Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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VIAGGIA CON RYANAIR

JE ME SOUVIENS

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venerdì 27 marzo 2009

ULTERIORE ESEMPIO DI DEGRADO A BOLOGNA: PIAZZA NETTUNO

ULTERIORE ESEMPIO DI DEGRADO A BOLOGNA: PIAZZA NETTUNO
Giovanna C. 21 anni di Ancona, laureanda in scienze etnoantropologiche, giovedì 26 marzo 2009 dopo pranzo si stava recando in Sala Borsa per studiare. Una volta giunta in Piazza Nettuno mentre stava per posteggiare la bicicletta ha avvertito un dolore forte al piede e si è accorta che dalla scarpa sporgeva una siringa. E’ subito corsa all’ospedale S. Orsola dove ahimè le è stata riscontrata una ferita da punta con ago contaminato da materiale siero ematico potenzialmente infetto. Dopo la disinfezione della ferita è stata sottoposta al richiamo del vaccino dell’antitetanica e dell’antiepatite B; per quanto riguarda la possibile infezione da HIV, i medici hanno detto che la siringa si trovava in zona da parecchio tempo e di conseguenza il rischio di contrarre tale malattia è molto basso. In ogni caso, si potrà considerare al di fuori del pericolo di aver contratto tale malattia solo dopo due mesi. Un aspetto scandaloso tra i tanti di questa vicenda sta nel fatto che nel caso in esame l’impegnativa del Pronto Soccorso scade in 15 giorni, di conseguenza gli esami anti HIV sarà costretta a pagarli di tasca sua. Quello che è successo alla studentessa merita innanzitutto da parte nostra un’assoluta dimostrazione di vicinanza e di solidarietà; anche perché i prossimi due mesi che si appresta a vivere saranno molto difficili da trascorrere. Poi, c’è da rilevare il fatto che l’eroinomane abbia potuto senza problemi disfarsi della siringa dal momento che Bologna nelle ore notturne offre numerosi angoli bui e poco illuminati dove si può agire in modo indisturbato. Inoltre, da evidenziare il fatto che quanto è successo fosse a pochi metri dalla Questura e, dulcis in fundo, che nessun passante si sia preso la briga di avvertire gli organi preposti affinchè un oggetto così pericoloso che avrebbe potuto pungere non solo la studentessa ma anche i bambini etc. venisse rimosso. Tutto ciò premesso e dopo aver ribadito la nostra più piena solidarietà alla studentessa siamo a denunciare ancora una volta il degrado in cui versa la città di Bologna e, soprattutto, l’assoluta mancanza di controllo delle zone più appartate in cui i tossicodipendenti possono non solo drogarsi senza problemi , ma addirittura abbandonare le siringhe usate in pieno centro storico e addirittura davanti alla sala Borsa. Tutto ciò è scandaloso! Pietro Berti - UDC

venerdì 6 marzo 2009

KATYN: LE MIE PROPOSTE ALLE ISTITUZIONI

KATYN: LE MIE PROPOSTE ALLE ISTITUZIONI
Ill.mo Sig. Presidente della Camera dei Deputati, On. le Gianfranco Fini,
Sig. Presidente, approfittando della Sua cortesia sono a segnalarLe quanto sta avvenendo in merito alla distribuzione nelle sale cinematografiche della nostra amata Repubblica di una pellicola girata dal Maestro Waida, Polonia, intitolata Katyn. Ai fini di una spiegazione più dettagliata in merito alla vicenda Le allego il mio commento al film che ho recentemente pubblicato su diversi forum (tra cui mymovie e quello di Panorama.it) . SegnaloVi in allegato la risposta che cortesemente il distributore della pellicola in Italia mi ha inviato su Panorama rispondendomi. Alla luce di quanto sopra esposto sono rispettosamente a chiederLe un Suo personale interessamento affinchè la cultura cinematografica - almeno per una volta - esuli dall'essere a senso unico e venga valutata anche la posizione di coloro che, ignari, ne hanno subìto le conseguenze. Il film, peraltro girato dal figlio di una delle vittime della barbarie della dittatura sovietica, è una ricostruzione storica corretta, reale, estremamente toccante e girata in maniera magistrale. Riteniamo doveroso che il popolo italiano abbia l'opportunità di venire a conoscenza di una realtà tragica, scomoda, volutamente dimenticata e vergognosamente accantonata, solo perchè coloro che hanno perpetrato questa ignominia fanno parte di quelli che la 2^ guerra mondiale la hanno vinta.
Egregio Sig. Presidente, sono anche a proporLe - alla luce dei Suoi poteri - l'eventualità di considerare di comune accordo con l'Ambasciata polacca in Italia e ricordandoci di aver avuto un grande Papa , di origini polacche, di voler considerare l'ipotesi di dedicare una via, una lapide, un parco o quanto Vostra Eccellenza ritenga più opportuno, in onore di queste vittime che la storia ha fatto di tutto per nascondere e per affrettarsi a dimenticare considerandole vittime di serie B. Ritengo che il Maestro Waida, gli Ambasciatori polacchi e lo stesso popolo polacco che in Italia vanta di una comunità molto nutrita Le sarà eternamente grato.
Sicuro del fatto che Lei con umanità prenda in considerazione quanto da me proposto, in attesa di un Suo positivo riscontro Le invio con grandissimo rispetto per la Carica Istituzionale che Lei ricopre così tanto degnamente Le porgo i miei più sentiti ossequi. Pietro Berti

domenica 1 marzo 2009

IL PARTITO DEMOCRATICO ALLE PRESE CON LE QUOTE ROSA: LA DECISIONE E’ LA META’ DELLE CANDIDATURE DEVE ANDARE ALLE DONNE

IL PARTITO DEMOCRATICO ALLE PRESE CON LE QUOTE ROSA: LA DECISIONE E’ LA META’ DELLE CANDIDATURE DEVE ANDARE ALLE DONNE
In merito alle elezioni europee et amministrative di giugno 2009 il segretario provinciale del PD, Andrea De Maria, ha promesso (vedi Carlino 1.3.09 pag 4) alla “Conferenza permanente delle donne democratiche” che la metà delle candidate saranno donne ed ha avvertito che per quanto riguarda Bologna (Comune e Provincia) dalla metà di marzo (e non prima) si lavorerà alla stesura delle liste. Fino qui la posizione del De Maria è del tutto legittima. Siamo tutti, ovviamente, favorevoli e consapevoli del fatto che la rappresentanza in ambito politico debba essere paritaria e lo debba essere a tal punto che non si debba nemmeno mettere in discussione ma che sia da considerarsi doverosa da parte di tutti i partiti. Tutto ciò premesso, il PD non finirà mai di stupirci! Infatti, se da un lato la Segreteria Provinciale ha tenuto a precisare un dato che dovrebbe essere ormai da tempo acquisito , ebbene sembra quasi che loro vogliano far sembrare che sono gli unici a volerlo mettere in pratica. La cosa si potrebbe chiudere qui. Se non che il Segretario Regionale del PD, Salvatore Caronna, si è espresso pochissime ore dopo il Segretario Provinciale, De Maria, piantando i soliti paletti. Esordendo in maniera infelice, descrivendo come queste candidate dovranno essere scelte. Opinabile. Per lo meno se questo soggetto decide come devono essere scelte le candidate donne, allo stesso modo dovrebbe decidere come devono essere scelti i candidati maschi e ancor più dovrebbe discutere (cosa di cui si è dimenticato completamente) della quota da inserire nelle liste delle cosiddette giovani leve, dei giovani. Fattore che a noi sembra molto grave.
Caronna si è preoccupato di sbarrare la strada al modello veltroniano un po’ “frou-fou” ammonendo “mai più veline nel PD!”. Dopo questo rilievo, la deduzione seguente è d’obbligo: Caronna se ne frega ampiamente dei giovani (maschi e femmine) e del loro inserimento nelle liste. Caronna torna, ancora una volta, ad attaccare il modello veltroniano, colpendo lo stesso nella scelta, a suo dire, delle candidate in maniera troppo leggera con mancanza di costrutto e più basata sul senso estetico. Soprattutto, Caronna, dà l’idea per lo più inquietante del fatto che non si preoccupi di rispettare eventuali quote giovanili, eventuali quote rose e, chissà, anche all’interno delle candidature maschili si riserverà di inserire dei fedelissimi. Tutto questo deve far pensare. La nostra deduzione – seppur eseguita nei confronti di un partito avverso dal punto di vista ideologico- non può non rimanere colpita dal fatto che proprio costoro che parlano di giovani in politica, di parità e di principi che dovrebbero oramai essere acquisiti da tutti, in realtà si guardano bene dall’applicarli. Quindi, il nostro attacco – prima che sui programmi – lo faremo ponendo l’accento proprio sul metodo (evidentemente aberrante). Pietro Berti

sabato 21 febbraio 2009

LE RONDE : DAL CARDINAL MARCHETTO, SCONFESSATO DAL VATICANO, A FRANCESCHINI


LE RONDE : DAL CARDINAL MARCHETTO, SCONFESSATO DAL VATICANO, A FRANCESCHINI


Monsignor Marchetto Segretario del Pontificio Consiglio dei Migranti, aveva espresso forti dubbi sulle iniziative del Governo in materia di sicurezza definendo “le ronde come la fine dello Stato di diritto, (…) non bisognare dare risposte a caldo ma razionali affinchè le leggi non siano legate ad avvenimenti contingenti”. Il Vaticano in data 21.02.2009 ha ufficialmente sconfessato il Cardinal Marchetto dichiarando “il rispetto della Santa Sede verso le Autorità civili che nella loro legittima autonomia hanno il diritto ed il dovere di provvedere al bene comune”; conseguentemente Monsignor Marchetto ha parlato a titolo personale, per nulla interpretando il pensiero Vaticano che “quando intende esprimersi autorevolmente usa mezzi propri e modi consoni (comunicati, note, dichiarazioni)”. “Frequentemente i mezzi di informazione attribuiscono al Vaticano commenti e punti di vista di singoli ” afferma padre Lombardo portavoce ufficiale della Santa Sede. Il decreto prevede che i Sindaci d’intesa con i Prefetti possano avvalersi di associazioni tra cittadini iscritte in apposito elenco , costituite soprattutto da ex appartenenti alle forze dell’ordine in pensione. I membri delle associazioni (“ronde”) non porteranno armi ma solo il cellulare e le radio per segnalare situazioni di rischio. Si tiene a precisare che queste associazioni saranno composte per la maggior parte da carabinieri in pensione, poliziotti in pensione, poliziotti municipali in pensione, alpini in pensione; persone che agiranno sotto la responsabilità del Prefetto per svolgere un degno supporto davanti alle scuole elementari, agli asili, alle scuole medie, ai licei nelle zone limitrofe alla città , nei parchi pubblici e dove i Prefetti riterranno più opportuno impiegarli. Si sottolinea che costoro non riceveranno alcun tipo di compenso e saranno dotati, oltre che di cellulare e di radio, di una divisa fluorescente. Ognuno di loro sarà iscritto ad un albo, sarà dotato di un tesserino di riconoscimento e verrà impiegato dopo un addestramento formale e dopo regolare visita medica. Queste pattuglie miste (cioè composte da uomini e donne) saranno operative 24h al giorno ed il loro numero non dovrà mai essere inferiore alle 5 unità. Per quanto ci riguarda giudichiamo la decisione presa dal Governo e condivisa dal portavoce Vaticano, lecita, utile, preventiva, e tale da regolamentare un fenomeno comunque già esistente. E’ utile anche ricordare che tutti gli ex appartenenti alle forze dell’ordine che verranno impiegati in questa attività lo faranno ben conoscendo la tipologia del lavoro ed essendo pensionati ritroveranno il modo di sentirsi nuovamente utili al bene comune. Personalmente, ritengo alla luce di tutti gli aspetti sopra citati l’iniziativa estremamente lodevole nei principi, nelle metodologie e nelle finalità; ritengo, inoltre, che il Governo abbia operato una scelta consona nei fini del controllo del territorio per completare quello che viene svolto dalle forze dell’ordine e dai militari. L’Italia, a mio modesto modo di vedere, ne ritrarrà un grande beneficio. Concludendo, in merito all’analisi fatta dal neo segretario del PD , Franceschini, sulle associazioni messe in campo dal Governo per svolgere le iniziative di cui sopra, ebbene mi sento di esprimere il totale disaccordo con il suo discorso di insediamento nel quale ha attaccato il Governo anche su questo punto. E’ ovvio che ci si ponga la domanda se Franceschini rappresenti il vecchio che avanza o il nuovo che non ha niente di nuovo. C’è solo da chiedersi quanto costui sia destinato a durare, vista anche l’ira di Parisi che si è visto annientato vedendosi attribuire solo 92 preferenze contro le 1.047 dell’ex Vice di Veltroni. Dulcis in fundo i delegati chiamati al voto erano 2.800; i delegati presenti erano 1.300; 1006 delegati si sono espressi in favore dell’elezione diretta del segretario; 206 i contrari, 16 gli astenuti. Alla fine, Veltroni si è dimesso ; alla fine, è stato votato il suo vice. C’è da chiedersi se questi non riuscisse nell’opera di riunione del partito prima delle europee e di conseguenza il PD, oggetto di una nuova debacle, dopo quanto tempo sarebbe anch’egli costretto alle dimissioni e quindi alla distruzione completa (come è successo con Parisi) della sua corrente.
Pietro Berti

venerdì 13 febbraio 2009

AUSTRALIA IN FIAMME



Alla cortese attenzione del Sig. Ministro degli Esteri – Segreteria personale
E per conoscenza
Al Responsabile della Protezione Civile Italiana Dott Guido Bertolaso
Preg. mo Sig. Ministro, con la presente sono a segnalarLe – come Lei già ben saprà – della drammatica situazione che sta vivendo l’Australia, a causa dei roghi che la stanno devastando. Un bilancio ufficiale delle vittime parla di più di duecento, ma si teme che possano essere oltre le trecento. Viste dall’alto le terre a nord di Melboune, nello stato di Victoria, quelle del nuovo Galles del sud di Camberra, sono un paesaggio di morte. Case divorate dalle fiamme, scuole trasformate in cumuli di cenere, automobili ridotte a carcasse informi hanno causato la morte per quasi trecento persone. In Australia in cui le estati sono torride, in questi giorni le temperature hanno sfiorato i 50 gradi. 750 case sono state ridotte in cenere e trecentomila ettari di boschi, foreste, praterie e terreni coltivabili sono andati distrutti, anche con l’aiuto del vento che favorisce le fiamme. Alla luce di tutto quanto sopra esposto, ricordando inoltre che in Australia vive un’ingente comunità di nostri connazionali che condivide la tragedia immane che sta vivendo questa bellissima terra sono a chiederLe se il Governo italiano ha studiato una proposta di intervento in favore della popolazione australiana , in che cosa consista nell’ipotesi in cui sia stato approntato e , nel caso in cui queste due ipotesi non fossero state prese in considerazione, se non sia il caso di provvedere a contattare le Autorità locali per chiedere nel concreto cosa il nostro Governo possa fare di fattivo per assistere le popolazioni così duramente colpite. Tengo ad aggiungere che se non è stato fatto sarebbe opportuno che le nostre Istituzioni repubblicane esprimessero un’ accorata dichiarazione di solidarietà al Governo Australiano e alla sua popolazione in questo triste momento, ribadendo che l’Italia è pronta a fare il suo dovere di solidarietà non solo in maniera di vicinanza tramite dichiarazione ma anche in maniera fattiva. Certo della vostra cortesia e della sensibilità a prendere in considerazione quanto da me evidenziato invio i miei più cordiali saluti, Pietro Berti

I BEATI PAOLI

I BEATI PAOLI










giovedì 5 febbraio 2009

CESARE BATTISTI: GIUSTIZIA NEGATA

CESARE BATTISTI: GIUSTIZIA NEGATA
In merito alle recenti vicende inerenti al terrorista pluriomicida Cesare Battisti giudicato colpevole con sentenza definitiva <> [fonte Libero del 22.01.2008 in http://www.libero-news.it/adnkronos/view/41157 ] . Egli è recentemente fuggito in Brasile dal cui Governo ha richiesto ed ottenuto l’asilo politico. Colui il quale ha materialmente riconosciuto tale status al sig. Cesare Battisti è stato il Ministro della Giustizia brasiliano sig. Tarso Genro. Tutto ciò premesso, oltretutto, deve essere tenuto presente anche l’autorevolissimo parere per la sua passata esperienza vissuta “nel panorama della delinquenza eversiva” del sig. Toni Negri , che, interpellato sulle reazioni dell’Italia in relazione al caso Battisti, ha detto alla stampa brasiliana che l’Italia vuole aggredire un paese più debole, cioè il Brasile, per coprire un’umiliazione subìta nell’ottobre del 2008 dal Presidente francese N. Sarkozy che ha negato l’estradizione in Italia per ragioni di salute all’ex BR Marina Petrella e esprime totale accordo sulla concessione di status di rifugiato politico al Battisti. Immediatamente sono arrivate dichiarazioni da parte del fior fiore della numerosa comunità dei rifugiati politici degli anni di piombo a cominciare da Achille Lollo e Pietro Mancini. Inoltre, L. Pessina sostiene infine che in Italia <<è l’intransigenza dei comunisti e l’odio dei cattolici a incitare le famiglie delle vittime a non perdonare >>. Tale atteggiamento di prospettiva pare a chi scrive inaccettabile, immorale, irrispettoso nei confronti di chi ha subìto la perdita dei propri cari. Anche nel loro nome noi siamo fermamente convinti che si debbano utilizzare tutte le metodologie di uno stato democratico di diritto per far in modo che, per questi pluriomicidi, si attuino le procedure di richiesta di estradizione e che finalmente sia fatta giustizia. Dulcis in fundo il Sig. Renato Curcio si lamenta di dover lavorare ancora per parecchi anni in quanto l’INPS non è intenzionata a dargli la pensione. E , continuando, la figlia del povero sindacalista CGIL dell’Italsider di Genova iscritto al PC Guido Rossa, Sabina, deputato PD, ribadisce che le minacce a Ichino dimostrano che certi pericoli possono tornare. Alla luce di tutto quanto sopra esposto, oltre a tutti i mezzi giuridici in possesso dello Stato di diritto, accogliamo con plauso l’iniziativa del Ministro Frattini - che riteniamo opportuna – di richiamare l’Ambasciatore italiano in Brasile, per consultazioni, e proponiamo anche l’espulsione dell’Ambasciatore brasiliano dall’Italia con avvertimento che in caso di eventuale persistenza del rifiuto di estradizione del terrorista si verificherà la conseguente ed inevitabile rottura dei rapporti diplomatici e commerciali con il Brasile. A rafforzare questa nostra tesi vi è un ulteriore aspetto inquietante che rende inqualificabile ed ingiustificabile il Governo brasiliano ed i suoi rappresentanti. Questo atteggiamento consiste nel fatto che Lula e soci rifiutano l’estradizione perché ritengono che Battisti una volta ritornato in Italia sarebbe soggetto a incredibili persecuzioni politiche. Tutto questo lascia molto perplessi in quanto non possiamo certo dire che l’Italia non sia un’avanzata democrazia e che altrettanto non sia rispettosa dei diritti umani. 27.01.2009

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