Pietro Berti

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mercoledì 23 marzo 2011

Tony Blair




Anthony Charles Lynton Blair detto Tony Blair (Edimburgo, 6 maggio 1953) è un politico britannico. È stato Primo Ministro del Regno Unito dal 2 maggio 1997 al 27 giugno 2007, giorno delle sue dimissioni. Dalla stessa data ricopre l'incarico di inviato per la pace nel Medio Oriente del Quartetto per il Medio Oriente, su mandato di ONU, Unione europea, USA e Russia[1].
Indice[nascondi]
1 Origini familiari
2 Primi passi nella politica
3 Il New Labour e il governo
4 Fede religiosa
5 Riconoscimenti
6 Filmografia
7 Note
8 Bibliografia
9 Altri progetti
Origini familiari[modifica]
Blair è nato a Edimburgo, la capitale della Scozia, secondo figlio di Leo Blair e Hazel Corscadden. Gli antenati della madre erano cristiani dell'Ulster che, originari della Scozia, si erano stabiliti nella Contea del Donegal. Il padre Leo, figlio di due attori inglesi, Charles Parsons (conosciuto come Jimmy Lynton) e Mary Augusta Ridgway Bridson, era stato adottato dallo scozzese James Blair, operaio nei cantieri navali.
Leo Blair studiò Diritto ed esercitò la professione di avvocato, prima di diventare ricercatore universitario. Col tempo divenne un militante del Partito Conservatore. Pensò anche di candidarsi al Parlamento a Durham, dove si era trasferito con la famiglia. La carriera di Leo Blair fu però di fatto interrotta da un ictus quando Tony aveva undici anni.
Tony Blair, dopo aver passato a Durham gran parte della sua infanzia e aver frequentato nella stessa città la Choristers School, frequentò a Edimburgo il Fettes College, indicato a volte come la Eton scozzese. Al Fettes conobbe Charlie Falconer, che avrebbe poi nominato Lord Cancelliere. In seguito, studiò Diritto al St John's College dell'Università di Oxford. Durante gli anni universitari, suonò la chitarra e fece il cantante in un gruppo rock chiamato Ugly Rumours.
Dopo la laurea, Blair iniziò la pratica legale nello studio di un altro futuro Lord Cancelliere, Derry Irvine. Nello studio di Irvine conobbe la sua futura moglie Cherie Booth.
Tony sposò Cherie il 29 marzo 1980. La moglie, avrà una brillante carriera legale, divenendo Queen's Counsel (nel sistema britannico, il titolo di Queen's Counsel, o QC è riservato a una ristretta élite di avvocati ai vertici della professione forense). I coniugi Blair hanno quattro figli Euan, Kathryn, Nicky e Leo. Leo, oltre a portare il nome del nonno, ha un'altra particolarità: è nato da un Primo Ministro britannico in carica. Un simile evento era accaduto l'ultima volta l'11 luglio 1849, quando John Russel divenne padre di Francis.
I figli dei Blair sono stati educati alla fede cattolica. Lo stesso Primo Ministro frequenta ogni domenica la messa assieme alla famiglia. Durante il suo mandato alla Cattedrale di Westminster era stato anche visto assistere alla messa da solo. Blair è considerato uno dei primi ministri più religiosi nella storia contemporanea del paese e il più legato alla Chiesa cattolica, alla quale si convertì ufficialmente dopo la fine del suo mandato di Primo Ministro; la conversione è avvenuta il 21 dicembre 2007.
Leo, il più giovane figlio dei Blair è stato al centro di un dibattito pubblico riguardo al vaccino MMR contro morbillo, orecchioni e rosolia, dal momento che il padre ha rifiutato di dichiarare se ha ricevuto o meno il controverso trattamento. In seguito è emerso che il ragazzo ha ricevuto un vaccino non disponibile nel sistema sanitario nazionale.
Euan e Nicky hanno frequentato la London Oratory School a Fulham, una scuola cattolica. I Blair furono criticati per averla preferita alle scuole di Islington, dove abitavano. Euan Blair ha ricevuto un'ampia e indesiderata attenzione da parte dei media quando, nel luglio del 2000 durante i festeggiamenti per la fine della scuola secondaria, fu sorpreso dalla polizia in una piazza di Londra, Leicester Square, in stato di ubriachezza, poco dopo che il padre aveva proposto di comminare una sanzione pecuniaria a coloro che tenessero simili comportamenti. Dopo aver lasciato l'Università di Bristol, Euan ha ottenuto un incarico all'House Committee on Rules, sotto la direzione di David Dreier, un membro del congresso repubblicano.
Primi passi nella politica[modifica]
Poco dopo la laurea, nel 1975, Blair aderì al Labour Party. Nel corso dei primi anni ottanta, s'impegnò per il partito nel collegio di Hackney South e Shoreditch, dove si schierò con la "soft left", che sembrava in procinto di prendere il controllo del Labour. Cercò di essere candidato per il consiglio del Borough di Hackney, ma i suoi tentativi fallirono. Attraverso suo suocero, l'attore Tony Booth, prese quindi contatto con il parlamentare laburista Tom Pendry, cercando suggerimenti sul modo migliore per essere eletto alla Camera dei Comuni.
Pendry gli suggerì di concorrere per la candidatura laburista alle elezioni suppletive che si sarebbero svolte nel 1982 per il seggio di Beaconsfield, dove Pendry conosceva un importante membro del partito. Beaconsfield era una circoscrizione sicura del Partito Conservatore. Blair ottenne la candidatura, ma ricevette solo il 10% dei voti. La campagna gli consentì comunque di farsi conoscere all'interno del partito e di impressionare favorevolmente il leader laburista Michael Foot. In questo periodo Blair tendeva a descrivere sé stesso come un socialista di tipo classico, in accordo con gli orientamenti dello stesso Foot. Ne fa fede una lettera che scrisse al leader del partito nel luglio del 1982, resa pubblica nel giugno del 2006.
Nel 1983 Blair si rese conto che l'appena creato collegio elettorale di Sedgefield, vicino a Durham, era privo di un candidato per il Labour. L'elettorato della zona era tradizionalmente d'ispirazione laburista e quindi oggetto del desiderio di diversi parlamentari del partito, eletti in seggi che erano stati soppressi nella ridefinizione delle circoscrizioni. Blair riuscì a trovare una corrente del partito locale che non si era ancora pronunciata sul candidato e, con il cruciale aiuto di John Burton, ottenne il loro appoggio. All'ultimo momento riuscì a farsi includere nella lista dei candidabili e, infine, a essere selezionato, battendo il parlamentare Les Huckfield.
Alle elezioni generali del 1983, il candidato Blair sposò le linee politiche, decisamente di sinistra, che caratterizzavano il Labour Party nei primi anni ottanta. Il manifesto elettorale laburista per le elezioni del 1983 era fortemente connotato in questo senso e Blair appoggiò molte proposte in esso contenute, come il ritiro dalla Comunità economica europea (sebbene in precedenza avesse dichiarato di essere personalmente favorevole alla permanenza del Regno Unito nella CEE) e come il disarmo nucleare unilaterale. Nonostante la grave sconfitta del partito a livello nazionale, il risultato a Sedgefield confermò le attese, eleggendo Blair alla Camera.
Pronunciò il primo discorso da parlamentare il 6 luglio 1983. In un passaggio, affermò: "Non sono socialista perché la lettura di un libro di testo ha acceso la mia fantasia e neppure perché provengo da una tradizione accettata senza riflettere; lo sono perché credo che il socialismo sia l'ideale più vicino a un'esistenza che sia insieme, razionale e morale. Esso è per la cooperazione, non per la competizione; per l'amicizia, non per la paura. Esso sostiene l'uguaglianza". Dieci anni dopo, il 14 settembre del 1993, ministro dell'interno-ombra di un Labour ancora all'opposizione, Blair delinea in un'intervista al periodico cristiano Third Way il profilo del futuro New Labour dichiarando la necessità di coniugare il valore della eguaglianza, con quello della libertà responsabile presente nella tradizione cristiana.[2]

Bill Clinton incontra Blair a Firenze il 20 novembre 1999
Il New Labour e il governo[modifica]
Il 21 luglio 1994, dopo la morte del suo predecessore, John Smith, avvenuta nel maggio dello stesso anno, è divenuto capo del Partito Laburista del Regno Unito. Tre anni dopo, con una grande vittoria elettorale, ha riportato al governo il partito laburista, ponendo termine a 18 anni di governi conservatori. Nella storia del partito laburista britannico, è il primo ministro che si è mantenuto più a lungo in carica, nonché l'unico che abbia condotto il partito alla vittoria in tre elezioni politiche consecutive. Blair, il più giovane Primo Ministro del Regno dopo Lord Liverpool (in carica dal 1812 al 1827), ha impegnato le Forze armate britanniche in quattro guerre, in Kosovo, Sierra Leone, Afghanistan e Iraq.
Blair ha impresso una profonda svolta in senso riformista alla sinistra britannica, durante la sua leadership il partito laburista ha adottato il nome di “New Labour” per marcare la discontinuità con le impostazioni ideologiche dei decenni passati, dogmaticamente indirizzate alla nazionalizzazione del sistema economico. Una linea sostenuta anche in Italia dalle correnti liberalsocialiste.[3]
Il primo ministro ha spesso presentato la sua visione politica come la “moderna socialdemocrazia” o, con una formula spesso ripetuta anche in Italia, come la “Terza Via” (sottinteso: tra il neoliberismo della destra e le politiche assistenziali della “vecchia” sinistra). I critici di sinistra asseriscono però che Blair abbia tradito i principi dei padri fondatori del Labour e che il suo governo si sia spostato troppo a destra, non prestando sufficiente attenzione a tradizionali principi laburisti come la redistribuzione della ricchezza.
Dall'11 settembre 2001 e dal conseguente inizio della Guerra al terrorismo, gli affari internazionali hanno occupato una parte maggiore dell'agenda politica di Blair. Forze Britanniche hanno partecipato alla Guerra in Afghanistan contro i Talebani alla fine del 2001, come alla ben più complessa Guerra in Iraq nei primi mesi del 2003 e alle seguenti operazioni di peacekeeping, confermando così il tradizionale ruolo del Regno Unito come maggiore alleato degli Stati Uniti.

Blair e George W. Bush alla Casa Bianca il 16 aprile 2004
Nell'ottobre 2004 Blair aveva dichiarato la sua intenzione di presentarsi alle elezioni per ottenere un terzo mandato da Primo Ministro, ma che non avrebbe cercato di ottenerne un quarto.
Il Labour ha così vinto, nel 2005, per la prima volta nella sua storia, una terza elezione generale consecutiva, anche se ha visto il suo margine di vantaggio alla Camera dei Comuni ridursi a 66 seggi. Anche se la maggioranza alla Camera Bassa è rimasta ampia e il governo non correva alcun rischio di essere sfiduciato, l'erosione dell'elettorato laburista ha rinsaldato l'ipotesi di un avvicendamento alla guida del governo, dove il nome più probabile era quello del Cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown. In effetti, il 10 maggio 2007 Blair ha poi annunciato le sue dimissioni da Primo Ministro e da Capo del Partito Laburista. Il 24 giugno 2007 Brown è stato eletto capo del Partito Laburista e il 27 giugno 2007 è divenuto Primo Ministro del Regno Unito.
Fede religiosa[modifica]
Verso la fine del suo mandato erano insistenti le voci che parlavano di una conversione di Tony Blair al credo cattolico, già confessato da tutta la sua famiglia. La particolare condizione politica inglese che vede il capo di Stato (la regina) a capo della Chiesa Anglicana hanno fatto sì che Blair posticipasse la sua conversione a dopo la fine del suo mandato. Blair ha anche incontrato il Papa Benedetto XVI. La conversione è avvenuta il 21 dicembre 2007.[4]
Riconoscimenti[modifica]
Privy Councillor (1994)
Congressional Gold Medal (2003)
Laurea Honoris Causa in Legge, Queen's University Belfast (2008)

Medaglia presidenziale della libertà
— 2009
Dan David Prize (2009)
Liberty Medal (2010)
Filmografia[modifica]
The Queen - La regina
I due presidenti
Note[modifica]
^ (EN) «Blair appointed Middle East envoy», BBC News, 27 giugno 2007.
^ Roy Mc Cloughry. (EN) Christianity and New Labour. Critica Sociale, 1993. URL consultato il 6-4-2008.
^ Tony Blair: "La mia vocazione per l'uomo" Intervista a Critica Sociale
^ Tony Blair joins Catholic faith. BBC News, 21 dicembre 2007. URL consultato il 22-12-2007.
Bibliografia[modifica]
Tony Blair, Il mio nuovo laburismo: scritti politici 1980-1997; a cura di Enrico Sartor, L'Aquila, Textus, 1997.
Léonard Anthony, Rachid Nekkaz, Millenarium: quale avvenire per l'umanità?, testimonianze di Tony Blair etc., Milano, Baldini & Castoldi, 2000 (I saggi) ISBN 88-8089-841-8.
Andrea Romano, The boy: Tony Blair e i destini della sinistra, Milano, Mondadori, 2005 (Frecce) ISBN 88-04-53412-5.
Tony Blair, Un viaggio, Milano, Rizzoli, 2010 (Saggi stranieri) ISBN 978-88-17-04314-4
Altri progetti[modifica]
Wikiquote contiene citazioni di o su Tony Blair
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Tony Blair


venerdì 18 marzo 2011

José Manuel Durão Barroso


José Manuel Durão Barroso (Lisbona, 23 marzo 1956) è un politico portoghese.
Esponente del Partito Social Democratico Portoghese, è stato primo ministro del Portogallo dal 6 aprile 2002 fino al 29 giugno 2004, alla guida di una coalizione di centro-destra, per poi dimettersi dopo essere stato eletto al Parlamento europeo. Attualmente riveste la carica di dodicesimo Presidente della Commissione europea; è succeduto ufficialmente a Romano Prodi il 22 novembre 2004 e riconfermato alla guida della commissione per un secondo mandato il 16 settembre 2009.[1]
Indice[nascondi]
1 Biografia
2 L'inizio dell'attività politica
3 Note
4 Voci correlate
5 Altri progetti
Biografia[modifica]
Laureato in giurisprudenza presso l'Università di Lisbona, ha ottenuto un Master in scienze economiche e sociali presso l'Università di Ginevra (Institut européen de l'université de Genève) in Svizzera. In seguito è stato assistente presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università di Lisbona e presso la Georgetown University e, nella stessa università, presso la Edmund A. Walsh School of Foreign Service a Washington DC, dove ha effettuato attività di ricerca per conseguire il Ph.D. Tornato in Portogallo, è diventato direttore del dipartimento di relazioni internazionali dell'Università Lusíada di Lisbona.
L'inizio dell'attività politica[modifica]
La sua attività politica ebbe inizio ai tempi dell'università, prima della Rivoluzione dei Garofani dell'Aprile 1974. Fu uno dei leader del FEM-L (Federazione degli Studenti Marxisti-Leninisti), la "gioventú" del PCTP-MRPP (Partito Comunista dei Lavoratori Portoghesi-Movimento riorganizzativo del Partito del Proletariato), forza politica di ispirazione maoista. Nel 1980, Durão Barroso aderisce al Partito Social Democratico, principale movimento della destra portoghese, del quale è parte a tutt'oggi.
Note[modifica]
^ Ue, il Parlamento riconferma Barroso. 16-09-2009. URL consultato il 16-09-2009.

Voci correlate[modifica]
Commissione Barroso
Altri progetti[modifica]
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martedì 15 marzo 2011

Gordon Brown


James Gordon Brown (Glasgow, 20 febbraio 1951) è un politico britannico. È stato il Primo Ministro del Regno Unito dal 27 giugno 2007 al 11 maggio 2010, nonché ex capo del Partito Laburista.
È succeduto a Tony Blair il 27 giugno 2007, al termine di un "processo di successione" che lo aveva visto, prima, assumere la carica di capo del partito. L'11 maggio 2010 si è dimesso da Primo Ministro e da leader del Partito Laburista, in seguito ai risultati delle elezioni del 2010[1].
Dal 2 maggio 1997 al giorno della nomina a premier è stato Cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito (solo Nicholas Vansittart rimase in carica più a lungo dal 1812 al 1823).
Ha rappresentato al Parlamento il collegio di Dunfermline East dalle Elezioni generali britanniche del 1983 fino all'abolizione di quest'ultimo per le elezioni del 2005, in cui è stato eletto nel nuovo collegio di "Kirkcaldy and Cowdenbeath", che comprende parte del vecchio Dunfermline East. La sua prima Conference laburista da leader e da premier è quella svoltasi a Bournemouth nel settembre 2007 dove ha illustrato il programma del suo governo.
Indice[nascondi]
1 Gioventù e vita privata
2 Prima carriera parlamentare
3 La leadership del Partito Laburista
4 Primo Ministro
5 Note
6 Bibliografia
6.1 Opere
6.2 Biografie
7 Altri progetti
8 Collegamenti esterni
Gioventù e vita privata[modifica]
Brown nacque a Glasgow e studiò presso la Kirkcaldy High School. Suo padre fa parte della Chiesa di Scozia. Durante la scuola subì, a causa di un incidente occorso mentre giocava una partita di rugby, il distacco della retina e nonostante una serie di operazioni, è tuttora cieco dall'occhio sinistro. Studiò storia all'Università di Edimburgo, ove ottenne il First Class Honours e successivamente il dottorato o PhD.
Prima di entrare al Parlamento Britannico, Brown conseguì una certa notorietà: fu eletto Rettore dell'Università di Edimburgo e presidente dell'University Court quando era ancora studente, infine, curò il "The Red Paper on Scotland". Brown tenne lezioni nell'università e successivamente insegnò al Glasgow College of Technology prima di lavorare come giornalista presso la Scottish Television. Nel 1986, scrisse la biografia di James Maxton, esponente dell'Independent Labour Party.
Brown sposò Sarah Macaulay nella Chiesa di North Queensferry, Fife, il 3 agosto 2000 dopo quattro anni di corteggiamento. La Signora Brown è una manager nel campo delle pubbliche relazioni e fino al 2001 era Capo dell'Esecutivo della Hobsbawm Macaulay, l'agenzia di consulenza che possedeva con Julia Hobsbawm. Il 28 dicembre 2001, una figlia, Jennifer Jane, nacque prematura; morì l'8 gennaio 2002. Il loro secondo figlio, John, nacque il 17 ottobre 2003. Il 17 luglio 2006 nacque James Fraser. Nel Novembre dello stesso anno a James Fraser fu diagnosticata la fibrosi cistica.
Brown è un tifoso dei Raith Rovers, una squadra che ha amato sin dalla gioventù. Attualmente sta guidando un consorzio di investitori per salvare il proprio club calcistico favorito, e ha convinto i Coldplay a inscenare un concerto benefico al loro stadio di Stark's Park nel 2006.
Prima carriera parlamentare[modifica]
Brown venne eletto in parlamento come esponente Laburista per la regione di Dunfermline East nel 1983, diventando portavoce dell'opposizione per il Commercio e l'Industria nel 1985, poi Capo della Segreteria del Tesoro dello Shadow Cabinet, una carica dell'opposizione incaricata di controllare l'operato della propria controparte ufficiale. In seguito è stato Segretario di Stato per il Commercio e l'Industria, e infine Cancelliere nel 1992, entrambe le cariche sempre per lo Shadow Cabinet.
Dopo la morte improvvisa di John Smith, Brown venne additato come potenziale leader del partito, ma si fece indietro e lasciò la carica a Tony Blair. A lungo si è ventilata l'ipotesi di un patto tra i due stipulato al ristorante Granita di Islington, con cui Blair promise di dare a Brown il completo controllo della politica economica in cambio della non intromissione nelle elezioni, e che in seguito Blair si sarebbe ritirato lasciando a Brown la carica di Primo Ministro. Qualsiasi sia la verità, la relazione tra Blair e Brown è stata fondamentale per le fortune del Partito Laburista inglese e in pubblico sono sempre rimasti in buoni rapporti nonostante si parli di numerosi dissidi privati.
Come Cancelliere per lo Shadow Cabinet, Brown lavorò duro per imporre un'immagine di competenza fiscale e per rassicurare la classe media che i Laburisti avrebbero potuto essere in grado di dirigere l'economia senza gonfiare l'inflazione. "Prudenza" divenne la frase tipica di Brown, ed egli coltivò un'aria dimessa e seria, nonostante sia descritto dai suoi amici e conoscenti come un uomo di spirito e romantico. Brown spinse anche i Laburisti a seguire i piani di spesa dei Conservatori per i primi due anni di governo, in segno di continuità.
Quando acquisì la carica di Cancelliere (equivalente al Ministero dell'Economia in Italia), Brown a sorpresa diede alla Bank of England l'indipendenza economica di condurre la politica monetaria, e quindi la responsabilità di decidere i tassi di interesse.
L'iniziativa avvenne su pressione di Blair, privando il Governo e il Cancelliere del potere di decidere in piena autonomia la politica economica.
La concessione del controllo sulla leva dell'emissione monetaria alla banca centrale, è stato uno dei primi provvedimenti del governo Blair.
L'Inghilterra fu la prima democrazia dell'età moderna e l'ultima a introdurre il principio dell'indipendeza della Banca Centrale dai Governi.
Dal punto di vista fiscale, si è dimostrato un personaggio insolitamente influente sui dettagli dei piani di spesa del governo. La politica elettorale Laburista di non alzare le tasse per redditi medi e alti si venne a scontrare con la sua decisione di allineare l'assicurazione nazionale (una tassa per sostenere il sistema sociale nazionale) con il livello di tassazione, e quindi di alzare il contributo dell'assicurazione di un punto percentuale colpendo così tutti i tipi di reddito con l'eccezione delle rendite e delle pensioni. Questa azione, con l'aumento delle rendite fiscali, gli ha portato l'accusa di aver imposto delle "tasse fantasma".
È ampiamente considerato uno tra i meno entusiasti sostenitori dell'Euro nel governo Blair, e pare che abbia avuto scontri con altri membri del Gabinetto più eurofili (come Peter Hain e Jack Straw).
Il periodo in cui Brown ha ricoperto la carica di Cancelliere dello Scacchiere ha segnato diversi record. È stato il Cancelliere dello Scacchiere con il periodo in carica più lungo (davanti a Denis Healey, Cancelliere per 5 anni e 2 mesi dal 5 marzo 1974 al 4 maggio 1979). Il 15 giugno 2004, divenne il Cancelliere con il più lungo periodo di servizio continuativo dal Reform Act 1832, sorpassando i 7 anni e 43 giorni di David Lloyd George (1908-1915). Però William Gladstone fu cancelliere per un totale di 12 anni e 4 mesi tra il 1852 e il 1882 (seppur non continuamente). È stato più volte affermato che il suo Cancellierato ha visto il più lungo periodo di crescita economica del Regno Unito.
Nel maggio 2004, un sondaggio ha suggerito che il Laburisti avrebbero vinto la maggioranza parlamentare nelle successive elezioni solo se si fosse candidato Gordon Brown invece di Tony Blair. Nello stesso mese John Prescott e Brown parteciparono ad una cerimonia in Scozia per commemorare John Smith e furono fotografati in auto insieme. Si disse che Blair e Prescott avessero stipulato un accordo e Prescott disse che "le cose si stanno smuovendo", ma nell'ottobre 2004 Tony Blair annunciò la sua intenzione di candidarsi per un terzo mandato. L'abbandono di David Blunkett nel dicembre 2004 danneggiò uno dei maggiori sfidanti di Brown nella prossima gara per la leadership e riaccese le speculazioni sulla successione. Brown per un certo periodo ha promosso la causa della riduzione del debito estero del Terzo Mondo e in seguito allo Tsunami in Asia questa mossa gli ha guadagnato molta popolarità. La controversia politica sulla relazione tra Brown e Blair in vista delle Elezioni del 2005 continuò fino al gennaio di quell'anno. I due temporaneamente apparvero riappacificati e pronti a vincere le elezioni, comparendo insieme sui palchi dei comizi. Il Partito Laburista produsse anche una trasmissione mostrando i due nell'atto di discutere di politica e scherzando sulla loro relazione "turbolenta". Continue segnalazioni di disaccordi però continuarono ad apparire sui media inglesi.
L'11 aprile 2005 Brown venne inserito nella lista annuale del Time Magazine per Le 100 persone più influenti del 2005. Tony Blair non compariva, nonostante il ruolo nominalmente più importante. Questo potrebbe essere attribuito al fatto che nell'opinione pubblica Brown non aveva rivali per la successiva elezione a Primo Ministro.
La possibilità che il candidato Conservatore David Cameron, di quindici anni più giovane di Brown, potesse essere un oppositore pericoloso, mise in pericolo le ambizioni di Brown a diventare capo dal partito laburista guidandolo alla vittoria.[1]
La leadership del Partito Laburista[modifica]
Nel suo discorso di dimissioni del 10 maggio, Tony Blair affermò che si sarebbe dimesso da Primo Ministro il 27 giugno. Brown annunciò formalmente l'11 maggio 2007 la sua candidatura a capo del Labour. Brown lanciò la sua campagna su internet lo stesso giorno, con lo slogan "Gordon Brown for Britain" ("Gordon Brown per la Gran Bretagna"). Il mercoledì successivo il suo annuncio era già chiaro che nessun altro candidato avrebbe ottenuto i voti sufficienti a poter battere Brown. Brown è diventato formalmente leader del Partito Laburista alla speciale Conferenza tenutasi a Manchester il 24 giugno 2007.
Primo Ministro[modifica]

George Bush e il Primo ministro Brown nel 2007.
Con le dimissioni di Tony Blair il 27 giugno 2007, Gordon Brown ha cessato di ricoprire la carica di Cancelliere dello Scacchiere e ha assunto quella di Primo Ministro lo stesso giorno, dopo essere stato ufficialmente nominato dalla Regina Elisabetta II. Come tutti i Primi Ministri, Brown è stato Primo Lord del Tesoro e, pertanto, membro del Consiglio Privato. Ha ricoperto anche la carica di leader del Partito Laburista e di Membro del Parlamento per la costituente di Kirkcaldy e Cowdenbeath.
Alle elezioni generali del 2010, le prime affrontate in qualità di Primo Ministro uscente in cerca di riconferma, il suo partito ha ottenuto il 29% dei consensi, preceduto dal 36,1% dei conservatori e seguito dal 23% dei Liberal-Democratici. Nessun partito ha raggiunto la maggioranza assoluta dei seggi, pertanto sono iniziate subito dopo il voto le consultazioni tra i leader dei maggiori partiti, per la formazione di un governo di coalizione. Brown ha inizialmente annunciato che si sarebbe dimesso da Primo Ministro in autunno, dopo che il congresso laburista avrà eletto il suo successore;[2] le dimissioni sono invece state anticipate all'11 maggio 2010, a seguito dell'accordo di coalizione tra conservatori e liberal-democratici.
Note[modifica]
^ Ansa.it: Brown si dimette
^ Gordon Brown 'stepping down as Labour leader', BBC News, 10 maggio 2010
Bibliografia[modifica]
Opere in inglese dello stesso Brown o che lo riguardano.
Opere[modifica]
Brown, Gordon (1989). Where There's Greed: Margaret Thatcher and the Betrayal of Britain's Future. Mainstream Publishing. ISBN 1851582282.
Brown, Gordon (ed.); Cook, Robin (ed.) (1987). Scotland: The Real Divide - Poverty and Deprivation in Scotland. Mainstream Publishing. ISBN 0906391180.
Brown, Gordon (1986). Maxton: A Biography. Mainstream Publishing. ISBN 1851580425.
Gordon Brown (2006) Eigth Portrait
Pym, Hugh; Kochan, Nick, Gordon Brown the First Year in Power, Bloomsbury, 1998. ISBN 978-0-7475-3701-4
Andrew Rawnsley, Servants of the people:The inside story of New Labour, Penguin Books, 2001. ISBN 978-0-14-027850-7
Greg Rosen, Old Labour to New:The Dreams that Inspired, the Battles that Divided, Politicos Publishing, 2005. ISBN 978-1-84275-045-2
Paul Routledge, Bumper Book of British Lefties, Politicos Publishing, 2003. ISBN 978-1-84275-064-3
Biografie[modifica]
Peston, Robert (2005). Brown's Britain: How Gordon Runs the Show. Short Books. ISBN 1904095674.
Bower, Tom (2003). Gordon Brown. HarperCollins. ISBN 000717540X.
Keegan, William (2003). The Prudence of Mr Gordon Brown. John Wiley. ISBN 0470846976.
Naughtie, James (2001). The Rivals: The Intimate Story of a Political Marriage. Fourth Estate. ISBN 1841154733.
Routledge, Paul (1998). Gordon Brown: The Biography. Simon & Schuster. ISBN 0684819546.
Altri progetti[modifica]
Articolo su Wikinotizie: Gordon Brown è il nuovo primo ministro britannico 27 giugno 2007
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Gordon Brown
Collegamenti esterni[modifica]
Gordon Brown su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Gordon Brown")
HM Treasury - Rt Hon Gordon Brown MP, Chancellor of the Exchequer
10 Downing Street - Chancellor of the Exchequer, The Rt Hon Gordon Brown MP
Guardian Unlimited Politics - Ask Aristotle: Gordon Brown MP
TheyWorkForYou.com - Gordon Brown
BBC News - Tour diary: Gordon Brown in Africa Viaggio nel gennaio 2005 per il suo 'Piano Marshall per l'Africa'
LookSmart - Gordon Brown

Presentazione candidature in quota UDC a Bologna - Lista Aldrovandi Sindaco

PLAYLIST MUSICALE 1^

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