Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

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martedì 5 aprile 2011

Louis Vuitton











Louis Vuitton (Lavans-sur-Valouse, 4 agosto 182127 febbraio 1892) è stato un imprenditore francese, fondatore nel 1854 a Parigi della ditta di pelletteria Louis Vuitton Company. Attualmente la ditta appartiene alla multinazionale di beni di lusso francese Louis Vuitton Moet Hennessy (LVMH) S.A. e ne è il marchio più importante.

Vuitton nacque a Cons-le-Sannier, in Francia. Nel 1835 lasciò la sua città d'origine, Anchay, nel dipartimento francese dello Giura. Due anni dopo giunse a Parigi e cominciò a lavorare come apprendista per il fabbricante di valigie Monsieur Marechal. Oggi l'azienda si è fatta un nome prestigioso nel mercato dei beni di lusso e viene ricordata assieme a marchi come Fendi, Hermès, Emilio Pucci o Givenchy. È celebre la texture Monogram Canvas nella quale l'elemento principale sono le iniziali dell'imprenditore francese. Da sempre status symbol, Louis Vuitton firma borse, borsoni, e molto altro. I più celebri modelli di borse femminili, disegnati decenni fa e apprezzati ancora oggi, sono la speedy e la petit bucket (anni trenta e sessanta). È possibile acquistare un prodotto LV originale soltanto nelle circa 300 filiali monomarca in tutto il mondo e su internet esclusivamente sul sito ufficiale della casa www.louisvuitton.com. Nel 2003 ha fatturato un volume d'affari di 14,3 miliardi di dollari, la metà solo in Giappone. Altri Paesi notevoli dal punto di vista delle vendite sono la Russia, l'Italia e gli Emirati Arabi Uniti. L'azienda è stata dal 1983 al 2007 sponsor principale della America's Cup, infatti in questo periodo le regate di selezione dello sfidante si sono svolte sotto il nome di Louis Vuitton Cup. Collegamenti esterni[modifica] Sito ufficiale Louis Vuitton Sito LVMH (EN) Biografia Louis Vuitton Bag Come riconoscere una borsa Louis Vuitton originale Altri progetti[modifica] Wikimedia Commons contiene file multimediali su Louis Vuitton Portale Moda: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Moda Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Louis_Vuitton" Categorie: Imprenditori francesi Nati nel 1821 Morti nel 1892 Nati il 4 agosto Morti il 27 febbraio Aziende di abbigliamento francesi Case di moda francesi Louis Vuitton Cup Aziende di profumi [altre]

domenica 20 marzo 2011

Augusta Berrnard



































































Augusta Berrnard (Provenza, 18861940) è stata una stilista francese.
Biografia[modifica]
Nata nel 1886 in Provenza, apre il suo primo atelier a Biarritz nel 1920[1], per poi trasferirsi a Parigi nel 1922.[2] Nel corso degli anni venti, gli abiti disegnati dalla Bernard, oottengono un grosso successo fra la clientela principalmente americana.[2] Le collezioni della stilista si contraddistinguono per le linee lunghe e semplici e per i colori pastello. La Bernard chiama la propria casa di moda Augustabernard, per distinguersi da molti marchi dal nome simile.[2]
La popolarità di Augusta Bernard arriva al suo apice nella prima metà degli anni trenta, consolidata dalla pubblicità fatta da un concorso di eleganza di St. Moritz, vinto da un abito dall'ampio décolleté in lamé.[2] Nel 1931 Vogue dedica una copertina persino ad un elegante pigiama Augustabernard.[1] Un abito da sera in stile neoclassico, disegnato dalla Bernard nel 1932 invece fu nominato dalla rivista Vogue come il vestito più bello dell'anno.[2] L'interesse di quegli anni nei confronti dell'arte greca classica amplificò maggiormente la fama della stilista, ai cui abiti nel 1934 si interessò persino il fotografo Man Ray.[2]
Tuttavia l'arrivo della grande depressione diede una drammatica battuta d'arresto agli affari della maison, che pur continunado a lavorare intensamente sino alla fine, non riuscì a sostenersi economicamente, e nel 1934, Augusta Bernard cessò l'attività.[2]
Note[modifica]
^ a b Dizionario della moda
^ a b c d e f g Fashion Model Directory
Collegamenti esterni[modifica]
Sito ufficiale
Portale Biografie
Portale Moda
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Augusta_Bernard"

giovedì 17 febbraio 2011

Jeanne Lanvin










































Jeanne-Marie Lanvin (Parigi, 1 gennaio 1867Parigi, 6 luglio 1946) è stata una stilista francese, fondatrice della casa di moda Lanvin. Una delle più importanti designer degli anni venti e trenta, l'abilità di Jeanne Lanvin nell'utilizzo di intricati ricami, i virtuosismi sartoriali, le decorazioni in rilievo e le fantasie floreali divennero i marchi di fabbrica della Lanvin. Quando morì nel 1946, la proprietà del marchio fu naturalmente rilevato dalla figlia della stilista, Marguerite di Pietro.[1]
Indice[nascondi]
1 Biografia
2 Onorificenze
3 Note
4 Bibliografia
5 Collegamenti esterni
//
[modifica] Biografia
La più grande di undici figli, Jeanne Lanvin lavorò come apprendista modista presso Madame Félix a Parigi all'età di sedici anni e come sarta presso Talbot, prima di diventare modista presso rue du Faubourg Saint-Honoré nel 1889.[1]
Nel 1895, Jeanne Lanvin sposò il suo primo marito, il conte Emilio di Pietro, un nobile italiano a cui due anni dopo diede una figlia, Marguerite (anche conosciuta come Marie-Blanche) (1897–1958). Unica figlia della coppia, Marguerite di Pietro divenne una cantante d'opera, sposata al conte Jean de Polignac (1888–1943), alla morte della madre, divenne la direttrice della casa di moda Lanvin.[1] Jeanne Lanvin e di Pietro divorziarono nel 1903. Il secondo marito della Lanvin, che sposò nel 1907, fu Xavier Melet, un giornalista di Les Temps e successivamente console francese a Manchester in Inghilterra.[1]
Nel 1909, Jeanne Lanvin si unì al Syndicat de la Couture, che segnò formalmente il suo status di couturière. Lanvin realizzò bellissimi abiti per sua figlia, che rapidamente attrassero l'attenzione di numerose donne dell'epoca. Iniziarono quindi per la Lanvin le richieste di avere copie di quegli abiti visti addosso a Marguerite. Ben presto, la Lanvin iniziò a realizzare abiti per molte nobili donne in tutta Europa, attirando nella sua boutique a rue du Faubourg Saint-Honoré a Parigi anche clienti illustri. Jeanne Lanvin divenne celebre per i suoi abiti "per madre e figlia" e per il suo approvvio moderno e globale all'industria della moda.
Dal 1923, la casa di moda Lanvin comprò una fabbrica di tintura a Nanterre. Negli anni venti, la Lanvin aprì alcuni negozi per la vendita di oggetti per la casa, di abbigliamento maschile, di pellicce e di lingerie.
Tuttavia, la sua pià importante espansione fu la creazione di Lanvin Parfums SA nel 1924, e l'immissione sul mercato del suo profumo più celebre Arpège, nel 1927, ispirato al suono che sua figlia Marguerite produceva quando si esercitava al pianoforte. ("Arpège" in francese significa arpeggio.)
Inoltre, la Lanvin commissionò a Armand Albert Rateau di decorare il suo appartamento al 16 di rue Barbet-de-Jouy di Parigi, e le sue due case in campagna (Il soggiorno, il salottino ed il bagno dell'appartamento furono ricostruiti nel 1985 nel Musée des Arts Décoratifs di Parigi). Per questo lavoro, Rateau disegnò alcuni notevoli pezzi di arredamento in bronzo.[2] Fra il 1921 ed il 1922, Rateau si occupò anche di disegnare le boccette per i profumi La Boule ed Arpège (originally produced by the Manufacture Nationale de Sèvres).
Onorificenze

Cavaliere della Legion d'onore della Repubblica Francese
Parigi, 1926.

Ufficiale della Legion d'onore della Repubblica Francese
Parigi, 1938.
[modifica] Note
^ a b c d Jeanne Lanvin (1867-1946). http://www.perfumeprojects.com/index.php perfumeprojects.com. URL consultato il 2008-08-05.
^ Mel Byars, 2004, p. 614.
[modifica] Bibliografia
Colette, Emilio Terry, et al. (1965). Homage à Marie-Blanche, Comtesse Jean de Polignac, Monaco.
"Jeanne Lanvin" and "Claude Montana" in Morgan, Ann (1984). Contemporary Designers, New York: Macmillan. ISBN 0-333-33524-4
"Castillo", "Jules-François Crahay", and "Jean Gaumont-Lanvin" in Remaury, Bruno, director (1994). Dictionnaire de la Mode au XXe Siècle, Paris: Éditions du Regard. ISBN 2-84105-181-1
Barillé, Elisabeth (1997). Lanvin, Paris: Assouline. ISBN 2-84323-015-2)
Picon, JérIome (2002). Jean Lanvin, Paris: Flammarion. ISBN 2-08-210044-8
"Armand Albert Rateau" and "Jeanne Lanvin" in Byars, Mel (2004). The Design Encyclopedia, New York: The Museum of Modern Art. ISBN 0-87070-012-X
Menkes, Suzy (May 24, 2005). "At Lanvin, a master of improvisation", International Herald Tribune.
[modifica] Collegamenti esterni
Sito ufficiale Lanvin
Jeanne Lanvin su Fashion Model Directory
Portale Biografie
Portale Moda
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Jeanne_Lanvin"

Lanvin è una casa di moda francese, fondata da Jeanne Lanvin nel 1885.
[modifica] Storia
Dopo essersi formata nella bottega di Madame Félix[1], Jeanne Lanvin aprì la propria casa di moda a Parigi nel 1885, ed in breve tempo attirò i favori di una vasta clientela, e producendo abbigliamento per signore e bambine.
Negli anni venti la casa di moda diventa popolarissima in tutta Europa[1] la Lanvin inizia ad aprire boutique specializzate in diversi settori della moda, che andavano dal Design d'interni, all'abbigliamento per uomo alla biancheria intima. Ma la fortuna maggiore la Lanvin la ottenne con la creazione del marchio Lanvin Parfums SA nel 1924, volta alla produzione di profumi. Di particolare successo si rivelerà i profumi Arpège e My Sin[1].
Quando nel 1946 la Lanvin morì, la proprietà della casa di moda passò alla figlia della stilista, Marie-Blanche de Polignac, che però morì nel 1958, lasciando la casa di moda al cugino Yves Lanvin, che nomina come direttore creativo, lo stilista belga Francois Crahay, al posto del precedente Antonio Canovas del Castillo. Crahay lavorerà per Lanvin fino al 1984 e le sue collezioni di Crahay ottengono il prestigioso riconoscimento Dé d'Or, per tre volte[1]. Lo stesso riconoscimento lo otterrò anche Claude Montana[1], direttore artistico di Lanvin dal 1990 al 1992.
Nel 1994, il marchio Lanvin viene rilevato dall'azienda di cosmetica L'Oréal, aumentando notevolmente il proprio fatturato, dopo un periodo di relativa crisi. Nel 2001 Lanvin viene acquistato dal gruppo Harmonie S.A., dell'imprenditore Shaw-Lan Wang, un magnate della finanza taiwanese. Nell'ottobre dello stesso anno, Alber Elbaz viene nominato nuovo direttore creativo dell'azienda.
Negli ultimi anni 2000 una delle muse dello stilista Alber Elbaz è la top model inglese Lily Donaldson.
[modifica] Note
Nel 1945 veste Arletty nel film "Les enfant du Paradis".
^ a b c d e Dizionario della moda
[modifica] Collegamenti esterni
Sito ufficiale
Portale Economia
Portale Moda
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Lanvin"

mercoledì 16 febbraio 2011

Thierry Mugler
















Thierry Mugler (Strasburgo, 1948) è uno stilista e fotografo francese, creatore dell'omonima casa di moda.
Indice[nascondi]
1 Carriera
2 Profumi di Thierry Mugler
3 Note
4 Altri progetti
5 Collegamenti esterni
//
[modifica] Carriera
Mugler si trasferisce a Parigi nel 1970, lavorando come vetrinista, e disegnando abiti nel tempo libero. Riesce a realizzare la sua prima linea di abbigliamento Café de Paris nel 1973,[1] e crea il proprio brand nel 1975. Il suo stile diventa celebre per il suo prendere ispirazione nella storia, nelle automobili americane degli anni settanta[2], nei film noir e persino nel mondo degli insetti. Fra le sue creazioni più celebri si ricordano i celebri corsetti indossati da Madonna durante i concerti[2], e gli abiti di Sharon Stone[2].
Dal 1997 Mugler comincia a produrre anche profumi con l'azienda di cosmetici francese Clarins, e dal 2003 abbandonerà il settore dell'abbigliamento per dedicarsi esclusivamente ai profumi. Angel, profumo creato nel 1992 è diventato una delle fragranze più vendute al mondo[2]. Attualmente la linea Thierry Mugler Couture, cosi come i capi di pelletteria, gli occhiali da sole e la gioielleria della casa di moda vengono prodotti su licenza[2].
Mugler ha anche pubblicato due libri sulla moda e sulla fotografia, ispirati alla propaganda stalinista[1]: Thierry Mugler (1988) e Fashion Fetish Fantasy (1998). Nel 1992, Mugler ha diretto il video musicale di George Michael Too Funky, in cui viene mostrata una sfilata dello stilista. Negli anni 2000 Mugler ha collaborato con il Cirque du Soleil nello spettacolo Zumanity.
[modifica] Profumi di Thierry Mugler

A*Men
1992 - Angel
1996 - A*Men
1998 - Innocent
2001 - Mugler Cologne
2004 - B*Men
2005 - Angel Garden of Stars
2005 - Alien
2006 - A*Men Summer Flash
2006 - Mugler Cologne Summer Flash
2006 - Innocent Summer Flash
2006 - Innocent Secret
2006 - Perfume: The Coffret A
2007 - ICE*Men
2007 - Eau de Star
2007 - Miror Miror!
2008 - Innocent Illusion
2010 - Womanity
A - Profumo realizzato per la promozione del film Profumo - Storia di un assassino.
[modifica] Note
^ a b Laurent Dombrowicz (novembre 2007). Fashion Icons, Azzedine Alaia and Thierry Mugler. Wound Magazine 1 (1): 113.
^ a b c d e Dizionario della moda
[modifica] Altri progetti
Commons
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Thierry Mugler
[modifica] Collegamenti esterni
Sito ufficiale
Portale Biografie
Portale Moda
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Thierry_Mugler"

martedì 15 febbraio 2011

Emanuel Ungaro




Emanuel Ungaro (Aix-en-Provence, 13 febbraio 1933) è uno stilista francese, figlio di un sarto pugliese (di Francavilla Fontana) esule in Francia perché antifascista.
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Emanuel Ungaro
Collegamenti esterni [modifica]
(FR, EN) Sito ufficiale
(FR) Prêt-à-porter été 2009 Paris
(IT) Biografia (sito dellamoda.it)
(IT) Emanuel Ungaro, una delle maison storiche del “prêt à porter”



The House of Emanuel Ungaro
At the age of 22, he moved to Paris. Three years later he began designing for the House of Cristobal Balenciaga for three years before quitting to work for Courrèges. Four years later, in 1965 with the assistance of Swiss artist Sonja Knapp and Elena Bruna Fassio, Emanuel Ungaro opened his own fashion house in Paris.
Ungaro launched his first menswear collection, Ungaro Uomo, in 1973, and his first perfume, Diva, 10 years later in 1983. Later followed the perfumes Senso (1987), Ungaro (1991) and Emanuel Ungaro For Men (1991). In 1996, he formed a partnership with Salvatore Ferragamo. In 1997, Ungaro, Ferragamo and Bulgari created a new company: Emanuel Ungaro Parfums. The new perfumes to follow was Fleur de Diva (1997), Desnuda (2001) and Apparition (2004).
In 2005, Ungaro retired and sold the label to internet entrepreneur Asim Abdullah for $84 million.[1][2]
After the sale, the label was languished with a revolving door of designers,[3] the last of which, Esteban Cortazar, who was appointed in 2007, was fired two years later after his refusal to work with actress Lindsay Lohan. Subsequently, Lohan was appointed Artistic Director, working with new head designer Estrella Archs, who was hired hastily to replace Cortazar.[3] The introduction of Lohan, which was meant to give the label publicity, was received with shock and dismay in Paris Fashion Week 2009.[3] In 2010, during Paris Fashion Week, Lindsay Lohan announced that she was no longer working for or with Ungaro, and that she could not comment on the matter because of legal issues.
In 2009, the label had sales of about $200 million from fragrance and less-expensive lines sold in Asia, but the runway collection has been losing money for years.[3] In April 2010, it was announced that Archs had been dismissed and British designer Giles Deacon would be taking over as creative director.[2][4]
[edit] Fragrance
In 2008, Avon and Emanuel Ungaro collaborated to launch a new duo of fragrances, U by Ungaro for Her and U by Ungaro for Him. Actress Reese Witherspoon served as the scents' spokesperson.
Avon U by Ungaro For Her was developed by perfumers Jean Marc Chaillan and Loc Dong, and the "fresh, woody floral" includes notes of bergamot blossom, freesia, pepper blossom, acacia aura, lotus flower, osmanthus, iris, sandalwood and musk.
Avon U by Ungaro For Him was developed by Yves Cassar and Pascal Gaurin, and the "woody aromatic watery blend" features green mandarin leaf, ruby red grapefruit, pomegranate, immortelle, cardamom, cedar leaf, vetiver, patchouli, sandalwood, tonka bean and Peru balsam.
[edit] Personal life
In 1988, Ungaro married Laura Bernabei. He has a daughter, Cosima Ungaro.
[edit] References
^ a b c d Milligan, Lauren (19 April 2010). "Emanuel Ungaro Biography". Vogue. Condé Nast Publications. http://www.vogue.co.uk/biographies/100419-emanuel-ungaro-biography.aspx. Retrieved 16 June 2010.
^ a b "Giles at Ungaro – It’s official!". Grazia. Arnoldo Mondadori Editore. 26 April 2010. http://www.graziadaily.co.uk/fashion/archive/2010/04/26/giles-at-ungaro---it-s-official.htm. Retrieved 26 April 2010.
^ a b c d Wilson, Eric (5 October 2009). "A Controversial Debut for Lohan in Paris". The New York Times. http://www.nytimes.com/2009/10/05/fashion/shows/05lohan.html?_r=1&hp. Retrieved 1 May 2010.
^ Alexander, Hilary (21 April 2010). "Giles Deacon for Emanuel Ungaro?". The Daily Telegraph (London: Telegraph Media Group). http://www.telegraph.co.uk/fashion/hilaryalexander/7614095/Giles-Deacon-for-Emanuel-Ungaro.html. Retrieved 25 April 2010.
[edit] External links
Ungaro Corporate Site
Emanuel Ungaro – designer profile at Fashion Model Directory
Interactive timeline of couture houses and couturier biographies
estratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Emanuel_Ungaro

lunedì 14 febbraio 2011

Loris Azzaro











Loris Azzaro (Tunisi, 9 febbraio 1933Parigi, 20 novembre 2003) è stato uno stilista e produttore di profumi francese.
Biografia [modifica]





Nato in Tunisia da genitori siciliani[1] ed in seguito trasferitosi in Francia, Loris Azzaro studiò scienze politiche a Tolosa, prima di fondare il proprio marchio Azzaro nel 1962 a Parigi. Il successo per il marchio fu praticamente istantaneo, al punto che già alla fine degli anni sessanta il suo nome diventò celeberrimo fra l'élite parigina.[2] Nel 1968 un vestito traforato, disegnato da Azzaro, fu fotografato per le copertine di tutte le più importanti riviste di moda.[3]
Le collezioni Azzato sono sempre state nominate in ordine alfabetico di stagione in stagione. La prima collezione comprendeva abiti i cui nomi iniziavano con la A, la seconda con la B e così via. In seguito lo stilista ammise che avrebbe volentieri saltato alcune lettere come la Q, la X o la Z per la difficoltà di trovare nomi adeguati.[2]
La produzione dello stilista coprì una vasta gamma di prodotti, che andarono dall'abbigliamento, maschile e femminile, agli accessori moda ai profumi, la cui realizzazione iniziò nel 1975. Azzaro Couture, commercializzato nel 1978, diventò la fragranza di maggior successo della maison[2] ed una sorta di firma per il marchio, al punto che negli anni successivi il nome dello stilista fu maggiormente associato ai profumi che agli abiti,[2] conquistando il 10% dell'intero mercato mondiale dei profumi maschili.[3]
Gli abiti da sera Azzaro, fantasiosi, sexy ed opulenti, ispirati al Paese di origine dello stilista,[3] sono tuttora molto apprezzati, anche nei modelli prodotti trent'anni prima, soprattutto nel mercato della moda vintage.[2] Un'altra delle caratteristiche che resero celebri e riconoscibili i capi Azzaro era l'utilizzo di coloratissimi catenelle intrecciate e cucite direttamente sui vestiti, a formare fantasiosi disegni.[2]
Azzaro morì nel novembre 2003 all'età di settant'anni[1] e la direzione della compagnia passò in mano alla figlia Beatrice, mentre le nuove collezioni del marchio sono disegnate dalla stilista argentina Vanessa Seward, proveniente da Chanel.[2]
Note [modifica]
^ a b Morto Loris Azzaro
^ a b c d e f g Fashion Model Directory
^ a b c Dizionario della moda
Collegamenti esterni [modifica]
Sito ufficiale





domenica 13 febbraio 2011

Yves Saint-Laurent



















































Yves Henri Donat Mathieu Saint Laurent (Orano, 1º agosto 1936Parigi, 1º giugno 2008) è stato uno stilista francese, tra i più famosi e conosciuti creatori di moda del XX secolo.
Biografia [modifica]
Nato in Algeria, dove si era stabilita in precedenza, per via della guerra franco-prussiana, la famiglia, agiata ed originaria dell'Alsazia-Lorena, Yves Saint Laurent cominciò a lavorare per Christian Dior all'età di 17 anni. A seguito della morte di Dior nel 1957, Saint Laurent fu chiamato a succedergli.
Nel 1962 Yves Saint Laurent lasciò Dior e fondò l'omonima etichetta (Yves Saint Laurent, spesso abbreviata YSL)[1] insieme al socio e compagno Pierre Bergé.[2][3].
Negli anni sessanta e settanta la firma godette del massimo prestigio grazie a ingegnose innovazioni in fatto di moda. Nel 1980 fu il primo creatore di moda vivente a godere di una grande retrospettiva del suo lavoro al Metropolitan Museum di New York. Nel 1989 il gruppo YSL si quotò in borsa, per poi essere venduto nel 1993 alla casa farmaceutica Sanofi[4] per circa 600 milioni di dollari. Nel 1999 la casa di moda fiorentina Gucci acquistò l'etichetta e mentre Tom Ford si occupava della collezione prêt-à-porter (più accessibile al grande pubblico), Yves Saint-Laurent disegnava la linea di alta moda.
La casa di moda fu ufficialmente chiusa nel 2002 [5]. Per quanto la casa non esista più, il marchio sopravvive ancora sotto l'egida di Gucci. Oggi, dopo il ritiro di Tom Ford, è lo stilista Stefano Pilati a firmare la linea di prêt-à-porter.
Alla pari di Chanel, Saint Laurent ha creato uno stile unico, è stato per decenni simbolo dell'eleganza più raffinata, moderna, innovativa. Per primo, negli anni 60, ha capito che l'alta moda poteva trarre ispirazione dalla strada e non essere soltanto una realtà autoreferenziale, un mondo chiuso in se stesso senza rapporti con la realtà. Creò scalpore la collezione del 1958 con la quale esordì, quando, successore di Christian Dior, presentò negli eleganti saloni di Avenue Montaigne, una silhuette grintosa e irriverente, molto poco politicamente corretta per il conformismo sartoriale dell'epoca.
Si intuiva già lo spirito eterodosso di questo nuovo disegnatore, il quale, nell'arco della sua carriera ha mantenuto la promessa di allora, diventando un innovatore costante, un modernizzatore dell'immagine femminile. Ha fatto tutto o quasi tutto prima degli altri. Sua, decenni prima di Giorgio Armani, è stata l'intuizione di trasferire alcuni capi del guardaroba maschile in quello femminile: il blazer, la sahariana, lo smoking, il trench, il giubbotto di pelle, il tailleur pantaloni, sua la dirompente carica di vitalità abbinata a una divorante passione per l'arte che gli ha fatto fare omaggi estrosi ai maestri della pittura del Novecento, da Picasso a Andy Warhol, da Matisse, a Braque, da Mondrian a David Hockney, quando il binomio arte-moda non era ancora una trovata scontata, un luogo comune da passerella "colta". Sue, ancora per primo, sono state le commistioni etniche e folcloristiche con le quali ha arricchito gran parte delle proprie collezioni di suggestioni che gli venivano di volta in volta dall'Africa, dalla Spagna, dall'India, dal Marocco, dalla Russia.
L'amore per il teatro e per la letteratura, Marcel Proust in testa, come autore feticcio, come nume tutelare, sono state anch'esse trasposte nella sua moda, infuse nei modelli che ha saputo creare. Ma al di là di una creatività multiforme, Saint Laurent ha avuto anche intuizioni commerciali geniali, come avere capito, ancora una volta in anticipo sui suoi colleghi, che le idee così moderne della sua alta moda potevano, sapientemente corrette, trasformarsi in prodotto industriale.
Dopo una lunga malattia, un tumore al cervello, lo stilista si spegne a Parigi, nella sua casa, la notte del 1º giugno 2008, all'età di 72 anni. Lo stilista è stato cremato. Le sue ceneri sono conservate nel Giardino Majorelle di Marrakech in Marocco, villa appartenuta al celebre artista francese e in seguito acquistata e ristrutturata da Yves.
Onorificenze [modifica]

Grand officier della Legion d'Onore
13 luglio 2007
Note [modifica]
^ Il logotipo della maison viene disegnato dal grafico Cassandre nel 1963.
^ «Addio a Yves Saint Laurent, uno dei 're della moda'». Rainews24.it, 13 05 2009. URL consultato in data 23 settembre 2009.
^ Merlo Francesco. «Saint - Laurent, un mito in vendita». Il Corriere della Sera, 15 12 1998, p. 1 e 19. URL consultato in data 23 settembre 2009.
^ Oggi Sanofi Aventis gruppo farmaceutico francese creato nel 2004 dalla fusione di Sanofi-Synthélabo e di Aventis. Sanofi era a sua volta il risultato della fusione delle filiali farmaceutiche dei gruppi L'Oréal (Synthélabo) e Total (Sanofi).
^ Saint-Laurent, addio al mondo della moda
Bibliografia [modifica]
Pierre Bergé Yves Saint Laurent: The Universe of Fashion, Rizzoli, 1997 ISBN 0-7893-0067-2
Alice Rawsthorn Yves Saint Laurent, Nan A. Talese, 1996 ISBN 0-385-47645-0
Altri progetti [modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Yves Saint Laurent
Wikiquote contiene citazioni di o su Yves Saint Laurent
Articolo su Wikinotizie: Francia: è morto lo stilista Yves Saint Laurent 1 giugno 2008
Collegamenti esterni [modifica]
Fondazione Pierre Bergé Yves Saint Laurent
Sito ufficiale Gucci
Sito ufficiale Yves Saint Laurent
Portale Biografie
Portale LGBT
Portale Moda
Yves Saint Laurent anche conosciuta come YSL, è una casa di moda francese fondata dallo stilista Yves Saint Laurent e dal suo partner, Pierre Bergé. Attualmente, il principale stilista del brand è Stefano Pilati.
Indice[nascondi]
1 Storia
2 Lo stile
3 Testimonial
4 Distribuzione
5 Profumi
6 Note
7 Collegamenti esterni
//
Storia [modifica]
La casa di moda Yves Saint Laurent fu fondata dallo stilista Yves Saint Laurent insieme a Pierre Bergé nel 1962.
Dal 1964 la produzione di Yves Saint Laurent si espande anche ai profumi. Il primo nato è Y, a cui seguono una serie di prodotti di grande impatto commerciale come YSL pour homme (1971), Rive Gauche (1971), Eau Libre (1975), Opium (1977), Kouros (1981). Per un'edizione limitata della fragranza L'Homme, la confezione è stata disegnata dal rinomato architetto Jean Nouvel.[1] Dal 1978, Yves Saint Laurent diventa anche il nome di una linea di cosmetica.
Yves Saint Laurent fu anche il primo marchio, nel 1966 a rendere popolare il pret-a-porter, in un tentativo di rendere la moda non soltanto elitaria, tramite la boutique di Rive Gauche.[2] Saint Laurent fu anche il primo stilista a far sfilare modelle di colore sulle proprie passerelle.[3]
Il successo del marchio è tale che già nel 1970, Yves Saint-Laurent detiene il primato dell'esportazione del pret-a-porte femminile di lusso.[4] Nel dicembre del 1982, alla linea moda principale viene affiancata Variation, un secondo marchio di pret-a-porter, che fa lievitare gli introiti del brand, grazie alla concessione delle licenze. L'ampliamento della casa di moda costringe a spostare la sede principale da Rue Spontini, ormai non più all'altezza, a Avenue Marceau. Nel 1983 il Metropolitan Museum di New York dedica una mostra allo stilista ed al modo in cui ha cambiato il mondo della moda. Seguono la stessa iniziativa il Musée des Arts de la Mode di Parigi nel 1986, il Sezon Museum of Art di Tokyo nel 1990, ed il Musée de la Mode di Marsiglia nel 1994.[4]
Nel 1993 la casa di moda Yves Saint Laurent fu venduta alla compagnia parafarmaceutica Sanofi Pasteur. Nelle stagioni 1998-1999, Alber Elbaz, attualmente alla Lanvin, disegnò tre collezioni per il marchio. Nel 1999, Gucci rivelò il marchio Yves Saint Laurent e commissionò allo stilista Tom Ford la realizzazione delle collezioni pret-a-porter, mentre il fondatore Saint-Laurent si limitò all'alta moda.
Nel 2002, per via delle proprie precarie condizioni di salute, della depressione e delle continua critiche al proprio lavoro, Saint Laurent si ritira dalle scene, dopo aver partecipato ad una retrospettiva tenuta presso il Centre Pompidou, e chiusa da una esibizione diCatherine Denevue, musa ed amica dello stilista.[4] Il marchio continua a sopravvivere grazie al gruppo Gucci, che continua la commercializzazione. Le linee pret-a-porter vengono infatti ancora prodotte, sotto la direzione di Stefano Pilati, che ha preso il posto di Tom Ford nel 2004, e che ha impresso al marchio una impronta più vicina alla tradizione della moda francese.[5]
Dal dicembre dello stesso anno, Saint Laurent e il suo storico collaboratore Pierre Bergé hanno ottenuto il riconoscimento di utilità pubblica per il Musée Saint-Laurent, fondazione da loro istituita in Rue de Cambrai 11[6], nella quale sono conservati migliaia di abiti ed oggetti, e tramite la quale sono distribuite borse di studio.[4]
Lo stile [modifica]
Durante gli anni sessanta e settanta, il marchio rese popolari trend della moda come il beatnik, le giacche in stile safari per uomini e donne, gli stivali altissimi ed il classico smoking da donna, nato nel 1966 Le Smoking. Le collezioni del marchio prendono ispirazione da qualsiasi corrente o cultura: celebri sono le collezioni ispirate alle opere di Matisse, ai dipinti di Picasso, alla Pop art, agli scritti di Marcel Proust, al balletto russo (definita dal New York Times "rivoluzionaria, destinata a cambiare il corso della moda"[4]) o alla cultura cinese. Lo stile di Yves Saint Laurent si caratterizza dal contrasto del rigore formale ai tessuti esotici ed ai colori variopinti. Un altro elemento distintivo dello stilista è l'inclusione nel guardaroba femminile di capi storicamente maschili, elemento che Saint Laurent condivide con Coco Chanel.[4]
Testimonial [modifica]
Fra le modelle preferite di Yves Saint Laurent si possono ricordare Loulou de La Falaise, figlia di un marchese francese e la modella anglo-irlandese, Betty Catroux, di origini brasiliane , Talitha Pol-Getty, morta di overdose nel 1971, e la celebre attrice Catherine Deneuve.
Nel 2000 per la campagna pubblicitaria del profumo Opium fu scelta Sophie Dahl, all'epoca sconosciuta, che nei manifesti pubblicitari appariva completamente nuda. La campagna pubblicitaria destò molto scandalo, al punto di essere bandita nel Regno Unito..[7] Per la campagna pubblicitaria 2009 del marchio è stata scelta la celebre supermodel degli anni novanta Claudia Schiffer, fotografata da Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin alla base dell'enorme "Y" della scritta Hollywood che campeggia sulle Hollywood Hills.
Fra le celebrità che hanno espresso particolare ammirazione per gli abiti di Yves Saint Laurent, si possono citare le attrici Renee Zellweger, Julianne Moore e Chloe Sevigny.[8]
Distribuzione [modifica]
Yves Saint Laurent conta numerose boutique in tutto il mondo, distribuite in negozi monomarca, all'interno di grandi magazzini come Harrods e Neiman Marcus, o in alcuni aeroporti. Punti vendita del marchio sono presenti in Francia, Germania, Italia, Lituania, Spagna, Regno Unito, Ucraina, Stati Uniti, Cina, Hong Kong, Indonesia, Giappone, Russia, Taiwan, Kuwait, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Corea. La più alta concentrazione di negozi si trova in Giappone, dove si possono contare 16 negozi distribuiti fra Tokyo, Osaka, Fukuoka, Kyoto, Kobe, Hiroshima e Nagoya. In Italia invece i punti vendita Yves Saint Laurent si trovano a Roma (due negozi), Milano e Bologna.
Profumi [modifica]
Il seguente è un elenco incompleto dei principali profumi commercializzati dalla maison Yves Saint Laurent.[8]
1964 Y (F)
1971 Yves St. Laurent pour Homme
1971 Rive Gauche
1977 Opium (F)
1981 Kouros for men
1984 Paris
1988 Jazz for men
1990 Live Jazz(F)
1990 Eau de Sport (M)
1993 Champagne (changed to Yvresse in * 1996)
1993 Kouros Fraicheur
1993 Jazz Prestige (M)
1996 Yvress Legere (F)
1996 Opium for men
1997 In Love Again (F)
1998 Live Jazz (M)
1999 Vice Versa (F)
1999 Baby Doll (F)
2000 Body Kouros (M)
2001 Nu (F)
2002 Paris L'Eau de Printemps (F)
2002 Paris Premieres Roses (F)
2002 M-7 (M)(The 7th mens fragrance)
2002 Opium Eau d'Ete (F)
2002 Kouros Eau d'Ete (M)
2003 Paris Baby Doll Light (F)
2003 Paris Baby Doll Summer (F)
2003 Nu (M)
2003 Rive Gauche Eau de Toilette (re-issue) (F)
2003 Opium Satin (F)
2003 Kouros Cologne Sport (M)
2003 Rive Gauche pour Homme (M)
2003 Paris Premieres Roses(F)
2004 Paris Roses des Bois (F)
2004 Cinema (F)
2005 Yvresse Legere (F) re-issue
2006 Opium Fleur Imperial Eau d'Orient (F)
2007 Elle (F)
2009 Parisienne (F)
Note [modifica]
^ Slenske, Michael. Pocket Rocket. Advance Publications via Men.Style.com, 20 marzo 2008. URL consultato il 2008-04-02.
^ Alicia Drake. The Beautiful Fall: Lagerfeld, Saint Laurent, and Glorious Excess in 1970s Paris. Little, Brown and Company, 2006. p.49.
^ Iman hits back at a world where the fashion is always for white Independent, The (London) Find Articles at BNET.com
^ a b c d e f Dizionario della moda
^ Yves Saint Laurent Spring 2008 Ready-to-Wear Collection on Style.com: Runway Review
^ Dizionario della moda
^ Case studies: Study of a nude on a poster. The Advertising Standards Authority. URL consultato il 2008-11-30.
^ a b Fashion Model Directory
Collegamenti esterni [modifica]
Sito ufficiale
Portale Aziende
Portale Moda
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Yves_Saint_Laurent_(azienda)"
Categorie: Aziende di abbigliamento francesi Case di moda francesi Aziende di profumi

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