Scosse di terremoto in Emilia Romagna a Bologna il 5 dicembre
(IAMM) Paura e preoccupazione per la terra che ha lievemente tremato già tre volte nella zona di Bologna. Il sisma più forte è stato il primo registrata dai sismografi dell'Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) alle 09:17:01 di stamattina 5 dicembre di magnitudo di 3.2 gradi Richter ad una profondità di 15.1 km. La scossa di terremoto è stata seguita da altri due movimenti alle 09:43 di magnitudo 2.1 e alle 10:10 di magnitudo 2.5.
L'epicentro della prima scossa è stato individuato alle coordinate 44.354°N, 11.516°E a meno di 10 km dal comune di Castel San Pietro Terme. La scossa di terremoto si sarebbe avvertita anche nei comuni di Borgo Tossignano, Budrio, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo di Bologna, Castenaso, Dozza, Fontanelice, Imola, Medicina, Monterenzio e Ozzano dell'Emilia.E voi l'avete sentito? Sono gradite testimonianze e commenti
dal sito http://www.italia-news.it/italia-c3/emilia-romagna-c58/bologna-c98/scosse-di-terremoto-in-emilia-romagna-a-bologna-il-5-dicembre-52064.html
UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA
Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam
VIAGGIA CON RYANAIR
JE ME SOUVIENS
VILLA BERTI VIA BEL POGGIO N. 13 IMOLA http://www.villaberti.it/
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Auguro a voi tutti un buon viaggio nel mio blog.
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Anchorage
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lunedì 6 dicembre 2010
domenica 21 febbraio 2010
FINALMENTE, UN VERO PROFESSIONISTA DELLA POLITICA IN REGIONE!
FINALMENTE, UN VERO PROFESSIONISTA DELLA POLITICA IN REGIONE!
Le forti speranze che avevamo riposto nella caduta di questo consiglio comunale circa l’ipotesi che molti dei consiglieri di maggioranza della regione E.R. terminassero il loro percorso “politico” e tornassero finalmente a lavorare (ammesso che sappiano cosa voglia dire lavorare) purtroppo sono state disattese. Il 28 e 29 marzo 2010 si voterà per il rinnovo del Parlamentino regionale con probabile ballottaggio- e questo ce lo auguriamo tutti – due settimane dopo. Ebbene, dopo essermi espresso sulle inquietanti presenze dipietriste alle regionali, ho dovuto assistere con rammarico al fatto che i suoi alleati di ferro, “i grillini”, abbiano scelto l’esperienza, la capacità, la preparazione, l’intelligenza e soprattutto l’adeguatezza – visti i precedenti – di proporre per l’incarico di consigliere regionale Giuseppe Favia. Orbene, se Errani ha reclutato al centro, al centro-sinistra, a sinistra, all’estrema sinistra, nonché Di Pietro in cui ora si inserisce l’ulteriore presenza di questa simbiosi di nullità politica ed ideologica, è evidente che con questo si completa il quadro delle alleanze. Con una squadra del genere possono star tranquilli che potranno raggiungere una larga fetta di elettorato ma che dal punto di vista contenutistico, al di là dell’antiberlusconismo e della loro convivenza forzata – seppure in contrasto ideologico gli uni dagli altri – noi possiamo facilmente notare e prendere atto che dal punto di vista programmatico le forze politiche suddette tra loro alleate, non sono riuscite ad oggi ad avanzare, formulare e men che meno concretizzare la benché minima proposta per il bene della regione Emilia Romagna, facendo sospettare che diano per scontata la vittoria e mettano i programmi all’ultimo posto perché sarebbero in contrasto con quelli degli alleati dell’estrema sinistra. Il dubbio quanto mai legittimo sta in una domanda molto semplice, e cioè: “ma, questi signori vogliono fare la campagna elettorale evitando ogni qualsivoglia dibattito pubblico, dando tutto – ed in special modo la vittoria - per scontato senza dover ritenere di doversi confrontare con gli altri?” Bene! Si mettano il cuore in pace, perché non è intenzione delle altre forze politiche di fare altrettanto. Anzi, faremodi tutto per fargli provare i brividini nella schiena!
Le forti speranze che avevamo riposto nella caduta di questo consiglio comunale circa l’ipotesi che molti dei consiglieri di maggioranza della regione E.R. terminassero il loro percorso “politico” e tornassero finalmente a lavorare (ammesso che sappiano cosa voglia dire lavorare) purtroppo sono state disattese. Il 28 e 29 marzo 2010 si voterà per il rinnovo del Parlamentino regionale con probabile ballottaggio- e questo ce lo auguriamo tutti – due settimane dopo. Ebbene, dopo essermi espresso sulle inquietanti presenze dipietriste alle regionali, ho dovuto assistere con rammarico al fatto che i suoi alleati di ferro, “i grillini”, abbiano scelto l’esperienza, la capacità, la preparazione, l’intelligenza e soprattutto l’adeguatezza – visti i precedenti – di proporre per l’incarico di consigliere regionale Giuseppe Favia. Orbene, se Errani ha reclutato al centro, al centro-sinistra, a sinistra, all’estrema sinistra, nonché Di Pietro in cui ora si inserisce l’ulteriore presenza di questa simbiosi di nullità politica ed ideologica, è evidente che con questo si completa il quadro delle alleanze. Con una squadra del genere possono star tranquilli che potranno raggiungere una larga fetta di elettorato ma che dal punto di vista contenutistico, al di là dell’antiberlusconismo e della loro convivenza forzata – seppure in contrasto ideologico gli uni dagli altri – noi possiamo facilmente notare e prendere atto che dal punto di vista programmatico le forze politiche suddette tra loro alleate, non sono riuscite ad oggi ad avanzare, formulare e men che meno concretizzare la benché minima proposta per il bene della regione Emilia Romagna, facendo sospettare che diano per scontata la vittoria e mettano i programmi all’ultimo posto perché sarebbero in contrasto con quelli degli alleati dell’estrema sinistra. Il dubbio quanto mai legittimo sta in una domanda molto semplice, e cioè: “ma, questi signori vogliono fare la campagna elettorale evitando ogni qualsivoglia dibattito pubblico, dando tutto – ed in special modo la vittoria - per scontato senza dover ritenere di doversi confrontare con gli altri?” Bene! Si mettano il cuore in pace, perché non è intenzione delle altre forze politiche di fare altrettanto. Anzi, faremodi tutto per fargli provare i brividini nella schiena!
mercoledì 2 dicembre 2009
Coppie di fatto, dopo l'attacco di Caffarra risponde Errani: «Un incontro per chiarirci»
La giunta comunale difende Errani: «Quella norma è sacrosanta»
L'assessore Lembi favorevole alla parità d'accesso ai servizi regionali per convivenze, famiglie e individui
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/2-dicembre-2009/giunta-comunale-difende-errani-quella-norma-sacrosanta-1602095669685.shtml
L'APPELLO ANTI-REGIONE SUL WELFARE ALLARGATO
Coppie di fatto, dopo l'attacco di Caffarra risponde Errani: «Un incontro per chiarirci»
Il presidente: «Un appello inedito, lo valuterò con rispetto»
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/2-dicembre-2009/coppie-fatto-l-attacco-caffarra-risponde-errani-un-incontro-chiarirci-1602093312327.shtml
L'assessore Lembi favorevole alla parità d'accesso ai servizi regionali per convivenze, famiglie e individui
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/2-dicembre-2009/giunta-comunale-difende-errani-quella-norma-sacrosanta-1602095669685.shtml
L'APPELLO ANTI-REGIONE SUL WELFARE ALLARGATO
Coppie di fatto, dopo l'attacco di Caffarra risponde Errani: «Un incontro per chiarirci»
Il presidente: «Un appello inedito, lo valuterò con rispetto»
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/2-dicembre-2009/coppie-fatto-l-attacco-caffarra-risponde-errani-un-incontro-chiarirci-1602093312327.shtml
martedì 1 dicembre 2009
Caffarra attacca la Finanziaria regionale: «Equipara chi è sposato a chi non lo è»
Caffarra attacca la Finanziaria regionale: «Equipara chi è sposato a chi non lo è»
L'arcivescovo: «Dio vi giudicherà, anche chi non crede alla sua esistenza, se date a Cesare ciò che è di Dio stesso»
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/1-dicembre-2009/caffarra-attacca-finanziaria-regionale-equipara-chi-sposato-chi-non-e-1602090055591.shtml
Il cardinale Carlo Caffarra all'attacco della norma, contenuta nella Finanziaria 2010 della Regione, che prevede l'accesso ai servizi sociali e sanitari senza distinguere tra chi è sposato e chi non lo è. Una norma che, per l'arcivescovo di Bologna, metterà sullo stesso piano famiglie e convivenze e, se approvata, rappresenterebbe «un attentato alle clausole fondamentali del patto di cittadinanza». E, se fosse introdotta, sarebbe una di quelle leggi «gravemente ingiuste, che non meritano di essere rispettate». Di qui l'appello del cardinale: «Onorevoli signori, vi chiedo di riflettere seriamente, prima di prendere una decisione che potrebbe a lungo termine risultare devastante per la nostra Regione. Dio vi giudicherà, anche chi non crede alla sua esistenza, se date a Cesare ciò che è di Dio stesso». Sono le parole, ferme e durissime, che il cardinale Carlo Caffarra, presidente della Conferenza episcopale italiana dell’Emilia-Romagna, rivolge al governatore della Regione, Vasco Errani, ai suoi assessori e ai consiglieri dell’assemblea legislativa, in quello che chiama un «appello» affinché non si approvi «l’equiparazione alla famiglia di forme di convivenza di natura diversa». Ovvero i cosiddetti «Dico» dell’Emilia-Romagna inseriti in un articolo della Finanziaria 2010 che viale Aldo Moro si appresta a varare.
IL PROGETTO DI LEGGE - Caffarra ha letto il progetto di legge di iniziativa della giunta Errani che, dice, «pone sullo stesso piano singoli individui, famiglie e convivenze nell’accesso dei servizi pubblici locali». Ebbene, ricorda, «già l’Osservatorio giuridico-legislativo della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna ha espresso con pacate e convincenti argomentazioni giuridiche l’inaccettabilità di questa equiparazione». Caffarra non intende ripeterle, ma si appella agli amministratori, alla loro «coscienza di responsabili del bene comune su un altro piano». Il Cardinale ricorda la sua omelia del 4 ottobre, giorno di San Petronio, quando disse che «chi non riconosce la soggettività incomparabile del matrimonio e della famiglia ha già insidiato il patto di cittadinanza nelle sue clausole fondamentali. È ciò che fareste, se quel comma fosse approvato: un attentato alle clausole fondamentali del patto di cittadinanza».
LE REAZIONI - Il presidente della Regione, Vasco Errani, ha risposto a questo appello, definito «inedito» senza lasciare intendere che esistano spazi per una marcia indietro. Ha anzi chiesto un incontro a Caffarra «per chiarire personalmente le nostre intenzioni e posizioni». In pratica per cercare di convincerlo. O almeno per fargli capire ciò che Errani va ripetendo da settimane con incrollabile ostinazione: quelli che i suoi avversari hanno soprannominato «Dico all’emiliana» non sono una definizione della famiglia, ma una norma che allarga la platea di accesso ai servizi di welfare. Eliminando le discriminazioni fra chi è sposato e chi no. Se il Pdl regionale ha colto l’occasione dell’appello di Caffarra per ribadire il proprio no al provvedimento, attacchi contro «l’ingerenza» di Caffarra si sono levati da Rete Laica e Arcigay. Il Pd, pur ribadendo rispetto e attenzione per le parole del cardinale, è schierato a difesa di Errani: si tratta di una norma - ha detto il segretario regionale Stefano Bonaccini - «che rafforza il patto di cittadinanza che tiene unita una comunità».
L'appello di Caffarra: il testo integrale
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/1-dicembre-2009/appello-caffarra-testo-integrale-1602090586445.shtml
L'arcivescovo: «Dio vi giudicherà, anche chi non crede alla sua esistenza, se date a Cesare ciò che è di Dio stesso»
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/1-dicembre-2009/caffarra-attacca-finanziaria-regionale-equipara-chi-sposato-chi-non-e-1602090055591.shtml
Il cardinale Carlo Caffarra all'attacco della norma, contenuta nella Finanziaria 2010 della Regione, che prevede l'accesso ai servizi sociali e sanitari senza distinguere tra chi è sposato e chi non lo è. Una norma che, per l'arcivescovo di Bologna, metterà sullo stesso piano famiglie e convivenze e, se approvata, rappresenterebbe «un attentato alle clausole fondamentali del patto di cittadinanza». E, se fosse introdotta, sarebbe una di quelle leggi «gravemente ingiuste, che non meritano di essere rispettate». Di qui l'appello del cardinale: «Onorevoli signori, vi chiedo di riflettere seriamente, prima di prendere una decisione che potrebbe a lungo termine risultare devastante per la nostra Regione. Dio vi giudicherà, anche chi non crede alla sua esistenza, se date a Cesare ciò che è di Dio stesso». Sono le parole, ferme e durissime, che il cardinale Carlo Caffarra, presidente della Conferenza episcopale italiana dell’Emilia-Romagna, rivolge al governatore della Regione, Vasco Errani, ai suoi assessori e ai consiglieri dell’assemblea legislativa, in quello che chiama un «appello» affinché non si approvi «l’equiparazione alla famiglia di forme di convivenza di natura diversa». Ovvero i cosiddetti «Dico» dell’Emilia-Romagna inseriti in un articolo della Finanziaria 2010 che viale Aldo Moro si appresta a varare.
IL PROGETTO DI LEGGE - Caffarra ha letto il progetto di legge di iniziativa della giunta Errani che, dice, «pone sullo stesso piano singoli individui, famiglie e convivenze nell’accesso dei servizi pubblici locali». Ebbene, ricorda, «già l’Osservatorio giuridico-legislativo della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna ha espresso con pacate e convincenti argomentazioni giuridiche l’inaccettabilità di questa equiparazione». Caffarra non intende ripeterle, ma si appella agli amministratori, alla loro «coscienza di responsabili del bene comune su un altro piano». Il Cardinale ricorda la sua omelia del 4 ottobre, giorno di San Petronio, quando disse che «chi non riconosce la soggettività incomparabile del matrimonio e della famiglia ha già insidiato il patto di cittadinanza nelle sue clausole fondamentali. È ciò che fareste, se quel comma fosse approvato: un attentato alle clausole fondamentali del patto di cittadinanza».
LE REAZIONI - Il presidente della Regione, Vasco Errani, ha risposto a questo appello, definito «inedito» senza lasciare intendere che esistano spazi per una marcia indietro. Ha anzi chiesto un incontro a Caffarra «per chiarire personalmente le nostre intenzioni e posizioni». In pratica per cercare di convincerlo. O almeno per fargli capire ciò che Errani va ripetendo da settimane con incrollabile ostinazione: quelli che i suoi avversari hanno soprannominato «Dico all’emiliana» non sono una definizione della famiglia, ma una norma che allarga la platea di accesso ai servizi di welfare. Eliminando le discriminazioni fra chi è sposato e chi no. Se il Pdl regionale ha colto l’occasione dell’appello di Caffarra per ribadire il proprio no al provvedimento, attacchi contro «l’ingerenza» di Caffarra si sono levati da Rete Laica e Arcigay. Il Pd, pur ribadendo rispetto e attenzione per le parole del cardinale, è schierato a difesa di Errani: si tratta di una norma - ha detto il segretario regionale Stefano Bonaccini - «che rafforza il patto di cittadinanza che tiene unita una comunità».
L'appello di Caffarra: il testo integrale
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/1-dicembre-2009/appello-caffarra-testo-integrale-1602090586445.shtml
lunedì 27 aprile 2009
LE PREOCCUPAZIONI DEL SINDACATO UIL IN MERITO ALLA CESSIONE DELL’ELICOTTERO QUADRICANALE AB212 DELLA POLIZIA AL CAPOLUOGO LOMBARDO
LE PREOCCUPAZIONI DEL SINDACATO UIL IN MERITO ALLA CESSIONE DELL’ELICOTTERO QUADRICANALE AB212 DELLA POLIZIA AL CAPOLUOGO LOMBARDO (di notte la Polizia non può più volare)
In una lettera al Prefetto Angelo Tranfaglia dal Segretario della UIL PS Francesco Pantano, il Segretario con grande preoccupazione lamenta che Bologna ha ceduto a Milano (che tra l’altro ne era già in possesso) l’unico suo elicottero quadricanale della Polizia classificato come AB212, che come peculiarità aveva l’abilitazione al volo strumentale notturno ed, inoltre, era dotato di verricello per il duplice soccorso in condizione di grossa difficoltà in montagna ed in mare. Cosa gravissima che il terzo reparto volo e quindi con esso l’intera Regione Emilia Romagna sia rimasto senza questo preziosissimo elicottero che è andato, così, ad aggiungersi agli altri 3 in dotazione a Milano. Il segretario provinciale UIL Pantano si è rivolto a Piazza Roosevelt seriamente preoccupato e sinceramente amareggiato e cita di non riuscire a comprendere le scelte del dipartimento, aggiungendo che con l’applicazione di questo piano il reparto volo di Bologna esce penalizzato in maniera molto forte. Dopo che l’AB212 è stato trasferito a Milano tutti gli elicotteristi bolognesi che appositamente erano stati addestrati in maniera altamente qualificata al volo strumentale, sono rimasti senza il mezzo con il quale sarebbero dovuti intervenire in caso di calamità e di ordine pubblico. La Regione Emilia Romagna ha subìto con questa mossa un vero e proprio deficit in termini di sicurezza, infatti il soccorso in alta montagna per il quale era iniziata, già da tempo, una costruttiva collaborazione con il soccorso alpino, il controllo di grandi manifestazioni, l’ausilio in situazione di ordine pubblico durante le partite di calcio, non potrà più contare sull’ausilio dell’elicottero quadricanale e quindi le Forze dell’Ordine si troveranno ad avere a che fare con un piano di riordino del Viminale che non ha tenuto conto delle reali esigenze della Regione Emilia Romagna e che è Regione crocevia delle maggiori infrastrutture ferroviarie e stradali del Paese. Alla luce di tutto quanto sopra esposto, mi auguro che i lettori siano consapevoli della gravità che questo atto avrà nei confronti della nostra regione e della nostra città in particolare. Necessario, quindi, agire il prima possibile per fare in modo che questo atto che priva letteralmente Bologna di uno strumento fondamentale venga riveduto e si ritorni quanto prima alla situazione precedente.
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