

Yves Henri Donat Mathieu Saint Laurent (
Orano,
1º agosto 1936 –
Parigi,
1º giugno 2008) è stato uno
stilista francese, tra i più famosi e conosciuti creatori di
moda del
XX secolo.
Biografia [
modifica]
Nato in
Algeria, dove si era stabilita in precedenza, per via della
guerra franco-prussiana, la famiglia, agiata ed originaria dell'
Alsazia-Lorena, Yves Saint Laurent cominciò a lavorare per
Christian Dior all'età di 17 anni. A seguito della morte di
Dior nel
1957, Saint Laurent fu chiamato a succedergli.
Nel
1962 Yves Saint Laurent lasciò
Dior e fondò l'omonima etichetta (Yves Saint Laurent, spesso abbreviata YSL)
[1] insieme al socio e compagno
Pierre Bergé.
[2][3].
Negli
anni sessanta e
settanta la firma godette del massimo prestigio grazie a ingegnose innovazioni in fatto di
moda. Nel
1980 fu il primo creatore di moda vivente a godere di una grande retrospettiva del suo lavoro al
Metropolitan Museum di
New York. Nel
1989 il gruppo YSL si quotò in borsa, per poi essere venduto nel
1993 alla casa farmaceutica
Sanofi[4] per circa 600 milioni di
dollari. Nel
1999 la casa di moda
fiorentina Gucci acquistò l'etichetta e mentre
Tom Ford si occupava della collezione prêt-à-porter (più accessibile al grande pubblico), Yves Saint-Laurent disegnava la linea di
alta moda.
La casa di moda fu ufficialmente chiusa nel
2002 [5]. Per quanto la casa non esista più, il marchio sopravvive ancora sotto l'egida di
Gucci. Oggi, dopo il ritiro di
Tom Ford, è lo stilista
Stefano Pilati a firmare la linea di prêt-à-porter.
Alla pari di
Chanel, Saint Laurent ha creato uno stile unico, è stato per decenni simbolo dell'eleganza più raffinata, moderna, innovativa. Per primo, negli anni 60, ha capito che l'alta moda poteva trarre ispirazione dalla strada e non essere soltanto una realtà autoreferenziale, un mondo chiuso in se stesso senza rapporti con la realtà. Creò scalpore la collezione del
1958 con la quale esordì, quando, successore di
Christian Dior, presentò negli eleganti saloni di
Avenue Montaigne, una silhuette grintosa e irriverente, molto poco politicamente corretta per il conformismo sartoriale dell'epoca.
Si intuiva già lo spirito eterodosso di questo nuovo disegnatore, il quale, nell'arco della sua carriera ha mantenuto la promessa di allora, diventando un innovatore costante, un modernizzatore dell'immagine femminile. Ha fatto tutto o quasi tutto prima degli altri. Sua, decenni prima di
Giorgio Armani, è stata l'intuizione di trasferire alcuni capi del guardaroba maschile in quello femminile: il
blazer, la
sahariana, lo
smoking, il
trench, il giubbotto di pelle, il
tailleur pantaloni, sua la dirompente carica di vitalità abbinata a una divorante passione per l'arte che gli ha fatto fare omaggi estrosi ai maestri della pittura del Novecento, da
Picasso a
Andy Warhol, da
Matisse, a
Braque, da
Mondrian a
David Hockney, quando il binomio arte-moda non era ancora una trovata scontata, un luogo comune da passerella "colta". Sue, ancora per primo, sono state le commistioni etniche e folcloristiche con le quali ha arricchito gran parte delle proprie collezioni di suggestioni che gli venivano di volta in volta dall'
Africa, dalla
Spagna, dall'
India, dal
Marocco, dalla
Russia.
L'amore per il teatro e per la letteratura,
Marcel Proust in testa, come autore feticcio, come nume tutelare, sono state anch'esse trasposte nella sua moda, infuse nei modelli che ha saputo creare. Ma al di là di una creatività multiforme, Saint Laurent ha avuto anche intuizioni commerciali geniali, come avere capito, ancora una volta in anticipo sui suoi colleghi, che le idee così moderne della sua alta moda potevano, sapientemente corrette, trasformarsi in prodotto industriale.
Dopo una lunga malattia, un tumore al cervello, lo stilista si spegne a
Parigi, nella sua casa, la notte del
1º giugno 2008, all'età di 72 anni. Lo stilista è stato cremato. Le sue ceneri sono conservate nel Giardino Majorelle di Marrakech in Marocco, villa appartenuta al celebre artista francese e in seguito acquistata e ristrutturata da Yves.
Onorificenze [
modifica]
Grand officier della Legion d'Onore—
13 luglio 2007Note [
modifica]
^ Il
logotipo della maison viene disegnato dal grafico
Cassandre nel
1963.
^ «Addio a Yves Saint Laurent, uno dei 're della moda'». Rainews24.it, 13 05 2009. URL consultato in data 23 settembre 2009.
^ Merlo Francesco.
«Saint - Laurent, un mito in vendita». Il Corriere della Sera, 15 12 1998, p. 1 e 19. URL consultato in data 23 settembre 2009.
^ Oggi
Sanofi Aventis gruppo farmaceutico francese creato nel 2004 dalla fusione di Sanofi-Synthélabo e di Aventis. Sanofi era a sua volta il risultato della fusione delle filiali farmaceutiche dei gruppi
L'Oréal (Synthélabo) e
Total (Sanofi).
^ Saint-Laurent, addio al mondo della modaBibliografia [
modifica]
Pierre Bergé Yves Saint Laurent: The Universe of Fashion, Rizzoli,
1997 ISBN 0-7893-0067-2Alice Rawsthorn Yves Saint Laurent, Nan A. Talese,
1996 ISBN 0-385-47645-0Altri progetti [
modifica]
Wikimedia Commons contiene file multimediali su
Yves Saint LaurentWikiquote contiene citazioni di o su
Yves Saint LaurentArticolo su
Wikinotizie:
Francia: è morto lo stilista Yves Saint Laurent 1 giugno 2008
Collegamenti esterni [
modifica]
Fondazione Pierre Bergé Yves Saint LaurentSito ufficiale GucciSito ufficiale Yves Saint LaurentPortale BiografiePortale LGBTPortale Moda
La
casa di moda Yves Saint Laurent fu fondata dallo stilista
Yves Saint Laurent insieme a
Pierre Bergé nel
1962.
Dal
1964 la produzione di Yves Saint Laurent si espande anche ai
profumi. Il primo nato è Y, a cui seguono una serie di prodotti di grande impatto commerciale come YSL pour homme (
1971), Rive Gauche (
1971), Eau Libre (
1975),
Opium (
1977), Kouros (
1981). Per un'edizione limitata della fragranza L'Homme, la confezione è stata disegnata dal rinomato architetto
Jean Nouvel.
[1] Dal
1978, Yves Saint Laurent diventa anche il nome di una linea di
cosmetica.
Yves Saint Laurent fu anche il primo marchio, nel
1966 a rendere popolare il
pret-a-porter, in un tentativo di rendere la
moda non soltanto elitaria, tramite la
boutique di
Rive Gauche.
[2] Saint Laurent fu anche il primo stilista a far
sfilare modelle di colore sulle proprie
passerelle.
[3]Il successo del marchio è tale che già nel
1970, Yves Saint-Laurent detiene il primato dell'esportazione del pret-a-porte femminile di lusso.
[4] Nel
dicembre del
1982, alla linea moda principale viene affiancata Variation, un secondo marchio di pret-a-porter, che fa lievitare gli introiti del brand, grazie alla concessione delle licenze. L'ampliamento della casa di moda costringe a spostare la sede principale da Rue Spontini, ormai non più all'altezza, a Avenue Marceau. Nel
1983 il
Metropolitan Museum di New York dedica una mostra allo stilista ed al modo in cui ha cambiato il mondo della moda. Seguono la stessa iniziativa il
Musée des Arts de la Mode di
Parigi nel
1986, il
Sezon Museum of Art di
Tokyo nel
1990, ed il
Musée de la Mode di
Marsiglia nel
1994.
[4]Nel
1993 la casa di moda Yves Saint Laurent fu venduta alla compagnia parafarmaceutica
Sanofi Pasteur. Nelle stagioni
1998-
1999,
Alber Elbaz, attualmente alla
Lanvin, disegnò tre collezioni per il marchio. Nel
1999,
Gucci rivelò il marchio Yves Saint Laurent e commissionò allo stilista
Tom Ford la realizzazione delle collezioni
pret-a-porter, mentre il fondatore Saint-Laurent si limitò all'
alta moda.
Nel
2002, per via delle proprie precarie condizioni di salute, della depressione e delle continua critiche al proprio lavoro, Saint Laurent si ritira dalle scene, dopo aver partecipato ad una retrospettiva tenuta presso il
Centre Pompidou, e chiusa da una esibizione di
Catherine Denevue, musa ed amica dello stilista.
[4] Il marchio continua a sopravvivere grazie al gruppo
Gucci, che continua la commercializzazione. Le linee pret-a-porter vengono infatti ancora prodotte, sotto la direzione di
Stefano Pilati, che ha preso il posto di Tom Ford nel
2004, e che ha impresso al marchio una impronta più vicina alla tradizione della moda francese.
[5]Dal
dicembre dello stesso anno, Saint Laurent e il suo storico collaboratore Pierre Bergé hanno ottenuto il riconoscimento di utilità pubblica per il Musée Saint-Laurent, fondazione da loro istituita in Rue de Cambrai 11
[6], nella quale sono conservati migliaia di abiti ed oggetti, e tramite la quale sono distribuite borse di studio.
[4]Lo stile [
modifica]
Durante gli
anni sessanta e
settanta, il marchio rese popolari trend della
moda come il
beatnik, le
giacche in stile
safari per uomini e donne, gli
stivali altissimi ed il classico
smoking da donna, nato nel
1966 Le Smoking. Le collezioni del marchio prendono ispirazione da qualsiasi corrente o cultura: celebri sono le collezioni ispirate alle opere di
Matisse, ai dipinti di
Picasso, alla
Pop art, agli scritti di
Marcel Proust, al
balletto russo (definita dal
New York Times "rivoluzionaria, destinata a cambiare il corso della moda"
[4]) o alla cultura
cinese. Lo stile di Yves Saint Laurent si caratterizza dal contrasto del rigore formale ai tessuti esotici ed ai colori variopinti. Un altro elemento distintivo dello stilista è l'inclusione nel guardaroba femminile di capi storicamente maschili, elemento che Saint Laurent condivide con
Coco Chanel.
[4]Testimonial [
modifica]
Fra le modelle preferite di Yves Saint Laurent si possono ricordare
Loulou de La Falaise, figlia di un
marchese francese e la modella
anglo-
irlandese,
Betty Catroux, di origini
brasiliane ,
Talitha Pol-Getty, morta di
overdose nel
1971, e la celebre
attrice Catherine Deneuve.
Nel
2000 per la campagna pubblicitaria del
profumo Opium fu scelta
Sophie Dahl, all'epoca sconosciuta, che nei manifesti pubblicitari appariva completamente nuda. La campagna pubblicitaria destò molto scandalo, al punto di essere bandita nel
Regno Unito..
[7] Per la campagna pubblicitaria
2009 del marchio è stata scelta la celebre
supermodel degli
anni novanta Claudia Schiffer, fotografata da Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin alla base dell'enorme "
Y" della scritta
Hollywood che campeggia sulle Hollywood Hills.
Fra le celebrità che hanno espresso particolare ammirazione per gli abiti di Yves Saint Laurent, si possono citare le
attrici Renee Zellweger,
Julianne Moore e
Chloe Sevigny.
[8]Distribuzione [
modifica]
Yves Saint Laurent conta numerose
boutique in tutto il mondo, distribuite in negozi monomarca, all'interno di grandi magazzini come
Harrods e
Neiman Marcus, o in alcuni
aeroporti. Punti vendita del marchio sono presenti in
Francia,
Germania,
Italia,
Lituania,
Spagna,
Regno Unito,
Ucraina,
Stati Uniti,
Cina,
Hong Kong,
Indonesia,
Giappone,
Russia,
Taiwan,
Kuwait,
Turchia,
Emirati Arabi Uniti e
Corea. La più alta concentrazione di negozi si trova in
Giappone, dove si possono contare 16 negozi distribuiti fra
Tokyo,
Osaka,
Fukuoka,
Kyoto,
Kobe,
Hiroshima e
Nagoya. In
Italia invece i punti vendita Yves Saint Laurent si trovano a
Roma (due negozi),
Milano e
Bologna.
Profumi [
modifica]
Il seguente è un elenco incompleto dei principali profumi commercializzati dalla maison Yves Saint Laurent.
[8]1964 Y (F)
1971 Yves St. Laurent pour Homme
1971 Rive Gauche
1977 Opium (F)
1981 Kouros for men
1984 Paris
1988 Jazz for men
1990 Live Jazz(F)
1990 Eau de Sport (M)
1993 Champagne (changed to Yvresse in *
1996)
1993 Kouros Fraicheur
1993 Jazz Prestige (M)
1996 Yvress Legere (F)
1996 Opium for men
1997 In Love Again (F)
1998 Live Jazz (M)
1999 Vice Versa (F)
1999 Baby Doll (F)
2000 Body Kouros (M)
2001 Nu (F)
2002 Paris L'Eau de Printemps (F)
2002 Paris Premieres Roses (F)
2002 M-7 (M)(The 7th mens fragrance)
2002 Opium Eau d'Ete (F)
2002 Kouros Eau d'Ete (M)
2003 Paris Baby Doll Light (F)
2003 Paris Baby Doll Summer (F)
2003 Nu (M)
2003 Rive Gauche Eau de Toilette (re-issue) (F)
2003 Opium Satin (F)
2003 Kouros Cologne Sport (M)
2003 Rive Gauche pour Homme (M)
2003 Paris Premieres Roses(F)
2004 Paris Roses des Bois (F)
2004 Cinema (F)
2005 Yvresse Legere (F) re-issue
2006 Opium Fleur Imperial Eau d'Orient (F)
2007 Elle (F)
2009 Parisienne (F)
Note [
modifica]
^ Slenske, Michael.
Pocket Rocket. Advance Publications via Men.Style.com, 20 marzo 2008. URL consultato il 2008-04-02.
^ Alicia Drake. The Beautiful Fall: Lagerfeld, Saint Laurent, and Glorious Excess in 1970s Paris. Little, Brown and Company, 2006. p.49.
^ Iman hits back at a world where the fashion is always for white Independent, The (London) Find Articles at BNET.com^
a b c d e f Dizionario della moda^ Yves Saint Laurent Spring 2008 Ready-to-Wear Collection on Style.com: Runway Review^ Dizionario della moda^ Case studies: Study of a nude on a poster. The Advertising Standards Authority. URL consultato il 2008-11-30.
^
a b Fashion Model DirectoryCollegamenti esterni [
modifica]
Sito ufficialePortale AziendePortale ModaEstratto da "
http://it.wikipedia.org/wiki/Yves_Saint_Laurent_(azienda)"
Categorie:
Aziende di abbigliamento francesi Case di moda francesi Aziende di profumi