Pietro Berti

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VILLA BERTI - IMOLA VIA BEL POGGIO 13

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Visualizzazione post con etichetta guerra in Libia. Mostra tutti i post
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giovedì 14 aprile 2011

Gheddafi bombarda Misurata, decine di civili uccisi

Tra le vittime molti bambini Gheddafi bombarda Misurata, decine di civili uccisi
Roma, 14-04-2011 Un fiume di sangue scorre attraverso la Libia: Muammar Gheddafi lo aveva promesso, e cosi' e'. A Misurata, citta' "martire", la "Sarajevo libica", sono finiti sotto le bombe anche i bambini, quelli ricoverati in un ospedale pediatrico. Piccoli inermi, vittime innocenti e inconsapevoli di un conflitto che procede spedito verso una escalation che preoccupa sempre di piu' le Nazioni Unite e il suo segretario generale Ban Ki-moon. E l'Italia e' ancora in prima fila per impedire che il massacro a Misurata continui: il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha ribadito anche oggi quanto sia urgente aiutare la citta', dove "250 civili, tra cui 20 bambini, sono stati uccisi in due settimane" - 23 solo oggi dai missili Grad - e dove oltre 20.000 sfollati "muovono verso il centro" e "6.000 stranieri sono in attesa di evacuazione".Frattini denuncia poi che i soldati del rais minano le zone intorno alla citta' martire, creando una "situazione terribile", soprattutto, ancora una volta, per i bambini "che vanno a metterci le mani". La situazione e' grave, tanto da spingere Ban Ki-moon, significativamente lanciato nel corso di un vertice tra Lega araba, Ue e Unione africana, a esprimere nuovamente "grave preoccupazione per l'escalation della violenza e per le violazioni dei diritti umani". A Misurata, tutta la periferia e' nelle mani di Gheddafi, che - spiegano fonti dei ribelli - con le sue truppe si e' fatto largo verso il centro e controlla le due arterie principali, Tripoli e Bengasi street. I militari ribelli stimano di controllare meno del 40% della citta', mentre il porto finora nelle loro mani, e che rappresenta l'unica via d'uscita da Misurata, e' stato chiuso oggi dopo i pesanti bombardamenti da parte delle forze governative. I guerriglieri di "Libia libera" attaccano i nemici con assalti mirati, rapidi, poi si ritirano lungo le strette stradine costellate di macerie. Barricate di fortuna, in gran parte tubi d'acciaio messi per traverso e blocchi di cemento armato, spuntano in tutte le strade. Nessuno puo' uscire, se non consegnandosi ai miliziani della Jamariyah islamica. "La sua tattica e' quella di terrorizzare la popolazione. Quello che lui non controlla non lo deve controllare nessun altro - continuano le fonti -. E' come per gli impianti, o il petrolio va a Tripoli o non va da nessuna parte". Circa 400 soldati addestrati si confrontano con un migliaio di fedelissimi del rais. L'artiglieria spara a casaccio, e la gran parte delle famiglie ammassate nei due chilometri di "area sicura" davanti al porto. Gli insorti chiedono piu' raid Nato. Da Bengasi, ammettono i ribelli, "ogni giorno partono piccole imbarcazioni che trasportano medicinali, armi, equipaggiamento. Alle volte partono anche dei piccoli gruppi di guerriglieri, che danno il cambio agli altri". Per evitare i controlli Nato, i soldati di Bengasi sono costretti a fare come i contrabbandieri, sfrecciare sul mare vicino alla costa, usando imbarcazioni piccole, poco individuabili ma altrettanto di fortuna. Domani la grande manifestazione dell'opposizione colorera' la "capitale dei ribelli": sono attesi cortei in tutto il Paese. Forse anche a Tripoli, dove oggi Gheddafi e' sfilato in pompa magna a bordo di un suv. Nel quartiere di Fashaloum la tensione e' gia' alta, con voci che si rincorrono su un "bagno di sangue", con le forze di sicurezza che avrebbero sparato sulla folla. I ribelli sognano una nuova avanzata, si organizzano, rafforzano le difese. E sognano, questa notte, che l'insurrezione scoppi nella capitale del rais.

lunedì 4 aprile 2011

L'Italia riconosce i ribelli e invia nave ospedale in Libia

L'Italia riconosce i ribelli e invia nave ospedale in Libia Frattini non ha escluso la fornitura armi agli insorti. L'opposizione: Inaccettabile la successione a uno dei figli del rais
Roma, 4 apr. (TMNews) - L'Italia ha riconosciuto il Consiglio nazionale di Transizione (Cnt) dei ribelli libici come unico interlocutore legittimo in Libia, e ha aperto per la prima volta alla possibilità di fornire armi ai ribelli. Contemporaneamente, Gheddafi ha continuato a cercare una via d'uscita diplomatica, inviando ad Ankara un suo emissario, ma i ribelli hanno rifiutato qualsiasi soluzione che mantenga al potere un membro della famiglia del rais. Sul terreno, continuano i bombardamenti a Misurata, terza città del Paese, dove molti negozi non sono riusciti ad aprire la loro attività per le minacce dei cecchini."L'Italia - ha annunciato il ministro degli Esteri Frattini al termine di un colloquio con il responsabile esteri dell'amministrazione provvisoria di Bengasi, Ali al Isawi - riconosce il Consiglio nazionale transitorio di Bengasi come unico interlocutore legittimo e rappresentante del popolo libico". La risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell'Onu, ha aggiunto Frattini, "non impedisce" di fornire armi ai ribelli, ha detto, una possibilità confermata da al Isawi. Il titolare della Farnesina ha manifestato la volontà del governo di "organizzare dei voli nella regione per il trasporto dei feriti più gravi negli ospedali italiani". L'Italia, ha aggiunto Frattini, provvederà anche ad allestire "una nave ospedale nel porto di Misurata".Da Londra il ministro degli Esteri britannico William Hague ha annunciato che la prossima settimana a Doha si svolgerà una nuova riunione del gruppo di contatto. Un portavoce del primo ministro, David Cameron, ha fatto sapere che Downing Street non cerca alcuna "exit strategy" per il leader libico. Intanto un emissario di Tripoli, il viceministro degli Esteri Abdelati Obeidi, è arrivato ad Ankara per chiedere "l'aiuto della Turchia" per arrivare a un cessate il fuoco con i ribelli.Ad Ankara è arrivato anche il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, per discutere con i responsabili turchi della missione della Nato in Libia, cui la Turchia partecipa con una forza navale.Il Consiglio nazionale transitorio di Bengasi ha comunque escluso l'opzione della successione al potere in Libia da parte di uno dei figli di Gheddafi. "E' impossibile, inaccettabile" ha dichiarato il responsabile esteri dell'amministrazione provvisoria libica, Ali Al Isawi in una conferenza stampa a Roma con il ministro degli Esteri Franco Frattini.A Misurata la guerriglia oggi ha chiesto nuovamente l'appoggio della coalizione internazionale per venire a capo dell'artiglieria pesante delle forze del colonnello Muammar Gheddafi, che stanno bombardando la città da molti giorni. "Le forze di Gheddafi non smettono di bombardare ciecamente la città e continuano a cadere vittime. Gli aerei della Nato, la cui missione è proteggere i civili, non sorvolano neppure la regione", ha indicato un portavoce dei ribelli sotto copertura di anonimato Ape .

sabato 19 marzo 2011

Operazione "Odissea dell'alba"


E' partita l'operazione "Odissea dell'alba" per distruggere la contraerea libica. Partecipano Usa, Francia, Gran Bretagna e Italia. Il vertice a Parigi Europa-Lega Araba ha dato il via libera all'attacco. Per primi partono aerei francesi verso Bengasi. Bombardamento con missili Cruise su Tripoli lanciati da 25 fra navi da guerra e sottomarini dislocati nel Mediterraneo. Colpiti 20 obiettivi strategici secondo il Pentagono. Movimenti aerei nelle basi italiane. Tv di stato Libia, colpiti obiettivi civili. Gheddafi minaccia attacco a obiettivi civili e militari nel Mediterraneo. Su Livestream un canale dei ribelli racconta in diretta l'assalto a Bengasi
Le basi italiane coinvolte
Sarkozy annuncia l'attacco
L'assedio di Misurata
Attacco a Bengasi
Cronaca da Bengasi
Rafale, aereo francese multiruolo
Le reazioni internazionali al vertice di Parigi
La Russa sulle basi militari: non facciamo gli affittacamere
Obama e il ruolo di 'spalla' degli Usa
Scudi umani in Libia attorno al bunker del Rais
Libia, parte l'attacco.
Al via l'attacco contro Gheddafi
Basi e aerei, così l'Italia pronta all'attacco
Super-Sarkozy lancia l'attacco, decollano i Rafale
libia
La guerra a Bengasi

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