Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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FUSIORARI NEL MONDO

Majai Phoria


UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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VIAGGIA CON RYANAIR

JE ME SOUVIENS

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VILLA BERTI VIA BEL POGGIO N. 13 IMOLA http://www.villaberti.it/


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Auguro a voi tutti un buon viaggio nel mio blog.

Anchorage

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Visualizzazione post con etichetta BOLOGNA. Mostra tutti i post
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domenica 24 aprile 2011

Pietro Berti: il mio impegno anti-degrado e contro coloro che lo creano










































































































Da parco pubblico a edilizia privata. Tanti bambini privati di un parco ove poter giocare . L'inquinamento cresce di più se eliminiamo il verde. Comunque, agli abitanti lasciati soli è rimasto solo il dissenso.










Immigrazione: in arrivo denunce per blitz al Cie di Bologna
Filmati all'esame della Digos, si tratterebbe di volti gia' noti 02 marzo, 13:59
ANSA) - BOLOGNA, 2 MAR - In arrivo denunce per gli attivisti che ieri hanno tentato l'irruzione al Cie di Bologna, il centro di identificazione ed espulsione di via Mattei. La Digos sta, infatti, acquisendo i filmati delle telecamere della struttura per identificare gli autori del blitz. Si tratterebbe in gran parte di volti noti, perche' protagonisti in passato di altre manifestazioni. Intanto, e' di quattro feriti fra le forze dell'ordine il bilancio dei brevi tafferugli scoppiati ieri: in ospedale sono finiti tre poliziotti, tutti con prognosi di 10 giorni, e un carabiniere, con prognosi di cinque. (ANSA). fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/emiliaromagna/2011/03/02/visualizza_new.html_1561001722.html

Bologna, 1 mar. (Adnkronos) - Una manifestazione di protesta del centro sociale Tpo ha scatenato una rivolta all'interno del Cie di Bologna. Circa un centinaio di aderenti al centro questa mattina verso le 10 ha scavalcato il muretto di cinta che divide la struttura dalla massicciata della ferrovia e ha raggiunto la cancellata dell'ex Cpt.
Li' i manifestanti sono stati respinti dai militari impegnati nella sorveglianza del centro. Con i megafoni i manifestanti hanno urlato la loro solidarieta' all'indirizzo degli ospiti che hanno innescato una rivolta incendiando alcuni materassi poi spenti dai vigili del fuoco.
01/03/2011 fonte: http://www.libero-news.it/articolo.jsp?id=680219

Bologna Via Barontini: salviamola dalla cementificazione che avanza



Da parco pubblico a edilizia privata. Tanti bambini privati di un parco ove poter giocare . L'inquinamento cresce di più se eliminiamo il verde. Comunque, agli abitanti lasciati soli è rimasto solo il dissenso.

sabato 23 aprile 2011

In quindici fuggono dal Cie segando le sbarre alle finestre



In quindici fuggono dal Cie segando le sbarre alle finestre
La vigilanza riesce a fermare altre sette persone che tentavano di evadere: hanno usato anche aste di metallo per aprirsi la fuga, militari feriti






Quindici fra tunisini e marocchini sono fuggiti la scorsa notte dal Cie di via Mattei, dove erano trattenuti in attesa dell'espulsione; altri sette sono invece stati bloccati dalla polizia dopo una colluttazione.Le forze dell'ordine sono riuscite, in parte, a evitare un'evasione di massa. Intorno alle 3.30 un gruppo di immigrati è riuscito a segare alcune sbarre e oltrepassare la recinzione della struttura. La vigilanza è riuscita a bloccare sette persone, che hanno opposto una violenta resistenza, anche utilizzando aste in metallo che avevano con loro. Nella zuffa, due poliziotti e due militari dell'Esercito hanno riportato lesioni guaribili in cinque giorni. I sette sono stati arrestati. Dai controlli fatti subito dopo si è accertato che altri 15 immigrati erano riusciti ad allontanarsi: 13 tunisini e due marocchini, di età compresa fra i 23 e i 36 anni.



(21 aprile 2011)



PIETRO BERTI PER IL QUARTIERE SAN VITALE





Nel quartiere San Vitale la situazione è insostenibile. Mentre Corticelli pensa a far pulire i muri, Merola a cancellare il civis, al CIE nessuno mette piede, se non per manifestare violentemente,ormai con cadenza settimanale, no global, centri sociali,anarchici,disobbedienti. La politica di Merola è di facciata. Non conosce i problemi di Via Mattei, cosa si candida a fare? ... questo ed altro nel nostro programma per un quartiere migliore, lista civica Aldrovandi Sindaco.




Il parcheggio selvaggio in Via del Parco, dietro quell' ormai rudere di caserma della PS, dove i residenti non trovano spazio x l'auto. Le righe bianche ci vogliono. La prostituzione in Via Mattei a 200 mt dal CIE, il Lazzaretto, vedasi il recente comunicato della CNA, i venerdì ed i sabati in cui le 2 discoteche aperte fino ad orari assurdi, partoriscono giovani strafatti di alcol e droghe,che si aggirano in una delle strade più veloci e pericolose di Bologna, senza prestare attenzione, e dove, ogni fine settimana,ci sono gravi incidenti,o persone che vanno in coma etilico o in overdose, o si mettono in macchina distrutti per poi schiantarsi contro i pali lella via. Non si vuol guardare a tutto questo. Si aspetta Merola che brilla per la sua assenza ed il suo menefreghismo, del resto lo avevamo gia visto con Delbono e, ancora peggio con il fantasma Cofferati. I cittadini sono stanchi di tuttto questo, vogliono poter stare in pace. Scrivete Berti nella scheda del Quartiere San Vitale. Scrivete il cognome di uno che conosce i problemi. Boicottate la CGIL consociativa che dall' esterno attacca i CIE, poi vi entra e fa quello che vuole. Boicottate questa finta sinistra, che non ha piu idee, ma che si guarda bene dal dir qualcosa sulle perenni manifestaziono di Casarini ed Agnoletto. Cambiamo il quartiere, mandiamo Merola al ballottaggio per poi cacciarlo a casa, magari a lavorare.
Aldrovandi al ballottaggio per vincere.




mercoledì 20 aprile 2011

Pietro Berti: Le mie battaglie contro il degrado a Bologna







































































































Da parco pubblico a edilizia privata. Tanti bambini privati di un parco ove poter giocare . L'inquinamento cresce di più se eliminiamo il verde. Comunque, agli abitanti lasciati soli è rimasto solo il dissenso.

domenica 17 aprile 2011

Report Bologna La città dei rancori


La puntata di Report del 17.04.2011 dedicata ai candidati sindaco a Bologna in onda domenica


E scatta la «paranoia» per Report La trasmissione parlerà della «crisi di Bologna che da anni non riesce più a eleggere un sindaco all'altezza» A giudicare dal tam tam in Rete saranno molti i bolognesi che domenica sera guarderanno la puntata di Report dedicata alla crisi della città. Negli ultimi giorni, soprattutto nel Pd, si è diffusa la consapevolezza che il ritratto della città che uscirà dalla trasmissione non sarà dei più edificanti. D’altra parte non ci vuole molta fantasia per capire come sarà la puntata. Basta leggere il sottotitolo del lancio del programma: «La crisi di Bologna che da anni non riesce più ad eleggere un sindaco all’altezza della situazione». Per ora si tiene fuori da questo clima il segretario del Pd, Raffaele Donini: «Commenterò solo dopo aver visto la trasmissione». Addirittura ieri l’ex direttore generale di Acer, Ermanno Tarozzi (Pd) ha postato in Rete un commento con il quale sollevava dubbi sull’opportunità che la Gabanelli facesse una trasmissione su Bologna a ridosso delle elezioni visto che «la nipote Beba Gabanelli è candidata nella lista di Sel e Frascaroli». E poi ha aggiunto: «In un’intervista ad un nostro iscritto hanno fatto di tutto perché parlasse male di Merola e di Cofferati. No pasar comunque». Viene spontanea una domanda: ma Sel e la Frascaroli non sono alleati di Merola? 15 aprile 2011 estratto da: http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2011/15-aprile-2011/scatta-paranoia-report-190441293767.shtml

sabato 16 aprile 2011

La Mia Candidatura per il Quartiere San Vitale a Bologna












IL MIO IMPEGNO PER UN QUARTIERE SENZA DEGRADO DEBELLIAMO INSIEME IL DEGRADO CITTADINO CON IL VOSTRO VOTO . I SEMAFORI A BOLOGNA ED IN PARTICOLARE NEL QUARTIERE SAN VITALE DEVONO FUNZIONARE 24 h /24 h PER LA SICUREZZA DI TUTTI.
E CI POTETE CONTARE CHE MI IMPEGNERO' PER UNA GUERRA SENZA QUARTIERE CONTRO LE DISCOTECHE NEI PRESSI DI VIA MATTEI CHE RIMPINZANO GIOVANI E ANCOR PIU' GIOVANI DI ALCOL FINO ALLE 8,00 DEL MATTINO NEI GIORNI DEL WEEK END E DOVE LA PERCENTUALE DI INCIDENTI STRADALI VISTO CHE LA STRADA E' UN GRANDISSIMO RETTILINEO CHE PARTE DALLA ROTONDA DI VIA MASSARENTI ED ARRIVA FINO AGLI STRADELLI GUELFI E IN CUI MACCHINE E MOTO DURANTE LA NOTTE SFRECCIANO A VELOCITA' INCREDIBILI.
NON ESISTONO CONTROLLI DI POLIZIA IN ZONA E ALLA MEDIA DI 3/4 VOLTE AL MESE SI VERIFICANO INCIDENTI DI MEDIA ENTITA', GLI ALTRI PURTROPPO SONO GRAVI. LE BARRE RALLENTANTI NEI PRESSI DELLE ZONE ABITATE SONO UNA CHIMERA.
LA CITTADINANZA DEL QUARTIERE NON NE PUO' PIU' DEL FATTO CHE REGOLARMENTE OGNI VENERDI' POMERIGGIO, SABATO MATTINA E DOMENICA POMERIGGIO LA VIA MATTEI SI TROVI BLOCCATA A CAUSA DELLE MANIFESTAZIONI RISPETTIVAMENTE DEI NO-GLOBAL, DEI CENTRI SOCIALI, DEGLI ANARCHICI, E DI RIF. COM. CON I DISOBBEDIENTI CHE INCITANO GLI OSPITI DEL CIE ALLA RIVOLTA SCATENANDO EPISODI DI VIOLENZA CHE PORTANO AD INCENDI, DANNEGGIAMENTI, LESIONI, RISSE ED ALTRI CRIMINI E SCONTRI ORDITI DAI SOLITI NOTI


VOTA PIETRO BERTI LISTA ALDROVANDI PER IL QUARTIERE SAN VITALE

Bologna: la mia lotta al degrado cittadino


























Bologna: Civis, un articolo in Francia prendeva in giro le Due Torri

Bologna: Civis, un articolo in Francia prendeva in giro le Due Torri Cronaca

(Adnkronos) - Dall'inchiesta della Procura felsinea emerge che l'approvazione del mezzo ci fu nonostante la sua affidabilita' avesse lasciato perplessi i cinque tecnici chiamati da Atc, l'azienda di trasporto cittadina, a valutare il progetto prima della sua definitiva adozione. E per questo, a conclusione dei lavori nell'ottobre del 2003, la commissione prescrisse all'azienda di via di Saliceto di testare il mezzo su strada prima di aggiudicare definitivamente la gara d'appalto a Irisbus, l'unica impresa che tra l'altro aveva partecipato al bando. Ma quei test preliminari, in base a quello che emerge dall'inchiesta, non sarebbero mai stati eseguiti. Il lavoro della commissione fini' il 9 ottobre del 2003 con sei raccomandazioni fatte ad Atc, mentre l'aggiudicazione del sistema e' del 16 febbraio 2004 dopo un provvedimento provvisorio di aggiudicazione del 21 ottobre 2003. E in quel frangente non risulta che sia stata fatta alcuna prova. Due tecnici di Atc vennero mandati in Francia dove il Civis veniva sperimentato a Rouen con caratteristiche peraltro molto diverse da Bologna. Ma come loro stessi hanno gia' spiegato al pm il viaggio servi' solo a osservare perche' il Cda di Atc non li aveva incaricati di fare test. Una omissione che verra' ovviamente valutata dai magistrati. Nell'inchiesta sono indagati per corruzione l'ex sindaco di Bologna, Giorgio Guazzaloca, Maurizio Agostini, allora presidente di Atc, Paolo Vestrucci e Claudio Comani, componenti del cda di Atc nominati da Guazzaloca, e i quattro legali rappresentanti di Irisbus che si sono succeduti dal dicembre 2002 all'ottobre 2010.

La crisi (e le elezioni) di Bologna domani sera a Report

La crisi (e le elezioni) di Bologna domani sera a Report "Dalla città modello al rischio di fallimento per tutti...", dice il promo. E in città si alza il polverone."La crisi di Bologna che da anni non riesce più ad eleggere un sindaco all’altezza della situazione". Così Report, il noto programma di Milena Gabanelli, presenta sul suo sito la puntata che andrà in onda domani sera, domenica 17 aprile, su Rai3. In città cresce l'attesa, e iniziano le polemiche, per una trasmissione che certo farà discutere e che si annuncia "non tenera" nei confronti di Bologna. Proprio nei giorni in cui sui giornali cominciano a uscire i primi sondaggi sulle elezioni. I dettagli nella nostra cronaca di Bologna.

venerdì 15 aprile 2011

Gli Ausiliari del traffico

Gli ausiliari del traffico hanno il potere di irrogare multe solo per divieto di sosta. Servizio aggiornamento gratuito a disposizione degli utenti registrati di Unione Consulenti.La Corte di Cassazione, con sentenza 27 luglio 2007, n. 167777, ha per l'ennesima volta ribadito che gli ausiliari del traffico possono irrogare multe esclusivamente per divieti di sosta, delimitando, ancora una volta, i poteri di questi soggetti.La doverosa precisazione della Suprema Corte si è resa necessaria in seguito ad una multa, ad opera degli ausiliari del traffico, ad un automobilista che aveva percorso, con la sua autovettura, un tratto di carreggiata destinata alla sola circolazione dei mezzi pubblici.L'automobilista ha presentato ricorso adducendo che gli ausiliari del traffico non sono autorizzati ad irrogare sanzioni per questo tipo di violazione del Codice della Strada ed ha avuto ragione.Infatti, i Giudici della Cassazione hanno evidenziato che "il legislatore ha avuto cura di puntualizzare che le funzioni degli ausiliari del traffico riguardano soltanto le violazioni in materia di sosta e limitatamente alle aree oggetto di concessione"; con questa espressione la Suprema Corte ha voluto ribadire ancora una volta che i poteri di questi soggetti sono collegati alla sola funzione del rispetto delle aree di parcheggio.Nella stessa sentenza, e sempre limitatamente alla funzione loro propria, ovvero la sola garanzia della funzionalità dei parcheggi finalizzata ad evitare problemi di circolazione nei centri abitati, la Corte di Cassazione ha poi ribadito che i poteri degli ausiliari del traffico si estendono fino alla disposizione della rimozione dei veicoli in contravvenzione, ma solo in determinate ipotesi:- quando un'altra autovettura regolarmente in sosta si trova impossibilitata ad accedere;- quando un'altra autovettura regolarmente in sosta si trova impossibilitata a spostarsi;- quando un'autovettura si trova parcheggiata in seconda fila o in spazi riservati allo stazionamento ed alla fermata dei veicoli.Questa sentenza ha portato alla nullità del verbale di contestazione dell'infrazione dell'automobilista che procedeva lungo una corsia riservata ai mezzi pubblici, per assoluta incompetenza dell'ausiliario del traffico che vi ha provveduto, in quanto la contestazione in esame esorbita dalle competenze sue proprie.Articolo a cura dell'Avv. Alessandra Messa
estratto da: http://www.unioneconsulenti.it/article.php?sid=1625 Controlli e sanzioni Per coadiuvare gli organi di polizia stradale nell’attività di accertamento di violazioni in materia di sosta sulle strade comunale e di circolazione e sosta sulle corsie riservate, è stata istituita la figura dei c.d. "ausiliari del traffico" (art. 17, commi 132 e 133 della legge 15.5.1997 n. 127 e s.m.i.). La nomina dei soggetti incaricati di svolgere le predette funzioni è di competenza del Sindaco, che avviene dopo una preventiva valutazione della idoneità personale ed un percorso formativo sulle materie collegate alle violazioni accertabili ed alle relative procedure di accertamento. Gli accertatori hanno la qualifica di pubblico ufficiale ai sensi dell’art. 357 c.p. Le funzioni di accertamento delle violazioni, a Bologna, sono esercitate da: accertatori dipendenti dal Comune di Bologna; accertatori dipendenti da ATC SpA. Gli accertatori di ATC L’attività di accertamento, per ATC, viene effettuata dagli Operatori qualificati della mobilità, i quali hanno i seguenti compiti: accertamento delle violazioni in materia di sosta; accertamento delle violazioni in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico; competenza a disporre la rimozione dei veicoli nei casi previsti dal Codice della Strada (area fermata bus, piazzole taxi, doppia fila, sosta in posizione di impedimento per altri veicoli). I preavvisi degli accertatori di ATC sono redatti tramite PDA - Personal Digital Assistant (PC palmare). Pagamento on line delle sanzioni E' attivo sul sito del Comune di Bologna un nuovo servizio che consente di pagare con carta di credito, utilizzando adeguati protocolli di sicurezza, le sanzioni amministrative (multe). Per informazioni di dettaglio ed accedere al servizio di pagamento vai al sito del Comune di Bologna. Come effettuare i ricorsi Qualora si ritenga di aver ricevuto una sanzione ingiusta, è possibile presentare un ricorso. Si può inoltrare l’istanza al Giudice di Pace, oppure al Prefetto. Ricorso al Giudice di Pace Il ricorso va redatto in carta semplice e presentato alla cancelleria del Giudice di Pace - Via Barontini, - Bologna entro 60 giorni dalla data di contestazione o di notifica del verbale.Il ricorso dovrà contenere un recapito in Bologna ed avere in allegato l’originale del verbale che si vuole impugnare. In assenza del recapito, le comunicazioni a colui che ha presentato ricorso avverranno tramite deposito alla Cancelleria del Giudice di Pace.Il modulo per il ricorso può essere scaricato dal sito del Giudice di Pace: Ricorso al Prefetto Il ricorso va redatto in carta semplice oppure su apposito un modulo distribuito dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Bologna. Al ricorso va allegato il verbale impugnato e altra documentazione che si ritiene utile allo scopo.Il ricorso può essere consegnato in Prefettura negli orari all’uopo indicati ed esposti al pubblico oppure inviato con raccomandata con ricevuta di ritorno al Comando della Polizia Municipale - Via E. Ferrari 42 - Bologna. estratto da: http://www.atc.bo.it/sosta/controlli-e-sanzioni Sanzioni – ausiliari del traffico – parcheggio sul marciapiede – competenza – insussistenza Gli ausiliari del traffico non possono infliggere multe nei casi di parcheggio su un marciapiede non funzionale al posteggio o nei casi di manovra in un'area in concessione e neppure nei casi di circolazione in corsie riservate ai mezzi pubblici. (1) (1) Relativamente all’ordinanza di rimessione inerente le competenze degli ausiliari del traffico, si veda Cassazione civile, sez. II, ordinanza 08.01.2008 n° 166. (Fonte: Altalex Massimario 3/2009. Cfr. nota su Altalex Mese - Schede di Giurisprudenza)
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II CIVILE Sentenza 13 gennaio 2009, n. 551 FATTO E DIRITTO G.L. impugna per cassazione la sentenza 3 novembre 2005, n. 5899 con la quale il Giudice di pace di Bologna ne ha rigettato l'opposizione proposta avverso il verbale n. 583517 redatto nei suoi confronti il 6 aprile 2005 dalla polizia municipale della città per avere posteggiato un ciclomotore sul marciapiedi di Viale ****.Parte intimata resiste con controricorso.Attivatasi procedura ex art. 375 c.p.c., il Procuratore Generale fa pervenire requisitoria scritta nella quale conclude chiedendo la reiezione del ricorso per sua manifesta infondatezza.Il Collegio, condividendo precedenti pronunzie di legittimità in controversie analoghe (Cass. 26 gennaio 2005, n. 1565, 7 aprile 2005, n. 7336, 17 febbraio 2006, n. 18186, 27 luglio 2007, n. 16777 e recentemente su ricorso 16954/06 deciso il 10 novembre 2008) ritiene di non poter recepire le opinioni e le conclusioni espresse dal P.G.Né ciò osta alla procedura - ed alla pronunzia - in camera di consiglio, la cui inesperibilità è ravvisabile solo ove la Suprema Corte ritenga che non ricorrano le ipotesi di cui al primo comma dell'art. 375 c.p.c., ovvero che emergano condizioni incompatibili con una trattazione abbreviata, nel qual caso la causa deve essere rinviata alla pubblica udienza; ove, per contro, la Corte ritenga che la decisione del ricorso presenti aspetti d'evidenza compatibili con l'immediata decisione, ben può pronunziarsi per la manifesta fondatezza dell'impugnazione, anche nel caso in cui le conclusioni del P.G. fossero, all'opposto, per la manifesta infondatezza, e viceversa (ex pluribus, Cass. 11 giugno 2005, n. 12384, 3 novembre 2005, n. 21291 SS.UU.).La l. 15 maggio 1997, n. 127, art. 17, comma 132, ha stabilito che "i comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione".Al comma 133, poi, il medesimo art. 17 dispone che "le funzioni di cui al comma 132 sono conferite anche al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone nelle forme previste dalla l. 8 giugno 1990, n. 142, artt. 22 e 25, e successive modificazioni. A tale personale sono inoltre conferite, con le stesse modalità di cui al primo periodo del comma 132, le funzioni di prevenzione e accertamento in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico, ai sensi del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 6, comma 4, lettera c)".La l. 23 dicembre 1999, n. 488, art. 68, comma 1, ha successivamente chiarito che "la l. 15 maggio 1997, n. 127, art. 17, comma 132 e 133, si interpretano nel senso che il conferimento delle funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni, ivi previste, comprende, ai sensi del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 12, comma 1, lettera e), e successive modificazioni, i poteri di contestazione immediata nonché di redazione e sottoscrizione del verbale di accertamento con l'efficacia di cui agli articoli 2699 e 2700 del codice civile" (comma 1). La norma ha, inoltre, stabilito che queste funzioni, "con gli effetti di cui all'articolo 2700 del codice civile, sono svolte solo da personale nominativamente designato dal sindaco previo accertamento dell'assenza di precedenti o pendenze penali, nell'ambito delle categorie indicate dalla citata l. n. 127 del 1997, art. 17, comma 132 e 133" (comma 2), disponendo, altresì, che a detto personale "può essere conferita anche la competenza a disporre la rimozione dei veicoli, nei casi previsti, rispettivamente, dal d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 158, lettere b) e c) e comma 2, lettera d)" (comma 3).Il legislatore, in presenza ed in funzione di particolari esigenze del traffico cittadino, quali sono la gestione delle aree da riservare a parcheggio e l'esercizio del trasporto pubblico di persone, ha stabilito con le norme sopra richiamate che determinate funzioni, obiettivamente pubbliche, possano essere eccezionalmente svolte anche da soggetti privati i quali abbiano una particolare investitura da parte della pubblica amministrazione, in relazione al servizio svolto, in considerazione "della progressiva rilevanza dei problemi delle soste e parcheggi" (Corte cost., ord. n. 157 del 2001).Inoltre, con la norma interpretativa sopra richiamata (art. 68, cit.) ha impresso ai verbali redatti dal succitato personale l'efficacia probatoria di cui agli artt. 2699 e 2700 c.c.L'art. 17, commi 132 e 133, tenuto conto della rilevanza e del carattere eccezionalmente derogatorio della funzioni conferite a soggetti che, sebbene siano estranei all'apparato della pubblica amministrazione e non compresi nel novero di quelli ai quali esse sono ordinariamente attribuite (art. 12 c.d.s.), vengono con provvedimento del sindaco legittimati all'esercizio di compiti di prevenzione ed accertamento di violazioni del codice della strada sanzionate in via amministrativa, deve ritenersi norma di stretta interpretazione (Cass. 7 aprile 2005, n. 7336 cit.).Il legislatore, evidentemente conscio di tale natura delle dettate disposizioni, ha quindi avuto cura di puntualizzare che le funzioni, per i dipendenti delle imprese gestrici di pubblici posteggi, riguardano soltanto le "violazioni in materia di sosta" e "limitatamente alle aree oggetto di concessione", poiché la loro attribuzione è apparsa strumentale rispetto allo scopo di garantire la funzionalità dei posteggi, che concorre a ridurre, se non ad evitare, il grave problema del congestionamento della circolazione nei centri abitati.In tal senso, è significativo che al personale in esame "può essere conferita anche la competenza a disporre la rimozione dei veicoli", ma esclusivamente nei casi previsti dall'art. 158, comma 2, lett. b), c), e d) (art. 68, comma 3, cit.), ovvero "dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento dei veicoli in sosta", "in seconda fila", "negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata" dei veicoli puntualmente indicati.Analogamente, la l. n. 127 del 1997, art. 17, comma 133, come interpretato dalla l. n. 488 del 1999, art. 68, costituisce norma di stretta interpretazione per quanto riguarda le funzioni di prevenzione e accertamento in materia di "sosta nelle aree oggetto di concessione", ove ne siano state concesse alle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone, ed "inoltre" di "circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico" attribuite al personale ispettivo delle dette aziende.Ne consegue che gli ausiliari del traffico, dell'una e dell'altra categoria, in tanto sono legittimati ad accertare e contestare violazioni a norme del codice della strada, in quanto dette violazioni concernano disposizioni in materia strettamente connessa all'attività svolta dall'impresa - di gestione dei posteggi pubblici o di trasporto pubblico delle persone - dalla quale dipendono ove l'ordinato e corretto esercizio di tale attività impediscano od in qualsiasi modo ostacolino o limitino.Laddove, invece, le violazioni consistano in condotte diverse - quale, nella specie, il posteggio su di un marciapiedi non funzionale al posteggio od alla manovra in un'area in concessione e neppure alla circolazione in corsie riservate ai mezzi pubblici - l'accertamento può essere compiuto esclusivamente dagli agenti di cui all'art. 12 c.d.s. e non anche dagli ausiliari del traffico, di cui alla l. n. 127 del 1997, art. 17, comma 132 e, per quanto più interessa, 133.Il ricorso va dunque accolto e la sentenza impugnata va conseguentemente cassata.Peraltro, non risultando necessari ulteriori accertamenti di merito, emergendo dagli atti che la violazione di divieti posti da codice della strada è stata accertata da un soggetto non legittimato a detto accertamento ai sensi della l. n. 127 del 1997, art. 17, comma 133, la causa può essere decisa nel merito, con l'accoglimento dell'opposizione e la condanna del Comune di Bologna al pagamento delle spese del giudizio di merito e di quello di legittimità. P.Q.M. accoglie il ricorso e, decidendo nel merito, annulla il verbale di contestazione opposto; condanna il Comune di Bologna al pagamento delle spese di lite, che liquida, per il primo grado, in euro 700, di cui euro 600 per onorari e, per il grado di legittimità, in euro 500, di cui euro 400 per onorari, oltre accessori
estratto da: http://www.altalex.com/index.php?idnot=44488

giovedì 14 aprile 2011

Bologna: Profughi: case pubbliche sfitte agli immigrati

Profughi: case pubbliche sfitte agli immigrati Tra domani e sabato arriveranno 173 (contro 120) stranieri nel territorio bolognese e spunta una nuova ipotesi Tutti i dettagli nel Carlino in edicola
Bologna, 14 aprile 2011 - AUMENTO, netto. Più immigrati sul territorio bolognese: le stime schizzate appena martedì dal governatore Vasco Errani e dal responsabile della Protezione civile regionale Demetrio Egidi sono già state stracciate. Si doveva partire con 120 stranieri sbarcati in provincia, siamo già a quota 173. Arriveranno domani, probabilmente nella notte, al più tardi sabato mattina. Alcuni con un volo charter, altri in treno. Ma arrivano, eccome. E le istituzioni varano il piano per l’emergenza immigrati in fuga dal Nord Africa: su Bologna le strutture per i 70 tra tunisini e libici attesi sono Villa Aldini sul Colle dell’Osservanza, Villa Pallavicini della Caritas, la struttura dei Poveri Vergognosi di via del Milliario a Santa Viola, l’Opera Marella di San Donato, ma anche i Prati di Caprara. «La variazione numerica degli arrivi ci porta a dovere organizzare anche la caserma — spiega il commissario Anna Maria Cancellieri —. C’è una struttura già pronta, nell’edificio, che potrebbe accogliere fino a 30 stranieri. Ma non di più». Perché il nodo, sui Prati di Caprara, è proprio questo: da una parte la Protezione civile, che immaginava un centro con disponibilità anche di 500 posti; d’altro canto il commissario e i politici (Errani in testa) non vogliono ghetti e hanno bocciato il maxi campo. I NUMERI, di nuovo. Arrivano 173 immigrati, 70 solo a Bologna. Gli altri invece verranno sparsi sull’intero territorio provinciale. Dove? Ieri pomeriggio in via Finelli, in Provincia, primo incontro per il tavolo tecnico di coordinamento per l’accoglienza dei nordafricani con l’assessore provinciale alla protezione civile Emanuele Burgin e i rappresentanti dei sette distretti (Comune di Bologna, Pianura est, Pianura ovest, Imolese, San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno e Porretta Terme). Il nucleo operativo dovrà indicare, entro domani (quando in Regione verrà stilato il piano completo), le strutture individuate, il numero e la tipologia (famiglie, singoli, donne) di persone che è possibile accogliere in ciascun distretto. La distribuzione numerica sul territorio rimane proporzionale al numero di residenti nel distretto: saranno accolti solo i cittadini appartenenti ai Paesi del Nord Africa in possesso dei requisiti per l’ottenimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari. «L’obiettivo — sottolinea Burgin — è quello di non creare dei lager, ma di individuare strutture, anche appartamenti, in grado di accogliere al massimo 10/15 persone». APPARTAMENTI, ecco la svolta: come deciso a Modena, anche in provincia di Bologna si cercheranno «immobili pubblici sfitti, ma si tratta di numeri piccoli, un appartamento o al massimo due per Comune — aggiunge Burgin —, dove sia possibile collocare gli stranieri in condizioni umane. Siamo ancora nella fase del censimento, però. I siti saranno molti e sparpagliati in tutto il territorio. Ora a livello distrettuale i singoli sindaci si parleranno e procederanno alla ricognizione finale». Certo l’impiego di quindici strutture ecclesiastiche o di associazioni religiose e di sette centri ad hoc. «Ci sono stabili di varie dimensioni e tipologie — sottolinea Burgin —. Non tutte verranno però utilizzate subito: questa emergenza può durare molto tempo». LA VERA incognita (che sta creando anche rallentamenti nell’individuazione dei siti e ha mandato in tilt molti Comuni) riguarda le spese da sostenere per la gestione degli stranieri. Un milione di euro disponibile per un mese, il plafond che la Regione mette a disposizione. Ma poi? «Il tema del riconoscimento economico esiste, ci sono anche privati che possono intervenire, hanno manifestato la loro disponibilità. Ma servono soldi — chiude Burgin —. L’ultimo nodo riguarda la gestione amministrativa». L’Urp del Comune, per ora, non farà da collettore degli arrivi, ha dichiarato ieri Palazzo d’Accursio in una nota. Maggiori approfondimenti nel Carlino in edicola di Valerio Baroncini
estratto da: http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/04/14/490174-case_pubbliche_sfitte.shtml

mercoledì 13 aprile 2011

Le mie battaglie contro il degrado a Bologna
























Bologna Elezioni Amministrative 2011: sondaggi e polemiche

Le novità politiche di oggi: i Verdi per raglio del candidato Filippo Bortolini hanno definito il partito di Grillo "la nuopva lega nord" "stesso linguaggio, per questo sanno solo attaccare gli altri", "una delle tante ragioni per le quali non vanno votati perchè costituiscono un pericolo per la città di Bologna". Bugani, Movimento 5 Stelle: "il SEL , lista vendoliana in appoggio al candidato del centro sinistra Virginio Merola, guidato da Amelia Frascaroli, ha imbarcato un'accozzaglia di persone che non c'entrano niente le une con le altre e non si capisce dove speri di arrivare. Probabilmente da nessuna parte. ... in merito al PD il candidato gaffeur di Bologna si vergogna del simbolo del PD tanto che non lo ha messo sui manifesti. Merola, prova a smarcarsi ma lui era l'assessore di punta del tragico quinquennio in cui ha governato Cofferati." La replica del SEL non si è fatta attendere e premettendo che "gente che non ha programmi politici, schemi o idee per il benessere della città voglia governarla è semplicemente assurdo.", la polemica con i Grillini prosegue sulla stampa: "Il Movimento 5 stelle usa linguaggi volgari, è qualunquista, si reputano i lnuovo che avanza mentre non fanno altro che parlare male degli altri per evitare di parlare male di se stessi e dei loro schemi".

In data odierna è stato pubblicato un recentissimo sondaggio nel quale si conferma certo il ballottaggio il 29 e il 30 maggio 2011 che su un campione di 3.500 elettori sparsi in tutta l’area bolognese si ha come primo partito quello degli indecisi che a 32 giorni dal voto rappresentano il 42% degli intervistati . Tra questi vi sono persone a cui il voto non interessa nulla. Se da un lato tutti i candidati a parte Anna Montella de “La Destra” e Massimo Bugani de “Il Movimento 5 stelle” non sono conosciuti, di tutti gli altri invece i cittadini sono a conoscenza della candidatura. Fattore interessante è che Merola è dato al 35,5% , Corticelli raggiunge a mala pena il 6% , Bernardini il 7% , Aldrovandi al 6,9% , Carcano all’1%, Bugani al 2%. Un dato significativo sta nel fatto che gli elettori del SEL e del PD raggiungono una percentuale molto più alta rispetto a quella che faticosamente viene raggiunta dal loro candidato a sindaco. Il segretario regionale del PD , Stefano Bonaccini, invita Corticelli e tutti gli altri candidati ad essere prudenti nell’analizzare i sondaggi, dicendo che se fossero letti in maniera diversa Merola vincerebbe tranquillamente al primo turno. Precisa, inoltre, che i ldato “va preso su chi risponde” eliminando dal conteggio gli indecisi . Concludendo, liste a parte, a quanto pare , il candidato più inviso agli elettori ad oggi è Merola che invece di aumentare nei consensi è in calo.

martedì 12 aprile 2011

Bologna Elezioni Amministrative 2011






il Pres. Pier Ferdinando Casini e Pietro Berti














Stefano Aldrovandi e Pietro Berti










Maria Cristina Marri e Pietro Berti







l'On. Gian Luca Galletti e Pietro Berti




















Silvia Noè e Pietro Berti


























Bologna Elezioni del 15 e 16 maggio 2011, nella scheda rosa al Quartiere San Vitale scrivi Pietro Berti - Lista Aldrovandi Sindaco - perchè il quartiere ritorni ad avere la dignità di essere definito tale.


Con il mio lavoro al San Vitale la parola degrado sarà solo un ricordo.






Al Comune , scheda azzurra scrivi Marri - Lista Aldrovandi Sindaco quando è l'esperienza a fare la politica.


sabato 9 aprile 2011

Bologna: fannulloni in ufficio periferico ministero, 33 avvisi fine indagine

Palestra e shoppingin orario di lavoro Indagati 33 fannulloni


Incastrati dalle telecamere della Finanza dopo la denuncia di un dipendente disgustato dai colleghi del dipartimento comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico. Sotto inchiesta i quattro capi settore. Accuse di truffa aggravata

BOLOGNA, 9 APRILE 2011 - Sono tutti finiti sotto inchiesta i quattro capi settore del Dipartimento comunicazioni ispettorato territoriale dell’Emilia-Romagna, il sott’ufficio del ministero dello Sviluppo economico in via Nazario Sauro a Bologna dove un’inchiesta delle Fiamme gialle ha scoperto che 33 dipendenti su una quarantina in tutto erano “fannulloni”. Tra i 33 finiti sotto inchiesta per truffa aggravata ai danni dello Stato (nei giorni scorsi hanno ricevuto un avviso di fine indagine, solitamente preludio di una richiesta di rinvio a giudizio), ci sono anche i quattro capi settore delle diverse aree di cui l’ufficio di via Nazario Sauro si compone. Sono due donne e due uomini. C’e’ A.F., direttrice del settore ‘Autorizzazioni, verifiche e controlli’, e A.I., responsabile del settore ‘Logistico’. Gli uomini, invece, sono E.B., capo del settore ‘Reti e servizi di radiodiffusione’, e P.M., che dirige il settore ‘Reti e servizi di comunicazione elettronica’. Le posizioni dei quattro dirigenti non sono tutte uguali. Del resto, tra i 33 indagati, a qualcuno sono contestati ritardi di venti minuti e assenze ‘clandestine’ di tre quarti d’ora, mentre ad altri sono imputate uscite sistematiche (come quella dell’assistente amministrativa che andava abitualmente in palestra) o ‘fughe’ di quattro o cinque ore. Di certo c’e’ che, tra i quattro dirigenti, la posizione piu’ grave e’ quella di A.F., la direttrice del settore ‘Autorizzazioni, verifiche e controlli’. Fa infatti parte del ‘nucleo duro’ dei primi sette colleghi denunciati all’autorita’ giudiziaria dal dipendente presento’ l’esposto nel maggio 2009, indignato per il comportamento tenuto da tanti in ufficio. L’onesto impiegato punto’ il dito su sette persone, tra cui A.F. e diverse altre persone che lavoravano nel settore da lei diretto.--> GUARDA IL VIDEO estratto da: http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/04/09/487732-dipendenti_fannulloni.shtml


Bologna: fannulloni in ufficio periferico ministero, 33 avvisi fine indagine Cronaca Bologna, 9 apr. (Adnkronos) - Su circa 40 dipendenti 33 si facevano gli affari propri durante l'orario d'ufficio. Ma i fannulloni sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza di Bologna e ora sono finiti nei guai per truffa aggravata ai danni dello Stato. Nei loro confronti la pm della Procura felsinea, Antonella Scandellari, ha emesso altrettanti avvisi di fine indagine che solitamente preludono alla richiesta di rinvio a giudizio. Gli indagati lavorano per il Dipartimento Comunicazioni Ispettorato Territoriale Emilia-Romagna legato al ministero dello Sviluppo economico. Le indagini sono partite nel maggio del 2009 dopo la denuncia di un dipendente stanco di assistere al comportamento lassista di un gruppo di 7 o 8 colleghi che erano i piu' determinati a fare nulla influenzando negativamente tutti gli altri. La telecamera piazzata dalle fiamme gialle davanti al portone dell'ufficio situato in via Nazario Sauro, nel centro di Bologna, ha poi suffragato la denuncia. I 33 indagati giungevano in ufficio oltre l'orario di entrata e uscivano solitamente prima. (segue) 09/04/2011 fonte: http://www.libero-news.it/articolo.jsp?id=711797 DIPENDENTI MINISTERO ASSENTI IN ORARIO UFFICIO, 33 INDAGATI

18:20 09 APR 2011 (AGI) - Bologna, 9 apr. - A fare la spesa o in palestra in orario di ufficio, magari timbrandosi reciprocamente, per farsi un favore, il cartellino: in questo modo alcuni dipendenti arrivavano in ufficio con due ore di ritardo od uscivano prima della fine del turno, certi di farla franca. Dovranno rispondere di truffa aggravata ai danni dello stato 33 dipendenti della sede di Bologna del Ministero dello Sviluppo Economico - dipartimento comunicazioni ispettorato regionale dell'Emilia Romagna, indagati dalla procura di Bologna in seguito alla denuncia di un collega. A tutti e' stato recapitato un avviso di fine indagine, che di solito prelude a una richiesta di rinvio a giudizio. A incastrare i "fannulloni", una telecamera della Guardia di Finanza, piazzata per due mesi sopra al portone d'ingresso del palazzo, che ha filmato entrate e uscite dei dipendenti. Le indagini delle fiamme gialle, coordinate dal pm Antonella Scandellari, hanno evidenziato comportamenti definiti "abituali" degli indagati.



Shopping e palestra, non al lavoro Nei guai 33 fannulloni Sono dipendenti di un sottufficio ministeriale C’era chi usciva a fare la spesa, chi andava a fare acquisti e chi, al colmo, andava serenamente in palestra. Il tutto in orario d’ufficio. È successo fino alla fine del 2009 al Dipartimento comunicazioni ispettorato territoriale dell’Emilia-Romagna, un sottufficio del ministero dello Sviluppo economico in via Nazario Sauro a Bologna. Trentatrè dipendenti, su un totale di una quarantina scarsa di impiegati, nei giorni scorsi hanno ricevuto un avviso di fine indagine (che solitamente prelude ad una richiesta di rinvio a giudizio) per truffa aggravata ai danni dello Stato. Sono accusati di essersi assentati in modo ingiustificato dal lavoro, senza autorizzazioni, e in certi casi di essersi messi d’accordo tra loro per timbrarsi i cartellini a vicenda. Poi via, uscivano tranquillamente dall’ufficio e andavano ad occuparsi di faccende personali. Per una mezz’oretta in alcuni casi, ma in altri anche per quattro o cinque ore. Le accuse nei loro confronti sono state documentate dalla Guardia di finanza, che aveva piazzato una telecamera proprio sopra il portone del palazzo. L’indagine delle Fiamme gialle, coordinata dal pm Antonella Scandellari, ha preso il via nel maggio 2009 sulla base di un esposto presentato da un dipendente dello stesso ufficio. Uno dei pochi diligenti, hanno dimostrato le successive indagini. L’uomo, stanco di assistere a situazioni imbarazzanti e ai comportamenti sfacciati e spudorati di alcuni suoi colleghi, ha presentato una denuncia querela. Il dipendente ha puntato il dito su sette persone (tra cui anche un responsabile di un ufficio), che ne combinavano di tutti i colori. L’indagine, che si è inizialmente concentrata su questi sette, in un secondo momento si è estesa a tutti i dipendenti e ha portato a scoprire che le irregolarità riguardavano molte più persone. Il «nucleo duro» (i fannulloni della peggior specie) è rimasto comunque circoscritto ai primi indagati: le condotte più gravi, facendo un bilancio alla fine delle indagini, riguardano infatti sei persone. Sulla settima persona, che era stata denunciata dal dipendente indignato, non sono emerse irregolarità e quindi non ha ricevuto l’avviso indagine (la sua posizione, probabilmente, sarà successivamente stralciata). Il ministero dello Sviluppo economico è stato avvertito della situazione nei giorni scorsi, contemporaneamente all’invio dell’avviso di fine indagine. Ma la quarantina di dipendenti fannulloni, in realtà, ha cominciato a rigare dritto molto tempo fa. Non appena i sette indagati iniziali hanno ricevuto l’avviso di proroga delle indagini nel loro confronti (verso la fine del 2009), hanno cambiato radicalmente abitudini: loro e tutti i colleghi dell’ufficio (evidentemente la voce si è sparsa in fretta) sono diventati improvvisamente super puntuali e molto rigorosi. Infatti le contestazioni dell’accusa si fermano alla fine del 2009. Le Fiamme gialle (ha svolto le indagini il Nucleo di Polizia tributaria) hanno in mano 40 giorni di filmati. I 33 indagati rispondono tutti di truffa aggravata ai danni dello Stato. Ma le accuse nei loro confronti variano da caso a caso, alcune sono più gravi, altre molto meno. Vincono la palma dei ’peggiorì i sei finiti sotto inchiesta fin dal principio: a volte arrivavano al lavoro, rimanevano un paio d’ore e poi se ne andavano senza fare più ritorno in ufficio. Qualcuno timbrava il cartellino al posto loro. A volte è capitato che un dipendente si sia assentato per 4-5 ore in una stessa giornata, ovvero quasi l’intero orario lavorativo, che è quello statale classico. La più clamorosa, però, è la donna che andava in palestra. Questa dipendente, assistente amministrativa, si allontanava costantemente dall’ufficio per andare in una vicina palestra, poi tornava come niente fosse. E aveva anche il coraggio di chiedere all’ufficio i buoni pasto. Il «costume» di accordarsi per la timbratura dei cartellini riguarda in particolare i sei indagati che sono più inguaiati. Agli altri 27 sono contestate assenze ingiustificate dal lavoro: c’era chi usciva per fare una commissione, chi per fare la spesa (è stato immortalato mentre rientrava in ufficio carico di sportine) e chi faceva acquisti (e anche qui le borse lo provano). Arrivavano, timbravano il cartellino e poi dopo poco (dieci minuti, a volte mezz’ora) uscivano per fare altro. Le situazioni meno gravi riguardano dipendenti che arrivavano in ritardo o uscivano in anticipo. Tra i 33 indagati ci sono impiegati di vario livello. Tra loro ci sono anche persone con l’incarico da responsabile (uno è appunto tra quelli più ’inguaiatì). L’accusa, per tutti, è truffa aggravata ai danni dello Stato, per averla commessa in violazione dei propri doveri di impiegati pubblici. L’avviso di fine indagine parla di «allontanamenti clandestini dal luogo di lavoro in assenza di autorizzazioni o giustificazioni». Si parla di «artifici e raggiri», con cui i dipendenti fannulloni hanno fatto credere alla Pubblica amministrazione di essere stati ininterrottamente in ufficio, e gli viene contestato anche l’ingiusto profitto, ovvero la retribuzione che gli è stata versata anche per le ore che in realtà non hanno mai fatto. 09 aprile 2011 fonte: http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2011/9-aprile-2011/shopping-palestra-non-lavoro-guai-33-fannulloni-190405101923.shtml

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