potesse essere preparato agli esami di ammissione di una delle scuole protestanti più illustri della regione. Amesso quindi agli studi teologici nel seminario evangelico di Maulbronn, cominciò a soffrire di mal di testa e insonnia, finché lo abbandonò dopo una fuga e un tentativo di suicidio nel 1892, rinnegando idealmente la religione in cui era cresciuto. Fu allora condotto in una clinica per ragazzi affetti da disagi mentali, in cui trascorse mesi disperati. Per più di un anno, Hesse passò da una scuola all’altra e da una casa di cura all’altra finché i genitori non lo riportarono a Calw nel 1893.
Nei due anni successivi il suo umore sembrò migliorare. Aiutava suo padre nella Calw Publishing House, lavorava in giardino e faceva un breve apprendistato in una libreria e in un’azienda ad ore. In questo periodo Hesse, che era un lettore incallito, compose alcuni poemi e racconti, deciso a intraprendere la carriera di scrittore. Suo padre tuttavia non gli permise di lasciare la casa per inseguire le sue ambizioni. Solo nell’ottobre del 1895 gli fu concesso di iniziare un apprendistato come venditore di libri presso la Heckenbauer Bookshop, a Tubinga, una città universitaria famosa per la sua tradizione culturale.
A Tubinga e Basilea[modifica]
A Tubinga, libero dalle costrizioni familiari e dalla pressione scolastica, Hesse iniziò a seguire la sua strada di scrittore. Conobbe famosi giovani scrittori e iniziò a leggere la letteratura medievale, i romanzi tedeschi e le opere orientali. Fu durante questo periodo che pubblicò le sue prime opere come: Canti Romantici e Un'ora dopo mezzanotte.
Al pietismo dei suoi genitori in lui si sostituì intanto una nuova forma di religiosità tendente all'ascetismo. Il suo credo era quello di Novalis: «Diventare un essere umano è un’arte». Per Hesse l'arte, il compimento della soddisfazione interiore, significava connettersi con un senso profondo ed essenziale associato al termine “casa”. Questa casa però non era la casa dei suoi genitori. Era piuttosto un ritorno a qualcosa di intangibile, legato a un’intuizione, ma unico per ogni individuo. Era un ritorno e un’andata alla stesso tempo e poteva essere raggiunta solo attraverso l’arte, ovvero attraverso la faticosa formazione di se stessi.
Nel 1899 Hesse si trasferì a Basilea dove diventò assistente della libreria Reich’s Bookshop, fino al 1903. Durante questo periodo continuò la sua attività letteraria, facendo anche molte conoscenze, sebbene fosse visto dagli altri più come un solitario ed un emarginato. Nel dicembre del 1900 pubblicò Gli scritti postumi e I poemi di Hermann Lauscher, che mostravano una chiara influenza da parte di E.T.A Hoffmann e di altri scrittori romantici. Continuò a scrivere poemi e recensioni per libri, e i suoi viaggi in Italia agli inizi del nuovo secolo lo portarono a pubblicare una raccolta di poesie, saggi, ricordi intitolata Italia. L'affermazione giunse tuttavia con l'uscita del romanzo Peter Camenzind (1904), dove il protagonista rifiuta il mondo cosmopolita per dedicarsi anima e corpo all'arte.
A Gaienhofen[modifica]
Nel 1904 sposò Maria Bernoulli (1869-1963), una fotografa professionista discendente dei celebri scienziati, con la quale andò a vivere in un villaggio chiamato Gaienhofen nei pressi del lago di Costanza sul confine svizzero-tedesco. Qui entrambi speravano di trovarsi più a contatto con la natura, per dedicarsi alla scrittura, alla pittura, alla musica e alla fotografia. Purtroppo però, il tempo lì trascorso a Gaienhofen rivelò per i due notevoli difficoltà di relazione. A Gaienhofen nacquero anche i suoi tre figli, Bruno (1905), Heiner (1909) e Martin (1911).
Del 1906 è il romanzo Sotto la ruota, pieno di elementi autobiografici, nel quale Hesse rievoca il periodo tragico dei suoi studi a Maulbronn, e da lui considerato una sorta di resa dei conti verso l'educazione e il clima pedagogico da lui sofferti durante gli anni dell'adolescenza. Altre pubblicazioni furono Questa parte (1907), Vicini di casa (1908), Gertrude (1910), il volume di poemi Sotto terra (1911). Divenne l’editore di un importante magazine di cultura e di politica, März, fondato nel 1908 e scrisse numerose recensioni per alcuni giornali e riviste tedeschi.
Vinse diversi premi letterari e divenne amico di famosi scrittori, musicisti ed artisti, ma il suo matrimonio con Maria non era molto felice: lei era più grande di lui di nove anni ed era troppo autosufficiente ed indipendente da lui. Per cercare di alleviare la sua solitudine, Hesse provò il vegetarianismo, la pittura, la teosofia e le religioni indiane.
Gli anni in India[modifica]
Nel 1911 si recò in viaggio a Ceylon, a Sumatra e in Malesia, alla ricerca di una pace interiore. Tuttavia, non riuscì mai a raggiungere l’India per via della dissenteria. Tornò a Gaienhofen ancora malato ed esausto. Cercando di cambiare questa situazione, nel 1912 lui e Maria decisero di trasferirsi a Berna. Sfortunatamente anche questo nuovo cambiamento non giovò alla salute di Hesse. Suo figlio Martin intanto si ammalò e nel 1914 fu portato in una casa di cura. La morte di suo padre nel 1916 gli causò un forte senso di colpa. Cominciò a separarsi da Maria, la quale stava accusando problemi mentali.
Nel 1913 aveva pubblicato il suo diario Fuori dall’India sul viaggio da lui intrapreso nel lontano Est, seguito dalla novella Rosshalde. Nel 1914 pubblicò anche un saggio provocatorio O Amico, non questi toni, un opuscolo nel quale prendeva posizione contro la guerra imminente.
La prima guerra mondiale[modifica]
La prima guerra mondiale coincise con una profonda crisi personale e artistica, ma allo stesso tempo gli permise di operare una svolta decisiva nella sua poetica, svolta che lo portò a scrivere Demian e, nel 1920, L'ultima estate di Klingsor. Allo scoppio della guerra si presentò come volontario al fronte ma fu riformato; pur restando sempre combattuto se dare il suo apporto come tedesco alla causa bellica, non condivideva lo spirito nazionalista dei suoi compatrioti, ma volle comunque prendere le distanze dai pacifisti allora riuniti in Svizzera. I suoi pensieri circa la guerra si ritroveranno in molte sue opere.
Per due anni si prese cura di prigionieri di guerra tedeschi a Berna. Nel 1917 per un esaurimento nervoso andò a Sonnmatt, in una casa di cura privata vicino Lucerna, dove venne sottoposto ad una terapia di elettroshock. Nella primavera del 1919 divorziò definitivamente da sua moglie e si trasferì in un villaggio di Montagnola, nella parte italiana della Svizzera e sembrò uscire dalla depressione.Al termine del primo conflitto mondiale, durante il quale le posizioni pacifiste di Hesse erano state osteggiate dalla maggioranza dei suoi connazionali, egli sarà indotto per l'aggravarsi del suo stato di disagio interiore a ricorrere al trattamento psicoanalitico presso un allievo di Carl Gustav Jung. Nel 1919 venne pubblicato il romanzo di formazione Demian, storia di un adolescente timido aiutato nella sua crescita da un amico, e che riscosse un grande successo di pubblico. Nello stesso anno si trasferì a Montagnola, nei pressi di Lugano, in Svizzera, dove si dedicò anche alla pittura, sua seconda passione e dove ambientò L'ultima estate di Klingsor.
A Montagnola[modifica]
Fu dopo la sua ritirata a Montagnola che Hesse cominciò a sentire di essere abbastanza distaccato da potersi interessare ai problemi politici e sociali. Non fu mai incline all’allineare se stesso con una particolare ideologia; era ancora un cercatore: un artista alla ricerca di se stesso.Hesse si era definitivamente distaccato dalla sua educazione borghese, perché era stato fortemente influenzato da Nietzsche, dai romantici tedeschi e dalle religioni orientali. Cercò in questo periodo di combinare questi fili di pensiero nella sua filosofia esistenzialista, che si occupavano di trovare la strada per casa e di scoprire il divino nella natura essenziale di ogni individuo.Nel 1922 vide la luce una delle sue opere più importanti e intense: Siddharta, frutto del suo viaggio in India e del suo interessamento alla cultura orientale, che lo portò ad avvicinarsi alla spiritualità buddhista e induista.
Gli anni '20[modifica]
Gli anni ’20 furono ancora tumultuosi per Hesse. Nel 1923 ricevette la cittadinanza svizzera, anche per via della critica negativa verso di lui della stampa tedesca. In questo stesso anno divorziò anche da Maria.
Le seconde nozze furono la conseguenza di un'infatuazione per la cantante Ruth Wenger, più giovane di vent'anni: i due rimasero separati per la maggior parte del matrimonio, comunque di breve durata. La crisi emotiva che travolse Hesse fu riflessa nel romanzo Il lupo della steppa del 1927. Come il protagonista, Hesse dopo essere stato colpito da una crisi psicologica, accompagnata da un oppressivo pensiero di morte, prese una decisione cosciente di superare la sua depressione e la sua natura introversa cominciando a frequentare le taverne, le sale da ballo e i luoghi più famosi di Zurigo e Berna, dove non aveva finora mai trascorso molto tempo. In questo periodo incontrò Ninon Dolbin Ausländer, una storica dell’arte, che iniziò a vivere con lui dal 1928. Ninon influenzò molto Hesse con il suo temperamento.
Nel 1930 scrisse Narciso e Boccadoro, storia di un'amicizia ambientata nel Medioevo cristiano, alla cui religiosità Hesse rimase sempre particolarmente sensibile. Del 1932 è Il viaggio verso l’Est. Iniziò allora il suo ultimo capolavoro, Il gioco delle perle di vetro, che lo impegnò per dieci anni. Sebbene Hesse avesse sempre amato viaggiare, leggere e visitare città svizzere come Berna e Basilea, sentì gran piacere nella sua grande casa a Montagnola.
La vita ritirata e il premio Nobel[modifica]
Con Ninon Dolbin Ausländer avvenne il suo terzo e ultimo matrimonio nel 1931 (la moglie venne citata nel volume Il pellegrinaggio in Oriente), la quale gli resterà accanto sino alla morte. Durante i successivi dodici anni abbandonò raramente la sua vita ritirata, dove seguì un set di routine con Ninon. La mattina e il pomeriggio si dedicavano alla pittura, al giardinaggio e alla corrispondenza, mentre la sera lui leggeva e scriveva. Durante gli anni Hesse era diventato un rispettato pittore di acquarelli e aveva anche dipinto alcuni dei suoi libri. Continuò a sviluppare il suo talento come pittore tra gli anni ’30 e gli anni ’40.
Sotto il regime nazista, i suoi scritti trovarono atipici estimatori: il ministro tedesco per la propaganda Joseph Goebbels inizialmente difese le sue opere. Tuttavia, nel momento in cui avanzò la richiesta di non censurare le parti del libro Narciso e Boccadoro in cui si trattava di pogrom, Hesse si ritrovò nelle liste di proscrizione naziste. Durante la seconda guerra mondiale ospitò nella sua casa di Montagnola intellettuali costretti all'emigrazione.
Egli era fermamente convinto che l’artista non potesse in alcun modo cambiare la società, e che la politica potesse rovinare la prospettiva dell’artista, forse addirittura distruggendolo. Il ruolo dell’artista era quindi quello di rimanere devoto alla propria arte e di non essere influenzato dalle ideologie né di destra né di sinistra. Nelle sue lettere private e nelle recensioni che scrisse per vari giornali svizzeri e svedesi traspare comunque la sua posizione contraria al Nazismo. Questi punti di vista e molte altre riflessioni sull’arte e sull’educazione erano incorporati ne Il gioco delle perle di vetro, che fu pubblicato prima a Zurigo nel 1943 e in seguito in Germania nel 1946. Doveva essere il suo ultimo romanzo, che contribuì notevolmente a fargli conferire nel 1946 il premio Nobel per la letteratura.
Il dopo guerra[modifica]
Dopo la seconda guerra mondiale, la stessa produttività artistica di Hesse diminuì di scelta stilistica e tematica. Preferì trascorrere il suo tempo rispondendo alle richieste provenienti dal mondo esterno mentre cercava di condurre una vita privata “normale”. Dopo il 1945 Hesse divenne improvvisamente famoso e fu scovato dai critici, dai media e dalla società letteraria, senza menzionare i numerosi amici che ora potevano liberamente viaggiare per tutta l’Europa. Non poté però nemmeno evitare le controversie. Prima venne un periodo difficile nel quale sembrava che le sue opere potessero essere bandite dalle forze occupanti americane, semplicemente perché non erano state bandite dai nazisti. Questa censura non sopravvenne mai e Hesse scrisse numerosi saggi politici sulla necessità di una rigenerazione morale in Germania e di un superamento della mentalità militaristica. Quattro dei suoi saggi più importanti dell’immediato dopoguerra furono pubblicati in seguito nella raccolta Guerra e Pace del 1949. Hesse aveva sempre temuto che i suoi ammonimenti non sarebbero mai stati presi sul serio in Germania. Tuttavia, immediatamente dopo la guerra, fu veramente deluso ed amareggiato dalla continuazione di alcune forme di fascismo e materialismo per tutta Europa e dalle controversie con le autorità alleate, che gli logorarono i nervi. Anche se ricevette il premio Goethe nel 1946, seguito dal premio Nobel, sempre nel 1946, divenne così depresso che si ritirò di nuovo in una casa di cura. Solo nel marzo del 1947 si sentì abbastanza in salute da ritornare a Montagnola, dove trascorse i suoi ultimi quindici anni di vita, seguiti dalla sua ricerca artistica e dalla cura per la sua fragile salute. Sebbene molti scrittori, politici e amici lo invitarono ad avere un ruolo attivo in politica nel nome della pace, Hesse continuò a rifiutare di impegnarsi in alcuna delle due parti politiche, in alcuno dei paesi e in alcuna delle ideologie. Nelle recensioni, nei saggi e nelle lettere scrisse a proposito del pericolo del capitalismo americano in Europa, che lui definiva l’americanizzazione dell’Europa, e del totalitarismo dell’unione sovietica. Era chiaro che il suo non-coinvolgimento avesse a che fare con la “politica” della non-violenza. Hesse rifiutò di compromettere la sua integrità o di supportare le cause che potevano essere manipolate da una fine nefasta. Per lui veniva prima l’umanità, non un partito politico o tanto meno un movimento politico e credeva che la pace sarebbe potuta essere raggiunta solo se fosse stata data libertà alle persone, con la quale avrebbero realizzato le loro spinte umanitarie.
Gli ultimi anni[modifica]
Come si ampliò la guerra fredda negli anni '50, Hesse si ritirò dalla scena pubblica e tenne per sé le proprie opinioni. Fatta eccezione per la scrittura di brevi racconti, trascorse le sue giornate dipingendo, scrivendo lettere e combattendo contro varie malattie. Soffriva continuamente di periodici attacchi di depressione e di spossatezza fisica. Dopo il 1950, la sua vista cominciò ad indebolirsi e nel 1955 le cattive condizioni cardiache gli impedirono di lasciare Montagnola. Fu proprio in questo periodo che i dottori scoprirono che era malato di leucemia, i cui sintomi si intensificarono verso la fine del 1961. Grazie alle trasfusioni di sangue poté tuttavia vivere ancora fino all'8 agosto del 1962. A Montagnola nella villa Camuzzi accanto alla casa dove visse, attualmente è allestito il Museo Hesse a lui dedicato. Gli è stato pure intitolato un sentiero didattico rievocativo che conduce ad Agra. Nel cimitero di Gentilino si può visitare la sua tomba.
Hermann Hesse nei media[modifica]
Lo scrittore è stato citato nella canzone Canzone dell'Irlanda occidentale della band folk Rein[1].
Opere[modifica]
1902 - Il lupo
1904 - Peter Camenzind
1906 - Sotto la ruota (Unterm Rad)
1908 - Amicizia (Freunde)
1910 - Gertrude (Gertrud)
1914 - Rosshalde
1915 - Tre storie della vita di Knulp (Knulp)
1919 - Demian
1919 - Klein und Wagner
1919 - Strange News from Another Star (Märchen)
1920 - L'ultima estate di Klingsor (Klingsors letzter Sommer) - 3 racconti
1922 - Siddharta
1925 - La cura
1927 - Il lupo della steppa (Der Steppenwolf)
1928 - Crisi: pagine da un diario (Krisis: Ein Stück Tagebuch) -
1928 - Il miglioratore del mondo
1929 - Consolazione di notte
1929 - Una biblioteca della letteratura universale
1930 - Narciso e Boccadoro (Narziss und Goldmund)
1932 - Il pellegrinaggio in Oriente (Die Morgenlandfahrt)
1934 - L'albero della vita
1934 - Il mago della pioggia
1935 - Libro di fiabe
1936 - Il confessore
1936 - Ore in giardino - poemetto
1937 - Una vita indiana
1937 - Nuove poesie
1937 - Fogli di memorie (Gedenkblätter) - saggi
1943 - Il gioco delle perle di vetro (Das Glasperlenspiel)
1946 - Se la guerra va avanti... (Krieg und Frieden) - saggi
1951 - Prosa tarda - raccolta di brevi prose e liriche
1955 - Incantesimi - raccolta di brevi prose e liriche
1963 - Liriche tarde - raccolta di liriche, postume
N.D - La nebbia
Premi[modifica]
1936 - Gottfried-Keller-Preis
1946 - Premio Nobel per la Letteratura
1946 - Goethepreis der Stadt Frankfurt
1950 - Wilhelm-Raabe-Preis
1955 - Friedenspreis des Deutschen Buchhandels
Note[modifica]
^ (PDF)Testi di Occidente
Bibliografia[modifica]
The Fairy Tales of Hermann Hesse (Paperback) ~ Hermann Hesse (Author), Jack Zipes (Translator, Introduction)
Altri progetti[modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Hermann Hesse
Wikiquote contiene citazioni di o su Hermann Hesse
Collegamenti esterni[modifica]
Sito ufficiale
Hermann Hesse sul Dizionario storico della Svizzera
Per maggiori approfondimenti
Museo Hesse a Montagnola
Il sito multimediale di Hermann Hesse Video, letture, interviste, fotografie, disegni, acquarelli, manoscritti sul sito speciale della Radiotelevisione svizzera
Hermann Hesse: il Ticino nel cuore Speciale swissinfo.ch - Svizzera, un crocevia di grandi storie
Sito in lingua italiana sulla vita e le opere. Contiene un elenco con schede dettagliate delle opere pubblicate in Italia
Il giuoco delle perle di vetro, riduzione radiofonica di Radio 3 Rai (Il Terzo Anello - Ad alta voce): 21 puntate, formato .ram
Le poesie di Herman Hesse
Favola d'amore
Predecessore:
Premio Nobel per la letteratura
Successore:
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Gabriela Mistral
1946
André Gide
Gabriela Mistral
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giovedì 21 aprile 2011

Paulo Coelho



Paulo Coelho (Rio de Janeiro, 24 agosto 1947) è uno scrittore e poeta brasiliano.
Indice[nascondi]
1 Biografia
1.1 Altre attività
2 Le opere
3 Bibliografia italiana
4 Altri progetti
5 Collegamenti esterni
Biografia[modifica]
Nato a Rio De Janeiro il 24 agosto 1947 da una famiglia borghese residente nel quartiere residenziale di Botafogo, Coelho sin da giovanissimo mostra una vocazione artistica ed una sensibilità fuori dal comune. Iscritto alla Scuola Gesuita San Ferdinando, mal ne sopporta le regole, soprattutto l'imposizione della preghiera, pur scoprendo qui la propria vocazione letteraria: il suo primo premio letterario fu vinto infatti in un concorso scolastico di poesia.
Il suo rifiuto per ogni regola di comportamento che gli venga imposta lo porta a contrasti enormi con la madre, a detta di Coelho, fu lei che lo fece ricoverare in un ospedale psichiatrico nel 1965 e nel 1966, convinta che le ribellioni del figlio fossero da imputare a una malattia mentale. In un successivo ricovero, nel 1967, lo scrittore fu sottoposto a elettroshock in quanto, egli narra, voleva avvicinarsi al teatro, allora reputato fucina di perversioni ed immoralità dalla borghesia brasiliana.
Dopo un breve periodo in cui si dedicò agli studi di economia, per assecondare i voleri del padre, nel 1970 li abbandonerà per poi partire, nei successivi due anni, alla scoperta del mondo; questo tanto per soddisfare il proprio bisogno di esperienze – complice la sua completa immersione nella cultura Hippie del periodo e l’uso di droghe – quanto per evitare il rischio di venire internato nuovamente. Nel 1971 conoscerà Raul Seixas, poeta ribelle, di cui scriverà le presentazioni delle tre opere pubblicate tra il 1973 e il 1976.
Con Seixas si unirà anche alla Società Alternativa, organizzazione anticapitalista dedita a pratiche di magia nera, e pubblicherà una serie di strisce satiriche a fumetti; questo li porterà, nel 1974, ad essere arrestati come sovversivi dalla dittatura brasiliana. Dopo l’incarcerazione ufficiale, Coelho ne subì una ufficiosa: fu rapito dai militari, trattenuto in una caserma e torturato per vari giorni, fino a quando non riuscì a convincerli di essere pazzo – e quindi liberato.
Profondamente segnato da quest’esperienza, abbandonerà l’attivismo politico e partirà per Parigi, nel 1980, con sua moglie. Vi resterà un solo anno, per poi tornare in Brasile, trovare un lavoro provvisorio presso una televisione locale e divorziare. Nel 1979 reincontra una sua vecchia amica, Christina Oiticica, che in seguito diventerà la sua seconda moglie.
Altre attività[modifica]
Nel settembre 2007, l' ONU ha nominato Paulo Coelho come il nuovo messaggero della pace a fianco della principessa giordana Haya, del maestro argentino-israeliano Daniel Barenboim e della violinista giapponese Midori Goto. L'annuncio è stato fatto durante la cerimonia di commemorazione della Giornata Internazionale della Pace nella sede dell'Onu a New York. Lui ha detto: "Accetto questa meravigliosa responsabilitá e mi prefiggo di fare il massimo per migliorare questa e la prossima generazione". Tutti i messaggeri della pace sono presentati personalmente dal segretario generale delle Nazioni Unite, con base nel loro lavoro in campi come l'arte plastica, la letteratura e lo sport e il suo compromesso con gli obiettivi dell'ONU
Coelho è stato testimonial di uno spot televisivo della serie notebook HP.
Le opere[modifica]
Successivamente in Olanda venne in contatto con una persona (il "J" personaggio dei libri As Valkyrias e Il Cammino di Santiago, menzionato nella dedica de L'alchimista ("A J., Alchimista, che conosce ed utilizza i segreti della Grande Opera") e di cui parla nel Guerriero della Luce online) che ha cambiato la sua vita e ricondotto verso la cristianità; Nel libro "Il Cammino di Santiago" afferma di essere diventato membro di un gruppo cattolico denominato RAM (Regnus Agnus Mundi), con J. come suo Maestro. Tuttavia, l'esistenza del gruppo e il nome latino è incerta poiché i suoi libri sono l'unica fonte. Intraprese nel 1986 il Cammino di Santiago, un pellegrinaggio la cui rotta risale al medioevo.

L'anno dopo pubblica il suo primo libro su questa esperienza, O diario de um mago (edito in Italia nel 2001 con il titolo Il Cammino di Santiago). In questo libro si trovano le prime tracce di quello che sarà il tema ricorrente della sua produzione: lo straordinario risiede nel cammino delle persone comuni.
Il successo del libro lo spingerà a scrivere L'alchimista, la sua opera di maggior successo. Il libro vende appena 900 copie nella sua prima edizione, per poi esplodere nel 1990; L'alchimista è stato finora il libro di maggior successo mai scritto in lingua portoghese, giungendo anche ad essere inserito nel Guinness dei primati.
Nel 1994 Coelho pubblicherà poi Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto; nel 1996 seguirà Monte cinque; nel 1997 sarà la volta de Il manuale del guerriero della luce, una raccolta di pensieri filosofici estrapolati dai suoi precedenti lavori.
Con Veronika decide di morire (1998) e Il diavolo e la signorina Prym (2000) chiuderà la trilogia "e nel settimo giorno ..." iniziata con Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto; i tre libri parlano di una settimana nella vita di tre persone comuni, costrette a confrontarsi con l'amore, la morte e il potere in questo breve lasso di tempo e dover decidere del futuro della propria vita.
Nel 2000 sarà la volta de Le confessioni del pellegrino, a cui seguirà Undici minuti (2003)
Il 2005 è l'anno de Lo Zahir, un grande successo editoriale.
Il 2006 è l'anno de Sono come il fiume che scorre, Pensieri e riflessioni 1998-2005 (2006), è una raccolta di aneddoti, idee e autoriflessioni che lo scrittore compie traendo spunto dal suo ricco corpus letterario.
Nel 2006 viene anche pubblicato Sfide-Agenda 2007 un' agenda dove all'interno è possibile trovare giorno per giorno le citazioni più belle di Coelho. Le sue opere, pubblicate in più di centocinquanta paesi e tradotte in sessantuno lingue, hanno venduto oltre 130.000.000 di copie.
All'inizio di maggio del 2007 viene pubblicato in Italia La Strega di Portobello (A bruxa de Portobello). Quest'ultimo libro racconta la storia di Athena narrata da più voci raccolte dall'autore brasiliano.
Il 24 settembre 2008 viene pubblicato in Italia Brida (Brida), risalente in realtà al 1990 ma mai tradotto prima.
Il 2009 è l'anno de Il vincitore è solo.
Il 2010 è l'anno de Le valchirie.
Bibliografia italiana[modifica]
Il cammino di Santiago (O diario de um mago) (1987)
L'alchimista (O Alquimista) (1988)
Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (Na margem do rio Piedra eu sentei e chorei) (1994)
Monte Cinque (O Monte Cinco) (1996)
L'alchimista illustrato (L'alchimista - Edizione illustrata) (1996)
Manuale del guerriero della luce (O manual do guerreiro da luz) (1997)
Veronika decide di morire (Veronika decide morrer) (1999)
Il diavolo e la signorina Prym (O demonio e a srta Prym) (2000)
Le confessioni del pellegrino (2000)
Undici minuti (Onze minutos) (2003)
Life (2004)
Viaggi. Diario giornaliero (2004)
Paulo Coelho si racconta sul cammino di Santiago (DVD più libro) (2004)
Lo Zahir (O Zahir) (2005)
Alchimia- Agenda (2005)
Sono come il fiume che scorre Pensieri e riflessioni 1998-2005 (2006)
Sfide - Agenda 2007 (2006)
Henry Drummond. Il dono supremo (2007)
La Strega di Portobello (A bruxa de Portobello) (2007)
Enigma- Agenda 2008 (Enigma 2008) (2007)
Gioia- Agenda 2009 (Alegria 2009) (2008)
Brida (2008) (Brida) (1990)
Il vincitore è solo (2009) (O vencedor está só) (2008)
Ispirazioni - Agenda 2010 (Inspiraçao 2010) (2009)
Amore (2010)
Le Valchirie (2010) (As Valkírias) (1992)
Saggezza - Agenda 2011
Altri progetti[modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Paulo Coelho
Wikiquote contiene citazioni di o su Paulo Coelho
Collegamenti esterni[modifica]
Sito ufficiale
Blog ufficiale
Video intervista, 1988
Paulo Coelho su booksandbooks.it
O Aleph di Paulo Coelho in italiano – Il Perdono
Predecessore:
vincitori Premio Grinzane Cavour (internazionali)
Successore:
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Luca Doninelli - Robert Schneider
1996
Marco Lodoli - David Grossman
Luca Doninelli - Robert Schneider
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Marco Lodoli - David Grossman
Portale Biografie
Portale Letteratura
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Paulo_Coelho"
Categorie: Scrittori brasiliani Poeti brasiliani Nati nel 1947 Nati il 24 agosto Letteratura brasiliana [altre]
Categorie nascoste: Voci mancanti di fonti - scrittori Voci mancanti di fonti - giugno 2010

mercoledì 13 aprile 2011

Federico García Lorca






Federico García Lorca (Fuente Vaqueros, 5 giugno 1898Víznar, 19 agosto 1936) è stato un poeta e drammaturgo spagnolo appartenente alla cosiddetta generazione del '27, un gruppo di scrittori che affrontò le Avanguardie europee con risultati eccellenti, tanto che la prima metà del Novecento viene definita la Edad de Plata della letteratura spagnola. Apertamente a favore delle forze repubblicane, scoppiata la Guerra civile spagnola viene per questo ucciso dai falangisti seguaci di Francisco Franco. Nato in una famiglia di piccoli proprietari terrieri nel paesino di Fuente Vaqueros, García Lorca è per vari aspetti un ragazzo prodigio, sebbene non raggiunga mai l'eccellenza - non per incapacità, ma per le pieghe del suo complesso carattere - in ambito scolastico. Nel 1909, si trasferisce assieme alla famiglia a Granada, vicina città dell'Andalusia, dove ben presto rimane profondamente coinvolto nelle attività dei circoli artistici del luogo. La sua prima opera letteraria, Impresiones y paisajes, viene pubblicata nel 1918, ma non ha particolare successo, se non in ambito locale. Nel 1919, giunge, per proseguire gli studi, a Madrid, dimorando presso la famosa Residencia de Estudiantes. All'Università stringe amicizia con Luis Buñuel e Salvador Dalí, così come con molti altri personaggi che oggi annoveriamo tra i più importanti della storia spagnola. Tra questi, Gregorio Martínez Sierra, il Direttore del Teatro Eslava, dietro invito del quale Lorca scrive e mette in scena, nel 1919-20, la sua opera d'esordio, El maleficio de la mariposa, che però non viene accolta bene dal pubblico. Nel giro di pochissimi anni, García Lorca sa però ribaltare questi iniziali insuccessi, divenendo membro di spicco dell'avanguardia artistica del proprio Paese: pubblica ulteriori raccolte di poesie, tra le quali Canciones e Romancero Gitano, forse il suo libro più conosciuto. Sul fronte teatrale, Mariana Pineda, con fondali disegnati da Dalí, debutta con clamoroso trionfo a Barcellona. Tuttavia, verso la fine del 1929, García Lorca cade vittima di una depressione sempre più profonda, esacerbato frutto dei sensi di colpa per una omosessualità che comunque sempre meno riesce a mascherare con amici e parenti, e tutto questo mentre al contrario la fama del suo Romancero Gitano cresce esponenzialmente. Vedendo il peggiorare delle condizioni psicologiche di Federico, anche se forse ne ignoravano la causa, la famiglia di Lorca organizza per lui - con la complicità di Fernando de los Ríos, amico attraverso il quale si riesce ad ottenere una borsa di studio - un viaggio negli Stati Uniti d'America. Questo viaggio, ed in particolare il soggiorno a New York, dove Federico frequenta per un breve lasso la Columbia University, assume una importanza fondamentale nella produzione poetica di Lorca, che difatti compone quello che molti giudicano il suo capolavoro, ovverosia Poeta en Nueva York, incentrato sull'alienazione dell'uomo nella società moderna e sui meccanismi che permettono ai pochi di dominare sui molti. Un'opera, come si comprende, molto avanti sul resto del panorama artistico coevo, così come lo sono le pièces teatrali che realizza in questo periodo, Así que pasen cinco años e El público, tanto che quest'ultima verrà pubblicata solo al termine degli anni Settanta del secolo scorso, e mai integralmente. Dopo un breve ma importante e intenso soggiorno a Cuba, il suo ritorno in Spagna nel 1930 coincide con la caduta della dittatura di Primo de Rivera ed il ristabilirsi della democrazia. Nel 1931, García Lorca viene nominato direttore della compagnia Teatro Universitario la Barraca. Questa compagnia, fondata dal Ministro dell'Educazione, riceve l'incarico di portare in giro la propria produzione nelle più remote aeree rurali del Paese. Lorca non si limita a dirigere, ma ne è anche attore. È durante questo tour con La Barraca, che García Lorca scrive le sue opere di teatro più note, e denominate 'trilogia rurale': Bodas de sangre, Yerma e La casa de Bernarda Alba. Scoppia la Guerra civile spagnola: García Lorca lascia Madrid per Granada, nonostante debba essere conscio del fatto che si sta praticamente votando alla morte andando a raggiungere una città con la fama di essere abitata dalla oligarchia più conservatrice d'Andalusia. García Lorca e suo cognato, che era anche il sindaco socialista di Granada, sono effettivamente arrestati. Lorca viene fucilato dai Falangisti il 19 agosto 1936 perché di sinistra e omosessuale e gettato in una tomba senza nome a Fuentegrande de Alfacar nei dintorni di Víznar, vicino Granada, anche se va aggiunto che esiste tuttora un' accesa controversia circa i dettagli di questa esecuzione. Recentemente a Fuentegrande de Alfacar (Granada), tecnici incaricati dalle autorità andaluse di condurre uno studio specifico per l'individuazione della fossa comune, dove si suppone sia stato gettato il corpo, hanno accertato con l'impiego del georadar l'esistenza effettiva di una fossa comune con tre separazioni interne, dove riposerebbero sei corpi. Il 29 ottobre 2009, sotto la spinta del governo andaluso, sul sito individuato, sono iniziati i lavori di scavo con l'obiettivo di individuare gli eventuali resti del poeta; questi interesseranno un'area di circa 200 metri quadrati e dureranno approssimativamente due mesi. Assieme ai resti di Lorca dovrebbero essere esumati quelli di almeno altre tre persone: i banderilleros (toreri) anarchici Joaquin Arcollas e Francisco Galadì e il maestro repubblicano Dioscoro Galindo. Secondo le autorità della regione autonoma dell'Andalusia, sarebbero stati sepolti nella stessa zona e forse nella stessa fossa comune anche l'ispettore fiscale Fermin Roldan e il restauratore di mobili Manuel Cobo[1].Attualmente però il governo dell'Andalusia ha interrotto le ricerche per mancanza di fondi. Indice[nascondi] 1 Biografia ragionata 1.1 L'infanzia 1.2 Gli studi e le conoscenze a Granada 1.3 Il periodo formativo spirituale 1.4 L'ingresso alla Residencia de Estudiantes 1.5 Le prime pubblicazioni 1.6 Il conflitto interiore 1.7 La depressione 1.8 La borsa di studio e il soggiorno a New York 1.9 L'esperienza a Cuba 1.10 Il rientro in Spagna 1.11 La realizzazione del teatro ambulante 1.12 Le ultime opere letterarie 1.13 Lo scoppio della guerra civile 1.14 L'arresto 1.15 La fucilazione 1.16 Lorca sotto la dittatura franchista 2 L'opera poetica 3 Il periodo andaluso 3.1 Impresiones y paisajes 3.2 Libro de poemas 3.3 Poema del Cante jondo 3.4 Primeras Canciones, Suites - Canciones 3.5 Romancero gitano 4 La "nueva manera espiritualista" 4.1 Ode a Salvador Dalí 5 Da Poeta en Nueva York ai Sonetos del amor oscuro 5.1 Poeta en Nueva York 5.2 Seis poemas gallegos 5.3 Llanto por Ignacio Sánchez Mejías 5.4 Diván del Tamarit 5.5 Sonetos del amor oscuro 6 L'Opera teatrale 6.1 Le prime commedie 6.2 Le commedie da farsa 6.3 Le opere più mature 6.4 Le ultime opere 7 Note 8 Bibliografia 9 Voci correlate 10 Altri progetti 11 Collegamenti esterni Biografia ragionata[modifica] Statua di Federico García Lorca a Madrid. Scultura realizzata da Julio López Hernández L'infanzia[modifica] García Lorca, il cui nome completo è in realtà Federico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca, nasce il 5 giugno 1898 a Fuente Vaqueros, un paesino della vega granadina. È figlio di un ricco possidente, Federico García Rodríguez, che aveva sposato in seconde nozze una giovane e sensibile maestra, Vicenta Lorca Romero, donna di salute fragile - al punto che ad allattare Lorca non sarà lei stessa, ma una balia, moglie del capataz [2] del padre - e che tuttavia incide profondamente nella formazione artistica del figlio: lascia infatti presto l'insegnamento per dedicarsi all'educazione del piccolo Federico, al quale trasmette la sua passione per il pianoforte e la musica: "Canticchiava le canzoni popolari ancor prima di saper parlare e si entusiasmava sentendo suonare una chitarra" La madre gli trasmetterà altresì quella coscienza profonda della realtà degli indigenti e quel rispetto per il loro dolore che Lorca riverserà all'interno della propria opera letteraria. Federico trascorre un'infanzia felice nell'ambiente sereno e agreste della casa patriarcale di Fuente Vaqueros fino al 1909, quando la famiglia, che nel frattempo si era accresciuta di altri tre figli - Francisco, Conchita e Isabel, mentre un quarto, Luis, morì all'età di soli due anni per polmonite - si trasferisce a Granada. Gli studi e le conoscenze a Granada[modifica] A Granada frequenta il "Colegio del Sagrado Corazón", che era diretto da un cugino di sua madre, e nel 1914 si iscrive dapprima alla facoltà di giurisprudenza per poi passare a quella di lettere. Conosce i quartieri gitani della città, che entreranno a far parte della sua poesia, come dimostra il suo Romancero del 1928. Incontra per la prima volta in questo periodo il letterato Melchor Fernández Almagro e il giurista Fernando de los Ríos, futuro Ministro de Instrucción Pública durante il periodo denominato Seconda Repubblica Spagnola: entrambi aiuteranno in modo concreto la carriera del giovane Federico. Inizia nel frattempo lo studio del pianoforte sotto la guida del maestro Antonio Segura e diventa un abile esecutore del repertorio classico e di quello del folclore andaluso. Con il musicista granadino Manuel de Falla, con cui stringe un'intensa amicizia, collabora all'organizzazione della prima Fiesta del Cante jondo (13 - 14 giugno 1922). Il periodo formativo spirituale[modifica] Gli interessi che segnano il periodo formativo spirituale del poeta sono la letteratura, la musica e l'arte che apprende dal professor Martín Domínguez Berrueta che sarà suo compagno nel viaggio di studio in Castiglia, dal quale nascerà la raccolta in prosa Impresiones y paisajes (Impressioni e paesaggi). L'ingresso alla Residencia de Estudiantes[modifica] Nel 1919 il poeta, grazie all'interessamento di Fernando de los Ríos, ottiene l'ingresso nella prestigiosa Residencia de Estudiantes di Madrid, confidenzialmente chiamata dai suoi ospiti "la resi", che era considerata il luogo della nuova cultura e delle giovani promesse del '27. Nella Residencia Lorca rimane nove anni, tranne i soggiorni estivi alla Huerta de San Vicente, la casa di campagna, e alcuni viaggi a Barcellona e a Cadaqués ospite del pittore Salvador Dalí, a cui lo lega un rapporto di stima e amicizia che coinvolgerà presto anche la sfera sentimentale. Le prime pubblicazioni[modifica] È di questo periodo la pubblicazione del Libro de poemas, la preparazione delle raccolte Canciones e Poema del Cante jondo (Poema del Canto profondo), al quale fa seguito il dramma teatrale El maleficio de la maríposa (Il maleficio della farfalla) nel 1920 e nel 1927 il dramma storico Mariana Pineda per il quale Salvador Dalí disegna la scenografia. Seguiranno le prose d'impronta surrealista Santa Lucía y san Lázaro, Nadadora sumeringa (La nuotatrice sommersa) e Suicidio en Alejandría, gli atti teatrali El paseo de Buster Keaton (La passeggiata di Buster Keaton) e La doncella, el marinero y el estudiante (La ragazza, il marinaio e lo studente), oltre le raccolte poetiche Primer romancero gitano, Oda a Salvator Dalí e un numero straordinario di articoli, composizioni, pubblicazioni varie, senza contare le letture in casa di amici, le conferenze e la preparazione della rivista granadina "Gallo" e la mostra di disegni a Barcellona. Il conflitto interiore[modifica] Le lettere inviate in questo periodo da Federico agli amici più intimi, confermano che l'attività febbrile improntata ai contatti e alle relazioni sociali che il poeta in quel momento vive nasconde in realtà una intima sofferenza e ricorrenti pensieri di morte, malessere su cui molto incide il non poter vivere serenamente la propria omosessualità. Al critico catalano Sebastián Gasch, in una lettera datata 1927, confessa la sua dolorosa condizione interiore: "Sto attraversando una grave crisi sentimentale (è così) dalla quale spero di uscire curato". La depressione[modifica] Il conflitto con la cerchia intima di parenti e amici raggiunge il suo apice allorquando i due surrealisti Dalí e Buñuel collaborano alla realizzazione del film Un chien andalou, che García Lorca legge, probabilmente erroneamente, come un attacco nei suoi confronti. Allo stesso tempo, la sua passione, acuta ma sfortunatamente non ricambiata per lo scultore Emilio Aladrén, giunge a una svolta di grande dolore per Lorca nel momento in cui Aladrén inizia la propria relazione con la donna che ne diverrà moglie. La borsa di studio e il soggiorno a New York[modifica] Fernando de los Ríos, il suo amico protettore, venuto a conoscenza dello stato conflittuale del giovane García gli concede una borsa di studio e nella primavera del 1929 il poeta lascia la Spagna e si reca negli Stati Uniti. L'esperienza statunitense, che dura fino alla primavera del 1930, sarà fondamentale per il poeta, e darà come risultato una delle produzioni lorchiane più riuscite, Poeta en Nueva York, incentrata su quanto Lorca osserva con il suo sguardo partecipe e attento: una società di troppo accesi contrasti tra poveri e ricchi, emarginati e classi dominanti, connotata da razzismo. Si rafforza in Lorca il convincimento della necessità di un Mondo nettamente più equo, non discriminante. A New York, il poeta frequenta i corsi alla Columbia University, trascorre le vacanze estive, invitato dall'amico Philip Cummings, sulle rive del lago Edem Mills e, poi, presso la casa del critico letterario Angel del Rio e alla fattoria del poeta Federico de Onís nel Newburg. Al rientro nella metropoli alla fine dell'estate rivede alcuni amici spagnoli tra i quali León Felipe, Andrés Segovia, Dámaso Alonso e il torero Ignacio Sánchez Mejías, che si trovava a New York con la famosa cantante la Argentinita, ma il 5 marzo del 1930, dietro invito della Institucíon hispanocubana de Cultura, Lorca parte per Cuba. L'esperienza a Cuba[modifica] Il periodo trascorso a Cuba è un periodo felice. Il poeta stringe nuove amicizie tra gli scrittori locali, tiene conferenze, recita poesie, partecipa a feste e collabora alle riviste letterarie dell'isola, "Musicalia" e "Revista de Avance", sulla quale pubblica la prosa surrealistica Degollacíon del Bautista (Decapitazione del Battista). Sempre a Cuba inizia a scrivere i drammi teatrali El público e Así que pasen cinco años (Finché trascorreranno cinque anni) e l'interesse maturato per i motivi e i ritmi afrocubani lo aiuteranno a comporre la famosa lirica Son de negros en Cuba che risulta essere un canto d'amore per l'anima negra d'America. Il rientro in Spagna[modifica] Nel luglio del 1930 il poeta rientra in Spagna che, dopo la caduta della dittatura di Primo de Rivera, sta vivendo una fase di intensa vita democratica e culturale. La realizzazione del teatro ambulante[modifica] Con l'aiuto di Fernando de los Ríos, che nel frattempo è diventato Ministro della Pubblica istruzione, Lorca, con attori e interpreti selezionati dall'Istituto Escuela di Madrid con il suo progetto di Museo Pedagocico, realizza il progetto di un teatro popolare ambulante, chiamato La Barraca che, girando per i villaggi, rappresenta il repertorio classico spagnolo. Conosce in questi anni Rafael Rodríguez Rapún, segretario de La Barraca e studente d'ingegneria a Madrid, che sarà l'amore profondo dei suoi drammi e delle sue poesie e al quale dedicherà i Sonetti dell'amor oscuro, pubblicati postumi. Lorca, che è l'ideatore, il regista, l'animatore entusiasta della piccola troupe teatrale, vestito con una semplice tuta azzurra a significare ogni rifiuto di divismo, porta in giro negli ambienti rurali e universitari il suo teatro che riscuote grande successo e che svolge senza interruzione la sua attività fino all'aprile del 1936, a pochi mesi dallo scoppia della guerra civile. Le ultime opere letterarie[modifica] L'attività teatrale non impedisce a Lorca di continuare a scrivere e compiere diversi viaggi con gli amici madrileni, nella vecchia Castiglia, nei Paesi Baschi e in Galizia. Alla morte dell'amico banderillero e torero Ignacio Sánchez Mejías avvenuta l'11 agosto del 1934, il poeta dedica il famoso Llanto (Compianto) e negli anni successivi pubblica Seis poemas galegos (Sei poesie galiziane), progetta la raccolta poetica del Diván del Tamarit e porta a conclusione le opere teatrali Doña Rosita la soltera o El lenguaje de las flores (Donna Rosita nubile o Il linguaggio dei fiori). All'inizio del 1936 pubblica Bodas de sangre (Nozze di sangue) e il 19 giugno finisce La casa de Bernarda Alba e nel febbraio contribuisce insieme ad Alberti e Bergamín a fondare l'"Associazione degli intellettuali antifascisti". Lo scoppio della guerra civile[modifica] Stanno intanto precipitando gli eventi politici. Tuttavia, García Lorca rifiuta la possibilità di asilo offertagli da Colombia e Messico, i cui ambasciatori prevedono il rischio che il poeta possa esser vittima di un attentato a causa del suo ruolo di funzionario della Repubblica; respinge le offerte, ed il 13 luglio decide di tornare a Granada, nella casa della Huerta de San Vicente, per trascorrervi l'estate. Rilascia un'ultima intervista, al “Sol” di Madrid, in cui c'è una eco delle motivazioni che l'avevano spinto a rifiutare quelle offerte di vita fuori dalla Spagna appena menzionate, ed in cui tuttavia Lorca chiarisce e ribadisce la propria avversione verso le posizioni di estremismo nazionalistico, tipiche di quella destra che prenderà da lì a poco il potere, instaurando la dittatura: "Io sono uno Spagnolo integrale e mi sarebbe impossibile vivere fuori dai miei limiti geografici; però odio chi è Spagnolo per essere Spagnolo e nient'altro, io sono fratello di tutti e trovo esecrando l'uomo che si sacrifica per una idea nazionalista, astratta, per il solo fatto di amare la propria Patria con la benda sugli occhi. Il Cinese buono lo sento più prossimo dello spagnolo malvagio. Canto la Spagna e la sento fino al midollo, ma prima viene che sono uomo del Mondo e fratello di tutti. Per questo non credo alla frontiera politica." Pochi giorni dopo esplode in Marocco la ribellione franchista, che in breve tempo colpisce la città andalusa e instaura un clima di feroce repressione. L'arresto[modifica] Il 16 agosto, il sindaco socialista di Granada (cognato del poeta) viene fucilato. Federico, che si era rifugiato in casa dell'amico poeta falangista Louis Rosales, viene arrestato lo stesso giorno dall'ex rappresentante della CEDA, Ramón Ruiz Alonso. La fucilazione[modifica] Numerosi si levano gli interventi a favore del poeta, soprattutto da parte dei fratelli Rosales e dal maestro de Falla; ma nonostante la promessa fatta allo stesso Luis Rosales che Lorca sarebbe stato rimesso in libertà "se non ci sono denunce contro di lui", il governatore José Valdés Guzmán, con l'appoggio del generale Queipo de Llano, dà ordine, segretamente, di procedere all'esecuzione: a notte fonda, Federico è condotto a Víznar, presso Granada e, all'alba del 19 agosto del 1936, viene fucilato sulla strada vicino alla Fuente grande, lungo il cammino che va da Víznar a Alfacar. Il suo corpo non venne mai ritrovato. La sua uccisione provoca riprovazione mondiale: molti intellettuali esprimeranno parole di sdegno, tra le quali spiccano quelle dell'amico Pablo Neruda. Lorca sotto la dittatura franchista[modifica] La dittatura di Franco, instauratasi, impone il bando sulle sue opere, bando in parte rotto nel 1953, quando un Obras completas - si badi bene, pesantemente censurata - viene fatto pubblicare. Quell'edizione tra l'altro non include il suo ultimo Sonetos del amor oscuro, scritto nel novembre del 1935 e recitato unicamente per gli amici intimi. Quei sonetti, di tema omosessuale, saranno addirittura pubblicati solo a partire dall'anno 1983. Con la morte di Franco nel 1975, García Lorca ha potuto finalmente e giustamente tornare ad essere quell'esponente importantissimo della vita culturale e politica del proprio Paese. Nel 1986, la traduzione in lingua inglese fatta dal cantante e autore Leonard Cohen della poesia di Lorca "Pequeño vals vienés", e musicata dallo stesso Cohen, raggiunge il primo posto all'interno della classifica dei dischi più venduti in Spagna. Oggi, la memoria di García Lorca viene solennemente onorata da una statua in Plaza de Santa Ana, a Madrid. L'opera poetica[modifica] Pur esistendo importanti edizioni dell'opera completa di García Lorca non si ha ancora un testo definitivo che metta fine ai dubbi e agli interrogativi nati intorno ai libri annunciati e mai pubblicati e non si è ancora risolta la questione della genesi di alcune raccolte importanti.Si può comunque dire che la produzione che conosciamo, insieme ai materiali inediti recentemente trovati, è sufficiente ad offrirci una chiara testimonianza della corrispondenza dell'uomo con la sua poesia. In un primo tempo Lorca manifesta il suo talento come espressione orale seguendo lo stile della tradizione giullaresca. Il poeta infatti recita, legge, interpreta i suoi versi e le sue pièce teatrali davanti agli amici e agli studenti dell'università prima ancora che siano raccolte e stampate. Ma Lorca, pur essendo un artista geniale ed esuberante, mantiene verso la sua attività creativa un atteggiamento severo chiedendo ad essa due condizioni essenziali: amor y disciplina. Il periodo andaluso[modifica] Impresiones y paisajes[modifica] Nella raccolta di prose Impresiones y paisajes che esce nel 1918 dopo il viaggio in Castiglia e Andalusia, Lorca afferma le sue grandi doti d'intuizione e di fantasia. La raccolta è densa di impressioni liriche, di note musicali, annotazioni critiche e realistiche intorno alla vita, la religione, l'arte e la poesia. Libro de poemas[modifica] Nel Libro de poemas, composto dal 1918 al 1920 Lorca documenta il suo grande amore per il canto e la vita. Dialoga con il paesaggio e con gli animali con il tono modernista di un Rubén Darío o un Juan Ramón Jiménez facendo affiorare le sue inquietudini sotto forma di nostalgia, di abbandoni, di angosce e di protesta ponendosi domande di natura esistenziale: Che cosa racchiudo in mein questi momenti di tristezza?Ahi, chi taglia i miei boschidorati e fioriti!Che cosa leggo nello specchiod'argento commossoche l'aurora mi offresull'acqua del fiume?. In questi versi sembra di sentire il sottofondo musicale che, modulando la pena del cuore, riflette la situazione d'incertezza vissuta e il suo distacco dalla fase dell'adolescenza. Il periodo che va dal 1921 al 1924 rappresenta un momento molto creativo e di grande entusiasmo anche se molte delle opere prodotte vedranno la luce solo anni dopo. Poema del Cante jondo[modifica] Il Poema del Cante jondo, scritto tra il 1921 e il 1922 uscirà solamente dieci anni dopo. In esso vi sono tutti i motivi del mondo andaluso ritmati sulle modalità musicali del cante jondo a cui il poeta aveva lavorato con il maestro de Falla in occasione della celebrazione della prima Fiesta del Cante jondo al quale Lorca aveva dedicato, nel 1922, la conferenza Importancia histórica y artística del primitivo canto andaluz llamado "cante jondo". Il libro vuole essere un'interpretazione poetica dei significati legati a questo canto primitivo che esplode nella ripetizione ossessiva di suoni e di ritmi popolari, come nelle canzoni della siguiriya, la soleá, la petenera, la tonáa, la liviana, accompagnate dal suono della chitarra: (ES) « Empieza el llantode la guitarra.Se rompen las copasde la madrugada.Empieza el llantode la guitarra.Es inútil callarla.Es imposiblecallarla.Llora monótonacomo llora el agua,como llora el vientosobre la nevada. » (IT) « Comincia il piantodella chitarra.Si spezzano le coppedell'alba.Comincia il piantodella chitarra.È inutile tacerla.È impossibiletacerla.Piange monotonacome piange l'acqua.Come piange il ventosulla montagna. » (F. G. Lorca, La Chitarra) Primeras Canciones, Suites - Canciones[modifica] In Primeras Canciones ma soprattutto in Canciones, il poeta, su variazioni di tipo musicale espresse con un linguaggio cifrato, dimostra tutta la sua abilità nel cogliere il mondo della tenerezza infantile. Manca in queste liriche ogni traccia di eloquenza e si nota una maggiore rapidità di sguardo e di sintesi che riesce a cogliere l'immagine di un paesaggio che sembra sospeso tra il sogno e la realtà: Albero alberosecco e verde.La ragazza dal bel voltosta raccogliendo olive.Il vento, corteggiatore di torri,la prende per la cintura. In questi versi i colori, i suoni del mondo gitano vengono rappresentati attraverso una luce particolare che anima gli oggetti. Così nella breve poesia Caracola (Conchiglia) in cui il poeta, attraverso gli echi e i ritmi interiori, rivive il tempo lieto della fantasia e dell'infanzia: Mi hanno portato una conchiglia.Dentro cantaun mare di carta.Il mio cuoresi riempie d'acquacon pesciolinid'ombra e d'argento.Mi hanno portato una conchiglia. Romancero gitano[modifica] Copertina della prima edizione di Romancero gitano (Madrid, Revista de Occidente, 1928) Il successo popolare di García Lorca avviene nel 1928 con Romancero gitano che descrive il sentimento di fatalità, di mistero e di dolore del mondo andaluso. L'opera è composta da diciotto liriche e comprende quattro nuclei tematici: quello del mondo umano nel quale i gitani lottano contro la Guardia Civil; quello del mondo celeste rappresentato dai romances di iconografia religiosa; quello delle forze oscure e per ultimo quello della realtà di matrice storico-letteraria. Ad accomunare questi quattro mondi vi è la figura dei gitani con il loro carattere fiero e il loro primitivismo pagano verso i quali Lorca sente di possedere una componente comune che lo rende partecipe della loro sofferenza e della loro ribellione. Il Romancero si distingue per la ripetizione del verso spagnolo tradizionale (l'estribillo popular) e per le audaci metafore.Richiamando e facendo proprio, innovandolo, l'uso del romance come forma di scrittura ed impostazione per la sua opera. In esso la parola poetica riesce a cogliere, armonicamente con il linguaggio e la psicologia del mondo gitano, l'oggetto in una dimensione mitica: (ES) « Verde que te quiero verde,verde viento, verdes ramas.El barco sobre la mary el caballo en la montaña. » (IT) « Verde ti voglio proprio verde.Verde vento. Verdi rami.La barca sul maree il cavallo sulla montagna. » (F. G. Lorca, Romance Sonámbulo) In Romancero, attraverso il vento, i colori, i riferimenti simbolici, è presente tutto l'universo emotivo del giovane Lorca che, con una poesia diretta, fa vibrare la terra d'Andalusia. La "nueva manera espiritualista"[modifica] In seguito al Romancero gitano, accolto con tanto favore popolare ma disapprovato da Salvador Dalí e da Luis Buñuel per l'eccessivo lirismo tradizionalista, vi è un breve periodo nel quale va situata l'esperienza delle prose poetiche di carattere surrealista, tra le quali Oda a Salvador Dalí, insieme ad alcune bozze teatrali nelle quali il poeta cerca di superare l'elemento biografico senza però mai aderire completamente al movimento surrealista. Ode a Salvador Dalí[modifica] Nell'ode all'amico Salvador Dalí, Lorca oppone all'estetica del "fiore asettico della radice quadrata" l'immagine della rosa quotidiana come suo ideale di bellezza e di vita: « Ma anche la rosa del giardino dove vivi.Sempre la rosa, sempre, nord e sud di noi stessi! [3] » e lo invita a non scordare l'importanza del sentimento d'amore e la sua verità umana: « Non è l'Arte la luce che ci acceca gli occhi.Prima è l'amore, l'amicizia o la scherma.[4] » Da Poeta en Nueva York ai Sonetos del amor oscuro[modifica] Poeta en Nueva York[modifica] Il libro Poeta en Nueva York, composto tra il 1929 e il 1930 ma pubblicato postumo nel 1940, e che alcuni identificano come la sua opera più compiuta, comprende dieci gruppi di liriche, tra cui l'Oda a Walt Whitman e le composizioni nate nel periodo cubano, e costituisce un superamento della poetica precedente, arricchita di ardite immagini surrealiste. Nell'opera si possono individuare due differenti situazioni psicologiche. Vi è un primo momento che esprime il sentimento di protesta contro la civiltà moderna e la metropoli nella quale Lorca identifica il simbolo dell'angoscia e dell'alienazione umana. Il poeta descrive infatti la città nordamericana come meccanismo stritolante e implacabile, le cui vittime Lorca guarda con occhio commosso e sensibile. In particolare, poesie come "New York oficina y denuncia" o "Panorama ciego de New York" riflettono la sua incendiata critica nei confronti della disumanizzazione, del mancato rispetto nei confronti della natura e dell'emarginazione dei diseredati, che in Romancero gitano erano appunto rappresentati dai gitani, mentre in queste libro sono soprattutto la comunità nera: "Io credo che il fatto di essere di Granada mi spinga all'umana comprensione dei perseguitati, del gitano, del negro, dell'ebreo... del moro, che noi tutti ci portiamo dentro!" e un secondo momento improntato a un sentimento di nostalgia del ricordo passato e della felicità perduta: (ES) « Era mi voz antiguaignorante de los densos jugos amargos.La adivino lamiendo mis piesbajo los frágiles helechos mojados.¡Ay voz antigua de mi amor,ay voz de mi verdad,ay voz de mi abierto costado,cuando todas las rosas manaban de mi lenguay el césped no conocía la impasible dentadura del caballo! » (IT) « Era la mia voce anticaignara dei densi succhi amari.La sento lambire i miei piedisotto le fragili felci bagnate.Ahi, voce antica del mio amore,ahi, voce della mia verità,ahi, voce del mio aperto costato,quando tutte le rose nascevano dalla mia linguae il prato non conosceva l'impassibile dentatura del cavallo!. » (F. G. Lorca, Poemas del lago Edem Mills, Poema doble del algo lago Edema, a Eduardo Ugarte) A parte i Seis poemas galegos, gli ultimi libri di poesia ripropongono i motivi dell'ultimo itinerario creativo del poeta: la denuncia dell'ingiustizia, il dolore, l'amore impossibile, l'amicizia. Seis poemas gallegos[modifica] Seis poemas gallegos è un'opera doppiamente unica nel panorama lorchiano: è in galiziano, lingua differente da quella del poeta, e non vi sono altri esempi in tal senso all'interno della sua produzione letteraria. È per questo particolarmente interessante conoscere come è nata. García Lorca visita per la prima volta la Galizia nel 1916, in occasione di un viaggio di studi organizzato da uno dei suoi professori: visita Santiago de Compostela, A Coruña, Lugo, Betanzos e Ferrol. Nella Residencia de Estudiantes di Madrid conosce il musicologo galiziano Jesús Bal y Gay, con l'aiuto del quale si avvicina al folclore musicale di quella terra, in un periodo durante il quale Lorca sta anche leggendo con grande passione i "cancioneiros galego-portugueses" ed autori galiziani come Rosalía de Castro, Curros Enríquez, Eduardo Pondal, Amado Carballo e Manuel Antonio. Nel 1931 conosce Ernesto Guerra da Cal, nazionalista galiziano che fin dall'infanzia risiede a Madrid, e che lo introduce all'interno dell'entourage galiziano della capitale spagnola. Nel maggio del 1932 Lorca realizza il suo secondo viaggio in Galizia, per dare una serie di conferenze. A Santiago de Compostela fa amicizia con Carlos Martínez-Barbeito. Nell'agosto del 1932, effettua un terzo viaggio in Galizia, viaggio legato al giro di spettacoli che la sua compagnia teatrale, "La Barraca", sta effettuando in varie città e villaggi della regione, e in novembre tiene una serie di conferenze con Xosé Filgueira Valverde, e pubblica nella rivista Yunque di Lugo il primo dei suoi "poemas galegos": Madrigal â cibdá de Santiago, scritto con l'aiuto di Francisco Lamas e Luís Manteiga. Nel 1933, Lorca incontra Eduardo Blanco Amor, all'epoca corrispondente del quotidiano argentino La Nación; il giornalista si dà da fare affinché Lorca venga conosciuto in Argentina, tanto che, quando Lorca percorre il Paese sudamericano, riceve una calorosa accoglienza da parte della popolazione, soprattutto quella di origine galiziana. Come ringraziamento, Lorca scrive Cántiga do neno da tenda, e una volta tornato in Spagna manterrà con Blanco Amor una intensa relazione di amicizia, il quale trascorrerà varie volte il proprio tempo nella casa di Lorca a Fuente Vaqueros. È sempre grazie all'aiuto di Blanco Amor che Federico García Lorca giunge a pubblicare le sue composizioni in galiziano con il libro Seis poemas galegos del 1935, per i tipi dell'editorial Nós: le poesie sono composizioni che da un lato posseggono le stesse caratteristiche di spontaneità di quelle contenute in Canciones, il libro di Lorca del (1927), ma che allo stesso tempo, hanno ritmi propri della tradizione letteraria della Galizia. Quanto alla difficoltà di Lorca di scrivere in una lingua differente dalla propria, due sono le versioni succedutesi nel corso degli anni: quella di Ernesto Guerra da Cal, che nell'ultimo periodo della propria vita sostenne di essere l'autore della trasposizione in galiziano, affermazione che trovò appoggio da parte di Xosé Luís Franco Grande, e quella, contrapposta, di Eduardo Blanco Amor, secondo la quale le poesie erano sotto tutti i punti di vista da attribuirsi a Lorca. È quest'ultima tesi quella che ha trovato riscontro nelle indagini successive condotte da vari studiosi. Llanto por Ignacio Sánchez Mejías[modifica] In seguito alla morte dell'amico torero caduto nell'arena, Lorca scrive il Llanto por Ignacio Sánchez Mejías (1935), in quattro parti. Il componimento, dopo l'irrompente inizio della prima parte ("La cogida y la muerte" - Il cozzo e la morte -, introdotta e scandita dalle famose "cinco de la tarde" che suonano in tutti gli orologi del mondo), prende via via un tono più pacato (nella seconda parte, "La sangre derramada" - Il sangue versato - e nella terza parte "Cuerpo presente" - Corpo presente) -, e cede alla fine all'elegia e al rimpianto per l'amico morto levandosi a ricordarne la grandezza al di là della morte (nella quarta e ultima parte "Alma ausente" -Anima assente -, che così termina): (ES) « Yo canto para luego tu perfil y tu gracia.La madurez insigne de tu conocimiento.Tu apetencia de muerte y el gusto de su boca.La tristeza que tuvo tu valiente alegría.Tardará mucho tiempo en nacer, si es que nace,un andaluz tan claro, tan rico de aventura.Yo canto su elegancia con palabras que gimeny recuerdo una brisa triste por los olivos. » (IT) « Io canto per dopo il tuo profilo e la tua grazia.La nobile maturità della tua conoscenza.Il tuo appetito di morte e il gusto della sua bocca.La tristezza che ebbe la tua coraggiosa allegria.Passerà molto tempo prima che nasca, se nasce,un andaluso così illustre, così ricco d'avventura.Io canto la sua eleganza con parole che gemonoe ricordo una brezza triste fra gli olivi. » (F. G. Lorca, Alma ausente) Diván del Tamarit[modifica] Il Diván del Tamarit, scritto fra il 1932 eil 1934 e pubblicato postumo nel 1940, rappresenta la fine del lungo monologo interiore per chiudersi nel silenzio del dramma personale con versi ormai privi di ogni scuola o maniera nei quali il poeta cerca la sua verità interiore. CASIDA DEL PIANTO Ho chiuso la mia finestraperché non voglio udire il pianto,ma dietro i grigi murialtro non s'ode che il pianto.Vi sono pochissimi angeli che cantano,pochissimi cani che abbaiano;mille violini entrano nella palma della mia mano.Ma il pianto è un cane immenso,il pianto è un angelo immenso,il pianto è un violino immenso,le lacrime imbavagliano il vento.E altro non s'ode che il pianto. Sonetos del amor oscuro[modifica] Il 17 marzo 1984 verranno pubblicati gli undici Sonetos del amor oscuro sul giornale "ABC" che costituiscono il documento della passione privata omosessuale espressi attraverso la forma classica del sonetto. I sonetti verranno commentati dal poeta Vicente Aleixandre, che nel 1937 ne aveva ascoltato le prime composizioni, come "prodigio di passione, di entusiasmo, di felicità, di tormento, puro e ardente monumento all'amore... ." (ES) « Noche arriba los dos con luna llena,yo me puse a llorar y tú reías.Tu desdén era un dios, las quejas míasmomentos y palomas en cadena.Noche abajo los dos. Cristal de pena,llorabas tú por hondas lejanías.Mi dolor era un grupo de agoníassobre tu débil corazón de arena.La aurora nos unió sobre la cama,las bocas puestas sobre el chorro heladode una sangre sin fin que se derrama.Y el sol entró por el balcón cerradoy el coral de la vida abrió su ramasobre mi corazón amortajado. » (IT) « Notte alta noi due con luna piena.Io ruppi in pianto mentre tu ridevi.Il tuo scherno era un dio,le mie lagnanze momenti e poi colombe senza fine.Notte bassa noi due. Specchio di pena,piangevi tu in remote lontananze.Il mio dolore era un groppo d'agoniesopra il tuo cuore fragile d'arena.L'aurora ci congiunse sopra il letto,le bocche contro il gelido fluiredi uno sbocco di sangue senza fine.E il sole entrò filtrando dal balcone,e aprì il corallo i rami della vitasopra il mio cuore avvolto nel sudario. » (Garcia Lorca, Noche del amor insomne) L'Opera teatrale[modifica] Francisco Umbral nel suo saggio Lorca, poeta maldito pubblicato nel 1978 scrive: "... tutta la drammaturgia di Lorca altro non è che la rappresentazione della sua radicale e personale tragicità interiore". L'opera teatrale di Lorca è infatti la drammatica rappresentazione del conflitto ontologico personale dell'autore vissuta attraverso personaggi che denunciano le sue stesse inquietudini e tentano di ribellarsi agli stessi pregiudizi. Le prime commedie[modifica] Il tema del sogno e dell'evasione che assumerà un ruolo fondamentale nella successiva drammaturgia lorchiana, è affrontato nell'ingenuo dramma giovanile El maleficio de la mariposa un dramma in versi sull'impossibile amore tra uno scarafaggio e una farfalla, che non è però accolto affatto bene dal pubblico e che spiegherebbe il perché Lorca abbia poi sempre dichiarato che è Mariana Pineda, del 1927, il suo primo copione per il teatro. Anche in quest'ultima opera, comunque, è dominante il tema del desiderio di libertà nel quale Mariana identifica l'amore e la persona amata. Le commedie da farsa[modifica] La zapatera prodigiosa (La calzolaia meravigliosa) e El amor de don Perlimplín con Belisa en su jardín sono due deliziose commedie ritagliate dal teatro di burattini che Lorca amava in modo particolare, e che, insieme a Los títeres de cachiporra (I burattini di legno) e Retablillo de don Cristóbal (Teatrino di don Cristóbal), portano avanti il dialogo intimo del poeta tra lirismo e dramma. Queste commedie da farsa, come annunciano i sottotitoli, si muovono al ritmo dei ballet con infinita grazia e rappresentano, con il tema predominante dell'evasione dal grigiore della realtà quotidiana, una variante letteraria che si risolve in felice tragicommedia. Le opere più mature[modifica] Bodas de sangre, Yerma, La casa de Bernarda Alba sono opere che rivelano un Lorca maturo e maggiormente attento ai problemi sociali. In queste opere i personaggi femminili aspirano all'amore e lottano e si ribellano contro le ipocrisie della vita e scelgono in alternativa allo squallore e alla miseria, la disperazione e la morte. Nella prima tragedia, Bodas de sangre, la promessa sposa fugge il giorno delle nozze con l'amante Leonardo; in Yerma, la protagonista da cui l'opera prende il nome rifiuta il suo stato di sterilità e uccide il marito, simbolo dell'egoismo maschile; nella terza Adela, la figlia minore di Bernarda Alba, preferisce il suicidio alla rinuncia all'amore e intorno a lei si crea il silenzio, quello stesso silenzio che pesa sul personaggio femminile di Doña Rosita la soltera o El lenguaje de las flores, il dramma che venne rappresentato nel 1935. Rosita è una giovane zitella che vive immersa nella solitudine e nel rimpianto dell'amore mancato, ferma con la fantasia alla promessa d'amore naufragata con gli anni e la lontananza. La pièce surrealista Así que pasen cinco años (1930-1931), come dice il sottotitolo "Leyenda del tiempo", è un'allegoria del tempo dove risalta il contrasto tra l'ansia di amare e la mancata realizzazione del sentimento. Le ultime opere[modifica] El público, composto nel 1930 e il frammento Comedia sin título (Commedia senza titolo) del 1936 rimasero inedite fino agli anni Ottanta e affrontano, l'una, il tema dell'omosessualità, l'altra, della funzione dell'arte e della rivoluzione sociale. Lorca si apre ad un teatro simbolico e surreale che viene definito "impossibile" e "irrapresentabile" per il suo tempo e la morale corrente, e nel quale anticipa, con coraggio, problematiche di grande attualità. Note[modifica] ^ A caccia di Garcia Lorca, ma i resti non si trovano: ultimi giorni per gli scavi - Adnkronos Cultura ^ Il capataz (del lat. caput, 'testa') è colui che gestisce un'azienda agricola o chi comanda e sorveglia un gruppo di lavoratori. ^ F. G. Lorca, Oda a Salvador Dalí :Pero también la rosa del jardín donde vives.¡Siempre la rosa, siempre, norte y sur de nosotros! ^ F. G. Lorca, Oda a Salvador Dalí :No es el Arte la luz que nos ciega los ojos.Es primero el amor, la amistad o la esgrima. Bibliografia[modifica] Federico García Lorca, Teatro, prefazione e traduzione di Vittorio Bodini, Einaudi, Torino 1952 Federico García Lorca, Tutte le poesie, a cura di Carlo Bo, Garzanti, Milano, 1975 Federico García Lorca, Poesie inedite, a cura di Claudio Rendina, Newton Compton, Roma 1977 Paolo Caucci von Saucken, Tradizione ed ispanità in Federico García Lorca, in Dialoghi, XXI, (1-2, 1977), pp. 23-34. Paolo Caucci von Saucken, I Seis poemas galegos di Federico García Lorca, Benucci editore, Perugia 1977, 46 pp. Federico García Lorca, Poesie e canzoni, con un saggio introduttivo di Michele L. Straniero, Ed. Lato Side, Roma 1981 Federico García Lorca, Lettere americane, a cura di Gabriele Morelli, Marsilio, Venezia 1994 Federico García Lorca, Poesie erotiche, a cura di Piero Menarini, TEA, Milano 2000. ISBN 88-7818-793-3 Federico García Lorca, Canti gitani e andalusi, a cura di Oreste Macrì, Guanda, Parma 2005. ISBN 88-8246-824-0 Federico García Lorca, Lasciate le mie ali al loro posto: lettere agli amici e ai familiari, a cura di Francesca De Cesare, Passigli, Firenze 2008. ISBN 978-88-368-1097-0 Federico García Lorca, Sotto altre lune e altri venti, a cura di Maria Cristina Assumma, Nova Delphi Libri, Roma 2010. ISBN 978-88-905149-0-6 Voci correlate[modifica] El maleficio de la mariposa Bodas de sangre La casa de Bernarda Alba Yerma Mariana Pineda Donna Rosita nubile Generazione del '27 Vicente Aleixandre Manuel de Falla Juan Ramón Jiménez Rubén Darío Giannina Braschi Altri progetti[modifica] Wikimedia Commons contiene file multimediali su Federico García Lorca Wikiquote contiene citazioni di o su Federico García Lorca Collegamenti esterni[modifica] Approfondimento 1 (ES) Approfondimenti sulla vega granadina Bibliografia completa Lamento per la morte di Ignazio La poetica musicale di Federico García Lorca (ES) Ignacio Sánchez Mejías e Il lamento in lingua originale (ES) Biografía de Federico García Lorca Poesie di Federico Garcìa Lorca (ES) Información sobre García Lorca (ES) García Lorca — Vida y obra poética (ES) Poemas de García Lorca (ES) Más poemas de García Lorca (ES) Federico García Lorca y los falangistas (ES) Audiolectura del Diván del Tamarit Portale Biografie Portale Letteratura Portale Teatro Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Garc%C3%ADa_Lorca" Categorie: Poeti spagnoli Drammaturghi spagnoli Nati nel 1898 Morti nel 1936 Nati il 5 giugno Morti il 19 agosto Scrittori trattanti tematiche LGBT Persone giustiziate per fucilazione Persone scomparse [altre]

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