Pietro Berti

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Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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Anchorage

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Visualizzazione post con etichetta incidenti sul lavoro. Mostra tutti i post
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domenica 20 febbraio 2011

Gli incidenti domestici











Gli incidenti domestici rappresentano un problema di grande interesse per la sanità pubblica: disabilità, sofferenza, calo della produttività sono infatti alcuni degli aspetti legati a questo tema. Causa importante di morbosità e di mortalità nella maggior parte dei Paesi industrializzati, gli incidenti domestici, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità non risparmiano nessuna fascia d’età e sono la prima causa di morte per i bambini. Da non sottovalutare, poi, l’aspetto sociale legato all’impatto psicologico che questo tipo di infortuni ha sulla popolazione che considera la casa il luogo sicuro per eccellenza.

Che cos’è un incidente domestico
Secondo la definizione data dall’Istituto nazionale di statistica nelle indagini multiscopo, l’infortunio di tipo domestico è un incidente che presenta determinate caratteristiche:
comporta la compromissione temporanea o definitiva delle condizioni di salute di una persona, a causa di lesioni di vario tipo
si verifica indipendentemente dalla volontà umana
si verifica in un’abitazione, intesa come l’insieme dell’appartamento vero e proprio e di eventuali estensioni esterne (balconi, giardino, garage, cantina, scala ecc).
Consulta i dati sulla frequenza degli incidenti domestici.

Prevenzione
Così come le malattie, anche gli incidenti possono essere prevenuti. Diverse sono le iniziative di prevenzione a livello istituzionale. Le più efficaci sembrano essere quelle che considerano approcci multipli: campagne di informazione e di educazione (verso anziani, bambini, genitori), formazione di operatori sanitari volta all’acquisizione di competenze per la rilevazione della sicurezza degli ambienti domestici, fornitura a basso costo di dispositivi di sicurezza (maniglie antiscivolo, spie antincendio ecc).

La prevenzione degli incidenti domestici è presente anche dal punto di vista più strettamente giuridico:
a livello internazionale: con il Programma europeo di azione per la prevenzione delle lesioni personali, decisione n. 372/1999/CE del Parlamento europeo
a livello nazionale: con il Piano sanitario nazionale 2006-2008 e con la Legge n. 343 del 3 dicembre 1999 “Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici”, che attribuisce ai dipartimenti di Prevenzione, in collaborazione con i servizi territoriali, i compiti di valutazione e prevenzione dei rischi e di educazione sanitaria in materia di incidenti domestici e che stabilisce che i dipartimenti di prevenzione, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità e le Regioni devono attivare un sistema informativo sui dati relativi a questo tipo di infortuni. La legge istituisce, infatti, (art. 4) presso l’Istituto superiore di sanità, il Sistema informativo nazionale sugli infortuni in ambienti di civile abitazione (Siniaca), un sistema che prevede la possibilità di avere informazioni sull’attività svolta al momento dell’incidente, sull’ambiente in cui si è verificato, sulla natura della lesione principale, sulla parte del corpo colpita, sulla destinazione del paziente e sul trattamento sanitario.
Come strumento di monitoraggio dei progetti regionali previsti dal Piano nazionale di prevenzione (Pnp) c’è, poi, il Sistema di sorveglianza Passi, che riguardo al problema degli incidenti domestici ha i seguenti obiettivi: valutazione della consapevolezza del rischio in ambito domestico, stima della quota di popolazione che ha ricevuto consigli sulla prevenzione degli incidenti domestici da parte di addetti ai lavori, stima della quota di popolazione che ha cambiato i propri comportamenti e ha adottato norme e dispositivi di sicurezza.
fonte: http://www.epicentro.iss.it/problemi/domestici/domestici.asp

Incidenti domestici
Sono oltre 3 milioni gli incidenti domestici nelle abitazioni degli italiani. Nel 1997 furono addirittura 8.400 i morti. Su 100 decessi per infortunio, ben 56 avvengono nSono oltre 3 milioni gli incidenti domestici nelle abitazioni degli italiani. Nel 1997 furono addirittura 8.400 i morti. Su 100 decessi per infortunio, ben 56 avvengono negli ambienti di vita "casa, scuola e sport", 7 sul lavoro e 37 nel traffico (dati Ispels 1999). A causa degli infortuni domestici, inoltre, circa 1.000 persone ogni anno restano invalide permanentemente.Si tratta di un fenomeno che fortunatamente alle campagne degli enti pubblici ed iniziative anche private si sta riducendo, ma rimane un grande problema.A fare le spese di questi incidenti sono soprattutto le donne e gli anziani (e quindi in particolare le donne anziane). La possibilità che un incidente avvenga in casa è del 60% per i sessantenni e del 70% per i settantenni. La gran parte degli incidenti mortali, inoltre, riguarda le persone anziane e molto anziane.


mercoledì 26 gennaio 2011

Esplosione in miniera di carbone Muoiono almeno venti lavoratori

COLOMBIA
Esplosione in miniera di carbone Muoiono almeno venti lavoratori
Il sindaco della provincia di Sardinata ha detto che le speranze ci siano sopravvissuti "sono quasi nulle". Nella stessa provincia a ottobre morirono in sei per un analogo incidente in una cava. La Colombia è il quinto produttore mondiale di carbone

BOGOTA' - Almeno venti minatori avrebbero perso la vita per un'esplosione in una miniera di carbone a Sardinata, nella regione colombiana Norte de Santander, al confine con il Venezuela. Al momento dello scoppio nel tunnel della miniera la miniera 'La Preciosa', c'erano una trentina di lavoratori. Secondo i media locali le speranze che ci siano sopravvissuti sono poche. "Mi hanno detto che ci sono 20 morti e sei feriti", ha detto Marisa Fernandez, una delle responsabili dell'istituto minerario. La croce rossa ha confermato di aver portato via cinque corpi. Al momento dell'esplosione quattro di questi si trovavano all'ingresso della miniera mentre il quinto sarebbe deceduto durante il trasferimento in ospedale. Il sindaco di Sardinata Yamile Rangel, ha detto che 16 persone sono ancora intrappolate sottoterra, le possibilità che siano vivi sono quasi nulle.Nella deflgrazione causata da accumulo di gas metano nel tunnel sono stati coinvolti anche otto minatori che non erano nella cava. "Alcuni si trovavano sotto terra, altri in superficie, ma l'onda d'urto è stata molto forte", ha spiegato Gabriel Tamayo, uno dei dirigenti della miniera. Quello di oggi è l'ultimo di una serie di incidenti nelle miniere del Sud America, incluso quello che ad agosto catalizzò l'attenzione mondiale quando in Cile 33 minatori rimasero per mesi 1 intrappolati nelle viscere della terra. Il 16 giugno un'altra esplosione uccise 73 minatori colombiani, ad Antioquia. A ottobre, sempre a Sardinata, sei lavoratori morirono in una miniera di carbone per un'esplosione di gas metano e a novembre nove lavoratori restarono uccisi in due piccole miniere, sempre di carbone, a Cundinamarca. La Colombia è il quinto produttore mondiale di carbone, un'industria che comporta un alto prezzo in vite umane: solo nel 2010 oltre cento minatori sono morti in incidenti sul lavoro.

mercoledì 19 gennaio 2011

Processo Thyssenkrupp - atto primo







Processo Thyssenkrupp - atto primo
Commento ad uno dei processi simbolo della sicurezza sul lavoro
ing. Riccardo Federigi - Direttore Tecnico NEMOTEC SRL
L'evento è noto a tutti, per la portata delle conseguenze e per l'inevitabile (e giusta) attenzione mediatica che ne è derivata: dicembre 2007, nello stabilimento Thyssenkrupp di Torino muoiono 7 operai per un incendio/esplosione avvenuto su alcune linee di produzione.Il processo non è finito e non si è ancora arrivati a sentenza: siamo però alle ultime fasi del dibattimento, nelle quali la procura chiede la pena e quello che oggi commentiamo è l'impostazione generale che la procura stessa ha dato al processo, in particolare nel rapporto fra responsabilità aziendale e colpa personale, che secondo noi comporta diversi spunti di riflessione.
Negligenza grave = volontarietà e dolo Il primo aspetto da commentare è forse la cosa che a primo impatto colpisce di più e sta nei termini stessi della richiesta di pena: per la prima volta si parla di "omicidio volontario, con dolo eventuale": in pratica la Procura porta avanti il concetto che la negligenza, l'imperizia, la condotta aziendale, è stata talmente grave da essere equiparata all'azione volontaria, dolosa, quindi penalmente più rilevante.
Se in sentenza passa questo principio, gli effetti saranno importanti: una condotta non responsabile, che sia per incuranza, per non conoscenza, per volontà di risparmio o altro, in caso di evento "grave" (in particolare se "reiterato" nel tempo) potrebbe essere accosta ad una responsabilità "volontaria", con tutto quello che ne consegue sia in termini penali, sia in termini civili, immaginando poi le ripetute cause che sono sempre in agguato dietro al processo principale (risarcimenti familairi, inail, assicurazioni, ...).
Queste le richieste di pena per i ruoli aziendali:
Amministratore Delegato: 16 anni;
Consiglieri Delegati: 13 anni 6 mesi;
Direttore stabilimento: 13 anni 6 mesi;
Responsabile sicurezza (RSPP): 13 anni 6 mesi;
Responsabile area tecnica: 9 anni.
La ricerca della responsabilità
L'altro spunto di commento è nella quantità dei ruoli chiamati a processo, visto che in questo caso sono stati indagati il Datore di Lavoro (in quel caso l'Amministratore Delegato), i Consiglieri Delegati, il Direttore dello Stabilimento, l'RSPP, il Preposto dell'area tecnica (il Capo Area): in pratica i ruoli di "Alta Direzione" e i cosiddetti ruoli "intermedi" della "catena" organizzativa aziendale.Per la nostra esperienza, questo è un altro cambiamento sensibile: qualche anno fa, nei processi della sicurezza, venivano chiamati a giudizio i ruoli espressamente indicati nella legge (l'allora D.Lgs. 626/94): Datore di lavoro, l'eventuale Dirigente Delegato, la Parte lesa (Lavoratore); i ruoli "intermedi" (Dirigenti di reparto, preposti, RSPP) entravano nel dibattimento solo se si riscontravano responsabilità dirette, non per il semplice fatto di far parte della catena di comando e controllo aziendale.Nel caso Thyssen, (come in altri processi degli ultmi anni), il concetto è che tutti i ruoli aziendali sono stati indagati, per il semplice fatto di essere parte della responsabilità aziendale, quindi di aver avuto in qualche modo la possibilità di contribuire alla prevenzione dell'evento.Solo successivamente, in sede di dibattimento, sono stati valutati i "pesi" dei singoli ruoli con annesse responsabilità sul caso/evento in esame, ed eventualmente stralciate le posizioni estranee al fatto.
In questo contesto si nota anche come sia stata inquadrata la posizione dell'RSPP, generalmente considerata ai margini dei dibattimenti: spesso sentiamo dire che l'RSPP è un ruolo di per se senza potere di spesa e senza responsabiltà dirette sull'adozione delle misure di prevenzione (valutare i rischi si, mettere in atto il sistema di prevenzione no), prefigurando per lui quasi un ruolo di "consulente interno" all'azienda in materia di sicurezza. Aspettando la sentenza, si nota come la procura abbia chiesto per lui una pena del tutto equivalente a quella dei dirigenti di primo livello (13 anni), in pratica asserendo che il non partecipare alle scelte, avvallando di fatto o indirettamente una politica remissiva in termini di sicurezza sul lavoro, porta anche in quel caso alla negligenza o alla copla dolosa.
Sanzioni amministrative
L'ultima riflessione la vorremmo fare sulle sanzioni amministrative impartite all'azienda.
Per la prima volta su un processo di tale rilevanza, viene applicato quello che oggi è indicato nell'articolo 30 del D.Lgs 81/08, ossia il dover considerare la sicurezza sul lavoro come un processo passibile di reato amministrativo (D.Lgs 231/01) e che come tale viene imputato all'azienda in quanto ente giuridico.Lo schema di pensiero è: l'organizzazione nel suo complesso non era responsabile verso la sicurezza sul lavoro, anteponeva logiche di risparmio economico alla applicazione di una legge dello stato (al tempo il D.Lgs 626/94), quindi di fatto è colpevole di responsabiltà amministrativa secondo il D.Lgs 231/01.
Come risultato il PM ha richiesto per l'azienda Thyssenkrupp:
1 milione di euro di sanzione amministrativa;
Sazione per profitto in regime di reato di 800.000 euro (la Procura pensa che questa sia la cifra che Thyssen ha risparmiato/gaudagnato dal mantenere le linee di produzione in funzione senza che fossero conformi alla legge, quindi in presenza di reato);
Nessun accesso a contributi pubblici o statali di alcun genere.
Commento finale
Probabilmente l'aspettativa massima sulla sentenza è sull'attribuzione di copla volontaria, che, nel caso, sancirebbe un precedente di non poco conto per i prossimi casi, e farebbe cambiare sostanzialmente l'approccio "personale" alle tematiche di sicurezza.
Per il resto, quanto emerge dalla procura ci mette nelle condizioni di ribadire ed evidenziare quanto Nemotec ha spesso asserito in vari articoli, forum di discussione e convegni: la sicurezza sul lavoro non è la somma di tante analisi e valutazioni specifiche e "singolari", non è un "qualcosa", magari non ben definito, a capo di una sola persona (il Responsabile della Sicurezza), ma è indiscutibilmente un processo critico aziendale e come tale deve essere gestito attraverso l'organizzazione. Per questo Nemotec dà grande peso al tipo di struttura e organizzazione aziendale, sia essa figlia di un modello certificato da enti terzi (OHSAS 18001) o meno, ma comunque in linea con i modelli indicati dal D.Lgs 231/01.
Ovviamente aspettiamo la sentenza e la pubblicazione delle posizioni della difesa, ribadiamo che con questo articolo si intendeva solo commentare e sottolineare la linea che la procura di Torino ha dato al processo Thyssen, basandosi su principi che si possono trovare con facilità nella somma degli articoli del D.Lgs. 81/08 e che quindi presumiamo diventino approcci comuni a tutta la sicurezza sul lavoro.

mercoledì 4 novembre 2009

Muore operaio ferito Caltanissetta


Muore operaio ferito Caltanissetta
L'uomo, 66 anni, era caduto il 21 ottobre dal tetto di villetta
(ANSA) CALTANISSETTA, 5 NOV - E' morto stasera Santo Lo Bianco, 66 anni, l'operaio nisseno che il 21 ottobre scorso e' caduto dal tetto di una villetta.L'uomo era precipitato mentre stava effettuando un intervento di ristrutturazione. Lo Bianco tre settimane fa era stato trasportato in gravi condizioni all'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta, a causa dell'emorragia cerebrale provocata dall'impatto sul pavimento e della lesione dell'aorta. A prestargli i primi soccorsi era stato un altro operaio.
http://temporeale.libero.it/libero/news/2009-11-04_104436361.html

domenica 11 ottobre 2009

Incidenti sul lavoro, Napolitano:"Inaccettabili in una società civile"

POLITICA Il monito del Capo dello Stato

Incidenti sul lavoro, Napolitano:"Inaccettabili in una società civile"

Il presidente della Repubblica in occasione della giornata per le morti bianche: «Fenomeno doloroso e inquietante, serve più prevenzione»

mercoledì 27 maggio 2009

La scheda: tre anni di gravi incidenti sul lavoro


La scheda: tre anni di gravi incidenti sul lavoro


Dal sito http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/09/05/26/i_precedenti_drammatici_234.html
26 maggio 2009. Ecco alcuni dei più gravi incidenti sui luoghi di lavoro avvenuti negli ultimi tre anni:
8 gennaio 2007 - Due operai muoiono a Pegognaga (Mantova) dopo una caduta nell'imbuto di un silo di una azienda agricola, durante operazioni di pulizia.
12 marzo 2007 - Due operai romeni muoiono travolti dalla ghisa fusa nella Fonderia Anselmi, a Camposampiero (Padova).
16 marzo 2007 - Padre e figlio muoiono a Cogollo di Tregnago (Verona), uccisi dalle esalazioni provenienti dalla cisterna in cui si erano calati per eseguire lavori di manutenzione.
23 aprile 2007 - Una fabbrica di fuochi d' artificio esplode a Gragnano (Napoli); muoiono il titolare e due nipoti che lavoravano con lui.
11 maggio 2007 - Due morti, e 32 feriti, per un'esplosione in una fabbrica di fuochi d'artificio a Piane di Montegiorgio (Fermo).
24 maggio 2007 - A Correggio, due muratori sono uccisi dal crollo del muro di un vecchio fienile da ristrutturare.
18 giugno 2007 - Il crollo di un cornicione di un albergo in ristrutturazione a Ischia travolge un'impalcatura: muoiono due operai rumeni.
6 dicembre 2007 - Incendio alla Thyssen Krupp a Torino: sette operai, fra i 26 e i 54 anni, muoiono nel giro di 24 giorni. E' il più grave incidente degli ultimi anni.
18 gennaio 2008 - Due operai addetti ai lavori di pulizia della stiva di una nave a Porto Marghera (Venezia) muoiono asfissiati dalle esalazioni di gas.
6 febbraio 2008 - Quattro persone, tutte appartenenti alla stessa famiglia, muoiono nell'esplosione di una fabbrica di fuochi d'artificio nel comune di Orvieto.
3 marzo 2008 - Cinque persone muoiono a Molfetta (Bari) per le esalazioni liberatesi durante la pulitura della cisterna di un camion. Nella cisterma muoiono tre dipendenti e il titolare dell'azienda 'Truck center', calatisi successivamente nella cisterna nel tentativo di salvare i colleghi, mentre un altro lavoratore muore in ospedale il giorno seguente.
16 aprile 2008 - A Cornate d'Adda, due operai dipendenti dell'azienda Masterplast muoiono per l'esplosione di un macchinario per la lavorazione della plastica; le vittime sono un italiano ed un cittadino del Burkina Faso. Un terzo operaio resta ferito.
22 aprile 2008 - Il titolare di un'azienda di trasporti e un suo parente muoiono folgorati in un incidente a Schiavonia d'Este (Padova), mentre lavorano alla pulizia della cisterna di una betoniera.
11 giugno 2008 - Sei morti a Mineo, in Sicilia: pulivano una vasca del depuratore, quattro erano dipendenti comunali, altri due di un azienda privata. Dopo quello della Thyssen è uno degli incidenti più gravi dell'ultimo periodo. 8 settembre 2008 - Due cognati muoiono a Ono San Pietro, un migliaio d'abitanti, in Valcamonica, travolti dalmuro della casa che stavano risistemando.
25 maggio 2009 - Tre operai muoiono all'interno degli impianti della raffineria Saras a Sarroch (Cagliari).

mercoledì 13 maggio 2009

Infortunio mortale in un cantiere a BaricellaOperaio schiacciato dalla ruspa

Infortunio mortale in un cantiere a Baricella. Operaio schiacciato dalla ruspa

tratto da http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/bologna/2009/05/13/176752-infortunio_mortale_cantiere.shtml
La vittima, uno straniero di 34 anni è stato travolto dal macchinario che stava manovrando. Per i rilievi si stanno occupando i carabinieri della locale stazione e della compagnia di Molinella.
13 maggio 2009 - Un operaio di 34 anni è rimasto vittima di un infortunio sul lavoro avvenuto nella tarda mattinata di oggi in un cantiere edile di Baricella, in provincia di Bologna.
Secondo le prime informazioni l’uomo sarebbe stato schiacciato da un bobcat durante i lavori di consolidamento di una cabina in via Savena Vecchia. Per i rilievi si stanno occupando i carabinieri della locale stazione e della compagnia di Molinella.

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