Pietro Berti

Pietro Berti

VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

PER ESPRIMERE IL VOSTRO PARERE

PER CHI VOLESSE ESPRIMERE IL PROPRIO PARERE SUGLI ARGOMENTI TRATTATI O VOLESSE RICHIEDERE IN MERITO AGLI STESSI DELUCIDAZIONI O CHIARIMENTI, E' POSSIBILE COMUNICARE CON ME INVIANDO UN COMMENTO (cliccando sulla scritta "commenti" è possibile inviare un commento anche in modo anonimo, selezionando l'apposito profilo che sarà pubblicato dopo l'approvazione) OPPURE TRAMITE MAIL (cliccando sulla bustina che compare accanto alla scritta "commenti")







FUSIORARI NEL MONDO

Majai Phoria


UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

VIAGGIA CON RYANAIR

JE ME SOUVIENS

JE ME SOUVIENS

VILLA BERTI VIA BEL POGGIO N. 13 IMOLA http://www.villaberti.it/


Condizioni per l'utilizzo degli articoli pubblicati su questo blog

I contenuti degli articoli pubblicati in questo blog potranno essere utilizzati esclusivamente citando la fonte e il suo autore. In difetto, si contravverrà alle leggi sul diritto morale d’autore.
Si precisa che la citazione dovrà recare la dicitura "Pietro Berti, [titolo post] in http://pietrobertiimola.blogspot.com/"
E' poi richiesto - in ipotesi di utilizzo e/o citazione di tutto o parte del contenuto di uno e/o più post di questo blog - di voler comunicare all'autore Pietro Berti anche tramite e-mail o commento sul blog stesso l'utilizzo fatto del proprio articolo al fine di eventualmente impedirne l'utilizzo per l' ipotesi in cui l'autore non condividesse (e/o desiderasse impedire) l'uso fattone.
Auguro a voi tutti un buon viaggio nel mio blog.

Anchorage

Anchorage
Visualizzazione post con etichetta No global. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta No global. Mostra tutti i post

venerdì 4 marzo 2011

Luca Casarini e i Disobbedienti




Luca Casarini (Venezia, 8 maggio 1967) è un attivista italiano noto per essere uno dei leader del movimento no-global italiano.
Biografia [modifica]
Attivo nei movimenti da molti anni, non fa direttamente riferimento a nessun partito, anche se si colloca nell'area della sinistra radicale. Nel 1987 ha partecipato all'occupazione del centro sociale "Pedro" a Padova, cui rimane legato per molti anni, tanto da candidarsi a sindaco di Padova nel 1999.
È stato leader del "movimento delle Tute Bianche", uno dei gruppi più discussi all'interno del movimento no-global, che nel luglio 2001 ha cambiato nome in "Disobbedienti". Negli anni successivi, il gruppo si è caratterizzato per le numerose iniziative di contestazione condotte ("blitz", violazioni simboliche).
Nella sua veste di leader dei Disobbedienti, Casarini ha guidato azioni di protesta,tra le altre, nei confronti delle agenzie di lavoro interinale, i centri di permanenza temporanea, la Costituzione Europea, la guerra in Afghanistan e in Iraq, numerosi vertici internazionali, i Treni ad Alta Velocità, la costruzione della nuova base USA a Vicenza, ecc.
L'azione più nota in cui Casarini ha giocato un ruolo importante, sia sul campo che nel rapporto con i mezzi di informazione nazionali, è senz'altro la contestazione del G8 di Genova: noto in precedenza soltanto all'interno del movimento e nella politica locale, Casarini è divenuto uno dei principali volti pubblici di quelle giornate nella sua veste di portavoce del Genoa Social Forum. Fece scalpore, in particolare, la sua "dichiarazione di guerra" ai leader mondiali nei giorni che precedettero il vertice.[1]
Ma non può non stupire la notizia che il più scatenato leader del movimento no-global, Luca Casarini, abbia scelto l’odiata e «berlusconiana» (secondo i detrattori) casa editrice Mondadori per il libro di esordio, un giallo «socialnoir » e «antagonista»: «La parte della fortuna».
Sotto il profilo strettamente politico (salvo la candidatura del '99 alle elezioni comunali di Padova), Casarini non ha espresso la volontà di inserirsi nella politica istituzionale. I Disobbedienti, però, hanno stretto rapporti di collaborazione con alcuni partiti dell'area della sinistra radicale, in particolar modo i Verdi del Triveneto e con Rifondazione Comunista, instaurando, con quest'ultimo partito, un rapporto travagliato fatto di avvicinamenti e allontanamenti. Difatti aspre sono le divergenze tra verdi e comunisti nella zona di Marghera, dato che i verdi tendono a criticare le produzioni industriali mentre i comunisti tendono a voler salvaguardare i posti di lavoro degli operai. Duri ed altamente conflittuali, invece, i rapporti con le altre forze del centrosinistra (con la parziale eccezione del sindaco di Venezia Massimo Cacciari).[2] Non sempre idilliaci ed anzi caratterizzati da frequenti diversità di vedute gli stessi rapporti tra i Disobbedienti e altre componenti del movimento altermondialista.[3]
Nel 2009 il Corriere della Sera pubblica una intervista a Casarini nella quale annuncia di avere aperto partita Iva per svogere attività individuale di consulenza sul marketing e design pubblicitario.[4]
Note [modifica]
^ "Dichiariamo guerra al G8" - Le tute bianche a Genova: saremo in duecentomila
^ Cacciari ai no global: «Giusto occupare», corriere.it, 7 maggio 2007
^ Luca Casarini hit by Pie, New York, 2003
^ Casarini ora fa l’imprenditore, «In piazza con le partite Iva»






Tute Bianche was a militant Italian social movement, active from 1994 to 2001. Activists covered their bodies with padding so as to resist the blows of police, to push through police lines, and to march together in large blocks for mutual protection during demonstrations.
Contents
1 Name
2 Activity
3 See also
4 External links
4.1 References
//
[edit] Name
Tute Bianche means, "White Overalls". The name stems from an early demonstration (initiated by a loose group of Italian anti-globalization activists called the Ya Basta Association), involving the group defense of a squatted social center (CSOA), in which demonstrators wore white overalls to evoke the "ghosts" that would haunt the ghost town police proposed to make of the social center. The padding tactic, adopted later, is also referred to as a padded bloc tactic. It was first used in September 2000 by other activists during the anti-globalization protests in Prague.
"If the struggle aims at achieving visibility, the colour of the fight is white, and the white garment covers the whole body."[1]
[edit] Activity
Central to the tute bianche movement was the Italian Ya Basta Association, a network of groups throughout Italy that was inspired by the Zapatista Army of National Liberation uprising in Chiapas in 1994. Ya Basta primarily originated in the "autonomist" social centers of Milan, particularly Centro Sociale Leoncavallo. These social centers grew out of the Italian Autonomia movement of the 1970 and 80s.
The Tute Bianche philosophy was based on a specific reading of Italian political / social history, including the idea that the traditional protest tactic of marching and "bearing witness" to power had outlived its usefulness, and a more confrontational, militant form of non-violent protest was required to not only re-invigorate the anti-globalization movement, but redefine how street resistance is understood.
The tute bianche movement reached its apex during the anti-G8 protests in Genoa, in July 2001, with a turn-out of an estimated 10,000 protesters in a single "padded block", ironically after a collective decision to go without the white overalls. Shortly after Genoa the Ya Basta Association disbanded, with certain segments reforming into the "Disobbedienti" which literally means "Disobedients". This philosophy includes the occupation and creation of squatted self-managed social centers, anti-sexist activism, support for immigrant's rights and refugees seeking polytical asylum, as well as the process of walking together in large formations during demonstrations held in the streets, by force if necessary in case of clashes with police.
The tute bianches have had international variations of one sort or another. For instance, in Britain a group calling itself WOMBLES adopted the tactics, even though the political orientation of WOMBLES differed from the Italian movement. In Spain, "Mono Blanco" was the preferred identifier. The first North American variant of the tute bianche, the NYC Ya Basta Collective (based in NYC) wore yellow overalls, rather than white.
[edit] See also
Anti-globalization movement
[edit] External links
Tute Bianche: The practical side of muth making by Wu Ming
Tute Bianche
NYC YaBasta Collective
El movimiento de los tute bianche. Experiencias y estrategias, by Pablo Iglesias Turrión
Multitud y acción colectiva postnacional: un estudio comparado de los desobedientes: de Italia a Madrid (2000-2005), PhD by Pablo Iglesias Turrión
[edit] References
^ The Age of Clandestinity
Retrieved from "http://en.wikipedia.org/wiki/Tute_Bianche"

sabato 12 dicembre 2009

SCONTRI A BOLOGNA

SCONTRI A BOLOGNA
Sabato, 12 dicembre 2009 – Bologna
[Here's to you http://www.youtube.com/watch?v=gcgYwTnBIIQ ]
In merito agli scontri che si sono verificati in serata a Bologna tra forze dell’ordine ed estremisti dell’ultrasinistra che protestavano per la scelta da parte di un gruppo nazi-punk di tenere un concerto a Bologna siamo ahimè, ancora una volta, di fronte ad un ulteriore atto di grave intolleranza nei confronti di un gruppo musicale appartenente alla destra estrema extraparlamentare. La mia posizione è la seguente: coloro che esprimono le proprie idee a parole o in musica, indipendentemente dal fatto che siano opinabili o meno, in ogni caso, hanno il diritto sacrosanto di farlo dal momento che, checché se ne dica (Di Pietro) , siamo in una democrazia che ha acquistato sovranità con un voto a maggioranza del Popolo Italiano.
Tutto ciò premesso, in riferimento a quegli esseri spregevoli che nella loro vita priva di alcun senso non trovano niente di meglio da fare che scontrarsi con le forze dell’ordine per qualsivoglia ragione pur di scontrarsi, dico che costoro debbano essere duramente perseguiti dalla Magistratura senza alcun tipo di sconto, in quanto non solo non hanno espresso opinioni dal punto di vista verbale (ammesso che ne siano capaci) ma sanno solo usare il linguaggio che attribuiscono agli altri: la violenza. Se sono gli altri a praticarla Dio ce ne scampi, praticata da loro, invece, è dai più considerato come un atto legittimo.
Intendo a questo punto con questa mia breve nota esprimere tutta la mia solidarietà ai membri delle forze dell’ordine che, nonostante siano impegnate su più fronti per combattere la macro e la micro criminalità con notevole dispendio di forze e di energie, si trovano anche quotidianamente costretti a doversi distrarre da compiti ben più importanti per colpa di questi figli di papà che non avendo niente da fare dalla mattina alla sera studiano il modo di utilizzare il proprio tempo combattendo le Istituzioni con le scuse più banali.
La cosa preoccupante è che coloro di cui ho parlato prima in aggiunta ai No-Global, ai Black Block, alla sinistra extraparlamentare (mi riferisco alla sinistra extra parlamentare che ha dimostrato con i Verdi, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani di avere un tale gradimento popolare da non essere neanche rappresentata in Parlamento), l’ala estremista della CGIL (cioè tutta la CGIL), nonché il giustizialista forcaiolo per eccellenza che parla di pericolo di deriva violenta nelle piazze (fomentata da lui …), sembra che si stiano unendo. La cosa realmente inquietante è che non sono i vari Caruso o Agnoletto (Dio ce ne scampi e liberi!) o -ancor peggio- Epifani ad aizzare. Certo, loro lo hanno sempre fatto e quindi questo non rappresenterebbe una novità. La novità reale sta nel fatto che si siano aggiunti i Grillini (che sono, guarda caso, amici intimi di Di Pietro) che son diventati il braccio esecutivo di colui che rappresenta una delle pochissime espressioni negative della pacifica e placida nonché tranquilla regione molisana. A tutto ciò aggiungo che se il PD vuol fare politica alleandosi con cotali forze alle regionali del 2010, faccia pure! Anzi, siamo contenti che lo faccia: è un modo come un altro per dimostrare palesemente che la gestione Bersani ha riportato la politica ai tempi oscuri delle dittature comuniste. Chissà che Franceschini non lo capisca!...

mercoledì 8 luglio 2009

AGGIORNAMENTI SUL G8 A L'AQUILA

I GRANDI DELLA TERRA ALL'AQUILA
Il presidente cinese rientra in patria per i disordini nello Xinjiang
Obama prende a calci la spazzatura della stampa inglese:il Governo italiano lavora bene
Berlusconi e Merkel a Onna, devastata dal sisma. Summit al via: imponenti misure di sicurezza, fitto il calendario degli appuntamenti.
GLI ANTI-G8
Trovati con caschi e mazze fermati 4 olandesiBloccati cinque no-global a Roma
L'auto sulla quale viaggiavano i quattro olandesi è stata femata lungo la A/24, a Carsoli. Nella capitale protesta con striscioni contro il summit. Una trentina di attivisti hanno inscenato una manifestazione improvvissata vicino al ministero dell'Economia. Ieri disordini nella Capitale blindata.

sabato 25 aprile 2009

CARUSO SPIAZZATO DAL TERREMOTO







CARUSO SPIAZZATO DAL TERREMOTO

http://www.youtube.com/watch?v=O-TMfbDp4S8
Recentemente, Francesco Caruso, indiscusso leader dei no global, ha espresso l’opinione che lo spostamento del G8 a L’Aquila costituisca un grosso problema per il movimento. Lo stesso leader ha amaramente affermato che assieme agli altri responsabili dell’organizzazione si è visto costretto a rivedere tutti i piani. Questo ha significato che tutto il lavoro che da mesi i no global, centri sociali, black block avevano organizzato per la manifestazione alla Maddalena è andato in fumo. Il direttivo si è da pochi giorni riunito per decidere come e dove organizzare la protesta. Caruso non solo è preoccupato per il fatto che deve rivedere completamente i modi e i toni delle contromanifestazioni, ma arriva ad affermare che il Presidente del Consiglio vuole strumentalizzare il dramma del popolo abruzzese ed utilizzare la popolazione de L’Aquila come “scudi umani” nei confronti del legittimo dissenso. Poi continua dicendo che i no global portano profondo rispetto per gli sfollati e per tutti coloro che hanno sofferto ma non sarà questo che li fermerà da quella che lui definisce “legittima azione dovuta”. Per quanto possiamo rilevare, alla luce delle follie appena espresse dal leader dei no global, è logico affermare che se la popolazione de L’Aquila che si è trovata gran parte delle case distrutta deve anche trovarsi di fronte ad un’orda di pazzi furiosi intenzionati a distruggere quello che resta , tutto questo fa sorgere il dubbio legittimo se gli Abruzzesi siano intenzionati a subire anche quest’onta. A mio parere, no! Staremo a vedere. In ogni caso, a tutta la popolazione abruzzese ed in modo particolare ai cittadini de L’Aquila va tutta la nostra solidarietà. Da aggiungersi il fatto che con questa operazione verranno risparmiati più di 220 milioni di € di organizzazione e che tutti gli altri Paesi componenti del G8 hanno espresso apprezzamento per la decisione.

Presentazione candidature in quota UDC a Bologna - Lista Aldrovandi Sindaco

PLAYLIST MUSICALE 1^

Post più popolari

Elementi condivisi di PIETRO

Rachel

Rachel

FORZA JUVE! E BASTA. FORZA DRUGHI!

FORZA JUVE! E BASTA. FORZA DRUGHI!

GALWAY - IRLANDA

GALWAY - IRLANDA

PUNTA ARENAS

PUNTA ARENAS

VULCANO OSORNO

VULCANO OSORNO

Fairbanks

Fairbanks

Nicole Kidman - Birth , io sono Sean

Nicole Kidman - Birth , io sono Sean

DESERTO DI ATACAMA

DESERTO DI ATACAMA

Moorgh Lake Ramsey, Isle of Man

Moorgh Lake Ramsey, Isle of Man

Port Soderick

Port Soderick

TRAMONTO SU GERUSALEMME

TRAMONTO SU GERUSALEMME

Masada, l'inespugnabile

Masada, l'inespugnabile

KATYN

KATYN

I GUERRIERI DELLA NOTTE

I GUERRIERI DELLA NOTTE

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

THE WOLFMAN

THE WOLFMAN

Sistema Solare

Sistema Solare

TOMBSTONE

TOMBSTONE

coco

coco

PLAYLIST MUSICALE I^

Rebecca Hall

Rebecca Hall