Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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Auguro a voi tutti un buon viaggio nel mio blog.

Anchorage

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Visualizzazione post con etichetta esoterismo. Mostra tutti i post
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venerdì 1 aprile 2011

Omicidi esoterici: a Lodi trovato un altro cadavere fatto a pezzi

Omicidi esoterici: a Lodi trovato un altro cadavere fatto a pezzi
Lodi - Continua la scia dei macabri e misteriosi delitti in Lombardia. Poche ore fa, è stato ritrovato a Lodi sulla riva del fiume Lambro un cadavere, probabilmente appartenente a una donna. A inquietare il ciclista che poco prima di mezzogiorno passava dal comune di Orio Litta, sulla strada provinciale 234 che attraversa le province di Lodi e Pavia, sono state le condizioni in cui versava il corpo: mutilato con estrema precisione. L'assassino ha fatto ritrovare diversi monconi: uno dal collo al torace, un secondo dal torace alle ginocchia, poi le gambe e le braccia. A mancare all'appello sia la testa che le mani. Senza mani, né testa - Dopo i quattro omicidi ancora irrisolti nella provincia di Bergamo, in appena tre mesi, tra cui quello ormai famoso di Yara Gambirasio, oggi è stata la volta della provincia di Lodi. La macabra scoperta fatta da un ciclista ha lasciato sbigottiti in molti: il cadavere ritrovato nei pressi del fiume Lambro potrebbe appartenere a una donna e la vittima probabilmente è stata uccisa in un altro luogo per poi essere abbandonata, suddivisa in pezzi, in un secondo momento. A rafforzare questa ipotesi è la precisione con cui le mutilazioni sono state effettuate: chi ha assistito al rinvenimento dei monconi ha parlato di precisione quasi chirurgica. Non si sa ancora se gli organi interni siano stati asportati, qualora ciò venisse appurato potrebbe essere ipotizzato il movente esoterico.Meno di un mese fa, un altro caso a Roma - Forse solo una coincidenza, ma la scoperta fatta oggi a Orio Litta è il secondo caso, in poco più di venti giorni, di cadaveri mutilati e privi di testa. L'8 marzo scorso, infatti, a Falcognana, località in provincia di Roma, a pochi metri dalla strada fu trovato il corpo senza vita di una donna. Anche in quel caso il corpo era diviso in pezzi ma anche privo di organi interni, il che fece pensare subito ipotizzare che dietro al delitto ci potesse essere una setta. Quella volta, a non essere ritrovati furono la testa e le gambe.





Bergamo, non solo Yara: quattro omicidi insoluti dall’inizio dell’anno

Bergamo - Meno di novanta giorni ma già quattro omicidi misteriosi, ancora privi di un colpevole. E' questo l'inquietante dato che caratterizza la provincia di Bergamo dall'inizio del nuovo anno. Nel raggio di cinquanta chilometri quattro morti violente hanno segnato l'apparente tranquillità della zona. Tre uomini, una ragazzina. Età diverse, vite distanti, eppure sufficientemente vicine per far chiedere a molti: cosa sta accadendo nei paesini del bergamasco? Probabilmente solo sfortunate coincidenze, ma c'è anche chi la pensa diversamente. Le storie di Eddy Manuel Barone Castillo, Santo Barcella, Mario Gaspani e della tristemente più famosa Yara Gambirasio.Pestaggi e coltellate - Tutto ha avuto inizio il 16 gennaio scorso, quando nella periferia di Chignolo d'Isola, un giovane ventiseienne dominicano conosciuto dagli amici come Eddy fu trovato morto a poca distanza dalla discoteca Sabbie Mobili Evolution. Di amici Castillo non ne dovrà avere avuti molti visto che, stando ai risultati delle perizie effettuate dai medici legali, il ragazzo fu vittima di un pestaggio cruento che lo condusse alla morte. Si è subito pensato a un regolamento di conti, ma a distanza di più di due mesi non si sa ancora nulla sull'identità degli aggressori.Il 26 febbraio scorso invece è stata la volta dell'omicidio che ha fatto più discutere e che continua a essere al centro delle pagine di cronaca dei maggiori quotidiani nazionali. I perché sono molti: la vittima è stata una ragazzina di appena tredici anni, scomparsa esattamente tre mesi fa in circostanze più che misteriose. Il suo nome ormai è diventato famoso, al punto che attorno a Yara Gambirasio sui social network si sono riunite decine di migliaia di persone. L'assassinio di Yara rimane insoluto nel colpevole, nel movente, nelle dinamiche con cui esso è avvenuto e nel luogo in cui la giovane è stata uccisa. Si sa con certezza soltanto il posto dove è stata ritrovata: a poche centinaia di metri da dove venne rinvenuto il cadavere di Eddy Castillo.Negli ultimi giorni, invece, due omicidi a distanza di pochi giorni hanno tornato a far scorrere il sangue nei paesini intorno a Bergamo: martedì scorso, nei boschi sopra Gandino è stato trovato il corpo di un artigiano edile. Santo Barcella aveva settantanni e qualcuno dopo averlo colpito con un'arma da taglio all'altezza del collo lo ha avvolto in un telo di juta plastificata.Ieri, infine, a un mese esatto dal ritrovamento di Yara, Mario Gaspani, 57enne commerciante d'auto, è stato trovato morto, dopo essere stato accoltellato ripetutamente, nei pressi di Osio Sotto, località distante quattordici chilometri da Chignolo d'Isola. Si pensa a un regolamento di conti. Quali colpe sta pagando l'intera provincia bergamasca?

venerdì 11 marzo 2011

Roma, giallo della donna mutilata all’Ardeatino: “E’ possibile ci sia un serial killer”

Roma, giallo della donna mutilata all’Ardeatino: “E’ possibile ci sia un serial killer”

ROMA – La polizia della Capitale ha un sospetto: potrebbe aggirarsi per Roma un serial killer. Lo stesso, che potremmo ribattezzare ‘lo squartatore dell’Ardeatino’, che poco tempo fa ha ucciso una donna, le ha tolto gli organi e le viscere, quindi le gambe e la testa, e poi l’ha abbandonata in via di Porta Medaglia, nel quartiere Ardeatino, senza che nessuno la possa riconoscere e darle un nome. Gli uomini della squadra Mobile hanno uno strano presentimento: “Ha voluto farci trovare il corpo. Ha voluto mostrarci quello che è stato capace di combinare. Sembra un’apertura di partita, un ingaggio. Speriamo in Dio che non sia così”.
Mentre si tenta ancora di capire l’identità della ragazza, si scopre che avrebbe tentato di difendersi con tutte le proprie forze mentre l’assassino la accoltellava. L’omicida l’avrebbe finita con almeno tre violenti fendenti, alla schiena, all’emitorace sinistro (in corrispondenza del cuore), e nella zona in cui i muscoli del collo si legano al tronco. In quel momento la ragazza forse era nuda o comunque aveva altri vestiti rispetto a quelli con cui è stata trovata, perché su quelli non ci sono tracce di sangue. Lui tenta di accoltellarla, lei si difende con tutte le sue forze, finché l’assassino non ha la meglio.
Dopo di che, secondo la ricostruzione degli investigatori, inizia l’orrore. L’assassino assicura un’asola di corda all´osso pelvico di quella poveretta, per poterne sospendere il cadavere a testa in giù. E comincia il suo lavoro da macellaio. Quello che si infligge ai maiali e ai cinghiali per dissanguarne le carni. Prima un profondo taglio a X per aprire torace e ventre. Poi, la completa eviscerazione e l´espianto degli organi vitali, cuore e polmoni. L’assassino afferra infine quella che appare, per i segni che lasciato, un’ascia più che una sega (come pure si era detto in un primo momento), e spicca dal tronco testa e gambe che Dio solo sa se decida o meno di conservare.
Il corpo era stato scaricato sul posto qualche ora prima del suo ritrovamento. Questa l’ipotesi degli investigatori che indagano sul caso. Diversi testimoni hanno riferito agli inquirenti di non aver visto il corpo il giorno precedente. Ma il luogo del ritrovamento, ad un paio di metri dal ciglio della strada, oltre il guard rail, potrebbe essere casuale perché in quel punto c’è l’unica piazzola di sosta della strada. A cinquanta metri dal posto del rinvenimento ci sono due macchie di alberi su entrambi i versanti della strada. In uno di questi era nascosta una poltrona rossa con in terra un sacchetto di preservativi usati, dove solitamente si prostituiva una trans.
11 marzo 2011 11:37

Una «X» sul corpo di Yara Ma il pm esclude la pista satanica

ATTESI PER IL POMERIGGIO I DATI DELL'AUTOPSIA
Una «X» sul corpo di Yara Ma il pm esclude la pista satanica
S'indaga a Bergamo. Le indagini battono la pista del «mostro locale». Esclusa la morte per asfissia

BERGAMO – Segni esoterici, riconducibili a una setta runica sul corpo di Yara Gambirasio? Letizia Ruggeri, la pm che si sta occupando del caso della tredicenne trovata morta il 26 febbraio scorso si fa una sonora risata. Poi aggiunge: «Possiamo solo dire che si tratta di segni di difficile interpretazione». La notizia che dietro l’omicidio della ragazzina ci possa essere un rituale satanico o mistico è stata lanciata in tarda mattinata da un sito internet, che ha interpretato i tagli trovati sulla schiena (in particolare una “x”) della vittima come un simbolo ma gli inquirenti di Bergamo l’hanno subito rintuzzata: potrebbero essere frutto di casualità. Tale versione, sostengono fonti della questura, è rafforzata dal fatto che i segni sulla schiena di Yara non riprodurrebbero un disegno preciso ma due linee intersecate (quasi un "x") a livello lombare e altri due segno paralleli ma verticali, ai due lati della "x". «Possiamo solo dire che su questa indagine sono al lavoro i migliori esperti d’Italia», ha aggiunto la dottoressa Ruggeri, allontanandosi dal palazzo di giustizia.


Questo il disegno di alcuni tagli trovati sul corpo di Yara secondo fonti della questura e rappresentato in modo molto schematico


LESIONI AL CRANIO - Non prima, però, di svelare alcuni dettagli fondamentali (a volte conferme, a volte vere e proprie novità) sulla morte di Yara. «Abbiamo riscontrato una vasta lesività sul cranio - dice ad esempio a proposito del corpo contundente usato assieme a un coltello per ammazzare la vittima – ma non siamo ancora in grado di dire se si tratti di una pietra o altro. Così come non possiamo ancora stabilire con certezza se quello o altro siano state la causa della morte. Tendiamo a escludere che Yara sia però deceduta per asfissia».
TRACCE - Per la procura di Bergamo resta inoltre aperta la pista della violenza sessuale («Non possiamo ancora escludere che sia avvenuta» sono le parole della pm) mentre l’ambito delle indagini è la provincia di Bergamo: si batte insomma la pista del «mostro» locale, non venuto da lontano. E questa è un’altra novità che fino a oggi non aveva trovato conferma. Nel pomeriggio di venerdì è atteso a palazzo di giustizia l’arrivo della prima relazione sintetica da parte della dottoressa Cristina Cattaneo, l’anatomopatologa che ha eseguito l’autopsia sul corpo di Yara. Sempre fonti giudiziarie hanno confermato che sono stati riscontrati due tipi di dna, uno maschile e uno femminile, diversi da quello della vittima, in particolare sugli oggetti che la ragazzina aveva con sè. Su questo dettaglio pesa però ancora un forte dubbio: si tratta della traccia biologica dell’assassino o di impronte lasciate casualmente e dunque non riferibili alla dinamica dell’omicidio? «Le risposte a questi quesiti sono ancora lontane, occorrerà tempo, afferma ancora la dottoressa Ruggeri congedandosi dai cronisti.
Claudio Del Frate11 marzo 2011
estratto da: http://www.corriere.it/cronache/11_marzo_11/delfrate-pista-satanica-esclusa_020a0498-4be3-11e0-b2c2-62530996aa7c.shtml

giovedì 10 febbraio 2011

L'ipnosi


voglio che tu scelga un momento nel passato in cui eri una bambina piccola piccola. E la mia voce ti accompagnerà. E la mia voce si muterà in quelle dei tuoi genitori, dei tuoi vicini, dei tuoi amici, dei tuoi compagni di scuola e di giochi, dei tuoi maestri. E voglio che ti ritrovi seduta in classe, bambina piccolina che si sente felice di qualcosa, qualcosa avvenuto tanto tempo fa, qualcosa tanto tempo fa dimenticato


Presupposti
Erickson ritiene che la persona ha già tutte le risorse necessarie, sta male perché non riesce a usarle nella situazione disfunzionale, relega le sue risorse e potenzialità solo a determinati contesti.
Quindi Erickson dapprima allucina le risorse necessarie per la risoluzione del problema e poi da modo al cliente di far accedere a tali risorse tramite la comunicazione ipnotica indiretta.
La strategia passa attraverso queste differenti fasi:
1. Ricalco della mente cosciente, in quanto le tecniche di induzione Ericksoniane si possono applicare solo quando si è instaurato un rapport (fiducia). Secondo Erickson "il compito terapeutico diviene un problema di utilizzazione intenzionale della sintomatologia nevrotica per andare incontro ai bisogni unici del paziente." (Opere, vol. IV, p. 180)
2. Distrazione della mente cosciente (induzione).
3. Guida della mente inconscia (utilizzazione)Ciò permette di creare una comunicazione diretta tra la mente inconscia e quella conscia al fine di attingere alle risorse.
4. Ricalco nel futuro e de-induzione. Alla fine l’Io cosciente ha acquisito una risorsa in più (ampliamento della mappa)
L’ipnosi può essere:
Sintonica (rapport) - Distonica (disagio emotivo)
Diretta o indiretta
Esistono tecniche diverse di utilizzazione a secondo del tipo di approccio sintonico o distonico.
La distinzione fra ipnosi distonica e sintonica è per certi versi equiparabile alla differenziazione che faceva Sandor Ferenczi (allievo di Freud) tra ipnosi materna - dolce e comprensiva - e paterna - direttiva e autoritaria. In entrambi i casi si verificherebbe comunque una riattivazione degli stessi sentimenti di amore, paura, sottomissione e attaccamento - il cosidetto transfert - provati dal bambino nei confronti delle figure genitoriali percepite come onnipotenti.
L’ipnosi è diretta quando l’ipnotizzatore dice esplicitamente il comportamento che vuole ottenere. Nell’ipnosi indiretta invece la richiesta (tramite il verbale-paraverbale e la cnv) viene espressa indirettamente e ciò tende ad aggirare il controllo della mente conscia.
Nell’ipnosi Ericksoniana l’ipnotista si deve comportare come una macchina di bio-feedback la quale trasmette e si adegua immediatamente a quanto sta avvenendo. Si crea così come una danza fra le parti.

Metodo indiretto
La psicodinamica del soggetto e il suo repertorio unico e personale di associazioni contribuisce alla risposta ipnotica, il soggetto in realtà non è passivo, poiché costruisce la propria risposta ipnotica in base agli stimoli dell'operatore. Anche fare delle domande indirette a cui non viene data la possibilità di rispondere coscientemente perché si passa subito a qualcos'altro mette in moto dei processi inconsci. Racconti, citazioni oppure truismi – che sono enunciazioni di fatto su esperienze che il cliente sta sicuramente facendo o che ha sicuramente sperimentato=Tu sai già sperimentare sensazioni gradevoli come il calore del sole sulla tua pelle – tutto ciò attiva indirettamente una risposta ideodinamica (questo fenomeno si chiama focalizzazione ideodinamica indiretta).
Linguaggio ipnotico per l’induzione indiretta
Nella vita quotidiana in realtà continuiamo a creare una realtà consensuale poiché le parole evocano per ricerca trasderivazionale una serie di significati idiosincratici relativi alla nostra mappa del mondo.
Bandler e Grinder hanno individuato una serie di forme linguistiche utilizzate da Erickson per indurre una ipnosi. Sono forme linguistiche (verbali e non verbali) che anche noi utilizziamo inconsapevolmente nella vita quotidiana e che Erickson utilizzava consapevolmente per ricalcare l’esperienza del cliente, focalizzare la sua attenzione all’interno in una ricerca trasderivazionale fino a guidarlo indirettamente alla risposta ipnotica.
Possiamo raccogliere le forme linguistiche descritte da Bandler e Grinder secondo la loro funzione: Ricalco - Ricerca interna - Guida
RicalcoNominalizzazioni, cancellazioni, verbi non specificati, indice riferenziale non specificato, truismi, spostamento di indice referenziale, lettura del pensiero, sistema rappresentazionale dominante, utilizzazione delle strategie del cliente, utilizzazione delle metafore e dei modi di dire del cliente, coprire tutte le possibilità di una classe di risposte, frasi aperte.
Ricerca internaAmbiguità (fonologica, sintattica, di portata, di punteggiatura), frammento di frase, violazione restrizione selettiva, citazioni, metafore, aneddoti, paradossi, shock e sorpresa, domande per facilitare nuove possibilità di risposta.
GuidaModellamento causale (congiunzioni, causativa implicita, causa-effetto), presupposizioni, domande trabocchetto, forme di estrazione indirette (domande incastrate, comandi incastrati, citazioni, sottolineatura per analogia, ordini in forma negativa, postulati di conversazione, indice riferenziale generico con suggerimento di sintagma nominale), performativa perduta, apposizione di opposti, negazione, non.. fino a che, non sapere/non fare, doppi legami, dissociazione conscio/inconscio, ratifica e approfondimento della trance, disseminazione, riorientamento allo stato di veglia, causa-effetto nel presente e nel futuro, distorsione temporale, operatori modali.
Vediamoli ora uno per uno.


RICALCO
Nominalizzazioni
Sono quei termini che nella frase occupano il posto di un nome, ma non sono tangibili: non li si può toccare, sentire, udire. Il criterio di identificazione di una nominalizzazione è: "Puoi metterlo in una carriola?"
Ogni volta che si utilizza una nominalizzazione viene cancellata una grande quantità di informazione. Se dico: "Emilia possiede molte conoscenze" ho cancellato che cosa sa esattamente e come lo sa.
L’uso di nominalizzazioni obbliga il cliente a recuperare le parti cancellate attivando, dal suo modello del mondo, il significato che servirà meglio i suoi propositi e i suoi bisogni.
Le induzioni di Milton sono piene di nominalizzazioni:
So che nella vita Lei prova certe difficoltà che vorrebbe poter portare a soddisfacente risoluzione ... e non so con esattezza quali tra le sue personali risorse Lei trovi più utile per risolvere questa difficoltà, ma quello che so è che la sua mente inconscia sa meglio di Lei ricercare nella sua esperienza quella precisa risorsa...
Notate che queste parole utilizzate nella vita di ogni giorno hanno una capacità di induzione naturale, parole come una certa sensazione, speranze, sogni, capacità, ricordi, avventuroso...
Sono parole che convogliano ben più significati di quanti qualunque parlante potrebbe mai sperare di trasmettere.
L’ipnotista genera la ricerca interna fissando l’attenzione del soggetto. Questo avviene quando il terapeuta implica che questi termini carichi di tanti significati in realtà ne trasmettano uno ben preciso: "E tu sai già di quale piacevole sensazione io stia parlando".
La ricerca interna è appunto un tentativo di eliminare il gran numero di significati opzionali e di trovare quello particolare che è stato implicato.
Cancellazioni
Quando una parte del significato di una frase (la struttura profonda) non ha una rappresentazione della struttura superficiale (la frase effettivamente detta dal cliente).
"So che Lei è curioso"
L’oggetto della frase manca completamente. Chi ascolta non sa di che cosa dovrebbe essere curioso, egli riempirà i vuoti in tutto ciò che è rilevante nella propria esperienza.
"Tu stai facendo la stessa cosa che hai fatto quando sei venuto a scuola per la prima volta" (fatto che cosa? La stessa cosa per chi?)
Verbi non specificati
L’uso di verbi non specificati vi mette in grado di ricalcare l’esperienza del cliente, in quanto aumenta al massimo la verosimiglianza dell’enunciato che contiene l’esperienza. Nello stesso tempo richiede la sua attenzione su qualche parte dell’esperienza:
Se dico "Voglio che tu impari" non sto spiegando come voglio che tu impari, o che cosa specificatamente voglio che tu impari.
Frasi del tipo
"E tu puoi chiederti cosa significa questo"
"Tu davvero saprai quando l’avrai scoperto"
Indice riferenziale non specificato
Asserzioni di questo tipo danno modo al cliente di applicarle a se stesso. Il linguaggio è abilmente vago non si entra nello specifico, non è data quindi neanche possibilità sottoporre a revisione critica queste affermazioni e quindi di rifiutarle..
"Puoi avvertire una certa sensazione"
Truismi
Il truismo è una semplice constatazione di fatto su qualcosa di innegabile e può essere utilizzato per evocare indirettamente delle risposte ideodinamiche.
I truismi sono particolarmente utili per provocare un atteggiamento di consenso, prima di suggerire possibilità terapeutiche che il cliente potrebbe considerare con minore certezza.
Pertanto un truismo è dire a un cliente: "Lei ha imparato a camminare". Il cliente, d’accordo su questo punto, lo sarà con più probabilità anche su successive affermazioni del terapeuta, anche se esse dovessero trasmettere ‘verità’ meno indubitabili.
Le frasi successive saranno suggestioni indirette, quali per esempio: "Dunque può imparare molte altre cose", e quasi impossibile opporre resistenza. È quindi molto efficace per creare falsi sillogismi.
I seguenti truismi possono veramente far scattare un’esperienza concreta e letterale del comportamento suggerito, che è scritto in corsivo.
Processi ideomotori:
Quando siamo stanchi, le palpebre cominciano a sbattere e talvolta gli occhi si chiudono senza quasi che ce ne rendiamo conto
Ciascuno di noi entra in trance in modo a lui peculiare
Processi ideosensori:
A molte persone piace il profumo salato di una lieve brezza marina
Molte persone amano la rinfrescante frescura di una lieve brezza
Processi ideoaffettivi:
Tutti, notando qualcuno che sorride a un proprio pensiero intimo, ce ne siamo rallegrati e spesso ci siamo trovati a sorridere al suo sorriso.
Processi ideocognitivi:
Qualche volta conosciamo un nome e lo abbiamo sulla punta della lingua ma non riusciamo a dire quel nome
Truismi che utilizzano il tempo:
Prima o poi i tuoi occhi si chiuderanno
Il tuo sintomo ora può scomparire non appena il tuo inconscio saprà che puoi affrontare il problema in modo più costruttivo
Il tuo mal di tesata può ORA andarsene così velocemente QUANTO il tuo sistema è pronto a permetterglielo
Spostamento di indice referenziale
tu, noi, voi al posto di io
"Sai quando uno si sente in questo modo"
"T’immagini che cosa curiosa sarebbe?"
"Si dice che alcune parti del corpo si possano rilassare sempre di più"

Lettura del pensiero
Si agisce come se si sapesse l’esperienza interna del cliente. Di solito ci si esprime in modo abilmente vago, incorporando ciò che sta effettivamente accadendo.
"Ti starai chiedendo che cosa vuol dire tutto ciò...", "Io so che qualcosa dentro di te sta cambiando..."
Coprire tutte le possibilità di una classe di risposte
Sono utilizzate quando il terapeuta vuole focalizzare la responsività del cliente in una direzione particolare comprendo tutte le possibilità di risposta circa l’evento. In tal modo si dà all’inconscio la libertà di esprimersi in qualsiasi forma ideomotoria. Qualsiasi cosa accada può quindi essere sperimentata come una risposta riuscita non esiste fallimento. Pertanto può essere usata come punto di partenza per l’indagine del tipo di responsività il soggetto rende disponibile.
"Presto ti accorgerai che un dito si muove un po’, forse per suo conto. Può muoversi in su o in giù, di lato o spingere. Può essere lento o veloce o forse non muoversi per niente. La cosa realmente importante è sentire pienamente qualsiasi sensazione si sviluppi."
Frasi aperte
Sono forme di suggestioni indeterminate che quindi non mirano come le precedenti a ottenere una risposta entro una gamma ristretta di particolare interesse.
Queste suggestioni a finale aperto permettono all’inconscio di selezionare le esperienza per lui appropriate senza fornire alcun contenuto specifico:
"Ogni persona ha delle capacità che il sé non conosce e che possono esprimersi in trance. Ricordi, pensieri, sentimenti, sensazioni, dimenticati completamente o in parte dalla mente conscia, sono a disposizione dell’inconscio e possono essere sperimentati in trance, adesso o in seguito, in qualunque momento l’inconscio sia pronto."
o "Noi tutti abbiamo dei potenziali dei quali non siamo consci, e normalmente non sappiamo come saranno espressi"
Questo tipo di suggestioni a finale aperto, pur dando molta libertà apparente di esplorare ed esprimere l’individualità del paziente, implicano con un alto grado di certezza che si prepara a una risposta terapeutica.


RICERCA INTERNA
Ambiguità
L’ambiguità si presenta come una struttura superficiale che può avere più di un significato. Ciò obbliga il cliente a selezionare il significato più appropriato dall’insieme delle possibili strutture profonde.
1. Fonologica (ci sono più significati a partire dallo stesso suono)
Sono solo semicerchi = Sono solo se mi cerchi
2. Sintattica
Non è possibile stabilire la funzione sintattica di una parola a partire dal contesto immediato della frase:
La visita dei parenti (chi visita chi?)
L’ipnosi di un ipnotizzatore può essere pericolosa (pericolosa per chi?)
3. Di portata
Non è possibile stabilire il senso di un frase in modo univoco
Voglio che tu mi faccia il mio autoritratto nudo (chi deve stare nudo?)
parlandoti come un bambino (questa espressione va riferita a Erickson o al cliente?)
4. Di punteggiatura
Si formano due frasi e le si sovrappone
Quel tennista ha commesso un doppio fallo ancora se ci riesci
Frammento di frase
Tali frammenti, risultato di una cancellazione non grammaticale obbligano il cliente al massimo della partecipazione per produrre un significato completo:
... e continui a chiedere ... e davvero .....
A questo proposito si può utilizzare un linguaggio proprio alla grammatica infantile per indurre una regressione d’età.
Domande per facilitare nuove possibilità di risposta
Si comincia con una domanda che richiede da parte del paziente una scelta e una volizione coscienti e termina con una domanda che può essere risposta solo mediante processi inconsci. Una peculiarità importante di questo approccio è la sua sicura riuscita, nel senso che ogni mancata risposta può essere accolta come una risposta valida e significativa alla domanda. Ogni domanda suggerisce una risposta osservabile che dà al terapeuta delle informazioni di rilievo sul modo in cui il paziente sta seguendo le suggestioni:
Fissazione dello sguardo
"Ti piacerebbe trovare un punto sul quale fissare lo sguardo sentendoti a tuo agio? Mentre continui a guardare questo punto non senti gli occhi stanchi con le palpebre che tendono ad abbassarsi?
Ti si chiuderanno subito oppure ondeggeranno per qualche momento mentre alcune parti del tuo corpo cominciano ad avere quella sensazione di benessere caratteristica della trance?
Questa sensazione di benessere diventa più intensa se i tuoi occhi restano chiusi, per cui non cerchi neppure di aprirli?
Fra quanto tempo dimenticherai i tuoi occhi e comincerai ad annuire lentamente con la testa come se facessi un bel sogno?
Levitazione della mano
Puoi sentirti a tuo agio appoggiando, delicatamente le mani sulle gambe?
Puoi fare in modo che le mani appoggino così leggermente che solo le punte delle dita tocchino appena le cosce?
Bene. Mentre appoggiano così leggermente ti accorgi che tendono a sollevarsi un po’, da sole, a ogni tuo respiro?
Cominciano a sollevarsi sempre più leggermente e facilmente da sole mentre il resto del corpo va sempre più rilassandosi?
Mentre questo succede, una mano o l’altra o forse tutte e due continuano a sollevarsi sempre di più?
E la mano si solleva e continua a salire sempre più in alto, a poco a poco, da sola? L’altra mano cerca di raggiungerla o rimane rilassata in grembo?
Bene. E questa mano continua a sollevarsi con questi leggeri movimenti un po’ a scatti, o l’elevarsi diventa sempre più armonioso mentre la mano continua a salire verso il viso?
Si muove più lentamente o velocemente all’avvicinarsi al viso, con una sensazione di benessere che si approfondisce? C’è bisogno di una piccola pausa prima che finalmente ti tocchi il viso così che tu puoi sapere che stai entrando in trance? E non ti toccherà fino a che il tuo inconscio non è realmente pronto a lasciarti andare più in profondità, non è vero?
E il corpo tirerà automaticamente un respiro più profondo quando la mano toccherà il viso mentre tu ti rilassi realmente e fai la esperienza di andare sempre più in profondità?
Bene. Vuoi anche provare a far caso alla profonda sensazione di benessere che provi quando la mano ritorna lentamente e da sola in grembo? E il tuo inconscio sarà in un sogno nel momento in cui la mano tornerà in stato di quiete?
Domande che facilitano la responsività terapeutica
E quale sarà il mezzo efficace per perdere peso? Succederà perché semplicemente ti dimentichi di mangiare e tollererai poco i cibi pesanti perché ti impediscono di fare cose più interessanti? Per un motivo qualsiasi non ti piaceranno più certi cibi che fanno ingrassare? Scoprirai il piacere di nuovi cibi e nuovi modi di prepararli e mangiarli così che sarai sorpreso dal fatto di avere perso peso, perché in realtà non ti sei privato di niente?

GUIDA
Presupposizioni
Le presupposizioni sono il modello linguistico più potente, quando sono utilizzate da una persona che riesce a presupporre le cose che non vuole siano messe in discussione. Un principio generale è quello di fornire alla persona molte alternative che però presuppongano tutte la reazione che si vuole ottenere.
1. Presupposizioni subordinate rette da clausole temporali: prima, dopo, durante, mentre, da quando....
"Vuole sedersi mentre entra in trance?"
"Prima che Lei entri in trance vorrei discutere di questo"
2. Se..... allora
"Se ti siedi, allora puoi entrare in trance"
"Ora, se tieni le gambe non accavallate e vi appoggi comodamente le mani, allora sarai pronto a entrare in trance"
3. Numeri ordinali: primo, secondo, terzo ecc. indicano un ordine
"Si starà chiedendo quale lato del corpo comincerà a rilassarsi per primo"
4. Uso della particella "oppure". Si presume che si realizzerà una tra più alternative
"Non so se a sollevarsi con movimento inconscio sarà la mano destra oppure la sinistra"
5. Predicati di consapevolezza. Parole quali sa, consapevole, rendersi conto, notare, ecc. possono essere utilizzate per presupporre il resto della frase. L’unica domanda che rimane è sapere se chi ascolta si rende conto della cosa che state dicendo.
"Si rende conto che la sua mente inconscia ha già cominciato a imparare?"
"Sapeva di essere già stato in trance molte volte nel corso della sua vita?"
6. Avverbi e aggettivi. Tali parole possono essere usate per presupporre in una frase, una clausola fondamentale.
"È profondamente in trance?" Ciò presuppone che siete già in trance, la sola questione è sapere se siete in trance profonda o no.
"Può cominciare a rilassarsi facilmente?" Ciò presuppone che la persona si può rilassare, l’unica questione è se lo può fare con facilità.
7. Verbi e avverbi che indicano cambiamento di tempo. Cominciare, terminare, smettere di, continuare, procedere, già, tuttora, più, ecc.
"Può continuare ad approfondire la trance?"
"È tuttora interessato all’ipnosi?" Ciò presuppone che la persona nel passato era interessata all’ipnosi
7. Aggettivi e avverbi di commento. Fortunatamente, felicemente, necessariamente.
"Fortunatamente, per aiutarla in ciò che vuole, non ho bisogno di conoscerne i dettagli". Ciò presuppone tutto ciò che segue la prima parola.
Più cose sono presupposte, più a chi ascolta riesce difficile districare la frase e mettere in discussione ciascuna proposizione.
"E non so tra quanto tempo Lei si renderà conto di quante cose inconsciamente ha già imparato, perché non è importante che lo sappia prima di aver continuato con comodità il processo di rilassamento e di aver permesso all’altro sé di imparare qualche altra cosa che sia per Lei utile e piacevole." Le presupposizioni hanno una caratteristica particolare: quando mettete la frase al negativo ciò che è presupposto rimane vero perché la presupposizione è precondizione della verità o falsità dell'enunciato e quindi permane in tutte e due i casi. Si può dire che: Se A (la frase) è vera allora B (la presupposizione) è vera. Se A è falsa allora B è vera. Se dico: "Keplero è morto in povertà" anzitutto presuppongo che Keplero designi qualcosa e questo rimane vero anche se volgo al negativo la frase. Questa presupposizione non fa parte del significato della frase la potremmo considerare come una metaffermazione. Oppure si può pensare alla frase che permane in primo piano mentre sullo sfondo permangono tutte le sue presupposizioni in modo implicito. Ma la frase o figura per esistere ha bisogno della presupposizione (dello sfondo) su cui stagliarsi.

Domande trabocchetto
"Come sarebbe se...."
"Ti è mai capitato che..."
"Se tu fossi...."
"Quando tu ti senti..."
"Hai mai..."
"Sei mai..."
Ogni parola porta con se un'immagine e chi mi ascolta, per poter capire quello che dico, deve richiamare alla mente l'immagine corrispondente o anche le sensazioni fisiche.
Le domande trabocchetto che obbligano la persona a guardarsi dentro di sé a livello anche profondo per poter dare la risposta:
Come sarebbe se....
Se tu....
Non ti è mai capitato...


Forme di estrazione indirette
Servono per ottenere indirettamente delle reazioni specifiche senza sollecitarle esplicitamente. In questo modo si fanno giungere direttamente all’inconscio le suggestioni rendendo particolarmente difficile la resistenza poiché nulla è stato dichiarato in modo diretto.
1. Comandi incastrati. Sono degli ordini inseriti nella frase che per chi ascolta non vengono percepiti consciamente come tali:
Puoi imparare qualsiasi cosa se solo ti concedi una possibilità di rilassarti
Conoscevo una persona che quando ascoltava attentamente poteva veramente rilassarsi

2. Sottolineatura per analogia
Gli ordini inseriti in una frase risultano particolarmente efficaci quando sono accompagnati da una sottolineatura per analogia (e ancora di più se utilizziamo l’indice referenziale generico con suggerimento di sintagma nominale).
Qualsiasi comportamento percettibile dall’altra persona può essere utilizzato per indicare che una data direttiva merita particolare attenzione. Non c’è bisogno che l’altro noti a livello conscio la vostra sottolineatura; anzi, la reazione sarà più completa quando la sottolineatura è sì, percepita, ma non riconosciuta a livello conscio.
Per quanto riguarda la voce Erickson spiega: "le parole dirette all’inconscio sono profferite con un tono sommesso. Mi rivolgo alla mente conscia con un tono di voce, all’inconscio con un altro tono"
Lankton raccomanda di acquisire questo stile esercitandosi nell’effettuare la dissociazione conscio/inconscio utilizzando cambiamenti di tono di voce, abbassandola quando si parla dell’inconscio.
es. di comandi incastrati con sottolineatura analogica:
Ti ho raccontato del mio amico Michele?
Be', è una cosa interessante. Mi ricordo che una volta Michele mi ha raccontato una storia a proposito di un suo amico. Questo suo amico quando cominciava l'induzione di ipnosi e provava ad ASCOLTARE CON ATTENZIONE cominciava a diventare cosciente del suo della sua voce... e mentre sentiva il suono della sua voce, poteva anche sentire altri suoni nella stanza o fuori della stanza come in lontananza... e poi mentre CONTINUA AD ASCOLTARE cominciava a prendere coscienza ... dell'alzarsi e dell’abbassarsi del suo petto.. e della voce... e mentre diventava cosciente.... di tutte queste cose... il contatto della mano sul ginocchio e allora può rallentare il ritmo, l'intero mondo si ferma e può IMMAGINARE UN MOMENTO NEL FUTURO diciamo sei mesi da adesso, ancora SENTENDO QUEL SENSO DI INCREDIBILE CONNESSIONE, e RIGUARDANDO A OGGI come era fosse stato il suo inizio? ... e LASCIARSI ANDARE A TUTTO CIO'
E mentre eri seduto lì anche tu hai fatto quello
3. Indice riferenziale generico con suggerimento di sintagma nominale
A partire da una frase con indice riferenziale generico l’operatore suggerisce un sintagma nominale che accresce la possibilità che sia scelto nella ricerca trasderivazionale.
A partire dalla frase
La gente può essere a proprio agio mentre legge questa frase
Il sintagma nominale Joe (che è il nome del cliente) può essere inserito in punti diversi raggiungendo sempre un effetto subliminale:
La gente può essere a proprio agio mentre legge questa frase, Joe.
Joe, La gente può essere a proprio agio mentre legge questa frase
La gente, Joe, può essere a proprio agio mentre legge questa frase
La gente può, Joe, essere a proprio agio mentre legge questa frase
La gente può essere a proprio agio, Joe, mentre legge questa frase
Si può ripetere il sintagma nominale più volte:
Sai Ale, la gente può ascoltare attentamente, Ale, ogni volta che lo vuole
Nella frase precedente troviamo un comando incastrato con sottolineatura analogica all’interno di una frase che esprime un truismo tendente ad evocare processi ideocognitivi.
Potrei anche utilizzare operatori modali del tipo: potere, essere in grado, deve, potrebbe, capace di...
Le piante riescono/possono/sono in grado, Fred, a provare un senso di benessere e di rilassamento.

4. Citazioni
I comandi si possono inserire nel corso di una citazione indiretta o diretta al fine di rivolgere un ordine:
Avevo una volta un paziente che mi diceva sempre di sentirsi rilassato (cit. indiretta)
Avevo una volta un ipnotista che mi diceva: "Chiudi gli occhi ora". E ciò non aveva molto senso, ma lui continuava a dirmi: "Adesso chiudi gli occhi e dormi!" (cit. diretta)
Queste citazioni si potrebbero usare parlando dell’ipnosi a una persona del fatto che certi usano l’ipnosi diretta e con alcuni va bene. Se dopo la suggestione la persona non risponde non hai toppato perché in realtà stai raccontando di un altro, a quel punto puoi dire che tu non usi quel tipo di ipnosi:
Voglio raccontarle l'ultima volta che sono stato a Phoenix a trovare Milton Erickson. Sono entrato nel suo studio, e poi Milton è entrato nella sua sedia a rotelle, mi ha guardato e ha detto: "Entra in trance!".
Se non ottenete risposta si può dire e poi siccome non entravo in trance mi ha fissato e mi ha detto: Non devi sforzarti perché sto parlando direttamente la tuo inconscio Sto aspettando Lui ( guardare un po' oltre) e poi è restato zitto così....
Ora mi chiedo se tu ti renda conto di essere più profondamente in trance (presupposizione)
(se non c'è risposta) ma questo è ciò che mi disse Milton; naturalmente io personalmente non farei così, preferirei chiederti se mi puoi prestare per un attimo quella mano.
5. Domande incastrate
Le domande incastrate hanno lo scopo di creare nel cliente una potenzialità di risposta ponendogli dei quesiti senza dargli modo di rispondere palesemente. Assai spesso sono presupposti di qualche altro comando e servono a distrarre l’emisfero dominante costringendolo a ricorrere al dialogo interno per rispondere alle domande, o per cercare di rispondervi, o anche soltanto per cercare di capire se debba rispondervi o, più ancora, se lo possa fare, benché di fatto non sia stata posta alcuna domanda.
Mi chiedo se tu sai quale mano si solleverà per prima
Sto riflettendo su quali possono essere le tue sensazioni di fronte alla prospettiva di entrare in ipnosi
Si utilizzano termini del tipo chiedersi, curioso, non so
E ora parlandoti come un bambino (ambiguità di portata, chi è il bambino? io o tu) mi chiedo se tu sai se entrerai in trance oppure no e in realtà non so neppure se sai qualcosa sulla trance. Ci sto riflettendo e sono proprio curioso di sapere se sei anche capace di rilassarti completamente e mi chiedo anche se tu sai quale mano si solleverà per prima, sarà la destra o la sinistra oppure entrambe...
6. Postulati di conversazione
Usando i postulati di conversazione si evita di impartire direttamente i comandi permettendo al cliente di rispondere oppure no evitando così l’istaurarsi di un rapporto autoritario.
Sono domande a cui è possibile rispondere si/no ma che tipicamente determinano una reazione piuttosto che una risposta si/no.
Es.
Sai che danno in tv stasera?, Sai le ore? Sei capace di chiudere la porta? La porta è aperta?
In ipnosi:
Puoi lasciare che la tua mani si sollevi
Puoi concentrare lo sguardo su quel punto?
Avrai gli occhi ben chiusi?
7. Ordini in forma negativa
Quando un ordine è dato in forma negativa, l’istruzione positiva è generalmente la cosa cui si reagisce.
Non è necessario che tu vada in ipnosi, ora.
Utile per i soggetti resistenti che si oppongono all’essere eccessivamente guidati.
In tal senso si possono utilizzare come doppio legame:
Prima di tutto si aumenta la simmetria per esempio dicendo: "Come suo terapeuta è in mio potere, farle fare un sacco di cose, e io intendo avvalermi di questo potere, perché devo fare il mio lavoro!"
A livello conscio il cliente si pone simmetrico e resistente. A questo punto il terapeuta è nella posizione di impartire istruzioni a livello inconscio, invitando a questo livello a esibire la reazione opposta che è quella che voglio:
"È molto importante che lei non impari nulla da gente che non conosce, e certamente lei non ha bisogno di stare seduto mentre è qui. Insisto dunque perché ascolti attentamente le mie parole, per cui non si rilassi e non lasci vagare la mente mentre parlo. Probabilmente lei non saprà come fare a generalizzare e utilizzare le cose apprese e la sua esperienza inconscia. E certamente non mi aspetto che applichi nessuna di queste stupidaggini alla vita reale e ci posso contare che una volta uscito di qui questi pensieri non la seguiranno"
Performativa perduta
Sono le frasi in cui manca (è perduta) l’indicazione della persona che dà la valutazione. È utile per far passare certe presupposizioni:
È un bene che lei si possa rilassare sempre più profondamente
Non è importante che lei sprofondi in questa sedia - Chi lo dice? Per chi è importante?
Apposizione di opposti - più.... più...
Un bilanciamento tra sistemi opposti è un processo biologico basilare che si fonda sulla struttura del nostro sistema nervoso.
La maggior parte dei sistemi biologici può essere concettualizzata come un bilanciamento omeostatico di processi che impedisce al sistema complessivo di deviare dall’ambito relativamente ristretto necessario a un funzionamento ottimale. Per spiegare alcuni dei fenomeni dell’ipnosi, è stato detto che ci sono delle alternanze in vari sistemi opposti, come per esempio il simpatico e il parasimpatico, gli emisferi cerebrali destro e sinistro, processi corticali e subcorticali...
Questo bilanciamento o apposizione di opposti è evidente anche a livello psicologico e sociale. Esistono tensione e rilassamento, motivazione e inibizione, coscienza e inconscio, eros e logos, tesi e antitesi.
Mentre questo pugno diventa più chiuso e contratto, il resto del tuo corpo si rilassa
Mentre il braccio si sente più leggero e si alza, le palpebre possono sentirsi più pesanti e si abbassano fino a chiudersi.
Mentre la fronte diventa più fresca le mani possono diventare più calde
Più all’inizio è teso, più in trance si può rilassare a fondo.
Negazione
Erickson crede che la semplice espressione di una negazione da parte del terapeuta possa innescare automaticamente la scarica di ogni inibizione e resistenza.
La ricerca ha dimostrato un altro valido aspetto di questa stretta giustapposizione tra positivo e negativo. Si è trovato che è molto più difficile capire una negazione che un’affermazione. L’uso di negazioni può generare una confusione che tende a depotenziare il limitato campo cosciente del paziente.
E tu puoi, no?
Puoi provare, o no?
Lo fai, non è vero?
Perché non lasciare che succeda
Non.. fino a che
È simile ai comandi in forma negativa ma è meglio definibile come un tipo di suggestione contingente. La suggestione ipnotica fa leva sulle risposte naturali e spontanee che si trovano nel normale repertorio del cliente.
Tu non lo farai lo farai fino a che il tuo inconscio non è pronto
Non devi entrare in trance fino a che non sei realmente pronto
Tu non saprai realmente quanto benessere proverai nella trance fino a che il braccio non si è abbassato lentamente per fermarsi sulla gamba
Non sapere/non fare
Invita a lasciarsi andare all’inconscio e alle risposte automatiche, crea dissociazione.
Quando si è rilassati, come è tipico della maggior parte delle esperienze di trance, il sistema parasimpatico predispone fisiologicamente a non fare piuttosto che a compiere uno sforzo attivo di fare. Analogamente, quando siamo rilassati e prevale l’inconscio, di solito proviamo una sensazione di benessere e non sappiamo in che modo l’inconscio stia svolgendo la sua attività.
Non devi sforzati a cercare di ascoltarmi perché il tuo inconscio da solo può farlo e rispondere
Non sai quando le palpebre si chiuderanno da sole
Puoi non sapere quale mano si solleverà per prima
La tu mente conscia si pone certamente molte domande, ma in realtà non sa quando l’inconscio ti lascerà abbandonare questa spiacevole abitudine. Non sai se accadrà prima o poi. Non sai se accadrà improvvisamente o, a mano a mano, per gradi. Però puoi imparare a rispettare il tuo modo naturale di fare le cose.
Doppi legami
1. Evitamento
Vorresti entrare in trance ora o più tardi/seduto o disteso?
Vorresti entrare in una trance leggera, media o profonda?
2. Conscio/inconscio
Se il tuo inconscio vuole che tu entri in trance, la tua mano destra si solleverà da sola. Altrimenti si solleverà al sinistra.
3. Doppio legame conscio/inconscio per doppia dissociazione
"Tu puoi svegliarti come persona, ma non hai bisogno di svegliarti come corpo, oppure tu puoi svegliarti quando il tuo corpo si sveglia, ma senza renderti conto del corpo."
"Puoi sognare ed essere sveglio anche se sei in trance o puoi comportarti come se fossi in trance anche se sei sveglio."
4. Doppio legame a non sequitur
Per usare parole di Erickson e Rossi: "nel doppio legame a non sequitur vi è similarità di contenuto fra le alternative offerte, senza tuttavia alcuna connessione logica. Non la si può capire né confutare e allora si tende ad accettarlo."
Si fa pensare che ci sia un’alternativa. Famose sono le ingiunzioni di Milton al figlio:
"Vuoi fare il bagno prima di andare a letto, o preferisci metterti il pigiama nella stanza da bagno?"
"Mentre metti via la bicicletta, chiudi la porta del garage"
Il compito sembra singolo - come si fa a rifiutare. Rifiutare significa forse che non si metterà via la bicicletta, che non si arriverà fino al garage?, che non si chiuderà la porta?
Il grado dello sforzo necessario per identificare ciò che uno deve rifiutare è di per se stesso una remora al rifiuto, si tenderà quindi a eseguire i compiti combinati piuttosto che star lì ad analizzare la questione.
È sempre un falso sillogismo che in ipnosi acquista potere quando si aggancia a qualcosa che sta già avvenendo:
"Mentre si siede su quella sedia, vada pure in trance"
"Mentre si rende conto che può ritornare in trance quando ne ha bisogno può svegliarsi"
Dissociazione conscio/inconscio
Serve a facilitare l’insorgere di fenomeni di trance. La si può evocare indirettamente con racconti della vita quotidiana nei quali intervengono schemi automatici o abituali di comportamento: camminare, essere assorti nei propri pensieri, guidare, scrivere, guardare da un finestrino, dimenticare un nome...
Il pensiero ha la velocità dell’elettricità. E ci sono bilioni di cellule cerebrali, e sono costantemente in attività. E tu avevi il tempo sufficiente di renderti conto solo di alcuni dei processi di pensiero che avvengono nel tuo cervello. E un solo semplice stimolo può far scaturire dalla tua mente inconscia tantissimi pensieri apparentemente scollegati.
La sua mente conscia potrebbe già sapere dove utilizzare queste cose, mentre la sua mente inconscia si occuperà di farlo nel modo giusto.
Doppia dissociazione:
Si comincia con una dissociazione normale per poi ripeterla invertita. Invertendo cioè i compiti attribuiti alla mente conscia e inconscia:
"La sua mente conscia può essere interessata a vedere cosa impara da quest’esperienza, e la sua mente inconscia può curarsi di imparare davvero da essa, o forse la sua mente inconscia le permette solo di avere interesse, mentre la sua mente conscia impara.
La formula è: "La sua mente conscia può fare X, mentre la sua mente inconscia farà Y, oppure la sua mente inconscia può fare X, mentre la mente conscia farà Y"
"E si potrebbe lasciare che sia la mente conscia a scegliere un luogo in cui utilizzare le cose apprese e incaricare l’inconscio di metterle in atto, oppure si può lasciare che sia il conscio a imparare qualcosa, e lasciare all’inconscio la scelta del tempo e luogo"

Ratifica e approfondimento della trance
Col termine ‘ratificazione’ si intendono tutte quelle comunicazioni che indirizzano l’attenzione del soggetto a quelle alterazioni prodotte dalla fissazione dell’attenzione e dalla dissociazione dei processi mentali. Il fatto di concentrare la consapevolezza del cliente sulle alterazioni che si sono prodotte tende a convincerlo che sono effettivamente avvenute delle cose inusuali.
E mentre ti parlavo, la tua respirazione è cambiata. La tua pressione sanguigna si è alterata. Il tuo tono muscolare si è alterato. I tuoi riflessi muscolari si sono alterati. Ora chiudi gli occhi e prova benessere. E più benessere provi, più in profondità scenderai in trance.
Distorsione temporale
Presente-Futuro
pensando alle cose che stai imparando qui adesso
puoi immaginare un momento futuro,
diciamo anni da adesso,
in cui stai godendo già da anni la maestria nelle tecniche
e guardi indietro al momento attuale
come quello che è stato l’inizio di tutto.
Presente-Passato
Non sono d’accordo con quello che dici.
So che sei abituato a non essere d’accordo
sapevo già che tu sei abituato a non essere d’accordo
Operatori modali
Indicano mancanza di alternative
Hai notato che non puoi aprire gli occhi?

Induzioni semplici e complesse
Le prime implicano un ricalco e guida verbale e non-verbale oltre al Milton Model; le seconde implicano anche un confusione verbale e non verbale e l’uso di strategie (doppi legami, piede nella porta, porta in faccia, debito, etc..) oltre che l’uso di metafore (comunicazione multilivello=ambiguità fonologica, sintattica, di portata, di punteggiatura).
Induzioni semplici (Ricalco e guida)
Ricalco e guida verbaleL’ipnotista è riuscito a effettuare il ricalco verbale del cliente quando quest’ultimo accoglie le verbalizzazioni che ascolta come una descrizione precisa della propria esperienza.
In altre parole, quando questi ha accettato la descrizione fattagli dall’ipnotista come un preciso resoconto della propria esperienza in corso, la linea di demarcazione tra la descrizione a opera dell’ipnotista dell’effettivo comportamento del cliente e quella che sarà la sua prossima esperienza diventa indistinta.
Tipicamente Erickson formulerà una serie di asserzioni, che il cliente potrà subito verificare, e le vincolerà a un’asserzione che descriverà il comportamento che egli desidera provocare nel cliente. La forza di questi vincoli potrà cambiare.
Occorre ricordare che l’ipnotista può riuscire a ricalcare l’esperienza interiore del cliente senza neppure sapere quale sia tramite descrizioni verbali che consentano al cliente di allucinare o di proiettare la sua esperienza in atto sulle descrizioni che l’ipnotista va facendo. L’ipnotista che impiega con abilità questa tecnica di ricalco fa ampio uso dei processi universali del modellamento umano: cancellazione, deformazione, generalizzazione.
Ciò lascia al cliente ampia possibilità di scelta di interpretazione, allucinazione o proiezione. Con questo artifizio il cliente viene impegnato più attivamente nel procedimento di induzione di trance o nel comportamento in trance profonda.
L’accorta cancellazione di parti della rappresentazione linguistica completa – la struttura profonda – spinge il cliente ad attivare altre strutture profonde per recuperare il significato completo. Ciò dà luogo a un processo in cui il cliente origina e seleziona delle strutture profonde grazie alle quali sarà possibile che:
1. il cliente partecipi attivamente, impegnando completamente l’emisfero dominante
2. le verbalizzazioni dell’ipnotista ricalchino efficacemente l’esperienza del cliente
3. il cliente sia libero di impiegare le proprie risorse nel processo di recupero del significato completo
Tale tecniche funzionano perché la mente cosciente funziona per associazioni e l’uso dei termini di transizione rende il tutto logico (falso sillogismo).
Occorre perciò legare le informazioni sensorialmente basate a quelle non-sensorialmente basate (con legami finali di causa/effetto poiché la persona deve arrivare a credere che il non sensorialmente basato è conseguenza diretta del sensorialmente basato) nelle quali evocherò col condizionale, con un linguaggio abilmente vago e comprendo possibilmente tutta la gamma di risposte possibili i sintomi della trance (attenzione focalizzata all’interno). Alla fine le suggestioni si confondono col sensorialmente basato.
Si tratta di falsi sillogismi. Pensiamo che ciò che appare logico e segue la tipica argomentazione in cui, posto qualcosa come premessa, qualcos’altro ne deriva come necessaria e logica conclusione. A volte partendo da presupposti fondati si può giungere a conclusioni errate:
1. Gli esseri umani sono dei mammiferi, 2. i conigli sono mammiferi, 3. dunque gli esseri umani sono conigli.
In ogni caso malgrado l’apparente permissività il tono con cui dite le cose deve essere di certezza (paraverbale e anche cnv).
Sul piano del non verbale posso guidare la persona col corpo (dopo il ricalco vado in trance anche io)
quest’ultime tecniche si chiamano ricalco e guida non verbale:
Una prima forma di induzione e l’uniformazione della velocità delle vostre parole al ritmo respiratorio dell’altro (ricalco) per poi cominciare a rallentarle (guida). Un altro modo e il cambiamento di tono e funziona anche da ancora: tutte le volte che indurrete la trance cambiarete il vostro tono di voce. È importante non partire subito con un tono di voce alterato ma cominciare a cambiarlo mentre l’altro comincia ad andare in trance così da creare un’ancora e così da effettuare un ricalco efficace perché poi quando altererete e rallenterete ancora di più il vostro tono di voce l’altro vi seguirà. È proprio ciò che Bandler definisce come l’istaurazione di un circuito di retroazione: "Mi sono trasformato in un complesso apparecchio per il biofeedback a suo beneficio. Ho osservato i cambiamenti nella colorazione della pelle, e mentre la colorazione della pelle cambiava, io molto lentamente ho cominciato a cambiare il mio tono di voce, da uno molto normale a uno molto diverso. Inizialmente ho cambiato tono di voce alla cadenza e al ritmo con cui cambiava lei. Poi, cambiando voce sempre più nella stessa direzione, l’ho potuta condurre sempre più a fondo in uno stato alterato." (Richard Bandler, John Grinder, Ipnosi e trasformazione, Astrolabio, 1983 Roma, p. 120)
Il cambiamento di tono su alcune parole chiave è chiamata sottolineatura analogica.Nella sottolineatura analogica non c'è la peak experience come nell'ancoraggio ma la sottolineatura analogica (paraverbale, non verbale) ripetuta molte volte diventa l'equivalente di un'ancora.Per esempio muovo la mano in un certo modo quando evoco un particolare stato: di ipnosi, potere o motivazione. Poi dopo molte volte quando chiedo di fare una cosa posso usare la stessa sottolineatura analogica per comunicare direttamente all'inconscio ciò che deve fare. Posso dire: "E ora, un'altra parte di te sa già cosa fare..." e sottolineo.
Spiega Bandler: "Potrei per esempio parlarvi di persone che sono veramente capaci di rilassarsi, di persone che possono permettersi di essere a proprio agio nella situazione in cui si trovano. Oppure potrei raccontarvi una storia su un mio amico che sa apprendere facilmente come andare in trance profonda. [...] Queste cose costituiscono dei messaggi distinti all'interno del messaggio manifesto, e il vostro inconscio li identificherà e vi reagirà in modo appropriato. A questo punto, per molti di voi io ho associato un certo tono di voce e un certo gesto alle parole rilassamento e trance. Ora non devo far altro che usare sempre più spesso quel tono di voce, e il vostro inconscio saprà cosa fare. Quel tono di voce trasmette il messaggio in modo molto più efficace che se vi dicessi di andare in trance, perché aggira la vostra mente conscia. [...] Un termine come 'rilassamento' è di per sé un'ancora [...] Per capire cosa intendo dire [...] voi dovete accedere alla vostra personale esperienza [...] Voi disponete di un frammento d'esperienza che vi permette di capire la parola stessa. E nel momento stesso in cui vi sentite a vostro agio, io associo questa esperienza a un dato tono di voce. Adesso il mio tono di voce diventa un'ancora per quella risposta."(Ipnosi e trasformazione, pp. 70-71) In altre parole la sottolineatura analogica diventa uno strumento del mestiere dell'ipnostista da potersi usare in qualsiasi tipo di induzione egli voglia usare, è ottima per esempio per l'evocazione di stati di trance naturali mentre all'interno della trance la si può usare per marcare certe parole per l'inconscio mentre altre sono dirette al conscio nella doppia dissociazione, oppure per indurre la levitazione del braccio la parola elevare può essere nascosta più volte in un racconto e viene diretta verso la mano, è ottima anche nelle frasi che contengono ambiguità: "L'ipnosi è una cosa che può elevare lo spirito e molto altro ancora, ma occorre che venga messa in mano a coloro che sono di fronte a molte possibilità anche se a volte mentono"
Una forma più completa è che andiate voi stessi in trance:
"Posso ricalcare la sua dilatazione delle pupille dilatando le mie e poi, quando lo guardo, cominciare a sfuocare lo sguardo sempre di più, via via che mi segue. L osguardo sfuocato è un buon indicatore di stato di trance, perché è associato a un’elaborazione interna, mentre mettere a fuoco significa rivolgersi al mondo esterno.
Posso uniformarmi al suo battito delle palpebre e pìoi gradualmente sbattere le mie più spesso e più lentamente, sino a quando non ottengo che chiuda gli occhi. Posso rispecchiare il suo tono muscolare e poi lentamente rilassare i miei muscoli, per aiutarlo a rilassarsi. Quando ricalcate e guidate in modo non verbale, non c’è alcun bisogno di parlare. Non dovete far altro che rispecchiare per ottenere rapport, e poi lentamente mettervi in uno stato alterato di coscienza, assicurandovi che l’altra persona vi stia seguendo." (Richard Bandler, John Grinder, Ipnosi e trasformazione, Astrolabio, 1983 Roma, p. 51)
Più raffinato è il ricalco anticipato (conosco cosa fa la persona quando comincia ad andare in trance) e la rcialco anticipatamente in modo che questo funzioni come un ancoraggio.
Si tratta sempre di una guida indiretta e quindi non assume il tono autoritario di un comando: "Mi chiedo se tu possa sentire il piacevole contatto delle ciglia con la tua cute". Per sentirlo può solo chiudere gli occhi. Potete accompagnare il vostro verbale con il non verbale chiudendo voi stessi gli occhi o accompagnando la parola con un gesto della mano.
Nel’induzione 5-4-3-2-1 posso partire dal sistema rappresentazionale dominante che sta usando la persona in quel preciso momento per poi sovrapporre gli altri (questa è la tecnica dei sistemi rappresentazionali sovrapponentesi che in parte è simile alla tecnica di autoipnosi della moglie di Erickson: prima 3 affermazioni visive poi 3 auditive poi 3 cinestesiche per poi scalare a due a uno).
Se ascoltiamo i termini usati dal cliente ci rendiamo conto di cosa è cosciente di quale/i canale/i sta utilizzando a livello conscio per elaborare le informazioni e per entrare in contatto con la realtà. Quello è il suo stato di coscienza "normale" in quel momento: "se sapete cosa significa per una persona essere in uno stato normale, in termini di sistemi rappresentazionali, avrete anche un’eccellente indicazione di quale sarebbe per lei uno stato alterato: qualsiasi altra cosa." (Richard Bandler, John Grinder, Ipnosi e trasformazione, Astrolabio, 1983 Roma, p. 52)
Per far passare la persona dallo stato alterato a quello ordinario la tecnica è sempre quella del ricalco e guida: ricalcare cioè i suoi sistemi rappresentazionali per poi guidarla attraverso la sovrapposizione ad altri sistemi che non sta utilizzandov e passare da VAKOG esterni a VAKOG interni.
Posso anche aiutarmi facendola riaccedere a uno stato precedente di trance:
1. La persona ha avuto già altre esperienze ipnotiche: posso chiederle di porsi nella stessa postura, sulla stessa sedia e ricordare come esattamente era (VAKOG completo). Per poter riaccedere alle informazioni necessarie deve porsi in uno stato di trance.
2. Posso far immaginare come sarebbe:
Come sarebbe se...; cosa accadrebbe... prova a immaginarti...
Potete immaginare tutte le componenti (VAKOG):
Che aspetto avresti se fossi in trance profonda? Creeresti delle immagini interne? Come ti sentiresti? Come sarebbe la tua respirazione? il tuo tono muscolare? Come sentiresti la mia voce? ti diresti qualche cosa?
3. Posso evocare stati di trance naturali (riaccesso a uno stato naturale di trance).Quest'ultima è una tecnica particolarmente importante che può essere efettuata in modo indiretto cioè tramite il racconto e la metafora. Nell'ipnosi Ericksoniana non ho bisogno di dire al cliente che cosa deve fare in modo diretto, non devo dire di cercare di rilassare parti del suo corpo o immaginare di sprofondare nella sedia o altro. L'ipnosi Ericksoniana parte dall'assunto che è facile entrare in trance, che nella vita di ogni giorno abbiamo degli stati di trance naturale. Quando volete creare un certo fenomeno ipnotico potete attingere a contesti della vita quotidiana nel quale quel fenomeno è una risposta naturale, non c'è nulla di imposto. Per esempio, la dissociazione può essere indotta raccontando del riflesso del proprio viso sul finestrino del treno mentre la campagna passava davanti a voi ed eravate presi dalle vostre fantasticherie. Se vogliamo alleviare il dolore dobbiamo solo pensare a contesti in cui non provereste dolore fisico. Le domande che ci si dovrebbe sempre porre quando vogliamo indurre una trance sono:1. Che cosa voglio? 2. In quali contesti ciò avverrebbe naturalmente? Quella sarebbe la reazione appropriata?
L'alleviamento del dolore si crea quando la nostra attenzione è focalizzata altrove. Se la nostra attenzione conscia è completamente saturata (si superano i 7 + o - 2 pezzi di informazione) allora non sentiamo più dolore. È famose il racconto che fece Milton a una signora che stava morendo di cancro gli disse: "Che cosa farebbe se proprio adesso quella porta si dovesse spalancare e lei guardando dovesse vedere una grande e enorme tigre affamata che si lecca i baffi e guarda solo lei, quanto dolore pensa che sentirebbe?" (in effetti il racconto era in un certo modo isomorfo alla situazione attule della paziente che stava per morire).
Per abbassare la soglia del dolore si possono evocare ogni sorta di stati in cui questo è possibile, l'importante è far immaginare o ricordare cose a dispossizione nella mappa del cliente, così possiamo star certi che avra provato la sensazione di immergere la mn nell'acqua gelata o nel ghiaccio, la sensazione dell'anestesia del dentista (che poi potrà essere spostata in altre parti del corpo), l'eseprienza di avere la mente altrove, di essere cioè dissociato dal corpo tanto da non sentire certi dolori o da non accorgersi di essersi fatto male...
Ci sono moltri altri fenomeni che possono essere evocati per mezzo di racconti. L'amnesia può essere evocata raccontando di nomi sulla punta della lingua che non riescono a essere ricordati, di una lavagna che viene cancellata. Può essere evocata anche con una interruzione di schema oppure con una dissociazione sui sistemi rappresentazionali: "Per esempio, se la persona è molto specializzata sul canale visivo, potrei praticare una induzione di sovrapposizione e portarlo a uno stato di coscienza in cui predomina il canale cenestesico. quando ritorna al suo stato normale di coscienza, automaticamente avrà amensia per l'esperienza di trance. Non avrà alcun modo di avere accesso all'informazione, perché la sua coscienza è di tipo visivo, e lo stato alterato di esperienza era cenestesico. 'Lui', la sua parte visiva non ne sà niente. Ogni volta che alterate radicalmente lo stato di coscienza di una persona, e poi improvvisamente lo riportate al suo normale stato, senza creare un ponte tra questi due stati, lei tenderà ad avere amnesia per ciò che è avvenuto quando la sua coscienza era alterata. Nello stato normale, non ha modo di accedere a quella informazione; essa è collegata a un altro stato di coscienza. Nelle forme blande di questo fenomeno, sono state fatte delle ricerche sull'apprendimento. È stato scoperto che se si memorizza una data informazione mentre si ascolta la musica, più tardi si sarà molto più propensi a ricordarla se si ascolterà nuovamente della musica. Sarete molto più propensi a ricordare le cose che avete imparato quando avete bevuto del caffè, o avete alterato in qualche modo la vostra coscienza, se riberrete del caffè o altererete la vostra coscienza allo stesso modo. " (Ipnosi e trasformazione, p. 206) Questi sono esempi dove l'amnesia viene prodotta in modo naturale e dove non c'è alcun ordine diretto a riguardo. Ciò è possibile atraverso la misdirection o dirizione dell'attenzione sul canale sbagliato rispetto a quello in cui l'informazione è immagazzinata. Per esempio, dirigendo l'attenzione dell'interlocutore in alto sulla vostra mano (accesso visivo) e chiedendo che cosa è stato appena detto, se continuate a portare l'attenzione della persona in alto questa avrà difficoltà a recuperare le informazioni.
L'ipermnesia invece può essere prodotta con racconti di un provviso rendersi conto di qualche novità per la strada o del ricordo di qualcosa che non si riusciva a ricordare. La regressione d'età la si può evocare tramite racconti di giochi, di come si è imparato a camminare a leggere e a scrivere, le fiabe, oppure un odore, quello della vostra camere dell'infanzia o del vostro gioco preferito, o l'odore del profumo della nonna o della camera dei genitori...
La distorsione temporale è facilmente realizzabile con racconti rigurdanti la guida in automobile: di come a volte il tempo sempbra passare in un baleno e vi ritrovate già nel luogo di destinazione o scoprite che sono passate già due ora quando pensavate che fossero passati solo 20 minuti, altre volte invece il viaggio non sembra finire più, guardate l'orologio e scoprite che è passata solo mezzora e questa mezzora vi sembrava un'eternità. L'approccio naturalistico insegna che la resistenza non esiste perché il cliente vuole cooperare solo se gli viene fornito lo stimolo giusto allora vi ringrazierà per questo con la fenomenologia adeguata perché troverà che le sue esigenze sono state accolte ed esaudite.

Induzioni complesse (sovraccarico e blocco dell’emisfero dominante, guida della mente inconscia)
1. Induzione fulcro
2. Interruzione dello schema
3. Sovraccarico
3. Potere personale
4. Cumulazione di realtà
5. Metafore
6. Sottolineatura analogica
7. Doppi legami
8. Disseminazione
9. Identificazione in trance profonda

Induzione fulcro (si può considerare una particolare forma di interruzione di schema che fa uso del corpo del cliente):
Si fa fulcro su una componente fisica della persona come modalità per indurre uno stato di coscienza alterato.
Stretta di mano alla Milton Erickson
1. Ricalco
2. Stretta di mano prolungata con distrazione dell’attenzione
3. Mentre stringi la mano dai la sensazione di lasciarla per poi riprenderla lievemente più volte con le dita e col mignolo la trattieni. Alla fini la lasci piano piano in modo impercettibile lasciando anche la tua sospesa.
In questo caso si è fatto affidamento sull'ambiguità cenestesica (la persona non riesce più a capire il preciso momento in quel gli lasciate la mano)
"Nel momento in cui Erickson comincia a rilasciare la mano in quel modo delicato, incerto, il soggetto guarda spontaneamente il viso e gli occhi di Erickson per avere una risposta alla domanda che sta sorgendo in lui: che cosa sta succedendo? A questo punto Erickson aumenta la confusione focalizzando lo sguardo su un punto alle spalle del soggetto. Alla vana ricerca di un contatto di sguardi, il soggetto ha la particolare sensazione di non essere visto, di essere 'attraversato dallo sguardo', e le domande si moltiplicano, mentre la confusione riguardo alla situazione aumenta. A questo punto Erickson accresce ulteriormente questa confusione borbottando qualcosa d'incoerente [...] In quel preciso momento il soggetto è sospeso in una totale, concentrata e indagatrice attenzione, Erickson impartisce una suggestione chiara, concisa e chiarificatrice, che sarà afferrata dal soggetto come mezzo per porre fine allo scomodo stato d'incertezza." (L'esperienza dell'ipnosi, pp. 75-76)
L'induzione fulcro si può intedendere anche come un incorporazione di fenomeni naturali che vengono in seguito attribuiti alla potenza dell'ipnotista. Il concetto è comunque quello del pacing and leading (ricalco e guida). Per esempio anche l'induzione di chiusura degli occhi tramite la fissazione di un punto è basata sul ricalco e guida ma è anche una induzione fulcro perchè fa leva su una componente fisica (la stanchezza degli occhi, la pesantezza delle palpebre, la sfocalizzazione dello sguardo e altri fenomenicome l'alterazione della percezione)

Interruzione di schemaSi rompe uno schema abituale che si usa normalmente in una comunicazione in modo da creare confusione, focalizzare l’attenzione e avviare perciò uno stato di trance:"Se riuscite a identificare un qualsiasi schema comportamentale rigido di un essere umano non dovete far altro che dare il via a quello schema e poi interromperlo." (Ipnosi e trasformazione, p. 83) Poiché uno schema è un TOTE inconscio è come una attività unica, la persona non presta attenzione alle varie fasi: "Nel momento in cui io allungo il braccio per stringerle la mano, lei allungherà il suo. A quel punto, io opero un’interruzione, afferando con la sinistra il suo polso e sollevandole leggermente la mano. Lei si troverà per un istante senza un programma, poiché non esiste nessun passo successivo da compiere. [...] Nessuno è mai passato dal punto di mezzo di una stretta di mano a nessuna altra cosa. A quel punto vi trovate con un fulcro. Non dovete fare altro che fornire le istruzioni adeguate, che tipicamente saranno seguite. In questo caso, le istruzioni potrebbero essere: "Lascia che il tuo braccio scenda, ma solo alla stessa velocità con cui i tuoi occhi cominciano a chiudersi mentre tu entri in uno stato più profondo di quanto tu pensassi..." (p. 83) In altre parole fornite alla persona il programma da seguire, poiché al momento, in quel’attimo è sprovvista di piani di comportamento.
Si può anche procedere con una amnesia di quanto è avvenuto con frasi del tipo:"E lascia che la tua mano scenda sino a toccare la mia, e a quel punto l’afferrerai e me la stringerai come se non fosse avvenuto nulla d’insolito". A quel puinto stringete la mano e dite "Molto lieto!" parlando subito di qualcos’altro o focalizzando l’attenzione "Scusi il suo nome?".
Si può anche utilizzare qualsiasi gesto normale, un qualsiasi schema socialmente accettato per poi esasperarlo continuando però a parlare come se niente fosse e senza attirare l’attenzione sul gesto (rimango serio e congruo).

SovraccaricoPosso dire cose opposte una in seguito all’altra, oppure dire una cosa sul piano verbale e una completamente opposta sul piano non verbale (passa la suggestione non verbale), posso parlare velocemente con un linguaggio confuso o difficile, posso dare molte informazioni su più canali sensoriali, toccare la persona distogliere l’attenzione, etc.. (la usano gli zingari per rubare - vedi anche prestigiatori=misdirecting)

Cumulazione di realtà (è una forma di sovraccarico)Cumulo realtà differenti aprendo storie (vedi metafora windows) una dopo l’altra senza chiuderle.
Sottolineatura analogicaNella sottolineatura analogica non c’è la peak experience come nell’ancoraggio ma la sottolineatura analogica (paraverbale, non verbale) ripetuta molte volte diventa l’equivalente di un’ancora.
Per esempio muovo la mano in un certo modo quando evoco un particolare stato: di ipnosi, potere o motivazione. Poi dopo molte volte quando chiedo di fare una cosa posso usare la stessa sottolineatura analogica per comunicare direttamente all’inconscio ciò che deve fare. Posso dire: "E ora, un’altra parte di te sa già cosa fare..."

Doppio legamePer esempio metto la persona in una posizione scomoda (uso tecniche simili all’ipnosi dinamica) chiedendo per esempio di continuare a fissare il centro della sua mano (dopo la tecnica di induzione fulcro) posta in alto mentre il busto lo reclino all’indietro per poi dire con tono di sfida: "Ora prova a rimanere in questa posizione se ci riesci; se dovessi avvertire il bisogno di muoverti e di far calare il braccio ciò vuol dire che ti stai rilassando per entrare in uno stato di trance.
Tecniche strategiche"Più di una volta mi è successo di far prendere la sedia a un paziente, fargliela spostare in un altro punto della stanza, e immediatamente cominciava a parlare dei suoi problemi e a darmi le informazioni che aveva bisogno di darmi. In realtà lasciava tutte le sue resistenze nell’orientamento spaziale che aveva quando era seduto su questa sedia. [...] La sedia nella vecchia posizione rappresenta i vecchi schemi di pensiero e di comportamento del paziente. Lo spostare la sedia in una nuova posizione rappresenta la disponibilità del paziente a guardare se stesso in modo nuovo" (pp. 17-18 L’esperienza dell’ipnosi)
Altro esempio:
"Quel dottore col quale per due ore feci tutto quello che potevo per metterlo in trance aveva certamente un bel po’ di resistenza inconscia. E poi, quando lo portai nell’altra stanza per presentarlo alla signora Erickson, le sue resistenze erano state cumulate, e lasciate lì nello studio. (p. 26)
Tecnica diversa:
"Molto spesso faccio mettere i miei pazienti in trance profonda da qualcun altro; specialmente quei pazienti che sono del tutto resistenti, e non si permetterebbero mai che sia il medico a farlo. Di solito cerco di far sì che oppongano tutta la resistenza possibile a me, in modo da poter catalizzare tutta la loro resistenza, e non lasciarne nessuna verso la persona che si accinge a metterli in trance." (p. 25)
Identificazione i n trance profondaIdentificazione in trance profonda Bandler paragona l'identificazione in trance profonda con le possessioni vodoo. In effetti l'identificazione in trance profonda è un fenomeno ipnotico che consente a un individuo di acquisire l'identità di qualcun'altro sino ad acquisire inconsciamente alcune delle sue capacità. Questa tecnica è stata usata da Bandler e Grinder quando hanno voluto modellare Milton Erickson. Bandler spiega che per ottenere una vera e propria identificazione profonda occorre per prima cosa eliminare l'indentità della persona, creare cioè una sorta di amensia riguardo a ciò che è tramite per esempio una regressione d'età totale per poi acquisire la personalità della persona che si vuole modellare. Una tecnica efficace per ottenere tutto ciòè quella di imamginare di avere davanti a sé il libro del tempo nel quale ci sono le fotografie di tutta una vita e ad ogni pagina si è totalmente a quella età. Sfogliando le pagine a ritroso si torna sempre più indietro e avrai l'età che avevi allora, sapendo solo le cose che sapevi allora e niente più. Quando è il soggetto è arrivato all'età infantile si può dire: "E ora sei curioso di andare in soffitta perché sai che ci sono abiti con cui potersi travestire per cambiare di identità e quando comincia a indossare quegil abiti ti dimentichi di tutto, di essere bambino e comincia a diventare quella eprsona che non conosci ma che il tuo inconscio sa chi è e puoi assumere il tono di voce di quella persona, le reazioni e i movimenti di quella persona e il comportamento e per i prossimi minuti che sei lì prenditi tutto il tempo necessario per crearti inconsciamente una personalità basata unicamente su ciò che conosci di quel particolare essere umano e fra dieci minuti i tuoi occhi si spalancheranno spontaneamente e sarei completamente quel particolare essere umano." (Ipnosi e trasformazione, pp. 198-199)

Utilizzazione
Le tecniche di utilizzazione di tipo ipnotico tendono ad aiutare la persona senza che questa abbia consapevolezza di cosa effettivamente è successo (la risposta è involontaria come se venisse da fuori). Ciò vuol dire che il risultato non può più essere riprodotto dalla persona a suo piacere. Quindi il rapporto ipnotico tende a creare dipendenza e una aspettativa magica nel cliente. Ad ogni modo le tecniche di utilizzazione Ericksoniane sono sempre rispettose dell’individualità poiché se l’inconscio non ritiene utile (non è ecologica) la suggestione la tecnica non avrà efficacia.
Erickson tramite i suoi racconti permetteva al cliente di recuperare le risorse necessarie e queste risorse andavano messe in un ordine preciso (vedi strategie e catene di ancore) al fine di dare l’obiettivo desiderato.
Nell’ipnosi Ericksoniana vengono date istruzioni di processo senza alcun contenuto specifico. Sono istruzioni che precisano molto bene il "come fare" per poter passare dallo stato presente a quello desiderato rimanendo però molto aspecifici riguardo il contenuto.
Questa tecnica presenta notevoli vantaggi:1. Ecologia2. Non ho bisogno di conoscere i dettagli della vita dell’altra persona né i contenuti specifici del suo problema.3. Impegno attivamente l’interlocutore in una ricerca trasderivazionale per sopperire al contenuto
Spiegano Bandler e Grinder:"Quando date delle istruzioni di processo, usate una quantità di parole quali ‘conoscenza’, ‘risorsa’, ‘curiosità’. Questo tipo di termini, li chiamiamo nominalizzazioni. In realtà sono dei termini che indicano un processo e che sono utilizzati come sostantivi. Se trasformate una parola come ‘conoscenza’ in un verbo, ‘tu conoscerai’, vi rendete conto che viene soppressa una grande quantità di informazioni. Conoscerete che cosa? Se qualcuno usa le nominalizzazioni quando vi sta parlando, vi costringe a penetrare all’interno di ciò che dice per capirne il significato. Se un cliente vi dice: "Beh, io cerco soddisfazione", voi potete tramutare la soddisfazione un verbo e chiedere: "In che modo sta cercando di essere soddisfatto?". oppure: "Di che cosa vorrebbe essere soddisfatto?". Ma se non lo fate, dovrete sopperire voi al pezzo mancante. Questo fa la maggior parte dei terapeuti con ciò che i loro clienti dicono. Essi allucinano ciò che la persona intende dire. Se io mi limito a dire: "Io ricerco un sostegno", dovrete penetrare in quello che dico e scoprire da soli cosa significa quando qualcuno dà sostegno a qualcun altro.
Ogni volta che scelgo dei modelli verbali che non si riferiscono direttamente all’esperienza sensoriale, vi obbligo a partecipare attivamente al processo della loro comprensione. Ogni volta che lo fate, compiete un processo che noi, incomprensibilmente, abbiamo chiamato, ‘riceca transderivazionale’. La persona prende le parole che le proponete e le collega alla propria esperienza personale. Come ipnotista, io utilizzo il fatto che la persona compie naturalmente questa operazione. Inizio col proporre un linguaggio farcito di nominalizzazioni. Non ho alcuna idea di quale sia il significato di queste nominalizzazioni, ma il mio cliente vi inserirà ciò che è più appropriato a lui stesso." (Ipnosi e trasformazione, p. 116)

Le fasi dell’utilizzazione saranno:
1. Stimolo risorse
2. Associamento dello stimolo con un esperienza del cliente
3. Causa/effetto nel presente
4. Causa/effetto nel futuroCreo dei rapporti di causa/effetto tra il lavoro effettuato in seduta e gli eventi quotidiani che sicuramente il cliente svolgerà è meglio se la descrizione è vaga e copre tutte le possibilità di risposte possibili.
CASOUna persona non motivata ad alzarsi.
Risorse necessarie: V=immagine in movimento, luminosa, vicina e definitaA=Suono sicuro e potenteK= sensazione del corpo in movimento
1. Io quando mi alzo mi sento come in un film...;
2. non so se ti è mai capitato di andare al cinema e metterti in prima fila, etc....
3. e il tuo guardarmi in questo modo mi fa capire che una parte di te si sta già comportando in modo diverso
4. E presto, nei prossimi giorni quando ... (una fatto che sicuramente avverrà) potrai notare questa particolare sensazione crescere dentro di te
Nel frattempo ricalco in modo verbale e non verbale e cambio la fisiologia (ricalco e guida) e calibro continuamente le risposte del cliente (flessibilità)
I rapporti di causa effetto creano un tutto unico nel quale le mie suggestioni si confondo non l’esperienza del cliente e ciò crea una ristrutturazione (ampliamento della mappa)

Schema completo del fenomeno ipnotico
1. Costruzione del rapporto terapeutico tramite il ricalcoSe identifichiamo anche i valori e le convinzioni e si eviteranno in seguito fenomeni di resistenza (ciò permette di confezionare un regalo su misura:tailoring)
2. Definire lo stato problemaRaccogliere le informazioni nelle 5 aree distoniche (famiglia di origine; famiglia acquisita; sesso; hobby/lavoro; disturbi del comportamento) in maniera indiretta tramite metafore, racconti personali (riconoscere i gesti di assenso e dissenso) e in maniera diretta (metamodello).
3. Definire le tentate soluzioni.
4. Definire lo stato desiderato cioè l’obiettivo da raggiungere, assicurarsi che l’obiettivo sia bene formato e graduale (chunking down in piccoli obiettivi graduali). Creare una aspettativa positiva.
5. Chiedersi cosa impedisce al cliente di raggiungere il risultato e identificazione delle risorse necessarie.Ciò presuppone la capacità di definire lo stato presente del cliente e di allucinare le risorse necessarie e i passaggi necessari per passare da uno stato all'altro e di farlo su se stessi.
6. Induzione di trance
7. Riconoscimento della trance
8. Utilizzazione
9. Ricalco nel futuroConsente di definire dei rapporti di caussa-effetto fra il lavoro effettuato in trance e gli eventi quotidiani, così da generalizzare il cambiamento al di fuori della seduta. Perché la sugegstione post-ipnotica abbia sicuramente effetto la si può associare a eventi che il cliente sicuramente sperimenterà coprendo tutte le risposte possibili.
10. De-induzione
Per giungere a tale efficacia è necessario:1. La congruenza (potere personale)2. Calibrazione e flessibilità 3. L’esemplificazione. La capacità di ridurre le variabili complesse in variabili semplici.
fonte: http://ipnosi.interfree.it/

giovedì 3 febbraio 2011

Le esperienze ai confini della morte, anche note come NDE

Le esperienze ai confini della morte, anche note come NDE (acronimo per l'espressione inglese Near Death Experience, a volte tradotto in italiano come esperienza di pre morte) sono esperienze vissute e descritte da soggetti che, a causa di malattie terminali o eventi traumatici, hanno sperimentato fisicamente la condizione di coma, arresto cardiocircolatorio e/o encefalogramma piatto, senza tuttavia giungere fino alla vera e propria morte.
Indice[nascondi]
1 I diversi tipi di esperienze
2 Ipotesi e studi
3 Il contributo di Pim van Lommel
4 NDE di persone illustri
5 Esperienza di Jung
6 Esempi storici
7 Note
8 Voci correlate
9 Collegamenti esterni
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I diversi tipi di esperienze [modifica]
Questi soggetti, una volta riavutisi, hanno raccontato di aver vissuto esperienze che si possono dividere in due grandi gruppi:
esperienze ultraterrene: il soggetto vive un'esperienza ultraterrena, vedendo a volte strane entità o parenti morti, e attraversando luoghi come tunnel di luce o spazi aperti che molti identificano in base alla religione praticata (paradiso, inferno, ecc.);
esperienze extracorporee: il soggetto si allontana in volo dal suo corpo ed assiste agli eventi che accadono intorno a sé (ad es. alle cure mediche) "dall'esterno".
Ipotesi e studi [modifica]
I racconti dei sopravvissuti alla morte (ad esempio rianimati dopo una grave crisi) e dei soggetti risvegliatisi dal coma costituiscono un corpus di testimonianze che ha alcune caratteristiche apparentemente omogenee: molte volte infatti le esperienze vissute sono simili fra loro, il che ha portato vari studiosi a formulare diversi tipi di teorie.
Le teorie sulle "NDE" si dividono in due tipologie:
teorie scientifiche, che mettono in relazione il fenomeno con peculiari alterazioni transitorie di tipo chimico, neurologico o biologico, tipicamente presenti nel corpo umano in condizioni particolari come quelle prima descritte, quali l'ipercapnia ovvero l'impiego di farmaci. Va osservato che la ketamina somministrata a dosaggi sub - anestetici determina nell'assuntore sensazioni analoghe alle esperienze ai confini della morte. Sul piano psicologico, le percezioni potrebbero essere interpretate come racconti di tipo autoconsolatorio e rassicurante, elaborati per descrivere in modo chiaro e definito le confuse sensazioni che si accompagnano al momento del risveglio dal coma, come ad es. la forte luce presente nella stanza (descritta come tunnel di luce da cui si esce con il risveglio).
teorie parapsicologiche, metafisiche e soprannaturali, che collegano le esperienze di pre-morte a una sorta di presa di contatto anticipata con l'aldilà, durante la quale il soggetto ha modo di esperire direttamente la separazione fra anima e corpo e la sopravvivenza dell'anima come entità spirituale, rispetto alle spoglie mortali.
Il più noto studioso di questi fenomeni è il medico e psicologo americano Raymond Moody.
Negli ultimi anni hanno dato un rilevante contributo a questi studi e alla loro divulgazione, a partire dal 1989, anche il teologo francese François Brune e a partire dal 2001 anche il medico olandese Pim van Lommel.
Insieme ai lavori svolti in ambienti controllati e pubblicati su riviste mediche o specialistiche[senza fonte], la letteratura sulle esperienze ai confini della morte è anche ricca di alcuni sensazionalismi e di resoconti apparentemente sensati ma non scientifici.
Inoltre, data la sua natura, l'argomento ha fatto nascere tantissime polemiche in ambito scientifico a causa del tentativo, da parte di alcune persone, di dare una spiegazione alle esperienze ai confini della morte in base al loro sistema di credenze religiose.
Il contributo di Pim van Lommel [modifica]
Da un punto di vista strettamente scientifico, il contributo a tutt'oggi più approfondito è probabilmente quello di Pim van Lommel, un cardiologo olandese che insieme ad altri colleghi nel 2001 pubblicò sulla prestigiosa rivista medica “The Lancet” i risultati di uno studio condotto per oltre 10 anni su 344 pazienti. Lo studio, condotto con metodi statistici, aveva come obiettivo la verifica dell'esistenza o meno delle NDE. Più specificamente, lo scopo fu quello di verificare se ciò che chiamiamo coscienza e memoria fosse un fenomeno dell'attività cerebrale o se fosse indipendente da questa.[senza fonte] Dopo una lunga disquisizione sui metodi adottati, sui pazienti, sulle medicine usate negli interventi etc. van Lommel e colleghi conclusero che i fenomeni riscontrati potevano essere spiegati solo assumendo che la coscienza non fosse un semplice epifenomeno dell'attività cerebrale.[senza fonte] Data la prestigiosa natura della rivista nella quale lo studio fu pubblicato[senza fonte], ben presto nacque una polemica tra i sostenitori della natura puramente materialistica della coscienza e Van Lommel.[1]
L'attacco più conosciuto venne dalle colonne di Scientific American, firmato da Michael Shermer, al quale van Lommel indirizzò una circostanziata replica.[2]
NDE di persone illustri [modifica]

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Carl Gustav Jung[3]
Gianfranco Funari[4]
Cino Tortorella[5]
George Foreman[6]
Esperienza di Jung [modifica]
Una tra le più famose esperienze di questo tipo è certamente quella incorsa al medico psichiatra e pioniere della psicoanalisi Carl Gustav Jung, che descrive la propria esperienza di pre morte nel suo testo autobiografico Ricordi, sogni e riflessioni pubblicato solo nel 1961. Nel 1944 infatti un incidente, una frattura e un successivo infarto lo avevano portato in coma. In una lettera dello stesso anno scrive: "Quel che viene dopo la morte è qualcosa di uno splendore talmente indicibile, che la nostra immaginazione e la nostra sensibilità non potrebbero concepire nemmeno approssimativamente...Prima o poi, i morti diventeranno un tutt'uno con noi; ma, nella realtà attuale, sappiamo poco o nulla di quel modo d'essere. Cosa sapremo di questa terra, dopo la morte? La dissoluzione della nostra forma temporanea nell'eternità non comporta una perdita di significato: piuttosto, ci sentiremo tutti membri di un unico corpo."
Esempi storici [modifica]
Sono numerosi i resoconti di esperienze di pre-morte negli scritti di tutti i tempi da autori come Platone, Emanuel Swedenborg, Edward Burnett Tylor, Thomas De Quincey, Oscar Lewis, Ernest Hemingway, Lev Tolstoj, Victor Hugo e tanti altri. Le più sorprendenti analogie si trovano nel Libro tibetano dei morti e non mancano parallelismi con la Bibbia.[7][8]
Note [modifica]
^ L'aricolo di van Lommel può essere consultato a: (EN) http://lkm.fri.uni-lj.si/xaigor/slo/znanclanki/neardeat.htm.
^ La replica di van Lommel in italiano: (EN) http://www.fainotizia.it/2008/07/20/esperienze-ai-confini-della-morte-il-contributo-di-pim-van-lommel
^ "Ricordi,Sogni,Riflessioni" cap.X, BUR Saggi,Ed.2007
^ "Matrix",TV Mediaset canale 5,puntata del 05/10/2005
^ "Gente",Settimanale,Editore Hachette,num.46 del 15/11/2007
^ "God in my corner"
^ Moody Raymond "La vita oltre la vita", Oscar Mondadori
^ Moody Raymond "La luce oltre la vita",Oscar Mondadori
Voci correlate [modifica]
Esperienze extracorporee
Morte
Tempo
Vita
Elisabeth Kübler Ross
Collegamenti esterni [modifica]
Esperienze di pre-morte (NDE) secondo il CICAP
http://www.ildiogene.it/EncyPages/Ency=nde.html
(EN) http://www.horizonresearch.org
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Esperienze_ai_confini_della_morte"
Categorie: Morte Fenomeni paranormali psichici [altre]

http://www.nderf.org/Italian/index.htm

Esperienze di pre-morte - NDE - opinioni
di Armando De Vincentiis
Cosa accade nei soggetti che raggiungono la soglia della morte a causa di un incidente o di una malattia e che fortunatamente riescono a tornare? L'esperienza di pre-morte (Near-Death Experience) è una sensazione particolarmente intensa e carica di emozioni che alcuni soggetti vivono nel momento in cui sentono di esseri in prossimità della morte. Tale sensazione è accompagnata da visioni in genere costituite da una luce in fondo a un tunnel, sensazioni di benessere e soprattutto dalla l'impressione di abbandonare il proprio corpo e di osservarlo da un'altra prospettiva. Alcuni pazienti, usciti da una situazione di coma, affermano di avere osservato sé stessi da un angolo della sala di ospedale mentre i medici operavano su di loro; altri raccontano di avere visto il proprio corpo giacente per terra mentre veniva soccorso dopo esser stati coinvolti in un incidente automobilistico.Questa esperienza rappresenta per molti una delle prove dell'esistenza sia di un'anima in grado di rendersi autonoma, che di un al di là verso il quale quest'anima cerca di dirigersi.Cosa accade realmente a queste persone? Vi sono esperienze simili in situazioni diverse da quelle in prossimità della morte che ne possano spiegare la fisiologia? Situazioni del tutto simili a quelle appena descritte sono riportate in numerose altre occasioni e spiegabili mediante i normali processi neurofisiologici e psicologici. La visione del tunnel, per esempio, è prodotta da un naturale meccanismo neuropatologico in cui viene a trovarsi il cervello dopo un minor apporto di ossigeno, come può accadere in un trauma cranico, che inibisce l'attività delle cellule nervose; ne consegue quindi un restringimento del campo visivo dando così la sensazione di vedere attraverso un tunnel. Anche la sensazione di abbandonare il proprio corpo e vedere quest'ultimo da un'altra prospettiva (autoscopia) non è un'esclusiva dell'esperienza di pre-morte. Situazioni identiche vengono descritte da diversi soggetti ogni qual volta si trovano in particolari stati di affaticamento o in situazioni altamente emotive. Tale meccanismo è noto in psicopatologia come "depersonalizzazione somatopsichica" e appartiene alla sfera dei disturbi dissociativi. In situazioni di grande stress emotivo - un incidente stradale, la prossimità di un'operazione chirurgica, il timore immediato di dover morire o addirittura una brutta notizia - un individuo può allucinre il proprio corpo come se si trovasse in un'altra zona e viverlo come distaccato da sé, proprio per alleviare l'angoscia di quella situazione. La credenza in una vita oltre la morte fa sì che il soggetto, una volta tornato in sé, ricostruisca il suo ricordo aggiungendo involontariamente elementi e immagini che appartengono esclusivamente alla sua fantasia. Pur essendo straordinariamente suggestiva, l'NDE sembra dunque appartenere a quelle esperienze ritenute insolite dai più ma inquadrabili nell'ambito dei naturali processi psicofisiologici.Per saperne di piu:
Blackmore, S. Visioni da un cervello morente, in Bollettini del CICAP vol. 2 (in stampa).
Blackmore, S. Beyond the Body, Paladin Press, 1983.
Blackmore, S. Dying to live, Prometheus Books, 1993.
Esperienze mistiche in prossimità della morte, capitolo tratto dal libri di De Vincentiis, Estasi (Avverbi, 1999).
De Vincentiis, A. Alle soglie dell'al di là? Esperienze dissociative in prossimità della morte, in Scienza & Paranormale 24, marzo/aprile, 1999, pp. 44-45.
Neher, A. La psicologia della trascendenza, MEB, Padova, 1991.
Shermer M. Un viaggio fuori dal corpo, da un'intervista a Susan Blackmore in Scienza & Paranormale 24 marzo/aprile, 1999, pp. 37.
Le esperienze di pre-morte (EPM), indicate spesso con l'acronimo NDE
Le esperienze di pre-morte (EPM), indicate spesso con l'acronimo NDE (dall'inglese Near Death Experiences) costituiscono un fenomeno molto diffuso che si va a poco a poco imponendo all'attenzione di studiosi di tutto il mondo. Tali esperienze riguardano tipicamente persone che, per circostanze diverse (incidenti stradali, annegamenti, ferite da armi da fuoco, cadute, tentativi di suicidio, interventi chiruirgici, gravi malattie), sono venute a trovarsi in condizioni di morte clinica, con perdita totale della coscienza, e sono state successivamente riportate in vita. Secondo i dati raccolti finora sembrerebbe che circa il 35-40 % delle persone rianimate abbia vissuto delle esperienze di pre-morte; inoltre, gli studi non mostrano alcuna relazione tra il fenomeno e l'età, il sesso, la razza, la religione, la classe sociale o il livello d'istruzione. I resoconti dei soggetti che hanno avuto delle NDE sono abbastanza diversi tra loro; è possibile tuttavia estrarre da tali esperienze alcuni elementi che tendono a ripetersi nella maggioranza dei casi, formando così una sorta di modello di riferimento. Sulla base di tale modello, una tipica NDE attraversa le seguenti fasi:
1) Il soggetto si trova improvvisamente a fluttuare al di fuori del proprio corpo, a un lato di esso o, più spesso, al di sopra. Può osservare l'ambiente circostante, guardare con distacco il luogo dell'incidente o assistere ai tentativi di rianimazione che i medici stanno effettuando. In certi casi si spinge in altre stanze dell'ospedale, o all'interno della propria abitazione. La percezione è molto intensa e chiara, tanto che il soggetto, una volta rianimato, è in grado di descrivere nei dettagli tutto ciò che è avvenuto intorno a lui mentre si trovava in stato di incoscienza. 2) In seguito c'è l'ingresso in una sorta di tunnel buio, che si percorre a gran velocità in direzione di una estremità in cui si intravede una luce abbagliante. 3) Giunto al termine del tunnel, il soggetto viene sommerso dalla luce, che sembra permeare ogni cosa e alla quale vengono attribuite qualità positive, descritte generalmente in termini di amore, bontà, serenità. E' qui che egli incontra spesso parenti e amici defunti o esseri extra-umani (angeli), i quali a volte gli danno informazioni riguardanti il luogo in cui si trova. Durante l'attraversamento del tunnel o, più frequentemente, mentre si trova immerso nella luce abbagliante, il soggetto vede spesso scorrere le proprie esperienze passate come in un film, sentendosi spinto a compiere una sorta di bilancio della propria esistenza. Tale visione retrospettiva ricorda molto da vicino la scena del giudizio nell'aldilà di cui parlano molte religioni del mondo. C'è tuttavia una differenza importante: tutti coloro che hanno avuto esperienze di pre-morte non parlano mai in termini di giudizio (che implica punizione o ricompensa), bensì di accettazione e comprensione, tese a un'autovalutazione del soggetto riguardo alle proprie azioni. 4) Una caratteristica comune alla maggioranza delle esperienze di pre-morte è che a un certo momento qualcuno o qualcosa fa capire al soggetto che deve tornare indietro nel mondo dei vivi, perché il suo momento non è ancora venuto. Tale momento può capitare in una qualsiasi delle fasi descritte. Il ritorno alla vita viene in genere vissuto come sgradevole perché l'esperienza del distacco dal corpo è associata a benessere, pace e profonda armonia, uno stato ben lontano da quello sperimentato nella vita ordinaria. Le interpretazioni del fenomeno Riguardo al significato da attribuire alle esperienze di pre-morte, si possono dividere le spiegazioni in due grandi classi: 1) Concezioni spiritualiste, che considerano le NDE come una prova dell'esistenza di una parte immateriale dell'uomo, la quale si separerebbe dal corpo al momento della morte. In questo senso andrebbero interpretate anche la luce abbagliante (considerata una emanazione della divinità) e il rivivere come in un film la propria vita (visto, invece, come la manifestazione del "giudizio" che ogni anima dovrà subire al suo ingresso nell'aldilà). 2) Concezioni scientifiche, sostenute da coloro che rifiutano le concezioni extra-fisiche per le esperienze di pre-morte. Per i sostenitori di questo tipo di tesi, le NDE non sarebbero altro che immagini provocato dallo stato di mancanza di ossigeno e di sostanze nutritive nei neuroli cerebrali, oppure il prodotto di certi farmaci somministrati ai pazienti in condizioni cliniche disperate o, infine, visioni provocate dalle endorfine che si liberano nel cervello in una fase critica delle funzioni vitali. Bisogna osservare che questo secondo tipo di concezioni, nelle sue diverse versioni, è tipica di quegli studiosi che si sono pronunciati sul fenomeno utilizzando resoconti riportati da altri studiosi, cioè senza aver partecipato a ricerche dirette sui pazienti. D'altra parte, quasi tutti coloro che, per motivi di lavoro, sono stati a diretto contatto con pazienti che hanno avuto NDE (medici, infermieri, anestesisti), anche se inizialmente scettici sulla natura extra-sensoriale del fenomeno, si sono successivamente ricreduti. Certi particolari riferiti dai pazienti, infatti, pur sorvolando sul fatto che in uno stato clinico di encefalogramma piatto non si dovrebbe avere alcun tipo di esperienza cosciente, non avrebbero potuto essere percepiti dalla collocazione spaziale e nelle circostanze in cui i pazienti stessi si trovavano. NDE e bambini Un filone tutto particolare è rappresentato dalle esperienze di pre-morte che coinvolgono bambini. Dobbiamo soprattutto al pediatra americano Melvin Morse la raccolta di numerosi casi di tali esperienze che riguardano bambini dai 3 agli 11 anni. Morse, inizialmente scettico su una interpretazione extra-corporea del fenomeno, dopo aver studiato molta della letteratura disponibile sull'argomento, e dopo aver esaminato molti casi di NDE nei bambini, giunse alla conclusione che le diverse spiegazioni tendenti a ricondurre le esperienze ai fenomeni fisici del cervello erano inadeguate. Secondo Morse, il fatto che un bambino clinicamente morto sia in grado di raccontare (a parole o con disegni) con ricchezza di particolari le diverse fasi della sua rianimazione, di descrivere le persone che si sono avvicendate accanto a lui, o addirittura di descrivere i nonni, morti prima dela sua nascita, avendoli incontrati mentre era del tutto incosciente, chiama in causa una realtà diversa da quella a cui siamo abituati. Breve prospettiva storica Convenzionalmente si fa risalire l'inizio degli studi sulle esperienze di pre-morte al 1975, anno in cui Raymond Moody, medico, pubblicò un libro in cui venivano raccolte molte testimonianze dei suoi pazienti che avevano vissuto esperienze riconducibili alle NDE. Poco dopo, Elisabeth Kubler-Ross rivelò di aver condotto quasi contemporaneamente una ricerca analoga e di aver fatto più o meno le stesse scoperte di Moody. Nel 1977 Karlis Osis ed Erlendur Haraldsson posero a confronto quasi 900 casi di NDE riferiti da pazienti a dottori o altro personale medico, sia negli Stati Uniti che in India, senza trovare grandi differenze nei resoconti, nonostante le forti differenze culturali. Agli inizi degli anni Ottanta, ricercatori come Bruce Greyson e Melvin Morse svolsero nuove indagini, costituendo lo IANDS (International Association for Near-Death Studies), a cui aderivano medici, neurologi, psicologi e psichiatri, con l'obiettivo di portare avanti una ricerca interdisciplinare sul fenomeno delle NDE. Dagli anni Novanta in poi vengono periodicamente organizzati congressi internazionali nei quali sono presentati nuovi studi e ipotesi sulle esperienze di pre-morte. Nel 2001, la rivista scientifica "The Lancet" ha pubblicato una ricerca dell'olandese Pin van Lommel e collaboratori, dove viene descritto un primo protocollo scientifico applicato su larga scala (344 pazienti) nella valutazione delle NDE. Sebbene tali fenomeni si siano imposti all'attenzione dei ricercatori solo negli ultimi 30 anni, essendo divenuti assai frequenti grazie ai progressi delle tecniche di rianimazione, esperienze simili, sia pur molto più rare, sono note da moltissimo tempo. Esse vengono descritte, con abbondanza di particolari, nel Libro egiziano dei morti (500 a.C.), negli scritti yogici del saggio Patanjali (risalenti a 2000 anni fa) e nel Libro tibetano dei morti (VIII secolo).
BIBLIOGRAFIA ITALIANARaymond Moody, La vita oltre la vita, Mondadori, Milano, 1997 Raymond Moody, Nuove ipotesi sulla vita oltre la vita, Mondadori, Milano, 1998 Paola Giovetti, NDE. Near Death Experience. Testimonianze di esperienze in punto di morte, Edizioni Mediterranee, Roma, 2007. Panoramica del vasto materiale finora raccolto sulle NDE, con resoconti di esperienze di bambini, di nati ciechi, di individui appartenenti a religioni diverse dalla nostra, si soggetti che hanno tentato il suicidio, ecc. Antonio Musorrofiti, Ai confini della coscienza, Armando Siciliano, Messina, 2007. Lo studio della coscienza tra fisica quantistica e NDE. Fulvia Cariglia, Territori oltre la vita, Mondadori, Milano, 2003Kenneth Ring - Evelyn Elsaesser Valarino, Insegnamenti dalla luce. Cosa possiamo imparare dalle esperienze in punto di morte, Edizioni Mediterranee, Roma, 2001Peter Fenwick - Elisabeth Fenwick, La verità nella luce. Una indagine su 300 casi di "Ritornati" dall'aldilà, Hermes, 1999Richard Kent - Val Fotherby, L'ultima frontiera. Incredibili racconti di esperienze pre-morte, Il Dono, 1998Melvin Morse, Visioni di congedo, Sperling & Kupfer, Milano, 1997. Melvin Morse, Trasformati dalla luce, CDE, Milano, 1995Aureliano Pacciolla, EPM. Esperienze di pre-morte. Fenomenologia e ipotesi interpretative, Ed. San Paolo, Milano, 1995 Melvin Morse - Paul Perry, Più vicini alla luce [1990], Sperling & Kupfer, Milano, 1991, Le testimonianze di bambini che definiti clinicamente morti, tornati successivamente in vita, hanno raccontato la loro esperienza. Karlis Osis - Erlendur Haraldsson, Quello che videro nell'ora della morte [1977], Armenia, Milano, 1988 B. De Rachewiltz, Libro dei morti degli antichi egizi, Edizioni Mediterranee, Roma, 1986 Elisabeth Kubler-Ross, La morte e il morire, Cittadella, Assisi, 1982 Jean Baptiste Delacour, Di ritorno dall'aldilà, Mondadori, Milano, 1996 M. Sabon, Dai confini della vita: un'indagine scientifica [1982], Longanesi, Milano, 1983

Fonte: ildiogene.it dal sito web http://www.metapsichica.it/home/Le-Esperienze-Di-Pre-Morte-Epm-Indicate-Spesso-Con-l-Acronimo-Nde.html?co=NDE&mt=smap

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