Pietro Berti

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giovedì 10 marzo 2011

Emergency


Emergency è una ONG italiana, fondata nel 1994 a Milano da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti, insieme a Carlo Garbagnati [senza fonte].
Attuale presidente della ONG è Cecilia Strada[1], chiamata a ricoprire la carica che fu della madre, Teresa Sarti, fino alla morte di quest'ultima[2]. Alessandro Bertani ricopre la carica di vicepresidente[3].
Indice[nascondi]
1 Presenza operativa
2 Campagne di comunicazione e sensibilizzazione
3 Controversie
3.1 Sostenibilità del modello di sviluppo sanitario di Emergency
3.2 Posizione politica e mancanza di neutralità
3.2.1 Ruolo di negoziazione nel caso Mastrogiacomo
3.2.2 Arresto di tre operatori a Lashkar Gah
4 Note
5 Bibliografia
6 Filmografia
7 Collegamenti esterni
Presenza operativa [modifica]
Emergency è presente in Afghanistan[4], Cambogia[5], Iraq, Repubblica Centroafricana, Sierra Leone[6], Sudan, dove ha costruito e gestisce ospedali per i feriti di guerra e per emergenze chirurgiche, centri per la riabilitazione fisica e sociale delle vittime di mine antiuomo e altri traumi di guerra, un centro per la maternità, posti di primo soccorso per il trattamento immediato dei feriti, centri sanitari per l'assistenza medica di base. Tra questi vi è il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan: un centro regionale che fornisce assistenza specializzata a pazienti affetti da malformazioni e patologie cardiache ai pazienti del Sudan e dei paesi confinanti.
In Italia, a Palermo, dall'aprile 2006 Emergency ha reso operativo e gestisce un poliambulatorio, che fornisce assistenza sanitaria gratuita ai migranti. Nell'inverno del 2010 viene aperto un secondo poliambulatorio a Marghera.
Emergency ha portato a termine i suoi programmi in Ruanda, in Eritrea, a Jenin in Palestina e a Medea, in Algeria, in Kosovo, in Angola e in Sri Lanka.

Mappa dei paesi in cui Emergency è intervenuta
Emergency è intervenuta in 13 paesi dal 1994 a oggi:
7 centri medici
Anabah, Kabul, Lashkar-gah (Afghanistan), Battambang (Cambogia), Sulaimaniya, Erbil (Iraq), Goderich (Sierra Leone)
1 centro cardio-chirurgia a Karthoum (Sudan)
4 centri pediatrici
Goderich (Sierra Leone), Mayo e Nyala (Sudan), Bangui (Rep. Centrafricana)
1 centro di riabilitazione e produzione protesi a Sulaimaniya (Iraq)
1 centro maternità ad Anabah (Afghanistan)
55 FAP (First Aid Post)
re-integrazione sociale di vittime di guerra
laboratorio di tappeti per vedove (Anabah), formazione professionale (Sulaimaniya)
assistenza ai prigionieri (Afghanistan)
1 poliambulatorio a Palermo (Italia) per assistere gli immigrati
interventi una tantum in altri paesi
Ruanda (1994), Serbia (1999), Eritrea (2000), Algeria (2003), Angola (2003), Palestina (2004), Sri-Lanka (2005)
Dal 1994 al marzo 2010 Emergency ha aiutato più di 3.700.000 persone. [7]
Campagne di comunicazione e sensibilizzazione [modifica]
Parallelamente agli interventi umanitari all'estero, l'attività di Emergency in Italia è finalizzata alla creazione e diffusione di una cultura di pace, solidarietà e diritti umani. Questo lavoro è possibile grazie all'impegno sul territorio italiano di 166 gruppi e 20 riferimenti locali, con un numero di circa 4000 volontari[senza fonte]; ogni gruppo territoriale promuove nella propria zona incontri rivolti a sensibilizzare ed informare l'opinione pubblica sui temi della pace e della solidarietà: interventi nelle scuole di ogni ordine e grado, presenza con banchetti informativi e di raccolta fondi a mostre, concerti, spettacoli, partecipazione ad incontri e dibattiti con la propria testimonianza.
Dalla sua fondazione, Emergency ha preso parte a molte campagne di sensibilizzazione a livello nazionale:
nel 1994 Emergency partecipa al bando delle mine anti-uomo promosso dal Trattato di Ottawa;
nel 2001 Emergency propone l'iniziativa Uno straccio di pace, contro la guerra in Afghanistan;
nel 2002 Emergency promuove l'iniziativa Fuori l'Italia dalla guerra, una raccolta di firme online contro la guerra in Iraq;
nel 2003 Emergency aderisce all'iniziativa Fermiamo la guerra, firmiamo la pace, una raccolta di firme per proporre una legge per l'attuazione dell'art. 11 della Costituzione Italiana (che ripudia la guerra). La legge è stata portata nel parlamento italiano e, dopo una breve discussione, è stata bocciata;
nel 2008 Emergency elabora il "Manifesto per una medicina basata sui diritti umani": il documento è stato sottoscritto da alcuni paesi africani (Sierra Leone, Sudan, Repubblica Centrafricana), che riconoscono la necessità di una sanità equa, di qualità e improntata alla responsabilità sociale.
nel 2009 Emergency promuove la campagna Io non ti denuncio in difesa del diritto all'accesso alle cure per chiunque, in dissenso ad una proposta di legge depennante la norma che non permette al medico di denunciare un immigrato senza documenti bisognoso di assistenza medica in una struttura pubblica.
Emergency ha inoltre organizzato eventi di raccolta fondi e formazione interna:
Nel 1999 in occasione dei primi 5 anni dell'associazione Jovanotti, Piero Pelù e Luciano Ligabue hanno prodotto un album singolo dal titolo Il mio nome è mai più, devolvendone i proventi commerciali ad Emergency ed in particolare ai progetti umanitari in Cambogia, nei paesi della ex Jugoslavia e in Sierra Leone.
Il 28 ottobre 2006 si è svolta la prima Giornata Nazionale di Emergency; l'associazione è stata presente in oltre 290 piazze italiane con banchetti e varie iniziative locali.
Dal 2002, ogni anno, oltre mille volontari dell'associazione si ritrovano in una città italiana che ospita l'"Incontro Nazionale di Emergency". Tre giorni in cui si tengono corsi formativi per i nuovi volontari e aggiornamenti per chi invece è già "pratico".
Dall'8 al 13 settembre 2009 si è tenuto a Firenze l'incontro nazionale dei 15 anni di Emergency, per la prima volta l'incontro nazionale dei volontari è stato aperto al pubblico. Nelle serate di venerdì e sabato artisti e intellettuali tra cui Patti Smith, Jovanotti, Gianni Mura, Marco Paolini, Piero Pelù e Fiorella Mannoia hanno festeggiato al Mandela Forum con almeno 20 mila persone e volontari questo compleanno.
Dal 7 al 12 settembre 2010 all'incontro nazionale di Firenze Gino Strada ha presentato il manifesto "Il mondo che vogliamo"[8].
Controversie [modifica]
Sostenibilità del modello di sviluppo sanitario di Emergency [modifica]
Il modello di sviluppo sanitario proposto e applicato da Emergency è stato criticato a causa del suo approccio, considerato privo di sostenibilità a lungo termine, poiché non collegato ai servizi sanitari di base locali, e in grado di fornire solo risultati marginali a fronte di alte spese di mantenimento[9].
Il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan ha ricevuto particolari critiche. Il progetto è stato criticato perché costituirebbe un intervento scarsamente integrato in una realtà in cui mancano prima di tutto le strutture sanitarie di più elementare livello, e dove la cardiologia non costituirebbe la prima delle priorità. Creare un ospedale di questo tipo costituirebbe, oltre che uno spreco di investimenti, una fonte di ingenti spese di mantenimento future a fronte di risultati marginali nel livello generale di benessere sanitario di questi paesi, dove anche i benefici di cure cardiache di buon livello rischiano di essere vanificati in gran parte da altri tipi di emergenza sanitaria non attualmente affrontati[9].
Per il fatto, poi, che la ricostruzione e la sostituzione di valvole cardiache non sarebbe un'urgenza in contesti di tale povertà, Emergency annota che dal 2005 è la stessa OMS a definire le patologie cardiache come la prima causa di morte infantile in Asia e Africa per malattie non trasmissibili, la seconda in assoluto dopo l'AIDS[10].Questo accade perché circa il 50% delle persone colpite da febbri reumatiche e simili, un tipo di malattia diffusamente riscontrabile in tutto il mondo, può sviluppare a causa di questa un’infiammazione al muscolo cardiaco in grado di provocare insufficienza cardiaca anche a lungo periodo. La febbre reumatica è un’infezione organica, avviata da un processo infettivo prevalente delle prime vie aeree, che colpisce prevalentemente giovani tra i quattro e i diciotto anni; potrebbe essere facilmente curabile con antibiotici elementari, ma la maggior parte della popolazione di Africa e Asia non ha la possibilità di curarsi a causa dei costi insostenibili delle cure e dell'inaccessibilità delle strutture, difficilmente raggiungibili.
Posizione politica e mancanza di neutralità [modifica]
Emergency è stata criticata dal giornalista Sergio Romano[11] e dalla Croce Rossa Italiana[12] per mancanza di neutralità in politica estera.
Ruolo di negoziazione nel caso Mastrogiacomo [modifica]
Nel marzo 2007, durante il sequestro in Afghanistan del giornalista de La Repubblica, Daniele Mastrogiacomo, Emergency ha assunto una posizione di rilievo nelle trattative per la sua liberazione[13][14][15].
Arresto di tre operatori a Lashkar Gah [modifica]
Il 10 aprile 2010[16], tre operatori di Emergency (Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani) sono stati arrestati a Lashkar Gah, nella provincia afghana di Helmand, con l'accusa - poi rivelatasi infondata - di aver complottato per uccidere il governatore della provincia.[17] Nel corso delle operazioni della polizia afghana, coadiuvata da truppe ISAF, sono state trovate all'interno dell'ospedale gestito da Emergency cinture esplosive, granate e pistole. L'arresto dei tre ha suscitato particolare clamore. Gino Strada ha ricondotto l'operazione ad un tentativo di screditare quello che ha definito un "testimone scomodo", riferendosi alla sua organizzazione. Domenica 18 aprile 2010, i tre cooperanti di Emergency sono stati liberati, in quanto non colpevoli[18]. Non è ancora chiaro quando, come e da chi siano state introdotte le armi rinvenute nell'ospedale. Le indagini sono tuttora in corso. Il 23 aprile 2010 Gino Strada ha annunciato di aver querelato Il Giornale e Libero, con l'accusa di aver scritto che i tre operatori arrestati avrebbero confessato.[19] L'organizzazione ha, nel frattempo, sospeso le attività dell'ospedale di Lashkar Gah[20]. Il 29 luglio 2010 Gino Strada ha reso noto che il governatore della provincia di Helmand ha autorizzato la riapertura dell’ospedale di Emergency a Lashkar Gah. L’attività è ripresa il giorno stesso.[21]
Note [modifica]
^ 28/12/09 - Cecilia Strada è la nuova Presidente di Emergency. URL consultato il 2-3-2010.
^ Daniele Mastrogiacomo. «Milano, è morta Teresa Sarti Strada fondatrice e presidente di Emergency». la Repubblica, 1 9 2009. URL consultato in data 18-11-2009.
^ Ignazio Dessì. Emergency, il Vicepresidente Alessandro Bertani: "Volevano screditarci ma ne usciamo a testa alta". URL consultato il 07-09-2010.
^ Nel sud dell'Afghanistan, a Lashkar-gah, il Centro chirurgico per vittime di guerra è intitolato a Tiziano Terzani
^ Il centro chirurgico di Battambang (Cambogia) è intitolato a Ilaria Alpi
^ La corsia femminile dell'ospedale di Goderich in Sierra Leone è intitolato a "Via del Campo" in omaggio a Fabrizio De André
^ Emergency - sito ufficiale - storia
^ Emergency - Informati -settembre 2010
^ a b http://www.politichesanitarie.it/allegati/00388_2008_03/fulltext/139-142-Note-Ospedale.pdf
^ 2005 WHO Regional Committee for Africa - Documents
^ Corriere.it - Rubrica delle lettere di Sergio Romano: IL BUON LAVORO DI EMERGENCY MA NON È LA CROCE ROSSA
^ RadioRadicale.it - Intervista a Massimo Barra (presidente Croce Rossa italiana)
^ L'Unità
^ Corriere della Sera
^ Il Giornale
^ Emergency - Comunicati stampa -10 aprile 2010
^ Afghanistan, arrestati 3 operatori di Emergency Accusati di complotto - Esteri - ilGiornale.it del 10-04-2010
^ Emergency - Comunicati Stampa - 18 aprile 2010
^ Emergency: querelati Giornale e Libero - Cronaca - ANSA.it
^ Lashkar Gah, Emergency lascia l'ospedale «Hanno raggiunto il loro scopo», Corriere, 13 aprile 2010
^ Emergency torna a Lashkar Gah, oggi è una bella giornata
Bibliografia [modifica]
Gino Strada, Pappagalli verdi: cronache di un chirurgo di guerra, Feltrinelli, 1999, ISBN 8807170329
Gino Strada, Buskashì. Viaggio dentro la guerra, Feltrinelli, 2002, ISBN 8807170698
Giulietto Chiesa, Vauro, Afghanistan anno zero, Guerini e Associati, 2001, ISBN 8883352424
Emergency, Medici di guerra - Inviati di pace, Guerini e Associati, 2002, ISBN 8883353196
Vauro, Principessa di Baghdad, Guerini e Associati, 2003, ISBN 888335432X
Emergency, "E (Emergency)", Mondadori, 2005, ISBN 8804547952
Favaro, Carrer, "L'albero incantato", Carthusia, 2005, ISBN 8887212503
Favaro, La Porta, "Chi è il più forte?", Carthusia, 2005, ISBN 888721249X
Favaro, Mulazzani, "Il ragno e il gallo", Carthusia, 2005, ISBN 8887212546
Favaro, Cerri, "Gurnatalla e il gigante senza nome", Carthusia, 2005, ISBN 8887212538
Giuseppe Villarusso, "Incontro all'Afghanistan" , Arca, 2006, ISBN 888820332X
Michele Costanzo, "Architetture di pace, ospedali di guerra - Le strutture sanitarie di Emergency", Mancosu Editore, 2007, ISBN 8887017468
Raul Pantaleo, "Attenti all'uomo bianco", Eleuthera, 2007, ISBN 888949039X
Beta, Junakovic, "Se vede una scala Ninetta curiosa..." , Carthusia, 2008 ISBN 9788895443119
Filmografia [modifica]
Jung - Nella terra dei Mujaheddin (Jung (War) in the Land of the Mujaheddin), regia di Fabrizio Lazzaretti e Alberto Vendemmiati (2001)
Afghanistan: effetti collaterali, regia di Fabrizio Lazzaretti e Alberto Vendemmiati (2002)
Domani torno a casa, regia di Fabrizio Lazzaretti e Paolo Santolini (2008)
Collegamenti esterni [modifica]
Sito ufficiale
Canale su YouTube

mercoledì 9 marzo 2011

Save the Children


Save the Children è il nome con cui è nota la rete di associazioni umanitarie nazionali facenti capo a International Save the Children Alliance, organizzazione non governativa con sede a Londra.
Presente in 27 Paesi, in Italia è rappresentata da Save the Children Italia, che ha lo status di ONLUS.
L'International Save the Children Alliance ha status consultivo presso il consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.
Save the Children, al pari di altre ONG, presta aiuti immediati alle comunità in difficoltà e soccorso alle famiglie e ai bambini colpiti da disastri e catastrofi naturali, da conflitti e guerre.
Le sue attività principali sono nell'ambito dell'educazione (istruzione), nella risposta alle emergenze, la riduzione della povertà, la lotta all'Aids, la salute e il contrasto allo sfruttamento e abuso dei bambini, come il fenomeno dei bambini soldato, della tratta, dello sfruttamento sessuale.
Tra i più recenti interventi dell'organizzazione figura quello a seguito dello tsunami che il 26 dicembre 2004 colpì le popolazioni del sud-est Asia: Save the Children fu impegnata nella ricostruzione del tessuto sociale andato distrutto dalla catastrofe.
I suoi interventi hanno riguardato e riguardano la protezione dei bambini, il ricongiungimento con i familiari nel caso degli orfani, la ricostruzione del sistema scolastico.
Dopo il terremoto che ha devastato il Pakistan nell'Ottobre 2005, Save the Children si è impegnata in molti interventi di ricostruzione e protezione dei minori. Save the Children è presente in zone di guerra come Afghanistan, Libano, Palestina, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan, o in zona di post conflitto dell'area balcanica (Kosovo e Serbia).
È presente da molti anni in quasi tutti i paesi dell'Africa: in quelli colpiti più volte da siccità come l'Etiopia, o da quelli che affrontano un difficile transizione dopo anni di conflitti, come l'Angola, la Repubblica Democratica del Congo, la Somalia. O in quelli che hanno problemi sanitari gravissimi, come il Malawi (a causa della diffusione dell'HIV-AIDS).
Save the Children sviluppa progetti anche in tutto il Centro e Sud America, in tutta l'Asia e in Oceania.
L'Alliance è presieduta da un segretario generale, carica che da gennaio 2008 è ricoperta dalla svedese Charlotte Petri Gornitzka, già a capo di Save the Children nel suo Paese[1]; nella filiazione associativa del Regno Unito la massima carica esecutiva è quella di direttore generale, ricoperta da Jasmine Withbread[2] (mentre la carica di presidente è conferita ad honorem alla principessa Anna); Save the Children Italia è invece rappresentata da un presidente che, sempre da gennaio 2008, è Claudio Tesauro[3]; in Svizzera l'associazione è altresì presieduta da un responsabile, che attualmente è Asa Sjöberg, svedese.
Indice[nascondi]
1 Campagne
2 Storia
3 Il lavoro di Save the Children in Italia
4 Note
5 Voci correlate
6 Collegamenti esterni
[modifica] Campagne
Le principali campagne di Save the Children riguardano la riduzione della povertà, il contrasto al problema dei bambini soldato e l'educazione.
A tal propostito, nel settembre 2006, Save the Children ha lanciato a livello planetario una campagna denominata Riscriviamo il Futuro, con l'intento di dare istruzione di qualità a 8 milioni di bambini che vivono in aree di conflitto o post-conflitto, entro il 2010. Save the Children opera secondo un quadro di buone prassi che mettono il bambino al centro della sua attività, che tendono a farlo partecipare in maniera attiva, detto il Child Right Programming.
[modifica] Storia
Save the Children nasce a Londra nel 1919. La sua fondatrice, Eglantyne Jebb, un'infermiera volontaria, intende creare un'organizzazione in grado di alleviare le terribili sofferenze dei bambini durante la Prima Guerra Mondiale.
Eglantyne Jebb, nel 1923, scrive la prima Carta dei Diritti del Bambino, adottata dalla Lega delle Nazioni, e successivamente dalle Nazioni Unite. Sulla stessa carta, si basa la Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, del 1989.
[modifica] Il lavoro di Save the Children in Italia
Nel 1920 Save the Children ha portato sovvenzioni all'Italia come quelle per la Casa dei Bambini Sofferenti creata dal Vaticano e per la Lega Italo-Britannica. Nel 1923 alloca una somma di denaro per completare un sanatorio per bambini in Calabria, sull'Aspromonte. Si legge sul sito ufficiale che dopo la seconda guerra mondiale, Save the Children ha sostenuto la creazione di asili infantili e le formazione formazione di donne per l'insegnamento negli asili nido. La costruzione di asili infantili di Civitaluparella, in provincia di Chieti, di Lanciano e di Scandale in Calabria, è proseguita negli anni cinquanta. Negli anni sessanta assiste i terremotati del sud Italia.
Dal 1998 è presente in Italia con Save the Children Italia Onlus, che, oltre a sostenere progetti nei paesi in via di sviluppo, opera in Italia con progetti di protezione dell'infanzia.
I principali ambiti di attività in Italia sono quelli relativi ai minori migranti, non accompagnati, presenti sul territorio italiano. Altri ambiti sono quelli per i minori vittime di tratta, sfruttati sessualmente o nel lavoro minorile.
Save the Children Italia è fortemente attiva nell'Educazione allo Sviluppo e nel contrasto alla pedo-pornografia in Intenet e nella sensibilizzazione all'uso sicuro di Internet e telefonini da parte dei bambini e dei ragazzi.
È anche molto impegnata nella promozione di politiche che tutelino i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Il 26 agosto 2010 la società di calcio della Fiorentina ha annunciato l'adozione sulle proprie maglie del logo di Save the Children al posto di un vero e proprio sponsor ufficiale.[4]
[modifica] Note
^ (EN) «Charlotte Petri Gornitzka appointed Secretary General of the International Save the Children Alliance». URL consultato in data 15-9-2009.
^ (EN) People. URL consultato il 15-9-2009.
^ Save the Children Italia: Claudio Tesauro nuovo Presidente. URL consultato il 15-9-2009.
^ Fiorentina e Save the Children uniti per il futuro. ViolaChannel, 27-8-2010. URL consultato il 19-9-2010.
[modifica] Voci correlate
Child Rights Information Network
[modifica] Collegamenti esterni
(EN) Sito ufficiale Save the Children Alliance
Save the Children Italia ONLUS
(DE, FR, IT) Save the Children Svizzera

venerdì 4 marzo 2011

NO Dal Molin

Il movimento, la sua storia e finalità descritto con le sue stesse parole e tratto dal sito web http://www.nodalmolin.it/spip.php?article45
L’ultimo angolo verde nella periferia diffusa del capoluogo berico, incastonato al confine tra i comuni di Vicenza e Caldogno e attraversato dalle acque del fiume Bacchiglione dove, fino a pochi decenni fa, i ragazzini passavano le proprie estati correndo sugli argini e tuffandosi nelle acque placide del fiume.
Di fronte a sé, verso nord, la catena alpina; alle sue spalle, a sud, la Basilica Palladiana, ad appena 1.500 metri, e i tanti tesori che Vicenza ha ereditato dall’illustre architetto che ha influenzato l’architettura internazionale. È l’aeroporto Dal Molin di Vicenza, realizzato negli anni ’30 del secolo scorso, bombardato durante il secondo conflitto mondiale, sopravvissuto, grazie al suo essere terreno demaniale, alla lottizzazione e all’urbanizzazione incontrollata che ha travolto l’immagine equilibrata e razionale della città berica. In questo territorio ricco d’acqua – nel suo sottosuolo è presente la più grande falda acquifera del nord Italia – gli statunitensi hanno progettato una nuova installazione militare per riunificare la 173° Brigata Aerotrasportata e trasformarla nella più potente unità da combattimento schierata all’esterno dei confini nordamericani.
Edifici alti fino a 23 metri e mezzo, ma rigorosamente in stile palladiano; depositi di armi e centri di comando che si confondono tra centri fitness e campi da gioco; centinaia di migliaia di metri cubi di cemento progettati, secondo le dichiarazioni statunitensi, con le più moderne tecnologie di rispetto ambientale. Quel che i proponenti vorrebbero realizzare all’interno del perimetro di filo spinato è la più grande struttura militare nordamericana presente in Europa, pronta a intervenire in tempi brevissimi nei nuovi teatri di guerra che potrebbero aprirsi in Africa e in Medio Oriente, o nell’Europa orientale.
Vicenza è un territorio già fortemente militarizzato; la progettata installazione statunitense andrebbe ad affiancarsi alla caserma Ederle, situata con i suoi alti muri di cinta nel cuore di un quartiere popolare; alle installazioni sotterranee della Fontega e di Site Pluto, dove per molti decenni sono state stoccate mine atomiche pronte ad esplodere tra i colli berici per rallentare l’eventuale avanzata dell’Armata Rossa; ai depositi di mezzi e munizionamenti e al super protetto villaggio che ospita le famiglie dei militari. Territori, questi, inaccessibili alla popolazione vicentina e sottratti agli usi sociali, economici e comunitari che la popolazione potrebbe realizzare in questi angoli di città.
È un accordo segreto tra i governi italiano e statunitense a confermare l’amicizia e l’eterna riconoscenza della penisola verso l’alleato d’oltreoceano; nel 2004, infatti, i rappresentanti nordamericani avanzano le proprie richieste al governo italiano – allora presieduto da Silvio Berlusconi – che coinvolge il Sindaco Hullweck. I quali acconsentono, senza ritenere di informare la cittadinanza, alle nuove esigenze strategiche dell’esercito impegnato a esportare nel mondo la democrazia. Solo nel 2006, dopo una prima valutazione del progetto da parte del Comitato Misto Paritetico Regionale, i vicentini vengono a conoscenza dei progetti che investono il territorio in cui vivono. Pur riconoscendo che “la maggioranza della città è contraria al progetto”, l’allora Sindaco Hullweck fa approvare dal consiglio comunale un opinione favorevole alle richieste statunitensi, attraverso un ordine del giorno che porrà cinque condizioni ad oggi inapplicate. A pagare gran parte del conto sono chiamati i contribuenti che non solo sostengono il 41% delle spese di stazionamento delle truppe statunitensi in territorio italiano, ma che devono anche finanziare le opere infrastrutturali accessorie all’installazione militare, come strade, reti fognarie e elettriche. Centinaia di milioni di euro destinati a rinnovare l’ospitalità verso i soldati che ogni mattina marciano ordinati nelle strade e nelle piazze che il Palladio ha reso patrimonio dell’umanità e che la sera frequentano i locali notturni della provincia vicentina.
A dare il via libera definitivo è stato il governo presieduto da Romano Prodi, il 16 gennaio 2007; ma negli stessi mesi in cui la politica istituzionale si esibiva in inchini e baciamani verso gli emissari statunitensi, Vicenza si riscopriva una comunità legata al proprio territorio e alle bellezze architettoniche conservate nello scrigno del suo centro storico e tra i filari di alberi di suoi ultimi angoli di campagna. Migliaia di vicentini si incontravano nelle strade e nelle piazze della città, discutevano, davano vita a assemblee e manifestazioni pubbliche; il 17 febbraio 2007, 150 mila donne e uomini circondavano in un abbraccio colorato e rumoroso le mura cittadine, dichiarando collettivamente di voler resistere un minuto in più di coloro che vogliono imporre il progetto militare a una città che pretende di scrivere di proprio pugno il copione su cui progettare il domani dei propri figli.
I mesi che hanno seguito questi eventi sono ricchi di testimonianze di impegno civico e sociale per la difesa del territorio, ma anche per la realizzazione di pratiche democratiche partecipative che vedono protagonisti, in modo trasversale, donne e uomini di ogni età, professione, convinzione politica. Centinaia di iniziative attraversano i borghi della città del Palladio, mentre i cittadini creano spazi autogestiti nei quali organizzare la propria opposizione. Vicenza riceve la simpatia e la solidarietà di ogni angolo d’Italia, diventando uno dei simboli delle contraddizioni nelle quali si inceppano la politica rappresentativa e i meccanismi di delega politica.
Alla grande manifestazione del 17 febbraio 2007 seguono manifestazioni e azioni dirette, una mobilitazione europea nel dicembre dello stesso anno e due festival realizzazione nella tarda estate del 2007 e del 2008; vengono occupate simbolicamente la Basilica Palladiana (marzo 2007) e la prefettura vicentina (gennaio 2008), mentre nel gennaio 2009 i No Dal Molin occupano, per 3 giorni, l’area civile dell’aeroporto. Di fronte alla pretesa del commissario Costa di “sradicare alla radice l’opposizione locale”, i vicentini si organizzano diventando esperti di basi militari e impatti ambientali; i saperi e le conoscenze negate dai proponenti – che mantengono a lungo il segreto sui progetti – diventano un bene comune diffuso tra coloro che non credono alle rassicurazioni di chi ha la faccia tosta di mentire anche davanti all’evidenza.
Alle elezioni amministrative dell’aprile 2008, contro ogni previsione, vince la coalizione guidata dall’attuale Sindaco Achille Variati che, realizzando le proposte avanzate durante la campagna elettorale, propone al Consiglio comunale un nuovo ordine del giorno sul progetto e promuove una consultazione popolare per dar voce alla cittadinanza. Ma la consultazione popolare viene annullata, quattro giorni prima del suo svolgimento, dal Consiglio di Stato che accoglie un ricorso presentato dai favorevoli al progetto statunitense e, di fatto, dichiara l’installazione militare tematica al di fuori della dialettica democratica. L’indignazione di fronte all’ennesimo atto di arroganza porta, la sera stessa dell’annullamento, più di diecimila persone in piazza che convocano una consultazione autogestita e confermano il 5 ottobre come giornata di partecipazione democratica e decisione cittadina.
Decine di gazebo vengono allestiti da centinaia di volontari per il voto di fronte agli edifici che avrebbero dovuto ospitare le sezioni elettorali. Code interminabili colorano fin dal primo mattino la giornata di democrazia e riscatto della comunità berica, e alla chiusura dei seggi si conteranno quasi 25 mila votanti, il 95% dei quali si esprime contro la realizzazione della nuova base militare statunitense.
È una prova inappellabile di democrazia e partecipazione ai quali gli statunitensi, che si definiscono amici di Vicenza ed esportatori di democrazia, non hanno ancora risposto. Ma, nonostante ciò, nel febbraio 2009 viene aperto il cantiere per la realizzazione della nuova base statunitense: il 10 febbraio, alle 6 del mattino, decine di cittadini tentano di bloccare gli accessi all’aeroporto, ma 400 agenti in assetto antisommossa li respingono e fanno 16 fermi. Il Questore definisce i cittadini che si oppongono alla base un’associazione per delinquere e tre giorni dopo 7mila vicentini gli rispondono sfilando in corteo fin sotto le finestre del suo ufficio.
A maggio il Presidio permanente lancia una nuova mobilitazione: 4 luglio, tutte e tutti a Vicenza.
Guarda il video No Dal Molin: 2 anni di movimento
Leggi l’introduzione del decimo Quaderno di sAm, firmato da Guido Lanaro: Il popolo delle pignatte. Storia del Presidio permanente No Dal Molin (2005-2009) (inverno 2009-2010, 120 pp., con una prefazione di Ascanio Celestini).
La battarella in Veneto: ovvero com’è che a Vicenza viene in mente di protestare contro l’allargamento della base militare battendo pentole?Sfoglia il libro fotografico
CRONOLOGIA
6 agosto 2006: Prima fiaccolata di protesta contro il progetto Dal Molin
26 ottobre 2006: In consiglio comunale si discute l’approvazione del progetto della nuova base. In Piazza dei signori viene organizzata una manifestazione rumorosa di protesta, con pentole, sirene, fischietti, che si protrae per diverse ore.
2 dicembre 2006: Prima manifestazione nazionale indetta per protestare contro il nuovo insediamento militare. Partecipano oltre trentamila persone: sono presenti diverse delegazioni dal resto d’Italia, in particolare dalla Val di Susa, ma la maggior parte sono cittadini di Vicenza.
16 gennaio 2007: In seguito all’editto di Bucarest con cui il presidente del consiglio Prodi manifesta la sua non-contrarietà alla nuova base, i cittadini di Vicenza danno vita ad una fiaccolata di indignazione che si conclude con l’occupazione dei binari della stazione ferroviaria da parte di diverse migliaia di persone. La stessa notte viene eretto il tendone che ospiterà da quel giorno in avanti il presidio permanente No Dal Molin.
18 gennaio 2007: una delegazione di attivisti vicentini protesta davanti a Montecitorio a Roma.
17 febbraio 2007 : Seconda manifestazione nazionale contro il Dal Molin. In un percorso ad anello attorno al centro cittadinosfila un corteo di quasi duecentomila persone, provenienti da tutta Italia, oltre che da alcuni paesi europei e dagli Stati Uniti. La manifestazione si conclude a Campo Marzo con un grande happening a cui partecipano Dario Fo ed il gruppo rock Punkreas.
24 marzo 2007: Alcune centinaia di presidianti si recano in corteo lungo via Sant’Antonino e ripristinano la legalità recidendo dei cavi di fibre ottiche posati senza alcuna autorizzazione nelle settimane precedenti. Il sospetto diffuso è che i cavi in questione serviranno la connessione internet alla nuova installazione militare.
18 aprile 2007: Nel corso di un blitz una ventina di presidianti occupa la Basilica Palladiana, edificio simbolo di Vicenza. Gli occupanti pernottano nel loggione dell’edificio, per liberarlo il giorno seguente all’arrivo di un corteo di diverse migliaia di persone.
3 giungo 2007: All’Università di Trento si svolge il Festival dell’Economia, a cui è invitato a partecipare anche il primo ministro Prodi. Numerosi vicentini protestano sonoramente fuori dall’auditorium, mentre un manipolo di presidianti, introdottisi all’interno per assistere al convegno, interrompono l’intervento di Prodi sventolando le bandiere No Dal Molin. Cinzia Bottene viene invitata sul palco per un intervento che mette visibilmente in difficoltà il Presidente del Consiglio.
9 giugno 2007: Il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush è in visita ufficiale a Roma. I movimenti no-war italiani organizzano una grande manifestazione nazionale a Roma, che viene aperta da uno spezzone del presidio permanente No Dal Molin di Vicenza.
6-16 settembre 2007: si svolge a Caldogno la prima edizione del Festival No Dal Molin. Nel corso dei dieci giorni si susseguono concerti e dibattiti con ospiti di calibro internazionale, che assieme agli stand gastronomici richiamano al festival oltre trentamila vicentini. Sempre nel corso della manifestazione, si svolge un corteo che arriva fino all’ingresso civile dell’aeroporto, dove una delegazione riesce ad ottenere il permesso di entrare nell’area del Dal Molin per piantumare un centinaio di alberi e dare così vita al “Bosco della Pace”.
6 Novembre 2007: All’interno del Dal Molin iniziano le operazioni di bonifica dagli ordigni sepolti nel sottosuolo dalla seconda guerra mondiale. I presidianti bloccano le entrate dell’aeroporto per due giorni, impedendo l’ingresso agli addetti alle bonifiche.
23 novembre 2007: A Pozzuoli (Napoli), attivisti dei comitati campani contro le discariche e dei centri sociali di Napoli organizzano un presidio presso la ditta Strago srl*, una delle due imprese a cui sono stati appaltati i lavori di bonifica. Contemporaneamente a Firenze le donne del presidio permanente organizzano un blocco davanti ai cancelli della ABC*, l’altra ditta coinvolta nei lavori di sminamento all’interno dell’aeroporto.
11 dicembre 2007: Viene inaugurato il nuovo Teatro Comunale. Diverse centinaia di cittadini protestano all’esterno della struttura, mentre sul prato adiacente viene messa in scena l’installazione “The Wandering Cemetery" ad opera della Fattoria Artistica Antersass1.
14-16 dicembre 2007: Si svolge presso il Presidio Permanente No Dal Molin una tre giorni europea di dibattiti ed iniziative contro la militarizzazione dei territori. Intervengono attivisti provenienti da tutta Europa, ed in particolare dalla Repubblica Ceca e dalla Germania. Il 15 dicembre si svolge una manifestazione europea, a cui partecipano ottantamila persone.
16 gennaio 2008: Per celebrare l’anniversario dell’editto di Bucarest, una trentina di presidianti occupano con un blitz la sede della Prefettura, incatenandosi alla scalinata di accesso.
26 gennaio 2008: Nell’ambito del No War Global Day of Action, un’iniziativa internazionale di azione contro la guerra e le basi militari, i movimenti vicentini organizzano una spentolata presso il Villaggio Americano, dove risiedono molti militari della Caserma Ederle con le rispettive famiglie.
14 febbraio 2008: I responsabili dell’occupazione della prefettura vengono raggiunti da avvisi di garanzia. Si svolge una fiaccolata di solidarietà a cui partecipano quasi duemila persone.
08 marzo 2008: Per celebrare la festa delle donne il gruppo donne del presidio organizza una manifestazione presso Palazzo Trissino, sede del Comune di Vicenza. Vengono illustrati 194 buoni motivi per dire NO alla base. Il numero 194 si riferisce alla legge sull’interruzione di gravidanza, in quel periodo sotto attacco da alcune forze politiche.
18 giugno 2008: Il TAR si esprime in merito ad un ricorso del CODACONS e di alcuni comitati cittadini, ed accoglie la richiesta di sospensiva dell’avvio dei cantieri della nuova base. Il TAR rileva la mancanza di documentazione autorizzativa e quindi considera formalmente illegittimo il progetto riguardante l’ampliamento della Ederle, sollevando inoltre diverse questioni di carattere ambientale e politico, nella fattispecie la mancata partecipazione della popolazione locale alla decisione di approvare la costruzione della nuova base.
30 giugno 2008: Viene organizzata una manifestazione per difendere la sentenza del Tar, che sotto una pioggia scrosciante si conclude presso l’ingresso militare dell’aeroporto, in Viale Ferrarin, con un concerto dell’Osteria Popolare Berica.
01 agosto 2008: Il Consiglio di Stato prende in considerazione in tempi inusualmente brevi il ricorso presentato da alcuni parlamentari vicentini contro la sentenza del TAR: la sospensiva viene a sua volta sospesa, e quindi i lavori hanno via libera. I cittadini di vicenza scendono in piazza per protestare e nel corso di una fiaccolata a cui partecipano oltre duemila persone occupano nuovamente i binari della stazione, entrando da un ingresso ausiliario dopo essere stati respinti presso quello principale da un nutrito schieramento di forze dell’ordine.
03-14 settembre 2008: Si svolge la seconda edizione del Festival No Dal Molin, anche quest’anno arricchito da numerosi ospiti e da una vivace partecipazione popolare, nonostante il maltempo che rovina diverse serate. Il 6 settembre un centinaio di presidianti si reca in Viale Ferrarin per edificare una torretta di osservazione da cui controllare l’avanzamento dei lavori all’interno dell’aeroporto. Nonostante la manifestazione fosse stata precedentemente preannunciata e concordata con la questura, le forze dell’ordine intimano di rimuovere l’abuso edilizio (consistente in quattro tubi innocenti posati su delle basi in cemento). I presidianti si siedono a terra per difendere la torretta, e vengono attaccati con violenza in due riprese dalle forze dell’ordine, che feriscono diverse decine di persone e ne fermano sei. Il resto dei manifestanti si salva grazie all’intervento dei residenti di una casa adiacente alla strada, che invitano tutti a rifugiarsi nel loro giardino. Il 13 settembre si svolge una manifestazione a cui prendono parte quasi diecimila persone, sotto un diluvio costante che si protrae per tutta la durata del corteo.
02 ottobre 2008: Il Consiglio di Stato interviene nuovamente nella vicenda Dal Molin, approvando il ricorso presentato ancora una volta da alcuni parlamentari e politici vicentini contro il referendum organizzato dal Comune di Vicenza per il 5 ottobre. La sera stessa si svolge un corteo nel centro cittadino a cui partecipano oltre diecimila persone, che si conclude in Piazza dei Signori con un comizio del sindaco Variati, il quale annuncia pubblicamente che la consultazione si svolgerà ugualmente.
5 ottobre 2008: Come preannunciato, comune, comitati e presidio permanente organizzano una consultazione autogestita. Si vota presso dei gazebi posti in prossimità dei seggi elettorali ufficiali. Si recano a votare 24.094 vicentini (su un totale di aventi diritto di 84.340), il 95% dei quali esprimono la loro contrarietà alla costruzione della nuova base. Questo il quesito del referendum: “È lei favorevole alla adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l’avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell’area aeroportuale “Dal Molin” - ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l’integrità ambientale del sito?”
19-31 dicembre 2008: Si svolge presso il presidio permanente un festival invernale, denominato No Dal Molin Winterfest. Sotto ai tendoni della Lobia si esibiscono vari gruppi musicali, e sia la pizzeria che il ristorante funzionano a pieno regime. Il 22 dicembre l’attore Marco Paolini, assieme a Lorenzo Monguzzi ed ai Mercanti di Liquore, si esibisce nello spettacolo “Schegge dagli album”, a cui assistono diverse centinaia di persone.
10-17 gennaio 2009: In memoria dell’editto di Bucarest, e prendendo ispirazione dalle iniziative organizzate in Chiapas dal movimento zapatista (a cui tra l’altro prende parte una delegazione di presidianti), il presidio permanente proclamala Settimana della rabbia degna. Nel corso dei sette giorni si svolgono diverse iniziative di protesta e di informazione della cittadinanza.
31 gennaio 2009: Circa cinquecento presidianti occupano con un blitz il lato civile dell’aeroporto Dal Molin. Grazie alle trattative intavolate con ENAC (ente aeroportuale responsabile delle strutture) i presidianti ottengono il permesso di permanere all’interno dell’area. Viene eretto un tendone (trasportato appositamente dal presidio) presso cui vengono organizzate cene, concerti ed assemblee.
2 febbraio 2009: Circa duemila persone partecipano (sotto alla pioggia) ad una fiaccolata che si conclude presso l’ingresso civile dell’aeroprto. I presidianti abbandonano poi l’occupazione, ottenendo l’impegno da parte del Comune di Vicenza di avviare delle procedure per assicurarsi la gestione della parte del Dal Molin non coinvolta dal progetto della nuova base. L’ENAC si impegna inoltre a mettere a disposizione dei presidianti una stanza all’interno dell’aeroporto per effettuare una Valutazione di Impatto Ambientale autogestita nel caso il Governo si rifiutasse di produrne una ufficiale.
6 febbraio 2009: Un gruppo di presidianti si reca presso Viale Ferrarin per tentare di bloccare i camion che trasportano via dall’aeroporto i detriti prodotti dalla demolizione della pista di atterraggio. Per tutto il pomeriggio i presidianti provano ad impedire il transito dei mezzi, mentre le forze dell’ordine tentano di inseguirli e garantire ad i camion la circolazione.
10 Febbraio 2009: Il presidio lancia una giornata di blocco totale dell’aeroporto Dal Molin.La questura vieta sia il corteo studentesco sia il presidio dei cittadini, creando di fatto una zona rossa attorno all’ingresso militare dell’aeroporto. Le iniziative prendono il via alle sei di mattina, quando circa duecento presidianti tentano di recarsi in Viale Ferrarin per impedire l’accesso all’aeroporto ai camion. Si trovano di fronte uno schieramento di polizia di proporzioni sconsiderate: circa 400 agenti sorvegliano non solo l’accesso al Dal Molin, ma anche tutte le strade secondarie che conducono nei pressi della zona. I presidianti vengono immediatamente respinti dai dirigenti della questura, che manifestano atteggiamenti assolutamente autoritari ed illiberali, e decidono quindi di recarsi in macchina presso la ditta Carta Isnardo, responsabile dei lavori all’interno dell’aeroporto, che ha sede in provincia a Montecchio Precalcino. Giunti sul posto bloccano l’accesso allo stabilimento dell’impresa, chiedendo di incontrare un responsabile. Dopo mezzora intervengono le forze dell’ordine che sgomberano in modo molto sbrigativo il blocco. I presidianti tornano quindi in prossimità di Viale Ferrarin, dove nel frattempo si sta concludendo un corteo studentesco a cui partcipano diverse centinaia di giovani. Nel prosieguo della mattinata un gruppetto di presidianti riesce nuovamente a bloccare un camion della ditta Carta lungo il tragitto tra l’azienda ed il Dal Molin, ma nel corso dell’azione sedici attivisti vengono fermati e portati in questura, dove vengono denunciati per violenza privata aggravata.
14 febbraio 2009: Settemila cittadini, tra cui numerosi esponenti delle forze politiche di maggioranza del Consiglio Comunale, sfilano fino alla Questura di Vicenza per manifestare la loro solidarietà con gli attivisti denunciati, per difendere il diritto di manifestare e di protestare, e per denunciare le affermazioni rilasciate nei giorni precedenti dal questore Sarlo, che aveva paventato sulla stampa locale la possibilità di procedere contro i militanti del presidio permanente per il reato di associazione a delinquere.
6 giugno 2009: con un blitz un centinaio di donne e uomini entrano all’interno del Dal Molin e piantano un grande pennone con la bandiera simbolo della mobilitazione per lanciare la manifestazione del prossimo 4 luglio.
4 luglio 2009: Giornata dell’indipendenza di Vicenza - manifestazione nazionale. Dopo una vigilia caratterizzata dalle intimidazioni dei giornali e controlli a tappeto ad automobili e attivisti del presidio, 20 mila cittadini scendono in strada per gridare ad Obama (in viaggio all’Aquila in occasione del G8) "No Dal Molin? Yes, we can!". Ma all’appuntamento c’è una sorpresa: migliaia di agenti in assetto antisommossa, con i manganelli in pugno e le maschere antigas al volto, si sono schierati fin dalla mattina nell’area limitrofa al Dal Molin, smentendo le parole del questore Sarlo che nei giorni passati aveva dichiarato che il corteo sarebbe stato libero di percorrere le strade della città. Perfino la strada su cui dovrebbe passare il corteo (il percorso è autorizzato dalla questura) è occupato dalle forze dell’ordine che, di fatto, impediscono lo svolgimento della manifestazione. Sul suo cammino, quindi, il corteo è costretto ad entrare in contatto con lo schieramento che blocca il passaggio in prossimità di ponte Marchese. La Polizia, con l’usilio di lacrimogeni e sprai urticante, carica i manifestanti che si difendono con protezioni (scudi e caschi) e non riportano ferite gravi. Dopodiché le forze dell’ordine si ritirano a sufficienza affinché la manifestazione possa proseguire. I video raccontano questa giornata in cui la democrazia a Vicenza è stata sospesa. La ricostruzione dei fatti.
19 Agosto 2009: Don Albino Bizzotto inizia uno sciopero della fame presso la rotatoria di viale Ferrarin.
2-13 settembre 2009: Terzo Festival No Dal Molin. Due settimane di spettacoli, dibattiti, manifestazioni e buona cucina. Ospiti importanti come Ascanio Celestini, Africa Unite, Erri De Luca, Don Gallo, Bepi De Marzi. Incontri internazionali su Diego Garcia, Vieques, Palestina e Africom. Dibattiti sulla politica americana, il pacchetto sicurezza, la gestione del terremoto all’Aquila. La contestazione al comizio della Lega Nord a Venezia, per contestare la sua politica del "paroni a casa nostra" che poi abbassa la testa di fronte alla svendita di Vicenza agli Usa. E per finire c’è chi alza bandiera bianca: a 16 mesi dall’elezione a Sindaco di Vicenza con la promessa di "ostacolare con ogni mezzo il cantiere", Achille Variati si arrende e annuncia che inizierà la politica delle compensazioni.
18 settembre 2009: 1500 persone partecipano alla fiaccolata contro la direttiva Maroni che vieterebbe le manifestazioni in centro storico.
22 settembre 2009: In serata cinque donne entrano nel Dal Molin per abbeverare le piante del Parco della Pace. Il giorno successivo un’altra donna entra nel cantiere interrompe la battipali. I continui ingressi nella base dimostrano la debolezza del tentativo di presidare il cantiere.
27 ottobre 2009: Ingresso al parco della Pace. Un centinaio di cittadini entra all’interno dell’area del Dal Molin per proseguire nella realizzazione del parco pubblico, nella stessa area in cui tre anni prima furono piantati 150 alberi.
8 novembre 2009: Sopralluogo al cantiere: quaranta persone, tra cui i consiglieri Bottene e Rolando, percorrono il perimetro del cantiere e attestano lo scempio: decine di alberi secolari abbattuti, al loro posto gru e ruspe. Il suono della battipali fa da sottofondo.
11 novembre 2009: Semina di S.Martino: il noto pacifista Turi Vaccaro e una donna vicentina, Agnese, entrano nel cantiere e piantano simbolicamente dei semi. La scelta della data non è casuale: «L’esempio di S.Martino – scrive Turi –, vescovo che abbandonò la divisa dell’esercito romano, ci è di sprone. Con metà del suo mantello donato al povero ci ricorda che ogni euro speso in armamenti è tolto ai poveri e a tutti i bisognosi». I due sono stati portati al comando Setaf della Ederle: Agnese viene rilasciata la sera stessa. Turi è portato al carcere di S.Pio X.
7 dicembre 2009: Una numerosa delegazione di vicentini si imbarca su un aereo per Oslo: l’obiettivo è contestare Barack Obama, al quale è assegnato il Premio Nobel per la Pace.
16 gennaio 2010: Terzo compleanno per il Presidio No Dal Molin. I presidianti vogliono festeggiare con un sit-in nel piazzale antistante la stazione , ma la Questura nega il permesso. E tre. Mentre all’esterno il popolo delle pentole canta, all’interno della stazione una cinquantina di attivisti saliti a Grisignano scendono dal treno e occupa l’ufficio di Trenitalia con la richiesta di inviare alle dirigenze un fax con il comunicato di solidarietà al movimento No Tav.
31 gennaio 2010: Sarà lònga! Cinquanta attivisti del Presidio entrano nel cantiere e si incatenano ai macchinari. Tre di loro si arrampicano su una gru. Nel frattempo altre persone accorrono e documentano lo stato allarmante del cantiere: i numerosi pali conficcati nel terreno hanno alzato il livello della falda, l’acqua affiora a livello terreno in molte parti.Il Presidio consegna le foto al Sindaco, formalizza 10 domande che vengono depositate in Prefettura e si reca negli uffici della Vinca a Venezia. Paolo Costa non proferirà parola per settimane.
8 marzo 2010: in occasione della festa della Donna, una quarantina di donne del Presidio entrano negli uffici dell’«Army contracting agency - Regional contracting office» a Lerino, per denunciare la presenza di questo centro progettuale operativo, tassello importante per trasformare Vicenza nella più grande base militare europea.
19 marzo 2010: Dopo aver visionato le foto e i documenti consegnati da Alberto Peruffo, l’Unesco scrive all’Italia: "La base Usa ci preoccupa".
20 marzo 2010: Duecentomila persone partecipano alla manifestazione per l’acqua pubblica organizzata a Roma. Tra loro, anche il popolo delle pentole, da sempre attento al tema dell’acqua e dei beni comuni.
28 marzo 2010: gli Operai dell’Altrocomune ripristinano il libero passaggio lungo l’argine pubblico, rimuovendo la rete priva di autorizzazioni che era stata realizzata per impedire ai vicentini di vedere le tante illegalità in corso nel cantiere statunitense.
24 aprile 2010: In occasione della festa della Liberazione, un centinaio di attivisti entrano nel Parco della Pace e vi restano per due giorni di giardinaggio e cura del futuro parco. Con una sospresa: i Carabinieri si presentano con pistole in mano. A più riprese si lotta contro il tentativo di creazione di un vertiporto nel lato civile del Dal Molin destinato al Parco per la Pace. "Non ci regaleranno il parco? Lo costruiremo noi vicentini".
martedì 24 febbraio 2009

giovedì 24 febbraio 2011

Legambiente


Legambiente è un'associazione ambientalista italiana erede dei primi nuclei ecologisti e del movimento antinucleare che si sviluppò in Italia e in tutto il mondo occidentale nella seconda metà degli anni '70. Nata nel 1980 nell'ambito dell'ARCI, da cui si è successivamente resa autonoma, e conosciuta inizialmente come Lega per l'Ambiente, ha poi modificato il nome in Legambiente per evitare confusione con altri movimenti.
Nel DNA dell'associazione, alcuni tratti originali che ne segnano ancora oggi l'identikit:
L'ambizione di "pensare globalmente, agire localmente", cioè di intrecciare la questione ambientale con le necessità e le aspirazioni dei cittadini in carne e ossa e con i problemi specifici della società italiana;
L'ambientalismo scientifico, fatto della scelta di fondare ogni iniziativa per la difesa dell'ambiente su una solida base di dati scientifici e di accompagnare tutti i "no" con l'indicazione di alternative concrete, realistiche, praticabili;
Un'attenzione prioritaria ai problemi legati al degrado ambientale ed urbanistico delle città e al nesso tra economia e ambiente;
Un interesse costante per i temi dell'educazione e della formazione dei cittadini;
Un approccio originale ed innovativo alle questioni legate alla conservazione della natura e alla politica delle aree protette, ispirato all'obiettivo di fare di parchi, oasi, riserve i primi laboratori di uno sviluppo economico e turistico equilibrato e sostenibile.
Questo ha garantito il profondo radicamento di Legambiente nella società, fino a farne l'organizzazione ambientalista con la diffusione più capillare sul territorio: oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali.
Legambiente è riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare come associazione di interesse ambientale; fa parte dell'Ufficio Europeo dell'Ambiente, l'organismo che raccoglie tutte le principali associazioni ambientaliste europee e dell'International Union for Conservation of Nature. È riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri come ONG di sviluppo.[1]
Indice[nascondi]
1 Attività
1.1 Il disastro di Chernobyl e la mobilitazione contro il nucleare
1.2 Goletta Verde
2 Personalità
3 Voci correlate
4 Note
5 Collegamenti esterni
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[modifica] Attività
In trenta anni di attività Legambiente ha organizzato campagne di monitoraggio ambientale in Italia (Goletta Verde, Treno Verde, e altre) e attività di volontariato (Spiagge pulite, Puliamo il Mondo).
Legambiente ha organizzato campagne di educazione ambientale, ha promosso e fatto crescere la mobilitazione contro lo smog e il referendum del 1987 contro il nucleare, ha combattuto contro l'abusivismo edilizio e alzato il velo sulle discariche abusive di rifiuti e sull'azione delle ecomafie.
L'associazione promuove, fra l'altro, l'utilizzo di energie alternative e rinnovabili, il risparmio energetico, la salvaguardia di alcune aree protette, la lotta al traffico illegale dei rifiuti. Ogni anno elabora un'accurata analisi sulla situazione dell'ambiente in Italia (Ambiente Italia).
Dal 2004 Legambiente organizza inoltre Voler Bene all'Italia, un'iniziativa per la tutela e la valorizzazione della Piccola Grande Italia, ovvero i Comuni con meno di 5.000 abitanti che rappresentano una parte importante del patrimonio storico e culturale italiano.
L'associazione pubblica il mensile La Nuova Ecologia.
[modifica] Il disastro di Chernobyl e la mobilitazione contro il nucleare
Il 26 aprile 1986 un incidente nella centrale nucleare di Chernobyl (Ucraina) sprigiona una nube radioattiva che attraversa mezza Europa. In Italia le prime reazioni delle fonti ufficiali tendono a minimizzare. La Rivista La Nuova Ecologia e la Lega per l'Ambiente, ai primi di maggio, rendono noti durante una conferenza stampa i dati che documentano la presenza preoccupante di radionuclidi su molte aree del paese. Nei giorni successivi le autorità vietano il consumo degli alimenti più a rischio come latte e insalata[2]. Il 10 maggio a Roma una grande manifestazione popolare a cui partecipano più di 200.000 persone segna il primo passo verso il referendum che l'anno successivo porta all'abbandono dell'energia nucleare in Italia.
La mobilitazione contro il nucleare rappresenta un punto di svolta nella storia dell'ambientalismo italiano: per il Il referendum del 1987 vengono raccolte in pochi mesi oltre un milione di firme, la Lega per l'Ambiente e il WWF raddoppiano i soci, mentre alle elezioni politiche del 1987 i Verdi ottengono quasi un milione di voti[3].
[modifica] Goletta Verde

La Goletta verdenel golfo di Palermo (agosto 2007)
Sempre nel 1986 si svolge per la prima volta la campagna Goletta Verde, un viaggio da Sanremo a Trieste lungo i 4.000 chilometri di coste italiane per verificare lo stato di salute delle acque di balneazione. La campagna, organizzata assieme alla rivista l'Espresso (che pubblica ogni settimana i dati dei rilevamenti effettuati) rappresenta il primo studio sull'inquinamento marino in un'epoca in cui le autorità preposte al controllo non erano ancora in grado di dare un quadro della situazione del mare. In ogni località in cui fa tappa l'imbarcazione ambientalista (nella prima edizione sono 45) vengono organizzate conferenze stampa e dibattiti sullo stato di salute del mare.
Negli anni successivi, anche in conseguenza dello stimolo rappresentato dalla campagna ambientalista, vengono gradualmente potenziate le strutture di controllo pubbliche, perciò Goletta Verde cambia lentamente fisionomia, passando dalla sola azione di check-up delle condizioni del mare (che pure rimane) a iniziative a più ampio spettro: promozione delle attività dell'associazione e denuncia di abusivismo edilizio, cementificazione selvaggia delle coste, scarichi illegali. Tra i risultati più noti di questa azione di denuncia si possono segnalare l'abbattimento dell'Hotel Fuenti a Vietri sul Mare e della saracinesca di Punta Perotti (Bari).
Il testimonial ufficiale del progetto Goletta Verde è l'attore Domenico Fortunato[4].
[modifica] Personalità
I personaggi più noti provenienti dall'associazione:
Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale dal congresso di Roma del 2007.
Rossella Muroni, direttrice generale dal congresso del 2007.
Maurizio Sacconi, primo presidente dell'Associazione.
Chicco Testa, prima segretario e poi presidente dell'Associazione all'inizio degli anni '80.
Ermete Realacci, presidente dal 1987 al 2003, e in seguito presidente onorario di Legambiente. Eletto nel 2001 alla Camera dei deputati è stato presidente della Commissione Ambiente della Camera nella XV Legislatura per conto della Margherita.
Laura Conti (1921-1993), medico, figura storica dell'ambientalismo italiano, fu tra i primi a interessarsi dell'incidente di Seveso del 1976. È stata inoltre presidente del comitato scientifico della Lega per l'Ambiente.
Fabrizio Giovenale (1918-2006), urbanista, scrittore, ambientalista. Tra i fondatori della Lega per l'Ambiente e firma storica de La Nuova Ecologia.
Roberto Della Seta, è stato presidente nazionale dal congresso di Roma del 2003 al congresso del 2007. Dal 29 aprile 2008 siede in Parlamento nel gruppo del PD.
Francesco Ferrante, direttore generale dal 1995 al 2007, Senatore dal 2006 al 2008 per la Margherita, è stato capogruppo dell'Ulivo in Commissione Ambiente al Senato durante la XV Legislatura. Nel Novembre 2009 è rientrato al Senato nel gruppo del PD.
Andrea Poggio, vicedirettore nazionale, è stato tra i fondatori della rivista La Nuova Ecologia.
Maurizio Gubbiotti responsabile del dipartimento internazionale.
[modifica] Voci correlate
Festambiente
La Nuova Ecologia
Fare ambiente
CEAG
[modifica] Note
^ Organizzazioni non governative idonee, lista sul sito del Ministero degli Affari Esteri http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/pdgcs/italiano/Partner/ONG/ONG.asp (consultato nel gennaio 2011)
^ "Allarme Atomico", La Nuova Ecologia, giugno 1986
^ Roberto Della Seta, La difesa dell'ambiente in Italia, FrancoAngeli 2000
^ Domenico Fortunato. URL consultato il 08-11-2008.
[modifica] Collegamenti esterni
Direzione Nazionale di Legambiente, sito ufficiale
Legambiente Online, le iniziative di Legambiente sul territorio
Stop The Fever, Fermiamo la febbre del pianeta
Legambiente Turismo
Vivi con Stile
Puliamo il Mondo
Legambiente Lombardia
Legambiente Emilia Romagna

mercoledì 16 febbraio 2011

La Croce Rossa Italiana (C.R.I.)




La Croce Rossa Italiana (C.R.I.) è la Società Nazionale del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa operante nel territorio della Repubblica Italiana.
Indice[nascondi]
1 Denominazione ufficiale
2 Storia
2.1 Dirigenza
3 La struttura organizzativa
3.1 Il Comitato Centrale
3.2 I Comitati Regionali
3.3 I Comitati Provinciali
3.4 I Comitati Locali
4 Le attività
5 L'emblema
6 Principi fondamentali
7 Componenti
8 Onorificenze
9 Note
10 Bibliografia
11 Voci correlate
12 Collegamenti esterni
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[modifica] Denominazione ufficiale
Croce Rossa Italiana (abbreviato C.R.I.), denominazione italiana, riportata sulle divise, sui mezzi e sul materiale divulgativo;
Associazione Italiana della Croce Rossa, denominazione ufficiale utilizzata nello Statuto;
Italienisches Rotes Kreuz (abbreviato IRK), in tedesco, denominazione utilizzata nella Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige, oltre a quella in italiano;
Croix-Rouge italienne (abbreviato C.R.I.), in francese, denominazione utilizzata nella Regione Autonoma Valle d'Aosta, oltre a quella in italiano;
Italijanski rdeči križ (abbreviato I.R.K.), in sloveno, per i comuni delle provincie di Trieste, Gorizia e Udine il cui statuto prevede il bilinguismo italiano/sloveno, oltre a quella in italiano;
Italian Red Cross (abbreviato IRC), in inglese, utilizzata internazionalmente e presso la Federazione.

Ambulanza con scritte bilingui italiano/francese a Aosta.
[modifica] Storia
La Croce Rossa Italiana viene fondata con il nome di Comitato dell'Associazione Italiana per il soccorso ai feriti ed ai malati in guerra a Milano il 15 giugno 1864. Nel 1872 viene trasferita a Roma, dove si costituisce il Comitato Centrale. Durante la sua storia la CRI viene prima classificata tra gli enti pubblici parastatali (1975), fino a diventare nel 1980 ente privato di interesse pubblico.
Dal 1980 la C.R.I. è stata soggetta ad un lungo periodo di commissariamento, durante il quale le mansioni di competenza degli organi ordinari sono state svolte da diversi Commissari Straordinari di nomina governativa, che si sono succeduti per 18 anni. Il commissariamento si è risolto nel 1998, con la promulgazione di un nuovo Statuto dell'Ente che prevedeva la possibilità di svolgere l'elezione degli Organi di governo interni e l'on. Mariapia Garavaglia (ultima commissaria in carica) è stata eletta Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana. Nel 2003 la Croce Rossa Italiana è stata nuovamente commissariata dal Governo Berlusconi 2 ed è stato nominato Commissario Straordinario, l'avv. Maurizio Scelli. Nel 2005 a seguito dell'emanazione di ulteriore nuovo Statuto, è stato eletto come Presidente Nazionale Massimo Barra, in carica fino al 30 ottobre 2008. In tale data, con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, è stato nominato Commissario Straordinario l'avv. Francesco Rocca.[1]
Il primo "Comitato dell'Associazione Italiana per il soccorso ai feriti ed ai malati in guerra" si costituisce a Milano ad opera del Comitato Medico Milanese dell'Associazione Medica Italiana il 15 giugno 1864, ben due mesi prima della firma della Convenzione di Ginevra. Questo inizia subito la sua attività sotto la presidenza del dottor Cesare Castiglioni, il quale, due mesi dopo la costituzione del Comitato, viene chiamato a Ginevra, insieme ad altri delegati italiani, per esporre quanto fatto a Milano e cosa pensa di fare in avvenire in favore dei feriti e dei malati in guerra. Il 22 agosto 1864 viene sottoscritta, anche dall'Italia, la Convenzione di Ginevra.
Il giorno 11 dicembre dello stesso anno si tiene, a Milano, un congresso in cui si approva il regolamento del Comitato di Milano come Comitato Centrale per il coordinamento delle attività dei costituendi nuovi comitati.
Il 20 giugno 1866 l'Italia dichiara guerra all'Austria e le prime quattro "squadriglie" di volontari partono alla volta di Custoza.
Da allora la Croce Rossa Italiana è sempre presente e attiva nei conflitti che vedono impegnata l'Italia, sino alla seconda guerra mondiale.
Nello stesso tempo si occupa della lotta alla tubercolosi e alla malaria. Crea stazioni, ambulatori e ambulanze antimalariche nelle Paludi Pontine, in Sicilia e in Sardegna.
Da allora la C.R.I. è presente su tutto il territorio nazionale, operando nelle emergenze quotidiane, nell'assistenza ai bisognosi ed anche nelle maxi-emergenze, a partire dal terremoto di Ischia agli inizi del 1900 e presente in tutti gli eventi catastrofici naturali e/o originati dall'uomo del nostro Paese, in applicazione del motto "Primi ad arrivare, ultimi a ripartire".
Assieme alle molteplici attività ed opere svolte in Italia, nei campi della sanità, l'assistenza sociale, la protezione e la difesa civile, la CRI è storicamente attiva e partecipe ai programmi di solidarietà umanitaria in campo internazionale, al fianco delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, sotto il coordinamento degli organismi internazionali del Movimento.
[modifica] Dirigenza
Presidenti/Commissari straordinari
Cav. Dott. Cesare Castiglioni, Presidente del Comitato Milanese avente funzioni di Comitato Centrale (1863 - 1875);
Sen. Nob. Enrico Guicciadi, Presidente Generale (21.3.1875 - 6.11.1884);
Sen. Ten. Gen. Conte Raffaele Cadorna, Presidente Generale (6.11.1884 - 23.10.1886);
Sen. Conte Gian Luca Cavazzi della Somaglia, Presidente Generale (23.10.1886 - 6.3.1896);
Sen. Conte Ten. Gen. Rinaldo Taverna, Presidente Generale (9.4.1896 - 6.5.1913);
Sen. Conte Gian Giacomo Cavazzi della Somaglia, Presidente Generale (11.5.1913 - 18.7.1918);
Sen. Conte Avv. Giuseppe Frascara, Presidente Generale (2.5.1918 - 4.08.31919);
Sen. Avv. Giovanni Ciraolo, Presidente Generale (5.8.1919 - 23.7.1925);
Sen. Ing. Marchese Carlo Centurione Scotto, Presidente Generale (1.8.1925 - 1.2. 1927);
On. Prof. Giacomo Acerbo, Presidente Generale (10.2.1927 - 25.4.1927);
Prefetto Dott. Francesco Piomarta, Commissario Regio (26.4.1927 - 20.8.1928);
Sen. Cav. di Gr. Cr. Filippo Cremonesi, Presidente Generale (20.8.1928 - 1.5.1940);
Sen. Prefetto Cav. di Gr. Cr. Dott. Giuseppe Mormino, Presidente Generale (1.5.1940 - 25.7.1943);
Sen. Gen. Carlo Boriani, Presidente Generale (1.8.1943 - 1.10.1943);
Prefetto Dott. Alberto Varano, Presidente Generale (1.10.1943 - 4.6.1944) e poi fino al 3.8.1944 presso il Comitato Centrale ad Aprica;
Prof. Dott. M. Jungano, Regio Commissario del Regno del Sud a Brindisi, (Giugno/Agosto 1944);
Sen. Dott. Umberto Zanotti Bianco, Presidente Generale (3.8.1944 - 12.7.1949);
On. Prof. Mario Longhena, (12.7.1949 - 12.8.1957);
Gen. C.A. Guido Ferri, Presidente Generale (12.8.1957 - 25.6.1964);
Dott. Guido Potenza, Commissario Straordinario (7.7.1964 - 30.3.1965);
Dott. Guido Potenza, Presidente Generale (31.3.1965 - 15.1.1970);
Dott. Pietro Quaroni, Presidente Generale (16.1.1970 - 2.2.1971);
Dott. Adalberto Galante, Commissario Straordinario (3.2.1971 - 15.12.1972);
Dott. Lorenzo Loré, Presidente Generale (16.12.1972 - 11.9.1974);
Dott. Carlo Alberto Masini, Presidente Generale (17.4.1975 - 15.2.1977);
Dott. Angelo Savini Nicci, Presidente Generale (15.2.1977 - 24.5.1981);
Dott. Giovanni Jula, Commissario Straordinario (25.5.1981 - 17.2.1982);
Dott. Ugo Taverniti, Commissario Straordinario (18.2.1982 - 7.7.1987);
Dott. Vittorio Carra, Commissario Straordinario (8.7.1987 - 29.3.1989);
Prof. Luigi Giannico, Commissario Straordinario (27.4.1989 - 23.5.1995);
Sen. Prof.ssa Mariapia Garavaglia, Commissario Straordinario (24.5.1995 - 4.4.1998);
Sen. Prof.ssa Mariapia Garavaglia, Presidente Generale (5.4.1998 - 28.10.2002);
Amb. Prof. Staffan de Mistura, Commissario Straordinario (29.10.2002 - 4.12.2002);
Avv. Maurizio Scelli, Commissario Straordinario (5.12.2002 - 10.12.2005);
Prof. Dott. Massimo Barra, Presidente Nazionale (28.12.2005 - 30.10.2008);
Avv. Francesco Rocca, Commissario Straordinario (31.10.2008 – in carica).
Segretari/Direttori Generali
Comm. Vincenzo Maggiorani, Segretario Generale;
Comm. Emilio Serny, Segretario Generale;
Comm. Fruttuoso Bechi, Consigliere di Stato, Segretario Generale;
Comm. Antonio Ridolfi, Segretario Generale;
Sen. Ten. Gen. Med. Dott. Giuseppe Brezzi, Direttore Generale dal 1910 al 1920;
Gen. Med. Prof. Cesare Baduel, Direttore Generale dal 1920 al 1931;
Gr. Uff. Rag. Oscar Davanti, f.f. di Direttore Generale dal 1935 al 1944;
Col. Ing. Giuseppe Piazzo, Direttore Generale dal 1945 al 1946;
Marchese Don Ugo Theodoli, Segretario Generale dal 1946 al 1948;
Ing. Giovanni Battista Vicentini, Direttore Generale dal 1947 al 1950;
Prof. Avv. Edoardo Roccetti, Direttore Generale dal 1950 al 1953;
On. Sen. Secondo Pessi, Direttore Generale dal 1964 al 1965;
On. Carlo Ricca, Direttore Generale dal 1965 al 1984 (anno del decesso);
Dott.ssa Clotilde Manuelli, Direttore Generale f.f. dalla morte di Ricca fino 1985;
Amm. Prof. Renato Pons, Direttore Generale dal 1985 al 1995;
Dott. Ezio Gallone, Direttore Generale dal 1º marzo 1995 al giugno 1998;
Dott. Mario Acciaioli, Direttore Generale dal giugno 1998 al luglio 1999 (data delle dimissioni);
Dott. Mario Acciaioli, Direttore Generale in carica fino al dicembre 1999;
Dott. Bruno Sciotti, Direttore Generale dal 1.1.2000 al 31.12.2001;
Dott. Mario Acciaioli, Reggente Generale dal 1.1.2002 fino all’aprile 2002;
Dott. Dino Cosi, Direttore Generale dall’aprile a novembre 2002;
Vice Prefetto Dott.ssa Vittoria Cardilli, Direttore Generale dal novembre 2002 a agosto 2003;
Dott. Tommaso Longhi, Direttore Generale da agosto 2003 al 28.5.2006;
Dott. Claudio Acciaioli, Direttore Generale dal 1.6.2006 al 31.12.2006;
Dott. Andrea Des Dorides, Direttore Generale dal 1.1.2007 al 13.11.2008;
Dott. Claudio Acciaioli, Reggente Generale dal 14.11.2008 al 1.12.2008;
Dott.ssa Patrizia Ravaioli, Direttore Generale dal 1.12.2008 al IN CARICA
Dott. Leonardo Carmenati, Direttore Generale f.f. dal 23.07.2009 al 31.12.2009 (per maternità di Ravaioli)
[modifica] La struttura organizzativa
La Croce Rossa Italiana è un'associazione con personalità giuridica riconosciuta. La struttura organizzativa è stata disegnata dal nuovo statuto del 2005 e consiste in una struttura piramidale comprendente un Comitato Centrale (con sede a Roma, in via Toscana), i Comitati Regionali, i Comitati Provinciali ed i Comitati Locali. Fanno parte di detta struttura anche i Centri di Mobilitazione che raggruppano anche più regioni e svolgono il compito di comando delle componenti militari.
[modifica] Il Comitato Centrale

La bandiera della Croce Rossa
Il Comitato Centrale è composto da:
l'Assemblea nazionale
il Consiglio Direttivo nazionale
il Presidente nazionale
il Collegio unico dei revisori dei conti
I suoi compiti sono:
il coordinamento delle attività dell'Associazione a livello nazionale e internazionale;
l'amministrazione del patrimonio;
la vigilanza sui comitati regionali.
[modifica] I Comitati Regionali
I comitati regionali sono composti da:
l'Assemblea regionale
il Consiglio Direttivo regionale
il Presidente regionale
I suoi compiti sono:
l'indirizzamento e la vigilanza sulle attività dell'Associazione nel territorio della regione e il coordinamento dei Comitati Provinciali.
[modifica] I Comitati Provinciali
I comitati provinciali sono composti da:
l'Assemblea provinciale
il Consiglio Direttivo provinciale
il Presidente provinciale
I suoi compiti sono:
la promozione, lo svolgimento e il coordinamento dell'attività dell'Associazione nel territorio della provincia e la vigilanza sui Comitati Locali
[modifica] I Comitati Locali
I comitati locali sono composti da:
l'Assemblea locale
il Consiglio Direttivo locale
il Presidente locale
I suo compiti sono:
la promozione e lo svolgimento delle attività dell'Associazione nel territorio di competenza.
[modifica] Le attività

Motoveicolo leggero da neve "Pozza Alpenscooter" della Croce Rossa Italiana
La Croce Rossa Italiana, secondo il suo statuto, svolge attività sia in tempo di pace che in tempo di guerra:
partecipa, in conformità alle Convenzioni di Ginevra, allo sgombero ed alla cura dei malati e dei feriti, allo sgombero delle vittime, allo svolgimento delle attività sanitarie connesse alla difesa civile;
disimpegna la ricerca e l'assistenza dei prigionieri di guerra, degli internati, dei dispersi, dei profughi, dei deportati e dei rifugiati;
promuove e diffonde l'educazione sanitaria e la cultura di protezione civile;
organizza e svolge attività di assistenza socio-sanitaria a popolazioni nazionali e straniere durante calamità ed emergenze;
svolge i compiti di struttura operativa nazionale di protezione civile, in ambito sanitario ed assistenziale, in caso di maxiemergenze;
organizza e svolge servizio di primo soccorso e trasporto infermi, nonché di servizi socio-assistenziali a livello nazionale, regionale, provinciale e locale;
promuove la donazione del sangue, organizzando le attività dei donatori volontari;
collabora con le Forze Armate per organizzare il servizio di assistenza sanitaria;
promuove ai giovani e ai giovanissimi le attività, i principi, le finalità della Croce Rossa;
promuove e diffonde i principi umanitari propri della Croce Rossa Internazionale e del diritto internazionale umanitario (DIU);
aderisce al Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa;
è membro del Rome Consensus per la lotta alla tossicodipendenza.
partecipa alla gestione dei Centri di identificazione ed espulsione, attirandosi le critiche di singole individualità, gruppi antirazzisti e umanitari per alcuni episodi poco chiari capitati proprio all'interno dei C.I.E[2].
[modifica] L'emblema
L'emblema della Croce Rossa Italiana (art. 7 dello Statuto) è una croce rossa su fondo bianco. La scelta di questo emblema (che caratterizza il Movimento Internazionale, insieme alla Mezzaluna Rossa) è stata ispirata dalla bandiera della Svizzera (infatti ne è l'inversione dei colori), in onore della nazione che ospita il Comitato Internazionale retto da soli cittadini Svizzeri a simbolo della neutralità dell'organizzazione.
[modifica] Principi fondamentali
I principi fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (e quindi anche della Croce Rossa Italiana, come dispone l'art. 1 dello Statuto) sono:
Umanità:"Nata dall'intento di portare soccorso senza discriminazioni ai feriti sui campi di battaglia, la Croce rossa, in campo internazionale e nazionale, si adopera per prevenire e lenire in ogni circostanza le sofferenze degli uomini, per far rispettare la persona umana e proteggerne la vita e la salute; favorisce la comprensione reciproca, l'amicizia, la cooperazione e la pace duratura fra tutti i popoli"
Imparzialità:"La Croce Rossa non fa alcuna distinzione di nazionalità, di razza, di religione, di condizione sociale e appartenenza politica. Si adopera solamente per soccorrere gli individui secondo le loro sofferenze dando la precedenza agli interventi più urgenti"
Neutralità:"Al fine di conservare la fiducia di tutti, si astiene dal prendere parte alle ostilità e, in ogni tempo, alle controversi di ordine politico, razziale, religioso e filosofico"
Indipendenza:"Il Movimento è indipendente. Le Società nazionali, pur se ausiliare nelle loro attività umanitarie ai loro Governi e sottomesse alle leggi che reggono i loro rispettivi paesi, devono sempre conservare la loro autonomia in modo di poter agire in ogni momento secondo i principi del Movimento"
Volontarietà:"La Croce Rossa è un'istituzione di soccorso volontaria e disinteressata"
Unità:"In uno stesso Paese può esistere una ed una sola Società di Croce Rossa. Deve essere aperta a tutti ed estendere la sua azione umanitaria a tutto il territorio"
Universalità:"La Croce Rossa è un'istituzione universale in seno alla quale tutte le società hanno uguali diritti ed il dovere di aiutarsi reciprocamente".
Il testo originale (in inglese) dei Principi Fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa si può consultare sul sito della IFRC: www.ifrc.org/what/values/principles/index.asp
[modifica] Componenti
Le componenti della Croce Rossa Italiana sono sei (due ausiliarie alle FF. AA. e quattro a caratteristica civile). Dal 1 settembre 2009 si accede ad una delle 4 componenti civili attraverso lo stesso corso di formazione. Tutti i giovani dai 14 ai 25 anni sono iscritti alla Componente dei Pionieri mentre dai 26 anni in su si sceglie una delle restanti componenti civili:
Corpo militare (CM-CRI) - che svolge le proprie attività anche all'estero, od in scenari operativi ad alto rischio;
Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana - le "crocerossine" (o "sorelle"), asse portante degli interventi sanitari più strutturati sia in Italia che all'Estero, si entra attraverso un corso di 2 anni riservato a donne dai 18 ai 45 anni;
Volontari del Soccorso - la componente più numerosa, rappresentano il "braccio operativo" della CRI nei servizi di trasporto sanitario ordinario e nel soccorso sanitario extraospedaliero (compreso il Servizio 118 - SUEM), si può diventare VDS al compimento del 26º anno d'età;
Comitato Femminile, componente a caratteristica femminile, che dedica grande attenzione al sociale, sostenendo economicamente i più bisognosi e ai programmi di autofinanziamento delle attività umanitarie Associazione, si può entrare a far parte del Comitato Femminile a partire dal 26º anno di età;
Pionieri (CRI) - composta da soci che si avvicinano al movimento da giovani (si entra dagli 8 ai 25 anni, ma è poi possibile rimanere anche oltre) dedicandosi in prevalenza all'educazione alla solidarietà dei loro stessi coetanei, all'educazione alla salute, in particolare verso i più giovani ed a supporto di tutte i collettivi vulnerabili della società; inoltre i Pionieri mirano a formare i leader del domani attraverso percorsi formativi specializzati (a seconda del settore di interesse del giovane) e gestiti dalla Scuola Nazionale di Formazione Pionieri CRI;
Donatori di Sangue, componente con lo scopo divulgare l'educazione alla donazione e raccogliere il sangue ed emoderivati alla quale si accede a partire dal 26º anno di età.
Non rientrano nelle componenti, ma sono fondamentali al funzionamento operativo della CRI, i lavoratori dipendenti, inquadrati sia come civili che come militari CRI in richiamo, svolgono diverse funzioni sia amministrative che operative, in particolar modo nelle fasce orarie in cui è minore la disponibilità materiale del volontariato.
[modifica] Onorificenze
La Croce Rossa Italiana, nel corso della sua storia, è stata insignita delle seguenti onorificenze:
Conferita il 28/06/1956:

Medaglia d'oro al valor civile
«Già encomiabilmente prodigatasi nell'alluvione del Polesine e delle inondazioni dell'Italia meridionale e insulare, la Croce Rossa Italiana, confermando le sue nobili tradizioni di umana solidarietà, di generoso altruismo e di eroica abnegazione, svolgeva durante le nevicate di eccezionale violenza abbattutesi sull'Italia centro-meridionale ed insulare, la propria opera altamente meritoria in ogni settore dell'attività assistenziale e sanitaria, intervenendo senza soste ed oltre ogni limite con uomini e mezzi nel soccorrere le popolazioni colpite, in situazioni spesso drammatiche. In innumeri occasioni gli appartenenti al corpo militare, gli autisti e le infermiere volontarie, sprezzando ogni rischio, accorrevano ovunque era necessario lenire le umane sofferenze e, con ferma volontà di superare qualsiasi ostacolo, riuscivano a portare, anche nelle località più esposte, il conforto della loro preziosa attività, riscuotendo la meritata riconoscenza delle popolazioni colpite e la unanime ammirazione del Paese.»
Conferita il 14/03/1972:

Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione di violente calamità naturali,abbattutesi su vaste zone del territorio nazionale, riconfermando ancora una volta le nobilissime tradizioni di pronta ed efficiente iniziativa, si prodigava con uomini e mezzi, oltre ogni limite di resistenza, per alleviare le sofferenze delle popolazioni tragicamente provate dai drammatici eventi. Nelle più difficili e rischiose condizioni di ambiente, con estenuanti e continui interventi di soccorso, l'Ente offriva rinnovate prove di profonda solidarietà umana e di fervida abnegazione, contribuendo in maniera determinante alla ripresa della vita civile nei centri colpiti.»— Alluvione del novembre 1966 e terremoto del gennaio 1968.
Conferita il 06/06/1986:

Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione del violento sisma che sconvolgeva l'Irpinia, la Croce Rossa Italiana, dando ulteriore prova del suo tradizionale spirito di umana solidarietà svolgeva opera altamente meritoria per il soccorso e l'assistenza alle popolazioni così tragicamente colpite. Nonostante le innumerevoli difficoltà e le situazioni di pericolo, impegnava uomini e mezzi, anche con l'aiuto delle consorelle estere, in un nobile slancio, prodigandosi con generosa abnegazione, laddove la necessità delle genti e l'incalzare dell'emergenza ne richiedevano l'intervento.»— Irpinia, 1980
Conferita il 13/09/1995:

Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione della violenta alluvione abbattutasi su Piemonte e Emilia-Romagna, che causava vittime e ingentissimi danni, l'Associazione della Croce Rossa Italiana, dando prova ancora una volta di elevatissima professionalità, di encomiabile spirito di sacrificio e di incondizionato impegno, interveniva con uomini e mezzi in soccorso delle popolazioni colpite e, prodigandosi con immediatezza, efficacia e sensibilità in una generosa e instancabile opera di solidarietà, garantiva il graduale ritorno alla normalità. Novembre 1994.»
Conferita il 19/11/2004:

Medaglia d'oro al merito civile
«Fedele alle sue tradizioni di nobile istituzione umanitaria, la Croce Rossa Italiana, con l'obiettivo di realizzare condizioni di vita in grado di assicurare la dignità delle persone, dal 9 maggio 2003 ha rappresentato per la popolazione civile irachena un baluardo di viva speranza e di intensa solidarietà. La sua instancabile azione, concretizzatasi in particolare nell'allestimento di un ospedale da campo a Baghdad, nel garantire l'apertura di vie di comunicazione che hanno permesso l'arrivo a Falluja di numerosi convogli con generi di soccorso e nel creare preziose strutture per la potabilizzazione dell'acqua, ha reso viva testimonianza di grande impegno nel solco di una cultura volta ad assicurare, sempre e comunque, tolleranza e pace, senza limiti razziali, ideologici e religiosi. Organizzazione di esemplare efficienza, ha dato ulteriore prova, anche in questa occasione, di straordinaria e meritoria abnegazione, contribuendo alla ripresa dei centri più colpiti e guadagnandosi l'unanime riconoscenza della popolazione.»

Gran Croce dell'Ordine del Principe Danilo I
Non sono qui riportate quelle conferite alle bandiere di guerra del corpo militare e di quello delle Infermiere Volontarie.
[modifica] Note
^ La notizia sul sito ufficiale C.R.I.
^ Bologna - Indagati poliziotti e Croce Rossa per i pestaggi al CPT di via Mattei
[modifica] Bibliografia
(IT) NUOVO STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA DELLA CROCE ROSSA (PDF) in Gazzetta Ufficiale n. 131 del 8 giugno 2005. URL consultato il 15-01-2009.
[modifica] Voci correlate
Croce Rossa
Comitato Internazionale della Croce Rossa
Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Elenco delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Corpo Militare della Croce Rossa Italiana
Distintivi del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana
Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana
Volontari del Soccorso della Croce Rossa Italiana
Comitato Nazionale Femminile della Croce Rossa Italiana
Pionieri della Croce Rossa Italiana
Donatori di Sangue della Croce Rossa Italiana
[modifica] Collegamenti esterni
Sito ufficiale della Croce Rossa Italiana
Associazione Italiana Collezionisti Tematici di Croce Rossa
Archivio Storico del Comitato Provinciale di Bergamo della Croce Rossa Italiana
Wiki di CRITrentino



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Comitato Locale di Livorno
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Ispettorato Provinciale Pionieri
Comitato Locale di Conegliano
Comitato Locale di Mogliano Veneto
Comitato Provinciale di Vicenza
Comitato Locale di Borgosesia
Comitato Locale di Crescentino
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