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FUSIORARI NEL MONDO
Majai Phoria
UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA
Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam
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La Compagnia delle Opere (CdO) è un’associazione imprenditoriale presente in Italia e non, con 41 sedi, che associa ad oggi oltre 34.000 imprese, la maggioranza delle quali sono piccole e medie aziende, e più di 1000 organizzazioni non profit, fra cui opere caritative ed enti culturali. L'Associazione ha anche diverse sedi estere: in Argentina, Brasile, Bulgaria, Cile, Francia, Israele, Kenya, Polonia, Spagna, Svizzera, Ungheria[1].
Scopi e struttura dell'associazione [modifica] L'Associazione si propone di “promuovere e tutelare la presenza dignitosa delle persone nel contesto sociale e il lavoro di tutti, nonché la presenza di opere e imprese nella società, favorendo una concezione del mercato e delle sue regole in grado di comprendere e rispettare la persona in ogni suo aspetto, dimensione e momento della vita” (art. 1 dello statuto). CdO intende, in sostanza, promuovere lo spirito di mutua collaborazione e assistenza tra i soci, per una migliore valorizzazione delle risorse umane ed economiche, nell’ambito di ogni attività esercitata sotto forma di impresa, sia profit sia non profit. La Compagnia delle Opere è inoltre un’associazione recepita dall’ordinamento giuridico della Repubblica Italiana, attraverso i riconoscimenti dei ministeri dell’Interno e delle Finanze. Alle elezioni politiche del 2006, si è espressa in favore del voto al centrodestra [2]. Storia [modifica] CdO è nata l'11 luglio1986, per un'intuizione di Mons. Luigi Giussani. La nascita e lo sviluppo di questa associazione sono legati dunque alla libera iniziativa di un gruppo di giovani laureati e imprenditori, alcuni dei quali aderenti al movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione o comunque nel solco della presenza dei cattolici nella società italiana, alla luce della dottrina sociale della Chiesa. Da un'iniziale presenza in Lombardia, dove tutt'ora vi è una grande concentrazione d'imprese aderenti e di sedi locali, in pochi anni la Compagnia delle Opere è diventata una realtà che ha raggiunto tutte le regioni d'Italia e numerosi paesi esteri. In questi anni, la Compagnia delle Opere è stata il motore primo e il luogo di elaborazione culturale di alcune battaglie civili rilevanti condotte sotto lo slogan «Più società, meno Stato»[3]: quella per i finanziamenti pubblici alla scuola privata e quella per il principio di sussidiarietà. Casi giudiziari [modifica] Nel 2007 l'ex presidente regionale della CdO in Calabria, l'imprenditore Antonio Saladino, viene coinvolto in una indagine giudiziaria della Procura di Catanzaro [4] curata fino al mese di ottobre 2007 dal sostituto procuratore Luigi de Magistris. Successivamente, il Gup Mellace definisce l’inchiesta il risultato di «un’operazione dal grande risalto mediatico soprattutto nella fase delle indagini preliminari, che ha portato alla ribalta nazionale i suoi principali protagonisti, divenuti nel frattempo veri e propri personaggi pubblici televisivi di grande notorietà». Nel 2008 a seguito di un'indagine della Guardia di Finanza per un giro di tangenti, corruzione e turbativa d'asta[5], l'ex presidente della sezione trentino della CdO avrebbe confessato di aver chiesto una tangente di 260.000 euro in favore della Compagnia delle Opere ad un imprenditore[6]. Note [modifica] ^Dati dal sito ufficiale della CdO ^ "L'Italia è alla prova. Il 9 aprile saremo chiamati a una scelta di libertà e nello schieramento di centrosinistra prevalgono correnti radicali e massimaliste", da il Giornale del 15 marzo2006 ^ Roberto Fontolan, "Più società fa bene allo Stato", in "Tracce" (Rivista internazionale di Comunione e Liberazione) n.4, aprile 2008 ^"Catanzaro, indagini e perquisizioni su un gruppo di potere trasversale", da La Repubblica del 18 giugno2007 ^«Tangenti in appalti 5 arresti e 20 indagati». Guardia di Finanza informan, 16 09 2008. URL consultato in data 6 dicembre 2008. ^ Giuseppe Caporale. «Tangenti alla Compagnia delle Opere confessa l' ex presidente trentino». La Repubblica, 24 09 2008, p. 13. URL consultato in data 6 dicembre 2008. Collegamenti esterni [modifica] Sito ufficiale della Compagnia delle Opere Portale Cattolicesimo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cattolicesimo Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Compagnia_delle_Opere" Categorie: Comunione e LiberazioneReligione e politica
L'inchiesta Why Not prende il nome da una società di outsourcing di Lamezia Terme che fornisce alla regione lavoratori specializzati nel settore informatico. Una dei soci ed amministratore della Why Not, Caterina Merante, insieme inizialmente agli altri due soci, che avrebbero poi parzialmente ritrattato, ha dato il via alle indagini che hanno ipotizzato un gruppo di potere trasversale tenuto insieme da una loggia massonica coperta, giornalisticamente nota come la "La Loggia di San Marino". A tale presunta loggia massonica coperta, che avrebbe influito sulle scelte di amministrazioni pubbliche per l'utilizzo di finanziamenti e l'assegnazione di appalti, sarebbe iscritta una parte degli indagati.[1] Le persone indagate risultavano essere 19. I carabinieri hanno notificato informazioni di garanzia in cui si ipotizzano, a vario titolo, reati che vanno dall’associazione per delinquere, alla truffa, alla corruzione, alla violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete al finanziamento illecito dei partiti.[2] Nel mese di dicembre 2008, dopo lo scontro tra le Procure di Catanzaro e Salerno, e dopo i primi interventi del Consiglio Superiore della Magistratura l'avviso di conclusione indagini è stato invece notificato a ben 106 persone, tra cui l'ex presidente della Regione CalabriaAgazio Loiero ed il suo predecessore Giuseppe Chiaravalloti. Archiviata invece la posizione di Romano Prodi e di alcuni suoi più stretti collaboratori, dopo che in precedenza era stata anche stralciata la posizione di Clemente Mastella. Scompare dai capi di imputazione anche la presunta violazione della "Legge Anselmi" su massoneria e organizzazioni segrete.[3] Antonio Saladino nel suo primo interrogatorio davanti alla Procura Generale di Catanzaro il 3 gennaio2009 ha chiarito il suo ruolo nella vicenda fornendo ai magistrati spiegazioni concernenti l'attività delle varie società operanti nell'ambito della Politiche attive del lavoro in cui ha operato. Ha chiarito la distinzione dei ruoli tra il Consorzio Brutium e la società Why Not e Caterina Merante, asserendo di aver svolto per questi solo il ruolo di consulente. Ha inoltre chiesto, ai magistrati, in modo esplicito di verificare i suoi conti correnti e la sua situazione patrimoniale, ma anche quelli della Merante e dei soci di questa in Why Not.[4][5]
rapporti tra le procure [modifica] La locuzione "scontro fra procure", ampiamente adottata dai media italiani di maggior spessore nel mese del dicembre 2008, secondo Marco Travaglio non è corretta. Secondo il giornalista i magistrati di Salerno, i quali all'inizio del mese di dicembre hanno fatto perquisire i magistrati di Catanzaro dal momento che questi ultimi da più di un anno rifiutavano di inviare a Salerno i documenti riguardanti il trasferimento di De Magistris, hanno operato nel pieno rispetto della legge. Infatti secondo la legge spetta alla procura di Salerno indagare sulla procura di Catanzaro. Non è invece previsto dalla legge che la procura di Catanzaro possa indagare sulla procura di Salerno: infatti su Salerno è competente la procura di Napoli. Ha destato scalpore la decisione del CSM di porre sullo stesso piano i magistrati di Salerno e i magistrati di Catanzaro i quali, a loro volta, indagavano contro la legge su quelli di Salerno. Infatti, nonostante il comitato del riesame abbia giudicato rispettoso della legge l'operato dei magistrati salernitani, il csm ha trasferito alcuni magistrati di Salerno e ha sospeso dall´incarico e privato dello stipendio il procuratore capo di Salerno Luigi Apicella. Ciò è avvenuto in seguito alle dichiarazioni del ministro della giustizia Alfano il quale ha giudicato "abnorme" e "carente di equilibrio" il provvedimento di perquisizione e sequestro emesso dai magistrati di Salerno nei confronti di magistrati inquisiti di Catanzaro. A nulla è valso che l'organo competente della magistratura, il comitato del riesame, abbia certificato la legalità dell'operato dei magistrati di Salerno. La posizione di Romano Prodi [modifica] Romano Prodi è stato indagato per abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta "Why not" portata avanti dal procuratore (allora in carica) della Repubblica di CatanzaroLuigi De Magistris. Pare che dalle intercettazioni telefoniche risulti solo un "rapporto di amicizia" tra l'imprenditore calabrese Saladino ed il Presidente del Consiglio e quindi non risulterebbe essere implicato nel "comitato d'affari" che gestiva illegalmente i fondi europei. A fronte di ciò la procura di Roma, dopo aver avocato l'indagine a De Magistris, ha ritenuto opportuno fare istanza di archiviazione per l'ex Presidente del Consiglio[6]. L'archiviazione è stata ottenuta nel novembre 2009[7]. L'iter giudiziario [modifica] Con la sentenza del 2 marzo2010 il Giudice dell'Udienza preliminare ha condannato 8 dei 42 imputati che avevano richiesto il giudizio abbreviato solo per il reato di abuso d'ufficio. Cadute tutte le ipotesi di associazione a delinquere, corruzione, peculato e truffa. Antonio Saladino è stato condannato a due anni di reclusione (per concorso in abuso d'ufficio). Assolti tutti gli altri 34 imputati che avevano richiesto il rito abbreviato. Il Gup ha inoltre rinviato a giudizio 27 persone e disposto il non luogo a procedere per 17 tra gli indagati. Il Gup ha inoltre rinviato al Pubblico Ministero le posizioni dei tre soci della Whynot Outsourcing Caterina Merante, Giancarlo Franzè e Antonio La Chimia richiedendo un supplemento di indagini. Voci correlate [modifica] Luigi de Magistris Collegamenti esterni [modifica] Il giorno dell'indignazione, Fanna, A., Ilsussidiario.net, 05.03.2010 La sentenza del Gup del 2 marzo 2010 Blog dedicato all'inchiesta WhyNot Gomez, P.,Lillo, M., Ingiustizia è fatta, L'espresso, 15.08.2008 Travaglio, M., La guerra tra le procure è una balla. Vogliono uccidere Mani Pulite 2, MicroMega, 10.08.2008 Santini, A., La loggia di San Marino, Aprileonline, 19.06.07 Note [modifica] ^ Fonte: Repubblica.it: Catanzaro, indagini e perquisizioni su un gruppo di potere trasversale, 18 giugno 2007 [1] ^ Fonte: La voce del fiore del 19 giugno 2007 [2] ^ Fonte: Libero-news.it: Inchiesta Whynot, 106 avvisi di chiusura indagini, 17 dicembre 2008 [3] ^ Fonte: Agi.it: Whynot, Saladino: Ho solo offerto lavoro, 3 gennaio 2009 [4] ^ Fonte: sentenza del 2 marzo 2010 ^ Carlo Macri. ««Why not: nessuna prova su Mastella e Prodi»». Corriere della Sera, 08 03 2008. URL consultato in data 16-11-2009. ^ "Why Not, Prodi archiviato. L'ex premier: sentenza netta", La Repubblica, 22 novembre 2009 Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Why_not"
La Procura della Repubblica di Catanzaro ha avanzato richiesta il rinvio a giudizio di 39 persone nell’ambito dell’inchiesta “Poseidone“, avviata nel 2005 dall’allora sostituto procuratore Luigi de Magistris su presunti illeciti che sarebbero stati commessi nel settore della depurazione in Calabria. Dopo l’avviso di conclusione delle indagini emesso a settembre nei confronti di quaranta persone, adesso il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli ha sottoscritto anche la richiesta di processare gli indagati – tutti tranne Stefano D’Argenzio, 58 anni, di Pisa -. Tra questi spiccano Giuseppe Chiaravalloti, ex presidente della Giunta regionale calabrese, nonche’ legale rappresentante pro tempore del Commissariato straordinario per l’emergenza ambientale; Domenico Antonio Basile, ex assessore all’Ambiente della Regione Calabria; Giovambattista Papello, ex responsabile unico del procedimento presso l’ufficio del commissario; diversi funzionari pubblici ed imprenditori. Associazione per delinquere, concussione, falsita’ ideologica del pubblico ufficiale in atti pubblici, omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, favoreggiamento personale, truffa, tentata turbata liberta’ degli incanti, abuso d’ufficio, le ipotesi delittuose che, a vario titolo, comparivano gia’ nell’avviso di conclusione delle indagini, anche se ora, a seguito degli interrogatori effettuati dopo la notifica di quel provvedimento, alcuni capi d’accusa sono stati rimodulati.Sulla richiesta di rinvio a giudizio si pronuncera’ il giudice dell’udienza preliminare di Catanzaro, Maria Rosaria Di Girolamo. Gli altri indagati sono: Pietro Salvatore Abiuso, 57 anni, di Falerna (Cz), in qualita’ di responsabile unico del procedimento relativo ai lavori di realizzazione del depuratore di Isola Capo Rizzuto (Kr); Romano Agostini, 70 anni, di Roma, Giovanni Angotti, 77 anni, di Colosimi (Cs), Antonio Calio’, 74 anni, di Catanzaro, Salvatore Russetti, 48 anni, di Catanzaro, Giuseppe Mazzitello, 74 anni, di Limbadi (VV), componenti della commissione giudicante per l’affidamento dell’appalto per la costruzione del nuovo impianto di depurazione di Catanzaro Lido e di vari collettori fognari nonche’, Mazzitello, dirigente generale del Dipartimento ambiente della Regione Calabria; Rocco Andronaco, 47 anni, nato a Melbourne e residente a Nicotera (VV); Vincenzo Arcuri, 58 anni, di Cariati (Cs), direttore dei lavori relativi all’adeguamento dell’impianto di depurazione di S: Maria del Cedro; Domenico Bagnato, 65 anni, di Reggio Calabria, Commissario delegato per l’emergenza rifiuti per la regione Calabria; Bruno Barbera, 59 anni, di Reggio Calabria, commissario dell’Arpacal. Richiesta di rinvio a giudizio anche per: Domenico Bragho’, 30 anni, di Vibo Valentia; Francesco Casamento, 38 anni, di Messina, imprenditore; Luigi Cimino, 63 anni, di Napoli, legale rappresentante della Ati Impec srl – Cofain srl; Francsco Antonio Corso, 37 anni, di Filandi; Brunello Cugliari, 43 anni, di Vibo Valentia; Patrizio Cuppari, 38 anni, di Vibo Valentia, Claudio Dicembrini, 57 anni, di Vibo Valentia, responsabile unico del procedimento presso l’Ufficio del commissario per l’emergenza ambientale; Serafino Gallo, 55 anni, di Martirano Lombardo (Cs), responsabile unico del procedimento, Antonio Esposito, 55 anni, di Vibo Valentia, Orsola Reillo, 45 anni, di Lamezia Terme (Cz), e Asnora Porcaro, 52 anni, di Maida (Cz), tutti e tre componenti dell’ufficio di direzione lavori di potenziamento dell’impianto di depurazione di Scalea, nonche’ Luigi Cesare Maria Milillo, 55 anni, di Spezzano Terme (Cs), collaudatore, e Gaetano Manganaro, 58 anni, di Ali’ Terme (Me), legale rappresentante dell’Ati Epuroxy, aggiudicataria dei medesimi lavori; Pasquale La Gamba, 34 anni, di Vibo Valentia; Santo Lico, 79 anni, di Vibo Valentia, imprenditore; Luca Mandiello, 30 anni, di Catanzaro; Raffaele Mangiardi, 33 anni, di Catanzaro; Demetrio Melissari, 58 anni, di Reggio Calabria, responsabile del Dipartimento provinciale Arpacal di Vibo Valentia; Enrico Mignolo, 29 anni, di Vibo Valentia; Marco Misiti, 33 anni, di Vibo Valentia; Francesco Nicolace, 53 anni, di Mileto (VV), responsabile del servizio territoriale di ispezione, vigilanza e controllo presso l’Arpacal di Catanzaro; Luciano Pelle, 59 anni, di Antonimia (RC), dirigente di servizio del Dipartimento Ambiente settore 2° dell’assessorato regionale all’Ambiente; Vincenzo Restuccia, 68 anni, di Rombiolo (VV), imprenditore; Rossella Rossi, 32 anni, di Pontedera (Pi); Domenico Sodaro, 47 anni, di Vibo Valentia; Salvatore Fidotti, 39 anni, di Napoli, incaricato della ditta Impec srl. Molte di piu’ – circa cento – erano le persone complessivamente indagate nell’inchiesta “Poseidone”, condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro. La maggior parte di loro e’ uscita di scena dal momento che le ipotesi d’accusa contestate erano oramai prescritte. Inoltre, alcuni nomi eccellenti che nel corso degli anni sono stati coinvolti nell’inchiesta sono stati oggetto di stralci con l’invio dei relativi atti ad altre Procure, o di parziali archiviazioni o di richieste di archiviazione ancora in attesa di pronuncia da parte del gip, o sono oggetto di attivita’ di indagine ancora in corso. (AGI)
Caso De Magistris, avvocati, imprenditori e magistrati rinviati a giudizio
Compariranno il 2 febbraio prossimo dinanzi alla prima sezione del tribunale di Salerno le otto persone rinviate oggi a giudizio nell'inchiesta avviata dalla procura salernitana a seguito della denuncia dell'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris. L'attuale europarlamentare di Italia dei Valori aveva parlato di un vero e proprio complotto tra magistrati e politici calabresi per impedirgli di continuare le indagini Why Not e Poseidone. La decisione del rinvio a giudizio è stata adottata dal gup del tribunale di Salerno, Vincenzo Pellegrino. Finiranno così alla sbarra ex magistrati di vertice di Catanzaro, esponenti politici e professionisti. L'inchiesta giunse circa tre anni fa alla Procura della repubblica di Salerno. Le indagini svolte dai pm salernitani hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio per otto persone. Si tratta dell'ex procuratore capo di Catanzaro, oggi in pensione, Mariano Lombardi, della moglie Maria Grazia Muzzi e del figlio da lei avuto da un precedente matrimonio, l'avvocato Pierpaolo Greco. E ancora, del procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Catanzaro Salvatore Murone, trasferito in via cautelare dalla sezione disciplinare del Csm, dell'imprenditore ed ex leader della Compagnia delle Opere in Calabria, Antonio Saladino, del senatore del Pdl Giancarlo Pittelli, dell'ex sottosegretario alle attività produttive Giuseppe Galati e dell'ex procuratore generale facente funzioni presso la Corte di Appello di Catanzaro, Dolcino Favi, da qualche mese in pensione. LE REAZIONI Soddisfazione è stata espressa dall'ex pm della procura di Catanzaro, l'europarlamentare Luigi De Magistris, che ha incassato la vicinanza del leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. «Finalmente si andrà in un'aula di giustizia, a un dibattimento pubblico. Tutto il Paese - ha dichiarato De Magistris - saprà perchè mi furono sottratte le due inchieste più importanti e perchè, nonostante questi fatti fossero noti, sono stato trasferito da Catanzaro e mi sono state sottratte le funzioni di pm». De Magistris sottolinea che con la decisione di rinviare a giudizio le otto persone disposta dal Tribunale di Salerno «pubblicamente ed alla luce del sole si potrà discutere di quelle inchieste che avevano a oggetto in particolare il rapporto perverso tra spesa pubblica e criminalità e il fatto gravissimo che mi sono state sottratte illecitamente dai vertici uffici inquirenti in collusione con i politici».Delusione, al termine della decisione adottata dal gup di Salerno, è stata espressa dai legali degli imputati che stamani erano presenti in aula. «E' vero, siamo delusi - ha dichiarato il legale del senatore Pittelli, l'avvocato Licia Polizio - sia dal punto di vista tecnico-giuridico, sia nel merito vi erano tutti gli elementi per una sentenza di non luogo a procedere. Il dibattimento chiarirà definitivamente la posizione del mio assistito e degli altri imputati».«Riteniamo non convenga al dottor Luigi De Magistris che tutto il Paese sappia perchè gli sono state revocate le inchieste 'Why Not' e 'Poseidone». Continua Licia Polizio, dopo le dichiarazioni dell'ex pm di Catanzaro, in una nota scrive che «per quanto riguarda l'inchiesta Poseidone l'ex procuratore della Repubblica di Catanzaro, oggi in pensione, Mariano Lombardi, anch'egli fra gli otto rinviati a giudizio, si determinò per la revoca, avendo riscontrato la commissione, da parte del dottor De Magistris, della più grave delle violazioni che possa essere commessa da un pubblico ministero, ovvero nascondere ai coassegnatari lo svolgimento di indagini preliminari sul conto di un Generale della Guardia di Finanza e di un Parlamentare della Repubblica, violando l'articolo 335 del codice di procedura penale».«Iscrisse - afferma il legale - i due nominativi in un suo registro personale e non pubblico come prescrive la legge, celandolo in un armadio del suo ufficio, con evidente compromissione del diritto di difesa costituzionalmente garantito e delle norme in materia di decorrenza del termine delle indagini. Per tali inosservanze - prosegue la nota - il CSM lo ha duramente sanzionato. L'allora procuratore Lombardi non poteva non disporre la revoca. Quanto all'inchiesta Why Not - prosegue la nota dell'avvocato Polizio - l'avocazione fu determinata in ragione della sussistenza di un macroscopico conflitto di interessi dell'allora pm De Magistris rispetto al Guardasigilli Clemente Mastella che un mese prima aveva attivato a suo carico un'inchiesta disciplinare avente ad oggetto proprio la gestione di tale fascicolo». «Questo - conclude la nota - è quello che il Paese deve sapere, che esiste un codice De Magistris» (FONTE ANSA) 14 gen 2010
Inchiesta Poseidone, archiviata la posizione di Pittelliche ora annuncia: "svelerò retroscena inquientanti" Pittelli annuncia di voler svelare retroscena inquietanti nell'ambito dell'inchiesta in una conferenza stampa
06/03/2010 «Dopo tre anni di indagini, su richiesta del Procuratore Aggiunto Giuseppe Borrelli, il Gip di Catanzaro Tiziana Macrì, ha disposto l’archiviazione delle accuse mosse contro l’Avv. On. Giancarlo Pittelli dall’ex PM Luigi De Magistris». A renderlo noto è lo stesso Pitelli, anche se la notizia era stata anticipata nei giorni scorsi dal "Quotidiano della Calabria". «Nel provvedimento – prosegue la nota di Pittelli – si legge che 'deve ritenersi totalmente esclusa l’integrazione di elementi di rilievo penale a carico dell’On. Pittelli in ordine a tutte le fattispecie'». Pittelli infine, ha annunciato una conferenza stampa nel corso della quale rivelerà i «retroscena inquietanti dei fatti accaduti a Catanzaro, Potenza e Salerno ed i collegamenti tra magistrati ed alcuni giornalisti della carta stampata e del servizio pubblico televisivo i quali, assieme, hanno ordito un’impostura senza precedenti».
Inchiesta Why Not e Poseidone: GUP di Salerno rinvia a giudizio (SOLO) otto indagati
20-12-2010 Catanzaro Il giudice dell'udienza preliminare di Salerno ha rinviato a giudizio le otto persone indagate nell'ambito dell'inchiesta sul presunto complotto che nel 2007 portò alla sottrazione all'allora Pubblico Ministero Luigi De Magistris, in servizio alla procura di Catanzaro, dell'inchiesta "Why Not" su una serie di illeciti nella gestione di fondi pubblici destinati alla Calabria, in cui furono coinvolti, a più riprese, esponenti politici locali e nazionali. Corruzione, corruzione in atti giudiziari e falsità ideologica del pubblico ufficiale in atti pubblici sono le imputazioni a vario titolo contestate nell'ambito dell'inchiesta che ha portato al rinvio a giudizio di otto persone, accusate di aver condizionato lo svolgimento di due indagini, Poseidone" e "Why not", avviate dall'allora sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro de Magistris, tra l'altro con l'illegale sottrazione dei relativi fascicoli alla sua competenza. Il giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Salerno, Vincenzo Pellegrino, ha mandato alla sbarra Dolcino Favi, ex avvocato generale e procuratore generale facente funzioni presso la Corte d'appello di Catanzaro, andato in pensione ad ottobre; Mariano Lombardi, ex procuratore capo di Catanzaro, già in pensione; la moglie di quest'ultimo, Maria Grazia Muzzi, e il figlio di lei, Pierpaolo Greco, avuto in un precedente matrimonio; Salvatore Murone, procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, trasferito in via cautelare dalla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ed ancora in attesa di nuova sede; Antonio Saladino, imprenditore lamentino, ex leader della Compagnia delle Opere in Calabria, principale indagato dell'inchiesta "Why not" e condannato al termine del giudizio di primo grado; Giancarlo Pittelli, avvocato penalista catanzarese e parlamentare del Pdl; Giuseppe Galati, parlamentare del Pdl ed ex sottosegretario alle Attivita' produttive. Il processo a loro carico avrà inizio il 2 febbraio davanti al tribunale collegiale di Salerno. Il gup ha così accolto le richieste dei sostituti procuratori campani Rocco Alfano, Maria Chiara Minerva e Antonio Cantarella, che hanno portato a conclusione l'inchiesta dopo averla "ereditata" dai colleghi Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, i quali sono stati puniti dal Csm con il trasferimento di sede e di funzioni proprio mentre conducevano l'indagine in questione, a seguito dello "scontro" avvenuto con la Procura della Repubblica di Catanzaro che, di fronte al sequestro di atti da parte dei colleghi salernitani, reagì con un controsequstro e l'apertura di una propria inchiesta a loro carico. Nell'impianto accusatorio, che dovrà essere ora vagliato al dibattimento, sono ricostruite una serie di attività che, secondo la Procura, gli imputati avrebbero messo in atto per rallentare, ostacolare e danneggiare due inchieste dell'allora PM de Magistris, ed in particolare quella nota col nome "Poseidone", su presunti illeciti nella gestione del settore della depurazione in Calabria, e quella nota come "Why not", su un presunto comitato politico affaristico istituzionale che avrebbe gestito illecitamente buona parte dei fondi pubblici destinati alla regione. Ai magistrati, sempre secondo le accuse, sarebbe toccato intervenire in tal senso, a vantaggio dei restanti coimputati, che erano stati coinvolti nelle inchieste in questione, e cui sarebbero stati legati da rapporti di interesse. E' stato proprio de Magistris a dare il via all'inchiesta, con le denunce che fece a Salerno dopo essere stato spogliato dei fascicoli - "Poseidone" gli fu revocata il 29 marzo 2007, "Why not" fu avocata dopo appena sei mesi, e precisamente il 19 ottobre 2007 - in cui descrisse un presunto complotto ai danni suoi e delle indagini che stava conducendo. I PM campani, alla fine, nel loro impianto accusatorio descritto una serie di presunte azioni illecite che sarebbero state finalizzate a consentire ai magistrati inquisiti di influire sull'andamento delle indagini di de Magistris, in modo da agevolare Pittelli, Galati e Saladino, indagati dal primo, e legati loro da presunti accordi corruttivi dettagliatamente ricostruiti, mentre ai restanti accusati, Muzzi e Greco, viene riconosciuto il ruolo di "istigatori". "In definitiva - hanno scritto i sostituti procuratori di Salerno - si andava a concretizzare, di fatto, una illecita attività di interferenza sull'iter del procedimento penale e comunque si determinava almeno un suo rallentamento tale da favorire, di per sé ed almeno per un iniziale periodo di tempo, le persone implicate nelle indagini preliminari del procedimento penale n. 2057/06 c.d. Why not e fra queste, in particolare, l'imprenditore Antonio Saladino, soggetto al centro di un settore consistente delle attività investigative, ed anche alcuni dei soggetti già coinvolti nella pregressa inchiesta c.d. "Poseidone", revocata al Magistrato co-titolare nel marzo del 2007, come l'avvocato Senatore Giancarlo Pittelli e l'onorevole Sottosegretario Giuseppe Galati, il primo dei quali era collegato anche ad iniziative pre-disciplinari intraprese dai vertici degli Uffici inquirenti di Catanzaro, e segnatamente dal Procuratore Aggiunto Vicario e dall'Avvocato Generale F.F. di Procuratore Generale". Non compaiono più nel procedimento, infine, altri quattro magistrati, l'ex procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli, i sostituti procuratori generali Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo, ed il sostituto procuratore Salvatore Curcio indagati per favoreggiamento e omissione in atti d'ufficio a seguito del cosiddetto "scontro fra procure". Inizialmente i quattro erano accusati di aver dolosamente omesso di inviare a Salerno gli atti richiesti dai colleghi campani, i quali alla fine si erano mossi con un decreto di sequestro cui i magistrati catanzaresi risposero con un controsequestro. Ma al termine delle indagini i PM Alfano, Minerva e Cantarella si sono determinati per una richiesta di archiviazione delle accuse. (AGI)
L'impresa non è solo profitto La riflessione di Compagnia delle Opere sul "Fare impresa". Persona e il bene della collettività al centro del dibattito
Accade che alcuni imprenditori, spesso al termine della loro carriera o quando hanno già fatto molta strada, si accorgano che oltre ai soldi, al potere, alla soddisfazione tutta personale, esiste anche dell’altro e che questo altro è fatto di persone, responsabilità, solidarietà, confronto, condivisione, rispetto per l’ambiente. La consapevolezza che esiste anche un bene comune arriva quasi sempre in tarda età o quando l’imprenditore ha già lasciato alle sue spalle “parecchi morti” (è solo un’espressione metaforica per dire che i danni sono stati già fatti). Gli esempi si sprecano: pensate solo a Bill Gates e alla sua fondazione che si preoccupa dei destini del mondo dopo averlo conquistato in modo discutibile. Forse sarebbe meglio arrivarci prima (dei danni) a questa consapevolezza, quando si è imprenditori giovani, pieni di energia e con davanti una vita intera. Questo messaggio, insieme a molti altri, arriva dalla Compagnia delle Opere (Cdo) che ha presentato all’AtaHotel del Gruppo di Salvatore Ligresti (il discorso di cui sopra vale anche per lui) un libretto molto interessante, dal titolo apparentemente innocuo “Fare impresa”. A presentarlo sono stati chiamati due economisti, Giorgio Brandazza e Mario Molteni, che oltre ad essere docenti sono anche imprenditori. Il documento è il risultato di una riflessione a più voci, fatta nel periodo della crisi e condensata in 4 capitoli: l’impresa, l’imprenditore, il rapporto con i collaboratori, alcune modalità di azione. «La crisi – spiega Mario Molteni – ha una forza purificatrice e in questo caso ha stimolato alcune domande di fondo: cosa fare? Come andare avanti e perché ? In questo libretto ci sono delle frasi che si contrappongono ad un certo modo di concepire le cose». La riflessione mette al centro la persona e il bene della collettività. Non esiste solo l’imprenditore, il suo fatturato e il profitto, ma esistono anche i collaboratori, i clienti, le comunità di riferimento. «L’impresa non è possesso esclusivo di chi detiene il capitale. E’ un soggetto privato ma di interesse pubblico» si scrive nel primo capitolo (1.2). «Il talento imprenditoriale è un dono che implica una responsabilità verso il mondo» (2.2). «Guai all’imprenditore solo!» (2.7). E ancora: « fine ultimo del coinvolgimento dei collaboratori…sviluppare il loro talento, prima ancora che le loro carenze» (3.8). Uno dei tanti imprenditori intervenuti alla serata, seduto in prima fila, ha detto che il libretto gli ricordava le lettere di San Paolo. «Gli imprenditori sono in odore di santità in un momento così duro». C’è molta ironia, tra chi ha scelto di continuare a fare impresa, nonostante tutto. Eppure la sensazione netta è che il cambiamento sia in atto, perché già nelle menti di chi deve gestire questo passaggio epocale. Oggi fare impresa implica uno scarto etico che deve diventare pratica quotidiana, scelta di fondo e non accessoria al successo. Nelle note compare la (splendida) enciclica di Benedetto XVI “Caritas in veritate”. Non è un caso. Il dado è tratto. 30/11/2010 Michele Mancino michele.mancino@varesenews.it
Comunione e Liberazione (spesso abbreviata con CL, da cui il nome di ciellini dato ai suoi aderenti) è un movimento ecclesialecattolico fondato dal sacerdote e teologoLuigi Giussani, che si caratterizza per una forte propensione alla presenza attiva di suoi esponenti nella società e nelle istituzioni.
Storia [modifica] Le origini di Comunione e Liberazione vengono fatte risalire alla fine del 1954, quando don Luigi Giussani cominciò ad insegnare religione presso il liceo Berchet di Milano. In seguito a quei primi incontri con gli studenti, don Giussani diede vita ad una compagnia che assunse il nome di Gioventù Studentesca (GS) che in breve tempo si diffuse anche al di fuori della diocesi di Milano. La prima comunità di GS fuori Milano nacque intorno al 1960 a Catania, attorno a don Francesco Ventorino; ben presto si aggiunsero Rimini, Rovereto, Trento, Chiavari e Forlì. A Forlì, infatti, come ricorda don Giussani, GS compi la sua "prima storica uscita nel settembre del '61 in Campigna"[1]. Gioventù Studentesca era inserita nell'Azione Cattolica (AC) ma la differenza nel metodo educativo e le polemiche che ne conseguirono ne provocarono attraverso gli anni il distacco e la crisi, culminata nel '68, quando molti degli aderenti a GS lasciarono il movimento, incluso don Vanni Padovani, sacerdote della diocesi di Milano che seguiva metà delle comunità giessine. I più vicini a don Giussani si riorganizzarono di lì a breve sotto l'attuale nome di Comunione e Liberazione, nell'intento di proseguire l'originaria esperienza cristiana intrapresa da GS. Il nome viene dal titolo di un volantino diffuso da alcuni universitari nel 1969 e rimanda ad una polemica col mondo culturale del tempo: mentre la cultura di sinistra dichiarava che la rivoluzione era il cammino della liberazione dell'uomo, i sostenitori del movimento affermavano invece che tale cammino era possibile solo nella comunione cristiana, con cui sarebbe possibile la vera liberazione. L'ipotesi fondamentale del pensiero e dell'opera di don Giussani è che la realtà mostra, usando la ragione, gli elementi per giungere a ritenere verificabile la presenza viva di Gesù Cristo nella vita di ciascun uomo. Don Luigi Giussani affermava di non aver mai realmente inteso fondare un movimento. In relazione ad una lettera[2] di papaGiovanni Paolo II, aveva affermato[3] a proposito di Comunione e Liberazione: « Non solo non ho mai inteso "fondare" niente, ma ritengo che il genio del movimento che ho visto nascere sia di avere sentito l'urgenza di proclamare la necessità di tornare agli aspetti elementari del cristianesimo, vale a dire la passione del fatto cristiano come tale nei suoi elementi originali, e basta. » Il desiderio di proseguire l'esperienza del movimento in una forma più stabile, da parte degli ex studenti che avevano incontrato don Giussani attraverso la scuola e l'università, si condensò nei primi anni settanta nella Fraternità di Comunione e Liberazione, l'11 febbraio1982 dalla Chiesa cattolica quale associazione laicale di diritto pontificio. La Fraternità di Comunione e Liberazione si incontra annualmente (in genere nel mese di maggio) per gli esercizi spirituali a Rimini; La presenza di CL nel mondo della scuola ha ancora il nome di Gioventù Studentesca. La sigla CLU (Comunione e Liberazione - Universitari) definisce invece informalmente l'intera presenza di CL nelle università indipendentemente dalle varie forme di associazionismo. Anche il CLU si incontra annualmente (in genere nella prima metà di dicembre) per gli esercizi spirituali a Rimini. Del movimento fanno parte anche esperienze di vita consacrata quali ad esempio i Memores Domini, la Fraternità San Giuseppe e la Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, le Suore di Carità dell'Assunzione, oltre a numerose vocazioni nell'ambito di famiglie religiose già esistenti (carmelitani, benedettini, francescani, trappisti, etc). Con la morte di don Giussani, avvenuta il 22 febbraio2005, la guida del movimento è passata al sacerdote spagnolodon Julián Carrón. Vita di CL [modifica] Fin dalle sue origini come Gioventù Studentesca, la vita del movimento di Comunione e Liberazione è centrata sulla preghiera svolta nella liturgia. L'esperienza di CL segue tre dimensioni, che Giussani indicava come fondanti l'esperienza cristiana: cultura, carità e missione. Il metodo di GS e poi di CL è rimasto immutato fino ad oggi. La scuola di comunità [modifica] Gesto distintivo e peculiare organizzato dal movimento è la catechesi detta scuola di comunità, generalmente sui testi di don Luigi Giussani o del Magistero, a cadenza quindicinale, organizzata dalle singole comunità e aperta a tutti. Fin dai primi tempi di Gioventù Studentesca, Luigi Giussani ha stabilito come scopo primario l'educazione alla maturità cristiana e la collaborazione alla missione della Chiesa in ogni aspetto della vita. La scuola di comunità intende essere un metodo per verificare la presenza di Cristo nella propria vita, la ragionevolezza dell'Incarnazione, l'umanità nuova che nasce dalla comunione con Cristo attraverso la Chiesa. Ogni comunità comincia tipicamente con una preghiera o un canto; c'è quindi una lettura di un testo di don Giussani. Segue una breve discussione, confrontando quanto letto con la propria esperienza personale, e si conclude con un canto, una preghiera e gli avvisi, ritenuti le "gambe su cui può camminare la comunità". Liturgia e preghiera [modifica] Giussani ha sempre utilizzato per sé e per il movimento semplicemente le preghiere e la liturgia della Chiesa, senza aggiunte o modifiche. Nella Messa si utilizzano spesso canti della tradizione della Chiesa (gregoriani, laude medievali, polifonici, etc.). Le celebrazioni eucaristiche, aperte a tutti, sono ridotte all'essenziale: senza "segni" (cioè senza applausi, senza arredi sacri particolari, etc.), senza "monizioni" (né interventi spontanei), secondo quanto permette il Messale Romano. Giussani ha sempre promosso la liturgia delle Ore, che è recitata quasi sempre in gruppo ed in recto tono. Agli inizi degli anni settanta fu compilata una versione semplificata[4] del breviarioambrosiano, racchiusa in un ciclo di una sola "settimana" anziché quattro, che è in uso ancora oggi; i consacrati (Memores Domini, etc.) utilizzano invece il breviario della Chiesa cattolica. Sulla scia della devozionemariana di don Giussani, la recita del rosario è frequente, e sono raccomandati in modo particolare anche il Regina Coeli, l'Angelus, il Memorare, la preghiera di san Bernardo (presente nel canto XXXIII della Divina Commedia) e l'invocazione allo Spirito (Veni Sancte Spiritus, veni per Mariam). Il canto e la musica [modifica] La passione di don Giussani per la musica ed il canto sono un aspetto essenziale del movimento; secondo don Giussani il canto è «l'espressione più alta del cuore dell'uomo», «la carità più grande di tutte perché il canto rende vicino e visibile il mistero». Giussani stesso racconta che fin «dalla prima Messa di GS, la prima in assoluto» insegnò ai suoi ragazzi i classici della devotio moderna, a cui seguiranno poi canti solisti, popolari o polifonici del Cinquecento e del Seicento. Inizialmente circoscritti all'ambito della sola liturgia, i cori di CL si sono poi formati anche su altri generi (dagli spirituals ai canti degli alpini, dai canti brasiliani al Laudario di Cortona, dai canti gregoriani e ambrosiani ai canti tradizionali spagnoli, irlandesi, sudamericani). Già nei primissimi tempi dell'insegnamento al Berchet don Giussani faceva ascoltare in classe, nelle sue lezioni di religione, dischi di Beethoven, Chopin, Brahms, e altri: l'ascolto e il commento di musica e canti è rimasto poi come uno dei fattori fondamentali della vita del movimento. Negli ultimi anni della sua vita Giussani ha fondato e diretto la collana di CDSpirto Gentil con i pezzi che riteneva meglio eseguiti, non solo di musica classica (tra cui Beethoven, Haydn, Mozart, Rachmaninov, Pergolesi) ma anche canti e musiche di altre tradizioni (ad esempio laudari medievali, canti popolari russi, canti popolari napoletani, canti baschi). Non si rinnega tuttavia la musica contemporanea in quanto tale: anzi, il movimento ha accolto anche compositori, come il noto cantautore Claudio Chieffo, che don Giussani chiamava semplicemente "il poeta". L'attenzione alla musica è tale che negli esercizi spirituali, ad eccezione dei momenti degli incontri, c'è sempre l'esecuzione di un canto o di un pezzo di musica classica. Cultura [modifica] La preoccupazione di Giussani di presentare la lettura di alcuni testi di personalità cristiane e non cristiane che potessero favorire una migliore comprensione dell'esperienza cristiana cominciò con la proposta del "libro del mese" che continua ancora oggi sotto forma di una collana della BUR, denominata I libri dello spirito cristiano. La proposta sull'ascolto della musica è invece nella collana di CD denominata Spirto Gentil. In CL si presta grandissima attenzione all'arte, intesa come una delle espressioni più alte dell'uomo. Carità [modifica] Gli aderenti al movimento sono educati alla carità attraverso la "caritativa". Questo gesto settimanale affonda le sue radici nell'abitudine dei primi giessini di riversarsi nel fine settimana nella povera Bassa Milanese per fare compagnia ai bambini, giocare con loro e fare catechismo. La caritativa non è intesa come volontariato o come gesto di solidarietà, ma come strumento di educazione del cuore alla gratuità. Attualmente le forme sono le più disparate: per esempio, dedicare un'ora della settimana a fare compagnia ai carcerati, ai malati, a fare doposcuola ai bambini, ecc. Missione [modifica] Tutto il movimento di CL è missionario, nel senso che si propone di portare ad ogni uomo la persona viva di Gesù. L'attenzione alla realtà missionaria propriamente detta è grandissima e affonda le sue radici negli anni sessanta, quando alcuni giessini milanesi partirono per il Brasile (paese cui il movimento sarebbe sempre stato legato) come missionari. Si tratta certamente dell'unico esempio missionario studentesco nella storia della Chiesa. In realtà quasi tutti i ragazzi di GS partiti dopo il '68 passarono nelle file dei movimenti marxisti, abbandonando il movimento, ad eccezione di don Pigi Bernareggi e di Rosetta Brambilla, ancora attualmente in Brasile. Aspetti sociali [modifica] Nell'insegnamento di don Luigi Giussani, la fede ha a che fare con ogni aspetto della vita, da cui la nascita in seno al movimento di circoli culturali, opere educative, cooperative di lavoro, attraverso cui Comunione e Liberazione si è diffusa assai più che per il tradizionale ambiente delle parrocchie. Al movimento è legata, ad esempio, l'associazione Compagnia delle Opere, nata nel 1986 e che riunisce migliaia tra imprenditori ed opere di carattere assistenziale ed educative. Una critica relativamente diffusa in ambienti laici verso questa associazione è che essa rappresenterebbe una struttura "tentacolare" volta a trasmette l'influenza e il potere di CL nella vita economica italiana; i sostenitori del movimento affermano al contrario che la Compagnia ha lo scopo di concretizzare nel mondo l'insegnamento di Don Giussani. Il movimento è presente in circa settanta paesi in tutto il mondo[5]. Dal 1980 ogni anno, in una settimana della seconda metà di agosto, si svolge a Rimini il Meeting per l'amicizia fra i popoli, manifestazione in cui tramite incontri, eventi, mostre e dibattiti con esponenti del mondo della cultura, della politica, dell'industria e della finanza (sia italiani che stranieri), è evidenziato il coinvolgimento di CL con le più varie realtà religiose, politiche e sociali. Dall'ambiente di CL è nata la fondazione Banco Alimentare, una ONLUS per la raccolta e la redistribuzione delle eccedenze alimentari (a cui si è poi aggiunto il Banco Farmaceutico) e l'AVSI (Associazione dei Volontari per il Servizio Internazionale). Ancora da CL nasce nel 1982 il Sindacato delle Famiglie (SIDEF[6]), per la promozione dei diritti delle famiglie ed il riconoscimento della loro soggettività sociale, ipotizzando che l'Italia sia uno dei paesi europei che più penalizza le esigenze delle famiglie. Da CL sono nati anche numerose altre iniziative dei più diversi àmbiti: Club Papillon[7], Teatro de Gli Incamminati[8], Consorzio Pan (progetti asili nido)[9], Famiglie per Accoglienza[10], Associazione Cilla[11], Russia Cristiana[12], Euresis[13], Teatro Elsinor[14], Federazione Opere Educative[15], Arcipelago Musica[16], ecc. CL non prevede alcuna forma di tesseramento e pertanto non è possibile stimare con esattezza il numero di aderenti e simpatizzanti del movimento. CL nell'ambiente universitario [modifica] Alla base del movimento di Comunione e Liberazione c'è anche la presenza e il radicamento tra i giovani nelle scuole e nelle Università. CL dichiara di non avere come scopo il fare politica quale movimento ecclesiale di educazione ad una matura vita di fede. Tuttavia alcuni aderenti al movimento di Comunione e Liberazione partecipano attivamente alla politica universitaria mediante liste universitarie (dichiaratamente apartitiche e indipendenti), così come alla politica locale, nazionale ed europea. Questo per seguire l'insegnamento della Chiesa di portare Cristo in tutti gli ambienti della società (cfr. Gaudium et Spes). La presenza di CL nelle università inizia a partire dalla fine degli anni sessanta con la sigla informale CLU (Comunione e Liberazione - Universitari) ancora oggi utilizzata per indicare tutti i gruppi universitari ispirati a CL. Tale presenza è stata spesso però vista, soprattutto negli anni 70, solo come un elemento politico, tanto che Giussani stesso, nel febbraio 1976, richiamò i suoi sottolineando che «CL in università è un fatto politico più che un fatto ecclesiale, e questo ci strozza» e indicando un nuovo modo di stare in Università più aderente al messaggio cristiano. La storia delle liste universitarie nate da aderenti a Comunione e Liberazione ha conosciuto negli anni successi ed insuccessi legati soprattutto al radicamento di CL sul territorio e nelle singole Università e attualmente fa riferimento a sigle come Student Office, Obiettivo Studenti, Lista Aperta per il Diritto allo Studio, Ateneo Studenti riunite in una federazione nata negli anni novanta e denominata Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio (CLDS). Negli atenei italiani il movimento di CL ha fatto sentire la sua voce con nette prese di posizione, dimostrazioni, volantinaggi, manifestazioni durante incontri pubblici su alcuni temi scottanti della politica italiana ed europea, esprimendosi contro l'aborto, l'utilizzo delle cellule staminali embrionali e a sostegno della legge 40/2004 sulla procreazione assistita (cfr. Politica italiana e CL), opponendosi al divorzio e al riconoscimento legale di coppie omosessuali e sostenendo la parità dei diritti tra scuole statali e private e per l'insegnamento della religione cattolica. Recentemente, anche negli atenei, CL ha preso posizione per quanto riguarda l'inserimento nel testo della Costituzione Europea del riferimento alle radici cristiane. Nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2008, ovvero nei momenti di tensione tra governo da una parte e studenti, ricercatori e professori dall'altra, a causa della legge 133 (che prevedeva tagli orizzontali nell'ambito dell'università pubblica, della ricerca e del settore lavorativo universitario) il movimento di CL ha assunto una posizione generalmente poco critica rispetto alla situazione, assumendo posizioni in parte favorevoli al decreto, in parte contrarie; gli esponenti di CL si sono generalmente astenuti dalle manifestazioni di piazza. Nell'ultimo decennio diversi studenti provenienti dall'esperienza di CL hanno aderito a partiti, buona parte a Forza Italia, militando nelle sue file e presentando candidati nelle sue liste. Per esempio, a Milano, Lorenzo "Lollo" Malagola, studente di Comunione e Liberazione e rappresentante degli studenti in seno al CNSU, è stato eletto nel 2006 come consigliere comunale nelle liste di Forza Italia, seguendo le orme di Carlo Masseroli, ora assessore all'urbanistica del comune di Milano, e passato dagli organi universitari fino ai banchi del consiglio comunale. La posizione delle liste vicine al movimento di CL per quanto riguarda la riforma Moratti sullo stato giuridico della docenza e la struttura dei corsi di laurea è stata di un sostanziale appoggio al Ministro (sia pure con alcuni distinguo), in opposizione ad alcuni settori del mondo accademico (all'interno della CRUI, tra i professori, parte della conferenza dei ricercatori e dei dottorandi) e della sinistra studentesca all'epoca maggioranza in seno al CNSU. Un altro aspetto rilevante della presenza di CL in Università è rappresentato dalle iniziative cooperative. Nel 1977 alcuni studenti di CL fondarono infatti la Cooperativa Universitaria Studio e Lavoro (CUSL[17]) per offrire servizi di fotocopisteria, libri, materiale di cancelleria, convenzioni con negozi, oltre a gestire con i propri proventi iniziative legate al diritto allo studio con borse e facilitazioni. Alla fine degli anni settanta le cooperative del Movimento Studentesco (di tradizione comunista) erano le uniche realtà organizzate ad usufruire degli spazi universitari per offrire servizi agli studenti e la CUSL, che per diversi anni aveva operato con "banchetti volanti", acquisì la prima sede stabile solo nell'agosto del 1982, con l'occupazione, la pulizia e l'allestimento in uno scantinato abbandonato del Politecnico di Milano[18]. Sempre alla sfera di CL appartiene l'associazione culturale Universitas University, con base a Milano e che raccoglie un ampio numero di docenti universitari facenti parte del movimento. Tra i documenti degni di nota si trova la difesa degli estensori della "Lettera ad una professoressa" (vedi CLDS) firmata da 18 docenti dell'Università degli Studi di Milano.[19] Editoria [modifica] La rivista ufficiale del movimento è il mensile Tracce[20], pubblicato in undici lingue, tra cui il russo ed il giapponese. All'esperienza di CL si rifaceva il settimanale Il Sabato (pubblicato tra il 1978 ed il 1993). Fino agli anni ottanta la casa editrice dei testi legati al movimento è la Jaca Book (che prende nome da una pianta sudamericana, la jaca nota come "pianta del pane"); dalla fine degli anni ottanta i libri di Giussani e di altri autori legati a CL vengono pubblicati da diverse case editrici (principalmente Marietti editore e RCS MediaGroup). CL e la Chiesa [modifica] La nascita del movimento viene tipicamente indicata come l'ottobre del 1954, cioè coincidente con l'inizio dell'insegnamento di don Giussani nel liceo Berchet di Milano; il movimento è stato a lungo nell'alveo dell'Azione Cattolica: solo nei primi anni settanta CL diverrà completamente autonoma dall'AC. Il periodo di GS (1954-1969) [modifica] Già durante la seconda metà degli anni cinquanta il cardinale di Milano Giovanni Battista Montini (futuro papa Paolo VI) riportò a don Giussani le osservazioni di alcuni preti milanesi secondo i quali GS, contrariamente ai metodi dell'Azione Cattolica in cui era inserita, aveva abolito la tradizionale divisione tra associazioni maschili e femminili ed aveva privilegiato l'apostolato d'ambiente rispetto a quello della parrocchia. Montini però concluse: «io non capisco le sue idee e i suoi metodi, ma vedo i frutti e le dico: vada avanti così»[21]. Agli inizi degli anni sessanta, il vescovo di Crema riportava alcune critiche tra cui «GS non è un movimento della Chiesa, ma di un uomo, destinato a scomparire con lui»; mons. Franco Costa, assistente nazionale della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), chiese inutilmente a Montini il drastico ridimensionamento di GS o dello stesso don Giussani. Le pressioni di Azione Cattolica e FUCI continuarono, finché nel 1965 GS fu finalmente inserita esplicitamente come movimento d'ambiente nelle strutture di AC (avendo come presidente l'allora studente Luigi Negri, oggi vescovo), ed il quarantatreenne Giussani fu inviato "in esilio" negli USA dal cardinale di Milano Giovanni Colombo per studiare teologiaprotestante. Giussani fu costretto a rientrare dopo appena cinque mesi per un intervento chirurgico alla cistifellea, e fu quindi incaricato di insegnare "introduzione alla teologia" all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (cattedra che tenne fino al 1990). Nel frattempo l'allora studente Angelo Scola (futuro cardinale di Venezia), veniva chiamato alla presidenza della FUCI milanese. Nel numero di luglio del 1966 della Rivista Diocesana Milanese il cardinale Colombo annunciò di aver stabilito che i vertici di GS fossero i vicepresidenti di Azione Cattolica, e che i ragazzi avviati in GS proseguissero poi la loro formazione nella FUCI. Nello stesso anno Giuseppe Lazzati[22] chiedeva le dimissioni di tutta la presidenza della GIAC (Gioventù Italiana Azione Cattolica) in quanto troppo legati a GS[23]. Nel febbraio 1966 vengono denunciati da GS gli autori dell'inchiesta pubblicata da "La zanzara", giornalino studentesco del Liceo Parini di Milano, intitolata "Che cosa pensano le ragazze d'oggi", un dibattito sulla condizione femminile e sulla posizione della donna nella nostra società, condotta criticando la famiglia tradizionale e la morale sessuale in termini forti per quell'epoca. GS ribatté con un volantino firmato "Pariniani Cattolici", che pur accusando "la gravità dell'offesa recata alla sensibilità e al costume morale comune", era intitolato Protestiamo! Valori fondamentali della nostra tradizione sono la libertà e la democrazia.[24] Ne nacque un caso simbolo nella società italiana (seguito anche da Le Monde e dal New York Times), presentato come una questione di sesso tra studenti e rapidamente ripresa dalla stampa di sinistra e dai consiglieri comunali comunisti[25]. Un gruppo di genitori firmò un telegramma di solidarietà al preside della scuola, mentre altri genitori denunciarono alla magistratura gli autori dell'inchiesta, che vennero assolti, così come il preside del Liceo. I rappresentanti di GS presentarono le proprie ragioni il 24 marzo successivo, in una sede del PIME, dove furono raccolte 4.500 firme a sostegno della posizione di GS, inviate ai giornali ed alle autorità di Milano. Il 17 novembre1967 esplose il Sessantotto italiano, proprio con un'occupazione all'Università Cattolica milanese, a cui parteciparono anche molti aderenti di GS, AC, FUCI, addirittura passando in alcuni casi a Lotta Continua e al Movimento Studentesco di Mario Capanna: la crisi che il Sessantotto accese in tutto il mondo cattolico cambiò profondamente la fisionomia di tutte le aggregazioni della Chiesa in Italia. La progressiva distinzione fra Azione Cattolica e CL (1965-1972) [modifica] Nonostante la tensione con l'Azione Cattolica, fino ai primissimi anni settanta ai vertici dell'AC vi erano ancora giovani provenienti da GS. Per esempio, nel giugno 1970 Massimo Camisasca venne eletto vicepresidente dei giovani di Azione Cattolica, carica che avrebbe mantenuto fino al 1972.[26] Il 18 giugno1971 la presidenza nazionale della FUCI emise un comunicato in cui diceva: «Preso atto che CL ha una sua organizzazione e un suo discorso su scala nazionale... è risultato più realistico considerare la FUCI e CL come due realtà distinte»; nell'ottobre successivo il cardinale Colombo andò anche oltre, affermando che «i gruppi di CL non sono un'alternativa all'AC ma sono solo un libero e legittimo movimento di apostolato». Queste prese di posizione portarono in meno di un anno al distacco definitivo di CL da AC, un distacco certamente non voluto da Giussani che fino all'ultimo dichiarò al cardinale Colombo di non aver mai voluto creare una struttura accanto ad altre strutture, ma solo sviluppare la propria opera all'interno delle strutture ecclesiastiche esistenti. Dal rapporto epistolare tra il cardinale Colombo e Giussani emergerà poi la necessità di dotare CL di una qualche forma statutaria. Dall'accusa di «integrismo» al riconoscimento (1972-1982) [modifica] Negli anni immediatamente successivi al 1968, un periodo in cui tutte le associazioni ecclesiastiche erano in crisi, presso alcuni ambienti si vedeva con perplessità l'espansione di un movimento che faceva capo non ai vescovi ma ad un sacerdote. Il vescovo Franco Costa, incaricato dalla CEI di tracciare un documento su CL, formulò un'accusa di «integrismo»[27] che a causa dell'importanza dell'estensore rimase a lungo come etichetta di CL. Nel documento di Costa, l'accusa di «integrismo» coesisteva con un'accusa diametralmente opposta (quella di essere un movimento carismatico) a causa della rapida diffusione di CL in tutta Italia. Giussani ha sempre spiegato tale diffusione nei termini di propagazione di un'amicizia cristiana. Un primo informale incoraggiamento pontificio al movimento di Comunione e Liberazione venne il 23 marzo1975 da parte di papa Paolo VI. Dopo un incontro in piazza san Pietro, in cui erano presenti diciottomila ciellini[28], Paolo VI fermò Giussani per dirgli «questa è la strada: vada avanti così! Coraggio, coraggio, lei e i suoi giovani, perché questa è la strada buona», ripetendo lo stesso incoraggiamento di vent'anni prima[29]. Paolo VI incaricò esplicitamente l'allora segretario della CEI mons. Enrico Bartoletti di seguire CL. Con Bartoletti sembrò che il riconoscimento fosse vicino, ma la sua morte improvvisa nel marzo 1976 riportò tutto in alto mare per altri quattro anni. Papa Paolo VI, nell'udienza del 28 dicembre1977, disse agli universitari di CL presenti: «siamo molto attenti all'affermazione che andate diffondendo del vostro programma, del vostro stile di vita, dell'adesione giovanile e nuova, rinnovata e rinnovatrice, agli ideali cristiani e sociali che vi dà l'ambiente cattolico in Italia», ricordando anche il loro «fondatore» don Giussani. Pochi anni dopo, CL avrebbe ottenuto il riconoscimento pontificio. Con un decreto dell'11 luglio 1980, infatti, l'abate di Montecassino, Martino Matronola, conferì la personalità giuridica all'associazione laicale denominata "Comunione e liberazione" ed eresse la Fraternità di Comunione e Liberazione, invitando gli altri Ordinari diocesani a che venisse "accolta, aiutata e incoraggiata". Nel novembre successivo il cardinale Ugo Poletti la riconobbe a Roma, e prima della fine dell'anno fu riconosciuta anche a Catania ed in numerose altre diocesi italiane. Il 30 gennaio 1982 una nota del Pontificio Consiglio per i Laici considerò l'approvazione pontificia della Fraternità un fatto compiuto, «anche perché il Santo Padre ha manifestato la sua augusta mens, favorevole alla concessione della personalità giuridica pontificia»[30]; il decreto pontificio di papa Giovanni Paolo II seguì poco meno di due settimane dopo, l'11 febbraio 1982. Come presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione fu nominato un laico, il medico Giancarlo Cesana, anche se la guida della Diaconia centrale della Fraternità veniva assegnata a don Luigi Giussani. L'11 febbraio 2002 lo stesso Giovanni Paolo II scrisse a Giussani una lettera per i vent'anni di riconoscimento pontificio, in cui affermò che CL «ha voluto e vuole indicare» all'uomo di oggi «non una strada, ma la strada», e tale strada «è Cristo»[31]. Il 24 marzo 2007 papa Benedetto XVI ha voluto ricevere in udienza in Piazza S.Pietro l'intera comunità di CL in occasione del venticinquesimo anniversario della Fraternità. Agli oltre centomila presenti ha ricordato le parole del predecessore e rinnovato la stima e la benedizione nel cammino verso Cristo. CL e la politica [modifica]
Secondo l'insegnamento di don Giussani, la fede cristiana ha la forza di dare forma ad ogni aspetto della vita, con ogni espressione umana (religiosa, artistica, politica, etc). Proprio perché CL è un movimento ecclesiale e di carattere educativo su tutta la realtà (così come Giussani ha sempre voluto), i giudizi e l'attività dei singoli, partendo dalla propria esperienza di fede, si sono in vari casi rivolti anche alla sfera politica (per esempio sulla questione dell'aborto). Le prese di posizione e i giudizi sui temi di attualità sono stati al centro di diverse polemiche soprattutto per il dichiarato carattere cristiano che li contraddistingueva. Un episodio particolarmente significativo avvenne durante un'assemblea alla Cattolica nel 1973, quando il coro di CL cantò La ballata del potere di Claudio Chieffo. Il giornalistaWalter Tobagi riporta che nel momento in cui il coro intonò la strofa «forza compagni: rovesciamo tutto e costruiamo un mondo meno brutto», i ragazzi del Movimento Studentesco, che erano rimasti un po' stupiti e un po' ridacchiosi di fronte alla scena cominciarono ad applaudire. Ma l'applauso si trasformò in una fischiata quando il coro arrivò all'ultima strofa: «Ora tu dimmi, come può sperare un uomo, se ha in mano tutto, ma non ha il perdono?».[32] Il movimento popolare [modifica] Le prime timide apparizioni "politiche" di aderenti a CL risalgono all'inizio degli anni settanta, generalmente in appoggio alla Democrazia Cristiana, visto ancora come il "partito cattolico". La prima vera battaglia politica fu il referendum sul divorzio del 12 maggio1974, in cui il fronte cattolico si presentava diviso: per esempio le ACLI furono favorevoli al divorzio, l'Azione Cattolica non prendeva posizione ufficiale, altre formazioni ecclesiali – fra cui CL – si dichiararono contro fin dall'inizio. CL organizzò manifestazioni ed incontri pubblici per promuovere le ragioni del "sì" al referendum per l'abrogazione del divorzio, ma il referendum fu vinto dai "no"; ciò portò ad una lunga riflessione all'interno di CL sull'efficacia delle manifestazioni e degli incontri. Un anno dopo, il 29 maggio1975, nacque il Movimento Popolare ad opera di Roberto Formigoni ed altri membri di CL. Alle amministrative del 20 giugno 1975 la formazione guadagnò cinque eletti al comune di Milano, e diversi altri nel resto dell'Italia. Il 27 giugno 1975 il primo comunicato stampa di CL sulle elezioni affermava: «nonostante il calo percentuale della DC, un nuovo movimento cattolico è nato». Il movimento fu denominato Movimento Popolare, senza l'aggettivo "cattolico", perché non si voleva scomodare un riferimento così impegnativo alla Chiesa cattolica. Nel Movimento Popolare confluirono molti dalla CISL, dalla DC, dalle ACLI, dall'Azione Cattolica e da altri ambienti, ma la stampa continuò a considerare il Movimento Popolare come l'espressione politica di CL. Giussani stesso, nel febbraio del 1976, ebbe ancora a lamentarsi che nelle università CL veniva considerata «un fatto politico più che un fatto ecclesiale»; nel maggio successivo Giussani e Formigoni scrissero ufficialmente a tutti i responsabili di CL che «il soggetto pubblico promotore di tutte le iniziative in campagna elettorale deve essere il Movimento Popolare, non CL; ciò al fine di evitare gravi equivoci sulla natura ecclesiale del nostro movimento... Non esistono candidati di CL, né nelle liste DC, né in alcuna altra lista. Esistono nella lista DC sei candidati che liberamente condividono l'esperienza di CL». I responsabili del Movimento Popolare affermavano che «alla radice del nostro modo di fare politica c'è un atteggiamento religioso», ma all'iniziale sostegno dato alla DC si affiancò gradualmente una polemica sul metodo democristiano, in particolare sul tema dell'aborto[33]. Altre attività del Movimento Popolare riguardarono l'attività a favore dei boat people e della Polonia di Solidarność. Gli anni d'oro del Movimento Popolare sono tra il 1984 ed il 1985. Dopo la tempesta di Tangentopoli, che aveva spazzato via anzitutto la DC cui il Movimento Popolare faceva riferimento, il Movimento Popolare si sciolse. Violenze contro CL negli anni della contestazione [modifica] Questa voce o sezione sull'argomento politica non cita alcuna fonte o le fonti presenti sono insufficienti. Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. I giudizi politici (l'appoggio alla Democrazia Cristiana, le prese di posizione sul divorzio, etc) fecero guadagnare a CL prima e al Movimento Popolare poi l'antipatia di movimenti politici sia di destra che di sinistra. Dal 16 marzo1973L'espresso pubblicò una serie di articoli evidenziando la consistenza numerica di CL e qualificandola come «gli extraparlamentari della DC»: CL guadagnava così l'attenzione della stampa e degli ambienti della scuola e dell'università. Dal febbraio del 1974 si registrarono a Milano le prime aggressioni agli aderenti di CL sia nella scuola (nello stesso liceo Berchet e all'ITIS Molinari) che all'università (alla Statale) da parte di organizzazioni sia di sinistra (come Avanguardia Operaia e Movimento Studentesco) che di destra (come FUAN e Avanguardia Nazionale). In vista del referendum sul divorzio (maggio 1974), a causa della posizione dichiaratamente contraria al divorzio da parte dei ciellini, le organizzazioni ostili a CL la definirono «CL organizzazione giovanile della DC», «organizzazione squadristica di CL», «gruppo reazionario clerico-fascista al soldo di DC e padronato»; aumentarono le aggressioni tese ad impedire assemblee e volantinaggi di CL, stavolta anche in altre regioni d'Italia. Nel giugno successivo gli universitari ciellini vengono aggrediti da esponenti del Movimento Studentesco durante una funzione religiosa nella chiesa della Statale di Milano; nei volantinaggi del Movimento Studentesco si chiedeva sempre di «togliere agibilità politica a CL» poiché «CL non ha il diritto di parlare in università». Nel dicembre successivo il manifesto afferma che sarebbero presenti in CL «alcuni squadristi di Ordine Nuovo», dando al Movimento Studentesco il pretesto per ulteriori aggressioni nonostante la smentita di Roberto Formigoni. CL si troverà contro perfino gruppi di ispirazione cristiana come Gioventù ACLIsta e Cristiani per il Socialismo[34]. Un discreto numero di studenti e professori ciellini finirà all'ospedale a seguito delle aggressioni. «È una colpa sociale essere cristiani», commenterà amaramente il cardinale Ugo Poletti sulle pagine de L'Osservatore Romano. Un volantino delle Brigate Rosse nel dicembre 1975 indica CL come uno strumento della «campagna clerico fascista scatenata dal Vaticano contro il pericolo comunista» e i ciellini come «provocatori di professione al soldo dell'imperialismo». Ancora nel 1975 Il Messaggero pubblica una notizia intitolata: «Picchiati studenti integralisti di Comunione e Liberazione». Il 14 febbraio1976 appare contemporaneamente su La Stampa e il manifesto la notizia che CL sarebbe «un'organizzazione politica creata dalla CIA e foraggiata con due miliardi di lire». Nonostante le smentite e la pubblicazione dei dati sull'autofinanziamento di CL e la querela ai due giornali, la notizia viene amplificata dalla stampa e le aggressioni si moltiplicano: già nello stesso febbraio ci furono diversi attacchi con bombe Molotov contro sedi di CL, con lo slogan «le sedi di CL si chiudono col fuoco», devastazioni o distruzioni di locali usati da ciellini, auto, proprietà, aggressioni con spranghe e mazze (il 17 giugno 1979 La Stampa e Il manifesto smentiranno quelle che erano state definite 'assurde calunnie'). Un attentato con bombe Molotov devasterà anche la sede della Jaca Book, una casa editrice che annoverava tra i suoi fondatori alcuni giovani di CL. Nel luglio 1977 le Brigate Rosse gambizzano Mario Perlini, in quanto «segretario regionale dell'organizzazione di Comunione e Liberazione» (volantino BR del 14 luglio 1977), il 23 ottobre 1977 gambizzano Carlo Arienti, in quanto «uomo di punta di Comunione e Liberazione». Politica italiana e CL [modifica] I più noti esponenti politici italiani direttamente legati a CL sono l'attuale presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il vicepresidente del Parlamento Europeo Mario Mauro, il fondatore dell'Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà Maurizio Lupi e, in passato l'ex ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione. Con lo scioglimento del Movimento Popolare e la dissoluzione della Democrazia Cristiana, l'attenzione politica degli aderenti al movimento si è, nella maggior parte dei casi, spostata ad alcune componenti della Casa delle Libertà; vi sono state diverse eccezioni, come ad esempio il sostegno di parte del movimento a Democrazia Europea nelle elezioni politiche 2001, e a esponenti di centro-sinistra soprattutto in occasione di elezioni amministrative (per esempio in Campania e Toscana). Dopo le esplicite prese di posizione in occasione dei referendum sull'aborto e sul divorzio (sui quali il mondo cattolico si era presentato frammentato e diviso), in occasione dei referendum abrogativi del 2005 in materia di procreazione medicalmente assistita l'intero movimento si è compattato attorno alla campagna per l'astensione, che ha visto impegnato la stragrande maggioranza del mondo cattolico italiano; CL si è sempre espressa negativamente sull'uso delle cellule staminali embrionali a scopo di ricerca. Critiche a CL [modifica] Le critiche espresse nei confronti di CL si possono riassumere in tre categorie: quella politica-economica, quella dell'àmbito religioso e sociale espressa da ambienti esterni alla Chiesa cattolica, e quella religiosa e sociale espressa da ambienti della Chiesa. Su aspetti politico-economici [modifica] Secondo alcuni un movimento ecclesiale non dovrebbe occuparsi di politica, né direttamente (impegnando il nome di CL in battaglie come quella contro l'aborto nel 1981 o a favore dell'astensione ai referendum sulla legge 40 nel 2005), né indirettamente (con la partecipazione attiva di membri di CL a schieramenti politici; il caso più noto è Roberto Formigoni, dal 1995 ad oggi Presidente della Giunta della Regione Lombardia). D'altro canto chi ritiene che un movimento ecclesiale possa occuparsi di politica, trova ingiustificato il sostegno di esponenti di partiti che diffondono valori lontani da quelli cristiani. Storicamente, le critiche riguardanti la politica sono venute da destra e da sinistra, con una forte predominanza da quest'ultima a causa sia della massiccia presenza di liste collegate alla sinistra nelle università (per esempio il Movimento Studentesco, detentore negli anni settanta della maggioranza dei consensi nelle università milanesi, fu il più prolifico di critiche ed attacchi a CL), sia del fatto che l'orientamento politico degli aderenti al movimento è stato per la maggioranza dei casi di centro o centrodestra. Fino a tutti gli anni settanta negli ambienti di GS prima e di CL poi si era utilizzato un linguaggio e uno stile prossimo a quello della sinistra[35] (cfr. ad esempio tra i canti di CL, o tra le pubblicazioni della Jaca Book, o lo stesso termine «liberazione» del nome «Comunione e liberazione», in antitesi agli slogan comunisti dell'epoca). Ciò non poteva che portare a critiche da parte di ambienti di estrema sinistra, storicamente ostili a CL e che hanno sempre criticato tale movimento ecclesiale in termini di politica e di economia, per esempio contestando una presunta "economia parallela" (nella Compagnia delle Opere) capace di portare la sua influenza nel mondo politico italiano. Nel 2003 scoppiò uno scandalo, legato all'ambiente cooperativo vicino a Comunione e Liberazione. Vennero inquisiti diversi dirigenti e fornitori della società cooperativa di ristorazione "La Cascina" con l'accusa di truffa aggravata, frode in pubbliche forniture, falso ideologico, turbativa d'asta, somministrazione di sostanze alimentari in modo pericoloso per la salute pubblica. Il procedimento si è poi concluso con il proscioglimento degli indagati. La cooperativa, attiva dal 1978, è ancora oggi uno dei leader nazionali nel settore della ristorazione collettiva e si occupa di gestire mense universitarie, scolastiche, ospedaliere e dal 2002 anche la buvette del Senato; la cooperativa si occupa anche della gestione dei buoni pasto Break Time.[36] Una critica poco visibile è quella rivolta agli esponenti di CL che hanno raggiunto posizioni di rilievo nella società: essa ha ad oggetto l'osservazione che tutti i collaboratori sarebbero scelti tra gli esponenti di CL secondo un'usanza ormai consolidata di occupazione silenziosa e vincente delle posizioni di potere. Secondo i sostenitori di questa tesi, ovunque vi sia una posizione rilevante acquisita anche da un solo esponente di CL seguirà l'occupazione delle poltrone da parte di altri esponenti di CL e la privazione di potere per gli esponenti di qualunque altra idea religiosa o politica[37] Un esempio è quello della regione Lombardia, ove, dal momento in cui è divenuto presidente, Formigoni si è circondato nel suo incarico, e quindi in posti di lavoro nell'Ente pubblico, di un gran numero di simpatizzanti e persone interne al movimento, escludendo di fatto gli oppositori[38]. Oppure di recente nel Conservatorio di Milano (il più grande e, forse, importante d'Italia), la conquista del potere effettivo (non quello di presidente) da parte di un gruppo di professori esponenti di CL hanno generato una velocissima perdita di potere da parte di chiunque non condivida gli ideali dettati da don Giussani[39]. Al livello universitario una critica ulteriore è il ruolo monopolistico acquisito dalla CUSL nella pubblicazione soprattutto del materiale interno (dispense) di cui ogni studente necessita per gli studi, ma anche nella produzione libraria, nonostante l'obiettivo principale della CUSL sarebbe quello di fornire un servizio allo studente. La CUSL è stata inoltre più volte diffidata da gruppi spontanei di studenti dall'allestire chioschi ed apporre propria pubblicità in fronte all'ingresso di Corsi di Sostegno da essa non organizzati, tesserando all'ingresso tutti i partecipanti con il pretesto dell'"iscrizione" a detti corsi, ed incrementando così artificialmente sia le statistiche riguardanti il numero dei propri sostenitori, sia le statistiche degli affiliati a CL. A fronte di tali atti, numerose sono state le restituzioni delle tessere CUSL da parte di studenti non disposti a partecipare, di fatto ed involontariamente, ad operazioni assai prossime alla truffa[40]. Sempre in campo universitario, in numerose Facoltà [41][42][43][44] sono presenti Docenti e Ricerctori direttamente affiliati a CL in quantità tali da non lasciare alcun dubbio su canali preferenziali di accesso alle pochissime posizioni di ruolo stabile e dirigenziali, a danno dei non-affiliati. Dovendo essere i concorsi universitari svolti in modo anonimo, tali canali preferenziali implicherebbero inoltre una diretta manipolazione dei concorsi da parte di tali Docenti. Dal novembre 2008, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta risulta indagato per reati di abuso d'ufficio, turbativa d'asta e truffa aggravata in riferimento a presunti favori per l'affidamento ad una holding di cooperative legata al movimento Comunione e Liberazione dell'appalto per la ristorazione di un centro di assistenza per richiedenti asilo nel comune di Policoro[45]. Da ambienti della Chiesa cattolica [modifica] Questa voce o sezione sull'argomento cattolicesimo non cita alcuna fonte o le fonti presenti sono insufficienti. Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull'uso delle fonti. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Un appunto spesso mosso a CL, fin dai primissimi anni del Concilio Vaticano II, è che in CL «non si parla del Concilio». A questa obiezione già all'epoca rispose don Giussani: «Non ne parlavamo, lo vivevamo». Lo stile di CL, che le gerarchie ecclesiastiche indicheranno inizialmente come «movimento di apostolato d'ambiente», per giunta propagatosi attraverso un sacerdote anziché nell'ambito organizzativo dei vescovi, non poteva incontrare immediatamente il gradimento di quanti erano convinti della necessità dell'istituzionalizzazione di ogni movimento entro il sistema delle parrocchie (in realtà, ciò è storicamente avvenuto solo per l'Azione Cattolica). Giussani stesso ebbe a lamentarsi col cardinale Colombo di sentirsi «emarginato», dichiarando di non aver mai voluto creare una nuova struttura da affiancare alle altre esistenti nelle parrocchie. Solo con il riconoscimento pontificio (e con l'emergere di numerose altre aggregazioni ecclesiali, così come auspicato dal Concilio Vaticano II), si ridurrà questo genere di polemiche. Come altri movimenti ecclesiali di rapida e grande diffusione, Comunione e Liberazione è stata accusata più o meno velatamente di proselitismo[46], anche da parte di alcune associazioni cattoliche tradizionali, con particolare riferimento agli ambienti della scuola e dell'università. Da tale accusa CL si difende ricordando la diffusione del movimento attraverso rapporti di amicizia piuttosto che con "discorsi o progetti organizzativi": secondo l'insegnamento di don Giussani, «non si costruisce una realtà nuova con dei discorsi o dei progetti organizzativi, ma vivendo gesti di umanità nuova nel presente» (intervento ad Assago del 1976). Sempre all'interno della Chiesa, CL fu accusata di modernismo dalle ali più tradizionali e di tradizionalismo da quelle più progressiste. Tali critiche non sono mai state accolte dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Parecchie rilevanti correnti cattoliche, emblematica la posizione di Lazzati, contestano a CL un'organizzazione ritenuta settaria, plutocratica ed asservita a scopi politici. Inoltre la visione antropologica propria del movimento è ritenuta antitetica con la morale trascendente e relazionale di alcuni tradizionali ordini cattolici, come ad esempio la Compagnia di Gesù. Su aspetti religiosi, sociali e culturali [modifica] Da ambienti esterni alla Chiesa cattolica provengono critiche di tipo "religioso": c'è per esempio chi ha parlato di una sorta di "americanizzazione"[47] di CL che porterebbe ad un cristianesimo «degenerante per la cultura occidentale»; in questo movimento, infatti, gli Stati Uniti d'America sarebbero visti come un «punto di partenza per rilanciare l'evangelizzazione del mondo»[48]. Don Giussani aveva in più occasioni parlato di «svuotare lo Stivale» (cioè diffondere fuori dell'Italia il movimento, in obbedienza alle indicazioni missionarie del papa[49]). Poiché, secondo gli aderenti, l'impostazione della cultura di CL è la testimonianza dell'incontro cristiano in ogni ambito della vita (scuola, lavoro, impegno sociale e impegno politico), critiche a CL sono giunte anche da questi ambiti. Alcune critiche fanno riferimento alla massiccia presenza di CL negli ambienti scolastici, in particolare, i licei classici[50]. Sono note le polemiche circa la presenza nelle scuole di insegnanti di religione facenti riferimento al movimento e che organizzerebbero le lezioni in classe sullo schema di quanto avviene per la scuola di comunità (preghiere, testi, metodi facenti riferimento alla figura di don Giussani). A ciò si aggiungono accuse di «comunicazione della celebrazione di una Messa» e di «domande strutturate sulla base dei due discorsi del papa» nei confronti di professori e studenti non appartenenti al movimento, in seno all'ambiente scolastico[51]. Ulteriori critiche a CL sono sorte in virtù di particolari prese di posizione in campo sociale e culturale[52]. CL è stata accusata di revisionismo storico per quanto riguarda il Risorgimento italiano (al Meeting di Rimini, infatti, sono stati presentati negli ultimi anni testi di diversi autori con un punto di vista critico sul Risorgimento). Vescovi provenienti da CL [modifica] Da CL provengono: Il cardinaleAngelo Scola (patriarca di Venezia)[53] Il cardinale Carlo Caffarra (arcivescovo di Bologna)[54][55][56] e diversi vescovi, tra cui: Eugenio Corecco (vescovo della diocesi di Lugano, in Svizzera) Luigi Negri (vescovo della diocesi di San Marino-Montefeltro) Giancarlo Vecerrica (vescovo di Fabriano-Matelica) Michele Pennisi (vescovo di Piazza Armerina) Giuliano Frigeni (vescovo di Parintins, in Brasile) Filippo Santoro (vescovo di Petrópolis, in Brasile) Giancarlo Petrini (vescovo ausiliare di Salvador de Bahia, in Brasile) Javier Martínez (arcivescovo di Granada, in Spagna) Paolo Pezzi (arcivescovo di Mosca, in Russia) Guido Zendron (vescovo di Paulo Afonso, in Brasile) Dario Walter Maggi[57] (vescovo ausiliare di Guayaquil, in Ecuador) All'elezione episcopale hanno tutti lasciato ogni attività direttiva di CL. Note [modifica] ^ Cfr. Memoria di Don Francesco Ricci. ^Lettera autografa di papa Giovanni Paolo II a Luigi Giussani per il ventesimo anniversario della Fraternità di CL (febbraio 2002). ^Lettera di Luigi Giussani a papa Giovanni Paolo II per i 50 anni del movimento di Comunione e Liberazione (aprile 2004). ^ Il libro delle Ore, edizioni Jaca Book (ultima ristampa aprile 2006), con imprimatur di Giuseppe Martinoli, vescovo di Lugano, maggio 1975. Il volume, originariamente inteso per gli studenti delle scuole superiori, è stato poi utilizzato in tutto il movimento. ^Il sito web del movimento riporta l'elenco di 61 paesi dove CL è presente in forma organizzata e riconosciuta. A questi vanno aggiunti paesi, soprattutto africani e asiatici, nei quali la presenza del movimento è limitata in particolare a quella di missionari cattolici o famiglie e singoli residenti o nei quali gli aderenti fanno riferimento alle comunità dei paesi più prossimi. ^SIDEF - Sindacato delle famiglie. ^Club Papillon. ^Teatro de Gli Incamminati. ^Consorzio PAN. ^Famiglie per Accoglienza. ^Associazione Cilla. ^ L'associazione Russia Cristiana, fondata da padre Romano Scalfi, promuove la rinascita spirituale e religiosa in Russia, attraverso un intenso dialogo con le chiese ortodosse e la pubblicazione di libri religiosi in lingua russa. ^Euresis. ^Teatro Elsinor. ^Federazione Opere Educative. ^Arcipelago Musica. ^Cooperativa Universitaria Studio e Lavoro. ^ «Nelle università italiane alla fine degli anni settanta le cooperative del Movimento Studentesco godevano di fatto del monopolio degli spazi. Per questo la CUSL non ebbe vita facile, specialmente nel suo sorgere (...) Gli ingegneri organizzarono una raccolta di firme cui aderirono ben centosessanta docenti, nel luglio 1982»; secondo la testimonianza di uno di quelli che occuparono lo scantinato, «il locale aveva delle grate e dei finestroni, da cui abbiamo introdotto i materiali. (...) Appendemmo anche una croce in legno, grande, che la sera prima avevamo trovato in una pattumiera del Politecnico» (citazioni da Massimo Camisasca, Comunione e Liberazione. Il riconoscimento (1976-1984), San Paolo, 2006, pagg. 91-92). ^A proposito di lettere aperte e porte chiuse. È una questione della ragione. ^Tracce (Litterae Communionis). ^ Le notizie riassunte in questo paragrafo e nei successivi vengono dai documenti citati in Massimo Camisasca, Comunione e Liberazione: le origini, indicato nella bibliografia. ^ Fino alla fine degli anni cinquanta la polemica tra AC e GS riguardava solo il metodo: Giuseppe Lazzati e Luigi Giussani si alternavano spesso in conferenze e lezioni sia per GS che per AC. La polemica con l'Azione Cattolica prima e la FUCI poi si era accesa perché mentre GS insisteva su un'educazione "unitaria", da parte dell'AC e della FUCI si voleva una distinzione netta tra i rami religioso, culturale e sociale. L'Azione Cattolica, inoltre, aveva suoi schemi e metodi (rigida divisione tra gruppi maschili e femminili, collocazione nelle parrocchie, etc.) nei quali GS non si riconosceva. ^ La lettera di Lazzati è citata dal gesuita Piersandro Vanzan, Pazienza e dialogo in «bonum ecclesiae», in Vita Pastorale, n.8-9 (1988), pp.127-130. La polemica tra Lazzati e CL proseguì «anche dopo la morte dello stesso Lazzati», con la pubblicazione postuma di un inedito di Lazzati contenente critiche alla gerarchia ecclesiastica ed a CL. ^ Sulla stampa, il tema della democrazia emerso dal caso "La Zanzara" fu riconsiderato solo diverse settimane dopo (cfr. ad esempio Le associazioni studentesche centri di vita democratica, Avanti!, 22 aprile 1966). ^ Cfr. per esempio Solleva un putiferio "La Zanzara" del Parini (Avanti!23 febbraio 1966); Mobilitata la macchina giudiziaria contro un giornale di studenti liceali (l'Unità, 23 febbraio 1966). I consiglieri comunali comunisti di Milano intervennero in difesa de "La Zanzara" insieme ad alcuni professori del liceo. ^ Camisasca, successivamente ordinato sacerdote, fondò nel 1985 la Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, di cui è tuttora superiore. ^ Mons. Costa utilizzò deliberatamente il termine integrismo anziché il termine integralismo; comunemente i due termini sono considerati sinonimi. ^ Giovani di tutto il mondo in Piazza San Pietro, L'Osservatore Romano, 24 marzo 1975. ^ Papa Montini rivelò poi la sua delusione per il comportamento ambiguo di Azione Cattolica e FUCI in occasione del referendum contro il divorzio del 1974, in contrasto con la presa di posizione netta di CL. Cfr. Massimo Camisasca, Comunione e Liberazione. La ripresa (1969-1976), San Paolo, pagg.308-309. ^ Giovanni Paolo II era notoriamente favorevole a CL. «Wojtyla arrivò a dire parlando ai ciellini: "Il mio modo di vedere le cose è simile al vostro, anzi è lo stesso". Una volta gli scappò un "noi ciellini" che non era una battuta» (da Il dono di una vita, su Famiglia Cristiana n. 9/2006; cfr. anche scheda su Don Giussani di Vittorio Messori). ^Lettera di papa Giovanni Paolo II a don Luigi Giussani per il ventesimo anniversario della Fraternità di CL (11 febbraio 2002). La lettera è stata inviata eccezionalmente per il ventesimo anniversario, contrariamente alla tradizione pontificia dei venticinquesimi, cinquantesimi e centesimi anniversari. ^ Walter Tobagi, Sì, rovesciamo tutto, ma in nome di Cristo, in Corriere d'informazione, 31 marzo1973. Il Corriere d'informazione era il quotidiano pomeridiano del Corriere della sera; cessò le sue pubblicazioni il 15 dicembre1981. ^ Ciò avvenne in particolare tra il 1978, anno della legge, ed il 1981, anno del referendum. La legge sull'aborto, la 194/1978, porta infatti la firma di sette democristiani. ^ I Cristiani per il Socialismo, costituiti in Cile nel 1971 e approdati in Italia nel 1973, furono coordinati in Italia dall'ex abatebenedettinoGiovanni Franzoni e dall'ex sacerdote salesianoGiulio Girardi. ^ Al Meeting di Rimini del 2006 Pierluigi Bersani ha affermato: «Quando nel 1989Achille Occhetto volle cambiare il nome del Partito Comunista Italiano, per un po' pensò di chiamare il nuovo partito Comunità e Libertà. Perché tra noi e voi le radici sono le stesse» (cfr. Sandro Magister, Da Giussani a Bersani, da L'espresso n.33 del 18-25 agosto 2006; nello stesso testo Magister riporta che Bersani avrebbe detto ai ciellini che «se vuol rifondarsi, la sinistra deve ripartire dal vostro retroterra ideale»). ^ Dal libro Delenda DC. ^Nella corsa a Montecitorio favoriti gli uomini di don Giussani, Merateonline, 28 agosto 2000. ^Formigoni sospende dal lavoro con lo stipendio decurtato il funzionario pubblico Enrico De Alessandri, per aver pubblicato un libro in cui denuncia lo strapotere di Comunione e Liberazione in Lombardia. URL consultato il 02 febbraio 2010. ^TeoPol.it ^ Università di Pavia, Anni Accademici dal 1985-86 al 1993-94 ^ Università di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia ^ Università di Pavia, Facoltà di Ingegneria ^ Università di Bergamo, Facoltà di Ingegneria ^ Aree della Direzione Scientifica e della Divisione di Ingegneria Clinica dell'IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia ^Sono Letta, Gianni Letta e risolvo problemi (a CL)Documento PDF ^http://www.dongiorgio.it/pagine/pagine.php?id=472&nome=prima ^ Giovanni Vinciguerra, Il Meeting dell’Americanizzazione? Cronaca di una svolta cruciale, dicembre 2003. ^ Miguel Martinez, Le saponette dell'Impero, VII parte. ^ Cfr. discorso di Giovanni Paolo II per il trentennale di CL (29 settembre 1984): «andate in tutto il mondo a portare la verità, la bellezza e la pace che si incontrano in Cristo Redentore». ^ Gentiana S., La mia esperienza in Comunione e liberazione Corriere della Sera ^Progetto ora alternativa, Lettere: storie di ordinaria discriminazione, dal sito dell'UAAR. ^ Giacomo Gullo, segretario della Sinistra giovanile, Ben venga una mostra sugli orrori dello stalinismo, ma con rigore. ^L' ammonimento del cardinale Scola «L' Occidente vive in modo osceno», Corriere della Sera, 28 agosto 2004 ^Caffarra finalmente cardinale E Bologna scavalca Parigi, La Repubblica, 23 febbraio 2006 ^IL CARDINALE CAFFARRA «Don Giussani, dono di Dio alla sua Chiesa», Tracce, 18 maggio 2009 ^La lezione di Caffarra a Cl, 26 agosto 2009 ^Mons. Valter Dario Maggi nominato vescovo ausiliare a Guayaquil in Ecuador. Bibliografia [modifica] Si veda anche la bibliografia di Luigi Giussani. Storia del movimento [modifica] Un avvenimento di vita, cioè una storia. Itinerario di quindici anni concepiti e vissuti - interviste e conversazioni con Luigi Giussani, con un'introduzione del cardinale Joseph Ratzinger, (Edit - Il Sabato, 1993) La Fraternità di Comunione e Liberazione. L'opera del movimento di Luigi Giussani, (San Paolo, 2002) Il movimento di Comunione e Liberazione. Conversazioni con Robi Ronza di Luigi Giussani, (Jaca Book, 1987) Comunione e Liberazione - Le origini (1954-1968) di Massimo Camisasca, (San Paolo, 2001), con introduzione di Joseph Ratzinger Comunione e Liberazione - La ripresa (1969-1976) di Massimo Camisasca, (San Paolo, 2003), con introduzione di Giacomo Biffi Comunione e Liberazione - Il riconoscimento (1976-1984) di Massimo Camisasca (San Paolo, 2006), con introduzione di Paul Josef Cordes Comunione e Liberazione di Salvatore Abbruzzese (Il Mulino, Bologna, 2001) Testi critici [modifica] In italiano [modifica] "Le armate del Papa. Focolarini, Neocatecumenali, Comunione e Liberazione. I segreti delle misteriose e potenti nuove sette cattoliche" di Gordon Urquhart (Ponte alle Grazie, Firenze, 1996) .
"Gli estremisti di centro. Il neo-integralismo cattolico degli anni '70: Comunione e Liberazione" di Sandro Bianchi e Angelo Turchini, (Guaraldi, Firenze, 1975) "Religione e politica: Il caso italiano" di Gustavo Guizzardi e altri (Coines, Roma, 1976) "Revisionismo in mostra" di Massimo Baioni in Storia e problemi contemporanei n.1, 2002. "L'adolescente sublimato: psicodinamiche in Comunione e liberazione di Piera Serra, Guaraldi, 1978 "Gli estremisti bianchi di Franco Ottaviano, Data News, 1986 "L'ultima crociata: Comunione e Liberazione" di Geppina Cianflone, (Messina [etc.]: G. D'Anna, 1978) "Comunione e Liberazione: assalto al potere in Lombardia" di Enrico De Alessandri, (2009) disponibile in formato eBook presso Lulu.com --> [1] "La lobby di Dio - Fede, affari e politica" di Ferruccio Pinotti e Giovanni Viafora, (Chiarelettere 2010) In inglese [modifica] Comunione e Liberazione: A Fundamentalist Idea Of Power di Dario Zadra in Accounting for Fundamentalisms: The Dynamic Character of Movements (vol. 4 of series) Part I: Accounting for Christian Fundamentalisms (University of Chicago Press, Chicago, 1994 - Fundamentalism Project) Martin E Marty, R Scott Appleby, Fundamentalisms Observed (University of Chicago Press, 1 lug 1994), ISBN 0226508781 Frederic Spotts, Theodor Wieser, Italy: A Difficult Democracy (Cambridge University Press, 30 apr 1986), ISBN 0521315115 Gabriel Abraham Almond, R Scott Appleby, Emmanuel Sivan, Strong Religion (University of Chicago Press, 15 gen 2003), ISBN 0226014983 Voci correlate [modifica] Luigi Giussani Memores Domini Meeting di Rimini Compagnia delle Opere Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio Collegamenti esterni [modifica] Sito ufficiale
Pietro Berti, figlio di Domenico, nato a Imola (BO) ed ivi residente in Via Bel Poggio n. 13.
Diploma di maturità scientifica; Dott in Giurisprudenza; Master in Scienze Filantropiche e dell'Economia Solidale; Ufficiale Croce Rossa Militare Italiana in congedo; operatore presso il Centro di Identificazione ed Espulsione Mattei in Bologna Via Mattei n. 60 gestito da Confraternita delle Misericordie; ex Delegato giovanile DC ad Imola - ex Consigliere Circoscrizionale DC ad Imola (1990-1995); ex Consigliere Comunale CCD ad Imola (1995-1999); 3° dei non eletti in Consiglio Regionale E.Romagna Lista UDC nell'anno 2005; 2° dei non eletti Consiglio Comunale ad Imola nell'anno 2008 Lista Civica centro destra; 8° dei non eletti lista UDC Parlamento Reg. E. Romagna; ha riportato 494 voti (3,81%) alle elezioni provinciali a Bologna del 07/06/2009 nel collegio 12 Bologna-Massarenti nelle liste dell'Unione di Centro. Conosce 8 lingue parlate e scritte. Alle elezioni amministrative di Bologna 2011 è stato candidato per il Quartiere San Vitale nella lista di Aldrovandi