Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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JE ME SOUVIENS

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Anchorage

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Visualizzazione post con etichetta ELEZIONI EUROPEE 2009. Mostra tutti i post
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martedì 2 giugno 2009

Rischio astensionismo elettorale alle europee.

Rischio astensionismo elettorale alle europee.
Gli aventi diritto al voto in Europa sono 370 milioni, ma è prevista una percentuale di presenze massima tra il 34-46% degli aventi diritto. Questa diserzione e i timori che comportano fanno sì da indurre i candidati non solo ad invitare gli elettori a votare per la propria candidatura ma ancor prima ad invitare gli elettori a recarsi a votare. Due giorni fa, il filosofo Gianni Vattimo durante i suoi soliti giri nei mercati del nord-ovest è rimasto allibito per la totale indifferenza ed il senso di fastidio dell’elettorato nei confronti delle Europee e teme che l’astensionismo sarà più elevato di quanto i sondaggi stiano pronosticando. Quattro giorni prima l’ANPI avendo capito la disaffezione totale degli elettori di fronte alle europee ha ricordato che il voto è una conquista democratica. E i vari leader hanno chiesto l’impegno in una campagna contro l’astensionismo da sportivi di ogni disciplina, atleti, ciclisti, calciatori . Claudio Velardi, ex mente propagandistica di D’Alema , ha spiegato che “ormai l’astensionismo è l’ultimo miglio della laicità politica. E questa volta, per me è scelta! ” Ritiene anche che tutti i delusi del centro-sinistra non voteranno anche se non lo diranno.
Dati: da un 62% di elettori nel 1979 con l’UE a nove membri e da un 45% del 2004 con 25 Paesi ad un 36% .
Poettering, Presidente dell’Europarlamento , dice che la situazione è preoccupante perché favorirà i partiti estremisti, soprattutto le formazioni euroscettiche di destra e gli estremisti di sinistra. I moderati stanno a casa. Gli estremisti votano e la loro percentuale sale e con essa i loro seggi a Strasburgo. I cali più clamorosi sono previsti nell’est-Europa.In contro tendenza la Gran Bretagna e l’Italia.
Italiani andate a votare!!!
Si riporta un articolo di euro news che già a sei settimane dal voto denunciava l’emergenza.
29/04 19:40 CET
http://it.euronews.net/2009/04/29/rischio-astensionismo-elettorale-alle-europee/
La campagna elettorale nei 27 paesi membri non sembra coinvolgere piu di tanto i nostri concittadini. Secondo un sondaggio dell’Istituto Gallup Europa il 66% degli elettori se si votasse adesso sceglierebbe di non recarsi alle urne perchè convinto che il voto non serva davvero a cambiare le cose. Ma per combattere la disaffezione degli elettori di cosa dovrebbero occuparsi i politici? Ecco tre opinioni raccolte per le strade di Bruxelles: “Il primo problema che andrebbe affrontato è sicuramente la crisi finanziaria l’Europa dovrebbe poi discutere del proprio ruolo sulla scena mondiale questo è un tema prioritario”
“Dovrebbe essere piu facile incontrare i rappresentanti di Bruxelles ci dovrebbe essere maggiora comunicazione tra elettori ed eletti”
“La crisi finanziaria ed economica, la protezione dell’ambiente, l’educazione..sono tutti temi che toccano da vicino i cittadini europei”
Dopo i cittadini ecco l’opinione degli esperti. Politologi, economisti, esponenti politici hanno partecipato ad un dibattito incentrato sulle attese dei cittadini europei e sul gap di comunicazione che frena un’approccio piu partecipato alle vicende politiche comunitarie. Per gli esperti invitati una delle cause della disaffezione registrata tra gli elettori è la tendenza diffusa tra i partiti ad usare la scadenza elettorale europea per fini di politica interna. I primi a non credere alla necessità di un’approccio europeo per risolvere temi politici comuni sarebbero proprio i governi locali che fanno anche poco per informare correttamente i cittadini sulle politiche comunitarie Il professor Starbatty dell’Università di Tubinga ha lanciato un appello in questo senso alle diverse formazioni politiche
“Limitarsi a dire che si è a favore dell’Europa non basta. Bisogna impegnarsi a discutere dei problemi dell’Unione Europea. Problemi che non si possono nascondere sotto il tappeto perchè i cittadini vedono che accanto alle cose positive ci sono nodi irrisolti. Bisogno insomma cominciare a discutere di Europa con i cittadini europei. Lamentarsi del disinteresse dell’opinione pubblica per le tematiche europee non serve a niente”
Per mobilitare gli elettori distratti e delusi forse è ancora possibile cambiare linguaggio e capire che i problemi si possono affrontare solo guardando cosa succede oltre i propri confini nazionali.

domenica 26 aprile 2009

IL SENSO DELLA DEMOCRAZIA



IL SENSO DELLA DEMOCRAZIA
Il termine democrazia deriva dal greco δήμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo . Aurelio Saffi ha detto « La vita di un popolo non consiste nel diritto di eleggere i propri rappresentanti, ma nell'invigilarli, nel dirigerli sulla via, nel trasmettere loro la propria ispirazione. Nelle piccole repubbliche antiche, il popolo era chiamato a decidere intorno le leggi proposte. Nei grandi Stati moderni, l'associazione deve supplire all'esercizio impossibile di quel diritto. L'opinione del Paese dovrebbe legalmente, normalmente rivelarsi al governo intorno a ogni cosa che tocca i più. ». Mentre Walt Whitman in Prospettive democratiche così sosteneva « Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto. ». Ho ricevuto 3 commenti sul mio blog (di cui do l’URL http://pietrobertiimola.blogspot.com/2009/04/non-ce-limite-al-degrado.html#comments per consentire a tutti di comprendere a pieno il senso di questo mio intervento) che hanno risvegliato in me alcune riflessioni sul senso della democrazia, su come sia facile usare questa parola e fregiarsene salvo poi tenere ed assumere posizioni assolutamente totalitarie, su quanto superficialmente si dia per scontato il perdurare di un concetto che in sé non si può nella realtà mai ritenere sufficientemente compiuto o maturato né nei popoli, né nelle civiltà né tanto meno nei singoli che ne fanno parte.

In merito a questi 3 commenti che ho ospitato sul mio blog, peraltro dando dimostrazione di gran democrazia perché non ho né aggiunto né tolto nulla di quello che è stato espresso liberamente, così altrettanto liberamente intendo esprimere alcuni concetti che reputo, alla luce di quanto ho letto fondamentali.
Il primo fra tutti è quello che sancisce che l’educazione non è patrimonio né del centro, né della destra né della sinistra: appartiene a tutti ed assieme all’educazione le metodologie espressive possono essere in certi casi colorite ma quando diventano pura e mera volgarità non meriterebbero di essere citate.
Il secondo è che il mio pensiero nei vostri confronti lo ho espresso semplicemente dandovi voce; ossia, lasciando che i termini da voi usati parlassero per voi ed esprimessero completamente quello che siete e quello che rappresentate. In via preliminare, concludendo questa mia prima analisi, tengo a specificare che qualunque persona normale legga un commento su un blog di una persona che 1° non ha il coraggio di firmarsi; 2° utilizza delle parole volgari; 3° offende più persone contemporaneamente travalicando completamente quello che potrebbe essere una critica politica o una critica nei confronti della religione o una critica nei confronti dello Stato Vaticano; sappia giungere da sola – come dimostrano già alcuni commenti di risposta ai vostri commenti – alle uniche conclusioni possibili.
Tutto ciò premesso, vi comunico che voi potrete intervenire sul mio blog tutte le volte che vorrete esprimendo liberamente tutti i concetti a voi cari, ma vi chiedo, per cortesia, di eliminare dalle vostre “metodologie espressive” le volgarità; di contro, mi vedrò costretto a pubblicare sì il vostro commento ma altrettanto a riempirlo di omissis dove il linguaggio utilizzato non sia consono. Vi ricordo che a questi blog, e a questi commenti, possono accedere anche persone di età inferiore ai 18 anni e, sinceramente, mi sembrerebbe quanto meno aberrante che dei ragazzini facessero propri i linguaggi che voi utilizzate con così tanta facilità.
In merito a quanto viene detto sulla cacciata del Vaticano dall’Italia, volevo ricordare alle persone che hanno scritto questo che il Vaticano non appartiene al territorio della Repubblica Italiana in quanto Stato a sé stante, come stato a sé stante è la Repubblica di San Marino. Quindi, chi ha scritto questa corbelleria sarebbe meglio che si documentasse su qualunque testo di diritto pubblico o peggio di geografia. In merito invece alla considerazione che voi fate nei confronti delle donne italiane che a quanto pare hanno come colpa quella di voler instaurare relazioni eterosessuali sinceramente date dimostrazione, con le parole che usate, dell’estrinsecazione del concetto delle vera intolleranza, in quanto voi vi permettete di criticare le scelte altrui pretendendo che gli altri vi debbano aderire per forza. Alla faccia della democrazia …!
In merito a questo filo-islamismo che tutti voi e tutte voi tanto vantate, apprezzate, condividete al punto da appoggiarne un’eventuale governo di coalizione con voi in Italia ritengo utile avvertirvi del fatto che proprio perché siete in Italia, in Repubblica e sotto democrazia, che siete libere/i di esprimervi come volete . Differentemente se quello che dite e fate in democrazia lo andaste a dire e a fare in qualunque regime che adotta la legge islamica (es. Afghanistan, Arabia Saudita, Yemen, Somalia, Pakistan, il già citato Iran, solo per fare alcuni esempi) se vi va bene finite condannati da una corte islamica a regime di carcere duro a vita, se vi va bene. Se vi va male venite condannati a morte tramite impiccagione se avete commesso reati di opinione o reati comuni ; se questi sono aggravati viene prevista l’amputazione in pubblico della lingua per gli uomini e degli arti se i reati sono differenti da quelli di opinione. Tutto ciò alle donne non può essere fatto perché verrebbero esposte delle parti del corpo che devono necessariamente restare coperte, e quindi se il reato non ha a che fare con la sfera sessuale, viene adottata l’impiccagione pubblica alle gru. Se invece il reato ha a che fare con la sfera sessuale le donne vengono avvolte in un lenzuolo, testa compresa, alla fine della quale viene messa una corda per evitare che il lenzuolo possa aprirsi, vengono sepolte in terra fino alle costole e vengono lapidate dal popolo. Consiglierei a chi ha il palato forte di visionare i documenti sulla pena di morte e sulle sue metodologie applicative nei paesi islamici. Da quello che si vede nelle immagini sicuramente si desume quanto questa gente non abbia il benché minimo rispetto dei diritti umani. Ulteriore aberrazione che si nota è quella che i sassi vengono lanciati indifferentemente da uomini, ragazzi e donne.
A titolo personale io esprimo la mia più assoluta contrarietà di fronte alla richiesta di adozione da parte di una coppia omosessuale, tenendo ben presente, tra l’altro, tutte le coppie che non potendo aver figli ma avendo tutte le caratteristiche per poter ottenere un’adozione si trovano dal punto di vista burocratico a dover affrontare lungaggini e costi esorbitanti (anche perché è ad oggi più praticabile l’adozione internazionale rispetto a quella nazionale in quanto in Italia il numero di minori dichiarati adottabili è esiguo rispetto alle coppie che richiedono l’adozione).
In merito alla considerazione dell’aborto come metodo contraccettivo sinceramente spero di non aver capito il significato che si vuole dare a questa frase. Al contempo, se l’avessi capito dovrei pensare che una donna che rimane incinta “accidentalmente” possa considerare l’ipotesi di praticare una semplice contraccezione abortendo. Evidentemente, le persone di cui sopra non hanno la benché minima idea e, soprattutto, non danno il benché minimo valore né alla donna né alla vita che porta dentro di sé. Paragonare l’aborto alla contraccezione è semplicemente aberrante, mostruoso ed estremamente svilente di tutto quello che significa il diritto di poter nascere.
In merito ai vostri commenti politici vi posso assicurare che sono molto tranquillo. Sono modestamente cristiano ed ancor più modestamente cattolico. Certo, non mi vergogno di esserlo né tanto meno di dirlo. Inoltre, come potete vedere dal mio curriculum sono entrato in DC da ragazzino ho seguito l’amico Casini nella scelta della fondazione del CCD e lo stesso ho fatto quando ha deciso di far nascere l’UDC. Ero, sono, resto democristiano. Ed è grazie a noi democristiani che voi dell’estrema sinistra che odiate tutto ciò che non sia conforme alla vostra ideologia potete liberamente esprimere e fare senza che nessuno vi contesti nulla. Dimenticavo, a proposito della libertà di espressione, in tutti i paesi che si reputano civili, quando un capo di Stato viene in visita, indipendentemente dallo Stato che rappresenti, gli si riserva il palco per potersi esprimere. Ciò avviene normalmente. La nostra democrazia è talmente grande che ha permesso a gente come voi coadiuvata da pseudo intellettualoidi che ahimè insegnano nelle nostre università a preparare un documento di condanna senza appello nei confronti di un Capo di Stato che si apprestava a far visita e a portare un saluto all’università de “La Sapienza” di Roma. Ebbene, ribadisco, la nostra grande democrazia ha fatto in modo che il Capo di Stato (e cioè il Papa) annullasse il discorso ed anche la semplice visita all’università. Questa è l’applicazione del vostro concetto di democrazia! E siete stati ancor più “democratici” quando, venuti a conoscenza del fatto che il Papa aveva rinunciato a presentare il suo discorso in università, avete sostenuto che non lo ha fatto perché impaurito da voi. Congratulazioni! Tra le tante stupidaggini peraltro risibili che ho visto fare ai centri sociali, ai collettivi, alla sinistra antagonista, alla CGIL, quella di riuscire a non far parlare il Papa, quale Capo di Stato, e di contro osannare, invece, l’entourage politica della Repubblica Popolare Cinese in visita in Italia dimenticandovi l’invasione del Tibet e la repressione mai sopita del popolo Tibetano, piazza Tien-An-Men, le esecuzioni capitali che vengono praticate negli stadi in forma massificata, facendo in modo che il colpo che viene sparato alla nuca del condannato non lo uccida subito affinché sia possibile l’immediato espianto degli organi venduti poi dalla sanità cinese agli occidentali a prezzi altissimi.
Da cattolico poi posso assicurarvi che una volta battezzati e cresimati, indipendentemente dalle scelte che si vogliono fare in vita futura, ebbene tali sacramenti non sono cancellabili in quanto sono rivolti a quello in cui voi non credete, cioè, alla nostra anima immortale.
In merito ai borghesi, sembrerà strano, ma se ne trovano sempre di più a sinistra che da altre parti. Questo dovrebbe farvi meditare.



giovedì 23 aprile 2009

LARGO AI GIOVANI (si fa per dire)

LARGO AI GIOVANI (si fa per dire)
E’ di oggi la notizia che a guidare le liste del Partito Democratico alle elezioni europee 2009 saranno Rita Borsellino nelle Isole, De Castro nella Circoscrizione Sud, Sassoli nella circoscrizione Centro, purtroppo per noi Berlinguer al Nord-Est e Cofferati al Nord-Ovest. Al di là di chi siano i numeri 2 o i numeri 3 nelle 5 circoscrizioni, il leader dei giovani del PD Fausto Raciti ha annunciato che queste liste non saranno votate in quanto solo all’ultimo, durante la direzione, hanno scoperto che i vertici non hanno dato spazio a candidati giovani. Inoltre, il fattore scatenante di questa decisione è motivato dal fatto che i giovani del PD avevano scelto due candidati 25enni, un Abruzzese ed un Toscano, che pur avendo avuto rassicurazioni di essere stati messi in lista hanno trovato i loro posti già occupati, per questioni di correnti, da altri. La delusione è forte ed ancora una volta la gioventù della sinistra attacca le correnti dei franceschiniani, dei veltroniani, dei rutelliani, dei dalemiani, dei fioroniani …… e per bocca del leader Fausto Raciti si chiedono in qualità di loro rappresentanti come spiegheranno ai più di 150.000 giovani che hanno votato alle primarie per questi due candidati per quali ragioni ancora una volta le logiche di partito abbiano prevalso su quello che poteva essere un grande segnale di novità ed un inizio di rinnovamento partendo dalla base. A rincarare la dose c’è il fatto dell’assoluta opposizione che i giovani leader hanno espresso sotto varie forme proprio nei confronti dei capi-lista. Se questa è la gestione Franceschini che doveva rappresentare le novità e che invece la novità si è ben guardato dal prenderla in considerazione, è probabile che la durata stessa della sua gestione arrivi non oltre i dati definitivi dei risultati delle elezioni europee che si prospettano per la sinistra come una debacle. Certo, per quanto ci riguarda, non saremo sicuramente dispiaciuti del fatto che il PD perderà le elezioni europee, però, in ogni caso, è doverosa la solidarietà nei confronti di tutti questi giovani che si sono impegnati credendo di poter portare un cambiamento eleggendo due rappresentanti della loro fascia di età scelti democraticamente con le primarie. Tentativo andato a vuoto per squallide logiche di cui la partitocrazia della sinistra è maestra.

domenica 5 aprile 2009

QUESTO SI’ CHE E’ RINNOVAMENTO!

QUESTO SI’ CHE E’ RINNOVAMENTO!
Venerdì 3 aprile 2009 è apparsa su “Metro” una pubblicità della CGIL che riteniamo estremamente significativa e degna di nota. La pubblicità in sfondo bianco è scritta (chissà perchè) solo ed esclusivamente in caratteri rosso e neri riferita ad un’iniziativa svoltasi sabato 4 aprile . Tale iniziativa aveva come motto (scritto in nero) “Giù le mani da salari, pensioni, libertà e diritti” (scritto in rosso, titolava) “Futuro si” (ed in nero titolava) “Indietro no”.
Per quanto riguarda la prima parte inneggiante al futuro “si” siamo tutti concordi.
Sull’indietro “no” siamo tutti perplessi, in quanto quello che loro ritengono indietro lo hanno puntualmente realizzato alla manifestazione nazionale recentemente conclusasi a Roma e nella quale non si può parlare di indietro “no” ma si può parlare di completa regressione e di ritorno al passato sinistro che tutti ci auguravamo fosse ormai appartenente alla storia e che mestamente ha fatto riapparire quelli che noi ritenevamo dei fantasmi che si sono nel corso della manifestazione materializzati con le bandiere rosse con tanto di falci e martelli stampate e fieramente sventolate da quelli che non si sa bene a che titolo si reputano appartenenti all’ala democratica del PD, primo fra tutti l’ex democristiano Franceschini, che con il suo atteggiamento ha irritato e deluso l’amico Casini, che lo vede come protagonista di uno sbilanciamento verso la sinistra radicale e non apprezza il fatto che questa politica molto più radicale di quella veltroniana sia stata furbescamente affidata ad un ex democristiano.
Probabilmente, una parte non indifferente di elettori del PD, cattolici e moderati, stanno lentamente ma inesorabilmente abbandonando il PD per passare all’UDC. L’UDC correrà da sola nel 70% dei casi utilizzando una forte mobilitazione di tutti i suoi uomini e di tutte le sue donne più rappresentativi e si alleerà con il PDL nel 25% dei casi. Per quanto riguarda il residuo 5% precisamente Firenze e Puglia, le trattative sono in corso.
Venendo alla campagna elettorale amministrativa di Bologna, sono apparsi nuovi manifesti di quel candidato al quale pare non piaccia proprio avere affibbiato addosso lo stemma del PD. Infatti, Delbono che pare che oltre alla mancanza di fotogenicità aggiunge anche la completa mancanza di tempismo nelle sue uscite pubblicitarie, ebbene in quest’ultima oltre alla sua faccia che sembra che aspetti una ispirazione che non si riesce bene a capire da dove debba arrivare, scrive, udite, udite “a Bologna Delbono c’è” , ma se non ricordiamo male proprio la scritta “c’è” non era per caso tratta dalla famosissima pubblicità della birra Ceres nella quale al termine il motto era “Ceres, c’è”

sabato 28 marzo 2009

ONOREVOLE CASINI, UDC : UNA GRANDE LEZIONE DI STILE

ONOREVOLE CASINI, UDC : UNA GRANDE LEZIONE DI STILE
L’amico Casini ancora una volta ha dato sia una lezione di stile sia una lezione comportamentale all’attuale segretario pro tempore del Partito Democratico, D. Franceschini. Infatti, in merito alla tre giorni in cui il PDL alla presenza di 6.000 delegati sta elaborando il progetto di nascita del nuovo partito, l’On. Casini rispondendo alle domande dei giornalisti ha, a tutti, ripetuto la stessa identica frase, e cioè “considero la nascita di un nuovo soggetto politico nel nostro Paese come un atto di alta Democrazia”. Questa è classe e soprattutto è rispetto nei confronti degli altri. Coloro,invece, che si reputano democratici, capeggiati attualmente da Franceschini, per sua bocca non sono entrati assolutamente nel merito della costituzione del nuovo soggetto politico e, neppure, hanno aspettato che questo venisse ufficializzato. Tutt’altro! Dimostrando una totale intolleranza nei confronti di chi sta costruendo il nuovo della politica, si sono limitati, ancora una volta per bocca del loro rappresentante (non è certo un leader!) a dire al Presidente del Consiglio tutto quello che costui dovrebbe fare secondo loro. Ebbene, in uno Stato democratico dove un partito nasce democraticamente normalmente gli avversari di codesto partito possono legittimamente non condividerlo, attaccarlo, opporvisi, ma è da assoluti mancanti di lungimiranza attaccare un neonato soggetto, in corso d’opera, disturbandone i lavori con discorsi che definire penosi è essere generosi. L’invito che mi sento di fare a quel tentativo di segretario, seppur temporaneo, del PD è quello di cominciare, anche se a fatica, ad elaborare uno straccio di programma alternativo a quello del Governo, anche perché la politica del criticare quotidianamente a priori qualunque cosa venga fatta è inutile, deleteria, mancante di costruttivismo e, soprattutto, è tipica di chi non ha nulla da dire.
Pietro Berti

ELEZIONI EUROPEE ALLE PORTE

ELEZIONI EUROPEE ALLE PORTE


Stanno cominciando ad apparire i primi manifesti elettorali delle elezioni europee in giro per le città d’Italia. Tra tutti quelli che ho notato e che , sinceramente, mi hanno lasciato perplesso per le frasi scontate e per la mancanza di novità degli slogan, invece ce n’è uno da pochi giorni affisso che, a differenza degli altri, lancia un bellissimo messaggio che ritengo opportuno segnalare. Il manifesto è bianco in alto al centro su due fila c’è scritto in rosso “smettetela di litigare.” Poi c’è disegnata in nero in modo approssimativo, ma chiaro, una colomba in volo che tiene nel becco un ramo d’ulivo. Sotto alla colomba è apposta in nero la firma di Pier F. Casini senza che sia indicata nessuna onorificenza o carica, in particolare neppure la dicitura “On.”. Al di sotto della firma in basso a destra, vi è un semicerchio arancione con la scritta in bianco Casini. Basta. Stop. Null’altro. Ebbene, dal mio punto di vista è in assoluto il manifesto – vuoi per il periodo pasquale in arrivo, vuoi per la sua semplicità, vuoi per il fatto che non vi sono scritte frasi banali, comuni ahimè agli altri manifesti elettorali e vuoi anche perché questa colomba disegnata così semplicemente forse da un bimbo contiene più simbologia e significato di un libro intero. L’animo di chi guarda questo manifesto bianco si rasserena e forse qualcuno si rende conto che noi ci ricordiamo della nostra cultura e delle nostre tradizioni, che a quelle noi siamo legati perché ci rappresentano, perché non è con il litigio che si raggiungono gli obiettivi, perché non siamo il popolo dei “NO”, perché noi siamo il popolo che ha un legame profondo con il suo passato fiero della democrazia che è stata costruita dai nostri predecessori che ci è stata regalata con il sudore della fronte e con il sangue, che noi siamo il popolo per la pace e che siamo disposti a difenderla in ogni maniera in qualunque posto del mondo i diritti umani più fondamentali vengano violati anche rischiando le nostre stesse vite, consapevoli del fatto che l’ideale viene prima di ogni altra cosa, consapevoli che il bene degli altri viene prima del bene di noi stessi e, soprattutto, consapevoli che molti sono bravi a parlare pochi sono bravi a parlare bene pochissimi sono disposti senza parole a sacrificarsi.
Il manifesto è bello e io mi ci identifico completamente. Buona Pasqua a tutti. Pietro Berti

mercoledì 18 febbraio 2009

ELEZIONI EUROPEE – LISTA CDL PROPOSTA DI CANDIDATURA ON. LE CLEMENTE MASTELLA: RIFLESSIONI



ELEZIONI EUROPEE – LISTA CDL PROPOSTA DI CANDIDATURA ON. LE CLEMENTE MASTELLA: RIFLESSIONI
Dedicato al popolo degli Azzurri: in merito al tam-tam che si sta verificando da parte dei soliti incompetenti della politica, è giusto rilevare, ad onor del vero quanto segue:
L’On.le Clemente Mastella è nato democristiano ed ha svolto politica attiva in questo grande partito democratico che ha salvato insieme al pentapartito l’Italia dai bolscevichi, fino a quando è stato peraltro con un accanimento feroce, praticamente annientato insieme al partito repubblicano, al partito liberale e al partito socialista. Partiti con una storia degna di nota, visto che hanno dato la democrazia all’Italia repubblicana e che hanno fatto in modo che l’Italia non finisse sotto la dittatura sovietica.
Una volta distrutta la Democrazia Cristiana, Clemente Mastella e Pierferdinando Casini hanno dato luce al CCD che insieme al partito di Fini, di Berlusconi e di Bossi ha costituito il Popolo delle libertà. Nel momento in cui le strade di Pierferdinando (che ha fondato l’Unione Di Centro) e di Clemente Mastella (che ha fondato l’UDEUR) si sono divise, Mastella scelse di stare nella coalizione del centro-sinistra.
Durante il malgoverno formato dall’accozzaglia brancaleoniana composta dall’estrema sinistra, rif.com, pdci, verdi, etc oltre che dai centristi dell’UDEUR di Mastella si è verificata una crisi di governo che ha portato alle dimissioni da Ministro della Giustizia l’On.le Mastella.
La cosa grave è che in un momento in cui Mastella era ministro gli è stata arrestata la moglie, la cosa grave è che nel momento in cui era ministro ha ricevuto un avviso di garanzia nel quale gli venivano contestati reati insensati che però hanno fatto in modo che il Ministro , sentendosi tradito e direttamente colpito nella sua famiglia, si dimettesse dalla sua carica in maniera irrevocabile.
Con il passare del tempo, le accuse contro il ministro si sono rilevate prive di fondamento e il tutto si è risolto in un nulla di fatto. Stesso dicasi per la sua signora.
Tutto quanto sopra premesso, ritengo che
A) Il Ministro Mastella abbia dimostrato un notevole atto di coraggio a dimettersi dalla sua carica per poter difendere al meglio se stesso e la sua famiglia;
B) Mastella è stato fondamentale alla caduta del governo Prodi.
C) E’ una persona che si è comportata correttamente ed ha agìto correttamente.
D) Il Sig. Presidente del Consiglio On. Le Dott. Silvio Berlusconi ha deciso di candidare l’On.le Clemente Mastella alle elezioni europee 2009 nelle fila della CDL.

Trovo quantomeno stupido da parte di tutti coloro che si oppongono alla candidatura dell’Onle Mastella alla carica di deputato europeo per una notevole serie di ragioni, prima fra tutte che è una candidatura che è voluta dal premier e sappiamo tutti che quando Berlusconi sceglie una linea politica sulla candidatura di qualcuno lo fa con cognizione di causa. Sappiamo tutti che l’On.le Mastella è una persona politicamente estremamente preparata; sappiamo tutti che la sua candidatura non solo è dovuta ma è una gratificazione per tutto quello che lui ha fatto nel corso dei suoi mandati e per il fatto che è stato tradito da quelli che lui reputava essere i suoi alleati, ed è stato denigrato con accuse infamanti. Ebbene, concludendo, noi non possiamo che apprezzare la linea del Sig. Presidente che ha scelto di premiare una persona corretta. Conseguentemente, invitiamo i novellini della politica a ragionare meglio sulle prese di posizione in ordine ai candidati per ricordarsi che il leader di Centro-Destra è Berlusconi, e se Berlusconi decide di candidare qualcuno lo fa con cognizione di causa, lo fa per la sua esperienza, lo fa perché costui lo merita. Inoltre, va tenuto sempre presente che il nuovo ruolo del centro-destra in Italia è dovuto proprio alla leadership di Berlusconi, alle sue proposte ed idee e soprattutto alla sua capacità di dimostrare all’elettorato come l’alleanza di centro-destra potesse essere un gruppo di governo. Dunque, ora non può sconfessarsi una intera visione politica che ha portato al successo elettorale e di immagine. Pietro Berti

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