Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

PER ESPRIMERE IL VOSTRO PARERE

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FUSIORARI NEL MONDO

Majai Phoria


UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

VIAGGIA CON RYANAIR

JE ME SOUVIENS

JE ME SOUVIENS

VILLA BERTI VIA BEL POGGIO N. 13 IMOLA http://www.villaberti.it/


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Auguro a voi tutti un buon viaggio nel mio blog.

Anchorage

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venerdì 4 marzo 2011

Rula Jebreal







Rula Jebreal (in arabo: رولا جبريل; Haifa, 24 aprile 1973) è una giornalista e scrittrice arabo israeliana naturalizzata italiana, di etnia araba residente in Italia[1].
È iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio.
Indice[nascondi]
1 Biografia
2 Note
3 Bibliografia
4 Altri progetti
Biografia [modifica]
Figlia di un commerciante arabo israeliano di Gerusalemme Est e guardia della moschea di al-Aqsa, cresce a Gerusalemme e studia nel collegio Dar-At-Tifel dove si diploma nel 1991, alternando agli studi l'attività di volontariato nei campi profughi palestinesi. Nel 1993 ottiene una borsa di studio del governo italiano per studenti stranieri e si trasferisce a Bologna (*), dove tenta, invano, di entrare nell'entourage medico della Virtus Bologna come fisioterapista. Lavora inizialmente in un ospedale psichiatrico ma un incidente sul lavoro la costringe ad abbandonare la professione.
Nel 1997 inizia a collaborare con Il Resto del Carlino, Il Giorno e La Nazione, dove si occupa di cronaca cittadina e temi sociali e nel 1999 passa alla politica estera, con particolare attenzione ai conflitti mediorientali. Nel 2002, come giornalista e militante del Movimento palestinese per la democrazia e la cultura, prende parte ad una trasmissione televisiva su La7, Diario di guerra.
Nel 2003, per la stessa emittente, inizia a curare la rassegna stampa dei quotidiani in lingua araba e contemporaneamente collabora con il Il Messaggero come editorialista di politica estera. Alla fine del 2003 ottiene la conduzione dell'edizione notturna del telegiornale di La 7. Nel giugno 2004 vince il premio Mediawatch come miglior conduttrice emergente dell'anno. Nell'ottobre dello stesso anno si trasferisce con la figlia Miral, avuta dalla relazione con l'artista Davide Rivalta, da Bologna a Roma.
Nel 2005 conduce Pianeta 7, rubrica di approfondimento di esteri. Nell'estate immediatamente seguente modera il dibattito giornaliero di Omnibus Estate e successivamente, in ottobre, il "tema del giorno" del programma quotidiano Omnibus, alternandosi con Antonello Piroso. In seguito al suo passaggio in Rai, viene sostituita da Gaia Tortora che conduce la rubrica tuttora. Nello stesso anno vince il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per la televisione nella sezione giovani, riservato ai professionisti under 35.
Nel febbraio 2006 è ospite della trasmissione Matrix, dove rinfaccia al vicepresidente del Senato e ministro per le Riforme del governo Berlusconi Roberto Calderoli, esponente di spicco della Lega Nord, alcune sue dichiarazioni sugli immigrati rilasciate in occasione di un comizio pubblico. Questi reagisce definendo la Jebreal "quella signora abbronzata", in riferimento al colore della sua pelle. Le associazioni di categoria e varie forze politiche condannano l'espressione usata dal ministro.[2][3][4][5]
Nel settembre 2006 affianca Michele Santoro nella prima edizione del suo programma di approfondimento Anno Zero. In una puntata di questa trasmissione, mentre sta intervistando Antonio Di Pietro, un ospite non identificato dice «Una gnocca senza testa». Inizialmente l'insulto viene ritenuto diretto alla Jebreal[6]. Tuttavia il giornalista Filippo Facci, presente in trasmissione, ha riferito che l'insulto era rivolto all'altra assistente di Santoro, Beatrice Borromeo.[7] Lo stesso Santoro nella puntata di Annozero successiva ha ammesso di non sapere a chi si riferisse l'insulto. Ne è conseguita una serie di polemiche alimentate dalla trasmissione Striscia La Notizia.
Dal giugno 2007 è autrice e conduttrice di Onda Anomala, un programma settimanale di esteri in onda sul canale satellitare Rainews24. Per la casa editrice Rizzoli ha pubblicato due romanzi sui problemi della sua terra: La strada dei fiori di Miral (2004), da cui è stato tratto il film Miral, e La sposa di Assuan (2005). Il 28 settembre 2007 ha pubblicato, sempre per la Rizzoli, il saggio Divieto di soggiorno, contenente delle interviste a degli immigrati in Italia. Ora vive a New York ed è l'attuale compagna di Julian Schnabel (**).
Note [modifica]



* con un diploma di fisioterapista per seguire un corso di perfezionamento (fonte: http://www.telegiornaliste.com/jebreal.htm)



(**) regista del film Miral (2010, romanzo da cui è tratto il film di Julian Schnabel interpretato da Freida Pinto) fonte: http://www.telegiornaliste.com/jebreal.htm
^ (AR) Articolo di Al Jazeera
^ "Il razzista Calderoli offende Rula Jebreal. In diretta Rifiuta le scuse alla giornalista de La7", articolo de L'Unità riportato sul sito dell'UCEI.
^ Caso Alpi: CDR TG1, Giornalisti coraggiosi danno fastidio, notizia Adnkronos, riportata dal sito Ilarialpi.it.
^ Stampa Romana, solidale con la collega Jebreal, denuncia l'atteggiamento razzista del Ministro per le Riforme, dal sito dell'Associazione Stampa Romana.
^ Sono abbronzato come Rula Jebreal, da Corriere.it
^ Rula «gnocca senza testa». Insulto in onda da Corriere.it
^ Insulto a Rula Jebreal: «È stato Giulio Sapelli», da La Stampa.it.
Bibliografia [modifica]
Miral, Rizzoli, 2010. ISBN 978-88-17-04160-7
La strada dei fiori di Miral, Milano, Rizzoli, 2004. ISBN 88-17-00373-5
La sposa di Assuan, Milano, Rizzoli, 2005. ISBN 88-17-00867-2
Divieto di soggiorno. L'Italia vista con gli occhi dei suoi immigrati, Milano, Rizzoli, 2007. ISBN 88-17-01270-X
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Rula Jebreal



martedì 15 febbraio 2011

Corradino Mineo


Corradino Mineo (Partanna, 1º gennaio 1950) è un giornalista italiano.
Laureatosi in filosofia e poi in giornalismo a Palermo, lavora inizialmente a il manifesto per poi entrare nella redazione del TG3, di cui diventa caporedattore e, in seguito, vicedirettore della testata.
È stato corrispondente RAI a Parigi (1995-2003) e a New York (2003-2006).
Dal novembre 2006 è direttore di Rai News, dove conduce il programma Il Caffè (6:30-9:00 circa), trasmesso nella fascia 6:30-7:30 / 8:00-8:30 anche in analogico su Rai 3.
Il 20 luglio 2010 Marco Pannella del Partito Radicale annuncia la presentazione d'un esposto presso la Procura di Roma contro la rimozione di Corradino Mineo dalla direzione di Rai News.[1]Infatti dal mese di luglio si parlava di un avvicendamento alla direzione di Rai News con il caporedattore di Sky Tg24 Franco Ferraro, in un primo momento sembrava che Mineo fosse destinato ad a diventare direttore del GR Parlamento e condirettore del GR3, ma con il reintegro di Paolo Ruffini alla direzione di Rai 3 ci fu uno stop all'avvicendamento. Verso fine ottobre le nomine dei nuovi direttori di Rai News e di Rai 2 tornarono al centro della questione e a Mineo fu offerta la corrispondenza a Mosca, la riunione del CDA fu rimandata e intanto a Mineo fu proposta la direzione di Rai Parlamento.
Note [modifica]
^ http://www.radicali.it/view.php?id=159202
Collegamenti esterni [modifica]
Rai News - Sito ufficiale

domenica 13 febbraio 2011

Giancarlo Mazzuca


Giancarlo Mazzuca (Forlì, 25 luglio 1948) è un giornalista, politico e deputato italiano, direttore de Il Resto del Carlino dal 2002 al 2008, e de Il Giorno nel 2003, eletto nella XVI Legislatura nella circoscrizione XI dell'Emilia-Romagna nel Popolo della Libertà attualmente candidato alla carica di sindaco di Bologna per il PdL.
Carriera giornalistica [modifica]
Mazzuca è stato inviato speciale del Corriere della Sera, e quindi vicedirettore, affiancando Vittorio Corona, della Voce (1994-95) e di Fortune Italia.Passato al Resto del Carlino, diventa capo della redazione economica del Quotidiano Nazionale [1].Il 26 febbraio 2002 è nominato direttore editoriale del Quotidiano Nazionale, assumendo al contempo la carica di direttore responsabile del Resto del Carlino.Tra il 30 aprile ed il 25 settembre 2003 è anche direttore del Giorno.
Alle elezioni politiche del 13-14 aprile 2008 viene eletto alla Camera nella circoscrizione XI dell'Emilia-Romagna.Attualmente è membro della commissione cultura della Camera dei deputati, ma non sospende l'attività giornalistica, rimanendo editorialista del Quotidiano Nazionale.
Grazie alla sua esperienza alla Voce nel 1995 ha pubblicato un'intervista al suo direttore in un libro pubblicato da Sperling & Kupfer intitolato Indro Montanelli. La mia voce [1].
Note [modifica]
^ Testata che comprende i giornali di proprietà del Gruppo Monti-Riffeser: Il Resto del Carlino La Nazione e Il Giorno.
Fonti [modifica]
Scheda di Giancarlo Mazzuca su openpolis.it
Predecessore:
Direttore de il Resto del Carlino
Successore:
Marco Leonelli
dal 26 febbraio 2002 all'11 marzo 2008
Pierluigi Visci

Marco Leonelli
Pierluigi Visci
Predecessore:
Direttore de Il Giorno
Successore:
Gabriele Canè
dal 30 aprile al 25 settembre 2003
Xavier Jacobelli

Gabriele Canè

Xavier Jacobelli

venerdì 11 febbraio 2011

7 Gold



Editore:
Italia 7 Gold s.r.l. (Giorgio Tacchino, Giorgio Galante e Luigi Ferretti)



7 Gold è una syndication italiana a carattere nazionale. In pochi anni sta ricoprendo gran parte della penisola italica con i suoi ripetitori, affiliandosi di volta in volta con varie televisioni locali.
Indice[nascondi]
1 Storia
2 7Gold Pubblicità
3 Programmi
3.1 Serie televisive
3.2 Serie televisive animate
3.3 Notizie
3.4 Approfondimenti
3.5 Giochi
3.6 Rubriche
3.7 Sport
4 Emittenti locali affiliate
5 Note
6 Bibliografia
7 Collegamenti esterni
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Storia [modifica]
Nasce il 1º gennaio 2000 per opera degli imprenditori Giorgio Tacchino, Giorgio Galante e Luigi Ferretti, rispettivamente proprietari di Telecity, Telepadova e Sestarete che prima erano affiliate a Italia 7, poi trasformata in Europa 7, da cui si sono staccate nel 1999 (Telecity addirittura della nuova veste ne oscurava il marchio sovrapponendovi uno suo, salvo poi farsi scoprire quando questi passava in grande nella pubblicità). Nel 2001, quando Telemontecarlo viene trasformata in La7, l'editore del network diffida Telecom Italia (proprietaria della nascente tv) dall'usare la denominazione con il numero 7, minacciando azioni legali e marchiando polemicamente le proprie trasmissioni con un logo che riporta la dizione estesa "La Sette" insieme a quello ufficiale. Inizialmente visibile solo nell'Italia settentrionale, 7 Gold si diffonde qualche anno dopo in quasi tutto il territorio nazionale. Il canale registra un ascolto in crescita (rilevato dall'Auditel) con picchi dell'1,5%, soprattutto in fascia serale e notturna. Dal dicembre del 2004 l'emittente realizza Tg7, telegiornale regionale in onda alle 19.00 sulle varie reti collegate al circuito. Direttore Responsabile è Luigi Ferretti. La redazione romana è composta da Enrico Zannotti e Paolo Travisi. Nell'aprile del 2009 sono terminate invece le trasmissioni del Tg7 Nazionale per motivi di palinsesto. Nello stesso periodo lo storico caporedattore, Ivan Gabrielli, ha rassegnato le dimissioni. Al posto del Tg7 Nazionale, viene inserito nel palinsesto CNR Tv News che si interessa delle notizie nazionali e internazionali mentre sono ancora presenti le varie edizioni locali del TG7 che vengono mandate in onda tutti i giorni in diretta in diverse fasce orarie. Le redazioni locali si avvalgono di diverse produzioni in diretta, come "Aria Pulita", programma di intrattenimento che dà voce anche ai telespettatori, i quali possono interagire al telefono. Le redazioni giornalistiche dell'editore Giorgio Tacchino sono dislocate nella "storica" città di Alessandria, diretta dalla giornalista professionista Ketti Porceddu, a Genova, la cui referente è Marzia Loreto, a Torino e a Milano. La programmazione è generalista e spazia dai programmi d'intrattenimento alle serie di telefilm. Riserva grande attenzione alla cinematografia western ed allo sport, in particolare al calcio. Uno dei programmi più seguiti è Diretta Stadio...ed è subito goal,regia di Fabiano Foschini, condotto alternativamente dai giornalisti Giovanna Martini e Fulvio Giuliani, mentre ex-conduttori sono Alessandro Biolchi e Giorgio Micheletti (quest'ultimo è stato il conduttore delle prime 6 edizioni tornato poi per quella 2007/2008). Al programma sportivo partecipano, in veste di opinionisti, celebri ex giocatori, tra i quali la bandiera juventina Pietro Anastasi, quella milanista Giovanni Lodetti e quella interista Mauro Bellugi. Presso 7 Gold ha lavorato anche Vittorio Sgarbi nella stagione 2005/2006, riportando il suo famoso programma Sgarbi Quotidiani, ma non come conduttore. Nel maggio 2006 il popolare conduttore Aldo Biscardi, dopo aver lasciato La7, firma un contratto che prevede la sua partecipazione a Diretta Stadio...ed è subito goal per la durata dei Mondiali di calcio 2006 e la trasmissione, da settembre 2006, della nuova edizione de Il Processo di Biscardi. Dal mese di luglio 2006 Telecity ha rispolverato in video il nome Italia 7 (anche se non con il logo del precedente circuito) che sostituisce quello di 7 Gold. I vari conduttori, inoltre, indicano il circuito ora con quel nome. Dall'ottobre 2006, dopo che era tornato durante l'estate il nome 7 Gold con un marchio simile a quello che c'era per Italia 7, si è deciso di riprendere il logo dorato. Dal 28 dicembre 2006 Tiziano Crudeli ed Elio Corno, storici volti di Telelombardia, entrano a far parte degli opinionisti di 7 Gold mentre più o meno nello stesso periodo Alessandro Biolchi ha lasciato il circuito ed è approdato ad Odeon Tv. Il 23 agosto 2008 7 Gold sceglie di abbandonare Italia 7 Toscana e di proseguire il suo rapporto con l'altra emittente più importante della Toscana, cioè TVR Teleitalia. Nel dicembre del 2008, entra a far parte del circuito nazionale 7 Gold, anche l'emittente televisiva Telestar - Telemarket, che trasmette dall'1:30 la programmazione notturna su tutte le emittenti appartenenti al gruppo 7 Gold. Dal 24 novembre ha inizio la trasmissione di approfondimento politico "Titanic Italia", condotta da David Parenzo, che si avvale della collaborazione della redazione di Roma. Dal 10 dicembre 2010, 7 Gold è visibile sul satellite HotBird (11.541 MHz) dove attualmente sono in corso le fasi di test. [2] [3]
7Gold Pubblicità [modifica]
Il 18 ottobre 2007 è stata presentata la concessionaria che curerà la raccoltà pubblicitaria e le affiliazioni con le varie emittenti di 7 Gold. La nuova società, 7Gold Pubblicità (al 70% di proprietà di Enzo Campione), ha iniziato la sua attività dal 1º gennaio 2008. Dal 25 gennaio, 7Gold Pubblicità cambia socio, infatti, sarà la concessionara PRS Tv di Alfredo Bernardini de Pace ad affiancare la raccolta pubblicitaria dell'emittente.
Programmi [modifica]
Serie televisive [modifica]
Ai confini dell'Arizona
Alice
Daniel Boone
Gli acchiappamostri
Il mondo segreto di Alex Mack
Just Cause
Lassie
Le avventure della famiglia Robinson
Le avventure di Black Stallion
Le avventure di Brisco County Jr.
Paradise
Red Shoe Diaries
The Enid Blyton Adventures
The Enid Blyton Secrets
The Hunger
Ultimate Force
Un lupo mannaro a scuola
Vr. Troopers
Zanna Bianca
Serie televisive animate [modifica]
Fl-eek Stravaganza
Tartarughe Ninja alla riscossa
Michel Vaillant
Patlabor
Ken il guerriero
L'Uomo Tigre
Slam Dunk
Bryger
Due come noi
Slow Step
Ushio e Tora
Nino, il mio amico ninja
Berserk
City Hunter
Lamù
Ransie la strega
Sally la maga
Galaxy Express 999
Sun College
Io sono Teppei
Rocky Joe
Notizie [modifica]
Tg7 (Telegiornale a carattere regionale)
CNR Tv News
Approfondimenti [modifica]
Manuel
Giochi [modifica]
Quizzissimo
Rubriche [modifica]
Casalotto
Sport [modifica]
Tg7 Sport
Diretta Stadio...ed è subito goal
Il Processo di Biscardi
Emittenti locali affiliate [modifica]
Questa lista è soggetta a frequenti variazioni, e potrebbe non essere aggiornata.
Emittenti di co-produzione
7 Gold Telecity (Lombardia, Piemonte)
7 Gold Telepadova (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia - UHF 32, 41)
7 Gold Sestarete (Emilia-Romagna - UHF 22, 32)
Telestar (Valle d'Aosta - UHF 44; Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia - UHF 41; Liguria - UHF 27)
TVR Teleitalia (Toscana)
Emittenti di cui 7 Gold è proprietaria
7 Gold Teleadriatica (Marche)
7 Gold Lazio (Lazio - UHF 32)
7 Gold Campania (Campania - UHF 32)
7 Gold Puglia (Puglia, Basilicata)
7 Gold Calabria (Calabria)
7 Gold Sicilia (Sicilia)
7 Gold Telerent (Sicilia)
7 Gold Sardegna (Sardegna) (presente nel mux di Sardegna Uno)
Emittenti affiliate
Umbria Tv (Umbria)
Antenna 10 (Abruzzo, Molise)
ITR Sora (Lazio - VHF E6; UHF 34, 35)
Note [modifica]
^ http://www.auditel.it/doc/sintesimensile_1_settembre10.pdf
^ http://www.millecanali.it/le-novita-dalle-tv-via-satellite/0,1254,57_ART_7550,00.html
^ http://www.offertaprezzo.it/offerte-sky/sky-telecity-7-gold-su-sky/
Bibliografia [modifica]
A cura di Millecanali Who's who Divisione JCE (2006) La scheda di 7Gold da www.storiaradiotv.it
Collegamenti esterni [modifica]
Sito ufficiale di 7 Gold
Storia della radio e della televisione italiana

giovedì 10 febbraio 2011

Vittorio Feltri


Vittorio Feltri (Bergamo, 25 giugno 1943) è un giornalista italiano, attualmente direttore editoriale del quotidiano Libero.
Indice[nascondi]
1 L'inizio della carriera giornalistica
2 Direttore de L'Indipendente (1992-1994)
3 Direttore de Il Giornale (1994-1997)
4 Direttore de Il Borghese
5 La parentesi al Gruppo Monti-Riffeser
6 Direttore di Libero (2000-2009)
7 Ritorno a Il Giornale (2009-2010)
8 Ritorno a Libero (2011)
9 Vicende giudiziarie
10 Altre attività
11 Opere
12 Bibliografia
13 Note
14 Altri progetti
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L'inizio della carriera giornalistica [modifica]
A diciannove anni, nel 1962, inizia a collaborare con L'Eco di Bergamo, con l'incarico di recensire le prime visioni cinematografiche. Poi vince un concorso ed entra in un ente pubblico[non chiaro]. Quando è già di ruolo lascia tutto per riprendere la carriera giornalistica [1]. Si trasferisce a Milano, dove viene assunto dal quotidiano La Notte come praticante.
Nel 1974 Gino Palumbo lo chiama al Corriere d'Informazione (edizione pomeridiana del Corriere della Sera): dopo tre anni Feltri passa al Corriere della Sera, allora diretto da Piero Ottone.Dal 1983 è direttore di Bergamo-oggi, ma l'anno successivo è richiamato al Corriere della Sera come inviato speciale (1984-89, direttore Piero Ostellino).
Nel 1989 assume la direzione del settimanale L'Europeo, portandolo da 78.000 a 140.000 copie - così afferma lo stesso Feltri[2]. Sotto la sua direzione, l'Europeo pubblica l'intervista sul rapimento di Aldo Moro a "Davide", descritto come carabiniere infiltrato nelle BR, che rivela particolari eclatanti e scabrosi sul caso. Secondo L'Espresso[3] e secondo Repubblica del 24 ottobre 1990 [4] l'intera vicenda sarebbe falsa e mai accaduta.
Direttore de L'Indipendente (1992-1994) [modifica]
Nel 1992 sostituisce Ricardo Franco Levi alla direzione de l'Indipendente, in grave crisi di vendite. Feltri rilancia il giornale e ne fa un quotidiano di successo, cavalcando lo sdegno popolare a seguito dell'inchiesta Mani pulite:
« Ammesso e non concesso che un magistrato abbia sbagliato, ecceduto, ciò non deve autorizzare i ladri e i tifosi dei ladri... gli avvoltoi del garantismo... a gettare anche la più piccola ombra sulla lodevole e mai sufficientemente applaudita attività dei Borrelli e dei Di Pietro.[5] »
concentrando più volte i suoi attacchi sulla figura dell'allora segretario socialista Bettino Craxi:
« Mai provvedimento giudiziario fu più popolare, più atteso, quasi liberatorio di questo firmato contro Craxi (il primo avviso di garanzia, nda) ... Di Pietro non si è lasciato intimidire dalle critiche, dalle minacce di mezzo mondo politico (diciamo pure del regime putrido di cui l'appesantito Bettino è campione suonato)... Ha colpito senza fretta, nessuna impazienza di finire sui giornali per raccogliere altra gloria. Craxi ha commesso l'errore... di spacciare i compagni suicidi (per la vergogna di essere stati colti con le mani nel sacco) come vittime di complotti antisocialisti... È una menzogna, onorevole![6] »
Nell'aprile 1993 conosce Silvio Berlusconi; il Cavaliere gli propone di entrare in Fininvest, ma Feltri rifiuta[senza fonte]. Nel corso dell'anno l'Indipendente sale oltre le 120.000 copie, superando anche il concorrente diretto Il Giornale.
Direttore de Il Giornale (1994-1997) [modifica]
Nel dicembre 1993 Feltri dichiara
« A Montanelli invidio tutto tranne che Il Giornale. In fondo l'Indipendente continua a guadagnar copie, non c'è motivo perché io lo debba lasciare... Io al Giornale? Ma che cretinata. Berlusconi non m'ha offerto neppure un posto da correttore di bozze. M'incazzo all'idea che io, proprio io, sembro voler fare la forca a Montanelli. Io qui a l'Indipendente, mi diverto, guadagno copie, faccio il padrone e il politico. Mi spiegate perché devo fare certe cazzate? A carico di Montanelli, poi...[7] »
Nel gennaio 1994, Feltri viene contattato da Paolo Berlusconi, editore de Il Giornale, che gli offre la direzione del quotidiano - direzione che Indro Montanelli ha deciso di lasciare. Feltri accetta e rimane al Giornale per 4 anni, durante i quali riporta il quotidiano in auge, da 130.000 a 250.000 copie.
Nello stesso periodo, Feltri cura una rubrica sul settimanale Panorama, collabora con Il Foglio di Giuliano Ferrara e con altre testate nazionali, tra cui Il Messaggero e Il Gazzettino.
L'8 novembre 1997, dopo aver ricevuto 35 querele, smentisce quanto scritto fino ad allora dal Giornale contro Antonio Di Pietro, definendole notizie pubblicate a puro scopo elettorale[8][9]
Nel dicembre 1997 Feltri si dimette dopo il clamoroso articolo a favore di Antonio Di Pietro, proprio mentre Il Giornale era giunto ai suoi massimi livelli (250.000 copie)[2]. Feltri spiega perché ha lasciato la direzione de Il Giornale:
« Quando capii che la famiglia Berlusconi aveva bisogno del direttore di un quotidiano di partito, non potei più rimanere. Non è un mestiere che so fare.[2] »
Complessivamente, sui quattro anni trascorsi in via G. Negri, ricorda:
« Con Paolo ci siamo lasciati male. Metà Forza Italia mi detestava perché dirigevo Il Giornale a modo mio: tra l'altro dicevano che gridavo. A Silvio Berlusconi sto sulle balle perché una volta lo difendo e una volta lo punzecchio. Se non gli stessi sulle balle mi chiederei dove ho sbagliato! Sono stato ben pagato e Paolo ha rispettato in pieno la mia autonomia. Ma se Il Giornale non è morto una ragione ci sarà e ne ho tenuto conto nella parcella.[10] »
Direttore de Il Borghese [modifica]
Il 1º settembre 1998 assume la direzione de Il Borghese, il settimanale fondato da Leo Longanesi e che fu diretto da Mario Tedeschi. L'obiettivo è di rilanciare il periodico, trasformandolo nel settimanale dei lettori che fanno riferimento al centrodestra. Il progetto però non decolla.
La parentesi al Gruppo Monti-Riffeser [modifica]
Il 1º giugno 1999 è direttore editoriale del Gruppo Monti-Riffeser.
Il 1º agosto 1999 è direttore editoriale del Quotidiano Nazionale, testata che comprende i giornali di proprietà del gruppo: Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno.
A fine febbraio 2000 lascia l'incarico per dedicarsi alla fondazione di un nuovo quotidiano. Il nome provvisorio è Il Giornale libero.
Direttore di Libero (2000-2009) [modifica]
Il 18 luglio 2000 fonda Libero, giornale quotidiano indipendente di orientamento liberale-conservatore. Feltri ne è anche direttore ed editore per 9 anni, fino alle dimissioni del 30 luglio 2009.
Sulla sua creatura ha dichiarato:
« Quando siamo partiti, il 18 luglio del 2000, dominava la noia [presso il pubblico dei lettori]. Qualcuno, confidando nel mio passato, si è deciso ad acquistarci proprio per superare la noia, forse sperando che inventassi chissà cosa. Abbiamo drizzato le antenne. Ora il nostro Paese è attraversato dal desiderio di identità e di sicurezza. Cerchiamo di dar voce a questo e di chiamare i politici a rispondere su questi temi assai più che sulle loro beghe di giustizia[2] »
Libero, uscito per la prima volta in edicola il 18 luglio 2000, è molto vicino alle opinioni politiche del centro-destra, ma non lesina critiche contro di esso. Lo stile del giornale è sarcastico, pungente e «politicamente scorretto»: si utilizzano talvolta termini gergali per raccontare i fatti della politica e per descrivere i politici. Il giornale in pochi anni passa da una tiratura di 70.000 copie a 220.000.
Il 21 novembre 2000[11] Feltri viene radiato dall'albo dei giornalisti con delibera del Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia presa (all'unanimità). Il fatto contestato è la «pubblicazione alla pagina 3 dell’edizione del 29 settembre 2000 del quotidiano di sette fotografie impressionanti e raccapriccianti di bambini ricavate da un sito pornografico reso disponibile dai pedofili russi e di una Deontologia - Minori e soggetti deboli 519 ottava fotografia a pagina 4 (raffigurante una scena di violenza tratta dai video di pedofilia sequestrati dalla magistratura), fotografie che appaiono tutte contrarie al buon costume e tali, illustrando particolari raccapriccianti e impressionanti, da poter turbare il comune sentimento della morale e l’ordine familiare».[12][13] Nel febbraio del 2003 l'Ordine Nazionale dei giornalisti di Roma annulla il provvedimento di radiazione che era stato preso a Milano e lo converte in censura[14][15].
Nel 2003 il quotidiano Libero ha ricevuto dallo Stato 5.371.000 euro come finanziamento agli organi di partito[16]. Libero era registrato all'epoca come organo del Movimento Monarchico Italiano, poi trasformato in cooperativa per ottenere i contributi per l'editoria elargiti alle testate edite da cooperative di giornalisti, a fine dicembre 2006 diventava srl. In seguito è stata creata una fondazione ONLUS per controllare la s.r.l. e , di conseguenza, il quotidiano, in modo da continuare a percepire i contributi in quanto edito da fondazione[17].
Nel marzo 2005 Libero ha lanciato una raccolta di firme affinché il Presidente della Repubblica nominasse Oriana Fallaci senatore a vita. Sono state raccolte 75.000 firme[18].
Libero simpatizza per la posizione del movimento dei Riformatori Liberali di Benedetto Della Vedova. Vittorio Feltri è uno dei firmatari del manifesto promosso dalla minoranza radicale che da aprile 2006 è alleata del centro-destra [19].
Dal gennaio 2007 al 15 luglio 2008, direttore responsabile di Libero diviene Alessandro Sallusti, con Feltri direttore editoriale. Nel 2007 il vicedirettore di Libero Renato Farina, con Feltri dalla fondazione del giornale, viene radiato dall'Ordine dei Giornalisti per avere collaborato con i Servizi segreti italiani fornendo informazioni e pubblicando su Libero notizie in cambio di denaro.[20]
Feltri curava anche, assieme a Renato Brunetta, la collana di libri "manuali di conversazione politica", periodicamente allegati al quotidiano.
Ritorno a Il Giornale (2009-2010) [modifica]
Il 21 agosto 2009 ha assunto nuovamente la carica di direttore responsabile de Il Giornale, subentrando a Mario Giordano. Ha firmato il numero in edicola il giorno successivo.
Negli ultimi giorni di agosto 2009 ha intrapreso un duro attacco a Dino Boffo, direttore del quotidiano Avvenire, facendo leva su accuse di molestie sessuali basate su documenti di dubbia autenticità, suscitando la reazione sdegnata della CEI[21], fino a provocare le dimissioni dello stesso Boffo.
Il 25 marzo 2010 il Consiglio dell'ordine dei Giornalisti della Lombardia ha sospeso Vittorio Feltri dall'albo professionale per sei mesi, quale sanzione per il caso Boffo e per gli articoli firmati da Renato Farina pubblicati successivamente alla sua radiazione dall'albo.[22][23][24] Feltri ha reagito alla notizia affermando «Mi dispiace di non essere un prete pedofilo o almeno un semiprete omosessuale o un conduttore di sinistra, ma di essere semplicemente un giornalista che non può godere, quindi, della protezione dei vescovi, né diventare un martire dell'informazione». Tali affermazioni sono state severamente criticate dal quotidiano cattolico Avvenire.[25]
In settembre ha attaccato direttamente il presidente della Camera Gianfranco Fini per le sue aperture su voto amministrativo agli immigrati e testamento biologico, invitandolo a "rientrare nei ranghi", e provocando la seconda dissociazione da parte di Berlusconi[26]. Dopo un ulteriore attacco[27] il presidente Fini ha dato mandato al proprio avvocato Giulia Bongiorno di presentare querela contro lo stesso Feltri [27][28][29].
Sempre a settembre 2010, facendo un resoconto del suo anno come direttore, Feltri ha affermato di essere stato chiamato a ricoprire quell'incarico per risanare il deficit del Giornale, ammontante allora ad oltre 22 milioni di euro, di cui avrebbe contribuito a recuperare quasi 15 milioni. Ha continuato dicendo che per raggiungere simili risultati «è necessario fare un giornale di un certo tipo» e che ciò può anche non piacere; in quel caso era pronto a lasciare il suo posto di direttore senza problemi o polemiche.[30]
Il 24 settembre 2010 Feltri si è dimesso dalla carica di direttore del quotidiano Il Giornale per assumere quella di direttore editoriale. Al suo posto è andato Alessandro Sallusti, fino a quel momento condirettore.
L'11 novembre 2010 l'Ordine nazionale dei giornalisti ha ridotto da 6 a 3 mesi la sospensione che gli era stata inflitta il 25 marzo dello stesso anno dal Consiglio dell'ordine dei Giornalisti della Lombardia.[31]
Ritorno a Libero (2011) [modifica]
Il 21 dicembre 2010 Feltri ha lasciato di nuovo il Giornale per assumere il ruolo di direttore editoriale di Libero al fianco del vecchio collega Maurizio Belpietro, confermato direttore responsabile [32]. I due giornalisti hanno acquistato il 10% ciascuno della società editrice. Nonostante posseggano una quota di minoranza, la gestione del giornale è stata affidata a loro. Grazie a una serie di patti parasociali, Feltri e Belpietro avranno anche la maggioranza nel consiglio di amministrazione [33]
Vicende giudiziarie [modifica]
Nel giugno 1997 Feltri è stato condannato in primo grado dal tribunale di Monza con Gianluigi Nuzzi, per diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Antonio Di Pietro, per un articolo comparso sul Il Giornale il 30 gennaio 1996, in cui si sosteneva che negli anni di Mani Pulite "i verbali finivano direttamente in edicola e soprattutto all'Espresso".[34].
Nel gennaio 2003 è stato condannato dal tribunale di Roma, insieme a Paolo Giordano, su richiesta di Francesco De Gregori, per avere travisato il pensiero del cantautore su Togliatti e sul PCI in un'intervista del 1997 pubblicata sul Il Giornale, di cui Feltri era direttore[35].
Il 14 febbraio 2006 è condannato dal giudice monocratico di Bologna, Letizio Magliaro, ad un anno e sei mesi di carcere per diffamazione nei confronti del senatore Ds Gerardo Chiaromonte (scomparso nel 1993). La condanna si riferisce ad un articolo comparso sul Quotidiano Nazionale alla fine degli anni '90, secondo il quale il nome del senatore compariva nel dossier Mitrokhin.[36]
Il 2 luglio 2007 è assolto dalla quinta sezione penale della Corte di Cassazione dall'accusa di diffamazione nei confronti dell'ex PM Gherardo Colombo per un editoriale pubblicato su Il Giorno nel 1999, nel quale, in contraddizione con quanto affermato dallo stesso Feltri ne Il Giornale del 25 novembre 1994 (non ho mai scritto che Di Pietro e colleghi hanno graziato il Pds: che prove avrei per affermare una cosa simile?), si accusava il pool di Mani Pulite di aver svolto indagini esclusivamente su Silvio Berlusconi e non più sugli ex comunisti. La sentenza di assoluzione si riferisce al diritto di critica garantito dall'articolo 21 della Costituzione della Repubblica italiana.[37]
Il 7 agosto 2007 è condannato assieme a Francobaldo Chiocci e alla società Europea di Edizioni spa dalla Corte di Cassazione a versare un risarcimento di 45 mila euro in favore di Rosario Bentivegna, uno degli autori dell'attacco di via Rasella, per il reato di diffamazione. Il quotidiano Il Giornale aveva pubblicato alcuni articoli, tra i quali un editoriale di Feltri, nei quali Bentivegna era stato paragonato a Erich Priebke.[38]
Altre attività [modifica]
Insieme con Furio Colombo, Vittorio Feltri è autore di Fascismo e antifascismo, un libro uscito nel novembre 1994 per l'editore Rizzoli.
Da qualche anno[non chiaro] partecipa ad una trasmissione, Pensieri e bamba, dove viene intervistato su argomenti di attualità, su Odeon TV il lunedì.
È intervenuto alla Giornata per la Coscienza degli Animali del 13 maggio 2010, esprimendo posizioni animaliste, in particolare contro la pesca sportiva ed in favore del vegetarismo.[39]
Opere [modifica]
Fascismo/antifascismo, con Furio Colombo, Milano, Rizzoli, 1994. ISBN 88-17-84378-4
Cento anni della nostra vita visti da Vittorio Feltri 1905-2004, con Renato Farina, Novara, De Agostini, 2004.
I presidenti d'Italia, Novara, De Agostini, 2006.
Sfacciati. Le caricature e gli sberleffi di Libero, con Benny, Milano, Libero, 2007.
Sesso, potere e intercettazioni ai tempi del Cav, con Daniela Santanchè, Milano, Libero, 2008.
Sfacciati 2. Le caricature e gli sberleffi di Libero, con Benny, Milano, Libero, 2008.
Bibliografia [modifica]
Paolo Ghezzi, La voce di Berlusconi. Vittorio Feltri e Il (suo) Giornale, Torino, Sonda, 1995. ISBN 88-7106-194-2
Luciana Baldrighi, Feltri racconta Feltri. Un'intervista, Milano, Sperling & Kupfer, 1997. ISBN 88-200-2413-6
Note [modifica]
^ Mariano Sabatini, Ci metto la firma!, Aliberti, 2009, pag. 87.
^ a b c d Vittorio Feltri, «Piccola storia del giornalismo», Libero, 13 giugno 2003.
^ Feltri e una mandria di bufale
^ Quel carabiniere non esiste
^ da l'Indipendente, 21 luglio 1993.
^ da l'Indipendente, 16 dicembre 1992.
^ dal Corriere della sera e La Stampa, 10 e 18 dicembre 1993.
^ Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti, pag. 180.
^ 'Dovevo farlo, c'erano 35 querele' - Il Corriere della Sera, 9 novembre 1997
^ Vittorio Feltri, «La verità su Berlusconi editore», Libero, 1 aprile 2001.
^ Foto choc, Feltri radiato dai giornalisti
^ Ordine dei giornalisti - Decisioni, documenti e giurisprudenza dal 1996
^ Foto pedofilia, Feltri radiato dall'Ordine dei giornalisti
^ Il 'caso Feltri'
^ Immagini raccapriccianti e impressionanti, reato letto attraverso le sentenze dei giudici.
^ Bernardo Iovene. Il finanziamento quotidiano. RAI, trasmissione Report del 23 aprile 2006
^ beppegrillo.it. URL consultato il 30-01-2008.
^ I documenti di Panorama n. 19
^ Riformatori Liberali: Siamo l'anima libertaria della Cdl Blog di Benedetto Della Vedova, 14 ottobre 2006
^ Renato Farina radiato dall'Ordine. Ordine dei Giornalisti, 29 marzo 2007. URL consultato il 28-04-2008.
^ Boffo va al contrattacco "Contro di me una patacca"
^ Caso Boffo, Feltri sospeso Sei mesi fuori dall'Ordine. Repubblica.it, 26-03-2010
^ Caso Boffo-Feltri: le ragioni della sospensione "Ha intaccato la fiducia tra stampa e lettori". Repubblica.it, 26-03-2010
^ Feltri sospeso per il caso Boffo e per gli articoli dell'agente "Betulla". Corriere.it, 26-03-2010
^ Avvenire attacca Feltri: «Affermazioni di gravità intollerabile contro la Chiesa». Corriere.it, 27 marzo 2010
'^ Caso Fini, tensioni nel Pdl Berlusconi: «Io lo stimo» in Corriere della Sera'. 7 settembre 2009. URL consultato il 18 dicembre 2010.
^ a b Feltri richiama Fini e evoca dossier su An La Bongiorno: «Valutiamo azioni legali». Corsera.it, 14-09-2009. URL consultato il 14-09-2009.
^ Dossier a luci rosse, Fini "Presentata querela contro Feltri". Repubblica.it, 15-09-2009. URL consultato il 15-09-2009.
^ L'ex capo di An e le carte: nulla da temere. Corsera.it, 16 settembre 2009. URL consultato il 16 settembre 2009.
^ Feltri: se do fastidio me ne vado
^ Giornalisti: Feltri sospeso solo 3 mesi. ANSA.it, 14 novembre 2010. URL consultato il 14 novembre 2010.
^ Feltri e Belpietro diventano azionisti di «Libero» in Corriere della Sera. 17 dicembre 2010. URL consultato il 18 dicembre 2010.
^ Prima Comunicazione, dicembre 2010.
^ «Il 'Giornale' diffamò l'ex magistrato». La Repubblica, 14 giugno 1997. URL consultato in data 5 dicembre 2009.
^ «Feltri travisò la mia intervista De Gregori vince la causa». La Repubblica, 25 gennaio 2003. URL consultato in data 5 dicembre 2009.
^ Articolo comparso sul Corriere della Sera
^ Raccolta di lanci stampa sulla notizia
^ Articolo comparso su RaiNews24
^ Intervento tenuto da Vittorio Feltri alla Giornata per la Coscienza degli Animali del 13 maggio 2010
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