Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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Anchorage

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lunedì 2 maggio 2011

Julien MacDonald



































































































































Julien MacDonald (Merthyr Tydfil, 19 marzo 1971) è uno stilista gallese.
Indice[nascondi]
1 Carriera
2 Critiche
3 Note
4 Collegamenti esterni
Carriera[modifica]
Dopo essersi diplomato alla Cyfarthfa High school di Merthyr Tydfil, Julien Macdonald sviluppa un forte interesse nel design della moda e approfondisce i suoi studi del settore alla Royal College of Art di Brighton. Dopo la laurea inizia viene assunto da Karl Lagerfeld per lavorare presso Chanel, collaborando come freelance anche per Alexander McQueen.
Nel 2000, prende il posto di Alexander McQueen come direttore artistico delle collezioni donna della casa di moda francese Givenchy[1], e nel 2001 viene nominato stilista inglese dell'anno. Fra le sue clienti più celebri si possono citare Joely Richardson, Kylie Minogue, Geri Halliwell, Shirley Bassey, Carmen Electra e Naomi Campbell[2]. MacDonald viene anche scelto dalla British Airways per ridisegnare le uniformi degli assistenti di volo, adottate ufficialmente nel 2004[1]. Partecipa anche come giudice nella trasmissione televisiva Project Runway. Nel giugno 2006 è stato premiato con un OBE per i suoi contributi al mondo della moda.
Critiche[modifica]
Macdonald è spesso stato oggetto di forti critiche per il suo largo utilizzo delle pellicce nelle sue creazioni. MacDonald ha dichiarato che la sua attività fallirebbe, se non ricorresse all'utilizzo delle pellicce.[3] Le polemiche sono incrementate quando nel febbraio 2007 ha dichiarato di amare le pellicce, definendole un "bellissimo prodotto degli animali".[4]
Note[modifica]
^ a b Dizionario della moda
^ Hellomagazine
^ Julien Macdonald: Defender of the fur. The Independent, 19 February 2006
^ The Daily Mail. The anti-fur mob? They can p*** off. 14 February 2007
Collegamenti esterni[modifica]
Sito ufficiale
Portale Biografie
Portale Moda
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Julien_MacDonald"
Categorie: Stilisti britannici Nati il 19 marzo Nati nel 1964 Givenchy [altre]

sabato 30 aprile 2011

Jimmy Choo









































































Dato' Jimmy Choo OBE, il cui nome di nascita è Jimmy Choo Yeang Keat (in scrittura cinese: 周仰杰[1]; Penang, 1961) è uno stilista malaysiano che produce prodotti di lusso con sede a Londra, molto famoso per le sue scarpe femminili prodotte a mano dall'azienda Jimmy Choo Ltd.
Indice[nascondi]
1 Carriera
2 Premi
3 Note
4 Collegamenti esterni
Carriera[modifica]
Cittadino della Malaysia, Jimmy Choo discende dall'etnia Hakka cinese. Nato a Penang da una famiglia di produttori di scarpe[2], Choo realizzò il suo primo paio all'età di 11 anni. Dopo aver studiato presso il Cordwainers' Technical College ed essersi laureato nel 1983[2], nel 1986 apre il suo laboratorio ad Hackney per la realizzazione di scarpe, nella parte Est di Londra, ristrutturando un vecchio edificio di un ospedale.
Nel 1988 la rivista Vogue dedica un servizio di otto pagine alle creazioni di Jimmy Choo, che unitamente alla sponsorizzazione di Diana, principessa del Galles[2], contribuisce a far diventare Choo uno dei fashion designer più popolari al mondo e gli permette nel 1996 di fondare la Jimmy Choo Ltd in società con Tamara Mellon, editrice di Vogue.
Nell'Aprile del 2001, Choo vende la sua percentuale del 50% della società per un valore dieci milioni di dollari, concentrandosi unicamente sull'esclusiva linea Jimmy Choo Couture, sotto licenza della Jimmy Choo Ltd. La linea londinese, conosciuta anche come Jimmy Choo prêt-à-porter o, semplicemente, Jimmy Choo, è sotto la competenza di Tamara Mellon. Le collezioni di Jimmy Choo si sono allargate per includere nelle proprie linee anche accessori, borse o occhiali da sole.
Premi[modifica]
2000: Titolo di Dato', assegnatoli dal sultano di Pahang in Malaysia per i suoi risultati.
2002: Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico, titolo assegnatoli dalla Regina Elisabetta II, come ringraziamento per i suoi servizi per l'industria della moda nel Regno Unito.
2004: Premio Darjah Setia Pangkuan Negeri, ricevuto dalla sua città d'origine Penang[3]
Note[modifica]
^ [1] AllMalaysia.info
^ a b c Fashion Model Directory
^ [2] TheStar.com.my 2004/7/10
Collegamenti esterni[modifica]
Sito ufficiale
Portale Biografie
Portale Moda
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Choo"
Categorie: Stilisti malesi Nati nel 1961 [altre]

sabato 12 marzo 2011

Christopher Bailey







Christopher Bailey (Yorkshire, 1971) è uno stilista britannico.
Direttore Creativo in carica di Burberry, è il responsabile dell'immagine del marchio sotto ogni aspetto, incluse le campagne pubblicitarie, la direzione artistica dell'azienda, il design dei negozi oltre naturalmente a tutte le collezioni di abiti e prodotti Burberry.
Bailey, che aveva 38 anni nel 2009,[1] è nato nello Yorkshire, figlio di un carpentiere e di una vetrinista di Marks and Spencer.[2] Nel 1994 si è diplomato al Royal College of Art del quale è diventato membro onorario nel 2004.[3] Dal 1994 al 1996 è stato Stilista delle collezioni donna per Donna Karan e Capo Stilista delle collezioni uomo per Gucci a Milano dal 1996 al 2001. Si è legato a Burberry nel Maggio 2001 in qualità di Direttore Creativo ed è poi diventato capo Direttore Creativo nel Novembre del 2009.[2][4] A Bailey viene riconosciuto di aver ribaltato le sorti dell'azienda.[2]
Nel 2008, Bailey, assieme all'Amministratrice Delegata di Burberry Angela Ahrendts, ha creato la Burberry Foundation, con l'obbiettivo di dedicare risorse globali per aiutare dei giovani a realizzare i propri sogni e raggiungere i propri scopi attraverso il potere della loro creatività. La Burberry Foundation investe le sue risorse globali in attività di beneficenza selezionate accuratamente per dare supporto ai giovani delle città chiave che fanno parte delle aree dove la maggior parte degli impiegati di Burberry vive e lavora, e dare loro la possibilità di partecipare ad attività di volontariato sul campo sponsorizzate da Burberry attraverso le fondazioni patrocinate.[5]
Bailey ha anche supervisionato la progettazione e la costruzione del nuovo quartier generale londinese di 15000 metri quadrati e di quello della divisione americana di Burberry, ubicato al 444 Madison di New York.
Riconoscimenti[modifica]
2009 - Stilista dell'anno, British Fashion Awards (UK)[6]2009 - Nominato Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico (MBE) da Sua Maestà Regina Elisabetta II, per il Servizio reso all'Industria della Moda[3]2008 - Stilista per uomo dell'Anno 2008, British Fashion Awards (UK)2007 - Stilista per uomo dell'Anno 2007, British Fashion Awards (UK); Dottorato onorario in Scienza alla University of Huddersfield, Yorkshire2006 - Dottorato onorario dell'University of Westminster, dove Bailey si è laureato nel 1990.2005 - Stilista dell'Anno, British Fashion Awards (UK)2004 - Membro Onorario del Royal College of Art, dove Bailey si è diplomato nel 1994[3]
Note[modifica]
^ «The Class of 2009: Stylemaker of the year: Christopher Bailey». Out Magazine. URL consultato in data 7 Dicembre 2009.
^ a b c Colin McDowell. «Christopher Bailey: Burberry's golden boy», 6 Settembre 2009. URL consultato in data 7 Dicembre 2009.
^ a b c Hilary Alexander. «Christopher Bailey collects his MBE». Telegraph, 7 Dicembre 2009. URL consultato in data 7 Dicembre 2009.
^ Dolly Jones. «All Hail Bailey». Vogue, 11 Novembre 2009. URL consultato in data 7 Dicembre 2009.
^ Burberry Foundation: Missions, Visions, Goals, How we work.
^ Hilary Alexander. «British Fashion Awards: Christopher Bailey named designer of the year». Telegraph, 9 Dicembre 2009. URL consultato in data 10 Dicembre 2009.
Collegamenti esterni[modifica]
Luxx Magazine, Febbraio 2009
ES Magazine Men's Issue, Ottobre 2008
Drapers Magazine, Novembre 2008
Harpers Bazaar Magazine, Settembre 2008
Elle Magazine, Aprile 2009
Wallpaper Magazine, Aprile 2009
Grazia Magazine, Novembre 2008
Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Biografie




estratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Christopher_Bailey_(stilista)

mercoledì 2 marzo 2011

John Richmond
















John Richmond (Manchester, 1960) è uno stilista britannico.
Biografia [modifica]
Nato a Manchester, in seguito si trasferisce a Londra, dove termina gli studi presso la Kingston University nel 1982. Crea una collezione che identifica col proprio nome, continuando a collaborare con altri marchi (Emporio Armani, Joseph Tricot e Fiorucci). Nel 1984 fonda il marchio Richmond-Cornejo insieme a Maria Cornejo.
Gli inizi [modifica]
Nel 1995, Richmond comincia a guardare a nuove possibilità di espansione all’estero, riprende i contatti con il manager italiano Saverio Moschillo che gli mette a disposizione la Falber Confezioni di Forlì per la produzione delle sue collezioni, nonché la sua rete distributiva (Milano, Napoli, Roma, Parigi, Monaco di Baviera, Düsseldorf, Londra e New York).
Anni 2000 [modifica]
Sotto la gestione di Moschillo il marchio John Richmond continua la sua crescita a livello mondiale, forte soprattutto di graffianti campagne pubblicitarie. Nel 2003/4 la fama del marchio cresce a dismisura grazie ad una collezione streetwear rivolta soprattutto ai giovani di cui i pezzi più venduti sono sicuramente i jeans a vita bassa con la scritta "Rich" stampata sul retro. Inoltre John Richmond è uno dei nomi di punta nel calendario delle sfilate milanesi ogni anno e nelle varie settimane della moda per lui hanno sfilato top model di fama internazionale.





venerdì 11 febbraio 2011

Burberry






Burberry è una casa di moda di lusso britannica che realizza vestiti, accessori e cosmetici. Caratteristico è il motivo a tartan che è spesso presente sui suoi prodotti e che è divenuto il suo simbolo più riconosciuto e imitato. Il nome iniziale del marchio era esattamente "Burberry's" o "Burberrys", poi destinato a cambiare dal 2000 in "Burberry of London". Tale scelta venne effettuata quando la casa produttrice, ormai conosciuta in tutto il mondo, volle identificare i capi prodotti esattamente nelle sedi di Londra da quelli prodotti, al contrario, in altri sedi. Entrambi i marchi dimostrano comunque autenticità.
L'azienda possiede negozi propri e in franchising in tutto il mondo, ma vende anche attraverso concessioni in negozi terzi. Sia Elisabetta II che il Principe Carlo hanno concesso all'azienda la Royal Warrant.



Storia



Inizi e 19esimo secolo [modifica]
Burberry venne fondata nel 1856 quando, l'ora venutunenne, Thomas Burberry, apprendista di un importante sarto, aprì il suo primo negozio a Basingstoke, nell'Hampshire in Inghilterra.[2].Nel 1970 Burberry si specializza in prodotti raffinati e di gusto, e apre nello stesso anno il suo primo emporio. Nel 1880 Burberry aggiunge ai suoi prodotti la garbadina, un materiale di fibre miste con cui si fanno cappotti e altri abiti pesanti.[2] Nel 1891 , la Thomas Burberry & Sons apre il primo shop a Londra, nell' Haymarket. Questo edificio è ancora di proprietà di Burberry e fino a poco tempo fa ospitava la direzione generale, oggi situata in "Horseferry House", a Westminister (Londra), proprio dietro il Parlamento Britannico. Il primo nome era (ripreso poi tutt'oggi) Burberry, ma dopo la consuetudine dei clienti che chiamavano il marchio "Burberrys of London", la società cambiò marchio in Burberrys. Nel 1895 Burberry diventa produttore delle divise delle forze armate britanniche, durante la Seconda guerra boera, modificando lo stile del proprio cappotto.
20esimo secolo [modifica]
Proprio nel 1901 compare il logo del Cavaliere Equestre, accompagnato dalla scritta latina "Prorsum" ("avanti"). Nel 1911 Burberry equipaggia il Capitano Roald Amundsen per la spedizione al Polo Sud. Amundsen sarà il primo uomo a raggiungere il Polo. Su commissione della Corona, Burberry adatta pantaloni e cappotti al combattimento. Nascono così alcuni dei suoi modelli.



Nel 1920 compare per la prima volta il Check.
Storia Recente [modifica]
Divenuta popolare nel secondo dopoguerra con il famoso trench alla Humphrey Bogart (grazie anche al film classico Casablanca), Burberry fu acquistata nel 1955 da Great Universal Stores (poi GUS plc), che possedeva i negozi londinesi di Argos (Negozi) e Homebase, scivolando in un lento declino. Solo nel 2000 l'azienda fu ristrutturata e promossa, rivitalizzando il suo successo e le sue vendite anche in nuovi settori di mercato.
I cinque brand [modifica]
Ci sono tre brand di Burberry, ovvero tre collezioni diverse con marchi a se stanti:
La prima è Burberry, conosciuta per il classico stile tartan. È possibile trovare questa serie con due distinte etichette: Burberrys of London e Burberry; quest'ultima denominazione appartiene ai capi prodotti a partire dal 1999, in quanto in quella data l'azienda ha deciso di cambiare la propria denominazione da Burberrys of London ad un più internazionale Burberry. Sotto questo marchio rientrano la maggior parte dei prodotti Burberry conosciuti.
La seconda collezione è Burberry Prorsum, creata dallo stilista Christopher Bailey, che ha un tocco meno classico, più glamourous: è la collezione che sfila sulla passerelle interpretata dalle più celebri supermodelle e che cambia ogni anno, non continuativa come invece l'altra (anche se a volte il motivo tartan si ritrova anche nella collezione Prorsum). Ad esempio il must del Trench Burberry è stato proposto anche nella collezione Prorsum ma rivisitato: da semplice è diventato borchiato.
La terza etichetta è Burberry Black Label, sviluppata in esclusiva per il Giappone dove il marchio ha un grande successo. Il tartan è quasi del tutto assente in favore di colori bigi, fumosi e spenti o, più raramente, tinte pastello molto dolci; occasionalmente fanno capolino anche capi e dettagli in denim. La collezione è esclusivamente maschile, ma la campagna pubblicitaria invita anche il pubblico femminile a vestirsi con questi capi dato il loro taglio particolarmente e volontariamente androgino.
Vi è poi la linea Burberry Sport, con uno stile più giovanile e sportivo.
la linea Thomas Burberry riprende lo stile originale e si rinnova in collezioni private e d'alto livello.
Note [modifica]
^ James Englefield, Dry-fly Fishing for Trout and Grayling by Red Quill, London, Horace Cox, 1908.
^ a b Burberry History. Burberryplc.com. URL consultato il 2011-01-04.
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Burberry
Collegamenti esterni [modifica]
Sito ufficiale Burberry
(JA) Sito ufficiale Burberry Black Label
Portale Aziende
Portale Moda
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Burberry"
Categorie: Aziende britanniche Case di moda [altre]
Categoria nascosta: Stub - aziende

mercoledì 9 febbraio 2011

Vivienne Westwood







Dame Vivienne Isabel Swire coniugata Westwood (Tintwistle, 8 aprile 1941) è una stilista britannica.
Indice[nascondi]
1 Biografia
2 Curiosità
3 Altri progetti
4 Collegamenti esterni
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Biografia [modifica]
Nasce a Tintwistle, piccolo villaggio del Derbyshire in Inghilterra. Dopo il primo matrimonio e un figlio con Derek Westwood, iniziò una relazione con Malcolm McLaren, destinato a diventare il manager dei Sex Pistols. Nel 1971 insieme aprirono il loro primo negozio, Let it Rock, al 430 di King's Road, Londra. Fu l'inizio di uno stile straordinario che continua a stupire e inventare nuove frontiere della moda ancora oggi. Il negozio prese diversi nomi nel corso degli anni, seguendo l'evoluzione stilistica di Vivienne: nel 1972 Too fast to live too young to die, nel 1974 Sex in seguito Seditionaries e infine World's End, rimasto fino ad oggi e conosciuto per la celebre insegna con l'orologio che gira al contrario. Negli anni '70 Vivienne Weswtood contribuì a creare lo stile punk, con creazioni stravaganti e provocatorie come creste colorate e borchie fino ad arrivare ad una svastica esibita in una maglietta e trasformata in un simbolo anarchico di contestazione. Ancora oggi questo stile che rimane come impronta indelebile e riaffiora ciclicamente nel suo lavoro, includeva accessori sadomaso, lacci, spille da balia, lamette, catene di bicicletta e collari a punte metalliche. Accostando a questi accessori inusuali classici e tradizionali elementi dello stile britannico, come il tessuto tartan, il risultato complessivo diventava ancora più sconvolgente.
La prima sfilata di Westwood a Londra è del marzo 1981, con la collezione Pirate. I suoi modelli ora non traevano più ispirazione soltanto dalla moda di strada e dal mondo giovanile, ma da tradizione e tecnica. La sua ricerca, prendendo vari spunti dalla storia del costume del XVII e XVIII secolo, ha esplorato tutte le epoche: Vivienne Westwood è stata la prima stilista contemporanea a riproporre con determinazione, modernizzandoli, il corsetto e il faux-cul, elementi di sartoria che sembravano ormai sepolti in un tempo lontano.
La sua ispirazione trae inoltre forza da varie influenze che le derivano dall'amore per la storia, la pittura e l'impegno sociale e politico. Nel settembre 2005 Vivienne Westwood ha deciso di dare il suo pieno appoggio al movimento per la difesa dei diritti civili Liberty creando delle t-shirt da collezione che recano lo slogan I AM NOT A TERRORIST, please don't arrest me. Non a caso le sue ultime collezioni si intitolano Propaganda, Active Resistance e Active Resistance to Propaganda e testimoniano il suo forte dissenso nei confronti delle amministrazioni Blair e Bush.
Nel corso degli ultimi anni Vivienne Westwood è stata insignita di varie onorificenze, tra le quali il titolo di Ufficiale dell'Impero Britannico. Al termine di questa occasione, nel 1992, la Westwood fa volteggiare la gonna davanti agli obiettivi dei fotografi svelando al mondo che non porta biancheria intima, mai, come precisa pubblicamente, rincarando la provocazione. In seguito le vengono attribuiti altri premi come Dama Comandante dell'Impero Britannico e per due volte Stilista britannico dell'anno.
Curiosità [modifica]
Ha riscosso molto successo negli ultimi anni, grazie alla famosa creazione della mangaka Ai Yazawa, Nana. Difatti nell'anime e nel manga vengono rappresentati degli anelli o altra oggettistica marcata Westwood, mentre nel live action Mika Nakashima ne indossa alcuni. Come effetto collaterale, nello stesso manga si fa riferimento ai Sex Pistols. La stessa Vivienne aveva consigliato che nel gruppo britannico entrasse Sid Vicious, che nel manga viene paragonato a Ren. Esperta di musica colta e di tendenza ha sempre usato come dj delle sue sfilate Matteo Ceccarini.
Nel film Sex and the City (film) l'abito da sposa di Carrie Bradshaw è firmato da Vivienne Westwood.
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Vivienne Westwood
Collegamenti esterni [modifica]
Vivienne Westwood su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Vivienne Westwood")
Portale Biografie
Portale Moda
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Vivienne_Westwood"

venerdì 21 gennaio 2011

Fred Perry





Frederick John Perry (Stockport, 18 maggio 1909Melbourne, 2 febbraio 1995) è stato un tennista britannico, vincitore per tre volte del torneo di Wimbledon.
Indice[nascondi]
1 Biografia
1.1 Carriera tennistica
1.2 Carriera imprenditoriale
2 Note
3 Altri progetti
4 Collegamenti esterni
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Biografia [modifica]
Nato a Stockport nel Cheshire, in Inghilterra, il suo nome è legato oltre che alle sue imprese sportive al marchio di abbigliamento che porta il suo nome e che ha come riferimento una coroncina di alloro cucita sugli abiti.
Carriera tennistica [modifica]
Prima dei tanti successi da tennista, Fred Perry fu uno dei grandi pionieri del Tennis tavolo infatti all'età di soli 18 anni divenne campione del mondo a Budapest nel 1929 .
Fred Perry è conosciuto per aver legato il suo nome al torneo di tennis di Wimbledon (dove ha vinto tre titoli), per la Coppa Davis vinta per l’Inghilterra o per aver dato il proprio nome ad una racchetta da tennis o per il successo imprenditoriale della linea omonima di abbigliamento. Pochi sanno invece che prima di dedicarsi al tennis, Fred Perry è stato un campione nel tennistavolo tanto da vincere il titolo mondiale nel 1929 a Budapest (fu la sua seconda partecipazione dopo quella di Stoccolma del 1928 in cui fu si classificò terzo). In finale si trova di fronte uno dei fortissimi giocatori di casa: Michael Szabados. Fred viene da un’annata in cui non è riuscito a vincere nemmeno un torneo. La situazione è di quelle che fanno innervosire qualsiasi giocatore. Ma non Fred Perry. Durante il match, anche negli istanti più importanti, egli trova il tempo per sorridere e scherzare, al punto da sconcertare Szabados che gode il favore del pubblico di casa. Questo suo modo di fare piace talmente al pubblico che incomincia a simpatizzare per lui. Szabados è sempre più nervoso e sente il titolo sfuggirgli di mano. Fred non si fa pregare e vince il titolo. Il suo gioco è prevalentemente difensivo, poco spettacolare, ma molto solido. Il rovescio peraltro sa essere molto insidioso, grazie anche al fenomenale gioco di polso con cui esegue tutti i colpi. Ben presto lascia le competizioni di tennistavolo per dedicarsi interamente al tennis. Nel nuovo sport stupisce il mondo col suo diritto "di polso" e vien da chiedersi se sarebbe stato un colpo così efficace se Fred non avesse prima giocato a tennistavolo.
Carriera imprenditoriale [modifica]
Amico di René Lacoste, negli anni trenta creò la linea di abbigliamento che porta il suo nome e che negli anni cinquanta e sessanta era considerata tra le migliori in fatto di indumenti per il tennis. Come per Lacoste il capo simbolo del marchio rimane la polo, che presenta come segno distintivo una corona d'alloro sulla sinistra del petto; si distingue da Lacoste per il fatto che il logo è ricamato nel tessuto piuttosto che essere cucito come invece avviene per il piccolo coccodrillo francese.
Fred Perry vide il successo della sua linea consolidarsi soprattutto negli anni Sessanta, allorché il marchio divenne molto popolare tra i giovani inglesi. Buona parte del movimento giovanile degli anni Sessanta era conosciuto col nome di Mod, abbreviazione di «modernist»; appartenendovi si seguiva tra l'altro un certo stile nel vestire, con abiti firmati Fred Perry, Lonsdale o Ben Sherman, marchi in voga nella Gran Bretagna di quel decennio.
Verso la fine dei Sessanta sorse il movimento Skinhead, derivante da una spaccatura dei Mod. Gli skinhead quindi mutueranno dai mod l'uso di abbigliamento marcato Fred Perry.anch'esso filo fascista e conservatore ) Si dice che Fred Perry fosse ebreo ma e' solo una legenda metropolitana messa in giro negli anni 80 dagli s.h.a.r.p ( skinhead di sinistra )[1], infatti da qualsiasi ricerca non se ne ritrovano riferimenti neanche in siti specializzati[2].
Note [modifica]
^ jewishachievement.com
^ Welcome to Jews In Sports Online
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Fred Perry
Collegamenti esterni [modifica]
Sito ufficiale
[espandi]
v · d · mGrande Slam
Uomini:
Don Budge (1938) · Rod Laver (1962, 1969)
Donne
Maureen Connolly (1953) · Margaret Smith Court (1970) · Steffi Graf (1988)
Career Grand Slam 1uomini
Fred Perry · Don Budge · Rod Laver · Roy Emerson · Andre Agassi · Roger Federer · Rafael Nadal
Career Grand Slamdonne
Maureen Connolly · Doris Hart · Shirley Fry · Margaret Smith Court · Billie Jean King · Chris Evert · Martina Navratilova · Steffi Graf · Serena Williams
1 Almeno una vittoria in un tutti e quattro i tornei del Grande Slam
Portale Biografie
Portale Tennis
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Fred_Perry"
Categorie: Tennisti britannici

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