Pietro Berti

Pietro Berti

VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

PER ESPRIMERE IL VOSTRO PARERE

PER CHI VOLESSE ESPRIMERE IL PROPRIO PARERE SUGLI ARGOMENTI TRATTATI O VOLESSE RICHIEDERE IN MERITO AGLI STESSI DELUCIDAZIONI O CHIARIMENTI, E' POSSIBILE COMUNICARE CON ME INVIANDO UN COMMENTO (cliccando sulla scritta "commenti" è possibile inviare un commento anche in modo anonimo, selezionando l'apposito profilo che sarà pubblicato dopo l'approvazione) OPPURE TRAMITE MAIL (cliccando sulla bustina che compare accanto alla scritta "commenti")







FUSIORARI NEL MONDO

Majai Phoria


UN UOMO GIACE TRAFITTO DA UN RAGGIO DI SOLE, ED E’ SUBITO SERA

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam

VIAGGIA CON RYANAIR

JE ME SOUVIENS

JE ME SOUVIENS

VILLA BERTI VIA BEL POGGIO N. 13 IMOLA http://www.villaberti.it/


Condizioni per l'utilizzo degli articoli pubblicati su questo blog

I contenuti degli articoli pubblicati in questo blog potranno essere utilizzati esclusivamente citando la fonte e il suo autore. In difetto, si contravverrà alle leggi sul diritto morale d’autore.
Si precisa che la citazione dovrà recare la dicitura "Pietro Berti, [titolo post] in http://pietrobertiimola.blogspot.com/"
E' poi richiesto - in ipotesi di utilizzo e/o citazione di tutto o parte del contenuto di uno e/o più post di questo blog - di voler comunicare all'autore Pietro Berti anche tramite e-mail o commento sul blog stesso l'utilizzo fatto del proprio articolo al fine di eventualmente impedirne l'utilizzo per l' ipotesi in cui l'autore non condividesse (e/o desiderasse impedire) l'uso fattone.
Auguro a voi tutti un buon viaggio nel mio blog.

Anchorage

Anchorage
Visualizzazione post con etichetta elezioni regionali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta elezioni regionali. Mostra tutti i post

mercoledì 31 marzo 2010

Il Pd nel vicolo cieco

Il Pd nel vicolo cieco

LUIGI LA SPINA
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7160&ID_sezione=&sezione=
Con un gioco di parole, banale ma efficace, si potrebbe dire che ha colpito, nei risultati del voto per le elezioni regionali, la voglia di protesta degli italiani. Ma il sentimento più vero e importante emerso dal verdetto è un altro: la voglia di proposta. La domanda, anzi, la giusta pretesa degli elettori di essere governati. E governati bene.La democrazia è fatta di numeri e di sintesi. Non si possono confondere, perciò, le dimensioni quantitative dei fenomeni, mettendo sullo stesso piano realtà con cifre assolutamente distanti tra loro. Né trascurare la crudele ma imparziale legge che assegna una vittoria senza ombre anche a chi prevale per un voto e una sconfitta senza giustificazioni a chi, per un voto, soccombe.E’ vero che l’astensione è stata senza precedenti nel nostro Paese e interpretarla come una disaffezione, un’accusa, anche una protesta dei cittadini contro la classe politica è certamente un’interpretazione corretta. Ma non bisogna dimenticare che, dopo una campagna elettorale deprimente e lontana dagli interessi concreti degli elettori, una ancora ampia maggioranza degli italiani è andata a votare per un ente, la Regione, che non è in cima nella graduatoria di affezione popolare. Un fenomeno, quindi, del tutto fisiologico, non drammatico nei numeri e, molto probabilmente, reversibile in votazioni politiche e amministrative più sentite. Altrettanto fisiologica e assolutamente minoritaria è la presenza di un’opposizione irriducibile e contestativa contro il generale nostro sistema dei partiti che, di volta in volta, sceglie l’estremismo movimentista, a targhe alterne, dal «girotondismo» al «grillismo».Considerate le dimensioni numeriche della protesta che si è manifestata in Italia, è forse più opportuno concentrare l’attenzione sulle intenzioni espresse da coloro che sono andati a votare per i partiti che si contendevano la posta in palio e che, cambiando le loro scelte, hanno connotato il significato dell’elezione. La sintesi è semplice e chiara: la Lega è l’unica vera vincitrice del round elettorale perché ha dimostrato, in questi ultimi anni, di non essere più un movimento di protesta, ma di offrire una vera alternativa di governo, almeno di quello locale e regionale. Il Pdl ha visto ridotto il suo bacino di consensi, nonostante le straordinarie capacità di seduzione elettorale di Berlusconi, perché una parte dei suoi simpatizzanti non è soddisfatta dei risultati del governo in questo inizio di legislatura. Il Pd non può nascondere, dietro la tenuta dei suffragi, l’amara verità: ancora una volta non ha dimostrato di sapere offrire agli italiani una concreta alternativa nazionale di governo all’asse politico, sociale, culturale rappresentato dalla coppia Berlusconi-Bossi.Le giustificazioni, come l’addebito alla lista di Grillo per la sconfitta della Bresso in Piemonte e le eccezioni, come la vittoria a Venezia di Giorgio Orsoni contro il ministro Brunetta, non possono mascherare la constatazione che il progetto politico del partito democratico è finito in un vicolo cieco: non si può pretendere di offrire agli italiani una proposta di vera alternativa nazionale di governo, se non si riesce a convincere almeno una parte delle grandi regioni del Nord. Se si subisce, nel Lazio, la candidatura della radicale Bonino e non la si porta alla vittoria in una competizione che, per le note vicende, non sembrava impossibile. Se, in Puglia, si perdono le primarie contro il candidato di un altro partito e, poi, si contribuisce a farlo vincere solo per una masochistica e clamorosa divisione del fronte avversario. In queste condizioni, alzare la bandiera della Liguria e della Basilicata, in aggiunta ai tradizionali feudi del centro Italia, per non ammettere la sconfitta è un esercizio di acrobazia dialettica che non può essere concesso neanche a una persona perbene e simpatica come Bersani.La richiesta di essere governati degli italiani andrà raccolta, perciò, da tre fronti: dalla Lega, che non dovrà deludere quelle attese di serietà, concretezza e moderato buon senso che l’hanno premiata; da Berlusconi, che non dovrà sottovalutare, per il sollievo dello scampato pericolo di una sconfitta, i segni di stanchezza e sconcerto di una parte del suo elettorato; infine, dal Pd al quale, forse, spetta il compito più difficile ma anche più importante per conservare l’equilibrio di una sana democrazia: offrire una vera alternativa di governo all’attuale maggioranza.È inutile, a questo proposito, che il partito democratico continui a cercare la soluzione cambiando il segretario. Ma è inutile pensare che senza un vero chiarimento possa uscire dalla sua condizione di un partito senza identità, con una classe dirigente invecchiata in un asfissiante logoramento di lotte intestine. Le strade sono solo due. La prima porta il Pd a rappresentare la parte maggiore dell’opposizione nel nostro Paese, con vittorie occasionali e provvisorie, frutto di errori clamorosi degli avversari. La seconda ha l’ambizione di convincere una parte dell’elettorato di Berlusconi e Bossi che l’Italia si può governare in un altro modo.

martedì 30 marzo 2010

Berlusconi: "Pensiamo alle riforme" Bersani: "Siamo pronti al confronto"

Berlusconi: "Pensiamo alle riforme" Bersani: "Siamo pronti al confronto"
"Il miglior riconoscimento per l'attività svolta dal Governo". Il premier commenta i risultati elettorali e pensa al futuro: "Adesso le riforme per lo sviluppo del nostro Paese". Il segretario del Pd: "Non è stata una sconfitta".
Il Cav: "L'amore ha sconfitto l'odio" - Bossi assopigliatutto

Polverini, vittoria di rabbia e di cuore


Polverini, vittoria di rabbia e di cuore
L'impegno di Berlusconi e l'unione della "squadra". Ecco la chiave del successo. Renata: "Ho sempre saputo che sarebbe finita così. Ho visto tanta gente in questi mesi che mi ha chiesto di cambiare e io voglio cambiare questa Regione".


Elezioni regionali ed amministrative del 28 - 29 marzo 2010


Elezioni regionali ed amministrative del 28 - 29 marzo 2010
Dati provvisori *


mercoledì 17 marzo 2010

VADEMECUM PER IL VOTO ELEZIONI REGIONALI 2010 DEL MINISTERO DELL'INTERNO

VADEMECUM PER IL VOTO ELEZIONI REGIONALI 2010 DEL MINISTERO DELL'INTERNO

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/elezioni/00934_2010_03_13_quando_e_come_si_vota.html




Elezioni regionali ed amministrative 2010: quando e come si vota, il corpo elettorale e la tessera elettoraleUn vademecum con tutte le informazioni per i cittadini che andranno a votare alle prossime elezioni del 28 e 29 marzo 2010
QUANDO SI VOTA
Domenica 28 marzo, dalle ore 8.00 alle ore 22.00, e lunedì 29 marzo, dalle ore 7 alle ore 15, nelle regioni a statuto ordinario si svolgeranno le elezioni del Presidente e del Consiglio regionale di 13 Regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria), del Presidente e del Consiglio provinciale di 4 province (Imperia, Viterbo, L’Aquila e Caserta), del sindaco e del consiglio comunale di 463 comuni (di cui 9 capoluoghi di provincia: Mantova, Lecco, Lodi, Venezia, Macerata, Chieti, Andria, Matera e Vibo Valentia) nonché dei consigli circoscrizionali. Nella medesima data si svolgerà il solo turno di ballottaggio nei comuni di Spadola (Vibo Valentia) e San Benedetto dei Marsi (L’Aquila). Le operazioni di scrutinio per le elezioni regionali avranno inizio lunedì 29 marzo, subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti per tutte le consultazioni che hanno avuto luogo; per le elezioni provinciali e comunali, lo scrutinio avrà, invece, inizio alle ore 8 di martedì 30 marzo con precedenza alle elezioni provinciali, salvo che nelle regioni Molise e Abruzzo, non interessate alle elezioni regionali, dove le operazioni di scrutinio per le elezioni amministrative avranno inizio lunedì 29 marzo, al termine delle operazioni di voto e di riscontro del numero dei votanti. In caso di effettuazione del turno di ballottaggio per l’elezione dei presidenti di provincia e dei sindaci, si voterà domenica 11 aprile, sempre dalle ore 8.00 alle ore 22.00, e lunedì 12 aprile, dalle ore 7.00 alle ore 15.00 mentre le operazioni di scrutinio avranno inizio nella stessa giornata di lunedì, al termine delle votazioni e dell’accertamento del numero dei votanti.
COME SI VOTA
ELEZIONI REGIONALI (SCHEDA VERDE) L’elettore può:
votare per una delle liste provinciali, tracciando un segno nel relativo rettangolo. Il voto così espresso s’intende attribuito anche a favore della lista regionale collegata;
esprimere un voto disgiunto, cioè tracciare un segno nel rettangolo recante una delle liste provinciali ed un altro segno sul simbolo di una lista regionale, non collegata alla lista provinciale prescelta, o sul nome del suo capolista. In tal caso il voto è validamente espresso per la lista provinciale e per la lista regionale prescelte anche se non collegate fra di loro;
esprimere un unico voto per una delle liste regionali e per il suo capolista tracciando un segno sul simbolo di una lista regionale o sul nome del capolista, senza segnare nel contempo, alcun contrassegno di lista provinciale. In tal caso s’intende validamente votata la lista regionale ed il suo capolista, mentre è esclusa ogni attribuzione di voto alla lista o alle liste provinciali collegate.
°°°°°°°°
In ogni caso, l’elettore può esprimere un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere compreso nella lista provinciale prescelta, scrivendone nell’apposita riga tracciata sulla destra del contrassegno il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita). NOTA - Le modalità di espressione del voto di cui sopra si applicano alle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio e Basilicata. Per quanto riguarda, invece, le Regioni Toscana, Marche, Campania, Puglia e Calabria le modalità di voto sono disciplinate dalle rispettive leggi regionali. ELEZIONI PROVINCIALI (SCHEDA GIALLA)
Ciascun elettore può votare:
per uno dei candidati al consiglio provinciale, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di consigliere provinciale, sia al candidato alla carica di presidente della provincia collegato;
per uno dei candidati alla carica di presidente della provincia, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per uno dei candidati al consiglio provinciale ad esso collegato, tracciando anche un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di consigliere provinciale corrispondente al contrassegno votato, sia al candidato alla carica di presidente della provincia;
per un candidato alla carica di presidente della provincia, tracciando un segno sul relativo rettangolo; il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato alla carica di presidente della provincia.
Per le elezioni provinciali non è ammesso il “voto disgiunto”, cioè il voto attribuito sia a un candidato presidente della provincia, che, contemporaneamente, ad un candidato al consiglio provinciale non collegato al candidato presidente. Per il ballottaggio il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato presidente prescelto. ELEZIONI NEI COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 15.000 ABITANTI DI REGIONI A STATUTO ORDINARIO (SCHEDA AZZURRA)
La scheda reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, al cui fianco sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato. L’elettore può votare:
per una delle liste, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito anche al candidato sindaco collegato;
per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, non scegliendo alcuna lista collegata; il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato alla carica di sindaco;
per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una delle liste collegate, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata;
per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una lista non collegata, tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata (cd. “voto disgiunto”).
L’elettore potrà altresì manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale, scrivendo, sull’apposita riga stampata sulla destra di ogni contrassegno di lista, il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) del candidato preferito appartenente alla lista prescelta. Per il ballottaggio il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato sindaco prescelto. ELEZIONI NEI COMUNI CON POPOLAZIONE SINO A 15.000 ABITANTI DI REGIONI A STATUTO ORDINARIO (SCHEDA AZZURRA)
Nella scheda è indicato, a fianco del contrassegno, il candidato alla carica di sindaco. L’elettore, con la matita copiativa, può esprimere il proprio voto: - tracciando un solo segno di voto sul nominativo di un candidato alla carica i sindaco - tracciando, un solo segno di voto sul contrassegno di una delle liste di candidati alla carica di consigliere; - tracciando un segno di voto sia sul contrassegno prescelto che sul nominativo del candidato alla carica di sindaco collegato alla lista votata. In tutti i predetti casi, il voto s’intende attribuito sia in favore del candidato sindaco alla carica di consigliere sia in favore della lista ad esso collegata. L’elettore può altresì esprimere un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale compreso nella lista collegata al candidato alla carica di sindaco prescelto, scrivendone il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e il nome e, ove occorra, data e luogo di nascita), nella apposita riga stampata sotto il medesimo contrassegno. In tal modo, il voto s’intende attribuito, oltre che al singolo candidato alla carica di consigliere comunale, anche alla lista cui il candidato medesimo appartiene nonché al candidato alla carica di sindaco collegato alla lista stessa.
CORPO ELETTORALE
I dati definitivi sul corpo elettorale, riferiti al 15° giorno antecedente la data delle votazioni, saranno acquisiti entro il 23 marzo 2010. I dati sotto riportati, provvisori, sono aggiornati in base ai risultati della revisione dinamica straordinaria delle liste elettorali al 45° giorno antecedente le elezioni. Le elezioni in 13 regioni interesseranno un corpo elettorale al momento quantificabile in 40.910.744 elettori, di cui 19.706.010 maschi e 21.204.734 femmine. Le sezioni elettorali complessive saranno 49.862. Le elezioni in 4 province interesseranno un corpo elettorale di 1.472.737 unità, di cui 713.481 maschi e 759.256 femmine. Le sezioni elettorali complessive saranno 1.893. Le elezioni in 463 comuni interesseranno 3.727.862 elettori, di cui 1.804.264 maschi e 1.923.598 femmine. Le sezioni elettorali complessive saranno 4.487. Considerando una volta sola gli enti interessati contemporaneamente a più tipi di consultazioni, il numero complessivo di elettori sarà di 41.309.965, di cui 19.900.341 maschi e 21.409.624 femmine, e il numero complessivo di sezioni di sezioni sarà di 50.421.
TESSERA ELETTORALE
Il Ministero dell’Interno ricorda che gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici elettorali di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre ad un documento di riconoscimento, la tessera elettorale personale a carattere permanente. Chi avesse smarrito la propria tessera personale, potrà chiederne il duplicato agli uffici comunali che, a tal fine, saranno aperti da martedì 23 a sabato 27 marzo, dalle ore 9.00 alle ore 19.00, mentre domenica 28 e lunedì 29 marzo, giorni della votazione, per tutta la durata delle operazioni di voto.




le schede elettorali


domenica 21 febbraio 2010

FINALMENTE, UN VERO PROFESSIONISTA DELLA POLITICA IN REGIONE!

FINALMENTE, UN VERO PROFESSIONISTA DELLA POLITICA IN REGIONE!
Le forti speranze che avevamo riposto nella caduta di questo consiglio comunale circa l’ipotesi che molti dei consiglieri di maggioranza della regione E.R. terminassero il loro percorso “politico” e tornassero finalmente a lavorare (ammesso che sappiano cosa voglia dire lavorare) purtroppo sono state disattese. Il 28 e 29 marzo 2010 si voterà per il rinnovo del Parlamentino regionale con probabile ballottaggio- e questo ce lo auguriamo tutti – due settimane dopo. Ebbene, dopo essermi espresso sulle inquietanti presenze dipietriste alle regionali, ho dovuto assistere con rammarico al fatto che i suoi alleati di ferro, “i grillini”, abbiano scelto l’esperienza, la capacità, la preparazione, l’intelligenza e soprattutto l’adeguatezza – visti i precedenti – di proporre per l’incarico di consigliere regionale Giuseppe Favia. Orbene, se Errani ha reclutato al centro, al centro-sinistra, a sinistra, all’estrema sinistra, nonché Di Pietro in cui ora si inserisce l’ulteriore presenza di questa simbiosi di nullità politica ed ideologica, è evidente che con questo si completa il quadro delle alleanze. Con una squadra del genere possono star tranquilli che potranno raggiungere una larga fetta di elettorato ma che dal punto di vista contenutistico, al di là dell’antiberlusconismo e della loro convivenza forzata – seppure in contrasto ideologico gli uni dagli altri – noi possiamo facilmente notare e prendere atto che dal punto di vista programmatico le forze politiche suddette tra loro alleate, non sono riuscite ad oggi ad avanzare, formulare e men che meno concretizzare la benché minima proposta per il bene della regione Emilia Romagna, facendo sospettare che diano per scontata la vittoria e mettano i programmi all’ultimo posto perché sarebbero in contrasto con quelli degli alleati dell’estrema sinistra. Il dubbio quanto mai legittimo sta in una domanda molto semplice, e cioè: “ma, questi signori vogliono fare la campagna elettorale evitando ogni qualsivoglia dibattito pubblico, dando tutto – ed in special modo la vittoria - per scontato senza dover ritenere di doversi confrontare con gli altri?” Bene! Si mettano il cuore in pace, perché non è intenzione delle altre forze politiche di fare altrettanto. Anzi, faremodi tutto per fargli provare i brividini nella schiena!

domenica 31 gennaio 2010

LO STRANO RAPPORTO DEL PD CON LE PRIMARIE “A MACCHIA DI LEOPARDO”

Lo statuto del PD prevede l’istituto delle primarie. Tale istituto, nonostante sia previsto, è privo di una regolamentazione cui si possa attingere per stabilire le metodologie che dovrebbero essere attuate nel corso delle votazioni. Inoltre, problematica molto importante sta nel fatto che le primarie previste all’interno dello statuto dovrebbero valere per tutte le regioni d’Italia, mentre – ma non è una novità – il PD (o presunto tale) non perde occasione per limitarle a proprio uso e consumo nelle regioni nelle quali abbia più di un candidato che si voglia presentare. Se tale norma fosse applicata senza deroghe le primarie dovrebbero essere per prima cosa regolamentate e quindi dovrebbero essere svolte in tutte le regioni d’Italia in cui si vota non solo per le regionali ma anche per tutte le altre competizioni elettorali amministrative. Un rilievo doveroso sta nel fatto che nel Lazio, regione fondamentale, delle primarie non si è neanche lontanamente parlato e questo per due motivi fondamentali: il primo sta nel fatto della assoluta irremovibilità da parte della candidata Emma Bonino a rinunciare a presentarsi per il governo della regione; il secondo sta nel fatto che in quanto a credibilità il PD non ha trovato nessuna candidatura di valore tale da poter candidare al posto della Bonino stessa. Questo comporterà la conseguenza di deviare il voto cattolico del PD, come è giusto che sia, in favore di Renata Polverini che si cumulerà insieme a quello dei moderati di centro (UDC) e a quello di molti appartenenti alla destra, essendo lei stata con onore e con coraggio la segretaria di un sindacato che - a differenza della CGIL – non è mai stato per il “no a priori” alle proposte ma per la discussione e per trovare con il Governo una soluzione giusta per i lavoratori. In terzo luogo, se si fossero svolte le primarie, il PD avrebbe preso una sonora batosta. Personalmente, di contro, ritengo al contrario la candidatura dell’ex segretario nazionale dell’UGL Polverini una grande scelta politica e mi auguro che sia lei al ballottaggio a vincere con ampio consenso. Il PD dopo la debacle che ha avuto il suo candidato in Puglia e la semplice presa d’atto dell’impossibilità di imporre un suo candidato in Lazio si trova adesso ad avere a che fare con un problema che se non riesce a risolvere in maniera credibile (e anche celere) rischia di avere brutte sorprese anche nella rossa Bologna, che si ripercuoterebbero inequivocabilmente sulle stesse elezioni regionali di fine marzo. Dulcis in fundo, comunque a Bologna le primarie le avevano fatte. Il risultato è sotto gli occhi di tu

sabato 28 novembre 2009

Regionali, l'Udc candida Galletti: corriamo da soli, ma mano tesa al Pdl


VERSO IL VOTO DI PRIMAVERA
Regionali, l'Udc candida Galletti: corriamo da soli, ma mano tesa al Pdl
Casini chiude alla Lega: «Incompatibili con chi ritiene di non dare la cassa integrazione agli extracomunitari»
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2009/28-novembre-2009/regionali-udc-candida-galletti-corriamo-soli-ma-mano-tesa-pdl-1602076695493.shtml



Sarà Gian Luca Galletti il candidato per la presidenza della Regione Emilia-Romagna dell'Udc. Un nome su cui il partito di Pier Ferdinando Casini non esclude di costruire «un’intesa più ampia, di tutti coloro che vogliono un’alternativa a questa sinistra mummificata dell’Emilia-Romagna». Mano tesa dunque al Pdl, ma chiusura netta verso una Lega Nord che «ritiene di non dare la cassa integrazione agli extracomunitari». Sono queste le parole del leader nazionale dell'Udc, che ha aperto a Bologna gli stati generali del partito riunito proprio per parlare dell’appuntamento elettorale della prossima primavera.

REGIONALI - Gian Luca Galletti, attualmente vicepresidente della commissione Bilancio della Camera «ha dimostrato nei fatti in questa regione e in Parlamento di lavorare con grandissima serietà e produttività». Secondo Casini in Emilia-Romagna «si deve cambiare aria e una discontinuità è necessaria». L’auspicio del leader dell’Udc è di poter costruire sulla candidatura di Galletti «un’intesa più ampia di tutti coloro che vogliono un’alternativa a questa sinistra mummificata dell’Emilia-Romagna». Casini ammicca «anche a chi nell’ambito del Pdl ritiene sia necessaria un'alternativa». Nessuna intesa possibile invece con la Lega Nord: «A chi ritiene di non dare la cassa integrazione agli extracomunitari non chiediamo di fare alcuna strada insieme perchè sono due idee incompatibili». Casini insiste: «A chi ha ritenuto che i problemi della sicurezza si risolvessero con le ronde non chiediamo di fare alcuna strada insieme. Perché queste sono grandi sciocchezze», conclude.

IL CANDIDATO - «Abbiamo rotto gli indugi, con il Pdl ci vogliamo confrontare sul programma». È stato il commento di Gian Luca Galletti. Nel suo intervento, dal palco degli stati generali ha avanzato le sue proposte anticrisi, tutte all'insegna della famiglia: riduzione dell’addizionale Irpef, con l’applicazione del quoziente familiare per avvantaggiare le famiglie numerose; una revisione dell’Isee, introducendo un correttivo per sostenere le famiglie al crescere del numero dei figli; riduzione dell’Irap per le imprese; e una revisione del patto di stabilità per consentire a Comuni e Province virtuosi di utilizzare parte del bilancio regionale per fare investimenti sul proprio territorio. «Su queste cose ci vogliamo confrontare, non ci interessano tanto le soluzioni politico-geografiche - ha spiegato - che spostano le cose un po' più a sinistra o un po' più a destra... ci interessano le cose che riguardano i cittadini dell’Emilia-Romagna, perchè siamo preoccupati per il futuro di questa regione». E sulla mano tesa al Pdl, Galletti ha commentato: «Vedo che il Pdl è molto in ritardo sulle candidature, dipenderà molto da cosa vogliono fare. Oggi penso che la nostra posizione sia molto chiara: abbiamo un nostro candidato in campo». E a chi ha avanzato l’ipotesi di un suo ritiro in futuro in caso di accordo, ha risposto sorridente: «Scusate, mi sono appena candidato, mi volte far già ritirare? Lo trovo un po' prematuro».


28 novembre 2009

mercoledì 4 novembre 2009

La rincorsa a Casini

le candidature per le regionali
La rincorsa a Casini
Riccardi, il fondatore di Sant'Egidio, dice no alla candidatura con il Pd. Pier vicino al Pdl, ok alla Polverini. Nel Lazio rispunta Tajani. Ma la corsa Ue di D'Alema riaprirebbe tutto

venerdì 4 settembre 2009

Regionali, si voterà il 21 e 22 marzo

Regionali, si voterà il 21 e 22 marzo

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200909articoli/46994girata.asp

Fissata la data del voto di primavera:sfida Lega-Pdl per le regioni del Nord
ROMALa campagna elettorale per le regionali è di fatto già iniziata. E oggi è arrivata anche una data per il voto. Ad annunciarla è stato il ministro dell’Interno Roberto Maroni: «Si voterà il 21 e 22 marzo: è, probabilmente, l’unica data possibile», ha detto. Dunque mancano poco più di sei mesi alla nuova tornata elettorale, che si annuncia un test cruciale per "pesare" la consistenza dei partiti, a destra come a sinistra. La forza della Lega, e di An, nel Pdl; la capacità di coagulare consenso del Pd, il ruolo dell’Udc e dell’Idv, ma anche l’incognita del partito del Sud sono alcune delle questioni rispetto alle quali le prossime regionali rappresentano una cartina al tornasole. Anche perchè i numeri sono massicci. Si torna alle urne in ben 13 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Nel precedente appuntamento elettorale di proporzioni paragonabili a quello in programma la prossima primavera, ossia le regionali del 2005 quando si votò per il rinnovo di 14 enti, il centrosinistra fece man bassa portando a casa 12 Regioni. Al centro destra ne restarono solo due, benchè di peso: Lombardia e Veneto. Dall’Emilia Romagna in giù, e il Piemonte al Nord, tutto finì sotto l’egida dell’Ulivo. Poi il panorama politico si è via via modificato. Nel 2006 in Molise Michele Iorio, centro destra, è stato riconfermato presidente. Nel 2008 si è votato in 4 Regioni: in Sicilia si è affermato Raffaele Lombardo, leader del Movimento delle autonomie, sostenuto da Pdl e Udc; in Friuli Venezia Giulia ha vinto Renzo Tondo, Pdl; in Abruzzo a conquistare la guida della giunta è stato Gianni Chiodi, anche lui Pdl; in Valle d’Aosta si è riconfermata l’egemonia dell’Union Valdotaine. E lo scorso anno in Sardegna ha vinto il centrodestra con l’elezione di Ugo Cappellacci, centrodestra, a governatore. Le elezioni comunali e provinciali del giugno scorso hanno confermano lo spostamento dell’asse politico. Molto potrebbe cambiare ancora nei sei mesi che restano da qui alle regionali. La Lega da giorni reclama almeno tre regioni. Un’istanza che ha suscitato reazioni nel Pdl, rilanciata oggi dal presidente dei deputati del Carroccio, Roberto Cota: «Io penso che la Lega abbia voti e classe dirigente per governare le tre regioni del Nord», ha detto, premettendo però che «decideranno Bossi e Berlusconi». Un leit motiv, quest’ultimo, oggi ripetuta come una parola d’ordine, tanto da Maroni, quanto da Franco Frattini. «È un negoziato serio - ha detto il ministro degli Esteri - e si deve fare così ». Altro appuntamento politico decisivo in ottobre, con il congresso del Pd e con l’elezione del nuovo segretario. E per le regioni del Sud un’altra variabile significativa è rappresentata dai vari movimenti ’neomeridionalistì che hanno preso corpo negli ultimi mesi. Dal Pdl predicano cautela. Per il coordinatore Denis Verdini «le richieste sono legittime, così come le risposte e le trattative che faremo». La Lombardia è un obiettivo primario per il Carroccio, ma il candidato del Pdl resta Roberto Formigoni. Lo stesso premier Berlusconi, d’altra parte, sarebbe più propenso a confermarlo al Pirellone che a "compensarlo" con un incarico a Roma. Più probabile, invece, è la possibilità che il Carroccio esprima il candidato in Veneto (i nomi sono quelli di Luca Zaia e Flavio Tosi), in Piemonte (il "papabile" è Roberto Cotà), mentre la terza Regione sarebbe l’Emilia Romagna (con Angelo Alessandri).

Presentazione candidature in quota UDC a Bologna - Lista Aldrovandi Sindaco

PLAYLIST MUSICALE 1^

Post più popolari

Elementi condivisi di PIETRO

Rachel

Rachel

FORZA JUVE! E BASTA. FORZA DRUGHI!

FORZA JUVE! E BASTA. FORZA DRUGHI!

GALWAY - IRLANDA

GALWAY - IRLANDA

PUNTA ARENAS

PUNTA ARENAS

VULCANO OSORNO

VULCANO OSORNO

Fairbanks

Fairbanks

Nicole Kidman - Birth , io sono Sean

Nicole Kidman - Birth , io sono Sean

DESERTO DI ATACAMA

DESERTO DI ATACAMA

Moorgh Lake Ramsey, Isle of Man

Moorgh Lake Ramsey, Isle of Man

Port Soderick

Port Soderick

TRAMONTO SU GERUSALEMME

TRAMONTO SU GERUSALEMME

Masada, l'inespugnabile

Masada, l'inespugnabile

KATYN

KATYN

I GUERRIERI DELLA NOTTE

I GUERRIERI DELLA NOTTE

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

THE WOLFMAN

THE WOLFMAN

Sistema Solare

Sistema Solare

TOMBSTONE

TOMBSTONE

coco

coco

PLAYLIST MUSICALE I^

Rebecca Hall

Rebecca Hall