Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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Anchorage

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mercoledì 8 dicembre 2010

Haiti, brucia il quartier generale


Elezioni nel caos
Haiti, brucia il quartier generale
Port-au-Prince, 08-12-2010
Sta bruciando a Port-au-Prince il quartiere generale di Inite, il partito del candidato presidenziale del governo, Jude Celestin. L'edificio è stato preso d'assalto dai manifestanti inferociti contro il presidente Rene Preval. Le proteste sono scoppiate dopo la diffusione dei risultati del primo turno delle elezioni presidenziali. L'ex 'first lady', Mirlande Manigat, ha vinto con il 31,37% dei voti e se la vedrà al ballottaggio con Jude Celestin, che ha ottenuto il 22,48%. Non ce l'ha fatta per unsoffio ad andare al secondo turno, il popolare cantante Michel Martelly che si è piazzato appena dietro, al terzo posto, con il 21,84%. La terza posizione di Martelly e lo stretto margine di distacco dal candidato del governo, tra l'altro genero delpresidente Preval, insieme ai sospetti di frodi elettorali preannunciano momenti di tensione anche nei giorni avvenire. Manifestazioni di protesta sono in corso anche in altre città del Paese

domenica 31 gennaio 2010

LO STRANO RAPPORTO DEL PD CON LE PRIMARIE “A MACCHIA DI LEOPARDO”

Lo statuto del PD prevede l’istituto delle primarie. Tale istituto, nonostante sia previsto, è privo di una regolamentazione cui si possa attingere per stabilire le metodologie che dovrebbero essere attuate nel corso delle votazioni. Inoltre, problematica molto importante sta nel fatto che le primarie previste all’interno dello statuto dovrebbero valere per tutte le regioni d’Italia, mentre – ma non è una novità – il PD (o presunto tale) non perde occasione per limitarle a proprio uso e consumo nelle regioni nelle quali abbia più di un candidato che si voglia presentare. Se tale norma fosse applicata senza deroghe le primarie dovrebbero essere per prima cosa regolamentate e quindi dovrebbero essere svolte in tutte le regioni d’Italia in cui si vota non solo per le regionali ma anche per tutte le altre competizioni elettorali amministrative. Un rilievo doveroso sta nel fatto che nel Lazio, regione fondamentale, delle primarie non si è neanche lontanamente parlato e questo per due motivi fondamentali: il primo sta nel fatto della assoluta irremovibilità da parte della candidata Emma Bonino a rinunciare a presentarsi per il governo della regione; il secondo sta nel fatto che in quanto a credibilità il PD non ha trovato nessuna candidatura di valore tale da poter candidare al posto della Bonino stessa. Questo comporterà la conseguenza di deviare il voto cattolico del PD, come è giusto che sia, in favore di Renata Polverini che si cumulerà insieme a quello dei moderati di centro (UDC) e a quello di molti appartenenti alla destra, essendo lei stata con onore e con coraggio la segretaria di un sindacato che - a differenza della CGIL – non è mai stato per il “no a priori” alle proposte ma per la discussione e per trovare con il Governo una soluzione giusta per i lavoratori. In terzo luogo, se si fossero svolte le primarie, il PD avrebbe preso una sonora batosta. Personalmente, di contro, ritengo al contrario la candidatura dell’ex segretario nazionale dell’UGL Polverini una grande scelta politica e mi auguro che sia lei al ballottaggio a vincere con ampio consenso. Il PD dopo la debacle che ha avuto il suo candidato in Puglia e la semplice presa d’atto dell’impossibilità di imporre un suo candidato in Lazio si trova adesso ad avere a che fare con un problema che se non riesce a risolvere in maniera credibile (e anche celere) rischia di avere brutte sorprese anche nella rossa Bologna, che si ripercuoterebbero inequivocabilmente sulle stesse elezioni regionali di fine marzo. Dulcis in fundo, comunque a Bologna le primarie le avevano fatte. Il risultato è sotto gli occhi di tu

domenica 27 settembre 2009

Elezioni in Germania,Merkel verso la riconferma

exit poll - possibile coalizione con i liberali
Elezioni in Germania,Merkel verso la riconferma
La Germania svolta a destra. Dal primo exit poll della Zdf, emerge che cristianodemocratici della cancelliera Merkel avrebbero la maggioranza insieme ai liberali. Crolla l'Spd (23,5%) sotto il 25%.

venerdì 4 settembre 2009

Regionali, si voterà il 21 e 22 marzo

Regionali, si voterà il 21 e 22 marzo

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200909articoli/46994girata.asp

Fissata la data del voto di primavera:sfida Lega-Pdl per le regioni del Nord
ROMALa campagna elettorale per le regionali è di fatto già iniziata. E oggi è arrivata anche una data per il voto. Ad annunciarla è stato il ministro dell’Interno Roberto Maroni: «Si voterà il 21 e 22 marzo: è, probabilmente, l’unica data possibile», ha detto. Dunque mancano poco più di sei mesi alla nuova tornata elettorale, che si annuncia un test cruciale per "pesare" la consistenza dei partiti, a destra come a sinistra. La forza della Lega, e di An, nel Pdl; la capacità di coagulare consenso del Pd, il ruolo dell’Udc e dell’Idv, ma anche l’incognita del partito del Sud sono alcune delle questioni rispetto alle quali le prossime regionali rappresentano una cartina al tornasole. Anche perchè i numeri sono massicci. Si torna alle urne in ben 13 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Nel precedente appuntamento elettorale di proporzioni paragonabili a quello in programma la prossima primavera, ossia le regionali del 2005 quando si votò per il rinnovo di 14 enti, il centrosinistra fece man bassa portando a casa 12 Regioni. Al centro destra ne restarono solo due, benchè di peso: Lombardia e Veneto. Dall’Emilia Romagna in giù, e il Piemonte al Nord, tutto finì sotto l’egida dell’Ulivo. Poi il panorama politico si è via via modificato. Nel 2006 in Molise Michele Iorio, centro destra, è stato riconfermato presidente. Nel 2008 si è votato in 4 Regioni: in Sicilia si è affermato Raffaele Lombardo, leader del Movimento delle autonomie, sostenuto da Pdl e Udc; in Friuli Venezia Giulia ha vinto Renzo Tondo, Pdl; in Abruzzo a conquistare la guida della giunta è stato Gianni Chiodi, anche lui Pdl; in Valle d’Aosta si è riconfermata l’egemonia dell’Union Valdotaine. E lo scorso anno in Sardegna ha vinto il centrodestra con l’elezione di Ugo Cappellacci, centrodestra, a governatore. Le elezioni comunali e provinciali del giugno scorso hanno confermano lo spostamento dell’asse politico. Molto potrebbe cambiare ancora nei sei mesi che restano da qui alle regionali. La Lega da giorni reclama almeno tre regioni. Un’istanza che ha suscitato reazioni nel Pdl, rilanciata oggi dal presidente dei deputati del Carroccio, Roberto Cota: «Io penso che la Lega abbia voti e classe dirigente per governare le tre regioni del Nord», ha detto, premettendo però che «decideranno Bossi e Berlusconi». Un leit motiv, quest’ultimo, oggi ripetuta come una parola d’ordine, tanto da Maroni, quanto da Franco Frattini. «È un negoziato serio - ha detto il ministro degli Esteri - e si deve fare così ». Altro appuntamento politico decisivo in ottobre, con il congresso del Pd e con l’elezione del nuovo segretario. E per le regioni del Sud un’altra variabile significativa è rappresentata dai vari movimenti ’neomeridionalistì che hanno preso corpo negli ultimi mesi. Dal Pdl predicano cautela. Per il coordinatore Denis Verdini «le richieste sono legittime, così come le risposte e le trattative che faremo». La Lombardia è un obiettivo primario per il Carroccio, ma il candidato del Pdl resta Roberto Formigoni. Lo stesso premier Berlusconi, d’altra parte, sarebbe più propenso a confermarlo al Pirellone che a "compensarlo" con un incarico a Roma. Più probabile, invece, è la possibilità che il Carroccio esprima il candidato in Veneto (i nomi sono quelli di Luca Zaia e Flavio Tosi), in Piemonte (il "papabile" è Roberto Cotà), mentre la terza Regione sarebbe l’Emilia Romagna (con Angelo Alessandri).

martedì 1 settembre 2009

KABUL / LA BARBARA GIUSTIZIA DEI TALEBANI

KABUL / LA BARBARA GIUSTIZIA DEI TALEBANI
"Hai osato votare alle elezioni? Ti tagliamo il naso e le orecchie"
http://multimedia.quotidianonet.ilsole24ore.com/?tipo=media&media=7445
Lal Mohammed, 40 anni, padre di otto figli, è stato bestialmente seviziato con un coltello. Ha dovuto viaggiare a dorso di mulo per quasi un giorno e non ha trovato un ospedale disposto a curarlo: si è dovuto pagare le medicine.
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/09/01/225548-osato_votare_alle_elezioni.shtml
KABUL, 1 SETTEMBRE 2009 - Lal Mohammed, 40 ANNI, contadino afgano, era deciso ad esercitare il diritto di voto nonostante le minacce della guerriglia talebana: mentre si recava al seggio, è stato catturato da un gruppo di miliziani, picchiato selvaggiamente e mutilato di naso e orecchie.
Il quotidiano britannico The Independent racconta il lato più violento delle recenti elezioni presidenziali afgane, intervistando la prima vittima conosciuta delle minacce talebane, tenuto al sicuro in casa di amici dopo che un ospedale di Kabul ha rifiutato di ricoverarlo per mancanza di spazio. Mohammed, residente nella provincia di Uruzgan e padre di otto figli, doveva camminare un'ora e mezzo per raggiungere il seggio: aveva percorso appena un terzo della distanza quando è stato fermato da tre miliziani a volto scoperto, che si sono identificati come talebani.
Dopo averlo perquisito, gli hanno trovato indosso il certificato elettorale, e questo ha segnato il suo destino: "Hanno iniziato a gridare e a colpirmi con il calcio dei fucili, dicendo che mi avrebbero dato una lezione. Poi uno di loro si è seduto a cavalcioni su di me e ha tirato fuori un coltello", racconta Mohammed; svenuto, è stato soccorso da un altro contadino. Nessuna macchina era disponibile nella zona ed è stato trasportato a dorso di mulo per quasi una giornata intera fino a una strada provinciale, dove un tassista ha accettato di portarlo fino a Kabul: lì l'ospedale lo ha informato di non avere letti disponibili e lo ha invitato a tornare qualche giorno dopo.
Mohammed non ha ricevuto nessun sostegno da parte delle autorità, e ha pagato di tasca sua le spese per i farmaci necessari: "Sono i poveri a soffrire in questo Paese, non so se le elezioni riusciranno a cambiare questa situazione. Non credo che proverò a votare di nuovo, ora ho paura".

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