Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Majai Phoria


UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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VIAGGIA CON RYANAIR

JE ME SOUVIENS

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Anchorage

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Visualizzazione post con etichetta somalia. Mostra tutti i post
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giovedì 25 novembre 2010

Da Cesare ai giorni nostri: i Pirati

Da Cesare ai giorni nostri: i Pirati
Studiai a scuola nei libri di storia che Cesare interruppe varie campagne perché la pirateria era diventata un problema grossissimo per Roma e fu costretto ad occuparsene a lungo per debellarla. Ebbene, nel 2010 il mondo sta continuando a combattere contro i pirati in particolare somali facendo ragionare sul fatto che tanti problemi di un tempo non solo non sono stati risolti ma sono rimasti e si sono rafforzati e costituiscono una grave minaccia per le flotte commerciali in transito in quelle zone. La NATO ha organizzato una vera e propria task force che ha l’ordine di distruggere i villaggi dei pirati, di monitorare costantemente le zone a rischio, di affondare le loro imbarcazioni, di intervenire militarmente qualora una nave mercantile venga abbordata. I video pubblicati ne sono una piccola dovuta testimonianza a fronte dell’esistenza di una guerra feroce causata da una piaga tutt’ora esistente. Non solo, ma c’è una nazione la cui economia si basa sui rapimenti a scopo di estorsione e sugli abbordaggi delle navi e dei loro carichi che vengono restituiti solo dietro pagamento di grossi riscatti. Il denaro è in parte utilizzato per finanziare Al Qaeda.


giovedì 17 settembre 2009

Mogadiscio, bombe all'aeroporto

Mogadiscio, bombe all'aeroporto
TGCOM - ‎51 minuti fa‎
Due autobomba deflagrate quasi contemporaneamente all'aeroporto di Mogadiscio, in Somalia, nell'area dove si trovano gli accampamenti dell'Amisom. Il bilancio parla di alcuni feriti. Colpiti anche gli uffici del quartier generale della forza di pace ...
Somalia: esplosione a Mogadiscio ANSA
Mogadiscio, esplosioni colpiscono base peacekeeper Ua, feriti Reuters Italia
Adnkronos/IGN - AGI - Agenzia Giornalistica Italia - Bluewin - Blitz quotidiano
tutte le notizie (23) »

domenica 24 maggio 2009

SUCCESSO DELLA MARINA MILITARE ITALIANA SUI PIRATI SOMALI



Somalia: la Maestrale si scontra con i pirati e cattura un gruppo di 9 bucanieri




tratto dal sito http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_22/maestrale_nave_scontro_pirati_1a9e9014-46cc-11de-a4e0-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano

i somali ora sono prigionieri a bordo della nave della nostra marina militare
Somalia: la Maestrale si scontra con i pirati e cattura un gruppo di 9 bucanieri
Un elicottero della fregata salva un mercantile caraibico poi ingaggia un conflitto a fuoco con i corsari
MILANO - L'equipaggio della fregata italiana Maestrale della marina militare ha catturato un gruppo composto da 9 pirati somali al termine di un conflitto a fuoco al largo delle coste della Somalia. CONFLITTO A FUOCO - La Maestrale, impiegata nella missione europea antipirateria Atalanta, è intervenuta inviando un elicottero per sventare un attacco dei pirati nel golfo di Aden contro la «Maria K.» una nave cargo battente bandiera di Saint Vincent e Grenadine (Caraibi). I nostri marinai a bordo dell'elicottero hanno prima impedito l'abbordaggio al mercantile, poi ingaggiato un conflitto a fuoco con i pirati costringendoli alla resa. Attualmente i bucanieri sono prigionieri a bordo della fregata Maestrale in attesa di sapere dove verranno portati per il processo: se in Italia o in un altro Paese. E' la prima volta che una nave della Marina italiana cattura un gruppo di pirati somali. 22 maggio 2009

venerdì 8 maggio 2009

REPORTER CANADESE SEQUESTRATA CON UN COLLEGA AUSTRALIANO DA 259 GIORNI IN SOMALIA


REPORTER CANADESE SEQUESTRATA CON UN COLLEGA AUSTRALIANO DA 259 GIORNI IN SOMALIA


Si tratta della ventottenne Amanda Lindhout, rapita il 23 agosto 2008 assieme al collega australiano Nigel Brennan. Il fatto si è verificato sulla strada che unisce Mogadiscio ad Afgoi da un commando di banditi. L’intento dei due reporter era quello di visitare un campo profughi dove vivono migliaia di persone in fuga da una violentissima guerra che dura ormai da oltre 18 anni. Da quel giorno si son perse le loro tracce. Alcuni siti somali raccontano notizie raccapriccianti su quanto sia avvenuto alla giornalista canadese e sinceramente ci auguriamo che quanto riportato sia solo frutto di fantasia e serva a far tenere accesa l’attenzione su questa drammatica vicenda. Si parla di violenze sessuali subìte quotidianamente a turno ad opera dei suoi rapitori e che sarebbe incinta di uno di questi. Mentre Nigel si sarebbe dovuto convertire all’Islam e sarebbe stato costretto a sposare due donne somale. Tutte queste informazioni però contrastano con fonti più recenti da Nairobi che dicono, al contrario, che i due prigionieri stanno bene, compatibilmente con la lunga detenzione a cui sono sottoposti. L’ambasciata canadese a Nairobi ha messo ha offerto ai banditi 250 mila dollari in cambio della liberazione dei due prigionieri. I rapitori hanno considerato la cifra esigua e hanno fatto sapere che per liberarli vogliono 2 milioni e mezzo di dollari americani. Tutto ciò premesso, partendo dal presupposto che porgiamo la nostra più profonda solidarietà ad Amanda e al suo collega australiano, riteniamo, però, altrettanto, sbagliato il cedere alle richieste di bande di delinquenti assassini che hanno come fonte primaria di sostentamento quella del rapimento a scopo di estorsione degli occidentali per poi restituirli dopo essersi fatti pagare riscatti milionari. Da sottolineare che la stessa tecnica viene adottata dai loro degni compari (sicuramente in contatto tra loro) che praticano la pirateria proprio nelle zone limitrofe. Al di là di come uno la possa pensare, ritengo che un paese civile non possa in alcun modo far mettere il proprio Governo in ginocchio al punto da dover foraggiare questi delinquenti in caso di rapimento di propri connazionali. Ritengo, invece, che sia legittimo che una volta per tutte ed in maniera definitiva il problema della pirateria ed il problema dei rapimenti in quelle zone debba essere risolto fermamente con l’utilizzo della forza in maniera congiunta da tutte le nazioni che si son trovate loro malgrado coinvolte a cominciare dalla Francia, dall’Italia, dagli USA, dalla Turchia, dalla Spagna, da Panama, etc. . ritengo che un pattugliamento costante delle zone maritme limitrofe con navi da guerra che scortino i mercantili, le navi passeggeri e le petroliere sia da attuare immediatamente ed allo stesso modo in caso di rapimenti si debbano utilizzare le forze speciali di cui ogni nazione è dotata per liberare gli ostaggi ed eliminare le bande dei rapitori. In questo modo, queste due attività che, purtroppo, stanno prendendo sempre più piede andrebbero via via scemando. Al contrario, non agendo si incentiverebbe sia l’una sia l’altra attività, arricchendo banditi in contatto con gruppi terroristici che utilizzerebbero questi soldi per finanziare l’integralismo islamico antioccidentale. E’ il momento che l’Occidente faccia sentire la sua voce e che sia una voce forte e chiara e soprattutto all’unisono, in modo che questi delinquenti capiscano che d’ora in poi tutti i tentativi di arrembaggio alle navi e di rapimento ai civili qualsiasi mestiere essi facciano non farebbe altro che scatenare l’Occidente ad agire massicciamente via mare e via terra nei loro confronti fino al loro annientamento. Con questa gentaglia non si tratta. E Amanda e il suo collega devono essere liberati al più presto senza il pagamento di un riscatto ma con un’azione militare ben orchestrata . Israele docet. Pietro Berti

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